sabato 9 maggio 2009

RICORDANDO DON GIOVANNI BAGET BOZZO

Riprendiano le parole che su di lui ha scritto Sandro Magister qualche tempo fa per ricordare non il politico, ma il sacerdote attento, inseparabile dalla sua talare, sempre onnivoro di fede e di cultura ( come lo definisce Giuliano Ferrara) e senza peli sulla lingua:

"... ci riprova don Gianni Baget Bozzo. A spiegare chi è l'Anticristo. Che è uno dei più grossi enigmi della storia cristiana. Una specie di Satana, sì, ma difficilissimo da riconoscere. Perché senza corna, né zolfo, ne forca. Ma bellissimo e intelligentissimo, teologo sottile, ecumenista insigne, un benemerito dell'umanità.

All'Anticristo don Baget Bozzo ha dedicato un libro tagliente , stampato da Mondadori. Per dire che è tra noi. Che impazza nella Chiesa cattolica, nella sua teologia protestantizzata, nella sua liturgia inaridita, nel suo dialogare senza costrutto. Don Baget Bozzo, che quando fa il teologo vola alto, da vertigine, dice chiaro che non inventa niente. Lui si attiene a come l'Anticristo appare nel Nuovo Testamento: nelle lettere di Giovanni, in Paolo, nell'Apocalisse. Testi regolarmente dimenticati e censurati dalla predicazione corrente. Assieme alle pagine dei Vangeli in cui Gesù parla di Satana e con lui combatte, a cominciare dalle memorabili, superintelligenti tentazioni del deserto.

Ciò che distingue l'Anticristo dall'Avversario che aggredisce la Chiesa dal di fuori è il suo essere nemico interno. L'Anticristo è eresia cristiana. La Chiesa s'è sempre difesa da lui recidendolo dalle proprie file. Con l'anatema agli eretici. Ma oggi? Oggi la Chiesa non sa più condannare. A partire dal Concilio Vaticano II, non separa più con nettezza eresia e ortodossia. Tutto diventa ambiguo, reinterpretabile, «mercato degli inganni». E «questa terra di nessuno è la terra dell'Anticristo».

A Giovanni Paolo II, don Baget Bozzo riserva parole d'ammirazione. Ma anche rimproveri. Perché ha fatto scisma con i Lefebvriani ma non con i sostenitori della donna prete. Paolo VI, altro papa troppo esitante, in fin di vita ha almeno riconosciuto i suoi errori, quando ha confessato di vedere il fumo di Satana penetrare nella Chiesa dalle fessure aperte dai progressisti.

Questi ultimi, don Baget Bozzo non li aggredisce. Crede tanto all'Anticristo come essere personale, che i suoi seguaci quasi li perdona: non sanno quel che fanno. Non nomina nemmeno i gerarchi di Chiesa che la pensano un po' come lui. Come il cardinale Joseph Ratzinger. E più ancora il cardinale Biffi. Quest'ultimo, lo scorso marzo, ha definito «una profezia inascoltata» il 'Racconto dell'Anticristo' scritto cent'anni fa dal russo Vladimir Soloviev: «È stupefacente la perspicacia con cui Soloviev ha descritto la grande crisi che avrebbe colpito il cristianesimo negli ultimi decenni del Novecento». Don Baget Bozzo, che questa crisi l'ha vista, la racconta nel suo libro. A modo suo, da Savonarola degli ultimi tempi." (Sandro Magister)

7 commenti:

Francesco ha detto...

All'Anticristo don Baget Bozzo ha dedicato un libro tagliente , stampato da Mondadori. Per dire che è tra noi. Che impazza nella Chiesa cattolica, nella sua teologia protestantizzata, nella sua liturgia inaridita, nel suo dialogare senza costrutto. Don Baget Bozzo, che quando fa il teologo vola alto, da vertigine, dice chiaro che non inventa niente. Lui si attiene a come l'Anticristo appare nel Nuovo Testamento: nelle lettere di Giovanni, in Paolo, nell'Apocalisse. Testi regolarmente dimenticati e censurati dalla predicazione corrente..

Testi e luoghi della Scrittura assolutamente dimenticati o solo strumentalmente usati dal CNC nella sua predicazione blasfema.

sofia ha detto...

Chiedo a voi, per capire la storia,
perchè don Baget Bozzo fu sospeso a divinis, e se fu un provvedimento non più revocato.

(Sono una sua estimatrice da tempo, anche per quel poco che ho letto dei suoi articoli...)

Michela ha detto...

Da quanto ricordo ha violato la regola, che impedisce ai sacerdoti di candidarsi per le elezioni politiche. Ed è stato eletto al parlamento europeo, credo con il psi.

Questo è un esempio di una norma chiara e semplice che il sacerdote ha infranto ricorrendo così nella sanzione della chiesa.

Situazioni più complesse, come quelle che abbiamo analizzato noi, invece, non trovano nella chiesa strumenti più adeguati per essere analizzate e ed eventualmente corrette!

Francesco ha detto...

Un sacerdote ligio alla più pura e retta ortodossia liturgica, dottrinale e magisteriale della Chiesa.
Sospeso a divinis per la sua partecipazione diretta in politica, ma da tempo riammesso alla celebrazione del Divino Sacrificio.

a.rita ha detto...

"...ma da tempo riammesso alla celebrazione del Divino Sacrificio."

...che ultimamente era solito celebrare solo in latino...

Non mi lasciava una gran bella impressione, diversi anni fa, quando appariva spesso in televisione per dibattiti
politici: non sapevo nulla di lui, ma avevo sempre la percezione che preferisse la politica e le questioni di questo mondo a Dio...
Poi l'ho rivisto recentemente, completamente mutato da una trasformazione interna che emergeva ben visibile: anche quando si esprimeva come politologo lo faceva in modo diverso: più distaccato rispetto al passato. Quando poi l'ho sentito intervenire in trasmissioni che trattavano di teologia, ho potuto apprezzarne integrità della dottrina e della fede, l'amore apertamente dimostrato per la Tradizione e la critica franca contro il modernismo...veramente, in ultimo, un uomo di Dio, amante della verità e senza peli sulla lingua.
Il Signore lo raccolga nel Suo Seno.

mic ha detto...

a me sembra un uomo che ha fatto delle scelte secondo coscienza, ma ha saputo rimanere in ascolto e lasciarsi interpellare dalle cose.
Anch'io un tempo non mi sentivo in sintonia con lui attraverso i dibattiti televisivi; ma recentemente molti suoi articoli mi avevano felicemente soprpreso e lo annoveravo tra le voci della Tradizione ormai contro corrente.
Credo che i cambiamenti e le sfide e i segni dei tempi lo abbiamo coinvolto ma poi si sia lasciato 'afferrare' dalla Verità

mic ha detto...

non capisco perché il nostro interlocutore neocat che usa il nick Lara, un tempo usato da una ex nostra collaboratrice, continua a tempestarci di post e mail con quel nick, dopo essere stato avvertito che con esso non sarà pubblicato...