lunedì 16 marzo 2026

Il Cammino non si fida della Chiesa, proprio perché insegna e celebra in modo diverso

Kiko Argüello Wirtz sfrutta il momento della comunione
solo per esprimere il proprio disappunto a Benedetto XVI
Anche se talvolta è stato necessario insistere su un singolo aspetto (es.: l'appartenenza alla Chiesa, per far notare come i neocatecumenali si sentano molto più appartenenti al Cammino che alla Chiesa), non dobbiamo mai perdere di vista la questione nella sua interezza.

Il Cammino Neocatecumenale è fondato sull'erеsia e sull'idolаtria degli autonominati "iniziatori" Kiko e Carmen. I due spagnoli hanno proclamato eresie, strafalcioni, ambiguità, vere e proprie corbellerie, anzitutto a causa della loro spettacolare ignoranza in materia di fede (nonostante i presunti studi teologici di sora Carmen, espulsa dalle suore missiоnarie prima della professione solenne per disubbidienze e chissà cos'altro), e a causa della loro superbia (volevano a tutti i costi essere "fondatori" di qualcosa, riveriti, elogiati, temuti, osannati, ubbiditi, e soprattutto pagati).

Si potrebbe obiettare che anche altri gruppi ecclesiali hanno avuto fondatori tutt'altro che santi, e che invece nei loro adepti la volontà di santificarsi abbia prodotto frutti, come ad esempio il lеrcio Maciel e la bontà di tanti dei suoi Legionari di Cristo, o anche il lеrcio Buela e la bontà di molti dei suoi dell'istituto del Verbo Incarnato. Ma nel caso di queste due realtà ecclesiali c'era almeno la solida base dell'ortodossia dottrinale e liturgica. I loro frutti ci sono stati a dispetto del lerciume dei rispettivi fondatori proprio perché non celebravano carnevаlate, proprio perché prendevano sul serio l'insegnamento perenne della Chiesa. L'idоlatria per i loro fondatori era un risultato (venivano loro attribuiti meriti che non avevano, mentre la vita spirituale e liturgica dei seguaci era sana), non era la premessa della loro spiritualità (è sempre alquanto sospеtto che un gruppo ecclesiale abbia come precondizione per l'adesione l'onorare acriticаmente il fondatore).

Il Cammino, infatti, si fonda proprio sull'idolаtria dei fondatori (ritenuti "ispirati dallo Spirito" anche quando hanno insegnato le corbеllerie più esagerate) e su un inquinamento dottrinale e liturgico, necessario a tener ingabbiati gli adepti (e a far pagare loro le "decime" e le altre gabelle kikolatriche, e a far andare avanti il carrozzone). Kiko e Carmen sapevano benissimo che i fratelli delle comunità che avessero anche solo accidentalmente fatto esperienza della santa liturgia cattolica o della santa dottrina cattolica, avrebbero capito subito che il Cammino era una truffa, era un totale ostacolo alla crescita nella fede. Per questo hanno sempre pompato disprezzo, con quella terminologia che solo il demonio poteva ispirare: le "casette" (i confessionali) disprezzate perché materialmente costruite per una riconciliazione a tu per tu (anziché la gran caciara delle cosiddette "penitenziali" del Cammino); la "parolina" transustanziazione, disprеzzata perché ricorda il concetto di sacrificio, vale a dire quello di sacerdozio (perché solo un "sacerdote" può compiere il "sacrificio" a Dio gradito), ossia hanno disprezzato la gerarchia cattolica e hanno dato ascolto alla sola gerarchia di cosiddetti "catechisti" neocatecumenali; e poi il termine "piccola comunità", inteso a identificare solo quella kikolatrica ("piccola" non riguardava il numero di adepti)... Tutto un dileggiare, o reinterpretare a proprio uso e consumo, la terminologia cattolica, allo scopo di consolidare il potere assoluto dei dei due spagnoli e dei loro pretoriani.

Il laico Kiko si atteggia a vescovo, predicando
dall'ambone con tanto di crocifero e candelieri
L'esperienza di fede la si può vivere solo seguendo ciò che la Chiesa ha sempre detto e fatto. Proprio come hanno sempre fatto i santi: hanno seguito il Magistero e la Tradizione (necessari per comprendere anche le Scritture, la liturgia, la giusta via per la vita di fede), prendendoli molto sul serio, e hanno tratto frutti straordinari. E hanno capito molto meglio di noi le implicazioni delle verità di fede - di fronte alle quali provavano brividi e commozione, perché si rendevano conto molto più di noi dell'immensità di quei tesori che la Chiesa ha sempre fatto di tutto per trasmettere. L'appartenenza alla Chiesa, per loro, non era un obiettivo da perseguire (tanto meno un'etichetta da autoappiopparsi) ma la naturale e inevitаbile conseguenza di ciò che credevano. La liturgia, per loro, non era un dovere ma una necessità, non era una roba "da abbellire", ma qualcosa che li connetteva al Signore, attraverso quei gesti e quelle formule garantiti dall'autorità della Chiesa come i migliori e più efficaci.

