giovedì 18 giugno 2009

Disinvolte "intimidazioni" attribuite al (o filtrate dal) Vaticano

E' scorretto che un Vaticanista come Andrea Tornielli torni a fare da "cassa di risonanza" per una certa corrente di Curia, evidentemente ostile ai lefebvriani - sarebbe più esatto dire alla FSSPX, dal momento che essi stessi più che lefebvriani si definiscono cattolici e quanto al fatto che lo siano non c'è alcun dubbio! - con questo articolo apparso su Il Giornale di oggi, il cui titolo già dà una chiave di lettura impropria e 'di parte' alla recente nota vaticana.

Tornielli, infatti, così titola il suo articolo: Il Vaticano "avverte" i lefebvriani: «Illegittimi i vostri nuovi preti». e inserisce contenuti che nella nota non appaiono, ma che nessuno autorizza a esprimere in quei termini, se non - probabilmente - voci curiali che tendono a parlare attraverso i giornalisti introdotti nei Sacri Palazzi. cioè:

" Il superiore della Fraternità, il vescovo Bernard Fellay, ha detto all’agenzia «Zenit» che la decisione di procedere con le ordinazioni non è «un affronto alla Chiesa né tantomeno un rifiuto alla mano tesa dal Santo Padre, per il quale ogni giorno preghiamo». Ma è certo che alcuni mesi fa, dopo la revoca della scomunica, allo stesso Fellay era stato autorevolmente suggerito [da chi e perché lo si afferma in questo contesto? - ndR] di scrivere una lettera a Ratzinger presentando la situazione dei seminaristi in attesa di diventare sacerdoti e il loro attaccamento al Papa, manifestando la volontà di ordinarli perché necessari alla vita delle comunità tradizionaliste. Nessuna lettera è stata però spedita da Econe. Ora Fellay, che nei giorni scorsi ha incontrato a Roma il cardinale Levada, afferma di non aver ricevuto «nessun segnale» contrario. Ma, anche se il dialogo continua, in Vaticano ci si attendeva maggiore disponibilità e attenzione."

Dimentica, Andrea Tornielli:
  1. il Vaticano non ha nessun bisogno di "avvertire" la FSSPX della illegittimità delle ordinazioni, dal momento che è alla Fraternità stessa ben nota, per la conoscenza che essa ha del diritto canonico; tra l'altro la sua collocazione giuridica sta per essere risolta proprio dagli imminenti colloqui, se nessuno mette bastoni tra le ruote... Tali ordinazioni, comunque, se pur illegittime da un punto di vista giuridico, restano tuttavia valide nei loro effetti spirituali e sacramentali. Infatti non si parla affatto di illiceità (che investirebbe aspetti morali) ma di illegittimità (che è sottosta alla mera sfera giuridica e la cui definizione è e resta aperta).

  2. Perché, di grazia, il Vaticano ha o dovrebbe avere il bisogno di esprimere attraverso un giornale e un operatore della stampa che "si attendeva maggiore disponibilità e attenzione"? E in cosa la FFSPX mancherebbe di disponibilità e attenzione? Solo perché si accinge ad effettuare un rito, non eccezionale, ma ricorrente ogni anno proprio a giugno?

Tutto questo, anziché favorire un clima di serena attesa e partecipazione ai dialoghi imminenti, fortemente voluti dal Papa, non fa altro che gettare benzina sul fuoco delle pire di sdegno erette da quei cosiddetti "figli del Concilio", che sono i primi a non rispettarlo. Essi hanno infatti fondato una 'nuova' Chiesa e sono allergici e visceralmente ostili alla Tradizione Viva, che nulla ha a che fare con il Tradizionalismo ed alcuni suoi aspetti ideologici e che con la sua luminosa 'continuità' con il Magistero Perenne, richiamata ripetutamente da Benedetto XVI, mette alla luce e smaschera quanto essi se ne siano allontanati portando i fedeli ignari verso una protestantizzazione ed una apostasia, ormai nemmeno più tanto silenziosa.

E' proprio quello sdegno e quella dura riprovazione che ha mosso il Santo Padre a scrivere la lettera di marzo, da Tornielli citata riduttivamente come "lettera sul caso Williamson", circoscrivendo i termini della questione all'altra scandalosa montatura che ha accompagnato ed avvelenato la remissione della scomunica.

Allora, cominciamo a chiederci, cui prodest tutto questo? E perché tanta malafede e ipocrisia da parte di coloro, vescovi in primis, che col loro comportamento e le loro parole non corrispondono a quanto il Papa ha chiesto durante il suo viaggio in Francia, con la lettera del 10 marzo e che continua a chiedere e mostrare con gesti e parole, costretto a riportare i credenti alle questioni fondamentali del cristianesimo, che evidentemente molti cristiani che si definiscono 'adulti' hanno drammaticamente perso, tutti intenti com'erano a 'rifondare' la Chiesa post-conciliare?

Maria Guarini

60 commenti:

Timeo danaos dona ferentis ha detto...

Gentile Signora Guarini,

Non capisco la sua indignazione nei confronti del Signor Tornielli.
Mi sembra abbia detto solo la verita'.Lei afferma:"nessuno autorizza a esprimere in quei termini".Chi dovrebbe autorizzarlo?Esprime solo una sua opinione e fa il suo lavoro.Vorrebbe censurare anche lui?Mettiamo le cose a posto:La Fraternita' Pio X° ha intenzione di ordinare altri Sacerdoti,a fine mese, senza l'autorizzazione della Santa Sede.Ora a rigore del Codice di Diritto Canonico una simile insubordinazione viene punita con la scomunica.Il Santo Padre intende soprassedere perche' vuole riportare queste pecore all'ovile ma non bisogna abusare della bonta' del Papa!Disubbidendo
e ordinando senza consenso della Santa Sede!I nuovi Sacerdoti inoltre saranno ordinati validamente ma in modo illeggittimo.Non potranno esercitare alcun ministero legittimo nella Chiesa perche'la Fraternita' non ha alcuna posizione canonica ne' riconoscimento.Che senso ha allora questa fretta visto che stanno per iniziare i dialoghi tra la Cong.Per la Dott.na della Fede e la Fraternita' Pio X°?Non le sembrano inopportune queste ordinazioni?Era proprio il caso di accendere di nuovo il fuoco?Non sarebbe il caso di rinviarle
magari a quando i problemi dottrinali e disciplinari saranno risolti?Perche' questa fretta?Il Signor Tornielli ha detto semplicemente questo e non ha offeso nessuno.Perche' deve sempre fare insinuazioni complottiste?

mic ha detto...

Esprime solo una sua opinione e fa il suo lavoro.Vorrebbe censurare anche lui?Mettiamo le cose a posto:La Fraternita' Pio X° ha intenzione di ordinare altri Sacerdoti,a fine mese, senza l'autorizzazione della Santa Sede.Ora a rigore del Codice di Diritto Canonico una simile insubordinazione viene punita con la scomunica

l'articolista ha criticato Tornielli non perché ha espresso una sua opinione, ma per come l'ha espressa, "arricchendola" con notizie "attinte" nei Sacri Palazzi che diffondono attraverso la stampa segnali ostili alla Fraternità S Pio X ..."voci" vaticane non meglio identificate, ma della quali si è fatto cassa di risonanza (e non è la prima volta!)

Quanto alla "insubordinazione" di cui lei parla, essa non esiste, perché nessuno, tantomeno il Papa, ha vietato le ordinazioni sacerdotali in questione

gianluca cruccas ha detto...

Timeo danaos dona ferentis ha detto...

Ora a rigore del Codice di Diritto Canonico una simile insubordinazione viene punita con la scomunica.Il Santo Padre intende soprassedere perche' vuole riportare queste pecore all'ovile ma non bisogna abusare della bonta' del Papa!...

Falso:il codice di didirtto canonico prevede la scomunica automatica solo per l'ordinazione episcopale senza mandato pontificio (can. 1382), mentre in caso di ordinazione sacerdotale illegittima sancisce solo il divieto di ordinare per un anno e la sospensione dell'ordinato (can. 1383) o, al più, se si configura l'esercizio illegittimo di una funzione sacerdotale, una "giusta pena" (can. 1384) che solo per circostanze eccezionali potrebbe arrivare a quella massima, la scomunica].

GIANLUCA CRUCCAS

Caterina63 ha detto...

Perdonate l'OT ma è appena uscita LA LETTERA AI SACERDOTI del Papa....vi metto questo passo:


Ai suoi parrocchiani il Santo Curato insegnava soprattutto con la testimonianza della vita. Dal suo esempio i fedeli imparavano a pregare, sostando volentieri davanti al tabernacolo per una visita a Gesù Eucaristia.[12]

“Non c’è bisogno di parlar molto per ben pregare” – spiegava loro il Curato - “Si sa che Gesù è là, nel santo tabernacolo: apriamogli il nostro cuore, rallegriamoci della sua santa presenza. È questa la migliore preghiera”.[13]

Ed esortava: “Venite alla comunione, fratelli miei, venite da Gesù. Venite a vivere di Lui per poter vivere con Lui...[14] “È vero che non ne siete degni, ma ne avete bisogno!”.[15]

Tale educazione dei fedeli alla presenza eucaristica e alla comunione acquistava un’efficacia particolarissima, quando i fedeli lo vedevano celebrare il Santo Sacrificio della Messa. Chi vi assisteva diceva che “non era possibile trovare una figura che meglio esprimesse l’adorazione... Contemplava l’Ostia amorosamente”.[16] “Tutte le buone opere riunite non equivalgono al sacrificio della Messa, perché quelle sono opere di uomini, mentre la Santa Messa è opera di Dio»,[17] diceva.

Era convinto che dalla Messa dipendesse tutto il fervore della vita di un prete: «La causa della rilassatezza del sacerdote è che non fa attenzione alla Messa! Mio Dio, come è da compiangere un prete che celebra come se facesse una cosa ordinaria!”.[18] Ed aveva preso l’abitudine di offrire sempre, celebrando, anche il sacrificio della propria vita: “Come fa bene un prete ad offrirsi a Dio in sacrificio tutte le mattine!”.[19]

Questa immedesimazione personale al Sacrificio della Croce lo conduceva – con un solo movimento interiore – dall’altare al confessionale.

http://difenderelafede.freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?idd=8636049

^__^

Stefano78 ha detto...

E' triste vedere la diversità di atteggiamento innanzi a situazioni dolorosamente critiche.

Vi sono situazioni critiche nella Santa Chiesa di Cristo, unica Chiesa Cattolica, e talvolta esse differiscono solo per gravità.

Certamente la gravità di moltissime situazioni non "sanzionate" formalmente, è evidente. Ve ne sono addirittura delle documentazioni fotografiche. Oltre alle documentazioni di altro e vario genere.

E' vero. Dovremmo avere un solo atteggiamento innanzi ai problemi che feriscono l'Unità.

L'atteggiamento della Speranza che la frattura si ricomponga presto! Perchè questo comando dal Santo Vangelo abbiamo ricevuto. Di Amarci come Gesù ci Ama e di Rimanere nel Suo Amore.

Non occorre dimenticare che il fine di questa Santa Unità, che può essere solo Opera dellO Spirito Santo, pena lo sconfinamento in una nuova Babele (!!), è sigillato da un vincolo senza il quale nessuna Unità è possibile. Poichè questo Vincolo è Opera Stessa dello Spirito Santo Paraclito. E' il Vincolo dell'Unica Fede.

