domenica 3 maggio 2009

Il post-concilio ha totalmente abbandonato l'"eodem sensu eademque sententia"

In una recente intervista televisiva il vescovo tedesco Zollitsch afferma: "Cristo non è morto per i peccati della gente come se Dio avesse preparato un'offerta sacrificale, un capro espiatorio." Piuttosto, Gesù ha offerto «solidarietà» con i poveri e i sofferenti. «È questa la grande prospettiva - ha continuato il presule -, questa tremenda solidarietà». Qui, chi lo intervistava, ha giustamente voluto approfondire: «Dunque lei non descriverebbe più la cosa quasi come se Dio avesse donato Suo Figlio, perchè gli uomini erano talmente peccatori? Non lo descriverebbe più così?». E Zollitsch ha risposto: «No».

La notizia è stata ripresa prima dal sito americano LifeSiteNews.com e poi in Italia dal sito Fides et forma, ma i media, il Vaticano, tutti lo hanno passato sotto silenzio tranne il Vaticanista Rodari e il distretto tedesco della FSSPX, e qualche giorno fa un accenno del nostro blog, che metteva in risalto l'analogia - addirittura la coincidenza di termini - con un analogo insegnamento dell'iniziatore del Cammino Neocatecumenale. Kiko arriva a dire più volte: "E' per questo che è venuto Lutero!", e poi:

"Carmen vi ha spiegato come le idee sacrificali, che Israele aveva avuto e aveva sublimato, si introdussero di nuovo nell'Eucaristia cristiana. Forse che Dio ha bisogno del sangue di suo figlio, del suo sacrificio per placarsi? Ma che razza di Dio abbiamo fatto? Siamo arrivati a pensare che Dio placava la sua ira nel sacrificio di suo Figlio, alla maniera degli dei pagani... Ma le cose non stanno così. Dio, in Cristo, dice San Paolo, stava riconciliando il mondo in noi. Non perché Cristo placa Dio in qualche modo, ma perché vuole dimostrare agli uomini che ci ama nonostante il nostro peccato; aveva bisogno di dimostrare che anche se ammazzavamo suo Figlio continuava ad amarci. Dio stava riconciliando il mondo con sé attraverso Gesù Cristo. E' il mondo che aveva bisogno di riscoprire l'amore di Dio (OR p. 333)

Capirete bene che un conto è credere - e conformarsi con l'offerta della propria vita in quella del Signore - alla morte sacrificale ed espiativa di Cristo per la nostra Redenzione, un conto è credere - e conformarsi con atteggiamenti interiori e scelte conseguenti diverse - ad un concetto di semplice 'solidarietà'... c'è uno spessore metafisico indicibile, che diventa vita quotidiana e che va perduto e non entra nel nostro essere di credenti... Prendiamo solo una delle molteplici citazioni che potremmo trarre dalla Scrittura. Dice il Vangelo di Giovanni: "Ecco l'Agnello di Dio, ecco Colui che ‘toglie’ (‘tollit’= prende su di sé) i peccati del mondo..." con tutte le sue meravigliose conseguenze per "coloro che credono in Lui" (Gv - Prologo) che senso ha più per questa "estranea" chiesa post-conciliare?

Il vescovo, che dicono cattolico, ha negato quindi la divinità del Figlio di Dio e la portata dell'Incarnazione, se la conseguenza delle sue parole è che non c'era una Redenzione da compiere attraverso il dono supremo di Sé da parte del Signore Gesù, per operare la liberazione dalla morte operata dal peccato che è allontanamento, distacco da Dio, e ricondurre l'Uomo alla comunione col Padre con la Sua Ascensione, dopo essere Morto e Risorto. Una morte in Croce come il peggiore dei malfattori dopo una Passione inaudita, solo 'solidarietà' e non amore supremo, espiazione, propiziazione, sconfitta DEFINITIVA del peccato e della morte?

Rimaniamo sorpresi per un intervento, tardivo, di Don Giovanni Scalese sul suo blog "Senza peli sulla lingua" http://querculanus.blogspot.com/. Egli dapprima si astiene dal giudizio, poi fa le seguenti considerazioni:

5. A proposito della morte di Gesù, è di fede affermare che essa ha un valore redentivo, espiatorio e sacrificale: chi nega tali realtà è eretico. Su questo non ci piove. Il problema nasce quando ci chiediamo: che significa "redenzione"? che significa "espiazione"? che significa "sacrificio"? Sembra facile rispondere a queste domande, ma non lo è. Ecco dunque la necessità della riflessione teologica, che cerca di capire, spiegare, approfondire il dato rivelato. È ovvio che la teologia, ogni teologia, è debitrice del suo tempo, per cui si possono avere interpretazioni diverse, che talvolta possono destare qualche perplessità. Si tenga inoltre presente che il più delle volte certe espressioni che noi usiamo sono delle metafore, tratte da linguaggi diversi; e molto spesso, non rendendoci conto di questo, sovrapponiamo le immagini, creando una gran confusione. Per esempio, il termine "redenzione" è ripreso dal linguaggio giuridico-civile (la liberazione di un prigioniero o di uno schiavo), mentre "espiazione" e "sacrificio" sono ripresi dal linguaggio religioso-cultuale"

6. A proposito di REDENZIONE, dicevo che essa è sinonimo di "liberazione". E su questo sono tutti d'accordo; ma poi nascono i problemi. Alcuni dicono che è una liberazione dietro pagamento di un riscatto, altri dicono che non c'è stato alcun riscatto. E, tra quelli che ammettono il pagamento di un riscatto, sorge il problema: a chi è stato pagato il riscatto? A Dio o al diavolo? E notate che qui si dividono non solo i teologi, ma gli stessi Padri della Chiesa

7. L'ESPIAZIONE mi sembra il concetto più problematico, perché dipendiamo ancora da una mentalità più pagana che cristiana. Secondo i pagani, gli dèi si adirano e la loro ira deve essere placata, solitamente attraverso un sacrificio. È vero che anche nella Bibbia di parla di "ira divina", ma sappiamo che si tratta di una metafora per esprimere la giustizia divina. In ogni caso, non corrispondo in alcun modo alla rivelazione neotestamentaria quelle spiegazioni del mistero della redenzione che vedono nella morte di Gesù il sacrificio con cui si placa l'ira di Dio, provocata dal peccato dell'uomo. Non è certamente il Dio rivelato da Gesù Cristo quello che placa la sua ira solo quando vede il sangue del suo Figlio.

8. Anche a proposito di SACRIFICIO le cose non vanno meglio. Per molti l'essenza del sacrificio sta nell'immolazione; ma se così fosse l'Eucaristia non sarebbe sacrificio. Ciò che costituisce il sacrificio è piuttosto l'offerta che si fa a Dio, che in qualche caso può avvenire anche senza versamento di sangue (come, per esempio, nel caso del "sacrificio" di Isacco).

9. Mons. Zollitsch ha parlato nella sua intervista di "solidarietà". Si tratta di un'altra metafora, una delle immagini oggi di moda, con cui si vogliono sostituire le immagini tradizionali. Personalmente ci andrei piano a fare certe sostituzioni: sono molto pericolose. Ma prendo atto che esse sono entrate nell'insegnamento ufficiale della Chiesa (si veda il n. 603 del Catechismo della Chiesa Cattolica).

10. Mons. Zollitsch ha certamente ragione a rifiutare per Gesù l'immagine del "capro espiatorio", che non viene mai utilizzata dal Nuovo Testamento in riferimento alla morte di Gesù. Per un semplice motivo: che il capro espiatorio non veniva sacrificato, ma inviato nel deserto.

11. Se vogliamo rimanere nell'ortodossia, rimaniamo fedeli a quanto dice il Catechismo (nn. 599-623). Ho notato che anche nel Catechismo c'è stata una certa evoluzione nel linguaggio usato (si faccia un confronto con ciò che diceva il Catechismo maggiore di San Pio X ai nn. 96-114), ma ho notato pure che cerca di rimanere il più possibile fedele al dato biblico, evitando di entrare in discussioni di carattere teologico. Ciò che conta è l'integrità della fede; il resto lasciamolo ai teologi.

Padre Scalese, con prudenza, vuole evitare di prendere di petto un vescovo a causa di una intervista. Ebbene, evitiamolo in base al suo suggerimento, anche se un'intervista equivale a un pubblico annuncio, su questo non mi pare ci siano dubbi; ma allora passiamo in rassegna le sue precisazioni che, per buttare acqua sul fuoco, usano un linguaggio che Romano Amerio non esisterebbe a definire neoterico e ottengono, mi sembra, il risultato di annacquare la forza dirompente, la drammaticità, la pregnanza di verità fondanti, cuore pulsante della nostra Fede cattolica. E vediamo dove ci porta la fedeltà al "dato biblico" nonostante l'"evoluzione del linguaggio" invocata da Padre Scalese.

1. Egli parte da un’affermazione categorica e vera, ma tutto quello che dice dopo ne modifica la portata.
A proposito di Redenzione, ricordiamo che, nel linguaggio biblico, il termine equivale a "riscatto": la liberazione di uno schiavo, per la quale c'è un "prezzo da pagare". Piccola elementare considerazione: poteva l'uomo riscattarsi da solo, quando il 'prezzo' da pagare era 'infinito', a causa della gravità 'infinita' dell'offesa arrecata a Dio con la disobbedienza, che ha avuto come causa il 'distacco' da Lui, cioè senza mezzi termini la morte spirituale dell'uomo? Solo Dio fattosi uomo poteva pagare un prezzo simile. Pertanto la stessa parola Redenzione, usata al posto di 'espiazione' e 'sacrificio', perché non vanno più di moda, sono parole 'forti', alla fine ci riconduce proprio al significato di questi due termini: ricordiamo che nella formula di Consacrazione del Calice nella celebrazione eucaristica in lingua ebraica il termine usato per 'sacrificio' (Sangue versato in sacrificio) è proprio kippùr= espiazione...

Comunque l'art. 613 del Catechismo della Chiesa Cattolica descrive la morte di Cristo come "contemporaneamente il sacrificio pasquale che compie la redenzione definitiva degli uomini per mezzo dell' 'Agnello che toglie il peccato del mondo' e il sacrificio della Nuova Alleanza che di nuovo mette l'uomo in comunione con Dio riconciliandolo 'con lui mediante il sangue versato per molti in remissione dei peccati'." Il Catechismo continua "questo sacrificio di Cristo è unico: compie e supera tutti i sacrifici. Esso è innanzitutto un dono dello stesso Dio Padre che consegna il Figlio per riconciliare noi con lui. Nel medesimo tempo è offerta del Figlio di Dio fatto uomo che, liberamente e per amore, offre la propria vita al Padre suo nello Spirito Santo per riparare la nostra disobbedienza."

2. Ancora una volta dobbiamo chiederci perché la cosiddetta evoluzione del linguaggio conciliare e l'interpretazione fattane nel post-concilio annacqui, diluisca e, quindi, lentamente cancelli le Verità fondanti della nostra Fede, minandole dall'interno della Chiesa, per bocca di suoi sacerdoti e vescovi, quando non si tratta di laici portatori di teologie e prassi 'fai da te' che nulla hanno a che fare con la Tradizione e con la Rivelazione Apostoliche, se non attraverso vere e proprie scimmiottature, sincretismi e uso di brani della S. Scrittura strumentalizzati e interpretati in base agli obiettivi da raggiungere e non "letti nella Chiesa" e con l'interpretazione che ne dà il Magistero.

3. Se ciò che conta è l’integrità della fede, ai teologi possiamo lasciare le sottigliezze, gli approfondimenti con l’accortezza che siano eodem sensu eademque sententia, ma non possiamo lasciarne mettere in discussione o annacquare da nessuno, fosse pure un vescovo, i Fondamenti. Questi NO!

41 commenti:

mic ha detto...

prego Francesco di non trasformare tutto il testo in grassetto, perché i grassetti inseriti rendono più incisive alcune importanti sottolineature del discorso

mic ha detto...

Vorrei spiegare la portata della espressione eodem sensu eademque sententia attribuibile a S. Vincenzo da Lerino.

La comprensione e la spiegazione della verità rivelata sono indubbiamente destinate a crescere e svilupparsi nel corso dei secoli, sempre che si tratti di crescita e sviluppo autentico e non di storture e di degenerazioni. Perché ciò avvenga è necessario che l'intelligenza dei dogmi, sia da parte dei singoli che della collettività, abbia luogo "nel medesimo dogma, nel medesimo senso e secondo la medesima interpretazione". Acquistino pure maggiore evidenza, chiarezza precisione, ma è necessario che conservino sempre la loro pienezza, integrità, proprietà. E' compito della Chiesa vigilare e custodire lo sviluppo del dogma senza togliervi né aggiungervi alcunché.

A me sembra che nel post-concilio -e soprattutto nel contesto NC - i dogmi non solo siano stati sovvertiti, ma addirittura espunti!

