domenica 24 agosto 2008

Chiesa cattolica - protestantizzazione

Per proseguire nella nostra riflessione su questo tema, partiamo da un brano liberamente elaborato da un articolo di Antonio Socci

D’altra parte a condannare questa “protestantizzazione” della Chiesa, curiosamente, fu lo stesso Oscar Cullmann, uno dei più famosi teologi protestanti, spesso citato in ambito cattolico. Ecco le sue testuali parole: “Se mi è permesso, come protestante, di fare questa constatazione, direi che da allora (il Concilio Vaticano II) certi ambienti cattolici, ben lungi dal lasciarsi ispirare dalla necessità di osservare i limiti dell’adattamento che non vanno superati, non si accontentano di cambiare le forme esteriori, ma prendono le stesse norme del pensiero e dell’azione cristiana, non dal Vangelo, ma dal mondo moderno. Più o meno inconsciamente, seguono così i protestanti, non in ciò che hanno di migliore, la fede dei Riformatori, ma nel cattivo esempio che loro offre un certo protestantesimo, detto moderno. Il grande colpevole non è il mondo secolarizzato, ma il falso comportamento dei cristiani riguardo a questo mondo, l’eliminazione dello ‘scandalo’ della fede. Si ha ‘vergogna del Vangelo’ (Rom. 1,16)”. Il problema riguarda tutti gli uomini di Chiesa. Progressisti e non. I primi, non intervengono contro le vere e proprie eresie che vengono insegnate nei seminari o nelle facoltà teologiche, ma invece intervengono (e tanto) su tutti i problemi della vita pubblica. Tutti hanno i loro “valori non negoziabili” (di tipo sociale alcuni, di tipo morale altri), ma forse si dimentica che per la Chiesa – fin dalle origini apostoliche - l’unico “valore” assolutamente non negoziabile è Gesù Cristo e la vera fede cattolica. Che pochissimi oggi difendono.

Eppure per un cristiano solo quella vale, tutto il resto è “spazzatura”. San Paolo, proprio parlando della Legge (i “valori non negoziabili”), scriveva: “tutto ormai io reputo una perdita di fronte alla sublimità della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore, per il quale ho lasciato perdere tutte queste cose e le considero come spazzatura al fine di guadagnare Cristo” (Fil. 3,8). Forse è vero, il problema non è “il mondo secolarizzato”, ma un cristianesimo che annacqua o corrompe la vera fede. Perché così la vita quotidiana di tutti è disperata. E non si incontra nessuna speranza.

Che dire delle nuove istanze, molto presenti nella Chiesa oggi, di dare alla proclamazione della Parola la stessa dignità della Presenza Reale del Signore nella S. Eucaristia? Non è anche questa una forma di protestantizzazione? I neocatecumenali hanno addirittura introdotto – insieme a diversi altri arbitrii – quello di accompagnare il Vangelo col “velo omerale” usato per le Sacre Specie, ad esempio. E, quanto alla comunione, non se ne parla nemmeno di accogliere il "nuovo corso" - o meglio un felice ritorno - dell’inginocchiarsi, impresso dal Papa, segnale di grande rispetto e pedagogicamente re-introducente al mistero e alla grandezza della Presenza del Signore…

Chissà quali indicazioni emergeranno dall'imminente Sinodo sulla Parola?

Intanto il Papa tornerà professore dal 30 agosto al 1 settembre, quando incontrerà a Castel Gandolfo i suoi ex allievi riuniti nel “Ratzinger Schuelerkreis” per affrontare il tema del rapporto cattolici-protestanti.

73 commenti:

Caterina63 ha detto...

Il Popolo di Dio ha bisogno di vedere nei sacerdoti e nei diaconi un comportamento pieno di riverenza e di dignità, capace di aiutarlo a penetrare le cose invisibili, anche senza tante parole e spiegazioni. Nel Messale Romano, detto di San Pio V, come in diverse Liturgie orientali, vi sono bellissime preghiere con le quali il sacerdote esprime il più profondo senso di umiltà e di riverenza di fronte ai santi misteri: esse rivelano la sostanza stessa di qualsiasi Liturgia.

LETTERA DI S. S. GIOVANNI PAOLO II
ALLA CONGREGAZIONE PER IL CULTO DIVINO
E LA DISCIPLINA DEI SACRAMENTI 21.9.2001


va da se che chi usa il Papa esclusivamente per un proprio tornaconto(o riconoscimento) OMETTENDO però di citare ciò che il Papa dice quando CORREGGE, AMMONISCE ED INSEGNA....(come la Lettera qui citata), non è un buon cattolico ed agisce EGOISTICAMENTE idolatrando la figura del Pontefice per quando fa comodo, ma omettendone l'insegnamento....

;-)

Caterina63 ha detto...

Una interessante e drammatica al tempo stesso, ironica sottolineatura di cosa è accaduto e di cosa stiamo vivendo....dalla penna intelligente e verace del grande Rino Cammilleri....


Antidoti: «Preghiamo a comando, secondo l’elenco stabilito dai benemeriti anonimi che si incaricano di risparmiarci la fatica del cosa chiedere. Messa», Rino Cammilleri, 12.06.2005



Messa


Rino Cammilleri



E’ vero, la vecchia messa era proprio cupa e lugubre, con tutto quel sangue di Cristo sparso per voi e per tutti, l’ossessione dei peccati, quei fumi, quella penombra, quei ceri, quei silenzi angosciosi…

In questa fresca e luminosa domenica di giugno mi sono convertito ed ho finalmente apprezzato il musical che neanche Garinei & Giovannini, gioioso, ilare, spensierato. Infatti, non sono andato «a messa», bensì alla «celebrazione eucaristica», e anche il cambio di nome è tutto una trasfigurazione.

E, per la gioia anche degli occhi, nel banco davanti al mio c’era una variopinta fila di signorine compunte, sì, ma almeno vestite in modo finalmente moderno: vita bassa e magliette shorty, con natiche alla vista.

Preghiamo, mentre altrove i quorum aumentano. Ovviamente, preghiamo a comando, secondo l’elenco stabilito dai benemeriti anonimi che si incaricano di risparmiarci la fatica del cosa chiedere.

Mi raccomando, ascoltaci, Signore, perché siamo così contenti che le nostre chitarre non bastano più.




http://www.cammilleri.it/

Caterina63 ha detto...

San Tommaso d'Aquino: "La celebrazione della Messa ha lo stesso valore della morte di Gesù sulla croce".

San Francesco d'Assisi: "L'uomo dovrebbe tremare, la terra dovrebbe vibrare, il cielo intero dovrebbe commuoversi profondamente, quando il Figlio di Dio si rende presente sugli altari nelle mani del sacerdote".

San Giovanni Maria Vianney, il curato d'Ars: "Se conoscessimo il valore della Messa, moriremmo di gioia"

San Pio da Pietralcina: "Quando assisti alla Messa, rinnova la tua fede e medita circa la Vittima che si immola per te alla Giustizia Divina, per placarla e renderla propizia. Non te ne andare dall'altare senza versare lacrime di dolore e di amore per Gesù, crocifisso per la tua salvezza. La Vergine Addolorata ti accompagnerà e sarà la tua dolce ispirazione"

Santa Teresa di Gesù: "Senza la Messa, che sarebbe di noi? Tutti qui giù periremmo, perché solamente la Messa può trattenere il braccio di Dio. Senza di Essa, certamente la Chiesa non durerebbe e il mondo sarebbe perduto senza rimedio."

San Bernardo: "Si ha maggior merito assistendo ad una santa Messa con devozione, che distribuendo tutte le proprie sostanze ai poveri o viaggiando come pellegrini in tutto il mondo".


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Domandiamoci: come mai i Santi sono così insistenti sul valore della Santa Messa?
Siamo consapevoli che ogni attività, ogni opera sarebbe vana SENZA LA FEDE? Fede in che cosa?
Fede in una immagine di Cristo a nostro uso e consumo(=opere) o non piuttosto fede in ciò che c'è ma NON vediamo ma che costituisce l'essenza del nostro essere cattolici?

;-)
Buona Domenica a tutti

Francesco ha detto...

Dal Vangelo di oggi: "Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le porte degli inferi non prevarranno".

Animo,fratelli!

sofia ha detto...

e le porte degli inferi non prevarranno".

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Il Signore è fedele alle Sue promesse e questa ribadita sopra, scolpita nel nostro cuore da quando la pronunciò, ci darà serenità, forza e perseveranza nella Fede, in mezzo alle prove più tempestose, fino alla fine della storia, quando Egli avrà messo tutti i nemici sotto i suoi piedi, vincendo fino in fondo il peccato ed annientando, come ultimo nemico, la morte!
*****

In questa certezza ci può anche risollevare l'umore la battuta dolceamara attribuita a papa Pio XII, il quale disse che la prova che la Santa Chiesa è divina sta nel fatto che i preti non sono ancora riusciti a distruggerla...

Emma ha detto...

Padre Pio ha detto:

"Non te ne andare dall'altare senza versare lacrime di dolore e di amore per Gesù, crocifisso per la tua salvezza."

Mi domando che cosa direbbe Padre Pio se vedesse le danze ebree dei neocatecumenali attorno alla tavola alla fine della "cena eucaristica", del banchetto...

Non so se su questo blog o altrove mi ricordo di un neocatecunemale che scherniva le faccie tristi e da funerale dei cattolici che ritornavano al loro posto dopo la Comunione.
Non gli passa nemmeno per l`anticamera del cervello che potrebbe essere semplicemente il volto di chi è cosciente di ciò che sta vivendo !

Un `espressione raccolta, lo sguardo girato verso l`interiorità, nell`intimità dell`incontro con il Signore, il devoto silenzio, sono totalmente incomprensibili a chi è abituato al chiasso delle chitarre, allora si critica , è più facile .

Emma ha detto...

Ho riletto ieri le profezie della Beata Caterina Emmerich, ne sono uscita impressionata, molte delle sue visioni potrebbero applicarsi alla situazione attuale della nostra Chiesa.

http://profezie3m.altervista.org/ptm_profx_emmerich.htm

Emma ha detto...

Il link sembra non funzionare, sono leggibili anche qui:


http://www.entraevedi.org/Le%20Profezie%20di%20Anna%20Caterina%20Emmerich.htm

mic ha detto...

A proposito della tendenza, che si va sempre più affermando, di vedere la presenza del Signore nella Scrittura ALLO STESSO MODO che nell'Eucaristia, due osservazioni:

1. è vera l'affermazione, sulla quale tuttavia mi sembra si metta troppa enfasi, che il Signore è resente anche nella Parola e, nutrendoci di essa, ci cibiamo del Suo Corpo e del Suo Sangue

riproduco dall'Instrumentum
laboris per il Sinodo dei Vescovi
.....
Parola di Dio ed Eucaristia
35. Mentre nella prassi la liturgia della Parola appare non di rado improvvisata e talvolta non sufficientemente connessa con la Liturgia Eucaristica, l'intima unità fra Parola ed Eucaristia è radicata nella testimonianza scritturistica (cf. Gv 6), attestata dai Padri della Chiesa e riaffermata dal Concilio Vaticano II (cf. SC 48.51.56; DV 21.26; AG 6.15; PO 18; PC 6). Nella grande Tradizione della Chiesa troviamo espressioni significative come: «Corpus Christi intelligitur etiam. [...] Scriptura Dei» (anche la Scrittura di Dio si considera Corpo di Cristo)(46), «ego Corpus Iesu Evangelium puto» (considero il Vangelo Corpo di Gesù)(47).
L'accresciuta consapevolezza della presenza di Cristo nella Parola favorisce sia la preparazione immediata alla celebrazione eucaristica sia l'unione con il Signore nelle celebrazioni della Parola. Perciò questo Sinodo si mette in continuità col precedente sull'Eucaristia e richiede una riflessione specifica sul rapporto tra Parola di Dio ed Eucaristia(48). Afferma San Girolamo: «la carne del Signore, vero cibo, e il suo sangue, vera bevanda, è quello il vero bene che ci è riservato nella vita presente, nutrirsi della sua carne e bere il suo sangue, non solo nell'Eucaristia, ma anche nella lettura della Sacra Scrittura. È infatti vero cibo e vera bevanda la parola di Dio che si attinge dalla conoscenza delle Scritture»(49)."....


tutto molto bello e tutto molto vero, ma anche tutti i documenti del concilio sono molto belli e molto veri e poi, se spulci un po', trovi l'inghippo... e ne abbiamo visti e stiamo ancora subendo gli effetti

Non vorrei essere diventato troppo diffidente... Ma perché tutto questo bisogno di enfatizzare l'equivalenza della Presenza del Signore tanto nella Parola quanto nell'Eucaristia? Non c'è il rischio che continui il processo di 'diminutio' della Presenza Reale del Signore? Oltretutto non c'è alcun accenno se non di sfuggita al fatto che nell'Eucaristia si ri-presenta il Sacrificio del Signore... è anche questo il discrimine

Per non parlare da me stesso, prendo una citazione da una bellissima meditazione di Don Divo Barsotti:

"Che differenza vi è fra la presenza del Cristo nella Chiesa, nei fratelli, negli avvenimenti, nelle aspirazioni interiori e la presenza di Cristo nel Vangelo? Che differenza vi è fra la presenza di Cristo nell’Evangelo e la presenza del Cristo nei Sacramenti? Che differenza vi è fra questa presenza e la Presenza reale del Cristo nella Eucaristia? La più grande, ma non certo la sola, è che nel Mistero Eucaristico la presenza del Cristo, pur non eliminando le specie del pane e del vino, toglie alla specie ogni altra significazione che quella di garantire la stessa presenza. In questo mistero Cristo, poi, non è soltanto presente nell’atto in cui si comunica, ma la sua presenza rimane."

