giovedì 30 aprile 2009

Provocazione: “Ma quale Dramma? La liturgia è una festa!”

Scrive Chislom:

Fondamentalmente, l’eretico, prima di assurgere ad una così antipatica definizione, è un’esteta, un amante del bello. Ama così tanto la bellezza che odia le brutture del mondo, tanto da pensare che il Dio di quelle brutture non può essere il Dio della bellezza. Su questo concetto, permettete il gioco di parole, ci “marcia” come Marcione… Ma non è ancora eretico.
Si chiede, allora, quale sia la vera bellezza che intende esprimere, quali espedienti può usare per diffondere il suo concetto di bellezza. Se, per esempio, fosse musicista, abolirebbe tutta la musica fino a Bach per scrivere la sua, o, se fosse pittore, il Beato Angelico e Masaccio sarebbero da coprire con la calce per lasciar spazi intonsi alle sue opere.
Nossignori: il “bello” è tutto da riscrivere e da ridefinire.
Allora va a cercare la “bellezza” nel sacro e, mio Dio! Rimane inorridito da tanta anticaglia. Liturgie meste e mogie, un popolo di vecchiette e pensionati: manco un giovane!
“E’ ovvio! – pensa – Qui bisogna rifare tutto di nuovo…”.
Bisogna pescare il bello nel ciarpame di crocifissi tetri e turiboli ossidati, tra vecchie canne d’organo e cori in gregoriano.
Allora estrapola da tutta questa anticaglia, quegli elementi che intende sottoporre a restauro. ( Attenzione, però! In questa operazione, lo scegliere qualcosa da preferire al resto e porlo in evidenza, è il primo passo verso l’eresia che, etimologicamente, significa “praticare un’opzione”. Ma questo non lo sa…)
Una volta effettuata la scelta di quegli elementi da salvare, il nostro esteta decide di connetterli ad altri elementi, creare un ibrido artistico che porti la sua firma e la sua originalità.
La chiesa dove si celebra diviene un nuovo drive-in: in realtà aveva pensato anche al posto macchina, ma aveva fatto tanto per togliere l’incenso che ora gli darebbe fastidio doverlo sostituire con i gas di scarico…
Anche l’altare deve essere rifatto: via quella specie di ara sacrificale, in fondo la messa è una festa, ma quale Calvario…
Tutti devono gioire, e cantare, e suonare, e ballare fino a cadere esausti in questa specie di balera dove la sofferenza del Giusto va nascosta, così cruenta da togliere il sonno alle persone sensibili.
Ma quale “dramma”? Che dramma e dramma. Von Balthasar, quel teologo da due lire, da lui doveva andare se voleva capire qualcosa di Cristo. Perché mai quel teologuccio ha chiamato parte della sua opera “Teo-drammatica”? Che voleva dire? Che l’Incarnazione è un dramma e si risolve fino al culmine drammatico del “Dio assente”, impotente per amore, che aleggia sul Figlio crocifisso?
No, no, è tutta una festa: certo, prima si è sofferto un pochino e lo si ricorda col pane del deserto. Ma poi… Poi c’è il vino, che non è il sangue, ma la gioia, la gioia che pervade tutti.
Ma sì, un’idea che è venuta all’esteta dopo aver letto rituali ebraici, anche se, probabilmente, l’idea della quarta coppa l’aveva letta, dove? Ma sì, nel “Simposio” di Platone, e dove se no?
Via: giù colori, suoni, allegria… Questa è la bellezza, questa è la vera bellezza: non il volto deformato del Cristo ingobbito, come in quei quadri dello squallido Rouault che non capiva niente di bellezza. Decide di dipingerlo lui.
Ma quale eresia? Questo è il bello che avanza.
E se non vi piace, tornate nelle messe di vecchiette e pensionati… Fate esposti alla Santa Sede. E fissate per l’ultima volta la Sistina, perché è probabile all’esteta venga dato l’appalto di ridipingere il Giudizio Universale.

Chisolm
PS: spero si comprenda la provocazione...

47 commenti:

mic ha detto...

Stralcio dall'ultima catechesi del Papa:
S.Germano o della Bellezza

Il Patriarca Germano è stato riconosciuto, in quella tradizione, come uno di coloro che hanno contribuito molto nel tener viva questa convinzione, cioè che bellezza della parola, del linguaggio e bellezza dell’edificio e della musica devono coincidere.

Cito, per concludere, le parole ispirate con cui Germano qualifica la Chiesa all’inizio di questo suo piccolo capolavoro: "La Chiesa è tempio di Dio, spazio sacro, casa di preghiera, convocazione di popolo, corpo di Cristo… E’ il cielo sulla terra, dove Dio trascendente abita come a casa sua e vi passeggia, ma è anche impronta realizzata (antitypos) della crocifissione, della tomba e della risurrezione... La Chiesa è la casa di Dio in cui si celebra il sacrificio mistico vivificante, nello stesso tempo parte più intima del santuario e grotta santa. Dentro di essa si trovano infatti il sepolcro e la mensa, nutrimenti per l’anima e garanzie di vita. In essa infine si trovano quelle vere e proprie perle preziose che sono i dogmi divini dell’insegnamento offerto direttamente dal Signore ai suoi discepoli" (PG 98, coll. 384B-385A).
[...]
La seconda cosa è la bellezza e la dignità della liturgia. Celebrare la liturgia nella consapevolezza della presenza di Dio, con quella dignità e bellezza che ne faccia vedere un poco lo splendore, è l’impegno di ogni cristiano formato nella sua fede. La terza cosa è amare la Chiesa.

Proprio a proposito della Chiesa, noi uomini siamo portati a vedere soprattutto i peccati, il negativo; ma con l’aiuto della fede, che ci rende capaci di vedere in modo autentico, possiamo anche, oggi e sempre, riscoprire in essa la bellezza divina. E’ nella Chiesa che Dio si fa presente, si offre a noi nella Santa Eucaristia e rimane presente per l’adorazione. Nella Chiesa Dio parla con noi, nella Chiesa "Dio passeggia con noi", come dice San Germano. Nella Chiesa riceviamo il perdono di Dio e impariamo a perdonare.

mic ha detto...

In questi tre punti aveva condensato Caterina l'isegnamento del Papa:

il Papa ha parlato di tre punti:

1) la bellezza DI QUELLA ICONOGRAFIA CHE INCARNA LA DOTTRINA DOGMATICA DELLA CHIESA SUI SANTI;

2) dalla bellezza dell'iconografia il Papa ha unito la BELLEZZA LITURGICA DEL RITO SACRO CHE E' IL SACRIFICIO PER ECCELLENZA...E IL CANTO SACRO della chiesa CHE ACCOMPAGNA LE ICONE;

3) dalla bellezza delle icone, dalla bellezza liturgica ALL'INNAMORARSI DELLA CHIESA PURA E SANTA, ICONA VIVENTE NELLA TRADIZIONE DELLA CHIESA...
------------------

Non vi sembra che nelle icone kikiane - specie in alcune - sia riconoscibile un certo "gusto dell'orrido", attribuibile al tipo di "esteta" delineato da Chisolm?

Emma ha detto...

Due testi splendidi, quelli di Germano e Chisolm e spero che la modestia di Chisolm non ne abbia a soffrire .

La tua provocazione, Chisolm, mette il dito su una ferita che sanguina, che taluni si compiacciono a mantenere intatta o a fare dilagare, mentre chi dovrebbe curarla sta a guardare senza intervenire, permettendo la sua estensione.


Il testo di Germano è una mirabile sintesi del significato della divina Liturgia, dovrebbe essere incorniciato e imparato a memoria dai nostri sacerdoti e presbiteri...in primis.

"La Chiesa è tempio di Dio, spazio sacro, casa di preghiera, convocazione di popolo, corpo di Cristo… E’ il cielo sulla terra, dove Dio trascendente abita come a casa sua e vi passeggia, ma è anche impronta realizzata (antitypos) della crocifissione, della tomba e della risurrezione... La Chiesa è la casa di Dio in cui si celebra il sacrificio mistico vivificante, nello stesso tempo parte più intima del santuario e grotta santa. Dentro di essa si trovano infatti il sepolcro e la mensa, nutrimenti per l’anima e garanzie di vita. In essa infine si trovano quelle vere e proprie perle preziose che sono i dogmi divini dell’insegnamento offerto direttamente dal Signore ai suoi discepoli" (PG 98, coll. 384B-385A).Chi segue con attenzione il Magistero di Benedetto XVI non può non osservare con quale costanza insiste sul significato della divina Liturgia, sulla sua bellezza , sulla sua sacralità.

Che tutto è salvo, auto-celebrazione, auto-presentazione.

chisolm ha detto...

Quale bellezza?
Percy Shelley scrive un inno alla bellezza, e così fa Baudelaire. Sarebbe interessante leggerli per esteso, ma mi limito a due frammenti significativi:

Shelley:
“Spirito di Bellezza, che consacri
Coi tuoi colori ogni pensiero e ogni forma
umana su cui splendi, dove te ne sei andato?
Perché trascorri e lasci il nostro stato,
questa oscura e vasta valle di lacrime, deserta e desolata?”

Baudelaire:
“Vieni tu dal cielo profondo o sorgi dall'abisso, Beltà? Il tuo sguardo, infernale e divino, versa, mischiandoli, beneficio e delitto: per questo ti si può comparare al vino.”
(Ancora il vino…)

La poesia, così come ogni forma di arte, è ricerca del bello e, implicitamente, della verità che intende esprimere. Certo, sarebbe difficile vedere in quest’ulteriore stralcio poetico di Jacopone da Todi l’ideale bellezza:

“Madonna

Se glie tollete 'l vestire,
lassàtelme vedire
come 'l crudel ferire
tutto l'ha 'nsanguinato.

Nunzio

Donna, la man gli è presa
e nella croce è stesa,
con un bollon gli è fesa,
tanto ci l'on ficcato!

L'altra mano se prende,
nella croce se stende,
e lo dolor s'accende,
che più è multiplicato.

Donna, li piè se prenno
e chiavèllanse al lenno,
onne iontura aprenno
tutto l'han desnodato.”

Shelley e Baudelaire si interrogano sulla bellezza, Jacopone sembra dipingere col sangue dell’Appeso la vera Bellezza, quella che ha salvato il mondo e che, per coglierla oltre il sangue, occorre la fede più del gusto estetico…

Chisolm

mic ha detto...

dice Emanhuele
(il resto non lo pubblico e non se ne abbia, perché sono accuse che non ci portano da nessuna parte: abbiamo già chiaramente spiegato la differenza tra 'citazione' e 'pensiero completamente assimilato e fatto proprio', come nel caso di Kiko a proposito di Rahner, Bonhoeffer, Lutero e Farnes. Ma naturalmente per Emanhuele è come avessimo parlato al vento, non recepisce e prosegue imperterrito per la SUA strada che così non potrà mai incontrare la nostra...

;)
siete stupendi...davvero fratelli miei, siete troppo teneri:
se kiko cita Bonhoeffer e' un luterano. Se invece citate voi una fonte "altra" allora va bene perche' bisogna essere aperti alla verita anche quando viene da fonti non ortodosse
.

Kiko inoltre non è un luterano perché cita Bonhoeffer, ma perché ha assimilato e introdotto massacciamente nel cammino, oltre alla prassi di Bonhoeffer, il pensiero e la dottrina di Lutero, non mancando di attribuirgli più volte espressamente ragione per le questioni più controverse... e abbiamo citato molti passi degli Orientamenti in cui queste espressioni compaiono!

mic ha detto...

occorre la fede più del gusto estetico.

il "gusto estetico" alla fine è qualcosa di materiale che riesce a cogliere solo frammenti di bellezza e neppure quelli più universali, perché spesso è soggettivo e appartiene più al mondo dell'"esteta" che non è necessariamente un vero "amante dal Bello"…

La Bellezza sta all'estetismo, come la Verità al relativismo

Caterina63 ha detto...

Emanhuele....molto dipende da come si interpreta^__^
Le eresie s'innescano infatti quando si interpreta "diversamente" dal pensiero della CHIESA...
Non a caso Benedetto XVI ha denunciato anche UN FALSO ECUMENISMO atto a FALSE INTERPRETAZIONI sulla carità, sulla fede nella Chiesa, ecc...

La questione dell'ermeneutica di rottura con la Tradizione denunciata dal Pontefice in molte occasioni, partono appunto dalle false interpretazioni del Concilio, interpretazioni false che dicono, per fare un esempio, che i nuovi movimenti, gruppi o cammini...nati dopo il Concilio: SALVANO LA CHIESA^__^
E' LA CHIESA CHE SALVA, è la Chiesa che forma i santi...è la Chiesa CHE CI DA IL LATTE MATERNO DELLA VERITA'
...

Ciò che devi e dobbiamo comprendere è che è il nostro pensiero che deve adeguarsi alla Chiesa e non il contrario ^__^ ossia non è la Chiesa che deve essere modellata ad ogni fondatore che arriva, comprendi?

Il teologo, il Fondatore, il Catechista, il Parroco, il Prete diocesano o religioso, il Frate, la Suora e la Monaca...IL LAICO...chiunque di questi voglia dirsi Cattolico deve INCARNARE IN SE' IL PENSIERO DELLA CHIESA, IL SUO MAGISTERO, DEVE NUTRIRSI DEL SUO LATTE MATERNO...mai il contrario^__^

Chi non si attiene a questa REGOLA APOSTOLICA non è cattolico anche se fosse dentro la Chiesa e diventa SEMINATORE DI ZIZZANIA...la quale NON ci è dato di togliere...ma di SOPPORTARE E TOLLERARE tentando sempre di riportare ogni pecora all'ovile e non l'Ovile(=Chiesa) alle pecore...
;-)

Caterina63 ha detto...

Don N. Bux va incontro alla provocazione di Chisolm, SOSTENENDOLO ^__^

da Rinascimento Sacro riporto solo questo passo, poi leggetevi integralmente l'intervista ^__^
http://www.rinascimentosacro.com/2009/04/bux-la-vera-riforma-mira-dare-dio-il.html


Don Bux, come spiega questo successo della “riforma” di Papa Benedetto, come lei stesso l’ha autorevolmente definita? E perché questo termine: “riforma”?


Il Santo Padre spiegando nella Lettera ai vescovi perché ha ritenuto una “priorità” la remissione della scomunica, scrive: “Nel nostro tempo in cui in vaste zone della terra la fede è nel pericolo di spegnersi come una fiamma che non trova più nutrimento, la priorità che sta al di sopra di tutte è di rendere Dio presente in questo mondo e di aprire agli uomini l’accesso a Dio”.
Ora, un canto attribuito a san Paolino da Nola dice: Ubi charitas et amor Deus ibi est. Non dovremo quindi dilatare gli spazi dell’amore perché Dio sia presente nel mondo? Questo il senso del gesto del Pontefice.

Ma egli aggiunge che si deve aprire l’accesso “Non ad un qualsiasi dio, ma a quel dio che ha parlato sul Sinai; a quel Dio il cui volto riconosciamo nell’amore spinto sino alla fine(cfr Gv 13,1) – in Gesù Cristo crocifisso e risorto”.
Ora, non è questo il senso vero della Liturgia? Far incontrare la presenza di Dio all’uomo che cerca la Verità, il suo Mistero presente che precede sempre la nostra esistenza nel mondo? Il Concilio approvò per primo la Costituzione liturgica anche per questa ragione: la Chiesa deve parlar di Dio all’uomo, farglielo incontrare. L’uomo cerca la Bellezza “Veritatis splendor”: la “riforma” se non servisse a ciò sarebbe inutile maquillage per esibire meglio noi stessi.(eh! ^__^ )

Ma la vera riforma mira a dare a Dio il posto che gli spetta prima di tutto e al centro di tutto. In realtà riforma significa ri-forma (“ritorno alla bellezza”), senza passatismi inutili o idee di restaurazione.

**********************

ripetere giova ergo rileggiamo:

Il Concilio approvò per primo la Costituzione liturgica anche per questa ragione: la Chiesa deve parlar di Dio all’uomo, farglielo incontrare. L’uomo cerca la Bellezza “Veritatis splendor”: la “riforma” se non servisse a ciò sarebbe inutile maquillage per esibire meglio noi stessi..

......

In realtà riforma significa ri-forma (“ritorno alla bellezza”), senza passatismi inutili o idee di restaurazione.

.....

appare evidente che:

1) Kiko usa la Riforma del Concilio PER ESIBIRE IL SUO PROGETTO ARTISTICO E CATECHETICO;

2) Kiko NON ha capito cosa significa RIFORMA...^__^ ha confuso, ha pensato AD UNA CHIESA DA RICOSTRUIRE COME VOLEVA LUI...
RE-FORMA indubbiamente parte dall'etimologia RE=di nuovo, ADDIETRO; e FORMARE=da forma....dunque RIDARE FORMA A QUALCOSA DI GIA' ESISTENTE ^__^
vuol dire poi, nell'uso ECCLESIALE (REFORMARE) CORREGGERE per ridare, RESTITUIRE ad una tal cosa LA SUA REALE ED ORIGINALE MOTIVAZIONE
...

va da se che sia Kiko quanti TUTTI coloro che hanno usato il Concilio usando questi termini impropriamente, hanno deviato dalle reali intenzioni del Concilio stesso ^__^
altrimenti, per altro, sarebbe inspiegabile il lavoro che sta portando avanti Benedetto XVI...

Fraternamente CaterinaLD

Emma ha detto...

Segnalo su Zenit, che consacra un ciclo di articoli sulla Liturgia, o meglio una rubrica di teologia liturgica a cura di don Gagliardi, un articolo di don Nicola Bux:

UNA LEZIONE DI LITURGIA: “ESSERE IMMERSI IN LUI, NELLA VERITÀ”

una meditazione in chiave di teologia liturgica sull’omelia pronunciata dal Santo Padre durante la Santa Messa crismale di quest’anno


http://www.zenit.org/article-18026?l=italian

Caterina63 ha detto...

Il 4 agosto 1985, nella festa di san Domenico, padre Tomas Tyn (Domenicano di venerata Memoria) scrisse all’allora Prefetto della Congregazione per la Dottrina, della Fede, card. Ratzinger, per esprimergli la sua gioia per la pubblicazione del volume Rapporto sulla fede e per manifestargli alcune preoccupazioni concernenti la vita della Chiesa.

riporto solo la parte finale dell'articolo:

«Infine – conclude padre Tyn – mi permetta, Eminenza, La prego, una considerazione che faccio con personale amarezza: nella mia patria occorre molto coraggio per professarsi cristiani, ma anche nel “libero” Occidente deve esser dotato di un non minor coraggio chi vuol mostrare apertamente la propria fedeltà verso la tradizione cattolica, a causa della disposizione ostile di alcuni ecclesiastici, i quali tuttavia tollerando se stessi con gran clamore, si dichiarano democratici e pluralisti».

(..)

Altrettanto forte e significativa va giudicata, nella sua brevità, la risposta del cardinale Ratzinger a padre Tomas:

«Leggendo (la sua lettera) sono stato preso da una grande gioia per la piena concordanza tra noi, sentendo in tal modo la forza unificatrice della verità, la quale ci è concessa nella fede cattolica. Mi è di grande consolazione sapere che Ella insegna teologia morale, la quale disciplina veramente fondamentale per la retta formazione della vita cristiana, molto da molti è deformata, i quali offrono ai fedeli pietre al posto di pani, sicché è assai necessaria una nuova e profonda riflessione sui veri fondamenti della vita cristiana»...

(Fonte: Radici Cristiane e riportato da Messainlatino)

Caterina63 ha detto...

Email di Manuele del 29.4.2009


Cara Caterina,
ora comincio ad essere sempre più confuso, ma credo che sia normale anche se non trovo sostegno neppure dal mio parroco che sembra essersi arreso, forse perché è anziano non lo so, ma continua a dirmi: « Non ti scimunire proprio, siamo alla mercè del fai da te, finchè la Chiesa non userà un po’ di santo bastone, non si farà nulla, non si raddrizzano le piantine sbattute dai venti legandole ai fuscelli, ci vogliono i bastoni, e pure grossi. Speriamo solo nel miracolo, oramai credo solo nella preghiera e nell’Ufficio Divino che mi è dato di compiere nella Messa, anche tu fai lo stesso, dammi retta, altrimenti rischi di perdere quel poco di fede che ti è rimasta nella Chiesa ».