E la cosa è tanto più grave in quanto implica, come già da me spiegato tantissime volte, una 'diversa' evoluzione spirituale, un diverso comportamento, perché si configura alla base, al fondamento della Fede, un diverso rapporto con Dio e conseguentemente si evolve una umanità "diversa" dal Suo Progetto originario. Viene meno sostanzialmente il "sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra", uno dei grandi insegnamenti ricevuti direttamente dal Signore (Mt.6) nel Padre Nostro!

Scusate se è poco!!!!

mic ha detto...

Prego Caterina di postare, se vuole, le sue bellissime riflessioni che mi ha mandato via mail

mic ha detto...

Riflettendo bene anche sulla Storia della Chiesa, non possiamo non notare che essa in tutte le epoche è stata minacciata da errori, eresie, infedeltà di vario ordine e grado... ma è ancora qui e il Suo Magistero perenne è intatto.
La cosa più rilevante di questa nostra epoca, tuttavia, è che per la prima volta dal di dentro (senza scismi come nel caso di Lutero, né scomuniche come nel caso di altri eresiarchi) il Magistero perenne rischia di essere deturpato e comunque sottratto alle generazioni che verranno, perché chi dovrebbe trasmetterlo e custodirlo è il primo a non rispettarlo.

Per questo è così importante custodire la nostra fede e continuare a non tacere

mic ha detto...

Dall'Omelia di Benedetto XVI nel corso delle ordinazioni sacerdotali di ieri:

"La forza della vocazione sacerdotale è frutto del dono di Cristo: “Gesù ha dato la vita per tutti, ma in modo particolare si è consacrato per quelli che il Padre gli aveva dato, perché fossero consacrati nella verità, cioè in Lui, e potessero parlare ed agire in nome suo, rappresentarlo, prolungare i suoi gesti salvifici: spezzare il Pane della vita e rimettere i peccati. Così, il Buon Pastore ha offerto la sua vita per tutte le pecore, ma l’ha donata e la dona in modo speciale a quelle che Egli stesso, ‘con affetto di predilezione’, ha chiamato e chiama a seguirlo nella via del servizio pastorale”. E ancora: “ogni sacerdote è destinatario di una personale preghiera di Cristo, e del suo stesso sacrificio, e solo in quanto tale è abilitato a collaborare con Lui nel pascere il gregge che è tutto e solo del Signore”.
Da questo “entrare in modo sacramentale ed esistenziale nella preghiera di Cristo per i ‘suoi’”, deriva, ha detto il papa, una “particolare vocazione alla preghiera” per tutti i presbiteri. Il pontefice elenca i modi della preghiera: la messa quotidiana (“il più grande e il più alto atto di preghiera”), la Liturgia delle ore, l’adorazione eucaristica, la lectio divina, il santo Rosario, la meditazione. E aggiunge: “Il sacerdote che prega molto, e che prega bene, viene progressivamente espropriato di sé e sempre più unito a Gesù Buon Pastore e Servo dei fratelli. In conformità a Lui, anche il prete ‘dà la vita’ per le pecore che gli sono affidate. Nessuno gliela toglie: la offre da se stesso, in unione con Cristo Signore, il quale ha il potere di dare la sua vita e il potere di riprenderla non solo per sé, ma anche per i suoi amici, legati a Lui dal Sacramento dell’Ordine. Così la stessa vita di Cristo, Agnello e Pastore, viene comunicata a tutto il gregge, mediante i ministri consacrati”."

Emma ha detto...

Vorrei innanzitutto segnalare il commento di Michela nel post precedente.

In seguito vorrei scusarmi per un commento che sarà molto, forse troppo lungo e che ho diviso in diverse parti.
Questa mattina ho seguito la Messa in San Pietro con l`ordinazione di 19 nuovi sacerdoti, 13 dei quali neocatecumenali.
Ero combattuta fra il mio desiderio di partecipare alla gioia per questi nuovi pastori e la mia consapevolezza che gran parte di loro erano stati formati dal cammino.
Non ho potuto non reagire quando ho sentito il card. Vallini dire a Benedetto XVI che poteva garantire la buona formazione degli ordinandi, essendosi informato presso chi di questa formazione aveva avuto cura.
Come può dire una cosa simile?
Sappiamo che i seminaristi del Redemptoris Mater seguono il cammino neocatecumenale, sono dunque formati dai catechisti nc, che a loro volta sono formati da Kiko Arguello...
ergo non seguono l`insegnamento della Chiesa cattolica, ma quello di Kiko Arguello, non rispettano la Tradizione, perchè per loro la Chiesa è stata fra parentesi, in letargo, fra Costantino e il CV II, non celebrano l`Eucaristia con la santa Liturgia cattolica ma con il rito neocatecumenale creato da kiko Argeullo per il suo cammino.
Formati bene? Veramente?
Perchè non posso non vedere una menzogna in queste parole?
Rito diverso, testi catechetici diversi e non approvati, sottomissione in primis ai catechisti neocatecumenali dunque a Arguello .
Hanno così poca importanza agli occhi di chi ci guida, la dottrina cattolica, la liturgia cattolica?
Contano solo i numeri?

Incuriosita sono andata su un sito del Redemptoris Mater e ciò che vi ho trovato non ha fatto che confermare e amplificare ancor più la mia totale incomprensione e l`impressione dello scandalo che rappresenta la crescita e diffusione del cammino nc.

Emma ha detto...

Ecco qualche perla:

‘‘Questa idea del Concilio ha trovato una messa in opera nei seminari Redemptoris Mater nei quali si preparano i preti per la Nuova Evangelizzazione, secondo il programma del Cammino Neocatecumenale. Si può dire ugualmente che si tratta della messa in opera di una nuova forma di ministero: il missionario diocesano ’’ (Osservatore Romano 15.3.1991).


 "I seminari ‘‘Redemptoris Mater’’ non sono seminari del Cammino Neocatecumenale, ma conformemente al loro statuto e alla loro regola di vita, sono dei veri seminari diocesani, che dipendono dal Vescovo. Gli alunni di questo collegio ricevono la stessa formazione teologica che negli altri seminari della diocesi. Essi effettuano un anno pastorale in parrocchia da diaconi e due anni nella diocesi come presbiteri, prima che il Vescovo possa inviarli in missione. Ma se il Vescovo ha delle urgenze nella diocesi, per esempio una zona particolarmente difficile, egli può disporre di questi preti, in quanto sono stati ordinati senza condizioni. "


Art 18 Statuto
"i candidati al sacerdozio trovano nella partecipazione al Cammino Neocatecumenale un elemento specifico e basilare del cammino formativo e, al contempo, sono preparati alla genuina scelta presbiterale di servizio all’intero popolo di Dio, nella comunione fraterna del presbiterio".


"In vista della nuova evangelizzazione, il corso di formazione include la partecipazione diretta e personale al Cammino Neocatecumenale: esso sarà lo strumento pastorale privilegiato perché quelli che sono lontani dalla chiesa riscoprano il dono del battesimo e quelli che si dichiarano atei siano condotti alla fede e alla sua testimonianza, grazie alla potenza dei sacramenti del Battesimo e della Confermazione, avendo come nutrimento l'Eucaristia."

"I Seminari diocesani e missionari "Redemptoris Mater" sono eretti dai Vescovi diocesani, in accordo con l'Equipe Responsabile internazionale del Cammino, e si reggono secondo le norme vigenti per la formazione e l'incardinazione dei chierici diocesani e secondo statuti propri, in attuazione della Ratio fundamentalis institutionis sacerdotalis. In essi i candidati al sacerdozio trovano nella partecipazione al Cammino Neocatecumenale un elemento specifico e basilare dell'iter formativo e, al contempo, sono preparati alla "genuina scelta presbiterale di servizio all'intero Popolo di Dio, nella comunione fraterna del presbiterio".
 


Come si può dure che i seminaristi nc ricevono la stessa formazione teologica degli altri seminari diocesani se nel contempo seguono l`insegnamento di Kiko Arguello e fanno il cammino??

"L’esperienza ha mostrato che l'unione della formazione sacerdotale con un itinerario d'iniziazione alla vita cristiana, così come si effettua nel Cammino Neocatecumenale, costituisce un grande aiuto per la maturazione psicologica, affettiva ed umana dei candidati al sacerdozio (prima di essere preti, sono cristiani, e nel cammino della fede imparano cos'è la comunione, l'obbedienza, la preghiera, il senso della croce, ecc...). Ma soprattutto, questo permette di unirli alla missione della parrocchia dato che il Cammino Neocatecumenale non è nient'altro che un tempo di formazione con lo scopo di avere nella parrocchia comunità vive, adulte nella fede e missionarie, unite al loro parroco e al Vescovo.


Ogni commento per chi frequenta questo blog è inutile!

Senza dubbio gli scrutini che i seminaristi devono subire sono degli aiuti per la loro crescita psicologica, affettiva e umana, osare mettere nero su bianco una tale controverità e per di più legittimata dalla gerarchia è sconvolgente.

Emma ha detto...

Ancora qualche perla! 

   
  "Dall'opera di evangelizzazione, iniziata dalle famiglie in diverse zone, è apparsa ben presto la necessità di presbiteri che sostenessero le nuove comunità appena formate e con cui si potessero costruire eventuali nuove parrocchie.

"In questo nuovo contesto sono nati i Seminari "Redemptoris Mater": grazie alla visione profetica degli iniziatori del Cammino, al coraggio del Papa Giovanni Paolo II e allo slancio missionario delle famiglie in missione, quasi tutte con molti figli. Fondamentale per la rievangelizzazione e formazione di nuove parrocchie è stata proprio la testimonianza di fede di queste famiglie."
(Ezechiele Pasotti, Nota storica in: Il Cammino Neocatecumenale - Statuto)


"Tutti coloro che si stanno formando nei seminari Redemptoris Mater provengono dalle comunità del Cammino Neocatecumenale in cui sorgono molte vocazioni, anche nei paesi in cui la Chiesa sta passando una "crisi di vocazioni".


"(…) I questi seminari i candidati al sacerdozio trovano nella partecipazione al Cammino Neocatecumenale un elemento specifico e basilare dell'iter formativo e, al contempo, sono preparati alla "genuina scelta presbiterale di servizio all'intero Popolo di Dio, nella comunione fraterna del presbiterio" (Giovanni Paolo II, Pastores dabo vobis, 68)."
(Statuto del Cammino Neocatecumenale, art. 18)


"(…) Si tratta pertanto, di seminari diocesani per la formazione dei candidati al sacerdozio, che poi verranno incardinati a servizio delle rispettive diocesi. L'unica loro peculiarità consiste nel fatto che la partecipazione al Camino Neocatecumenale costituisce un elemento specifico del loro iter formativo."
(prof. Juan Ignacio Arrieta, Osservazioni canoniche allo statuto del Cammino Neocatecumenale, in : Il Cammino Neocatecumenale, Statuto)

"L'esperienza che ho potuto fare nel corso di questi anni, visitando personalmente il Seminario, così come incontrando i sacerdoti che sono stati formati all'interno di questo, mi conferma che il "Redemptoris Mater" è un grande dono per la Diocesi di Roma e per la Chiesa estesa in tutto il mondo. Questi seminaristi e sacerdoti, realmente, amano la preghiera e la Parola di Dio, praticano con fede e disciplina la vita comune, sono completamente fedeli alla dottrina della chiesa (!!!) e ravvivati da un grande ardore missionario. Posso pertanto testimoniare con gioia, o Santo Padre, che hanno un enorme amore per la Persona di Vostra Santità verso il Vostro servizio di Successore di Pietro"
(Parole di benvenuto del cardinale vicario Camillo Ruini durante l'udienza del papa Giovanni Paolo II per il seminario romano "Redemptoris Mater", 18.03.2004, aula Clementina)


" Non sono comunque "seminari neocatecumenali". (ah no?) I presbiteri ordinati in essi sono disposti ad andare dovunque dove li invierà il vescovo ordinario della diocesi, rispondendo ai bisogni delle varie chiese locali:

     "(…) questi seminari diocesani appartengono al vescovo. Noi non abbiamo fatto nient'altro, che aiutare solamente il fiorire di nuove vacazioni. E il vescovo è colui, che ha a disposizione questi seminaristi e li invia lì dove effettivamente ce n'è bisogno. A quelle regioni del mondo dove, per effetto della mancanza di clero e di sacerdoti è minacciata la fede del popolo."
(Kiko Argüello durante la visita di Giovanni Paolo II al Seminario 'Arcidiocesano Missionario "Redemptoris Mater" di Santo Domingo, 11.10.1992).