Io deduco che, mentre nella Parola abbiamo il 'filtro' del 'mezzo' al quale a volte possiamo correre il rischio di fermarci, nell'Eucaristia, abbiamo il Signore VIVO E VERO, dal momento che il Pane e il Vino non sono più 'mezzi', ma vengono realmente "trasformati", se crediamo nella "transustanziazione"!

2. E, quindi, al di là del mistero grande che rappresenta, nell’Eucaristia la realtà della Presenza è tale da essere il fondamento e l’inizio della « nuova creazione » (Ap 21, 5). Dio si fa realmente presente per l’uomo nel Cristo risorto, sotto il segno delle 'Specie' e senza l'intermediazione di un testo per quanto Sacro...

in realtà l'Instrumentum Laboris vi accenna nelle Incidenze pastorali:...37. Il primo posto nell’attenzione pastorale spetta all’Eucaristia, in quanto «mensa sia della parola di Dio che del Corpo di Cristo» intimamente uniti (DV 21) ...L’Eucaristia celebrata secondo questa intima fusione di Parola, sacrificio e comunione costituisce un obiettivo primario dell’annuncio e della vita cristiana. ... Si metterà cura ad uno svolgimento armonico delle diverse parti della liturgia della Parola: annuncio delle letture, omelia, professione di fede, preghiera dei fedeli, richiamando la connessione intima con la liturgia eucaristica(51). Colui di cui i testi parlano si rende presente nel sacrificio totale di sé al Padre. !

Credo che sia una sottolineatura che va fatta con maggiore chiarezza e particolare evidenza e non semplicemente 'sfiorata' da chi si dice cattolico... e non per un giuridico senso di appartenenza, ma per quello che significa realmente per la nostra Fede e per il nostro vissuto!

Caterina63 ha detto...

Quanto postato da mic che troverete qui:
http://www.vatican.va/roman_curia/synod/documents/rc_synod_doc_20080511_instrlabor-xii-assembly_it.html

occorre distinguere bene quanto segue....

Il Protestantesimo nasce facendo della Scrittura una sorta di scudo, di GIUSTIFICAZIONE per eliminare la Messa. il Sacerdozio, l'Eucarestia, IL PAPA....;-)
inventa il "Sola Scriptura" accusando poi la Chiesa Cattolica di aver vietato nel tempo la libera lettura delle Scritture....

Chiariamo questo aspetto perchè da qui scaturisce quella irrefrenabile sensazione di SENSO DI COLPA attraverso il quale molti cattolici oggi credono di dover in qualche modo SPURGARE la Chjiesa da questi divieti del passato....

Intanto chiariamo subito che nulla di questo è vero, cioè, la Chiesa NON è vero che proibì la Scrittura vietò semmai la LIBERA INTERPRETAZIONE come è vietata anche oggi....anche se molti se ne fregano...
Il famoso "divieto" nasce in pieno Medioevo quando a causa della nascita di molti gruppi che della Scrittura ne strumentalizzavano l'Apocalisse e l'A.T. ne vietò non la lettura in sè ma la divulgazione interpretativa e dunque una certa predicazione senza l'autorizzazione del Papa e del Vescovo....ogni predicatore infatti doveva ricevere un mandato specifico e solo al vescovo spettava la predica legata all'interpretazione delle Scritture...

Da qui nasce la leggenda protestante INFAMANTE ACCUSA contro la Chiesa di aver vietato ai fedeli di leggere la Bibbia...
E non sono pochi i cattolici oggi che ancora credono a quanto accusato dai protestanti....e di conseguenza si sentono IN DOVERE DI CORREGGERE IL PAPA del passato, si sentono IN COLPA... e così passano da un eccesso all'altro: da che non leggevano la Bibbia, ne sono diventati INTERPRETI E TEOLOGI-ESEGETI....senza alcun mandato....

Quanti cattolici saprebbero spiegare questa frase?
Il problema ermeneutico in prospettiva pastorale ....
;-)

Il Sinodo dei Vescovi sottolinea come la Scrittura non solo abbia sostenuto e sostenga sempre la Chiesa, ma di come le due cose: Chiesa e Scrittura siano inseparabili... non dimentichiamo che NON è la Scrittura ad aver inventato la Chiesa, al contrario è la Chiesa che ha definito il Canone...^___^

Dice a ragione la Prefazione del Testo:

Il testo dell’Instrumentum laboris contiene un mosaico in cui prevalgono aspetti positivi per quanto riguarda la coscienza diffusa dell’importanza della Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa. Vi sono segnalati anche aspetti che dovrebbero essere migliorati e integrati, soprattutto per quanto riguarda un maggiore accesso alla Scrittura e una sua migliore intelligenza ecclesiale, che non potranno non sbocciare in un rinnovato zelo apostolico e pastorale, nell’annunzio della Buona Notizia ai vicini e ai lontani e nell’animazione delle realtà terrene, contribuendo alla costruzione di un mondo più giusto e pacifico.


Il Testo offre anche i Lineamenta che vi invito a leggere:

http://www.vatican.va/roman_curia/synod/documents/rc_synod_doc_20070427_lineamenta-xii-assembly_it.html

dove leggiamo:
La Parola di Dio è anche tagliente. Essa illumina la vita dell’uomo, indicandogli il cammino da seguire in particolare per mezzo del Decalogo (cf. Es 20, 1-21)....

Nessuna OPPOSIZIONE dunque o sovraposizione fra la Scrittura, la Parola e l'Eucarestia, al contrario FUSIONE E COMPLEMENTARIETA', due aspetti indivisibili delle armi del Cattolico...dice infatti il Lineamenta:

Dall’inizio la Chiesa vive della Parola di Dio. In Cristo, Verbo incarnato sotto l’azione dello Spirito Santo, la Chiesa è “come sacramento, cioè segno e strumento dell’intima unione con Dio e dell’unità di tutto il genere umano” (LG 1). La Parola di Dio è anche il movente inesauribile della missione ecclesiale sia ai vicini sia ai lontani. Obbedendo al mandato del Signore Gesù ed affidandosi alla forza dello Spirito Santo la Chiesa è pertanto in permanente stato di missione (cf. Mt 28, 19).

Seguendo l’esempio della Beata Vergine Maria, umile Serva del Signore, il Sinodo vorrebbe favorire la riscoperta piena di stupore della Parola di Dio che è viva, tagliente ed efficace, nel cuore stesso della Chiesa, nella sua liturgia e nella preghiera, nell’evangelizzazione e nella catechesi, nell’esegesi e nella teologia, nella vita personale e comunitaria, come pure nelle culture degli uomini, purificate ed arricchite dal Vangelo. Lasciandosi risvegliare dalla Parola di Dio, i cristiani saranno in grado di rispondere a chiunque domandi ragione della loro speranza (cf. 1 Pt 3, 15), amando il prossimo non “a parole né con la lingua, ma coi fatti e nella verità” (1 Gv 3, 18). Compiendo le buone opere, risplenderà davanti agli uomini la loro luce, riflesso della gloria di Dio, e tutti loderanno il Padre nostro che è nei cieli (cf. Mt 5, 16). La Parola di Dio, pertanto, si irradia su tutta la vita della Chiesa, qualificando anche la sua presenza nella società come lievito di un mondo più giusto e pacifico, privo di ogni tipo di violenza ed aperto alla costruzione di una civiltà dell’amore.

“La parola del Signore rimane in eterno. E questa è la parola del vangelo che vi è stato annunziato” (1 Pt 1, 25). La riflessione sul tema sinodale diventa umile preghiera affinché la riscoperta della Parola di Dio illumini sempre meglio il cammino dell’uomo nella Chiesa e nella società durante il percorso non poche volte tortuoso della storia, mentre fiduciosamente attende “nuovi cieli e una terra nuova, nei quali avrà stabile dimora la giustizia” (2 Pt 3, 13).


****

Fraternamente CaterinaLD

mic ha detto...

L'ultima parte del tuo messaggio è un'apoteosi bellissima della Parola, Cate...

sempre valide le ragioni della necessità di riscoprire, tra i cattolici, una maggiore consapevolezza delle ricchezze della Parola e la necessità di una maggiore confidenza e frequentazione... guidata, possibilmente, o almeno dando le opportunità di acquisire gli strumenti per una valida esegesi, anche se alla fine è sempre lo Spirito che soccorre

Il filo conduttore dell'Instrumentum Laboris è l'armonizzazione, mi sembra, ed è cosa buona e giusta... sarà interessante e nutriente approfondire

Caterina63 ha detto...

...esatto mic....ARMONIZZAZIONE ed è questa effettivamente (se ci pensiamo seriamente) l'unica strada da usare con la Scrittura per la vera unità e con le sueguenti motivazioni:

1) la Scrittura non è un idolo, non è Dio non è Sacramento ma STRUMENTO....la Parola è di Dio ;-)

2) il cattolicesimo a differenza del cristianesimo protestante NON è mai stata la religione del Libro...la Parola che diciamo essersi INCARNATA NON E' LA SCRITTURA in quanto tale, MA IL VERBO CHE ERA PRESSO DIO E CHE HA PARLATO(=Antico Testamento) IN UNITA' CON IL PADRE E LO SPIRITO SANTO; nessuna delle Tre Persone infatti contraddice l'altro nè agisce indipendentemente dall'altro;

3) a differenza delle altre Religioni il Cristianesimo=Cattolico USA LA SCRITTURA da Essa ci lasciamo plasmare, Essa CRESCE CON IL CREDENTE si sviluppa, e a differenza delle altre fedi i cui fedeli fanno adeguare i propri scritti ai tempi che cambiano, per noi è il credente che deve adeguarsi alla Parola di Dio CERCANDO DI COMPRENDERLA con l'aiuto però dello Spirito Santo(=Chiesa Mater et Magistra) là dove il fedele, il credente ha operato di propria iniziativa ha dato origine ad uno scisma, ad una eresia, a false interpretazioni...

4) Ciò che fa scaturire l'interpretazione delle Scritture confluisce in ciò che chiamiamo TRADIZIONE...ne parla san Paolo sia di insegnamenti orali quanto di quelli scritti, di attenersi a questi insegnamenti ORALI....essi non provengono dal nulla nè al di fuori della Scrittura ergo una Chiesa, una comunità Cristiana che sconfessasse la TRADIZIONE, o la mettesse da parte, automaticamente dividerebbe (come purtroppo avviene) la Scrittura dall'attività della Chiesa INVENTANDO UNA NUOVA FORMA DI CHIESA;-)

5) accanto a questa TRADIZIONE, dentro di Essa troviamo tutto ciò che riguarda i SACRAMENTI E LA LITURGIA, LE FORME DI PREGHIERA DELLA CHIESA, I RITI E I SEGNI, IL VESTIARIO SACERDOTALE L'ALLESTIMENTO DI UNA FUNZIONE LITURGICA...
La Scrittura SOSTIENE I SACRAMENTI E LA LITRUGIA DELLA CHIESA, in un certo senso è la parte TEORICA della Pratica che è appunto la Messa e in Essa sfocia....SI COMPLETA E SI CONCRETIZZA LA PAROLA DI DIO....

Vale si la pena di approfondire....;-)

Caterina63 ha detto...

dal post: Chiesa rinnovata o RI-fondata?
riporto:

mic ha detto...
Per una lettura più agevole, grazie ad una opportuna formattazione, del documento sulla 'protestantizzazione' pubblicato da Petrus, leggere o scaricare da qui
http://www.internetica.it/neocatecumenali/protestantizzazione.htm

****************

Grazie Mic......lo crivo qui perchè ritengo corretto far presente che ne ho presa visione.....e muchas gracias a Pedro....
^___^

Caterina63 ha detto...

rimetto il link....ma non so come si fa.... ci riprovo

http://www.internetica.it/neocatecumenali/protestantizzazione.htm

Caterina63 ha detto...

....non so mettere il link, chiedo dunque a Mic di ripristinare anche da qui l'articolo segnalato da Petrus del quale riporto l'ultima parte a mio parere molto significativa....