Nostro Signore ha operato ogni sorta di miracoli, senza usare altro che la propria volontà («alzati e cammina»), e dunque il fatto stesso che abbia voluto che si celebrasse la liturgia («fate questo in memoria di Me») è già più che sufficiente a garantircene l'assoluta e totale efficacia (e i farisei, non potendo negare i miracoli, pur di trovare un appiglio si lamentavano che fossero stati eseguiti "in giorno di sabato", o che ponessero improbabili rischi politici). Dunque l'unico modo di celebrarla è seguire ciò che la Chiesa ha sempre garantito essere liturgia, non "personalizzandosela" come Kiko e Carmen.  

I santi si sono fidati della liturgia di tutta la Chiesa, i «nuovi falsi profeti» Kiko e Carmen non vogliono fidarsi. I santi si sono fidati dell'insegnamento perenne della Chiesa (quello «che ascoltate all'orecchio predicatelo sui tetti», cfr. Mt 10,27) mentre Kiko e Carmen hanno preteso di insegnare le proprie elucubrazioni ammantandole di "arcani" e segretezza. Facciamo qui notare che le cosiddette "approvazioni" ricevute dal Cammino, non contengono alcuna approvazione delle loro carnevalate liturgiche, tanto meno delle fandonie (e vere e proprie eresie) delle loro cosiddette "catechesi".

Dunque, a dispetto di eventuali ampollosi discorsoni neocatecumenalizi (dopotutto anche i protestanti son bravissimi a dire che "Gesù è il Signore", e che "solo Dio salva", e cose del genere), non bisogna fidarsi del Cammino, ma solo di ciò che la Chiesa ha sempre fatto, detto, insegnato, celebrato.

21 commenti:

  1. Da un mesetto i numeri delle visite a questo blog sono saliti moltissimo. Le provenienze, come al solito, sono da motori di ricerca e da Facebook. Ma colpisce molto la nazionalità: gran parte di tali nuovi visitatori è cinese o di Singapore. Significa che qualcuno da quelle parti ha cominciato ad informarsi sul Cammino e sta suggerendo le pagine più significative ai suoi conoscenti. Magari c'è qualche cosiddetto "itinerante" neocatecumenale che ha fatto grossi pasticci? O qualche cattolico perplesso di fronte alla rapacità e alla tracotanza di coloro che idolatrano Kiko?

    Ricordiamo in particolare ai nuovi lettori che, come in ogni setta, anche nel Cammino vige la convinzione che mentire e ingannare sarebbe lecito e addirittura doveroso, se torna utile a difendere il prestigio e i soldi dei "pezzi grossi" della setta.

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    1. Nota per i nuovi lettori del blog: il Cammino vi infligge una diversa dottrina e una diversa liturgia.

      Cioè il Cammino non intende affatto seguire la Chiesa. Non intende introdurvi alla fede della Chiesa, né intende celebrare alla maniera valida per tutta la Chiesa.

      Nello spiegone ufficiale è per "riscoprire il Battesimo", per "fare come i primi cristiani delle prime comunità cristiane delle origini cristiane", o addirittura perché "gli iniziatori Kiko e Carmen sono ispirati dallo Spirito". Ma è tutto falso.

      Infatti:

      1) per "riscoprire il Battesimo" occorre esclusivamente la santa dottrina cattolica. Altrimenti non è una "riscoperta" ma una reinterpretazione non cattolica.

      Il contenuto "catechetico" del Cammino, dei numerosi volumi dei cosiddetti "mamotreti" (di cui fino a non molto tempo fa i kikos negavano l'esistenza, persino dopo che ne erano stati pubblicati e commentati ampi estratti), è semplicemente l'elenco delle elucubrazioni di Kiko e Carmen, zeppe di svarioni, confusioni, ambiguità, e vere e proprie eresie.

      I due autoproclamati "iniziatori" spagnoli, infatti, hanno predicato solo in base alle proprie ignoranza e arroganza, senza mai accettare correzioni, spacciandosi per "ispirati dallo Spirito", addirittura millantando locuzioni soprannaturali e apparizioni mai sottoposte al vaglio della Chiesa (e di cui il sommo Kiko se ne vantò al bar: altro che l'umiltà dei santi che rifiutavano di dar credito alla propria esperienza soprannaturale senza il discernimento dell'autorità ecclesiastica).

      2) l'espressione "fare come i primi cristiani" è ambigua, ipocrita, falsa.

      È ambigua perché dei primi cristiani sappiamo piuttosto poco.
      È ipocrita perché sottintende che successivamente ai primi cristiani, la fede sarebbe stata vissuta malissimo fino a che non è stato inventato il Cammino Neocatecumenale.
      È falsa perché i primi cristiani non avevano l'obbligo "fiscale" delle Decime, delle Lodi a Kiko della domenica mattina, dello strimpellare chitarrelle, tamburelli, nacchere e charangos, dell'esibire tutta la gadgettistica kikolatrica (dal copribibbia di Kiko alla fascetta reggichitarra di Kiko, ecc.).

      3) proclamare che Kiko e Carmen sarebbero "ispirati dallo Spirito" è praticamente blasfemia.

      Infatti lo Spirito - che è Spirito di verità, in quanto è Dio - non può ispirare menzogne, ambiguità, errori.
      Lo Spirito non può ispirare strafalcioni liturgici, cioè ostilità alla Chiesa in materia di culto a Dio.
      Ed essendo Dio, lo Spirito non può certo ispirare l'idolatria, la scarnificazione delle coscienze, la protezione di pedofili, l'arroganza e supponenza e ignoranza dei cosiddetti "catechisti", ecc.
      Lo Spirito, inoltre, non può certo ispirare la tracotanza di due autoinventati "iniziatori" bramosi di essere riveriti, lodati, temuti, ubbiditi, e soprattutto pagati.

      Le possibili buone intenzioni (che lastricano le vie dell'inferno) non cambiano quanto detto sopra.

      Di sicuro non è lo Spirito a ispirare certi soggetti della gerarchia ecclesiale a lodare, promuovere, o anche solo tollerare il Cammino.

      Il Signore vede benissimo le sofferenze e le ingiustizie inflitte ai fratelli delle comunità neocatecumenali. Sa benissimo che a tali pecorelle i capicosca della setta di Kiko e Carmen somministrano cibo spirituale velenosissimo. Vede benissimo cosa hanno in cuore i cosiddetti "catechisti" quando sfruttano, calpestano, umiliano, spennano quelle pecorelle. Vede benissimo il lerciume che hanno in cuore, vede benissimo il loro abuso di potere, i loro abusi (anche sessuali), il loro promuovere l'idolatria. Vede benissimo quanto quei pezzettoni grossi e piccoli si danno da fare per cavare i più micragnosi privilegi e benefit.

      Il Cammino è ispirato dal demonio (quello vero, non il simpatico portasfortuna che ti fa trovare coda al casello quando vai all'albergo della convivenza kikolatrica). Solo il demonio può spacciare per "itinerario di riscoperta del battesimo" una setta che di cattolico ha solo la decorazione.

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    2. Dopo essere stato tantissimi anni nel Cammino ed avendolo conosciuto a fondo come istituzione e non come singola comunità, anch'io sono convinto che sia ispirato dal demonio.

      Gli insegnamenti e le convinzioni che albergano all'interno (e che non si vedono altrettanto bene dal di fuori), sono totalmente opposti alla fede cattolica:

      1) se ti proponi di non "peccare ancora" (come recita l'atto di dolore), sei un religioso naturale ingannato perché "l'uomo non può non peccare" ed è dominato dal demonio che è il suo signore (e questo non "nel mondo", ma proprio nella Chiesa);

      2) Se vivi un periodo sereno, non sei "illuminato" perché devi avere per forza una croce, generalmente marito, moglie, figli o genitori

      3) Se sei attento ai figli, sei "nevrotico" e li ami di un amore "solo" umano e non quello divino totale che ti promettono e che non arriva mai, perché finché viviamo rimaniamo comunque umani e non diventiamo Dio

      4) Ti devi convincere di essere un mostro, uno capace di tutto, anche di uccidere, pieno di peccati anche potenziali e corrotto nel cuore. Kiko dice che "convertì" un pedofilo che aveva molestato una bambina dimostrandogli che era peggiore di lui...

      5) Ti vengono continuamente insinuate suggestioni di peccato con mille esempi che sempre vengono fatti per "attualizzare" la predicazione.

      6) Si fermano sempre al dirti "Dio ti ama così come sei e non vuole che tu cambi per amarti", come se l'amore che Dio ha incondizionatamente per tutti gli uomini potesse salvare chi non lascia il peccato e non cambia. È un inganno potentissimo perché, anche se sembra logico, confonde l'amore di Dio con la salvezza. Dio ama anche chi si danna e va all'inferno (che esiste), perché Dio è amore totale. Tuttavia, se non desisti dal peccato e rimani "così come sei" perché tanto Dio ti ama lo stesso, ti puoi dannare tranquillamente.
      Ed è un'enorme vittoria per il demonio.

      D'altronde, il Gatto e la Volpe sono comparsi dal nulla e NESSUNO li conosceva prima della loro ascesa al potere.
      Il Gatto non sapeva un'acca della fede cattolica, se non qualcosina totalmente preconciliare.
      La Volpe aveva vissuto una turbolenta vita di fede, rifiutata da più di un monastero e in odore di problemi psichici.
      Che ne fossero consapevoli o meno, questi due sono davvero caduti in braccio al demonio che, furbissimo, sembra insegnare la fede cattolica ma in realtà la corrode e la distrugge, distruggendo al contempo migliaia di persone che, ingannate, hanno creduto alle sue suggestioni.
      Marco

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    3. Quando sento :”sono stato tantissimi anni nel cammino” mi sento meno stupida sentendo che non sono l’unica. Ne sono uscita quasi due anni fa, la mia vita è completamente cambiata, ho recuperato il rapporto con i miei figli. Già proprio i figli: tanti, quanti Dio ha pensato buono per la tua vita, peccato che col senno del poi mi rendo conto di averli trascurati, sia dal punto di vista materiale visto che quei quattro soldi che avevamo venivano prosciugati dalle collette, convivenze, decime, spese per vestirsi come “figli di re” alle varie celebrazioni… sia dal punto di vista affettivo. Non avevo tempo per dedicarmi a loro, ognuno con il suo carattere, con le proprie esigenze scolastiche, c’era sempre da correre per il cammino e loro erano solo un numero da sbandierare alle convivenze quando si chiedeva quanti figli avessimo salvo poi doverli lasciare a casa con le baby sitter perché si sa che i bambini disturbano. Pensavo di essere capitata nella regione sbagliata, con degli “itineranti” che si sono istallati per quasi 50 anni creando una rete di favoritismi e chiacchiere che spesso si tramutavano in calunnie; invece vedo che questo è il cammino, una setta che ti rovina la vita, che ti fa credere di cercare Dio invece ti trovi in un vortice dal quale è difficile uscire. Perché scrivo questo? Perché mi è rimasta una rabbia profonda nei confronti degli iniziatori, dei catechisti, dei miei ex fratelli di comunità che sono spariti nel nulla. Credo e spero che continuando a stare attaccata ai sacramenti il Signore vorrà donarmi la sua pace in prossimità della Santa Pasqua che si avvicina.
      Scudo24