Vi sono situazioni evidenti di disuninone, documentate, che spesso sono negate tenacemente a causa di molti motivi. Tra questi la mancata conoscenza della Verità o la sua distorsione.
Tali situazioni non hanno su di loro la sanzione diretta. Ma esse esistono, prosperano, sono riprese e corrette dai Papi, sono stigmatizzate dai Sinodi, sono deplorate dai molti successori di Pietro.

Di tali situazioni sentiamo il dolore, e con una maggiore appresnione rispetto a quella che esprimiamo per la vicenda della San Pio X, preghiamo che la ribellione cessi e che le Pecorelle del Signore possano tornare all'Unità dell'Unica Fede.

La San Pio X è "irregolare". E' "fuori dalla Legge Canonica", e la sua regolarizzazione passa attraverso dei colloqui di "chiarimento" sulla valenza del Concilio Vaticano II.

Di essa, della San Pio X, uno Vescovo "ostile" ha detto di recente: "Essa non ha fondato e non intende fondare un'altra Chiesa. Non ha e non intende avere altro Credo diverso da quello che professa la Chiesa di Roma".

Su questa base si fonda l'atto di clemenza del Pontefice che, in presenza di una "Chiesa" dichiaratamente non Cattolica non avrebbe potuto e dovuto esercitare.

Ebbene, l'atteggiamento è il medesimo ma la situazione concreta è differente.
Poichè se la San Pio X ha commesso certamente errori di "chiusura" e rigidità, testardaggine e sfiducia, ora si vede all'orizzonte la possibilità della ricomposizione di tale frattura.

Perchè, invece di ostinarci nel "partitismo" così deleterio per l'Unità nell'Unica Fede, non anteponiamo la Verità a tutto? Perchè non pregare insieme per la ricomposizione della frattura e DELLE fratture che non sono state definite ufficialmente come tali, ma che purtroppo esistono?

Il Santo Padre a Cassino così ha detto: "In quest’ottica si colloca l’odierna mia visita che, come ha ricordato il vostro Pastore, ha l’obbiettivo di incoraggiarvi a “costruire, fondare e riedificare” costantemente la vostra Comunità diocesana su Cristo. Come? Ce lo indica lo stesso san Benedetto, che raccomanda nella sua Regola di niente anteporre a Cristo: “Christo nihil omnino praeponere” (LXII,11). "

mic ha detto...

niente anteporre a Cristo: “Christo nihil omnino praeponere” (LXII,11). "

regola aurea da mai dimenticare e da applicare SEMPRE!

Infatti noi non parliamo per 'partigianeria' o con spirito fazioso; ma notiamo evidenti distorsioni della verità di fatti che sono sotto gli occhi di tutti

ed è evidente che non 'parteggiamo' per la FSSPX, ma cerchiamo almeno di riportare le cose in termini più equilibrati di quel che vescovi e media non mostrino, se non altro perché - al di là di alcuni irrigidimenti - in quel che insegna e pratica la Fraternità non incontriamo nulla di men che cattolico, a differenza di altre realtà

mic ha detto...

Bentornato, Steph!!!!
:)))))

mic ha detto...

Era convinto che dalla Messa dipendesse tutto il fervore della vita di un prete: «La causa della rilassatezza del sacerdote è che non fa attenzione alla Messa! Mio Dio, come è da compiangere un prete che celebra come se facesse una cosa ordinaria!”.[18] Ed aveva preso l’abitudine di offrire sempre, celebrando, anche il sacrificio della propria vita: “Come fa bene un prete ad offrirsi a Dio in sacrificio tutte le mattine!”.

portoppo è proprio la parola "sacrificio" (quello di Cristo e il nostro in Lui), insieme a espiazione, offerta, redenzione, che sono espunte dal vocabolario dei cristiani cosiddetti 'adulti' di oggi e, conseguentemente dalla loro vita di Fede!

Esiste solo l'enfasi sulla Risurrezione che, però da FATTO è diventata simbolo...

Stefano78 ha detto...

Bentornato, Steph!!!!
:)))))


Grazie Mic.

In realtà ancora non sto bene, la mia situazione è altalenante e mi affido sempre alle preghiere di voi tutti.

Spero che riesca a superare con l'Aiuto di Maria Santissima questo periodo. E soprattutto che la nostra Amata Chiesa possa avere la Pace.

D'altro canto è quello che dice il Salmo. "Invocate la Pace per Gerusalemme"!

Spero soprattutto che tutti possano riconoscersi nella Medesima Fede.

Ma questo è Opus Dei...

Un abbraccio a tutti

mic ha detto...

In realtà ancora non sto bene, la mia situazione è altalenante e mi affido sempre alle preghiere di voi tutti.

contaci! con l'affetto di sempre e più che mai :))

Timeo danaos dona ferentes ha detto...

Quanto alla "insubordinazione" di cui lei parla, essa non esiste, perché nessuno, tantomeno il Papa, ha vietato le ordinazioni sacerdotali in questione


Come non esiste insubordinazione?La Santa Sede ha chiesto di rinunciare.Inoltre esse non tengono conto del Vescovo(Ordinario del luogo)ma si svolgeranno in un tendone.Ma il Vescovo del luogo non e' stato ne' avvisato ne' invitato.Mi sembra una mancanza di rispetto sia della Santa Sede che dei Vescovi locali.La Fraternita' non puo' agire per conto suo se vuole rientrare nella Chiesa deve imparare a rispettatre gli altri.

Timeo danaos dona ferentes ha detto...

Ma quello che faccio piu' fatica a capire e' il perche' di queste ordinazioni?I sacerdoti ordinati non potranno esercitare nessun ministero almeno fino a che la Fraternita' non sara' riconosciuta dalla Chiesa.Non gli sara' permesso di celebarre in nessuna parrocchia cattolica quindi che senso ha?La Fraternita' vuole ritornare cattolica o vuole restare ai margini?

mic ha detto...

Come non esiste insubordinazione?La Santa Sede ha chiesto di rinunciare

quando come e dove lo avrebbe fatto!

Ma il Vescovo del luogo non e' stato ne' avvisato ne' invitato.Mi sembra una mancanza di rispetto sia della Santa Sede che dei Vescovi locali.La Fraternita' non puo' agire per conto suo se vuole rientrare nella Chiesa deve imparare a rispettatre gli altri.

la fraternità non dipende dal vescovo del luogo e agirà per conto suo fintantoché non avrà un'adeguata collocazione canonica che dovrà sfociare dagli imminenti colloqui.
Nel frattempo chi si dice Chiesa dovrebbe attendere e pregare anziché rimestare le acque

mic ha detto...

I sacerdoti ordinati non potranno esercitare nessun ministero almeno fino a che la Fraternita' non sara' riconosciuta dalla Chiesa.
Intanto la Fraternità come tale non ha bisogno di essere riconosciuta dlla Chiesa, perché già lo è stata fin dal 1970!
I sacerdoti potranno celebrar messa e amministrare i sacramenti validamente dovunque la Provvidenza li collochi: il che non mi sembra poco!

Non gli sara' permesso di celebarre in nessuna parrocchia cattolica quindi che senso ha?La Fraternita' vuole ritornare cattolica o vuole restare ai margini?

e allora? Mi sembra che sia proprio il Papa a non volerla lasciare ai margini!

Stefano78 ha detto...

Dice Timeo danaos dona ferentis
Ma quello che faccio piu' fatica a capire e' il perche' di queste ordinazioni?

La Santa Chiesa Cattolica ha bisogno di Sacerdoti che siano Santi. Siano Essi Ordinati Legittimammente che non legittimamente (a causa di problemi contingenti che si sperano in via di risoluzione)

Per SAcerdoti SAnti, si intende SAcerdoti dediti alla retta Fede, con rette e sante intenzioni, con filiale devozione al Papa e al suo Primato incontestabile, con amore filiale per il Vescovo, con spirito di autentico Sacrificio.

Carissimo, se questi Sacerdoti Ordinati dalla San Pio X, obbediscono a questa definizione, gioisci per la madre Chiesa. Finora abbiamo tutte i motivi per credere che Essi obbediscano a questa definizione.

Del resto il Santo Padre ha detto esplicitamente di pregare che i Sacerdoti siano simili al Santo Curato d'Ars.

Fallo anche tu fratello caro, aggiungendo nelle intenzioni "... e che Essi giungano presto alla regolarizzazione Canonica".

Saluti

mic ha detto...

puntuale e pertinente intervento che trascrivo da messainlatino.it

"" Prima, contro la FSSPX si sventolava la scomunica; ora questa non c'è più e si sventola l'illegittimità che formalmente c'è. Quando non ci sarà più nemmeno questa cosa si sventolerà?
Non lo sappiamo ma non abbiamo dubbi che qualcosa da sventolare qualcuno la troverà sicuramente. Negli ambienti ecclesiali la questione "lefebvriana" o non la si nomina neppure (è tuttora una sorta di grande tabù) o la si tratta sempre e soltanto secondo i vecchi cliché ecclesiali nati negli anni settanta: sono anticonciliari, punto e basta; nessuno sforzo per capire le loro motivazioni o, almeno, per esserne informati, no, niente: sono anticonciliari punto e basta. Eppure la tesi "lefebvriana" dello stato di necessità è stata ampiamente esposta e difesa anche da quella che oggi è una diocesi cattolica (l'Amministrazione Apostolica di Campos) a cui la Santa Sede non ha chiesto rettifiche o abiure. Ma andare a conoscere (non dico ad accettarle o condividerle) le tesi degli "anticonciliari" richiede uno sforzo che nessuno vuol fare, forse perché essendo tutte le reatà ecclesiali impegnatissime a conoscere, capire (e in non pochi casi pure a condividere, sic!)le posizioni ortodosse sul primato petrino o quelle protestanti sulla Scrittura, tempo per occuparsi d'altro non ne resta. Meglio tagliar corto e dire: i preti FSSPX sono anticonciliari, sono illegittimi. Ma il non voler capire le altre motivazioni di chi sulla non abolizione del messale antico aveva ragione dimostrando quindi una serietà e profondità di analisi, denota o paura o indifferenza. Ma non si può avere paura a conoscere quella che potremmo definire una sorta di coscienza critica cattolica, nè può esserci indifferenza per quello che è l'unico elemento di forte critica del Vaticano II.
Ma a certi settori ecclesiali non interessa capire un aspetto della vita della Chiesa. E allora? Semplice: i "lefebvriani" sono giuridicamente nella illegittimità ed è quindi meglio andare da un prete diocesano che vive apertamente more uxorio, che predica eresie, che spara a zero contro il Concilio di Trento o contro i Dogmi cattolici, che profana l'Eucaristia, piuttosto che andare da un prete "lefebvriano" che è contaminato dal più grande peccato che possa esistere sulla faccia della terra: criticare il Concilio Vaticano II.

Un'attenuante comunque i miei fratelli cattolici adulti ce l'hanno:
non è facile capire la storia mentre la si vive e i fatti si svolgono sotto i nostri occhi.
INNOMINATO ""

... e aggiungo: non è facile neppure quando si è 'accecati' da altri parametri e non si riesce a fare un corretto uso della ragione

Caterina63 ha detto...