I lettori che volessero saperne di più su tutti gli argomenti affrontati in questo articolo confrontino il mensile cattolico ‘La Via’, diretto dal reverendo don Gerlando Lentini, mesi di dicembre 2004, febbraio 2005, marzo 2005, luglio 2006, gennaio 2008, febbraio 2008. Ai nostri Vescovi, alla Conferenza Episcopale Italiana, ai Superiori delle Congregazioni religiose, a tutti i responsabili della vita spirituale del nostro popolo, chiediamo di vigilare, di intervenire con energia, senza guardare nessuno in faccia, per eliminare i pericoli di una protestantizzazione di questa nostra Italia. Si ha l’impressione, purtroppo, che i Vescovi, che pur veneriamo come maestri nella fede e che hanno il dovere di “gridare la verità sui tetti”, non la dicono neppure nei sottoscala. Sono pochi, troppo pochi, quelli che gridano. Perché? Per indifferenza, per incuria, o impotenza di fronte all’opinione pubblica?

Trascrivo quanto afferma il teologo Giovanni Cavalcoli, OP: “Il ritorno oggi di quelle eresie (cristologiche, condannate dai Concili di Nicea, Efeso, Calcedonia, Costantinopoli), magari espresse con parole diverse, non è assolutamente segno di un valido pluralismo, ma indica una tremenda confusione che testimonia soltanto il diffondersi di quei “falsi cristi” contro i quali ci mette in guardia lo stesso Gesù. Su questo punto la Gerarchia ecclesiale ha oggi una responsabilità gravissima. Anziché tacere e lasciare fare, come se le cose potessero mettersi a posto da sole, essa deve “gridare la verità sopra i tetti”, confutando, con sapienza e persuasività, gli errori; e per tale compito dispone, da parte dello Spirito Santo, un apposito carisma di discernimento e insegnamento” (cfr. Il mistero della Redenzione, Sacra Dottrina, 3-4, Maggio-Agosto 2004, p. 274).

I laici cattolici sono assediati da frotte di falsi profeti che vogliono strapparci la fede cattolica, l’unica vera: non è missione dei religiosi di difenderci istruendoci con la parola e i mass-media? San Francesco d’Assisi, nel capitolo XIX della Regola non bollata, scriveva: «Tutti i frati siano cattolici, vivano e parlino cattolicamente». Il vero ecumenismo è quello di giganti del cristianesimo come San Francesco, San Domenico, Sant’Ignazio di Loyola, San Josè Maria Escrivà de Balaguer, Madre Teresa di Calcutta, Padre Pio. Si tratta di Santi che, vivendo e parlando cattolicamente, hanno dialogato con tutti, si sono resi fratelli di tutti, e affratellano ancora oggi tutti, nella chiarezza della loro professione di fede.

Francesco ha detto...

Come fanno a gridare la Verità dai tetti i nostri vescovi, cara Caterina, se il loro portavoce e rappresentante, cav. Bagnasco, si è dato ormai alla politica,incitandoli a tutto meno che alla pastoralità?

Francesco ha detto...

Mi sembra alquanto significativa kla corrispondenza di stamane di PIPITA DEL MONTE, che rinvengo sul web e che vi incollo.

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"Nobilissimi amici, buongiorno.

Ho ricevuto testè da Rimini un puntualissimo resoconto telefonico dal mio canutissimo amico giornalista Abelardo Della Piuma circa l’andamento dei lavori di ieri al Meeting.

Mi confida Abelardo che, dissimulati nell’ eidofor che sovrastava il palchetto da cui parlavano gli oratori, i fantasmi di Don Sturzo e di Don Giussani, mentre si esibiva Sua eccellenza Bagnasco, nell’ordine:

- hanno cambiato colore dieci volte, nelle varie tonalità dal bianco, al verde cupo al nero;

-hanno fatto si che il di lui zucchetto rosso gli ballasse sul cranio e cadesse più volte;

-hanno tentato di infilargli un tappo nella bocca e di tenercelo fermo, ma lui è riuscito ugualmente a continuare a parlare;

- gli sono andati entrambi in sogno durante la notte appena trascorsa, facendogli capire che si adopereranno a tempo opportuno per la sua elevazione agli onori degli altari a condizione che da oggi in poi egli faccia voto di silenzio perpetuo e lo mantenga scrupolosamernte. "

Francesco ha detto...

Prego i fantasmi di Don Stuyrzo e di Don Giussani, se ci leggono, di invitare il beatificando oltre che al silenzio perpetuo anche a un efficace corso di recupero accelerato sulla celebrazione della Santa Messa.

Caterina63 ha detto...

Francesco ha detto...
Come fanno a gridare la Verità dai tetti i nostri vescovi, cara Caterina, se il loro portavoce e rappresentante, cav. Bagnasco, si è dato ormai alla politica,incitandoli a tutto meno che alla pastoralità?

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Solitamente per domande così difficili mi appello a ciò che avrebbero risposto i Santi ^___^
la tua domanda parte in modo sbagliato, direbbero i Santi, poichè accanto alla domanda hai già fatto un giudizio sulla persona....^___^
non a caso ho postato le parole di padre Calvalcoli, domenicano, che di fatto rispondono alla tua domanda....egli dice:

Giovanni Cavalcoli, OP: “Il ritorno oggi di quelle eresie (cristologiche, condannate dai Concili di Nicea, Efeso, Calcedonia, Costantinopoli), magari espresse con parole diverse, non è assolutamente segno di un valido pluralismo, ma indica una tremenda confusione che testimonia soltanto il diffondersi di quei “falsi cristi” contro i quali ci mette in guardia lo stesso Gesù. Su questo punto la Gerarchia ecclesiale ha oggi una responsabilità gravissima. Anziché tacere e lasciare fare, come se le cose potessero mettersi a posto da sole, essa deve “gridare la verità sopra i tetti”, confutando, con sapienza e persuasività, gli errori; e per tale compito dispone, da parte dello Spirito Santo, un apposito carisma di discernimento e insegnamento” (cfr. Il mistero della Redenzione, Sacra Dottrina, 3-4, Maggio-Agosto 2004, p. 274).

*************

come vedi il sistema è diverso egli non giudica ma CRITICA ed espone un grave problema in atto nella Chiesa: NON si grida la Verità dai tetti....ma la strada è solo questa è questa e quella di patire e soffrire affinchè ciò avvenga....^__^ il come e il quando fa parte della BUONA BATTAGLIA E DELLA NOSTRA QUOTIDIANITA'......

Il card. Bagnasco ha un ruolo specifico che purtroppo è difficile perchè collegato alla politica, questo è il suo ruolo ed è legato alla Dottrina Sociale della Chiesa mente il card. Arinze per esempio ha un altro ruolo legato al Culto Divino....
Il problema non è solamente legato alle singole persone MA AI METODI ED ALLA DISOBBEDIENZA AL MAGISTERO in generale....
Se fosse legato alle singole persone tutto si risolverebbe nel NON ascoltare i cattivi maestri...^___^
anche se questa indicazione del vangelo resta valida va da se che essendo la Chiesa UNA COMUNITA', spetta alle COMUNITA' gridare INSIEME dai tetti la verità....
Infatti il concetto di infallibilità non è legato solo al Papa ma anche ai Laici e ai vescovi quando agiscono IN COMUNIONE CON IL PAPA.....

All'epoca del dopo concilio di Efeso rimasero fedeli alla sana Dottrina sulla Trinità soltanto un gruppetto di vescovi riuniti a Rimini in un sinodo speciale.....tutti i vescovi della Chiesa avevano aderito all'eresia ariana LA FORZA DELL'INFALLIBILITà RESTO' ANCORATA A QUESTO GRUPPO DI VESCOVI E AI LAICI....fu la resistenza dei LAICI e di questi pochi vescovi a ripristinare la verità sulla dottrina trinitaria....^__^
comprendi?

I Santi, come accennavo sopra, non hanno mai sprecato il loro tempo lasciandosi coinvolgere nelle provocazioni bensì pur continuando a denunciare le eresie e le deformità di chi stravolgeva la sana dottrina, non persero mai la speranza che la Chiesa avrebbe vinto anche quella battaglia che in Essa combattevano.....
;-)

Quando Gesù disse: SURSUM CORDA lo disse proprio in visione delle divisioni che di li a poco sarebbero nate...
Le divisioni nella Chiesa e all'interno di essa nascono già al tempo di san Paolo...nulla di nuovo dunque...siamo chiamati per combattere la Buona Battaglia il problema sta nei METODI....^__^

Ma comunque andrà la battaglia noi una cosa la sappiamo: ABBIAMO GIA' VINTO....ce lo dice il Cristo.....
;-)

Fraternamente CaterinaLD

Caterina63 ha detto...

Per esempio.......


Argentina: Vaticano sanziona parroco, non crede Adamo ed Eva

21 agosto 2008

Un parroco argentino è stato stato sanzionato dal Vaticano per aver pubblicamente messo in dubbio alcuni elementi fondamentali della fede cattolica, fra cui l'esistenza di Adamo ed Eva. Lo scrive oggi l'agenzia di stampa statale Telam.

Fra le altre cose padre Ariel Alvarez Valdes, che è anche membro dell'Associazione biblica italiana, non potrà più svolgere la sua normale attività accademica nell'Università cattolica di Santiago del Estero, dove insegna Teologia.

Secondo la disposizione firmata dal cardinale Segretario di Stato vaticano, Tarcisio Bertone, il religioso non potrà neppure scrivere articoli o partecipare a trasmissioni radio e televisive.

Tra le motivazioni della sospensione figurano, oltre alla negazione di Adamo ed Eva, anche la negazione della storicità del dialogo tra l'arcangelo Gabriele e la Madonna e delle apparizioni fisiche della Vergine, tesi che, secondo il Vaticano, sono contrarie alla dottrina della chiesa cattolica.

FONTE
http://www.ticinonews.ch/articolo.aspx?id=89368&rubrica=15

^___^
non rido certo per la notizia.... ma ciò dimostra la gravità della situazione in cui stiamo vivendo e che la Gerarchia opera anche se spesse volte non risponde a tutti i nostri DESIDERI....;-)

"sia fatta la TUA volontà come in cielo, così in terra...."

Caterina63 ha detto...

....e ancora.....dal libro del cardinal Biffi



"Bisogna guardare più a ciò che ci unisce che non a ciò che ci divide". Anche questa sentenza – oggi molto ripetuta e apprezzata, quasi come la regola aurea del “dialogo” – ci viene dall’epoca giovannea e ce ne trasmette l’atmosfera.

È un principio comportamentale di evidente assennatezza, che va tenuto presente quando si tratta di semplice convivenza e di decisioni da prendere nella spicciola quotidianità.

Ma diventa assurdo e disastroso nelle sue conseguenze, se lo si applica nei grandi temi dell’esistenza e particolarmente nella problematica religiosa.

È opportuno, per esempio, che si usi di questo aforisma per salvaguardare i rapporti di buon vicinato in un condominio o la rapida efficienza di un consiglio comunale.

Ma guai se ce ne lasciamo ispirare nella testimonianza evangelica di fronte al mondo, nel nostro impegno ecumenico, nelle discussioni coi non credenti. In virtù di questo principio, Cristo potrebbe diventare la prima e più illustre vittima del dialogo con le religioni non cristiane. Il Signore Gesù ha detto di sé, ma è una delle sue parole che siamo inclini a censurare: "Io sono venuto a portare la divisione" (Luca 12,51).

Nelle questioni che contano la regola non può essere che questa: noi dobbiamo guardare soprattutto a ciò che è decisivo, sostanziale, vero, ci divida o non ci divida.

__________




Giacomo Biffi, "Memorie e digressioni di un italiano cardinale", Cantagalli, Siena, 2007, pp. 640, euro 23,90.

^__^

Caterina63 ha detto...

....e ancora.......


Paolo VI, nel settembre del 1977, mostrava di essersi accorto della deriva della stagione conciliare, ma era troppo tardi.
Diceva a Jean Guitton:
«C'è un grande turbamento in questo momento nel mondo della Chiesa, e ciò che è in questione è la fede. Capita ora che mi ripeta la frase oscura di Gesù nel Vangelo di San Luca: "Quando il Figlio dell'Uomo ritornerà, troverà ancora la fede sulla Terra?".

Capita che escano dei libri in cui la fede è in ritirata su punti importanti, che gli episcopati tacciano, che non si trovino strani questi libri. Questo, secondo me, è strano.

Rileggo talvolta il Vangelo della fine dei tempi e constato che in questo momento emergono alcuni segni di questa fine. Siamo prossimi alla fine? Questo non lo sapremo mai. Occorre tenersi sempre pronti, ma tutto può durare ancora molto a lungo.

Ciò che mi colpisce, quando considero il mondo cattolico, è che all'interno del cattolicesimo sembra talvolta predominare un pensiero di tipo non-cattolico, e può avvenire che questo pensiero non-cattolico all'interno del cattolicesimo diventi domani il più forte. Ma esso non rappresenterà mai il pensiero della Chiesa. Bisogna che sussista un piccolo gregge, per quanto piccolo esso sia»
(Jean Guitton, Paolo VI segreto, ed. San Paolo, 1985, pp.152-153).


