domenica 3 maggio 2009

Ecco cos'è cambiato e gli orientamenti di Vallini & C. in Roma

Rispondo a Emma.

Sono felice di aver trovato finalmente qualcuno cui esternare i miei dubbi circa il c.n.c. Forse, non sono più dubbi, ma certezze, poichè proprio domenica scorsa, il 26 di aprile, il Card.Vallini, ha dato prova di essere un forte sostenitore di Kiko e della sua nuova corrente religiosa.

La mia parrocchia è stata stravolta dall'arrivo dei catecumeni, e la nuova Chiesa, della quale abbiamo ufficialmente celebrato la dedicazione, è stata protagonista di un evento unico, poichè raccoglieva i membri della parrocchia e quelli della comunità n.c., i primi, messi in un angolo, i secondi visibilmente attivi all'evento, poichè più sicuri, più padroni.

Per non parlare dello stile architettonico, esterno ed interno, un a copia della Domus Galilea.

Anche il Santo Patrono è stato ridipinto da Kiko con colori e abiti più consoni al suo stile.

Cosa possiamo fare? Come è possibile che la Chiesa di Roma abbia permesso che i suoi figli diventassero " figliastri" solo perchè, non si sono adeguati alle regole del Cammino?

Tutti coloro che non hanno aderito al Cammino, sono stati spogliati dei vari incarichi che avevano avuto dal precedente Parroco, e chi ha provato a resistere a tale trattamento è stato cacciato via, con alterchi e liti.

Tutto questo nella piena libertà e diritto di gestione. Le parrocchie sono diventate i loro presidi,e i più fragili capitolano per non sentirsi tagliati fuori.

Sono molto preoccupata, questa nuova realtà mi inquieta e non senza motivo.

Grazie per la possibilità che mi avete offerto.

Cinzia

46 commenti:

mic ha detto...

ho cambiato pagina partendo da questa testiomonianza, che dà ragione dei nostri dubbi rappresentati in occasione della presentazione dei nuovi ordionandi provenienti dai Redemptoris Mater...

e dimostra inoltre come non solo non sia cambiato nulla, ma come i NC siano ora i "nuovi evangelizzatori" a pieno titolo

Io non credo, come non ci credeva Romano Amerio, alla teoria del male necessario...

mic ha detto...

riposto qui

Volevo accertare la veridicità della testimonianza appena pubblicata e ho trovato da google questa notizia di Radio Vaticana:

E’ stata inaugurata ieri (domenica 26 aprile ndr) a Roma, a Ponte di Nona, la nuova chiesa parrocchiale dedicata a San Massimiliano Kolbe. E’ stata una festa per tutta la comunità e i fedeli che da 24 anni hanno partecipato alla liturgia in un prefabbricato. La Santa Messa è stata presieduta dal cardinale vicario Agostino Vallini. Progettata dall’architetto Mattia Del Prete la struttura si compone di diversi spazi: la casa canonica, le aule per la catechesi e gli uffici parrocchiali che affacciano tutti su una corte interna coperta. La pala dell’altare è a ridosso del presbiterio con dodici quadri sulla vita di Gesù. I dipinti nella cappella sono opera di Kiko Arguello, uno degli iniziatori del Cammino neocatecumenale. Nel suo indirizzo di saluto il cardinale Vallini ha elogiato la pittura, definita il "Vangelo dei poveri" perchè attraverso le immagini i fedeli possono contemplare il Mistero. La nuova chiesa rappresenta, in particolare, un grande passo avanti proprio per il percorso neocatecumenale guidato da don Duilio e don Giuseppe. La nuova chiesa riqualifica inoltre una periferia troppo spesso dimenticata. Il vescovo Ernesto Mandara, direttore dell’Opera romana per la provvista delle nuove chiese ha sottolineato che “il Comune ha risanato la zona creando un bellissimo parco, al cui interno c’è proprio il terreno per la chiesa”. Massimiliano Kolbe è nato in Polonia nel 1894. Dopo essere entrato nell’ordine dei francescani, ha svolto un intenso apostolato missionario in Europa e Asia. Nel 1941 è deportato nel campo di concentramento di Auchwitz. Qui ha offerto la sua vita di sacerdote in cambio di quella di un padre di famiglia, suo compagno di prigionia. E' morto il 14 agosto del 1941.(A.L.)

Curioso che, mentre Radio Vaticana ne dà notizia in questi termini, enfatizzando l'opera pittorica di Arguello, Roma sette dia la notizia, più circostanziata ma senza nemmeno nominare i neocatecumenali...
http://www.romasette.it/modules/AMS/article.php?storyid=290

mic ha detto...

Amici cari,
mi dite che ci stiamo a fare?

Abbiamo gridato, abiamo denunciato "a chi di dovere" (i nostri interlocutori staranno ridendo per questo), abiamo testimoniato, riflettuto, documentato; ma la situazione mi sembra peggiori sempre di più

Ovviamente la mia sensazione non è né di senso di fallimento né di rammarico per un insuccesso, ma di dolore e sconcerto e non comprensione di una realtà dura, difficile e sempre più potente ed aggressiva che sta riuscendo a cambiare la Chiesa.

Questo è quello che abbiamo sotto gli occhi; ma sappiamo che l'ultima parola non spetta all'inganno e alla prevaricazione e che è il Signore a prore i confini al male quando si raggiunge il massimo dell'impotenza...

nel frattempo è anche imbarazzante parlare: siamo noi quelli "fuori", almeno secondo le formalità del mondo (parlo di 'mondo' in senso giovanneo).
Se non sapessi che nella Chiesa sono in diversi a pensarla come noi ma a non avere voce, davvero potrebbe sembrarmi arrivato il momento di tacere

Vorrei pregare Cinzia, se vuole, di farci avere la sua mail a neshama@tiscali.it

Emma ha detto...

Sì caro Mic, oggi ho sentito risvegliarsi in modo violento il mio sconforto, un pò come il 10 gennaio.
La stessa incomprensione, le stesse domande.
Il sentimento di trovarsi confrontati ad una realtà che nemmeno il Santo Padre è in misura di controllare e arginare.

Mi permetto di riportare qui la mia reazione al post di Cinzia .

Cara Cinzia, la tua testimonianza raggiunge quelle di tante persone che sono state costrette a lasciare la propria parrocchia perchè rifiutavano di aderire al cammino necoatecumenale.
Il cammino laddove arriva, non collabora, si impone e assorbe.
Arroganza, prepotenza e sicurezza di chi si sa protetto.
È un grande scandalo che i nostri pastori stanno permettendo.
Un grande mistero al quale la nostra ragione non sa trovare una risposta.

Come in effetti capire, trovare una spiegazione logica, coerente, a ciò che è incomprensibile e riflette al minimo una grande incoerenza?

Come possiamo interpretare il comportamento dei nostri pastori che pur sapendo chi è Kiko Arguello e quale è il suo "insegnamento", quanto le sue "catechesi"siano inaccettabili e contrarie alla dottrina cattolica, quanto il suo rito sia diverso dalla liturgia cattolica, e pur conoscendo i danni che i metodi neocat hanno già provocato , continuano ad incoraggiarlo e ad aiutarne la diffusione ?

Oggi ho sentito i futuri presbiteri neocatecumenali rispondere con un "Sì lo voglio" alle domande del Papa, fra le quali ve ne era una che concerneva il rispetto della Tradizione della Chiesa e una il Sacrificio Eucaristico.

Che valore ha quel "sì lo voglio"?

Sapendo che i seminaristi e i presbiteri necoatecumenali fanno il cammino, seguono e obbediscono alll`insegnamento di Arguello, e conoscendo che cosa pensa Arguello e della Tradizione della Chiesa e del Sacrificio Eucaristico ?

Come non porsi la domanda?

Le domande possono sembrare tante ma in realtà la domanda è una sola:

"Signore perchè permetti tutto questo?"

Perchè in realtà certe risposte alle domande sul comportamento dei nostri pastori le abbiamo, e non fanno loro onore.

zufolo ha detto...

sono sorpreso come voi nel vedere come il cnc da realta' di nicchia stia diventando mainstream e stia diventando anche numericamente una fetta ormai significativa dell'arcipelago cattolico.

un regista italiano ha fatto un film con un nc come protagonista... un vignettista spagnolo ha fatto una striscia su kiko ai tempi della manifestazione dei vescovi contro zapatero (e el mundo ha pubblicato un articolo "chi c'e' dietro ai vescovi spagnoli?")... tutto questo e' un po' inquietante...

riuscira' il carisma nc a mantenere la sua freschezza e la sua capacita' di spiazzare, di interrogare le persone, quando sara' completamente integrato?

mic ha detto...

riuscira' il carisma nc a mantenere la sua freschezza e la sua capacita' di spiazzare, di interrogare le persone, quando sara' completamente integrato?