     "Questi seminari sono diocesani, eretti cioè da Vescovi diocesani, in accordo con l'Équipe Responsabile internazionale del Cammino, e si reggono secondo le norme vigenti per la formazione e l'incardinazione dei chierici diocesani. Sono missionari, disponibili cioè ad essere inviati dal Vescovo in ogni parte del mondo. Sono internazionali: provengono da paesi e continenti diversi, sia come segno concreto della missionarietà, sia come segno di disponibilità ad essere mandati ovunque. Ma il dato più significativo di questi Seminari e il rapporto con il Cammino Neocatecumenale, cioè un cammino di maturazione verso la fede adulta: cammino che prepara e suscita la vocazioni in molti giovani prima dell'ingresso in Seminari, li accompagna durante il tempo della loro formazione e, divenuti presbiteri, continua a sostenerli nella formazione permanente."
(Ezechiele Pasotti, Nota storica in: Il Cammino Neocatecumenale - Statuto)



Ebbene cari amici, sapendo che questi nuovi sacerdoti contribuiranno alla diffusioone del cammino nc e dunque della teologia kikiana, del rito kikiano, dei metodi neocatecumenali, e il tutto con l`approvazione di chi ci guida, non mi ha permesso stamattina di gioire !
     

Emma ha detto...

http://www.redemptorismater-namur.be/Cosa%20sono.htm


Ecco il sito che ho consultato.

mic ha detto...

Ma il dato più significativo di questi Seminari e il rapporto con il Cammino Neocatecumenale, cioè un cammino di maturazione verso la fede adulta: cammino che prepara e suscita la vocazioni in molti giovani prima dell'ingresso in Seminari, li accompagna durante il tempo della loro formazione e, divenuti presbiteri, continua a sostenerli nella formazione permanente."..

questo significa che ora sono auttorizzati a divenire a pieno titolo nostri 'pastori' e, quando ci permetteremo di esprimere loro, in qualità di battezzati, perplessità e dubbi, ci risponderanno che non possiamo capire perché non abbiamo fatto il Cammino, mentre, se fossimo nel Cammino, ci inviterebbero a rivolgerci al catechiesta!

Nauralmente parlo per esperienza e chiunque conosca il cammino può confermarlo...a differenza di Mons, Vallini davanti al Papa, che continua a ordinare i diaconi del Redemptoris Mater a S. Giovanni in laterano col loro rito, distinto da quello per altri diaconi cattolici, come già era solito fare Ruini... l'unica differenza rispetto al passato è che non allestiscono più - in seguito alle nostre reiterate rimostranze (abbiamo mostrato le foto del pane eucaristico calpestato durante le danze finali) - l'abominevole 'mensa' posticcia nella Madre di tutte le Chiese che continua comunque a venire profanata

Ma, per il resto, tutto come prima, anche se quello che hanno promesso "obbedienza e fedeltà al Papa" e le sue esortazioni, direbbero tutt'altro...
Comunque mi hanno detto - e potrebbe essere significativo - che quest'anno, per la prima volta Kiko e Carmen non erano presenti... un caso o per evitare le pagliacciate dell'anno scorso: l'abbraccio con Kiko scendendo dall'altare appena ricevuta l'ordinazione dal Papa?

Caterina63 ha detto...

mic ha detto...

Prego Caterina di postare, se vuole, le sue bellissime riflessioni che mi ha mandato via mail

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lo faccio facendo una sorta di politica corretta IN DIFESA DI PADRE GIOVANNI SCALESE ^__^

primo perchè le mie riflessioni le ho mandate a lui, secondo perchè la risposta che mi ha mandato mi conferma che padre Giovanni NON ha inteso sostenere l'eventuale deformazione del vescovo Zollitsch, ma semplicemente TUTELARNE il famoso"uno è innocente fino a prova contraria" ^__^ dobbiamo fare attenzione a non sostenere una sorta di linciaggio ALLA PERSONA come si rischia di fare...riguardo all'ortodossia lo stesso Padre Scalese, nella risposta, mi ha confermato che sosteniamo la stessa cosa seppur con un linguaggio diverso, ergo, avendo precisato questo che prego di tenere avanti, ora posso postare cosa gli ho scritto ^__^

Caro Padre Giovanni,

nel ringraziarla per aver espresso un parere interessante circa le affermazioni del vescovo Zollitsch, da laica e assolutamente non invischiata nelle speculazioni teologiche, le sue parole non mi chiariscono quelle affermazioni.

Fermo restando che sono d’accordo con il suo punto 3 dal quale mi riallaccio anch’io, il vescovo Zollitsch ha affermato che "Cristo non è morto per i peccati della gente come se Dio avesse preparato un'offerta sacrificale, un capro espiatorio."
Piuttosto, Gesù ha offerto soltanto "solidarietà" con i poveri ed i sofferenti.


Ora, pur ammettendo il cambiamento del linguaggio e pur sottolineando che Dio, come dice lei: “Non è certamente il Dio rivelato da Gesù Cristo quello che placa la sua ira solo quando vede il sangue del suo Figlio”…e pur riconoscendo che il concetto di solidarietà esprime al meglio il sacrificio del Cristo per la salvezza dell’Uomo e non dunque per saziare Dio… resta palese che la domanda posta al vescovo Zollitsch è precisa come la sua risposta:
"Dunque lei non descriverebbe più la cosa quasi come se Dio avesse donato Suo Figlio, perchè gli uomini erano talmente peccatori? Non lo descriverebbe più così?" Monsignor Zollitsch ha risposto: "No."

Questo “NO” è sbagliato: Dio ha mandato il suo Figlio nato da Donna per RISCATTARE l’uomo…Dio ha dunque donato il suo Figlio perché eravamo peccatori? “SI”

Il vescovo dice “no”, lei padre Giovanni, si pone in una via di mezzo dicendo “si” in un certo senso, ma confermando anche un certo “no”!

Nel punto 8 concordo sulla specificazione fra Sacrificio ed Immolazione, la stessa Messa infatti, il Sacrificio perfetto, si riperpetua in forma incruenta ma questo perché quel Sangue versato e quel Corpo donato è avvenuto una sola volta per tutte, ma è Dio Padre che ha chiesto questo Sacrificio e se è vero che nel N.T. non si usa il termine “capro espiatorio” sappiamo che Gesù lo fu davvero, lo dice Lui stesso: “per questo sono venuto” è un riscatto, la stessa Pasqua ebraica che prevede lo sgozzamento dell’agnello non è forse la prefigurazione dell’Agnello Cristo mandato a morte per liberarci dalla schiavitù del peccato? Non è forse iconografia cristiana l’agnello immolato? Non dice forse Santa Caterina da Siena che siamo costati a caro prezzo per la nostra liberazione? Non è forse l’immagine di questi fiumi di Sangue divino che scende dalla Croce a fecondare la terra di Santi e redenti? E non è forse la stessa Eucarestia di cui ci nutriamo ad essere vera carne e vero sangue?....

Disse così Ratzinger in una omelia del 2000 ai sacerdoti: “che cos’è la comunione e come possiamo mangiare questo pane, il Signore stesso. Quanto mangiamo nella comunione non è un pezzo di materia, questo cibo è un cibo del tutto diverso: è il Figlio di Dio fattosi uomo. Mangiare questo nuovo cibo non è, dunque, mangiare qualcosa, è un incontro del mio io con l’io del Figlio di Dio, è una comunione da cuore a cuore. La comunione eucaristica non è qualcosa di esteriore: la comunione con il Figlio di Dio che si dà nell’ostia è un incontro con il Figlio di Dio e perciò comunicare è adorare. (..)San Tommaso dice che l’ultimo contenuto dell’eucarestia è la charitas, è l’amore. La presenza del Signore serve a trasformarci, a trasformare il mondo in adorazione, cioè in un atto di amore e glorificazione di Dio.”

Credo che su questo aspetto della Caritas, della vera solidarietà da intendersi, sia questo l’intendimento.

Io non credo che le modifiche di un certo linguaggio anche nel Catechismo, così come nella cultura moderna abbiano cambiato queste immagini non solo care alla Tradizione devozionale della Chiesa, ma che hanno prodotto nel tempo, davvero santi e martiri ed hanno suscitato nell’uomo di ogni tempo la solidarietà autentica e la pietà evangelica. Ridurre il Sacrificio del Cristo esclusivamente al concetto di solidarietà mina le fondamenta del Sacrificio, minimizza il Sacrificio che invece fu un evento drammatico e cruento per il quale milioni di presone non hanno esitato ad imitare la stessa morte VIOLENTA del Cristo.

Dice il CCC citando per altro Trento: Con la sua obbedienza fino alla morte, Gesù ha compiuto la sostituzione del Servo sofferente che offre se stesso in espiazione, mentre porta il peccato di molti, e li giustifica addossandosi la loro iniquità.Gesù ha riparato per i nostri errori e dato soddisfazione al Padre per i nostri peccati. (n.615), qui troviamo sia la vera solidarietà alla quale si faceva probabilmente il vescovo Zollitsch, sia però anche il concetto di Sacrificio e di SODDISFAZIONE al Padre.

E ancora dice il CCC. Al n. 617. " Sua sanctissima passione in ligno crucis nobis iustificationem meruit - Con la sua santissima passione sul legno della croce ci meritò la giustificazione ", insegna il Concilio di Trento sottolineando il carattere unico del sacrificio di Cristo come causa di salvezza eterna. E la Chiesa venera la croce cantando: " O crux, ave, spes unica! - Ave, o croce, unica speranza! ".



Io non credo che il vescovo volesse negare questa Fede, ma le sue parole confondono i semplici che non vivono di speculazioni teologiche, ma si nutrono del latte materno della Chiesa nella sua forma più semplice e genuina. Siamo infatti chiamati a prendere la nostra croce ad imitazione del Cristo non una semplice solidarietà, siamo invitati a percorrere il Calvario con tutto ciò che questo viaggio contempla nella Via Crucis, siamo chiamati a salire su quella Croce "come agnello condotto al macello" (Isaia) perché solo unendo la nostra vita a quella del Cristo, diventiamo davvero "altri Cristi".

Se dunque il vescovo Zollitsch ha affermato che "Cristo non è morto per i peccati della gente come se Dio avesse preparato un'offerta sacrificale, un capro espiatorio."
Piuttosto, Gesù ha offerto soltanto "solidarietà" con i poveri ed i sofferenti."....va da se che la risposta è sbagliata perché Cristo è morto per i peccati dell’uomo e Dio ha davvero preparato PER NOI l’offerta sacrificale di espiazione: "per questo sono venuto", dirà Gesù ai suoi che NON comprendevano la portata di quell’offerta sacrificale. E alla domanda: "Dunque lei non descriverebbe più la cosa quasi come se Dio avesse donato Suo Figlio, perchè gli uomini erano talmente peccatori? Non lo descriverebbe più così?" La risposta è “SI”, si, Dio ha donato e mandato il Suo Figlio perché l’Uomo GIACEVA NEL PECCATO, e mediante il Suo Sacrificio non ci ha solo riscattati(=gratuità del Sacrificio), ma ci ha donato anche l’opportunità di accogliere questa solidarietà del Verbo Incarnato.

Gesù non ha offerto solo o una semplice “solidarietà” ma ha proprio donato se stesso, le sue piaghe non sono solo solidarietà, ma vere ferite del corpo…

Come lei giustamente conclude: Ciò che conta è l'integrità della fede; il resto lasciamolo ai teologi. Mi trova pienamente d’accordo, ma proprio per questo si lasci al fedele la genuinità della fede pura e semplice senza ingarbugliare, le fondamenta stessa di questa integrità, la gente non è forse già fin troppo confusa?

Ave Maria! Siamo nel mese di Maggio e la ricordo particolarmente nel Rosario!
^__^

CaterinaLD

La risposta di padre Scalese (che segue) che ritengo opportuno inserire dentro al contesto delle mie riflessioni perchè SOLO a queste si riferiscono, NON vanno estrapolate come tutto il resto del mio intervento...^__^

**********************

Caterina, siamo pienamente d'accordo sulla dottrina. L'unica divergenza, da parte mia, riguarda l'opportunità di attaccare Zollitsch. Lei dice che bisogna essere chiari su certe questioni, per non creare confusione (e sono d'accordo in linea di principio); io dico: stiamo attenti a non giudicare una persona sulla base di estratti di un'intervista. Consideriamo la stessa cosa da diversi punti di vista.
La ringrazio immensamente per il Rosario.

Giovanni Scalese, CRSP

******************************

essendo stata una conversazione di chiarimenti sulla dottrina per i quali anch'io necessito di IMPARARE, la risposta di padre Giovanni mi basta....per me l'argomento Zollitsch si ferma qui ^__^
semplicemente perchè è stato detto quanto doveva essere detto...scavare e scavare, non porta nulla di buono....preghiamo piuttosto per questi Vescovi...e ringraziamo Dio se manteniamo l'ortodossia della Fede, perchè ciò non è merito nostro, ma della Grazia...^__^

Fraternamente CaterinaLD

mic ha detto...

Giovanni NON ha inteso sostenere l'eventuale deformazione del vescovo Zollitsch, ma semplicemente TUTELARNE il famoso"uno è innocente fino a prova contraria".

cara Caterina,
infatti io non ho contestato il vescovo - accennando soltanto alle sue dichiarazioni, peraltro pubbliche - ma Padre Scalese, se hai ben letto l'articolo

In ogni caso mi sembra che le tue riflessioni, sia pure in altri termini, ci portino a allo stesso punto, perché tu non lo sottolinei per delicatezza, ma il 'nuovo linguaggio' evocato da Padre Scalese è quello postconciliare delle interpretazioni annacquate della verità fondanti la fede cattolica, che va stemperandosi sempre di più, se non vigiliamo, verso derive nettamente protestanti....

