lunedì 16 marzo 2026

Il Cammino non si fida della Chiesa, proprio perché insegna e celebra in modo diverso

Kiko Argüello Wirtz sfrutta il momento della comunione
solo per esprimere il proprio disappunto a Benedetto XVI
Anche se talvolta è stato necessario insistere su un singolo aspetto (es.: l'appartenenza alla Chiesa, per far notare come i neocatecumenali si sentano molto più appartenenti al Cammino che alla Chiesa), non dobbiamo mai perdere di vista la questione nella sua interezza.

Il Cammino Neocatecumenale è fondato sull'eresia e sull'idolatria degli autonominati "iniziatori" Kiko e Carmen. I due spagnoli hanno proclamato eresie, strafalcioni, ambiguità, vere e proprie corbellerie, anzitutto a causa della loro spettacolare ignoranza in materia di fede (nonostante i presunti studi teologici di sora Carmen, espulsa dalle suore missionarie prima della professione solenne per disubbidienze e chissà cos'altro), e a causa della loro superbia (volevano a tutti i costi essere "fondatori" di qualcosa, riveriti, elogiati, temuti, osannati, ubbiditi, e soprattutto pagati).

Si potrebbe obiettare che anche altri gruppi ecclesiali hanno avuto fondatori tutt'altro che santi, e che invece nei loro adepti la volontà di santificarsi abbia prodotto frutti, come ad esempio il lercio Maciel e la bontà di tanti dei suoi Legionari di Cristo, o anche il lercio Buela e la bontà di molti dei suoi dell'istituto del Verbo Incarnato. Ma nel caso di queste due realtà ecclesiali c'era almeno la solida base dell'ortodossia dottrinale e liturgica. I loro frutti ci sono stati a dispetto del lerciume dei rispettivi fondatori proprio perché non celebravano carnevalate, proprio perché prendevano sul serio l'insegnamento perenne della Chiesa. L'idolatria per i loro fondatori era un risultato (venivano loro attribuiti meriti che non avevano, mentre la vita spirituale e liturgica dei seguaci era sana), non era la premessa della loro spiritualità (è sempre alquanto sospetto che un gruppo ecclesiale abbia come precondizione per l'adesione l'onorare acriticamente il fondatore).

Il Cammino, infatti, si fonda proprio sull'idolatria dei fondatori (ritenuti "ispirati dallo Spirito" anche quando hanno insegnato le corbellerie più esagerate) e su un inquinamento dottrinale e liturgico, necessario a tener ingabbiati gli adepti (e a far pagare loro le "decime" e le altre gabelle kikolatriche, e a far andare avanti il carrozzone). Kiko e Carmen sapevano benissimo che i fratelli delle comunità che avessero anche solo accidentalmente fatto esperienza della santa liturgia cattolica o della santa dottrina cattolica, avrebbero capito subito che il Cammino era una truffa, era un totale ostacolo alla crescita nella fede. Per questo hanno sempre pompato disprezzo, con quella terminologia che solo il demonio poteva ispirare: le "casette" (i confessionali) disprezzate perché materialmente costruite per una riconciliazione a tu per tu (anziché la gran caciara delle cosiddette "penitenziali" del Cammino); la "parolina" transustanziazione, disprezzata perché ricorda il concetto di sacrificio, vale a dire quello di sacerdozio (perché solo un "sacerdote" può compiere il "sacrificio" a Dio gradito), ossia hanno disprezzato la gerarchia cattolica e hanno dato ascolto alla sola gerarchia di cosiddetti "catechisti" neocatecumenali; e poi il termine "piccola comunità", inteso a identificare solo quella kikolatrica ("piccola" non riguardava il numero di adepti)... Tutto un dileggiare, o reinterpretare a proprio uso e consumo, la terminologia cattolica, allo scopo di consolidare il potere assoluto dei dei due spagnoli e dei loro pretoriani.

Il laico Kiko si atteggia a vescovo, predicando
dall'ambone con tanto di crocifero e candelieri
L'esperienza di fede la si può vivere solo seguendo ciò che la Chiesa ha sempre detto e fatto. Proprio come hanno sempre fatto i santi: hanno seguito il Magistero e la Tradizione (necessari per comprendere anche le Scritture, la liturgia, la giusta via per la vita di fede), prendendoli molto sul serio, e hanno tratto frutti straordinari. E hanno capito molto meglio di noi le implicazioni delle verità di fede - di fronte alle quali provavano brividi e commozione, perché si rendevano conto molto più di noi dell'immensità di quei tesori che la Chiesa ha sempre fatto di tutto per trasmettere. L'appartenenza alla Chiesa, per loro, non era un obiettivo da perseguire (tanto meno un'etichetta da autoappiopparsi) ma la naturale e inevitabile conseguenza di ciò che credevano. La liturgia, per loro, non era un dovere ma una necessità, non era una roba "da abbellire", ma qualcosa che li connetteva al Signore, attraverso quei gesti e quelle formule garantiti dall'autorità della Chiesa come i migliori e più efficaci.

Nostro Signore ha operato ogni sorta di miracoli, senza usare altro che la propria volontà («alzati e cammina»), e dunque il fatto stesso che abbia voluto che si celebrasse la liturgia («fate questo in memoria di Me») è già più che sufficiente a garantircene l'assoluta e totale efficacia (e i farisei, non potendo negare i miracoli, pur di trovare un appiglio si lamentavano che fossero stati eseguiti "in giorno di sabato", o che ponessero improbabili rischi politici). Dunque l'unico modo di celebrarla è seguire ciò che la Chiesa ha sempre garantito essere liturgia, non "personalizzandosela" come Kiko e Carmen.  

I santi si sono fidati della liturgia di tutta la Chiesa, i «nuovi falsi profeti» Kiko e Carmen non vogliono fidarsi. I santi si sono fidati dell'insegnamento perenne della Chiesa (quello «che ascoltate all'orecchio predicatelo sui tetti», cfr. Mt 10,27) e hanno preteso di insegnare le proprie elucubrazioni ammantandole di "arcani" e segretezza. Facciamo qui notare che le cosiddette "approvazioni" ricevute dal Cammino, non contengono alcuna approvazione delle loro carnevalate liturgiche, tanto meno delle fandonie (e vere e proprie eresie) delle loro cosiddette "catechesi".

Dunque, a dispetto di eventuali ampollosi discorsoni neocatecumenalizi (dopotutto anche i protestanti son bravissimi a dire che "Gesù è il Signore", e che "solo Dio salva", e cose del genere), non bisogna fidarsi del Cammino, ma solo di ciò che la Chiesa ha sempre fatto, detto, insegnato, celebrato.

Nessun commento:

Posta un commento

I commenti vengono pubblicati solo dopo essere stati approvati da uno dei moderatori.

È necessario firmarsi (nome o pseudonimo; non indicare mai il cognome).

I commenti totalmente anonimi verranno cestinati.