mercoledì 18 maggio 2011

Una inquietante eterogeneità dei fini emerge dal Convegno Summorum Pontificum del 13-15 maggio scorso


Ieri 16 maggio Zenit pubblica, con il titolo La missione della liturgia antica nel futuro della Chiesa, un articolo le cui sottolineature hanno evidenziato le storture che avevo già colto negli interventi dei relatori ricordati. Vengono citati i curiali: Canizares, Koch, Pozzo aggiungendo Aillet e neppure nominati i veri tradizionali: Schneider e Bux.

Quelle che nella mia dabbenaggine e forse ostinata speranza avevo preso come oltranziste posizioni di pastori 'formati' e costituiti dal più avanzato post-conciliarismo, appaiono in realtà, da questa sintesi le chiavi di volta della posizione del Papa e della Curia in ordine all'autentico culto da rendere a Dio, suo ius divinum e primaria funzione della Chiesa, che per esser nominata ha dovuto attendere l'intervento di Mons. Schneider, il quale l'ha introdotta all'inizio della sua relazione e con vigore, quasi nell'urgenza di colmare -e da subito- la 'strana' trascuratezza del card. Koch, che tanto mi aveva colpita.

L'obiettivo di arrivare ad un unico rito, partendo evidentemente dal NO, da 'arricchire' con brandelli dell'Antico, dopo averne dimenticato e addirittura oltrepassato la teologia e la dogmatica, mi sembra una perversa eterogeneità dei fini che voglio sperare il Convegno e i suoi promotori non si ripromettessero e che non erano assolutamente riconoscibili all'inizio dell'Amicizia Sacerdotale Summorum Pontificum sorta negli scorsi anni, oggi inquinata da presenze come quella di Aillet (dichiaratamente neocatecumenale, che ha già introdotto nella sua diocesi le "piccole cellule di evangelizzazione", accolte con grande favore, ma solo perché accompagnate dai soliti peana enfatici, poiché chi non conosce dal di dentro queste cose non può intuirne i risvolti settari ed eretici).

Non mi meraviglia che al convegno ci fossero voci diverse, ma sono delusa dal fatto che si sia posto l'accento SOLO su quelle curiali di netto conio post-conciliare e che non ne sia scaturito un confronto, ma due realtà in contrapposizione. E' ovvio che se nella Chiesa bisogna convivere ed è necessario confrontarsi e ciò lo è tanto di più in questo momento in cui il concilio ha lasciato i sui segni profondi e si fa fatica a distinguere la verità dagli errori, il confronto sembra allontanato e forse negato, da un "discorso mancato".

Dobbiamo essere tuttavia consapevoli che si tratta di una convivenza rischiosa, che è IMPOSTA che a rigore non sarebbe DOVUTA e che di fatto deriva dalla desistenza tutta post-conciliare dal condannare l'errore; il che vorrebbe impedirci persino di chiamarlo col suo nome...

Ciò premesso il mio articolo è mosso dal fatto che una fonte autorevole come Zenit sottolinea che le relazioni di Aillet e Koch rispecchiano la mens del Papa e ciò mi pare confermato dall'evolversi della situazione: dichiarazione perentoria di Canizares che la Riforma della Riforma non ci sarà e che interverrà il "nuovo movimento liturgico" dal basso (!?).

Questo "dal basso", rischia di dover essere letto con 'cattivi maestri' alla kiko e carmen: [è di oggi la nomina di Kiko Arguello come consultore del Dicastero per la Nuova Evangelizzazione (!?)], in un momento in cui le mentes liturgiche partoriscono strane commistioni hegeliane, teilhardiane... Dico questo perché Koch ha parlato di opposti da conciliare; ha trasformato l'Offerta da oblazione in lode, (che non è sbagliato, ma non si può tralasciare l'oblazione) e anche della Liturgia come evento cosmico. Ricordo che oltre al 'cosmo', c'è Il Soprannaturale, che sarebbe a dire la divinità del nostro Signore Gesù Cristo che è il "Pane disceso dal Cielo"!

Della relazione di Koch a me è rimasto impresso il fatto che, partendo da dualismi come Sacrificio (VO) - Cena (NO); Sacerdote - Assemblea e Adorazione - Partecipazione, ha definito il tutto "falsa alternativa, non antitesi ma mutuo arricchimento". Inoltre, se all'inizio ha fatto un rapido accenno al sacrificio della Chiesa che si unisce al Signore presente e unisce la sua volontà di offrire se stesso per la redenzione del mondo, successivamente ha operato la coincidenza degli opposti parlando più volte del servizio catabatico di Dio che si china sull'uomo e del servizio anabatico dell'uomo che si innalza verso Dio. Ha ricordato che offertorio deriva da auferre, cioè 'innalzare' che ha ricondotto a "gratias agere: sacrificium laudis come oblatio rationalis in forma di parola". Non ha di certo evidenziato che anche in ebraico 'fatto salire' è il verbo riferito alla vittima. Avete presenti i gesti del sacerdote all'elevazione mentre 'fa salire' verso il Padre l'Hostia pura santa e immacolata e il Calice della Salvezza?

Ebbene, Koch di tutto ha parlato, nel suo esporre erudito che aveva anche il suo fascino, tranne che dell'espiazione e della Redenzione operata del Signore sulla Croce e ha sviluppato il discorso sul culto come lode tutto incentrato sull'uomo; nel che -a parte l'antropocentrismo- c'è del vero, ma resta monco se sparisce il Sacrificio e non si ricorda lo ius divinum della Liturgia come autentico culto a Dio reso dall'immolazione del Figlio.


Per questo, credo non a caso, l'intervento di mons. Schneider immediatamente successivo è partito con vigore proprio mettendo in risalto questo elemento clamorosamente mancante: il "Diritto divino" nella Sacra Liturgia...

Koch ha inoltre ribadito, con dotti e anche giusti ma non completi sviluppi del discorso, che bisogna salvare l'interpretazione del Vaticano II. Mi è apparsa chiara l'analogia con i documenti del concilio che spesso presentano la caratteristica di dire cose giuste ma monche del dato fondamentale o, se questo c'è, alla fine viene diluito per poi scomparire nelle eccezioni successivamente esposte.

Dopo questa, che è la mia impressione, ma scaturisce da quel che ho ascoltato direttamente, che dire? Se c'è qualcuno che mi conferma che questa è anche la mens del Papa; il che è suffragato da quel che ho già detto di Canizares, il mio è pessimismo ostinato o realismo dolente? Realismo che prega e spera nei rimedi che il Signore vorrà aiutarci a trovare, ringraziando in primo luogo per la Santa e Divina Liturgia che tuttavia non ha i margini di sviluppo che si vorrebbero a causa della pastorale opposta, col rischio di strani connubi che rischiano di inquinarla...

Se questo è il risultato del Convegno, ignorando completamente gli interventi di Mons. Bux e mons. Schneider, tutti in altra direzione, purtroppo il mio sentore pre-convegno è stato malauguratamente confermato. Non so cosa ne pensi p. Nuara, che è uno degli antesignani della Fraternità Sacerdotale Summorum Pontificum; ma credo che, pur essendo necessario convivere, in Curia, con le altre posizioni, non sia facile né fronteggiarle né arginarle soprattutto se, come vien affermato, sono le stesse del Trono più alto!

Ora si spiega come mai vescovi come Aillet, Cattenoz, Rey, Schoenborn e molti altri, che sappiamo vanno a farsi evangelizzare a frotte alla Domus Galileae [vedi anche], si mostrano favorevoli al Rito Antiquior: per inquinarlo, così come hanno già fatto per il resto della Chiesa nella sua Tradizione perenne, rinnegata e sostituita con quella conciliare, nell'assunto -proclamato ma non dimostrato- che essa sia la sintesi onnicomprensiva e l'espressione più pura dell'intera Tradizione: parole di Benedetto XVI, che sembrano troncare sul nascere il dibattito che molti studiosi tentano di sviluppare.

