lunedì 16 dicembre 2013

I problemi di quel "Cammino che mi salva"

Bisogna onestamente diffidare di chi grida (anche in buona fede) che «il Cammino mi ha fatto incontrare Cristo, mi fa appartenere alla Chiesa, mi ha salvato!». Proviamo a chiarirne qui alcuni motivi.

Anzitutto siano subito riconosciuti gli slogan: anche i protestanti dicono che il protestantesimo li ha portati a Cristo, anche i testimoni di geova dicono che il geovismo li ha salvati e li ha portati alla vera chiesa, eccetera, e perfino certi ferventi cattolici non sembrano troppo sinceri (come per esempio un giovanotto che ho incontrato ieri sera, di un movimentino ecclesiale semisconosciuto, che la domenica va a Messa solo quando la celebra il prete del suo movimentino).

L'incontro con Cristo e l'appartenenza alla Chiesa riguardano fattori "esterni" al movimento a cui gli slogan pretendono di attribuire il merito. Altrimenti "Cristo", "Chiesa", "salvezza", sono solo parole che esprimono solo uno stato d'animo (entusiasmo, allegria, legame affettivo col proprio gruppetto, eccetera: e sappiamo bene che l'entusiasmo non è fede, che l'allegria non è speranza, che il legame col proprio gruppetto non è carità).

Certo, Dio è onnipotente: qualsiasi cosa può diventare strumento nelle Sue mani. Sottolineo: "diventare", perché nessuno "strumento" è già santificante: ad eccezione dei Sacramenti che Lui stesso ha stabilito. È vero che Nostro Signore per salvarci si compiace di utilizzare qualsiasi cosa (persino il peccato e la sofferenza), ma è anche vero che non si debbono confondere gli strumenti ordinari (quelli garantiti e certificati dalla Chiesa: cioè i Sacramenti) con le occasioni "straordinarie" (cioè non ordinarie, ossia anche non necessarie: il fatto che Nostro Signore di quando in quando sfrutti perfino situazioni di peccato per avvicinarci a Lui, non significa che il peccato sarebbe una via ordinaria per avvicinarsi a Lui).

Questo vale anche tutte le volte che si parla di evangelizzazione, di testimonianza, di annuncio: tutte cose che non possono avvenire se si riduce l'importanza dei sacramenti. La conversione a cui tutti siamo chiamati passa necessariamente per i sacramenti: altrimenti perché mai Nostro Signore li avrebbe istituiti? Per farci giocare allo spettacolino autogestito? Per darci occasione di fare una chiassata da osteria? Per far sfogare le fantasie di qualche autoistituito "maestro" che pensa di aver "iniziato" un itinerario di riscoperta del battesimo "adatto ai tempi odierni"?

Un neocatecumeno inebetito
in attesa del segnale convenuto
per poter mangiare l'Ostia
Nel Cammino Neocatecumenale, molto più di tutti gli altri movimenti ecclesiali, si insegna sottilmente a disprezzare le liturgie e i sacramenti "non del Cammino", si trasmette un senso di superiorità nei confronti dei «cristiani della domenica» (cioè quelli che non appartengono a Kiko) e perfino i neocatecumenali in buona fede, dopo anni di Cammino, si ritrovano a poco a poco involontariamente permeati della tracotanza dei loro "iniziatori" (si veda ad esempio: "le canzonette di Kiko? meglio del canto gregoriano", oppure: Kiko dice che la liturgia NC vale 100, la parrocchia vale solo 20).

Stando al vecchio proverbio, se dietro la montagna si vede fumo siamo certi che c'è un incendio anche se non vediamo le fiamme. Ciò che uno porta in cuore, lo vede solo Dio: ma il principio per cui si agisce alla lunga diventa evidente a tutti, come il fumo per l'incendio: a lungo andare diventa evidente se la tensione è verso i sacramenti oppure verso qualcos'altro. E se ne accorgono anche i diretti interessati: consideriamo ad esempio il caso (reale) di un neocatecumenale che magari va alla Messa della parrocchia però col cuore trafitto perché non può strimpellare nacchere, chitarre e tamburelli come Kiko comanda, perché per la Comunione deve purtroppo adeguarsi ai "cristiani della domenica" (cioè alla modalità in uso in tutta la Chiesa), perché non può esprimere ("risonanze") il consueto fiume di parole, perché la liturgia secondo lui non è stata "preparata"... (i kikos hanno l'ossessione del preparazionismo: preparare la Parola, preparare la liturgia, preparare la saletta, preparare i canti, preparare, preparare, preparare... questa ossessione è il frutto della bislacca teologia kikiana-carmeniana, dove il centro di tutto non è il Sacramento ma l'attività dei laici nel preparare lo spettacolino liturgico e poi eseguirlo: infatti il Tripode Neocatecumenale, scrivendo al Papa il 17 gennaio 2006, disse che le celebrazioni del Cammino servono a far passare «dalla tristezza all'allegria»: proprio come uno spettacolino di cabaret autogestito).

Veniamo ora a rispondere all'autocertificazione dei kikos che vengono qui a gridare: "il Cammino mi ha salvato".

Spesso nello spazio commenti ci giungono testimonianze-fotocopia (tutte uguali): il Cammino mi ha salvato, il Cammino mi ha fatto incontrare Cristo, il Cammino mi porta alla Chiesa, eccetera. La prima cosa che si nota quando si dà credito a tali testimonianze è che sono tutte fondate su concetti astratti: la tanto vantata "concretezza" del Cammino si riduce a qualche episodio autobiografico usato per sostenere espressioni astratte come "il Cammino mi ha risvegliato la fede, il Cammino mi ha convertito, il Cammino ha salvato il mio matrimonio...": tutte perfettamente riciclabili per la propaganda di un qualsiasi altro ambiente religioso (anche non cristiano). "Il geovismo mi ha salvato, il geovismo mi ha convertito, il geovismo mi ha fatto incontrare il Signore, il geovismo ha salvato il mio matrimonio, il geovismo mi ha aperto alla vita...": basta togliere Cammino e mettere qualcosa di non cattolico e incredibilmente tutto risulta a posto.

Se alla vita cattolica togliete i Sacramenti (o li mettete sottilmente in secondo piano, come il giovanotto sopra citato, o li riducete ad una maldestra chiassata, come nel Cammino Neocatecumenale), allora avrete qualcosa che scimmiotta il cattolicesimo facendolo vivere male. Se al cattolicesimo togliete la Tradizione, significa che ne state inventando uno nuovo (che magari chiamerete «adatto ai tempi odierni» solo perché lo avete inventato voi). Se alla fede cattolica togliete il Magistero, significa che state propalando errori e svarioni che vi fanno comodo (come ad esempio uno squilibrato rapporto col denaro al punto di "esigere la decima"). Se riducete le virtù cristiane al rapporto col vostro gruppetto, avete appena inventato una "chiesuola" (nel Cammino, per esempio, vige la ferrea legge non scritta secondo cui le opere di carità vanno dirette esclusivamente al Cammino stesso e gestite dal Cammino stesso).

Fino a non troppo tempo fa, la Chiesa insegnava che è peccato mortale il non darsi da fare per conoscere, proporzionatamente alle proprie capacità intellettuali, il Magistero e la Tradizione, per evitare di confondere i falsi maestri con i testimoni della fede.

I neocatecumenali che gridano "il Cammino mi salva" (o addirittura "Cristo mi ha salvato attraverso il Cammino") sono notevolmente ignoranti quanto al Magistero e alla Tradizione (altrimenti scoprirebbero da soli le incredibili corbellerie insegnate dai due fondatori Kiko Argüello e Carmen Hernàndez, sulle quali sono stati scritti numerosi libri, numerosissimi articoli, un'infinità di testimonianze), e quanto ai sacramenti e alla liturgia sono invincibilmente attaccati alle modalità arbitrariamente "invalse" nel Cammino (al punto che per loro è impensabile sacrificare il "sabato sera neocatecumenale", al punto che i cosiddetti "catechisti" comandano di lasciare il lavoro che ti impegna il sabato sera, al punto che sacrificano qualsiasi impegno liturgico che non sia neocatecumenale, al punto che la domenica mattina devono recitare le Lodi a Kiko in modo da evitare di andare anche alla Messa parrocchiale...)

Alla luce di questi problemi, citiamo le parole di un intervento di una lettrice che dopo aver elogiato il Cammino concludeva con un onesto appello:
Mi rivolgo anche alle persone influenti del Cammino Neocatecumenale che sono convinta seguano questo blog: vi supplico di saper comprendere che esiste davvero un disagio. Gli Statuti sembrano del tutto superati, senza che la Chiesa se ne accorga, l'iniziazione cristiana è passata in secondo piano, il ruolo dei catechisti dopo la fine del cammino non è più quello delineato negli Statuti. Questi sono solo alcuni punti critici. Ce ne sono tantissimi altri che non è qui la sede per trattare, ma abbiamo cominciato con la fede in Dio e sul più bello, col motivo di difendere la missione, rischiamo di rovinare tutto? Temiamo il demonio che ci attacca dall'esterno e non sappiamo riconoscere i suoi attacchi interni? Non diciamo sempre che il demonio si maschera da angelo di luce? Ebbene fermiamoci un attimo e facciamoci aiutare di nuovo dalla Chiesa!

Infine mi rivolgo a chi dal Vaticano ogni tanto vi legge: supplico anche voi di saper discernere che ci sono realmente dei problemi legati all'evoluzione del Cammino in questi ultimi anni. Certo non è questo blog il luogo per trattarli, ma non cestinate tutto: aiutateci perché il Cammino possa ancora svolgere la missione che Dio gli ha affidato e che, secondo me e tanti altri, è ancora ben espresso dagli Statuti! Auguro a tutti Buon Natale, che il Signore, col Suo Amore, apra gli occhi di tutti, perché il mondo creda!
Una cattolica del cammino

No, cara sorella cattolica del Cammino: non è stato Dio ad "affidare la missione" al Cammino, ma è stato Kiko.

Ma è già un miracolo il potersi rendere conto che qualcosa nel Cammino non va bene.

62 commenti:

elio ha detto...

