sabato 11 aprile 2009

Eucaristia: culto e vita

''L'Eucaristia non puo' mai essere solo un'azione liturgica. E' completa solo, se l'agape liturgica diventa amore nel quotidiano''. Lo riafferma Benedetto XVI nell'omelia della messa in ''coena domini'' da lui celebrata il pomeriggio di giovedì 9 aprile nella basilica di San Giovanni in Laterano. ''Nel culto cristiano - ricorda il Papa teologo - le due cose diventano una: l'essere gratificati dal Signore nell'atto cultuale e il culto dell'amore nei confronti del prossimo''.

''Dopo il pane - sottolinea - Gesu' prende il calice del vino'', infatti, ''l'Eucaristia e' piu' di un convito, e' una festa di nozze. E queste nozze si fondono nell'autodonazione di Dio sino alla morte''.

''Chiediamo in quest'ora al Signore - invoca il Pontefice - la grazia di imparare a vivere sempre meglio il mistero dell'Eucaristia cosi' che in questo modo prenda inizio la trasformazione del mondo. Preghiamo il Signore, affinche' comprendiamo sempre di piu' la grandezza di questo mistero. Affinche' esso sviluppi la sua forza trasformatrice nel nostro intimo, in modo che diventiamo veramente consanguinei di Gesu', pervasi dalla sua pace e cosi' anche in comunione gli uni con gli altri''. Nella sua omelia, seguita al racconto dell'ultima cena nel Vangelo di Giovanni, proclamato prima in latino e poi in greco, il Papa teologo e' tornato anche sul tema della libera scelta di Gesu' di donarsi all'umanita' fino alla morte in Croce, che interpella la nostra liberta'.

''Nel Cenacolo - spiega - Cristo dona ai discepoli il suo Corpo e il suo Sangue, cioe' se stesso nella totalita' della sua persona. Nessuno puo' togliergli la vita: Egli la da' per libera decisione. In quell'ora anticipa la crocifissione e la risurrezione. Cio' che la' si realizzera', per cosi' dire, fisicamente in Lui, Egli lo compie gia' in anticipo nella liberta' del suo amore. Egli dona la sua vita e la riprende nella Risurrezione per poterla condividere per sempre''.

''Signore - prega il Papa - oggi Tu ci doni la tua vita, ci doni te stesso. Pènetraci con il tuo amore. Facci vivere nel tuo 'oggi'. Rendici strumenti della tua pace''.

22 commenti:

mic ha detto...

Il desiderio e la preghiera di essere strumenti di Pace non è in contrasto con le nostre denunce e le nostre testimonianze, perché la Pace non nasce se non dalla Verità e dalla Giustizia e qualunque generico 'volemose bene' e falsa composizione delle divisioni - non create da noi ma constatate e vissute per effetto della realtà instaurata dal Cammino NC - non porta da nessuna parte e non rende onore e Gloria al nostro Signore Gesù.
Maria, Madre del Sabato Santo, ti prego per tutte le Madri del mondo e, in particolare per quelle che oggi, in Abruzzo e altrove sono a raccogliere i cocci di terremoti e macerie di situazioni, famiglie, storie personali e collettive - anche ecclesiali - ancora in attesa della Risurrezione del Tuo Figlio e nostro Signore Gesù!

Aldo ha detto...

ieri su "effedieffe".. un certo giuseppe esposito, attacava il Direttore Blondet accusandolo di essere collaboratore di Mic. contro il cn.. alla fine terminava con il solito "pregherò per voi"... mi fà piacere, caro Mic, che Ti accomunino al dott Blondet, una persona di cultura immensa e senza peli sulla lingua, ho letto la lettera che fece in risposta a Gennarini, lo ha umiliato co la "Verità".. non è uno dal "volemose bene".. io mi associo alle Tue preghiere... ma continuerò a perseguire la Giustizia.. Auguro a Te e a tutti di vivere in questa notte Santa la "Vera Comunione con Dio Padre con il Suo Figlio Gesù Cristo e con lo Spirito Santo..
stanotte saremo "un cuore solo"..

Francesco ha detto...