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  2. Credo che ormai nel mondo gli ex neocatecumenali come noi siano alcuni milioni perché sono dì più i fuoriusciti che quelli che sono rimasti dentro....
    Allora perché il Vaticano non condanna pubblicamente?
    Forse perché aspetta la morte di Kiko, il quale anni fa ha detto DIVENTEREMO TUTTI LUTERANI.
    Va bene, magari era solo una battuta ironica..... però intanto lo ha detto!
    Non è che il Vaticano teme uno SCISMA...?!?

    Savonarola

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    1. Un eventuale scisma, avrebbe un vantaggio immediato, ovvero, quello di liberare seduta stante,
      tutte le Parrocchie "infestate", liberando moltissimo spazio, che potrebbe essere utilizzato per altri scopi
      veramente benefici; ricordo che sulle circa 300 Parrocchie romane, in una su tre, è presente il Cammino.
      La Chiesa a suo tempo, ha già condannato; purtroppo con le dimissioni di Benedetto XVI e l'avvento di
      Francesco, il provvedimento venne sospeso, ribadisco: "sospeso", non abrogato.
      Ruben.
      ---

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    2. Altri scopi, tipo “serata della tombola”, “serata ping pong”, “serata della briscola”, “serata pilates”… e potrei continuare. Ormai le parrocchie sono diventate centri polifunzionali con sale da affittare.
      Esperienza personale: in una delle prime parrocchie dove ho frequentato il cammino, un giorno è arrivato un parroco che ha deciso di chiuderlo. Sono andate via 14 comunità, che non vi dico quanta vita portassero a quella parrocchia. Nel giro di qualche anno è morto tutto: centro parrocchiale vuoto e in stato di semi abbandono con locali venduti o affittati a chiunque. Il parroco, dopo qualche anno, ha cambiato parrocchia senza guardarsi indietro e tanti saluti.
      Le 14 comunità si sono spostate e hanno portato nuova linfa alle tante parrocchie che le hanno accolte. Questa è la realtà no i vostri raccontini lagnosi...

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    3. La "linfa" di cui parla il commento delle 11:05 consiste in eresie, strafalcioni liturgici, arroganza, abusi, sacrilegi.
      È un errore madornale pensare che l'eresia neocatecumenale meriti gli stessi diritti della fede cattolica.

      Può darsi che il vescovo abbia spedito lì il parroco con lo scopo di spazzar via la kikolatria e lasciar posto ai soli fedeli diocesani. E rimediare i danni fatti da qualche parroco precedente più propenso a farsi corrompere dai kikos.

      Una parrocchia, infatti, deve garantire i sacramenti e la dottrina; tutto il resto è optional. Sul piano della fede i parrocchiani non hanno perso nulla con la chiusura del "centro parrocchiale", e il mettere a reddito qualcosa (in modo da pagare bollette e manutenzione della chiesa) potrebbe benissimo essere stata la scelta migliore.

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  3. Spiace sapere che in Cina molti si stanno informando circa il Cammino.
    Significa che in estremo oriente i Kikos, che sono arrivati dopo, stanno cominciando a fare gli stessi disastri spirituali che hanno fatto qui in Europa, dove ormai in nessuna nuova parrocchia si aprono le catechesi.
    Nella parrocchia che frequentavo con la mia famiglia c'erano 7 comunità 20 anni fa e ci sono ancora adesso 7 comunità!
    In pratica i neocatecumenali vanno avanti grazie ai figli e nipoti, i quali non accettano tutti l' educazione che hanno ricevuto.
    Molti infatti escono dal Cammino e purtroppo non vogliono più sapere nulla nemmeno della fede cristiana.
    Questo è molto triste....

    ANONIMO MILANESE

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  4. Ricordiamo ai gentili lettori che la Chiesa è "santa e peccatrice".

    Sembra un ossìmoro, una contraddizione in termini, ma ad essere onesti non lo è.

    Infatti la Chiesa è santa perché è stata istituita da Nostro Signore - che essendo Dio non può sbagliare, non può prendere sviste, non può mettere in essere qualcosa di incompleto o di guasto o addirittura di peccaminoso.

    Ma la Chiesa, essendo affidata a degli uomini - cioè a dei peccatori - è anche "peccatrice". Lo è tutte le volte che qualcuno della gerarchia ecclesiale (poco importa che sia il Papa o anche solo l'ultimo dei diaconi) viene meno al suo sacro dovere (il "triplice munus" - sacerdotale, profetico e regale - cioè di santificare mediante i sacramenti, di insegnare le cose della fede, di guidare spiritualmente).

