sabato 16 aprile 2011

Mons. Gherardini sul Cammino neocatecumenale

Brunero Gherardini, Concilio Vaticano II. Il discorso mancato Lindau, 2011
L’Autore è convinto che il Discorso da fare sul Vaticano II - secondo il titolo di un suo precedente lavoro (2009) - non sia per il cristiano d’oggi, per i preti, per la Chiesa stessa, un’opzione fra molte, ma una vera necessità. Ed è perciò dispiaciuto che, finora, nonostante l’incrociarsi delle cosiddette ermeneutiche, il Discorso sia mancato. Per questo nel volumetto citato spiega la ragione di questa omissione, che individua non tanto nelle correnti post-conciliari, quanto nell’orientamento assunto fin dall’inizio dai Padri conciliari. Tra lo spirito con cui essi intrapresero la celebrazione del Concilio ed i sedici documenti maturati nel corso di esso c’è una logica perfetta: il rifiuto, infatti, degli Schemi ufficialmente preparati, con il quale il Concilio prese l’avvio, non poteva ingenerare che quei documenti, con quel loro indirizzo, quelle loro aperture. E da queste, proprio perché tali, non poteva scaturire che un atteggiamento di rottura col passato. Ciò, sia ben chiaro, non comporta un no al Concilio, del quale l’Autore individua quattro distinti livelli, assegnando ad ognuno di essi un diverso valore. Nonostante la necessità di ricorrere alla chiarezza per dir le cose come stanno, resta il fatto che il Vaticano II è un Concilio autentico, ma ne resta tuttora inespressa la lettura dogmaticamente veritativa di alcuni "nodi" ormai sotto gli occhi di tutti.


Estraiamo il testo che segue dalle pagg. 71-73:

...E ci son aberrazioni indubbiamente più gravi. Quelle dei cosiddetti "Neocatecumenali.

Non so se risponda a piena verità ciò ch'essi vanno dicendo al colto e all'inclita, d'avere cioè ottenuto la piena approvazione da parte della Sede Apostolica. Ciò che è a mia conoscenza - e la fonte è sempre "L'Osservatore Romano" - è che, almeno fin a qualche tempo fa, quel movimento fosse "sub iudice". Se poi l'approvazione ci fosse stata davvero, la gravità sarebbe chiaramente maggiore, perché determinerebbe una situazione di "Chiese parallele". Nel 2002 l'allora card. Ratzinger dichiarò che gli Statuti dei Neopentecostali, "il Direttorio catechetico e tutta la prassi catechetica e litugica del Cammino" eran "al vaglio dei competenti Dicasteri". Neanche due mesi dopo - da settembre e novembre dello stesso anno 2002 - nella Chiesa "Caput et Mater omnium ecclesiarum", vale a dire in San Giovanni in Laterano, si procedette all'ordinazione di 10 diaconi neocatecumenali [Il fenomeno lo avevamo denunciato qui]. Era la dimostrazione fattiva e visiva delle due "Chiese Parallele".

Non m'interessano le vicende personali di Kiko e di Carmen, anche se l'impressione è che non sian molto edificanti. A me interessa soltanto la fedeltà alla dottrina della Chiesa, quale ci viene riproposta nella sua secolare identità dalla sacra Tradizione. Non ho la possibilità d'una diretta verifica di essa nei testi ufficiali del Cammino neocatecumenale, dal momento che tali testi subiscono una sorta di "secretazione". Qualcuno, però, li ebbe fra le mani e, citandoli alla lettera li portò a conoscenza di tutti [cfr. E. Zoffoli, Verità sul Cammino neocatecumenale, testimonianze e documenti, Ed. Segno, Udine 1996]. Nessun dubbio che da quelle citazioni emerga l'evidenza dell'eresia. Specificarla sarebbe impresa improba: è eresia su tutta la linea. In particolare la si rileva in ordine al mistero eucaristico. Ora l'eresia è un "bubbone che va reciso", come scrisse Karl Barth a proposito della mariologia cattolica; un vescovo, al quale proprio questo avevo osservato, mi rispose: "però pregano molto e quindi lasciamoli in pace". Avete letto bene: un vescovo, pregano molto, lasciamoli in pace. Si vede che per i vescovi del post-concilio una preghiera val bene un'eresia. La situazione caotica determinata dal nuovo associazionismo cattolico, di cui il Cammino Neocatecumenale è una delle espressioni più emblematiche dovrebb'esser non lasciata a se stessa ed ancor meno approvata o tollerata "pro bono pacis", specie se fosse priva della dovuta chiarezza dogmatica e morale. Non si può, per esempio, né ammettere né tollerare un movimento che, per principio, riduca al minimo la presenza presbiterale nella sua attività catechetica e liturgica. D'altra parte, sarebbe molto facile mettere in risalto l'ecclesialità d'ogni movimento sedicente cattolico, commisurandola con il contenuto teologico e giuridico di codesto stesso aggettivo: cattolico è non ciò che spunta per generazione spontanea all'interno della Chiesa, ma ciò cui dà vita o ne prende in mano le redini la gerarchia ecclesiastica. Proprio questa è la ragione dell'Azione Cattolica, non a caso contestata e marginalizzata dal post-concilio.

Anche a tale riguardo sarebbe stato provvidenziale e lo sarebbe tuttora, il discorso da fare.

Ho accennato alla situazione caotica: non ne è responsabile il solito incontrollato associazionismo; molto più responsabili sono "i cani che non latrano quando dovrebbero latrare" (Is 56,10).

50 commenti:

Anonimo ha detto...

Mi permetto di dissentire. Articolo pieno di imprecisioni e cose dette per sentito dire...

"Non so se risponda a piena verità... la piena approvazione da parte della Sede Apostolica" (santa ignoranza)

"movimento... "sub iudice" (il cammino era già riconosciuto nel 1990 da Giovanni Paolo II ed approvato ad experimentum dal 2002)

proprio un bel metodo scientifico per
scrivere un libro.

Poi mi spiegate perché le ordinazioni diaconali fatte a Roma dal seminario Redemptoris Mater sarebbero di una chiesa parallela e non quelle del Collegio Capranica, o del Divino Amore? O non sapete (forse fate finta) che in moltissime diocesi si fanno ordinazioni diaconali a volte separate, per esempio in differenti parrocchie, per motivi pastorali?

E perché non dite che le ordinazioni presbiterali si fanno sempre insieme tutti i collegi diocesani di Roma a S. Pietro dal Papa stesso?

Ma la ciliegina è: "cattolico è non ciò che spunta per generazione spontanea all'interno della Chiesa, ma ciò cui dà vita o ne prende in mano le redini la gerarchia ecclesiastica"

Quindi è cattolico non ciò che Dio suscita nella sua Chiesa ma solo ciò che è proposto dalla gerarchia?

Confermate ancora che il vostro problema è il Concilio. Non vi resta che dichiarare i Papi post-Vaticano II come eretici ed eleggere a sommo pontefice Mons. Gerardini.

Francesco ha detto...

Le accuse del nostro amico anonimo sono assolutamente infondate e superflue.
Come sempre.
Misoffermo solo su una di esse:

Ma la ciliegina è: "cattolico è non ciò che spunta per generazione spontanea all'interno della Chiesa, ma ciò cui dà vita o ne prende in mano le redini la gerarchia ecclesiastica"

Come smentire questa elementare verità richiamata da Mons. Gherardini?