Infatti, noto che lui ti ha dato ragione sulla dottrina, ma in realtà la sua esposizione - tolta la prima frase - per i motivi che ho già espresso, la annacqua di molto e fa dei distinguo molto 'neoterici'...

Emma ha detto...

"Ma il dato più significativo di questi Seminari e il rapporto con il Cammino Neocatecumenale, cioè un cammino di maturazione verso la fede adulta: cammino che prepara e suscita la vocazioni in molti giovani prima dell'ingresso in Seminari, li accompagna durante il tempo della loro formazione e, divenuti presbiteri, continua a sostenerli nella formazione permanente."..



Grazie Mic di avere sottolineato un dato la cu iimportanza mi era sfuggita.
Non solo i seminaristi fanno il cammino,sono dunque formati alla scuola neocat ma, una volta consacrati, continueranno ad essere formati-deformati dal cammino che assicura il servizio dopo-vendita, cioè la formazione-deformazione permanente!

Senza dimenticare che questi seminari sono stati eretti quando non esisteva nessuno statuto, che la CDF sapeva che l`insegnamento era (ed è) dottrinalmente non conforme, che il rito era diverso da quello della Chiesa cattolica.
Un mistero che si aggiunge agli altri, misteri non certo luminosi e che provocano una grave confusione.

sofia ha detto...

nuovi sacerdoti contribuiranno alla diffusioone del cammino nc e dunque della teologia kikiana, del rito kikiano, dei metodi neocatecumenali, e il tutto con l`approvazione di chi ci guida,Morale:
da questo "fiorire" di neo-presbiteri che cosa ci possiamo aspettare?
Un lavaggio del cervello generale,
che sarà trasmesso, subìto e poi operato dai sacerdoti novelli
(plagiati di zecca!), dai catechisti e dalle comunità, più spavalde e trionfanti che mai, coi loro schiavi incatenati l'uno all'altro, succubi di un ricatto
globale che schiaccia tutti,
procedendo dal Kapo-inventore-burattinaio
a finire,
anello dopo anello, menzogna su menzogna, su di noi, sui nostri figli e nipoti...
sui più piccoli e vulnerabili, che ingenuamente
chiedono al CNC di accedere tramite esso alla Fede cristiana o di rivitalizzarla,
senza capire in bocca a quale lupo-agnello vanno a finire...
Saremo esiliati o divorati, aut-aut senza tertium, che lo vogliamo o no,
torchiati come nei gulag stalinisti o cinesi?...
sotto lo sventolio di una bandiera segnalante un
"metodo di iniziazione cristiana-approvato!" e mandato a "evangelizzare" mediante plagio...

E il Signore sta a guardare?...

Ci sarà qualcuno che sia capace di ricordare a Kiko e ai suoi fidi kaporali strapotenti che stanno rischiando la
impenitenza finale ?

(ammesso che gliene importi qualcosa...)

sofia ha detto...

"formazione permanente"
altro non significa che

"plagio kikiano permanente"!

....finchè il Signore stesso non dirà
BASTA !

mic ha detto...

Quello che trovo difficilmente accettabile è che nessuno nella Chiesa e nei media abbia detto nulla, escluso Rodari e l'FSSPX di Germania, con in coda Padre Scalese con i suoi distinguo

Ma forse non desta meraviglia. Perché anche ai nostri interlocutori NC non è che sia stato tutto chiaro quando abbiamo loro detto che non basta riconoscere che Cristo è morto perché ci ama tanto, se poi non si insegnano e non si accolgono e QUINDI si vivono le conseguenze, che la Sua Grazia Santificante continua ad operare: le progressive liberazione guarigione trasformazione e quindi salvezza DAL NOSTRO PECCATO... e tutto questo "a caro prezzo", con il dono della Sua vita di Verbo incarnato, per necessaria 'espiazione' e non solo per solidarietà: la solidarietà la vediamo nell'assumersi la nostra natura umana spogliandosi di quella divina per incarnarsi nel grembo della Vergine Maria e larsi uomo... ma è il Verbo, che è Dio, che si è incarnato per opera dello Spirito Santo. Quello che rende 'stoltezza' la Croce, come dice l'Apostolo Paolo è proprio l'incarnazione di Dio ed è questa la pietra di scandalo su cui inciampano tutti i falsi profeti, come ci ricorda l'Apostolo Giovanni (tutta la prima lettera: segnalo in particolare 4,1 seguenti)

Emma ha detto...

Vorrei che qualcuno mi spiegasse una cosa che non ho capito.

Stamattina ho visto due modalità di consegna del calice con l`Ostia ai nuovi presbiteri.
Un piccolo numero si è presentato davanti al Papa che ha consegnato loro un calice unico con l`Ostia posta sopra.

Un altro gruppo, diviso in due, molto più numeroso, si è presentato presso due vescovi che hanno consegnato loro due calici distinti.

Mi sono domandata se i presbiteri che hanno ricevuto il calice unico dalle mani del Papa erano quelli usciti dal Seminario maggiore romano e gli altri quelli del Redemptoris Mater.
Forse che per i neocat che comunicano sotto le due specie è stato fatto un rito particolare?

Qualcuno pò spiegarmi, il perchè di questa differenza?

mic ha detto...

Grazie Emma e Sofia per la vostra condivisione, che non è solo di pensiero, ma anche di sentimento e di emozione e di sofferenza,...

come vedete siamo partiti da un vescovo che sulla Redenzione (non colta in tutta la sua vera dimensione) usa parole molto simili all'iniziatore dei NC, per finire a meravigliarci di un altro vescovo che davanti al Papa, anche OGGI, ha garantito della formazione cristiana dei loro sacerdoti, pardon, presbiteri.

So già che Caterina metterà l'accento - e magari è giusto fare anche questo, ce lo siamo detto - sulle indicazioni del Papa che ho citato anche in un post precedente... ma riesce difficile vedere questo come un dato positivo, a meno che non si possa credere - ed anche averne riscontri - che qualcosa sta davvero cambiando nei seminari e nella formazione dei presbiteri NC rispetto a quel che accade finora e che, da quello che conosciamo, continua ad accadere...
fino a quando?

mic ha detto...

Mi sono domandata se i presbiteri che hanno ricevuto il calice unico dalle mani del Papa erano quelli usciti dal Seminario maggiore romano e gli altri quelli del Redemptoris Mater.
Forse che per i neocat che comunicano sotto le due specie è stato fatto un rito particolare
?

anche i segni hanno un valore ed io sono per l'ennesima volta senza parole!
In ogni caso credo che difficilmente qualcuno avrà avvertito il Papa che i NC consacrano il "pane dell'afflizione" e il "calice dell'ingresso nella terra promessa"!

Caterina63 ha detto...

Caro mic...se rileggi la mia premessa ho parlato di "politicamente corretto" ^__^

se una persona, specialmente sacerdote, NON mi conferma nell'eresia di un altro, ma al contrario mi dice che diciamo le stesse cose nell'ortodossia dopo avergli segnalato delle ambiguità, per me l'argomento si chiude li...il resto è o corretto o scorretto politicamente che più di tanto NE DEVO STARE LONTANA...^__^

Che ci piaccia o meno il linguaggio sta cambiando e continuerà a cambiare e toccherà alla Chiesa, al Magistero e a noi laici MANTENERE SALDA LA DOTTRINA CON TERMINI NUOVI è una sfida senza dubbio...ma è così...inutile prendercerla con il linguaggio, facciamo NOI (lo dobbiamo) lo sforzo per portare la Dottrina nel tempo che viviamo...^__^


Se ogni nuovo linguaggio mi conducesse all'eresia, non esiterei a sottolinearlo come ho fatto con padre Giovanni, tuttavia quando le ambiguità sono chiarite e vengo confermata nell'ortodossia con l'interlocutore, per me è grazia ricevuta^__^

NON devono impensierirci i CAMBIAMENTI ma solo l'ortodossia della fede...


Per esempio, Emma riporta quanto segue:


‘‘Questa idea del Concilio ha trovato una messa in opera nei seminari Redemptoris Mater nei quali si preparano i preti per la Nuova Evangelizzazione, secondo il programma del Cammino Neocatecumenale. Si può dire ugualmente che si tratta della messa in opera di una nuova forma di ministero: il missionario diocesano ’’ (Osservatore Romano 15.3.1991).


 "I seminari ‘‘Redemptoris Mater’’ non sono seminari del Cammino Neocatecumenale, ma conformemente al loro statuto e alla loro regola di vita, sono dei veri seminari diocesani, che dipendono dal Vescovo. Gli alunni di questo collegio ricevono la stessa formazione teologica che negli altri seminari della diocesi. Essi effettuano un anno pastorale in parrocchia da diaconi e due anni nella diocesi come presbiteri, prima che il Vescovo possa inviarli in missione. Ma se il Vescovo ha delle urgenze nella diocesi, per esempio una zona particolarmente difficile, egli può disporre di questi preti, in quanto sono stati ordinati senza condizioni. "


Art 18 Statuto
"i candidati al sacerdozio trovano nella partecipazione al Cammino Neocatecumenale un elemento specifico e basilare del cammino formativo e, al contempo, sono preparati alla genuina scelta presbiterale di servizio all’intero popolo di Dio, nella comunione fraterna del presbiterio".

*************************

ecco, io questo NON lo interpreto come uno scandalo ^__^ perchè per me il problema il Cammino in quanto tale, ma il cosa insegnano...^__^

NON mi scandalizza che ci siano dei seminari preparati per compiere delle missioni specifiche nella Chiesa, il punto è "cosa insegnano?"
^__^

Per me il Cammino Neocatecumenale in quanto TALE è legittimato a vivere dentro QUESTA CHIESA E IN QUESTO TEMPO DI GRANDE CONFUSIONE perchè sono frutto di quella confusione cominciata tra gli anni 60/70...comprendi? ^__^

Le vie del Signore sono infinite ma anche molto MISTERIOSE, chi siamo noi per giudicare o legiferare contro questo o quello o contro una eventuale zizzania necessaria o contro uno scandalo necessario?


Nel thread sotto ho postato una riflessione sullo SCANDALO NECESSARIO che si conclude con queste parole:

Cristo ama e può farlo visibilmente solo nella sua Chiesa, quella che per giustizia deve isolare soggetti pericolosi ma per carità deve dare tutta se stessa per il loro recupero.

La Chiesa che ama è la Chiesa del paradosso, il paradosso di ostinarsi ad amare anche chi non vuole amare, o chi ama in modo sbagliato, o chi, avendo incarichi nella Chiesa, scandalizza i piccoli, perchè la Chiesa è Madre, principalmente una mamma che a suo tempo userà anche la giustizia.

La giustizia è sacrosanta ma anche l'amore di Cristo lo è, anzi viene prima l'amore del Cristo poi la sua giustizia.

e Sofia sottolineava:

(PS Sì, Caterina, anche Gesù Misericordioso ha detto a S. Faustina:
"Chi non vorrà passare per la mia Misericordia dovrà passare per la mia Giustizia!"
)

^__^

Quando san Paolo invita all'insegnamento dottrinale parla di CARITA' E MISERICORDIA, carità si interpreta anche con il termine AMORE...Carità dunque, Amore per la Verità implica ANCHE ANDARE INCONTRO ALL'ERRANTE PER RECUPERARLO...

io credo che in tal senso la Chiesa abbia deciso con Benedetto XVI di prendere questa strada anzichè altre...ci insegna san Paolo infatti in quel facendosi tutto a tutti e in particolare gentile con i gentili, per salvare ad ogni costo qualcuno (1Cor 9,20-22)...che fin dall'inizio della Missione della Chiesa le strade del Signore erano MISTERIOSE E DIVERSE...

Per esempio, c'è un passo in Atti 15 emblematico: Paolo ROMPE LA SINTONIA MISSIONARIA CON BARNABA...l'apostolo...^__^
leggiamo il passo:

36 Dopo alcuni giorni Paolo disse a Barnaba: «Ritorniamo a far visita ai fratelli in tutte le città nelle quali abbiamo annunziato la parola del Signore, per vedere come stanno».37 Barnaba voleva prendere insieme anche Giovanni, detto Marco,38 ma Paolo riteneva che non si dovesse prendere uno che si era allontanato da loro nella Panfilia e non aveva voluto partecipare alla loro opera.39 Il dissenso fu tale che si separarono l'uno dall'altro; Barnaba, prendendo con sé Marco, s'imbarcò per Cipro.40 Paolo invece scelse Sila e partì, raccomandato dai fratelli alla grazia del Signore.41 E attraversando la Siria e la Cilicia, dava nuova forza alle comunità.