Parole durissime che mi hanno fatto quasi venire le lacrime agli occhi, vi ho letto una resa, una capitolazione, una ritirata, forse è per l’età (ha quasi 70 anni) anche se lo incoraggio ricordandogli l’età di Benedetto.
Ma chiedo a te Caterina, come a voi che state davvero migliorando nell’informazione e nei modi di trattare l’argomento, come ne usciamo fuori?
Te lo chiedi anche tu ogni tanto non è vero?
Mi sono documentato, e continuerò a farlo, sul significato della comunione ecclesiale e già vedo che è evidente che nel CNC come in altri gruppi, tale comunione, è interpretata diversamente.

La comunione ecclesiale, mi pare di aver capito anche per esperienza con le GMG, all’interno di questi gruppi non parte dal cuore dalla Chiesa ma dal cuore del gruppo espandendosi poi, quando gli riesce, nella Chiesa portando però delle innovazioni che delle volte sono buone, altre volte confondono quei fedeli che non sono di quel dato gruppo, specialmente quando ci si riferisce alla dottrina e ai vari catechismi.

Di conseguenza non abbiamo più una comunione ecclesiale come dice il Papa (forse da qui la sua richiesta a questa comunione?) ma piccole oasi cristiane (tutti coloro che credono nella Trinità sono cristiani), qualche volta cattolici (tutti coloro che credono nel magistero ecclesiale e lo mettono in pratica possono dirsi cattolici), che disponendo di una autorizzazione a muoversi all’interno delle parrocchie, finiscono con il sovvertire l’ordine delle cose in tutti i sensi.

Ho provato a chiedere ai miei catechisti del CNC di spiegarmi un po’ su questa comunione ecclesiale, magari di fare un incontro per parlarne. Non mi è stato risposto male, però da quel che ho capito la cosa non si può fare perché non è nel programma!
Questa risposta credo non abbia bisogno di commenti da parte mia, anche se naturalmente, questo mi ha fatto comprendere ancora di più cosa è e cosa non è tale comunione e perché non mi piacerebbe che questi catechisti venissero sottoposti a qualche dura reprimenda, in fondo credo che in sé non hanno torto, il CNC ha un programma, un progetto, diciamo che chiunque lo infrange e lo volesse modificare, gli viene spiegato che ciò è male e di avere pazienza che a suo tempo tutto sarà svelato. Naturale che questo andrà bene al CNC ma non al resto della Chiesa.

Al momento non voglio aggiungere altro alla mia riflessione, perché vorrei capire bene se ho capito bene!

Ringrazio te e tutti, specialmente Chisolm per la sua interessante provocazione circa la liturgia, molto apprezzata dal mio parroco che si è commosso di sapere che ci sono ancora dei cattolici che sanno esprimere il grave virus che ha colpito la Chiesa, sostenendo che la febbre suina non è nulla al confronto di questa che sta facendo molte vittime di fedeli parafrasando l’evento all’avvertimento evangelico del non dare le perle ai porci, una similitudine questa che dovrebbe farci riflettere molto.
Nella pace del Risorto, Manuele


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sto avendo problem di collegamento, sono tre volte che tento di incollare il testo ma mi dice che sono scollegata... spero in serata di rispondere....

per ora grazie a Manuele^__^

Caterina63 ha detto...

Ecco la mia risposta a Manuele che metto direttamente qui mentre, in privato... gli ho inviato altri testi magisteriali sui quali meditare^__^


Caro Manuele...riguardo a Chisolm credo che potrà leggerti solo o sabato o da lunedì...il fine settimana egli si ritira in eremo a rapporto dallo Spirito Santo...^__^ scherzo dai! ma non sono molto lontana^__^

Assai ricco il tuo intervento che andrebbe sezionato per rispondere con attenzione, ma a me non piace vivisezionare i testi...^__^ solitamente ne prendo una, due parti che ritengo più importanti e li collaboro...
ergo, innanzi tutto tutta la mia solidarietà a questo santo parroco...ma non è vecchio, a 70 anni oggi si lavora ancora ^__^ direi piuttosto che probabilmente essendosi formato prima delle novità portat dalle false interpretazioni al Concilio (attenzione all'uso dei termini eh! ^__^), è ESAUSTO a voler far capire che ci stanno molti sbagli...e poichè proabilmente il suo vescovo TACE...egli in forma di obbedienza PREGA...e ti ha dato due saggi consigli...^__^ seguire il pregare e il partecipare alla Messa ecclesialmente sono davvero le nostre uniche armi che non compromettono neppure i tuoi futuri approfondimenti ^__^

Sei confuso? e chi non lo è oggi? ^__^
rileggiti il discorso che ti ho mandato del Papa alla Curia nel suo primo Natale 2005 da Pontefice...egli stesso parla di CONFUSIONE E DI SMARRIMENTO...
e potremo fare molti altri esempi....inoltre avrai notato proprio sull'esempio del tuo parroco probabilmente...che più parli e parleari magistralmente PIU' SARAI INCOMPRESO ^__^ provare per credere ahahah......^__^


riguardo alla tua comprensione sulla comunione ecclesiale credo che tu l'abbia capito abbastanza bene...^__^
e ti dirò che la tua disposizione d'animo ti ha aiutato molto perchè puoi dire tu stesso che nessuno ti ha condizionato....ma che ti stai INFORMANDO e quando uno ha l'animo aperto, non può non arrivare a comprendere perchè lo Spirito Santo NON è per le sètte...^__^ non è per chi vuole fare gruppo e pretendere che DAL SUO GRUPPO SCATURISCE LA COMUNIONE ECCLESIALE come tu stesso hai ben osservato...^__^

La vera Comunione Ecclesiale avviene proprio al contrario E' SEMPRE LA CHIESA CHE DONA...TUTTO PARTE DALLA CHIESA VERSO GLI ALTRI..nella Chiesa può ENTRARE SOLO CHI LE FA DEL MALE perchè da LEI ESCE TUTTO IL BENE...

Noi ENTRIAMO NELLA CHIESA IN QUESTA COMUNIONE quando facciamo il Battesimo, non c'è altro modo per entrare nella Chiesa ^__^ e siamo noi, ENTRATI, che possiamo diventare santi o dannarci rifiutando la grazia e dunque FERENDO LA CHIESA, facemndole del male e facendo del male al prossimo...(=seminare zizzania)..

Il nostro primo PROSSIMO E' LA CHIESA STESSA ^__^
se non amiamo per prima LEI, l'amore all'altro prossimo è difettoso...
Come si ama la Chiesa?
NELLA COMUNIONE DOTTRINALE infatti le prime Promesse che facciamo con il Battesimo è il CREDERE a delle dottrine...è rinunciare a Satana e a tutte le sue SEDUZIONI...ogni nostro sforzo parte e prosegue sulle e dalle PROMESSE BATTESIMALI...

Kiko Arguello, il cui cuore NON mi permetto di giudicare...lo ha capito bene...TUTTO VIENE GIOCATO SUL BATTESIMO E SU QUESTE PROMESSE, ed ha pensato (lo dice lui stesso eh!^__^)
"COME FARE PER FARLO CAPIRE ALLA GENTE CHE SI E' ALLONTANATA DALLA CHIESA? INVENTIAMO DELLE CATECHESI CHE NON DICANO QUELLO CHE DICE DIRETTAMENTE LA CHIESA...PRESENTIAMO QUESTO BATTESIMO IN MODO NUOVO, DIVERSO, ACCATTIVANTE, FACCIAMO DURARE A LUNGO IL PERCORSO CHE FACEVANO I CATECUMENI...."

ed ecco che nasce il NEOCATECUMENATO ossia far durare a lungo L'APPRENDIMENTO DEL BATTESIMO, DIVIDIAMO IL PERCORSO IN TAPPE...e presentiamo UNA CHIESA TIPICAMENTE ANTICA, CANCELLIAMO TUTTO CIò CHE IN 2000 ANNI E' STATO MOTIVO DI INCOMPRENSIONI DOTTRINALI, ELIMINIAMO IL RICORSO DIRETTO AL MAGISTERO, SPIEGHIAMOLO NOI...A PAROLE NOSTRE NELLE NOSTRE COMUNITA'...
poi altri ci seguiranno e LE NOSTRE COMUNITA' DIVENTERANNO LE NUOVE PARROCCHIE...SIAMO LA NUOVA PENTECOSTE DEL TERZO MILLENNIO...

E tutto il resto della Chiesa? i Santi, i Dottori e quant'altro?

Nessun problema, I CATECHISTI CITERANNO SOLO I PASSI CHE DOVRANNO ESSERE ACCORDATI, COME UNA CHITARRA, ALLA MIA CHITARRA... ^__^

e tutte le altre chitarre?
semplice: si dovranno accordare a quella di Kiko...e chi non volesse accordare con quella di Kiko ma con la chitarra di Benedetto XVI O DI SAN PIO X O DI SAN PIO V ?
^__^

Dunque per vivere una vera comunione ecclesiale è necessario che TUTTE le chitarre (ergo tutti i gruppi, le varie fondazione come tu stesso rilevi...e tutte le comunità come i singoli laici) siano accordate con IL DIAPASON CONTENUTO NELLA TRADIZIONE DELLA CHIESA magistralmente portata a noi dal Pontefice^__^
chi accorda la chitarra ad altri strumenti NON è più in comunione ecclesiale...

Spero di averti dato ulteriore materiale per riflettere..

Fraternamente CaterinaLD

gianluca cruccas ha detto...

Questi sono i frutti del CN, soprtatutto quando, chi vi partecipa supera un certo numero di anni nel parteciparvi, codesta setta eretica ti porta via il cervello e cosa ancor più grave produce gravi danni a livello spirituale.
Quale responsabilità ha avuto ed ha la Santa Chiesa Cattolica ad aver taciuto tali crimini, quale responsabilità ha la Santa Chiesa Cattolica ad aver dato uno statuto falso, perchè rimanda continuamente i suoi articoli alle catechesi diaboliche di Kiko Arguello e tutta la sua combriccola, quale responsabilità ha la Santa Chiesa Cattolica ad aver dato un mandato a codesta setta totalmente eretica, per andare a fare la cosidetta nuova evangelizzazione, facendo si, conoscendo gli elementi, che la loro dottrina, peraltro ben conosciuta dal Vaticano, inzozzi sempre più le anime.
Ribadisco a Manuele fuggi a gambe levate dal CN fin che sei in tempo.

Gianluca Cruccas

..................
Caro Gianluca,

Anche oggi ho dato un occhiata al vostro blog.Oggi siete particolarmente demenziali.Ma non vi rendete conto di essere ridicoli?Secondo MIC i quadri di Kiko sarebbero orribili.Che ignorante!Non conosce l'iconografia cristiana antica e le sue regole.Non sa che Kiko si ispira al grande iconografo e monaco ortodosso russo Andrej Rublev.Ovviamente
nè tu nè loro sapete chi sia!Aveva proprio ragione il grande Albert Einstein quando
diceva:"Conosco due cose infinite il cosmo e l'ignoranza.Sull'infinitezza del primo primo ho qualche dubbio".Equivale al nostro detto:"La mamma dei cretini è sempre incinta!Quanta prolificità nel vostro blog!!Non c'è limite alla vostra ignoranza!

In ogni caso giacchè ti ergi a maestro di teologia e sputi sentenzie,parlando con grande disinvoltura di "eresia" ti prego di leggere quanto segue a proposito del Direttorio Cate
chetico del Cammino Neocatecumenale.A proposito vorrei ricordarti che le catechesi di Kiko e Carmen e il Direttorio Catechetico sono la stessa cosa.Non sai una cosa tanto elementare e pretendi di giudicare l'ortodossia del Cammino?

Forse tu e i tuoi amichetti del blog ignorate che il Direttorio Catechetico è nelle mani della Santa Sede già dal lontano 1977(da 32 anni).Fu la Congregazione per il Clero ad esaminare i testi dei 14 volumi del Direttorio Catechetico.Questo molto prima che molti di voi fossero nati e molto prima di Padre Enrico Zoffoli che probabilmente non ne era al corrente.

Ad analizzare i testi fu incaricato,dalla Conregazione per il Clero, un teologo ed esperto di catecumenato e di catechesi antiche della Congregazione dei Padri Salesiani.Si chiamava
Padre G.Groppo S.B.D.Queste tre ultime lettere stanno per Salesiano.Ti trasmetto un ampio stralcio della sua relazione ed il numero di protocollo in modo che puoi contattare la Congregazione per il Clero e verificare.

Relazione di Padre G.Groppo

Padre Groppo valutava molto positivamente gli Orientamenti per le Equipes di Catechisti
e affermava:

"La novità di queste catechesi e il criterio fondamentale per la loro interpretazione è costiuito dal fatto che sono espressione orale di un'esperienza vissuta di fede e di conversione e che pertanto si tratta di un linguaggio esistenziale,la cui verità non va ricercata nella singola frase,ma nel contesto generale:Un' esperienza vissuta intensamente non si presta a formulazioni teoriche nitide,ma si esprime sempre in modo un po'caotico,con frequenti ripetizioni,con il ricorso a paradossi,più per immagini che per concetti...

Intendo ora rilevare un altro aspetto di queste catechesi,o meglio di questo Cammino Neocatecumenale.Come studioso della storia della catechesi antica devo dire che il tentativo di Kiko e Carmen di attualizzare il catecumenato è un tentativo riuscito.
L'esperienza ha fatto intuire quello che di profondamente valido conteneva questa istituzione della Chiesa dei primi tre secoli e ha permesso di tradurla in una struttura la quale,pur non ricalcando l'antica ,ne assume gli elementi più importanti e li inserisce in un contesto nuovo:quello della conversione di battezzati che però non hanno mai fatto una opzione personale di fede.In questo processo -che implica il suo tempo-questi battezzati delle Comunità Neocatecumenali vengono aiutati a fare la loro opzione fondamentale di fede in un clima di comunità,a rendersi disponibili all'azione dello Spirito Santo che li introduce alla comprensione e alla accettazione del radicalismo evangelico;iniziandoli gradualmente e in modo esperienziale sia alla Parola di Dio sia ai Sacramenti della Conversione cristiana(Penitenza),sia dell'Eucarestia.Io trovo tutto questo molto positivo.


Padre G.Groppo S.D.B.(Protocollo 156375,12 settembre 1977)

Caro Gianluca come puoi leggere la valutazione di questo eminente teologo è molto positiva.Non parla affatto di eresie o distorsioni dottrinali..Termina dicendo che valutava molto positivamente sia le catechesi che il Cammino Neocatecumenale.

Ti chiedo:

1)Dal momento che accusi Kiko di essere eretico credi di essere più intelligente e sapiente di Padre Groppo?Secondo te la sua valutazione è sbagliata?

2)Vorrei sapere il tuo grado di conoscenza.Hai studiato teologia?Quale è il tuo titolo di studio?

3)Usi con molta disinvoltura il termine "eresia"ti chiedo:Conosci l'esatto significato di questo termine?In che senso Kiko sarebbe eretico?Quale Dogma della fede Cattolica,secondo te ,avrebbe negato?

Giacchè dici che non accetti di rispondere attraverso mail ,ma solo sul blog,farò come chiedi.Scommettiamo che sarà censurato?
Lara.......

Caterina63 ha detto...

gianluca cruccas ha detto...

Quale responsabilità ha avuto ed ha la Santa Chiesa Cattolica ad aver taciuto tali crimini

*******************

attenzione....usiamo con moderazione i termini....
NON LA CHIESA ma gli Uomini che chiamati dal Cristo a pascere il gregge NON tutelano ^__^

Tu stesso dici LA SANTA CHIESA....se dunque Essa è SANTA ED UNA non può ESSA in sè essere portatrice di male...L'ho spiegato in altri termini anche sopra...

Io lo so che dicendo LA CHIESA si intende coloro che che sono posti come sentinelle e invece di avvisare tacciono...ma per quanti ci leggono è saggio non confondere ulteriormente i termini...

^__^

Caterina63 ha detto...

gianluca cruccas riporta un messaggio indirizzato a lui dove c'è scritto:...


Forse tu e i tuoi amichetti del blog ignorate che il Direttorio Catechetico è nelle mani della Santa Sede già dal lontano 1977(da 32 anni).

*****************

??????????
ma se è nelle mani della CDF DA TRENTADUE ANNI (arg! deve essere davvero UN MATTONE ahahah^__^) come fate ad usarlo voi?
da quel che si sa ci fu una parte MEZZA CORRETTA...e quella venne ridata al CN...poi c'è TUTTA LA CATECHESI VERA E PROPRIA che sta nelle sulla scrivania della CDF ergo in teoria VOI NON DOVRESTE CONOSCERLA..non almeno fino a quando la Congregazione si sarà pronunciata DEFINITIVAMENTE infatti...il riferimento al DC presente nello Statuto E' QUELLO DELLA CHIESA CATTOLICA non quello kikiano...

eh!

Caterina63 ha detto...

Padre G.Groppo S.D.B.(Protocollo 156375,12 settembre 1977)

????????????????????????????

ho fatto una ricerca in rete...è un illustre sconosciuto....lo cita solo Wikipedia in una discussione e l'unica citazione che risulta è solo questo PEZZETTO DI CARTA DEL 1977...

faccio osservare che nel 1996 così scrisse la Conferenza EPISCOPALE DELLA PUGLIA ERGO...UN GRUPPO DI VESCOVI...

Difficoltà
Le difficoltà nascono dalla situazione stessa di queste persone: battezzate, credenti, per lo più anche praticanti, ma che si riconoscono non realmente evangelizzate e scelgono di rifarsi in qualche modo catecumeni, di essere ri-evangelizzati, quasi ripartendo da zero. La piena partecipazione alla vita ordinaria della comunità si trasforma per loro in punto d'arrivo, meta da raggiungere. Questo comporta inevitabilmente una certa separazione, che talvolta viene gravemente accentuata.

Le linee formative del “Cammino” ed i sussidi utilizzati, procedono per vie autonome, senza riferimento ai piani pastorali della CEI e delle Diocesi. Si nota una certa difficoltà ad armonizzarsi con altre esperienze ecclesiali e forme associative.

All'interno delle comunità del “Cammino” c'è il rischio di un'eccessiva uniformità, spinta a volte fino ai minimi particolari, specialmente nella liturgia. La pedagogia dei segni è preziosa (cfr. Il rinnovamento della catechesi, n. 175), però non si deve attribuire ad ogni dettaglio la medesima importanza ed invariabilità che può valere solo dei segni più essenziali e consacrati dalla tradizione.

Un rischio analogo va fronteggiato anche nella catechesi che, fondandosi sulla “tradizione orale”, finisce per cadere in una ripetizione stereotipa, trascurando le mediazioni indispensabili per incarnare il Vangelo in ogni situazione; nell'interpretazione dei testi biblici, a volte selezionati e interpretati univocamente e apoditticamente, cadendo in un certo fondamentalismo; nella rigida scansione delle varie tappe; nella proposta generalizzata di speciali scelte di vita.

Crea difficoltà, in riferimento al ruolo dei presbiteri, la conduzione delle comunità da parte dei catechisti laici.

(..)

Il “Cammino” intende collocarsi solo all'interno della parrocchia. Esso dovrebbe essere avviato solo nel contesto di comunità parrocchiali che si aprono ad un rinnovamento globale e si impegnano ad offrire a tutti i fedeli un serio nutrimento permanente.

E' indispensabile pertanto che prima di avviare l'esperienza venga acquisito non solo il consenso del vescovo e del parroco ma, previa adeguata informazione ed analisi della situazione, anche il parere del consiglio pastorale parrocchiale. Per evitare dannose difformità tra parrocchie vicine, sarebbe bene anche che se ne parlasse in seno alle foranie e venisse ascoltato anche il vicario foraneo.

Presbitero responsabile dev'essere ordinariamente il parroco o un sacerdote che presta servizio pastorale in quella parrocchia, scelto d'intesa col vescovo
.


http://www.internetica.it/neocatecumenali/Cnc-vescovipuglia.htm

(..)

Le accompagniamo con la nostra preghiera e la nostra benedizione.
Molfetta, 1° dicembre 1996, prima domenica di Avvento

+ Benigno Luigi Papa, Arcivescovo Metropolita di Taranto, Presidenza della Conferenza Episcopale Pugliese,
+ Giuseppe Casale, Arcivescovo Metropolita di Foggia-Bovino, Amministratore apostolico di Lucera-Troia,
+ Mariano Magrassi, Arcivescovo Metropolita, di Bari-Bitonto,
+ Cosmo Francesco Ruppi, Arcivescovo Metropolita di Lecce
+ Settimo Todisco, Arcivescovo di Brindisi-Ostuni,
+ Carmelo Cassati, Arcivescovo di Trani-Barletta-Bisceglie,
+ Vincenzo D'Addario, Arcivescovo di Manfredonia-Vieste,
+ Francesco Cacucci, Arcivescovo di Otranto,
+ Armando Franco, Vescovo di Oria,
+ Martino Scarafile, Vescovo di Castellaneta,
+ Domenico Padovano, Vescovo di Conversano-Monopoli
+ Raffaele Calabro, Vescovo di Andria
+ Giovanni Battista Pichierri, Vescovo di Cerignola-Ascoli Satriano,
+ Silvio Cesare Bonicelli, Vescovo di San Severo,
+ Domenico Caliandro, Vescovo di Ugento-S. Maria di Leuca,
+ Donato Negro, Vescovo di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi,
+ Agostino Superbo, Vescovo di Altamura- Ravina-Acquaviva,
+ Vittorio Fusco, Vescovo di Nardò-Gallipoli,
+ Luciano Bux, Ausiliare di Bari-Bitonto,
+ Riccardo Ruotolo, Ausiliare di Manfredonia-Vieste,


********

e ancora:


Lettera Card Arinze al Cammino Neocatecumenale, 1 dicembre 2005

*********

^__^
QUESTI SONO DOCUMENTI UFFICIALI....non quel pezzo di carta del 1977....ebbè!!
^__^

mic ha detto...

Non sa che Kiko si ispira al grande iconografo e monaco ortodosso russo Andrej Rublev.Ovviamente
nè tu nè loro sapete chi sia!
..

tu credi che non sappiamo chi sia Rublev?

Perché saremmo allora scandalizzati che Kiko abbia strumentalizzato - e anche profanato direi - persino la sua stupenda icona della Trinità, per appiccicarvi i simboli del Cammino (riducendo la SS.Trinità a Dios e comunitad, Liturgia e Palabra) e attribuendo ai tre angeli di Rublev le sembianze dei tre in iniziatori del Cammino?
dai un'cchiata qui e vergognati insieme a lui!

Anche questa aberrazione, così eclatante, potrebbe bastare - da sola - a mettere in guardia sul Cammino Pastori più vigili e responsabili; ma le 'connivenze' sono davvero troppe per non pensare che ci sia sotto qualcosa che ci sfugge... Ma non sfuggirà al Signore, quando i Suoi tempi saranno maturi!

Emma ha detto...

Caterina e Mic hanno già risposto a Lara.

Che la Kikodipendenza renda un neocatecumenale incapace di criticare Arguello è cosa risaputa, purtroppo rende la persona incapace di riflettere con la sua propria testa e ne fa un megafono che restituisce fedelmente ciò che è stato registrato, come una spugna imbibita non può che restituire il liquido con cui è stata impregnata-gonfiata.

La kikodipendenza rende chi ne è afflitto incapace di interrogarsi e interrogare, di guardare la realtà perchè essa si limita al cerchio del cammino e che la realtà, che comprende anche il il mondo esterno al cammino, è vista unicamente attraverso il filtro neocatecumenale.
In cammino via, veritas et vita sunt.

Il cammino nc per la maggior parte dei suoi aderenti è un unicuum, lo prendi in toto o te ne vai, ma se te ne vai sarai la preda del maligno e ti perderai.
Sappiamo la reazione alla quale si confrontano coloro che all`interno del cammino osano porre domande scomode ma per loro importanti.

Se Lara si desse la pena di leggere i documenti qui e su Interentica si eviterebbe lo sforzo inutile di citare date e documenti che conosciamo e di cui conosciamo il valore.
Sono sempre e solo gli stessi che sono citati e sui quali i nc si basano per avvalorare la loro legittimità già ben prima della consegna dello statuto dal PCL.
Il suo, Lara, è uno sforzo inutile che può unicamente funzionare con altri ignoranti, nel senso che ignorano, non sono informati, o dipendenti, non quì.

Non rende, così facendo, un buon servizio al cammino che vuole tanto difendere.
E con mic, dico, si vergogni di osare avvicinare il nome di Rublev a quello di Kiko Arguello.
E non aggiungo altro.

gianluca cruccas ha detto...

attenzione....usiamo con moderazione i termini....
NON LA CHIESA ma gli Uomini che chiamati dal Cristo a pascere il gregge NON tutelano:

Era esattamente quello che io intendo, ho solo espresso male il concetto, quindi acetto umilmente la correzione e mi scuso con tutti.
Per quanto riguarda ciò che penso dell'attegiamento scandaloso del Vaticano, nei suoi pastori, non è cambiato.

Tu Caterina affermi:
..non almeno fino a quando la Congregazione si sarà pronunciata DEFINITIVAMENTE infatti...il riferimento al DC presente nello Statuto E' QUELLO DELLA CHIESA CATTOLICA non quello kikiano...

Questo non è esatto, nel falso statuto è riportato esattamente questo, ed è la quarta volta che inserisco gli articoli che rimandano il tutto alle abberranti catechesi di Kiko Arguello e la sua combriccola:

Titolo I [ Natura e attuazione del Cammino Neocatecumenale ]
Art. 2 [Attuazione del Cammino Neocatecumenale]
2º. secondo «le linee proposte dagli iniziatori», contenute nel presente Statuto e
negli Orientamenti alle Èquipes di Catechisti

Capitolo II Catechesi iniziali Art. 9 [Kerigma e celebrazioni]
Il Neocatecumenato comincia nella parrocchia, su invito del Parroco, con delle catechesi kerigmatiche,22 chiamate catechesi iniziali, contenute negli Orientamenti alle Èquipes di Catechisti.

Art. 10 [Nascita della comunità neocatecumenale]
§ 3.La comunità neocatecumenale è affidata alla cura pastorale del Parroco e del presbitero da lui incaricato (cfr. art. 27). Inoltre la comunità indica, mediante votazione, un responsabile laico e alcuni corresponsabili,31 che vengono confermati dal Parroco e dall’équipe dei catechisti. Essi collaborano con il Presbitero per assicurare che la comunità percorra l’itinerario del Cammino Neocatecumenale, secondo quanto stabilito nello Statuto e negli Orientamenti alle Èquipes di Catechisti e per curare gli aspetti organizzativi.32

Art. 11 [Celebrazione settimanale della Parola]
§ 1. Ciascuna comunità neocatecumenale settimanalmente ha una celebrazione della Parola di Dio,33 di norma con quattro letture,34 secondo i temi indicati dagli Orientamenti alle Èquipes di Catechisti per ogni tappa.

Art. 16 [L’esperienza della koinonia e i frutti della comunità]
§ 1. Nella misura in cui i neocatecumeni crescono nella fede, cominciano a manifestarsi i segni della koinonia: il non giudicare, la non resistenza al malvagio, il perdono e l’amore al nemico.57 La koinonia si visibilizza anche nel soccorso ai bisognosi, nella sollecitudine per i malati, per i sofferenti e per gli anziani e nel sostegno, per quanto possibile, di coloro che sono in missione, secondo quanto indicato negli Orientamenti alle Équipes di Catechisti. I neocatecumeni vengono gradualmente formati a un sempre più profondo spirito di comunione e di aiuto reciproco.

Art. 28 [Catechisti]
§ 1. Le équipes di catechisti sono composte da alcuni laici, eletti in conformità all’art. 17 § 3, e da un presbitero.
§ 2. Le équipes di catechisti, come esplicitato nel presente Statuto120 e negli Orientamenti alle Èquipes di Catechisti:
1º. su invito del parroco danno le catechesi iniziali che avviano un processo di gestazione alla fede in cui si formano le comunità;

Art. 29 [Formazione dei catechisti]
5°. infine, preparano ogni catechesi e passaggio del Neocatecumenato, per quanto possibile insieme al presbitero, leggendo in ambiente di preghiera i brani corrispondenti della Sacra Scrittura, del Catechismo della Chiesa Cattolica e degli Orientamenti alle Èquipes di Catechisti, che ravvivano in loro la «parola di salvezza» (At 13,26) che essi stessi hanno ricevuto oralmente dai propri catechisti.

- Caterina come vedi La catechesi di Kiko, negli articoli dello statuto falso, e posta in correlazione alla Sacra scrittura al Magistero della Chiesa Cattolica e al Catechismo della Chiesa Cattolica, ed è questo lo scandalo, ed è per questo che lo dichiaro falso, (lo statuto).

Cruccas Gianluca

gianluca cruccas ha detto...

Scriveva P.ENRICO ZOFFOLI Potere e obbedienza nella Chiesa Pg 46-49


L'accenno a tali erronei indirizzi teologici e ai loro prin¬cipali sostenitori rappresentati principalmente da uomini del Clero - non certo da laici - si comprende ricordando soprattutto quel che Paolo VI deplorava dopo il Vaticano II.
Nel '970 il Papa fu come costretto a riconoscere in pubblico che la «verità religiosa è crollata in molti animi, che non hanno più saputo sostenere le grandi e solari affermazioni della scienza di Dio, della teologia naturale, e tanto meno quelle della teologia della rivelazione: gli occhi si sono annebbiati, poi accecati...» (Ud. gen., 20.5.1970).
È accaduto che la Chiesa post-conciliare «si trova in un'ora di inquietudine, di autocritica, si direbbe di autodi¬struzione. È come uno sconvolgimento interiore, acuto e complesso, che nessuno si sarebbe atteso dopo il Concilio. Si pensava ad una fioritura, ad una espansione serena delle concezioni maturate nelle grandi assise del Concilio. Ma se ne viene a sottolineare soprattutto l'aspetto doloroso. Come se la Chiesa percuotesse se stessa» (Disc. 7.12.'69).
Più tardi, papa Montini si credette in dovere di affer¬mare persino che «per qualche fessura il fumo di Satana è entrato nel tempio di Dio: il dubbio, l'incertezza, la proble-matica, l'inquietudine, l'insod-disfazione, lo scontro si sono fatti largo. Noi avremmo creduto che l'indomani del Concilio sarebbe stato un giorno di sole per la Chiesa. Ma invece del sole abbiamo avuto le nuvole, la tempesta, le tene¬bre. Cosa e successo?... Una Potenza avversa e intervenuta: il Diavolo, questo essere misterioso...» (Disc. 29.6.'72).
Paolo VI doveva alludere a sacerdoti, teologi ed esegeti quando denunziava che «oggi da qualcuno dentro la Chiesa (...) si guarda con riserva, con diffidenza al Ma¬gistero ecclesiastico. Al Magistero ecclesiastico si vorrebbe più che altro riconoscere oggi da alcuni l'ufficio di confermare la credenza infallibile della comunione dei fedeli». A questi si vorrebbe «riconoscere la capacità d'interpretare li¬beramente, secondo il proprio intuito che facilmente si pretende ispirato - la S. Scrittura». «La fede cosi diventa ap-parentemente facile, perchè ciascuno se la modella come meglio vuole; ma perde la sua autenticità, la sua sicurezza, la sua vera verità, e perciò la sua urgenza di essere comuni¬cata ad altri: diventa un'opinione personale» (Disc. 12.1.'67).
Così, alle grandi eresie, sempre dovute a membri del Clero, che nei secoli scorsi respinsero uno o l'altro degli articoli del credo, oggi la raffica dell'umanesimo ateo (sostenuto anch'esso da ecclesiastici, travolti dalle diverse correnti dell'immanentismo hegeliano) tenta di demolire il Cristianesimo, scalzandone anche i presupposti razionali.
Il 6 febbraio dell'81 anche Giovanni Paolo II doveva constatare che «si sono propalate vere e proprie eresie in campo dogmatico e morale, creando dubbi, confusioni, ribel¬lioni; si è manomessa anche la liturgia. Immersi nel «relativi¬smo” intellettuale e morale, e perciò nel permissivismo, i cri¬stiani sono tentati dall'ateismo, dall'agno-sticismo, vagamente moralistico, da un cristianesimo socio¬logico, senza dogmi definiti e senza morale oggettiva”.
La denunzia del Vicario di Cristo, leale quanto dovero¬sa, è terribile, definendo nei termini più esatti l'estrema gravità della situazione. Essa - lo vedremo meglio fra poco - non accusa «la Chiesa”, ma unicamente i suoi ministri per l'abuso di certo loro magistero esercitato dalla cattedra e dall'altare, lanciando idee e creando insensi¬bilmente una mentalità contraria alla più ortodossa cul¬tura cattolica negli stessi ambienti ecclesiastici, dai semi¬nari alle parrocchie, dai monasteri ai movimenti e asso¬ciazioni religiose...
È lecito pertanto tornare a chiedersi se, come e quanto sia stata e sia ancora possibile la più vera obbedienza cristiana rispondente a ordini e divieti di un Clero diocesa¬no e religioso formato in ambienti saturi di dottrine teo¬logicamente errate, convinzioni morali discutibili, in una malcelata noncuranza della grande Tradizione e l'esplici¬to rifiuto di metodi educativi collaudati da migliaia di Santi... Un Clero del genere quale autorità ha potuto e può esercitare che miri al bene spirituale dei fedeli, espri¬mendo la reale volontà di Dio, sìda imporsi in nome e nella persona di Cristo?
Troppe volte, ripeto, soltanto l'amore della pace, il dovere della pazienza e della mansuetudine, il timore dello scandalo possono indurre al silenzio e alla sottomis¬sione, che non sono però esercizio della più autentica e meritoria obbedienza... E ciò appunto quando il superiore calpesta per primo la propria dignità e abusa di un potere ridotto a strumento di sopruso e di personale prestigio.




4 - Sintesi teologica: «la Chiesa» distinta e spesso diversa dai suoi “uomini»
La Chiesa non dipende dai fedeli come ogni società umana dai membri che la compongono. Questa deve tutto ai medesimi: costituzione, unità, fine che la specifica e distingue dalle altre, volontà di ottenerlo, risorse necessarie a tale scopo, difesa contra agenti ostili, conser¬vazione, sviluppi... Per se stessa, la società è un'astrazio¬ne, dovendo la propria concretezza esistenziale ai suoi membri, gli unici che, per se stessi reali, pensano, decido¬no, si organizzano, si impongono una legge, si rivendica¬no i meriti di tutti i successi, la colpa di tutti gli errori.
Troppo ovvio, pertanto, che i singoli soci, per compor¬re la società, devono precederla, offrendo ciascuno le pro¬prie energie e partecipando poi attivamente alla sua dire¬zione... Ne segue pure che essa languisce e muore, venen¬do meno e morendo i soggetti che l'hanno formata.
La società ecclesiastica è essenzialmente diversa. In¬fatti, non sono stati i credenti a fondarla, ma Cristo, la cui personalità è divina, essendo lo stesso Verbo, per il quale e in vista del quale tutto è stato creato, tutto reden¬to. Assumendo la natura umana, Egli, virtualmente, ha elevato a Sé l'umanità intera, dispersa nello spazio e nel tempo... Ed ecco la sua Chiesa: edificio da Lui costruito, regno da Lui conquistato, gregge da Lui raccolto.
La Chiesa è un suo prodotto vitale come «i tralci» emanati dalla «Vite» che li anima e rende fecondi... Egli è un Capo che ha formato il proprio Corpo, di cui ciascuno dei fedeli è membro. È anzi lo Sposo che nella Chiesa ha creato, purificato e arricchito la sua Sposa, facendola Madre di Santi in virtù del suo Spirito.
Essendo emanazione di Cristo, Uomo-Dio, perché Verbo Incarnato, la Chiesa prolunga e rivela la sua costi¬tuzione umano-divina: umana, perché si compone di uo¬mini...; divina, per la sua anima - lo Spirito Santo -, la sua struttura - gerarchica -, le sue energie vitali - i pote¬ri-, il destino - la vita eterna -.
L'elemento umano presenta due volti: il primo è dei fedeli che imitano la santità del Cristo, l'Innocente, nel quale il Padre si compiace, e perciò «Agnello che toglie peccati del mondo»: appunto la santità non solo attiva, ma anche passiva, vissuta, che costituisce una nota fonda¬mentale della Chiesa...
II secondo è il volto di tutti i fedeli peccatori, rappre¬sentati dal Cristo che, loro Mediatore, risponde delle loro iniquità, apparendo davanti al Padre come la “personificazione del peccato», «il Maledetto», degno di tutta la sua ira. Ed ecco la Chiesa Militante quale società non solo dei giusti, ma anche dei peccatori.
A questa categoria appartengono tutti i fedeli i quali, anche se peccatori, tuttavia ancora credono, sono sogget¬ti alla gerarchia e partecipano al culto frequentando i Sacramenti.
Come sopra ho accennato tra loro si distinguono colo¬ro che hanno ricevuto soltanto il battesimo, e quelli che, avendo ricevuto anche l'Ordine sacro, sono non soltanto membri del Corpo Mistico come i primi, ma anche rap¬presentanti del suo Capo, partecipi dei suoi poteri, soprat¬tutto svolgendo la funzione di suoi ministri nella celebra¬zione del Sacrificio Eucaristico.
Dunque, alla Chiesa non appartengono gli scismatici, ribelli al Papa quale Vicario di Cristo...; gli eretici, che negano qualche verità da credersi per fede divina e cattolica…; e gli apostati, che ripudiano totalmente la fede cri¬stiana….


Gianluca Cruccas

Caterina63 ha detto...

mic riporta questa domanda...


Non sa che Kiko si ispira al grande iconografo e monaco ortodosso russo Andrej Rublev.Ovviamente
nè tu nè loro sapete chi sia!..

e risponde...

tu credi che non sappiamo chi sia Rublev?


******************

mic ^__^ si dica a codesta persona che comunque sia e con tutto il bene di questo e l'ALTRO MONDO, le idee di tale Rublev erano ortodosse....e sappiamo che gli otodossi hanno idee discordanti con il Papa ^__^

ma ad ogni modo avevo anche segnalato che i catechisti NON dicono ai loro kikiani che Kiko NON è stato ricevuto da Bartolomeo I dopo più insistenze... a BARTOLOMEO I KIKO NON PIACE...
^__^ come mai?

non certo perchè è più cattolico del Papa, al contrario, S.B. il Patriarca di Costantinopoli lavora con Benedetto XVI per l'unità e a lui NON piacciono i cattolici che prendono qua e là per creare NUOVE DOTTRINE....
^__^


Ringrazio Gianluca per le precisazioni, ovviamente le mie affermazioni sugli Statuti possono essere incomplete dal momento che non è materia di mia competenza, di conseguenza mi limito alle constatazioni per le quali ho i testi sotto mano...^__^

Resta palese che nello Statuto approvato nel 2008, il riferimento al Direttorio Catechetico NON è quello del CN ma è quello della Chiesa Cattolica come dimostrano le relative Note riportate nello stesso...

