sabato 30 agosto 2008

Modernismo e interpretazione della Scrittura

Mi ha molto colpito questo post de "il Signor Veneranda"
I nostri amici dimenticano che nell’Enciclica “Divino afflante spiritu” Pio XII diceva: “Oggi quest’arte che suol chiamarsi critica testuale e nelle edizioni degli autori profani si impiega con grande lode e pari frutto con pieno diritto si applica ai sacri libri appunto per la riverenza dovuta alla Parola di Dio … oggi occorre dire che quell’arte ha raggiunto una tale stabilità e sicurezza di forme che agevolmente se ne può scoprire l’abuso e con i progressi conseguiti essa è diventata un insigne strumento atto a propagare la divina parola in una forma più accurata e più pura. Neppure fa bisogno qui ricordare – essendo cosa nota e palese a tutti gli studiosi della Sacra Scrittura – in quanto onore abbia tenuti la chiesa dai primi secoli all’età nostra, questi lavori di critica”.

Ricorderei al Signor Veneranda che nella stessa enciclica Pio XII diceva molte altre cose e lui ci riporta il vezzo tutto neocat di prendere solo i frammenti che fanno comodo per costruirsi una verità a proprio uso e consumo... E trovo davvero poco 'logico' poter affidare tanta sicurezza soltanto a delle 'tecniche', per quanto sofisticate esse siano, dal momento che, come si sa, esse sono sempre strumenti e, in quanto tali, dipende da chi le usa e dall'uso che ne fa...

Contrariamente alla sua visione di un ottimismo quanto meno acritico, lo stesso Pio XII, nella successiva "Humani generis", 22 agosto 1950 - "CIRCA ALCUNE FALSE OPINIONI CHE MINACCIANO DI SOVVERTIRE I FONDAMENTI DELLA DOTTRINA CATTOLICA"
I dissensi e gli errori degli uomini in materia religiosa e morale, per tutti gli onesti, soprattutto dei i sinceri e fedeli figli della Chiesa, sono sempre stati origine e causa di fortissimo dolore, ma specialmente oggi, quando vediamo come da ogni parte vengano offesi gli stessi principi della cultura cristiana....
È vero pure che i teologi devono sempre ritornare alle fonti della Rivelazione divina: è infatti loro còmpito indicare come gli insegnamenti del vivo Magistero "si trovino sia esplicitamente sia implicitamente" nella Sacra Scrittura o nella divina tradizione. ... Ma per questo motivo la teologia, anche quella positiva, non può essere equiparata ad una scienza solamente storica. Dio insieme a queste sacre fonti ha dato alla sua Chiesa il vivo Magistero, anche per illustrare e svolgere quelle verità che sono contenute nel deposito della fede soltanto oscuramente e come implicitamente. E il divin Redentore non ha mai dato questo deposito, per l'autentica interpretazione, né ai singoli fedeli, né agli stessi teologi, ma solo al Magistero della Chiesa. Se poi la Chiesa esercita questo suo officio (come nel corso dei secoli è spesso avvenuto) con l'esercizio sia ordinario che straordinario di questo medesimo officio, è evidente che è del tutto falso il metodo con cui si vorrebbe spiegare le cose chiare con quelle oscure; anzi è necessario che tutti seguano l'ordine inverso. Perciò il Nostro Predecessore di imperitura memoria Pio IX, mentre insegnava che è còmpito nobilissimo della teologia quello di mostrare come una dottrina definita dalla Chiesa è contenuta nelle fonti, non senza grave motivo aggiungeva le seguenti parole: "in quello stesso senso, con cui è stata definita dalla Chiesa".
...Ritorniamo ora alle teorie nuove, di cui abbiamo parlato prima: da alcuni vengono proposte o istillate nella mente diverse opinioni che sminuiscono l'autorità divina della Sacra Scrittura. Con audacia alcuni pervertono il senso delle parole del Concilio Vaticano (1) con cui si definisce che Dio è l’Autore della Sacra Scrittura, e rinnovano la sentenza, già più volte condannata, secondo cui l'inerranza della Sacra Scrittura si estenderebbe soltanto a ciò che riguarda Dio stesso o la religione e la morale.
Anzi falsamente parlano di un senso umano della Bibbia, sotto il quale sarebbe nascosto il senso divino, che è, come essi dichiarano, il solo infallibile. Nell'interpretazione della Sacra Scrittura essi non vogliono tener conto dell'analogia della fede e della tradizione della Chiesa; in modo che la dottrina dei Santi Padri e del Magistero dovrebbe essere misurata con quella della Sacra Scrittura, spiegata, però, dagli esegeti in modo puramente umano; e non piuttosto la Sacra Scrittura esposta secondo la mente della Chiesa, che da Cristo Signore è stata costituita custode e interprete di tutto il deposito delle verità rivelate.
Inoltre il senso letterale della Sacra Scrittura e la sua spiegazione elaborata, sotto la vigilanza della Chiesa, da tali e tanti esegeti, dovrebbe, secondo le loro false opinioni, cedere il posto ad una nuova esegesi, chiamata simbolica e spirituale; secondo quest’esegesi i libri del Vecchio Testamento, che oggi nella Chiesa sono una fonte chiusa e nascosta, verrebbero finalmente aperti a tutti. In questo modo - essi affermano - svaniscono tutte le difficoltà alle quali vanno incontro soltanto coloro che si attengono al senso letterale delle Scritture.
Tutti vedono quanto tutte queste opinioni si allontanino dai principi e dalle norme ermeneutiche giustamente stabilite dai Nostri Predecessori di felice memoria: da Leone XIII nell'Enciclica "Providentissimus Deus", da Benedetto XV nell'Enciclica "Spiritus Paraclitus", come pure da Noi stessi nell'Enciclica "Divino afflante Spiritu".
Non deve recare meraviglia che tali novità in quasi tutte le parti della teologia abbiano prodotto i loro velenosi frutti.
...

Queste parole di Pio XII possono ben valere anche per molti frutti avvelenati del concilio, della sua ambiguità molto strumentale per i modernisti e per i falsi profeti...

In effetti, se l'allora card Ratzinger [nella prefazione al Documento della Commissione biblica "Interpretazione della Bibbia nella Chiesa" (1993)] diceva che "la Dei Verbum unisce le prospettive durature della teologia patristica e le nuove conoscenze metodologiche dei moderni e ci dà una sintesi che rimane autorevole... Credo che il documento rechi veramente un aiuto prezioso per rischiarare la via verso una giusta comprensione della Sacra Scrittura e apra nuove prospettive. Prosegue nella linea delle encicliche del 1893 e del 1943 e prolunga questa linea in maniera feconda..." in un'altra parte del testo dice anche: "perciò l'apparizione del metodo storico critico ha subito suscitato un dibattito circa la sua utilità e la sua giusta configurazione, un dibattitto che non si è concluso finora in nessun modo"

Torno a ripetere che secondo me il problema non sono tanto il metodo o i metodi, che possono dispiegare grandi possibilità, ma che le difficoltà e gli arbitrii nascono da chi li usa e da come li usa, cioè se davvero viene conservato il legame vitale con le fonti (Scrittura, Patristica, Magistero)

Oggi l'unico Magistero autorevole sembra quello conciliare e nella Chiesa ci sono due anime e tanto disorientamento...

75 commenti:

mic ha detto...

Dopo il fondamentale e interessante articolo inserito da Caterina, che sarà inserito come documento nel sito, insieme a tutte le riflessioni più significative della relativa pagina e di queste successive, sarà interessante continuare la riflessione sul particolare aspetto messo in evidenza qui, che può tornarci utile in occasione e in relazione all'imminente Sinodo dei Vescovi.

Anzi, con un po' di buona volontà potremo prenderci a riferimento i documenti preparatori e alcune interviste significative, che cercheremo di raccogliere e mettere a disposizione sul sito e, nel frattempo, con un po' di pazienza, possono essere pescate sul "Papa Ratzinger blog"...

Ma intanto possiamo cominciare a parlarne in base a queste notazioni essenziali... personalmente scopro molto accentuata la tendenza di partire per la tangente e il moltiplicarsi di tante scuole di pensiero quanti sono gli studiosi e gli esegeti e le rispettive tendenze... e, nel mare magnum, enormi difficoltà e disorientamento per quelli che Pio XII chiamava "tutti gli onesti, soprattutto dei i sinceri e fedeli figli della Chiesa"

mic ha detto...

Indietro tuttavia non si torna...però possiamo ostacolare nuovi abusi e arginare i danni compiuti.... il Papa lo sta facendo e stare con lui significa soffrire con lui per questa riforma che non sarà indolore, nè sarà breve...abbiamo passato 40 anni nell'apostasia e nelle false dottrine, ci vorrà un altro secolo per riaggiustare il tutto...
e se il Signore ha pazienza con noi, a maggior ragione anche noi dobbiamo lavorare con infinita pazienza....


Riporto qui questa affermazione di Caterina, condividendo...

Penso che non solo dobbiamo vigilare sui nuovi abusi, ma anche sul persistere di quelli abominevoli ancora in atto, che stanno facendo sì che nella Chiesa ci sia una compresenza di "due anime", due realtà diverse che sembrano inconciliabili, non dialoganti, non integrabili e io stesso, in alcuni punti faccio fatica a riconoscere dov'è la Verità e i miei dubbi si moltiplicano...

stephanos78 ha detto...

La verità sta nella Chiesa "non visibile". La Verità sta là dove il Magistero e la Tradizione Viva sono condivisi e sono ribaditi.

La Verità sta, ad esempio, nella Fraternità di San Pietro.

La Verità è una Persona. E Gesù Cristo, Nostro Signore Dio, e DOVE STA LUI, degnamente Onorato, Adorato e Custodito nel Santo Tabernacolo, sull'Unico Vero Altare, nella RETTA dottrina,lì sta la Verità!

Il problema grave sta non tanto nella presenza della Verità. Essa c'è e non potrebbe essere altrimenti.

Il problema sta in questo arbitrio che è l'imposizione di "un'altra verità", con la "v" minuscola, che si OBBLIGA a riconoscere come "vera" anche se non lo è! Dare pari dignità a questa "verità", nonostante sia indegna.
Questo silenzio e questo "lasciare fare" nella direzione della confusione, genera disastri incredibili e carica di responsabilità gravissime chi di dovere.

Questo è il vero ed unico problema. La "coesistenza legittimata". Perchè è "normale" che ci sia "ogni vento di dottrina". Ma quello che non è normale è che si "legittimino" questi venti. Che si "lascino stare". Infatti se è vero che la zizzania cresce insieme al grano, è anche vero che il grano è grano e la zizzania è zizzania! Il grano non diventa zizziania e la zizzania non diventa grano! Questo, oggi, si tenta di fare!

Emma ha detto...

Il problema è che la zizzania si fa passare per grano, dice essere grano, anzi ancor meglio del grano, la specie primitiva e autentica del grano , c`è chi si lascia suggestionare e dice ...guarda che bel grano!
Gli occhi, i cuori, le menti non sanno più fare la distinzione, e chi vede che è zizzania, chi lo sa, tace, si rende complice e la zizzania cresce sempre più forte.
Già sin d`ora sento e leggo qua e là commenti di cattolici "modernisti" ,di quelli che credono che una nuova Chiesa è nata con il Concilio Vaticano II, ci avvertono che il prossimo sinodo sulla Parola ci stupirà, ci zittirà, io al contrario spero che Benedetto XVI, farà chiarezza anche su questo punto.
Con quali reali effetti, non lo so, quando si vede come la Sacramentum Caritatis è stata ed è rispettata ....
Ogni qualvolta la leggo e poi penso all`art. 13 dello Statuto del Cn, mi ritrovo in rivolta, nell`incomprensione la più totale.

In un`omelia pronunciata l`8 novembre 1964, Paolo VI ha detto:

"Accresciamo in ogni momento la sostanza e il vigore del bene. Tutte le storture che vediamo intorno a noi e che lamentiamo, dipendono, in realtà, a guardarle bene, da una certa viltà dei buoni, dalla loro debolezza. Il Pontefice Pio XII di v.m. asseriva che la fiacchezza dei buoni è la grande causa o almeno la grande occasione delle cose cattive che sono nella nostra società, nel nostro tempo. Con questa inefficienza il giusto può tramutarsi in individuo imbelle, inerte, codardo, egoista, incapace di agire: in tal modo lascia trionfare il male nel mondo.

http://www.vatican.va/holy_father/paul_vi/homilies/1964/documents/hf_p-vi_hom_19641108_it.html

Caterina63 ha detto...

Caro Mic....bentrovato ^___^ a conclusione dell'ottimo testo che hai postato per aprire questo nuovo spazio, concludi dicendo:

Oggi l'unico Magistero autorevole sembra quello conciliare e nella Chiesa ci sono due anime e tanto disorientamento...

********************

concordo sul disorientamento, ma sarei più prudente nel cadere nella trappola del definire "unico Magistero" quello del Concilio, semplicemente perchè dobbiamo noi fare in modo che questa errata concezione non diventi uno strumento per parlare del disiorentamento, ma diventi quella triste realtà che dobbiamo correggere......^___^

Nella Chiesa infatti non ci sono due anime ma bensì c'è L'APOSTASIA contro quell'unica anima che fa vivere la Chiesa da 2000 anni facendole superare, in ogni epoca, proprio questi spiriti contrari, questi venti contrari profetizzati da san Paolo....;-)

Tu giustamente dici "sembra" usando dunque il condizionale, ma proprio perchè sappiamo che questo non è vero, ossia che Cristo è a capo di UNA CHIESA CHE HA UN ANIMA SOLA.tutto il resto non dobbiamo assimilarlo MAI come una verità che si scontra con un altra verità, al contrario denunciare semplicemente L'APOSTASIA IN ATTO....

Questo in fonde dice lo stesso documento di Pio XII da te riportato......e trovo interessante anche quanto spiegava l'allora Ratzinger sull'interpretazione della Scrittura:

PREFAZIONE
dell'Em.mo Card. Joseph Ratzinger
al documento

L'interpretazione della Bibbia nella Chiesa

Lo studio della Bibbia è come l’anima della teologia; lo dice il Concilio Vaticano II (Dei Verbum 24), rifacendosi a una espressione del Papa Leone XIII. Tale studio non è mai finito; ogni epoca deve di nuovo, a modo suo, cercare di capire i Libri Sacri. Nella storia dell’interpretazione, l’uso del metodo storico-critico ha segnato l’inizio di una nuova era. Grazie a questo metodo sono apparse nuove possibilità di capire il testo biblico nel suo senso originario. Come ogni realtà umana, questo metodo nasconde in sé, con le sue possibilità positive, alcuni pericoli.

