venerdì 21 agosto 2009

Inedito di Benedetto XVI "La Messa del futuro? Ecco come deve essere"

Riprendiamo dal "Giornale" di oggi una notizia che sarebbe forse il caso di definire clamorosa :
"...una lettera di Joseph Ratzinger al Dott. Heinz-Lothar Barth e uno stralcio di un intervento sempre di Benedetto XVI, tratte da Davanti al Protagonista. Alle radici della liturgia (Cantagalli, pagg. 232, euro 15), volume in cui i due scritti sono stati raccolti insieme per la prima volta. Nel libro - che verrà presentato al Meeting di Rimini e sarà in libreria a settembre - il Papa (che all’epoca della lettera era ancora cardinale) si interroga sul significato e lo stato attuale della liturgia, esprimendo la speranza che essa non diventi «terreno di sperimentazione per ipotesi teologiche». Caro dottor Barth, la ringrazio cordialmente per la sua lettera del 6 aprile cui trovo il tempo di rispondere solo ora. Lei mi chiede di attivarmi per una più ampia disponibilità del rito romano antico. In effetti, lei sa da sé che non sono sordo a tale richiesta. Nel contempo, il mio lavoro a favore di questa causa è ben noto. Al quesito se la Santa Sede «riammetterà l’antico rito ovunque e senza restrizioni», come lei desidera e ha udito mormorare, non si può rispondere semplicemente o fornire conferma senza qualche fatica. È ancora troppo grande l’avversione di molti cattolici, insinuata in essi per molti anni, contro la liturgia tradizionale che con sdegno chiamano «preconciliare». E si dovrebbero fare i conti con la considerevole resistenza da parte di molti vescovi contro una riammissione generale. Diverso è tuttavia pensare a una riammissione limitata. La stessa domanda verso l’antica liturgia è limitata. So che il suo valore, naturalmente, non dipende dalla domanda nei suoi confronti, ma la questione del numero di sacerdoti e laici interessati, ciononostante, gioca un certo ruolo. Oltre a ciò, una tale misura, a soli 30 anni dalla riforma liturgica di Paolo VI, può essere attuata solo per gradi. Qualunque ulteriore fretta non sarebbe di sicuro buona cosa. Credo tuttavia, che a lungo termine la Chiesa romana deve avere di nuovo un solo rito romano. L’esistenza di due riti ufficiali per i vescovi e per i preti è difficile da «gestire» in pratica. Il rito romano del futuro dovrebbe essere uno solo, celebrato in latino o in vernacolo, ma completamente nella tradizione del rito che è stato tramandato. Esso potrebbe assumere qualche elemento nuovo che si è sperimentato valido, come le nuove feste, alcuni nuovi prefazi della Messa, un lezionario esteso - più scelta di prima, ma non troppa -, una «oratio fidelium», cioè una litania fissa di intercessioni che segue gli Oremus prima dell’offertorio dove aveva prima la sua collocazione. Caro dott. Barth, se lei si impegnerà a lavorare per la causa della liturgia in questa maniera, sicuramente non si troverà solo, e preparerà «l’opinione pubblica ecclesiale» a eventuali misure in favore di un uso esteso dei libri liturgici di prima. Tuttavia bisogna essere attenti a non risvegliare aspettative troppo alte o massimali tra i fedeli tradizionali. Colgo l’occasione per ringraziarla del suo apprezzabile impegno per la liturgia della Chiesa romana nei suoi libri e nelle sue lezioni, anche se qua e là desidererei ancora più carità e comprensione verso il magistero del Papa e dei vescovi. Possa il seme da lei seminato germinare e portare molto frutto per la rinnovata vita della Chiesa la cui «sorgente e culmine», davvero il suo vero cuore, è e deve rimanere la liturgia. Con piacere le impartisco la benedizione che lei ha domandato."Il pensiero del Santo Padre è dunque chiarissimo, una vera benedizione per la Chiesa, se coniugato con la sua saggezza paterna, ma mai tentennante.

20 commenti:

Francesco ha detto...