Intervista all'arcivescovo Mauro Piacenza, segretario della Congregazione per il Clero che uscirà domani sull'OR riporto solo l'ultima domanda e risposta...ma consiglio la lettura integrale^__^

I media usano l'espressione di "abuso liturgico". È un tema che l'Anno sacerdotale affronterà ?

Purtroppo gli abusi liturgici non sono certo un'invenzione dei media, magari fosse così. Credo che il punto sia sempre lo stesso: se il sacerdote è padrone o se è servo, che in greco si dice "ministro", di Dio e del popolo. Se il sacerdote si autoconcepisce come "padrone" di Dio, delle "cose di Dio" e della fede propria e del popolo, evidentemente si avrà ogni abuso, non solo liturgico, ma anche dottrinale e disciplinare, in un soggettivismo totalmente appiattito sulla contemporanea "dittatura del relativismo", più volte segnalata dal Papa. Se, al contrario, egli sarà ciò che deve essere, cioè ministro e servo di Dio e degli uomini, osserverà le indicazioni della liturgia, ricordando che è Cristo stesso il celebrante, quando il sacerdote celebra e che nessuno può arbitrariamente spadroneggiare sulla fede della Chiesa e sul diritto dei fedeli a godere della sacra liturgia, così come la Chiesa stessa intende realizzarla.


(©L'Osservatore Romano - 19 giugno 2009)

mic ha detto...

Ma il non voler capire le altre motivazioni di chi sulla non abolizione del messale antico aveva ragione dimostrando quindi una serietà e profondità di analisi, denota o paura o indifferenza.

negli interlocutori NC incontrati anche in altri contesti non riscontrerei tanto paura o indifferenza, quanto piuttosto malafede...

Ma non si può avere paura a conoscere quella che potremmo definire una sorta di coscienza critica cattolica,

a meno che conoscerla non costringa a mettere in discussione il proprio "idolo"!

nè può esserci indifferenza per quello che è l'unico elemento di forte critica del Vaticano II.

anche in questo caso non solo non c'è indifferenza, ma l'ostilità nei confronti della FSSPX deriva dal fatto che la propria identità si fonda sul Vaticano II mal interpretato (e altro) e la critica la destabilizza

mic ha detto...

Se, al contrario, egli sarà ciò che deve essere, cioè ministro e servo di Dio e degli uomini, osserverà le indicazioni della liturgia, ricordando che è Cristo stesso il celebrante, quando il sacerdote celebra e che nessuno può arbitrariamente spadroneggiare sulla fede della Chiesa e sul diritto dei fedeli a godere della sacra liturgia, così come la Chiesa stessa intende realizzarla.

da incorniciare!

gianluca cruccas ha detto...

Risposta del Superiore del Seminario di Zaitzkofen
alle contestazioni dei Vescovi tedeschi

In seguito alle pressioni di alcuni episcopati europei, in particolare quello tedesco cui ha fatto eco la sala stampa vaticana Risposta del Superiore del Seminario di Zaitzkofen
alle contestazioni dei Vescovi tedeschi

In seguito alle pressioni di alcuni episcopati europei, in particolare quello tedesco cui ha fatto eco la sala stampa vaticana il giorno 17 giugno u.s., il Direttore del Seminario di lingua tedesca della Fraternità, Padre Stefan Frey, ha rilasciato la dichiarazione qui di seguito riportata.

L'accusa che viene rivolta alla Fraternità è quella di procedere ad ordinazioni sacerdotali prima di avere una situazione canonica definita. È evidente l'uso strumentale del Diritto Canonico semplicemente per impedire alla Fraternità di continuare la propria missione. È chiaro che se la Fraternità non ha uno status giuridico definito, si tratta d'una conseguenza della situazione gravissima in cui versa la Chiesa. Di tale crisi che coinvolge la Chiesa universale, l'atteggiamento degli Episcopati di lingua germanica ci sembra essere una delle più emblematiche espressioni.



Il seminario Cuore di Gesù della fraternità FSSPX in merito alla prevista ordinazione sacerdotale del 27 giugno 2009 dichiara quanto segue:
1. Queste ordinazioni verranno impartite nell`intenzione di servire la Chiesa Cattolica. Impartiremo tale ordinazione sacerdotale perchè vogliamo esprimere così la nostra unità con Roma. Tale unità consiste nel medesimo Magistero, nei medesimi Sacramenti e nel Sacrificio della Messa di tutti i tempi. I nuovi sacerdoti ordinati come tutti i membri della fraternità riconoscono l`ufficio del Papa e l`autorità della Chiesa. I candidati all`ordinazione pregheranno in tutte le loro Sante Messe nominalmente per il Santo Padre in carica così come per il vescovo locale, espressione di unità che tutti i sacerdoti della fraternità praticano da oltre trent`anni. Non vogliamo fondare alcuna chiesa parallela, bensì intendiamo conservare nell´unica vera Chiesa cattolica l`inestimabile tesoro della Tradizione Cattolica.
2. Il Santo Padre aveva sicuramente in mente un provvedimento di vita, e non di morte, con la revoca della scomunica ai quattro vescovi del 21 gennaio 2009. Il magnanimo gesto è stato soprattutto un provvedimento per gli imminenti colloqui teologici con i rappresentanti della Santa Sede, pensati per chiarire le rimanenti difficoltà e che si suppone non saranno facili.
3. Una situazione di emergenza richiede adeguati provvedimenti di necessità. Esiste nella Chiesa di oggi una tale situazione di emergenza? A tale nostra dichiarazione in appendice alleghiamo una serie di dichiarazioni di Pontefici, Cardinali, vescovi e teologi che documentano una tale crisi. Papa paolo VI parla di "autodemolizione della Chiesa", Papa Giovanni Paolo II di "silenziosa apostasia". Due esempi numerici: nel 1950 13 milioni di cattolici frequentavano regolarmente la Santa Messa domenicale, oggi sono meno di due milioni, una riduzione di più dell`85%! Il numero delle ordinazioni sacerdotali nelle diocesi tedesche quest`anno non ha raggiunto nemmeno il numero di 100, e mai si era verificata una cifra così bassa. Si tratta dell`esistere o del non esistere del Cristianesimo in Europa. Si dovrebbe rimandare l`ordinazione sacerdotale di nuovi preti formati sul solido fondamento della Tradizione Cattolica e che per la continuità della Chiesa sono così necessari? Non si dovrebbe ringraziare invece con insistenza il Signore per la Grazia di tali vocazioni, oggi che le vocazioni autentiche sono così rare? Di un affronto all´unità della Chiesa non se ne parla nemmeno, e tantomeno di un rifiuto alla mano tesa dal Santo Padre, per il quale ogni giorno preghiamo.

gianluca cruccas ha detto...

CONTINUA...

4. Gli adirati vescovi si appellano sempre al diritto canonico. Allora un paragone: un prezioso edificio brucia con fiamme alte, un gruppo di giovani uomini coraggiosi si affretta sul luogo dell`incendio per spengerlo o almeno circoscriverlo, per più tardi cominciare la ricostruzione. Ecco che però i tutori dell`ordine ostacolano tali uomini, dicendo loro che avrebbero infranto i limiti di velocità. Allora non è più valido l`ultimo canone del diritto canonico del 1983, in base al quale la suprema legge della Chiesa è la salvezza delle anime?
5. Poichè i problemi esistenti non sono di natura disciplinare, la discussione si deve portare allora su di un altro piano, quello della Fede. Se Papa Benedetto XVI nella sua lettera ai vescovi del 10 marzo 2009 ha dichiarato drammaticamente che la Fede in molte parti del mondo minaccia di estinguersi, non dovremmo allora tutti insieme fare il possibile per ricercare le cause di questa crisi della Fede ed eliminarle? In tal senso rinnoviamo la nostra disponibilità al dialogo con i vescovi tedeschi in un`atmosfera di pace e di onestà intellettuale, lungi da polemiche e sterili accuse.
Padre Stefan Frey, rettore del Seminario Herz Jesu

(traduzione a cura del blog di Messainlatino.it)

gianluca cruccas ha detto...

I neocatecumenali, eretici assetati di potere. Non si possono avallare teorie e idee contrarie alla sana tradizione della chiesa. Siamo indignati

“ I neocatecumenali? Sono in piena eresia, pagani, e fuori della sana tradizione della Chiesa, tristi figli dell’offuscamento post- conciliare”: lo afferma don Mauro Tranquillo, sacerdote tradizionalista della Società Sacerdotale San Pio X. Don Mauro lei sostiene che i neocatecumenali sono in eresia, per quale ragione?: “ intanto queste tesi sono state sostenute in passato anche dall’autorevole Padre Zoffoli, che era in comunione con Roma. Quando si rifiuta l’idea della Messa come sacrificio e si nega la continuità storica della Chiesa, siamo chiaramente in eresia, per non parlare delle libertà liturgiche che mi fanno rabbrividire, ma..” Ma?: “ tutto ciò ,non mi meraviglia. Il Cammino Neocatecumenale celebra una liturgia che è figlia degli errori dottrinali del Vaticano II. Cioè la loro messa appartiene, con varianti, al Novus Ordo e quindi se l’albero è malato, produce frutti cattivi, nel loro caso addirittura eretici .Lo ripeto, ...
... i neocatecumenali sono eretici e per giunta molto potenti”. Si ferma un attimo: “ quale autorità morale e storica hanno loro per accusare la Chiesa di essersi spesso paganizzata”?. Però i loro statuti sono stati recepiti dalla Chiesa: “ gli errori esistono sempre. Noi siamo contrari al riconoscimento di certe realtà. Per esempio alla Santa Comunione ci si deve accostare con riverenza, ed invece assistiamo al triste spettacolo di chi in stile militaresco ci va a braccia conserte. Il riconoscimento degli statuti neocatecumeanli è stato celebrato in pompa Magna come con pochi altri è stato mai fatto: “ io non lo comprendo. Ma vuol dire che oggi nella Chiesa contano aspetti di potere, di influenza socio economica, che possono portare allo scandalo e all’eresia”.
Le piace la liturgia dei neocatecumenali?: “ guardi, io non ho un particolare motivo di lamentela contro di loro, per la semplice ragione che rappresentano una delle tante facce negative della realtà post -conciliare. Il Concilio ha prodotto anche questo. Era da metterlo in conto. La trasformazione della messa come festa e banchetto avrebbe potuto sfociare in teorie simili ed è puntualmente avvenuto. Nella stessa misura non sono d’accordo con quanti, in stile Veltroni dicono: è valida la nuova messa, ma anche l’ antica. La sola,vera messa è quella partorita dal Concilio di Trento, quella tradizionale ed antica. Nessuno può stravolgere e ammazzare la tradizione”.
Lei sostiene che le donne e i laici non possono leggere la liturgia della Parola: “ non lo sostiene don Mauro,ma la dottrina della Chiesa e vi è una ragione”. Quale?: “ la liturgia della Parola è prodromica alla liturgia eucaristica. Che innegabilmente viene celebrata da un ministro consacrato. Dunque anche la liturgia della Parola deve essere svolta da un ministro. Io dico di no non solo alle donne ,ma anche ai laici uomini. La liturgia della Parola è ruolo del celebrante o di un ministro di culto. Così come l’amministrazione della comunione sia affidata a sacerdoti e diaconi”.
I critici del Motu Proprio hanno sostenuto che in tal modo si creava una Chiesa alternativa: “ ma quale Chiesa alternativa. In verità con tanta pompa concessa ai Neocatecumenali sono stati riconosciuti e glorificati loro, in odore di piena eresia. Ma lo ripeto anche nel Rinascimento si tollerano eresie ed errori davanti al fascino del potere e dell’influenza. Lo ripeto: dal punto di vista dottrinale sono degli eretici”.
Bruno Volpe

http://www.pontifex.roma.it/index.php/interviste/religiosi/1133-i-neocatecumenali-eretici-assetati-di-potere-non-si-possono-avallare-teorie-e-idee-contrarie-alla-sana-tradizione-della-chiesa-siamo-indignati

gianluca cruccas ha detto...