"integrato" in che senso?
veramente cattolico il Cammino non sarà mai, nonostante le apparenze e l'ufficialità guadagnata chissà come, se non ci saranno sacerdoti capaci di immettervi la Tradizione che gli iniziatori hanno in parte bypassato e in parte stravolto con aggiunte "estranee"

La capacità di interrogare le persone, che gli riconosco, può essere ottima per l'inizio di un cammino di fede; il problema è ciò che viene dopo

mic ha detto...

Dice Michela nell'altro thread

Forse i nostri interlocutori non devono essere i dicasteri del Vaticano che sono impegnati a governare tante tensioni, ma la conferenza episcopale, e le conferenze regionali.
Si potrebbe avvertire i vescovi del fatto che le catechesi di Kiko non sono state mai approvate, nè sono pubbliche, e in allegato mettere il discorso fatto da Kiko sull'Eucarestia alla conferenza stampa, quello che è stato postato da Gianluca qualche giorno fa
.

chi di noi non è ricorso - inutilmente - al suo vescovo? Nella migliore delle ipotesi lascia le cose al suo corso, senza intervenire; nella peggiore, che è quella più frequente, persuaso dalle apparenze o chissà cosa o anche perché si è nella situazione che è 'scomodo' inimicarsi una realtà così potente, favorisce il cammino e diventa sordo a qualunque testimonianza.

Vedi il caso di Vallini, che so bombardato in Vicariato da proteste di numerose parrocchie e abbiamo avuto prove evidenti del suo reale 'sentire' e comportarsi, che già era intuibile da altri segnali, ma di cui ora abbiamo la conferma.

strl ha detto...

avete qualche foto?
Sono curioso di vedere che schifezza ha progettato questa volta mattia...
Non sarà mica questa?
http://www.urbanistica.comune.roma.it/urbaroma/resources/cms/images/4924811327273_d0.jpg

Emma ha detto...

Le complicità, i passi fatti sono già così numerosi e significativi, che è illusorio sperare che chi di dovere intervenga.
Non possono sconfessare i loro superiori o colleghi.

Dopo il 10 gennaio i neocatecumenali si comportano come gli inviati ufficiali del Papa per evangelizzare, hanno l`identikit del perfetto evangelizzatore.

Quando arrivano e trovano il vuoto, creano ex-nihilo e quel luogo diventa un territorio neocatecumenale, quando sono inviati per "ridare vita " alla parrocchia si imporranno sulle altre realtà ecclesiali presenti e anche qui quella parrocchia diventerà un territorio neocatecumenale che verrà l`"esplosione" delle comunità neocat secondo il progetto di Kiko Arguello.

Comunità che celebreranno con il rito di Kiko Arguello e non con la Liturgia della Chiesa cattolica il sabato sera tardi, in sale separate attorno alle loro tavole con i loro candelabri ebrei, e la loro danza ebrea alla fine del rito, comunità che seguiranno alla lettera l`insegnamento di Kiko Arguello, anche se dottrinalmente non conforme.

Avremo dunque dei cattolici con un rito e una "pseudodottrina" diversi perchè creati da Kiko Arguello secondo la sua visione del Vangelo e il suo progetto sulla Chiesa.
Il cnc porta la divisione, non può essere altrimenti.

Purtroppo il 10 gennaio il nostro amato Santo Padre ha permesso che questo fenomeno già dilagante si diffonda ancor di più perchè è il sistema stesso che è stato riflettuto e calcolato per diffondersi a macchia d`olio.
La resistenza di chi non vuole aderire a questo sistema è messa a male davanti alla famosa frase: "è il Papa che ci manda, ci ha approvati...."

Credo e spero che la reazione non verrà dall`alto ma dal basso.
Dalle altre realtà ecclesiali, da semplici fedeli che di fronte all`arroganza dell`invasione neocatecumenale si organizzeranno e rifiuteranno di lasciarsi mettere in disparte.
Forse i neocatecumenali con la loro arroganza e prepotenza risveglieranno l`ardore di chi si era assopito nella pratica della sua fede.

È forse questo il bene che può nascere da un male?

sofia ha detto...

Non possono sconfessare i loro superiori o colleghi...
quella parrocchia diventerà un territorio neocatecumenale che verrà l`"esplosione" delle comunità neocat secondo il progetto di Kiko Arguello.
E' allora o no un ricatto globale
a cui tutti stiamo per essere assogettati?
Siamo complottisti oppure
realisti nell'osservare questa realtà e descriverla a chiare lettere,
finchè ci verrà consentito di farlo?
Stiamo osservando i lineamenti di una vera DITTATURA che avanza dentro la Chiesa, i cui operatori-strumenti sono nella gran massa INCONSAPEVOLI di essere pedine in mano ad un diabolico leader che sapeva bene dall'inizio
quale gigantesco SISTEMA DI POTERE
stava progettando, e che si sarebbe realizzato grazie alla connivenza più o meno gravemente responsabile delle autorità preposte ad un controllo,
e che avrebbero anno per anno rinunciato ad esercitarlo,
aprendo così i cancelli all'invasore che avrebbe depredato e saccheggiato la Casa del Signore,
con la bella maschera di un
benemerito "riformatore" ?
Io spero che Caterina, quando rileggerà queste ultime considerazioni, vedrà che non si tratta di nostre fissazioni dovute a mancanza di Fede o di Carità...
ma semplicemente, amaramente,

constatazione del fatto che la ZIZZANIA, con la quale ella dice sia necessario convivere
(come anche Gesù avverte...)
sta realmente
INIZIANDO A SOFFOCARE IL GRANO e ad estendere la sua piantagione ESCLUSIVA.

Non so se questa sia la Volontà del
Padre Celeste, o una sua permissione - lasciare le nazioni in balìa dei loro peccati e conseguenze - come castigo della loro disobbedienza e sordità all'avviso della Madonna di Fatima
(concordo in pieno con la dolorosa
VERISSIMA disamina *tra le righe della storia" esposta da Gianluca...),

ma è certo, direi a Caterina,
che gli eventi attuali, come quello segnalato da Emma e Mic circa le
ordinazioni in duplice "rituale",
ci mostrano con agghiacciante
evidenza il procedere veloce della
EDIFICAZIONE DI QUELLA CHIESA
CHE NON HA NULLA DI CELESTE,
apparsa in visione alla Beata Emmerick!

Cara Caterina,
ricordi quante volte hai avvertito anche tu dell'avverarsi odierno di quella profezia, dove la beata veggente disse:

«Vidi ancora una volta che la Chiesa di Pietro era minata da un piano elaborato dalla setta segreta, mentre le bufere la stavano danneggiando. Ma vidi anche che l’aiuto sarebbe arrivato quando le afflizioni avrebbero raggiunto il loro culmine. Vidi di nuovo la Beata Vergine ascendere sulla Chiesa e stendere il suo manto su di essa. Vidi un Papa che era mite e al tempo stesso molto fermo..."ricordi?

Ecco, a me pare che stiamo vivendo
proprio ORA gli eventi annunciati in quella visione: non avrei mai pensato che toccasse alla mia generazione esserne coinvolta e dover aspettare il peggio,
(prima che la Madonna interceda in soccorso dell'umanità...)

Non saremo allora millenaristi a tener presente questi avvisi, ma solo essi ci aiutano a rimanere vigilanti in un'epoca che si annuncia durissima
per chi vuole conservare la vera Fede, non ti pare?

Spero che quando leggerai questo mio post (martedì) ci darai un fraterno consiglio su COME porsi nei confronti della zizzania che si prepara ad inghiottirci tutti!

La prospettiva, secondo la lucida messa a fuoco di Emma,
è dunque quella che dicevo:
ESILIATI O DIVORATI,
tertium non datur; ma aspetto dalla tua Fede ottimista, Caterina, istruzioni sull' -agire, parlare,
accettare, rifiutare-
da seguire quando l'invasione delle Parrocchie si propagherà con i nuovi parroci...e che ci trovi
pronti a far qualcosa a difesa della vera Chiesa, che non sia magari
entrare in nuove "catacombe"!

