domenica 2 agosto 2009

Novus e Vetus a confronto, con intermezzo neocatecumenale

I blog cattolici Messainlatino e Rinascimento Sacro hanno dato ampio spazio a due discorsi di Paolo VI, rispettivamente del 1976 e del 1977, che difendono la riforma liturgica e tuttavia condannano gli abusi già evidenziatisi. Desidero rimanere in tema alla nostra maniera, proponendo le seguenti riflessioni.

Dal discorso si nota come Lefebvre viene apostrofato direttamente - e anche con insolita violenza se consideriamo la 'medicina della misericordia' di conio conciliare -, mentre gli appunti ad altri comportamenti sono generici e strumentali alla Riforma "fabbricata a tavolino" appena varata (tra l'altro il beneamato Rahner, ovviamente, non è citato da Paolo VI)

Quoto dal discorso queste parole che, con la lettura odierna, mi fanno rabbrividire:

"Il nuovo Ordo è stato promulgato perché si sostituisse all’antico, dopo matura deliberazione, in seguito alle istanze del Concilio Vaticano II. Non diversamente il nostro santo Predecessore Pio V aveva reso obbligatorio il Messale riformato sotto la sua autorità, in seguito al Concilio Tridentino.
La stessa disponibilità noi esigiamo, con la stessa autorità suprema che ci viene da Cristo Gesù, a tutte le altre riforme liturgiche, disciplinari, pastorali, maturate in questi anni in applicazione ai decreti conciliari. Ogni iniziativa che miri a ostacolarli non può arrogarsi la prerogativa di rendere un servizio alla Chiesa: in effetti reca ad essa grave danno."

Che dire, se non chiedersi da quale parte fossero i profeti di sventura, scambiata per la "nuova primavera della Chiesa". Inconsapevoli? Solo il Signore lo sa. Sta di fatto che questa "rottura degli argini" ha reso possibile ogni genere di abusi, tra i più deleteri dei quali il nuovo rito neocatecumenale.

Riporto queste parole di Florenskij, citate da Mosebach nel suo ultimo libro "L'eresia dell'informe": "Il nostro ufficio divino è più antico di noi e dei nostri genitori, più antico del mondo stesso. L'ufficio divino non è stato per così dire inventato ma trovato, raggiunto: ciò che sempre già era, questa è più o meno l'essenza di una preghiera ragionevole. La fede ortodossa ha assunto in sé l'eredità del mondo, e in essa abbiamo davanti a noi il grano delle religioni, passato al setaccio, puro, battuto, sceverato dalla pula, la vera e propria essenza dell'umano... (Mosebach definisce l'antico rito come il compendio di tutte le religioni e di tutti i sacrifici, ricordando quello umano, animale e incruento, rappresentati da quello di Abele, Abramo e Melchisedech e in via definitiva sostituiti da quello di Cristo, come esplicitato nell'antico canone salvaggiamente tagliato) Pertanto è fuori di dubbio che il nostro ufficio divino non derivi dall'uomo ma da angeli..."

Presupposto per vivere in tal modo il culto cristiano, è un assoggettamento alla forma che dissolva ogni traccia di quanto è soggettivo. Già nella primissima cristianità il padre della Chiesa orientale Basilio il Grande insegnava che la Liturgia è Rivelazione esattamente come la Sacra Scrittura e per tale ragione non deve mai essere intaccata. E così si è mantenuto fino al pontificato di Paolo VI, con una riforma liturgica che ha divorato i suoi figli!

In conclusione - senza mettere il discussione la validità del NOM ben celebrato al quale accostarsi con la consapevolezza di unire il nostro al Sacrificio di Cristo, dei nostri peccati e accogliendo le Grazie a noi concesse senza nient'altro, con semplicità naturalezza e devozione - cerchiamo di non cadere in un altro tipo di naturalezza, che è soltanto un presunto e arbitrario ritorno alle origini, in base alla quale non ci si inginocchia più neppure durante la Consacrazione e, per condensare il tutto in un frammento:

che differenza tra la gioia mistica e sorgiva di Davide che 'gioca' (nel senso più puro del termine) danzando innanzi all'Arca dell'Alleanza, e la scimmiottatura delle danze davidiche perpetrata dai neocatecumenali al termine del rito (che non può definirsi "ufficio divino" perché è la festa dell'Assemblea) da parte di persone preda dell'esaltazione emotiva, che è il contrario del raccoglimento, dell'Adorazione e porta 'fuori di sé', oltretutto semi-analfabete per quanto riguarda i fondamenti della fede da interiorizzare e assimilare e quindi vivere

39 commenti:

mic ha detto...