Leggendo tale Statuto ciò che ne ho dedotto è questo:

al CN si da l'opportunità di muoversi autonomamente riguardo il proprio carattere (e questo è giusto, così avviene per tutte le aggregazioni religiose o laiche inserite nella Chiesa) ma RIFERENDOSI AL DIRETTORIO CATECHETICO CATTOLICO....
Invece ciò che appare stonato, incomprensibile e PARADOSSALE, è che questo NON avviene come è stato richiesto, ma avviene mantenendo lo Statuto come una sorta di SPECCHIETTO PER LE ALLODOLE, cioè, con questo Statuto essi dimostrano la cattolicità, ma nei fatti essi procedono diversamente mantenendo UNA AUTONOMIA CATECHETICA COSI' COME VENNE DENUNCIATO DAI VESCOVI NEL 1996, ossia nulla è cambiato tranne il fatto che è aumentata la compiacenza di coloro che sapendo tacciono......

Caterina63 ha detto...

Lettera dei Vescovi di Terra Santa al CN che dopo la quale, a quanto pare...la loro attività HA SUBITO UN RIDIMENSIONAMENTO...^__^

(ciò che va sottolineato è che nessuno vuole far fuori il CN ^__^ ciò che desideriamo insieme a questi Vescovi LO SCRIVONO ESSI STESSI: che il CN si sforzi di OBBEDIRE ALLA CHIESA....questi continui richiamano e queste lettere dimostrano che questo NON avviene...)


In seguito alla Lettera che il Papa Benedetto XVI vi ha indirizzato il 12.1.2006, e a quella della Congregazione del Culto Divino del 1.12.2005, vi domandiamo di prendere posto nel cuore della parrocchia nella quale annunciate la Parola di Dio, evitando di fare un gruppo a parte. Vorremmo che poteste dire con S. Paolo: " Mi sono fatto servo di tutti per guadagnarne il maggior numero" (I Cor 9, 19).

II principio al quale dobbiamo tutti insieme restare fedeli e informare la nostra azione pastorale dovrebbe essere ”una parrocchia e una Eucaristia”. II vostro primo dovere perciò, se volete aiutare i fedeli a crescere nella fede, è di radicarli nelle parrocchie e nelle proprie tradizioni liturgiche nelle quali sono cresciuti da generazioni.

In Oriente, noi teniamo molto alla nostra liturgia e alle nostre tradizioni. E' la liturgia che ha molto contributo a conservare la fede cristiana nei nostri paesi lungo la storia. Il rito è come una carta d'identità e non solo un modo tra altri di pregare. Vi preghiamo di aver la carità di capire e rispettare l'attaccamento dei nostri fedeli alle proprie liturgie.

(nota mia ^__^ ANCHE NOI LATINI E ROMANI CI TENIAMO ALLE NOSTRE TRADIZIONI, LO HA DETTO IL PAPA AL CN IL 10.1.2009: GUARDATE A ROMA QUALE MODELLO; SEGUITE LE DIRETTIVE DELLA SANTA SEDE; CERCATE LA COMUNIONE ECCLESIALE RISPETTANDO GLI ALTRI GRUPPI...)

2. L'Eucaristia è il sacramento di unità nella parrocchia e non di frazionamento. Chiediamo pertanto che le celebrazioni Eucaristiche, in tutti i riti orientali, nonchè nel rito latino, siano sempre presiedute dal parroco, o, nel caso del rito latino, in pieno accordo con lui. Celebrate l'Eucaristia con la parrocchia e secondo il modo della Chiesa locale. "Là dove c'è il vescovo, lì c'è la chiesa", ha scritto S. Ignazio di Antiochia. Insegnate ai fedeli l'amore per le loro tradizioni liturgiche e mettete il vostro carisma al servizio dell'unità

(..)

Vi chiediamo di predicare un Vangelo incarnato nella vita, un Vangelo che illumini tutti gli aspetti della vita e radichi i fedeli in Gesù Cristo Risorto e in tutto il loro ambiente umano, culturale e ecclesiale.

Domandiamo a Dio di colmare i vostri cuori della sua forza e del suo amore, e di darvi la grazia affinché possiate colmare i cuori dei fedeli del suo amore e della sua forza.

Gerusalemme, 25 Febbraio 2007

† Michel Sabbah, Patriarca Latino di Gerusalemme
† Elias Shakour, Arcivescovo Greco Melchita Cattolico di Acri, Haifa, Nazaret
e di tutta la Galilea
† George El-Murr, Arcivescovo Greco Me1chita Cattolico di Filadelfia, Petra
e della Giordania
† Paul Sayyah, Arcivescovo Maronita di Haifa e della Terra Santa
ed Esarca Patriarcale Maronita di Gerusalemme, dei Territori Palestinesi e della Giordania
† Fouad Twal, Vescovo Coadiutore Latino, Gerusalemme
† Kamal Bathish, Vescovo Ausiliare Latino, Gerusalemme
† Selim Sayegh, Vicario Patriarcale Latino per la Giordania
† Giacinto-Boulos Marcuzzo, Vicario Patriarcale Latino per Israele
† Pierre Melki, Esarca Patriarcale Siro-Cattolico di Gerusalemme, di Terra Santa
e della Giordania
† George Bakar, Esarca Patriarcale Greco Melchita Cattolico di Gerusalemme.
Rafael Minassian, Esarca Patriarcale Armeno Cattolico di Gerusalemme, di Terra Santa
e di Giordania

questi sono DOCUMENTI...
^__^

gianluca cruccas ha detto...

Cara Caterina visto che hai il testo sotto mano, e ce l'ho anche io, vorresti citare le note a cui ti riferivi che affermerebbero espressamente che il cammino dovrebbe adottare il direyttorio cattolico? Ti ricordo, e secondo me lo sai, che gli Orientamenti alle Èquipes di Catechisti, sono le abberranti catechesi dell'eretico KIKO ARGUELLO e la sua combriccola, e codesto statuto rimanda tutto ad esse, non faciamo finta che "la Gerarchia abbia fatto tutto bene dandogli nuno statuto ortodosso che loro poi non seguirebbeo, quindi rimandando tutta la responsabilità dei crimini del CN sul CN stesso, il quale è sicuramente il primo responsabile, ma chi non lo ferma, ma adirittura gli consegna un falso statuto, perfettamente modellato su di loro, dato che l'a scritto KIKO ARGUELLO insieme al Cardinale Rylko, ne diventa moralmente e fattivamente correo. E se questo non bastasse, gli è stata pure dato un mandato di fare la nuova evangelizzazione, ben sapendo quale dottrina adotteranno:

gli Orientamenti alle Èquipes di Catechisti


Cruccas Gianluca

Caterina63 ha detto...

gianluca cruccas ha detto...

Cara Caterina visto che hai il testo sotto mano, e ce l'ho anche io, vorresti citare le note a cui ti riferivi che affermerebbero espressamente che il cammino dovrebbe adottare il direyttorio cattolico?

******************

Certamente ^__^ ben tenendo a mente però che tale Statuto è a mio parere uno specchietto per le allodole, ossia una sorta di patentino di legittimità...ma ove alla fine il CN agisce DIVERSAMENTE...^__^

un esempio?
prendiamo la prima Nota che si cita nello Statuto del 2008, la n. 5
non potendo citare tutto, cito questo passo della Nota:

Esso si ispira a vari documenti della Santa Sede, tra i quali:
- il cap. IV dell’OICA che suggerisce l’utilizzazione adattata della catechesi e di alcuni riti propri del catecumenato
per la conversione e maturazione nella fede anche negli adulti battezzati
.


pochi o nessuno sa che cosa è l'OICA ^__^ e pochi leggono le Note che come leggiamo richiamano ai riti propri del Catecumenato NON DEL CAMMINO NEOCATECUMENALE MA DELLA CHIESA CATTOLICA, riportati catecheticamente DALL'OICA...^__^

a cosa riporta questa Nota a questo:

Si ristabilisca il catecumenato degli adulti diviso in più gradi, da attuarsi a giudizio dell'ordinario del luogo; in questa maniera il tempo del catecumenato, destinato ad una conveniente formazione, potrà essere santificato con riti sacri da celebrarsi in tempi successivi.

(..)

L'iniziazione cristiana si riferi­sce alle tappe indispensabili per entrare nel­la comunità ecclesiale e nel suo culto in spirito e verità. Senza voler esagerare il sen­so della disciplina detta "dell'arcano", non si può dimenticare che, nella chiesa pri­mitiva, i riti di iniziazione erano segreti. Le catechesi dei padri ci dimostrano che la spiegazione particolareggiata dei riti avve­niva quando i catecumeni avevano ormai fatto l'esperienza vitale dei sacramenti dell'iniziazione. Questa catechesi era essen­zialmente "mistagogica".

"Iniziazione" significa anche inizio, in­gresso in una vita nuova, quella appunto dell'uomo nuovo in seno alla chiesa. Co­me in ogni vita, anche qui si ha un pro­gresso con tappe che - in questo caso - so­no rappresentate dai sacramenti dell'ini­ziazione. Ciascuno di essi non rimane chiuso in se stesso, ma è aperto al successivo in una crescita dinamica verso una più profonda perfezione. Sbaglierebbe quella catechesi che li presentasse ciascuno iso­lato, come una cosa che, ricevuta, è defi­nitivamente chiusa, passata. Se il battesi­mo e la confermazione si ricevono una vol­ta sola, l'eucaristia, che è stata istituita per essere continuamente ripetuta, rinnova ogni volta quanto è stato donato con i primi due sacramenti.



(SC 64)

ora questo NON è riportato nello Statuto NC ma attenzione, ci conduce a questo riferimento la Nota n. 5 dello Statuto ^__^

[35] Ordo Initiationis Christianae Adultorum, editio ty­pica 1972, reimpressio emendata 1974. Ed. it.: Rito dell'Iniziazione Cristiana degli Adulti, 1978. La numerazione marginale dell'edizione latina corrisponde, generalmen­te, a quella dell'edizione italiana. Perciò i rimandi che nel testo vengono fatti all'OICA, s'intendono fatti an­che al RICA. Nei pochi casi in cui la numerazione di­verge, oltre all'OICA menzioniamo anche il RICA.

comprendiamo bene? e ciò che ho riportato NON è NC ma è il Documento dell'OICA del Vicariato di Roma sul Catecumenato NEL MAGISTERO DELLA CHIESA...^__^

se andassimo a spulciare ogni singola Nota contenuta nello Statuto NC non ci porta al DC del Cammino...ma ai Documenti della Chiesa Cattolica....ecco lo specchietto per allodole ^__^

Lo Statuto in sè è impeccabile perchè è corretto ed è giusto che ogni singolo Statuto RISPECCHI LA PERSONALE INDOLE di un Cammino o Movimento o Associazione o Gruppo riconosciuto...ma tra il dire e il fare C'è DI MEZZO IL MARE e direi IL BARATRO....e direi che lo spiegano bene i vescovi della Puglia del 1996 (solo 13 anni fa!) e la lettera dei vescovi di Terra Santa (solo due anni fa)...

si evince che lo Statuto laddove è stato corretto e addolcito di fatto NON ha cambiato nè modificato gli errori denunciati dai vescovi...questo è il paradosso e ciò che chiamo SPECCHIETTO PER LE ALLODOLE...

^__^

Caterina63 ha detto...

Le NOTE contenute nello Statuto NC richiamano questo breve Documento:


L'iniziazione cristiana: 2. Orientamenti per il catecumenato degli adulti. Nota Pastorale - 22 aprile 1997



Da alcuni decenni in diversi paesi europei e negli ultimi anni anche in Italia sta aumentando il numero degli adulti che si avvicinano alla Chiesa e chiedono il Battesimo. Parallelamente cresce anche il numero di fanciulli non battezzati che, giunti all'età scolare, chiedono di diventare cristiani. Il problema ha stimolato un'attenta riflessione a livello teologico-pastorale e ha suscitato in diverse Chiese particolari la ripresa, in forme diverse, del catecumenato.

Lo stesso Codice di Diritto Canonico prevede che le Conferenze Episcopali si preoccupino di fornire direttive al riguardo. La nostra Conferenza Episcopale si più volte interessata del problema, alla luce delle esperienze che si andavano diffondendo in varie diocesi italiane. Più volte si accennato al problema nei dibattiti del Consiglio Episcopale Permanente e con particolare attenzione l'Ufficio Catechistico Nazionale, in collaborazione con l'Ufficio Liturgico Nazionale, ha iniziato a seguire l'evolversi della situazione.

Per sorreggere tale impegno, il 13 settembre 1993, con lettera del Segretario Generale della C.E.I., d'intesa con la Commissione Episcopale per la dottrina della fede e la catechesi, veniva data formale costituzione a un Gruppo nazionale di lavoro per il catecumenato, come settore dell'Ufficio Catechistico Nazionale. Il Gruppo nazionale di lavoro ha affrontato il tema seguendo, innanzitutto, le indicazioni del Rito dell'iniziazione cristiana degli adulti (RICA) e ha individuato un triplice percorso di ricerca e di riflessione teologico-pastorale: a) catecumenato per gli adulti;
b) catecumenato per i fanciulli da 7 a 14 anni;
c) catecumenato per gli adulti battezzati ma non evangelizzati.

D'intesa con la Commissione Episcopale per la dottrina della fede e la catechesi e la Commissione Episcopale per la liturgia si scelto di dare la priorità al primo percorso e cio il catecumenato per gli adulti.

Mediante uno Strumento di lavoro, inviato nell'ottobre 1994 a tutte le diocesi attraverso i Direttori degli Uffici catechistici e liturgici, si svolta una consultazione, i cui risultati hanno condotto alla decisione di pubblicare una Nota pastorale, contenente orientamenti e proposte. Il testo stato più volte rivisto dalle due Commissioni Episcopali e presentato al Consiglio Permanente della C.E.I. nel gennaio 1997 per ottenerne il consenso formale alla pubblicazione.

In quella sede il Consiglio Permanente, ritenendo di dare maggioò autorevolezza al documento a motivo dell'importanza del tema trattato, ha deciso di assumere la Nota pastorale come propria, rimandandola alla successiva sessione di marzo, previa opportuna rielaborazione.

Durante la sessione del 10-13 marzo 1997 il Consiglio Permanente ha approvato la Nota pastorale e ne ha deciso la pubblicazione sotto il titolo L'Iniziazione cristiana. 1 - Orientamenti per il catecumenato degli adulti.

A questo primo intervento dovranno seguire ulteriori orientamenti pastorali sull'iniziazione cristiana dei fanciulli in età di catechismo, per affrontare poi in un terzo momento il problema degli adulti battezzati da bambini, ma che non hanno completato la loro iniziazione cristiana, non avendo ricevuto la Confermazione e la Prima Eucaristia, e riflettere quindi anche circa l'accompagnamento nella Chiesa di quanti, può battezzati, confermati e comunicati, non hanno ricevuto nessuna formazione cristiana o si sono allontanati dalla fede, ma ora intendono riprendere il cammino per inserirsi nella vita della comunità cristiana.



CONSIGLIO EPISCOPALE PERMANENTE CEI

ergo sulla carta è tutto OK. è tutto legittimo ed è tutto giusto...perchè allora il CN nelle parrocchie NON si attiene ai testi della Chiesa e procede con le catechesi inventate di Kiko?
perhè si procede con le messe del sabato sera dentro le stanzette evitando di continuo gli altari consacrati?

Le domande restano, lo Statuto in sè non è applicato!

^__^

Caterina63 ha detto...

L’iniziazione cristiana
3. Orientamenti per il risveglio della fede e il completamento dell’iniziazione cristiana in età adulta Nota Pastorale - 8 giugno 2003

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nel 2003 al CEI scrive un nuovo AGGIORNAMENTO sull'iniziazione cristiana...
http://www.chiesacattolica.it/pls/cci_new/bd_edit_doc.edit_documento?p_id=8522

Dopo la pubblicazione della prima Nota pastorale sulla iniziazione cristiana dedicata al catecumenato degli adulti (30 marzo 1997) e di quella dedicata al catecumenato dei fanciulli e dei ragazzi dai 7 ai 14 anni (23 maggio 1999), questa terza Nota è espressamente indirizzata al “risveglio della fede e al completamento dell’iniziazione cristiana degli adulti”.

La Nota pertanto si configura come la realizzazione di uno dei primi obiettivi di quella “agenda pastorale”, che ci vede impegnati nel cammino di questo decennio. In modo puntuale e concreto vengono offerte precise indicazioni, vòlte a far maturare nella comunità cristiana un’apertura missionaria e un ascolto attento e disponibile delle domande ad essa rivolte.

Ispirandosi al modello catecumenale, come paradigma dell’azione pastorale, si sollecita la parrocchia a prendere coscienza di essere il “luogo ordinario e privilegiato di evangelizzazione della comunità cristiana” e si indirizza nell’anno liturgico lo sviluppo dell’azione di accompagnamento.

La Nota vuole essere anche una prima risposta all’impegno, sollecitato dagli Orientamenti pastorali per il decennio in corso, di mettere in atto “un impegno di primo annuncio, su cui innestare un vero e proprio itinerario di iniziazione o di ripresa della vita cristiana” di quei battezzati che desiderano “ricominciare” un cammino di riscoperta della fede (Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia, 57).

La pubblicazione di questa terza Nota sulla iniziazione cristiana potrà aiutare le nostre Chiese a operare quei cambiamenti ormai indifferibili e sempre più urgenti per “comunicare il Vangelo in un mondo che cambia”: tenere presente che l’evangelizzazione non è impegno riservato agli “specialisti”, ma compito proprio e prioritario di tutta la comunità; essere consapevoli che l’iniziazione cristiana non è tanto un settore della pastorale, quanto il suo modello ispiratore e il suo paradigma esemplare; basare ogni percorso formativo sulla catechesi e, prima ancora, fondare ogni catechesi, anche quella dei fanciulli battezzati, sul “primo annuncio”.

(..)

Ci auguriamo che la presente Nota, mentre completa il progetto avviato con la pubblicazione delle due Note precedenti, contribuisca a imprimere al rinnovamento pastorale, in atto nelle nostre comunità, un orientamento preciso, uno slancio creativo, un aiuto concreto ed efficace.

Roma, 8 giugno 2003,Domenica di Pentecoste


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RIPETO:

tenere presente che l’evangelizzazione non è impegno riservato agli “specialisti”, ma compito proprio e prioritario di tutta la comunità; essere consapevoli che l’iniziazione cristiana non è tanto un settore della pastorale, quanto il suo modello ispiratore e il suo paradigma esemplare; basare ogni percorso formativo sulla catechesi e, prima ancora, fondare ogni catechesi, anche quella dei fanciulli battezzati, sul “primo annuncio”.

^__^

Caterina63 ha detto...

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RIPETO ciò che dice la CEI:

tenere presente che l’evangelizzazione non è impegno riservato agli “specialisti”, ma compito proprio e prioritario di tutta la comunità; essere consapevoli che l’iniziazione cristiana non è tanto un settore della pastorale, quanto il suo modello ispiratore e il suo paradigma esemplare; basare ogni percorso formativo sulla catechesi e, prima ancora, fondare ogni catechesi, anche quella dei fanciulli battezzati, sul “primo annuncio”.

^__^

il CN come agisce?
HA IMPARATO A MEMORIA QUESTE FRASI FACENDOLE PROPRIE ma invece di applicare queste Norme CON le catechesi cattoliche lo fa IMPONENDO AI SUOI GRUPPI LE CATECHESI DI KIKO...spesso i catechisti del CN NON sanno nulla di etica e morale, non conoscono la dottrina magisteriale della Chiesa che è alla base di ogni catechismo diocesano...

la predicazione di questo PRIMO ANNUNCIO si attua così con LE IDEE DI KIKO RITENENDOLE RIVOLUZIONARIE proprio perchè sono DIVERSE DA CIO' CHE INSEGNA LA CHIESA ^__^
se infatti tale insegnamenti non fossero diversi, perchè entrare nel CN?

Uno non si fa francescano, carmelitano, domenicano perchè gli insegnamenti sono diversi, ma perchè E' IL SANTO FONDATORE, IL CARISMA PRESENTE CON TESTIMONIANZE, FATTI, MIRACOLI, PRODIGI ECC...a dare CREDIBILITA' e garanzia che quell'insegnamento NON è diverso in sè, ma si propone come è: UN CARISMA DIVERSO MA UNO NELLA CHIESA INSIEME AGLI ALTRI..E' COMUNIONE NON DIVISIONE..