Forse che tutto ciò che di spontanestico ed anarcoide nasce e cresce senza contrrollo accurato da parte della Chiesa è da accettare a scatola chiusa o non è piuttosto da guardare almeno con legittimo sospetto?

Peraltro Mons. Gherardini appena pochi mesi fa ha pubblicato presso una casa editrice fortemente connotata come neocatecumenale (Fede e Cultura) uno dei suoi studi più importanti ( "Quale accordo fra Cristo e Beliar?").

Come mai l'amico anonimo pensa di dover smentire questa grande mente del nostro cattolicesimo?

Anonimo ha detto...

"Le accuse del nostro amico anonimo sono assolutamente infondate e superflue.Come sempre.
Misoffermo solo su una di esse..."

Classico modo di non rispondere. Perché non rispondi alle altre obbiezioni?

Non ho affermato l'anarchia nella chiesa, ma il non ridurre a Cattolico solo ciò che viene dalla gerarchia. Cattolico è anche ciò che è riconosciuto come tale dalla gerarchia e guarda caso questo temine sta proprio nella definizione che Giovanni Paolo II dà del cammino e che benedetto XVI ha ripreso: "Itinerario di formazione cattolico..."

Forse che con l'approvazione del Cammino la gerarchia non ha preso in mano le redini del cammino? A meno che per redini intendiate che un carisma non possa svilupparsi secondo la sua natura propria e debba essere guidato da qualcuno che non ha nulla a che vedere con tale carisma.

E' come se per guidare i Focolarini si imponesse un prete o un vescovo dell'Opus Dei o viceversa.

mic ha detto...

"movimento... "sub iudice" (il cammino era già riconosciuto nel 1990 da Giovanni Paolo II ed approvato ad experimentum dal 2002)

Mons. Gherardini si riferisce ad un momento preciso in cui il cammino nc era effettivamente sub iudice. Anche Benedetto XVI pochi giorni prima dell’approvazione definitiva da parte di Rylko aveva affermato che l’iter di approvazione sarebbe stato ancora lungo. Abbiamo più volte riportato la citazione precisa.

Ma è interessante smentire che il discorso del riconoscimento nel 1990 è una bella ‘costruzione’ ad usum cammini

Non pensavamo che si ripetesse l’occasione di riformulare il ‘mantra’, sbandierato per decenni, di dire che Giovanni Paolo II avrebbe «riconosciuto il Cammino», citando una lettera del 30 agosto 1990 - la famosa “Ogniqualvolta” lettera-grimaldello per tanti anni - di papa Giovanni Paolo II a mons. Paul Josef Cordes (vicepresidente del Pontificio Consiglio per i Laici dal 1980 al 1995), che aveva incaricato personalmente di occuparsi del Cammino.

segue

mic ha detto...

... segue

Mi dilungo un po' su questa vicenda, anche se può apparire superata all'attuale approvazione, solo perché perché ancora ritorna e dimostra la subdola e abile strumentalizzazione di ogni evento. il Cammino ha sempre fatto ampiamente sfoggio (perfino nello Statuto) di una frase di Giovanni Paolo II, presente verso la fine della lettera, in cui dice: «riconosco il Cammino Neocatecumenale come un itinerario di formazione cattolica, valida per la società e per i tempi odierni».

Ma se esaminiamo meno distrattamente il contesto, vediamo che la situazione è molto diversa.

Giovanni Paolo II ha in realtà detto:
«avendo preso visione della documentazione da Lei presentata, accogliendo la richiesta rivoltami riconosco il Cammino Neocatecumenale come un itinerario di formazione cattolica, valida per la società e per i tempi odierni. Auspico, pertanto, che i Fratelli nell'Episcopato valorizzino e aiutino ... nello spirito di servizio all'Ordinario del luogo e di comunione con lui e nel contesto dell'unità della Chiesa particolare con la Chiesa universale».

Il testo è stato pubblicato in Acta Apostolicae Sedis con una nota redazionale che precisava che:
«l'intento del Santo Padre, nel riconoscere il Cammino neocatecumenale come valido itinerario (già qui risulta evidente l'errore grammaticale attribuibile ad una stesura non curiale rimasta quella ufficiale e sbandierata urbi et orbi) di formazione cattolica, non è quello di dare indicazioni vincolanti agli ordinari del luogo, ma soltanto di incoraggiarli a considerare con attenzione le comunità neocatecumenali, lasciando tuttavia al giudizio degli stessi ordinari di agire secondo le esigenze pastorali delle singole diocesi».

Osserviamo che il Papa ha incaricato Cordes di seguire il Cammino e documentarlo, dunque almeno fino al 1990 il Papa non aveva molti elementi sul Cammino. E e già all'inizio del 1983 il Papa aveva da redarguire i neocatecumenali quanto all'isolazionismo e alle norme liturgiche ).

Mons. Cordes raccoglie documentazione presso i neocatecumenali, ma esprime anche un giudizio: richiede al Papa di riconoscere il Cammino come “itinerario” e come “valido per la società e per i tempi odierni” (questa è proprio la terminologia del Cammino, con la sua insistenza pluridecennale sull'itinerario per i “tempi odierni”).

Non sappiamo quale sia la “documentazione” presentata: sappiamo che doveva essere convincente per Cordes e pertanto convincente per lo stesso Papa (che gli aveva dato incarico di procurarla), e che infatti gli risponde “accogliendo la richiesta” così come era stata presentata (dunque quel “riconosco il Cammino come un itinerario di formazione valida...” era fondato sulla documentazione citata, non è stata un'idea del Papa, non è stata un'iniziativa personale del Papa, quantunque nella stessa lettera il Papa presenti numerosi elogi al Cammino).

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mic ha detto...

... segue

Giovanni Paolo II si augura inoltre che i vescovi “valorizzino e aiutino” (poteva auspicare diversamente?) a condizione che il Cammino sia lì per servire i vescovi, in comunione coi vescovi, ed in unità coi vescovi. Anche pensando che queste ultime siano “formule di rito”, dovremmo chiederci: la lettera va accettata in ogni dettaglio o se ne debbono tagliuzzare le sole parti utili alla propaganda neocatecumenale? Se quel “riconosco” è stato tanto pomposamente utilizzato dal Cammino, allora queste raccomandazioni sul rapporto coi vescovi hanno lo stesso peso, no?

Ma andiamo avanti: la lettera è stata scritta a Cordes, il vescovo che il Papa scelse all'epoca per quello specifico scopo. Dunque non è stata scritta al Cammino, non è stata inviata ai vertici del Cammino, e perciò non è un riconoscimento ufficiale al Cammino.

Il Papa parla a monsignor Cordes del Signor K. Argüello e della Signora C. Hernández. Non ha inviato a loro la lettera, l'ha inviata a Cordes. Esprime un giudizio che, pur diventando pubblico, resta una questione tra lui e Cordes, fondata sulla documentazione prodotta da quest'ultimo.

Quel “riconosco” tanto vantato dal Cammino è perciò un accettare le richieste di Cordes (per giunta su invito di quest'ultimo, non perché il Papa volesse di cuore “riconoscere” il Cammino), magari interpretabile come incoraggiamento al Cammino, ma non è un riconoscimento pontificio al Cammino.