Notazione fondamentale, per uscire una volta per tutte dall'"insano archeologismo liturgico" già stigmatizzato da PioXII nella Mediator Dei:

per passato non va inteso l'archeologismo filologico e raffinato di alcuni novatori, o quello semi-analfabeta di altri meno colti 'falsi profeti' dei quali parliamo più diffusamente - entrambi senza radici - ma la Tradizione viva nella quale ci sorpassa ci precede, ci accompagna e si estenderà dopo di noi, il Corpo Mistico di Cristo.

Robi ha detto...

"scimmiottatura delle danze davidiche perpetrata dai neocatecumenali al termine del rito (che non può definirsi "ufficio divino" perché è la festa dell'Assemblea) da parte di persone preda dell'esaltazione emotiva, che è il contrario del raccoglimento, dell'Adorazione e porta 'fuori di sé'..."


è Kiko stesso che ripete e lo ha detto perfino al Papa che la "loro" Eucaristia serve per ritrovare l'"allegria" e

inoltre è centrata su una risurrezione senza Sacrificio

mic ha detto...

Paolo VI, in un discorso ai vescovi di Francia, aprile 1977, ricordava: «La celebrazione dell’Eucarestia si pone ben al di là d’un incontro fraterno e d’una condivisione di vita».

Tuttavia non è mancato, come purtroppo non manca tuttora, chi afferma: «La Messa è frazione del pane, cioè spartizione di amicizia, di affetto, di aiuto». Lo sosteneva il rettore della Lateranense, F. Biffi, nel 1980. Non un cenno alla presenza di Gesù. E il francese Missel des Dimanches: «la Messa non è che fare memoria dell’unico sacrificio già compiuto»: qui la presenza reale ad ogni atto consacratorio, è esplicitamente negata. Il sacrificio è quello di 2000 anni fa, solo ne viene ravvivata la memoria.

Poi ci meravigliamo che siano proliferati i neocatecumenali?

La crisi della Chiesa, diceva Amerio, è crisi dell’eucarestia; dal non credere, dal non vedere la Presenza Reale deriva tutto lo spopolamento, l’abbandono dei sacerdoti, la «problematicità», la perdita fede, la povertà di conversioni. Si va alla Chiesa per Cristo, per il suo corpo.

mic ha detto...

ho tratto le mie citazioni da un articolo appena letto, che condivido in pieno... le voci consapevoli si moltiplicano e si fanno sentire, a differenza di quanto accadeva fino al 2007, che forse è proprio il discrimine dello "sdoganamento" della Messa di Sempre dall'oblio, non totale ma diffuso, in cui era stata relegata

Uguccione ha detto...

è un vero miracolo che insieme al VO sono state sdoganate anche l'ecclesiologia e la teologia e Colui di cui è portatore

mic ha detto...

un link per chi fosse interessato alla recensione di Mosebach citato nell'articolo

mic ha detto...

è un vero miracolo che insieme al VO sono state sdoganate anche l'ecclesiologia e la teologia e Colui di cui è portatore

quoto e affido al Signore che la fiamma ravvivata continui a splendere e ad aumentare

mic ha detto...

molto signifcativo, e per qusto mi permetto trascriverlo dal blog messainlatino

Certo che quando leggo:

L’essenza della vita cristiana sta nella vita spirituale, in questa vita soprannaturale ch’è dono di Dio: e noi abbiamo il più grande conforto nel vederla svilupparsi in tanti Paesi, nella testimonianza della fede, nella Liturgia, nella preghiera riscoperta e rigustata, nella gioia custodita nella chiarità dello sguardo spirituale e nella purezza del cuore.
...
Abbiamo non indubbi segni che, dopo una battuta d’arresto, anche il settore più delicato e grave come quello delle vocazioni sacerdotali e religiose, ha una indubitabile ripresa in vari paesi.


Mi dico che effettivamente l`ottimismo era re ed era cieco!

Effettivamente Paolo VI rimproverava :

Si osa affermare che il Concilio Vaticano II non è vincolante; che la fede sarebbe in pericolo altresì a motivo delle riforme e degli orientamenti Post-conciliari,

Ciò che abbiamo sotto gli occhi oggi ci mostra purtroppo che chi osava fare quelle affermazioni non aveva tutti i torti, al contrario!

È poi più che evidente che Paolo VI ha voluto la riforma liturgica come l`ha costruita Bugnini, suo protetto, è chiaro che per lui l`antico rito doveva appartenire al passato che il nuovo veniva a sostituire l`antico....che era concesso solo a sacerdoti infermi o anziani che celebrassero sine populo e con previa autorizzazione!!