**************

Tale Marco NON volle adoperarsi per sostenere l'opera di Paolo ^__^
e non dimentichiamo che le differenze che abbiamo oggi con la Chiesa Orientale, si sono sviluppate nella conseguente PREDICAZIONE DIVERSA DEGLI APOSTOLI...^__^
NON tutti i Padri furono sempre d'accordo, ci sono voluti i secoli PER TROVARE LA COMUNE DOTTRINA...

Nella Chiesa Ortodossa NON si conserva l'Eucarestia, tanto per fare un esempio...perchè essi sostengono che NESSUN APOSTOLO nè i Padri orientali lo insegnarono mai...^__^eppure i Padri della Chiesa sono Padri in Oriente quanto in Occidente (tranne qualcuno per l'Oriente come sant'Agostino, ma noi li riconosciamo praticamente tutti)...

insomma, cosa voglio dimostrare?
Che in questa situazione la Chiesa NON aveva altra scelta...^__^
ma è indiscutibile che la Chiesa stessa sta portando aggiustamenti e modifiche, STA LENTAMENTE CORREGGENDO...noi continuiamo pure a segnalare e a mettere in guardia, ma senza mai gettare il bambino con l'acqua sporca..

A Dio piacendo ci rileggiamo per martedì o mercoledì...fate una preghiera per noi che da domani siamo in viaggio...
Grazie e ricordiamo il ROSARIO...

Fraternamente CaterinaLD

Caterina63 ha detto...

Emma ha detto...
Vorrei che qualcuno mi spiegasse una cosa che non ho capito.

Stamattina ho visto due modalità di consegna del calice con l`Ostia ai nuovi presbiteri.
Un piccolo numero si è presentato davanti al Papa che ha consegnato loro un calice unico con l`Ostia posta sopra.

Un altro gruppo, diviso in due, molto più numeroso, si è presentato presso due vescovi che hanno consegnato loro due calici distinti.

Mi sono domandata se i presbiteri che hanno ricevuto il calice unico dalle mani del Papa erano quelli usciti dal Seminario maggiore romano e gli altri quelli del Redemptoris Mater.
Forse che per i neocat che comunicano sotto le due specie è stato fatto un rito particolare?

Qualcuno pò spiegarmi, il perchè di questa differenza?


***************************

NESSUNA DIFFERENZA! evitiamo di seminare dubbi dove non ci sono ^__^
ho seguito la diretta....

Nella funzione ci sono state due modalità distinte ma non separate:

- per l'unzione alle mani e per ricevere il Calice:

tre soli sacerdoti sono andati dal Papa, gli altri divisi in gruppi sono andati dal vescovo e dal card. Vallini...E' PREVISTO NON E' UNA NOVITA' ^__^
NON sono state due modalità diverse anche l'anno scorso è avvenuto così...

- Per l'offertorio e per la donazione del Calice...

essendo lunga la cerimonia (due ore e mezza) anche l'anno scorso hanno diviso i compiti con un vescovo ed un cardinale e il Papa...è il vescovo che dona il calice; a sua volta esso viene riportato, ma impossibile farlo con tutti i sacerdoti ordinati uno per uno, ergo si fanno a gruppi uno una cosa, l'altro gruppo fa l'altra...

spero di avervi risolto il problema...Mic...sei il moderatore.... cerca di aiutare le persone alla serenità non ad alimentare il fuoco laddove non occorre..sei anche responsabile davanti a Dio... triste ruolo il tuo, ma anche edificante ogni qualvolta sarai riuscito e riuscirai a non alimentare zizzanie, al contrario, cerca di portare davvero LA MISERICORDIA DI CRISTO.. ^__^

ciao!

mic ha detto...

se una persona, specialmente sacerdote, NON mi conferma nell'eresia di un altro, ma al contrario mi dice che diciamo le stesse cose nell'ortodossia dopo avergli segnalato delle ambiguità, per me l'argomento si chiude li...il resto è o corretto o scorretto politicamente che più di tanto NE DEVO STARE LONTANA...^__^.

è un atteggiamento che condivido, eventualmente per non scandalizzare i piccoli, ma è contrario alla mia coscienza e qui stiamo ragionando tra persone discretamente 'formate' cattolicamente, anche se siamo sempre bisognosi di imparare e nutrirci alla Sorgente Perenne e non alle cisterne screpolate... e anche bisognosi e felici di confrontarci uno con l'altro.

Con questo non intendo dire che voglio avere ragione, sono in ricerca anch'io e se qualcuno mi dimostra che quello che ho detto sulle affermazioni di don Scalese è sbagliato io lo accetto, faccio ammenda e cambio la mia valutazione; ma se tu mi dici: a quel punto, se mi dice così MI DEVO FERMARE, non sono così convinta di dovermi fermare anch'io... anche perché lui ti ha dato ragione teoricamente sulla dottrina, ma non ha cambiato una virgola delle sue affermazioni, che restano, secondo me, ambigue col pretesto della rinnovazione dl linguaggio...

se il linguaggio rinnovato mi cambia e mi attenua il senso, preferisco ritornare al linguaggio precedente e, soprattutto, diffido. Comprendi?

Emma ha detto...

"ANCHE ANDARE INCONTRO ALL'ERRANTE PER RECUPERARLO..."

È che qui l`errante più che ricuperarlo lo si invia perchè generi altri erranti!




Le vie del Signore sono infinite ma anche molto MISTERIOSE, chi siamo noi per giudicare o legiferare contro questo o quello o contro una eventuale zizzania necessaria o contro uno scandalo necessario?Chi sono io? Una persona, cattolica, dotata di una ragione, di occhi, orecchie, di una coscienza che si è formata anche grazie all`insegnamento della Chiesa.
C`è un insegnamento e c`è la pratica.
Quello che vedo non cessa di interrogarmi o meglio purtroppo non fa che confermarmi la gravissma crisi che vive la Chiesa, i frutti marci dell`ideologia postconciliare.

Quello che ho riportato sui seminari Redemptoris Mater, dovrebbe bastare per indicare che c`è qualcosa che non va.
C`è l`insegnamento, c`è la dottrina, ci sono i documenti, c`è la Tradizione, c`è la divina Liturgia, e c`è la realtà che sembra non tenerne conto .
Grande è la confusione.

L`errante non è ricuperato,
il malato non è curato,
Gli errori non sono corretti ma lodati ,
la malattia non è curata ma citata come modello di salute.

Come non essere confusi?

Emma ha detto...

La mia domanda era:

Perchè il Santo Pdre ha donato un solo calice con l`ostia posta sopra a taluni e ad altri sono stati consegnati due calici?

mic ha detto...

spero di avervi risolto il problema...Mic...sei il moderatore.... cerca di aiutare le persone alla serenità non ad alimentare il fuoco laddove non occorre..sei anche responsabile davanti a Dio... triste ruolo il tuo, ma anche edificante ogni qualvolta sarai riuscito e riuscirai a non alimentare zizzanie, al contrario, cerca di portare davvero LA MISERICORDIA DI CRISTO.. ^__^.

Cate, io non ho seguito la diretta, quello che ha descritto Emma è chiaro (ha parlato di un Calice con l'Ostia consegnato dal Papa e di due calici consegnati dai vescovi: evidentemente uno con il pane e l'altro col vino)
Il fatto della distribuzione suddivisa è chiarissimo e comprensibile ma, se le cose stanno come ha detto Emma, perché questa differenza nel segno? Non potevano anche i vescovi consegnare il Calice con l'Ostia come ha fatto il Papa?

Potrebbe essere una questione di lana caprina, ma avuto riguardo con chi abbiamo a che fare potrebbe anche non esserlo.

Il fatto che io sia moderatore di non mi rende automaticamente infallibile o capace di mettere ogni cosa al suo posto in ogni momento,

se poi verrà fuori che sono inadeguato dal punto di vista di portare la Misericordia di Cristo (che non vorrei scindere dalla Verità) si vedrà e spero che il Signore me lo faccia capire

gianluca cruccas ha detto...

Stralcio della seconda lettera che io e Annarita abbiamo mandato al Santo Padre il 29 Giugno 2008:

L‟ultima prodezza di Kiko: egli ha progettato e realizzato una nuova Cappella per l‟Adorazione del Santissimo Sacramento, relegandola sopra il tetto della Domus Galileae, presentata ufficialmente e maliziosamente durante la convivenza con i 9 Cardinali e 170 Vescovi dal 24 al 29 Marzo 2008, quando invece durante l‟Annuncio di Quaresima 2008 ha ribadito il suo essere eretico confermando la sua dottrina perniciosa sull‟Eucaristia :“In realtà la messa è solo una presenza-passaggio del Cristo che, ovviamente, dopo il passaggio, non rimane più dentro il pane”. Perché allora Kiko costruisce una struttura per l‟adorazione di una Particola in cui, secondo lui, non c‟è nessuno? Forse per accontentare quei cattolici che ancora credono alla Presenza reale del Signore Gesù perché, poverini, non sono in grado di capire che nei Tabernacoli in realtà non c’è mai stato nessuno? O forse perché cerca ancora, con un tentativo molto maldestro, di spacciarsi per cattolico? lo si capisce chiaramente dalle sue stesse parole “Tuttavia, questo non ditelo agli altri cristiani, perché non sarebbero ancora in grado di capirlo”.( Kiko Arguello, annuncio di Quaresima 2008, Spagna) Ma chi pensa di ingannare? Sicuramente i 9 Cardinali e 170 Vescovi convenuti in quel luogo e tutti coloro che, come quelli, hanno un qualche interesse a farsi prendere in giro. Ma se vuole che si creda alla sua retta Fede Cattolica, in particolar modo all‟amore al Santissimo Sacramento, porti il Santissimo Sacramento dentro una vera Struttura di Chiesa Cattolica, e non sul tetto, si metta in ginocchio, pubblicamente, e non in segreto, e soprattutto tolga i drappi neri dai tabernacoli, faccia 3 ore di Adorazione Eucaristica, si penta dei suoi misfatti, tutti conosciuti, prima davanti a Dio, e poi pubblicamente davanti a tutte le persone che ha rovinato, reciti il Credo Cattolico davanti all‟Eucaristia e infine ripari i suoi danni. Se farà tutto questo, forse gli crederemo. E se qualcuno dovesse chiederci: “Chi siete per parlare in questo modo?”, noi risponderemo loro: “Nessuno, solo una voce che grida nel deserto, sì nel deserto”. Noi non abbiamo parlato in segreto come queste persone anno fatto con codesti personaggi, e pur conoscendo le loro opere non hanno difeso la Verità delle cose di Dio, ma sono diventati partecipi delle loro stesse azioni nefaste; noi abbiamo parlato apertamente portando la nostra testimonianza di vita vissuta nel Cammino Neocatecumenale, abbiamo conosciuto tante persone distrutte, comprese quelle che stanno ancora all‟interno di questo movimento; abbiamo difeso nel nostro essere “nessuno” la sana Dottrina Cattolica, cosa che queste persone non anno fatto, per vili interessi umani, e siamo pronti anzi agogniamo comparire davanti a chiunque per rendere conto delle nostre affermazioni, per portare ulteriormente alla luce le opere dei Neocatecumenali...

Gianluca Cruccas

Emma ha detto...

Effetivamente Mic, la mia domanda non è stramba, visto che in San Giovanni i diaconi neoocat hanno diritto ad una cerimonia particolare separata con il loro rito (altra sorgente di scandalo), non sarei per niente stupita che anche in San Pietro, visto il loro numero, i necoatecumenali abbiano ottenuto la consegna di due calici che effettivamente Mic contenevano il pane e il vino.
La differenza era manifesta, non si poteva non notarla.
Mi manca la spiegazione, tutto qui.
Non è seminare zizzania, non confondiamo i "ruoli", è cercare di capire ciò che può ancora essere capito.

gianluca cruccas ha detto...