^__^

Buona riflessione...

gianluca cruccas ha detto...

Lo Statuto in sè è impeccabile perchè è corretto ed è giusto che ogni singolo Statuto RISPECCHI LA PERSONALE INDOLE di un Cammino o Movimento o Associazione o Gruppo riconosciuto...

E'impeccabile?
Basterebbe l' Art. 13 :
[Eucaristia]
§ 1. L’Eucaristia è essenziale al Neocatecumenato, in quanto catecumenato post-battesimale, vissuto in piccola comunità.47 L’Eucaristia infatti completa l’iniziazione cristiana.
48
§ 2. I neocatecumeni celebrano l’Eucaristia domenicale nella piccola comunità, dopo i primi vespri della Domenica. Tale celebrazione ha luogo secondo le disposizioni del
Vescovo diocesano. Le celebrazioni dell’Eucaristia delle comunità neocatecumenali al sabato sera fanno parte della pastorale liturgica domenicale della parrocchia e sono aperte anche ad altri fedeli.
§ 3. Nella celebrazione dell’Eucaristia nelle piccole comunità si seguono i libri liturgici approvati del Rito Romano, fatta eccezione per le concessioni esplicite della Santa Sede49. Per quanto concerne la distribuzione della Santa Comunione sotto le due specie, i neocatecumeni la ricevono in piedi, restando al proprio posto.
§ 4. La celebrazione dell’Eucaristia nella piccola comunità è preparata sotto la guida
del Presbitero, da un gruppo della comunità neocatecumenale, a turno, che prepara brevi monizioni alle letture, sceglie i canti, provvede il pane, il vino, i fiori, e cura il decoro e la dignità dei segni liturgici.

-semplicemente per ritenere questo statuto falso e edirittura blasfemo, perchè permette a codesta setta di celebrare una Eucaristia veramente non Cattolica formata ad immagine e somiglianza con il suo fondatore cioè l'eretico Kiko Arguello.

Ritorno aribadire che lo statuto NC rimanda il tutto alle catechesi abberranti del CN, e veramente evidente, allora chi dice il contrario ci spieghi che ci fanno codesti articoli:

Titolo I [ Natura e attuazione del Cammino Neocatecumenale ]
Art. 2 [Attuazione del Cammino Neocatecumenale]
2º. secondo «le linee proposte dagli iniziatori», contenute nel presente Statuto e
negli Orientamenti alle Èquipes di Catechisti

Capitolo II Catechesi iniziali Art. 9 [Kerigma e celebrazioni]
Il Neocatecumenato comincia nella parrocchia, su invito del Parroco, con delle catechesi kerigmatiche,22 chiamate catechesi iniziali, contenute negli Orientamenti alle Èquipes di Catechisti.

Art. 10 [Nascita della comunità neocatecumenale]
§ 3.La comunità neocatecumenale è affidata alla cura pastorale del Parroco e del presbitero da lui incaricato (cfr. art. 27). Inoltre la comunità indica, mediante votazione, un responsabile laico e alcuni corresponsabili,31 che vengono confermati dal Parroco e dall’équipe dei catechisti. Essi collaborano con il Presbitero per assicurare che la comunità percorra l’itinerario del Cammino Neocatecumenale, secondo quanto stabilito nello Statuto e negli Orientamenti alle Èquipes di Catechisti e per curare gli aspetti organizzativi.32

Art. 11 [Celebrazione settimanale della Parola]
§ 1. Ciascuna comunità neocatecumenale settimanalmente ha una celebrazione della Parola di Dio,33 di norma con quattro letture,34 secondo i temi indicati dagli Orientamenti alle Èquipes di Catechisti per ogni tappa.

Art. 16 [L’esperienza della koinonia e i frutti della comunità]
§ 1. Nella misura in cui i neocatecumeni crescono nella fede, cominciano a manifestarsi i segni della koinonia: il non giudicare, la non resistenza al malvagio, il perdono e l’amore al nemico.57 La koinonia si visibilizza anche nel soccorso ai bisognosi, nella sollecitudine per i malati, per i sofferenti e per gli anziani e nel sostegno, per quanto possibile, di coloro che sono in missione, secondo quanto indicato negli Orientamenti alle Équipes di Catechisti. I neocatecumeni vengono gradualmente formati a un sempre più profondo spirito di comunione e di aiuto reciproco.

Art. 28 [Catechisti]
§ 1. Le équipes di catechisti sono composte da alcuni laici, eletti in conformità all’art. 17 § 3, e da un presbitero.
§ 2. Le équipes di catechisti, come esplicitato nel presente Statuto120 e negli Orientamenti alle Èquipes di Catechisti:
1º. su invito del parroco danno le catechesi iniziali che avviano un processo di gestazione alla fede in cui si formano le comunità;

Art. 29 [Formazione dei catechisti]
5°. infine, preparano ogni catechesi e passaggio del Neocatecumenato, per quanto possibile insieme al presbitero, leggendo in ambiente di preghiera i brani corrispondenti della Sacra Scrittura, del Catechismo della Chiesa Cattolica e degli Orientamenti alle Èquipes di Catechisti, che ravvivano in loro la «parola di salvezza» (At 13,26) che essi stessi hanno ricevuto oralmente dai propri catechisti.

- che sono più importanti delle note, e poi ricordo nuovamente a Caterina che gli "Orientamenti alle Èquipes di Catechisti" sono le aberranti catechesi del CN, a codesto statuto rimanda ad esse, esattamente come quello vecchio scaduto nel 2008.

Gianluca Cruccas

gianluca cruccas ha detto...

S. Alfonso Maria de’ Liguori: Sermone per la II Domenica dopo Pasqua
Sermone XXIII. -

Dello scandalo.

Lupus rapit et dispergit oves. (Ioan. 10. 12.)

I lupi che rapiscono e dispergono le pecorelle di Gesù Cristo, come si dice nel corrente vangelo, sono gli scandalosi, che non contenti di perdere se stessi, si adoprano a far perdere anche gli altri; ma guai, dice Dio: Vae homini illi per quem scandalum venit1. Guai a quell’uomo che dà scandalo ed è causa che gli altri perdano la grazia di Dio, poiché dice Origene: Plus ille peccat qui ad peccandum impulit, quam qui peccat. Uditori miei, se mai tra voi vi è alcuno che per lo passato ha dato scandalo, voglio oggi fargli sapere il gran male che ha fatto, acciocché lo pianga, e per l’avvenire se ne guardi. Per tanto vi dimostrerò:Nel punto I. Il gran disgusto che dà a Dio il peccato dello scandalo;

Nel punto II. Il gran castigo che minaccia Dio agli scandalosi.

Punto I. Il gran disgusto che dà a Dio il peccato dello scandalo.

Bisogna prima di tutto spiegare che cosa è lo scandalo. Ecco come lo definisce s. Tommaso: Est dictum vel factum praebens proximo occasionem ruinae spiritualis2. Lo scandalo dunque è un detto o un’azione, colla quale tu sei causa, oppure occasione al prossimo di fargli perdere l’anima. Questo scandalo poi può essere diretto ed indiretto. Il diretto è quando tu direttamente tenti ed induci il prossimo a commettere un peccato. L’indiretto poi è quando col mal esempio o col tuo parlare prevedi la caduta del prossimo, e non lasci di dire quella mala parola o di fare quella mal’azione. Or questo scandalo, quando è in materia grave, o sia diretto o indiretto, sempre è peccato mortale.

Vediamo ora il gran disgusto che dà a Dio che gli fa perdere un’anima. Per vedere ciò bisogna considerare quanto è cara a Dio ogni anima de’ nostri prossimi. Egli l’ha creata ad immagine sua: Faciamus hominem ad imaginem et similitudinem nostram3 Le altre creature le ha create Iddio con un fiat, con un cenno della sua volontà; ma l’anima l’ha creata col suo medesimo fiato: Et inspiravit in faciem eius spiraculum vitae4. Quest’anima poi del prossimo tuo il Signore l’ha amata sin dall’eternità: In caritate perpetua dilexi te, ideo attraxi te miserans5. Inoltre egli l’ha creata per essere regina del paradiso e consorte della sua gloria, come scrive s. Pietro: Ut per haec efficiamini divinae consortes naturae6. Ed in cielo la farà partecipe del suo medesimo gaudio: Intra in gaudium Domini tui7. E le darà se stesso per mercede: Ego ero merces tua magna nimis8.

Ma soprattutto niuna cosa vale più a dimostrare la stima che fa Dio dell’anima, quanto ciò che fece il Verbo incarnato nel ricomprarla, vedendola perduta per il peccato: Quam pretiosus sis, scrive s. Eucherio, si factori non credis, interroga Redemptorem. E s. Ambrogio, parlando appunto della cura che noi dobbiamo avere della salute de’ nostri fratelli, dice: Quantum valeat salus fratris, ex morte Christi cognoscitur. Tanto si giudica valere una cosa, quanto vale il prezzo, per cui si compra da un savio compratore; posto ciò, se Gesù Cristo ha comprate le anime col suo sangue, come dice l’apostolo, Empti enim estis pretio magno9; dunque possiamo dire, che tanto vale un’anima, quanto vale il sangue di un Dio; ed in fatti così dice s. Ilario: Tam copioso munere redemptio agitur, ut homo Deum valere videatur. Onde ci fa sapere poi il nostro Salvatore che quel che facciamo al minimo de’ nostri fratelli o di bene o di male, a lui lo facciamo: Quamdiu fecistis uni ex his fratribus meis minimis, mihi fecistis10.

Da ciò si scorge, qual disgusto amaro dà a Dio chi dà scandalo, e gli fa perdere un’anima: basta dire che gli ruba e gli uccide una figlia, che per salvarla, egli vi ha speso il sangue e la vita. Perciò san Leone chiama lo scandaloso omicida: Quisquis scandalizat, mortem infert animae proximi. Omicida più empio degli altri, mentre dà la morte non già al corpo, ma all’anima del suo fratello; e fa perdere a Gesù Cristo tutte le lagrime, i dolori, e quanto ha fatto e patito per guadagnare quell’anima. Quindi scrive l’apostolo: Sic autem peccantes in fratres, et percutientes conscientiam eorum infirmam, in Christum peccatis11. Chi dà scandalo ad alcuno, par che pecchi propriamente contro Cristo, perché, dice s. Ambrogio, chi è causa di far perdere un’anima, fa perdere a Gesù Cristo un’opera per cui ha spesi tanti anni di fatiche e di stenti. Narrasi che il beato Alberto Magno avesse faticato per trent’anni a comporre una testa, simile ad una testa umana, che proferiva certe parole; e che s. Tommaso, dubitando che ciò avvenisse per opera diabolica, prese quella testa e la franse. Di ciò il b. Alberto se ne lagnò con esso dicendogli: Opus triginta annorum fregisti mihi. Se tal fatto sia vero io non l’accerto, ma quel che è vero si è che quando Gesù Cristo vede perduta un’anima per causa di uno scandaloso, ben può rimproverargli: ah scellerato, che hai fatto? Mi hai fatta perdere quest’anima, per la quale ho impiegati trentatre anni di vita.

Si legge nella scrittura che i figli di Giacobbe, avendo venduto Giuseppe lor fratello a certi mercadanti, vennero dipoi a dire al padre, che una fiera per la via lo avea divorato: Fera pessima devoravit eum12. E per far credere ciò al padre presero la veste di Giuseppe, la tinsero col sangue di un capretto, e così la presentarono a Giacobbe, dicendogli: Vide, utrum tunica filii tui sit13. Onde l’afflitto padre piangendo poi dicea: Tunica filii mei est, fera pessima comedit eum14. Così appunto possiamo immaginarci, che quando cade in peccato una persona, indotta da uno scandaloso, i demonj presentino a Dio la veste di quel prossimo tinta del sangue dell’agnello immacolato Gesù Cristo; cioè la grazia perduta da quell’anima scandalizzata, che G. Cristo avea comprata col suo sangue, e gli dicano: Vide, utrum tunica filii tui sit. Onde se Dio potesse piangere, piangerebbe allora più amaramente, che non pianga Giacobbe, in vedere quell’anima perduta, quella povera figlia uccisa, dicendo: Tunica filiae meae est, fera pessima comedit eam. Perciò il Signore anderà cercando la fiera: Dov’è, dov’è la fiera che mi ha divorato la figlia mia? Quando poi la troverà, che farà?

Parla Iddio per Osea15 e dice: Occurram eis quasi ursa raptis catulis. Quando l’orsa va alla tana e non trova i suoi figli, si mette a girar per la selva, affin di trovare chi se gli ha presi; quando poi lo trova, oh con qual furore se gli avventa per isbranarlo? Così dice il Signore che egli si avventerà contro lo scandaloso che gli ha rubato i suoi figli. Risponderà lo scandaloso: ma quel mio prossimo già si è dannato, come posso io più rimediarvi? E giacché si è dannato per causa tua, dirà Iddio; tu me l’hai da pagare: Sanguinem vero eius de manu tua requiram16. Sta scritto nel Deuteronomio17: Non misereberis eius, sed animam pro anima. Hai fatta perdere un’anima, ti tocca a perdere la tua. E passiamo al secondo punto.

Punto II. Il gran castigo che minaccia Dio agli scandalosi.

Vae homini illi, per quem scandalum venit18. Se grande è il disgusto che dà a Dio lo scandaloso, grande ancora ha da essere il castigo che gli aspetta. Ecco come parla Gesù Cristo di tal castigo: Qui autem scandalizaverit unum de pusillis istis, expedit ei, ut suspendatur mola asinaria in collo eius, et demergatur in profundum maris19. Chi dunque dà scandalo, dice il Signore, conviene che sia gittato nel profondo del mare con una pietra di molino al collo: si dice, mola asinaria, poiché, secondo scrive l’abate, nella Palestina gli asini voltavano i molini. Se un malfattore muore giustiziato nella piazza, muove a compassione gli spettatori, i quali se non possono liberarlo dalla morte, almeno pregano Dio per lui; ma se quegli è buttato nel profondo del mare, non avrà neppure chi lo compatisca. Dice un autore che Gesù Cristo espresse questa sorta di castigo per lo scandaloso per dichiararlo talmente odioso anche agli angeli ed a’ santi, che essi non hanno animo di raccomandare a Dio uno che gli ha fatta perdere qualche anima: Indignus declaratur qui videatur, nedum adiuvetur20.

Scrive s. Giovanni Grisostomo che lo scandalo è così odiato da Dio, che quantunque egli dissimuli peccati più gravi, non fa passare però senza il castigo meritato il peccato dello scandalo: Tam Deo horribile est scandalum, ut peccata graviora dissimulet, non autem peccata ubi frater scandalizatur. E ciò prima lo disse Dio stesso per Ezechiele21 dicendo che se per alcuno scandalum iniquitatis suae statuerit… faciam eum in exemplum et in proverbium, et disperdam eum de medio populi mei. Ed in fatti uno de’ peccati che troviamo nelle sacre scritture con più rigore castigato da Dio, è quello dello scandalo. Di Eli, solamente perché non corresse i figli che davano scandalo rubando le carni sacrificate (mentre i padri danno scandalo, non solo col dar mal esempio, ma ancora col non correggere i figli come debbono), disse Dio: Facio verbum, quod quicumque audierit, tinnient ambae aures eius22. E prima23 parlandosi dello scandalo dato dai figli di Eli, dice la scrittura: Erat ergo peccatum puerorum grande nimis. Qual era questo peccato troppo grande? Spiega s. Gregorio in detto luogo: Quia ad peccandum alios pertrahebant. Perché similmente Geroboamo fu così castigato? Perché fu scandaloso: Qui peccavit et peccare fecit Israel24. Nella famiglia di Acabbo ch’era tutta nemica di Dio, la più castigata fu poi Gezzabele, poiché ella fu precipitata da una finestra, e poi divorata da’ cani che lasciarono solamente il cranio e le punte delle mani e de piedi; perché? Perché, come scrive l’Abulense: Ipsa incitabat Achab ad omne malum.

Per il peccato dello scandalo fu creato l’inferno: In principio creavit Deus coelum et terram25. Quando poi creò l’inferno? Quando Lucifero cominciò a sedurre gli angeli a ribellarsi da Dio; ed affinché non avesse seguito a sedurre gli altri, che erano stati a Dio fedeli, fu subito dopo il peccato discacciato dal cielo. Perciò Gesù Cristo disse a’ Farisei i quali col mal esempio scandalizzavano il popolo, che essi erano figli del demonio, che fu da principio l’omicida delle anime: Vos ex patre diabolo estis, ille homicida erat ab initio26. E quando s. Pietro gli dava scandalo, insinuandogli a non farsi prendere e togliere la vita da’ giudei, e con ciò volea impedirgli di compir la redenzione umana, Gesù Cristo lo chiamò demonio: Vade post me, Satana, scandalum es mihi27. Ed in verità che altro officio fa lo scandaloso, che di ministro del demonio? Non farebbero certamente i demonj tanto acquisto di anime, quanto ne fanno, se non avessero l’aiuto di tali empj ministri. Fa più danno un compagno scandaloso, che cento demonj.

S. Bernardo su quelle parole di Ezechia presso Isaia28: Ecce in pace amaritudo mea amarissima, mette in bocca alla santa chiesa le seguenti parole: Pax a paganis, pax a haereticis, non pax a filiis. Nel tempo presente la chiesa non ha idolatri, non eretici che la perseguitino; ma la perseguitano i suoi medesimi figli, quali sono i cristiani scandalosi.

I cacciatori di rete per prendere gli uccelli portano i richiami, che sono certi uccelli accecati e legati. Così fa il demonio, dicea s. Efrem: cum fuerit capta anima, ad alias decipiendas, fit laqueus. Il nemico, dopo che ha fatto cadere in peccato un giovane, prima l’acceca e lo lega come suo schiavo, e poi lo fa suo richiamo per ingannare gli altri, e tirarli alla rete del peccato. Non solo lo spinge ad ingannare gli altri, ma anche lo sforza, dice s. Leone: Habet hostis multos, quos obligat ad alios decipiendos29.

Poveri scandalosi: essi all’inferno hanno da patire la pena di quanti peccati han fatti fare agli altri. Narra Cesario30 che morì un certo scandaloso, e nel punto che morì un uomo santo vide il di lui giudizio, nel quale fu condannato, e poi vide che essendo egli giunto alla porta dell’inferno gli vennero ad incontro tutte le anime da lui scandalizzate, e gli dissero: vieni, maledetto, vieni a pagare tutti i peccati che tu ci hai fatti commettere; e così dicendo se gli avventarono sopra e cominciarono come tante fiere a sbranarlo. Scrive s. Bernardo che quando la scrittura parla degli altri peccatori, dà speranza di emenda e di perdono; ma quando parla degli scandalosi, parla come di presciti che già sono separati da Dio e disperati della salute: Loquitur tanquam a Deo separati, unde hisce nulla spes vitae esse poterit.

Quindi vedano in quale stato deplorabile si trovano quelli che danno scandalo col loro mal esempio; e quelli che parlano disonestamente davanti a’ compagni, davanti a zitelle e davanti anche a poveri fanciulli innocenti, che sentendo quelle parole, di poi ci pensano e fanno mille peccati; pensate allora, come piangono gli angeli custodi di quei miseri fanciulli, vedendoli caduti in peccato; e come cercano vendetta a Dio contro quelle bocche sacrileghe che gli hanno scandalizzati. Un gran castigo spetta ancora a coloro che deridono o mettono in burla chi fa il bene; poiché molti, per non sentirsi burlare dagli altri, lasciano il bene e si danno alla mala vita. Che sarà poi di coloro che portano imbasciate per concludere qualche appuntamento infame? Che sarà di coloro che arrivano a vantarsi del male che han fatto? Oh Dio, in vece di piangere e pentirsi di aver offeso Iddio, se ne ridono e se ne gloriano! Vi sono poi altri che consigliano il peccato; altri portano gli altri a peccare; altri giungono ad insegnare come si fa il peccato, cosa che non la fanno neppure i demonj. E che diremo di quei padri e madri, che potendo non impediscono i peccati de’ figli, e permettono che pratichino con mali compagni, oppure in certe case pericolose, e che le figlie conversino coi giovani? Oh nel giorno del giudizio con quali flagelli vedremo castigati tutti questi scandalosi!