Stefano78 ha detto...

...Vi sono situazioni evidenti di disuninone, documentate, che spesso sono negate tenacemente a causa di molti motivi. Tra questi la mancata conoscenza della Verità o la sua distorsione.
Tali situazioni non hanno su di loro la sanzione diretta. Ma esse esistono, prosperano, sono riprese e corrette dai Papi, sono stigmatizzate dai Sinodi, sono deplorate dai molti successori di Pietro...

APPUNTO I NEOCATECUMENALI

Ti salutiamo anche io e Annarita Stefano.
Pregheremo per te...

GIANLUCA CRUCCAS

mic ha detto...

fanno eco alle parole del Papa nella Lettera ai Sacerdoti, queste del card Caffarra:

""Cari fratelli sacerdoti, nelle divine parole ispirate viene indicata la finalità ultima della nostra autodonazione alla Chiesa, e quindi l’orientamento del nostro ministero sacerdotale.
Il nostro ministero è in ordine alla santificazione della comunità. Come vi è ben noto la semantica biblica del termine “santificazione” non è dominata dal significato morale, ma da quello ontologico. La santificazione è il trasferimento dell’uomo nella sfera di Dio. S. Paolo scrivendo ai Romani lo dice in modo stupendo: «a causa della grazia che mi è stata concessa da parte di Dio di essere un ministro di Cristo Gesù tra i pagani, esercitando l’ufficio sacro del Vangelo di Dio perché i pagani divengano un’oblazione gradita, santificata dallo Spirito Santo» [Rom 15,15-16]. La Bibbia di Gerusalemme commenta: “l’apostolato è una liturgia (cfr 1,9) in cui l’apostolo – più esattamente il Cristo per mezzo di lui – offre gli uomini a Dio”.
Cari fratelli sacerdoti, quanto lungamente, quanto profondamente dovremo meditare lungo l’Anno sacerdotale queste divine parole! L’Apostolo non fa che riecheggiare le parole di Gesù: «per loro io consacro me stesso, perché siano anch’essi consacrati nella verità» [Gv 17,19].
La nostra predicazione del Vangelo ha lo scopo e la forza di strappare le persone dal mondo e trasferirle nella sfera di Dio.""

La S. Messa e il confessionale: lì è l'Opera di Dio. La catechesi deve insegnare le verità di fede per viverla rettamente la Fede e alimentarla continuamente, non arcani, giudaismi e psicologismi

Stefano78 ha detto...

Dall'articolo di Pontifex quoto questo e solo questo: " guardi, io non ho un particolare motivo di lamentela contro di loro, per la semplice ragione che rappresentano una delle tante facce negative della realtà post -conciliare."

Il resto della poszione sul Concilio espressa dall'intervistato mi trova in paraziale disaccordo, perchè il Concilio, interpretato secondo l'ermeneutica Benedettiana, NON HA la possibilità di rendere eversivo il suo contenuto.

Viceversa, lasciato all' INTERPRETAZIONE SOGGETTIVA, vi può essere (e c'è) quello sfacelo giustamente evidenziato. Potremmo discutere se un Conclio possa essere soggetto a "interpretazione". Ma la stessa valenza del Vaticano II risponde per noi: è un Concilio Pastorale. Un unicum nella storia, ma non per questo non identificabile come tale.

Occorre seguire le orme di Papa Benedetto e partire a piccoli passi, per arrivare alla grande corsa.

Se si parte correndo, senza "riscaldamento", non si arriva alla meta e magari si rischia pure un tracollo!

Questo lo sto capendo. Osservando i gesti del Papa, anche i più piccoli. E la sua sollecitudine pastorale.

La San Pio X deve mediare su alcune sue posizioni dove si può e si deve farlo.

Sono sicuro che l'illuminata guida del Superiore della Fraternità ne terrà conto.

Stefano78 ha detto...

Dice Mic:

La S. Messa e il confessionale

L'ho sempre pensato anche io. A parte che è la Tradizione della Chiesa di Tutti i tempi ad affermarlo. Per i "patiti" della "sola scrittura", questa Tradizione, come tutta, si fonda su di essa.

San Paolo scongiura i fedeli: "Lasciatevi riconciliare con Dio"! E sta parlando del Sacramento della Penitenza perchè parla ai Battezzati!

E' questo il vero itinerario "neo-catecumenale" da percorrere.

E' fatto di un "percorso" che va dall'ingresso della Chiesa al Confessionale e viceversa.^_^

Io lo sto provando sulla mia pelle, in concreto. In questo periodo il Confessionale è rifugio e fonte di refrigerio...

Quanto è importante fare un Confessione degna e "corretta"!

E' per mezzo di quella che possiamo chiedere le Sante Indulgenze.

Che Dio possa riportarci tutti davanti al COnfessionale. Tutti. Kiko e Carmen compresi.

Stefano78 ha detto...

Un'attenuante comunque i miei fratelli cattolici adulti ce l'hanno:
non è facile capire la storia mentre la si vive e i fatti si svolgono sotto i nostri occhi.
INNOMINATO ""

... e aggiungo: non è facile neppure quando si è 'accecati' da altri parametri e non si riesce a fare un corretto uso della ragione


Appunto. Questa giusta osservazione ci da anche i criteri per affrontare questi tempi in modo altrettanto giusto.

gianluca cruccas ha detto...

http://paparatzinger2-blograffaella.blogspot.com/2009/06/papa-ratzinger-ha-rinnovato-la-curia.html

Curie e Curiali

Ratzinger ha rinnovato la Curia più di Wojtyla ma nei ruoli chiave nulla è cambiato

Di Andrea Bevilacqua

Un ben scritto e puntuale articolo di Avvenire nell'edizione dell'altro ieri ha voluto fare il punto sulla situazione della Curia Romana passati quattro anni dall'elezione di Joseph Ratzinger.
E, soprattutto, ha voluto dire forte e chiaro un concetto: il Papa tedesco nelle nomine di Curia, ovvero nelle nomine dei capi dicastero della Santa Sede, ha lasciato il segno, si è mosso a dovere rinnovando il Vaticano più di quanto lo rinnovò Carol Wojtyla nei suoi primi anni di Pontificato.
Davvero? Sì, è vero.
Le cose, dati alla mano, stanno così. Eppure occorre qualche precisazione. E cioè dire che se è vero che Ratzinger di nomine ne ha fatte parecchie, è anche vero che per molti, soprattutto tra coloro che lavorano all'interno della stessa Curia Romana, queste nomine non hanno significato quel rinnovamento e quel «rinverdimento» da più parti auspicato allorquando, nella Via Crucis che precedette il conclave del 2005, il cardinale Ratzinger scosse gli uomini di Chiesa dicendo: «Quanta sporcizia c'è nella Chiesa, e proprio anche tra coloro che, nel sacerdozio, dovrebbero appartenere completamente a Lui».
Parole che vennero lette come una promessa di un'azione prossima futura, nel caso i padri conclavisti avessero scelto l'allora Prefetto della Dottrina della Fede quale loro nuovo Pontefice.
Alcune nomine, infatti, ad esempio William Y. Levada, Leonardo Sandri, Ivan Dias, Claudio Hummes , sembrano essere state dettate più che altro da logiche geografiche: occorreva portare un nordamericano, due sudamericani e un asiatico a Roma. Altre, invece, sembrano essere state messe in campo dalla necessità - ovviamente non disprezzabile di «promuovere» al fine di «liberare» posti cruciali.
Non è certamente facile governare a dovere la Curia Romana. Molto dipende, soprattutto dalla riforma della stessa Curia promossa da Paolo VI in poi, da come lavora la Segreteria di Stato.
Un dicastero che da tempo pare necessitare, anch'esso, di rinnovamento nelle seconde fila.
Anche se, a bene vedere, a parte la partenza per l'Ordine di Malta (ne è divenuto pro-patrono) del potente arcivescovo Paolo Sardi, nulla è cambiato.
La medesima sorte della Segreteria di Stato sembra riguardare due altri snodi davvero fondamentali per un buon governo di Curia: lo Ior e la Congregazione dei Vescovi.
Nella Banca Vaticana, organismo che non naviga certo in buone acque dopo la pubblicazione dell'archivio Dardozzi all'interno del libro di Gian Luigi Nuzzi «Vaticano S.p.A», Angelo Caloja sembra destinato a concludere interamente e dunque a rimanere fino al 2011.
E con lui monsignor Piero Pioppo, ovvero l'ex segretario particolare dell'ex segretario di Stato Angelo Sodano, da qualche mese divenuto inspiegabilmente «prelato dello Ior», una carica da tempo caduta in disuso ma rispolverata in pochi giorni appositamente per lui.
Nella Congregazione dei Vescovi al proprio posto almeno fino a gennaio del 2010 rimane il cardinale Prefetto Giovanni Battista Re.
Le nomine dei vescovi sono uno snodo cruciale e, evidentemente, le ultime gestioni non certo felici di alcune situazioni, caso di Linz in testa, stanno passando senza fare troppi danni. Almeno nella stessa Congregazione che decide le nomine dei Vescovi.

gianluca cruccas ha detto...

http://blog.messainlatino.it/

venerdì 19 giugno 2009
Voci di regolarizzazione canonica provvisoria per i lefebvriani
Secondo Father Zuhlsdorf, ex membro della Commissione Ecclesia Dei, varie fonti vaticane da lui consultate dichiarano che il Superiore della Fraternità S. Pio X, mons. Bernard Fellay, sarebbe disposto ad accettare una qualche sorta di status canonico provvisorio.

Pare che poco dopo la revoca delle scomuniche, mons. Fellay abbia rifiutato di firmare un documento, propostogli da parte vaticana, che chiedeva la revoca anche delle sospensioni a divinis. Questo perché la conseguente regolarizzazione canonica, per positiva ch'essa fosse, avrebbe implicato di attenersi d'ora innanzi alle direttive romane e, soprattutto, di non poter più prescindere totalmente dai vescovi delle diocesi ove la Fraternità è presente. Prospettiva particolarmente preoccupante, come mostra, a posteriori, l'ottusa malevolenza dei vescovi tedeschi nelle ultime settimane.

E' per questi timori che la FSSPX vuole risolvere i problemi dottrinali prima di quelli canonici.

Tuttavia, dato il polverone che si sta levando, montato ad arte da certi episcopati, può diventare molto opportuno metter tutti a tacere regolarizzando in qualche modo, certo transitorio e ad hoc, la situazione canonica della Fraternità e delle sue ordinazioni.