Stralcio della seconda lettera che io e Annarita abbiamo mandato al Santo Padre il 29 Giugno 2008:

...Santo Padre tutto questo è veramente preoccupante, sono passati 11 mesi dalla scadenza degli statuti del Cammino Neocatecumenale ed è un fatto noto che gli stessi statuti “scaduti” sono stati disattesi da questo movimento e si ha anche la certezza dolorosa che i Vescovi incaricati di vigilare per far attuare questi statuti non lo hanno fatto, altro che in qualche sporadico caso. Nella Domus Galileae, come anche in tutti i Seminari “Neocatecumenali” del mondo sono stati già formati più di 1000 seminaristi, cioè più di mille “schegge impazzite” che andranno in tutte le Parrocchie rovinando la sana Dottrina [che è ciò che accade ad esempio nella Parrocchia del Sacro Cuore di Centobuchi (AP),come da lettera allegata], senza contare la numerosa schiera di Sacerdoti di formazione prettamente cattolica e di Vescovi che hanno difeso, agevolato, ed in moltissimi casi insegnato queste eresie creando dei grandi danni a tantissime persone sia a livello spirituale che fisico. I circa 70 Seminari Redentoris Mater che Kiko ha eretto in tutto il mondo vengono celebrati come uno dei maggiori e “fantastici frutti” del Cammino Neocatecumenale, di cui “lo Spirito Santo” avrebbe fatto “dono” alla Chiesa; in realtà, per rendersi conto della grande piaga che costituiscono i Seminari Redentoris Mater in seno alla Chiesa Cattolica, occorre prendere coscienza del fatto che i seminaristi continuano regolarmente tutte le tappe del Cammino all‟interno della comunità più vicina al Seminario loro assegnato; che studiano le “splendide” catechesi di Kiko che usano quando vanno ad evangelizzare per aprire nuove comunità; che si preparano sui testi decisi dal Rettore che è sempre un neocatecumeno e che ricevono ulteriori indottrinamenti di misteriosa provenienza che, una volta ordinati presbiteri ed impiantati nelle parrocchie, trasmetteranno nel catechismo ai bambini, riempiendoli di false notizie sulla Sacra Scrittura e mandando loro dei messaggi contrastanti con l‟insegnamento di Gesù e della Chiesa.(Alleghiamo una chiara prova di quanto appena detto.) Purtroppo i Vescovi, custodi del deposito della fede, oltre che ricevere le ingenti somme di denaro che regolarmente i “generosissimi” Neocatecumenali depongono nelle loro mani, nella maggior parte dei casi altro non fanno: occorrerebbe invece vegliare attentamente sull‟operato dei Rettori i quali, essendo tutti indistintamente di formazione e di mentalità neocatecumenale, hanno compiuto il percorso iniziatico di codesto cammino, dando un’ubbidienza cieca ai loro catechisti (perché nel Cammino Neocatecumenale il catechista esercita autorità assoluta anche sul Sacerdote), che a loro volta in nome di Kiko amministrano e guidano codesti Seminari. In realtà per riportare nell‟ortodossia la formazione dei seminaristi che avviene in questi seminari Neocatecumenali, bisognerebbe prima di tutto non permettere più che questi catechisti solchino la porta dei seminari ed eliminare totalmente le catechesi di Kiko Arguello contenute nelle 3000 pagine di eresie protestanti-ebraiche (di cui sono a conoscenza anche le Congregazioni competenti per il “caso Neocatecumenali” da oltre dieci anni e che non sono ancora state rese pubbliche perché non approvate). Infine basterebbe vedere come sono strutturalmente progettati e realizzati (da Kiko Arguello) questi seminari, per rendersi conto che di Cattolico hanno ben poco. Anche queste strutture sono state costruite e vengono mantenute in piedi con denaro estorto a persone ignare del loro vero uso, e con denaro di dubbia provenienza ( organizzazione “mondiale senza nome” ). Kiko Arguello e la sua cerchia sono convinti che la seconda venuta del Signore avverrà nel monte delle Beatitudini, seguendo la dottrina di una setta ebraica (Lubavitcher, come da articolo allegato di Giuseppe Gennarini), difatti la Domus Galileae è costruita su questo monte. In realtà ogni mattone di queste “ spelonche” è intriso del sangue versato di tantissime persone, e sicuramente il Signore nella sua seconda venuta apparirà anche nel monte delle Beatitudini, ma apparirà per fare giustizia di questo sangue versato nell‟ingiustizia. Kiko Arguello nel suo farneticare le sue eresie dimentica ciò che ha scritto San Pietro:
[1]Ci sono stati anche falsi profeti tra il popolo, come pure ci saranno in mezzo a voi falsi maestri che introdurranno eresie perniciose, rinnegando il Signore che li ha riscattati e attirandosi una pronta rovina. [2]Molti seguiranno le loro dissolutezze e per colpa loro la via della verità sarà coperta di impropèri. 26
[3]Nella loro cupidigia vi sfrutteranno con parole false; ma la loro condanna è già da tempo all'opera e la loro rovina è in agguato. (Pietro2, capitolo 2 ) Quindi se questi personaggi non si ravvederanno, riparando con la penitenza, che loro rigettano con orrore, tutti i misfatti fatti in quarant‟anni, i loro templi “spelonca” gli rovineranno sulle teste. E quando il 24 Aprile si è presentato al PONTIFICIO ISTITUTO GIOVANNI PAOLO II PER STUDI SU MATRIMONIO E FAMIGLIA - Pontificia Università Lateranense per tenere una conferenza su “ la comunità familiare al servizio dell‟evangelizzazione”, ha forse reso conto di tutte le famiglie che ha rovinato? Ma che cosa avrà da dirci un eretico di tale portata sulla famiglia? Che cosa avrà da dirci un personaggio che si è fatto una chiesa parallela, (che gli è stato permesso di creare) in opposizione a quella Cattolica sulla nuova evangelizzazione? E ci chiediamo, ma tutte le persone che sanno di questi misfatti, sia Consacrati che laici, come possono sedersi allo stesso tavolo con Kiko e ascoltare le sue menzogne? Vergogna. E che cosa ne sarà di tutte le persone che in buona fede militano dentro questo movimento, plagiate, e sottomesse all‟obbedienza più cieca dalla guida di catechisti eretici? Io stesso (Gianluca), discutendo con un loro super catechista (con 11 figli) della loro dottrina sull‟Eucaristia, dopo un primo momento della solita incapacità che hanno di riconoscere la verità, mi son sentito confessare: “prega per me, mi sento un fallito”. Questo per far capire che le famiglie creatisi nel Cammino Neocatecumenale (soprattutto quelle in intineranza e quelle molto numerose), giacciono in uno stato spirituale che è prigioniero della dottrina e della personalità di Kiko Arguello, e soprattutto il giorno che prenderanno coscienza della verità sul Cammino Neocatecumenale e sul loro fondatore, se volessero tornare nella vera realtà della vita si ritroverebbero con una moltitudine di figli da sfamare e da mantenere in tutto e per tutto, “cosa materialmente impossibile con uno stipendio solo” e con uno stato spirituale veramente da “falliti”; Traendo così l‟amarissima conclusione che non possono abbandonare il movimento per problemi di sopravvivenza. Quello che ci chiediamo sul problema delle famiglie intineranti è soprattutto chi faccia il discernimento per capire, innanzitutto se veramente Dio le chiama a questa missione (e con vera paternità e maternità responsabile), e poi come sia possibile fidarsi delle rassicurazioni di Kiko Arguello su tale discernimento. A questo particolare eretico non gli importa nulla delle famiglie, a lui importa solo di far fare tanti figli, non per uno spirito di apertura alla vita come predica, ma per crearsi il suo popolo e - non ci stancheremo mai di dirlo - gli è stato permesso. E considerando la sua particolare attitudine a mentire, quando appare in televisione e sui palchi, come ultimamente ha fatto per le giornate della famiglia, è con certezza un vano tentativo da parte sua di dimostrare che lui è Cattolico. Ci permettiamo di parlare in questo modo, non per sentito dire, ma perché siamo testimoni oculari, prima di tutto su noi stessi per aver fatto parte di questa setta, secondo perché quello che Kiko predica è già stato bollato al fuoco della Verità a partire dal Concilio di Trento sino al Concilio Vaticano I…

Gianluca Cruccas

gianluca cruccas ha detto...

E di che cosa oramai ci si deve stupire, diffronte ad uno scandalo senza precedenti all'interno della Chiesa Cattolica, da parte di coloro che dovrebbero difendere la fede dei Cristiani?

Monsignor Guido Marini, maestro delle Celebrazioni liturgiche pontificie, spiega i riti della Settimana santa
http://www.zammerumaskil.com

...Sabato notte, alle ore 21, la veglia pasquale nella basilica Vaticana, che sant'Agostino chiamava la "madre di tutte le veglie". Qualche ulteriore dettaglio?

L'inizio della celebrazione avrà luogo nell'atrio antistante la basilica, dove avverrà il rito della benedizione del fuoco e dell'accensione del cero pasquale, preparato come di consueto dalla Comunità del cammino neocatecumenale. Nella
basilica il passaggio dal buio alla luce simboleggerà l'ingresso della Luce che è Cristo, via, verità e vita, nel mondo
tenebroso del peccato, della solitudine e della morte. Il Papa amministrerà il battesimo, la confermazione e la prima
comunione a cinque catecumeni adulti preparati dal Vicariato di Roma: due uomini e tre donne, tra le quali una cinese
cinquantaseienne. I cinque riceveranno la comunione sotto le due specie del pane e del vino, Corpo e Sangue del
Signore. La collocazione del fonte battesimale di Toffetti al centro ai piedi della Confessione con accanto il cero
pasquale, intende anche sottolineare l'importanza simbolica del fonte battesimale, nella liturgia della Veglia di Pasqua...

Gianluca Cruccas

Emma ha detto...

Non so caro Gianluca se è uno scandalo senza precedenti, di scandali la Chiesa ne ha conosciuti parecchi, quello che è certo è che per noi che viviamo in questo momento della storia,
il percorso del cammino neocatecumenale,
la sua forma e il suo contenuto,
le complicità di cui ha beneficiato,
i silenzi che lo hanno protetto,
gli incoraggiamenti che ha ricevuto, quando non erano lodi e ringraziamenti,
sono sorgente di scandalo.

Non si corregge l`errante, lo si loda, lo si ringrazia e lo si manda a formare altri erranti.
I seminari Redemptoris Mater sono il simbolo di un comportamento e di scelte assolutamente sconvolgenti e incomprensibili di chi ci guida.

Emma ha detto...

Sì perchè che spiegazioni potrebbero darmi, i vari prelati, Poletto, Ruini per esempio, che hanno appoggiato il progetto di Kiko Arguello di creare i seminari Redemptoris Mater?

Che cosa potrebbero rispondermi se domandassi loro:

Conoscevate il cammino nc?
Il suo funzionamento?
Il ruolo dei catechisti? Il loro potere?
Conoscevate i testi di Kiko Arguello che sono alla base della formazione neocatecumenale?
Conoscevate il rito creato da Kiko Arguello?
Conoscevate i metodi nc? Gli scrutini?

Se li conoscevate come avete potuto legittimare la creazione di un seminario che avrebbe formato sacerdoti sulla base du quelle storture?
Come avete potuto legittimare un tale percorso di formazione basato su testi non conformi già allora allo studio della CDF?
Come avete potuto tollerare che dei futuri sacerdoti si formassero tramite una liturgia non conforme, frutto della "pseudoteologia" di Kiko Arguello e non con la santa liturgia cattolica?
Come avete potuto accettare che i seminaristi fossero sottoposti al potere dei catechisti nc a loro volta obbedienti alle direttive di Kiko Arguello?

È mai possibile che delle persone intelligenti siano state a questo punto ingenue e fiduciose, si siano lasciate convincere dalla foga di Kiko Arguello senza approfondire la loro conoscenza del sistema neocatecumenale?

Sì i seminari Redemptoris Mater sono una delle prove del potere che esercita il cammino neocatecumenale.
Solo un gruppo che dispone di un potere occulto ha potuto ottenere l`autorizzazione di costruire dei seminari quando nessun statuto esisteva e malgrado tutte le sue anomalie.

sofia ha detto...

mi son sentito confessare: “prega per me, mi sento un fallito”.
..............
le famiglie creatisi nel Cammino Neocatecumenale (soprattutto quelle in intineranza e quelle molto numerose), giacciono in uno stato spirituale che è prigioniero della dottrina e della personalità di Kiko Arguello, e soprattutto il giorno che prenderanno coscienza della verità sul Cammino Neocatecumenale e sul loro fondatore, se volessero tornare nella vera realtà della vita si ritroverebbero con una moltitudine di figli da sfamare e da mantenere in tutto e per tutto, “cosa materialmente impossibile con uno stipendio solo” e con uno stato spirituale veramente da “falliti”; Traendo così l‟amarissima conclusione che non possono abbandonare il movimento per problemi di SOPRAVVIVENZA.
---------

QUESTO E' ABOMINIO
QUESTO E' RICATTO PERMANENTE
QEUSTA E' LA NUOVA SCHIAVITU' D'EGITTO

E QUESTO,

cara Caterina, è il grido d'aiuto
che sale all'orecchio della Divina Misericordia da quelle caverne,
che dobbiamo ascoltare,
che gli uomini di Chiesa a tutti
i livelli devono finalmente
ascoltare,
grido di dolore e gemito
che giorno e notte sale
dalle ferite remote e profonde
- cronicizzate, NON CURATE,
marcescenti - del Corpo Mistico,

ferite alle anime e alle famiglie,
che gridano vendetta al cospetto di Dio, da 40 anni...
come non sentire
il grido muto di un'anima che piange:
"Sono stato ingannato e imprigionato!! Dio della mia vita, liberami!"