Infatti, con la pubblicazione su Acta Apostolicae Sedis qualche settimana dopo, viene prudentemente precisato il significato (che pure era ovvio: ma evidentemente già correva voce tra i neocatecumenali di una qualche “approvazione del Papa”): dalla lettera si può cavare al più un incoraggiamento ai vescovi a considerare con attenzione il Cammino, senza fornire loro un'approvazione definitiva: dunque già nel 1990 la documentazione di Cordes veniva riconosciuta come insufficiente!

Molta acqua è passata sotto i ponti dall'invio di quella lettera, e le circostanze successive fanno pensare che papa Giovanni Paolo II non sia stato più tanto propenso come in quell'agosto del 1990.

Nel 1997, infatti, il Papa ancora chiedeva al Signor Kiko e alla Signora Carmen di proporre una regolazione statutaria per il Cammino. Nel giugno 2002, dopo ripetute bocciature, verrà approvato ad experimentum lo Statuto, che però è monco perché rinvia ad un “Direttorio catechetico” tuttora non pubblicato poiché soggetto all'Arcano).

Giovanni Paolo II morirà nel 2005, senza che i neocatecumenali ottengano altro (ancora il 22 febbraio 2006 Kiko si lamenterà di non aver avuto concessioni concrete sulla liturgia da parte di Giovanni Paolo II).

A giudicare dall'ostentazione incessante e accanita di quel «riconosco il Cammino», tra i neocatecumenali non sembrano esserci persone disposte ad ammettere che quel «riconosco» non è un riconoscimento formale ma è stato agitato come tale ed usato come slogan.

Perché?

mic ha detto...

E perché non dite che le ordinazioni presbiterali si fanno sempre insieme tutti i collegi diocesani di Roma a S. Pietro dal Papa stesso?

Con i presbiteri che poi vanno immediatamente ad omaggiare Kiko... ci sono le immagini.

Ma la ciliegina è: "cattolico è non ciò che spunta per generazione spontanea all'interno della Chiesa, ma ciò cui dà vita o ne prende in mano le redini la gerarchia ecclesiastica"
Quindi è cattolico non ciò che Dio suscita nella sua Chiesa ma solo ciò che è proposto dalla gerarchia?


Mons. Gherardini non fa altro che riproporre ciò che nella Chiesa è sempre accaduto prima dell’odierna anarchia e pressapochismo e sedicenti carismi in libertà… perché de sempre ogni fondazione ecclesiale, anche se ‘muove’ da una vocazione laicale, ha come guida e come responsabili dei sacerdoti e richiede l’approvazione delle gerarchie. La vostra è un’anomalia fin dalle origini...

Confermate ancora che il vostro problema è il Concilio. Non vi resta che dichiarare i Papi post-Vaticano II come eretici ed eleggere a sommo pontefice Mons. Gherardini.

Le nostre idee sul Concilio sono equilibrate e in sintonia con molti pastori, compreso Mons Gherardini. La questione è complessa e va affrontata. Se non ci fossero state perplessità, il Papa non avrebbe consentito i colloqui con la FSSPX, ad esempio...
Non siamo contro il Concilio, che fa parte della storia della Chiesa; ma condividiamo molte riserve sulle ambiguità e sulle applicazioni selvagge

mic ha detto...

A meno che per redini intendiate che un carisma non possa svilupparsi secondo la sua natura propria e debba essere guidato da qualcuno che non ha nulla a che vedere con tale carisma.

se il carisma è un dono che viene dallo Spirito Santo, non può avere "natura propria" e nella Chiesa non esiste un sacerdote o un vescovo che non abbia nulla a che vedere con quel carisma, a meno che esso non contenga, come di fatto contiene per chi ben lo conosce dall'interno, qualcosa di estraneo.

Anonimo ha detto...

“Omnes reformationes in Ecclesia novos gignerunt inceptus novasque promoverunt instituta, quae optata reformationis ad rem deduxerunt.
Ita evenit post Concilium Tridentinum; nec aliter nunc fieri poterat. Instauratio liturgica profunde incidit in Vitam Ecclesiae. Spiritualitas liturgica novos germinare flores sanctitatis et gratiae necesse est, nec non intensioris apostolatus catholici et actionis pastoralis.
Praeclarum exemplar huius renovationis invenitur in «Communitatibus neo-catechumenalibus», quae ortum habuerunt Matriti, anno 1962, opera quorumdam iuvenum laicorum, Exc.mo Pastore Matritensi, Casimiro Morcillo, permettente, animante et benedicente. «Communitates» eo tendunt ut in paroeciis signum exstent Ecclesiae missionariae, viamque conantur aperire evangelizationi eorum, qui vitam christianam paese dereliquerunt.
Ad hunc finem Sodales «Communitatum» quaerunt vitam liturgicam intensius vivere, incipiendo a nova catechesi et praeparatione «cathecumenali», nempe percurrendo, spirituali itinere, omnes illas phases quae in primaeva Ecclesia catechumeni percurrebant antequam sacramentum baptismi acciperent. Cum hic agatur non de baptizandis, sed de baptizatis, catechesis eadem est, sed ritus liturgici aptantur situationi christianorum baptizatorum iuxta suggestiones iam datas a Congregatione pro Culto Divino.
«Communitates» in paroeciis eriguntur, sub moderamene parochi. Sodales semel vel bis in hebdomada coadunantur ad audiendum Verbum Dei, ad colloquia spirituali agenda, ad Eucharistiam partecipandam"

Traduzione italiana:
“Tutte le riforme, nella Chiesa, hanno apportato nuovi principi e promosso nuove norme, che hanno tradotto in pratica gli intenti della riforma stessa.
Così accadde dopo il Concilio di Trento; né poteva essere diversa mente ai giorni nostri. Il rinnovamento liturgico incide profondamente sulla vita della Chiesa. C’è necessità che la spiritualità liturgica germini nuovi fiori di santità e di grazia, nonché di apostolato cristiano più intenso e di azione spirituale.
Un modello eccellente di questo rinnovamento si trova nelle «Comunità neo-catecumenali» che sorsero a Madrid, nel 1962, per iniziativa di alcuni giovani laici, con il permesso, l’incoraggiamento e la benedizione dell’eccellentissimo Pastore madrileno, Casimiro Morcillo. Le comunità hanno lo scopo di rendere visibile nelle parrocchie il segno della Chiesa Missionaria, e si sforzano di aprire la strada all’evangelizzazione di coloro che hanno quasi abbandonato la vita cristiana.
A questo fine i Membri delle «Comunità» cercano di vivere più intensamente la vita liturgica cristiana incominciando dalla nuova catechesi e dalla preparazione «catecumenale», percorrendo cioè, con un cammino spirituale, tutte quelle fasi, che, nella Chiesa primitiva, i catecumeni percorrevano prima di ricevere il sacramento del battesimo. Poiché si tratta non di battezzandi, ma di battezzati, la catechesi è la medesima, ma i riti liturgici si adattano allo stato di cristiani battezzati secondo le direttive già date dalla Congregazione per il Culto Divino.
Le «Comunità» nelle parrocchie vengono erette sotto la direzione del parroco. I membri, una volta o due la settimana, si riuniscono per ascoltare la parola divina, per avere colloqui spirituali, per partecipare all’Eucaristia.”

Di che anno è?
1974, 1794, 7194 o 4917?
Chi l'ha scritta? E' stata pubblicata?

Communitatibus neo-catechumenalibus, ma quant'è bello il latino......

mic ha detto...

scommetto che è la "nota laudatoria" di Bugnini...
avuto riguardo all'estensore non ne sarei troppo fiera e, anzi, spiega molte cose, cioè tutto i "ponti d'oro" che vi sono stati fatti fin dall'inizio (persino l'erezione di seminari senza che ci fosse una forma statutaria della vostra aggregazione)

Di 'fiori all'occhiello' ne potete esibire diversi; ma non sono questi sufficiente garanzia a chi guarda la sostanza e conosce meglio la realtà effettiva rispetto a quella sbandierata ed enfatizzata in modi sempre 'sopra le righe'; il che è già di per sé sospetto di scarso equilibrio...

mic ha detto...

Per chi non lo sapesse, Bugnini è il massone che ebbe carta bianca da Paolo VI per la riforma a tavolino della Liturgia...

mic ha detto...

su cosa pensi Benedetto XVI su Bugnini e la sua Riforma emerge da queste parole tratte da "la mia vita":

“Ora, invece, la promulgazione del divieto del messale che si era sviluppato nel corso dei secoli, fin dal tempo dei sacramentali dell'antica Chiesa, ha comportato una rottura nella storia della liturgia, le cui conseguenze potevano solo essere tragiche. [...] Ma in quel momento accadde qualcosa di più: si fece a pezzi l'edificio antico e se ne costruì un altro, sia pure con il materiale di cui era fatto l'edificio antico e utilizzando anche i progetti precedenti. Non c'è alcun dubbio che questo nuovo messale comportasse in molte sue parti degli autentici miglioramenti e un reale arricchimento, ma il fatto che esso sia stato presentato come un edificio nuovo, contrapposto a quello che si era formato lungo la storia, che si vietasse quest'ultimo e si facesse in qualche modo apparire la liturgia non più come un processo vitale, ma come un prodotto di erudizione specialistica e di competenza giuridica, ha comportato per noi dei danni estremamente gravi. In questo modo, infatti, si è sviluppata l'impressione che la liturgia sia «fatta», che non sia qualcosa che esiste prima di noi, qualcosa di «donato», ma che dipenda dalle nostre decisioni. Ne segue, di conseguenza, che non si riconosca questa capacità decisionale solo agli specialisti o a un'autorità centrale, ma che, in definitiva, ciascuna «comunità» voglia darsi una propria liturgia. Ma quando la liturgia è qualcosa che ciascuno si fa da sé, allora non ci dona più quella che è la sua vera qualità: l’incontro con il mistero, che non è un nostro prodotto, ma la nostra origine e la sorgente della nostra vita”.

la "liturgia che ciascuno si fa da sé", vi ricorda niente?

Maranatha ha detto...

Brava Maria! Ottima analisi...:)

mic ha detto...

e già all'inizio del 1983 il Papa aveva da redarguire i neocatecumenali quanto all'isolazionismo e alle norme liturgiche

per motivare questa mia affermazione trascrivo di seguito le parole di Giovanni Paolo II in un Discorso ai sacerdoti neocat del dicembre 1985. E non è l'unico; ma come pure tutte le indicazioni di Benedetto XVI, è caduto nel vuoto totale. Infatto, del Papa, si mettono in risalto solo le lodi e gli incoraggiamenti, ma poi si obbedisce a Kiko...

"... La prima esigenza che vi s'impone è di sapere mantener fede, all'interno delle Comunità, alla vostra identità sacerdotale. In virtù della sacra Ordinazione, voi siete stati segnati con uno speciale carattere che vi configura a Cristo Sacerdote, in modo da poter agire in suo nome (cfr. Presbyterorum Ordinis, 2). Il ministro sacro quindi dovrà essere accolto non solo come fratello che condivide il cammino della Comunità stessa, ma soprattutto come colui che, agendo "in persona Christi", porta in sé la responsabilità insostituibile di Maestro, Santificatore e Guida delle anime, responsabilità a cui non può in nessun modo rinunciare. I laici devono potere cogliere queste realtà dal comportamento responsabile che voi mantenete. Sarebbe un'illusione credere di servire il Vangelo, diluendo il vostro carisma in un falso senso di umiltà o in una malintesa manifestazione di fraternità. Ripeterò quanto già ebbi occasione di dire agli Assistenti Ecclesiastici delle Associazioni Internazionali Cattoliche: "Non lasciatevi ingannare! La Chiesa vi vuole sacerdoti, e i laici che incontrate vi vogliono sacerdoti e niente altro che sacerdoti. La confusione dei carismi impoverisce la Chiesa, non la arricchisce"

mic ha detto...

che dire di questo stralcio dalla "Misterium fidei" di Paolo VI, con la quale il Papa cerca di mettere riparo alle storture evidentemente già allora riscontrabili?

"... 11. Non è infatti lecito, tanto per portare un esempio, esaltare la Messa così detta «comunitaria» in modo da togliere importanza alla Messa privata; né insistere sulla ragione di segno sacramentale come se il simbolismo, che tutti certamente ammettono nella ss. Eucaristia, esprimesse esaurientemente il modo della presenza di Cristo in questo Sacramento; o anche discutere del mistero della transustanziazione senza far cenno della mirabile conversione di tutta la sostanza del pane nel corpo e di tutta la sostanza del vino nel sangue di Cristo, conversione di cui parla il Concilio di Trento, in modo che essi si limitino soltanto alla «transignificazione» [predicata da Kiko] e «transfinalizzazione» come dicono; o finalmente proporre e mettere in uso l'opinione secondo la quale nelle Ostie consacrate e rimaste dopo la celebrazione del sacrificio della Messa Nostro Signore Gesù Cristo non sarebbe più presente."

12. Ognuno vede come in tali opinioni o in altre simili messe in giro la fede e il culto della divina Eucaristia sono non poco incrinati.

13. Affinché dunque la speranza, suscitata dal Concilio, di una nuova luce di pietà Eucaristica, che investe tutta la Chiesa, non sia frustrata e inaridita dai semi già sparsi di false opinioni, abbiamo deciso di parlare di questo grave argomento a voi, Venerabili Fratelli, comunicandovi sopra di esso il Nostro pensiero con apostolica autorità.

Francesco ha detto...

Mi riaffaccio soltanto adesso al blog e al nostro amico anonimo che coninua a rimacinare accuse ritrite penso di non dovere alcuna risposta dopo l'esauriente analisi di Mic.

Quanto espresso da mons. Gherardini è tutto provato e riprovato.
Per inciso occorre ricordare che questo libro è stato da lui dato alle stampe dopo il precedente in cui invitava apertamente chi di dovere ad una sana disanima sull'epistemologia dell'ultimo Concilio.
Non avendo avuto alcuna risposta nel giro di ben due anni, adesso ha ripreso carta e penna.

E,certo, non bastano le fanciullesche perplessità di Anonimo a sminuire la portata del libro cui si fa riferimento nel thread e segnatamente quella delle lucide analisi di Mons. Gherardini sul Cammino Neocatecumenale.

Anonimo ha detto...

Nel 1974, la Congregazione del Culto Divino sul proprio notiziario Notitiae, riporta una “Nota sulle Comunità Neocatecumenali”, che ci fa constatare che già nel lontano 1974 la Chiesa avesse compreso la bontà del CNC.