Gli statuti, i direttori, i discorsi degli ecclesiastici, le critiche, non avranno mai un senso, forse nemmeno una liceita'. Tutto nasce dal VERO PROBLEMA, la lettera apostolica Ogniqualvolta, fino a quando il CNC sara' ritenuto un itinerario di formazione cattolica valido (tralasciando come fu ottenuto questo documento), le questioni rimarranno chiacchiere, perche' la critica sara' ritenuta automaticamente perniciosa ed anticattolica.

Il vulnus di tutto e' quello, perche' quella lettera apostolica ha validita' magisteriale, al quale si dere il religioso ossequio "come vera anche se non definitivamente stabilita", non se ne esce, prima di tutto servirebbe la cassazione di quel documento, che fa apparire i critici come una manica di insubordinati, lefebvriani, sedevacantisti, anticattolici etc, ma per questo servirebbe un VERO impegno di ecclesiastici di primo piano, che non vedevo ieri......MEN CHE MENO OGGI.

Anonimo ha detto...

Mark
è bello poter intavolare una discussione costruttiva anche con chi è ancora nel cammino.
Il fine non è distruggere l'immagine di Dio o della Chiesa, al contrario, preservarne la vera religiosità che gli appartiene. Ricordo tempo fà nella prima convivenza, il leader dei catechisti disse "Kiko è andato dal Papa a presentare il progetto della nuova struttura nelle marche e il Santo Padre gli ha detto: fai , bellissimo, vai avanti...". Secondo voi ha chiesto il permesso ? Il Santo Padre avrebbe autorizzato a costruire una struttura del genere a forma di UFO ? Cosa ha a che fare con una Chiesa ? All'interno ci sono simboli o quadri diversi dal grandissimo e autorevolissimo artista Kiko ? Come diceva Totò, tanto di comici stiamo parlando, ma chi ???

Anonimo ha detto...

Mark
altro problema sono certi "anziani" neocatecomunali, quelli che dopo aver fatto più di venti anni di cammino si sentono grandi Cristiani.
In nome di Dio "reclutano" nuovi adepti tra il popolo. Sono come certi avvoltoi, pronti a sfruttare un momento di crisi di debolezza delle persone. Non importa se magari stanno finendo di sfasciare una famiglia, come nel caso di due coniugi dove non c'era accordo comune di frequentare la comunità. Ho assistito personalmente a più di una separazione per questo motivo. Spietati, in nome di Dio, come durante le Crociate. Complimenti a questi Nuovi Cristiani, siete proprio uno splendore agli occhi di Cristo.
Come ha ricordato un fratello, non inteso come neocatecumenale, ma come essere umano, visto che Dio ha detto che tutti siamo fratelli, la prima Comunità è la famiglia.

Anonimo ha detto...

All’Anonimo del 14 dicembre, 2013 09:07

In questi giorni non ho letto il sito ma dopo aver letto il tuo post mi sento in obbligo di integrare la tua esperienza.
Noi abbiamo 4 gravidanze con altrettanti cesarei. E l’apertura alla vita come strumento per avvicinare la coppia, come segno di apertura a nostro signore che possa intervenire nella nostra vita di coppia (in crisi, almeno da parte mia da anni purtroppo): io (che avevo già dei problemi nel nostro rapporto) ci ho creduto, mi sono affidato ai catechisti.
Il risultato? Che mia moglie per i cesarei ed una serie di altri problemi è distrutta fisicamente ed io ancora giovane non trovo attrazione per lei. i problemi che avevo con lei, non curati, sono esplosi siamo “separati in casa”. Io voglio bene a mia moglie ma oramai siamo Al max “amici” e l’unione è retta dall’ affetto per i figli.
Credimi, se c’è un aspetto che più mi urta, è come viene considerata la donna e la vita matrimoniale nel cammino, soprattutto l’invasione della vita intima coniugale.
Certo il tutto facendo riferimento alla morale cattolica ma intervenendo a gamba tesa nel “foro interno” (così i miei ex fratelli capiscono…spero) della vita dei coniugi.
Sai , la speranza è che le nostre testimonianze servano piano piano a cambiare questi aspetti del cammino mentre la paura è che, casi come il mio (uscito dal cammino ed in crisi matrimoniale) siano accantonati semplicemente come…..eh vedi che succede ad uscire dal cammino…lui è un peccatore…

by Tripudio ha detto...

Ancor più che i camminanti "anziani", il problema è nei cosiddetti "catechisti".

Il pesce puzza dalla testa. Kiko ha selezionato la sua "aristocrazia neocatecumenale" solo tra i fedelissimi più fedelissimi: non li ha scelti intelligenti, non li ha scelti preparati, non li ha scelti fervorosi, no, niente di tutto questo. Li ha scelti solo perché recitavano alla perfezione e con entusiasmo la stantìa pappardella dottrinale inventata da lui e dalla Carmen.

Anonimo ha detto...

http://www.youtube.com/watch?v=npEVSGKaCn4 proprio come una STAR!

Anonimo ha detto...

State osservando il Cammino, ma a casa vostra mettete la polvere sotto il tappeto, fate leggere a tutti questo articolo, se avete fegato:
http://www.corrispondenzaromana.it/francescani-dellimmacolata-chiediamo-le-dimissioni-di-padre-volpi-2/

Lino ha detto...

@ anonimo polveroso
Leggere? Cosa bisogna leggere? Polvere sotto il tappeto? Io ho firmato, con nome e cognome, se lo ricerchi lo trovi. Il tuo qual è, anonimo dei direttori catechetici polverosi segretati sotto i tappeti?

A proposito di firme: vai a chiedere un autografo al "profeta degli air terminal", va'!

Anonimo ha detto...

E quando nel popolo di Dio manca la profezia – ha osservato ancora il Papa - manca qualcosa: manca la vita del Signore!”. “Quando non c’è profezia la forza cade sulla legalità”, ha il sopravvento il legalismo. Così, nel Vangelo i “sacerdoti sono andati da Gesù a chiedere la cartella di legalità: ‘Con quale autorità fai queste cose? Noi siamo i padroni del Tempio!’”. “Non capivano le profezie. Avevano dimenticato la promessa! Non sapevano leggere i segni del momento, non avevano né occhi penetranti, né udito della Parola di Dio: soltanto avevano l’autorità!”:

“Quando nel popolo di Dio non c’è profezia, il vuoto che lascia quello viene occupato dal clericalismo: è proprio questo clericalismo che chiede a Gesù: ‘Con quale autorità fai tu queste cose? Con quale legalità?’. E la memoria della promessa e la speranza di andare avanti vengono ridotte soltanto al presente: né passato, né futuro speranzoso. Il presente è legale: se è legale vai avanti”. sta canzuncella e' per voi

by Tripudio ha detto...

È vero, la canzuncella si adatta proprio bene ai neocatecumenali: ti ringrazio per la segnalazione.

Anzitutto per il fatto che le voci dei profeti sono sempre state denigrate da chi voleva vivere comodamente. I neocatecumenali, col loro idolo Kiko, non sopportano che qualcuno ricordi loro la verità della Chiesa.

Inoltre, abituati al loro club autogestito e occupati a guardarsi sempre e solo l'ombelico kikiano, non si accorgono che manca la vita del Signore. Parlano del Signore, parlano, parlano, parlano, ma non lo vivono!

Quanto al legalismo neocatecumenale, i cosiddetti "catechisti" vanno a lamentarsi dai poveri fratelli: «sei aperto alla vita?» (cioè: "devi sfornare più figli possibile!") «le fai le Lodi a Kiko la domenica mattina?» (cioè: "guai se vai in parrocchia!") «la versi la decima?» (cioè: ti lasci spennare dal Cammino?)

Legalismo non solo verso i piccoli, ma anche verso i grandi: «abbiamo lo Statuto! siamo approvati!» (prima fanno di testa loro, e poi legalisti parlano di Statuti e approvazioni a cui loro stessi disubbidiscono).

E perciò, a chiunque non sia d'accordo con loro, chiedono: «Con quale autorità fai queste cose? Noi siamo i padroni del Tempio! Kiko ha il carisma: chi sei tu per giudicarlo?»

I neocatecumenali non sanno leggere i segni del momento (Kiko chiama "superbi" coloro che vogliono conoscere di più l'insegnamento della Chiesa) e non hanno occhi penetranti (perché vogliono vedere solo Kiko e hanno solo l’autorità che Kiko concede loro).

Nel popolo neocatecumenale non c'è profezia: chiamano "profezia" gli strafalcioni di Kiko, i suoi bislacchi comandamenti di mandare le vostre figlie a fare le "cefale" in Cina, così, allo sbaraglio, in modo da attirare i "cefali" cinesi «desiderosi di vedere una donna» (desiderosi, desiderano, desiderosi...).

Questo "clericalismo neocatecumenale" si manifesta chiedendo a chiunque: «Kiko ha il carisma: chi sei tu per giudicarlo? firmatevi sul blog con i vostri nomi e cognomi! Con quale autorità criticate il Cammino? Noi abbiamo lo Statuto!».

E così la loro vita di fede viene ridotta soltanto al presente: né passato (con tutte le malefatte già perpetrate dai cosiddetti "catechisti" in su), né futuro speranzoso (perché l'importante è qualificarsi "peccatori" e pagare la "decima" puntualmente).

Il legalismo neocatecumenale (partecipare alla liturkikia, fare le Lodi a Kiko, pagare le "decime", pagare ogni colletta, pagare, pagare, pagare...) si sta scontrando con la crisi economica ed è comico notare che quando c'è crisi economica, le comunità neocatecumenali diminuiscono.

Anonimo ha detto...

Segnalo:

http://vaticaninsider.lastampa.it/nel-mondo/dettaglio-articolo/articolo/londra-london-londres-redemprtoris-

questo passaggio

"L’accordo stabilisce che il seminario, come tutti i Redemptoris Mater, ha un carattere fortemente missionario che prepara i sacerdoti la cui vocazione e vita cristiana si nutre del Cammino, per essere così preparati a servirlo non solo come sacerdoti della diocesi di Westminster bensì come risposta alle richieste e inviti della nuova evangelizzazione nei Paesi di tutto il mondo."