;-)

Francesco ha detto...

Caterina Carissima, sai che condivido sempre pienamente ciò che tu scrivi.
Anche quando si tratta (un po' faticosamente) di capire come sia possibile criticare senza aver preventivamente giudicato(nel senso di valutato).

Caterina63 ha detto...

Caro Francesco....non hai idea di quanti anni mi ci sono voluti per capire la differenza fra il giudicare la persona e il criticarne, condannarne le azioni.....^___^ e tutto a mie spese eh!
La scuola dei SANTI, caro Francesco..la scuola di Maria nel mentre subisce l'infamia del falso processo al Figlio....la scuola di san Padre Pio....la scuola di san Pio V di san Pio X....di santa Teresina per esempio ho appreso quell'incomprensibile essere MISSIONARIA senza muoversi dal Convento^___^

Ci sono stati anni in cui smisi di leggere tutto per dedicarmi esclusivamente alle vite dei Santi...ai loro testi mistici, alla SCUOLA DEL ROSARIO...poi ripresi affiancando ad essi il Magistero e cominciai a leggerlo sotto la LORO INTERPRETAZIONE....e cominciai a capire molte cose che mi permisero non certo di risolvere i problemi, ma il come affrontarli, come criticare traendo dalle critiche del buono per me stessa e la testimonianza che in primis sono chiamata a dare e poi per valutare quanto accade nella mia Chiesa....

E' aumentata la SOFFERENZA^___^ oserei dire che potrei essere definita masochista da chi....non comprende la Croce....^__^ si soffre per la Chiesa non la si difende... siamo chiamati per questo e da qui si comprende il valore di quella frase del Cristo: non giudicate se non volete essere giudicati.....eppure tutti saremo giudicati ma da Dio, l'unico vero e giusto Giudice....il compito nostro è di SEGNALARE, CRITICARE COSTRUTTIVAMENTE, ANALIZZARE aiutare la Chiesa....se siamo qui a parlare così oggi è perchè prima di noi altri veri Cattolici hanno sofferto e patito come noi e magari non hanno visto i risultati che desideravano vedere ma li vedono oggi dal Cielo accanto ai Giusti....;-)

Credo nella COMUNIONE DEI SANTI non semplicemente come atto di fede ma bensì come disciplina di vita...come coinvolgimento del mio sapere e senza il quale supporto nulla potrei fare ed ogni fatica sarebbe vana...
Ciò che dobbiamo fare attenzione caro Francesco è il non rendere vane le fatiche e la sofferenza....

Sempre a disposizione con fraternità CaterinaLD
;-)

Aldo ha detto...

Bentornata Caterina, Ti trovo più combattiva che mai..(si vede che non sei del cn, l'estate per il cn è una specie di demone da esorcizzare, andando a cercarsi la comunità più vicina per celebrare la parola)
vi posto un articolo di Daniele Arai, molto forte, ma quanto mai attuale...


La Santa Messa ridotta a vettore della pedagogia pancristiana

Quanto detto dalla «Mortalium animos» è stato invertito con l’avvento del Vaticano II.
Vediamo ora i termini di quest’operazione, mirante a mutare la Chiesa.
La subdola diffusione della pedagogia ecumenista era l’obiettivo a cui sarebbe stata asservita la Santa Messa cattolica.
Gesù Cristo ha dato alla Chiesa la partecipazione al Suo Sacerdozio.
Il potere sacerdotale non è trasmesso per generazione umana o per volontà popolare, ma è riservato a uomini chiamati dalla vocazione e scelti per ricevere il sacramento dell’Ordine.
Esso è indelebile e la sua efficacia è indipendente dal valore umano del suo detentore.
Il Sacerdozio è ordinato al culto di Dio, in speciale al Sacrificio eucaristico nel quale il Corpo mistico si offre a Dio.
«La Chiesa postconciliare ha offuscato la necessità e efficacia della Passione di Cristo per la Salvezza creando il nuovo rito in cui la Sua Passione incruenta è offuscata. Infatti, subito dopo la sua consacrazione i fedeli proclamano, non che Cristo è sull’altare (ora tavolo), ma che è morto, risuscitato e tornerà. E’ il mistero della fede conciliare. Nota il cardinale Ottaviani che la Presenza Reale di Cristo non è menzionata e perciò la fede in essa implicitamente rifiutata».

Il Sacerdozio è vitale per la Chiesa di Cristo.
Basta cambiarlo di un solo jota per cambiare Chiesa.
Ciò è avvenuto con Lutero.
Anche il sacerdozio anglicano è nullo, perché si è interrotta l’unzione dei sacrificatori.
Queste rivoluzioni si manifestarono, inizialmente, come un ritorno a idee originali del Cristianesimo per liberare l’uomo moderno dall’autorità della Chiesa.
Così lo hanno privato dell’essenza della fede, come ha fatto Lutero volendo giustificare l’uomo con la sola fede.
L’idea democratica innalzata a ideale religioso, e di conseguenza, l’idea del sacerdozio comune dei credenti, viene, come si è visto, dal mondo protestante, cui ci si deve riferire per comprendere i termini originali di ogni rivoluzione fino a quella dei documenti conciliari, che introdusse e battezzò nella Chiesa le parole di libertà, uguaglianza, fraternità, democrazia, popolo, dignità, progresso, la cui distorsione semantica è alla radice dell’attuale decadenza sociale e religiosa.
Pio XII accusa errori sul sacerdozio dei fedeli nella «Mediator Dei», mentre la Lumen gentium li suscita, citando proprio detta Enciclica: «Perciò il sacerdozio esterno e visibile di Gesù Cristo si trasmette nella Chiesa non in modo universale, generico e indeterminato, ma è conferito a individui eletti, con la generazione spirituale dell’Ordine [...]. Difatti, come il lavacro del Battesimo distingue i cristiani e li separa dagli altri che non sono stati lavati nell’onda purificatrice e non sono membra di Cristo, così il Sacramento dell’Ordine distingue i sacerdoti da tutti gli altri cristiani non consacrati, perché solo essi, per vocazione soprannaturale, sono stati in-trodotti all’augusto ministero che li destina ai sacri altari e li costituisce divini strumenti per mezzo dei quali si partecipa alla vita soprannaturale col Mistico Corpo di Gesù Cristo. Inoltre, come abbiamo già detto, essi soltanto sono segnati col carattere indelebile che li configura al sacerdozio di Cristo, e le loro mani soltanto sono consacrate perché sia benedetto tutto ciò che benedicono, e tutto ciò che consacrano sia consacrato e santificato in nome del Signor nostro Gesù Cristo... E’ severamente da riprovarsi il temerario ardimento di coloro che di proposito introducono nuove consuetudini liturgiche o fanno rivivere riti già caduti in disuso e che non concordano con le leggi e le rubriche vigenti... L’uso della lingua latina, come vige in gran parte della Chiesa, è un chiaro e nobile segno di unità e un efficace antidoto ad ogni corruttela della pura dottrina... E’ necessario, Venerabili fratelli, spiegare chiaramente al vostro gregge come il fatto che i fedeli prendono parte al Sacrificio Eucaristico non significa tuttavia che essi godano di poteri sacerdotali. Vi sono difatti, ai nostri giorni, alcuni che, avvicinandosi ad errori già condannati, insegnano che nel Nuovo Testamento si conosce solo un sacerdozio che spetta a tutti i battezzati, e che il precetto dato da Gesù agli Apostoli nell’ultima cena di fare ciò che Egli aveva fatto, si riferisce direttamente a tutta la Chiesa dei cristiani, e, solo in seguito, è sottentrato il sacerdozio gerarchico» («Mediator Dei»).

Aldo ha detto...

tutto articolo:http://www.effedieffe.com/content/view/4245/175/

Caterina63 ha detto...

Pio XII accusa errori sul sacerdozio dei fedeli nella «Mediator Dei», mentre la Lumen gentium li suscita, citando proprio detta Enciclica:

*****************

Caro Aldo.....interessante tutto l'articolo, ma non sono d'accordo con chi estrapola singole parti per mettere i Papi l'uno contro l'altro dissociando così il Magistero stesso.....
ritornerò sulla Lumen Gentium con le parole stesse usate da Benedetto XVI e che dimostrano chiaramente che non è colpa della LG ma dell'interpretazione che venne data a questo e agli altri Documenti del Concilio....
^__^

Caterina63 ha detto...

Dalla Instrumenti Laboris del prossimo Sinodo dei Vescovi sulla Scrittura e al quale a ragione accennava Mic e che troverete qui:
http://www.vatican.va/roman_curia/synod/documents/rc_synod_doc_20080511_instrlabor-xii-assembly_it.html

traggo altri spunti di riflessione a mio parere interessanti.....

al n.34 leggiamo:

Nella liturgia, e massimamente nell’assemblea eucaristica, avviene la proclamazione della Scrittura in Parola, caratterizzata da un dinamismo dialogico profondo. Fin dall’inizio, nella storia del popolo di Dio, sia nel tempo biblico che in quello post-biblico, la Bibbia è stato sempre il Libro destinato a reggere la relazione tra Dio e il suo popolo; è cioè il libro per il culto e la preghiera. Infatti, la liturgia della Parola «non è tanto un momento di meditazione e di catechesi, ma di dialogo di Dio con il suo popolo, nel quale sono proclamate le meraviglie della salvezza e proposte sempre di nuovo le esigenze dell’alleanza»(45).

*******

sottolinerei questo passo perchè lo ritengo illuminante:
nella Liturgia e massimamente nella assemblea eucaristica AVVIENE LA PROCLAMAZIONE DELLA SCRITTURA IN PAROLA....e qui con i Padri della Chiesa aggiungerei che poi nell'Eucarestia propria la Parola diventa vero cibo...
;-)

sempre dal testo riporto:

35. Mentre nella prassi la liturgia della Parola appare non di rado improvvisata e talvolta non sufficientemente connessa con la Liturgia Eucaristica, l’intima unità fra Parola ed Eucaristia è radicata nella testimonianza scritturistica (cf. Gv 6), attestata dai Padri della Chiesa e riaffermata dal Concilio Vaticano II (cf. SC 48.51.56; DV 21.26; AG 6.15; PO 18; PC 6). Nella grande Tradizione della Chiesa troviamo espressioni significative come: «Corpus Christi intelligitur etiam. [...] Scriptura Dei» (anche la Scrittura di Dio si considera Corpo di Cristo)(46), «ego Corpus Iesu Evangelium puto» (considero il Vangelo Corpo di Gesù)(47).

L’accresciuta consapevolezza della presenza di Cristo nella Parola favorisce sia la preparazione immediata alla celebrazione eucaristica sia l’unione con il Signore nelle celebrazioni della Parola. Perciò questo Sinodo si mette in continuità col precedente sull’Eucaristia e richiede una riflessione specifica sul rapporto tra Parola di Dio ed Eucaristia(48). Afferma San Girolamo: «la carne del Signore, vero cibo, e il suo sangue, vera bevanda, è quello il vero bene che ci è riservato nella vita presente, nutrirsi della sua carne e bere il suo sangue, non solo nell’Eucaristia, ma anche nella lettura della Sacra Scrittura. È infatti vero cibo e vera bevanda la parola di Dio che si attinge dalla conoscenza delle Scritture»(49).


**************

Difatto una Liturgia senza la Parola sarebbe un rito incompleto...così come una Liturgia senza la vera Eucarestia è un rito incompleto...anzi non si potrebbe definire neppure un rito...ma semplicemente UN INCONTRO....al contrario la prassi Eucaristica nella Liturgia della Messa è la concretizzazione di quel "Beati gli invitati alla mensa del Signore, ecco l'Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo" alla quale segue la risposta: "Signore NON son degno di partecipare alla TUA Mensa (non nostra dunque) ma di soltanto UNA PAROLA ed io sarò salvato"...

Ritorna il ricorso ALLA PAROLA a quel voler UDIRE cosa Dio ha da dirci in nostra difesa...;-) in tal senso la Messa è DONO che nessuno può modificare (cfr Scrosanctum Concilium) che dice:
http://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/documents/vat-ii_const_19631204_sacrosanctum-concilium_it.html

22.
3- Di conseguenza assolutamente nessun altro, anche se sacerdote, osi, di sua iniziativa, aggiungere, togliere o mutare alcunché in materia liturgica.


Fraternamente CaterinaLD

Francesco ha detto...

Sul vezzo (smaccatamente protestante) di attribuire alla Parola (statica,non proclamata) un valore di presenza reale( e cartacea) di Dio si è pronunciato in maniera molto chiara e sintetica SDon Nicola Bux in un recente studio che Mic ha utilizzato in questo stesso mese quale argomento di un thread, che senz'altro occorrerebbe riprendere.

Caterina63 ha detto...

Ottima segnalazione Francesco.....si potrebbe riprendere? la questione mi interesserebbe molto ^__^

Grazie mille......

Gert ha detto...