E che Dio ci assista, mentre il fumo maledetto ci riempie gli occhi,
come in un incendio (bravo Gianluca!) avanzante rapido,
dove vorremmo salvare tante vite,
anche se stiamo per

SOFFOCARE, E NON VOGLIAMO USCIRE
FUORI DALLA CASA CHE BRUCIA!

Il nostro aiuto è nel nome del Signore

Emma ha detto...

Sì cara Sofia, siamo drammaticamente realisti e lucidi nel denunciare anche solo descrivendola la realtà che è sotto i nostri occhi.
Tante domande che non ricevono e non riceveranno risposte umane, domande che restano sospese in un silenzio sempre più inquietante.

Però, forse, qualche domanda potrebbe ricevere una risposta.


Ad esempio, fino a quando qualcuno mi dirà che ciò che ho visto domenica, e cioè il duplice rituale, nel senso di diverso, per la consegna del calice e non dei calici, è la prassi normale, resterò nella mia impressione di avere assistito a qualcosa di anormale ma purtroppo molto significativo dell`impronta che il cnc sta imponendo alla nostra Chiesa e delle compromissioni alle quali "obbliga" anche nelle cerimonie in presenza del Santo Padre.

Perchè, in presenza di una grande maggioranza di ordinandi neocatecumenali, il Calice unico con la patena e l`Ostia posti sopra di esso, consegnato dal Papa ad un numero ristretto di ordinandi, si è trasformato in un duplice calice consegnato dai due vescovi agli altri?
Il Santo Padre così attento ai simboli della nostra Liturgia era al corrente?
Che cosa dobbiamo capire noi fedeli?

pippoarturo ha detto...

Emma, non ho seguito la celebrazione di Domenica, puoi spiegare meglio cosa accaduto?

Mi giunge ora voce che nel prossimo viaggio in Terrasanta del Papa sia prevista una visita dello stesso alla Domus.......

non so che dire.

chisolm ha detto...

1) «Dunque lei non descriverebbe più la cosa quasi come se Dio avesse donato Suo Figlio, perchè gli uomini erano talmente peccatori? Non lo descriverebbe più così?». E Zollitsch ha risposto: «No».

2 ) “…ma ho notato pure che cerca di rimanere il più possibile fedele al dato biblico, evitando di entrare in discussioni di carattere teologico. Ciò che conta è l'integrità della fede; il resto lasciamolo ai teologi…(Don Scalese)”

Non intendo entrare nel merito della posizione di don Scalese verso l’affermazione del Vescovo sopra riportata. Certo, è un intervista, ma un vescovo dovrebbe essere ancorato al dogma ben più che alla sua personale interpretazione.
Ciò che il Credo recita è questo:
“Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto e il terzo giorno è resuscitato”
Questa affermazione secolare è una degli articoli di fede che costruiscono il nostro Credo: ora, c’è un articolo della Summa (non lo ricordo precisamente) nel quale San Tommaso dice, senza troppa premura diplomatica, che è eretico colui che nega anche un solo articolo di fede e questo perché tutti gli articoli sono intimamente connessi l’uno all’altro.
Per quanto riguarda l’uso della “metafora”, beh, è un uso che deve essere fatto con cautela, così come si fa con l’uso dell’analogia che, pur distante anni luce dalla Verità che cerca di esprimere, tuttavia offre un barlume di luce su quella stessa Verità, a favore della nostra limitata ragione.
La fedeltà al dato biblico, come ricorda don Scalese, è sacrosanta, ma altrettanto sacrosanto è il lavoro teologico il cui compito è di comprendere quel dato alla luce della Rivelazione. Quando la Rivelazione ci dice “Christus passus est” non c’è metafora che tenga: il piano della salvezza passa per la croce e sulla croce c’è appeso il Figlio di Dio e c’è appeso per i nostri peccati.
Se io ne dessi una lettura metaforica, stando a quanto San Tommaso ha espresso, sarei un moderno esegeta o un eretico? Lascio sospesa la domanda…
Chisolm

mic ha detto...

Mi giunge ora voce che nel prossimo viaggio in Terrasanta del Papa sia prevista una visita dello stesso alla Domus.......

non so che dire
.

neanche io, anche se mi sembra improbabile dati i tempi ristretti e la scelta accurata dei luoghi, già nota... ma a questo punto, nulla può più destarci meraviglia!

pippoarturo ha detto...

Mic, spero anch'io che sia l'ennesima "palla" sparata nel giro NC. All'improvviso può sempre capitare un imprevisto no? Però il messaggio passato è il Papa viene alla Domus. Poi magari quel giorno piove, c'è la grandine, le cavallette...etc.

Emma ha detto...

Per Pippoarturo:
Devi sapere che domenica c`erano 19 ordinandi sui quali 13 usciti dal Redemptoris Mater, dunque neocatecumenali.

Domenica al momento della consegna del calice ai nuovi presbiteri, abbiamo visto due modi differenti nel consegnare il Calice.

Alcuni presbiteri hanno ricevuto da Benedetto XVI un solo Calice con la patena e l`Ostia poste sopra,
tutti gli altri hanno ricevuto dalle mani dei vescovi due calici distinti, uno per il vino, l`altro per l`ostia evidentemente mancava la patena.

Perchè? Ripeto conoscendo l`importanza di ogni simbolo, di ogni gesto, perchè questa differenza così manifesta?

Perchè tutti presbiteri non hanno ricevuto un solo Calice con la patena e l`Ostia, gesto compiuto dal Papa ?

Emma ha detto...

La visita di Benedetto XVI alla Domus è senza dubbio una bufala!

Penso che se dovesse restare ancora un pò di tempo al Papa nel suo programma già strapieno, una visita ai cristiani della striscia di Gaza. anche se politicamente delicata, sarebbe molto più pastorale e essenziale per quei poveri cattolici dimenticati e martoriati.

pippoarturo ha detto...

Non ho parole, mi piacerebbe leggere la Lectio doctoralis “LA FAMIGLIA NELLA MISSIONE DELLA CHIESA”. O è per iniziati pure quella?


DOTTORATO HONORIS CAUSA PROF. P. DONATI E SIG. K. ARGUELLO
Auditorium - 11:00 2/4/2009 - 13/5/2009
Conferimento del Dottorato Honoris Causa al Prof. Pierpaolo Donati e al Sig. Kiko Arguello.

Fonte:
http://www.istitutogp2.it/presentazione/Eventi.aspx


Per Emma, grazie delle spiegazioni, sapevo delle ordinazioni sacerdotali a Roma, non sapevo della modalità diversa di consegna del calice, ignoravo le proporzioni tra sacerdoti RM e "normali".

In realtà penso che i seminari RM siano la più grande anomalia data dalla presenza del cammino nella Chiesa.
Se il cammino fa scoprire vocazioni, queste sono opera di Dio per la Chiesa, e queste vocazioni vanno verificate e fatte maturare nei seminari diocesani (quello di Roma è pure bello grande!).
Così sembra quasi che le vocazioni siano opera di Kiko e saranno al suo servizio.

Ho già detto della pena che mi ha fatto il sacerdote giovane NC incontrato in quaresima.

Emma ha detto...

Pippoarturo condivido la tua riflessione sui Redemptoris Mater.
Se ti interessa ne ho parlato nel thread precedente.

Solo un gruppo dotato di un potere occulto ha potuto ottenere, quando il cammino non disponeva di alcun statuto, l`autorizzazione di erigere dei seminari nei quali i seminaristi fanno il cammino, seguono dunque l`insegnamento di Kiko Arguello, sono sottoposti al potere dei catechisti che li formano=deformano, celebrano con un rito diverso da quello cattolico.

Ho messo il tutto al presente, perchè se un anno fa il cammino ha ricevuto il suo statuto, oggi come allora i testi sui quali è basata la formazione dei seminaristi neocatecumenali sono quelli imparati a memoria dai catechisti formati da Arguello, testi che non sono approvati e dunque non pubblicati e dei quali conosciamo la non conformità con la dottrina cattolica.
Oggi come allora i seminaristi neocatecumenali sono formati con il rito creato da Kiko Arguello.

Oggi come allora testi non conformi, rito diverso, formazione permanente assicurata dai responsabili nc. e tutto ciò sembra non aver posto nessun problema a chi avrebbe dovuto essere il guardiano della retta dottrina, della sacra Liturgia.

Se veramente Kiko Arguello voleva essere al servizio della Chiesa cattolica, avrebbe dovuto inviare i giovani che si alzavano durante le sue famose alzate vocazionali nei seminari diocesani già esistenti.

Ma così non fu perchè i seminari sono una colonna portante del suo sistema!