è illuminante e imbarazzante allo stesso tempo: la vocazione e la vita cristiana (in particolare di un sacerdote, ma potremmo anche parlare della coppia) SI NUTRE DEL CAMMINO!!!

Deve esserci un refuso!!
Giacomo70

Anonimo ha detto...

Mark
Visto che ci leggono tanti neocatecumenali, rivolgo a loro alcune domande, sperando rispondiate sinceramente :
1) E' vero o no della richiesta della decima ?
2) Se i catechisti vi dicono di lasciare il vostro coniuge che non frequenta con voi la comunità, obbedite ?
3) Se vi chiedono di andare ad evangelizzare lasciando il posto di lavoro e far cambiare vita a tutto il nucleo famigliare senza preoccuparvi di null'altro, delle ovvie conseguenze di un simile cambiamento, vi alzate ?
4) Ai vostri figli ancora in tenera età, circa 13 anni, imponete la frequentazione delle comunità, anche se non vogliono farne parte ?
Ci sarebbero altre domande, ma sarebbe troppo lungo. Però rende l'idea su alcuni aspetti del Cammino. Chi rispondera ???

Elio ha detto...

Mark, ti rispondo io, la decima e' verissima, come l'obbligo dei figli minori di andare in comunita', volenti o meno.

Sul fatto di lasciare il coniuge, non e' vero, ed e' bene non farla circolare, perche' 2 verita' e 1 bugia, poi diventano 3 bugia e la rivincono loro.

by Tripudio ha detto...

Elio,

ci sono purtroppo testimonianze sul fatto che dei cosiddetti "catechisti" hanno imposto una bizzarra interpretazione del matrimonio. Tra le tante, c'è quella intitolata "la tela del ragno", che a rileggerla oggi si resta allibiti per quanto è ancora attuale.

ELIO ha detto...

Tripudio, io ti parlo della mia esperienza, dove semmai ricordo episodi all'opposto, in cui i/le catecumeni/e venivano invitati a tenere in casa coniugi di ogni risma.

Ma se posso, voglio tornare sulla questione della "Oquiqualvolta", vera pietra dello scandalo.

Quando uscì questa lettera apostolica, il CNC era quasi agli sgoccioli, critiche furenti di tanti vescovi e di tante conferenze episcopali, parrocchie da cui sloggiavano una dietro l'altra, seminaristi che venivano tirati fuori da bravi rettori.

Dopo questo documento fu il diluvio, tanti vescovi tornarono sui loro passi, poi aprirono i RM, quindi le missioni in massa, Giovanni Paolo II che va a "celebrare" a Porto San Giorgio, la GMG di Santiago con la prima "chiamata" di massa, la Domus Mamre, la Domus Galileae, lo sfondamento in centroamerica fino ad allora intonso(santo domingo, equador, venezuela etc.) che oggi rappresentano il 3° serbatoio nc dopo Spagna e Italia (prima anche della Polonia), la riapertura in Francia con il lineare ampliamento di presenze (quando negli anni '80 avevano praticamente chiuso escluso Parigi), la crescita in Indocina ed Africa, addirittura ora pure idee di "invasione" della Cina, per non dire degli Usa del "saggio" card. O'Malley (mentre i poveri Cordileone e Burke sono caduti in disgrazia).

Tutto viene da li, da quel documento e da GPII. Benedetto XVI che si pensava li fermasse (Arinze), addirittura ne ha avallato l'approvazione definitiva degli statuti e direttorio, che sono un semplice "atto di governo", ma rappresentano il cacio sopra ai maccheroni in salsa kika (che e' una pietanza di pollo spagnola).

Ora c'e' Francesco.....e mi cadono le braccia!

Anonimo ha detto...

Credo sia arrivato il momento di pensare a creare una petizione per il commissariamento del cammino neocatecumenale da presentare alla Congregazione per la dottrina della fede.
Se è vero che i fuoriusciti sono il doppio degli effettivi membri del CNC allora non potrà che essere un successo.

Micus

Lino ha detto...

@ Giacomo 70
No, non c'è refuso nella frase: "la quale vocazione e vita cristiana si nutre del Cammino". Il testo è tale anche in Zenit.
D'altra parte, così è: mica potevano scrivere "la quale vocazione e vita cristiana si nutre della Chiesa"?

Bah! Poi, se io dicessi che con tutte le corbellerie del Cammino che si pappano nei loro stomaci non c'è più spazio, si offenderebbero. Non lo dico, naturalmente :-)

D.B. ha detto...

Visto che il thread parla di testimonianze che dicono: il cammino mi ha salvato su youtube ho trovato una testimonianza che mi ha fatto molta tristezza e vorrei avere l'opinione sia del sig. tripudio che del sig. lino.
questa è fatta in un hotel ed è divisa in 2 parti: https://www.youtube.com/watch?v=Apx_melxJiM e http://youtu.be/iCpSvN8XXoc
e come se non bastasse è andata su sat 2000 https://www.youtube.com/watch?v=kpF8xed8af8 se volete potete farci un nuovo thread (ci sono molte differenze fra i primi e il secondo video)

Sebastian ha detto...

State osservando il Cammino, ma a casa vostra mettete la polvere sotto il tappeto, fate leggere a tutti questo articolo, se avete fegato:
http://www.corrispondenzaromana.it/francescani-dellimmacolata-chiediamo-le-dimissioni-di-padre-volpi-2/


Fai un po' di confusione. Innanzitutto qui nessuno rivendica l'appartenenza ai francescani dell'Immacolata.
D'altra parte, ti ringrazio per avermi fatto leggere questa notizia che mi fa guardare con simpatia alla FI. Almeno loro hanno ancora le facoltà mentali per contrastare un capo iniquo. Voi del CN ne sareste capaci?

Soprattutto, i FI hanno finora obbedito alle seppur inique disposizioni ricevute, mentre i NC hanno detto "sì sì, obbediamo", e invece dietro le quinte hanno fatto tutt'altro. Quanto tempo è passato dalla lettera di Arinze che dava un massimo di due anni per adeguarsi al resto della Chiesa (1 dicembre 2005) e l'approvazione degli statuti (maggio 2008)?
E in quel periodo di tempo cos'è cambiato (a parte la recita del Credo e dell'Agnus Dei, e il far finta di alzarsi per poi risedersi)?

Lino ha detto...

@ Micus

Ti dirò: non credo che una richiesta di commissariamento del CN possa sortire, al momento, grandi effetti. Nemmeno la condividerei, al momento, perché devastante per i "piccoli" NC.

Però: il numero di firmatari dell’appello per le dimissioni di padre Fidenzio Volpi, dopo pochi giorni, è impressionante.

Personalmente, in relazione al Cammino, credo che una petizione sarebbe più che legittima: la richiesta di pubblicazione del Direttorio Catechetico del CN (la cui pubblicazione è stata già approvata, o no? :-) per iniziativa del Pontificio Consiglio per i Laici. Non dubito che questo sarebbe condiviso anche da tanti NC.

La richiesta potrebbe essere motivata dalla necessità di far conoscere i reali obblighi derivanti dall'adesione al Cammino. E dal fatto che la Chiesa Cattolica non nasconde le (supposte) lampade catechetiche sotto il moggio.

Io non saprei come fare. Magari - mi rivolgo a Tripudio, a Mic e ad altri - un contatto con Corrispondenza Romana e altri operatori potrebbe essere di aiuto. O no?

Penso che sarebbe un disastro, per Kiko.

Lino ha detto...

@ DB
Cosa vuoi che ti dica, DB? Quella ragazzina che abbassa sovente gli occhi - non so se per la vergogna delle menzogne o per leggere da qualche appunto - ha riferito la summa delle idiozie in materia di scienze infermieristiche. Ho chiuso il video nel minuto del piede che puzza. Magari qualcuno dovrebbe spiegare a Emanuele che la vita smette di scorrere se un cretino di tirocinante invita i medici a desistere da un prelievo di sangue che si presenta difficile. Magari qualcuno dovrebbe spiegare alla signorina che i più bravi a fare i prelievi sono gli infermieri, non i medici. Dio ci scampi da Emanuele neocatecumenale.
E Dio mi scampi da ascoltare altre idiozie neocatecumenali di questo genere, considerato che ho vissuto per anni in un'ASL, come dirigente ECM (educazione continua in medicina) e che ho una sorella caposala che fa prelievi a neonati con vene invisibili a occhio nudo.

Nel Cammino "pure 'e pullece teneno 'a tosse", rispondo al baccalà della canzuncella. Lui capirà.

Malaparte ha detto...

Come sempre la Triade NC si tratta bene: vola su London City, dove atterrano le compagnie executive, non su Stansted dove arrivano le low cost. Tanto pagano le decime dei fratelli...

Anonimo ha detto...

Lino, penso anche io che sarebbe opportuna una tale iniziativa, magari come hai detto tu appoggiandoci a Corrispondenza Romana. Spero che si arrivi presto a fare qualcosa di concreto. I tempi mi sembrano maturi. Sarò il primo firmatario.

Micus

Anonimo ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
by Tripudio ha detto...

Il caro fratello anonimo delle 23:09, invece di perdere tempo a fare di tutta l'erba un fascio sui tradizionalisti, dovrebbe guardare alle squinternate liturgie del Cammino che disubbidiscono ancor oggi alle disposizioni del successore di Pietro (e quindi anche allo Statuto del Cammino, che le recepisce pienamente).

Infatti, quando un ladro viene colto in flagrante mentre ruba, non può discolparsi dicendo che il mondo è pieno di fannulloni: ladro era, e ladro rimane.

Sebastian ha detto...

Ho chiuso il video nel minuto del piede che puzza

Peccato Lino, ti sei perso la parte più interessante: la malattia di Emanuele l'ha mandata dio per il bene di tutti! La volontà di dio è che sto povero ragazzo morisse a 19 anni per un sarcoma alla gamba! Il dio dei nc è un sadico.

Anonimo ha detto...

Perché non lo hai pubblicato? Sei il solito furbetto,sai pubblicare solo quello che ti conviene.

Anonimo ha detto...