Sull'imminente Sinodo sulla Parola scorreranno presto fiumi di inchiostro.
Avrà il povero credente della strada da parte dei sacerdoti e dei vescovi indicazioni applicative chiare e serie di quanto si sarà deciso oppure bisognerà rivolgersi agli addetti ai lavori per saperne qualcosa?

Il guaio serio nelle cose di Chiesa è la mancanza di divulgazione, a causa della quale i neocatecumenali hanno facile gioco a predicare tutto e il contrario di tutto.

La pulce ha detto...

LE CAMMINANTI PARTECIPANO TUTTE CON GIOIA AL CONCORSO "SISTER ITALIA" LANCIATO DA DON PRUNGI


E' di poche ore fa l'adesione in massa di tutte e 120 le Sorelle Camminanti di Dona Carmenita al concorso sulla suora più bella d’Italia lanciato ieri da un austero sacerdote del Casertano.

Intervistata da St. Piscicedda di Paparazym .org nel catacumbenium di Castelmarcolfo(dirimpettaio a Castelgandolfo) ,dove sta trascorrendo un periodo di vacanza, Dona Carmenita si è detta sicura che il primo premio andrà sicuramente a una delle Camminanti che non temono concorrenza alcuna negli altri ordini.

Da indiscrezioni si è anche saputo che Dona Carmenita ha disposto un'intensiva cura di bellezza di tutte le Camminanti che dovranno sottoporsi per almeno tre volte al dì al bagno nel latte d'asina ed all'applicazione di cetrioli a fette sul viso.

Vittorio ha detto...

Ciao Pulce, bentornata!

mic ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
mic ha detto...

Cara Caterina,

riposto qui l'articolo di Don Nicola Bux di cui parlava prima Francesco: è attinte al thread attuale più che mai e si può continuare a commentare:


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VATICANO - LE PAROLE DELLA DOTTRINA a cura di don Nicola Bux e don Salvatore Vitiello - La presenza del Signore Gesù precede e permane oltre l’assemblea liturgica
Fonte: Fides.Org (Agenzia Fides 10/7/2008)

Città del Vaticano (Agenzia Fides) - All’inizio della riforma liturgica postconciliare si fece strada l’idea che il tabernacolo fosse di ostacolo alla Messa “rivolta al popolo”, malgrado le istruzioni lo ritenessero lecito (cfr “Inter Oecumenici” n. 95 ed “Eucharisticum Mysterium” n. 54). Si diceva: Gesù Cristo diventa presente con la consacrazione nella Messa, lasciarlo stare nel tabernacolo vuol dire far nascere un conflitto di segni.
Questa idea, in verità, ha trovato posto nella medesima istruzione (cfr EM 55) e in apparenza, sembra coerente. Ma è successo, pian piano, che i “diversi” o “principali modi della presenza” di Gesù Cristo (cfr “Lumen gentium” n. 48; Catechismo della Chiesa Cattolica n. 1373; EM n. 9 e n. 55) sono stati ritenuti, più o meno, equivalenti: insomma si è fatto strada, in questo ambito, prima che altrove, il relativismo. Tutt’oggi molti fedeli non sono in grado di distinguere le diverse forme della “presenza di Cristo” nei santi segni.Quando il Concilio stava per cominciare l’ultima sessione, Paolo VI, il 3 settembre 1965, emanava l’enciclica “Mysterium Fidei”. Per fronteggiare il ridimensionamento e la negazione della presenza reale del Signore nel Santissimo Sacramento, ribadiva che Sacrificio e Sacramento sono un unico mistero inseparabile e che questo è la carne di Gesù Cristo crocifisso e risorto; che è il più grande dei miracoli: che grazie alla transustanziazione è una nuova realtà ontologica; che il Santissimo Sacramento è da conservare nei templi e oratori come il centro spirituale di ogni comunità, di tutta la Chiesa e dell’umanità.
Ma non bastò. Mentre il Papa, con l’enciclica, prendeva le difese dell’Eucaristia, la riduzione simbolistica era penetrata nella Chiesa e si verificava il primo e più vistoso effetto: lo spostamento del tabernacolo dal centro dell’altare. Il motivo apparente era appunto il “conflitto di segni” tra Presenza permanente e Sacrificio della Messa. Tale apparente conflitto, con le relativistiche conseguenze, è arrivato fino a noi. Cosa fare?
Bisogna spiegare che Cristo è “sempre presente nella sua Chiesa” (SC n. 7; CCC n. 1088), specialmente nelle specie eucaristiche, nelle quali lo è per antonomasia, cioè in modo corporale e sostanziale, come Dio e come Uomo, tutto intero e ininterrottamente. La formula classica sempre valida è: corpo, sangue, anima e divinità di Nostro Signore Gesù Cristo. Egli è il Santissimo Sacramento (cfr MF in EM n. 10).
Si deve poi spiegare che, nei sacramenti, Egli è presente con la sua “virtù” o potenza. In terzo luogo, si deve chiarire che nel sacerdote che celebra, nella Chiesa adunata in preghiera, nella Parola proclamata, Egli è presente in spirito. Dunque, non vi sono molteplici presenze ma un’unica presenza permanente che è, per definizione, quella eucaristica (SC n. 7; CCC nn. 1373-1374).
Intanto si è fatta strada un’altra teoria: l’equiparazione della presenza di Gesù Cristo nel Santissimo Sacramento alla presenza della sua Parola. Eppure il Concilio Vaticano II dice che la presenza di Cristo nella Parola c’è “quando nella chiesa si legge la Sacra Scrittura” (SC n. 7), cioè, a due condizioni: quando la lettura si fa “nella chiesa”, - la realtà composta di gerarchia e fedeli, - non privatamente, e quando “si legge” la Sacra Scrittura: non basta, quindi, che ci sia il libro sacro sull’ambone o sull’altare. (O, ormai, in qualunque altro luogo, come davanti, o addirittura sopra, al tabernacolo o ai piedi delle statue).
La presenza nella Parola è legata all’uso, è una presenza “morale” legata a un atto dello spirito, alla condizione spirituale dell'individuo e limitata nel tempo. Mentre la presenza nel sacramento eucaristico è sostanziale e permanente. Pertanto è particolarmente importante ribadire il rapporto imprescindibile, e nel contempo asimmetrico, esistente tra Parola ed Eucaristia (cfr “Dei Verbum” n. 21, con l’indispensabile nota esplicativa).
In conclusione, non si può continuare ad affermare che la presenza reale nell'Eucaristia sia “legata all'uso” e “finisca con esso”, che sia una questione di grado e non di sostanza, senza incorrere in un grave errore dottrinale. Recentemente, dopo aver contrapposto l’ecclesiologia del Vaticano II a quella di Trento, si è scritto ancora di presenze e di gradualità diverse, lamentando che quella sacramentale continui a essere compresa in modo ontologico: si è forse dimenticato che Paolo VI, ha già definito che, dopo la transustanziazione, il pane e il vino “acquistano nuovo significato e nuovo fine in quanto contengono una ‘nuova realtà’, che giustamente denominiamo ontologica” (“Mysterium Fidei” n. 47).
Dunque, la presenza di Gesù Cristo “precede” l’assemblea liturgica, come la colonna di fuoco precedeva il popolo di Dio in cammino, “permane” oltre l’assemblea e “non è prodotta” dall’assemblea."

Francesco ha detto...

Lo studio di Don Nicola Bux, esaustivo e stringente, per il semplice motivo che è stato fatto e pubblicato indica con altrettanta chiarezza quale e quanto sia il bisogno di confutare le falsità striscianti che inducono ad una protestantizzazione della Chiesa.

Pregherei Caterina di fare il punto della situazione(oltre ,naturalmente, a quanto ha già spiegato in merito).

Francesco ha detto...

Lo studio di Don Nicola Bux, esaustivo e stringente, per il semplice motivo che è stato fatto e pubblicato indica con altrettanta chiarezza quale e quanto sia il bisogno di confutare le falsità striscianti che inducono ad una protestantizzazione della Chiesa.

Pregherei Caterina di fare il punto della situazione(oltre ,naturalmente, a quanto ha già spiegato in merito).

Caterina63 ha detto...

Mio caro Francesco tu mi tiri per i capelli ^___^ quanto scritto da don Bux infatti apre una serie di ulteriori considerazioni che faremo bene ad analizzare.....

(grazie intanto a Mic per il testo)

Dunque quanto detto da don Bux ci spinge a chiederci come mai nel Documento del 1993 se non erro che parla sulle "nuove costruzioni di Chiese" si sottolinea fortemente che il Tabernacolo NON deve OSTACOLARE l'Altare....non deve più essere posto sull'altare e che viene concesso il suo mantenimento su di esso solo nelle chiese dove non è possibile fare nuovi lavori??

Non oso rispondere^__^

Tuttavia la presenza del Tabernacolo rivalutata grazie all'Anno dedicato all'Eucarestia, al conseguente Sinodo dei Vescovi del 2005 ed alla Sacramentum Caritatis di Benedetto XVI è stata riportata alla luce a tal punto che lo stesso Pontefice si è raccomandato più volte che tale presenza DEVE RITORNARE AD ESSERE IL CENTRO E IL CUORE DELLA VITA DELLA COMUNITA'....

Chiunque stia facendo il tentativo di porre la Sacra Scrittura quale INCIAMPO per l'Eucarestia, non sta facendo altro che seguire la dottrina Protestante per la quale la Scrittura è diventato UN SOSTITUTO DELL'EUCARESTIA....
Guai a noi se soltanto azzardassimo di fare certi paragoni.....per noi Scrittura ed Eucarestia sono inseparabili ed indivisibili ma come appunto evidenzia don Bux:

si deve chiarire che nel sacerdote che celebra, nella Chiesa adunata in preghiera, nella Parola proclamata, Egli è presente in spirito. Dunque, non vi sono molteplici presenze ma un’unica presenza permanente che è, per definizione, quella eucaristica (SC n. 7; CCC nn. 1373-1374).

**********

il punto, o almeno un punto nodale, ritengo sia proprio questo la questione del concetto di PRESENZA.......
Un conto è dunque la Presenza del Cristo in "Spirito" attraverso la proclamazione della Parola attraverso la quale E' LUI CHE CI PARLA, altra cosa è il SACRAMENTO nel quale la presenza E' VIVA E VERA.....ANIMA, CORPO E DIVINITA', presenza non così esplicita nella Scrittura in quanto TESTO APPOGGIATO APPUNTO SUL LAMBONE....
Noi infatti VENERIAMO il Sacro Testo quando appunto viene incensato e portato all'altare, mentre ADORIAMO L'EUCARESTIA IN GINOCCHIO ....

Un altra sottolineatura importante è la conclusione di don Bux che dice:

Dunque, la presenza di Gesù Cristo “precede” l’assemblea liturgica, come la colonna di fuoco precedeva il popolo di Dio in cammino, “permane” oltre l’assemblea e “non è prodotta” dall’assemblea."

**********************

la presenza del Cristo NON E' PRODOTTA DALL'ASSEMBLEA, l'Eucarestia E' DONO... anche la Parola che ascoltiamo è dono e non è prodotta dall'assemblea, ma non subisce alcuna transustanziazione....^__^

A quanto riportato da don Bux, dunque, possiamo sostenere quanto riportò Sandro Magister il 5.12.2005:

Lo scorso giugno Ruini ha detto: “È tempo che la storiografia produca una nuova ricostruzione del Vaticano II che sia anche, finalmente, una storia di verità”.

Bersaglio della critica del cardinale era, in particolare, la storia del Concilio Vaticano II prodotta dalla “scuola di Bologna” con l’ausilio di una équipe internazionale, tradotta in varie lingue e molto letta in tutti i continenti, ma giudicata da Ruini e dallo stesso Ratzinger come “debolissima e senza appiglio reale nel corpo della Chiesa”.

Su “Avvenire” del 29 novembre, mons.Brandmüller connazionale di Ratzinger, ha messo in evidenza gli elementi “assolutamente nuovi” che distinguono il Vaticano II dagli altri Concili che l’hanno preceduto nella storia.

Ha messo in luce il “grado molto diverso di obbligatorietà” dei suoi documenti e il suo “timore di pronunciare condanne dottrinali e definizioni dogmatiche”.

Ha spiegato perché da esso sia venuto uno scisma come quello di Levebvre e perché a poca distanza dalla sua conclusione alcuni abbiano subito invocato un nuovo Concilio.

Ma soprattutto Brandmüller ha mostrato l’insostenibilità storica – oltre che teologica – di un’interpretazione del Concilio Vaticano II “come un inizio totalmente nuovo, come se fosse il superdogma che rende tutto il resto irrilevante”: parole, queste ultime, riprese da Ratzinger.

***********

Lo stesso Ratzinger ebbe a dire ricordando gli eventi del Concilio: AVREI DOVUTO OSARE DI PIU'....
ma lui osò....di fatto è stato uno dei pochi vescovi e poi cardinali a studiare per 40 anni la questione Liturgica, a difendere la Tradizione.... a sostenere il concetto della CONTINUITA' CONDANNANDO SPESSO L'IDEA ERRATA DI UN CONCILIO CHE ROMPEVA CON IL PASSATO....