A dire il vero, non si tratta di una novità. Già nel marzo scorso Mons. Fellay, in un'intervista alla rivista americana Angelus, la adombrava:
- Che tipo di soluzione canonica è attualmente proposta, se ce n'è una?
E' troppo presto per dirlo con precisione. Noi sappiamo che Roma lavora da tempo su questo progetto canonico e che una proposta ci sarà fatta a tempo opportuno.[..] Secondo il nostro programma, questo dovrebbe avvenire dopo la soluzione dei principali problemi da sciogliere nelle discussioni dottrinali.
- E' possibile che siano date alla Fraternità facoltà temporanee, mentre le discussioni dottrinali hanno intanto luogo, parallelamente?
Anche qui, a rischio di ripetermi, dirò che è troppo presto per dirlo. Noi pensiamo che entro qualche tempo avremo precisazioni su questo punto. Sarebbe certamente pericoloso ridurre la questione della Fraternità a un problema di diritto canonico.

gianluca cruccas ha detto...

Continua...

Si tratterebbe di una soluzione, interinale e provvisoria (ma si sa che poche cose sono altrettanto durature di quelle provvisorie e ad experimentum): lasciare la Fraternità in uno stato di limbo giuridico, ma nondimeno riconoscere il carattere cattolico e la legittimazione ad amministrare tutti i sacramenti, togliendo ogni dubbio di sospensione a divinis dei suoi sacerdoti. Il riconoscimento comporterebbe anche il consolidamento e il riconoscimento de facto dello stato attuale (statuti, apostolati, comunità religiose connesse). Tutta l’attività della Fraternità perderebbe ogni carattere illecito dal punto di vista del diritto canonico, pur restando la stessa di fatto indipendente e non ancora inquadrata in una struttura canonica.

Si tratta, beninteso, di una forzatura al diritto canonico, sicché per giustificarla si parlerebbe di concessione di "facoltà temporanee" (sacramentali e disciplinari). La soluzione non obbligherebbe le parti in questione: né la Fraternità, che potrebbe continuare ad emettere le sue "riserve dottrinali" verso il Concilio (evitando tra l’altro il rischio, almeno nell’immediato, di una scissione della sua ala più oltranzista e contraria ad accordi con Roma), né la Santa Sede, che potrebbe continuare a prendere le distanze dalla Fraternità, evitando così di esporre troppo il fianco agli alti lai dei progressisti.

La Fraternità resterebbe come è ora; ma liberata di ogni macchia di scomunica, di scisma, di illiceità, potrebbe con ben maggiore efficacia raggiungere fedeli finora restii proprio per quegli stigmi. E quindi rafforzarsi ulteriormente; il che, oltre a corrispondere ovviamente al desiderio dei lefebvriani, può essere quanto mai utile anche in funzione del disegno del Papa di una reinserzione di alcuni elementi tradizionali nell’ordinario tessuto ecclesiale (orrida espressione: ma avreste preferito "nel mainstream della Chiesa"?), in vista del più ampio, e improcrastinabile, disegno della riforma della riforma.

Timeo danaos et dona ferentis ha detto...

Stefanos78

La Santa Chiesa Cattolica ha bisogno di Sacerdoti che siano Santi. Siano Essi Ordinati Legittimammente che non legittimamente (a causa di problemi contingenti che si sperano in via di risoluzione)

Caro amico un sacerdote e' santo anche perche' si attiene alle regole ecclesiastiche.E' logico che la Chiesa abbia delle regole altrimenti i Vescovi si mettono a ordinare Sacerdoti alla rinfusa!!Non e' giusto.I Sacerdoti santi non sono una prerogativa della Fraternita' Pio X° se ragionamo in questi termini partiamo gia' con il piede sbagliato.C'è un complesso di superiorita' che e' sbagliato.Sulla sanita' dei preti della Pio X°e ' ancora tutta da dimostrare.

by Tripudio ha detto...

Leggo su Fides et forma di una strigliata ai neocatecumenali ad opera del vescovo di Taranto, mons. Benigno Papa, del 21 gennaio scorso ma che fino ad oggi non era ancora trapelata (notevole, vero?)

Mi viene il sospetto che ci siano numerosi altri provvedimenti del genere che ancora non sono diventati "pubblici"...

by Tripudio ha detto...

Gentile signor Timeo,

la citazione esatta è "timeo Danaos et dona ferentes" ("temo i greci anche quando portano doni").

Da chi odia il latino, non c'era mica da aspettarsi una citazione senza errori...

jeff m. ha detto...

Ma quanto è ridicolo chi si appella a queste idiozie pur di criticare?

E quindi, quanto sono ridicolo io quando faccio notare a tripudio che (fonte: wikipedia, certo non autorevole ma affidabile):

"La frase latina Timeo Danaos et dona ferentis (e non come comunemente ed erroneamente tramandato ferentES, in quanto l'autore volle usare una forma arcaica)"

Suvvia, basta fare i dottorini e parliamo di cose più serie...

mic ha detto...

Suvvia, basta fare i dottorini e parliamo di cose più serie...

Caro Jeff,
mi spiace che stai di vedetta solo per 'filtrare' queste cose in fondo secondarie e non hai niente da dire sul merito :(

perché mi sembra che in oltre 30 post tutto si sia fatto tranne che i dottorini!

mic ha detto...

Leggo su Fides et forma di una strigliata ai neocatecumenali ad opera del vescovo di Taranto, mons. Benigno Papa, del 21 gennaio scorso ma che fino ad oggi non era ancora trapelata (notevole, vero?)

nonostante risalga a diversi mesi fa è attendibile che nessun NC ne conosca l'esistenza, tranne che i diretti interessati, naturalmente!

Ma a proposito di questo Jeff non ha nulla di dire! Tenendo conto che le 'puntualizzazioni' del Vscovo corrispondono a molte nostre critiche sempre accolte come falsità e calunnie...

mic ha detto...

Caro amico un sacerdote e' santo anche perche' si attiene alle regole ecclesiastiche

se basta questo per essere santi! le regole... perché avete il bollino? e la Comunione col Signore e nel Signore, dove la mettiamo?

Stefano78 ha detto...

nonostante risalga a diversi mesi fa è attendibile che nessun NC ne conosca l'esistenza, tranne che i diretti interessati, naturalmente!


Questo Decreto va preso a modello di quello che può fare un Santo Vescovo che, come diceva "Timeo", si attiene alle Regole della Fede e dello Statuto del Cammino.

Vedete cosa può fare lo Statuto del Cammino di cui siamo stati così disgustati?

Vedete che il Vescovo in questione ha dato direttive riferendosi allo statuto, alla lettera del Culto, alle disposizioni universali?

Si dirà che è una goccia nel mare, che è difficile se non impossibile ottenere questa attuazione ovunque, che vi sono degli specchietti per le allodole.

Intanto, però, se non si inizia si è sicuri che nulla cambierà.

Questi sono inizi. Ottimi inizi.

A prescindere da quello che si dirà di queste disposizioni, come avvenne per quelle del Papa, esse sono un ottimo inizio. E' il grano di senape.

Occorreva ed occorre evidenziare quello che questo Vescovo evidenzia della sostanza dello Statuto approvato alla Fondazione Nc.

Fratelli Nc. Osservate le "regole", come dice Timeo. Ma non quelle solo giuridiche. Quelle che stanno alla base della Fede. Come in questo caso. Fatelo col cuore. Noi vi aspettiamo per essere finalmente in Comunione e perchè questa Comunione si Opera dello Spirito, nell'Unica Chiesa.

gianluca cruccas ha detto...

...Ma se vuole che si creda alla retta Fede Cattolica DELL'ERETICO KIKO ARGUELLO, in particolar modo all‟amore al Santissimo Sacramento, porti il Santissimo Sacramento dentro una vera Struttura di Chiesa Cattolica, e non sul tetto, si metta in ginocchio, pubblicamente, e non in segreto, e soprattutto tolga i drappi neri dai tabernacoli, faccia 3 ore di Adorazione Eucaristica, si penta dei suoi misfatti, tutti conosciuti, prima davanti a Dio, e poi pubblicamente davanti a tutte le persone che ha rovinato, reciti il Credo Cattolico davanti all‟Eucaristia e infine ripari i suoi danni. Se farà tutto questo, forse gli crederemo...

Quando questo mirabolante eretico, dira' tutta la verita' su tutti i suoi misfatti perpretati per quaranta anni forse si potra' pregare insieme a loro, per adesso, io, non preghero' insieme alla setta eretica del cammino, ma preghero' per loro, perche' vengano liberati dalle grinfie del loro fondatore e dalle grinfie di chiunque gli appoggi.

CRUCCAS GIANLUCA

Stefano78 ha detto...

Bisogna pregare perchè i responsabili del CnC vengano animati da un sincero e profondo amore per la Chiesa di sempre.

Solo questo Amore potrà dare un'effettiva svolta ai problemi.

Se il responsabili del CnC lasciano le proprie convinzioni per farsi "portare" da altri, dalla Chiesa di sempre, dal Papa, il problema sarà risolto.

Ora, se nella Diocesi di Taranto il Vescovo (visto che è stato lui in persona a definire la situazione ne ha conoscenza diretta) otterrà il rispetto delle sue norme (che sono quelle del Papa), a Taranto il CnC avrà una possibilità incredibile di essere in vera Comunione!

Togliendo al CnC la "privatezza" si toglie la sua possibilità di difesa assoluta identitaria.

Viene da sperare che, amando davvero la Chiesa, questo "morire a se stessi" per guadagnare molto di più, possa avvenire con gioia per il CnC.

Quella gioia di cui abbiamo sentito tante volte parlare riguardo alle "approvazioni" o alle disposizioni Papali. Che poi invece sono state definite come una iattura da Kiko in conferenza stampa.

Dio volgia che Kiko consideri davvero con Gioia le disposizioni della Chiesa, ma soprattutto la Sua Fede di semrpe, perchè solo così, soltanto così sarà possibile la Comunione Vera tra tutti noi.

Caterina63 ha detto...

FERMI TUTTI....NOVITA' IN ARRIVO!!!!

Mic sta per pubblicarlo, ma un grazie intanto a Fides et Forma da dove giunge la notizia ergo non aggiornate questo thread...attendete il nuovo
^__^

http://fidesetforma.blogspot.com/2009/06/din-din-din-taranto-suona-la-campanella.html

Stefano78 ha detto...

Sì Cate, l'ho già letto tutto. -__^

Caterina63 ha detto...

misà che mic non c'è riuscito a pubblicarlo ^__^

stavamo al telefono e andava di fretta...

jeff m. ha detto...

mic ha detto...

"Leggo su Fides et forma di una strigliata ai neocatecumenali ad opera del vescovo di Taranto, mons. Benigno Papa, del 21 gennaio scorso ma che fino ad oggi non era ancora trapelata (notevole, vero?)

nonostante risalga a diversi mesi fa è attendibile che nessun NC ne conosca l'esistenza, tranne che i diretti interessati, naturalmente!

Ma a proposito di questo Jeff non ha nulla di dire! Tenendo conto che le 'puntualizzazioni' del Vscovo corrispondono a molte nostre critiche sempre accolte come falsità e calunnie..."

Sai mic, mi dispiace che tu mi veda come una "vedetta". In passato eri pure arrivato a dire che fossi mandato da chissà quale catechista...la verità è che quando posso mi metto a leggervi, senza ormai perdere tempo a rispondervi in quanto ho constatato che si generano sempre solo sterili polemiche e circoli viziosi senza alcuna conclusione.
Anche per questo, quando mi riaffaccio da queste parti, ripeto sempre il mio desiderio di incontrarci tutti dal vivo per pregare insieme, iniziativa che purtroppo non incontra mai il vostro appoggio - e non riesco proprio a capire il perchè...al di là dei deliri di gianluca cruccas, che sono un altro discorso... -

Tuttavia a volte non riesco proprio a trattenermi quando vedo che vengono fatte passare dalla moderazione certe polemiche o frecciatine totalmente inutili (ma indicative dello spirito che muove tali persone) come quella di tripudio.