Se si parla dei tradizionalisti non bisogna fare tutto un fascio mentre del cammino, dei catechisti si, scommetto che dei tradizionalisti i cattivi sono gli altri e non tu. Come diceva Toto' : "ma mi faccia il piacere....."

by Tripudio ha detto...

Ho letto su un blog, molto favorevole allo stile di papa Francesco, che oggi è troppo facile usare il Papa per tirare acqua al proprio mulino.

Quando dico che dei tradizionalisti non bisogna fare di tutta l'erba un fascio, sto semplicemente dicendo che se guardi i tradizionalisti vedrai tante posizioni diverse al punto che sono spesso in lite tra di loro.

Quando invece guardi i cosiddetti "catechisti" del Cammino vedi che sono tutti cloni di Kiko: talvolta persino in buona fede.

by Tripudio ha detto...

Abbiamo tutto il diritto di verificare quanto corrispondono alla realtà i vostri facili slogan, anche quando adoperano il Papa come uno strumento al servizio del Cammino.

Cioè di Kiko e dei suoi cloni.

Kiko e i suoi cloni-"catechisti" non soltanto sono di una uniformità assoluta, ma sono anche concentrati a difendere ogni strafalcione che esce dalla bocca di Kiko.

Per esempio: chissà in quante comunità, da ottobre scorso, vi siete sentiti ripetere che «attraverso i Testimoni di Geova, il Signore ci vuole dire qualcosa».

Ma sì, fa' finta che non è vero, dai!! Dopotutto, come ti è sempre stato insegnato, le menzogne dette per difendere il Cammino non sono menzogne.

Anonimo ha detto...

Premetto che non sono tradizionalista, ma amo la cura liturgica: gli strafalcioni, le briciole di Pane consacrato che cadono a terra e delle quali non pochi si lavano le mani, i balli alla fine della Messa, l'essere costretti a prendere Gesù sulle mani senza possibilità di scelta secondo la sensibilità di ognuno, ecc. non mi piacciono.
Premetto che amo l'italiano come lingua perché Gesù ha donato importante rivelazioni a Luisa Piccarreta in italiano. Persino diversi religiosi americani imparano l'italiano per leggere questi scritti.
Tuttavia, la accetto come lingua della liturgia romana, e mi piacciono le antifone mariane in latino.
Seppure Papa Francesco da la possibilità ai sacerdoti di dare la Comunione sulle mani, non obbliga nessuno.
Nel Cammino, invece, con le direttive di un laico, si obbliga a ricevere la Comunione solo sulle mani.
Il ballo alla fine non è obbligatorio, ma chi sta nel cammino non può non farlo almeno ogni tanto.


Mario

Anonimo ha detto...

Ultimamente sono stato fermato da un neocatecumenale che nemmeno conoscevo bene, se non di vista. C'era anche un altro neocatecumenale che ha alcuni problemi...
Ha cominciato ad elogiare una coppia di catechisti che è stata a Porto San Giorgio, come se fossero due superstar cinematografiche.
Si vantava di essere neocatecumenale da tanti anni, di conoscere catechisti famosi del Cammino, come se i suoi anni gli avessero attribuito maggior santità.
Poi ha capito che ero uscito fuori dal Cammino e che non mi interessava rientrarci, né sottomettermi all'autorità dei catechisti, ed ha cercato in maniera sottile, ipocrita, di calunniare, di minacciare in modo ambiguo, in Chiesa e al termine della Messa. Mi pareva che, ad un certo punto, siccome sono uscito dal Cammino ed ero intenzionato a seguire una strada vocazionale, non dovessi farmi più vedere nei luoghi dove c'è il Cammino.
Alla fine ha sparso voci false nei miei confronti dinanzi ad un sacerdote legato al Cammino che credendogli, ha dato a sua volta scandalo pubblicamente...
Questo sacerdote, proveniente dal Cammino e inserito in Diocesi, tra l'altro era stato allontanato tempo fa dalla Parrocchia dal Vescovo della mia Diocesi.

Questo è il Cammino che ho conosciuto. Questi sono i suoi frutti nella mia città ed anche per questo sono uscito.

Mario

Lino ha detto...

@ Sebastian
Mi sono fermato, Sebastian, perché avevo inteso che la ragazza si stava avviando sul delicatissimo confine tra accanimento terapeutico ed eutanasia. E, siccome ho perso una moglie giovane con la maledetta malattia, tentandole tutte fino all'ultimo istante - mi morì tra le braccia mentre le portavo l'ultimo MS Contin - il discorso mi ha infastidito terribilmente. Mi ha infastidito anche la frase "la vita scorre", in relazione al sangue: il sangue è simbolo della vita, non è la vita (a meno che non sia il Sangue di Cristo, dove il simbolo è un tutt'uno con la Sostanza). I TdG si esprimono così e l'ebraismo rabbinico.
Perdonatemi la testimonianza personale, in generale le evito.

SEMPREMEGLIO ha detto...

USCIRE DAL CAMMINO E' UNA BENEDIZIONE DIVINA!
SE PUOI, PERCHE' HAI CAPITO IN QUALE GORGO IMPETUOSO E INQUINATO TI SEI CACCIATO, FALLO ANCHE TU! NON PROCRASTINARE OLTRE, NEL TEMPO!

Lino ha detto...

P.S.
Starò in un luogo senza Internet per una decina di giorni. Auguro ai frequentatori del sito (Osservatori e NC tutti) un gioioso e sereno Natale. Vi lascio i miei auguri con una poesiola per "adulti piccolini".

"Natività mistica"

Lasciamoci sorprendere,
sgraniamo gli occhi come da fanciulli.
Pulviscolo d’argento
di stelle palpitanti,
Lucifero si ottenebra,
falce di luna rossa che si eclissa.
Nella costellazione planetaria
sotto il segno profetico dei Pesci
Saturno e Giove uniscono le luci.
Diparte dall'Oriente una Cometa
seguiamola finché giunge al Presepe,
nel cuore un poco tutti siamo Magi.
Cori di cherubini dalla volta,
suoni di serafini con sei ali dalle sfere,
un angelo perfetto che con voce altisonante
convoca pastorelli umili e impuri.
Lasciamoci stupire,
l’oro dei re a un Bimbo in una greppia
.

l. l., 2005

Anonimo ha detto...

Tripudio potresti fare un trhead su cosa nel Cammino neocatecumenale è positivo?Ci sarà qualcosa di positivo nel Cammino o no?Sarà anche un tumore come dici tu ma possibile che il Vaticano non se n'è accorto?Siamo già a due lauree Honoris Causa date a Kiko e al Cammino,posibie che siano tutti stupidi,corrotti,oliati da Kiko?
Le approvazioni dello Statuto,
Direttorio etc come le spiegate?
Vorrei una risposta seria per favore non risposte vaghe o fantasiose che ho letto in questi temoi.Grazie

Anonimo ha detto...

Mark
La Chiesa ha troppe responsabilità, il vero errore lo commette l'autorità ecclesiastica che fà finta di niente, di tutti i problemi ben evidenti ormai. Non importa a nessuno che per un scarso milione di NC ve ne sono almeno il triplo che scappano spaventati, a volte per sempre dalla Religione Cattolica ?
E' una connivenza forzata ed in qualche modo autorizzata, finchè non interverrà il Papa in persona questo movimento ecclesiastico, alla stessa stregua di altri, coma ad esempio i Testimoni di Geova, continuerà sempre più a far danni, e presto saranno irreparabili. Incredibile che per colpa di questo personaggio comico e diabolico, KIKO, ci debbano andare di mezzo tante brave persone.

Stefano78 ha detto...

@ELIO

La lettera "Ogniqualvolta" non ha nessun valore né magisteriale, né normativo.

Era una lettera "ad personam", scritta dopo la valutazione di documenti forniti al Papa (di cui non sapremo mai la reale consistenza). Il Papa in persona, ha anteposto una "nota previa" ("La Mente del Santo Padre, nel riconoscere il Cammino Neocatecumenale come valido itinerario di formazione cattolica, non è di dare indicazioni vincolanti agli Ordinari del luogo, ma soltanto di incoraggiarli a considerare con attenzione le Comunità Neocatecumenali, lasciando tuttavia al giudizio degli stessi Ordinari di agire secondo le esigenze pastorali delle singole diocesi.") per evitare che quella lettera potesse essere interpretata come una specie di "approvazione" a prescindere dall'iter riservato a TUTTI i gruppi cattolici, compreso il CnC. Iter che doveva approvare il PCL. Il Papa infatti pretese che il CnC, dopo quella lettera, fosse dotato di un regolare statuto, COME TUTTI I GRUPPI, e fosse vagliato e "normato" canonicamente.

Il problema non è relativo alla lettera Ogniqualvolta. Ma è relativo alla strumentalizzazione che ogni Norma sul Cammino ha subito. Ogni cosa, infatti, riguardante il CnC è automaticamente vista come una approvazione dai suoi dirigenti. Non importa quale sia il contenuto. Il problema è questo, e la possibilità che si concede al CnC di operare questa strumentalizzazione.

by Tripudio ha detto...

Qualcosa di positivo nel Cammino Neocatecumenale c'è: è il buon cuore di tanti fratelli che nonostante le storture del Cammino si sforzano di vivere uno spirito di preghiera, di missione, di appartenenza alla Chiesa... Ma è come voler vincere il rally col freno a mano innestato e una gomma a terra.

Vedi, il Cammino realizzerebbe davvero l'opera di Dio se rinunciasse alle corbellerie dottrinali e agli strafalcioni liturgici: basterebbe solo questo per trasformare completamente il Cammino e far lentamente svanire nel nulla l'idolatria per i due fondatori, l'infondata creduloneria verso i cosiddetti "catechisti", lo spennamento dei polli, eccetera.

Da che mondo è mondo, l'allontanarsi dalla verità implica sempre tutta una proliferazione di ingiustizie. Quando Kiko dice una vaccata, siccome lui è Kiko allora "non può" essere una vaccata, "non deve" esserlo, giammai! e perciò si comincia non solo a confondere la verità con l'errore, ma si comincia anche a pensare che chi ripete fedelissimamente quella vaccata sia investito di carisma divino, e chi si pone dubbi sarebbe un "debole" che rifiuta la grazia.