    In gergo latino si diceva "casta meretrix": la Chiesa è casta, nel senso di tutta pura, senza macchia, garantita da Nostro Signore; ma è anche meretrix, cioè prostituta, perché gli uomini di Chiesa che vengono meno anche solo per un attimo al loro sacro dovere, stanno di fatto svendendosi al mondo. L'efficacia dei sacramenti è merito della Chiesa casta (perché è Nostro Signore ad aver garantito che sono efficaci, persino se amministrati da un ministro peccatore, persino se amministrati da un ministro distratto, purché avesse l'intenzione di "fare ciò che fa la santa Chiesa"); lo scandalo per le pecorelle del Signore può essere colpa solo della "Chiesa meretrix", cioè degli uomini di Chiesa che non hanno compiuto l'opera per cui il Signore ha istituito la Chiesa.

    Storicamente è avvenuto tante volte il caso di grandi santi che proprio fidandosi totalmente della Chiesa santa hanno dovuto agire contro la Chiesa peccatrice. Ricordiamo ad esempio Caterina da Siena, che rimproverò il Papa nella "cattività avignonese", il Papa che non si decideva a riportare la sede pontificia a Roma - storica sede di Pietro, principe degli Apostoli. Immaginatevi degli ipotetici kikolatri che all'epoca criticassero Caterina per essersi "ribellata al Papa", "disubbidiente", "sta giudicando il Papa".

    Oppure il caso di Atanasio, che si ritrovava attorno praticamente tutto l'episcopato cattolico che o abbracciava già l'eresia ariana, oppure ne era politicamente e socialmente succube al punto da non osare ostacolarla. Atanasio, per poter predicare contro l'eresia, ebbe persino da corrompere i propri carcerieri (era stato infatti emarginato e condannato perfino dal Papa). L'eresia ariana, successivamente, andò sbiadendosi fino a sparire; gli storici ancor oggi non hanno certezze sulle dinamiche con cui l'arianesimo affondò (anche se una buona parte di meriti la possiamo tranquillamente attribuire a sant'Atanasio di Alessandria). Immaginatevi degli ipotetici kikolatri che all'epoca criticassero Atanasio "scomunicato, scismatico, si ribella al Papa", mentre loro, abbracciando l'eresia ariana - eresia che di fatto negava la divinità di Gesù - andavano dicendo che Gesù «era un peccatore che fece esperienza del perdono del Padre».

    Nel 1994 padre Enrico Zoffoli spiegò la questione nel suo libretto "Chiesa e uomini di Chiesa. Apologetica a rovescio", che invitiamo a leggere, specialmente alla luce della crisi della Chiesa peccatrice attualmente in corso, specialmente di fronte al fatto che la santità dei sacramenti e della dottrina viene di fatto messa in discussione da insegnamenti ambigui (cfr. ad es. la fatidica Amoris Laetitia) e da una banalizzazione dei sacramenti e del ministero sacerdotale. "Apologetica", cioè difendere la fede con argomenti di ragione, "a rovescio", cioè riconoscere ragionevolmente impossibile che la dottrina e i sacramenti si siano preservati nonostante i limiti degli "uomini di Chiesa": a preservarli può essere stato solo Dio.

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    1. Piccolo off-topic: un giovane appartenente ad un movimento ecclesiale (non il Cammino) in cui vigeva l'obbligo di contribuire ad un "fondo comune" (praticamente come la "Decima" neocatecumenale, solo che ognuno liberamente decide mese per mese quanto versare), nel momento in cui il capo del suo movimento disse una sonora vaccata, azzerò immediatamente la propria quota per mai più ripristinarla. Nel corso degli anni successivi il sito web di tale fondo gli ricordava che la quota "non può essere zero". Il sito web è stato poi rinnovato, e il warning dello zero è sparito (nonostante l'impegno per contribuire liberamente sia esplicitamente previsto dagli statuti e dalla domanda di adesione). Un altro, invece, restituì la tessera al sullodato capo, poiché un movimento ecclesiale deve sostenere la Chiesa a farti conoscere Cristo, non deve trattare i suoi figli come se fossero una claque che deve applaudire a comando e mollare una (pur libera) quota mensile.

      Non posso che apprezzare quei gesti (che, indipendentemente dalla situazione di quel movimento ecclesiale, denotano libertà cristiana: "se in coscienza vedo che non servite abbastanza la crescita della mia fede, non vi finanzio più, anzi, vi mollo, la Chiesa è necessaria alla mia fede e alla mia salvezza, il movimento no": fede in Cristo, s'intende, non fede in Kiko). Tanto più che nel Cammino la "Decima" non solo è obbligatoria, ma è anche prefissata: conoscendo la tua RAL (retribuzione annua lorda) e le tue disponibilità economiche esigeranno la tangente del dieci per cento (sottinteso: il "provarsi coi beni" si può fare solo pagando soldi al Cammino...). Ti diranno, mentendo, che la "Decima" è libera, ma guai a te se paghi meno di quanto abbiano previsto, o peggio osi versarla per un'opera di carità che non c'entra niente col Cammino. Il Cammino è letteralmente mammona, invaghitosi dei tuoi soldi, anche di quelli che ancora non hai guadagnato, anche di quelli necessari a realizzare la tua vocazione o mantenere la tua famiglia. Per i capicosca del Cammino sei solo un pollo da spennare. E quei soldi, al di là di qualche apparenza iniziale, finiranno a contribuire a speculazioni immobiliari e a porcate ben peggiori (come la vita comoda per i pеdofili neocatecumenali).