Gradualità, accoglienza, comprensione, ma prima o poi, come afferma il Papa, si dovrà ritornare alla Messa Unica per tutta la Chiesa. Questo ci conforta ampiamente nelle nostre discussioni ormai quasi quadriennali su questo blog sugli scempi arrecati alla Santa Messa dal Cammino Neocatecumenale.
E ci conforta e ci incita perchè il ritorno all'unica sana liturgia propugnato dal Santo Padre dovrà essere preceduto da un ripensamento teologico di tutta la liturgia.

Francesco ha detto...

Tra le righe di questa lettera inedita che finalmente viene rivelata dalla stampa, leggiamo anche la "ratio" con cui il Santo Padre ha permesso certe recenti " approvazioni" che, ricordiamolo, restano ampiamente sub judice, come sempre a proposito afferma Tripudio.

A proposito di Tripudio, un saluto a Katartiko che ancora una volta nei commenti al thread precdente ha mostrato qual è il suo livello di maturazione nella fede, scagliandosi contro i ragionamenti ( e che ragionamenti!) di Tripudio.

Francesco ha detto...

Osserva il Santo Padre:
" Il rito romano del futuro dovrebbe essere uno solo, celebrato in latino o in vernacolo, ma completamente nella tradizione del rito che è stato tramandato
Dunque implicitamente riconosce e sentenzia ( e nessuno potrebbe mai contraddirlo) che in atto il rito della Santa Messa NON è nella tradizione del rito che è stato tramandato dalla Chiesa.
E ciò con buona pace di quanti su questo o su altri blog - e in ispecie dei neocatecumenali - fino a questo momento hanno voluto far passare il loro strambo ed estemporaneo rito come Santa Messa.

mic ha detto...

Il rito romano del futuro dovrebbe essere uno solo, celebrato in latino o in vernacolo, ma completamente nella tradizione del rito che è stato tramandato

caro Francesco,
queste parole del Papa mi erano sfuggite e rabbrivisco al solo pensiero del VO celebrato in vernacolo. Finché si tratta delle letture, OK

Ma sinceramente non so più dove porti questa riforma della riforma

Mi colpiscono anche le parole precedenti della lettera: "La stessa domanda verso l’antica liturgia è limitata. So che il suo valore, naturalmente, non dipende dalla domanda nei suoi confronti, ma la questione del numero di sacerdoti e laici interessati, ciononostante, gioca un certo ruolo. Oltre a ciò, una tale misura, a soli 30 anni dalla riforma liturgica di Paolo VI, può essere attuata solo per gradi. Qualunque ulteriore fretta non sarebbe di sicuro buona cosa. Credo tuttavia, che a lungo termine la Chiesa romana deve avere di nuovo un solo rito romano."

Il Papa sapeva bene perché all'epoca in cui scriveva la domanda per l'antica liturgia era limitata: perché sono mosche bianche e non sono messi in condizioni di operare e anche di diffonderne la conoscenza, coloro che sono in grado di farlo,
nonostante il motu proprio (che continuo a considerare un miracolo)
A questo punto l'idea di "un solo rito romano" che non sia il NO ma neppure il VO per me è addirittura raccapricciante

Il periodo conclude dicendo:
L’esistenza di due riti ufficiali per i vescovi e per i preti è difficile da «gestire» in pratica

Ebbene, vengono messe in primo piano le "difficoltà di gestione" rispetto alla Verità?

Inoltre avevo già notato su messainlatino quest'altro passo:

"Caro dottor Barth, se lei si impegnerà a lavorare per la causa della liturgia in questa maniera, sicuramente non si troverà solo, e preparerà «l’opinione pubblica ecclesiale» a eventuali misure in favore di un uso esteso dei libri liturgici di prima. Tuttavia bisogna essere attenti a non risvegliare aspettative troppo alte o massimali tra i fedeli tradizionali."

una sola domanda: perché?
Realismo? Ma ogni situazione può essere ribaltata e molte difficoltà possono essere superate se davvero si vuol PROMUOVERE qualcosa, e lo si fa mettendo in atto azioni mirate mobilitando le persone giuste in interventi possibilmente a tappeto: formativi, informativi, soprattutto a partire dai seminari nei quali introdurre immediatamente il latino

se le persone "giuste" sono meno di quelle contrarie, ma non vengono messe in condizioni di rendersi operative, resteranno sempre una minoranza. Ma, se è volontà di Dio, quel lievito basterà e dispiegherà la sua efficacia anche se noi non la vedremo.