E così nasce la figura dei tracotanti "catechisti" del Cammino che ovviamente "parlano a nome di Dio", per cui ogni loro esternazione va presa alla lettera, perfino quando dall'alto della loro ignoranza vanno sventrando le coscienze e i portafogli degli esterrefatti camminanti.

E i camminanti, dopo essersi fatti massacrare per mesi, anni, decenni, per grandissima parte non riescono a sfuggire a un tale torbido vortice, perché se cominciano a mettere in dubbio anche una sola vaccata, allora qualsiasi altra cosa (più grave o meno grave) è passibile di verifica: e allora come ti sentiresti nello scoprire di aver sbagliato per una vita intera a lasciarti brutalizzare così tanto l'anima e i soldi, e ad aver indotto i tuoi cari a subire altrettanto?

Il fatto che l'opera di Kiko e Carmen sia basata su errori di fede si vede anzitutto dalla ridicola liturgia che hanno inventato e imposto fino ad oggi. Infatti il modo di pregare è inevitabilmente specchio di ciò in cui si crede: se si crede in un dio-pagliaccio, la liturgia sarà necessariamente una pagliacciata; se si crede in un dio-quantechiacchiere, la liturgia sarà necessariamente parolaia; se si crede in un dio-ipocrita, la liturgia diventerà necessariamente uno spettacolino ove fingere di essere tutti fervorosi fratelli.

La liturgia della Chiesa, invece, porta con sé l'eredità di venti secoli di santità vissuta e di autorità dei successori di Pietro. Inventarne una nuova o affibbiarle "nuovi significati" significa rifiutare autorità e santità.

Gli Statuti ottenuti col trucco del "fatto compiuto", la furbata della lettera Ogniqualvolta, il direttorio "approvato ma segreto" di cui il dicastero che ha "approvato la pubblicazione" si rifiuta di concederne la lettura, la necessità di comprare il consenso «oliando» i prelati "oliabili", la necessità di crearsi i propri seminari, le proprie iniziative missionarie, le proprie chiamate vocazionali, la foga nel costruirsi catecumenium personalizzati, cimiteri personalizzati, Domus personalizzate, sono tutti segni indipendenti di come il Cammino pretende di essere cattolico ma non lo è - e perciò ha continuamente bisogno di astuzie e trucchetti di ogni genere.

La paterna accoglienza dei pontefici (che non hanno mai approvato gli strafalcioni e le corbellerie: anzi, li hanno sempre condannati esplicitamente) non può e non deve illudervi di essere nel giusto, perché altrimenti sareste come quello studente perennemente impreparato verso cui il docente cerca pazientemente di andare incontro, e lo studente con arroganza dice: inutile studiare, tanto verrò promosso lo stesso, dopotutto il professore lo sa che non studio ma non mi ha mai messso un brutto voto...

Anonimo ha detto...

Potete continuare a scrivere quello che volete, secondo voi il cammino è sempre ad un passo dalla scomunica e noi ad un passo dal rogo....sono passati tanti anni e Papi e ognuno diverso dal precedente e i rapporti sono rimasti buoni e pieni di fiducia, mi dispiace solo che perdete tutto questo tempo dietro un opera sbagliata e come dimostrano i FATTI infruttuosa... Rilassatevi, la chiesa si è sempre saputa difendere benissimo dalle eresie, e voi ancora non c'eravate, lasciate il giudizio a chi gli compete, vivete la vostra cristianità come meglio credete e noi faremo la stessa cosa fino a quando la chiesa ce ne darà la possibilità.

SEMPREMEGLIO ha detto...

CHI HA RAGIONE?

http://www.news.va/it/news/kiko-arguello-papa-francesco-provvidenza-di-dio-pe

Anonimo ha detto...

Il paragone Papa-professore catecumeni-alunni è preoccupante (se non facesse ridere), cioè secondo te il Papa mette a rischio l'ortodossia della chiesa e l'anima e la fede di migliaia di fedeli perché vuole consentirci di migliorare(non si sa bene in cosa), e tra l'altro questi tentativi,che sono inutili,secondo voi se non non c'era questo blog,durano da 50anni?!?!?!? O forse e dico forse i vari Papi hanno riconosciuto l'opera dello spirito santo in quest'opera?!?!?!

elio ha detto...

Stefano 78 no!

La Ogniqualvolta come dici non obbliga "l'accoglienza" del cammino da parte dei vescovi, ed ha rimandato gli "atti di governo" alla PCL, MA e' un documento con il quale "il Pintefice manifesta il suo pensiero in nomine sanctae et individuae Trinitatis" e per quanto ne so (non sono un teologo, ne mi voglio atteggiare a tale)rientra nel Magistero Pontificio.

Non e' una opinione semplice.

D.B. ha detto...

Grazie mille Lino per le sue bellissime parole. Mi hanno aiutato ancora ad avere certezze che tutte le testimonianze nel cnc siano fatte con lo stampino, pensando di avere sempre la verità assoluta. Ho poco tempo libero, ma vi seguo sempre e mando a tutti voi un buon natale e un buon 2014 a voi e a tutte le vostre famiglie sia non nc che nec.

by Tripudio ha detto...

Al commento delle 16:53 rispondo solo con: «magari!»

Qui nessuno ha detto che il Cammino è ad un passo dalla scomunica: sei così accecato dall'ira che non riesci nemmeno a leggere.


Sempremeglio,

quanto alla notizia sul sito delle News vaticane, abbiamo detto tante volte che i neocat sono infiltrati anche lì e anche su Radiovaticana, Radio Maria, eccetera.

Lo si nota dal fatto che quando riportano le notizie relative al Cammino, utilizzano gli stessi strafalcioni linguistici di Kiko, la stessa identica terminologia della propaganda kikiana, e lo stesso stile autoelogiativo usato dai cosiddetti "catechisti". Quando invece riportano notizie relative a qualsiasi altra realtà ecclesiale, il tono torna normale.

Anche Zenit, lanciata in origine da laici dell'Opus Dei, dava un eccellente servizio ai lettori. Quando è stata infiltrata dai kikos, ha cominciato a dare un po' troppo spazio alle notizie melense sui movimenti e alla propaganda kikiana, fino a estromettere a poco a poco quelli dell'Opus Dei che l'avevano fondata. Risultato: tutto l'entusiasmo dei lettori da tutto il mondo si è raffreddato, e le donazioni sono calate parecchio. Ora la leggono praticamente solo i kikos: se la cantano e se la suonano.


Elio,

la Ogniqualvolta non è un atto pubblico del Papa. Inoltre GP2 non l'ha scritta di sua volontà ma "in risposta" ad una richiesta... richiesta di scriverla proprio in quel modo. Cordes chiedeva sovalidolo di confermare un'opinione preconfezionata e la segreteria di GP2 compilò la risposta (o vogliamo credere che Giovanni Paolo II distribuisse facili patenti di "itinerario adatto ai tempi odierni" a chiunque faccia richiesta?).

Il tranello fu scoperto troppo tardi (evidentemente era stato architettato bene), ma GP2 si irrigidì e pretese dal Cammino una regolazione statutaria: ci vollero più di dieci anni, le bozze venivano ripetutamente bocciate, fino a quando ci fu il "fatto compiuto" del 2002 da parte di Rylko e del Pontificio Consiglio, al quale la Donna Carmen promise (con un augurio che suona come una minaccia mafiosa) un «futuro immenso se appoggerà il Cammino». Anche questo grande evento kikiano fu seguito dall'assordante silenzio di Giovanni Paolo II per mesi interi: nemmeno un messaggino di complimenti, neppure una menzione nell'Angelus e nell'udienza dei giorni successivi, niente di niente. Ma come? i kikos dicono che il Papa li ha approvati, e invece il Papa tace prima durante e dopo la fatidica approvazione? Chi è che mente, il Papa o i kikos?

Alla morte di GP2 Kiko si lamentò che quel Papa che li voleva tanto bene non aveva fatto loro le concessioni che desideravano i neocatecumenali. Ed è tutto dire.

Un riepilogo c'è su questo [link] con tutte le citazioni e le date.

La verità vi farà liberi. ha detto...

"Siamo già a due lauree Honoris Causa date a Kiko e al Cammino"

E questa sarebbe una garanzia? Anche "il trota" (figlio di Bossi) si è laureato...però tutti sappiamo come a fatto!

Anonimo ha detto...

Gesù ha cacciato i venditori dal tempio perché andassero a vendere in un altro luogo, ma non nella Casa di Dio che è un luogo di preghiera.
Questo atteggiamento di Gesù ci fa capire che solo se si va in Chiesa in modo distaccato da tutto e da tutti, si accoglie Gesù nel proprio cuore.
Quindi, gli attaccamenti e gli interessi personali che possono prevalere in una comunità, sono un offesa a Gesù perché è come se venisse cacciato dal proprio cuore e dalla Comunità stessa.
Quando nelle Comunità del Cammino succede questo, non c'è testimonianza, anche se ci sono tante parole ed assiduità nella partecipazione settimanale. Papa Francesco ha condannato questi atteggiamenti che distruggono la vera Comunione in ogni Comunità.

Mario

Torquemada ha detto...

A questo punto la domanda nasce spontanea quanto banale:
A CHE SCOPO TUTTO CIO'?
Ovvero: quale sarebbe il fine ultimo del Cammino e dei suoi ideatori? A cosa mirerebbero fondatori e catechisti? Alla santità? Alle ricchezze? Al potere? Chi si dovrebbre avvantaggiare (e in cosa?) di questa enorme struttura creata, sviluppata e mantenuta ad arte??? Se il fine sia la santità, non vedo barlumi di possibilità se non per il fondatore in un remoto futuro; se le ricchezze, non mi sembra che fondatori o super-catechisti siano diventati miliardari; se il potere fine a se stesso, il gioco non vale candela... E allora? ripeto: a che scopo il Cammino?

Anonimo ha detto...