Dirà forse taluno fra di voi: dunque, padre, io che ho dato scandalo, son perduto? Non v’è più speranza di salute? No, non voglio dire che sei disperato; la misericordia di Dio è grande. Egli ha promesso di perdonare a chi si pente. Ma se vuoi salvarti, sei obbligato a riparare gli scandali che hai dati. Dice Eusebio Emisseno31: Qui cum multorum destructione se perdidit, cum multo rum aedificatione se redimat. Tu ti sei perduto, e ne hai fatti perdere molti coi tuoi scandali, sei tenuto ora a rimediare; siccome hai tirati gli altri al male, ora colle buone parole e buoni esempj, con fuggire le male occasioni, con frequentare i sacramenti, con farti vedere spesso alla chiesa per fare orazione, e con sentire le prediche, sei tenuto a tirare gli altri al bene. E da oggi avanti guardati più che dalla morte di far cosa e di dire parola che possa dare scandalo agli altri: Sufficiat lapsis, dice s. Cipriano, ruina sua32. E s. Tomaso da Villanova: Sufficiant vobis peccata vestra. E che male ti ha fatto Gesù Cristo, che non ti basta di averlo tu offeso, vuoi farlo offendere anche dagli altri? Questa è troppa crudeltà.

Guardati dunque da oggi innanzi di dare più un minimo scandalo. E se vuoi salvarti fuggi quanto puoi gli scandalosi. Questi demoni incarnati si danneranno, ma se tu non gli fuggi, ti dannerai ancora: Vae mundo a scandalis, dice il Signore33. Viene a dire che molti si dannano perché non attendono a fuggire gli scandali. Ma quegli mi è amico, gli ho obbligazioni, ne spero molto. Ma dice Gesù Cristo: Si oculus tuus dexter scandalizat te, erue eum, et proiice abs te: bonum tibi est cum uno oculo in vitam intrare, quam duos oculos habentem mitti in gehennam ignis34. Ancorché quella persona fosse l’occhio tuo dritto, bisogna che la lasci e non la vedi più; è meglio che perdi l’occhio e ti salvi l’anima, che conservando l’occhio andartene all’inferno.

Dedicato a Kiko Arguello e la sua combriccola

Emma ha detto...

Sono d`accordo con Gianluca quando dice che lo statuto nc rinvia in diversi articoli agli "orientamenti alle equipes di catechisti".
E sono d`accordo con lui che grande è lo scandalo che questi orientamenti, non approvati, dei quali conosciamo certi passaggi, siano il fondamento dell`insegnamento o "formazione" necocatecumenale, con il quale saranno formati=deformati coloro che seguiranno le catechesi nc e che finiranno con ogni probabilità, purtroppo, per raggiungere una comunità neocatecumenale, gonfiando così i famosi numeri nc.
Sì grande è lo scandalo e l`incomprensione.

MA

Vorrei sulla punta dei piedi, con la maggior delicatezza e sensibilità possibili, dire a Gianluca che forse non spetta a noi usare parole come : setta, eretico, diabolico.
Anche se lo pensiamo, è più importante il nostro pensiero, la nostra seppur libera opinione e convinzione o riuscire a far passare il messaggio che ci tiene così tanto a cuore?

L`ho già detto e mi permetto di ripeterlo, certi eccessi verbali (anche se corrispondono alla verità) hanno come effetto di fare fuggire le persone, di screditare il messaggio e il messaggero, ed è peccato.

Penso sia più ragionevole e efficace informare e far fiducia alla persona che, leggendo, saprà trarre da sola le conclusioni che si impongono.
Salvo evidentemente se si è piedi e mani legate, o accecati dal condizionamento mentale e psichico o in modo consapevole complice delle aberrazioni che vogliamo dimostrare.

Spero, Gianluca che non me ne vorrai per queste parole, ti sono sinceramente grata per il tuo impegno ma non vorrei che i tuoi sforzi cadano nel vuoto o suscitino il rigetto invece dell`approfondimento e riflessione dovute e necessarie.

gianluca cruccas ha detto...

In questo momento a radio Maria ci sta il meeting di Riminini del Rinnovamento dello Spirito in cui è presente, come invitato Kiko Arguello, tutto ciò è veramente scandaloso. (chiaramente secondo me, forse per qualcuno no)

Si attende ancora che il Vaticano ponga fine, nei metodi più giusti, allo scandalo dei CN, ma questo non è avvenuto ed io ho il fondato sospetto che questo non avverrà, basti vedere lo statuto falso, e l'inaccettabile mandato per la nuova evangelizzazione, non è forse questa la verità?
Non ha forse detto il Signore "la Verità vi renderà liberi?"
Il Vaticano con questa setta è scesa ad un ulteriore compromesso, e questo è evidente, chi allora avviserà le persone ignare che frequentano questo movimento?
Il Vaticano? per adesso no, e questo mi sembra evidente.

Quindi adesso la Verità è diventato un eccesso di linguaggio?

Questo blog si intitola La verità sul Cammino Neocatecumale, e subito sotto si trova un ascritta di San Pio X:

"E potremmo forse tuttora dissimulare se non si trattasse che sol di loro: ma trattasi invece della sicurezza del nome cattolico. Fa dunque mestieri di uscir da un silenzio, che ormai sarebbe colpa, per far conoscere alla Chiesa tutta chi sieno infatti costoro che così mal si camuffano".

Quindi se il Vaticano, su questa vicenda non grida sui tetti la Verità chi lo Farà? io ho sempre pensato noi, ma se mi sono ingannato, su quella cosa mi vaga detto.
Chiamare Kiko Arguello e la sua combriccola eretico, fondatore di una setta e servo del diavolo, proprio grazie alle sue abberranti catechesi, che perlomeno in parte sono pubbliche, non è forse dire la verità?

Si tratta, secondo me, sino a che punto uno è disposto a sporcarsi per difendere la fede che il Signore ci ha donato nel vero battesimo datoci dalla vera Chiesa Cattolica, non dal falso battesimo di Kiko Arguello.

"Fa dunque mestieri di uscir da un silenzio, che ormai sarebbe COLPA, per far conoscere alla Chiesa tutta chi sieno infatti costoro che così mal si camuffano"

Gianluca Cruccas

Emma ha detto...

Caro Gianluca, condivido la tua collera di fronte a ciò che pure io considero uno scandalo, ho sovente espresso la mia totale incomprensione dopo il 10 gennaio.
Con te penso che il cammino neocatecumenale ha il funzionamento, i metodi e il percorso di una setta di un gruppo "iniziatico", anche questo l`ho sovente detto.
Con te e come te dico che il cammino non è l`opera dello Spirito Santo, non può esserlo visto la sofferenza che semina, i metodi che usa, la divisione che provoca.
Con te mi insorgo contro l`arroganza, la prepotenza , il "misterioso "potere, che non ha nulla di ispirato o santo, di questo gruppo che si impone assorbendo, coprendo le altre voci, come lo hanno fatto i canti neocatecumenali a Coppito dirante la visita del Papa.
Un piccolo esempio ma sintomatico e rivelatore del modo di funzionamento di questo gruppo.

Sono d`accordo con te nella sostanza ma, è vero, dissento leggermente sul modo di trasmettere l`informazione.
Forse anche perchè ho l`esperienza dei metodi di comunicazione e so per esperienza come certe parole possono far sorgere uno sbarramento al dilà del quale le parole non passano.

Mi scuso con te se ti ho ferito, su questo blog ognuno ha il suo stile, tu hai il tuo modo di comunicare, io il mio differente dal tuo, ma si tratta solo di forma perchè sul fondo siamo sostanzialmente d`accordo!

a.rita ha detto...

Dice Emma:
“su questo blog ognuno ha il suo stile, tu hai il tuo modo di comunicare, io il mio differente dal tuo, ma si tratta solo di forma perché sul fondo siamo sostanzialmente d`accordo!”

Carissima Emma,
da qualche tempo sto notando un fenomeno particolare che a volte si verifica all’interno del blog, ed ho notato che questo fenomeno si presenta sempre quando si viene a creare una determinata condizione…mi spiego: è accaduto svariate volte, di cui l’evento di ieri è stato l’ultimo della serie, che dopo un post di Gianluca - le cui argomentazioni e la cui dialettica sono sempre molto esplicite, cosa che tu definisci “eccesso di linguaggio” - è accaduto che TUTTI COLORO che collaborano quotidianamente scrivendo su questo blog (salvo ovviamente eventuali impegni personali, perché ognuno ha la sua vita) si siano improvvisamente zittiti, ripeto, tutti insieme nello stesso momento…non trovi che sia veramente molto strano? I collaboratori sono diciotto, di cui coloro che intervengono più o meno tutti i giorni sono circa sette. Mi sono chiesta: come è possibile che tutti e sette siano indaffarati in altro nello stesso istante, o abbiano perso la lingua tutti insieme?…Ciò mi ha fatto molto pensare…e mi sono data due risposte…
La prima è che la verità è la cosa più scomoda della terra, perché anche se rende liberi – lo ha detto Gesù – prima di giungere a liberazione, obbliga ad attraversare una fase di presa di coscienza che di solito è dolorosa e perciò la reazione istintiva e generale è quella di mettersi sulla difensiva rifiutando l’approfondimento che di per sé costringe a “scoprire la piaga”. Cioè quello che viene comunemente chiamato un fenomeno di generale imbarazzo. E qui sta la differenza tra la tua posizione e quella di Gianluca, il quale sostiene che pur scatenando (la verità) una prima possibile reazione di rifiuto, comunque getta un seme salutare, che con il tempo lavora, scava in profondità, si sedimenta, poi viene elaborato, cresce e produce i suoi frutti a seconda dei tempi e della natura dei vari cuori in cui cade. Ora ognuno è libero di accettare o rifiutare che tale procedimento abbia luogo a procedere.
Riguardo poi all’altra tua frase: -
“Penso sia più ragionevole e efficace informare e far fiducia alla persona che, leggendo, saprà trarre da sola le conclusioni che si impongono.
Salvo evidentemente se:
1) si è piedi e mani legate, o
2) accecati dal condizionamento mentale e psichico, o
3) in modo consapevole complice delle aberrazioni che vogliamo dimostrare.”
- penso che quando si arriva ad esprimersi in modo “paurosamente” chiaro, per altro supportato ed approvato e consigliato da molti Santi – è perché le tre condizioni che hai illustrato tu si ritengono storicamente già in atto, applicate rispettivamente:
1) alla facoltà inesistente che hanno i cristiani comuni di far pesare le loro testimonianze e la loro voce, che nessuno ascolta, perché non avendo nessun potere non fa paura a nessuno;
2) alla pietosa condizione in cui versa la quasi totalità degli aderenti al Cammino;
3) alla connivenza della Gerarchia col Cammino, noncurante della strage di vite e di anime che il CN continua a mietere con la loro benedizione.

La seconda spiegazione che mi sono data al fatto che improvvisamente TUTTO il blog sincronicamente ammutolisca, è che possano esistere delle linee comunicative diciamo…“retrostanti” e ristrette ad alcuni, che non compaiono in superficie, durante le quali siano state dettate determinate norme comportamentali ( e non sto pensando a Mic, che ne ha piena facoltà e perciò tutto il diritto di farlo apertamente) al fine di “isolare” volutamente la causa dell’imbarazzo…con lo scopo che…dài oggi, dài domani…capisca l’antifona. Non mi pare, francamente, neanche UN CASO che, dopo ventiquattr’ore di stasi, l’unica persona che intervenga per tentare, con tutta la perizia propria chi si intende di comunicazione, una proposta per far giungere “la causa dell’imbarazzo” a più miti consigli, sia proprio quella con la visione delle cose la più simile “al disturbatore della pace comune”…
Vedi Emma, se quello che io penso non fosse solo un mio pensiero di tipo “maniacale” , ma avesse un fondamento reale, questo accadimento smentirebbe clamorosamente quanto tu affermi all’inizio di questo mio post, e che dovrebbe essere normale natura di questo luogo telematico: un posto in cui tante persone, tutte diverse, siano libere di esprimere il proprio parere, confrontandolo con gli altrui pareri, senza che debbano sentirsi implicitamente obbligate da un “grande fratello” invisibile a dover pensare e dover dire tutti le stesse cose, perfino con lo stesso stile espressivo. Smentirebbe anche il fatto che la diversità è dono di Dio.
Già in un recente passato c’era stato un tentativo di spostare l’attenzione di tutti dal blog - che si riteneva avesse ormai esaurito i suoi compiti…- ad altro… ma evidentemente la Volontà di Dio non coincideva con tale posizione…ora si sta usando un’altra tecnica, purtroppo difficilmente dimostrabile…quella di cercare di ottenere con una ulteriore comunicazione telefonica, quello che non si ottiene immediatamente con la comunicazione telematica…
Io, personalmente, non mi sento al telefono con nessuno, per cercare di convincere il prossimo delle mie posizioni, imponendo la mia mentalità ed i miei comportamenti anche a chi, di primo acchito, non li condividerebbe…non è corretto lavorarsi le persone “dietro le quinte” per isolarne altre…è un “di più” rispetto al “Sì-sì e No-no” di cui parla Cristo, e il di più non è cosa buona.
Può darsi che sia solo una mia dietrologia, ma se invece fosse una realtà, questo non sarebbe più lo stesso blog, ma una realtà miseramente pilotata, non dal moderatore, ma dalla stessa mentalità che ha dato modo alla Gerarchia ecclesiastica degli ultimi quarant’anni di scendere DIPLOMATICAMENTE a compromesso con tutte le menzogne che liberamente scorrazzano all’interno della nostra povera Madre Chiesa, la quale è ridotta come è proprio perché tutti hanno avuto paura di chiamare le cose con il loro nome, preferendo appunto la diplomazia alla Verità, che è Gesù Cristo stesso.
Infatti qui il punto non è che qualcuno sia “ferito” o meno dall’altrui pensiero, ma il punto è tutelare e difendere la verità dei fatti storici ed anche della Dottrina, laddove chi è preposto per questo, manchi al suo ufficio.
Un caro saluto.
A. Rita

Emma ha detto...

Annarita, chiarisco subito un punto: Non mi sento al telefono con nessuno, non conosco nessuno personalmente !
Per carattere e formazione mi lascio difficilmente manipolare, per carattere mi piacciono le comunicazioni chiare e ne assumo la responsabilità.
Il post di stamattina è una mia iniziativa, non ne ho discusso con nessuno, non so se altri lo condividono e vado fino a dire che non mi importa.
Il mio era un messaggio per Gianluca, non era una correzione, un rimprovero, una critica, al limite un consiglio, ammetto non richiesto.
È perchè condivido ciò che scrive Gioanluca che mi sono preoccupata, che non possa arrivare ai destinatari per i motivi che ho esposto.
È solo la mia opinione, frutto anche della mia esperienza.

Emma ha detto...

Usando termini forti come eretico, setta, diabolico, suscitiamo la paura e la persona alzerà immediatamente un muro di protezione.
Chi è dentro il cammino non può che rifiutare questi termini, c`è chi sorriderà, chi totalmente impermeabile perchè condizionato reagirà come gli è stato insegnato di reagire, c`è chi potrebbe anche esserne ferito, ma non credo siano la maggioranza.

Se si vuole girare attorno ai muri di protezione, aggirare il sistema in cemento armato costruito attorno e all`interno del cammino, bisogna dapprima rassicurare proteggere la parte fragile e vulnerabile che non può ascoltare come un bambino, e cercare in seguito di rivolgerci all`adulto che forse rassicurato può aprire una porta in quel muro e ascoltare.

Le testimonianze dei tanti fuoriusciti anche grazie alle informazioni e altre testimonianze che hanno trovato su questo blog, ci consolano mostrandoci che ciò è possibile, che non tutti i nc sono impermeabili e irremediabilmente condizionati.
Per chi è fuori del cammino, un linguaggio forte e senza concessioni può forse essere utile e efficace.
Dico forse perchè non ne sono sicura.
Sono solo strategie di comunicazione, forse la verità non necessita questi accorgimenti, lo ripeto è solo una mia opinione che si fonda su anni e anni di esperienza.

Quanto vorrei che chi dovrebbe agire, correggere, sanzionare lo facesse, purtroppo anche questa è una verità che fa male, nessuno si muove e tutti fanno finta di niente.
Come amo dire, non solo non si cura la malattia e il malato ma si prescrive la malattia come modello di salute.
Questo sì è uno scandalo, un grande scandalo.
E dicendo questo sono consapevole di usare pure io una parola forte.
Chi dovrebbe proteggerci non lo fa, è grave e triste.

Caterina63 ha detto...

a.rita ha detto...

è accaduto che TUTTI COLORO che collaborano quotidianamente scrivendo su questo blog (salvo ovviamente eventuali impegni personali, perché ognuno ha la sua vita) si siano improvvisamente zittiti, ripeto, tutti insieme nello stesso momento…non trovi che sia veramente molto strano?

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è una domanda, leggo e naturalmente mi sento chiamata in causa...questo è uno stillicidio COMPLOTTISTA davvero inutile che non porterà nulla di buono...peccato!

Per quanto mi riguarda credo che ognuno di noi abbia anche i suoi impegni esterni al PC....io sono stata fuori, per esempio, dalle 14,30 e sono rientrata 20 minuti fa e sto preparando la cena...^__^

Scriviamo tutti il calendario orario delle nostre presenze al PC?
sono in partenza per tre giorni a parte qualche imprevisto...

suvvia! evitiamo certe insinuazioni bambinesche e le manie COMPLOTTISTE ^__^
...

eh! non esageriamo!

^__^

Buona domenica a tutti!

gianluca cruccas ha detto...

Questa è l'omelia, sconcertante, del Cardinale Stanisław Ryłko, fatta il 15 Giugno 2008, per il cosidetto ringrazziamento per l'approvazione del falso statuto CN, codesta omelia, per chi conosce le verità del CN è verammente offensiva in questione della verità dei fatti, ogni commento e veramente superfluo

Gianluca Cruccas

Porto S. Giorgio - Convivenza internazionale per l'approvazione dello Statuto - Eucarestia presieduta da S.E. il Cardinale Stanisław Ryłko

Il 15 giugno 2008 il Cardinale Stanisław Ryłko, presidente del Pontificio Consiglio per i laici, è intervenuto alla convivenza internazionale del Cammino Neocatecumenale a Porto S. Giorgio, indetta in occasione dell'approvazione definitiva dello Statuto del Cammino Neocatecumenale, e ha presieduto l'Eucarestia.