Il problema più grave è in fatto in questa discontinuità dalla quale continuano a nascere nuovi "fondatori" di chiese "nuove" con riti più o meno strambi.....
^__^

Infine

Il cardinale Joseph Ratzinger, incontrando nel 1988 a Santiago i vescovi cileni, ha parlato di “un isolamento oscuro del Vaticano II” e ha detto:

<< Alcune descrizioni suscitano l'impressione che dopo il Vaticano II tutto sia diventato diverso e che tutto ciò che è venuto prima non potesse essere più considerato o potesse esserlo soltanto alla luce del Vaticano II. Il Vaticano II non viene trattato come una parte della complessiva tradizione vivente della Chiesa, ma come un inizio totalmente nuovo. Sebbene non abbia emanato alcun dogma e abbia voluto considerarsi più modestamente al rango di Concilio pastorale, alcuni lo rappresentano come se fosse per così dire il superdogma, che rende tutto il resto irrilevante”, mentre “possiamo rendere davvero degno di fede il Vaticano II se lo rappresentiamo molto chiaramente così com'è: un pezzo della tradizione unica e totale della Chiesa e della sua fede”.

In effetti, negli anni postconciliari era di moda paragonare la Chiesa a un cantiere, in cui si facevano demolizioni e nuove costruzioni o ricostruzioni. Molto spesso nelle prediche l'ordine di Dio ad Abramo di andarsene dal suo paese era interpretato come un'esortazione alla Chiesa ad abbandonare il suo passato e la sua tradizione.

Al contrario, bisogna ribadire con nettezza che un'interpretazione del Vaticano II al di fuori della tradizione contrasterebbe con l'essenza della fede: la tradizione, non lo spirito del tempo, è l’elemento costitutivo del suo orizzonte interpretativo. Certo non può mancare lo sguardo sull’oggi. Sono i problemi attuali che richiedono risposte. Ma queste non possono venire se non dalla rivelazione divina, che la Chiesa tramanda. Questa tradizione rappresenta anche il criterio a cui ogni nuova risposta deve attenersi, se vuole essere vera e valida.

Su questo sfondo anche la distinzione così in voga tra “preconciliare” e “postconciliare” è molto dubbia sul piano teologico e su quello storico. Un Concilio non è mai un punto di arrivo o di partenza sul quale possa essere scandita la storia della Chiesa o addirittura la storia della salvezza. Un concilio è piuttosto un anello di una catena la cui fine nessuno conosce al di fuori del Signore della Chiesa e della storia. Non può mai introdurre una frattura nella continuità dell’azione dello Spirito >>

per ora fraternamente CaterinaLD
;-)

Francesco ha detto...

E tuttavia ,Caterina,
CI SONO,COME SEMPRE, DUE CHIESE.

La prima, quella parolaia, sul palcoscenico, quella che discute l’ermeneutica conciliare, quella dei cattedratici,dei presenzialisti, di coloro che sono sempre pronti a salire sui podi mediali e di potere,quella che predica il rinnovamento a oltranza non si sa in nome di chi o di che cosa.

La seconda, quella silenziosa,umile,che si accontenta di una croce sull’altare e non imbastisce danze e luminarie, la chiesa dei martiri,quella che annuncia Cristo contro ogni potere dominante, la Chiesa di padre Thomas(per citare uno degli ultimi martiri), di Don Pino Puglisi,la Chiesa che non ha paura pur dovendo averla perchè la sua azione è quella stessa di Cristo, non un’azione virtuale,comoda,cattedratica, esteriore.

La prima domanda che dobbiamo porci non è se essere tradizionalisti o preogressisti, se schierarci al fianco degli innovatori pseudoprotestanti o dei nostalgici,ma se è il caso di cercare di appartenere alla prima o alla seconda delle due chiese sopra indicate.

Caterina63 ha detto...

Tanto per dare forza a quanto stiamo dicendo.....riporto ad memoriam un passo delle parole di Giovanni Paolo II..dell'Esortazione Apostolica:

Catechesi Tradendae - Giovanni Paolo II - ...

..si di quelle parole che NON si leggono nei forums, nè tanto meno nei siti che idolatrano il Papa perchè li confermi nella fede, ma poi non lo ascoltano e non obbediscono....^__^

Linguaggio adatto al servizio del «Credo»

59. Un problema che si avvicina al precedente è quello del linguaggio. Ognuno sa quanto tale questione sia scottante al giorno d'oggi. Non è pure paradossale constatare come gli studi contemporanei, nel campo della comunicazione, della semantica e della scienza dei simboli, per esempio, diano una notevole importanza al linguaggio, e come d'altronde il linguaggio sia oggigiorno utilizzato abusivamente al servizio della mistificazione ideologica, della massificazione del pensiero, della riduzione dell'uomo alla condizione di oggetto?

Tutto ciò esercita influssi notevoli nel campo della catechesi. Ad essa incombe, infatti, il preciso dovere di trovare un linguaggio adatto ai fanciulli ed ai giovani del nostro tempo in generale, come a numerose altre categorie di persone: linguaggio per gli intellettuali, per gli uomini di scienza; linguaggio per gli handicappati ecc. Sant'Agostino aveva già incontrato un tale problema ed aveva contribuito a risolverlo, per il suo tempo, con la nota opera De catechizandis radibus. In catechesi come in teologia, la questione del linguaggio senza alcun dubbio, fondamentale. Ma non è superfluo ricordarlo qui: la catechesi non potrebbe ammettere alcun linguaggio che, sotto qualsiasi pretesto, anche se presentato come scientifico, avesse come risultato quello di snaturare il contenuto del Credo. E meno ancora conviene un linguaggio che inganni o che seduca. La legge suprema è, al contrario, che i grandi progressi nella scienza del linguaggio debbono poter essere messi al servizio della catechesi, perchè essa possa più agevolmente «dire» o «comunicare» ai fanciulli, agli adolescenti, ai giovani e agli adulti di oggi tutto il contenuto dottrinale, senza alcuna deformazione.

http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/apost_exhortations/documents/hf_jp-ii_exh_16101979_catechesi-tradendae_it.html

Francesco ha detto...

CI SONO,COME SEMPRE, DUE CHIESE.

La prima, quella parolaia, sul palcoscenico, quella che discute l’ermeneutica conciliare, quella dei cattedratici,dei presenzialisti, di coloro che sono sempre pronti a salire sui podi mediali e di potere,quella che predica il rinnovamento a oltranza non si sa in nome di chi o di che cosa.

La seconda, quella silenziosa,umile,che si accontenta di una croce sull’altare e non imbastisce danze e luminarie, la chiesa dei martiri,quella che annuncia Cristo contro ogni potere dominante, la Chiesa di padre Thomas(per citare uno degli ultimi martiri), di Don Pino Puglisi,la Chiesa che non ha paura pur dovendo averla perchè la sua azione è quella stessa di Cristo, non un’azione virtuale,comoda,cattedratica, esteriore.

La domanda che dobbiamo porci non è se essere tradizionalisti o preogressisti,ma se cercare di appartenere alla prima o alla seconda delle due chiese sopra indicate.

Caterina63 ha detto...

Caro francesco mi hai letto nel pensiero a tal punto che mentre rispondevi inserivo un severo monito di Giovanni Paolo II sul linguaggio e sull'uso di certo linguaggio a discapito delle catechesi....^___^

Ringraziamo Dio per questa sintonia e non preoccupiamoci del fatto che esistano "due" Chiese....noi sappiamo che è UNA il fatto che da Lutero in poi siano nate nuove comunità ed in ultimo sapendo a cui alludi ^__^ ti rammento che la Caterina Emmerick predice nella visione la costruzione di una "chiesa nella Chiesa che in se non aveva però la presenza degli Angeli"...ciò non deve spaventarci....sappiamo infatti che lo stesso Signore delle volte manda avanti il SUO Progetto nonostante le contraddizioni....

Rammenti cosa dirà Gesù alla richiesta degli Apostoli?
Luca 9,
54 Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». 55 Ma Gesù si voltò e li rimproverò. 56 E si avviarono verso un altro villaggio.

^__^

Oggi parlando con un amico constatavamo che nel confessianale siamo arrivati all'assurdità.... se confessi qualcosa che è legato alla tua difesa verso la Tradizione esponendo tale confessione anche come consigli ti senti rispondere di aver PECCATO GRAVEMENTE.....se confessi un grave peccato legato all'etica ed alla morale cogli la superficialità del prete che lo banalizza sostenendo che Dio AVEVA GIA' DIMENTICATO PRIMA CHE LO CONFESSASSI....

Uscendo da certi confessionali mi dirigo davanti al Tabernacolo e dico a LUI: "Signore....contento tu!!! che cosa vuoi che io faccia?"

La risposta che mi giunge è PERSEVERA NELLA SANA DOTTRINA......
^__^

Francesco ha detto...

Alleluja, Caterina

Caterina63 ha detto...

CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE

RISPOSTE A QUESITI RIGUARDANTI ALCUNI ASPETTI
CIRCA LA DOTTRINA SULLA CHIESA



Il Concilio Ecumenico Vaticano II ha forse cambiato la precedente dottrina sulla Chiesa ?

Risposta: Il Concilio Ecumenico Vaticano II né ha voluto cambiare né di fatto ha cambiato tale dottrina, ma ha voluto solo svilupparla, approfondirla ed esporla più ampiamente.

Proprio questo affermò con estrema chiarezza Giovanni XXIII all’inizio del Concilio[1]. Paolo VI lo ribadì[2] e così si espresse nell’atto di promulgazione della Costituzione Lumen gentium: "E migliore commento sembra non potersi fare che dicendo che questa promulgazione nulla veramente cambia della dottrina tradizionale. Ciò che Cristo volle, vogliamo noi pure. Ciò che era, resta. Ciò che la Chiesa per secoli insegnò, noi insegniamo parimenti. Soltanto ciò che era semplicemente vissuto, ora è espresso; ciò che era incerto, è chiarito; ciò che era meditato, discusso, e in parte controverso, ora giunge a serena formulazione"[3]. I Vescovi ripetutamente manifestarono e vollero attuare questa intenzione[4].

http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_20070629_responsa-quaestiones_it.html

;-)

Caterina63 ha detto...

Chiesa/ Vaticano: Non usare ebraico 'YHWH' in preghiere cattoliche

Lettera della Congregazione per il culto agli episcopati

Roma, 19 ago. (Apcom) - Il nome ebraico di Dio, 'YHWH', non può essere utilizzata nelle preghiere e nelle liturgie cattoliche. Lo stabilisce il Vaticano, che, con una "lettera alle Conferenze episcopali sul 'nome di Dio'", sottolinea che questa prassi mal si concilia con la natura divina di Cristo e con la tradizione della Chiesa.

La missiva, inviata dalla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, porta la firma del 29 giugno scorso ed è destinata solo agli episcopati. Stilato in base ad una "direttiva" del Papa, il documento contesta l'uso del tetragramma biblico o "tetragrammaton" (la sequenza delle quattro lettere ebraiche che compongono il nome proprio di Dio nella Bibbia ebraica) nelle messe cattoliche.

"Per far sì che la Parola di Dio, scritta nei sacri testi, possa essere conservata e trasmessa in modo integrale e fedele, ogni traduzione moderna del libro della Bibbia punta ad essere una trasposizione fedele ed accurata dei testi originali", scrivono il card. Francis Arinze e mons. Albert Malcom Ranjith, prefetto e segretario del dicastero vaticano. "Un tale sforzo letterale richiede che il testo originale possa essere tradotto nel modo più integrale e accurato possibile, senza omissioni o aggiunte per quanto riguarda i contenuti, e senza introdurre glosse esplicative o parafrasi che non appartengono al testo sacro stesso. Per quanto riguarda il nome stesso di Dio, i traduttori devono usare il massimo di fedeltà e rispetto".

"Nonostante questa chiara norma - rileva il Vaticano - in anni recenti ha preso piede la prassi di pronunciare il nome proprio del Dio di Israele, conosciuto come il tetragramma divino". La lettera ricorda diversi passaggi del Nuovo testamento nel quale si mette in luce la natura divina di Gesù Cristo. "Evitare di pronunciare il tetragramma del nome di Dio da parte della Chiesa ha quindi i suoi fondamenti", ne consegue il dicastero vaticano. "A parte i motivi di ordine meramente filologico, c'è anche quello di rimanere fedeli alla tradizione della Chiesa, dall'inizio, di non pronunciare mai il sacro tetragramma nel contesto cristiano e di non tradurlo in una delle lingue nelle quali la Bibbia è stata tradotta". Conclusione: "Nelle celebrazioni liturgiche, nelle canzoni e nelle preghiere il nome di Dio nella forma di tetragramma 'YHWH' non è da usare né da pronunciare" e "per la traduzione del testo biblico in lingue moderne, destinato per l'uso liturgico della Chiesa", il "tetragrammaton" deve essere reso con espressioni come "'Lord', 'Signore', 'Segingeur', 'Herr', 'Senor', etc".