      Ricordiamo ai lettori che nel giorno del giudizio Nostro Signore non si baserà su quante "Decime" avete pagato, né sui post dei blog e dei social, né sulla quantità di elogi e approvazioni ricevuti dal Cammino. Valuterà invece quanto avete preferito idolatrare Kiko e Carmen anziché seguire la fede bimillenaria della Chiesa. Ricorderà quanto tempo avete effettivamente passato con Lui e per Lui, anziché negli strafalcioni liturgici del sabato sera a strimpellare canzonette di Kiko e a maltrattarLo nel Santissimo Sacramento. Avrà presente quante volte Lo avete nominato invano, come se fosse una sorta di "sponsor", come se fosse un termine del "gergo" neocatecumenalizio, come se fosse il "marchio di garanzia" con cui spacciarvi per migliori degli altri.

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  5. come mai è stato rimosso e poi ripristinato l'articolo?

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  6. Già parecchio tempo fa ebbi a fare una riflessione sul cammino. Sono passati più di 35 anni da quando lo frequentai per poco meno di un anno (partecipando anche a una GMG) in cui potrei rendermi conto delle farse che vi si inscenavano e mi stupì abbastanza vedere che il teatrante con la barbetta luciferina aveva libero accesso alla corte di Giovanni Paolo II.
    E mi venne in mente un passo del Vangelo, quello in cui si parlava della fine dei tempi, che dice pressappoco così: "...quando vedrete la desolazione stare là dove non si conviene..."

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    1. Piccolo promemoria: fu il settimanale spagnolo El Pais nel 2008 a intervistare el Kiko descrivendolo con «barbetta luciferina».

      Molti giovani kikolatri italiani e spagnoli (cioè nei due paesi dov'è concentrato il 90% delle comunità kikolatriche mondiali) amano esibire la barbetta alla foggia di Kiko.

      Intanto ricordiamo che la Chiesa è stata istituita da Nostro Signore Gesù Cristo, affinché proseguisse la Sua divina opera di guida, insegnamento, santificazione (Cristo "re, profeta e sacerdote"). Dunque tutto ciò che non è strettamente relato a queste tre cose (come ad esempio la sinodalità) è nel migliore dei casi una perdita di tempo.

      Insegnamento: insegnare le cose della fede, chiarire dubbi, eliminare ambiguità. È ciò che in gergo si chiama magistero. Non c'è nulla da "inventare": c'è solo da ricordare, chiarire, precisare. Non è mai troppo tardi per le "precisazioni": cfr. ad esempio gli ultimi due dogmi (Immacolata, 1854, e Assunzione, 1950), che stabilivano definitivamente ciò che nella Chiesa era stato praticamente tenuto come vero fin dai tempi degli Apostoli (solo che nel frattempo non c'era mai stata urgenza di precisarlo nel dettaglio). Santificazione: amministrare i sacramenti, segni sensibili ed efficaci per la salvezza delle singole anime. Guida spirituale e morale: la Chiesa ti chiarisce cosa è bene per te e per la società.

      La Chiesa non ha bisogno di movimenti ecclesiali, apparizioni, misticismi, gruppi, "carismi", associazioni, santoni vari. Storicamente è capitato spesso che alcune anime (anche laiche), nel proprio personalissimo percorso di santificazione, si son ritrovate attorno a sé un piccolo popolo di seguaci e simpatizzanti. L'autorità della Chiesa, essendo guida spirituale e morale, ha chiarito cosa andava bene e cosa no. Infatti non basta autoproclamarsi cristiani (o anche soltanto "riscopritori del battesimo") per vivere una genuina esperienza di fede.

      Le eventuali approvazioni della Chiesa non implicano che un soggetto, movimento, gruppo, sia sempre buono. Tornano ad esempio in mente la drammatica differenza fra i primi salesiani e tanti salesiani di oggi, e la drammatica differenza fra i primi francescani e tanti francescani di oggi.

      Notiamo inoltre che tutti i gruppi riconosciuti dalla Chiesa (fra cui i sopracitati francescani e salesiani) non hanno mai osato insegnare dottrine "segrete", e non hanno mai osato "personalizzarsi" la liturgia. Hanno al più chiesto all'autorità della Chiesa la concessione di integrare nella liturgia ciò che facevano già a parte (preghiere, letture, ecc.): chi desidera vivere la fede, non può non desiderare di vivere la fede della Chiesa, perché nessun cristiano si sente superiore alla Chiesa.

      Ricordiamo che i due autonominati "iniziatori" del Cammino Neocatecumenale, cioè Kiko Argüello e Carmen Hernández:
      - hanno millantato apparizioni e locuzioni, senza mai porle al vaglio della Chiesa
      - hanno insegnato fandonie (e vere e proprie eresie) spacciandosi per "ispirati dallo Spirito"
      - hanno fatto celebrare emerite carnevalate (e sacrilegi eucaristici), anche dopo che l'autorità della Chiesa le aveva proibite
      - hanno disubbidito in ogni modo all'autorità ecclesiastica e hanno corrotto (o intimidito) vescovi e cardinali (e turlupinato Pontefici)
      - e soprattutto hanno calpestato in ogni modo la vita e la dignità dei "fratelli delle comunità".