Insomma il signor Arguello ha rifiutato i testi corretti dalla CDF perchè tradivano le sue catechesi, ha rifiutato la Liturgia cattolica (e disobbedito al Papa) perchè andava contro la catechesi portata in avanti nel suo cammino.
E non poteva accontentarsi dei seminari già esistenti per chi aveva la vocazione nel cammino, perchè avrebbe ricevuto un altro insegnamento differente dal suo!

Tutto ciò è talmente chiaro, cristallino, trasparente, non bisogna aver fatto degli studi superiori per capirlo, eppure la stategia di Kiko Arguello si è mostrata molto convincente, ha fatto tacere le coscienze e assopito l`attenzione di chi avrebe dovuto vegliare.

I seminari Redemptoris Mater sono effettivamente una delle prove più eclatanti dell`oscuro potere di questo gruppo.

Uriel ha detto...

Mah, sinceramente non capisco il vostro stupore.

Il CN e' parte integrante della Chiesa di Roma, e come tale si comporta.

Semmai cio' che ci deve chiedere e' perche' si e' giunti a questo punto.

E' inutile richiamare il Papa: il Papa conosce il Cn e sa benissimo dei seminari RM.

Se un seminarista e' ordinato dal Papa, si deve sentire in dis-comunione con la Chiesa? Certo che no!!

Tornando allo specifico di Ponte di Nona, quella Chiesa sarà una testa di ponte per la evengelizzazione nc di Roma nord-est. Chi conosce il quartiere (immenso) e la sua ubicazione sa che non dico cavolate.

La Chiesa di Roma si sta trasformando e con essa il significato di cattolicesimo.

Oramai la cd. Tradizione non e' piu' sufficente ad arginare lo scempio. Il Papa ha riportato la San Pio X dentro la Chiesa ben sapendo che non puo' nuocere al nuovo corso.

Ma il problema non e'il Cn in se, ma tutte quelle Parrocchie che poco offrono ai parrocchiani, ad iniziare dalla celebrazione domenicale sempre piu' frettolosa.

In Parrocchia ho litigato con il Parroco per la sua posizione verso Martin Lutero,ed altro ancora.

Ma in fondo chi me lo fa fare.

Cosa cambia per chi esce dal Cn: accontentarsi della Parrocchia a cui sei per forza legato per via dei figli, anche se sei in grado di cogliere gli errori teologici che vengono commessi.

Rimane l'alternativa di Albano, di una vita di fede silenziosa, in privato, che e' quella alla quale mi sto avviando.

Ma intanto andando a Messa la Domenica capisci perche' la Chiesa si sta trasformando: in Parrocchia il brodino, ad Albano una celebrazione stupenda ma sempre per pochi, perche' manca l'educazione di fondo.
I miei figli vengono, seguono con il messale ma e' distante dalla loro formazione.

Il latino bene o male rimane uno scoglio; e' vero che il terz'ultimo (5 anni) si e' auto insegnato il Padre Nostro, l'Ave Maria in latino e perfino un pezzettino del Credo, ma le difficoltà per i ragazzi rimangono, ed il futuro sono loro.

Ritornando a Ponte di Nona, Roma nord-est e' fortemente scristianizzata in rapporto agli abitanti. Li il Cn faticherà all'inizio ma poi entrerà nelle Parrocchie e sarà un altro pezzo di Roma conquistato con la benedizione del Santo Padre.

D'altra parte in una realtà di Chiesa come quella attuale soltanto il Cn si puo' proporre come evangelizzatore a livello cittadino, perche' ha le persone ed i mezzi economici per poterlo fare.

Sai quante comunità da diverso tempo avevano iniziato a fare la Traditio a Ponte di Nona!!

Oggi raccolgono i loro frutti; a-voglia a dire che non sono cattolici, ma sono gli unici che grazie all'utilizzo delle loro comunità possono coprire vaste aree urbane per tempi anche lunghi.

Il Santo Padre lo sa e li ha benedetti il 10 gennaio 2009, dando ufficialmente il via alla nuova evangelizzazione di Roma.

Quando arriveranno nella Parrocchia del quartiere dove abito, potro' alzarmi in Chiesa e dire loro che non sono cattolici, ma cripto giudei, che vogliono distruggere il Tempio, che celebrano il Banchetto escatologico e non il S, Sacrificio e via discorrendo.
Chi capirebbe?, chi si alzerebbe e mi direbbe hai ragione?

Il problema e' la distruzione della Verità o trasformazione per non essere troppo crudo, resa possibile dal Cv II.

Parlavate dei Seminari, ma i seminari RM formano il Sacerdote adatto per il Cn: prima catecumeno nc e poi Sacerdote.

Il Papa li ordina, i Vescovi sono contenti perche' sono obbedienti e vanno in qualunque Parrocchia vengano destinati; sono dunque buoni sacerdoti.

L'importanza e' la forma, e l'obbedienza formale c'e'.

Il Cn e' nella Chiesa perche' la Chiesa lo ha permesso; nello specifico leggasi Papi, Vescovi, Cardinali e Parroci.
Ma loro non sono forse l'ossatura della Chiesa Cattolica.

Posso io con le mie conoscenze teologiche discorrere con con il Vescovo del settore cui appartiene Ponte di Nona: certo che no! E quando si presentaranno in Parrocchia a nome del Vescovo Enzo Dieci, chi avrà le conoscenze per opporsi?

Meditiamo sullo scempio di Santa Romana Chiesa, in cui il Cn ha prosperato e prospererà per tanti anni ancora.

Francesco ha detto...

Cara Emma,

avete messo il dito nella piaga più purulenta di tutta la faccenda neocatecumenale: l'esistenza di seminari in cui i sacerdoti vengono formati non secondo le dottrine della Chiesa, ma secondo le false dottrine di Kiko e Carmen, esaltati dalle arroganti visioni ecclesiali di alcuni cardinali (Rylko, Schonborn e altri),indotti a insegnare e diffondere una teologia antitetica a quella cattolica, assolutamente vicina a quella luterana e sotto alcuni aspetti anche giudaizzante.
Detto questo, la visione pessimistica che di queste cose ha il nostro blog che esattamente da tre anni sta combattenmdo strenuamente questa battaglia sembra ormai essere condivisa da molti e possiamo solo augurarci che presto la porzione di collegio cardinalizio rimasta fedele al Papa e alla Chiesa prenda posizione senza reticenze e con estrema fermezza.
Il Papa non può essre lasciato solo in nome di una finta diplomazia a causa della quale i lupi stanno distruggendo la vigna.

gianluca cruccas ha detto...

Gregorio XVI
Ad gravissimas
All'Arcivescovo di Malta.

Alle gravissime angustie e preoccupazioni che Ci affliggono e Ci raggiungono in tanta asprezza di cose, si aggiunge un nuovo acerbissimo dolore, essendo venuti a conoscenza che il gregge affidato alla tua cura pastorale è esposto ad un grandissimo pericolo ed al rischio incombente di mettere a repentaglio la propria salvezza, a causa della macchinazione di uomini empii. Siamo infatti venuti a sapere, da molte e ripetute comunicazioni, che nella diocesi di Malta, con grande disappunto di tutte le persone rette, si sono diffuse in lungo e in largo le sette di coloro che, riuniti in società scellerata, si procurano la libertà soprattutto in colloqui clandestini ed in incontri notturni; essendo essi stessi al servizio della corruzione, come flutti in un mare agitato tutto travolgono, confondono ogni cosa, bestemmiano, e si adoperano, con argomenti falsi e mostruosi, di corrompere i sani costumi, di promuovere un’esecrabile sfrenatezza di pensiero e di vita, e particolarmente di trarre in inganno la sprovveduta gioventù, di sconvolgere ogni diritto divino e umano, di distruggere e, se mai fosse possibile, di sradicare i fondamenti della Religione Cattolica e di abbattere il potere di ogni legittima autorità.

I Romani Pontefici, per la suprema potestà loro conferita da Dio di pascere e di guidare tutto il gregge del Signore, sempre si preoccuparono in tutti i modi di condannare e di reprimere tali sette, uscite dalle tenebre per recare morte e distruzione. Tu non ignori, Venerabile Fratello, con quanta cura e vigilanza nelle loro lettere pontificie anche recentemente i Nostri Predecessori Clemente XII, Benedetto XIV e Pio VII abbiano condannato e proibito tali società e aggregazioni, e abbiano stabilito le dovute, severissime pene nei confronti di tutti coloro che si iscrivono a queste società, o in qualsiasi modo le favoriscono. Seguendo gl’illustri indirizzi di questi Papi, di nuovo il Nostro Predecessore Leone XII di felice memoria nella sua lettera apostolica del 13 marzo 1825 che inizia con le parole "Quo graviora mala", affinché non si prolungassero ulteriormente nel tempo i perniciosi contagi della peste, e anzi fosse possibile allontanarli ed eliminarli radicalmente, rinnovando e confermando le costituzioni degli stessi Pontefici, decretò che fosse contemporaneamente ratificato e applicato tutto quello che essi, con oculatezza e sapienza, avevano promulgato e stabilito su questa materia.