Senza tanti fronzoli segnalo soltanto 3 cose:
- vengono definite le Comunità come “FIORI DI SANTITÀ E GRAZIA”
- le Comunità Neocatecumenali “SI SFORZANO DI APRIRE LA STRADA ALL’EVANGELIZZAZIONE DI COLORO CHE HANNO QUASI ABBANDONATO LA VITA CRISTIANA”.
- le Comunità Neocatecumenali percorrono “CON UN CAMMINO SPIRITUALE, TUTTE QUELLE FASI, CHE, NELLA CHIESA PRIMITIVA, I CATECUMENI PERCORREVANO PRIMA DI RICEVERE IL SACRAMENTO DEL BATTESIMO”.

Questa nota della la Congregazione del Culto Divino può essere definita quasi “profetica”, perché descrive in pochissime parole cosa è diventato il Cammino Neocatecumenale.

fanciullescamente, lo ritengo un complimento. grazie Sig. Francesco.

by Tripudio ha detto...

Dell'anonimo che trova risposte eleganti (ma false) ai documenti presentati qui, vorrei evidenziare il solito punto essenziale.

Non può usare i documenti della Santa sede quando gli fanno comodo, e ignorarli quando non gli fanno comodo.

O tutto, o niente.

Dunque, invece di parlare delle "approvazioni" del Cammino (che appartengono al campo giuridico, ma non cambiano gli errori neocatecumenali passati, presenti e futuri)... parliamo un po' delle decisioni del Santo Padre contenute nella lettera di Arinze.

Che non è in latino, ma in italiano.

Che dice all'inizio e alla fine che i neocatecumenali devono seguire il Messale Romano, senza né aggiunte né omissioni, con l'unica eccezione dello spostamento del segno della pace (permesso dato ai neocat "ad experimentum" e non ancora né ritirato né confermato).

I neocatecumenali invece celebrano con tanti abusi liturgici e tante forzature al Messale. A tutt'oggi.

Quella lettera è stata talmente ben compresa dai signori Arguello ed Hernandez, che pochi giorni dopo che il Papa l'aveva confermata gli scrissero che avrebbero disobbedito.

Nessun neocatecumenale ha mai osato commentare onestamente la lettera di Kiko-Carmen-Pezzi a Benedetto XVI.

Quelle decisioni del Santo Padre sono oggi parte dello Statuto Neocatecumenale (art.13, comma 3, nota 49), ma i diretti destinatari continuano ad ignorarle. I neocatecumenali disobbediscono al loro stesso Statuto, quello che vantano sempre!!

Questo significa che per i neocat la voce della gerarchia ecclesiastica (a cominciare dalla voce del Papa) vale solo per quel che fa comodo alla propaganda neocatecumenale.

I commenti dell'anonimo (fateci caso: hanno tutti la forma di slogan saccente) non fanno altro che confermarlo.

Questo è il tipico giochetto neocat: da un lato "giuridicizzano" ogni cosa, per poi chiudere anticipatamente il discorso con una variante del solito "siamo approvati".
Dall'altro lato "ignorano" deliberatamente tutto ciò che sul piano giuridico e magisteriale possa rischiare di ricondurli alla retta via.

I figli più ribelli e disobbedienti della Chiesa hanno sempre goduto di grande magnanimità.

Ma la pacchia non può durare all'infinito.

Anonimo ha detto...

la saccenza è l'unico strumento che può rispondere con sufficiente garbo ad altrettanta supponenza.
la saccenza è provocatoria, voluta, e viene usata proprio con chi crede di sapere sempre l'ultima. è sgarbata la saccenza, non rapprenta gli altri se non se stessa e la superbia di chi la usa.
ma è scherzosa la saccenza, fanciullesca la definirebbe qualcuno, ma ogni tanto fa bene, perchè sempre ad essere umili, può venire a noia...
ma questo discorso è troppo saccente, potrebbe dar fastidio....

mic ha detto...

vedo che che sulla 'saccenza' ti sei risposto da solo...

Anonimo ha detto...

vedo che che sulla 'saccenza' ti sei risposto da solo...

Sì, sono onesto con me stesso.

by Tripudio ha detto...

Intanto ha barato, poiché i fatti che abbiamo riportato sono tristemente noti e verificabili.

Per questo non gli rimane altro che lo slogan, la saccenza, l'illazione.

Anonimo ha detto...

illazione,

piano con le parole....

ma notando tanta supponenza, la saccenza è molto garbata

Anonimo ha detto...

Debbo obbiettare che la questione della lettera del 1990 non è così secondario come voi affermate. non è una semplice corrispondenza interna tra il Papa ed un prelato. Altrimenti spiegatemi voi perchè sia nello statuto provvisorio (2002 con Giovanni Paolo II) e in quello definitivo con Benedetto XVI proprio la lettera "Ogniqualvolta" è stata citata al paragrafo 1 dell'art. 1 dello statuto per definire la natura del Cammino.

Tale citazione da tutto il valore a quella lettera anche se voi lo negate.

mic ha detto...

sempre ad essere umili, può venire a noia...

umiltà non significa tacere quando, per dirla con Mons. Gherardini siamo in un tempo in cui ci sono "i cani che non latrano quando dovrebbero latrare" (Is 56,10).

by Tripudio ha detto...

Debbo obbiettare all'obiezione.

La citazione della lettera "Ogniqualvolta" è stata inserita nello Statuto da chi ha scritto lo Statuto.

Lo Statuto non è stato scritto da un Papa.

Lo Statuto non è stato approvato da un Papa, ma da un presidente di un Pontificio Consiglio che, come ha profetizzato Carmen Hernandez nel giugno 2002, "avrà un futuro immenso, se appoggerà il Cammino Neocatecumenale".

Ma guarda un po'...

La lettera "ogniqualvolta" (diretta a Cordes, non ai neocat) avrebbe gran valore, mentre la "lettera di Arinze" (diretta ai neocat e con le esplicite decisioni del Santo Padre) non avrebbe valore... Ecco come "ragionano" i neocatecumenali.

Michela ha detto...

Ero nel cammino quando è stata pubblicata la lettera di GPII, come pure quando è arrivata la lettera di Arinze, citata direttamente dal papa.

La prima è stata stampata su carta pregiata e distribuita a tutti i neocat,
la seconda è stata tenuta nascosta, finchè i catechisti non sono andati a parlare con tutti i vescovi, e si sono accordati di presentare la lettera come una 'conquista' del cammino e non come una correzione, come in effetti è.

Molti di noi si sono accorti dell'inganno e sono usciti dal cammino.
E' ovvio che chi vuole restare nel cammino, non può fare altro che enfatizzare 'l'ogniqualvolta' e negare il valore della seconda lettera.


Ma quando aprirete gli occhi e vi accorgerete di quanto vi hanno ingannato?

Anonimo ha detto...

"la seconda è stata tenuta nascosta, finchè i catechisti non sono andati a parlare con tutti i vescovi"


Altra falsità.
E' stata letta in una convivenza di in inizio corso.

Forse era meglio Michela se aspettavi un altro po' ad uscire....

Anonimo ha detto...

Ma smettetela! Approvazione o non approvazione non importa! Il Cammino non è un dogma di fede e quindi ognuno è libero di avere sospetti, anche se un giorno dovesse arrivare l'approvazione ufficiale. Quindi lettera o non lettera, frutto del Concilio o meno non è importante. Per essere Cattolici basta accettare i dogmi di fede e di morale, questa è l'obbedienza alla Chiesa, il resto è aria fritta.

Michela ha detto...

la lettera , datata 1 dicembre 2005, non è stata letta in convivenze di inizio corso, che si fanno in ottobre.

A febbraio c'e stato il giro dei vescovi, e contemporaneamente all'intervista a radio Vaticana del card. Arinze, non è più stato possibile mantenere la cosa segreta.

Probabilmente ti confondi con l'annuncio di Quaresima 2006, in cui si è detto che la Chiesa accettava le 'novità' del cammino.

Anonimo ha detto...

Se mi sono sbagliato mi mangio il cappello...

Stasera controllo nei mamotreti delle convivenze, poi ci aggiorniamo.

Mi scuso per la parola falsità, è umano sbagliare, io ad esempio ne sono il campione.

by Tripudio ha detto...

Ti passo sale e olio, così il cappello ti sarà meno indigesto.

La cronologia degli avvenimenti riguardanti la lettera di Arinze è a tua disposizione.

Così scoprirai che le "decisioni del Santo Padre" (ufficialmente note a Kiko e Carmen già da inizio novembre 2005) verranno nascoste per mesi ai neocat (Kiko ne parlerà a Madrid solo a febbraio 2006 e solo in termini auto-elogiativi)... mentre le alte sfere del Cammino Neocatecumenale tenteranno miseramente di nascondere, sminuire, mistificare.

L'esilarante vicenda di Gennarini è da antologia del cinema comico.

Anonimo ha detto...

Michela scrive: "Ma quando aprirete gli occhi e vi accorgerete di quanto vi hanno ingannato?"

Premesso che è inutile discutere con tutti voi, mi permetto solo di dire:
Se il CNC è un ingannao preferirei lo dicesse chi di competenza.
Tu Michela che competenza hai per scrivere un tale giudizio ?
Non trovi strano invece che le fonti ufficiali della Chiesa vengano ignorate e si dia invece ascolto a chi scrive in un blog ?

A me hanno insegnato che se voglio sapere la verità di una notizia, devo fare la fatica di andare alla fonte.
Nel caso del CNC la fonte certa è il Papa e Lui non ha ancora smentito Kiko. Anzi esattamente il contrario, ogni anno lo conferma sempre più. Che strano, non trovi?
Quindi, o credo alle iniziative che il Papa mette in atto nei confronti del CNC, a quello che dice Kiko e i suoi catechisti, o credo a ciò che si scrive nel Blog.

Ognuno è libero di fare la prorpia scelta. Certo le conseguenze di questa scelta saranno diverse.

Buona Settimana Santa a Tutti.
Pregate per la mia conversione.

Michela ha detto...

La mia competenza è il semplice buon senso.
Non ci vogliono competenze o studi particolari per capire che Kiko ha mentito più volte.

Non è vero che il papa confermi sempre di più Kiko:
nei suoi discorsi le parole 'cammino neocatecumenale' stanno scomparendo, non vi nomina più.
All'ultima udienza il clima era un po' freddino ( basta guardare il video).
Non c'è più l'entusiasmo di una volta.

Siete ciechi perchè non comprendete il grande dono che vi è stato fatto. A parte Rylko, l'unico che vi appoggia manifestamente,è evidente che le altre gerarchie hanno ritenuto che il restare nella chiesa sarà per voi la migliore medicina che potrà curare le vostre tendenze settarie ed eretiche.
restando nella chiesa, molti di voi potranno aprire gli occhi, guardando agli insegnamenti del papa e vescovi.

Quindi, o credo alle iniziative che il Papa mette in atto nei confronti del CNC, a quello che dice Kiko e i suoi catechisti, o credo a ciò che si scrive nel Blog.

mi dispiace, ma questa frase non ha senso.
Cosa vuol dire 'credere alle iniziative di un papa', credi piuttosto a quanto insegna in tema di fede, liturgia e morale, se questo è in linea con il magistero perenne.
invece non devi credere proprio a Kiko, dal momento che insegna cose non in linea con il magistero perenne, e vi racconta bugie.
Se vuoi le fonti, vai sul sito collegato al blog.
Se hai ancora dei dubbi, vai su siti stranieri, e li troverai le stesse cose.

by Tripudio ha detto...

Caro fratello,

capisco che tu non riesca a vedere i motivi che ci hanno convinto della scarsa bontà del Cammino Neocatecumenale.

Ma per favore, non prenderci per i fondelli dicendo che deve essere qualcosa di "competente" a dire che il Cammino non va bene.

Lo hanno già detto in tanti, sia fra la gerarchia ecclesiale che tra il clero e i laici.

Lo ha detto anche papa Benedetto XVI, richiamandovi ad usare la liturgia di tutta la Chiesa. Voi - proprio voi che vi autoproclamate obbedientissimi al Papa - avete disobbedito al Papa proprio su una materia così importante.

Ora, tu che tuttora celebri abusando del Messale Romano, proprio tu vieni a dire che aspetti che sia una qualche "autorità competente" a dichiarare che il Cammino ha delle gravi pecche?

Proprio tu, seguace di Kiko e Carmen, cioè di coloro che ti hanno nascosto per mesi la notizia delle "decisioni del Santo Padre", per poi adattarla a vostro comodo, proprio tu vieni qui a dire che "bisogna andare alla fonte"?

Questo blog è per le persone come te, dotate però di quel minimo di onestà per verificare se ciò che diciamo è vero.

Tu non vuoi verificare, perché hai paura di scoprire la verità.

Tu hai paura di scoprire che l'atteggiamento del Papa non è di totale approvazione (così come recita la propaganda kikiana-carmeniana), ma è di gesto estremo di misericordia verso la pecorella smarrita e ribelle a rischio delle altre novantanove nel deserto.

Il Papa l'iniziativa l'ha presa, alla fine del 2005, e voi - a cominciare da Kiko, Carmen e Pezzi - avete risposto che farete a modo vostro.

Bravo! Continua pure a criticare il contenitore "blog" senza guardare il contenuto (cioè la dolorosa verità). Continua pure a disprezzare ogni voce "non autorizzata" dalla propaganda neocatecumenale. Continua pure a farti scudo con le "approvazioni" (che sono una via di obbedienza, non un certificato di infallibilità: e voi non obbedite, perché vi considerate già al di sopra di ogni critica).

Il Papa dice che il Cammino è un "dono dello Spirito", ma se voi il Cammino lo fate nascondendo, umiliando, distorcendo, blaterando, inveendo, mormorando, giudicando, disprezzando... il dono dov'è?

Forse che il "dono dello Spirito" si difende con gli slogan preconfezionati? Forse che il "dono dello Spirito" include la disobbedienza alle decisioni del Santo Padre, in particolare sulla liturgia? Forse che quando Nostro Signore ha detto di "annunciarlo sui tetti", intendeva invece promuovere gli "arcani" neocat?

Il Cammino, come ha recentemente detto un arcivescovo, "va difeso contro l'orgoglio e l'arroganza dei suoi leader". Orgoglio ed arroganza che trasformano il "dono dello Spirito" in una pioggia di eresie, un carcere psicologico, un pastrocchio liturgico.

Tu stesso puoi verificare. Tu stesso, se per un attimo metti da parte l'atteggiamento di cieca ripetizione degli slogan e cominci a verificare ciò che ti diciamo, tu stesso puoi cominciare a capire cosa intende il Papa e cosa vogliono invece Kiko e Carmen.