      Tutto questo è stato possibile solo perché la crisi nella Chiesa - dovuta al Concilio Vaticano II e ai suoi fautori - non è ancora stata seriamente affrontata dai vertici della gerarchia cattolica.

      Nostro Signore, però, vede benissimo chi subisce ingiustizie e chi le infligge; vede benissimo chi desidera la verità e chi desidera inquinarla; chi prega e chi finge; chi viene calpestato e chi calpesta... Ed essendo infinita giustizia, saprà benissimo ricompensare (e con enormi interessi) chi ha sofferto, e punire (e con enormi interessi) chi ha inflitto sofferenze.

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  7. Piccolo off-topic: un certo anonimo "Lucio from Italy" ha commentato su Jungle Watch riguardo ad una pagina lì pubblicata nel 2014.

    Comicamente, proprio in quei giorni nessuno aveva cliccato dall'Italia (probabilmente l'unica cliccata era stata la mia), e il sedicente "Lucio" improvvisamente difendeva le veglie pasquali separate dei neocatecumenali, e tirava in ballo la faccenda della Feria IV (che in gergo pretesco significa "mercoledì", ma inizialmente l'aveva trascritta erroneamente come "feria VI", venerdì), accusando Tim di essere "tradizionalista" e menzionando articoli di Sandro Magister.

    In altre parole, quel "Lucio" non pareva essere from Italy (non avrebbe senso usare una VPN per non farsi riconoscere come italiano visto che usa quella firma "geografica"), ma pareva proprio qualcuno - più esattamente: qualcuna - con grosse radici a Guam, che ha bazzicato per parecchi anni Jungle Watch al punto da menzionare pagine di quel blog e riferimenti specifici, sempre con tutti i sottintesi neocat (es.: se non fate il Cammino i vostri figli cresceranno nell'ateismo), e che conosce fin troppo bene un diacono di Guam noto per essere uno dei pochi nel clero locale ad aver criticato esplicitamente il Cammino.

    Compare poi un messaggio in italiano del "Lucio", con l'uso di alcuni termini ("cmq") che lo fanno sembrare italiano. Magari è il solito vizietto dei kikolatri di Guam: una singola firma, una legione di kikos.

    Al di là della diatriba sui commenti, ciò che emerge è che anche nel 2026 a Guam - come nel resto del mondo - i kikolatri disubbidiranno alla Chiesa anche nella prossima Pasqua, celebrando la "veglia pasquale separatamente", e millantando permessi pontifici che però sono incapaci di documentare almeno con un link.

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  8. Breve promemoria: domani, giovedì santo, è la festa dell'istituzione dell'Eucarestia (e del sacerdozio).

    Fino ai primi anni '50, e per lunghissima tradizione, il rito della lavanda dei piedi (cosiddetto "mandatum", dall'espressione "come il Padre ha mandato me, così io mando voi") era celebrato dopo la liturgia (non all'interno della liturgia), e solo in particolari speciali circostanze (dunque non dappertutto).

    Con le riforme liturgiche della Settimana Santa intervenute negli anni '50, è stato spostato all'interno della liturgia ma conservandone il senso sacerdotale (Nostro Signore lavò i piedi agli Apostoli, non a "gente comune").

    È sbagliato interpretarlo come gesto di "perdono" in quanto Nostro Signore - che è Dio, ed esente da ogni peccato - non aveva nulla da farsi perdonare dagli Apostoli (ed infatti Pietro ebbe da ridire...).

    Dunque è sbagliato aumentare l'importanza del gesto; è sbagliato includervi laici, donne, o soggetti non cristiani (la scenografia bergogliesca non può cambiare ciò che ci testimonia il Vangelo); ed è ancor più sbagliato reinterpretarla come "fratelli che chiedono perdono ad altri fratelli". Purtroppo tali "mode" sono attecchite un po' ovunque nel clero e persino nell'episcopato, al punto che la lavanda dei piedi è diventata lo show principale del giovedì santo...

    In particolare, nella mentalità kikolatrica del Cammino Neocatecumenale, le liturgie vengono ridotte a patetici spettacolini autogestiti, attribuendovi arbitrariamente "nuovi significati" (in modo da sopprimere i significati che la Chiesa aveva sempre espresso), e quindi si commettono tutti gli errori di cui sopra (e anche di più): si banalizza il sacerdozio, si banalizza l'istituzione dell'Eucarestia, si esagera la teatralità della lavanda dei piedi reinterpretandola in senso di perdonismo interno della piccola comunità. ("Piccola" comunità in quanto il Cammino fa acqua da tutte le parti, sono più i fuoriusciti che i nuovi adepti, tentano miseramente di rimpolpare le comunità facendovi entrare obbligatoriamente i figli, ma non basta a tappar buchi: gli accorpamenti e le soppressioni continuano inesorabili).

    Aveva proprio ragione padre Pio da Pietrelcina a dire - in tempi non sospetti, quando Kiko e Carmen ancora non si erano installati a Roma - che Kiko e Carmen sono «i nuovi falsi profeti».

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    1. Quasi off-topic: nel suo ultimo articolo don Ariel spiega la figura del «narcisista maligno» che «non ha bisogno di vincere: gli basta attivare il meccanismo».