L'unica cosa che possiamo sperare è che il Signore non voglia permettere il compiersi di questo ulteriore scempio, certamente non imminente, ma che permane come un'ombra sul futuro!

64 commenti:

Anonimo ha detto...

Scusate ma chi sono questi Mons. Bux e mons. Schneider?

Perché vedete quando in uno dei post precedenti mi sono azzardato a consigliare la lettura di Durwell mi avete aggredito dicendo: ma non ti basta il catechismo? I soliti neocatecumenli che non seguono la dottrina della chiesa etc, etc.

Allora mi viene da ripetere: non vi basta il catechismo? Ma chi sono questi Mons. Bux e mons. Schneider? Sono amici vostri? Chi li ha investiti d'infallibilità?

Anonimo ha detto...

L'obiettivo di arrivare ad un unico rito, partendo evidentemente dal NO, da 'arricchire' con brandelli dell'Antico
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un topolino l'aveva predetto... non lo considerare profeta di sventura....

by Tripudio ha detto...

Molti cosiddetti "conservatori" sotto sotto propugnano una "commistione" tra Nuovo e Antico rito.

Ma questa speranzosa commistione nasconde in realtà lo stesso errore che è stato condannato innumerevoli volte dal Magistero pontificio: cioè il "farsi da soli" la propria liturgia, come se la liturgia fosse una fabbricazione umana.

Più esattamente, è l'errore di decidere a tavolino cosa e come debba essere la liturgia, prescindendo da una ventina di secoli di storia della Chiesa (storia di santità e storia di fede, che non sono certo finite!)... come se la liturgia fosse uno spettacolino che viene riorganizzato dagli attori secondo le proprie comodità e secondo le mode del momento!

Il Papa ci dice che l'Antico e il Nuovo rito possono e devono arricchirsi a vicenda.

Ma mentre l'Antico già si sta arricchendo (per esempio con le letture proclamate anche in lingua volgare)... per il Nuovo si fa ancora tanta, tanta, tantissima fatica (vedi l'assurda fatica per promuovere per esempio la Comunione "in ginocchio" e "alla bocca": l'eclatante esempio del Papa che non viene seguito).

Poi vediamo certe eccellenze ed eminenze "double face" che cavalcano le parole del Papa (cioè quel concetto di "arricchirsi") ma... rigirandole a modo loro.

Ecco perché li chiamo "double face": da un lato sembrano favorevoli al rito tradizionale in latino e dall'altro celebrano quanto di più lontano ci sia da quel rito, e cioè l'invenzione neocatecumenale.

by Tripudio ha detto...

Qui nessuno ha detto che Bux e Schneider siano infallibili (come al solito i neocatecumenali sentono sempre il bisogno di mistificare le parole altrui).

Al contrario: è stato semplicemente fatto notare che in quel preciso evento del 13-15 maggio sono stati i più coerenti con la mens del Papa e con la Tradizione cattolica (un Papa, infatti, non può mica comandarti di distruggere ciò che è necessario per la fede e che ha "prodotto" tantissima santità!).

Il tuo adorato idolo Durrwell... quanto è coerente col Papa?

mic ha detto...

un topolino l'aveva predetto... non lo considerare profeta di sventura....

può non considerarlo profeta di sventura solo chi non conosce (in senso biblico, non intellettuale) la sacralità e la ricchezza di doni Soprannaturali del Rito uso Antiquior.

Ma la conclusione di questa, che continua ad apparire una brutta inquietante storia, è nella mani del Signore. Di questo sono più che certa.

Anonimo ha detto...

Salve ho una domanda da farvi. Spesso si è criticato il N.O. a causa del protagonismo del celebrante a discapito della centralità di Cristo. Sapete spiegarmi cosa vuol dire?

Grazie!

Anonimo ha detto...

Mic mi spieghi cosa vuoi dire con:
"la sacralità e la ricchezza di doni Soprannaturali del Rito uso Antiquior"

Forse che nel NO non c'è sacralità, presenza di Cristo e perciò doni soprannaturali?

mic ha detto...

solo se celebrato degnamente e con la mens della Chiesa che non ha subito mutazioni genetiche...

Anonimo ha detto...

volevo solo fare presente un passaggio dell'omelia di Benedetto XVI all'Eucarestia celebrata a S.Giuliano VE domenica 8 maggio

"È necessario, allora, per ciascuno di noi, come è avvenuto ai due discepoli di Emmaus, lasciarsi istruire da Gesù: innanzitutto, ascoltando e amando la Parola di Dio, letta nella luce del Mistero Pasquale, perché riscaldi il nostro cuore e illumini la nostra mente, e ci aiuti ad interpretare gli avvenimenti della vita e dare loro un senso. Poi, occorre sedersi a tavola con il Signore, diventare suoi commensali, affinché la sua presenza umile nel Sacramento del suo Corpo e del suo Sangue ci restituisca lo sguardo della fede, per guardare tutto e tutti con gli occhi di Dio, nella luce del suo amore. Rimanere con Gesù che è rimasto con noi, assimilare il suo stile di vita donata, scegliere con lui la logica della comunione tra di noi, della solidarietà e della condivisione. L’Eucaristia è la massima espressione del dono che Gesù fa di se stesso ed è un invito costante a vivere la nostra esistenza nella logica eucaristica, come un dono a Dio e agli altri."

mic ha detto...

possiamo diventare e diventiamo suoi commensali solo dopo aver vissuto e accolta la Sua Offerta e il Suo Sacrificio che è l'Actio principale della S. Messa...

Ma questo il Papa lo sa bene, ovviamente lo sottintende, lo dà per scontato... siete voi che non lo fate e non lo sapete!

mic ha detto...

L’Eucaristia è la massima espressione del dono che Gesù fa di se stesso ed è un invito costante a vivere la nostra esistenza nella logica eucaristica, come un dono a Dio e agli altri."

leggete e centellinate QUESTE parole dal Papa. E' un 'pane', che cattolicamente può essere 'spezzato' solo in questo modo:

massima espressione del dono che Gesù fa di se stesso, cos'altro è se non dare la sua vita fino alla fine, che è consistito nel Sacrificio sulla Croce,suprema obbedienza che ha invertito il senso di un drammatico antico 'Non serviam'?

vivere l'esistenza nella logica eucaristica, non significa altro che il Signore ci rende sempre più capaci di fare la stessa cosa della nostra vita in Lui con Lui e per Lui... grazie alla S. Messa che viviamo come culto al Padre, ri-presentazione del Suo Sacrificio e sorgente di ogni dono escatologico presente in ciò che accade e nel Corpo e Sangue del Signore di cui ci nutriamo divenendo Uno in Lui...

by Tripudio ha detto...

Rispondo al commento delle 13:59.

L'essenziale della liturgia è l'essere rivolti al Signore: tutti, ma proprio tutti, incluso il sacerdote (questi, infatti, funge da intermediario tra il popolo e Dio).

La liturgia, infatti, non è uno spettacolino religioso di intrattenimento.

Non è un cerimoniale, non è una messinscena.

Sappiamo bene che qualsiasi liturgia può essere "vissuta" male, celebrata male, interpretata male.

Ma il Novus Ordo contiene purtroppo alcuni elementi di "debolezza" che facilitano i sacerdoti più sfaccendati.

Questa non è un'opinione, ma un fatto noto e riconosciuto perfino dai più acerrimi nemici del Vetus Ordo.

Attenzione: il Novus Ordo non è un problema per i sacerdoti seri e ben ferrati. Ripenso per esempio a quelli che santamente e sobriamente celebrano nel Novus (per esempio a quelli che conosco dell'Opus Dei e di una Fraternità Sacerdotale del Lazio), dimostrando con evidenza che il Novus Ordo non consiste nelle sue innumerevoli deviazioni.

Ma è un problema, invece, per quel che riguarda i sacerdoti che equivocano (anche involontariamente) su cosa sia la Messa.

Se un sacerdote avverte l'esigenza di "ravvivare" o "rianimare" la Messa, allora vuol dire che sotto sotto la considera moribonda, fastidiosa, inutile.