Anonimo ha detto...

Solo per chiarezza: l'anonimo non è unico, ma ce ne sono almeno 2 o 3.

Io sono quello col cappello...
non ho più il mamotreto del 2006/2007, l'ho cestinato letteralmente, perchè non li conservo come vangelo di Kiko...
ma posso trovarlo, ieri ero impegnato a preparare il Vangelo di Giovanni 13-16, per la lavanda dei piedi.

Questo blog potrebbe essere anche per noi, ma sai bene che tu in particolare Trip allontani qualunque voglia di dialogo, di comprensione, perchè se l'alternativa è trasformarsi nel tuo astio, scusa ma non ne vale la pena.

Siccome sono certo che partecipando all'Eucaristia, tutti voi potete godere delle Grazie del Signore, non capisco perchè poi la Carità non si manifesta anche qui. credo proprio che fuori da qui voi la mostriate, ci metterei le mani sul fuoco, perchè allora qui c'è solo voglia di "rovesciare il tavolo"?

Ma potete continuare anche a scrivere che l'ambiente si sta raffreddando come ha scritto Michela, in questo modo non fate altro che far sorridere chi legge, e se ne va, perchè sa bene che è una bugia...

Anonimo col cappello ancora in mano

mic ha detto...

tu che prepari la "lavanda dei piedi comunitaria", leggi qui, ma soprattutto, oltre a leggere realizza il senso dei contenuti!

mic ha detto...

non capisco perchè poi la Carità non si manifesta anche qui.

la carità si manifesta primariamente nella verità.

una leggera ironia di fronte a ripetute ossessive deformazioni della realtà, nonché una ferma schiettezza non possono e non devono essere confuse con l'"astio", sentimento che evidentemente abita chi apprendendo certe cose non vuole correre il rischio di mettere in discussione il suo idolo

Emma ha detto...

Caro by Tripudio, stavo scrivendo un commento ma mi sono resa conto che hai detto tutto ciò che volevo dire!
Sottoscrivo ogni tua parola.
Purtroppo i neocatecumenali sono addestrati e condizionati da un solo e unico megafono, ascoltano e ripetono la parola del loro maestro, infallibile.
La verità di Kiko Arguello è la verità, la parola di Kiko Arguello è la verità.
Non c`è posto per il dubbio, le domande, l`adesione è immediata e totale.
Per fortuna , e gli ex-neocat che scrivono sul blog ne sono la prova, esiste in ognuno di noi un luogo "saggio", inviolabile, che sa resistere anche ai condizionamenti e alle programmazioni più convincenti, coinvolgenti e anche violente.
E quando quella voce bussa alla porta della coscienza, all`inizio forse in modo lieve e sottile, facendosi poi sempre più forte e insistente, comincia un nuovo cammino non sempre facile e esente di sofferenza.
In effetti non è sempre facile ascoltare quella voce, la si può rifiutare, si può tentare di soffocarla, di argomentare convincendosi che tutto va bene, che quel malessere ha altre origini, si può anche aver paura di ascoltare quella voce, si può colpevolizzare di avere tali pensieri e sentimenti, ma la persona nella sua intimità e individualità vivrà comunque, prima o poi, questo faccia a faccia con sè stessa.

Anonimo ha detto...

tu che prepari la "lavanda dei piedi comunitaria", leggi qui, ma soprattutto, oltre a leggere realizza il senso dei contenuti!

preferisco i contenuti che gli sono prorpi e non quelli che ricostruisci arbitrariamente.

la Settimana Santa non è momento di escusione, ma di comunione.

Punto primo: le Ceneri sono imposte in una celebrazione aperta a tutti i fedeli.

Punto secondo: errato attribuire alla lavanda dei piedi più di ciò che è. E un momento di riconciliazione fraterna.
per la riconciliazione con Dio doverosa, è prevista una celebrazione penitenziale solitamente il Lunedì Santo, non solo aperta alla parrocchia, ma addirittura foraniale.

Punto terzo: la celebrazione della lavanda dei piedi non sostituisce la Messa in Cena Domini, a cui si va come tutti, proprio perchè hanno 2 motivi diversi.

Punto quarto: il Venerdì Santo si va in parrocchia per la Celebrazione Eucaristica e per l'Adorazione della Croce. Dopo cena si fa la Via Crucis insieme a tutta la città.

la veglia Pasquale parrocchiale prevede l'animazione con i canti del CNC, a cui partecipano tutti coloro che non se la sentono di partecipare alla veglia che termina alle 5 di mattina, Terminata quella parrocchiale, dove concesso c'è una veglia seguente e non concomitante.

Ciò che però sta avvenendo è un nuovo evento, che mi ha stupito: le comunità che animano le veglie parrocchiali, come stabilito dallo Statuto. Ma spesso ci viene detto: meglio molto più corta, non sono abituati a messe più di un'ora, figuriamoci di 3 ore.

Inutile far passare questo momento come "isolato". Non lo è, e soprattutto non è dallo stare accanto uno all'altro con persone che non conosci, che si crea la comunione, ma dal partecipare all'Eucaristia, una qualunque.
Se figuriamoci c'è comunione con i Santi, figuriamoci se non c'è con uno che sta a celebrare a un km di distanza.

Strano concepire questa comunione, perchè altrimenti io non dovrei essere in comunione con il Papa perchè non partecipo ad Eucaristie celebrate da lui?

Comunità di comunità unite dallo Spirito Santo e dalla stessa Fede.
Se poi ritenete che non sia la stessa Fede, beh, non so che farvi, chi lo stabilisce oramai siete voi...

mic ha detto...

preferisco i contenuti che gli sono prorpi e non quelli che ricostruisci arbitrariamente.

mi pare che la 'proprietà' o meno dei contenuti, sia prerogativa dell'unico arbitro e domino che saresti tu, dal momento che i contenuti presentati da noi non sono affatto ricostruiti arbitrariamente:
1. perché nascono da esperienza personale rafforzata da pluralità esperienze similari convergenti confrontata con
2. gli insegnamenti magisteriali e la prassi ecclesiale al riguardo

la Settimana Santa non è momento di esclusione, ma di comunione.

anche qui tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare

mic ha detto...

Se poi ritenete che non sia la stessa Fede, beh, non so che farvi, chi lo stabilisce oramai siete voi...

pertinace errore! Non siamo noi a stabilire che non è la stessa fede. Noi non facciamo altro che mettere a confronto gli insegnamenti cattolici con quelli neocat: le difformità, pur in seguito alle numerose sempre più sofisticate 'mimetizzazioni' vengono fuori da sole. Ergo noi semmai le constatiamo, non le stabiliamo!

Michela ha detto...

Punto terzo: la celebrazione della lavanda dei piedi non sostituisce la Messa in Cena Domini, a cui si va come tutti, proprio perchè hanno 2 motivi diversi.

Ma proprio qui sta la natura settaria del cammino.
Perchè in una giornata già molto ricca di per sè di liturgia ( Messa del Crisma più messa in Coena Domini), il cammino deve inserire un'ulteriore celebrazione, scimmiottando la lavanda dei piedi, ed in più introducendo un altro significato alla lavanda stessa?
Perchè un responsabile deve ripetere il gesto fatto da Gesù?
Perchè ridurre la riconciliazione fraterna ad un atto pubblico e codificato come la lavanda dei piedi?
Perchè non lasciare alle persone la libertà e l'originalità di trovare un modo per riconciliarsi?
( es. un passeggiata, un lavoro fatto insieme, e tutti gli altri modi che lo Spirito può suggerire?)