San Josemaria Escrivà diceva che i rispetto dell'orario, per esempio lo svegliarsi puntualmente al mattino serve a mortificare la propria volontà ed è quindi un piccolo atto che serve a santificarci.
Quando sono stato nel Cammino tale rispetto non c'è mai stato.
Gli incontri iniziavano sempre dai 30 minuti ad un'ora e mezza dopo.
Al punto tale, che diverse persone sapendo ciò venivano volontariamente più tardi.
Alla fine era diventato consuetudine dire 9 per iniziare alle 10 o 10 e 30. Questo succedeva dappertutto: negli incontri settimanali, come in quelli vocazionali, o quelli all'inizio con le catechesi iniziali, ecc.

Mario

Mario.

Anonimo ha detto...

Nel XII secolo nascono nel nord italia dei gruppi di canonici, chierici e laici che, a volte seguendo una "regola" da tutti condivisa e a volte solmente trovandosi per ascoltare la Parola, si dividono in gruppi, piccole comunità ispirate alle forme della chiesa primitiva e predicando contro le chiese dualiste e contro altri gruppi ereticali presenti nelle loro terre d'apparteneza. Nel 1184 sono scomunicati da Lucio III, con una decretale, e dichiarati eterodossi. Le gerarchie ecclesiaatiche si sono divise circa la loro presenza nelle proprie aree di competenza, talvolta prestando loro aiuto, talvolta tollerandoli o praticando la repressione che il loro stato di eretici imponeva. Costoro erano gli "umiliati". Detto ciò, nel 1201 Innocenzo III li reintegrò nella comunione della Chiesa, stabilendo in forma normativa l'evidente utilità che veniva al corpo ecclesiale dalla loro opera di predicazione antidualista.
Furono tuttavia trattati alla stregua di eretici per quasi un ventennio ancora.
Nella Chiesa, e in particolare quella cattolico-romana, èsempre esistita, ed esisterà ancora per lungo tempo, uma frangia più o meno nutrita di assoluta intolleranza repressiva. Ciò non ha nulla ache vedere con fenomeni quali l'Inquisizione, ma esattamente con quelle manifestazioni di intransigenza e avversione che proliferano in questo sito.
La difesa della vera fede è canonicamente e storicamente monopolio episcopale ed eventualmente affidata a delegati con mandato diretto del proprio vescovo. Ciò che si fa qui è polemica religiosa, a volte anche perniciosa e demagogica. L'attaccamento apotropaico che si manifesta qui nei confronti di certi schemi o forme.del cristianesimo latino è a dir poco sconvolgente, soprattutto avendo la consapevolezza che dietro ad alcuni nickname ci sono chierici e prelati. A voi dico in particolar modo: del gregge che vi è stato affidato rispondete a Dio e al vescovo, ma circa le greggi affidate ad altri non avete nessun incarico, nè alcuna autorità. Negando le scelte circa il Cnc che le gerarchie hanno compiuto state assumendo una posizione che non vi compete, a livello gerarchico e istituzionale. La Chiesa, attraverso gli organi competenti stabilirà col tempo la genuinità del Cnc o eventuali suoi ridimensionamenti.
Marco

Anonimo ha detto...

MARK
"In risposta a Marco commento del
18 dicembre, 2013 12:08".
Bellissimi paroloni, ma come fai a giudicare i sacerdoti o altri che scrivono in questo blog ? Chi sei tu per dire che non hanno autorità ? Ce l'hanno eccome, anzi è un dovere difendere il vero cammino della fede e non quello neocatecumenale, che si nasconde dietro la religione cristiana.
Chi scrive qui, quasi sempre, è perchè ha avuto esperienze dirette con l'NC e racconta la sua testimonianza. Se credi che il tuo KIKKO abbia avuto in apparizione lo Spirito Santo non puoi credere che tutte queste testimonianze, forse, hanno qualcosa di vero ? Discernimento fratello.....

Anonimo ha detto...

" Se il fine sia la santità, non vedo barlumi di possibilità se non per il fondatore in un remoto futuro; se le ricchezze, non mi sembra che fondatori o super-catechisti siano diventati miliardari; se il potere fine a se stesso, il gioco non vale candela... E allora? ripeto: a che scopo il Cammino?"

Bo, sulla santità, lasciamo perdere, sulle ricchezze, bé non mi pare che Kiko & co. viaggino in economica, o in dormano in catapecchie. Se poi riesci a stare dietro ai conti della fondazione Famiglia di Nazareth ti faccio i miei complimenti.

Sul potere fine a se stesso, beh, il potere è una brutta bestia. Più ne hai più ne vuoi.

Personalmente a rigore di logica sono solo due le possibili ipotesi.

La prima (quella che mi piace di meno ma che a conti fatti sembra la più probabile) è che ci sia un intenzione da parte di non so bene chi di scardinare le fondamenta della Chiesa cattolica stravolgendo il senso dei simbolismi e i documenti storici giunti fino a noi oggi (e i più o meno velati riferimenti a simboli massonici dei dipinti di Kiko, nonché le caratteristiche strutturali del tipo di iniziazione da lui pensato oggettivamente portano a ritenere questa soluzione la più probabile.

La seconda ipotesi è che Kiko sia un grandissimo sprovveduto, in buona fede ma con un ego talmente smisurato da decidere autonomamente cos'è giusto e cos'è sbagliato per la Chiesa agendo di conseguenza senza ascoltare i richiami. L'egocentrismo e la tracotanza non che la superbia sono carburante efficacie per spingere il fondatore ed i suoi top catechisti avanti ad inoltranza. Se no non si spiega perché hanno architettato di continuo trabocchetti a Benedetto XVI, hanno nascosto per anni le catechesi mentendo a tutta la Chiesa, hanno subito messo al bando le opere degli ex itineranti che avevano posto qualche obbiezione.

Magari sono anche in buona fede e sono convinti di essere nel dubbio ma hanno fatto del loro cammino un vitello d'oro intoccabile e senza accorgersene hanno sostituito Dio con il cammino e si sono messi ad adorare il cammino, e quando un idolo diventa così forte non si riesce a mettersi in discussione neanche davanti all'evidenza dei fatti, e l'amore per l'idolo è talmente forte che consuma tutta la tua interiorità e vuoi dare tutto per quell'idolo e sei disposto a fare tutto per quell'idolo.


Basta farsi una domanda semplice: senza cammino cosa farei?

Se uno si rende conto che sarebbe disperato o dicesse, probabilmente non sarei neanche cristiano, certo ne ha fatto un idolo.

P.S. Lo dico per esperienza fatta in un ambiente molto diverso dal cammino, spesso gli idoli più pericolosi sono talmente ben nascosti che si confondono con la verità.

P.P.S. Con questo non voglio dire che il cammino sia un idolo in se, anzi, il cammino è un semplice strumento, uno può farne un idolo o usarlo per il meglio. Se vedo i fondatori che non sono disposti a mettersi in discussione, mi vien il dubbio ma forse anche la certezza) che ne abbiano fatto un idolo.

Quindi l'idolatria in conclusione è il vero motore che a mio avviso spinge i fondatori, magari un idolatria lastricata di buone intenzioni, ma molto, molto, molto pericolosa.


Gv

Ele ha detto...

Per Marco, commento delle 12 08.
Certo, lasciamo che sia solo il Vescovo a parlare, i battezzati non contano, non devono difendere la fede e la verità, lasciamo andare,così continuiamo a fare gli accidiosi , in mezzo agli apostati.
I Vescovi vedono dall'alto, ma non vedono tutto, ed è giusto sollevare le questioni, soprattutto per difendere i piccoli e le persone in buona fede che sono rovinate e di testimonianze se ne leggono tante.
Mi pare poi che non i Vescovi, bensì i Papi hanno già espresso le loro visioni correggendo e dando regole a cui adeguarsi, che non sono rispettate.
Ora se è carità cristiana tacere, fare finta di nulla, accettare tutto e non utilizzare la ragione e tradire il nostro credo , lo dica Lei.

Anonimo ha detto...

In risposta a
MARK - 18 dicembre, 2013 15:43
e a
Ele - 18 dicembre, 2013 22:43

Nella storia della Chiesa cattolica romana la tradizione che si è imposta, piaccia o meno, è questa. La Chiesa non è un agone di dibattiti, né un'arena di lottatori teologico-discernisti. Qui non si tratta di paroloni, non si tratta di fare i messi episcopali; circa questioni di discernimento in materia di fede, è il vescovo che ha lo Spirito per comprendere, in grazia di stato, se ciò che viene proposto nella propria diocesi viene da Dio o no. Dire che "i vescovi non vedono tutto" significa guardare alla realtà con un'ottica politica, più che religiosa. Dire che i cristiani hanno il dovere di lottare per difendere la fede è un'idea medievale e grottesca, che ha portato ad aberrazione della fede quali la crociata albigese, l'eccidio di Beziers, la persecuzione contro l'ordine dei frati Minori o la caccia alle streghe. Le gerarchie ecclesiastiche per mandato di tutta la Chiesa hanno, ed esse sole, il discernimento e la grazia per vedere chiaramente fatti come quello del Cnc. Tutto il resto è mera speculazione individuale che non deve, né deve pretendere, di corrispondere a dichiarazioni ufficiali della Chiesa.
Marco

Anonimo ha detto...

Dire che i cristiani hanno il dovere di lottare per difendere la fede è un'idea medievale e grottesca, che ha portato ad aberrazione della fede quali la crociata albigese, l'eccidio di Beziers, la persecuzione contro l'ordine dei frati Minori o la caccia alle streghe.

Le confonde la difesa delle eresie con la difesa della verità, innanzitutto e la difesa della fede in obbedienza al Vescovo.
Qui nessuno disobbedisce nè sminuisce il ruolo del vescovo ma è nostro dovere portare alla luce affinchè i vescovi vedano ciò che è loro nascosto o deformato, o non arriva.
Ora mi risponda a questa logica che lei propone:
Noi , che stiamo solo esercitando il nostro diritto dovere di sollevare delle questioni su basi concrete, da sottoporre ai vescovi o da far conoscere a chi lo desidera ci sottoponiamo al giudizio della Chiesa ma voi, a cui sono state impartite norme, vi siete sottomessi?
Sta tutta qui la questione, altrimenti è aria fritta la sua risposta.
Ele

Anonimo ha detto...