Vuol dire che la considerano uno spettacolino, un cerimoniale, un qualcosa che deve "riuscire" grazie alla "partecipazione attiva" (cioè ad un instancabile darsi da fare) di tutti i presenti.

Quindi, da celebranti diventano involontariamente organizzatori e presentatori (nel senso televisivo del termine) che si affannano a sfruttare ogni piega del Novus Ordo (e a inventare cose nuove) pur di "ravvivare".

Abbiamo purtroppo tutti esperienza di Messe celebrate male, dove il sacerdote ed alcuni laici si sono autoimprovvisati presentatori e protagonisti di uno spettacolino... del quale non vedevamo l'ora di vedere la scritta "The End" con la sigla finale (oppure la dicitura: "la messa è finita, andate in pace" seguito dal canto finale).

La liturgia, così, finisce per diventare una autocelebrazione del sacerdote e, non di rado, una "autocelebrazione dell'assemblea", come se il sacerdote fosse una figura di secondo piano (questo è ciò che avviene, per esempio, nelle celebrazioni del Cammino Neocatecumenale).

Quindi va a finire che con la bocca si celebra il Signore, ma nel cuore si finisce per avere la mania di dover "cantare", "parlare", "ravvivare", "partecipare"... si finisce per considerare il Signore come uno spettatore dello spettacolino, e non più il centro della liturgia (e dunque del cuore).

Sta tutto qui il paradosso.

In quei casi, la liturgia non ha più Cristo al centro (se non nelle parole proferite con la bocca)... ma ha solo gli "effetti speciali", l'autocelebrazione, lo spettacolo.


Ora, uno dei punti più dolenti della questione della liturgia è proprio nel fatto che la Vetus Ordo, criticata per essere "ingessata", criticata per essere "in latino", eccetera, in fin dei conti non dà troppo spazio per "autocelebrarsi"... mentre la Novus Ordo dà molti più "spazi".

E le circostanze storiche in cui è entrata in vigore (crisi generalizzata della fede, odio del latino, voglia di sperimentare, imposizione de facto degli altari "rivolti verso il popolo", eccetera), hanno creato il problema assurdo che dura fino ad oggi: vai in due parrocchie diverse, anche confinanti, e trovi due messe diversissime tra loro, poiché il celebrante (e ancor più l'assemblea) è convinto di "celebrare" il Signore, ed invece si sta solo dando da fare perché lo spettacolo prosegua.

by Tripudio ha detto...

La storia non si fa coi "se".... però, se i sacerdoti fossero stati tutti sobri come quelli dell'Opus Dei e della Fraternità della SS. Vergine Maria, il problema del tradizionalismo probabilmente non sarebbe mai esistito.

Invece tu prova ad andare ad una messa parrocchiale (già straziata di suo), e poi ad una messa neocatecumenale (sempreché ti facciano entrare), e poi prova ad interrogarti su dove e come sia più "liturgia" (cioè qualcosa che ti porta in comunione col Signore, non un banale spettacolino).

A quel punto, prova ad andare ad una "messa in latino": magari non capisci niente, ma riconosci comunque la devozione, lo stile, la preghiera, l'adorazione, il raccoglimento...

Che "raccoglimento" infatti hai, normalmente in una parrocchia qualsiasi?

Che raccoglimento è possibile nelle strimpellate celebrazioni neocatecumenali? (che, per inciso, straziano perfino il Messale Romano Novus Ordo)

Ecco perché tanta gente, dopo aver dovuto subire le liturgie neocat (fondate più sull'insegnamento di Kiko e Carmen che sul Messale Romano Novus Ordo), poi scopre la liturgia tradizionale e non se ne stacca più.

by Tripudio ha detto...

Altro argomento, approfondito sul solito blog Messainlatino.it:

la liturgia tradizionale in latino è un bene per tutta la Chiesa, non è una faccenda per vecchi barbogi nostalgici.

Noi lo stiamo dicendo da tanti anni venendo continuamente insultati (specialmente dai neocatecumenali, che per difendere la loro invenzione liturgica sono stati disposti a disobbedire alle chiare decisioni del Santo Padre).

Tutti quelli che ci hanno insultato... ora coerentemente insulterebbero anche papa Benedetto XVI accusandolo di essere "lefebvriano".

Ma non lo faranno pubblicamente, perché altrimenti si mostrerebbero per ciò che sono: lupi travestiti da pecorelle.

by Tripudio ha detto...

Penso che conosciamo tutti il blog di padre Augé che ci hai segnalato, se non altro perché tra quelli in lingua italiana è praticamente l'unico blog intelligente che difende la liturgia Novus Ordo.

Ma se lo leggi attentamete anche tu, vedrai che non promuove affatto l'abuso liturgico (tanto meno l'abuso sistematico delle "liturgie" neocatecumenali).

Anzi: proprio il leggere con onestà intellettuale gli interventi di padre Augé dovrebbe farti interrogare su come mai nel Cammino ci sia tanto bisogno di una liturgia così diversa dal Novus Ordo. A cominciare dalla Channukkiah e dalle altre bislacche invenzioni kikiane.

mardunolbo ha detto...

Ma, liturgia neocatec. così diversa dal novus ordo non la vedo proprio...La mensa neocatecum. è solo la forma è più spinta ed anche più netta del Novus ordo missae. Non capisco perchè vi ostinate a non volerlo vedere...C'è più somiglianza tra una messa/mensa "nuova" e la mensa neocat. che tra una messa/mensa nuova e la vecchia.Le parole, le posizioni del sacerdote e dell'altare, la "partecipazione" assembleare sono parti fondanti e comuni tra nuova messa e mensa neocatec. C'è poco da fare e discutere; leggendo ed informandomi partendo da qui ho potuto avere il quadro completo.Ma se non volete vedere l'ovvio, sarà un continuo girare in tondo senza arrivare mai al centro del problema.Il centro del problema è però scorretto ecclesiasticamente (non politicamente) parlando, quindi si preferisce andare all'intorno senza addentare il nocciolo, poichè fa male, ovviamente.Sperare sì, certamente! Ma sperare sempre nella risoluzione da mano umana quando tutta la logica delle azioni altrui (ecclesiali) porta in altra direzione, non significa più sperare, ma significa non voler vedere,illudersi, o, quantomeno non voler spiegare ed esporre il problema vero.. Speriamo non sia cancellato questo commento, visto che pone interrogativi "rischiosi" !

Emma ha detto...

"Poi, occorre sedersi a tavola con il Signore, diventare suoi commensali, "


E ti pare che un neocatecumenale non avrebbe strumentalizzato quelle parole del Papa ad usum cammini?
Prevedibile, drammaticamente prevedibile, perchè quelle parole, da meditare alla luce della Fede cattolica, della teologia liturgica CATTOLICA, saranno usate, abusate, manipolate e lette alla luce della terribile pseudoteologia di Kik Arguello.
Ma non si vergognano?

by Tripudio ha detto...

No, la Novus Ordo non coincide con i suoi abusi.

Chi ha visto la Novus Ordo celebrata con solennità e sobrietà, capisce subito quanto siano insopportabilmente diffusi gli abusi.

La "liturgia" neocat si allontana dal Messale di Paolo VI al punto che il Papa, tra i primi gesti del suo pontificato (e certamente il più disobbedito), volle imporre ai neocat di tornare al Messale Romano "senza aggiunte né omissioni". Abbiamo visto come è andata a finire.

Per dire queste cose non c'è bisogno di essere fautori del Novus Ordo.

Infatti i leader neocat non temono la "messa in latino", ma hanno il terrore nero di dover limitarsi a celebrare nella maniera indicata dal Messale Romano promulgato da Paolo VI, senza le «variazioni liturgiche» (cioè abusi) inventate da Kiko e Carmen.

Anonimo ha detto...

Ma perché Emma nel V.O. non si sta seduti, anche fisicamente alla mensa del Signore?