La ricerca del senso originario può portare a confinare la Parola esclusivamente nel passato, di modo che la sua portata presente non è più percepita. Il risultato può essere che soltanto la dimensione umana della Parola appaia reale; il vero autore, Dio, sfugge alle prese di un metodo che è stato elaborato in vista della comprensione di realtà umane. L’applicazione alla Bibbia di un metodo “profano” era necessariamente soggetta a discussione.

Tutto ciò che aiuta a conoscere meglio la verità e a disciplinare le proprie idee offre alla teologia un contributo valido. In questo senso, era giusto che il metodo storico-critico fosse accettato nel lavoro teologico. Però tutto ciò che restringe il nostro orizzonte e ci impedisce di portare lo sguardo e l’ascolto al di là di quanto è meramente umano, deve essere rigettato affinché un’apertura sia mantenuta. Perciò l’apparizione del metodo storico-critico ha subito suscitato un dibattito circa la sua utilità e la sua giusta configurazione, un dibattito che non è concluso finora in nessun modo.

In questo dibattito, il Magistero della Chiesa cattolica ha più volte preso posizione con importanti documenti.

In primo luogo, il Papa Leone XIII ha fissato alcune direttive per l’orientamento dell’esegesi, nella sua enciclica Providentissimus Deus del 18 novembre 1893.
In un tempo in cui si manifestava un liberalismo estremamente sicuro di sé e persino dommatico, Leone XIII esprimeva soprattutto diverse critiche, senza escludere pertanto l’aspetto positivo delle nuove possibilità.

Cinquant’anni dopo, grazie al lavoro fecondo di grandi esegeti cattolici, il Papa Pio XII poteva dare maggior posto agli incoraggiamenti e invitare, nella sua enciclica Divino afflante Spiritu del 30 settembre 1943, a sfruttare i metodi moderni per la comprensione della Bibbia.

La Costituzione del Concilio Vaticano II sulla Rivelazione divina, Dei Verbum, del 18 novembre 1965, riprende tutto questo, unisce le prospettive durature della teologia patristica e le nuove conoscenze metodologiche dei moderni e ci dà una sintesi, che rimane autorevole.

Nel frattempo, la gamma metodologica degli studi esegetici si è ampliata in un modo che non era prevedibile trent’anni fa.

Nuovi metodi e nuovi approcci vengono proposti, dallo strutturalismo all’esegesi materialista, psicanalitica e liberazionista. Da un altro lato ugualmente, nuovi tentativi sono in corso; mirano a trarre profitto, di nuovo, dai metodi dell’esegesi patristica e a proporre nuove forme d’interpreta­zione spirituale della Scrittura.

La Pontificia Commissione Biblica si è quindi presa il compito, cent’anni dopo la Providentissimus Deus e cinquant’anni dopo la Divino afflante Spiritu, di cercare di definire una posizione di esegesi cattolica nella situazione attuale.

Nella nuova conformazione che le è stata data in seguito al Vaticano II, la Pontificia Commissione Biblica non è un organo del Magistero, bensì una commissione di esperti che, consapevoli della loro responsabilità scientifica ed ecclesiale in quanto esegeti cattolici, prendono posizione su problemi essenziali d’interpretazione della Scrittura e sanno di avere per questo la fiducia del Magistero.
Così è stato elaborato il presente documento.

Esso presenta una visione d’insieme, ben fondata, del panorama dei metodi attuali e offre, a chi lo chiede, un orientamento circa le possibilità e i limiti di queste vie. Su questo sfondo, il documento considera la questione del senso della Scrittura: in che modo è possibile riconoscere tale senso, in cui si compenetrano la parola umana e la parola divina, la singolarità dell’evento storico e la costante validità della parola eterna, contemporanea di ciascuna epoca.

La parola biblica ha la sua origine in un passato che è reale, ma non soltanto in un passato, viene anche dall’eternità di Dio. Ci conduce nell’eternità di Dio, passando però attraverso il tempo, che comprende il passato, il presente e il futuro. Credo che il documento rechi veramente un prezioso aiuto per rischiarare la questione della giusta via verso la comprensione della Sacra Scrittura e apra nuove prospettive. Prosegue nella linea delle encicliche del 1893 e del 1943 e prolunga questa linea in maniera feconda.

Ai membri della Commissione Biblica vorrei esprimere la mia gratitudine per lo sforzo paziente e spesso arduo, con il quale a poco a poco è stato prodotto questo testo. Auguro al documento una larga diffusione, affinché contribuisca efficacemente alla ricerca di una più profonda appropriazione della Parola di Dio nella Sacra Scrittura.

Roma, nella festa dell’evangelista San Matteo 1993.


+ JOSEPH Card. RATZINGER
__________________
"Se sarete ciò che dovrete essere, metterete fuoco in Italia e nel mondo intero" (S.Caterina da Siena)

Caterina63 ha detto...

Vorrei dare un ulteriore contributo al tema rammentando quanto segue.....

2Pt. 3
11 Poiché dunque tutte queste cose devono dissolversi, quali non dovete essere voi, per santità di condotta e per pietà, 12 mentre attendete e affrettate la venuta del giorno di Dio, in cui i cieli infocati si dissolveranno e gli elementi infiammati si scioglieranno! 13 Ma, secondo la sua promessa, noi aspettiamo nuovi cieli e nuova terra, nei quali abiti la giustizia.
14 Perciò, carissimi, aspettando queste cose, fate in modo di essere trovati da lui immacolati e irreprensibili nella pace; 15 e considerate che la pazienza del nostro Signore è per la vostra salvezza, come anche il nostro caro fratello Paolo vi ha scritto, secondo la sapienza che gli è stata data; 16 e questo egli fa in tutte le sue lettere, in cui tratta di questi argomenti. In esse ci sono alcune cose difficili a capirsi, che gli uomini ignoranti e instabili travisano a loro perdizione come anche le altre Scritture.


*******

a me sembra di udire Pietro....in Benedetto XVI...^___^

dunque il problema dell'interpretazione delle Scritture non è di oggi p del dopo Concilio..... esso comincia con gli apostoli, con la Chiesa giacchè il Cristo stesso, ammaestrando, inizia ad interpretare le Scritture....^__^

Il primo caso di falso interpretazione la troviamo con Marcione, dopo l'anno 100 il quale voleva eliminare tutto l'A.T. e alcune Lettere degli apostoli e qualche vangelo...perchè sosteneva che il Dio dell'A.T. non fosse quello rivelato dal Cristo....
Marcione ERA UN PRETE....^__^
La Chiesa di allora naturalmente smentisce subito questa interpretazione e stabilisce l'unicità della Scrittura dividendola da allora in ANTICO E NUOVO TESTAMENTO e chiamandola Bibbia, appunto "raccolta di libri"...

L'interpretazione delle Scritture arriverà ad ingannare perfino il grande Tertulliano (colui che coniò il termine TRINITA') che perderà così l'occasione di essere chiamato Padre della Chiesa poichè si distaccherà dalla Chiesa a causa dell'interpretazione sulla MORALE cristiana.......
Tuttavia è sempre rimasto un ottimo scrittore e di conseguenza la Chiesa l'ha sempre tenuto in grande considerazione senza scomunicarlo.....

E possiamo continuare con Ario, Donato (questo era un vescovo, Ario era un prete)ai tempi di sant'Agostino....tante persone che interpretando falsamente le Scritture diedero origine agli scismi, alle divisioni, alle INCOMPRENSIONI......

In questo periodo 300/400 tra sant'Agostino e san Girolamo nascerà una stupenda collaborazione fatta anche di SOFFERTE DISCUSSIONI ED INCOMPRENSIONE FRA I DUE...^___^ sempre sull'interpretazione delle Scritture....due Santi, due Padri della Chiesa, due colonne portanti dell'interpretazione delle Scritture.......nascerà da questo la VULGATA la prima traduzione della Bibbia in latino dai testi originali.....
Ed è scontro fra i due santi sulla questione dei Deuterocanonici, ma alla fine trovano l'accordo.....e Papa Damaso ha fiducia in san Girolamo....

Per farla breve arriviamo poi agli scontri politici per la questione del primato petrino....e giungiamo a LUTERO......^___^

Lutero si rifà alle discussioni di san Girolamo per dire che i Deuterocanonici sono apocrifi....
la differenza è enorme:
Deuterocanonici significa "fuori dal canone" ma ritenuti comunque autentici dalla Chiesa perchè citati dagli Apostoli nelle loro Lettere poste nel Canone;
Apocrifi vuol dire NON AUTENTICO DI DUBBIA FEDE.....ergo la Chiesa non poteva accettare l'interpretazione di Lutero e al Concilio di Trento stabilisce una volta per tutte il Canone Biblico e vieterà l'interpretazione delle Scritture ai "non addetti ai lavori"......

Lutero con queste interpretazioni darà il via così ad una nuova comunità cristiana PRIVA DEL SANTISSIMO SACRAMENTO, PRIVA DEL SACERDOZIO, PRIVA DELLA SUCCESSIONE APOSTOLICA....CON CHIESE COSTRUITE SUL SUO CRITERIO INTERPRETATIVO......^__^

arriviamo ai giorni nostri...impossibile controllare ogni laico che interpretando la Bibbia da solo o con qualche prete o anche vescovo dalle idee errate, finisce di dare il via così a qualche attività attraverso la quale pretendere di essere UNA NUOVA INTERPRETAZIONE, UNA VISIONE NUOVA DI CHIESA.....egli arriverà a fare danni prima di poter essere bloccato....

Ancora una volta, quello che diceva PIETRO 2000 anni fa deve farci tremare :

15 e considerate che la pazienza del nostro Signore è per la vostra salvezza, come anche il nostro caro fratello Paolo vi ha scritto, secondo la sapienza che gli è stata data; 16 e questo egli fa in tutte le sue lettere, in cui tratta di questi argomenti. In esse ci sono alcune cose difficili a capirsi, che gli uomini ignoranti e instabili travisano a loro perdizione come anche le altre Scritture.

***************

LA PAZIENZA DEL SIGNORE E' PER LA NOSTRA SALVEZZA.....ma alla consolazione segue il monito:
Attenti!!! nelle Scritture ci sono cose difficili da capire CHE GLI IGNORANTI E GLI INSTABILI TRAVISANO(=INTERPRETANO) A LORO PERDIZIONE.....


Per non sbagliare, oggi, occorre rileggersi la storia vera della Chiesa, quella che ha sempre lottato perchè questi dall'interpretazione di comodo non distruggessero mai la sana Dottrina per quanti danni potessero fare.....

Buona riflessione..fraternamente CaterinaLD
;-)

Francesco ha detto...

Mi sembra che vessilliferi di Codesta libera interpretazione delle scritture siano oggi i neocatecumenali e la scuola di Bose.
Entrambi approvati (!?) da Roma.

A volte mi viene il dubbio che la protestantizzazione di cui si parlava qualche thread fa sia quasi cercata, o comunque giustificata.

Cosa c'è sotto?

mic ha detto...

Cara Caterina,
intanto grazie per il tuo articolato e appassionato intervento

Per me oggi il dilemma è questo:

devo credere al dogma dell'inerranza delle Scritture o
alla Dei Verbum quando afferma: "bisogna ritenere, per conseguenza, che i libri della Scrittura insegnano con certezza, fedelmente e senza errore la verità che Dio, per la nostra salvezza, volle fosse consegnata nelle sacre Scritture."

che si dice debba interpretarsi nel senso che l'inerranza della Sacra Scrittura non è assoluta, come asserisce il dogma, ma limitata alla "verità salvifica" e qindi si formula tutta la conseguente teologia su questa linea?

So bene, carissima, che la Chiesa ha un cuore solo e un'anima sola, nel Signore; ma in realtà oggi coesistono due Chiese: certo una, come dici tu, è quella dell'apostasia... ma ci sono dei casi in cui il confine è talmente sottile, che è difficile distinguerle...

Dovrei smetterla di farmi domande e porle a quelle che dovrebbero essere le mie guide: non trovo una guida che si discosti dalla linea postconciliare, a meno che non dialoghi con le FSSPX... ma in questo caso è difficile un et et, alla fine ti costringono a farti arrivare ad un aut aut e non è proprio quello che voglio...

Devo affidarmi a Pietro e attendo quello che dirà...

Caterina63 ha detto...

Difficile dare una risposta caro Mic e caro Francesco....^___^

sapete...quando mi trovo di fronte a domande difficili mi leggo questo passo,

Ma ecco un avvertimento che viene da molto più in alto. Immediatamente dopo la guerra
del 1870-71, viveva nella Lorena annessa una giovane, Caterina Filljung, fondatrice di una
congregazione religiosa, a cui la S. Vergine si è degnata fare, sull'avvenire della Francia,
delle rivelazioni di cui molte si sono già realizzate. La Madre di Dio le disse, il 19 maggio
1873:

"Si vuol essere troppo sapienti e non si crede più al divino. Ciò che è mistero è rigettato,
e si trova nella propria intelligenza di che spiegarlo naturalmente. Molti dei miei servitori
vengono a patti con questo mondo perverso e mettono da parte la semplicità primitiva...
Essi si credono tanto sapienti da spiegare da se stessi i misteri di mio Figlio. Essi soffriranno
molto, è vero, ma io proteggerò in un modo particolare quelli che mi amano".

**************

^___^
prendo la corona del Rosario e cerco intanto di ricevere la grazia di non dissociarmi, io, mai dalla Chiesa....pensare dunque che queste persone "pagheranno fino all'ultimo spicciolo" come dice Gesù in Matteo ogni tentativo di seminare l'errore....e penso sempre alla zizzania che Dio ha permesso perchè si potesse VEDERE l'erba buona.....^___^

A volte penso che se nelle Scritture certe cose fossero state scritte più chiaramente, tanti danni si sarebbero risparmiati....^___^ ma comprenderete bene che l'AUTORE della Scrittura ha deciso per un linguaggio spesso incomprensibile forse anche per che facessimo tutto da soli.....

Una risposta che si può dunque dare è legata alla coscienza...all'umiltà....all'obbedienza.... virtù che dovrebbero essere corteggiate prima di aprire la Sacra Scrittura.....
^___^

Impossibile non farsi domande caro Mic.....a me ne vengono migliaia ogni giorno^___^ e un blog serve anche a parlarne per aiutarci vicendevolmente a resistere al pessimismo.... guardare al Crocefisso e ripetersi che "completo nella mia carne quello che manca ai patimenti di Cristo"....e continuare a combattere la Buona Battaglia con l'informazione, le denuncie e tanta, tanta preghiera e fiducia....

^___^

Caterina63 ha detto...

Andiamo avanti a capire che le questioni fra un Magistero e l'altro non nascono dal Concilio ^___^

il 12 giugno del 1962, prima del Concilio, Fernando Crombette, manda una "Lettera" al suo vescovo al quale fa presente alcune questioni da tenere presente nel Concilio al quale egli parteciperà....
Sulla questione dell'interpretazione biblica fa alcuni riferimenti fra i quali questo passo che ritengo utile al tema....