Tra le 'azioni' da mettere in atto vedrei anche una campagna di preghiera dei claustrali...

Non vorrei che ciò che davvero si vuole promuovere sia un "ibrido" e non il VO magari con i ritocchi necessari

mic ha detto...

... o forse la Chiesa è andata troppo avanti nella sua trasformazione e persino il Papa che vuole restaurare trova difficoltà insormontabili?
In effetti ci sono due generazioni che l'identità cattolica non la conoscono tranne, oggi, diversi giovani che chiamano 'identitari' e che hanno assaporato l'Antico Rito e ciò di cui è portatore

Ma nulla è insormontabile, per il Signore e non resta che affidarsi a Lui!

katartiko ha detto...

A proposito di Tripudio, un saluto a Katartiko che ancora una volta nei commenti al thread precdente ha mostrato qual è il suo livello di maturazione nella fede, scagliandosi contro i ragionamenti ( e che ragionamenti!) di Tripudio.


usa bene le parole. Se vedi qualcuno che si è "scagliato" guarda di andare al più presto da un buon oculista. E' sempre il solito vostro modo: l'alterazione della verità......
POi per la maturazione della fede, pensa per te che io penso per me (è sempre il solito vostro modo: la pretesa superiorità).
Poi per quanto riguarda il VO, 2 mesi fa ho partecipato ad una celebrazione; devo confessare che mi sentivo molto eccitato, anche perchè ascoltando i vostri ed altri commenti, mi aspettavo tanto....
Non posso dire che mi sia piaciuta (anche se il termine è infelice); purtroppo eravamo circa 15 persone, senza organista, alle 9 di sera, cercando di raccapezzarci nel seguire il libretto. Certamente ho capito perchè le nostre mamme, durante la Messa, recitassero il S.Rosario e la presenza di un buon numero di interludi musicali. Devo dire con franchezza che le letture in latino e il non avere recitato il Padre Nostro (trane che per l'ultima frase), mi hanno dato un certo fastidio (ma è una mia impressione). Alla luce di tutto ciò, tutto il gran parlare sulla bellezza del rito antico, mi sembra un po' esagerato, oltre tutto lo scandalo che suscita, ad alcuni, il NO.
Mic comprende di sicuro che per farmi innamorare del VO sarebbe bastato un buon organista.......
Un saluto a chi mi vuole male......

Emma ha detto...

Katartiko, suvvia non giocare alla vittima!

Hai scritto:

"E' sempre il solito vostro modo: l'alterazione della verità......
POi per la maturazione della fede, pensa per te che io penso per me (è sempre il solito vostro modo: la pretesa superiorità). "

Vedi quando scrivi "alterazione della verità" e " pretesa superorità" attribuendole a chi scrive qui, a chi descrive le pratiche del cammino nc, stai riflettendoti in uno specchio.

Chi altera la verità e la Verità è
chi ti ha formato nel cammino,
è chi è responsabile nel cammino dell`insegnamento che vi è trasmesso,
chi ha inventato un rito ad usum cammini,
chi dice non aver disobbedito al Papa,
chi dice che Arguello non ha inventato niente, nè una pseudo teologia, nè un "rito",
chi dice che i testi usati nel cammino per le catechesi sono conformi, sono quelli corretti e rivisti dalla CDF,
chi dice che i testi catechetici saranno pubblicati, perhè il Papa lo vuole e non lo fa, e via dicendo

Chi si sente superiore è
chi nel cammino sa che gode di appoggi abbastanza influenti da permettere a Kiko Arguello di bypassare la volontà di Benedetto XVI,
di amicizie abbastanza potenti e influenti da convincere sacerdoti, vescovi e cardinali a zittire le loro coscienze malgrado la consapevolezza delle storture neocatecumenali.