Anche Noi, con non minore sollecitudine, quando – non certo per i Nostri meriti, ma per un disegno arcano della divina Provvidenza – fummo innalzati alla sublime Cattedra del Principe degli Apostoli, nella Nostra prima lettera enciclica del 15 agosto 1832 stimolammo tutti i Venerabili Fratelli, chiamati con Noi a condividere il ministero pastorale, a respingere con tutte le forze dal loro gregge tali empie società e congreghe, e a combattere strenuamente le battaglie del Signore. Conseguentemente comprendi con facilità, Venerabile Fratello, quanto siamo rattristati per essere venuti a conoscenza che nella tua diocesi si sono propagate tali società clandestine e riprovevoli, e che vi si svolgono assemblee e riunioni nelle quali ideatori subdoli ed espertissimi di scelleratezze, preparati in ogni arte di simulazione non meno che nella conoscenza di ogni strategico sconvolgimento, capaci di occultare astutamente i loro piani criminosi e le finalità ultime, non lasciano alcunché d’intentato in vista di conquistare, asservire e irretire con il veleno dell’errore soprattutto gli animi plasmabili della gioventù inesperta, sia attraverso le attrattive di piaceri disonesti, sia con la bramosia di novità, sia con gli allettamenti di una gloria letteraria o di una certa erudizione, sia attraverso qualsiasi altro genere di insidie estremamente capziose.

Inoltre Ci addoloriamo grandemente, Venerabile Fratello, per il fatto che abbiamo appreso che già molti giovani della tua diocesi, adescati in modo miserevole da questi inganni e caduti in questi lacci, si sono aggregati a codeste società esecrande. "Dal momento che la Nostra sollecitudine si estende a tutte le Chiese per mandato esplicito del Signore, che affidò al beatissimo Apostolo Pietro il primato della dignità apostolica come ricompensa della sua fede" , in forza del Nostro sommo ministero di apostolato con questa lettera siamo obbligati,Venerabile Fratello, in così grande calamità di codesta diocesi, ad eccitare vivamente il tuo zelo e la tua sollecitudine pastorale nel Signore affinché tu con ogni mezzo ed ogni provvedimento possa provvedere diligentemente a che il gregge affidato alle tue cure non sia rapinato e le tue pecore non siano divorate dalle fiere. Tu sai esplicitamente, Venerabile Fratello, che devi combattere strenuamente e impegnarti con tutte le forze, perché le devastazioni mortali di queste società siano allontanate dal tuo gregge. Pertanto, Venerabile Fratello, vigila, impegnati in tutti i modi, adempi il tuo ministero, agisci da coraggioso, e adoperati affinché più facilmente sia salvaguardata l’integrità della Religione Cattolica e dei costumi, e affinché sia impedita la dannazione eterna delle anime a te affidate. Non cessare di gridare; fa risuonare la tua voce come squillo di tromba, e per mezzo di lettere pastorali, editti, ammonizioni dirette al tuo popolo, condanna la natura infinitamente perversa di queste società; non cessare mai di mostrare i pericoli, di svelare le insidie diaboliche e ingannatrici degli empi, ricordando nel contempo a tutti le pene gravissime di scomunica che le costituzioni apostoliche infliggono ipso facto a coloro che si iscrivono a dette società o in qualche modo non rifiutano di favorirle.

Coadiuvato soprattutto dall’opera sollecitata dei parroci, non tralasciare di ammonire ed esortare i fedeli a te affidati, affinché fuggano dalle società di codesti uomini come dalla faccia del serpente, ed evitino attentamente i loro discorsi, che si diffondono come un cancro; rimangano saldi e sicuri nella fede, senza mai consentire di essere sopraffatti dalla malvagità e dall’insidia di uomini dediti a circuire per mezzo dell’errore. Dal momento che fai le veci di Cristo, il quale, come Egli stesso ha assicurato, non venne a chiamare i giusti perché si pentissero, ma i peccatori, è anche necessario che tu, Venerabile Fratello, impieghi una speciale attenzione ed operosità a favore di coloro che nella tua diocesi giacciono nelle tenebre e nell’ombra di morte in quanto irretiti e coinvolti in sette di tal genere; con paterne ammonizioni, consigli, esortazioni cerca di confutare, scongiurare, riprendere con ogni pazienza e sapienza, e di indicare la via della salvezza per ricondurre tutti a Cristo Gesù.

Non abbiamo alcun dubbio che tu, Venerabile Fratello, sollecitato anche da questa Nostra lettera e spinto da un grande senso di responsabilità nell’esercizio del tuo ministero episcopale, vorrai indirizzare tutti i tuoi pensieri e i tuoi sforzi nella difesa e nella salvezza del tuo gregge, e che per quanto ti sarà possibile tenterai tutte le vie perché codesta esecrabile peste nella tua diocesi venga messa sotto controllo ed eliminata. Infatti, giustamente San Leone, Nostro Predecessore, asserisce che avrà da Dio il premio di una grande ricompensa colui che avrà posto tutta la sua diligenza per la salvezza del popolo a lui affidato; ma chi non avrà custodito il proprio popolo contro gli autori di sacrileghe iniziative, non potrà difendersi dal reato di negligenza davanti al tribunale del Signore .

Noi, nel frattempo, nell’umiltà del Nostro cuore incessantemente supplichiamo con intense preghiere il Signore delle misericordie perché ti conceda il suo aiuto dall’alto per distruggere le trame degli uomini perversi, e compensi abbondantemente le terre dove svolgi il tuo ministero e, rivolgendosi propizio a codesto tuo popolo, moltiplichi su di lui la sua misericordia e distrugga le trame degli empi.

Come auspicio del bene desiderato e pegno del Nostro speciale affetto nei tuoi confronti, con tutto il cuore impartiamo a te, Venerabile Fratello, e al tuo gregge la Benedizione Apostolica.

Dato a Roma, presso Santa Maria Maggiore, il 31 agosto 1843, anno tredicesimo del Nostro Pontificato.

Gianluca Cruccas

gianluca cruccas ha detto...

“Questo annuncio del principio della misericordia contrapposto a quello della severità sorvola il fatto che, nella mente della Chiesa, la condanna stessa dell'errore è opera di misericordia, poiché, trafiggendo l'errore, si corregge l'errante e si preserva altrui dall'errore. Inoltre verso l'errore non può esservi propriamente misericordia o severità, perché queste sono virtù morali aventi per oggetto il prossimo, mentre all'errore l'intelletto repugna con un atto logico che si oppone a un giudizio falso. La misericordia essendo, secondo S. theol., II, II, q. 30, a. 1, dolore della miseria altrui accompagnato dal desiderio di soccorrere, il metodo della misericordia non si può usare verso l'errore, fatto logico in cui non vi può essere miseria, ma soltanto verso l'errante, a cui si soccorre proponendo la verità e confutando l'errore. Il Papa peraltro dimezza un tale soccorso, perché restringe tutto l'officio esercitato dalla Chiesa verso l'errante alla sola presentazione della verità: questa basterebbe per sé stessa, senza venire a confronto con l'errore, a sfatare l'errore. L'operazione logica della confutazione sarebbe omessa per dar luogo a una mera didascalia del vero, fidando nell'efficacia di esso a produrre l'assenso dell'uomo e a distruggere l'errore” (Romano Amerio, Iota unum, Fede & Cultura).

Gianluca Cruccas

Emma ha detto...

Con grande amarezza e tristezza condivido la riflessione di Uriel.


"E' inutile richiamare il Papa: il Papa conosce il Cn e sa benissimo dei seminari RM."

Caro Uriel, giri il coltello nella piaga.


"Se un seminarista e' ordinato dal Papa, si deve sentire in dis-comunione con la Chiesa? Certo che no!!"