è da leggersi con calma ^___^


Il male, che non si ha nemmeno l'aria di supporre, è immenso. Qual'è la causa? Giacché è
giustamente che Virgilio ha scritto: "Felix qui potuit rerum cognoscere causas". É molto
più facile curare il male quando se ne conosce l'origine. L'Abbè Breuil ce lo indica (pag.
174 della rivista precitata):

"... già molto tempo fa, il nostro grande Papa Leone XIII°, in una delle sue Encicliche,
scriveva che, in ciò che concerne le scienze naturali, le Sacre Scritture non riflettevano che
la conoscenza del loro tempo, ed è da lungo tempo stabilito nella nostra Chiesa che la storia
della terra e dei suoi esseri viventi deve essere lasciata alla ricerca degli Uomini di
Scienza."

"Si tratta evidentemente del seguente passaggio dell' Enciclica Providentissimus Deus, del
18 novembre 1893:

"Nessun disaccordo reale può esistere tra la teologia e la fisica ben
comprese. Se vi è opposizione apparente, bisogna ricordarsi che gli autori sacri, non avendo
per scopo di insegnare la costituzione intima dei corpi, parlano talvolta della natura
in una maniera metaforica, o conformemente al linguaggio del loro tempo, secondo ciò che
appare ai sensi".


Orbene, questa idea era appunto quella che sosteneva, e negli stessi termini, Galileo, quando
scriveva alla granduchessa di Toscana:

"La S. Scrittura... non può nè mentire, nè ingannarsi... ma... si commetterebbero numerosi
e funesti errori se si volesse attenersi sempre al senso letterale delle parole... Nelle questioni
di scienze naturali, la S. Scrittura dovrebbe occupare l'ultimo posto... La Bibbia,
adattandosi all'intelligienza degli uomini, parla, e in molti casi con ragione, secondo le
apparenze, e impiega dei termini che non sono destinati a sopprimere la Verità Assoluta; la
natura (essa) si conforma rigorosamente e invariabilmente alle leggi che le sono state date...
Un'opinione che non concerne la salute dell'anima, può essere eretica? Si può forse
sostenere che lo Spirito Santo abbia voluto insegnarci qualcosa che non concerne la salvezza
dell'anima ?"

***

Quando i modernisti ebbero letto il passaggio precitato dell'enciclica "Providentissimus
Deus", non stavano in sè dalla gioia; tutto il resto del documento pontificale, che conteneva
peraltro cose eccellenti, disparve ai loro occhi; essi si affrettarono ad estendere a tutta la
Bibbia la concessione fatta da Leone XIII° all'esegesi galileiana.
Era talmente comoda per
risolvere tutte le difficoltà in caso di conflitto con l'una o l'altra scienza! Così il modernismo
si espanse con una velocità vertiginosa.

Il male fu così grande che, poco dopo la sua
elezione, Pio X° credette di dover lanciare la sua enciclica "Pascendi" contro il modernismo,
dove egli prendeva visibilmente il contropiede dell'opinione del suo predecessore. In
effetti scriveva così:

"Secondo i modernisti, nei Libri Sacri ci sono parecchi punti, che toccano la scienza e la
storia, in cui si constatano degli errori manifesti. Ma non è nè di scienza nè di storia che
questi libri trattano: è unicamente di religione e di morale. La storia e la scienza non sono
che una sorta di involucro nel quale si svolgono le esperienze religiose e morali per penetrare
più facilmente nelle masse. Se, in effetti, le masse non intendevano altrimenti le cose,
è chiaro che una scienza e una storia più perfette sarebbero state di ostacolo, più che di
aiuto... Infine, essi spingono tanto lontano le cose che, perdendo ogni misura, vogliono rivelare
ciò che si spiega per la via vera e legittima. Noi... poiché non esiste che una sola e
unica Verità e riteniamo che i Libri Santi, scritti sotto l'ispirazione dello Spirito Santo,
hanno Dio per Autore, noi affermiamo che ciò equivale a prestare a Dio stesso la menzogna di utilità o la menzogna ufficiale, e diciamo con S. Agostino: "In un'autorità così alta,
ammettete una sola menzogna ufficiale e non rimarrà più parte di questi Libri, appena
risulterà difficile da praticare o da credere, in cui non sia lecito vedervi una menzogna
dell'Autore, da Lui voluta appositamente in vista di uno scopo.
E così succederà, prosegue
il S. Dottore, che ognuno crederà ciò che vorrà, e non crederà ciò che non vorrà credere".


E il Santo Padre conclude:

"Abbracciando con un solo sguardo tutto il sistema, chi potrà stupirsi se Noi lo definiamo
l'incontro di tutte le eresie".

Malauguratamente, Pio X° non ha osato andare fino a disconoscere chiaramente le concessioni
fatte al modernismo da Leone XIII°. Il risultato fu che i modernisti continuarono ad
appoggiarsi sul passaggio considerato dell'Enciclica "Providentissimus Deus" per espandere
sempre più i loro errori, e lasciarono puramente e semplicemente cadere l'Enciclica
"Pascendi".

Il rimedio? Che il Concilio prenda nettamente posizione su questo punto e radi
dall'Enciclica di Leone XIII° il passaggio incriminato.
Bisogna avere il coraggio di riconoscere i suoi errori.
La concordanza tra l'esegesi galileiana e l'interpretazione rilasciata da Leone XIII° è troppo
evidente per non accorgersi che il Papa vedeva soprattutto nel suo testo l'affare Galileo.


VACANT e MONGENOT (Dizionario di Teologia Cattolica) sono formali in merito: "I teologi
ammettono oggigiorno la dottrina di Galileo. É l'insegnamento dato nei grandi seminari,
e Leone XIII° ha garantito questo insegnamento con la sua alta autorità nell'Enciclica
Providentissimus Deus".

Ci si era vergognati molto presto nella Chiesa della condanna
pronunciata nel 1616 da Urbano VIII° contro il sistema di Galileo. A partire dal
1664, sotto il pontificato di Alessandro VII°, l'edizione dell' "Indice" non conteneva più che
un sommario del decreto del 1616. La formula, già addolcita, fu soppressa nell'edizione
dell' "Indice" del 1757 con l'autorizzazione speciale di Benedetto XIV. Infine, l' 11 settembre
1822, Pio VII° approvò il decreto della Congregazione dell'Inquisizione che permetteva
la stampa delle opere insegnanti il sistema galileiano. Non mancava più a queste ritrattazioni
successive di Paolo V° e di Urbano VIII°, che l'accettazione aperta dell'esegesi di Galileo.
Questa fu, l'ho già detto, l'opera di Leone XIII° nel 1893. Quest'ultima concessione
allo scientismo era quanto mai inopportuna.


*******************

Interessante vero?
^__^

Caterina63 ha detto...

PAUSA.........

^___^

Io dipingo gli oggetti non come sono ma come li vedo

per vedere l'immagine:

http://img465.imageshack.us/img465/3759/getimagejspxb5.jpg

chi disse questa frase?
Picasso... sempre di pittori parliamo.....

;-)

Francesco ha detto...

Che il problema esista, malgrado quanto più volte ha chiarito il Magistero, malgrado la Dei Verbum, è sotto gli occhi di tutti. Non ci sarebbe stato bisogno , qualora non esistesse, di dedicare alla Parola addirittura un sinodo dei vescovi.

Problema duplice: di ordine esegetico,interpretativo, di “uso”, ma anche problema di ricerca di metodologie d’annuncio affinchè la Parola non resti ( com’è accaduto fin troppo a lungo) appannaggio di addetti ai lavori.

Circa il primo aspetto, cioè come “usare” la Parola, è chiarissimo che l’abbandono vistosissimo della Lectio Divina a favore di altre “frequentazioni” della Scrittura (Sola Scriptura) introdotte prepotentemente dai certi movimenti cosiddetti ecclesiali, ha banalizzato e “casualizzato” la Parola di Dio, alla quale, mediante una consultazione estemporanea, quasi magica o divinatoria, si tende oggi a far dire tutto e niente. Più che un utilizzo ,una strumentalizzazione, un piegamento della Parola a dimostrare i propri assunti, le proprie idee, le proprie predicazioni avulse dal Magistero ecclesiale (che è chiarissimo,ma negletto).

Problema dunque enorme: si tratta di ridare alla Scrittura il ruolo che le compete, un ruolo altissimo, non certo quello di derivazione protestante (che tanto affascina e convince certi nostri teologi,ma anche moltissimi vescovi e sacerdoti) secondo cui alla Parola spetta lo stesso culto dell’Eucarestia.

Poi l’altro problema: evangelizzare o rievangelizzare attraverso la Parola ( ma sempre alla luce indispensabile del Magistero e della Tradizione della Chiesa): una direttrice di marcia ormai inesistente in moltissime parrocchie. La Lectio Divina infatti è diventata roba da museo e dove esiste qualche momento di “studio” della Parola, esso è affidato all’estemporanea, casuale ruminazione di qualche sacerdote che, pur non essendo preparato fino in fondo, cerca di cogliere qualcosa dallo studio biblico, finendo il più delle volte anch’egli a delegare a laici esperti di minestroni teologici e dottrinari.

Ecco i grandi nodi che - ci auguriamo - dovrà sciogliere il Sinodo.

Ma,se anche riuscirà a farlo, saranno poi applicate le direttive che ne scaturiranno? Oppure troveranno anche esse il loro posto in soffitta come il motu proprio S.P.?
Per inciso o corollario permettetemi di avanzare un dubbio: oggi più che il Magistero e i suoi documenti, parrebbe che dirigere gli orientamenti dei vescovi e dei parroci, nella quotidiana azione pastorale, nella grande maggioranza siano piuttosto gli articoli,i discorsi, gli slogans di teologi alla moda, di capi carismatici incartapecoriti dei movimenti più in vista, gli “studi” di pubblicisti di mestiere, le danze verbali di certo clero presenzialista sui media.

Michela ha detto...

Caterina,
io non sono in grado di capire il senso della lettera di Crombette:
qual è il problema dell'enciclica di Leone XIII?
Si vuole rinnegare il pensiero di Galileo e ritornare ad un sapere unico?
Galileo è solo un punto di arrivo della separazione dei saperi.

Non riesco ad immaginare un'epoca come la nostra che non si serva del metodo scientifico, dimostrandone così anche gli enormi limiti, per affrontare ogni ramo della teologia, compresa l'interpretazione delle Scritture.

L'unificazione dei saperi, necessaria perchè altrimenti ci porterebbe alla schizofrenia, va cercata su altre basi, non su categorie naturali come lo spazio e il tempo; come diceva Ratzinger da cardinale, La Parola di Dio attraversa lo spazio e il tempo, ma proviene da un'eternità che li trascende, e si ripropone sempre attuale in ogni epoca storica.

quindi l'inerranza biblica non può essere su questioni 'naturali' o storiche, troppo legate alla mentalità non solo dell'epoca storica dell'autore biblico, ma soprattutto dell'epoca storica del lettore, cioè la nostra, troppo legate quindi al nostro modo di intendere la verità, e cioè come qualcosa di dimostrabile solo attraverso il metodo scientifico.

La pulce ha detto...

COMUNICATO STAMPA DEL SENOR KIRIKUS E DI DONA CARMENITA

Giunge dalla residenza estiva di Castelmarcolfo(dirimpettaia a Castelgandolfo) un comunicato stampa che indice, in concomitanza del sinodo dei vescovi, un sinodo speciale kirikiano sulla parola del senor Kirikus.

Temi e relatori:

.introduccion, a cura del senor Kirikus;

. la parola kirikiana nella parola del senor Kirikus, a cura del senor Kirikus;

. il linguaggio de los toreadors nella nueva iglesia, a cura del senor Kirikus;

. il verbo kirikiano tra aggettivi e colori kirikiani, a cura del senor Kirikus e di Dona Carmenita;

.palabra e ventaglio, a cura di Dona Carmenita;

.palapra e pennello, a cura del senor Kirikus;

. conclusioni, a cura del senor Kirikus.


Il convegno si svolgerà nella sala neocat di Via del Mascherone, nell'Urbe. Specialissimi trattamenti gratuiti( anche di idromassaggio)per tutti gli alti pelati,tacchini e pavoni bordati di rosso e di viola che interverranno e che alla fine sottoscriveranno il comunicato stampa che durante la scorsa nottata el senor Kirikus e Dona Carmenita han già messo a punto.

Gli addetti stampa si potranno rivolgere per ulteriori informazioni a Stefano Piscicedda di Paparazym.org.

La pulce ha detto...

Sono state incise sul frontone del catacumbenium estivo neocat di Castelmarcolfo, dirimpettatio di colle a Castelgandolfo, queste auree e cubitali lettere:

LA PALABRA ES PALABRA SI LA DICE EL SENOR KIRIKUS!

Gert ha detto...

Il Sinodo sulle Sacre Scritture nelle intenzioni del Sommo Pontefice riguarda l'uso della Bibbia.

Nelle intenzioni invece dei vaticanisti e dei teologi "progressisti" riguarda invece unicamente i loro scritti.

Caterina63 ha detto...

Michela ha detto...
Caterina,
io non sono in grado di capire il senso della lettera di Crombette:
qual è il problema dell'enciclica di Leone XIII?
Si vuole rinnegare il pensiero di Galileo e ritornare ad un sapere unico?
Galileo è solo un punto di arrivo della separazione dei saperi.

Non riesco ad immaginare un'epoca come la nostra che non si serva del metodo scientifico, dimostrandone così anche gli enormi limiti, per affrontare ogni ramo della teologia, compresa l'interpretazione delle Scritture.

******************

il mio era un esempio di come si interpreta il Magistero e per sottolineare che tali problemi non nascono con il Concilio, ma sono sempre esistiti....^___^

Io non credo proprio che Leone XIII volesse togliere alla Chiesa la sua autorità interpretativa sulla morale e sull'etica, nè dare fondamento allo scientismo medrno che è tipicamente contro Dio e la sua presenza nella vita dell'uomo, ma come vedi è bastato prendere due passi di due magisteri diversi citando Leone XIII e san Pio X e far apparire come se quest'ultimo avesse scritto per correggere Leone XIII ^___^

Così facciamo solitamente oggi....attribuendo a questo o all'altro Pontefice aspetti contrari ai suoi predecessori.... indubbiamente delle volte è vero, un Papa è infallibile certamente quando espone la dottrina, ma può errare nel modo con cui lo fa.....
ed è fuori dubbio che dopo il Concilio l'ermeneutica dello spezzare il passato con il presente è un fatto reale denunciato anche da Ratzinger, ergo che qualche responsabilità abbia avuto Paolo VI, come lo stesso Giovanni Paolo II e vescovi e cardinali è fuori discussione....