Tutti voi parlate della comunione che il Papa amministra nelle sue celebrazioni, ma avete mai partecipato a S. Pietro ad una messa? Avete mai fatto la comunione alla messa del Papa? Avete mai assistito allo scempio che è fare la comunione come degli "animali" (non fraintendetemi per favore) l'uno sull'altro, senza clima di adorazione con gente che mangia il Corpo di Cristo passeggiando per la chiesa o camminando gli uni sugli altri questa chiamate voi fare la comunione con devozione e degnamente? A quanti non battezzati viene data la comunione a S. Pietro? Perché a S. Pietro non si fa fare la comunione a tutti in ginocchio?

Io trovo più degno l'ordine ed il rispetto che c'è nella comunità, dove per altro è l'unico posto dove si comunica al corpo di Cristo in silenzio quando normalmente nell'eucaristia da altre parti tutti cantano mentre ricevono il Corpo di Cristo

Anonimo ha detto...

Tripudio per favore mi spieghi quali sono gli abusi sul N.O. da parte dei neocat.?

gianluca cruccas ha detto...

Ne “La Riforma della Liturgia Romana”, il rinomato liturgista Mons. Klaus Gamber, lamentandosi per il danno recato alla Chiesa dalle “riforme” liturgiche di Papa Paolo VI, disse le seguenti parole:

Che grande confusione! Chi può ancora vederci chiaro in quest'oscurità? Dove sono nella Chiesa i nostri capi che ci indirizzino sul giusto cammino? Dove sono quei vescovi abbastanza coraggiosi da tagliare la crescita cancerogena della teologia modernista che si è impiantata da sola e che sta imputridendo la stessa celebrazione dei più sacri misteri, prima che essa si diffonda e causi danni ancora maggiori? Quello di cui abbiamo bisogno al giorno d'oggi è un nuovo Atanasio, un nuovo Basilio, vescovi come costoro che nel quarto secolo combatterono coraggiosamente contro l'eresia ariana quando quasi tutta la Cristianità era già piegata all'eresia.

Fino a quando non emergerà una tale personalità nella Chiesa, fino a che l'attuale crisi non sarà terminata e le cose poste di nuovo sul giusto cammino, dobbiamo educare noi stessi e gli altri sulla Fede, difendendola meglio che possiamo.

“Ella (La Beata Vergine Maria) mi disse che il diavolo è dell'umore giusto per ingaggiare l'ultima e decisiva battaglia contro la Beata Vergine. E la battaglia decisiva è quella finale in cui una parte sarà vittoriosa e l'altra soccomberà. Da questo momento in poi dovremo scegliere da che parte stare, se stare con Dio o con il demonio. Non ci sono altre possibilità.” (… Suor Lucia di Fatima, in un incontro con Padre Fuentes, il 26 dicembre 1957)

by Tripudio ha detto...

Per l'anonimo delle 8:57

facilissimo spiegartelo:

clicca sul blog neocatecumenali.blogspot.com

e clicca sul sito internetica.it/neocatecumenali

Leggi attentamente ed avrai tutte le risposte che cerchi, spiegate e documentate più e più volte.

mic ha detto...

Fino a quando non emergerà una tale personalità nella Chiesa, fino a che l'attuale crisi non sarà terminata e le cose poste di nuovo sul giusto cammino, dobbiamo educare noi stessi e gli altri sulla Fede, difendendola meglio che possiamo.

quoto

Stefano78 ha detto...

Dice Mic

Ora si spiega come mai vescovi come Aillet, Cattenoz, Rey, Schoenborn e molti altri, che sappiamo vanno a farsi evangelizzare a frotte alla Domus Galileae [vedi anche], si mostrano favorevoli al Rito Antiquior: per inquinarlo

Ma io mi domando: ma pensavamo davvero che la Tradizione della Chiesa fosse accolta a braccia a aperte e che chi la odia stesse zitto e buono? Che non si pensassero machiavellismi, salti tripli e quadrupli sulla mens del Papa, interpretazioni e tecniche di annacquamento?

Ma la realtà resta quella che ha dichiarato il Papa sulle sue intenzioni. Dette in passato e anche ora! Riportate da Don Bux, ad esempio.

Inoltre le prolusioni di Aillet e Koch, perchè non dovrebbero essere lette SECONDO LA MENS DEL PAPA, invece che secondo la loro?

Il "trono più alto" ha detto cosa intende per "arricchimento"! Invece noi ci fermiamo sempre a quelli bassi! Chiudiamo gli occhi sulla situazione, a volte. Ci fermiamo davanti all'inquinamento di persone e cuori. Ma cosa ci aspettiamo? Che la convegno partecipino solo i tradizionalisti veri? Il Convegno deve essere uno strumento della Tradizione a 360 gradi.

Come pensiamo che la Tradizione non debba "sporcarsi le mani"? Come possiamo pensare che la Tradizione non debba "scendere nel mezzo del Popolo"?

Se la Tradizione deve fecondare i cuori, non può far altro che RISCHIARE. E il rischio non è "umano", perchè dovremmo credere nell'assistenza di Dio, di Maria Santissima e del Cielo tutto!

Perchè non ci spendiamo per diffondere quello che di vitale e positivo risiede in questi atti e in questo tempo? Possibile che ogni cosa, letta o vissuta, nel mondo tradizionale debba essere vista con la lente di un pessimismo cosmico e nero, che viene definito realismo solo per non dire ciò che è?

mic ha detto...

... Ma cosa ci aspettiamo? Che la convegno partecipino solo i tradizionalisti veri? Il Convegno deve essere uno strumento della Tradizione a 360 gradi.

Steph, io non ho criticato che al convegno ci fossero voci diverse, ma sono delusa dal fatto si sia posto l'accento SOLO su quelle curiali di netto conio post-conciliare e che non ne sia scaturito un confronto, ma due realtà in contrapposizione. E' ovvio che se nella Chiesa bisogna convivere è necessario confrontarsi e ciò lo è tanto di più in questo momento in cui il concilio ha lasciato i sui segni profondi e si fa fatica a distinguere la verità dagli errori.

Dobbiamo essere tuttavia consapevoli che si tratta di una convivenza rischiosa, che è IMPOSTA che a rigore non sarebbe DOVUTA e che di fatto deriva dalla desistenza tutta post-conciliare dal condannare l'errore; il che vorrebbe impedirci persino di chiamarlo col suo nome...

Ciò premesso il mio articolo è mosso dal fatto che una fonte autorevole come Zenit sottolinea che le relazioni di Aillet e Koch rispecchiano la mens del Papa e ciò mi pare confermato dall'evolversi della situazione: dichiarazione perentoria di Canizares che la Riforma della Riforma non ci sarà e che interverrà il "nuovo movimento liturgico" dal basso (!?).

Permetti che questo "dal basso", che non può non essere letto con 'cattivi maestri' alla kiko e carmen senza andare troppo lontani, in un momento in cui le mens liturgiche partoriscono strane commistioni rahneriane, tehillardiane. Dico questo perché Koch ha parlato di opposti da conciliare; ha trasformato l'Offerta da oblazione in lode, (che non è sbagliato, ma non può tralasciare l'oblazione) e anche della Liturgia come evento cosmico. Ricordo che oltre al 'cosmo', c'è Il Soprannaturale, che sarebbe a dire la divinità del nostro Signore Gesù Cristo che è il "Pane disceso dal Cielo"! O no?

mic ha detto...

... segue

Della relazione di Koch a me è rimasto impresso il fatto che, partendo da dualismi come Sacrificio (VO) - Cena (NO) e Sacerdote - Assemblea ha definito il tutto falsa alternativa, non antitesi ma mutuo arricchimento. Inoltre, se all'inizio ha fatto un rapido accenno al sacrificio della Chiesa che si unisce al Signore presente e unisce la sua volontà di offrire se stesso per la redenzione del mondo, successivamente ha operato la coincidenza degli opposti parlando più volte della catabasi di Dio che si china sull'uomo e dell'anabasi dell'uomo che si innalza verso Dio. Ha ricordato che offertorio deriva da auferre, cioè 'innalzare 'che ha ricondotto a "gratias agere: sacrificium laudis come oblatio rationalis in forma di parola". Non ha di certo evidenziato che anche in ebraico 'fatto salire' è il verbo riferito alla vittima. Avete presenti i gesti del sacerdote all'elevazione mentre 'fa salire' verso il Padre l'Hostia pura santa e immacolata e il Calice della Salvezza?
Ebbene, Koch di tutto ha parlato, nel suo esporre erudito che aveva anche il suo fascino, tranne che dell'espiazione e della Redenzione operata del Signore sulla Croce e ha sviluppato il discorso sul culto come lode tutto incentrato sull'uomo; nel che -a parte l'antropocentrismo- c'è del vero, ma non bypassando il Sacrificio e senza ricordare lo ius divinum della Liturgia come autentico culto a Dio reso dall'immolazione del Figlio.

Per questo, credo non a caso, l'intervento di mons. Schneider immediatamente successivo è partito con vigore proprio mettendo in risalto questo elemento clamorosamente mancante: il "Diritto divino" nella Sacra Liturgia...

Koch ha inoltre ribadito, con dotti e anche giusti ma non completi sviluppi del discorso, che bisogna salvare l'interpretazione del Vaticano II.
Mi è apparsa chiara l'analogia con i documenti del concilio che spesso presentano la caratteristica di dire cose giuste ma monche del dato fondamentale o, se questo c'è, alla fine viene diluito per poi scomparire nelle eccezioni successivamente esposte.

Dopo questa, che è la mia impressione, ma scaturisce da quel che ho ascoltato direttamente, che dire? Se c'è qualcuno che mi conferma che questa è anche la mens del Papa; il che è suffragato da quel che ho già detto di Canizares, il mio è pessimismo ostinato o realismo dolente? Realismo che prega e spera nei rimedi che il Signore vorrà aiutarci a trovare, ringraziando in primo luogo per la Santa e Divina Liturgia che tuttavia non ha i margini di sviluppo che si vorrebbero a causa della pastorale opposta, col rischio di strani connubi che rischiano di inquinarla...

jonathan ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Caterina63 ha detto...

Perdonate l'OT ma è un appello importante:

Vi segnalo anche LA CROCIATA che senza dubbio è del Rosario come ai tempi di san Pio V e di Leone XIII, che il Papa ha rivolto IERI PER LA CHIESA IN CINA... ^__^

http://www.gloria.tv/?media=158314

in dirittura di arrivo al 24 maggio festa della Madonna AIUTO DEI CRISTIANI, il Papa ci chiede di pregare per la Chiesa che è in Cina...

il 26 maggio poi, come abbiamo letto già da giorni, il Papa andrà a santa Maria Maggiore per UN ROSARIO....e per rimettere l'Italia sotto la protezione di Maria....

Sono segnali questi che non dobbiamo sottovalutare.... c'è una immensa catechesi dietro al termine Maria AIUTO DEI CRISTIANI che san Giovanni Bosco vide chiaramente nel sogno DELLE DUE COLONNE...
http://www.gloria.tv/?media=85287
;-)

mic ha detto...

Come pensiamo che la Tradizione non debba "sporcarsi le mani"? Come possiamo pensare che la Tradizione non debba "scendere nel mezzo del Popolo"?

se la Tradizione scende nel mezzo del popolo fa quel che deve fare. E di fatto la sua pastorale in mezzo al popolo esiste, sia pur limitata dai vincoli canonici che la imbrigliano. Il problema sta nel fatto che "lo sporcarsi le mani" si traduce in quell'imposto connubio tra verità ed errore che è esiziale per la Chiesa perché non condannare l'errore significa divenirne complici perché di fatto non se ne impedisce l'espansione a tutto danno delle anime...

Gli istituiti Ecclesia Dei sono tollerati, ma guai se parlano dell'errore a chiare lettere: o si allineano o niente... Questo francamente non so come chiamarlo.

mic ha detto...

dice Jonathan:
Non capisco.
L’istruzione UE e lo stesso SP non parlano di ibridi tra le due forme della Liturgia della Messa, neppure vi alludono. Anzi l’UE afferma, direi solennemente, che l’Usus Antiquior è un tesoro prezioso per tutta la Chiesa, da custodire e conservare con tutto l’onore che gli è dovuto. Non c’è da rallegrarsi? Perché temere il peggio quando viene offerta una maggiore libertà per promuovere e diffondere il VOM, non per cambiarlo ma per conservarlo immutato e offrirlo a tutti i fedeli? Una tale auspicabile diffusione porterebbe con sé anche una graduale purificazione della forma ordinaria della Messa dai mille abusi che la sporcano e la deturpano. E mi sembra che nella mens del Papa ci sia questa speranza. O no? Per questo viene data maggiore libertà nel chiedere una Messa VO e ottenere giustizia anche in caso di rifiuto. O no?


Quel che dici Jo, è quanto pensavamo noi appena uscita l'Istruzione.

Da rallegrarci c'è, perché che l'Istruzione abbia confermato la validità e incoraggi la diffusione del VO è un fatto, con tutti i risvolti positivi che tu stessa metti in evidenza, nonostante alcuni distinguo che segneranno la persistenza di 'argini'. Di certo molte Grazie ne fluiranno per tutta la Chiesa e per il mondo intero. Ma ora come ora non sappiamo per quanto e speriamo che ogni insidia venga vanificata.

Il problema che stiamo discutendo qui è che la coesistenza dei due riti per il futuro viene messa in discussione, in base a quanto emerge all'ultimo Convegno Summorum Pontificum che quest'anno è stata per lo più (anche se non solo) l'espressione dall'attuale intelligentija curiale.

Anonimo ha detto...

Vi arrabbattate in discussioni non di vostra competenza,infatti una discussione senza poter prendere decisioni non è una discussione è mormorazione, fate sorgere dubbi sulla verita della chiesa ai cattolici e ai non cattolici, create divisioni tra movimenti che hanno carismi differenti ma uno solo e lo spirito,
pensate di essere migliori uno dell'altro, mormorate, giudicate,
e non compredete,
avete occhi ma non vedete, avete orecchi ma non ascoltate.
Svegliatevi state perdendo tempo.
Conservate le vostre energie, spendetele per far conoscere GesuCristo.
La pace a tutti Voi.

Anonimo ha detto...

finalmente la chiesa si sta indirizzando verso il recupero della tradizione, contro il modernismo tanto criticato da S.Pio X.. La messa N.O. è una "messa" protestante mascherata se non ve ne siete accorti.. vi pare che si compia un sacrificio o che si commemori l'ultima cena nella messa N.O.? a me pare la seconda opzione.. non a caso il sacerdote recita anche "celebrando il MEMORIALE della morte e resurrezione del Tuo Figlio.." mha vabbè, ormai la frittata è fatta, il Summorum Pontificum sarà ostacolato dai vescovi progressisti e le chiese continueranno a svuotarsi

Anonimo ha detto...

Questo commento è una porcheria! Un bello esempio di male fede. Il convegno era maraviglioso! L'autore du questo testo si sbaglia completamente.

Stefano78 ha detto...

Chi crea divisione è chi vuole cambiare la fede Cattolica dichiarandosi Cattolico. La divisione la crea chi strumentalizza Chiesa, Papa e Fede, approfittando della "inattività" disciplinare della Chiesa, del fatto compiuto, per diffondere la sua teologia e la sua fede, il suo "cristo". Con metodi che definire dubbi è un complimento.

La Chiesa non ha bisogno della "Nuova estetica". Non ha bisogno della "Pasqua ebrea" per "valorizzare" Cristo. Non ha bisogno del "Catecumenato di Kiko". Ha bisogno di Uomini che la AMINO e che diffondano la Fede di SEMPRE nei modi consini ai tempi, "senza aggiungere o togliere nulla"!

Chi divide è chi ignora le necessità e i drammi dei fedeli, tra i quali quelli uniti qui. Chi si limita a giudicare con disprezzo, come hai fatto tu, le ragioni dell'altro infischiandosene di quali siano.