Se poi tu chiami "superiorità" il riaffermare con forza e convinzione la retta Dottrina cattolica, i fondamenti della fede cattolica, il Magistero perennne della Chiesa e la Tradizione, il ricordare che cosa è la "Liturgia" e che cosa non è, non perchè lo vogliamo noi ma perchè è la Chiesa che ce lo insegna ,
allora Katartiko,
ti chiedo di riflettere maggiormente prima di scrivere, perchè sono convinta che in chi scrive qui, non c`è l`ombra di una benchè minima superiorità, ma tanto amore per la Chiesa e tanta sofferenza di vederla traversare il caos in cui si trova, anche a causa di persone che hanno permesso che il cammino neocatecumenale cresca senza essere corretto.

mic ha detto...

E' di stamane questa notizia (fonte Tornielli):

"Il documento è stato consegnato nelle mani di Benedetto XVI la mattina del 4 aprile scorso dal cardinale spagnolo Antonio Cañizares Llovera, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino.
È l’esito di una votazione riservata, avvenuta il 12 marzo, nel corso della riunione «plenaria» del dicastero che si occupa di liturgia e rappresenta il primo passo concreto verso quella «riforma della riforma» più volte auspicata da Papa Ratzinger.
Quasi all’unanimità i cardinali e vescovi membri della Congregazione hanno votato in favore di una maggiore sacralità del rito, di un recupero del senso dell’adorazione eucaristica, di un recupero della lingua latina nella celebrazione e del rifacimento delle parti introduttive del messale per porre un freno ad abusi, sperimentazioni selvagge e inopportune creatività.
Si sono anche detti favorevoli a ribadire che il modo usuale di ricevere la comunione secondo le norme non è sulla mano, ma in bocca.
C’è, è vero, un indulto che permette, su richiesta degli episcopati, di distribuire l’ostia anche sul palmo della mano, ma questo deve rimanere un fatto straordinario."


basta quest'ultimo accenno all'indulto per farci intuire come, quanto ai NC, l'eccezione continuerà ad essere la regola.
La "riforma della riforma" farà un piccolo passo nel recupero della sacralità e dell'Adorazione, ma questo continuerà a non riguardare i neocatecumenali

Stupisce che una riunione dei vescovi finisca ai voti come un'assemblea di condominio. La Verità non è figlia del consenso e in quell'Assemblea di principi della Chiesa ci potrebbe essere uno solo che la CONOSCE E COMPRENDE e, in una compagine davvero in comunione, la Verità dovrebbe riuscire a imporsi da sola oppure venire accolta da tutti ricevendola da chi detiene l'Autorità, data per il servizio e non per esercitare un potere.
Ma nella Chiesa non è più così...

Francesco ha detto...

Caro Katartiko, meminisse horret.
Mi ritornano in mewnte i diabolici sofismi di cui siete maestri voi neocat e che, malgrado le apparenze, nascondono un vuoto interiore pauroso ( che, tra l'altro, fa a pugni con un corretto atteggiamento cristiano).
Cher tu ti scagli, graffi, insulti, faccia del sarcasmo inutile è affar tuo.
Tripudio non ha bisogno dei tuoi apprezzamenti nelle sue lucide analisi di una situazione abnorme nella quale voi vegetate.

Gert ha detto...

Posto questa primizia di Caterina su Oriens

"Credo che sia errato continuare parlare anche di "riforma della riforma" altrimenti si, da un Papa ad un altro avremo una infinità di riforme senza fine..."riforma della riforma della riforma...alla riforma..." assurdo!
c'è solo da RIPRISTINARE QUANTO ABUSIVAMENTE FU TOLTO...sono i cuori e le menti da riformare, le coscienze...CRISTO E' IERI OGGI E SEMPRE, l'Eucarestia e la Messa è la stessa quando appunto è fatta con determinate attenzioni, la riforma è necessaria NELLE CATECHESI innanzitutto... è necessaria nell'insegnare nei Seminari che cosa è la Messa...parlando con alcuni sacerdoti ciò che ho notato non è la difficoltà a fare ciò che il Papa dice, ma A CREDERE CIO' CHE LA CHIESA CREDE....qui non serve una riforma, non basta una riforma....qui occorre lavorare appunto nell'ANNO SACERDOTALE e trovare Vescovi e Cardinali incorrotti e procedere con infinita pazienza..."

Francesco ha detto...