È piuttosto con la sua coscienza che dovrebbe sentirsi in discomunione!!
La sua coscienza se fosse rettamente formata, e non deformata con l`insegnamento di Kiko Arguello, dovrebe suggerirgli:
ma non puoi rispondere alle domande del Papa "sì lo voglio", sai che non è ciò che ti hanno insegnato e che hai assorbito, non puoi dire che prometti obbedienza se già sai che obbedisci prima ad Arguello e ai catechisti e in seguito al Papa, lo hai fatto nel passato e continuerai a farlo.

"Tornando allo specifico di Ponte di Nona, quella Chiesa sarà una testa di ponte per la evengelizzazione nc di Roma nord-est. Chi conosce il quartiere (immenso) e la sua ubicazione sa che non dico cavolate."


EVANGELIZZAZIONE NC!!

Non potevi dire meglio Uriel, perchè di ciò si tratta, evangelizzaione nc e solo quella, non è la dottrina cattolica che portano i catechisti nc, non è la litrugia cattolica che celebrano i nc!
Portano solo e unicamente il cammino neocatecumenale e il suo sistema!


"D'altra parte in una realtà di Chiesa come quella attuale soltanto il Cn si puo' proporre come evangelizzatore a livello cittadino, perche' ha le persone ed i mezzi economici per poterlo fare."


A livello mezzi economici lo sappiamo, sappiamo quanto il sistema neocatecumenale produce delle ricchezze fondamentali nella sua "riuscita" e avanzata nella Chiesa.
Però , vorrei un attimo respirare aria più leggera e dire che nel mondo sono attive molte altre comunità che evangelizzano in condizioni sovente difficilissime e pericolose, che lo fanno senza inventare nuovi sistemi e nuove dottrine, e che al contraio si trovano confrontate all`arrivo dei neocatecumenali che con la loro solita arroganza vorrebbero imporsi anche a chi è già sul posto e da tempo.


"Il Santo Padre lo sa e li ha benedetti il 10 gennaio 2009, dando ufficialmente il via alla nuova evangelizzazione di Roma."

Caro Uriel, rigiri il coltello nella piaga!

Michela ha detto...

Il post di Uriel è assolutamente vero, lucido e spietato nella sua cruda verità.

Anche quando scrivi

"Oramai la cd. Tradizione non e' piu' sufficente ad arginare lo scempio. Il Papa ha riportato la San Pio X dentro la Chiesa ben sapendo che non puo' nuocere al nuovo corso."

è tremendo, ma i fatti lo confermano.

La chiesa ha commesso un errore: invece di cercare di comprendere quali erano i punti di forza, le novità positive del metodo nc, per studiarle e applicarle alla pastorale ordinaria,
ha affidato le parrocchie al cammino.
E il cammino si è mosso con intelligenza, perchè è partito dalla testa, da Roma, in modo da imporsi poi a tutta la nazione.

per questo penso che sia importante rivolgersi alle conferenze regionali; ogni vescovo è solo nella sua diocesi, ma potrebbe essere utile presentare i problemi del cammino a gruppi di vescovi, perchè incomincino a parlarne.

mic ha detto...

Se avrete la pazienza di scorrere tra le immagini quasi al termine della pagina di cui ho inserito la URL, potrete notare la differenza nella consegna dei due calici segnalata da Emma

http://www.fotografiafelici.com/index.php?page=scripts/inserimento&num_file=572&cerimonia=9123%20ordinazioni%20sacerdotali&data=2009-05-05%2009:22:42&cod=608&language=ITA&n_page=12&da=1#su

rispetto a tutto il resto che conosciamo, si tratta di un dettaglio, ma pur sempre significativo su ciò che accade alla nostra Chiesa, che sta sempre diventando meno la "nostra" (parlo di quella visibile, naturalmente!)

mic ha detto...

per questo penso che sia importante rivolgersi alle conferenze regionali; ogni vescovo è solo nella sua diocesi, ma potrebbe essere utile presentare i problemi del cammino a gruppi di vescovi, perchè incomincino a parlarne.

cara Michela, sarebbe interessante verificare quali e quanti vescovi terrebbero conto delle nsotre denunce e, anche se lo facessero, se sarebbero risposti ad esercitare il loro potere.
Lo stesso vale per i parroci non NC, che hanno potere nella misura in cui il loro vescovo lo permette...

provare per credere!

La vera Chiesa è ormai un "piccolo resto"!
Arrivati a questo punto credo di poter dire che "questa cristianità" è finita.

Naturalmente non è finito il cristianesimo autentico, perché è IL SIGNORE AD ALIMENTARLO! anche se è rimasto "con pochi viveri" (parlo di sacramenti validi). Per fortuna non viene meno la Sorgente... e rimaniamo aggrappati anche alla Sua e nostra Madre Santa e Benedetta fra le donne!

Uriel ha detto...

La differenza nei calici consegnati rappresentano ancora al momento due teologie differenti.

Rappresenta l'ambiguità della Chiesa, che non ha il coraggio di riprendere la strada maestra.

Tutto sommato e' molto piu' comodo lasciare le cose come stanno: ogni fedele ricerchi la sua verità in quello che la Chiesa mette a disposizione.

Parlavo tempo fa di supermarket, diverse offerte spirituali,ognuna adatta alla propria sensibilità e cultura: i due modi di consegnare la Eucarestia ne sono un esempio.

Cosi non siamo piu' soggetti ad una "religione di massa" (cattolicesimo eguale pur nella diversità), ma all'esercizio del libero arbitrio anche in campo teologico-religioso. E' la vittoria di Martin Lutero, e forse in questo il mio Parroco ha ragione
nel lodare l'ex monaco agostiniano.

In effetti la Chiesa sta diventando cosi una terra di conquista, aperta ai nuovi venti.

Cambia tutto, ed allora guardandomi indietro posso dire di averci capito un benemerito nulla.
Come cattolico sento un gran deserto intorno, tante iniziative sociali , ma poi per partecipare ad una celebrazione perbene devi andare lontano da casa.

Michela ha detto...

C'è il problema del plagio durante il secondo passaggio che spinge le persone a dare via beni e gioielli,

i vescovi dovrebbero sapere che i soldi che ricevono sono dovuti alla vendita anche di oggetti di famiglia, come dovrebbero sapere che non si tratta di inaugurare uno stile di vita sobrio, ma solo di fare un gesto che serve per legare al cammino, come si fa nelle sette.
Poi si fanno convinvenze in alberghi, alla faccia della povertà.
Per quanto tempo dovremo tenere segrete queste cose, o dobbiamo aspettare che un giornalista vada a chiedere quanti soldi si raccolgono con le decime?

Dobbiamo arrivare allo scandalo pubblico rischiando di mettere in crisi il sistema dell'8 per mille?

Avete visto Report di domenica: la chiesa vien sempre accusata, a volte anche a ragione, di gestire istituti di cura per fini di lucro.
per questo credo che su questi argomenti i vescovi siano sensibili.

Comunque è un fatto: noi non sappiamo come muoverci, non vogliamo offendere nessuno, non vogliamo essere di scandalo per nessuno, non vogliamo accusare pubblicamente la nostra chiesa che amiamo
In altre parole noi siamo gli scemi e Kiko è il furbo :) !

Uriel ha detto...

La vera Chiesa è ormai un "piccolo resto"!
Arrivati a questo punto credo di poter dire che "questa cristianità" è finita.
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E' quella trasformazione cui si accennava in tempi non sospetti.
Anche qui, il profetizzato Resto di Israele si sta avverando.

La Chiesa si trasforma perche' non ha saputo resistere al fascino dell'utilizzo improprio del libero arbitrio. Mente e Fede, ma quando la Mente prende il sopravvento, quando la razionalità mette il cuore in trincea puo' succedere di tutto.

La cristianità non e' finita, stiamo assistendo ad una trasformazione radicale questo si; ma proprio per questo e' importante mantenere intatta la Tradizione, il seme che deve essere comunque piantato indipendentemente dai frutti che darà.

Credo che nei prox anni la San Pio X dovrà affrontare sfide importanti e prepararsi ad andare verso i fedeli e fare quella opera di catechizzazione tradizionale (Catechismo di San Pio X)che adesso manca.
Il Caos che si sta creando alla fine sarà la nuova Babele e lì interverrà il Signore in maniera decisa.

Sicuro che io non vedro' questo tempo che verrà (ci vorranno moltissimi anni), ma l'importante e' sentirsi, già da ora, ognuno nel proprio piccolissimo parte di questa opera che il Signore compirà.

Uriel ha detto...

C'è il problema del plagio durante il secondo passaggio che spinge le persone a dare via beni e gioielli,
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Alla fine quella cerimonia non e' neppure un sacramentale........!!!
...viene proclamata la Parola, catechesi kikiane...