Il mio approfondimento intendeva semplicemente sottilineare come un certo allarmismo all'alba del Concilio era già vivo in molti fedeli laici sostenitori della Tradizione della Chiesa si, ma anche attenti al mutamento culturale e sociale del nostro tempo.....

^___^

mic ha detto...

Il mio approfondimento intendeva semplicemente sottilineare come un certo allarmismo all'alba del Concilio era già vivo in molti fedeli laici sostenitori della Tradizione della Chiesa si, ma anche attenti al mutamento culturale e sociale del nostro tempo.....

cara Caterina è proprio qui il punto.
E' noto che già prima del Concilio l'Istituto biblico e altri studiosi - sulla scia dei teologi protestanti che per altri versi molti meriti hanno nell'approfondimento dell'interpretazione delle Scritture - aveva prodotto studi sulla non storicità dei vangeli e contro il dogma dell'inerranza delle Scritture... e nel corso del concilio il gruppo dei progressisti è stato molto agguerrito ed abile nell'introdurre innovazioni che non sempre sono state arginate e hanno trovato collocazione, magari ambigua, nei documenti... del resto l'errore non è mai arginabile del tutto;

ma un conto è che si dibatta tra noi per orientarci e approfondire e meglio comprendere... e poi magari ci si arrenda facendo ricorso ad una fede semplice, essenziale, tipo: "Signore non comprendo, mi sto confondendo, aiutami, cerco solo Te e qui riconosco il mio limite, su questo vado avanti al buio, ma l'unica cosa che so è che Tu sei presente nella Tua Chiesa e non l'abbandonerai mai"...

un conto è, invece, che certi itinerari che deviano in maniera evidente dal solco della Tradizione vengano percorsi da chi ha responsabilità e influisce sulla vita di fede dell'intera Chiesa... che sta percorrendo una china di trasformazione necessaria in ragione dell'evoluzione dei tempi e delle culture, come giustamente dici... ma quanto di questa trasformazione porta con sé le strutture portanti della fede e quanto non le abbandona, qualificando come soprassato ciò che invece è vitale e va semplicemente ri-scoperto e ri-presentato all'uomo di oggi?

Vado con un solo esmpio. Oggi va di moda e purtroppo sta prendendo piede la svalutazione - alla maniera protestante, more solito - del sacerdozio ministeriale: il motivo esplicito è quello, di per sé giusto, di rivalutare il "sacerdozio regale" che ogni fedele riceve nel battesimo e di cui è bene sia sempre più consapevole per viverlo pienamente. E poi il ruolo dell'Assemmblea... l'actuosa participatio, come se questa possa essere ridotta ad un 'fare' o solo a comportamenti esteriori...
Tutte cose buone e giuste di per sé, ma diventano svianti se si realizzano e si vivono in maniera orizzontale e sganciati dalla Tradizione vivente che viene lasciata morire... qui sta la nostra sofferenza!

Conosciamo tutti la sacralità e la grandezza della funzione sacerdotale, cui il Magistero ha dedicato pagine sublimi e ricordiamo quanti santi sacerdoti nel corso dei secoli hanno guidato e santificato schiere di fedeli...

ci sono uomini di Chiesa che oggi dicono come anche nell'ebraismo, per la diaspora, la funzione sacerdotale si sia estinta e di come il sacerdozio appartenga a tutto il popolo... in parte è così e forse noi cattolici stiamo conoscendo gli effetti di una nostra 'diaspora' spirituale forse iniziata proprio a causa di certi arbitrii postconciliari, ma mi viene in mente che per gli ebrei, se non c'è più il tempio e i leviti non officiano più, tuttavia vengono ancora redatte le liste dei "cohanim", sacerdoti da secoli, ai quali spetta la "benedizione sacerdotale" e altri compiti ed essi possono sì sposarsi come tutti gli altri, ma con restrizioni legate alla loro funzione... Ti dice nulla?

E per di più ci si dimentica o si vuole dimenticare che il sacerdozio è stato istituito dal Signore... o no?

E così via per altri ambiti...
Ho sentito di recente un sacerdote, grande studioso, dire: "ma se vi piace la messa in latino, si può celebrare in latino anche il N.O."

Perché tanta fatica, per di più inutile, per far capire (!?) ad un sacerdote - rimasto sordo a questa esigenza che è spirituale e certo non sentimentale né estetica né altro - cosa cerchiamo e cosa troviamo nella Messa di sempre, a prescindere dal latino???!!!

E' un grande studioso, è sicuramente un uomo di Dio per come vive e per quello che insegna... ma da dove nasce questa che è una vera e propria 'frattura' tra la chiesa di sempre e quella di oggi e forse di domani???

Caterina63 ha detto...

Caro Mic.......ti rispondo con un esempio concreto.....

Ieri all'Angelus il Papa ha fatto una meravigliosa catechesi che intitolerei così: "LA DEBOLEZZA DI PIETRO"

^___^

Mentre domenica scorsa Gesù elogia san Pietro per la sua professione di fede la quale però non è farina del suo sacco, ma gli viene ispirata perchè Gesù potesse affidare così a Pietro la guia della Chiesa....al vangelo di ieri la situazione si capovolge ^___^ e Gesù dice a Pietro: VATTENE DA ME, SATANA!!!!

E' una situazione paradossale......un attimo primo Gesù elogia Pietro, gli da l'autorità di legare e sciogliere, gli da le chiavi del regno....e subito dopo lo definisce un TENTATORE......^___^

Perchè?
Perchè Pietro, in buona fede e per amore verso Gesù, NON COMPRENDE IL PERCHE' CRISTO DEBBA SOFFRIRE a tal punto da finire sulla croce....condanna a morte INFAMANTE....."Dio non lo permetterà MAI" gli dice Pietro...
Gesù prende questa risposta di Pietro come una TENTAZIONE... e lo rimprovera.....

Pietro protesta dicendo: "Dio te ne scampi, Signore; questo non ti accadrà mai" (Mt 16,22). E’ evidente che il Maestro e il discepolo seguono due modi di pensare opposti. Pietro, secondo una logica umana, è convinto che Dio non permetterebbe mai al suo Figlio di finire la sua missione morendo sulla croce.

Fino a qui il Vangelo spiegatoci magistralmente dal Santo Padre....

Cosa può dire a NOI che non siamo "Pietro" questa storia? ^___^

Che la situazione e il rischio di trovarsi costantemente NELLA LOGICA DEL MONDO E DEGLI UOMINI è facile.....^___^
La logica umana quale è appunto per esempio il ricorso al PACIFISMO che tanti danni ha portato alla comprensione dell'essere pacifici che è diverso, questa logica umana ci coinvolge sempre e colpisce a tutti i livelli seppur in buona fede, come in buona fede fu Pietro quando consigliava a Gesù che lui lo avrebbe salvato dall'ignomia della croce, non avrebbe permesso la croce...... ^___^

So che comprenderai...;-)

Il problema risiede anche nell'informazione....
Oggi grazie anche ad internet l'informazione corre veloce....ma anche TROPPO VEOLCEMENTE a tal punto da non lasciarci il tempo di meditare....
Le parole si accavallano una sull'altra generando TROPPA informazione delle volte e distribuendo temi spesse volte inadatti ad un pubblico IMPREPARATO.....cosa significa questo?

Che oggi si pretende di fare i MAESTRI....^___^ (faccio per prima un mea culpa) ma attenzione..una cosa è insegnare altra cosa è DONARE IL MAGISTERO NEI MODI DOVUTI, allora qui non si fa i maestri, ma si trasmette quanto ricevuto come insegna di fare proprio san Paolo ;-)

Se ci guardiamo dentro internet tanti sono diventati maestri senza alcun mandato e pochi sono coloro che TRASMETTONO invece quanto ricevuto, non comprendendo appunto la differenza fra le due attività.....;-)

Ciò che "mi salva" non è merito mio, ma dono del carisma domenicano che mi è stato donato e per il quale procedo nella mia vita quotidiana quanto internettiana MAI INSEGNANDO, MA TRASMETTENDO quanto ho ricevuto.....questo atteggiamento che è proprio un dono del Laico mediante il Battesimo e i Sacramenti, ci permette di non farci carico di pesi che non spetta a noi risolvere ^___^ già basta quel prendere la PROPRIA CROCE e seguire il Cristo sul Calvario.....

Il Papa, NOI, tutti....rischiamo invece di naufragare ogni giorno nella LOGICA UMANA.....quella logica condannata nel vangelo letto nelle Chiese ieri....e per la qual logica rischiamo con la stessa logica di trattare questi temi ed invece di ricavarne beneficio si può rischiare di ricevere pessimismo, depressione... è la NON SPERANZA mentre il Papa ci ha offerto la Spe Salvi attraverso la quale ripercorrendo proprio le questioni storiche e culturali del nostro tempo, le tratta non con la logica umana, ma con la logica del Cristo.... da qui possiamo dire: SPE SALVI!!!
^__^

Un abbraccio, CaterinaLD

Uriel ha detto...

Chi viene al Pellegrinaggio Bevagna-Assisi?

Michela ha detto...

Anch'io posso non essere d'accordo con chi vede una chiesa spaccata in due, con chi vede i segni degli ultimi tempi - ogni tempo è l'ultimo tempo -,
però credo che da questi post alle volte emergano anche i tratti del carattere di chi scrive che può essere più impetuoso o impaziente, o più rigoroso, più pratico o più intellettuale, e così via.

Se siamo qui, vuol dire che crediamo tutti che la Chiesa è guidata da Dio, che nel passato ha superato tempeste e attacchi di ogni tipo, portati soprattutto dal suo interno; e che continuerà a superarli.

Ciò non toglie che mi ritorna in mente la lettera aperta al papa ( che è sul sito) di quel giovane che parla di menzogne apertamente dichiarate dai catechisti, di soldi dati ai vescovi, di informazioni che vengono prese direttamente e indirettamente sulla vita dei neocatecumeni, e di cui resta traccia scritta.

Certo, un giorno non lontano,( qualche decina di anni?), il cammino finirà per esaurimento, ma perchè non pensare a una pastorale di reinserimento per tutti i fuoriusciti da sette e da movimenti vari.

C'è un danno molto forte che atteggiamenti settari possono fare: forse la gente dovrebbe saperlo che c'è un prezzo da pagare per voler provare ad essere cristiani di serie A.

Uriel ha detto...

Scrive Mic
Dovrei smetterla di farmi domande e porle a quelle che dovrebbero essere le mie guide: non trovo una guida che si discosti dalla linea postconciliare, a meno che non dialoghi con le FSSPX... ma in questo caso è difficile un et et, alla fine ti costringono a farti arrivare ad un aut aut e non è proprio quello che voglio...
-----------------------------------

Aut aut da chi? , da una Chiesa nella quale in fondo non ti riconosci? Eppure tutti (o la maggior parte) apprezziamo il VO e ci andiamo molto volentieri alle Messe officiate dai sacerdoti della San Pio X. La San Pio X come la FSSP sostengono questa Liturgia.
Forse e' proprio questo il cuore del problema: prendere posizione, fare una scelta; che senso ha scrivere sul Papa che fa prendere la Comunione in ginocchio, e poi inquietarsi per chi rimane in piedi. Dall'altra parte la Santa Comunione si fa in ginocchio, punto e basta, tutti, grandi, piccini; il resto, scusatemi, sono chiacchiere.

mic ha detto...

Dall'altra parte la Santa Comunione si fa in ginocchio, punto e basta, tutti, grandi, piccini; il resto, scusatemi, sono chiacchiere.

questa è la cartina di tornasole del tutto ed è anche il 'luogo' da cui può fluire copiosa la grazia e una "trasformazione" vera e non solo "a chiacchiere".

preghiamo il Signore che faccia sorgere vescovi e sacerdoti non più renitenti o distratti o indifferenti o lontani... o neocat ... o modernisti

Michela ha detto...

dice Uriel:
"Forse e' proprio questo il cuore del problema: prendere posizione, fare una scelta; che senso ha scrivere sul Papa che fa prendere la Comunione in ginocchio, e poi inquietarsi per chi rimane in piedi. Dall'altra parte la Santa Comunione si fa in ginocchio, punto e basta, tutti, grandi, piccini; il resto, scusatemi, sono chiacchiere."

Se parli solo per te puoi fare tutte le scelte che vuoi.
Se hai la responsabilità pastorale di anime, non puoi imporre quello che a te sembra giusto, quando nella chiesa a tutt'oggi ci sono tre modi di fare la Comunione:
in piedi
in ginocchio
in piedi e sulla mano.

Mi correggo: anche se quello che tu pensi è oggettivamente giusto, non puoi pretendere di imporlo a tutta la chiesa.
Questa è la nostra chiesa: con tutte le incongruenze,
con i neocatecumenali dentro
e con la FSPX fuori.
E per quanto mi riguarda questo deriva dalla volontà di Dio.

Come è pure volontà di Dio che noi amiamo questa chiesa qui, con questi vescovi e sacerdoti.

Uriel ha detto...

Michela,
parlo esclusivamente per me, anche se ognuno di noi e' costretto ad assumersi le sue proprie responsibilità.
Cio' che fa un pastore in generale in fondo non e' affar mio: e'affar mio valutarlo sulla mia vita e sulle vite che mi sono affidate.

La frase che tu scrivi:

"con i neocatecumenali dentro
.........
E per quanto mi riguarda questo deriva dalla volontà di Dio.
."
a me e' costata l'ira del blog . Forse con te si comporteranno differentemente.

Scrivi ancora
"Come è pure volontà di Dio che noi amiamo questa chiesa qui, con questi vescovi e sacerdoti".

Amare qualcosa o qualcuno si traduce in atti pratici. Bisogna poi considerare se il soggetto del nostro amore e' quello giusto.

Tu dici che il Cn e' volontà del Signore e personalmente non ho nulla contro questa affermazione; bisogna pero' inquadrare in quale contesto sia voluto.
Perche' il Signore operi a Sua maggior Gloria, per esempio, per chi rimane nel Cn o per chi ne esce?

E' difficile alla fine giustificare o meno determinate affermazioni.

Certo la strada piu' agevole (anche se piu' difficile)e' quella di compiacersi del bene che c'e' nella Chiesa, in qualunque parte stia. Ed allora tutto il male trasformato in bene, anche nel Cn a maggior ragione, proviene dal Signore.

Caterina63 ha detto...

Michela ha detto...

in piedi
in ginocchio
in piedi e sulla mano.


*************************

mi hai fatto venire in mente il gioco dei sacchi pieni, sacchi vuoiti, sacchi mezzi.....
^___^

meglio che ci ridiamo su per non piangere...o forse è meglio cominciare a piangere unpò con Cristo per lo scempio che stiamo vivendo.......