Riportiamo di seguito il testo dell' Omelia pronunciata dal Cardinale durante la liturgia.
'Questa Eucarestia che stiamo celebrando ha un carattere tutto particolare. Praticamente voi siete venuti qua a Porto S. Giorgio per questa Eucarestia. Questa Eucarestia costituisce veramente una pietra miliare del Cammino, perché siete venuti qua per rendere grazie al Signore, tutti insieme, insieme con Kiko, Carmen, P. Mario, rendere grazie al Signore per tutte le meraviglie che Egli ha fatto con voi e con tanti tanti altri come voi, e che sta facendo ora. Veramente il Signore è grande.
Abbiamo cantato nel salmo responsoriale: Buono è il Signore, il suo amore è per sempre, la sua fedeltà di generazione in generazione. Ricordiamo tutte le meraviglie che il Signore ha compiuto nei riguardi del Cammino a partire da Palomeras Altas attraverso il Borghetto Latino di Roma, fino al giorno 13 giugno di quest’anno, quando la Chiesa ha dato in maniera ufficiale il suo sì al Cammino. Sì, c’erano vari sì prima, molto autorevoli, da parte dei Vescovi, da parte di Papa Paolo VI, da parte di Papa Giovanni Paolo II, anche del Papa attuale Benedetto XVI; ma questo atto del 13 giugno ha una importanza particolare perché costituisce un sigillo visibile che la Chiesa dà la sua garanzia che il Cammino è uno strumento importante al servizio della missione della Chiesa. C’è di che ringraziare il Signore, c’è di che ringraziare il Signore. Ma voi lo sapete che ogni dono, nella storia della salvezza, comporta sempre da chi lo riceve un compito, diventa una sfida. Il Signore è stato fedele con voi. Adesso aspetta la vostra risposta, risposta di fedeltà e di amore.
Nel suo indimenticabile discorso alle nuove comunità in Piazza S. Pietro del 1998, il Servo di Dio Giovanni Paolo II ha detto a tutte queste nuove realtà ecclesiali: “Oggi davanti a voi si apre una tappa nuova, la tappa della maturità ecclesiale”. E continuava: “Questo non significa che tutti i problemi siano stati risolti, è piuttosto una sfida, una via da seguire. La Chiesa aspetta da voi i frutti maturi della comunione e dell’impegno missionario. ”. Queste stesse parole, sono sicuro, il Papa Giovanni Paolo II avrebbe detto a voi oggi: Inizia nella vita del Cammino una tappa nuova, quella della maturità ecclesiale. Questo non significa che tutti i problemi spariranno, sono spariti, no: è una sfida per voi. La Chiesa si aspetta da voi, cioè da tutto il Cammino, frutti maturi di comunione e di impegno evangelizzatore. Cari fratelli e sorelle, è un giorno grande questo di oggi, un giorno importante nella storia del Cammino, che ci invita anche a fare memoria della storia che avete vissuto voi, perché tutti voi qui presenti siete testimoni particolari, non solo della geografia missionaria del Cammino. Fa impressione, come ho potuto sentire ieri, sentir parlare Kiko: passa, salta da un continente all’altro, da diocesi a diocesi. E’ una cosa meravigliosa come questa realtà, questo carisma nato più di 40 anni fa in Spagna come si è diffuso, come è esploso nella Chiesa. E’ bellissimo. Oggi è il momento per ripercorrere nella memoria la storia del Cammino, e voi siete particolari testimoni di questa storia. Ci sono tra di voi persone che hanno assistito Carmen e Kiko fino dall’inizio. Ci sono tra di voi persone che li hanno assistiti quando il Cammino è arrivato a Roma. Come è importante far spesso questa memoria grata, memoria della storia del Cammino in cui queste meraviglie dell’amore di Dio si sono manifestate!
Memoria: ho avuto occasione, una settimana fa, di essere con Kiko e con alcuni dei fratelli a Fuentes. Abbiamo celebrato l’Eucarestia accanto a una chiesa abbandonata, un luogo che per gli abitanti di questo luogo vicino Segovia non significa quasi niente. Ma per il Cammino, per la sua storia, è importante: perché è proprio lì, a Fuentes, in questa chiesa abbandonata, che negli anni ’60 Kiko e Carmen con i primi hanno per la prima volta celebrato la Veglia Pasquale. Guardate come il Signore si serve delle varie circostanze, dei vari luoghi, per comunicare alle persone il Suo disegno. Il carisma del Cammino è stato tutto completo fino dall’inizio, però ci voleva tempo: il Signore stesso sceglieva i modi, i tempi per comunicare tutta la ricchezza pedagogica, ricchezza di fede che questo carisma portava. E state sicuri che il Signore non ha detto ancora l’ultima parola. Dovete essere preparati ancora a tante meraviglie che il Signore ha preparato per voi, e questo richiede l’atteggiamento di umiltà, richiede un atteggiamento di attento ascolto del Signore. Per questo avete fatto bene ad iniziare questa Eucarestia con un canto rivolto alla Madonna. Lei è la Maestra dell’umiltà, Lei è la Maestra dell’ascolto attento della voce dello Spirito.
Cari fratelli e sorelle, questo Decreto di approvazione degli Statuti non è una meta. Qualcuno potrebbe pensare: “Ah, adesso siamo stati approvati in maniera definitiva, allora è un tempo per rallentare un po’ il Cammino, magari di riposare”. Il Vangelo che abbiamo ascoltato è una Parola come una sveglia, ci mette di fronte all’emergenza evangelizzatrice dei nostri tempi. Gesù, vedendo le folle, ne sentì compassione perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Quando guardiamo il mondo di oggi abbiamo la stessa sensazione. Il mondo che ci circonda è come un gregge di pecore stanche e sfinite, smarrite, non sanno perché, non sanno dove. La messe è gigantesca, la messe è grande ma gli operai sono pochi, dice il Signore. Ecco, questa Eucarestia che oggi stiamo celebrando è un grande invito per tutti voi ad entrare con il cuore dentro questa compassione del Signore nei confronti del mondo di oggi per portare l’annuncio di salvezza con ancora più grande impegno, con ancora più grande coraggio!
Cari fratelli e sorelle, questa Eucarestia che stiamo celebrando è l’Eucarestia di un nuovo invio missionario del Cammino da parte della Chiesa, è la Chiesa che vi manda nel mondo e questo lo dovete ricordare sempre. Non siete mai soli, è la Chiesa che sta con voi, che vi garantisce tutto il suo sostegno, la sua forza. Siete strumenti nelle mani di Cristo e al servizio della missione della Chiesa. Quindi l’Eucarestia dell’invio missionario, l’Eucarestia di una nuova chiamata missionaria. Nel Vangelo abbiamo sentito come Gesù chiama a sé i Dodici. Li chiama per nome, ognuno fissa con il Suo sguardo. Durante questa Eucarestia ciascuno di voi deve sentire lo sguardo del Signore posato su di lui. E’ Cristo che mi sceglie, che mi guarda, che mi manda.'

gianluca cruccas ha detto...

Questa e invece l'omelia fatta dal Cardinale Antonio Cañizares Llovera l'11 Gennaio 2009, giorno dopo l'incontro del Papa col CN in Vaticano per la festiccilola dei 40 anni del CN, evidentemente i tempi del Carinale Arinze sono veramente conclusi, che Dio ci salvi da codesta setta.

Gianluca Cruccas

Porto S. Giorgio - Convivenza Internazionale per il 40° - Eucarestia presieduta da S.E. il Cardinale Antonio Cañizares Llovera

Domenica 11 gennaio 2009, il Cardinale Antonio Cañizares Llovera, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, è intervenuto alla convivenza internazionale del Cammino Neocatecumenale a Porto S. Giorgio e ha presieduto l' Eucarestia.

Riportiamo di seguito il testo dell'omelia pronunciata dal Cardinale durante la liturgia.
Carissimo fratello vescovo, carissimi fratelli sacerdoti, carissimi Kiko, Carmen e P. Mario, carissimi fratelli e sorelle itineranti, responsabili del Camino nelle diverse nazioni, e formatori dei seminaristi dei seminari Redemptoris Mater, carissimi tutti fratelli e sorelle nel Signore:
Trascorsi i giorni del Natale e dell'Epifania, la Chiesa celebra con gioia il Battesimo di Gesù. Lo celebriamo noi pieni di gioia con tutta la Chiesa, dopo l'indimenticabile incontro di ieri pomeriggio con il Santo Padre, e l'invio delle comunità e delle famiglie in missione. Veniamo qui per ringraziare il Signore, per incontrarlo in mezzo a noi e ascoltare il suo invito a venire, a mangiare e bere di questo Pane, che è alimento di vita eterna, di questa fonte da dove sgorga la salvezza, che è Gesù Cristo. È l'invito a venire a Lui, insieme a Lui, perché Lui sia tutto interamente in noi, perché per la fede che vince il mondo possiamo proclamare con Pietro: tu sei il Figlio del Dio vivente, Colui che rivela la Voce che proviene dal cielo e si ascolta sulla terra.
Le letture proclamate ci invitano ad ascoltare e contemplare Gesù. 'Si udì una voce dal cielo: questi è il mio Figlio amato, il mio prediletto'. 'Ecco, il mio servo che io sostengo' 'Dio era con lui'. Riprendiamo il ritmo ordinario, portando nell'animo le ricche esperienze vissute durante questi giorni natalizi, lo sguardo si sofferma più che mai fisso nel volto di Gesù che ci dice: 'Venite a me', come dirà in un altro momento: 'Venite a me voi che siete affaticati ed oppressi', venite a me voi tutti che camminate; troverete riposo, troverete salvezza, troverete la pienezza della Luce che riempie e dissipa l'oscurità e la tenebra che ci avvolge. Il battesimo di Gesù da parte di Giovanni nel Giordano, riportato nel Vangelo, è momento chiave della manifestazione di questo volto suo, del suo mistero e della sua più profonda identità. Nei giorni del Natale e nel giorno dell' Epifania, abbiamo contemplato Gesù nella sua nascita e infanzia. Oggi contempliamo il suo volto all'inizio della sua vita pubblica. A partire dal momento in cui Gesù si fa battezzare da Giovanni Battista nel Giordano e, sostenuto dalla testimonianza dall'alto, con la consapevolezza di essere 'il Figlio amato', inizia la sua predicazione della venuta del Regno di Dio, insegnando le sue esigenze e la sua forza mediante le sue parole e segni di grazia e di misericordia, e chiamando alla conversione, alla vita nuova in Cristo, quella vita che è la sua stessa vita di totale compimento della volontà del Padre, di ciò che Dio vuole per gli uomini, di compimento dei comandamenti del Signore, rimanendo in Lui e camminando con Lui.
Giovanni proclamava un 'Battesimo di conversione per il perdono dei peccati'. Una moltitudine di peccatori, pubblicani e soldati, farisei, sadducei e prostitute, viene a farsi battezzare da Lui. Allora appare Gesù. Il Battista dubita. Gesù insiste e riceve il battesimo. Lo Spirito Santo, in forma di colomba, viene sopra Gesù e la Voce del cielo proclama che 'Lui è il mio Figlio amato, il prediletto'. E' la manifestazione di Gesù come Messia d'Israele e Figlio di Dio , come l'atteso delle nazioni. Colui che tutti gli uomini cercano spesso, senza saperlo. Qui c'è, qui vediamo il volto e il mistero di Gesù. Qui c'è la risposta alla domanda, sempre presente e sempre inquietante, attorno alla quale si intesse la storia: 'Chi è Gesù? Non è il figlio del carpentiere Giuseppe?' Non è il figlio della nazaretana Maria? Come in Cesarea di Filippo, nel dialogo con i discepoli, quando chiede loro: 'La gente che dice di Lui?', qui, nella scena del Giordano, proveniente dall'alto, si ode la stessa e unica risposta possibile: 'Questo è il Figlio amato, il prediletto del Dio vivo'. Solo in grazia della rivelazione divina, solo perché Dio, nella sua immensa bontà si è compiaciuto di darcelo a conoscere per mezzo dello Spirito, abbiamo accesso al volto e al mistero totale e vero di Gesù. La sua realtà più propria, autentica e vera, non può essere compresa 'dalla carne e dal sangue' (cioè, dalla conoscenza mondana o dal modo comune di conoscere mediante i pensieri dell'uomo o seguendo i pensieri degli uomini), ma solamente per rivelazione del Padre per mezzo dello Spirito, o, che è la stessa cosa, percepita con gli occhi della fede. 'Solo la fede poteva dare passo al mistero di quel volto'.
Rendiamoci conto, inoltre, che in questo brano del Vangelo proclamato, ci viene mostrata l'umanità intera di Gesù, il suo volto pienamente umano che è il volto di Dio, come lo abbiamo visto, contemplato e adorato in questi giorni di Natale, che discende fino alla depressione più profonda della terra, il Giordano, come ci veniva ricordato ieri pomeriggio, e che anche si abbassa fino alla piccolezza della fragilità umana, spogliandosi del suo rango; e in questo vediamo il volto di Dio che si mostra più grande e più in alto, più forte e più potente, più sovrano quanto più si abbassa e discende, quanto più si spoglia e esce da Sé, quanto più condiscende a noi, quanto più si mostra come servo e schiavo, perché allora si mostra come un amore infinito che supera la distanza tra il cielo e la terra; semplicemente come Dio che è Amore, come Dio che è lì con Lui e che sta lì, con noi: Emmanuele. In questo abbassamento o kenosis del Servo che il Signore sostiene, vediamo Dio e l'uomo facendosi uno in più, uno dei tanti, uno dei peccatori; come sulla croce dove giunge all'estremo questo spogliamento per amore, questo essere posto e contato tra i peccatori, per liberarci dal peccato e dalla morte. Tra coloro che si avvicinavano a Giovanni per essere battezzati si presenta Gesù per ricevere quello stesso battesimo di conversione e di penitenza. Ma non è forse l'Agnello senza macchia e senza peccato, l'Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo? Ponendosi fra i peccatori ci mostra come si identifica in tutto con gli uomini che Egli non disdegna di chiamare fratelli. E si carica con i nostri peccati, radice di ogni male e fonte di ogni schiavitù, di ogni morte e miseria umana. E così fino alla morte, fino all'ignominia di una morte di croce. In obbedienza al Padre, con un'obbedienza di Figlio, compiendo in tutto la volontà del Padre e ogni giustizia, facendo del bene. Per noi uomini e per la nostra salvezza si è fatto uomo, ha assunto la nostra carne, la carne del peccato, e così, allo stesso tempo, tutta la densità del dramma dell'uomo sotto il peccato; si è abbassato e identificato con tutta la serietà dell'uomo sopraffatto, ha accettato di rispondere per tutti noi: così ha reso se stesso responsabile davanti a Dio di ogni peccato dell'uomo, come se Egli stesso fosse il colpevole e il peccatore. Non rimane fuori ad attendere, non rimane lontano dai peccatori, che siamo noi, gli uomini tutti. Con la sua umanità, che è la nostra, è sceso alle acque della depressione del fiume Giordano, sommergendosi in quelle acque, simbolo della morte, ed è uscito da esse quando una voce dal cielo ha pronunciato il nome del Figlio amato, il prediletto, davanti al quale si piega ogni ginocchio in cielo e sulla terra. Nel battesimo di Gesù nel Giordano, abbiamo tutto il mistero divino-umano della persona unica di Gesù, il mistero dell'Incarnazione e il mistero della nostra redenzione. E' quindi proprio certo che la fede in Lui è la nostra vittoria, è ciò che vince il mondo, è ciò che vince il nemico che sta costantemente attaccando l'uomo per tenerlo sotto il proprio dominio.
Infatti, benché Figlio amato e prediletto di Dio, del Padre, santo e innocente, senza macchia - si è fatto simile in tutto a noi, eccetto il peccato - ha voluto 'caricarsi con il peccato di tutti'. In questo modo, come dice il Catechismo della Chiesa Cattolica (CCC), 'il battesimo di Gesù è, da parte di Lui, l'accettazione e l'inaugurazione della sua missione di Servo sofferente' (n. 536). Si lascia annoverare tra i peccatori; è già l'Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo; anticipa già il battesimo della sua morte cruenta. Viene già a compiere ogni giustizia, vale a dire, si sottomette interamente alla volontà del Padre: per amore accetta il battesimo di morte per la remissione dei nostri peccati. A questa accettazione risponde la voce del Padre che mette tutto il suo compiacimento nel suo Figlio. Lo Spirito, che Gesù possiede nella sua pienezza fin dal suo concepimento, viene a posarsi su di Lui. Di Lui questo Spirito darà testimonianza a tutti gli uomini. Al suo battesimo si sono aperti quei cieli che il peccato di Adamo aveva chiuso; e le acque sono state santificate dalla discesa di Gesù e dello Spirito come preludio della nuova creazione, e così, da queste acque che sgorgano dalla Sorgente, viene la salvezza.
Qui si anticipa anche la realtà del nostro battesimo, mediante il quale Dio, per il suo Spirito, ci concede di entrare nello stesso mistero di Gesù e della sua opera di redenzione; di entrare per identificarci con Lui, per vivere in Lui e di Lui, perché Egli attui in noi e ci faccia partecipare della sua nuova vita, liberati e strappati dalle acque della morte e nati dall'acqua della vita, che dà la vita. Come è grande, come è meraviglioso ciò che avviene nel Battesimo! Infatti, per il Battesimo il cristiano viene assimilato sacramentalmente a Gesù, che nel suo battesimo anticipa la sua morte e risurrezione: deve entrare in questo mistero di abbassamento umile e di pentimento, discendere all'acqua con Gesù per salire con Lui, rinascere dall'acqua e dallo Spirito per convertirci nel Figlio, nel figlio amato del Padre e vivere una nuova vita. 'Tutto ciò che è avvenuto in Cristo ci fa comprendere che, dopo l'immersione nell'acqua, lo Spirito Santo vola su di noi dall'alto del cielo e che, adottati dalla voce del Padre, diventiamo figli di Dio' (CCC, 554).
Il Battesimo, lo sapete bene, è qualcosa di molto diverso da un atto di socializzazione ecclesiale, di aggregazione a una società che segue la causa di Gesù o che si ispira al suo messaggio o al suo esempio; è anche moltissimo di più di una purificazione o di una pulizia dell'anima. E' realmente morte, rinascita, trasformazione in una vita nuova. E' ciò che vediamo in Paolo e che egli esprime con queste parole: 'Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me' (Gal 2,20). O, come abbiamo ascoltato in Giovanni: 'Rimanere in Lui' (cf Gv 15,9ss). E commenta il Papa Benedetto XVI: 'Vivo, ma non sono più io. L'io stesso, l'identità essenziale dell'uomo - di questo uomo, Paolo - è cambiata. Egli esiste ancora e non esiste. Ha attraversato un 'non' e si trova ancora in questo 'non': io, 'ma 'non' sono più io...'. Questa frase è l'espressione - dice il Papa - di ciò che è avvenuto nel Battesimo: si rimuove il mio io ed è innestato in un nuovo soggetto più grande. Così dunque c'è nuovamente il mio io, ma appunto trasformato, brunito, aperto dall'esistenza nell'altro in cui acquisisce il suo nuovo spazio di esistenza... 'Noi siamo diventati uno in Cristo, dice Paolo (cfr Gal 3,28)'. Questo incontrarsi in un nuovo soggetto - Cristo e la Chiesa inseparabile da Cristo - è un incontrarsi nell'immensità di Dio ed essere trasferiti ad una vita che è già fuori 'dal morire e dal divenire'. La grande esplosione della risurrezione ci ha raggiunti nel Battesimo per attirarci. Restiamo così associati ad una nuova dimensione della vita, nella quale, in mezzo alle tribolazioni del nostro tempo, noi siamo in qualche modo immersi. Vivere la propria vita come un continuo entrare in questo spazio aperto: questo è il senso dell'essere battezzato, dell'essere cristiano. La Risurrezione non è passata, la Risurrezione ci ha raggiunto e impregnato. Ad essa, vale a dire, al Signore risorto ci appoggiamo, e sappiamo che anche Lui ci sostiene fermamente quando le nostre mani si indeboliscono, sempre che rimaniamo in Lui. Ci afferriamo alla sua mano e così ci diamo la mano gli uni gli altri, ci convertiamo in un soggetto unico e non soltanto in una cosa sola. Io, ma 'non' più io: questa è la formula dell'esistenza cristiana fondata nel Battesimo, la formula della Risurrezione nel tempo. Io, ma 'non' sono più io: se viviamo in questo modo trasformeremo il mondo, trasformiamo il mondo. E' la formula di contrasto con tutte le ideologie della violenza, e il programma che si oppone alla corruzione e alle aspirazioni del potere e del possesso. Vivremo mediante la comunione di vita con Lui, per essere inseriti in Lui che è la vista stessa. Vivremo mediante la comunione di vita con Colui che è la Verità e l'Amore e, pertanto, è eterno, è Dio stesso (Benedetto XVI, 15/4/06); vivremo in Dio e con Dio, essendo in Cristo vivremo in unione con Lui, avendo per questo gli stessi sentimenti suoi, che si spogliò del suo rango e prese la condizione di schiavo, per amore, per renderci partecipi del suo amore, del compimento e dell'obbedienza alla volontà di Dio, che è amore, donazione di sé, per essere esaltati e resi grandi da Lui e in Lu, mediante l'amore che vince ogni realtà di morte. E' ciò che vediamo nel Battesimo di Gesù, anticipo della Pasqua, e ciò che accade nel nostro Battesimo.
Che importanza e che grandezza ha il nostro battesimo. Che gioia, che grazia, che regalo è l'essere battezzati! A quale grande speranza siamo stati chiamati e siamo già entrati col Battesimo! Nel Battesimo, nel vivere il Battesimo sta il futuro dell'umanità. Solo ciò che accade nel Battesimo, insieme con e inseparabilmente dagli altri due sacramenti della iniziazione cristiana - l'Eucaristia e la Confermazione -, e il catecumenato che li accompagna, può cambiare il mondo, può far sorgere un nuovo mondo, una nuova umanità, fatta di uomini e donne nuovi, con la novità del Battesimo e della vita conforme al Vangelo, che si radica nel nuovo essere, pensare, sentire, voler e agire con Gesù, uniti a Lui, vivendo in Lui, seguendo le vie del Signore, che non sono le nostre vie, pensando con il suo stesso pensare, che non è il modo di pensare degli uomini. Perciò, in questi momenti tanto cruciali e tanto difficili, così decisivi per molti, dove si gioca una battaglia così dura tra la Luce e le tenebre, tra la vita e la morte, la violenza e l'odio di fronte all'amore e al perdono, tra il Maligno e i poteri di questo mondo - i suoi - di fronte a Dio, che ama gli uomini e vuole che si salvino, Dio ha arricchito e rafforzato la Chiesa e l'umanità stessa, facendolo sorgere in essa nuovi doni o carismi, come è, tra gli altri, il Cammino Neocatecumenale, per ravvivare nella coscienza dei fedeli il senso e l'importanza del Battesimo, da cui è inseparabile e alla cui sostanza appartiene il catecumenato o itinerario dell'iniziazione cristiana, del fare cristiani, figli di Dio, nuove creature, nel seno matrice della Madre Chiesa.
Guardate, responsabili del Cammino Neocatecumenale, guardate catechisti itineranti, guardate famiglie o comunità in missione la misericordia e la bontà che Dio ha avuto con voi, che si è voluto servire, tra gli altri, di voi stessi per aiutare a ravvivare, rivivere e recuperare il senso e il fondamento battesimale delle nostre vite, come oggi ci ricorda il Battesimo di Gesù per opera di Giovanni Battista nel fiume Giordano. Viviamo, dunque, il Battesimo; viviamo la nostra vita di battezzati in Cristo come figli di Dio: viviamo come santi, immacolati e purificati, come corrisponde al nostro essere battesimale. Viviamo coerentemente, convinti che se il Battesimo è una vera entrata nella santità di Dio, nel suo amore, mediante l'inserimento in Cristo e la in abitazione dello Spirito, sarebbe un controsenso accontentarsi di una vita mediocre, di un'etica minimalista e di una religiosità superficiale, come ci ricordava il grande Papa Giovanni Paolo II all'inizio del nuovo millennio. 'Siate perfetti, com'è perfetto il vostro Padre celeste' (Mt 5,48). Viviamo per quello che siamo, figli di Dio. Con il Figlio unico e prediletto, passiamo facendo il bene (cf At 10,38) e stabilendo il diritto nelle nazioni, quel diritto che Egli stesso porta. Senza gridare, senza strepito, senza violenza, ma coraggiosi e fermi, con fortezza e senza esitazione fino a stabilire il diritto e la giustizia, che è il compimento della volontà di Dio; che è l'instaurazione del regno di Dio, che è regno di amore, regno di vita, e che fa sorgere in tutti questa stessa speranza. Camminiamo, dunque, nella speranza che fa sorgere in noi la realtà battesimale della quale già siamo partecipi, perché partecipiamo della stessa vita di Dio che è Amore. Rimaniamo in questo Amore, rimaniamo nella vita di battezzati.