Fonte: Apcom, 19.8.2008

************

^__^
mi sembra una notizia positiva......

non poche comunità nate dopo il Concilio si sentono "ispirate" da Dio per avvicinarsi di più al popolo ebraico nel modo peggiore: ossia falsificando la reale divisione e separazione che esiste fra il cristiano e l'Ebreo....
Dagli anni '70 il tentativo di ebraizzarci ha portato a molta confusione e a deviare dalla sana dottrina Cattolica, mi sembra dunque questa una seria presa di posizione chiara e corretta: OGNUNO STIA AL SUO POSTO....
Gli stessi Padri della Chiesa non fecero uso deti termini Ebraici per parlare di Dio....

Benedetto XVI ebbe a dire a ragione che più di ogni altra cosa dovevamo ritrovare LA NOSTRA IDENTITA' CATTOLICA...bene, mi sembra questa una buona strada da percorrere nel RISPETTO di tutti....

^__^

Francesco ha detto...

Com'è possibile recuperare la propria identità cattolica quando i8 neocatecumenali( e non solo loro) fanno di tutto per dissimularla ad arte sotto una coltre pesantissima di simboli,segni e comportamenti ebraicizzanti e pseudoprotestanti?

Caterina63 ha detto...

Caro francesco....intanto dal Documento appena stamani accennato è palese il riferimento anche al CN circa l'uso del nome di Dio nelle loro catechesi, preghiere e messe....^___^

Obbediranno i NC a questa stesura?

obbediranno i Vescovi e i Sacerdoti a queste direttive?


;-)

filus ha detto...

tanto per provocare; a Voi scribi e farisei;ma l'insegnamento di Gesù
dovè nei vs.argomenti,Gesù non guardava i riti,non guardava i dogmi,non guardava l'esteriore.
Guardava diritto nel cuore.
Dovè sono le Parole dolci e amorose del Signore?
Vi occupate talmente tanto dei NC,
pensando esattamente come i farisei.
Chi cerca la verità con il cuore puro non ha bisogno di imparare preghiere a memoria,la preghiera scaturisce dal cuore.
Per caterina e amici;lasciate parlare Dio dentro di Voi,siete tanto impegnati a correggere i Nc e non vedete più la trave che vi trapassa l'occhio.Citate i Santi e fate bene,ma non solo a citarli ma ad imitarli.

Michela ha detto...

Mi sembra che la lettera sia indirizzata ai vescovi.
Chi è il vescovo responsabile del cammino?
Non c'è e quindi il cammino potrebbe benissimo non recepire le norme e non modificare i suoi canti e le sue preghiere e catechesi, senza -formalmente- essere disobbediente.

Comunque è molto interessante questa lettera del Culto Divino,
la stampo e ne farò tutta la pubblicità possibile, perchè non bastano solo i segni, anche il linguaggio è un importantissimo veicolo di trasmissione di un pensiero , e di una fede, corretti.

mic ha detto...

Continuano a pervenire in moderazione posts estremamente offensivi,privi di logica, fini a se stessi e non al progresso della discussione.
Sono ovviamente cestinati subito.
Il sig.Troisi, se vuole che siano pubblicati i suoi interventi, impari anzitutto a rispettare se stesso.

Francesco ha detto...

Per Filus,

Chi ha detto che Gesù non badava ai modi di pregare,ma alla sostanza?

Ges+ù certamente non ci ha insegnato a pregare i rabbini o i pastori delle chiese protestanti, ma il Suo Padre e il Suo Spirito.

Anch'io ho una visione Cristocentrica, ma Cristocentrismo non significa affatto usare un Nome Santo (quello di Gesù, peraltro mai usato dai neocatecumenali) per nascondere simpatie palesi per il rabbinismo di maniera o il protestantesimo di ritorno.

Vittorio ha detto...

"Chi cerca la verità con il cuore puro non ha bisogno di imparare preghiere a memoria,la preghiera scaturisce dal cuore"

è vero Flus, ma non è una buona ragione per disprezzare o non considerare le preghiere insegnate dalla Chiesa, che fanno parte di una tradizione viva e racchiudono in sé un mondo di insegnamenti spirituali e il giusto modo di relazionarci con il Signore.

Poi, dovresti spiegarmi una cosa: come mai le vostre preghiere spontanee, del cuore, sono tutte uguali o molto simili? Mi pare che siete voi che imparate cose a memora, e sono sempre quelle...

filus ha detto...

Il modo che aveva Gesù di pregare secondo i Vangeli era quello di ritirarsi in disparte e Pregare ,alzare gli occhi al cielo e Pregare,spezzare il pane e Pregare Ringraziando,lasciandoci la Sua Preghiera"PADRE NOSTRO",
ciò non significa che non mi piace quanto stabilito dalla Santa Chiesa
in materia di Dogmi o Celebrazione della Messa,poichè credo fermamente all'Azione dello SPIRITO SANTO.
La simpatia per gli ebrei,per me, non scaturisce dai segni che hanno,o che fanno,sono stati i farisei a condannare Gesù e il popolo ebreo ha seguito.
Gesù ha sempre predicato il perdono per tutti ,Dio ha sempre perdonato il popolo ebreo.
Dio ha scelto Israele,noi siamo olivastri innescati,ma,non inferiore.Tutti siamo figli di Dio,
tutti possiamo avere il perdono di Dio,compreso i NC.
L'affermazione che Gesù non viene nominato dai NC non è solo falsa ma volgare,sdegnosa ecc.se non Nominiamo il ns. Salvatore chi ci potrà salvare?
La Messa del sabato sera animata dai NC è decorosa,si vive la pienezza della Messa,la domenica quanto vado a Messa devo continuamente chiudere gli occhi e pregare,minigonne,sedere di fuori ,tette finte che sbocciano fuori dalle magliette tagliate,ecc.
senza parlare delle risate o conversazioni da Locanda o meglio
da centro estetico o parrucchiera.
Io penso che Gesù avrebbe da ridire su questo e non su come i NC animano la Messa.
Voi parlate dei Protestanti?
Prima si dovrebbe ripulire la propria casa e dopo aiutare gli altri a ripulirsi.

Caterina63 ha detto...

Caro Filuis.....ora che ci hai fatto la romanzina....sei disposto ad aiutare il Magistero Pontificio a trovare applicazione nella Chiesa?

^___^

Poi dici:

Chi cerca la verità con il cuore puro non ha bisogno di imparare preghiere a memoria,la preghiera scaturisce dal cuore

*************

complimenti......stai accusando il Pontefice di aver imparato preghiere a memoria e di offricerlele ogni domenica, per esempio, all'Angelus.....
Bravo!!

Il Padre Nostro che occorre IMPARARE A MEMORIA ce lo ha insegnato Gesù e lo diciamo 50 volte nel Rosario intero....Dio mio che scandalo eh!!!^___^

Occhio alla TRAVE che sovrasta il TUO occhio, ciao!

;-)

Francesco ha detto...

Caro Filus,
non mi dilungo in risposte,che già ampiamente Vittorio e Caterina ti hanno dato.
Ricordiamoci comunque che anche se imparate a memoria le preghiere possono essere accette al cuore di Dio, che non va a sindacare le formalità.

Circa il Santo nome di Gesù, io in tanti anni di neocatecumenato non ho mai sentito pronunciarlo chiaro e a voce alta, sono stati usati solo eufemismi e/o altri appellativi(Kyryos, servo di Jhavè,ecc).

Recentemente, in un congresso eucaristico diocesano ho assistito mio malgrado alla catechesi tenuta per circa due ore da un pezzo grosso dei neocatecumenali,che si è guardato accuratamente dal p0ronunciare questo nome santo( che da solo evangelizza e guarisce), al massimo costui ha usato una o due volte il nome "Cristo" o "Il Cristo",ma "Gesù" non lo ha mai detto,forse perchè questo nome, come ci insegnavano nelle catechesi neocatecumenali è "dolciastro".


VORREI RICORDARE ANCHE IO CHE IN SEDE DI MODERAZIONE SONO E SARANNO DRASTICAMENTE CESTINATI LE CENTINAIA DI INTERVENTI OFFENSIVI E GRATUITAMENTE POLEMICI:CHI VUOL VEDERE PUBBLICARTO IL PROPPRIO COMMENTO ABBIA L'ACCORTEZZA (NON SOLO DI CQAMBIARE NICK) DI USARE TONI COLLOQUIALI E DI DOCUMERNTARE CIO' CHE AFFERMA!

Emma ha detto...

Cara Caterina, mi hai tolto le parole dalla bocca o meglio dalla tastiera !

Qualcuno sa dirmi come pregano i neocatecumenali ?

Pater noster, Gloria, Credo, Ave Maria, Salve regina, Angelus Domini, Veni Creator...li conoscono? Li recitano? Immagino di sì...

Consiglio comunque ai neocatecumenali la lettura di un libricino:

" L`essenziale

per la vita del cristiano"

Edito dalla Libreria Editrice Vaticana.

Caterina63 ha detto...

Propongo alla vostra attenzione due domande alle quali segue la mia risposta, fattemi in altro forum sul Documento per l'uso del Nome di Dio......

^___^


Una domanda riflessione interessante alla quale segue la mia risposta.....

Inviato: 26/08/2008 11.46
Scusa la mia ignoranza cara Caterina, ma non riesco a capire per quale ragione io pregando non possa nominare il Tetragramma, da premettere che io non lo faccio poichè chiamo Dio col nome di Padre, ma comunque non riesco a comprendere tale decisioni, ti sarei grata se potresti fornirmi di più precisazioni in merito.

Dio vi benedica!


****************
RISPONDO:

........chiariamo il fatto che il divieto del pronunciare il nome di Dio è di Dio stesso, per questo lo stesso tetagramma Yhwh (senza le vocali) non è un nome proprio di Persona e in tutto l'A.T. Dio viene indicato con appellativi come appunto Signore-Adonai, ma mai con un Nome proprio di Persona....
L'unico riferimento al Nome proprio di Dio lo rivela Dio stesso a Mosè: IO SONO COLUI CHE SONO......ma anche questo non è un Nome di Persona

Nella Dottrina Cattolica e dunque patristica il perchè lo ritroviamo nel significato che sarà dato al Nome di GESU', IL CRISTO(=MESSIA), Gesù diventa il NOME DI DIO IN QUANTO RIVELATO....INCARNATO.....infatti Gesù vuol dire: Colui che salva!
E' nel Nome di Cristo, del Messia che siamo salvati, semplicemente perchè DIO in quanto tale ha delegato tutto al Figlio e il Figlio ci ha insegnato che per riferirci a Dio DOBBIAMO E POSSIAMO CHIAMARLO "ABBA'=PADRE"....

"Dio" in sè non è un nome proprio ma una traduzione così come God è Dio in inglese ergo possiamo usarlo come usiamo ADONAI, SIGNORE, LORD......

Il chiarimento, per il quale attenderei comunque il testo integrale che ho ordinato alla mia libreria cattolica.....tende a chiarire che non è il pronunciare YHWH che può salvarci.....con tutte le buone intenzioni dei singoli che non devono essere messe in discussione, va da se che la Chiesa quale Mater et Magistra ha il dovere di portare avanti il Nome di Gesù....errato sarebbe esporre il Documento come una negazione del Nome di Yhwh o una declassificazione nei confronti di Gesù o viceversa

Fraternamente CaterinaLD


*****************

seconda osservazione:

una email nella quale mi si chiede perchè Yhwh non può essere usato come si usa Adonai, Signore, Dio.......

Rispondo...
intanto attendiamo il Documento integrale perchè forse potremo trovare li una risposta più corretta di quella che darò ora........
Yhwh non è un nome, anzi è proprio il TETAGRAMMA ATTO A NON FAR PRONUNCIARE IL NOME DI DIO.......per questo è senza vocali perchè esso è IMPRONUNCIABILE....impronunciabile non perchè aggiungendo le vocali lo si potrà pronunciare come fanno furbamente i T. di G. ma proprio perchè NON deve essere pronunciato tanto è vero che gli Ebrei non scrivono neppure Dio ma scrivo "D-o" perchè è impronunciabile, NON DEVE ESSERE PRONUNCIATO....

Ma in GESU' Cristo la Legge si completa, anche il Nome di Dio viene, oserei dire, "completato" cioè viene portato IN GESU' il completamento di questo rapporto fra l'Uomo e Dio a cominciare dal pronunciarne un Nome idoneo.....

Il divieto, dunque, di usare Yhwh nei riti e nelle Preghiere e direi CANTI PARROCCHIANI....nasce proprio da un rispetto BIBLICO, da una richiesta esplicita di Dio il quale essendo l'Autore della Bibbia ha fatto scrivere Yhwh perchè restasse IMPRONUNCIABILE....nonchè dalla nostra stessa TRADIZIONE che nel Nome di Gesù, il Cristo, ha portato a compimento questo rapporto nominativo fra l'uomo e Dio....