Michela ha detto...

Allora:
non ho detto proprio che il cn è volontà di Dio,
ma che è volontà di Dio che il cammino sia oggi dalla chiesa,
anche se secondo me è una setta, che confonde le menti e i cuori di chi vi partecipa.

Poi, per mia natura, ho poche idee, ma ben chiare:
1. il male resta male,
al fatto che Dio possa trasformarlo in bene, non ci credo.
Credo piuttosto che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio, come dice S.Paolo, cioè il Signore ci fa trovare altre strade, ma il male commesso e subito ci segnano sempre.

2. credo pure che non stia in me valutare se la chiesa, i suoi ministri, i suoi teologi sono degni di amore, e credo pure che anche la correzione fraterna ha molti limiti, a meno che non venga richiesta direttamente.

Io mi sento libera di criticare la chiesa, però, visto che siamo nel tema dell'interpretazione delle Scritture, cerco di non dimenticare che agli occhi di Dio, questa chiesa è il giardino in cui Lui mi ha posto, pieno di alberi con frutti, il posto migliore che ha creato per me, e per tutti.

Michela ha detto...

Caterina tu dici

mi hai fatto venire in mente il gioco dei sacchi pieni, sacchi vuoiti, sacchi mezzi.....
^___^

anch'io avevo in mente quel giochino per bambini,
che si fa per confonderli...però!

che qualcuno stia giocando anche con noi per confonderci del tutto?

Caterina63 ha detto...

.......HAI FATTO BINGO.......cara Michaela^___^ ma vinci, se vuoi, un passo in avanti verso IL CALVARIO.....^___^

confonderci....yes!!!

c'è una giagulatoria che dice:
san Giuseppe, san Michele Arcangelo, DIFENDETECI CONTRO L'INSORGERE DELLE TENEBRE......

^__^

guarda qui:
http://www.unavox.it/FruttiPostconcilio/NuoviPreti/InculturazioneUSA.htm

cosa voglio dimostrare? che senza nulla togliere alla gravità del CN.......se i vescovi in fondo glielo permettono, come fare a far comprendere a queste persone dove si annidano gli errori che lentamente conducono all'apostasia?

Ma non sono mica i soli eh....loro forse hanno la nomea, ma guardiamo ai fatti in generale....in quel collegamento c'è di tutto e di più....c'è l'apostasia ripresa PER IMMAGINI.....c'è da piangere...


Ciò che sottolineo ed invito è IL GUARDARCI ATTORNO....solo così potremmo aiutare queste persone ad aprire gli occhi e a comprendere che l'unica via d'uscita è IMITARE IL PAPA......applicare alla lettera quanto ci sta chiedendo in tema liturgico....COINVOLGERE GLI ALTRI AD UN ESAME DI COSCIENZA....

Non abbiamo altra via d'uscita....
^__^

Aldo ha detto...

Il Signore ascolta la preghiera degli umili... Caterina deve averTi ascoltato... guarda cosa dice il Crad. Vallini, Vicario di Roma... e spero si realizzi ovunque:Emergenza educativa, lettera del Cardinale Vallini alla Diocesi di Roma: “Anche i laici abbiano una formazione teologica”

CITTA’ DEL VATICANO - Per far fronte alla "emergenza educativa" della quale tanto ha parlato il Papa sin dal suo insediamento occorrono "percorsi formativi strutturati e significativi". Lo scrive il Cardinale vicario di Roma, Agostino Vallini (nella foto con il Pontefice), in una lettera inviata alla Diocesi e diffusa dal Servizio Informazione Religiosa della Chiesa Italiana. "Siamo tutti consapevoli - spiega il porporato - che tale impegnativo compito sara' fecondo solo se potra' attuarsi non in forma sporadica e frammentaria, ma con la pazienza dei tempi lunghi e l'aiuto di percorsi formativi strutturati e significativi. Al pari della formazione del clero, anche quella dei laici, particolarmente degli operatori pastorali nelle diverse comunita' e ambienti in cui la Chiesa e' chiamata ad annunciare il Vangelo di Gesu', si giova molto di itinerari del genere". Da qui l'invito a puntare sull'Istituto Superiore di Scienze Religiose "Ecclesia Mater", che "da tanti anni risponde efficacemente a tale istanza". "L'istituto - ricorda Vallini - e' a servizio sia delle parrocchie e di altre aggregazioni ecclesiali per la preparazione di persone capaci di vivere ed esprimere una "fede adulta e pensata" da valorizzare anche come formatori e responsabili nei diversi settori della pastorale diocesana".

Caterina63 ha detto...

eheheheh caro Aldo.....

con la pazienza dei tempi lunghi

^___^

speriamo che almeno comincino e che questa volta sia la volta buona ^___^

Michela ha detto...

Sarebbe una bella iniziativa, se non fosse che dal 2005 la CEI ha pensato di equiparare gli istituti di scienze religiose alle facoltà universitarie, per cui è necessario un percorso di 5 anni ( 3+2), con un numero di ore di frequenza piuttosto alto, che le rende di fatto accessibili solo a studenti e pensionati.
Davanti alla complessità della nostra società, si è ritenuto di dover preparare i laici in maniera molto più approfondita di prima, tagliando fuori, così, tante persone normali, dalla possibilità di approfondire i contenuti della fede.

anche questa è la chiesa di cui si parlava prima.
Si potevano mantenere percorsi distinti, più e meno approfonditi, ma le risorse sono quelle che sono, e finchè non coinvolgeranno anche le donne come insegnanti( per es.le suore), dovremo rinunciare a questi studi.

stephanos78 ha detto...

Dice Uriel:
Tu dici che il Cn e' volontà del Signore e personalmente non ho nulla contro questa affermazione
Carissimo, non credere che le tue convinzioni abbiano generato "ire" di qualcuno! Solo, come tu sei libero di dire quello che pensi lo siamo anche noi. E nella stessa libertà dissento su quello che non condivido, ma non per questo sono preda a "ire" di qualsiasi tipo. Troppo spesso il mio solo dissentire è stato "etichettato". Non farmi credere che anche tu etichetti..perchè non ci credo! ^__^

Io credo non che il CNC sia stato VOLUTO da Dio ma che sia stato Permesso. La permissione che Dio stabilisce, anche quando siamo di fronte ad un male oggettivo, deriva dalla Libertà degli Uomini di condividere la Volontà divina o di rigettarla. E' la fomosa "Grazia e Libero Arbitrio" di Agostiniana memoria.

Ma una cosa è il Volere di Dio, che è tutto teso alla Verità e al SOMMO bene, una cosa è il permettere. In un caso c'è il Dito di Dio, l'intervento volontario e diretto. Nell'altro c'è l'intervento di un "altro" che non è Dio (noi, Satana con la nostra collaborazione, ecc).

Questo perchè? Perchè è oggettivamente IMPOSSIBILE che Dio VOGLIA (attenzione: VOGLIA!) la sovversione di se stesso! Nel CNC c'è una parte indubbia di Bene. Ma c'è una parte di sovversione, negazione e rivolta alla Verità di Sempre. Per questo tutto l'edificio crolla. Anche le stanze belle.

Dio non VUOLE la Punizione, la Vendetta sui suoi figli o su chi ancora non è Convertito. Non vuole l'Ira. Dio VUOLE la conversione del Peccatore e non la sua Morte! Lo dice un Salmo! In tempi non sospetti quindi. Per cui Dio NON PUO' VOLERE nessun tipo di Male. Parziale o totale che sia. Nessun tipo di confusione per i suoi Figli. Nessun tipo di Vendetta! Questo è il tempo del Sacrificio del Signore Gesù "finchè egli Venga". E' il tempo del Mistero del Sacro Cuore di Cristo e del Cuore di Maria. E' il tempo della "possibilità". Pensa l'Amore "pazzo" del Signore! Tutto quello che ha fatto è per dare una POSSIBILTA'!

La Giustizia del Signore è DEL SIGNORE! E' nelle sue mani ed è un'altra POSSIBILITA'! Ma è DEL SIGNORE! Dobbiamo aver il Sacro Timor di Dio, non come TERRORE ma come rispetto amoroso! Rispetto per i SUOI decreti! Che NESSUNO può scrutare! Troppo spesso Kiko si è azzardato nel voler "forzare" la lettura del PENSIERO DI DIO! Proprio in queste DOmeniche si è sentito: "Chi può penetrare il pensiero del Signore"?

Per cui io credo fermamente che tutto ciò che non segue la Linea tracciata da Gesù Cristo nella Verità NON E' DA DIO. Altro che "Volontà di Dio"! Questo lo dico anche a mio "danno". Perchè ho sofferto la prima volta, quando vidi l'inganno che vivevo. Ho sofferto di più quando sono uscito dal CNC. Sto soffrendo ora. Non sono masochista ma sono realistico. Se una cosa sta in un modo, non è che il fatto che a me non piace la fa cambiare! E offro queste sofferenze.

Vorrei rispondere anche al tuo GIUSTO richiamo a prendere una posizione. E' SACROSANTO. Infatti, prima o dopo, una posizione si deve prendere. Io l'ho presa.

Io Sto con Pietro. Ora e sempre. Anche quando, apparentemente, posso rimanere deluso da Lui. L'Angelus citato da Caterina è un toccasana. Anche le Parole di San Pio X (o almeno credo.Vado a memoria), quando affermava che il Papa non è Infallibile quando porta avanti PROPRIE IDEE, ma solo quando Conferma la Fede di Sempre!

Quindi la nostra adesione DEVE essere consapevole. Questo l'ho capito solo dopo, con molto dolore per quello che poi ho passato.

Ma è ASSURDO che si insegni, sotto l'etichetta di "cattolico" (vedi CNC e non solo!) la NON CONSAPEVOLEZZA E LA CECITA' nella adesione alal Fede!

Per cui mi sento LEGATO indissolubilmente alla Fraternità di San Pietro. Perchè credo che l'unico modo per fare del bene sia STARE NELLA CHIESA, NELLA BARCA DI PIETRO, e dare un contributo nella Verità. Per quanto ci è dato, nei nostri limiti e nel nostro ambito.

Quello che fa la San Pietro nel silenzio OPEROSO.

Francesco ha detto...

Riflettevo sulla vocaziopne di questo blog, nato come tribuna aperta per dar voce a coloro che sono stati scottati dal Cammino Neocatecumenale, per aiutare a non cascarci coloro che sono in procinto di entrare mnel Cammino, per consentire a tutti di esprimere le proprie opinioni sul merito del problema.

E' bellissimo che tutto ciò duri da ormai due anni e tre mesi e che migliaia siano le persone transitate da qui.
E' bellissimo che il discorso si sia allargato a considerare tutti i mali della Chiesa insieme a quello neocatecumenale.

Pregherei però tutti di ritornare un po' alle origini: commenti brevi,chiari,sintetici.Grazie.

Caterina63 ha detto...

Concordo con l'ultimo intervento di Stephanos che ci rammenta la storia di Lutero.....

egli non è mica scomparso....continua a mietere vittime... e continua a portare la divisione....sono trascorsi 500 anni eppure, ammise un pastore luterano onesto: "nonostante tutte le nostre aperture e i cambiamenti apportati, LE NOSTRE COMUNITA' SONO PIU' IN CRISI DI QUELLE DELLA CHIESA CATTOLICA...."
^__^

è la permissione di agosstiniana memoria se soltanto si insegnassero i PADRI DELLA CHIESA invece di di insegnare poesie e canti....^___^

per non parlare della comunità anglicana....per non parlare di altre comunità stesse cattoliche fiorenti all'inizio, e decadute col tempo.....

Anche la Chiesa è in crisi ma questo perchè combatte contro un mondo che culturalmente le si è fatto sempre più ostile in tema di morale e di etica, è assai diverso....e se è in crisi è proprio perchè LE SUE COMUNITA' dalle quali è composta, NON RISPONDONO COME DOVREBBERO alle esigenze del nostro tempo.....a cominciare dal sacro perchè gira che ti rigira è tutto qui che ci giochiamo....il resto sono conseguenze.....

La storia di Lutero ci insegni come Dio permette e il perchè.....
^__^

Francesco ha detto...

L'ultimo post di Caterina credo sia una pietra miliare (sulla quale più volte in futuro dovremo riconfrontarci).

In sintesi: l'attacco più pesante alla Chiesa (per entità di divisione apportata) è stata la Riforma.
Le eresie e le divisioni dei primi secoli del Cristianesimo di fronte all'attacco sferrato(e in gran parte portato a termine) da Lutero possono essere ritenute noccioline o quasi.

Discorso a parte merita ovviamente la nascita delle Chiese Ortodosse autocefale, ma tale fenomeno non rientra in nessun caso nel novero della "demolizione" della Chiesa Cattolica.

Ora, come molto chiaramente fa intendere Caterina, tutto il dibattito sugli attuali attacchi alla Chiesa Cattolica(modernismo compreso) risiede proprio in questo "riformismo" di ritorno.

Irrilevante che le chiese protestanti abbiano avuto ed abbiano i loro problemi e le loro divisioni, perchè purtroppo, nel moderno tentativo di scardinamento del Cattolicesimo esse possono(e ,secondo me, vogliono) ritrovare la loro compattezza devastante per la Chiesa di Roma.

Quando si parla di protestantizzazione del cattolicesimo non si è certamente lontani dal vero, anzi si è nel cuore stesso del problema.

Francesco ha detto...

Riprendendo l'espressione di Maritain, il modernismo primigenio al confronto del "modernismo" attuale( in tutte le sue facce scimmiesche all'interno della Chiesa e non dall'esterno di essa) era un banalissimo raffreddore da fieno.

Urge sistematizzare, in quest'ottica, tutti i canali conosciuti attraverso cui le chiese della Riforma si stanno incuneando nel cattolicesimo romano e ne stanno distorcendo o annullando l'identità. Cammino eocatecumenale in primis.

felice ha detto...

Ragassuoli avete letto qui?

http://www.adistaonline.it:80/index.php?op=articolo&id=43250

poi dicono che siamo schegge impazzite colme di odio...

Francesco ha detto...