Chi divide è chi dice che le disposizioni di UN PAPA siano "abrogate". Chi divide è chi ha uno Statuto che dice A, mentre si fa "Z"!

Questi sono i semi della discordia e della divisione, che stanno dentro le parrocchie, e che sono fatti passare per "vento dello SPirito", perchè chi si azzarda a evidenziarli così può essere "misericordiosamente" accusato di ogni abominio contro DIO!

Lo Spirito crea ordine, armonia, giustizia e Pace. Non crea i "Catechumenium" nelle parrocchie, che equivalgono a tante sotto-parrocchie quante sono le comunità che le abitano! Con proprio rito, propria "estetica", propria dottrina e propri ministeri!

Questo è quello che divide!

Come anche l'accusa di "dividere" a chi evidenzia questi problemi, quando chi li crea non è chi li evidenzia! Per la serie: stai zitto e subisci quello che IO ti impongo! Altrimenti sei uno che "divide"!

Infatti Cristo, meno male, non è venuto a portare la Pace. Ma una SPADA. Che divide la Verità dall'Errore. Non divide le persone.

Stefano78 ha detto...

fate sorgere dubbi sulla verita della chiesa ai cattolici e ai non cattolici

I dubbi tra i cattolici sorgono dal fatto che l'Unione della CHiesa è minata dall'interno. Ci sono tante chiese per quanti stanno nella Chiesa!

Quando i cosiddetti "movimenti" la finiranno di creare le Chiese nella Chiesa, i dubbi finiranno e nemmeno queste pagine esisteranno più!

I dubbi li insinuate voi, nei cattolici, e poi accusate chi subisce la sofferenza di averli sollevati!

mic ha detto...

Vi arrabbattate in discussioni non di vostra competenza,infatti una discussione senza poter prendere decisioni non è una discussione è mormorazione...

1. non ci arrabbattiamo, ma attiviamo l'uso di ragione illuminata dalla Fede, lo esercitiamo e lo esprimiamo.

2. non è vero che non abbiamo competenza, perché esprimiamo e ci confrontiamo su verità di fede, alcune delle quali oscurate altre deformate, che rischiano di inquinare e stravolgere ancor più la nostra Fede cattolica.
Questo ci compete non solo in quanto battezzati e cresimati, ma in quanto uomini e donne che sentono e vivono l'appartenenza a Cristo Signore, al quale è legata la loro vita e la loro storia e cercano di approfondire la fede e nello stesso tempo si occupano e si preoccupano di quel che accade alla e nella loro Chiesa

3. per discutere non è necessario dover o aver titolo di decidere su ciò di cui si discute, perché questo non è né il luogo né noi siamo deputati a prendere decisioni se non nella nostra coscienza.
Mi meraviglia che lei non prenda in considerazione l'idea che si discute per aver l'opportunità di approfondire, di meglio chiarire, di scambiare le proprie riflessioni e acquisire, così, una maggiore consapevolezza e conoscenza della Realtà che ci circonda, soprattutto riguardo alle questioni prioritarie come la Fede.
Inoltre esprimersi e approfondire in un'Agorà come questa, consente a chi è interessato di partecipare anche solo leggendo e informandosi e può contribuire a creare correnti di pensiero, a sviluppare idee che altrimenti resterebbero sommerse nel mare magnum delle mistificazioni che purtroppo sono così frequenti in ogni ambito e, soprattutto, -oggi- all'interno della nostra Chiesa...

4. se poi questo serve anche a provocare qualche dubbio, la cosa è salutare perché il dubbio sano, quello che non blocca ma ti costringe a chiarire e ad approfondire, è proprio ciò che ci vuole per progredire sia psicologicamente che spiritualmente.

5. la mormorazione è un'altra cosa! Noto che siete soliti scambiare le critiche costruttive con la 'mormorazione' che è 'parlar male' gratuito e senza motivo solo per bassi fini e in genere si chiama 'pettegolezzo'.
Qui non si fanno pettegolezzi, ma
documentati ragionamenti, sui quali si può anche non essere d'accordo, ma vanno confutati in maniera intelligente e non troncati di netto con affermazioni da strapazzo...

Sufficienti come motivazioni e come chiarimenti?

mic ha detto...

mha vabbè, ormai la frittata è fatta, il Summorum Pontificum sarà ostacolato dai vescovi progressisti e le chiese continueranno a svuotarsi

che continui ad essere ostacolato è probabile, ma il risultato finale non lo darei per scontato.

mic ha detto...

vi pare che si compia un sacrificio o che si commemori l'ultima cena nella messa N.O.? a me pare la seconda opzione..

L'Eucaristia nasce comunque dall'Ultima Cena, non è che il VO non vi abbia nulla a che fare, anzi è la ripetizione fino alla fine dei tempi di ciò che il Signore ci ha consegnato e comandato di fare.
La differenza sta nel fatto che, durante l'Ultima Cena, il Signore ha fatto una cosa completamente nuova: ha condotto i Suoi (che oggi siamo noi) sul Calvario nell'atto grande e solenne del Suo Sacrificio (ha perfino transustanziato già allora il Suo Corpo e il Suo Sangue prezioso) ed oltre una tomba vuota, perché poi è gloriosamente Risorto. Anche se erano riuniti intorno alla mensa della Cena Pasquale, che noi non dobbiamo ripetere perché è superata... la nostra Pasqua è l'Agnello Immolato, Signore Risorto!

Tutto questo non l'ha scoperto il NO, ma è presente in maniera sublime e sacra e solenne anche e soprattutto nel VO

mic ha detto...

Questo commento è una porcheria! Un bello esempio di male fede. Il convegno era maraviglioso! L'autore du questo testo si sbaglia completamente.

perché, cortesemente, non ce lo dimostri?

by Tripudio ha detto...

Insisto a dire che sulla questione del Novus Ordo, il peggior affronto che si possa fare ai neocatecumenali è ricordar loro che sono tenuti a rispettare il Messale Romano «senza aggiunte né omissioni», così come ha deciso il Papa (Statuto Neocat, art. 13, comma 3, nota 49).

L'unica variazione è l'indulto temporaneo (cioè quel permesso che ancor oggi è temporaneo e ritirabile senza dover dare spiegazioni) per anticipare lo scambio del segno di pace.

Nello Statuto Neocat si precisa che la Comunione va fatta "in piedi", e qui sappiamo tutti (e ancor più lo sanno i diretti interessati) che i sotterfugi di alzarsi e sedersi per continuare a farla da seduti sono solo una misera dimostrazione di ipocrisia.

Tutto questo è indipendente dal giudizio che ognuno di noi si sia fatto sulle questioni riguardanti il Vetus ed il Novus Ordo.

Per i neocatecumenali, infatti, non c'è peggior iattura del rinunciare alle invenzioni liturgiche di Kiko e del seguire onestamente ed esclusivamente il Messale approvato da Paolo VI.

Quale imbarazzo proverebbe un cosiddetto "catechista" neocatecumenale quando si sente chiedere ragioni degli abusi liturgici?

Per questo motivo l'attitudine tipica dei cosiddetti "catechisti" (e dei loro più "kikizzati" seguaci) è quella di cambiare discorso, di distribuire calunnie a pioggia, di cambiare il significato delle parole altrui, di spostare l'attenzione su dettagli secondari, di tentare di vincere per estenuazione dei loro "avversari"...

Ciò che si ostinano a non capire (poiché rappresenterebbe la massima evidenza dell'inutilità e dannosità dell'invenzione di Kiko) è che la liturgia "tridentina", paradossalmente, è la risposta a tutto il problema liturgico della Chiesa nei tempi odierni.

Anonimo ha detto...