Quindi rientra assolutamente nella sfera del privato di ciascun nc.
Qui credo che la Chiesa non possa e non voglia intervenire. In fondo si tratta di offerte piu' o meno libere. Il discorso del plagio regge fino ad un certo punto.
Si puo'parlare di percorso che ti porta a fare un gesto, questo si, ma in effetti e' una sorta di rito iniziatico per la nuova comunità che nascerà dal II Passaggio.

Il denaro e' anche simbolismo, forza statica e dinamica. In quel momento il nc mette dinamicamente il suo denaro nella comunità, cambia status, da fedele semplice diventa catecumeno nc. E' un patto, una scelta che paga di fatto di tasca sua.
Cosi nasce la comunità nc.
Al denaro seguiranno moltre altre cose.

mic ha detto...

Carissimi,

vorrei richiamare la vostra attenzione, in particolare quella di Chisolm, sulla mia replica a p. Scalese, che sul suo blog ha replicato all'articolo del thread precedente .
Con l'occasione vi chiedo un consiglio, perché qui ci vuole discernimento:

mi sono limitato a formulare la risposta all'interno del thread senza inserirla come nuovo articolo, per evitare di dar luogo ad una polemica che potrebbe rivelarsi sterile e non chiarificatrice come vorrei...
il fatto tuttavia che la risposta abbia minore visibilità chiude qui la questione e distoglie l'attenzione da quella che era la ragione ultima: esplicitare il vero significato e portata di Fede di termini 'forti' e fondanti come Redenzione, Espiazione, Sacrificio, che qualcuno oggi sostituisce con 'solidarietà'

Voi che fareste? Inserireste il nuovo articolo (magari formulato con maggiore attenzione e chiarezza) o lascereste cadere la cosa così?

mic ha detto...

Non so perché un nostro interlocutore NC continua ad usare il nick Lara, che corrisponde ad una persona che, nella sua libertà e per motivi personali, non collabora più con questo blog.
Se vuole che i suoi post - quelli commestibili ovviamente - vengano pubblicati, o riprenda uno dei suoi precedenti nick o se ne trovi un altro, avendo tuttavia ben presente che i post vengono pubblicati in base alla validità del loro contenuto ai fini del possibile dialogo

Emma ha detto...

Dunque il mio stupore vedendp la doppia modalità di consegna del Calice non era fuori luogo.

E ancora una domanda sorge spontanea:

Come ha potuto permettere monsignor Guido Marini, così attento alla simbologia e al rispetto della Liturgia, che ciò avvenga?

Qusta doppia consegna simbolizza la frattura che c`è nella Chiesa.
In presenza del Papa, mentre lui consegnava un solo Calice con la patena e l`Ostia posti sopra, alle sue spalle, dei vescovi consegnavano due calici !
Inconcepibile eppure vero!
Immagino che i formatori neocatecumenali dei seminaristi neocatecumenali divenuti presbiteri neoctecumenali hanno domandato e ottenuto questa "doppia"consegna,
Due modi diversi, due teologie diverse.

Quanta confusione crea questa incoerenza!

Grazie Uriel per le tue riflessioni

Michela ha detto...

dice Uriel
Alla fine quella cerimonia non e' neppure un sacramentale........!!!
...viene proclamata la Parola, catechesi kikiane...
--------------

c'è la rinuncia a Satana, rivolti ad occidente, contestuale alla consegna dei beni o soldi
e c'è la paraliturgia del granellino di sale, ricevuto sulle mani, come nell'Eucarestia.

Dice Uriel:
"Qui credo che la Chiesa non possa e non voglia intervenire. In fondo si tratta di offerte piu' o meno libere. Il discorso del plagio regge fino ad un certo punto. "
----------------
Si tratta di metodi che la chiesa non conosce: si tratta di una 'prova' che il neocat deve dare per dimostrare la sua lealtà.
Il vescovo deve sapere come sono stati raccolti i soldi che riceve, anche perchè a lui arrivano solo i soldi derivati dalla vendita dei gioielli, quadri, oggetti di valore.
Lui non vede direttamente i beni ceduti dai neocat, ma solo i soldi ricavati.

Emma ha detto...

Per rispondere a Mic:

io lascerei la cosa cadere così!

chisolm ha detto...

In risposta a Mic:
anch'io lascerei cadere la cosa, visto che il blog ha già una direzione precisa...
Dico solo che anche a me, certe volte, capita di essere poco chiaro: allora cerco di chiarire, se posso.
Tanto sono sicuro che se l'argomento è importante, prima o poi riaffiorerà da solo.
Chisolm

Uriel ha detto...

Michela,

purtroppo il 90% di cio' che si fa in cammino ha nulla a che vedere con sacramenti e sacramentali.

Per questo dico che rientrano nella sfera privata, e se si vuole e' da biasimare profondamente l'utilizzo del sacro che si fa in determinare occasioni.

Per il vescovo e' e rimane una libera offerta (30% del ricavato). Ti ringrazia, come e' successo a me, ed incamera il soldino.
Il resto nel mio caso ando' al Parroco, con tanto di apertura di c/c bancario.

Il tutto per dire che cio' che da valore al Cn non e' la parte liturgica, ma la partecipazione dei nc a riti che nulla hanno a che fare con la Liturgia.

Cosi come gli scrutini: non sono sacramentali ne' sacramento, ma e' come se lo fossero. Diventano nella realtà fatti assolutamente privati vissuti nell'intimo della comunità.

Purtroppo e' la strumentalizzazione che se ne fa che li fa apparire come liturgici, ma non lo sono affatto.

Al vescovo puo' importare di fatti privati gestiti da laici ?

pippoarturo ha detto...

Mic, scusami, è possibile inserire una numerazione ai commenti?
Seguendo a più riprese mi capita di rileggere post già pubblicati. Poi a volte vedo aumentare il numero dei commenti sulla HP, li apro, vado alla fine e vedo che li ho già letti.
E' una difficoltà solo mia?
Grazie per l'attenzione.

mic ha detto...

Dico solo che anche a me, certe volte, capita di essere poco chiaro: allora cerco di chiarire, se posso.
Tanto sono sicuro che se l'argomento è importante, prima o poi riaffiorerà da solo.
Chisolm
.

OK, grazie! e grazie anche a Emma :)

Per Pippoarturo:
a volte, nel postare, qualche disguido capita: c'erano tre post uguali di Michela di cui ho cancellato i due doppioni... per il resto altre opzioni oltre a quelle attivate non ne conosco al momento

chisolm ha detto...

“Tu es sacerdos in aeternum secundum ordinem Melchisedech”

Anch’io ho seguito le ordinazioni sacerdotali di domenica scorsa e subito mi è venuta in mente questa bellissima frase. Aldilà delle “varianti liturgiche” che, in quella circostanza alcuni di voi hanno giustamente sottolineato, questa frase mi è rimbombata a lungo nella testa.
Devo dire, non mi sono messo a fare proporzioni aritmetiche sui novelli sacerdoti in base al loro seminario di provenienza, ma ho solo riflettuto su questa frase impegnativa.
Sul Messaggero e su Avvenire c’erano stralci biografici, qualche curiosità su qualcuno degli ordinandi.
Poi ho seguito per un pezzetto la celebrazione, sempre con questa frase che risuonava come una campana: “Tu es sacerdos in aeternum secundum ordinem Melchisedech”…
Francamente, ammetto di essere ignorante sulla variante liturgica della diversità di consegna dei calici e vorrei che qualcuno provasse a darne spiegazione, a meno che anche questa variante non sia un qualcosa di esoterico che non può “essere capito” dai cristianucci della domenica e, quindi, non può essere spiegato.

Se al mandato sacerdotale, peraltro espresso da un simbolismo chiaro nel quadro della liturgia dell’ordinazione, perché una variante? Ripeto, sono ignorante a riguardo.
L’impressione che ne ho ricavato è quella di una semplice differenziazione nello stile formativo e nel mandato da esercitare: per alcuni, vale “Tu es sacerdos in aeternum secundum ordinem Melchisedech”, per altri “Tu es sacerdos in aeternum secundum ordinem…?” e non estrapolo un genitivo quantomeno sospetto per non offendere nessuno.