Ottimo e chiarissimo il ragionamento di Caterina.Altro che riforme delle riforme: occorre ripristinare la Verità, che decenni di martellamento pseudoinnovatore hanno duramente e innegabilmente scalfito e offuscato!

by Tripudio ha detto...

In realtà, a me risulta che sia tutt'altro che "inedito"; ne avevo letto il testo già alcuni anni fa proprio sul web, anche se in questo momento non ricordo più dove avevo pescato la citazione. Ricordo chiaramente che ne parlai con un amico due o tre anni fa.

E' "inedita", semmai, la pubblicazione su un quotidiano diffuso in tutta Italia.


Ancora una volta abbiamo un elemento per capire in che direzione vuole andare il Papa.

Ancora una volta veniamo confermati su quelle che sono da tempo le nostre battaglie.


Ancora una volta dobbiamo invitare i neocatecumenali a confrontare ciò che vuole e fa e dice il Papa, con ciò che vuole e fa e dice Kiko.

Basta un minimo di onestà per capire che sono due strade completamente opposte.

Vittorio ha detto...

Avete letto la pronta, rapidissima smentita vaticana al documento?
Comunque è ovvio che il documento esiste, ma si vuol togliere a chi ci sperava ogni illusione

jonathan ha detto...

Sto leggendo 'Eresia dell'informe' di Mosebach. Per inciso, temevo fosse un mattone per addetti ai lavori, invece no, per nulla, anzi senza perdere densità nella riflessione è gradevole da leggere. Permettete una breve citazione? Eccola:
Anche chi vuole custodire la liturgia, anche chi vuole pregare nel suo spirito, anche chi resta fedele ad essa con grandissimi sacrifici, ha già perduto qualcosa di inestimabile: l'innocenza di assumerla come qualcosa dato da Dio(...)L'abbellimento scientifico, archeologico e storico della riforma ci ha costretti (...) ad occuparci del rito e della liturgia, qualcosa che ripugna profondamente all'uomo religioso. Trovo drammaticamente vera questa considerazione. Non credete che il ripristino di quell'innocenza, della naturalezza della liturgia non possa essere costruito a tavolino, come è avvenuto per la riforma post-concilio? Non credete che non saranno gli inediti o gli scoop ad affrettare i tempi? Perché parliamo, in fondo, di qualcosa che ci è dato, ma non ci appartiene.

Vittorio ha detto...

Qualcosa che ci è dato e non ci appartiene

Grazie Jonathan,
è vero, non ci appartiene, nel senso che non possiamo manipolarla, ma è per noi, per aiutarci a realizzare a "somiglianza"

lo scempio che ne hanno fatto e continuano a farne nel cnc e altrove non trasforma nessuno

Caterina63 ha detto...

Dall'intervista al Cardinale Bertone che uscirà domani sull'OR

È giusto attribuire alla responsabilità del Pontefice tutto quello che accade nella Chiesa o è utile per una corretta informazione applicare il principio di responsabilità personale?

È invalsa l'abitudine di imputare al Papa - o, come si dice, soprattutto in Italia, al Vaticano - la responsabilità di tutto ciò che accade nella Chiesa o di ciò che viene dichiarato da qualsiasi esponente o membro di Chiese locali, di istituzioni o di gruppi ecclesiali. Ciò non è corretto.

Benedetto XVI è un modello di amore a Cristo e alla Chiesa, la impersona come Pastore universale, la guida nella via della verità e della santità, indicando a tutti la misura alta della fedeltà a Cristo e alla legge evangelica. Ed è giusto, per una corretta informazione, attribuire a ciascuno (unicuique suum) la propria responsabilità per fatti e parole, soprattutto quando essi contraddicono patentemente gli insegnamenti e gli esempi del Papa. L'imputabilità è personale, e questo criterio vale per tutti, anche nella Chiesa.

Ma purtroppo il modo di riportare e di giudicare dipende dalle buone intenzioni e dall'amore per la verità dei giornalisti e dei media. Ho letto di recente un bell'articolo di Javier Marías, che fa un'amara riflessione: "Ho avuto modo di osservare che una vasta percentuale della popolazione mondiale non si preoccupa più della verità. Temo però di aver peccato di eccessiva cautela, perché ciò che sta accadendo è di gran lunga più funesto: una vasta percentuale della popolazione oggi non è più in grado di distinguere la verità dalla menzogna, oppure, per essere più precisi, la realtà dalla finzione". Rimane perciò ancora più urgente e necessario insegnare la verità, far conoscere e amare la verità, su se stessi, sul mondo, su Dio, convinti, secondo la parola di Gesù, che "la verità vi farà liberi!" (Giovanni, 8, 32).