Bravo, Felì: è il caso di postare tutto l'articolo:

-------

IL VESCOVO DI PAMPLONA SPONSORIZZA OPUS DEI E NEO CATECUMENALI. MA I PRETI DIOCESANI PROTESTANO

34558. PAMPLONA-ADISTA. C’è maretta nella diocesi di Pamplona, in terra basca spagnola, fra il vescovo, mons. Francisco Pérez González - che, dopo essere stato reggente dell’Ordinariato militare spagnolo, ha sostituito nel luglio 2007 mons. Fernando Sebastián – e alcuni sacerdoti. Undici di questi - Jesús Equiza, Victorino Aranguren, Vicente San Martín, Alfonso de Carlos, Jesús Echeverría, José Javier Menéndez, Guillermo Múgica, Lino Otano, Juan José San Martín, Kepa Eceolaza e José María Jiménez Lizán – hanno scritto al vescovo una lettera chiedendogli di non realizzare quanto, nel Consiglio presbiterale di giugno, ha dichiarato di avere in animo di fare: di mettere cioè alle dipendenze della Facoltà Teologica dell’Università dell’Opus Dei il Seminario diocesano di Pamplona (Cset – Centro superiore di studi teologici, che attualmente dipende dalla Pontificia Università di Salamanca) e consentire ai neocatecumenali di Kiko Argüello di insediare in diocesi un Seminario Redemptoris Mater. "Due gocce - scrivono - che farebbero traboccare un vaso già pieno", perché come effetto della politica episcopale di mons. Pérez González ci sono altri fenomeni "inquietanti" in diocesi: "La crescente devitalizzazione del Consiglio pastorale e presbiterale", "il pratico abbandono della cosiddetta pastorale sociale", "la disattenzione verso la pastorale in euskera, non solo nella zona dove si parla basco, ma in tutta la Navarra", l’iscrizione dei beni nel Registro della Proprietà, la cui formula dovrebbe essere cambiata perché "i beni di ogni parrocchia figurino come proprietà della stessa". Complessivamente, affermano, la Chiesa diocesana di Navarra "ha sofferto un processo di settarizzazione crescente", escludendo e rendendo invisibili "ampi settori del Popolo di Dio" e guarda con sospetto, "quando non con disprezzo", a tutto quello che "suona secolarità". Ora, secondo i sacerdoti firmatari, le due ultime iniziative cui ha fatto accenno il vescovo a giugno sono preoccupanti "perché riducono il pluralismo ecclesiale della nostra diocesi e la consegnano a correnti e istituzioni sovradiocesane, il cui obiettivo non è servire la diocesi". La questione di passare il seminario diocesano sotto il controllo dell’Opus Dei, ricordano i firmatari, "è una storia vecchia" e neanche "molto esemplare": nel 1966 il vescovo di allora, mons. Enrique Delgado y Gómez, desistette dalla decisione di offrire alla Prelatura parte del’edificio e di terreni del Seminario per una residenza sacerdotale; anni più tardi, Roma rispose negativamente alla proposta del’Opus di erigere nel Seminario un Istituto di Teologia; dopo ancora, la Prelatura tornò alla carica cercando di porre il Cset sotto la propria influenza con una facoltà limitata ai titoli di baccellierato. Non è "grave" "fare ora quello che non si è fatto in passato"? Il Seminario, scrivono i sacerdoti, deve essere "aperto alla pluralità" e non deve correre "il rischio di una dipendenza eccessiva – ideologica, teologica e spirituale – da una proposta legittima nella Chiesa, ma settoriale, particolare e parziale come è quella dell’Opus Dei".

Di un seminario neocatecumenale, poi, gli undici sacerdoti non vedono la necessità: i candidati al sacerdozio del cammino neocatecumenale "possono formarsi e studiare nel Seminario Conciliare, e non a parte": il rischio, scrivono brevemente i firmatari, è di contribuire a "nuove divisioni e scontri".

--------

Francesco ha detto...

NUOVE DIVISIONI E SCONTRI...a causa dei neocatecumenali.

E stavolta non solo nel lontano e freddo Giappone, ma nella neocatecumenissima espana, culla del Movimento.

E' il colmo!!!!

La pulce ha detto...

LA VACANZA NELLA VACANZA

Si è appreso oggi che il senor Kirikus, durante il suo soggiorno estivo a Castelmarcolfo,sul poggio dirimpettaio a Castelgandolfo, più volte ha fatto lunghe visite al suo redemptorismater istituito dentro le mura leonine per gli attempati alti pelati che vi soggiornano almeno da un anno.

Durante tali lunghe visite non ha mancato,a dire di Stefano Piscicedda di paparazym.org, di visitare i vari uffici del sacro palazzo e di lasciare in ognuno di essi il segno tangibile del suo passaggio: un autoritratto.

Emma ha detto...

Beh almeno in Spagna ci sono sacerdoti capaci di reagire .
Però trovo non trovo corretto mettere sullo stesso piano l`Opus Dei e il Cn.
Che io sappia, l`Opus Dei è fedelissima al Papa e al suo Magistero, i suoi sacedoti celebrano con grande rispetto la Sacra Liturgia, l`Opus non ha di certo inventato un nuovo catechismo, il suo fondatore è un sacerdote, San Josemaria Escrivà, i membri di questa istituzione cattolica frequentano le parrocchie, e le sue Università sono dei centri che godono di un grande prestigio.
L`Opus Dei non crea nessuna divisione, non possiamo dire la stessa cosa del Cammino neocatecumenale.

Caterina63 ha detto...

...da quel che mi risulta il CN è meno fiorente in Spagna....pare che il suo più alto numero di presenze sia proprio l'Italia.....

La notizia dalla Spagna mi ha veramento fatto male al cuore...la Regione Iberica non ha bisogno oggi di queste spaccature nella Chiesa, deve combattere l'avanzata di Zapatero e lo scempio che è già stato fatto....se i responsabili NC di Spagna, fossero veramente consapevoli della posta in gioco, si sacrificherebbero pur di non essere loro la pietra di scandalo e permettere alla Chiesa, nella sua gerarchia, di non dover dividersi ulteriormente per colpa loro....

Dalla notizia che si legge ha ragione chi protesta perchè i seminari ci sono, non serve dividere i seminaristi, quanto sta avvenendo è grave, speriamo che il Santo Padre sappia agire subito.....

Preghiamo perchè questa è una brutta notizia!!

Francesco ha detto...

E' solo una goccia nel mare delle divisioni,Caterina.Ma ciò non toglie che dobbiamo pregare.

Francesco ha detto...

Chiedo a Tripudio,se ci legge, di voler approfondire la notizia, come solo lui riesce a fare.

Signor Veneranda ha detto...

"se i responsabili NC di Spagna, fossero veramente consapevoli della posta in gioco, si sacrificherebbero pur di non essere loro la pietra di scandalo e permettere alla Chiesa, nella sua gerarchia, di non dover dividersi ulteriormente per colpa loro"

Non so se Caterina sia veramente consapevole della molteplice aporìa di questo suo periodo. E' riuscita in cinque proposizioni a collezionare cinque amenità:

1)se i responsabili NC di Spagna, fossero veramente consapevoli della posta in gioco:

Secondo Caterina i responsabili NC di Spagna sono inconsapevoli della
posta in gioco in Spagna. Ci spieghi allora come mai vengono attaccati dalla stampa anti cattolica spagnola per le loro iniziative a favore della famiglia cristiana.

2) si sacrificherebbero :
tradotto nel linguaggio cateriniano, dovrebbero dire :
- lasciamo perdere,in fondo Jesús Equiza, Victorino Aranguren, Vicente San Martín, Alfonso de Carlos, Jesús Echeverría, José Javier Menéndez, Guillermo Múgica, Lino Otano, Juan José San Martín, Kepa Eceolaza e José María Jiménez Lizán hanno ragione : a cosa serve un altro seminario Redemptoris Mater? Sì , è vero che negli statuti recentemente approvati si parla anche della iniziazione e formazione alla vocazione sacerdotale ma che volete che importi di fronte alla contrarietà di Jesús Equiza, Victorino Aranguren, Vicente San Martín, Alfonso de Carlos, Jesús Echeverría, José Javier Menéndez, Guillermo Múgica, Lino Otano, Juan José San Martín, Kepa Eceolaza e soprattutto José María Jiménez Lizán ?

3)pur di non essere loro la pietra di scandalo :
Caterina forse non ha ben chiaro che essere pietra di scandalo è un titolo onorifico per un cristiano essendoselo attribuito per primo lo stesso Gesù Cristo.

4) e permettere alla Chiesa, nella sua gerarchia:
Ma non era questa una decisione del vescovo di Pamplona, cioè la massima autorità gerarchica nella sua diocesi? Ah ma per carità, che cosa è mai il vescovo di fronte a Jesús Equiza, Victorino Aranguren, Vicente San Martín, Alfonso de Carlos, Jesús Echeverría, José Javier Menéndez, Guillermo Múgica, Lino Otano, Juan José San Martín, Kepa Eceolaza e soprattutto José María Jiménez Lizán ?

5)di non dover dividersi ulteriormente per colpa loro:
Caterina si ricorda che S. Paolo diceva: è necessario che avvengano divisioni e scandali fra noi perchè si veda chi ha una fede provata?

Caterina63 ha detto...

Quanto segue fu letto da san Cipriano al Concilio del l'Anno 251 d.C. vale la pena di meditarlo
^___^

3. - Ora, bisogna guardarsi non solo dai pericoli aperti e manifesti, ma pure dalle insidie tese con l’astuzia sottile dell’imbroglio. Ed ecco, cosa può esserci di più astuto e sottile? Il nemico, smascherato e abbattuto dalla venuta di Cristo, dopo che la luce venne alle genti e irraggiò il suo splendore per la salvezza degli uomini sicché i sordi ricuperavano l’udito della grazia spirituale e i ciechi aprivano gli occhi al Signore e gli infermi si rinvigorivano della sanità eterna e gli zoppi accorrevano alla Chiesa e i muti articolavano con chiara voce le loro preghiere: quel nemico, vedendo i suoi idoli abbandonati, e disertati i suoi templi e le sue sedi a causa del gran numero dei credenti, ha escogitato un nuovo inganno quello cioè di far cadere gli imprudenti presentandosi con l’etichetta del nome cristiano. Ha inventato, cosi, le eresie e gli scismi per sovvertire la fede, per corrompere la verità, per spezzare l’unità.

In questo modo, coloro che egli non può più tenere nel vicolo cieco dell’antico errore, li raggira e li inganna per una nuova via. Strappa gli uomini proprio dalla Chiesa e, mentre essi credono di essersi già accostati alla luce sfuggendo alla notte del mondo, li avvolge ancora in altre tenebre senza che essi se ne accorgano. Cosi costoro finiscono per chiamarsi cristiani senza però osservare la legge del Vangelo di Cristo; e mentre camminano nelle tenebre, pensano di stare nella luce. Tutto ciò è opera appunto dell’avversario, il quale attira con lusinghe nell’errore, e — come dice l’Apostolo (2 Corinzi 11,14) — si trasforma in angelo di luce, e spaccia i suoi ministri per ministri di giustizia: costoro chiamano giorno la notte, salvezza la morte, e insinuano la disperazione con l’appannaggio della speranza, e l’incredulità sotto il pretesto della fede, e dicono Cristo l’Anticristo, cosicché frustrano sottilmente la verità con menzogne verosimili. Ma ciò accade, fratelli carissimi, quando non ci si rifà all’origine della verità, quando non se ne ricerca il principio, quando non si osserva la dottrina del magistero celeste...(...)

6. - La sposa di Cristo non sarà mai adultera: essa è incorruttibile e pura. Ha conosciuto una sola casa, ha custodito con casto pudore la santità di un sol talamo. Lei ci conserva per Dio, lei destina al regno i figli che ha generato. Chiunque, separandosi dalla Chiesa, ne sceglie una adultera, viene a tagliarsi fuori dalle promesse della Chiesa: chi abbandona la Chiesa di Cristo, non perviene certo alle ricompense di Cristo. Costui sarà un estraneo, un profano, un nemico. Non può avere Dio per padre chi non ha la Chiesa per madre. Se avesse potuto salvarsi chi restò fuori dell’arca di Noé, allora potremmo dire che si salverà chi è fuori della Chiesa (Genesi 7,1). Ecco quanto il Signore ci dice ammonendoci: «Chi non è con me, è contro di me; e chi non raccoglie con me, disperde» (Matteo 12,30). Colui che spezza la concordia, la pace di Cristo, è contro Cristo; e colui che raccoglie fuori della Chiesa, disperde la Chiesa di Cristo. Il Signore dice: «Io e il Padre siamo uno» (Giovanni 10,30). E ancora sta scritto del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo: «E i tre sono uno» (1 Giovanni 5,7). Ebbene, può forse esserci qualcuno che creda si possa dividere l’unità nella Chiesa, questa unità che viene dalla stabilità divina e che è legata ai misteri celesti, e penserà che si possa dissolvere per la divergenza di opposte volontà? Chi non si tiene in questa unità, non si tiene nella legge di Dio, non si tiene nella fede del Padre e del Figlio, non si tiene nella vita e nella salvezza.



san Cipriano martire vescovo di Cartagine nell'Anno 248 d.C. da "L'Unità della Chiesa" (reperibile nelle librerie, Edizioni Studio Domenicano)

Signor Veneranda ha detto...

Se avesse potuto salvarsi chi restò fuori dell’arca di Noé, allora potremmo dire che si salverà chi è fuori della Chiesa (Genesi 7,1).

Si racconta,in un manoscritto apocrifo rinvenuto nel 1963 nelle grotte del monastero di Santa Caterina che durante il diluvio, per la violenza delle onde, i figli di Noè dovettero più volte riparare la sua arca. Prendevano perciò i tronchi che galleggiavano, li lavoravano e li sostituivano nei punti in cui l'arca era danneggiata. Così pezzo per pezzo tutta l'arca fu ricostruita e l'arca era ormai diventata l'arca di Cam,Sem e Jafet. Quindi, se fosse vera questa dicerìa venerandiana,tutto ciò che si salvò, si salvò dapprima nell'arca di Noè e poi nell'arca di Cam, Sem e Jafet.
Oppure si potrebbe sostenere che ciò che soggiace alla forma,cioè il progetto originale, anche se sostituito interamente da nuovi apporti rimane fedele all'originale, quindi è ancora l'arca di Noè rimanendo quindi ancora valide le parole di Cipriano.

gherardo ha detto...

Si racconta,in un manoscritto apocrifo
che Giuda era in realta' l'unico vero il piu' grande degli apostoli.

stephanos78 ha detto...

Veneranda, perchè non lo dite Urbi et Orbi quello che hai scritto sopra?
Così almeno sarete trasparenti! E tutti saremmo contenti!

stephanos78 ha detto...

Il fatto è, Veneranda, che non basta l'involucro con una struttura simile per dire che la Barca è la stessa! La ricostruzione non deve essere ricostruzione ma riparazione! Questo è sempre avvenuto nella Barca di Pietro che è la Stessa da millenni, solo è stata riparata più e più volte, con fedeltà al progetto di Gesù Cristo.
Sappiamo bene che questo racconto simbolico è sputato alle intenzioni ormai non più nascondibili della triade capitolina: Kiko Carmen e Mario.
Ma non è possibile definire l'arca di tre Figli di Noè come l'arca di Noè. L'arca è dei tre figli di Noè che non basta dicano di essere fedeli al progetto di Noè per esserlo davvero! Così per la Barca di Pietro. E' Pietro il timoniere della Barca di Gesù Cristo, che lui Guida in sua Vece ma che Lui non ha Costruito!

Noi vogliamo stare su quella Barca e non volgiamo che nessuno la ri-faccia. Ma magari vogliamo che si ripari, con discrezione e devozione. Le toppe la rendono più splendente che la ricostruzione dorata.
E qui il Serafico Padre ci aiuta.

Dite pubblicamente che queste sono le intenzioni del CNC! Anche se non ci vuole una laurea in teologia per capirlo.

Uriel ha detto...

Il Signor Veneranda racconta un po' quello che succede nella vita, esempio in un' azienda di famiglia, dove di generazione in generazione qualcuno apporta modifiche, cambia magari l'oggetto sociale anche se il marchio rimane lo stesso.

E' possibile ridurre la Chiesa e' un'azienda di famiglia?

Ma sopratutto, il tema che credo abbia voluto introdurre, e' il cambiamento che il nostro agire o non agire provoca nella Chiesa.

E' un discorso serissimo, anche perche' la Chiesa ha una dimensione spirituale (La Comunione dei Santi) che si riflette sull'immagine terrestre (quello che vede e sento come Chiesa), e credo che le due dimensioni siano intimamente collegate.

Caterina63 ha detto...

Signor Veneranda ha detto...

Oppure si potrebbe sostenere che ciò che soggiace alla forma,cioè il progetto originale, anche se sostituito interamente da nuovi apporti rimane fedele all'originale, quindi è ancora l'arca di Noè rimanendo quindi ancora valide le parole di Cipriano.

**********

concordo ma solo se...SE, appunto però, il "nuovo supporto" resta fedele all'originale TRAMANDATO DALLA TRADIZIONE e trasmesso dalla Chiesa....non se tale "nuovo supporto" taglia con la Tradizione allora non è quanto sta dicendo san Cipriano....

^__^

Caterina63 ha detto...

....quanto ai manoscritti....se è per questo abbiamo anche il vangelo apocrifo di Tommaso che testimonia che Cristo non è risorto....

^__^

amen!

mic ha detto...

e anche oggi abbiamo lasciato salire il Sig. Veneranda sul suo palcoscenico; ma è stato ancora una volta utile per vedere come la pensano gli aderenti al Cammino NC al di là della facciata che vogliono mostrare...

una sola cosa mi sento di dire senza nemmeno spendere un secondo a confutare le sue elucubrazioni e le sue costruzioni gratuitamente e palesemente denigratorie senza alcun contributo al dialogo:

quello che proprio non mando giù è che gente del genere sta profanando l'Eucaristia, che è il dono più grande che il Signore ci ha lasciato e che evidentemente non abbiamo saputo custodire abbastanza e nella cui immensità e bellezza forse non siamno ancora entrati del tutto... ma per Grazia Sua c'è qualcuno che lo ha custodito e continua a custodirlo e a renderLo presente anche oggi e noi da oggi e per sempre solo Lui seguiremo...

Francesco ha detto...

In un oceano sconfinato di parole, restano pietre miliari ciò che hanno detto e scritto e documentato amaramente sul Cammino Neocatecumenale i vescovi del Giappone e i sacerdoti spagnoli.

Come può la Chiesa di Roma ignorarne la portata?

Francesco ha detto...

Come può ancora tacere il Santo Padre su queste situazioni che mettono in ginocchio la Chiesa in tante parti del mondo?

Emma ha detto...

E così dunque :
" si potrebbe sostenere che ciò che soggiace alla forma,cioè il progetto originale, anche se sostituito interamente da nuovi apporti rimane fedele all'originale, quindi è ancora l'arca di Noè rimanendo quindi ancora valide le parole di Cipriano."

Dunque : Arca di Noè = Chiesa= progetto originale
: nuovi apporti = Cammino neoctacumenale = progetto che sostituisce interamente l`originale = nuova Chiesa
:Cn = arca di Cam, Sem e Jafet( = Kiko Carmen, Mario..) = Chiesa ricostruita

"Quindi, se fosse vera questa dicerìa venerandiana,tutto ciò che si salvò, si salvò dapprima nell'arca di Noè e poi nell'arca di Cam, Sem e Jafet."

!!!

Ho raramente visto così ben descritto il disegno degli iniziatori "ispirati" del cammino neocatecumenale !
Ricostruire la Chiesa!
Sarà una diceria venerandiana, e noi sappiamo quento veneranda ama contemplarsi nello specchio delle sue originali trovate, ma questa volta credo si sia sorpassato, la verità oltrepassa la finzione.

mic ha detto...

ciò che hanno detto e scritto e documentato amaramente sul Cammino Neocatecumenale i vescovi del Giappone e i sacerdoti spagnoli.

e i vescovi di Terra Santa, i vescovi italiani che sappiamo hanno cercato, anche loro invano, di richiamare e correggere, il vescovo inglese Hume, che si è rifiutato di ordinare i loro sacerdoti RM che poi sono stati ordinati a Roma, le migliaia di testimonianze documentate e concordanti sulla rete, comprese le nostre, ecc. ecc. ecc.

sembra tutto inutile, almeno visti i risultati finora, ma è quello che va fatto.

Resta un'ultima cosa da verificare: se il Papa parteciperà alla loro imminente festa del quarantennio... bella festa per la Chiesa!

Francesco ha detto...

Indiscutibilmente la partecipazione diretta o meno del Papa alla festa del quarantennio dei neocatecumenali sarà la cartina di tornasole per tutta la cristianità al fine di capire dove realmente sta andando la Chiesa!

Francesco ha detto...

Afferma Veneranda con il consueto rigor (!) logico:
"Caterina si ricorda che S. Paolo diceva: è necessario che avvengano divisioni e scandali fra noi perchè si veda chi ha una fede provata?"

Beh di scandali e divisioni i neocatecumenali sono talmente maestri ed artifici che quasi quasi occorrerebbe elevarli agli altari per questa sorta di "purificazione" che essi portano costantemente all'interno della Chiesa.

Se poi essi abbiano una fede provata non possiamo rispondere noi,ma il loro garante supremo, Mons. Rylko.

mic ha detto...

Afferma Veneranda con il consueto rigor (!) logico:
"Caterina si ricorda che S. Paolo diceva: è necessario che avvengano divisioni e scandali fra noi perchè si veda chi ha una fede provata?"


volevo ricordare che la 'divisione', il cammio NC non la subisce, ma la provoca, e non la provoca in senso positivo, cioè per mettere in risalto il Signore e la Sua Opera, ma per affermare e realizzare la 'costruzione' kikarmeniana che è il cammino stesso, che del 'progetto divino' originario che è la Chiesa, ha solo i chiodi per mettere in croce di nuovo il Signore, non riconoscendolo per Quello che E' veramente!

elisa ha detto...

Ciao a tutti.
Quando ci sarà questa festa del quarantennio nc?

Giovanni ha detto...

Mah... posso dire la mia? Non vorrei offendere nessuno, ma non riesco proprio a capire l'intento di questo blog. Innanzitutto credo che i blogmaster debbano atteggiarsi un po' meno. La Chiesa in generale fa un po' schifo, a partire dalle intromissioni in politica, i cardinali ciarlatani, i preti pedofili ecc. In questo periodo credo sia importante l'unità del popolo cristiano. Non vedo per quale motivo riteniate necessario creare divisioni interne (perché in fondo sempre di cattolici si parla). Se c'è qualcosa che non va nei neocatecumenali (non metto in dubbio questo) saranno affari della Santa (se così si può chiamare) Sede.

Francesco ha detto...

E' il colmo che si scaglino contro le "divisioni" coloro che di divisione sono maerstri e missionari.
Sono sicuramente pieni di rancore verso quei dieci sacerdoti spagnoli che ragionano con la loro testa e che,con nomi e cognomi, hanno il coraggio di dire quanto è nocivo il cammino neocatecumenale.

mic ha detto...

Mah... posso dire la mia? Non vorrei offendere nessuno, ma non riesco proprio a capire l'intento di questo blog. Innanzitutto credo che i blogmaster debbano atteggiarsi un po' meno...

Pensavo di ignorare questo messaggio con tutta la sua carica di penose e pesanti allusioni denigrative, non per mancanza di argomenti per confutarle o perché siano 'scomode', come sono soliti rinfacciarci del tutto arbitrariamente, ma nella convinzione che non serva a nulla, come non servirà la mia puntualizzazione a chi è 'inquadrato' in un certo modo o addirittura in mala fede...

Ma l'ho pubblicato perché rivelativo dello stile, degli stati d'animo e degli argomenti, al solito usati strumentalmente dai NC dal cui veleno, grazie alla moderazione, stiamo preservando questi spazi destinati alla nostra riflessione e alle nostre testimonianze.

il nostro interlocutore ha condensato in poche righe un concentrato di 'distruttività' e 'maldicenza', nei confronti della Chiesa e nei confronti dei blogmaster. L'unica che si salva è la cosiddetta 'unità del popolo cristiano' che noi - e non il cammino neocatecumenale - staremmo mettendo a rischio...

Quanto all'intromissione in politica, crediamo che la Chiesa debba dire la sua nei grandi temi che coinvolgono scelte e comportamenti che hanno il loro peso nella società civile, di cui essa è pur sempre faro e guida, anche se non riconosciuta dai più, compreso il nostro interlocutorre, che evidentemente appartiene ad un' "altra" chiesa...

E mi chiedo intorno a chi si può costruire l'unità, che non facciamo noi - questo se lo dovrebbe mettere bene in testa e nel cuore -, ma è opera dello Spirito del Risorto per chi è in comunione con Lui e con il suo Vicario in terra... e ci sono molti che si dicono cattolici, ma poi in realtà questa comunione non la vivono, quindi sono loro a 'frantumare' l'unità...

Quanto ai cardinali ciarlatani, siamo propensi a credere che purtroppo ce ne siano, avuto riguardo a come hanno agevolato il cammino NC

Quanto ai preti pedofili, grande cavallo di battaglia di ogni nemico nella chiesa e purtroppo dato reale, essi non esauriscono certo tutta la realtà della chiesa e quindi li lascerei proprio perdere, a meno che non ci si provi gusto a gettar fango su questa Chiesa

non capisco perché le cose che non vanno nei neocatecumenali siano solo 'affari della Santa Sede' quando è la NOSTRA fede che esssi profanano e calpestano e sono le nostre parrocchie e le nostre chiese che fagocitano e trasformano e sono i nostri giovani a cui propinano una catechesi giudeo-protestante-gnostica, e sono le nostre eucaristie che profanano, perché su questo non ci risulta sia proprio cambiato nulla!!!

giovanni57 ha detto...

Vi mando la mia testimonianza di quello cui ho assistito circa un mese fa, ad una riunione di NC in Trentino. Eravamo circa una decina di persone guidate da un sacerdote simpatizzante neocatecumenale, e ad un certo punto questi ci ha lasciato spazio per le nostre domande. Uno di noi ha detto che si sentiva in difficoltà, perchè il sacerdote della sua parrocchia non sapeva che lui seguiva questo corso. Aveva timore di confidarglielo, perchè sicuramente non avrebbe approvato certi passi del Cammino.Inoltre non sarebbe stato felice di sapere che un suo parrocchiano aveva un'altra guida spirituale.
Ebbene, come risposta il prete gli ha detto che non doveva darsi pensieri, e che poteva parlarne, e,se il sacerdote era contrario, poteva tranquillamente disobbedirgli.
Questa risposta mi è dispiaciuta, perchè di certo fomenta una certa discordia tra i fedeli e il proprio parroco di appartenenza, se non d'accordo sul Cammino.A questo punto io ho replicato che bisogna fidarsi del proprio sacerdote, di colui che ci ha seguito da anni,ma sono stato zittito da un coro di disapprovazioni.
Me ne sono andato con l'amaro in bocca.
Giovanni

Emma ha detto...

A proposito di divisione e confusione che il Cn porta con se...che succederà al rientro nelle parrocchie?

Arriviamo fra poco al 13 settembre, ovvero tre mesi dopo la consegna,che sembra sempre più precipitata dello Statuto al cammino e il direttorio catechetico di questo strumento (!!) di formazione cattolico non è approvato e dunque pubblicato!

Chi crea divisione? Chi crea confusione?
Come e cosa faranno i parroci ?
Chiuderanno gli occhi e le orecchie e la bocca come sino ad ora?
Lasceranno i catechisti neocatecumenali agire senza conoscere il contenuto delle loro catechesi?
Che nome porta questo trattamento "di favore"?

Temo di conoscere la risposta, l`arroganza e sicurezza che ostentano i nc, mostra chiaramente gli appoggi e protezioni sui quali possono contare.

Caterina63 ha detto...

Si sono aggiunte ulteriori risposte, bene......anche se l'articolo che segue parla della MESSA AI DEFUNTI, vi consiglio di leggerlo, pensate è del 1971....e già la situazione si era paradossalmente sottolineata nella sua causa a stravolgere la SCRITTURA E LA TRADIZIONE....^___^

se il sig. Veneranda è una persona intellettualmente ONESTA, e chiederà l'aiuto dello Spirito Santo (non lo spirito e basta, e minuscolo), forse comprenderà il lavoro di questo blog e di tanti altri forum e siti che attualmente stanno SOSTENENDO LA RIFORMA DI BENEDETTO XVI e dove dunque è chiaro che non c'è posto per le liturgie strane, pittore...esche...
^__^ a buon intenditor....

Un grazie al sito:
http://www.rinascimentosacro.com/2008/04/il-morto-tutto-contento-desser-morto.html


PERCHE' IL PAPA STA RECUPERANDO LA SACRA LITURGIA????

Leggete questo articolo del 1971....si, del 1971....e forse, con l'aiuto dello Spirito Santo, comprenderete il perchè.........

Il morto è tutto contento d'esser morto.
La nuova Messa ha perso quel suo severo rigore che costringeva a riflettere anche chi non è credente.






di Vittorio G. Rossi

Non si sa più come morire; la Messa da morto come è adesso fa piangere più di prima; ma non fa piangere per il morto: fa piangere per la Messa. Dico Messa da morto; dovrei dire Messa esequiale: ma io non sono un intellettuale come quelli che hanno fatto la Messa nuova da morto; e allora dire Messa da morto mi fa vedere la cosa; e dire Messa esequiale non me la fa vedere, ci devo pensare su un momento.

Non mi piace parlare di cose della morte; ma la Messa da morto riguarda più i vivi che i morti; quello che riguarda i morti, non lo possiamo sapere. La morte è una cosa tremendamente seria, la più seria di tutte le cose che possono capitare all'uomo; perché l'uomo che ha fatto quel passaggio, potrà diventare angelo o diavolo o niente; ma ha finito di essere uomo, e questa è una perdita, su cui non si piangerà mai abbastanza.

La vecchia Messa da morto faceva sentire quel dramma tremendo; la Messa da morto che c'è adesso, è come andare a cogliere margheritine nel prato e il parasole in mano. Le hanno cambiato anche il colore; prima era nera, adesso è viola; il nero poteva disturbare l'uomo di adesso, fargli venire i complessi, come si usa adesso; come per le sculacciate ai bambini, una volta si davano come confetti; adesso dicono che l'onda della sculacciata può arrivare al cervello, e uno che stava per diventare un altro Leonardo da Vinci, diventa un cretino da ospizio. Il viola è come il vino allungato con l'acqua, non è né vino né acqua; non è né caldo né freddo, né vivo né morto; è un piccolo trucco per fare passare la morte come un aperitivo. Quell'invocazione che si ripeteva lungo tutta la vecchia Messa, requiem aeternam dona eis, Domine, era grandiosa; era una invocazione a Dio nella grandiosa maestà dalla lingua sacra, non quella volgare di adesso, la stessa che serve per comprare i ravanelli in piazza del mercato; era l'invocazione a Dio di placare la tempesta, e riempiva e scrollava la volta della chiesa e dava un brivido a quelli che provvisoriamente restavano sulla sponda di qua.

Adesso quell' "eterno riposo" della Messa nuova è adatto a uno che va in pensione, e si spera che gliela paghino.

La Messa di adesso è fatta quasi tutta di salmi; e la poesia dei salmi è una grande poesia, grandi blocchi monumentali di poesia; ma trasferita nella lingua per comprare i ravanelli, e tradotta da gente brava a fare le liste della biancheria da mandare in lavanderia, la poesia dei salmi e delle altre letture sacre è diventata la poesia delle liste della biancheria.

"Il giusto, anche nel caso di morte prematura - troverà riposo. - Vecchiaia veneranda non è la longevità - né si calcola dal numero degli anni. - La canizie per gli uomini sta nella sapienza". Era un pezzo del Libro della Sapienza: era poesia, e poesia augusta; è diventato un pezzo di una polizza di assicurazione sulla vita. E anche in chiesa, anche alla presenza di un morto, non si sa se ridere o piangere.

Per mille anni e più la Chiesa cattolica ha insegnato a pensare a una parte importante del genere umano; ha avuto con sé la grande arte, la grande poesia, la grande musica; ossia mille anni di civiltà occidentale sono stati mille anni cattolici; e ora si è ridotta a fare i rifornimenti nei magazzini del linguaggio dei politici e dei sindacalisti, gente notoriamente piena di sapienza e belle lettere.

E non dice più "la santa Messa"; dice la "Messa comunitaria"; e la messa non sa più di anima, cosa strettamente individuale; sa di mensa aziendale. Non dice più "i fedeli" o "i credenti", come dice così bene l'islam; dice la "comunità di base"; e sa di comizio e tessera in tasca; a se Dio ha fatto lui i cieli e la terra con sopra questa bella razza degli uomini, non deve dare molta importanza alle tessere in tasca.

E allora la Chiesa cattolica ha potuto togliere tranquillamente dalla Messa le preghiere alla Madonna piene di dolce poesia; togliere il così detto ultimo Vangelo, cioè il principio del Vangelo di Giovanni, quello "In principio era il Verbo. E il Verbo era presso Dio e il Verbo ora Dio"; e niente di più spirituale è mai stato detto da bocca d'uomo.

E nello spazio rimasto libero hanno collocato cose spirituali e poetiche come "questo pane, frutto della terra e del nostro lavoro... questo vino, frutto della vite e del nostro lavoro"; ed è roba che sa di cooperativa agricola.

Quando la Chiesa cattolica ha ripudiato il latino, una voce altissima della Chiesa Cattolica ha detto che finalmente quelli che pregavano avrebbero capito quello che pregavano. Quella voce era la voce delle grandi parole; così poteva sembrare che tutti i secoli di preghiere fatte dagli uomini erano andate in fumo, perché essi non sapevano quello che dicevano.

Ma il giorno che un uomo pregante capirà quello che sta dicendo, potrà smettere di pregare; la preghiera è un discorso con le cose invisibili e inconoscibili, cioè col mistero; e se il pregante riesce a sapere che cosa c'è dentro il guscio del mistero, può smettere di pregare e mandargli una cartolina postale; basta che non la mandi con le poste della nota repubblica fondata sul lavoro. La religione è di là da tutte le spiegazioni; è fuori di tutte le prove sperimentali; i ragionamenti sulle cose che non si possono osservare, sperimentare, misurare, sono spiegazioni che non spiegano niente.

Fin che restano idee, le idee non sono né vere né false, né buone né cattive: sono idee, cioè discorsi ben fatti o mal fatti, e si chiamano le dialettiche. E le dialettiche sono le equazioni differenziali degli imbecilli di oro fino. Se invece di dire Agnus Dei qui tollis peccata mundi, uno dice "Agnello di Dio, che ti assumi i peccati del mondo", ne sa quanto prima; cioè in qualunque linguaggio lo dica, dice una cosa che è tenuta in piedi non dalle prove, come il così detto principio di Newton, ma dal crederci o non crederci.

Montagne di parole sono state dette e scritte per spiegare che cosa vuol dire o per dire che non vuol dire niente; ma l'uomo che lo dice o lo sente dire, può sentire dentro di sé una grande luce che si apre e splende come un sole; oppure non accendersi niente; dipende da lui, non dalle parole dette o sentite. Hanno tolto cose poetiche della Messa; e solo la poesia, non le spiegazioni, può fare vedere le cose che non si vedono; e lo spazio tolto alla poesia lo hanno dato alla predica. Facevano la Messa nuova; e si sono lasciati scappare l'occasione gaudiosa di chiudere la bocca ai predicatori.

La Chiesa cattolica non saprà mai quanta gente ha perduto per via dei predicatori. Il gesuita portoghese padre Vieira era un grande predicatore: 300 anni fa ha fatto la predica ai predicatori; gli ha detto che piuttosto che parlare a quel modo, era meglio tacere che parlare. San Francesco parlava agli uccelli, e gli uccelli lo ascoltavano perché gli pareva uno che parlava come loro, uno di loro; adesso quando il predicatore predica, mi viene la voglia di essere un grande peccatore, per fare dispetto a quel predicatore.

Quelli che hanno fatto la Messa nuova, hanno capito che non bastava sfrattare il latino, per dare più spiritualità alla Messa; e hanno inventato le strette di mano. È la cosa più comica che sia mai stata fatta in una chiesa cattolica. Ci sono vecchie pettegole che si voltano indietro alla ricerca di altre mani da stringere; non gli bastano quelle laterali. Ma io guardo in su; non vedo mani da stringere; il teatro in chiesa non mi è mai piaciuto. Hanno sfrattato il canto gregoriano, e non c'è canto più religioso, religiosamente più puro di quello; hanno sfrattato la grande musica.

Forse hanno ascoltato quelli che dicevano che la Chiesa cattolica è un prodotto dell'Occidente; ma anche la scienza e la tecnica sono un prodotto dell'Occidente; eppure gialli e neri adoperano con disinvolto fervore le cose meccaniche, le medicine, i modi di vestire e comportarsi dell'Occidente. Qualcuno che non era uno stupido, ha detto che hanno fatto più miracoli i santi scolpiti e dipinti, che non i santi vivi; ed è vero; però si è dimenticato della musica, della grande musica.

La grande musica ha portato a Dio più gente, che non tanti secoli di teologia; quel vento misterioso che entra nell'uomo, e lo invade, e lo muove come il vento muove il mare; e l'uomo piange o ride beato, si sente felice o triste, e non sa perché; e quella è la musica, la grande musica; e l'uomo poteva vedere la faccia di Dio, che nessuna descrizione della faccia di Dio è mai riuscita a fargli vedere.

E la Chiesa cattolica, una volta considerata intelligente anche troppo, ha buttato la sua grande musica fuori bordo; ai pesci. Leonardo diceva che quando suonano le campane, nel suono delle campane l'uomo può mettere tutto quello che vuole; le sue gioie, i suoi dolori, le sue speranze. Ora nella nuova Messa cantata, quella per i vivi e quella per i morti, i canti nuovi offrono gioielli come questo: "Mi risplenda la luce del ver - e mi guidi sul retto sentier"; o come quest'altro: "... evitiamo di dividerci tra noi - via le lotte maligne, via le liti", e altre stupidaggini come queste, innumerevoli. E poi la musica, la musica nuova che accompagna quelle stupidaggini, e fa venire le rughe alla pancia.

Il muezzin che dal minareto musulmano chiama alla preghiera dell'aurora, grida ai quattro venti, "è meglio pregare che dormire! ... è meglio pregare che dormire!"; e fa commozione anche a chi non è musulmano; e ora coi suoi nuovi canti e suoni la Chiesa cattolica sembra dire ai suoi fedeli, che è meglio dormire che pregare. Ma nelle pietre delle chiese cattoliche c'è ancora la eco viva dei vecchi canti, delle vecchie musiche; e il giorno che quella eco gloriosa si sarà spenta, la Chiesa cattolica si potrà mettere a vendere caramelle e pianeti della fortuna.

La vecchia liturgia cattolica ha fatto arrabbiare tanta gente; ma non ha mai fatto ridere nessuno. Dalla Messa da morto hanno tolto il Dies irae. Devono aver pensato che potevano conturbare le anime gracili di questi tempi svirilizzati; e hanno demolito la Messa da morto. Quando nella Chiesa scoppiava quel canto, "Dies irae, dies illa. Solvet saeclum in favilla... Il rimbombare della tromba per i campi seminati di sepolcri... Prostrato a terra, invoco pietà"; quel canto faceva un rimbombo immenso dentro l'uomo che ascoltava, credente o non credente, perché la morte riguarda tutti, credenti e non credenti.

La religione si regge sull'esistenza del dolore e su quella della morte; nessuno può abolire definitivamente dentro l'uomo una religione, se non abolisce il dolore e la morte. Quel canto tremendo lo metteva con la faccia dentro la faccia della morte; e allora lui cercava disperatamente la faccia di Dio; la faccia di quello che non muore. E il Libera; il Libera che anch'esso doveva essere cantato in latino; perché solo così, con una lingua che non è quella per comprare i ravanelli, l'uomo può dire a Dio la sua disperazione; dirgli che lo liberi dalla morte eterna, "Libera me, Domine, de morte aeterna... quando verrai a giudicare il mondo col fuoco...".

La Messa da morto era qui, in questi canti terribili e virili; quando si celebrava in una chiesa di villaggio, quella chiesa diventava immensa, una grande cattedrale. Poi l'uomo vivo usciva a testa bassa dalla chiesa dietro il morto, perché quei canti continuavano a rimbombargli dentro, come quando il cielo è pieno di folgori e tuoni. Ora nella Messa nuova il prete parla lui della morte; lui che non sa che cosa è la vita, dovrebbe spiegare ai vivi che cosa è la morte.

Così la Messa da morto è diventata una Messa coi fiori di plastica, e il burro e la marmellata. Il morto cinguetta sul ramo, come un passerotto; e tutto contento che è morto, e ora si metterà a tavola con gli angeli, i santi, i martiri, i patriarchi, il pane e burro e marmellata. Ma io ho già detto al mio parroco, uomo pio, che se mi celebra quella Messa del pane e burro e marmellata, io mi rifiuterò di morire. Però la nuova Messa da morto è la Messa di questa Chiesa cattolica di adesso; la grande Caterina da Siena direbbe che essa ha perso l'anima virile; dove i preti fanno quello che vogliono, si travestono come vogliono; e quei teologi nuovi che vogliono una religione cattolica da rivedere continuamente e a rivederla siano i parrocchiani e il loro parroco, e facciano le votazioni, per esempio, votare se oggi che è giovedì nell'ostia consacrata c'é Cristo o non c'è.

E quegli uomini di chiesa che parlano del giorno che nel posto di Dio si metterà il Pithecantropus, ossia l'ominide di Giava, perché l'uomo è tutto. Una volta bruciavano anche per cose più piccole di queste; adesso quelli che dicono queste cose, non sono buoni neanche come legna da bruciare.

Fonte: "Epoca" del 26 settembre 1971.

******************

RICORDIAMO A TUTTI che Benedetto XVI nel Summorum Pontificum, il MP che ha dato il via libera alla Messa in Rito san Pio V, ha scritto chiaramente:

§ 3. Per i fedeli e i sacerdoti che lo chiedono, il parroco permetta le celebrazioni in questa forma straordinaria anche in circostanze particolari, come matrimoni, esequie o celebrazioni occasionali, ad esempio pellegrinaggi.

http://www.zenit.org/article-11368?l=italian

Chiunque dovesse vietare la possibilità di essere sposati, o più tristemente vietasse le esequie con il Rito Tradizionale.... DISSOBEDISCE AL SANTO PADRE e come tale va denunciato nelle sedi appropriate quali è la propria Diocesi, il proprio Vescovo e la Congregazione della Santa Sede del "Culto Divino".......

stephanos78 ha detto...

Articolo che fa riflettere e nel quale mi rispecchio...

elisa ha detto...

Per Mic e blogmasters.
Era da tempo che non si leggeva, intendo Giovanni, un intervento così negativo e di parte come è d'uso per certi (o quasi tutti) i nc. Ora, penso ma è la mia opinione, che ogni tanto faccia bene ricordarci come ragionano e come operano. Perchè là "fuori" loro sono così e preservarci troppo "qui" non ci aiuta.
Penso che forse la moderazione sia un pò troppo stretta.
Che ne dite?

elisa ha detto...

Emma cara il trattamento di "favore" si chiama "mammona". E non è una grande mamma, ma una grande manna per certi sacerdoti e alto clero che si sottomettono al materialismo più bieco.
Il potere del denaro, il denaro che dà potere.
La chiesa deve ridiventare povera, onesta e di conseguenza santa. kiko si è alleato al vecchio serpente per mettere alla prova un'altra volta la chiesa di Gesù. Il cammino è la nuova tentazione, forse l'ultima in attesa della purificazione.
Ciao

Francesco ha detto...

Prego mic di iscrivere a lettere cubitali e dorate i nomi dei dieci sacerdoti spagnoli che hanno osato ribellarsi al Cammino Neocatecumenale.

Caterina63 ha detto...

Francesco ha detto...
Prego mic di iscrivere a lettere cubitali e dorate i nomi dei dieci sacerdoti spagnoli che hanno osato ribellarsi al Cammino Neocatecumenale.


***********************

SANTI SUBITO.........

^___^

Francesco ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.