So solo che, dopo aver visto qualcosa, qualcosa leggiucchiato in questo blog, mi è improvvisamente salito il sospetto di una duplice via di formazione per i candidati al sacerdozio: quella del Seminario e quella del Pretificio…
Non sto a forzare sull’interpretazione, ma mi auguro che, malgrado la scarsità di vocazioni, non si scenda al compromesso dei Pretifici per far lievitare il numero dei preti…
“Tu es sacerdos in aeternum secundum ordinem Melchisedech ?”
Solo questo vorrei sapere…
Chisolm

mic ha detto...

visitate questo link!

http://fidesetforma.blogspot.com/2009/05/la-nuova-chiesa-di-prato-fiorito-e.html

Michela ha detto...

dice Uriel
Alla fine quella cerimonia non e' neppure un sacramentale........!!!
...viene proclamata la Parola, catechesi kikiane...
--------------

c'è la rinuncia a Satana, rivolti ad occidente, contestuale alla consegna dei beni o soldi
e c'è la paraliturgia del granellino di sale, ricevuto sulle mani, come nell'Eucarestia.

Dice Uriel:
"Qui credo che la Chiesa non possa e non voglia intervenire. In fondo si tratta di offerte piu' o meno libere. Il discorso del plagio regge fino ad un certo punto. "
----------------
Si tratta di metodi che la chiesa non conosce: si tratta di una 'prova' che il neocat deve dare per dimostrare la sua lealtà.
Il vescovo deve sapere come sono stati raccolti i soldi che riceve, anche perchè a lui arrivano solo i soldi derivati dalla vendita dei gioielli, quadri, oggetti di valore.
Lui non vede direttamente i beni ceduti dai neocat, ma solo i soldi ricavati.

Caterina63 ha detto...

sofia ha detto...


Cara Caterina,
ricordi quante volte hai avvertito anche tu dell'avverarsi odierno di quella profezia, dove la beata veggente disse:

«Vidi ancora una volta che la Chiesa di Pietro era minata da un piano elaborato dalla setta segreta, mentre le bufere la stavano danneggiando. Ma vidi anche che l’aiuto sarebbe arrivato quando le afflizioni avrebbero raggiunto il loro culmine. Vidi di nuovo la Beata Vergine ascendere sulla Chiesa e stendere il suo manto su di essa. Vidi un Papa che era mite e al tempo stesso molto fermo..."ricordi?

Ecco, a me pare che stiamo vivendo
proprio ORA gli eventi annunciati in quella visione: non avrei mai pensato che toccasse alla mia generazione esserne coinvolta e dover aspettare il peggio,
(prima che la Madonna interceda in soccorso dell'umanità...)

****************

Cara Sofia ^__^ ogni CATTOLICO ha pensato la medesima cosa nel suo tempo da duemila anni a questa parte^__^
a cavallo fra l'800 e il '900 abbiamo vescovi e sacerdoti favorevoli allo Stato Pontificio ed altri NO...questi ultimi venivano criticati aspramente quasi attentassero alla dottrina della Chiesa, ma il tempo diede loro ragione natualmente LIMANDO e purificando alcuni aspetti discordanti...
^__^

sursum Corda...

Caterina63 ha detto...

“Tu es sacerdos in aeternum secundum ordinem Melchisedech”

Anch’io ho seguito le ordinazioni sacerdotali di domenica scorsa e subito mi è venuta in mente questa bellissima frase. Aldilà delle “varianti liturgiche” che, in quella circostanza alcuni di voi hanno giustamente sottolineato, questa frase mi è rimbombata a lungo nella testa.
Devo dire, non mi sono messo a fare proporzioni aritmetiche sui novelli sacerdoti in base al loro seminario di provenienza, ma ho solo riflettuto su questa frase impegnativa.
Sul Messaggero e su Avvenire c’erano stralci biografici, qualche curiosità su qualcuno degli ordinandi.
Poi ho seguito per un pezzetto la celebrazione, sempre con questa frase che risuonava come una campana: “Tu es sacerdos in aeternum secundum ordinem Melchisedech”…
Francamente, ammetto di essere ignorante sulla variante liturgica della diversità di consegna dei calici e vorrei che qualcuno provasse a darne spiegazione, a meno che anche questa variante non sia un qualcosa di esoterico che non può “essere capito” dai cristianucci della domenica e, quindi, non può essere spiegato.

Se al mandato sacerdotale, peraltro espresso da un simbolismo chiaro nel quadro della liturgia dell’ordinazione, perché una variante? Ripeto, sono ignorante a riguardo.
L’impressione che ne ho ricavato è quella di una semplice differenziazione nello stile formativo e nel mandato da esercitare: per alcuni, vale “Tu es sacerdos in aeternum secundum ordinem Melchisedech”, per altri “Tu es sacerdos in aeternum secundum ordinem…?” e non estrapolo un genitivo quantomeno sospetto per non offendere nessuno.

So solo che, dopo aver visto qualcosa, qualcosa leggiucchiato in questo blog, mi è improvvisamente salito il sospetto di una duplice via di formazione per i candidati al sacerdozio: quella del Seminario e quella del Pretificio…
Non sto a forzare sull’interpretazione, ma mi auguro che, malgrado la scarsità di vocazioni, non si scenda al compromesso dei Pretifici per far lievitare il numero dei preti…
“Tu es sacerdos in aeternum secundum ordinem Melchisedech ?”
Solo questo vorrei sapere…
Chisolm

**************************

amico mio...spero proprio di no!! ^__^

ma sarà bene tenere a mente le profezie della B. Emmerich ricordate da Sofia ^__^
anzi, suggerisco a tutti la meditazione del suo testo "Profezie" della Beata Caterina Emmerich...

ciò che le rende davvero credibili è che la crisi di cui parla la beata parte proprio DALLA DEVASTAZIONE LITURGICA...qui parla, nella visione, di questa descrizione:

"VIDI IL NASCERE DI UNA NUOVA CHIESA NELLA CHIESA CHE NON ERA SOSTENUTA DAGLI ANGELI" allargando poi la visione alla Messa DIVERSA, alle lamentele delle Anime del Purgatorio perchè non si celebrava più per la loro salvezza..MA SOLO TRASFORMANDO LA MESSA IN UN BANCHETTO...
narra anche di vedere un Pontefice MITE MA FERMO NELLA DOTTRINA, strattonato da più parti OBBLIGANDOLO A CONFERMARE ASPETTI ESTRANEI ALLA DOTTRINA...

Le citazioni non sono in cronologia, ma tutte contenute nel capitolo riguardante la situazione della Chiesa e la sua DEVASTAZIONE...

Naturalmente il tutto si conclude con la vittoria della sana Dottrina, ma come sappiamo, non abbiamo nè il giorno nè l'ora ^__^

Ho rivolto le vostre domande e perplessità ad altri amici su oriensforum che in materia liturgica ne sanno più di me...se avrò delle risposte ve le comunicherò...
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Caterina63 ha detto...

Mi sono fatta una bella chiacchierata al telefono con don Camillo che su oriens ha dato questa risposta ^__^:




calma calma... già ci sono tanti problemi... l'ordinazione è andata tutta ok!

non erano due calici, ma calice e pisside

le parole dell'ordinazione sono identiche rispetto alle ordinazioni passate così come le parole delle unzioni e delle consegne
!

concentriamoci su altri problemi come il sospetto che i neuro-catecumenali consacrano invalidamente.... infatti se la pensano come il loro fondatore...


Citazione
"Carmen vi ha spiegato come le idee sacrificali che Israele aveva avuto ed aveva sublimato, si introdussero di nuovo nella eucaristia cristiana. Forse che Dio ha bisogno del Sangue del Suo Figlio, del suo sacrificio per placarsi? Ma che razza di Dio abbiamo fatto? Siamo arrivati a pensare che Dio placava la sua ira nel sacrificio di suo Figlio alla maniera degli dèi pagani. Per questo gli atei dicevano: che tipo di Dio sarà quello che riversa la sua ira contro Suo Figlio sulla croce?... e chi poteva rispondere?"

Orientamenti alle equipes dei catechisti per la fase di conversione p. 333.

“Ci permettiamo ricordare che sul sacrificio della messa si insegna che il concetto di sacrificio è stato introdotto per compiacere i pagani al tempo di Costantino. In realtà la messa è solo una presenza-passaggio del Cristo che, ovviamente, dopo il passaggio, non rimane più dentro il pane, ecc. Tuttavia, questo non ditelo agli altri cristiani, perché non sarebbero ancora in grado di capirlo”.

Annuncio di Quaresima 2008, Spagna.

Kiko Arguello

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le messe che fanno con le piadine e vino porto, sono, dopo la consacrazione sempre piadine e vino porto (forse grazie al Cielo!!)

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