mic ha detto...

Carissimi,
non ho potuto che apprezzare con tutto il cuore la delicatezza, l'equilibrio, la capacità di ascolto e di empatia, le motivazioni espresse da Emma nei suoi post intrecciatisi a quelli di Gianluca ed Anna Rita.

Anch'io sono con voi carissimi fratelli che ancora portate cocenti le ferite del Cammino e alzate alto e forte il vostro grido, comprendo e condivido la vostra indignazione, ma anch'io penso che un linguaggio di persone che dicono la verità, denunciano le storture, mettono in luce magagne ed eresie, ma non fanno i 'fustigatori', sia più capace di raggiungere chi si accosta a questo strumento dubbioso, confuso, o anche chi è in cerca di informazioni su una realtà così magnificata ma poco conosciuta davvero purtroppo soltanto attraverso le grancasse mediatiche e non di cui essa sa servirsi fin troppo bene.

Vorrei invitare tutti a non dubitare mai l'uno dell'altro: per quel poco che ci conosciamo - direttamente o solo via mail - mi sembra che non ce ne sia alcun motivo... ognuno col suo carattere, la sua formazione, il suo stile, sta cercando di dare il suo contributo con l'impegno che gli riesce possibile. Ci sono persone che purtroppo non intervengono da mesi, anche se da mail che pgni tanto arrivano mi risulta che ci leggono... per quanto mi riguarda le mie giornate sono particolarmente dure e pesanti.

Sto offrendo tutto al Signore e vado avanti anche con questo imoegno...

vi ricordo che non siamo su una chat in cui la comunicazione è immediata e consequenziale, ma su uno strumento che per i motivi più svariati ha ritmi discontinui a volte serrati, a volte stagnanti... cerchiamo di prenderlo com'è senza vedere ombre dove non ci sono e rassereniamo gli animi, mettendo ogni nostra situazione personale e collettiva nel Cuore della Divina Misericordia

mic ha detto...

Caro Gianluca,
pubblicando quel discorso, sul quale avavamo già espresso non solo il nostro sconcerto ma anche il nostro dolore per quel che succede nella e alla Chiesa, non fai che rigirare il dito nella piaga...
Non ti è venuto in mente che quelle parole, specialmente nella conclusione, non siano di Rylko, ma a lui messe in bocca da chi lo pilota, o qualcuno dei suoi cloni, il cui stile è inconfondibile?

Comunque abbiamo dovuto in goiare anche questo calice amaro, perché quel discorso in quei termini così enfatici certamente non ha fatto altro che confondere, spegnere, eliminare dubbi e perplessità all'interno del Cammino e molte persone sicuramente, a causa di esso, saranno state ri-fagocitate. La cosa più abominevole è che questo sia stato fatto richiamandosi alla eucaristia (anzi chiamando eucaristia un rito che un'altra cosa!)...

e nessuno che dica nulla! Come nessun rilievo è stato data dai media - nemmeno un vaticanista, figurarsi poi dalla Curia! che sia intervenuto - alle dichiarazioni di Zollitsch che non fanno altro che rinnegare il cuore della nostra fede: la 'divinità' donata fino alla morte e alla morte di Croce del Figlio di Dio, che è il nostro Signore!...

Non resta che continuare a denunciare con immutato impegno e pazienza e con rinnovato equilibrio; ma soprattutto continuare a offrire... e pregare pregare pregare

mic ha detto...

Dopo il post con l'omelia di Canizares, che segue di un giorno l'accoglienza in S. Pietro, e che non conoscevo e soprattutto non avrei mai ritenuta possibile, per ora non ho più parole e credo che la questione sia molto ma molto ma molto più grave di quanto non potessimo immaginare.
Impotenza, dolore, sconcerto... ma fiducia e certezza che nonostante tutto sarà il Signore a salvare la Sua Chiesa

Emma ha detto...

Gianluca ha detto che l`omelia del cardinal Rylko è sconcertante, io aggiungerei che è sconvolgente e scioccante per ciò che ci conferma !
In realtà non dovremmo essere sorpresi.

Conosciamo i legami che uniscono il cardinale a Arguello, vi ricordate la foto del giorno della consegna dello statuto, nella quale si vedeva Arguello tenere il braccio di Rylko che mostrava lo statuto?
Allucinante! Vedere il sorriso fiero e orgoglioso di quella squadra che aveva vinto la sua battaglia.

Ebbene, pur conoscendo questi legami si resta pur sempre allibiti e sconvolti di fronte alla celebrazione della menzogna.
E quando leggo :

"Quindi l’Eucarestia dell’invio missionario, l’Eucarestia di una nuova chiamata missionaria."

Devo controllare i mei pensieri, perchè non sono molto caritatevoli nei confronti di chi osa pronunciare parole simili sapendo che cosa è il rito neocatecumenale.

Francesco ha detto...

Se avete seguito, il signor Arguello e il signor Rylko si sono recati a Rimini alla convocazione del Rinnovamento nello Spirito per pubblicizzare la loro merce e fare in modo che gli altri pensino che il CNC altro non è che un movimento come il RnS.

Il RnS è una (discutibilissima ) associazione di cattolici che vengono letteralmente spennati per andare a pregare ( per entrare in Fiera €. 85 a testa per 3 giorni, che vergogna!),

Il CNC è invece " iniziazione cristiana", cioè una forma di ecclesialità inventata cervelloticamente da un laico esaltato e appoggiata da un cardinale più esaltato di lui.

Emma ha detto...

Amici miei abbiamo nella Chiesa un`organizzazione potente con una struttura centralizzata e efficace che è riuscita a farsi riconoscere come un....metodo, un itinerario!
Sì non esistono, in realtà il cnc non esiste, non è un movimento, non è un gruppo, è un metodo, uno strumento!

Sono ricchissimi, costruiscono chiese e cittadelle in Galilea, invitano generosamente vescovi e cardinali ai loro convegni, ma sono riusciti a far scrivere in uno statuto che il cnc è un insieme di....beni spirituali!

Sono così tante le anomalie, così numerosi i motivi di scandalo, eppure Arguello e i membri della sua opera continuano ad applicare i loro metodi senza dover rendere conto a nessuno.
Che cosa possiamo fare?
Continuare ad informare e sopratutto pregare, ancora pregare e deporre ai piedi della Croce di Cristo la nostra sofferenza, la nostra impotenza, la nostra collera, la nostra incomprensione, la nostra inquietudine.

Caterina63 ha detto...

Amici...vorrei condividervi un avvertimento del Cristo che ben si addice alla sofferenza che molti di voi provano e vivono e di fronte all'impotenza che viviamo davanti allo SCANDALO che vediamo...

Qualcuno una volta disse:

Gli scandali aiuteranno la Chiesa Cattolica....

«E' necessario che gli scandali avvengano .», dice il Vangelo (mentre fulmina gli scandalizzatori).

Ho ripescato una bellissima riflessione fatta da un Amico nell'Anno del Rosario ^__^ era il 10 gennaio del 2003...si, il DIECI GENNAIO di 7 anni fa...sempre il 10 gennaio...^__^

Buona riflessione!

Gli scandali all'interno della Chiesa sono nati con la Chiesa, come grano e gramigna, come servi giusti e servi infingardi, come senapi rigogliosi e fichi sterili. I Vangeli non nascondono l'uomo all'uomo, anzi, preannunciano un cammino tortuoso e difficile, per nulla agevolato dall'appartenere alla Chiesa.

La Chiesa non ha mai conosciuto isole di tranquillità nel suo navigare sulle correnti della storia anzi, spesso i venti contrari sono stati più numerosi di quelli favorevoli. Tuttavia, questa Chiesa continua ostinata sul mandato di Cristo.
Il problema è che ogni epoca pone in risalto le sue debolezze. Un tempo, la più grande tentazione per i prelati era il potere, poi vennero i soldi e, col rinascimento, anche la lussuria fece capolino. Comunque, in ogni epoca si saranno consumati, magari a percentuali variabili, i grandi peccati capitali, ora uno, ora l'altro, nulla di nuovo sotto il sole. Ha ragione Camilleri nel voler vedere nel peccato di turno, la tentazione di turno. La tentazione coglie l'essere umano là dove le sue difese sono più deboli, le sue mura presentano qualche crepa, la preghiera vigile cede al sonno il suo sguardo verso il fine.

La cosa bella, però, è che la Chiesa tutta è colpita dalla malattia di uno dei suoi membri, ma non come in certi siti-parodia dove ciò viene pubblicizzato presentando una corrotta società di satana etc., ma in un contagio di solidarietà, come quello della missionaria che si becca l'AIDS per aver curato un malato, o come quella del medico religioso che si attacca il virus Ebola per aver dato conforto al morente che ne è affetto.

Così anche il peccato di un laico, di un prete, di un vescovo o di un Papa, che riguarda tutta la Chiesa, viene caricato sulle spalle della comunità dei credenti esattamente come una malattia del corpo in virtù di quell'essere membra di un unico Corpo. Ed è l'intero corpo mistico che deve guarire la sua parte malata con la preghiera, la penitenza, la medicina dei sacramenti.
Nessuno vive solo per se stesso così come nessuno muore solo per se stesso. Cristo non l'ha fatto e il suo sangue l'ha dato anche per quei superiori che sembrano aver dimenticato il suo monito per chi scandalizzerà i piccoli.

Cristo ama i piccoli.
Cristo ama. E Cristo ama anche il battezzato che sbaglia, che pecca contro il suo monito più terribile.
Cristo ama e può farlo visibilmente solo nella sua Chiesa, quella che per giustizia deve isolare soggetti pericolosi ma per carità deve dare tutta se stessa per il loro recupero.

La Chiesa che ama è la Chiesa del paradosso, il paradosso di ostinarsi ad amare anche chi non vuole amare, o chi ama in modo sbagliato, o chi, avendo incarichi nella Chiesa, scandalizza i piccoli, perchè la Chiesa è Madre, principalmente una mamma che a suo tempo userà anche la giustizia. La giustizia è sacrosanta ma anche l'amore di Cristo lo è, anzi viene prima l'amore del Cristo poi la sua giustizia.


Buona Domenica a tutti...e un incoraggiamento a Mic e a tutti a non scoraggiarsi, ma a guardare sempre all'Amore del Cristo...

Fraternamente CaterinaLD

sofia ha detto...

Mi associo di tutto cuore al dolore e allo sgomento di Mic, come a quello di tutti, e voglio rassicurare, (ora con poche parole, avendo per il momento poco tempo disponibile) sia A. Rita che Gianluca che mi sento sempre vicinissima al loro sentire, e che ritengo le loro parole dettate da un giusto sdegno che ogni giorno cresce di fronte all'obbrorio senza misura di questo mistero d'iniquità
che pare ingigantire senza più sosta...
...e il termine "mostruoso" è già diventato banale:
cara A.Rita, ti assicuro che spesso mi ritrovo ammutolita per l'orrore e la tristezza e anche incredulità - per eventi talmente assurdi da sembrare irreali - che mi impietrisce di fronte a questo
ABOMINIO al quale solo il Signore Onnipotente può porre rimedio, per pietà delle nostre suppliche e di quelle della sua Santa Madre che spero ci ascolterà...
(e penso a quel povero parroco di Manuele);
così ha ragione Mic,
pare non ci siano più parole
sufficienti, tanto è enorme
la sciagura che ci sovrasta e supera le nostre forze e sembra volerci seppellire nella nostra impotenza.

Cari Gianluca e A.Rita, ritengo che le vostre parole siano ora importanti, severe come il grido del Battista, di fronte ai "cammini" degli uomini sempre più distorti e lontani da Gesù-Via,
(altro che Cammino, Gesù è la Via!) mentre molti di noi si sentono venir meno la voce...
parole forti della forza profetica di cui parlava tempo fa Chisolm, notando che gli uomini di oggi non vi sono più abituati!
E' bene parlare chiaro e forte,
chiamare il PECCATO col suo vero nome, quello che oggi molti sedicenti cattolici, anche in alti livelli, non vogliono più pronunciare, avendo quasi rinunciato a discernere il giusto dall'ingiusto e soprattutto a vigilare e impedire l'avanzata e orami l'invasione del fumo di Satana nella Chiesa di Cristo.
Cari amici, non sapete come vorrei sostenervi a parole per tutto ciò che di vero avete detto,
(e non ne ho spesso la possibilità),
e talora mi sento scoraggiata, ma dico:
"Grazie Signore, perchè questi tuoi figli rimangono vigilanti nella tempesta: fa' che tu possa trovare noi, pochi o tanti che tu conosci,
con la lampada accesa al tuo ritorno, che trovi la Fede in noi, sulla Terra, anche se tanti pastori
e pecore dovessero perderla!"
E mi limito spesso solo a una preghiera silenziosa, come ci esorta Mic
(anche perchè talvolta temo di essere invadente intervenendo troppo, con argomenti meno importanti dei vostri...)
Grazie, A. Rita (anche per la tua bella prosa, che ammiro...),
grazie Gianluca: spero che i vostri richiami potranno arrivare, con l'aiuto di Dio,
al profondo del cuore di anime che giacciono vittime di un giogo mortale, e che le aiutino a risorgere...
anche se a voi sembra di essere
"voci che gridano nel deserto":
non è così, abbiate fiducia,
e il Signore vi benedica e vi aiuti
per la vostra buona volontà, perchè parlate per amore del suo Nome,
e vi aiuti e aiuti tutti noi...
che prestiamo parole, affanni e preghiere all'opera di Redenzione
che è Sua!

(Forse noi facciamo 1 e Lui 31...
o sbaglio?)


Al sig. Kiko & co vorrei solo dire (come dissi tempo fa...) di ricordarsi che il Signore ha detto "Io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta..."
e un giorno gli presenterà il conto.
Meglio per lui se ci pensasse finchè è in tempo a pentirsi e correggersi, prima di intossicare e disperdere altre anime, di cui il
Signore gli chiederà:
"Su quale via le hai portate?
e chi ti ha autorizzato a
prevaricare i pastori?"

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Vi abbraccio tutti nella fiducia in Gesù Misericordioso, che pare offrire a questa povera Chiesa sbandata una lunga proroga di Misericordia...fino a quando?

(PS Sì, Caterina, anche Gesù Misericordioso ha detto a S. Faustina:
"Chi non vorrà passare per la mia Misericordia dovrà passare per la mia Giustizia!")

Michela ha detto...

E' vero che nel blog ci sono dei momenti di silenzio,
probabilmente perchè si creano spontaneamente delle dinamiche per cui si resta troppo colpiti da certe affermazioni e si tace.
Ma sono dinamiche involontarie, non c'è una regia.

Mentre tacevo, in questi giorni, riflettevo sul fatto che non c'è un unico modo di dire la verità.
Il post di Chisolm sull'eretico esteta è forse più efficace di molte testimonianze, o comunque può essere messo a fianco delle testimonianze contro il cammino.

Io continuo a credere che nel rapporto con le singole persone si debba usare tutta la carità possibile, ma nel denunciare, anche con la forza, che per es. io non ho, può essere utile per chiarire che certe affermazioni non sono cattoliche.

Ma c'è un altro problema: Sofia parla di abominio, di mostruosità, di mistero di iniquità.
Nessuno è riuscito a comprendere il fenomeno neocat. Ci sono caratteristiche settarie che servono a veicolare contenuti gnostici, a volte quasi 'magici', ci sono insegnamenti protestanti e commistioni con il giudaismo,
e questo è sotto gli occhi di tutti.
Ma perchè nessuno ne parla?

Tutti questi errori dottrinali portano a danni sulla psiche delle persone, a violenze domestiche ( tra le quali includo anche la durezza verso familiari non nc ), adulterii, ad estraniarsi dalla realtà sociale ed ecclesiale.
Ma perchè nessuno ne parla?

Non essendoci testi pubblicati non abbiamo gli strumenti per valutarne l'eresia?

Forse i nostri interlocutori non devono essere i dicasteri del Vaticano che sono impegnati a governare tante tensioni, ma la conferenza episcopale, e le conferenze regionali.
Si potrebbe avvertire i vescovi del fatto che le catechesi di Kiko non sono state mai approvate, nè sono pubbliche, e in allegato mettere il discorso fatto da Kiko sull'Eucarestia alla conferenza stampa, quello che è stato postato da Gianluca qualche giorno fa.