(avevo salutato nell'altro thread, risaluto nuovamente e bentrovati ^__^)

cinzia ha detto...

E' il Signore che ha affidato ad un uomo traballante la sua Chiesa, ed
è nella debolezza del suo pastore che Cristo mostra la Sua forza. Non è l'uomo a condurre il gregge di Dio, è Dio stesso che attraverso le tante infedeltà ci dona ancora il Suo Figlio per portare a compimento il progetto della Redenzione.
La messa del futuro, sarà sempre come Dio la voluta, la vuole, e la vorrà, perchè è in quel Sacrificio che si perpetua il dono più grande di Dio all'uomo.

sofia ha detto...

Bentornata, Caterina!
Sì, bene ha fatto il card. Bertone a riportare queste parole che mettono il dito in una piaga ormai più che quarantennale (non crederà, spero, di aver fatto lui questa scoperta epocale, di una malattia dello spirito e della ragione che ci opprime da decenni, non certo da oggi o ieri!):

una vasta percentuale della popolazione oggi non è più in grado di distinguere la verità dalla menzogna,
come diceva già in modo lapidario il card. Biffi:
"Siamo circondati di menzogne..."
"La prima misericordia di cui abbiamo bisogno è la luce impietosa della Verità";
ma la voce di G. Biffi è stata ascoltata da qualcuno finora?...

ottime poi quelle:
più urgente e necessario insegnare la verità, far conoscere e amare la verità, su se stessi, sul mondo, su Dio,
(e io aggiungerei: la verità su Gesù Cristo, il cui vero Volto viene sfigurato e offeso nel CNC, tradito nella sua vera Persona e Parola, profanato nei suoi Sacramenti e orribilmente ferito nell'anima e nel cuore di tanti fratelli: non sarebbe ora di prenderne coscienza?)

Ottimo memento, ma non dovremmo applicarle ANCHE alla situazione della Chiesa, che trascina al suo interno, tra tante inaccettabili compromissioni e avalli di inganni e ingiustizie, quel groviglio dolorante di menzogne che è il CNC?
Il card. Bertone è a conoscenza
del castello di menzogne costruito dal Cammino in 40 anni?
E' mai risalito all'origine della costruzione di questo castello, di come si siano potute accettare e favorire tante menzogne, se la Chiesa doveva essere ancora vera
Madre e MAESTRA?

sofia ha detto...

Cari amici, dov'è Mic?
Vedo con apprensione che manca qui dal 21 agosto: spero tutto bene...

Caterina63 ha detto...

Cara Sofia, bentrovata ^__^

io credo, appunto, che se ne stiano rendendo conto, da qui appelli come questo a NON dare al Papa colpe che non ha...dice infatti Bertone:

È invalsa l'abitudine di imputare al Papa - o, come si dice, soprattutto in Italia, al Vaticano - la responsabilità di tutto ciò che accade nella Chiesa o di ciò che viene dichiarato da qualsiasi esponente o membro di Chiese locali, di istituzioni o di gruppi ecclesiali. Ciò non è corretto. ...

chi sono questi MEMBRI ESPONENTI DI GRUPPI ECCLESIALI?
^__^
è uso dei prelati dire il peccato e non citare mai il peccatore...ciò è corretto e giustissimo, ma sarebbe anche corretto che tali membri esponenti di gruppi ecclesiali, ricevano delle direttive UFFICIALI specialmente quando, appunto, disobbediscono, attribuendo al Pontefice approvazioni indebite....;-)

Le fonti UFFICIALI DEL PONTEFICE le conosciamo...quella del dicembre 2005 a firma di Arinze è una delle tante.... queste vengono eclissate, al contrario poi si attribuisce al Pontefice dei permessi mai concessi...

Siamo ad una svolta, ma forse dovremo asttendere anni per vederne i frutti...
^__^