Fraternamente CaterinaLD


P.S.

Faccio osservare che in questo specifico thread il nome del CN non è mai stato usato a sproposito ne come atto accusativo.....questo tanto per tranquillizzare filius
;-)

Tornando al termine Yhwh mi risulta piuttosto che molti gruppi sorti dopo il Concilio lo usano ovunque e nelle canzoni dedicate alla Messa....
Invitiamo Vescovi e Sacerdoti ad applicare queste Norme che non sono nuove, ma solo un riproporre la SANA DOTTRINA.....
^__^

Michela ha detto...

Dice Emma:
Come pregano i neocatecumenali?

Sanno solo le preghiere presenti nella liturgia e nella liturgia delle Ore.

Ave Maria musicata in modo oggettivamente orribile per essere cantata nel Rosario( dopo aver fatto il pellegrinaggio a Roma e Loreto).

Credo: solo nella forma apostolica, di cui esiste la versione musicata.

Padre Nostro sempre con le mani alzate.

Altre preghiere non sono ben viste, perchè espressione di una devozione che appartiene alla sfera della religione naturale ( secondo loro).
Quindi niente Angelo di Dio, nè Atto di dolore nella confessione.

filus ha detto...

Quindi niente Angelo di Dio, nè Atto di dolore nella confessione.
,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,
Cara Michaela,mi dispiace deluderti,o magari ti faccio contenta;Nella Messa Tradizionali preghi l'Angelo di Dio?
L'atto di dolore non fa parte della Messa?
Gesù non ha insegnato il PADRE NOSTRO con le mani alzate e occhi rivolte verso il Cielo(Padre)?
Lo sai che dopo un preciso passaggio i NC sono chiamati a fare la preghiera della notte e del mattino presto?
Lo sai che il CNC è devoto alla Madonna?
Per te L'AVE MARIA cantata dai NC è orribile? Per me Tutte L'AVE MARIA cantate hanno un suono Dolce,
Bello,poichè e il mio cuore che sente e non l'orrecchio solo.

filus ha detto...

devo dire che la lentezza nel riportare i post è molto noiosa,
dovete controllare,,,,,,
è veramente necessario?La libertà di Cristo doveè sta?

Francesco ha detto...

Sarà anche noiosa, Filus, ma è ormai l'unica che ci consente di mantenere il tono della discussione entro i limiti della correttezza e del rispetto reciproco.

Se si è dovuti ricorrere alla moderazione è perchè molti neocatecumenali nonostante l'approvazione dello statuto da parte del PCL continuano a tentare di intasare questo blog e di sviare ogni discorso coi loro discutibilissimi "commenti" che altro non sono che diversivi inutili.

Ne ho appena finito di cestinare parecchie decine arrivati in poco più di un'ora.

Caterina63 ha detto...

Caro filius....sulla tua difesa sulle preghiere devo convenire con te....Michaela tuttavia intendiva dire altro, ossia segnalare un distaccamento dalla preghiera devozionale da parte del CN....per esempio il Rosario non viene insegnato ai bambini.....nella comunità anche il Rosario è soggetto alle regole delle TAPPE quando è Maria stessa a Fatima e a Lourdes, invece, ad invitare alla preghiera mariana sempre, FIN DA BAMBINI ed ogni giorno.....
così come insegnato da molti Pontefici nonchè Giovanni Paolo II che faceva vedere la corona del Rosario....Benedetto XVI che ha ripristinato l'antica usanza di recarsi a Santa Maria Maggiore nel primo Sabato del Mese per il Rosario....

La devozione include preghiere al Sacro Cuore di Gesù DETTATE DA GESU' STESSO non solo a Sr. Faustina diventata santa, ma anche a santa Caterina del Sacro Cuore....
include Preghiere dettate dall'Angelo ai pastorelli veggenti a Fatima di cui due beati: Gesù mio PERDONA LE NOSTRE COLPE, PRESERVACI DAL FUOCO DELL'INFERNO, PORTA IN CIELO TUTTE LE ANIME, SPECIALMENTE LE PIU' BISOGNOSE DELLA TUA MISERICORDIA...

questa Preghiera l'Angelo dettò a Lucia, Giacinta e Francesco RACCOMANDANDO LORO DI DIRLA OGNI GIORNO E DI INSEGNARLA.....

La stessa preghiera dettata da Maria Vergine alla Veggente della Medaglia Miracolosa: " O Maria Concepita senza peccato, pregate per noi che a voi ricorriamo e per quanti a voi non ricorrono, in particolare i nemici della santa Chiesa e quanti a voi sono raccomandati....."
Non è infatti la medaglia in sè a sanare, ma la devozione e QUESTA Preghiera RIPETUTA OGNI GIORNO CON FIDUCIA....

In questo senso il CN naviga parallela alla Chiesa....oscurando la devozione che la Tradizione della Chiesa trasmette attraverso anche la stessa devozione dei Pontefici.....

^__^

filus ha detto...

Mi dispiace contradirti,la preghiera imparata a memoria non porta nulla,ai bambini va insegnato ciò che capiscono,non ti nascondo il mio turbamento quanto vado in chiesa e prima della messa viene recitato il Rosario,non vedo,non sento devozione o fiducia,e allora pecco nel giudicare il prossimo.
La preghiera deve innanzitutto scaturire dal cuore,dopo la si può imparare a memoria.
Prima di insegnare la Preghiera bisogna insegnare il"Pregare"l'unica Preghiera che non ha bisogno dell'Insegnamento ai bambini è il "PADRE NOSTRO"e
l'AVE MARIA'.
Tu parli di devozione?La devozione è qualcosa di profondo, fiducia,;
Beato chi veramente è devoto.
Per essere cristiano è sufficiente il battessimo,per essere un cristiano devoto a Gesù deve conoscere il Cristo e non le preghiere imparate a memoria.

Francesco ha detto...

Se la recita del Santo Rosario ti turba, caro Filus, c'è qualcosa di molto serio che non va nel tuo spirito.

Caterina63 ha detto...

Non vi è altro da aggiungere a quanto detto da francesco.....

ricordo per altro che grazie ad una stupenda iniziativa di Radio Vaticana, è possibile acquistare 4 CD con il Rosario pregato da Benedetto XVI interamente in latino, completo di litanie e Salve Regina cantata in latino in modo tradizionale....

Il rosario in latino ( 4 misteri) recitato dal Santo Padre
Cofanetto di 4 CD
Euro 15 a cofanetto + euro 2 di contributo spedizione
Per ordini:
Ufficio Promozione
promo@vatiradio.va
tel. 06 69883045
fax 06 69883463

pe l'immagine
http://www.radiovaticana.org/it1/img_foto/ROSARIO-BENEDETTO.jpg

^__^

La pulce ha detto...

LA BIMAH IN TUTTE LE PARROCCHIE

El senor Kirikus ha disegnato una bimah aerodinamica che dovrà essere installata in tutte le parrocchie dove c'è il cammino.

Consta di un piedistallo in acciaio inox lucidato a specchio, di un piano di esposizione delle Scritture in plexiglass illuminato dall'interno e infine di una cupola conica anch'essa in plexiglass recante in filigrana la diafana immagine a tutt'altezza di lui medesimo e di Dona Carmenita in tenuta da jogging.

Molti presbiteri hanno già prenotato un esemplare della nuova bimah presso il grandi magazzini romani del CNSDJ (Cientro Neocat Schiavo di Jhavè).

Ai primi 200 parroci clienti insieme con la bimah sarà consegnato in omaggio anche un paio di occhiali da relax, aventi lenti affumicate, tappi per le orecchie e tondo di sughero per il cavo orale.

Michela ha detto...

Spero che qualcuno possa spiegare meglio quello che voglio dirti, Filus, e cioè che anche quando prego recitando parole a memoria, è il mio spirito che prega in un modo che a volte può essere anche a me incomprensibile.
Per cui anche se preghiamo con le stesse parole ognuno di noi è come se stesse pregando con un linguaggio suo, e andando oltre, è come se, pregando con la semplicità che mi dà una preghiera imparata a memoria, una frasetta fatta, noi permettissimo a Gesù stesso di pregare il Padre per noi, per quelle necessità che solo lo Spirito conosce e che sono nel nostro cuore.

ecco perchè è una cosa bella che i bambini possano pregare e lodare il Signore con le parole che la Chiesa ci dona. Loro stanno dicendo molto di più di quello che a noi sembra, ascoltando solo il suono delle parole umane.

Poi aggiungo un'esperienza personale: ci sono momenti nella vita in cui non si riesce neanche più a pregare, la mente non ricorda più una parola, neanche delle preghiere più comuni. La preghiera spontanea è impossibile, e allora ripeti solo AVE MARIA, più avanti non puoi andare.
Ma non importa, c'era lo Spirito a pregare per me, o forse il mio Angelo, proprio con le prime parole di una preghiera imparate a memoria da bambina.

Caterina63 ha detto...

...naturalmente da Radio Vaticana anche il Rosario con Giovanni Paolo II....

cliccate su questa foto.....LE COSE STANNO CAMBIANDO E SI RITORNA AL SERIO....

Gruppo di giovani SACERDOTI che con il Rosario in mano si recano alla Messa della GMG
^__^

http://lh5.ggpht.com/_yQJAIcrm9YA/SA00B_XA0yI/AAAAAAAABj8/05Fh-yIAyN8/042008benedict-gnm01.JPG

ebbè.....la classe non è acqua....
;-)

sofia ha detto...

Voglio dire GRAZIE dal profondo del cuore a Michela per la sua riflessione sulla preghiera,
semplicemente stupenda:
avrò da pensarci su per giorni e giorni, e mi darà una nuova
gioia nel mio pregare quotidiano, che spesso, nella routine,
si "spegne"...
Non la dimenticherò mai.

Francesco ha detto...

Non si sono mai chiesti i neocatecumenali se all'interno delle loro preghiere "spontanee" e ad alta voce ci possa essere una larga componente di narcisismo,di psicologismo, di autointrospezione decadente e di maniera?

filus ha detto...

Il mio Spirito è a posto,il mio turbamento non è dovuto alla recita del rosario bensi'il modo con cui si recita,e non aggiungo altro.La preghiera continua è qualcosa di totalmente diverso,beati coloro che pregano in continuazione con il cuore,mente,Spirito.
Il sentimentalismo va bene fino ad un certo punto,ma Gesù ci vuole adulti nella Fede e bambini in altre cose.Gesù non ha Predicato
compromessi,o si,o no.
Francesco,non rispondo alle tue provocazioni per il semplice motivo
che Tu dici le stesse cose che dico io.
Io quando sento recitare il Rosario a persone che,secondo me,
................
magari Tu pensi la stessa cosa per le preghiere spontanee dei NC.
Resta il fatto che pecchiamo entrambi,Io e Te giudichiamo il prossimo senza conoscere il cuore.

Caterina63 ha detto...

A quanto detto da Michaela che sulla scia di Sofia ringrazio di cuore per le parole usate....vorrei aggiungere un altra considerazione sulla Preghiera.....

La così detta Preghiera DEL CUORE esiste ED E' RIPETITIVA, si dice: " Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore!"

Queste parole attribuite ai "Racconti di un Pellegrino russo" è parte strutturale dell'ortodossia cattolica-cristiana è BIMILLENARIA.... i monaci insegnavano ed insegnano questa "giagulatoria" in maniera continuata, ripetittiva fino allo svenimento ^___^

Inoltre non dimentichiamo che nel momento della maggiore angoscia (stadio assimilabile all'esempio fatto da Michaela) è Gesù stesso che ci insegna la RIPETITIVITA' della Preghiera, Egli stesso, si legge nel Vangelo, ripeteva per tre volte la medesima preghiera....

Quando devo curarmi da una malattia prendo RIPETITIVAMENTE la medesima medicina per giorni.... oggi dopo l'infarto sono obbligata a prendere PER TUTTA LA VITA una pasticca....se la salto rischio una trombosi ^___^
la ripetitività dunque ci salva invece DALL'INVENTARCI che seppur inventare è cosa buona, non è detto che per la nostra anima sia efficace, ergo la Chiesa e i Santi ci insegnano e ci trasmettono METODI INFALLIBILI.....

;-)

Michela ha detto...

Prima che arrivino valanghe di post di neocatecumenali, va precisato che nel cammino viene insegnata la Preghiera del cuore, come momento di preghiera silenziosa che si fa durante le Lodi da soli in casa o in comunità.
Quando si fa in comunità, si sta tutti insieme ad occhi chiusi e seduti composti con le mani sulle ginocchia per una ventina di minuti.

oppure si può ripetere più volte 'Abbà Padre' finchè si entra in uno stato di silenzio interiore.

Ci avevano insegnato che la ripetizione serviva per acquietare la mente, per allontanare i pensieri disturbanti.
Come sempre un po' di verità e un po' di psicologismi mescolati assieme.