Dal post iniziale "L'unica cosa che possiamo sperare è che il Signore non voglia permettere il compiersi di questo ulteriore scempio, certamente non imminente, ma che permane come un'ombra sul futuro!"
Ok, giusto desiderio umano. Ma debole perchè umano.
Rimane da definire se quello che viene definito scempio, sia veramente uno scempio. Ma se Dio lo permette, un motivo ci dovrà pur essere.
cara Mic, devi accettare la volontà di Dio, non dire a Dio cosa tu vuoi che LUI faccia.
Tutto questo post, ma anche il Blog è una difesa ad un volere umano. Come se Dio si piegasse alle vostre insistenze.
Ricordati che Dio ha detto: "Le mie vie non sono le vostre vie, i miei sentieri non sono
i vostri"
La tua, cara Mic è una difesa di palazzo. State difendendo il trono non la fede.

Immagino che non sarai d'accordo. Però è così che la penso.

Cristo è risorto, alleluja

Stefano78 ha detto...

è che la liturgia "tridentina", paradossalmente, è la risposta a tutto il problema liturgico della Chiesa nei tempi odierni.

Niente di più vero.

mic ha detto...

cara Mic, devi accettare la volontà di Dio, non dire a Dio cosa tu vuoi che LUI faccia.

quello che non hai ancora capito è che la Liturgia non la facciamo noi, ci è stata data...

se qualcuno ha deciso di "fabbricarla" e non di rinnovarla organicamente con 'tocchi' discreti che non ne alterino la struttura, non è in linea con la Tradizione perenne che coincide con la volontà di Dio non con la mia...

by Tripudio ha detto...

L'unico serio motivo per far passare quei commenti imbecilli è dimostrare in ogni pagina di questo blog quanto siano stupidamente prevenuti i neocatecumenali che vengono qui a pontificare.

Il solito anonimo pronuncia infatti una frase quantomeno ambigua: "se Dio lo permette, un motivo ci dovrà pur essere".

Un'affermazione del genere si scontra sempre con la realtà: per esempio, il nostro amico si chieda che "motivo" c'è al fatto che che Dio "permetta" l'ingiustissima piaga dell'aborto.

L'ambiguità sta nel fatto di divinizzare certe cattiverie umane usando come grimaldello l'espressione (precisa ma incompleta) che "Dio lo permette".

Il nostro fratello neocat di cui sopra, insomma, sotto sotto vuole ingannarci dicendoci che le storture neocatecumenali sarebbero volontà di Dio.

E non è tutto! Sentendosi "divino" lui stesso (giacché è un seguace del signor Arguello), come decorazione finale del suo intervento declama che "Cristo è risorto alleluja" per tentare di farci apparire come malvagi miscredenti.


In realtà, tutto questo suo affannarsi, tutte queste sue mormorazioni, tutti quei suoi sofismi, tutte quelle vergognose illazioni, non fanno altro che dimostrare che nel Cammino non vengono date ragioni, ma solo slogan pubblicitari; non vengono date spiegazioni ma solo ordini di scuderia; non vengono insegnate le cose della fede, ma solo una vaga tifoseria del "noi contro il resto del mondo".

Essendo il CNC "dono dello Spirito", i fratelli neocat come l'anonimo sopracitato stanno di fatto combattendo contro lo Spirito. Per questo si dimostra evidentissima l'osservazione di mons. Villegas: "il Cammino va difeso dall'orgoglio e dall'arroganza dei suoi leader".

Stefano78 ha detto...

se Dio lo permette, un motivo ci dovrà pur essere".


Certo che c'è! Stiamo raccogliendo la semina degli orribili peccati e sacrilegi che abbiamo compiuto nel famoso "post-concilio"! Questa piaga ce la siamo chiamata tutta.

E, caro mio, se è vero che le Sue Vie non sono le nostre, è anche vero che la Divina Liturgia è SUA, non nostra! Noi l'abbiamo sfigurata! Questa è stat la "nostra via"!

La nostra Speranza, ora, risiede nell'aiuto della Regina Gloriosa del Cielo, nostra avvocata, che possa supplicare per noi il Figlio di non appesantire il suo Braccio!

L'insistenza, come ci ha insegnato il Divino Maestro, accompagnata dal santo Rosario ha il potere di cambiare anche la storia! Il potere del Signore, al quale anche voi dovete sottomettervi!

jonathan ha detto...

Dice Mic:
Il problema che stiamo discutendo qui è che la coesistenza dei due riti per il futuro viene messa in discussione, in base a quanto emerge all'ultimo Convegno

Appunto, è questo che continuo a non capire (ragione per cui avevo cancellato il mio commento). Perché attardarsi a considerare le prolusioni di questo o quel cardinale, quando c’è adesso uno strumento normativo che esige che venga diffuso e CONSERVATO l’Usus Antiquior del Messale Romano? Mi sembra che la forza potenziale di quel documento sia di gran lunga più fondante di qualunque convegno.

L’UE parla di riconciliazione anche in seno alla Chiesa. Necessità che esige da un lato l’ossequio alla Messa Tridentina, dall’altro il riconoscimento della validità piena del NOM, quando celebrato in obbedienza fedele ai dettami della Chiesa, al netto da indebite devianze. Questa, mi sembra, è la volontà esplicita del Papa al quale peraltro è riconosciuto il munus a Lui proprio di regolare e ordinare la Sacra Liturgia della Chiesa. Si tratta di due forme dell’unico rito romano della Messa, le quali vogliono esprimere la stessa lex credendi: bisogna, io credo, far pace con questa realtà e da qui ripartire per ripulire la Chiesa. La terapia offerta è appunto la diffusione di quella ‘ricchezza a molti sconosciuta’ la quale non può non contagiare della sua bellezza la liturgia riformata e ‘guarirla’ dalle sue deformazioni.

Stefano78 ha detto...

bisogna, io credo, far pace con questa realtà e da qui ripartire per ripulire la Chiesa.

Lo penso anche io

jonathan ha detto...

E, a proposito di deformazioni, vorrei replicare a Mardunolbo che afferma La mensa neocatecum. è solo la forma è più spinta ed anche più netta del Novus ordo missae.

Questo lo dici tu, lo dice Kiko, lo dicono i camminanti vari. Ed è un bel servizio che fate al cammino, una conferma per loro che si dicono ‘figli del concilio’, mentre ne sono i primi traditori.

Io trovo invece una piccola differenza tra il rito nc e il NOM: il primo è frutto ed espressione di eresie gnostiche e giudaizzanti (colpevolmente consentite), il secondo è legge della Chiesa cattolica a cui è dovuto il rispetto di chi voglia restare dentro la Chiesa cattolica. Rispetto non significa che non si debba discutere per migliorare le cose e correggere anche; ma certo esclude che si possa ritenere il NOM un rito simil-protestante, eretico anch’esso al pari di quello nc. Non si tratta dunque, come dici, di aver il coraggio di ‘vedere’, ma caso mai di vedere bene, di discernere. La prudenza è una virtù per il cristiano, non una viltà.

gianluca cruccas ha detto...

L'eretico Kiko Arguello nominato da Benedetto XVI consultore del Dicastero per la Nuova Evangelizzazione:

http://nullapossiamocontrolaverita.blogspot.com/2011/05/benedetto-xvi-elegge-consultore-del.html

jonathan ha detto...

L'eretico Kiko Arguello nominato da Benedetto XVI consultore

Non mi stupisce, non mi scandalizza neppure più, non mi fa saltare sulla sedia. E' la realtà nella quale naviga la Chiesa oggi. Dobbiamo disperare forse? No, certo che no. Vedremo, vedremo. Io confido nel Signore, che ha lasciato che Giuda facesse quel che doveva fare e lo facesse presto.Confido nella santità indefettibile della Sua Sposa, che lascia crescere nel suo seno la zizzania perché la fede in Lui sia la scelta di ogni santo giorno.

A noi perseverare in una Verità che mai ci appartiene interamente,ma ci precede, se vogliamo. A noi costruire il bene, con paziente tenacia.

by Tripudio ha detto...

Brindiamo al nuovo consultore per la Nuova Evangelizzazione: il signor Kiko Arguello!