      Sebbene il soggetto da lui descritto non riguardi il Cammino (e in precedenza aveva, al pari di don Ariel, pubblicato qualche articolo non proprio favorevolissimo al Cammino), la descrizione sembra adattabile senza alcuna modifica a tanti attivisti neocatecumenali - e specialmente i cosiddetti "catechisti" del Cammino. Fateci caso: l'aggressione a chi non loda il Cammino avviene «...prevalentemente per erosione. Non si assiste necessariamente a un attacco diretto, ma a un progressivo svuotamento dell’autorevolezza: allusioni, accostamenti, insinuazioni, letture malevole dei fatti finiscono per creare una percezione negativa che precede e sostituisce il giudizio sulla realtà».

      E non è solo la "parlantina neocatecumenale", ma anche l'atteggiamento, come ad esempio la collaudatissima capacità di fingersi mansueti agnellini proprio mentre mentono spudoratamente di fronte al Santissimo Sacramento. Proprio quella genìa di persone a cui Nostro Signore rispose: «avete per padre il diavolo» (cfr. Gv 8,44).

      Ciò, ovviamente, nulla toglie a quei "pasqualoni" che l'attacco diretto non hanno mai avuto alcuno scrupolo a farlo (realizzando involontariamente quella profezia del Vangelo riguardo a quelli che crederanno di rendere onore a Dio - in particolare al "dio Kiko" - ogni volta che ci perseguitano, insultano, dicendo ogni sorta di cosacce; cfr. Mt 5,11-12).

      È proprio per questo motivo che spesso, qui sul presente blog, pur esprimendo occasionalmente le nostre opinioni, abbiamo sempre avuto come punti fermi i fatti e l'insegnamento perenne della Chiesa. Infatti le parole non fanno sparire i fatti né l'insegnamento perenne della Chiesa (quello su cui i santi sono stati pronti anche a effondere il sangue).

      Va da sé che i termini non teologici (come "narcisista malvagio") hanno una spiegazione teologica: può essere solo il demonio - quello vero - a convincere i vari asini e "pasqualoni" che per onorare Dio occorrerebbe compiere atti contrari alla carità, imbruttire e devastare la liturgia, eseguire malvagità anche molto ben pianificate e nel lungo termine (con che razza di coscienza si accostano nel frattempo ai sacramenti?), insegnare ambiguità, svarioni, vere e proprie eresie, difendersi negando l'evidenza, proteggere le porcherie dei propri capicosca a qualsiasi costo, fare strazio dei sacramenti (specialmente dell'Eucarestia), spacciarsi per cristiani più cristiani degli altri.

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  9. Hai perfettamente e assolutamente ragione

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    1. Sempre dall'articolo di don Ariel: «...Il narcisista maligno non solo non prova rimorso per il male arrecato, ma giunge a trarre una forma di piacere nel vedere l’altro umiliato, isolato, distrutto. La sofferenza altrui non rappresenta più un limite, ma diventa conferma del proprio dominio. Anche per questo è difficile combattere il narcisista maligno, perché chi lo fa è dotato interiormente di scrupoli, di senso etico, ma soprattutto di limiti. Col narcisista maligno la lotta risulta invece impari e molto difficile, perché dal canto suo è privo di scrupoli e di senso etico, ma soprattutto non conosce limiti».

      Sembra la fotografia di Kiko, Carmen, e dei loro pretoriani.

      Ricordiamo ai nuovi lettori che nella mentalità del Cammino, mentire e ingannare sono considerate azioni sante qualora servano a difendere il prestigio e i soldi della setta e dei suoi VIP (il cui vittimismo comincia col puntarti il dito accusatore: "tu giudichi! il demonio ti sta tentando! sei contro la Chiesa! odiatore! Kiko ha il carisma! Faraone! Giuda!...").

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  10. Mi inviano un breve filmato di stanotte, un caso raro di kikolatri alla veglia della parrocchia, dove si vede dietro l'altare il solito barbuto incravattato schitarrante la solita deprimente canzonetta kikiana ndrùng-ndrùng-ndrùng. Proprio lì, al posto del prete: il solito clericalismo neocatecumenale.

    È l'ennesima testimonianza che per il Cammino la liturgia è solo uno spettacolino autogestito, in cui occorre atteggiarsi a primadonna protagonista, e imporsi a suon di chiassate standardizzate e stereotipate. Nella mentalità neocatecumenalizia, il fatto che la Chiesa celebri la Resurrezione è solo una comoda pezza d'appoggio per eseguire lo spettacolino obbligatorio.

    È come se l'incravattato, al pari di un qualsiasi bambino viziato e capriccioso, urlasse ai presenti: "ehi, gente, guardatemi, io esisto, anzi, faccio addirittura una cosa che dovete assolutamente ritenere importante: faccio il Cammino, e per dimostrarvi la mia fede in Kiko vi strimpellerò un suo canto; ad essere precisi, sono tassativamente tenuto ad infliggervelo, perché Kiko si offenderebbe a morte se in una singola parrocchia non approfittassimo per grattugiare la chitarralla con le sue canzonette".

    Anche se in bocca hanno Dio, nel cuore hanno solo l'idolo Kiko. Anche se li vedete presentarsi alla veglia della parrocchia, partecipano solo perché intendono gloriare Kiko.

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