Questo non è seminare zizzania,
cara Caterina, è
chiedere e cercare GIUSTIZIA per quei
PRIGIONIERI GEMENTI dei quali
i "vigilanti" non hanno nessuna
MISERICORDIA, visto che continuano
a permettere che si infliggano
ferite su ferite,
anno dopo anno,
scrutinio dopo scrutinio
(=tortura dopo tortura...)
permettendo che i catechisti

che sono
(lo ripeto per la 100.ma volta)
SCHIAVI TIRANNI DI ALTRI SCHIAVI

COSTRINGANO i miseri adepti
a PROLI-FERARE contro la propria
volontà, per immolare la propria
vita all'idolo "Cammino", che
deve PROLI-FERARE E PROPAGARSI!

Questo è l'abominio, cara Caterina,
che si impone agli occhi attoniti e sbarrati di chi non nasconde la testa sotto la sabbia...
non è seminare zizzania!...
o per caso la zizzania deve essere
da noi lodata e degustata, dicendo:
"Mangiatene tutti, è cosa buona" ??

O piuttosto la VERA CARITA'
vorrebbe che si dicesse a tutti
i fedeli:
"Allontanatevi da quella pianta,
perchè è VELENO (dolcificato e camuffato) letale per le anime e per la Chiesa tutta?"

"La prima misericordia di cui abbiamo bisogno è la luce impietosa della Verità"(card. G. Biffi)

----------

Domanda-chiave:

VERSO CHI
DOBBIAMO USARE MISERICORDIA:
verso gli aguzzini e gli schiavisti
o verso i prigionieri-vittime?
E come manifestarla dunque,
dicendo:
"State zitti e buoni, perchè sono *necessarie* ancora molte vittime
al Moloch CNC ?"

mic ha detto...

Carissimi,

voglio esprimervi la mia gratitudine per il vostro impegno di oggi. Mi rendo conto che quel che si è detto anche oggi del cammino continua a lasciarci frustrati addolorati e soprattutto particolarmente senza parole, perché ormai il danno sembra irreversibile, anche se solo il Signore è padrone della vita e della storia di noi tutti oltre che della Sua Chiesa

e noi è in Lui che confidiamo....

La mia gratitudine sarebbe ancor più grande se voleste darmi un vostro parere anche sull'articolo con cui ho aperto questa pagina...

gianluca cruccas ha detto...

Quanto è buono Dio con i giusti, con gli uomini dal cuore puro! (2)Per poco non inciampavano i miei piedi, per un nulla vacillavano i miei passi, (3)perché ho invidiato i prepotenti, vedendo la prosperità dei malvagi. (4)Non c'è sofferenza per essi, sano e pasciuto è il loro corpo. (5)Non conoscono l'affanno dei mortali e non sono colpiti come gli altri uomini. (6)Dell'orgoglio si fanno una collana e la violenza è il loro vestito.
(7)Esce l'iniquità dal loro grasso, dal loro cuore traboccano pensieri malvagi. [8]Scherniscono e parlano con malizia, minacciano dall'alto con prepotenza. (9)Levano la loro bocca fino al cielo e la loro lingua percorre la terra. (10)Perciò seggono in alto, non li raggiunge la piena delle acque. (11)Dicono: «Come può saperlo Dio? C'è forse conoscenza nell'Altissimo?». (12)Ecco, questi sono gli empi: sempre tranquilli, ammassano ricchezze. (13)Invano dunque ho conservato puro il mio cuore e ho lavato nell'innocenza le mie mani, (14)poiché sono colpito tutto il giorno, e la mia pena si rinnova ogni mattina. (Salmo, 73)


Carissimo Mic si potrebbe, sempre secondo me, commentare il tuo articolo attraverso le parole di San Pio da Pietralcina, (peraltro vessato pesantemente durante il Papato di Giovanni XXIII) : “Causa l’ingiustizia dilagante e l’abuso di potere, siamo giunti al compromesso col materialismo ateo, negatore dei diritti di Dio. Questo è il castigo preannunciato a Fatima […] tutti i sacerdoti che sostengono la possibilità di un dialogo coi negatori di Dio e coi poteri luciferi del mondo, sono ammattiti, hanno perduto la fede, non credono più nel Vangelo! Così facendo tradiscono la parola di Dio, perché Cristo venne a portare sulla terra perpetua alleanza solamente agli uomini di cuore, ma non si alleò cogli uomini assetati di potere e di dominio sui fratelli […] il gregge è disperso quando i pastori si alleano con i nemici della Verità di Cristo. Tutte le forme di potere fatte sorde al volere dell’autorità di Dio sono lupi rapaci che rinnovano la Passione di Cristo e fanno versare Lacrime alla Madonna”. (tratto dal giornale l’Avvenire del 19 Agosto 1978, discorso fatto nel 1963 da San Pio da Pietralcina davanti ai suoi figli spirituali, in riferimento alle lacrime di Maria).


“DISUBBIDIENZA”.

Sì, la disubbidienza della Chiesa a Maria Santissima (quindi a Dio), che aveva dato ordine di rivelare il contenuto del segreto di Fatima (per intero): “Avete visto l'inferno, dove vanno le anime dei poveri peccatori. Per salvarle, Dio vuole stabilite nel mondo la devozione al mio Cuore immacolato. Se faranno quello che io vi dirò, molte anime si salveranno e ci sarà pace. La guerra terminerà. Ma se non smetteranno di offendere Dio, sotto il regno di Pio XI, ne comincerà un'altra peggiore. Quando vedrete una notte illuminata da una luce sconosciuta, ( secondo noi era “la notte dei cristalli”, quando a Berlino i nazisti distrussero ed incendiarono per tutta la notte tutti i negozi degli ebrei e che segnò l’inizio delle persecuzioni e della Shoàh!) sappiate che è il grande segno che Dio vi dà che sta per punire il mondo dai suoi crimini, per mezzo della guerra, della fame e della persecuzione alla Chiesa e al Santo Padre. Per impedirla, verrò a chiedere la consacrazione della Russia al mio Cuore immacolato e la comunione riparatrice nei primi sabati. Se daranno retta alle mie richieste, la Russia si convertirà e ci sarà pace. Se no, diffonderà nel mondo i suoi errori, provocando guerre e persecuzioni alla Chiesa. I buoni saranno martirizzati, il Santo Padre avrà molto da soffrire, e parecchie nazioni saranno annientate. Alla fine il mio Cuore immacolato trionferà. Il santo Padre mi consacrerà la Russia che si convertirà, e sarà concesso al mondo un periodo di pace. In Portogallo, si conserverà sempre il dogma della fede; ecc...”.
Maria Santissima diede ordine di renderlo pubblico nell’anno 1960, per mano del Pontefice del tempo. Ma il Pontefice del tempo, Giovanni XXIII, incredibilmente sotterrò il testo del segreto, che parlava del Comunismo in maniera molto eloquente: “Se daranno retta … la Russia si convertirà … se no, diffonderà nel mondo i suoi errori, provocando guerre e persecuzioni alla Chiesa…”, ed ancor più incredibilmente scese a patti con il Comunismo, che la Madonna nelle Sue parole aveva solennemente bollato, come un’ideologia che avrebbe infestato il mondo intero (quindi anche la Chiesa) con i suoi errori e che inoltre avrebbe provocato guerre e persecuzioni alla Chiesa Cattolica.
In che modo si consumarono questi scellerati patti? Il primo passo fu il Patto di Metz del 1962, il secondo fu il viaggio di Monsignor Willebrands a Mosca, dal 22 Settembre al 2 Ottobre 1981.
“Le tappe di questo inaudito accordo furono il viaggio di Monsignor Willebrands a Mosca, dal 22 Settembre al 2 Ottobre 1981 (vedi Zizola, Giovanni XXIII, cit., pp. 210-211) e il cosiddetto Patto di Metz, sancito nella primavera 1962 tra il Cardinal Tisserant e il metropolita Nikodim.”
Di Nikodim scrisse il laico russo Boris Talantov, morto in prigione con l’accusa di essere un “prigioniero politico”: “L’adattamento all’ateismo compiuto dal Metropolita Sergius è stato portato a termine dal tradimento della Chiesa russo Ortodossa, nella figura del metropolita Nikodim e di altri rappresentanti ufficiali del Patriarcato di Mosca che vivevano all’estero. Questo tradimento è provato, irrefutabilmente, dai documenti citati e deve essere messo a conoscenza di tutti i credenti in Russia e all’estero, perché una tale attività del Patriarcato, basata sulla cooperazione con il KGB, rappresenta un grave pericolo per i fedeli. In verità, i leader atei del popolo Russo ed i principi della Chiesa si sono riuniti assieme per combattere il Signore e la sua Chiesa .”
Il caso volle che i due osservatori arrivassero al Concilio proprio il 13 Ottobre 1962, anniversario del grande miracolo di Fatima nell’ultima apparizione.
“L’intervento scritto contro il Comunismo da parte di 450 Padri del Concilio si “perse” misteriosamente dopo essere stato consegnato alla segreteria del Concilio, e quei Padri del Concilio che insistevano nel denunciare il Comunismo, furono gentilmente invitati a sedersi e a tacere.” (Paul Kramer, La battaglia finale del diavolo, cit., p. 57).
La documentazione di questa storia è fornita anche da Romano Amerio, (Iota unum, Ricciardi - pp. 66-67), il quale scrive che “l’iniziativa dei colloqui fu presa personalmente da Giovanni XXIII dietro suggerimento del Cardinal Montini e che Tisserant ‘a reçu des ordres formels, tant pour signer l’accord que pour en surveiller pendant le Concile l’exact exécution’.”
Antonio Socci, Il quarto segreto di Fatima pag. 208 cit. 349)



Carissimo Mic, io sono convinto che tutte le problematiche della Chiesa, (di cui i Neocatecumenali sono tra i più evidenti), di oggi hanno la loro origine nel lontano 1917, esattamente quando Maria Santissima apparve in Portogallo.

per me questa scandalosa “DISUBBIDIENZA” a Maria Santissima è ancora oggi vigente, basti guardare alla Russia che assolutamente non si è convertita e, per tornare in seno alla Vera ed Unica Chiesa di Cristo quella Cattolica, basti guardare alla crisi Dottrinaria che la Chiesa Cattolica subisce da quarant’anni, basti guardare al fatto che in quasi tutte le regioni del mondo scoppiano conflitti che spargono morte e fame tra le persone più deboli, basti guardare al fatto che queste parole di Maria, contenute nel testo del terzo segreto di Fatima, non si sono ancora compiute: “Il santo Padre mi consacrerà la Russia che si convertirà, e sarà concesso al mondo un periodo di pace.”
Io sono fortemente convinto che ciò che sta accadendo nella Chiesa riguardo al Cammino Neocatecumenale sia anch’esso contenuto nelle profezie del messaggio di Fatima datoci da Maria Santissima, e tutto ciò si capisce chiaramente dalla frase: “In Portogallo, si conserverà sempre il dogma della fede; ecc…”, frase che sospende a mezz’aria il terzo segreto di Fatima e che porta necessariamente a concludere che se in Portogallo si conserverà il Dogma della Fede, segno è che nelle altre nazioni, compresa purtroppo l’Italia che è la culla del Cristianesimo e la sede del Cattolicesimo, non verrà più conservato. E questo significa una sola cosa, molto drammatica e terrificante al solo pensarla: ci stiamo incamminando verso L’APOSTASIA DELLA CHIESA. La Chiesa, non reagendo energicamente contro l’assalto di tante eresie che dall’esterno tentano di penetrare in essa, tra le quali brilla per pericolosità, potenza massonica e numerosità di adepti quella dei Neocatecumenali, verrà tutta corrotta nella Dottrina, che diverrà interamente protestante e filo-giudaica, ed abbandonando i Dogmi della fede che Gesù Cristo aveva consegnato ai Dodici ed essi alla Tradizione, perderà la Via della Verità, aprendo le porte all’avvento dell’Anticristo. La Gerarchia rinnegherà il Signore Gesù, Maria Santissima e tutte le Verità di Fede, fino ad abbandonare Dio Padre stesso; i costumi si pervertiranno molto più di quanto non fosse a Sodoma e a Babele ed il regno del Nuovo Ordine Mondiale, l’Era di pace dell’oro, tempo di paganesimo in cui si adoreranno il denaro e la Bestia, farà il suo ingresso sulla Terra. Questo sta scritto e certo avverrà, ma i Cristiani hanno il dovere di combatterlo e quanto meno di rallentarne la venuta. E come è possibile - se non annullare - per lo meno ritardare l’avvento del Male e la manifestazione “dell’uomo iniquo”? Sicuramente difendendo strenuamente e concretamente tutte le Verità e tutti i Dogmi della Fede, emettendone altri, laddove questo sottolinei, confermi e rafforzi la Dottrina Cattolica e soprattutto fermando assolutamente l’avanzata di tutti gli errori liturgici, teologici e morali che sono penetrati nella Chiesa e cresciuti enormemente dal Concilio Vaticano II in poi.

Gesù stesso, nel vangelo ci parla di questo , MT, 24 – LC, 21.