Michela ha detto...

Ciò che però sta avvenendo è un nuovo evento, che mi ha stupito: le comunità che animano le veglie parrocchiali, come stabilito dallo Statuto.

è vero, già da anni, ancora prima dello statuto, le comunità anziane andavano ad 'animare' il triduo.

Quanta arroganza in queste parole!
Ci sembrava, ed oggi questo traspare dalle parole dell'anonimo, che senza il cammino quelle celebrazioni fossero spente.
Ovviamente si portavano i canti delle comunità, i lettori delle comunità, a volte anche le ammonizioni e l'ambientale.
nel giro di qualche anno, chi poteva, tra i parrocchiani, cambiava parrocchia.

Anonimo ha detto...

Cara Michela come sei lontana dalla comprensione, proprio tu che hai fatto tanto CNC.

I tuoi consigli sono di non andare alle celebrazioni in sovrappiù, e di non animare, di non contribuire.

Perchè mi attribuisci parole come "celebrazioni spente"?

Ciò che mi stupiva era la partecipazione, il dare il contributo, uscire dall'isolamento tante volte voluto dalle comunità, e dai parroci.

Michela, anche tu deludi e ti riduci a "soffocare il CNC per correggerlo".

Anche in te non c'è voglia di contribuire, di costruire?

Ma c'è qualcuno di diverso fra voi, o siete tutti uguali? qualcuno ragionevole, nel senso che è disposto a comprendere e a suggerire?

mic ha detto...

la vera domanda è se c'è qualcuno tra voi disposto ad accogliere i suggerimenti, soprattutto quelli del Papa!

Ma dai, che rivoltatori di frittate!

Michela ha detto...

ma di quale contributo parli?
siete centrati sul cammino, non vedete altro che voi stessi e il cammino.
Continuate a confondere il piano teologico e quello psicologico.

contribuire..uscire dall'isolamento
( sono le parole che usi tu) sono termini che valgono sul piano picologico.
Quando gli argomenti razionali vengono meno, ti appigli a sentimenti ed amozioni, e su questo piano non è possibile nessun dialogo su un blog.

Ti stavo dicendo, sul piano teologico e razionale, che partecipare ad una celebrazione parrocchiale non è un'occasione per fare i canti neocat, le ammonizioni neocat, ecc ecc. E' una occasione per PARTECIPARE, anche in silenzio, anche restando seduti al proprio posto, senza alzarsi ogni momento per 'introdurre' oppure 'spiegare' al popolo quello che si sta facendo.

Sei tu che non sei ragionevole dal momento che non usi la ragione.
Ti ho detto che la lavanda dei piedi fatta in comunità è una forzatura ed una invenzione di Kiko.
Ma su questo non hai risposto.
Nello statuto si parla di lavanda dei piedi?
secondo me no, perchè Kiko che non è sciocco, a voi la fa fare, ma si guarda bene dal pubblicizzare una tale scemenza dottrinale.

Anonimo ha detto...

per prima cosa che c'entrano le emozioni?

parli di psicologia? stai tritando tutto il repertorio "anti".

Emozioni, psicologia, bla bla bla.

Io parlo di contributo, in termini di preparazione, di cura della chiesa, di cura degli arredi, di cura per i canti.

Non sono importanti queste cose? Tutto rimane allora nel metafisico, nel trascendente? e allora a che serve ad esempio spazzare la chiesa? a che serve lavare i teli dell'altare?

L'isolamneto in cui il CNC si è cacciato per coltivare il suo orto, e a cui tu rispondi solo con il STARE ZITTI, è terminato.
Il Santo Padre ci vuole integrati nella parrocchia, e questo non vuol dire annullare il contributo omogeneizzando come in un frullatore.

Ti piace la pasta? Sì. Ti piace la carne? Sì. ti piace il frullato di pasta e carne? NOO. stessi ingredienti ma annullati della loro identità.

la Lavanda dei piedi?
ti ho già detto che ha un altro significato. Kiko riprende il gesto di umiltà di Gesù, e lo utilizza per farne segno di riconciliazione fraterna. Potremmo abbracciarci e basta? Darci un 5?
meglio prendere a modello un gesto così evangelico e significativo.

Io fuori orario, faccio quel che credo importante per me, che a te piaccia o meno. cosa vi importa suvvia.

Critica forse coloro che disgraziatamente credono che basta partecipare alla lavanda dei piedi in comunità al posto della messa in Cena Domini. Ma no, questo vorrebbe dire ammettere che non tutto è DEVIATO.

Michela, ma davvero rinneghi tutto ciò che hai fatto? davvero rinneghi le motivazioni per cui lo hai fatto?

Ma tu preparati come vuoi per la Pasqua, io voglio dimostrargli che ci tengo a Lui, che farò di tutto per servirlo come meglio si conviene.

Anonimo con il cappello sulla testa, xchè fuori piove.

Michela ha detto...

Io parlo di contributo, in termini di preparazione, di cura della chiesa, di cura degli arredi, di cura per i canti.
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sono cose importanti, certo, le facevo anch'io
come è importante festeggiare serenamente in famiglia la domenica di Resurrezione.
Invece eravamo così presi dalle attività in parrocchia, che le nostre famiglie ne soffrivano.

Mi chiedi se rinnego tutto questo?
Adesso so solo quanto,indirettamente, ho fatto soffrire tante persone con la mia presunta efficienza e dedizione al cammino- che durante la Settimana Santa, come sai, ti prende tantissimo tempo, nelle celebrazioni e nelle preparazioni.

Oggi invece, mi lascio veramente servire dal Signore Gesù, partecipo al triduo, alle adorazioni, senza affanni, senza stravolgermi di stanchezza, e con il tempo di preparare anche i giorni di festa con i familiari e amici.

Domenica, a differenza di molti neocat, non dormirò :)

Emma ha detto...

"Il Santo Padre ci vuole integrati nella parrocchia,"

Il Santo Padre ha voluto innanzitutto che il rituale creato dal vostro iniziatore sia modificato!
Lo avete fatto?
Avete obbedito al Papa?
NO.
Continuate come se il Papa non avesse espresso la sua volontà,perchè obbedite sempre e comunque in primis a Kiko Arguello.

Il Papa vi ha domandato di collaborare perchè il Papa sa i PROBLEMI che pone il cammino nc quando arriva in una parrocchia.
Avete obbedito? Obbedite?
O continuate come prima le vostre celebrazioni private, nelle vostre salette private, il sabato sera,con il vostro rituale privato e i suoi segni e simboli non cattolici?

Non è forse vero che quando arrivate in una parrocchia, anche grazie al sistema delle catechesi, la collaborazione del parroco, ancor più se il parroco è neocat, pur facendo tutto per conto vostro, con le vostre prassi diverse, fate anche proselitismo, assorbite e il numero delle comunità aumenta in conseguenza?
Forse che questo sistema si chiama "collaborare", o non è piuttosto fagocitare?
Suvvia, non scherziamo!

Voi non collaborate, o collaborate con grande difficoltà, in certe ricorrenze e a certe condizioni, in realtà voi imponete e vi imponete, anche se un certa forma di mimetizzazione è all`opera, chi conosce il cammino nc, i suoi metodi, non si lascia ingannare.