Ad ogni modo, visto che hai chiesto una mia opinione sulla notizia del vescovo di Taranto ti rispondo che è vero quello che dici: nessuno di noi sapeva nulla, tranne i diretti interessati. E non vedo cosa ci sia di strano. O tu conosci tutti i documenti scritti in tutte le diocesi di italia?
E' più che comprensibile che la richiesta che un Vescovo fa al movimento della propria diocesi venga discussa all'interno della suddetta diocesi. Detto per inciso, per lo stesso motivo non mi esprimo nemmeno sulla questione-giapponese, visto che non appartengo a quella diocesi e non sono in grado di stabilire cosa stia accadendo veramente lì.
Comunque sia le richieste del Vescovo mi sembrano in linea con gli statuti, quindi non mi sembra proprio chissà che notizia...e mi auguro che i fratelli di Taranto abbiano l'umiltà di accettare le sue disposizioni...pregherò per questo...


Ma il vero problema è un altro, ragazzi miei, e non riguarda Taranto ma voi.
L'ho detto altre volte e lo ripeto: voi siete schiavi del Cammino.
E' drammatico. Pensate che lo siano i neocatecumenali, ma non è così. O, se è così, voi lo siete molto di più.
Ve lo dico, è assurdo il vostro maniacale e perverso interesse verso questo movimento. Non ho mai visto niente del genere in nessun neocatecumenale.
Assurda la vostra spasmodica ricerca di notizie. La vostra disperazione quando sono notizie di approvazione verso il cammino e viceversa l'esultazione in caso di notizie contrarie (anche in caso di notizie quasi irrilevanti, come in questo caso). So già che ignorerete queste mie parole, e vabbè...mi dispiace davvero, ma spero che apriate gli occhi prima o poi...

Boh, vabbè, ho già scritto troppo. Direi che basta così.
Buon proseguimento e alla prossima.

Stefano78 ha detto...

L'ha pubblicato qua: http://www.internetica.it/neocatecumenali/news.html

mic ha detto...

e qua, insieme a tutti gli altri dei Vescovi critici

mic ha detto...

Ma il vero problema è un altro, ragazzi miei, e non riguarda Taranto ma voi.
L'ho detto altre volte e lo ripeto: voi siete schiavi del Cammino.
E' drammatico. Pensate che lo siano i neocatecumenali, ma non è così. O, se è così, voi lo siete molto di più.


questa è la tua impressione, caro mio. Noi non siamo schiavi del cammino, ma se mai schiavi (nel senso di votati, appartenenti) di Cristo, perché la nostra critica al Cammino non ha altro motivo e fondamento che la difesa e l'informazione corretta sulla FEDE in Cristo Signore e su tutto ciò che la inquina e la sfigura, a partire dal Cammino

e solo perché l'informazione al riguardo è deficitaria per una marea di motivi già analizzati, ma senza nemmeno focalizzare l'attenzione esclusivamente su esso, tant'è che proprio questo thread, guarda caso, è iniziato con un altro argomento

Ve lo dico, è assurdo il vostro maniacale e perverso interesse verso questo movimento. Non ho mai visto niente del genere in nessun neocatecumenale.
Assurda la vostra spasmodica ricerca di notizie.


a te sembrerà assurdo e maniacale; ma non siamo tanto noi a cercare le notizie, quando esse a raggiungerci, visto che stiamo attenti a tutto quanto, soprattutto in questi ultimi tempi, riguarda il ritorno alla Tradizione, per troppo tempo rinnegata nella Chiesa. Siamo partiti dal Cammino perché la nostra esperienza è da lì che parte, ma non esclude dall'orizzonte l'intera realtà ecclesiale negli aspetti che più colpiscono e fanno problema in questo nostro tempo, ma paradossalmente costituiscono anche un grande dono per il percorso interiore e di relazioni che ci inducono a fare

Certo i neocatecumenali non sono i soli a creare problemi, i cosiddetti "progressisti" non sono in pochi; ma le voci dei Fedeli come noi vanno aumentando, tant'è che le notizie che di solito davamo noi, oggi le ha date Fides et Forma, giorni fa messainlatino.it... come vedi le cose si evolvono

quanto al maniacale e perverso non ti sembra di esagerare e di andarci giù duro del tutto gratuitamente? Cosa puoi vedere di "perverso" nella difesa della nostra identità cattolica attraverso la denuncia di ciò che contrasta col Magistero di sempre o di maniacale nella tenacia nel portare avanti percorsi di confronto, di scambio, di informazione, che hanno l'effetto principale di rafforzare e approfondire la nostra di Fede oltre che quello di mettere in guardia e dare voce al disagio e ai dubbi di molti!

mic ha detto...

(anche in caso di notizie quasi irrilevanti, come in questo caso)

non giudicherei così irrilevanti le direttive di un vescovo che stanno a dimostrare come nulla e cambiato da parte vostra nonostante lo statuto e confermano quel che noi sosteniamo da tempo, e cioè che la lettera di Arinze non è affatto superata

mic ha detto...

leggo trascrivo e condivido

E' una domanda che in molti vescovi e laici si pongono e alla quale essi non sanno dare una risposta, non capendo il perché dell'"ostinazione" papale nell'occuparsi di un manipolo di "anticonciliari". E' la malattia della Chiesa che non si vede o che non si vuol vedere. E certamente stando a razzolar nell'aia non la si vedrà mai; ma Ratzinger è un'aquila che vola alto, e ben vede ciò che le galline dell'aia non possono vedere, intente come sono a beccar pietruzze.
La soluzione canonica provvisoria ventilata fa sorridere, ma, nell'attuale situazione ecclesiale -che non di rado più che sorridere fa ridere e anche piangere- ha tutte le caratteristiche per apparire ed essere un'ottima soluzione.

gianluca cruccas ha detto...

...Perfino le nostre carenze, i nostri limiti e debolezze devono ricondurci al Cuore di Gesù. Se infatti è vero che i peccatori, contemplandoLo, devono apprendere da Lui il necessario "dolore dei peccati" che li riconduca al Padre, questo vale ancor più per i sacri ministri.

Come dimenticare, in proposito, che nulla fa soffrire tanto la Chiesa, Corpo di Cristo, quanto i peccati dei suoi pastori, soprattutto di quelli che si tramutano in "ladri delle pecore" (Gv 10,1ss), o perché le deviano con le loro private dottrine, o perché le stringono con lacci di peccato e di morte? Anche per noi, cari sacerdoti, vale il richiamo alla conversione e al ricorso alla Divina Misericordia, e ugualmente dobbiamo rivolgere con umiltà l'accorata e incessante domanda al Cuore di Gesù perché ci preservi dal terribile rischio di danneggiare coloro che siamo tenuti a salvare...

Questo e' uno stralcio della bellissima omelia del Santo Padre nei vespri di oggi, questa omelia presa in se stessa e ineccepibile, ma a me personalmente mi lascia un senso di vuoto, nonostante ripeto sia ineccepibile, tutto cio' stona grandemente, come si puo' aver dato un falso statuto ai NC?, falso perche' codesto falso statuto rimanda continuamente alle abberranti catechesi di Kiko Arguello in mano al Vaticano oramai da svariati anni.

Come si puo' dare uno statuto con la dottrina non ancora approvata?

Come si fa a dare un ulteriore mandato apostolico ad una evidente setta eretica, per la cosidetta nuova evangelizzazione?

Come si fa a lasciare la gestione dei seminari NC nelle mani dell'eretico Kiko Arguello?


Che fine anno fatto tutte le testimonianze mandate nelle sedi competenti nel Vaticano?

A me personalmente non mi incanta piu' nessun bel discorso, ma attendo le azioni, le azioni completamente Cattoliche che difendano senza compromessi la fede che il Signore ci ha donato, e l'avvallo ai neocatecumeni va contrariamente a questa difesa che la Chiesa Cattolica ha adoperato per 1958 anni, poi c'e' stato lo sconcertante concilio vaticano II...

Come dimenticare, in proposito, che nulla fa soffrire tanto la Chiesa, Corpo di Cristo, quanto i peccati dei suoi pastori, soprattutto di quelli che si tramutano in "ladri delle pecore" (Gv 10,1ss), o perché le deviano con le loro private dottrine, o perché le stringono con lacci di peccato e di morte? Anche per noi, cari sacerdoti, vale il richiamo alla conversione e al ricorso alla Divina Misericordia, e ugualmente dobbiamo rivolgere con umiltà l'accorata e incessante domanda al Cuore di Gesù perché ci preservi dal terribile rischio di danneggiare coloro che siamo tenuti a salvare...

Con l'avvallo della setta eretica dei NC questa parole si sono certissimamente avverate, e chi le a fatte avverare? Coloro che hanno dato e permesso un falso statuto e un mandato per la nuova evangelizzazione...

A me sembra che i malati e sacenti non siano quelli della comunita' della San Pio X, ma siano quelli della forse ancora Chiesa Cattolica...

Naturalmente questo e' un mio personale pensiero...

CRUCCAS GIANLUCA

Caterina63 ha detto...

Mic....appena puoi apri anche il thread con i punti del vescovo perchè questi fanno parte del Magistero ecclesiale e a quell'obbedienza al vescovo alla quale il Papa ha espressamente fatto richiesta al CN ^__^

un passo dell'omelia del Papa di stasera all'apertura dell'Anno Sacerdotale:

Come dimenticare, in proposito, che nulla fa soffrire tanto la Chiesa, Corpo di Cristo, quanto i peccati dei suoi pastori, soprattutto di quelli che si tramutano in "ladri delle pecore" (Gv 10,1ss), o perché le deviano con le loro private dottrine, o perché le stringono con lacci di peccato e di morte?
Anche per noi, cari sacerdoti, vale il richiamo alla conversione e al ricorso alla Divina Misericordia, e ugualmente dobbiamo rivolgere con umiltà l'accorata e incessante domanda al Cuore di Gesù perché ci preservi dal terribile rischio di danneggiare coloro che siamo tenuti a salvare.

gianluca cruccas ha detto...