Gianluca Cruccas


(15)Se avessi detto: «Parlerò come loro», avrei tradito la generazione dei tuoi figli. (16)Riflettevo per comprendere: ma fu arduo agli occhi miei, (17)finché non entrai nel santuario di Dio e compresi qual è la loro fine. (18)Ecco, li poni in luoghi scivolosi,
li fai precipitare in rovina. (19)Come sono distrutti in un istante, sono finiti, periscono di spavento! (20)Come un sogno al risveglio, Signore, quando sorgi, fai svanire la loro immagine. (21)Quando si agitava il mio cuore e nell'intimo mi tormentavo, (22)io ero stolto e non capivo, davanti a te stavo come una bestia. (23)Ma io sono con te sempre:
tu mi hai preso per la mano destra. (24)Mi guiderai con il tuo consiglio e poi mi accoglierai nella tua gloria. (Salmo, 73)

Emma ha detto...

Vorrei solo ricordare ciò che disse Benedetto XVI in un suo intervento durante il Sinodo sulla Parola:


"C’è anche una seconda conseguenza ancora più grave: dove scompare l’ermeneutica della fede indicata dalla Dei Verbum, appare necessariamente un altro tipo di ermeneutica, un’ermeneutica secolarizzata, positivista, la cui chiave fondamentale è la convinzione che il Divino non appare nella storia umana. Secondo tale ermeneutica, quando sembra che vi sia un elemento divino, si deve spiegare da dove viene tale impressione e ridurre tutto all’elemento umano. Di conseguenza, si propongono interpretazioni che negano la storicità degli elementi divini.

Oggi il cosiddetto mainstream dell’esegesi in Germania nega, per esempio, che il Signore abbia istituito la Santa Eucaristia e dice che la salma di Gesù sarebbe rimasta nella tomba. La Resurrezione non sarebbe un avvenimento storico, ma una visione teologica. Questo avviene perché manca un’ermeneutica della fede: si afferma allora un’ermeneutica filosofica profana, che nega la possibilità dell’ingresso e della presenza reale del Divino nella storia.

http://magisterobenedettoxvi.blogspot.com/2008/10/il-papaper-la-vita-e-per-la-missione.html

Emma ha detto...

Mi scuso presso Mic se ritorno ancora alla Messa di oggi.
Ho parlato con un amico facendogli parte della mia sorpresa di vedere due modi diversi di consegnare il Calice, quello del Santo Padre: un Calice unico con la patena e l`Ostia posta sopra e quello dei due vescovi : due calici uno con il vino e l`altro con l`ostia .
Come me non capisce questa differenza .

Forse fra chi ci legge c`è un sacerdote o chi potrebbe darmi una spiegazione logica.
Perchè questa differenza?
Quale ne è il senso?
Si fa sempre così?
O è la presenza dei numerosi presbiteri neocatecumenali?

Cinzia ha detto...

Rispondo a Emma.
Sono felice di aver trovato finalmente qualch'uno con cui esternare i miei dubbi circa il c.n.c. Forse, non sono più dubbi,
ma certezze,poichè proprio domenica scorsa, il 26 di aprile, il Card.Vallini, ha dato prova di essere un forte sostenitore di Kiko e della sua nuova corrente religiosa.
La mia parrocchia è stata stravolta dall'arrivo dei catecumeni, e la nuova Chiesa, della quale abbiamo ufficialmente
celebrato la dedicazione, è stata protagonista di un evento unico,
poichè raccoglieva i membri della
parrocchia e quelli della comunità n.c., i primi, messi in un angolo, i secondi visibilmente attivi all'evento,poichè più sicuri, più padroni.
Per non parlare dello stile architettonico, esterno ed interno,
un copione della Domus Galilea.
Anche il Santo Patrono è stato ridipinto da Kiko con colori e abiti più consoni al suo stile.
Cosa possiamo fare? Come è possibile che la Chiesa di Roma abbia permesso che i suoi figli diventassero " figliastri" solo perchè, non si sono adeguati alle regole del Cammino?
Tutti coloro che non hanno aderito
al Cammino, sono stati spogliati dei vari incarichi che avevano avuto dal precente Parroco, e chi ha provato a resistere a tale trattamento è stato cacciato via, con alterchi e liti.
Tutto questo nella piena libertà
e diritto di gestione.
Le parrocchie sono diventate i loro presidi,e i più fragili capitolano per non sentirsi tagliati fuori.
Sono molto preoccupata, questa nuova realtà mi inquieta e non senza motivo.
Grazie per la possibilità che mi avete offerto.

mic ha detto...

Volevo accertare la veridicità della testimonianza appena pubblicata e ho trovato da google questa notizia di Radio Vaticana:

E’ stata inaugurata ieri (domenica 26 aprile ndr) a Roma, a Ponte di Nona, la nuova chiesa parrocchiale dedicata a San Massimiliano Kolbe. E’ stata una festa per tutta la comunità e i fedeli che da 24 anni hanno partecipato alla liturgia in un prefabbricato. La Santa Messa è stata presieduta dal cardinale vicario Agostino Vallini. Progettata dall’architetto Mattia Del Prete la struttura si compone di diversi spazi: la casa canonica, le aule per la catechesi e gli uffici parrocchiali che affacciano tutti su una corte interna coperta. La pala dell’altare è a ridosso del presbiterio con dodici quadri sulla vita di Gesù. I dipinti nella cappella sono opera di Kiko Arguello, uno degli iniziatori del Cammino neocatecumenale. Nel suo indirizzo di saluto il cardinale Vallini ha elogiato la pittura, definita il "Vangelo dei poveri" perchè attraverso le immagini i fedeli possono contemplare il Mistero. La nuova chiesa rappresenta, in particolare, un grande passo avanti proprio per il percorso neocatecumenale guidato da don Duilio e don Giuseppe. La nuova chiesa riqualifica inoltre una periferia troppo spesso dimenticata. Il vescovo Ernesto Mandara, direttore dell’Opera romana per la provvista delle nuove chiese ha sottolineato che “il Comune ha risanato la zona creando un bellissimo parco, al cui interno c’è proprio il terreno per la chiesa”. Massimiliano Kolbe è nato in Polonia nel 1894. Dopo essere entrato nell’ordine dei francescani, ha svolto un intenso apostolato missionario in Europa e Asia. Nel 1941 è deportato nel campo di concentramento di Auchwitz. Qui ha offerto la sua vita di sacerdote in cambio di quella di un padre di famiglia, suo compagno di prigionia. E' morto il 14 agosto del 1941.(A.L.)

Curioso che, mentre Radio Vaticana ne dà notizia in questi termini, enfatizzando l'opera pittorica di Arguello, Roma sette dia la notizia, più circostanziata ma senza nemmeno nominare i neocatecumenali...
http://www.romasette.it/modules/AMS/article.php?storyid=290

Emma ha detto...

Cara Cinzia, la tua testimonianza raggiunge quelle di tante persone che sono state costrette a lasciare la propria parrocchia perchè rifiutavano di aderire al cammino necoatecumenale.
Il cammino laddove arriva, non collabora, si impone e assorbe.
Arroganza, prepotenza e sicurezza di chi si sa protetto.
È un grande scandalo che i nostri pastori stanno permettendo.
Un grande mistero al quale la nostra ragione non sa trovare una risposta.

Come in effetti capire, trovare una spiegazione logica, coerente, a ciò che è incomprensibile e riflesso al minimo della più grande incoerenza?

Come possiamo interpretare il comportamento dei nostri pastori che pur sapendo chi è Kiko Arguello e quale è il suo "insegnamento", quanto le sue "catechesi"siano inaccettabili e contrarie alla dottrina cattolica, quanto il suo rito sia diverso dalla liturgia cattolica, e pur conoscendo i danni che i metodi neocat hanno già provocato , continuano ad incoraggiarlo e ad aiutarne la diffusione ?

Oggi ho sentito i futuri presbiteri neocatecumenali rispondere con un "Sì lo voglio" alle domande del Papa, fra le quali ve ne era una che concerneva il rispetto della Tradizione della Chiesa e una il Sacrificio Eucaristico.

Che valore ha quel "sì lo voglio"?

Sapendo che i seminaristi e i presbiteri necoatecumenali fanno il cammino, seguono e obbediscono alll`insegnamento di Arguello, e conoscendo che cosa pensa Arguello e della Tradizione della Chiesa e del Sacrificio Eucaristico ?

Come non porsi la domanda?

Le domande possono sembrare tante ma in realtà la domanda è una sola:

"Signore perchè permetti tutto questo?"

Perchè in realtà certe risposte alle domande sul comportamento dei nostri pastori le abbiamo, e non fanno loro onore.

mic ha detto...

Padre Scalese ha letto il nostro articolo e ne ha fatto menzione sul suo blog:

Questo il punto finale ed essenziale della sua dichiarazione

Il mio errore è stato quello di aggiungere alcune annotazioni sul merito della questione, che non volevano in alcun modo risolvere il problema (anche perché un blog non è il luogo piú adatto per fare dei trattati teologici), ma solo mostrare che si trattava di una questione teologica complessa. Ma questo non è stato capito. Pazienza.

Siccome però il mio linguaggio è stato definito "neoterico", a scanso di equivoci, per dimostrare che anche a me piacciono le formule dogmatiche precise (e che in nessun modo impediscono ai teologi di riflettere e discutere liberamente), vorrei riportare la "mia" professione di fede, una esplicitazione della professione di fede richiesta dalla Chiesa ai fedeli in alcune circostanze. È in latino, per conservare tutta la precisione delle formule dogmatiche, ma aggiungo una traduzione italiana per chi non legge il latino (le note — importanti per conoscere le fonti — sono solo nel testo originale); l'ho chiamata "Confessio Querculana" perché è stata composta al Collegio alla Querce di Firenze alla fine degli anni Novanta
.

A me sembra che p. Scalese l'abbia buttata frettolosamente sul "NON ESSERE STATO CAPITO" e lo fa con l'umiltà di dire che la colpa è di "chi non si fa capire". Poi, giustamente, dice che questo strumento non è il più adatto per parlare di questioni complesse né, ovviamente, aggiungo io, per fare dispute teologiche; ma il nostro era solo un confronto sul significato autentico da dare ad alcuni termini che veicolano la nostra Fede.

Evidentemente anch'io non mi sono fatto capire, e la colpa è sicuramente mia per gli stessi motivi.

Tuttavia, quando non si è capiti, si cerca di ascoltare l'altro e cercare di capire lui, partendo da lì per spiegarsi meglio...

Io ho fatto riflessioni tratte dal cattolicesimo assimilato e vissuto nella Chiesa e non ho espresso mie opinioni ma invocato un ritorno al linguaggio di sempre, notando che accade che l"evoluzione del linguaggio" operata dal Concilio cambi il significato di termini che veicolano verità FONDANTI la nostra fede e indicando in cosa consiste l'ambiguità e il progressivo 'annacquamento' di certi 'fatti' non discutibili della storia della Salvezza operata da nostro Signore.

Che poi uno, anzichè entrare nel merito del discorso se la cavi col dire che non è stato capito e che la questione è complessa,
quando nel nostro caso essa si riduce al SIGNIFICATO univoco e non negoziabile e non riducibile a metafore, come ben spiegava Chisolm, di tre termini come Redenzione, Espiazione e Sacrificio,
devo registrare l'incomunicabilità di cui purtroppo si soffre nella Chiesa OGGI...

Il fatto che poi segua una dichiarazione di fede, la più ortodossa, che non ho letto ma della quale mi fido, non cambia di una virgola il cuore del discorso;

perché il problema è che le peculiarità del linguaggio che non io, ma Romano Amerio definisce 'neoterico', sono che esso usa parole 'ortodosse' alle quali viene dato un NUOVO significato, venendo meno il principio eodem sensu eademque sententia e, conseguentemente, chi è stato formato col "linguaggio evoluto", forse non riesce a capire chi rivendica la vis autentica e formativa in senso cattolico di quelle stesse parole...

Inoltre, pur volendo escludere che il "linguaggio evolutosi" usato sia 'neoterico', si possono fare tutte le professioni di fede che si vogliono; ma nella concretezza, sarebbe più utile e provocherebbe maggiore chiarezza, misurarsi sul 'succo' dei rispettivi discorsi, per verificare se davvero la "evoluzione del linguaggio" ha lasciato immutata la sostanza...

Cinzia ha detto...

Cari amici, ora più che mai vi sento amici, poichè lottate per portare la verità che renderà liberi coloro che l'accoglieranno.
Noi cattolici, siamo stanchi di vedere Chiese che stanno diventando sale di concerti o di raduni, dove non si prega più, ma si ascolta; non si adora più, ma si discute; non si parla più con il Signore, ma si raccontano le proprie (discutibili ) esperienze personali.
Nessuna autorità Ecclesiastica potrà mai negarci il diritto di esprimere e difendere la nostra fede ereditata da secoli,anche se
all'interno della Madre Chiesa, c'è chi stà disertando la verità,
abolendo il vero senso del sacrificio Eucaristico, culmine e fonte di tutto il culto e della vita cristiana.
Il Cristianesimo stà declinando per lasciare il posto al laicismo, ebraismo e massoneria, valendosi
di falsi membri del Clero.