Risposta a Ele 20 dicembre, 2013 13:43
Non è esatto parlare di "difesa delle eresie" in merito al Cnc. Nessuno nega che a livello liturgico siano state richieste delle correzioni, ma è altrettanto vero he la sede apostolica ha concesso liceità di proseguire con i riti consueti IN ATTESA di trovare (in tempi ragionevoli) una soluzione. Ora, discutere questa decisione significa discutere il discernimento vescovile (e papale, che è vescovo di vescovi). Se le modifiche liturgiche apportate dal Cnc saranno adeguate lo si vedrà in futuro. Rimane comunque il fatto che la prassi della Chiesa cattolica romana NON è ciò che si sta attuando su questo blog, per quanto non nego (e sono sincero) sia iniziative mosse da uno spirito retto e a ragion veduta (non sto difendendo niente né nessuno). Sto solo sottolineando che la pretesa di ortodossia in materia di giudizio canonico circa le questioni del Cnc riscontrabile in questa sede NON è in linea con la prassi degli ultimi 15 secoli nella Chiesa cattolica romana
Marco

by Tripudio ha detto...

Marco,

ti prego di correggere queste cose nel tuo ultimo intervento:

- hai ammesso che a livello liturgico sono state chieste al Cammino delle correzioni.

Anzitutto aggiungi che quelle correzioni («seguire il Messale Romano senza aggiunte né omissioni») dovevano essere applicate anche se non richieste.

Infatti il Messale Romano non prevede la possibilità di fare "aggiunte o omissioni": lì dove si può aggiungere o omettere, il Messale lo dice esplicitamente. In parole più precise, il Messale è obbligatorio, è restrittivo: tutto ciò che non prevede, è esplicitamente vietato.

Quindi il 1° dicembre 2005 il Papa non ha fatto altro che scrivere di nuovo, nero su bianco, che il Cammino - come tutto il resto della Chiesa - deve seguire il Messale Romano senza aggiunte né omissioni.

Le uniche due concessioni al Cammino sono:

a) la possibilità di fare ordinariamente la Comunione sotto entrambe le specie (infatti nella Chiesa ordinariamente si fa solo sotto la specie del pane); fa' attenzione che questo non significa "pagnottone" e "insalatiere" (ma ne parleremo più avanti);

b) la possibilità, temporaneamente e ad experimentum, dello spostamento del segno della pace a prima dell'offertorio (infatti è un indulto temporaneo che in qualsiasi momento potrebbe essere abolito; ricordo un discorso di Benedetto XVI in cui tra le varie cose auspicò che tale possibilità venisse studiata da qualche commissione liturgica per verificare se poterla estendere a tutto il Messale Romano, ma non se ne è saputo più nulla).

Quella lettera normativa del 1° dicembre 2005 (è normativa perché riporta le «decisioni del Santo Padre») non solo non è mai decaduta, ma è stata pienamente recepita dallo Statuto del Cammino: dunque non è qualcosa di "contrattabile", non è qualcosa che si può "sospendere" o "mettere in attesa".

Perciò quando tu dici che «la sede apostolica ha concesso liceità di proseguire con i riti consueti IN ATTESA di trovare (in tempi ragionevoli) una soluzione», stai dicendo una cosa completamente errata. Non c'è scritto da nessuna parte "in attesa": al Cammino si chiedeva che «entro due anni» (attenzione: «entro due anni»: significa che "prima è, meglio è"): in tutto il Cammino venissero aboliti gli strafalcioni liturgici.

Ebbene, Kiko il 22 febbraio 2006 presentò finalmente quella lettera (che era trapelata su internet da ormai due mesi) per dire che «il Papa ci dà due anni». Aveva trasformato l'ultimatum «entro due anni» (che scadevano il 1° dicembre 2007) in un bonus di due anni (che cominciavano il 22 febbraio 2006). E naturalmente, due anni dopo, nulla è cambiato: Kiko non ha mai detto: cari fratelli, la ricreazione è finita, dobbiamo ubbidire al Papa. Al contrario, ha comandato di continuare le pagliacciate. E infatti il 30 settembre 2011, oltre cinque anni dopo, ancora si vantava alla Convivenza Inizio Corso di aver detto ad un cardinale: «guardate come facciamo la Comunione tutti seduti».

Insomma, è il Cammino a sbagliare, è Kiko che comanda di disubbidire al Papa (e se ne vanta pure!)

E quindi le tue accuse di «discutere questa decisione, discutere il discernimento vescovile e papale», sono in realtà da rivolgere tutte contro il Cammino, che arbitrariamente dal 2005 ad oggi ha proseguito i suoi riti "consueti", cioè quelli che sono sempre stati condannati dai libri liturgici e dal 2005 sono stati condannati esplicitamente dal Santo Padre.

Questo blog non fa altro che ricordartelo.

by Tripudio ha detto...

Questo blog non fa altro che ricordartelo: ma non devi prendertela con noi... devi invece prendertela con la Chiesa cattolica, che ha stabilito che i libri liturgici sono quelli, i riti sono quelli, la dottrina è quella: e i neocatecumenali deviano, disubbidiscono, inventano.

La Chiesa non ha spazio per autonominati fantasisti della liturgia e della dottrina, anche se si ammantassero di "riscoprimento dei primi cristiani" (come se poi la Chiesa non sapesse "riscoprirli", come se la Chiesa non sapesse dare valore a ciò che è buono).

Sull'argomento ci ritorneremo volentieri, perché è interessante il fatto che in questi ultimi mesi un cumulo di neocatecumenali come te improvvisamente decide di annunciarci che le «decisioni del Santo Padre» pienamente recepite dallo Statuto del Cammino (art. 13, comma 3, nota 49) sarebbero invece da considerare obsolete, passeggere, infondate, dimenticate...

Magari nel Cammino sta di nuovo insistentemente circolando la voce di qualche nuova mega-approvazione della liturgia, vero? Magari vi dicono che avverrà il 1° febbraio prossimo ad opera del Papa, vero? Sai, è come la "fine del mondo" dei testimoni di geova: circola sempre, ma ogni volta aggiornano la data. È una voce kikiana che circola da tanti di quegli anni... che voi pensate che sia vera. Come se il ripetere un miliardo di volte la stessa falsità, la facesse diventare vera. Come se la Chiesa, che per venti secoli ha normato con esattezza la liturgia, all'improvviso decidesse che due laici spagnoli possono inventarsi tutte le varianti che vogliono, e chiamare "liturgia" la loro pagliacciata.

Concludo ricordandoti il principio del «lex orandi, lex credendi»: la "legge" della preghiera (il modo in cui si prega) corrisponde alla "legge" della fede (ciò in cui si crede).

In parole povere, chi professa eresie, comincia a celebrare strafalcioni liturgici; chi comincia a celebrare strafalcioni liturgici, sottintende che non crede più alle verità di fede della Chiesa ma a qualcos'altro (tant'è che avverte il bisogno di farne eco nella liturgia).

Ed infatti la liturgia inventata da Carmen e Kiko è tutto un guazzabuglio parolaio, una enorme pagliacciata condita da canti di Kiko, suppellettili sacre designed by Kiko, dal disprezzo dell'altare, del tabernacolo, del Sacrificio Eucaristico... Facci caso. E capirai perché la massima autorità della Chiesa l'ha condannata (anche se non era necessario ribadire in modo così pubblico tale condanna, espressa già dai libri liturgici), e lo Statuto del Cammino ha recepito pienamente tale condanna (art.13, comma 3, nota 49: lettera del 1° dicembre 2005 e discorso di Benedetto XVI del 12 gennaio 2006).

Anonimo ha detto...

Risposta a Tripudio 21 dicembre, 2013 12:37
Allora, è necessario procedere con ordine:
Che il Messale romano abbia carattere restrittivo è innegabile; come lo è il fatto che tutte (e intendo "tutte") le riforme ecclesiali sono partite, nella storia della Chiesa cattolica romana, PRIMA di una eventuale approvazione della sede apostolica. Gli ordini mendicanti, l'eremitismo, la vita cenobitica (nelle forme monastiche che noi conosciamo), hanno tutte passato un periodo, a volte lungo, di non-approvazione e di parziale errore rispetto delle forme canoniche in uso al tempo del loro avvento. In questo il Cnc non è affatto anomalo.
Va inoltre specificato che il tempo di due anni da lei citato riguardava la deroga dell'ad experimentum concessa da Benedetto XVI. Ora allo scadere dei tempi ad experimentum, nel caso in cui le richieste apostoliche non venissero soddisfatte (come di fatto nel Cnc è accaduto) che cosa succederebbe? Si dà, decisamente troppo spesso e con troppa facilità (e illegittimamente) per scontato che coloro i quali non soddisfacessero le richieste pontificie nei tempi ad experimentum scivolerebbero latae sententiae in ambito ereticale. Ciò è, oltre che grossolanamente semplicistico, fondamentalmente falso. L'eresia è un carattere "attribuito" dalla Chiesa cattolica romana attraverso il discernimento originato dalla grazia di stato di cui godono gli inviati dalla sede apostolica; essa NON sussiste fino ad espressa dichiarazione ex cathedra della Chiesa stessa. In quarant'anni di attività le gerarchie eccelsiastiche (nonostante alcuni commenti che non hanno carattere magisteriale) non hanno mai formulato accuse di eresia nel confronti del Cnc.
Ciò che può accadere in casi come quello del Cnc, ossia di mancato adempimento delle richieste motivanti l'esistenza di un tempo ad experimentum, è, mancando una UFFICIALE dichiarazione di eterodossia (che precederebbe o un radicale ridimensionamento del Cnc o la sua soppressione in ambiente cattolico), una liceità d'attesa, che rimane implicita fino a qualche dichiarazione\indicazione ex cathedra da parte delle gerarchie ecclesiastiche.
In sintesi dunque:
Al Cnc è stato chiesto di apportare diverse modifiche liturgiche, proponendo un tempo ad experimentum di 2 anni, entro il quale eseguire le indicazioni della sede apostolica.
Il Cnc non ha apportato le modifiche richieste (o lo ha fatto in modo parziale e tuttora incompleto).
Le gerarchie ecclesiastiche devono, a questo punto, decidere circa le misure da adottare, se cioè, concedere ancora tempo, oppure ridimensionare o sopprimere il Cnc come movimento cattolico.
Dunque, in questa situazione, attribuire carattere di eterodossia al Cnc, ai suoi membri e ai suoi iniziatori è nel migliore dei casi arrogarsi un ministero che CANONICAMENTE non compete a questo blog.
Con questo non si afferma:
- Né che il Cnc è certamente ortodosso ed è solo questione di tempo
- Né che ciò che viene affermato qui è certamente falso e va cancellato
-Né che coloro che, riportando delle loro esperienze negative circa la loro permanenza nel Cnc, sono dei bugiardi o persone da dimenticare, come se fossero stati incidenti di percorso
-Né che il Cnc apporterà certamente le modifiche liturgiche richieste
Marco

by Tripudio ha detto...