Inoltre, Il Cardinale Stanislaw Rylko, e i fondatori del cammino neocatecumenale, Kiko Arguello, Carmen Hernàndez e Padre Mario Pezzi e tutti coloro che in questi quarant’anni li anno spalleggiati, vorrebbero farci intendere che in queste comunità neocatecumenali, la Sacra Scrittura, la vera tradizione della Chiesa Cattolica, il catechismo della Chiesa Cattolica, siano da mettere in relazione con le aberranti catechesi contenute negli Orientamenti alle Èquipes di Catechisti, vorrebbero inoltre farci intendere che il modo di celebrare l’Eucarestia in queste comunità sia da considerare ortodosso e non blesfemo. Ci si chiede fortemente che tipo di formazione teologica abbiano ricevuto prima di tutto il Cardinale Rylko (che ha contribuito falsamente a far approvare gli statuti) e tutti i Vescovi, (soprattutto quelli che hanno deposto le firme sul documento a Lei presentato il 28 Aprile 2008 e che erano presenti assieme ad alcuni Cardinali dal 24 al 29 Marzo 2008 presso la Domus Galilaeae sul Monte delle Beatitudini in Israele, affinché approvasse il cammino neocatecumenale) e tutti i consacrati che in questi anni li anno accompagnati e spalleggiati. E soprattutto ci si chiede, dato che le azioni perpetrate nel tempo da questi consacrati sono note a tutti, che fine abbia fatto la dottrina di PIO PP. VII, dataci nell’enciclica "DIU SATIS", per fermare le azioni di queste persone, che si aggirano nel Vaticano e nelle varie Diocesi del mondo?:


…E non annoverate nel Clero nessuno; non affidate a nessuno "l’amministrazione dei misteri di Dio"; non tollerate che nessuno riceva le confessioni o parli al pubblico dei fedeli; non date a nessuno alcuna funzione o incarico prima di avere attentamente esaminato, indagato e accuratamente provato se la sua anima sia conforme a Dio. Poiché "così non avessimo imparato per esperienza che grande quantità di pseudo-apostoli si sono diffusi in quest’epoca, pseudo-apostoli che sono subdoli lavoratori i quali si fanno passare per Apostoli di Cristo", dai quali, se non facciamo attenzione, certamente "saranno corrotti i fedeli, come Eva fu sedotta dal serpente con l’astuzia, e decadranno dalla semplicità cristiana". E bisogna che voi "badiate bensì a tutto il gregge nel quale lo Spirito Santo vi pose come Vescovi"; ma soprattutto i fanciulli e gli adolescenti reclamano la vigile, zelante, attiva opera del vostro paterno amore e della vostra benevolenza: i fanciulli e gli adolescenti che Gesù Cristo così caldamente raccomandò a Noi, sia con l’esempio che con le parole; e coloro che tentano di rovesciare le istituzioni pubbliche e private e di mettere sottosopra tutti i diritti umani e divini, hanno fatto ogni sforzo per avvelenare e corrompere le loro tenere anime, sperando così di compiere i loro premeditati misfatti. E infatti non ignoriamo che essi sono simili a cera molle e possono essere facilmente maneggiati, piegati da tutte le parti e plasmati: e una volta assunta una forma, crescendo induriscono in questa e la mantengono molto tenacemente, respingendone ogni altra; donde quel proverbio che va per le bocche di tutti: "Chi segue una data via nell’adolescenza, anche invecchiando non se ne allontanerà". Non fate in modo, dunque, Venerabili Fratelli, "che coloro che si occupano di cose mondane siano più saggi di coloro che seguono nella loro vita giustizia e verità". Considerate attentamente a quali uomini siano affidati i fanciulli e gli adolescenti nei seminari e nei collegi, in quali discipline siano istruiti, quali maestri siano scelti nei licei, che lezioni si tengano; sorvegliate assiduamente, indagate, esplorate ogni cosa; scacciate e tenete lontani "i lupi rapaci che non risparmiano" il gregge degl’innocenti agnelli; e se per caso si sono introdotti in qualche luogo spingeteli fuori e sterminateli immantinente, "secondo il potere che Dio vi diede per l’edificazione".

gianluca cruccas ha detto...

Continua...

E Ancora:
…La salute stessa della Chiesa, dello Stato, dei Principi e di tutti i mortali, salute che dobbiamo considerare molto più cara e più importante della nostra vita, esige che questo potere sia tutto da Noi esplicato nel distruggere quel mortale flagello dei libri. Questo argomento trattò largamente e a fondo con voi il Nostro Predecessore Clemente XIII di felice memoria in una sua Lettera direttavi il 25 Novembre 1766. E non parliamo soltanto di strappare dalle mani degli uomini, di distruggere completamente bruciandoli quei libri nei quali si dà contro la dottrina di Cristo apertamente; ma anche e soprattutto bisogna impedire che arrivino alle menti e agli occhi di tutti quei libri che operano più nascostamente e più insidiosamente. Per riconoscerli "non c’è bisogno", dice Cipriano (Dell’unità della Chiesa), "di un lungo trattato e di argomentazioni; in breve, vi è una facile prova di verità: Dio dice a Pietro: Pascola le mie pecore". Dunque le pecore di Cristo debbono ritenere salutare per loro quel pascolo nel quale le ha poste la voce autorevole di Pietro, a esso debbono dedicarsi e con esso nutrirsi: e stimare assolutamente peccaminose ed esiziali le cose dalle quali tale voce li richiami e li distolga; e non debbono lasciarsi attrarre da alcuna apparenza né travolgere da alcuna seduzione. Coloro che non si mostrano così obbedienti, non si possono certo annoverare fra le pecorelle di Cristo. Su questo punto, Venerabili Fratelli, non possiamo chiudere gli occhi, né tacere, né essere troppo indulgenti: se infatti non è frenata e repressa così grande libertà di pensiero e di parola, di leggere e di scrivere, sembrerà che per tanto tempo siamo stati sollevati dal male che da così lungo tempo ci affligge, per il senno e le forze dei più sapienti e potenti re e duci; ma che, scomparsa ed estinta la loro stirpe (inorridiamo nel dirlo, pure bisogna dirlo) quello dilagherà di più e acquisterà forza abbracciando tutta la terra, né per l’avvenire basteranno a distruggerlo o ad allontanarlo legioni di soldati, guardie, sentinelle, munizioni di città e fortificazioni di imperi. Ognuno di noi, Venerabili Fratelli, si sente commosso ed esaltato dal fatto che Dio ci assegnò il Profeta Ezechiele: "O figlio dell’uomo, io ti ho posto come vedetta nella casa di Israele: tu udrai dalla mia bocca la mia parola e l’annuncerai loro. Se quando io dico all’empio: morrai di morte, tu non glielo annuncerai... l’empio morrà nella sua malvagità: e io esigerò da te il suo sangue". Queste parole, lo confessiamo, Ci vanno stimolando giorno e notte, e non Ci permetteranno mai di essere incerti o esitanti nell’adempimento del Nostro dovere; e vi promettiamo e garantiamo che non solo saremo il vostro collaboratore e fautore, ma anche il primo e il capo


CRUCCAS GIANLUCA

gianluca cruccas ha detto...

No Martini

Riflesso nella vanità di Scalfari, il venerabile gesuita è insopportabile

Giuliano Ferrara

Eugenio Scalfari spesso tira fuori il peggio dei suoi interlocutori, perché li sfida in una gara di narcisismo camuffata da emulazione intellettuale e morale, per giunta nobile.
Accadde anche ieri in una conversazione su Repubblica con il cardinale Carlo Maria Martini, che ha deciso di passare questi anni venerabili alla ricerca non del giusto, del bello, del vero e del buono ma del consenso, comunque sia.
Da Scalfari Martini si è lasciato sgridare per aver scritto un libretto modesto, a quattro mani, con don Luigi Verzè, definito dal famoso moralista laico come “un personaggio di notevole intraprendenza”, che sarebbe una formale diminutio di persona non grata se non si attagliasse, la definizione, al suo stesso autore.
Si è anche mediocremente giustificato, cosa che un principe della chiesa dovrebbe evitare di fare: per lavorare di penitenza, il confessionale giusto non è il lettorato di Repubblica.
Martini ricorda spesso il vangelo, che sarebbe anche il suo mestiere.
Sostiene che bisognerebbe smantellare la chiesa come istituzione, diplomazia e rocciosità della sede petrina prima di ogni altra cosa; tutto quello che non è spiritualità e pauperismo è istituzionalismo o residuo temporalista, deriva costantiniana, orrida alleanza con il potere.
Bisognava fare Papa un pastore, non un teologo o un diplomatico, nell’ultimo conclave. E va bene. Abbiamo capito. Ma è andata così, e sarà da farsene una ragione, se si voglia risultare persuasivi nel ragionare intorno alla chiesa di Benedetto XVI.
Martini dimentica però di citare il vangelo in quel versetto che ci sembra di ricordare dedicato al matrimonio: l’uomo non disgiunga ciò che Dio ha unito.
Il carattere sacramentale del matrimonio non interessa l’esegeta biblico fattosi pastore dei divorziati risposati, che vorrebbe addirittura dedicare un concilio non già alla vasta piaga sociologica e spirituale della distruzione della famiglia moderna attraverso il divorzio, l’aborto e altri ammennicoli del diavolo: no, Martini vuole fare un concilio per alleviare il disagio spirituale dei divorziati che si risposano e chiedono l’eucaristia, infatti il cardinale intuisce il numero sempre crescente dei peccatori (dal punto di vista della chiesa) e vuole ingurgitarli tutti come segni dei tempi, correzioni di un’etica cattolica cattiva in quanto formalistica e antirelativistica, numeri di un consenso decisivo per l’alleanza con il mondo com’è. Già che c’è, Martini definisce la frequenza dei sacramenti, della messa e le vocazioni come “aspetti esterni, non sostanziali” della vita cristiana, che sarebbe solo e soltanto carità, e forse fede e speranza.
A Martini, dice infine Scalfari, piace Scalfari, che è un “ateo perfetto”; a entrambi, dicono in coro Scalfari e Martini, dispiacciamo noi atei imperfetti, che manifestiamo liberamente, in nome di una ragione più larga e varia del razionalismo conformista, una certa ironica ma sincera devozione per la dottrina, l’annuncio e la liturgia cattoliche.
Sinceramente, e gentilmente, ricambiamo.

gianluca cruccas ha detto...

http://www.preghiereagesuemaria.it/libri/in%20guardia%20contro%20protestanti%20e%20testimoni%20di%20geova.htm

Una volta un branco di lupi affamati...

Una volta, un branco di lupi affamati, non sapendo come fare strage nell'ovile di un pastore, pensarono di mutare tattica. Prima erano discesi furenti ed ululanti dai monti, ed avevano trovato pronti gli armati per discacciarli. Dopo si vestirono di pelli di agnelli, si fornirono di fasci di erbe velenose che avevano l'apparenza di un pascolo più ubertoso dei comuni pascoli, e di notte, mentre i guardiani dormivano, si appressarono al gregge. Si guardarono bene dal fare ascoltare i loro ululati, ma solo andarono girando intorno all'ovile con i loro fasci di erbe. Intorno all'ovile vi erano tante pecorelle sbandate ed affamate, che si erano allontanate dal pastore. Esse videro i lupi in forma di agnelli, furono allettate dalle erbe, e corsero al pascolo velenoso. I lupi presero animo. Avevano raccolto il rifiuto del gregge e pensavano di raccogliere anche le altre pecorelle. Essi capirono che quelle pecore rognose, raccolte fra il rifiuto dell'ovile, fra le... apostate, non erano un buon guadagno per loro. Le tenevano in mancanza di meglio. Allora si misero a girare intorno al gregge, allettando le pecorelle più incaute col miraggio del pascolo migliore, ed alle più venali offrirono davvero un pascolo per attrarle. E suonarono le loro trombe tentando d'imitare il fischio soave del pastore che chiama a raccolta le sue pecorelle. Ma il pastore si levò pieno di amore, suonò l'allarme nel campo, ed i lupi smascherati fuggirono sui monti.

gianluca cruccas ha detto...

Continua...