Ogni attacco ncn nasconde sempre a stento una fragilità inaudita del Cammino a livello teologico.
Fragilità che tutti conoscono dall'interno ma che nessuno osa confessare.

mic ha detto...

chi vuol condividere la meravigliosa e AUTENTICA catechesi (che è anche meditazione e contemplazione) di Benedetto XVI sull'Eucaristia (Messa in Coena Domini, S. Giovanni in Laterano 9 aprile 2009) può leggere qui

jeff m. ha detto...

''Signore - prega il Papa - oggi Tu ci doni la tua vita, ci doni te stesso. Pènetraci con il tuo amore. Facci vivere nel tuo 'oggi'. Rendici strumenti della tua pace''.

Un augurio meraviglioso che rigiro a tutti quanti, sperando che questa Santa Pasqua possa aiutare tutti noi a cooperare per le Pace vera, fuori e dentro la Chiesa.

Auguri di una Santa Pasqua a tutti.

mic ha detto...

Nel''Omelia di Pasqua il Papa traccia un lunminosissimo insegnamento sulla LUCE che E' Cristo Gesù. Riporto questo significativo passaggio, ms è tutta da meditare:

"Nel Battesimo Dio dice al battezzando: “Sia la luce!”. Il battezzando viene introdotto entro la luce di Cristo. Cristo divide ora la luce dalle tenebre. In Lui riconosciamo che cosa è vero e che cosa è falso, che cosa è la luminosità e che cosa il buio. Con Lui sorge in noi la luce della verità e cominciamo a capire. Quando una volta Cristo vide la gente che era convenuta per ascoltarlo e aspettava da Lui un orientamento, ne sentì compassione, perché erano come pecore senza pastore (cfr Mc 6, 34).

In mezzo alle correnti contrastanti del loro tempo non sapevano dove rivolgersi. Quanta compassione
Egli deve sentire anche del nostro tempo – a causa di tutti i grandi discorsi dietro i quali si nasconde in realtà un grande disorientamento.


Dove dobbiamo andare? Quali sono i valori, secondo cui possiamo regolarci? I valori secondo cui possiamo educare i giovani, senza dare loro delle norme che forse non resisteranno o esigere delle cose che forse non devono essere loro imposte? Egli è la Luce. La candela battesimale è il simbolo dell’illuminazione che nel Battesimo ci vien donata. Così in quest’ora anche san Paolo ci parla in modo molto immediato.

Nella Lettera ai Filippesi dice che, in mezzo a una generazione tortuosa e stravolta, i cristiani dovrebbero risplendere come astri nel mondo (cfr Fil 2, 15).

Preghiamo il Signore che il piccolo lume della candela, che Egli ha acceso in noi, la luce delicata della sua parola e del suo amore in mezzo alle confusioni di questo tempo non si spenga in noi, ma diventi sempre più grande e più luminosa. Affinché siamo con Lui persone del giorno, astri per il nostro tempo.

mic ha detto...

E, ancora sulla Chiesa e le sue vicende dice il Papa:

"Mentre, tutto sommato, dovrebbe affondare, la Chiesa canta il canto di ringraziamento dei salvati. Essa sta sulle acque di morte della storia e tuttavia è già risorta.

Cantando essa si aggrappa alla mano del Signore, che la tiene al di sopra delle acque. Ed essa sa che con ciò è sollevata fuori dalla forza di gravità della morte e del male – una forza dalla quale altrimenti non ci sarebbe via di scampo – sollevata e attirata dentro la nuova forza di gravità di Dio, della verità e dell’amore. Al momento si trova ancora tra i due campi gravitazionali. Ma da quando Cristo è risorto, la gravitazione dell’amore è più forte di quella dell’odio; la forza di gravità della vita è più forte di quella della morte.

Non è forse questa veramente la situazione della Chiesa di tutti i tempi? Sempre c’è l’impressione che essa debba affondare, e sempre è già salvata. San Paolo ha illustrato questa situazione con le parole: “Siamo … come moribondi, e invece viviamo”, (2 Cor 6, 9)."


Quella "forza di gravità" che è il Signore Risorto che entra in tutte le nostre morti, che sono anche quelle della Chiesa immersa nel mondo e negli inganni, non ci lascia immutati interiormente e provoca la "trasformazione che fa di noi "creature nuove", così come fa "nuove tutte le cose".

Dice infatti il Papa:

"Nella Veglia Pasquale, la Chiesa rappresenta il mistero di luce del Cristo nel segno del cero pasquale, la cui fiamma è insieme luce e calore. Il simbolismo della luce è connesso con quello del fuoco: luminosità e calore, luminosità ed energia di trasformazione contenuta nel fuoco – verità e amore vanno insieme.

Chiediamoci se questa "energia di trasformazione" entra veramente in campo nella vita spirituale del Cammino NC o non è misconosciuta e quindi vanificata dagli insegnamenti di chi induce a considerarsi "inesorabilmente peccatori" la cui salvezza, se è opera di Cristo - come è - non passa anche attraverso la propria personale risposta che implica anche "sforzo", altra parola (e quindi corrispondente attività interiore ed esteriore) non solo sconosciuta ma esplicitamente negata dall'iniziatore del Cammino!

mic ha detto...

Conseguenza di questa visione dell'uomo e del peccato è che basta aderire al Cammino e compiere tutto quello che vi si propone per essere salvi... e allora, che fine fa la responsabilità personale e la scelta individuale, la propria personale individualità di creature di Dio diluita e fagocitata da quella di gruppo creata dalla "comunità", che diventa una vera e propria ipostasi" sovrapersonale?

mic ha detto...

Preghiamo il Signore, affinche' comprendiamo sempre di piu' la grandezza di questo mistero. Affinche' esso sviluppi la sua forza trasformatrice nel nostro intimo, in modo che diventiamo veramente consanguinei di Gesu', pervasi dalla sua pace e cosi' anche in comunione gli uni con gli altri

abbiamo sempre posto l'accento su questa "forza trasformatrice", che nelle catechesi di Kiko non esiste e di conseguenza non può essere vissuta da chi lo segue.

Ed il Papa non fa altro che confermarci: infatti in questo dinamismo "trasformante" - ed egli usa spessissimo la parola "trasformazione" nei suoi insegnamenti - non intende la stereotipa cosa: "prima ero così; adesso, grazie al Cammino, sono cosà", perché questa testimonianza riguarda comportamenti e senzazioni - magari anche forti - ma non riguarda l'"interiore" profonda trasformazione ontologica operata dal Signore Risorto in chi lo accoglie e vive l'intimo personale peculiare rapporto con Lui nella preghiera, ma soprattutto nella vita sacramentale della Chiesa e, conseguentemente, nella vita quotidiana (appunto: Eucaristia culto e vita)!

Dobbiamo comprendere ed essere consapevoli di queste cose, che non sono dialettica o formalismi, ma realtà e scelte corrispondenti che condizionano profondamente e soprattutto cambiano completamente il nostro rapporto col Signore, con noi stessi, col mondo, con gli altri...

katartiko ha detto...

Mic dice:
Ed il Papa non fa altro che confermarci....

Si, è vero, il Papa dice sempre: "Come dice Mic...."

Ma va ........

Auguri.

mic ha detto...

Potevi risparmiarti questa sciocca ironia, perché è evidnete che il mio "confermare" era riferito ai nostri contenuti... che, guarda caso esprimono critiche esattamente coerenti con il Magistero ndel Papa...

strano - ma per nulla nuovo -, che invece dell'ironia, tu non abbia nulla da osservare proprio sui contenuti: ad esempio sul 'senso del peccato', sull'antropologia kikiana versus quella cattolica, sulla "trasformazione" operata da Cristo per mezzo della Sua Grazia Santificante unita alla nostra 'risposta' quotidiana, ben evidenziata dal Papa (e da noi)

Francesco ha detto...

Che nel Cammino non si parli di trasformazione è falso.
Più di una volta sono stati a me fatti esempi di persone la cui vita è cambiata per la potenza di Cristo.

(se non pubblicate nemmeno questo post non so cosa dire)

Caterina63 ha detto...

Bentrovati ^___^

In questo periodo ciò che mi affascina maggiormente è il quadro dei Discepoli di Emmaus...

Il particolare è il seguente:

questi due Discepoli incontrano Cristo MA NON LO RICNOSCONO, Egli spiega ad essi le SCRITTURE, ma ancora NON lo riconoscono....
e quando Gesù SPEZZA IL PANE(=Eucarestia) ecco che avviene il RICONOSCIMENTO, anzi, è Cristo che si fa riconoscere, un particolare importantissimo perchè NON sono le catechesi di chicchesia a farci riconoscere Cristo, ma bensì E' IL MISTERO STESSO che accolto nei suoi veli, porta il Cristo stesso a farsi riconoscere...

Chiunque tenti di spiegare il Mistero occulta il Cristo, impedisce la sua visione imponendo la visione di altri...

Basti avere a mente quel Cero Pasquale acceso nella Notte Santa, MADRE DI TUTTE LE VEGLIE, in quella flebile fiammella è simboleggiata la nostra FEDE:
- essa è flebile, non può correre altrimenti si spegne;
- essa rischiara nelle tenebre, ma non si vede se sono accese altre luci....
- essa va riparata DAI VENTI, altrimenti si spegne...
- essa va alimentata, altrimenti si spegne...

Come i Discepoli di Emmaus siamo tentati ad andare sempre dal lato opposto, anche conoscendo le Scritture ci comportiamo da stolti e duri di cuore perchè NON VEDIAMO IL MISTERO anzi, pretendiamo di scoprirlo...m è proprio restando affascinati, IN SILENZIO E IN ADORAZIONE davanti al Mistero che i nostri occhi si aprono alla Verità...

Auguro a tutti una Domenica della Divina Misericordia alla LUCE DI QUESTA FIAMMELLA del Cero Pasquale che tutti ci rappresenta; auspico di cuore per tutti di lasciarsi affascinare dal MISTERO di Cristo Eucarestia senza pretenderne lo scoprimento...

Fraternamente CaterinaLD

mic ha detto...

Grazie Caterina, bentornata!

sono perfettamente in sintonia con te e ho centellinato e assimilato la tua meditazione, piena di luce soffusa, delicata, originaria (esattamente il contrario di originale!), vera, viva e vitalizzante

mic ha detto...

Per Francesco NC
Che nel Cammino non si parli di trasformazione è falso.
Più di una volta sono stati a me fatti esempi di persone la cui vita è cambiata per la potenza di Cristo"
..............

cambiamento di vita" non equivale necessariamente a "trasformazione interiore".... può darsi che il Cammino, con i suoi richiami esistenziali, possa avere effetto di risveglio e provochi cambiamenti di vita su coscienze addormentate o persone in difficoltà morali e psicologiche; ma questi cambiamenti hanno una valenza tutta particolare nell'ambito e nella cerchia ristretta del Cammino stesso e, se non ritrovarsi più in un contesto morale riprovevole e fonte di infelicità può essere positivo ed appagante, il nutrimento spirituale successivo non porta alla "trasformazione" ontologica dell'interiorità di persone considerate inesorabilmente peccatori e non destinate a "sforzi" di risposta personale al Signore

invece ci si ritrova con persone coinvolte in comportamenti indotti dai formatori (che sono solo un habitus esteriore) e proprio per questo queste persone non divengono, come dovrebbero, portatrici di "responsabilità individuali", ma sono soltanto un ingranaggio del gruppo... la salvezza "a grappoli" ricordi?
Invece, il Signore "porta fuori" e quindi salva le sue pecore ad una ad una e ad una ad una le CONOSCE (ti richiamo il senso biblico di questo termine, che implica una unione intima profonda e viva e personale, non mediata da 'strutture' prefabbricate) e le guida nel Cammino della Vita Nuova in Lui con Lui e per Lui, nella Chiesa; il che non coincide ASSOLUTAMENTE con ciò che avviene e viene insegnato nel Cammino neocatecumenale...

è ovvio che la salvezza non è solo personale, ma va vissuta anche comunitariamente e nel rapporto con gli altri, ma la salvezza di tutti non può non passare attraverso quella di ognuno... invece nel cammino la salvezza personale coincide e si identifica con quella di tutti in una sorta di simbiosi che diventa identità di gruppo e più tempo passa e più fagocita e distrugge la personalità irripetibile e preziosa per il Signore, di ognuno dei suoi membri...

Inoltre la "trasformazione" interiore è un processo che dura tutta la vita e coincide con la paolina 'configurazione' a Cristo, che sfido chiunque a dirmi presente nel cammino sia come insegnamento che come conseguenti effetti sulla persona, vanificati dalla realtà più volte specificata...

mic ha detto...

La vera TRASFORMAZIONE... Non siamo i soli ad essere rimasti profondamente colpiti dagli insegnamenti del Papa durante la Settimana Santa e la Pasqua appena trascorsa!

Così titola Magister oggi:

Il manifesto di papa Ratzinger: "Così prenda inizio la trasformazione del mondo"...

La rivoluzione cristiana nasce nella liturgia, dice Benedetto XVI. E il suo "canone", la sua regola costitutiva, è la grande preghiera eucaristica. L'ha spiegato nell'omelia del Giovedì Santo. E prima ancora in una catechesi, altrettanto sorprendente

http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1337965

mic ha detto...

Da sottolineare che il Papa centra tutta la sua meditazione sul "Canone Romano", riallacciandosi al testo della sua Catechesi del 7 gennaio 2009, riportato nel sito qui

Francesco ha detto...

Caro Mic, che siamo peccatori penso sia ovvio. S.Teresina diceva di essere un nulla più il peccato.
Il resto del tuo discorso non lo capisco bene sinceramente.
Ma un mio fratello di comunità prima andava a prostitute ed ora è un marito fedele. Come il cieco guarito può dire "prima non vedevo, ora vedo". Non capisco il resto...

mic ha detto...

Ma un mio fratello di comunità prima andava a prostitute ed ora è un marito fedele. Come il cieco guarito può dire "prima non vedevo, ora vedo". Non capisco il resto ...

non andare più a prostitute è un bene ma non esaurisce tutta la realtà interiore della persona... il resto che non capisci è vita cristiana - e conseguente continua TRASFORMAZIONE INTERIORE - vissuta concretamente nella Chiesa e nel rapporto personale, relazione individuale prima ancora che comunitaria, con il Signore...

mic ha detto...

Inoltre il fatto che siamo peccatori è vero; quello che non è vero è che lo siamo INESORABILMENTE come inculcato dal Cammino (questo è molto luterano e anche calvinista) perché, guarda caso, nel Cammino NC molti - come dicevo nel post di ieri che non hai capito - si fermano al "cambiamento di vita", che può essere una cosa positiva, ma poi non vivono la continua trasformazione interiore operata dalla Grazia e, per il resto, continuano ad essere peccatori salvati sì dall'Amore di Cristo (il che è vero ma non è tutto perché la Redenzione operata dal Sacrificio d'Amore di Cristo opera anche la nostra TRASFORMAZIONE: ho già ricordato la 'Configurazione' a Cristo di cui parla S. Paolo) e già perdonati (di solito dalla comunità) senza alcuno "sforzo" di correggersi...

"Grazia" e "sforzo" sono due termini che non hanno cittadinanza nel gergo NC, anzi il secondo viene irriso da Kiko... Certamente nulla possiamo con i soli sforzi personali; ma la nostra salvezza non prescinde dalla nostra Risposta al Signore che implica "responsabilità" e rende operativa la Grazia... che poi questa, proprio in quanto Grazia possa agire talvolta anche al di là di ogni nostro sforzo fa parte del Mistero della gratuità e e dall'incommensurabilità dell'Amore Divino... ma c'è sempre un riscontro negli atteggiamenti interiori e nei conseguenti modi di agire della persona... atteggiamenti e cambiamenti che, tanto per fare un esempio concreto, non sono riscontrabili nei catechisti, fatti un po' con lo stampino (ad immagine e somiglianza di Kiko)

Certo non sempre è facile correggersi, ma nel Signore e con la Sua Grazia, è possibile e il vero cammino di fede è un cammino interiore che poi si traduce in comportamenti e scelte quotidiane, sempre più conformi al progetto di Dio per ognuno di noi, e invece non è una somma di comportamenti e di atteggiamenti imposti dall'esterno come quelli 'costruiti' e 'inculcati' dal Cammino...