(la notizia ha più del ridicolo che del tragico... ma qualcuno forse si infurierà perché è l'ennesima dimostrazione del "Potere" di cui abbiamo tante volte parlato su questo blog)

mic ha detto...

non è che Kiko 'consultore' dovrà allinearsi a tutti gli altri?
In fondo può anche essere un tentativo non so quanto efficace conoscendo il tipo e i suoi comportamenti, di imbrigliarlo e di costringerlo ad uniformarsi.

Più che un tentativo sarebbe una certezza, se la desistenza dall'Autorità non la facesse da padrona nel nuovo clima post-conciliare!

RAIDEN ha detto...

Tratto dalla "LETTERA APOSTOLICA IN FORMA DI «MOTU PROPRIO» UBICUMQUE ET SEMPER DEL SOMMO PONTEFICE BENEDETTO XVI CON LA QUALE SI ISTITUISCE IL PONTIFICIO CONSIGLIO PER LA PROMOZIONE DELLA NUOVA EVANGELIZZAZIONE

Art. 3.

Tra i compiti specifici del Consiglio si segnalano:

5°. promuovere l'uso del CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA, quale formulazione essenziale e completa del contenuto della fede per gli uomini del nostro tempo.

Niente male eh?

a.rita ha detto...

"Brindiamo al nuovo consultore per la Nuova Evangelizzazione: il signor Kiko Arguello!"

Tripudio,
lo aveva appena postato Gianluca...

Per Mic:
"In fondo può anche essere un tentativo non so quanto efficace conoscendo il tipo e i suoi comportamenti, di imbrigliarlo e di costringerlo ad uniformarsi.
Più che un tentativo sarebbe una certezza, se la desistenza dall'Autorità non la facesse da padrona nel nuovo clima post-conciliare!"

Non ci vedo tanto un tentativo di "imbrigliarlo" o "costringerlo ad uniformarsi". Mi sembra che Kiko sia invece un'ottimo strumento, il più "affidabile e competente" per realizzare l'ultima parte del progetto gerarchico di giudaizzare il popolo di Dio, come appunto dicemmo lo scorso anno, quando ci occupammo del pensiero di quella parte di gerarchia che, condividendo il pensiero rabbinico attuale, sostiene che non sono gli ebrei a doversi convertire al Cristianesimo, ma è la Chiesa che dovrà essere riassorbita nell'ebraismo.
Ricordi? Quando venne trumentalizzata la frase di Ml3,24 "perchè converta il cuore dei padri verso i figli e il cuore dei figli verso i padri". Frase commentata in tal senso anche dal "maestro" del Card. Martini (di cui non ricordo il nome).
Perciò, cara Mic, più che di "desistenza dell'autorità", io parlerei di "connivenza dell'autorità".

by Tripudio ha detto...

A.Rita,
nella foga di postare qui la notizia del Nuovo Consultore per la Nueva Estetica per una Nuova Religione, non mi ero accorto che Gianluca l'aveva inserita parecchie ore prima del blog Messainlatino!

by Tripudio ha detto...

Il promemoria di Raiden andrebbe scritto a caratteri cubitali in tutti i blog e siti web che hanno dato la notizia del Nuevo Consultador por la Nueva Estetica!

Francesco ha detto...

Nuovo Consultore per la Nueva Estetica per una Nuova Religione

"Per una nuova Religione".....:molto eloquente mi pare..tanto da chiedermi se non sia il caso di dedicare subito a questa espressione esemplare un nuovo thread...

Stefano78 ha detto...

Il promemoria di Raiden andrebbe scritto a caratteri cubitali in tutti i blog e siti web che hanno dato la notizia del Nuevo Consultador por la Nueva Estetica!

ESATTO! Ma sembra ormai ci sia spazio solo per la delusione...

mic ha detto...

Steph,

penso che hai ragione.
Perché non prepari, se puoi, il nuovo post sottolineando tutti i motivi di speranza, compreso quanto ha ricordato Raiden e quel che ci attendiamo dagli effetti dell'Istruzione, che non penso siano per forza solo minimali!

mic ha detto...

Dice Stefano
l promemoria di Raiden andrebbe scritto a caratteri cubitali in tutti i blog e siti web che hanno dato la notizia del Nuevo Consultador por la Nueva Estetica!

ESATTO! Ma la notizia di questo articolo, ho il sentore, sarà meno diffusa della delusione che ha provocato questa nomina... Col risultato di dare conferma a chi strombazza vittorie...

non so perché questo post non è passato. Confermo e ribadisco la necessità di parlarne in termini corretti, anche se non si può non dimenticare un certo sconcerto per nessuna presenza di Tradizionalisti tra quelle nomine! Che so: un rappresentante della FSSP, ad esempio... Questo significherà pur qualcosa!

by Tripudio ha detto...

Ieri, tra le risate per il nuovo Consultore, ironizzavo "per una Nuova Religione".

Stasera mi è capitato di vedere il film The Rite ("il rito") sul tema degli esorcismi, film che consiglio a tutti poiché ottimamente fatto (salvo pochissime sbavature secondarie).

Alla fine del film mi trovavo a riflettere, fra le altre cose, su quale rapporto ci fosse tra liturgia ed esorcismi.

In parole povere, una liturgia fatta di boccali, balletti, hanukkiah e pagnotte, a quale tipo di "esorcismi" sarà logicamente associabile?

E le fasi dei riti di esorcismo che si vedono nel film, che liturgia suggeriscono? Evidentemente, per associazione di idee, vien fuori solo la messa tridentina (nonostante l'abbondanza di colletti da prete "moderni" presenti nel film).

Sarebbe una stranezza assurda che di fronte al dramma di infestazioni e possessioni (di cui il Vangelo ci documenta con abbondanza) noi qui ci si contenti poi di una liturgia fatta di canzonette, battimani, tamburi e balletti.

Più precisamente: la questione degli esorcismi, se presa con serietà (cioè senza creduloneria né scetticismo), necessiaramente richiama alla mente una Messa-sacrificio, non una messa-banchetto.

Certo, esistono un milione di fonti informative per capire cos'è la liturgia e chi è che la sminuisce.

Però, dopo aver visto il film, a quel milione di fonti ne aggiungo un altro: "perfino se considerassimo soltanto gli esorcismi, deduciamo che la Messa non può essere banalizzata a mensa/banchetto festoso".

Coloro che riducono la liturgia ad un "trenino" di gente che batte le mani, dopo aver consumato comodamente seduti pagnotte e boccali, in realtà a cosa credono esattamente?

Non basta dire "Signore, Signore!" per dirsi credenti. Non basta dire "pregate per me che sono peccatore". Non basta nemmeno dire "credo nell'esistenza del diavolo". Col celebrare quella liturgia, implicitamente (ma chiaramente) dimostrano cosa ne pensano del demonio (ed anche cosa ne pensano del Sacrificio Eucaristico, eccetera).

Anonimo ha detto...

non mi ero accorto che Gianluca l'aveva inserita parecchie ore prima del blog Messainlatino
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Figurati....
parecchie ore prima era stato avvertito come voi della notizia nello stesso modo in cui lo avevo fatto con voi, con un commento, solo che lui l'ha data, voi no.

solito metodo di censura. l'unico che concosci.

mic ha detto...

non è stata una censura del tipo che intendi tu.
Non ci interessava fare lo scoop e abbiamo deciso di parlarne quando ci è sembrato il caso.

by Tripudio ha detto...

In questo periodo i commenti anonimi dei neocatecumenali infuriati hanno sempre un che di comico.

Parlano di censura proprio loro? Quando Kiko "proibì internet", grossi siti neocat chiusero di botto, da un momento all'altro, senza preavviso. Poi, a furia di sentirsi presi in giro, alcuni hanno ritrovato un po' di coraggio ed hanno riaperto... più o meno.

Parlano di censura proprio loro? Quando Kiko "proibì Facebook", all'improvviso un numero stratosferico di profili neocat e gruppi Facebook si dissolse nel nulla. Dunque protestate qui, che censuriamo le menzogne e gli insulti, ma quando Kiko abbozza solo un tentativo di censura... immediatamente prestate l'assenso di fede e ragione?

Mi vien che ridere...!