La parabola dei lupi è una triste realtà. I protestanti sono i lupi rapaci che sotto forma di agnelli, tentano di dilaniare il gregge di Cristo. Gesù ce ne prevenne: < Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di agnello, e dentro sono lupi rapaci. Dai loro frutti li conoscerete > Circa le motivazioni dei toni aspri di P. Dolindo nei riguardi dei protestanti vedi la prefazione al presente libretto. P. Dolindo non è né fondamentalista né integralista, ma il buon pastore che si preoccupa delle anime affidate alle cure del sacerdote.

Chi sono i protestanti? Sono i seguaci ed i discendenti di Martin Lutero. Quest'uomo si mostrava in veste di agnello, dicendo che voleva riformare la Chiesa, che voleva dare al mondo la parola di Dio, la Bibbia. Egli però non riformò nulla, ma solo pose lo scompiglio nella Chiesa.

I protestanti, come lui, ti presentano il Vangelo e la Bibbia, e seminano nel tuo cuore l'odio alla Chiesa, ai Sacerdoti, all'Eucaristia, alla Madonna, ai Sacramenti. Pastori mercenari, senza nessuna missione da Dio, ti allettano con l'oro, col beneficio materiale, con la scuola e con la refezione gratuita, con le vesti che danno ai tuoi figliuoli, e poi ti avvelenano col loro odio nascosto, ti strappano a Gesù, e portano il castigo di Dio nella tua casa. Essi ti parlano del Cristo, dicono che te lo vogliono far conoscere ed amare, ed invece ti distaccano dalla Chiesa Cattolica dove soltanto vive Gesù Cristo, e ti strappano dai Sacramenti, dandoti un falso surrogato, in una preghiera che non giunge a Dio, in una cena che è l'irrisione dell'Eucaristia, ed in una confessione stolta fatta con Dio, dicono essi, ma che non è che una illusione per turlupinare la tua coscienza. Essi poi dicono un mondo di spropositi, e dispensano dei foglietti pieni di inganni e di errori madornali, di falsità storiche, e di false citazioni delle quali si può accorgere solo chi è veramente profondo nelle scienze sacre...

CRUCCAS GIANLUCA

gianluca cruccas ha detto...

Un castigo meritato

Ma che cosa è tutta questa invasione protestante nella nostra Italia Cattolica? E' un flagello di Dio! Quando gli uomini sono lontani da Dio, e peccano, e cadono in mille impurità, in mille ingiustizie, vengono dal deserto le cavallette a divorare il raccolto, vengono i microbi pestilenziali, vengono le inondazioni, i terremoti, le guerre, per ricordarci che c'è un Dio, e, che dobbiamo convertirci! Il Protestantesimo fu un castigo di Dio nel secolo decimosesto, un tremendo castigo inflitto al popolo cristiano per le sue scostumatezze.

Fu come una invasione di cavallette voraci che seminarono stragi morali e materiali. I protestanti ricordano sempre ipocritamente la notte di S. Bartolomeo e l'Inquisizione, e non ricordano mai le spaventose stragi fatte in Francia, in Inghilterra, in Germania, e per ogni dove dai protestanti stessi. Stragi spaventose, documentate, innanzi alle quali impallidiscono le persecuzioni di Nerone e di Diocleziano.

Essi bruciavano vivi i cattolici, li segavano a metà, li squarciavano e ponevano il fuoco nelle loro visceri, giungevano ad orrori senza nome. Che cosa erano queste stragi spaventose? Erano il tremendo castigo di Dio! Anche oggi l'invasione protestante è un castigo di Dio, il più terribile castigo. Quando si vive senza fede, lontani dai Sacramenti, bestemmiando, commettendo tanti peccati, con una moda così sfacciata, in mezzo a spettacoli così luridi, con famiglie così disordinate, Dio permette che le cavallette di Satana divorino lo sterile raccolto, divorino gli alberi carichi di foglie e senza frutti di vita.

Perciò la difesa principale contro il protestantesimo è la nostra conversione vera a Dio, nella pratica delle opere e delle virtù cristiane, è la custodia gelosa del tesoro affidatoci da Dio.

gianluca cruccas ha detto...

Conclusione

Che cosa farai tu se vengono a te i protestanti per insidiare la tua fede? Non li ascoltare neppure. Non attaccare polemica con loro, perché non è questa la tua missione, non li maltrattare però perché sono fratelli da ricondurre alla Chiesa. Prega per la loro conversione.

Non accettare le loro stampe che sono gremite di spropositi e di errori contro la Fede e la Chiesa. Se hai in casa queste stampe e la Bibbia che essi vendono, brucia ogni cosa. Non andare nelle loro riunioni e nelle loro chiese, nei loro circoli e nei loro congressi.

Se ti offrono danaro, aiuti materiali e soccorsi, che cosa farai tu? Non fare come Giuda che per trenta danari tradì il suo Maestro. Quel danaro ti porta il...male augurio, ossia la maledizione di Dio. Non lo accettare, non mandare i figli tuoi alle loro scuole, solo perché ti danno la colazione e il vestito. Non tradire così il tuo stesso sangue, e l'anima dei tuoi figli.

Soprattutto vivi da vero cristiano, fervoroso, praticante, affinché non diventi la favola dei nemici di Dio. I protestanti giudicano la Chiesa Cattolica da quei fedeli che con la loro vita ne sono la vergogna ed il rifiuto. Rendi testimonianza a Gesù Cristo con la tua vita, affinché Egli ti riconosca come suo nel giorno del giudizio.

gianluca cruccas ha detto...

O Maria, Vergine Immacolata, in quest'ora di pericolo e di angoscia, Tu sei, dopo Gesù, il nostro rifugio e la nostra suprema speranza. Salve, o Regina, Madre di Misericordia, nostra vita, nostra dolcezza, nostra consolazione e nostra speranza! Noi gridiamo a Te che sei dolce per chi ti ama, ma terribile contro il demonio come un esercito schierato in campo. Ti supplichiamo di distogliere dalle nostre iniquità lo sguardo dell'Eterna Giustizia e di rivolgere sopra di noi quello della Divina Misericordia. Un solo sguardo, o celeste Madre, uno sguardo di Gesù, e di Te, e noi saremo salvi! E vani cadranno i disegni dell'empietà che si scioglieranno come cera al fuoco! Esaudisci tanti voti e tante preghiere! Non dire che non lo puoi, o Maria, perché la tua interces­sione è onnipotente sul Cuore del tuo Divin Figlio, ed Egli non ti sa nulla rifiutare. Non dire che non lo vuoi, perché Tu sei la nostra Madre, e il tuo Cuore deve commuoversi ai mali dei tuoi figli. Poiché dunque lo puoi e senza dubbio lo vuoi, accorri in nostro soccorso! Deh! salvaci, non lasciar perire coloro che in Te pongono la loro fiducia, e non Ti domandano se non quello che tu stessa tanto desideri: Il Regno del tuo Figlio sull'universo intero e in tutti i cuori. Mai si è udito dire che alcuno abbia ricorso al Tuo patro­cinio e sia stato abbandonato. Prega dunque per la nostra patria che Ti ama! Presentati a Gesù, ricordagli il Tuo amore, le tue lacrime, i tuoi dolori: Betlemme, Nazaret, il Calvario; supplica per noi e ottieni la salvezza del tuo popolo! O Maria, per il dolore del Tuo Cuore quando incontrasti Gesù coperto di sangue e di ferite sulla via del Calvario, Abbi pietà di noi!

O Maria, per l'amore che invase il tuo Cuore, quando ai piedi della Croce di Gesù ci fosti data per Madre, Abbi pietà di noi!

O Maria, per il dolore del Tuo Cuore alla vista del tuo Figlio diletto morente sulla Croce fra i più atroci tormenti, Abbi pietà di noi!

O Maria, per il dolore del Tuo Cuore quando il Cuore di Gesù fu trafitto dalla lancia, Abbi pietà di noi!

O Maria, per le Tue lacrime, per i Tuoi dolori, per il Tuo Cuore di Madre, Abbi pietà di noi!

Serva di Dio, M. Maria di G. (fond. Figlie del C.d.G.)

gianluca cruccas ha detto...

Divino Salvatore Gesù! Degnati di abbassare uno sguardo di misericordia sui devoti del tuo Cuore che riuniti in un medesimo pensiero di fede, di riparazione e di amore, vengono a piangere ai tuoi piedi le loro ini­quità e quelle dei poveri peccatori loro fratelli.

Deh! potessimo noi, con le promesse unanimi e so­lenni che stiamo per fare, commuovere il tuo divin Cuo­re ed ottenere misericordia per noi, per il mondo infe­lice e colpevole, per tutti quelli che non hanno la for­tuna di amarti.



Per l'avvenire sì noi tutti lo promettiamo: noi ti consoleremo, o Signore.

Della dimenticanza e della ingratitudine degli uomini, noi ti consoleremo, o Signore.

Del tuo abbandono nel santo tabernacolo, noi ti consoleremo, o Signore.

Dei delitti dei peccatori, noi ti consoleremo, o Signore.

Dell'odio degli empi, noi ti consoleremo, o Signore.

Delle bestemmie che si vomitano contro di te, noi ti consoleremo, o Signore.

Delle ingiurie fatte alla tua Divinità, noi ti consoleremo, o Signore.

Dei sacrilegi coi quali si profana il tuo sacramento d'a­more, noi ti consoleremo, o Signore.

Delle irriverenze commesse alla tua adorabile presenza. noi ti consoleremo, o Signore.

Dei tradimenti dei quali tu sei l'adorabile Vittima, noi ti consoleremo, o Signore.

Della freddezza del maggior numero dei tuoi figlioli, noi ti consoleremo, o Signore.

Del disprezzo che si fa delle tue amorevoli attrattive, noi ti consoleremo, o Signore.

Delle infedeltà di coloro che si dicono tuoi amici, noi ti consoleremo, o Signore.

Della nostra resistenza alle tue grazie, noi ti consoleremo, o Signore.

Delle nostre proprie infedeltà, noi ti consoleremo, o Signore.

Dell'incomprensibile durezza dei nostri cuori, noi ti consoleremo, o Signore.

Dei nostri lunghi indugi ad amarti, noi ti consoleremo, o Signore.

Della nostra tiepidezza nel tuo santo servizio, noi ti consoleremo, o Signore.

Dell'amara tristezza in cui ti getta la perdita delle anime, noi ti consoleremo, o Signore.

Del tuo lungo aspettare alla porta dei nostri cuori, noi ti consoleremo, o Signore.

Degli amari rifiuti di cui sei abbeverato, noi ti consoleremo, o Signore.

Dei tuoi sospiri d'amore, noi ti consoleremo, o Signore.

Delle tue lacrime d'amore, noi ti consoleremo, o Signore.

Della tua prigionia d'amore, noi ti consoleremo, o Signore.

Del tuo martirio d'amore, noi ti consoleremo, o Signore.
Preghiamo

Divino Salvatore Gesù, che ti sei lasciato sfuggire dal Cuore questo doloroso lamento: lo ho cercato dei con­solatori e non ne ho trovati..., degnati di gradire 1'um­mile tributo delle nostre consolazioni, ed assistici così potentemente con l'aiuto della tua santa grazia, che per l'avvenire, schivando sempre più tutto ciò che potreb­be dispiacerti, noi ci mostriamo in tutto e per tutto tuoi fedeli e devoti.

Noi te lo domandiamo per il tuo Cuore, o caro Ge­sù, che essendo Dio col Padre e con lo Spirito Santo, vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen