GIUDA ISCARIOTA SECONDO KIKO ARGÜELLO
di Lino Lista
È stato ripetutamente richiesto da una utente della pagina di affrontare la questione di Giuda, per come questi è insegnato da Kiko Argüello.
Le citazioni di Giuda sono nel primo mamotreto, il libro blu della fase di conversione. Ci si riferisce al mamotreto non corretto (anni 1972-primi anni duemila) perché è da questo che si evince la dottrina propria di Kiko Argüello."C'è, infine, un terzo cerchio, un terzo gruppo di fratelli. Sono quelli che vivono nella menzogna, che hanno sempre mentito a se stessi. Sono quelli in cui Satana agisce con una forza reale. Ma non perché siano cattivi e ne abbiano colpa, ma forse perché è toccato loro, per un qualsiasi motivo, su cui noi non indagheremo. Sono forse i più ricchi umanamente, i più intelligenti (Giuda era il più intelligente degli apostoli, per questo teneva la borsa). Sono quelli che non sopportano la comunità. Questa missione è molto importante, perché senza Giuda non c'è mistero di Pasqua di Gesù. E se voi siete chiamati ad essere Gesù Cristo dovete avere il vostro Giuda. Come tutti voi che siete qui avrete la vostra ora; la vostra vita è in funzione di assumere un'ora. Gesù Cristo stava aspettando che arrivasse la sua ora e un giorno disse: è arrivata la mia ora, l'ora di dare testimonianza di Gesù, l'ora di essere elevati in alto, l'ora in cui il Padre sarà glorificato".
"Per questo, questo terzo cerchio, come Giuda, ha una missione molto importante nel cristianesimo. Giuda ha una parte molto attiva nel Mistero Pasquale di Gesù: è incaricato di uccidere Gesù Cristo. Coloro che attaccano la Chiesa hanno la missione importantissima di far risplendere davanti a tutti che Cristo continua a vivere lasciandosi uccidere e perdonando".Analizziamo sequenzialmente i concetti esposti.
- "C'è, infine, un terzo cerchio, un terzo gruppo di fratelli…". La tecnica è la solita utilizzata nel Cammino: generare una identificazione tra il neocatecumenale e personaggi biblici, una sorta di transfert dall'adepto alle figure delle Scritture.
- "Sono quelli in cui Satana agisce con una forza reale. Ma non perché siano cattivi e ne abbiano colpa, ma forse perché è toccato loro, per un qualsiasi motivo, su cui noi non indagheremo". Ci troviamo ancora una volta al cospetto di una negazione del libero arbitrio, negazione per la quale non c'è colpa, non c'è responsabilità per il peccato. "È toccato a loro" significa una predestinazione al male; nel caso di Giuda si deresponsabilizza il tradimento, la consegna di Cristo. La responsabilità è di Satana ma, se "è toccato" a Giuda per missione, a volerla è stato Dio, Giuda non ha colpa, si rileva una assurda unità di intenti tra Dio e Satana.
- "Giuda era il più intelligente degli apostoli, per questo teneva la borsa". E anche è il più ricco umanamente, si legge. Lasciamo perdere la motivazione dell'intelligenza superiore ("portava la borsa"! Sic! Ciò esprime la gradazione dei valori per Kiko). Lasciamo perdere che nel gruppo degli Apostoli ci furono uomini che gestivano attività più difficili (una cooperativa di pescatori, le tasse). L'aspetto rilevante è che Kiko pone l'Iscariota al di sopra degli altri Apostoli per intelligenza e umanità: solo nel Vangelo gnostico di Giuda si legge qualcosa del genere.
- "Questa missione è molto importante, perché senza Giuda non c'è mistero di Pasqua di Gesù". L'affermazione apodittica è eretica per vari motivi. In primis limita l'Onnipotenza di Dio, subordina il disegno salvifico all'azione di Giuda incaricato della missione. In secondo luogo prescinde dal Vangelo, quello vero, nel quale Cristo decide come e quando sfuggire a chi lo voleva morto. È Cristo che decise l'Ultima Ora, Giuda non è necessario né sufficiente (*). Ancora una volta, giacché il disegno salvifico è nella volontà di Dio Padre, se senza Giuda non c'è missione di Gesù, Giuda è predestinato alla dannazione. Ecco perché Kiko toglie la colpa all'Iscariota e la assegna a Satana.
- "E se voi siete chiamati ad essere Gesù Cristo dovete avere il vostro Giuda". Ancora una volta Kiko attua un transfert dai neocatecumenali alle persone della Scrittura. Un transfert che Kiko stesso attua per sé quando dipinge icone nelle quali Cristo ha le proprie fattezze – sembra quasi che Cristo dica: "Chi vede me vede Kiko –, icone che hanno un impatto notevolissimo nell'inconscio degli adepti più influenzabili.
(*) Oltre che nel mio ultimo libro pubblicato dall'Editore Segno, ho trattato la questione in un saggio pubblicato dalla rivista Episteme e disponibile in Rete.