E qui casca l'asino.

Allora: tu dici che le riforme ecclesiali sono partite "prima" di una eventuale approvazione. Questo, in termini generali, è vero. Ma attenzione: riforme non significa illegalità, non significa «andare contro la legge della Chiesa e poi pretendere che la legge della Chiesa si adegui a questa cosa illegale».

Gli esempi che hai fatto tu riguardano infatti il proporre qualcosa di non proibito e di domandare alla Chiesa di vagliarlo. Cioè la Chiesa poteva benissimo rifiutare (e in moltissimi casi lo ha fatto), anche se il tentativo fosse stato perfettamente compatibile con le leggi della Chiesa (tante comunità -in due millenni ed ancor oggi- hanno dovuto chiudere i battenti perché in mancanza di esplicita approvazione non sono cresciute).

Per esempio: gli ordini mendicanti non facevano nulla di "proibito", e solo pochissimi tra loro furono approvati. La vita eremitica non era proibita da nessuna parte (se non da aspetti pratici), così come il monachesimo, eccetera: non infrangevano le leggi della Chiesa, non contaminavano la dottrina, non giocavano a reinventare e "riscoprire" quel che piaceva loro.

In tutto questo il CNC è assolutamente anomalo per almeno due categorie di motivi:

1) perché trasmette un corpus dottrinale zeppo di errori teologici. Padre Enrico Zoffoli è tra i vari autori quello che ha più sistematicamente analizzato il problema negli anni '80 e '90: incredibilmente, ancor oggi le sue dimostrazioni restano perfettamente valide perché Kiko e Carmen non hanno cambiato una virgola dei propri insegnamenti

2) perché porta avanti una pagliacciata liturgica che commette un tremendo numero di abusi e strafalcioni, in sprezzo del Messale Romano, dei documenti liturgici (come la Redemptionis Sacramentum), della esplicita (scritta e orale) condanna da parte del Papa e perfino dello Statuto che ha recepito tale condanna

3) per brevità, non consideriamo qui le conseguenze di tali errori (ossia i problemi della vita interna del Cammino, le ingiustizie perpetrate dai cosiddetti "catechisti", il discutibile rapporto coi soldi, eccetera).

Insomma, il CNC è come un ladro che colto sul fatto a rubare, grida: ma perché mi condannate? il furto è oramai depenalizzato!

Quanto all'eresia, ti ricordo che per essere eretici basta negare o distorcere una qualsiasi verità di fede. Tu invece stai affermando -erroneamente- che per essere eretici bisogna essere dichiarati tali dalla Chiesa, cioè stai riducendo la questione teologica ad un fatto giuridico, ossia stai imbrogliando le carte in tavola.

La Chiesa ha storicamente coltivato ogni speranza e tentato ogni più piccola possibilità per ricondurre gli eretici alla ragione, ed è così ancor oggi in quest'epoca in cui si pensa che la medicina della misericordia faccia rinsavire chi nella propria superbia professa con arroganza la propria eresia.

Il problema del Cammino, come evidenziato sopra, è duplice: da un lato è liturgico (ossia: osservabile, tutto sommato descrivibile, oggettivamente condannabile) e dall'altro è dottrinale - ossia: per riconoscerlo basta ascoltarlo, ma per mettere una condanna giuridica occorre dimostrare con mezzi giuridici che quelle convinzioni hanno documentatamente prodotto danni. Questo è più difficile perché il trucchetto principale adoperato dai neocatecumenali è quello del non pubblicare testi e di trasmettere tutto col passaparola, in modo da potersi difendere con: "voi avete capito male", oppure: "era solo uno che non si è espresso bene".

by Tripudio ha detto...

Perciò, per poter pubblicamente accusare di "eresia" il Cammino, è stato necessario venire materialmente in possesso dei "mamotreti" (già il termine spagnolo "mamotreto" significa "canovaccio", "straccio", "brutta copia": eppure i cosiddetti "catechisti" hanno dovuto imparare a memoria, fino a pochi anni fa esaminati direttamente da Kiko, le enormi panzane che dal 1968 al 1972 i due iniziatori spagnoli si sono inventati come "rivelazione". Dunque non erano "stracci", ma erano i veri e propri testi ufficiali... distribuiti "in segreto" e chiamati "mamotreti" per evitare che venissero riconosciuti come ufficiali).

Aggiungo en passant che se anche mettessimo da parte la questione dell'eresia, resta purtroppo la disubbidienza liturgica che perdura ancor oggi (stasera, che è sabato sera, si farà la "comunione seduti" oppure si seguirà il Messale Romano come richiesto dallo Statuto? la Comunione verrà consumata al momento e in piedi, oppure ci si siederà con la propria porzione di pagnotta in attesa che scatti il segnale convenuto per mangiare tutti insieme al sacerdote? si adopererà l'altare oppure si userà un tavolone imbandito con una hannukkià a nove fuochi?...)

Esempio: non appena la lettera del 1° dicembre 2005 trapelò sulla stampa (ad opera di Tornielli il 22 dicembre e Magister il 1° gennaio), l'ineffabile Gennarini prima la interpretò mentendo («è la prima volta che si accettano variazioni liturgiche»), poi affermò che aveva carattere «privato» in quanto destinata solo al Tripode neocat, e infine ne mise in dubbio addirittura l'esistenza. Kiko non ha mai smentito quelle pubbliche uscite di Gennarini. Ancor oggi sentiamo dei NC dire: «...sì, ma la lettera "accettava", sì, ma la lettera era "privata", sì, ma la lettera è "decaduta"...»: ben strano questo CNC che per difendere le proprie liturgie ha bisogno di adoperare menzogne e mistificazioni!

In sintesi dunque:

- il CNC professa ambiguità, errori, eresie, con le astuzie tipiche per non farle riconoscere giuridicamente

- tali astuzie vanno dalla "trasmissione esclusivamente verbale" alle «oliature», dall'accorto uso di ambiguità all'aggiungere a caso richiami al Catechismo, dalla segretezza del Direttorio agli incontri a porte chiuse, eccetera

- il CNC celebra pagliacciate liturgiche, con le astuzie tipiche per evitare di ubbidire al Papa, ai libri liturgici e allo Statuto

- tali astuzie vanno dalla mistificazione alla vera e propria menzogna, passando per la disubbidienza plateale al Papa e alle pressioni sugli ecclesiastici (se approvi, «oliatura»; se disapprovi, ti facciamo guerra)

- il CNC, in tutto questo, è facilitato dallo stato di crisi della Chiesa, in cui si è molto restii ad accusare di eresia, si è molto blandi nel condannare chi devasta la liturgia (di fatto la maggioranza dei parroci la alterano qua e là, ognuno a modo suo), si chiudono non uno ma due occhi nei confronti di realtà numericamente rilevanti (nella stupida convinzione che il Cammino possa essere utile a far risorgere le parrocchie, i grandi eventi ecclesiali e il clero)

A questo punto mi domando con onestà:

- che speranza c'è che il Cammino ripudi gli strafalcioni liturgici e prenda a celebrare la liturgia di tutta la Chiesa?

- che speranza c'è che il Cammino rinunci alle ambiguità e insegni esclusivamente il Catechismo di tutta la Chiesa?

- che speranza c'è che questi oltre 45 anni di "incidenti di percorso" possano essere consegnati al passato?

Gli ultimi Pontefici hanno sempre insistito a far leva sul buon cuore dei neocatecumenali dello strato più basso. Ma fino a quando si potrà blandire la pecorella smarrita in attesa che questa si lasci riportare nell'ovile?

Anonimo ha detto...

- il CNC, in tutto questo, è facilitato dallo stato di crisi della Chiesa, in cui si è molto restii ad accusare di eresia, si è molto blandi nel condannare chi devasta la liturgia (di fatto la maggioranza dei parroci la alterano qua e là, ognuno a modo suo), si chiudono non uno ma due occhi nei confronti di realtà numericamente rilevanti (nella stupida convinzione che il Cammino possa essere utile a far risorgere le parrocchie, i grandi eventi ecclesiali e il clero)

La crisi attuale della Chiesa non è affatto tra le peggiori della storia. Si pensi al Grande Scisma d'Occidente (furono condannati per eresia gli hussiti e i pasagiti), alla crisi del IV-V secolo per via della piaga ariana (Ario era stato dichiarato eretico e la Chiesa non alterò i dogmi in favore della proliferante eresia dell'arianesimo), alla crisi del XI secolo (le ecclesiae privatae), allo scisma protestante (TUTTI i luteranesimi furono dichiarati eretici e si difesero le Verità Rivelate con famoso Concilio di Trento). Se la Chiesa cattolica accettasse veramente il morbo dell'eresia in se stessa solo perché in crisi, allora sarebbe scomparsa da tempo. La Chiesa lotta contro le eresie. Lo fa da sempre e lo fa tuttora: il secolo XX è il più prolifico per eresie e condanne. L'unico dato rilevabile circa la deriva liturgica della Chiesa consiste nel fatto che c'è un vento di riforma, positiva o negativa che sia, ogni volta che le prassi (liturgiche e evangelizzatrici) si allontanano dai canoni; si tratta di "riforma". A volte le gerarchie la assecondano, altre volte la reprimono perché maligna per il corpus ecclesiae. Lo stabiliranno le auctoritates, nei modi e nei tempi più opportuni.

Marco