Francesco ha detto...

Mic non mi era chiaro non il concetto di vita cristiana, ma la terminologia da "addetti ai lavori" che usavi:)

Nel Cammino NC molti - come dicevo nel post di ieri che non hai capito - si fermano al "cambiamento di vita", che può essere una cosa positiva, ma poi non vivono la continua trasformazione interiore operata dalla Grazia e, per il resto, continuano ad essere peccatori salvati sì dall'Amore di Cristo (il che è vero ma non è tutto perché la Redenzione operata dal Sacrificio d'Amore di Cristo opera anche la nostra TRASFORMAZIONE: ho già ricordato la 'Configurazione' a Cristo di cui parla S. Paolo) e già perdonati (di solito dalla comunità) senza alcuno "sforzo" di correggersi...Il cambiamento interiore non implica forse uno sforzo?
Ti assicuro che per me, andare a chiedere perdono ad una persona che mi umilia sempre, non è stato facile, anzi tutt'altro!

Nell'ottica di questo sforzo abbiamo vissuto la vita quaresimale ad esempio, allenando le virtù cristiane come ci è stato detto dal nostro presbitero.

Solo che, certo, il nostro sforzo è del tutto inutile se non c'è l'intervento di Dio.
Perché appunto, come diceva S.Teresina, senza Dio siamo nulla più peccato.

Io ho letto le citazioni di Kiko fatte qui, ed ho letto anche cose che non ho mai sentito.

Ad es. non ho mai sentito che la confessione è comunitaria.
Anzi, ad un fratello il mio catechista ha consigliato la confessione personale quotidiana, per una sua situazione.

Poi non so, può darsi che i miei catechisti non siano kikiani ma abbiano personalizzato gli scritti di Kiko :-)

mic ha detto...

Ti assicuro che per me, andare a chiedere perdono ad una persona che mi umilia sempre, non è stato facile, anzi tutt'altro!...

chiedere perdono gli uni agli altri e adeguarvi alle direttive dei catechisti sono i più grandi sforzi che sono richiesti nel Cammino...
è questo il perdono comunitario a cui mi riferivo...
Quanto alle confessioni comunitarie, che neghi, che ne dici degli scrutinii?

Dici che non capivi il mio linguaggio da "addetto ai lavori", ma che significa? Non parlavo certo da teologo e non facevo altro che ribadire concetti basilari e certo non complicati, riportati anche dal Papa, e non credo che lui parli solo da addetto ai lavori o per addetti ai lavori, per usare la tua terminologia...

certo il parlare di Kiko (e conseguentemente quello dei catechisti, che sono dei "replicanti") è più diretto, discorsivo, a flash che colpiscono e toccano nel vivo, ma non certo per 'costruire' una spiritualità sana e spesso sono psicologismi da quattro soldi (io l'ho sempre pensato ma non lo dico io, lo dice chi si intende di psicologia!)

piuttosto è un linguaggio che ti butta in faccia e nel cuore degli slogan che ti si imprimono dentro ma a tutto ti aiutano tranne che ad esercitare la tua Ragione, dono di Dio.
Addirittura intere frasi della Scrittura vengono usati come slogan e come tali strumentalizzate in alcuni contesti (in molti cosiddetti 'passaggi', ad esempio!)

l'iperbole di S. Teresina, che è la nostra sensazione tutte le volte che ci mettiamo alla Presenza di Dio, non può né deve essere assolutizzata perché se davanti a Dio siamo nulla, in realtà per Lui che ci ha creati per Amore, siamo preziosi e amabili ai suoi occhi e al suo cuore di Persona Vivente, che cerca in continuazione la nostra relazione con Lui per TRASFORMARCI a immagine del Suo Diletto, nel quale si è compiaciuto tanto che Lo ha mandato ad incarnarsi per risollevarci dal peccato e dalla morte spirituale (lontananza da Dio) in cui esso ci induce...
Qual è alttrimenti l'effetto della morte (espiatoria) e della Risurrezione (portatrice di vita nuova, creazione nuova) del nostro Signore Gesù?