Quando poi leggo:

Ma abbiamo fiducia ch’essi sapranno riflettere con serenità, senza partito preso, e vorranno ammettere che troveranno oggi il sostegno e il nutrimento che cercano, nelle forme rinnovate che il Concilio Ecumenico Vaticano II e Noi stessi abbiamo decretato come necessario, per il bene della Chiesa, il suo progresso nel mondo contemporaneo, la sua unità.

Non so quale progresso nel mondo sperava Paolo VI, ma penso che non ci sia bisogno di grandi commenti per dire che la Chiesa oggi non è unita, non è serena, non sembra aver trovato sostegno e nutrimento nelle forme rinnovate del Vaticano II, ma è in crisi, è confusa, è in uno stato di apostasia dilagante.

Stefano78 ha detto...

Faccio mio il commmento introduttivo della redazione di MessaInLatino:

"per cui Papa Montini si trovò, suo malgrado, nocchiero (per molti aspetti inadatto) in gran tempesta. E cercò di salvare l’essenziale, ossia l’ortodossia della Chiesa, dimenticando che senza l’alimento di una liturgia senza ambiguità anche la dottrina, pur sulla carta solennemente ribadita, lentamente si perde nel sensus fidelium. Va riaffermata, quindi, l’integrità e la retta intenzione di quel Papa, che ha avuto la sventura di non essere amato né dagli uni (che lo considerarono e lo considerano l’eversore della liturgia) né dagli altri (che lo giudicarono non abbastanza progressista)"

E nei discorsi citati c'è una prova lampante di quel tentativo di mediazione strategica che, forse, aveva l'intento di rimandare la soluzione definitiva dei problemi ad un periodo meno devastante...Questo che viviamo?

mic ha detto...

E cercò di salvare l’essenziale, ossia l’ortodossia della Chiesa, dimenticando che senza l’alimento di una liturgia senza ambiguità anche la dottrina, pur sulla carta solennemente ribadita, lentamente si perde nel sensus fidelium.

condivido anch'io l'introduzione ai discorsi inserita dalla Redazione di Messainlatino.

Tuttavia ritengo sia necessario soffermarsi sull'affermazione quotata, essenziale per la presa di coscienza che è proprio il sovvertimento della liturgia la causa delle derive odierne.
E la soluzione è quella promossa e indicata e, soprattutto concretamente resa possibile da Papa Benedetto.

Resta aperto il misterium iniquitatis rappresentato dal Cammino NC, dal suo rito, dai suoi insegnamenti e dalle sue prassi

by Tripudio ha detto...

In verità, uno dei primi problemi che si ha nel discorrere con un chierico o con un vescovo, è che bisogna anzitutto dimostrargli una cosa ovvia ed evidente!

Purtroppo, bisogna anzitutto dimostrargli che il Cammino Neocatecumenale perpetra abusi liturgici gravi proprio nei confronti del Novus Ordo Missae!

Questa necessità di "dimostrare" una cosa ovvia ed evidente, la dice lunga sulla "primavera" della Chiesa, così come percepita dagli ecclesiastici - cioè in modo completamente diverso da quelle parole di papa Paolo VI, evidentemente male informato.


È questo il nostro paradosso: siamo noi stessi a chiedere che venga applicato correttamente il Concilio Vaticano II, siamo noi stessi il frutto sano del Concilio Vaticano II, poiché infatti noi non abbiamo sputato sulla Tradizione (come fanno Kiko e la sua musa Carmen), noi non abbiamo rinnegato e inquinato il Magistero (come fanno Kiko e la sua musa Carmen), noi non abbiamo fatto scempio della liturgia (come fanno Kiko e la sua musa Carmen).

Le parole infelicemente ottimiste di Paolo VI sono però accompagnate da fulmini contro lo strazio liturgico e la profanazione: è evidente che quell'accusa di Paolo VI si attaglia benissimo ai neocatecumenali, dal 1977 ad oggi!

gianluca cruccas ha detto...

Cosi' pensano in tanti, forse per giustificare anche cio che non è più giustificabile, sopratutto per il fatto che quello che rimane della Gloriosa Chiesa Cattolica, in virtù delle cosidette aperture al mondo, ci propina ogni giorno che ha fatto Dio la cosidetta Messa Ecumenica, inventata dai modernisti protestanti e massoni-ebrei, e ci metto anche i Neocatecumenali che sono una somma di tutti questi signori fatti entrare dentro lo sconcertante concilio vaticano II...
"per cui Papa Montini si trovò, suo malgrado, nocchiero (per molti aspetti inadatto) in gran tempesta. E cercò di salvare l’essenziale, ossia l’ortodossia della Chiesa, dimenticando che senza l’alimento di una liturgia senza ambiguità anche la dottrina, pur sulla carta solennemente ribadita, lentamente si perde nel sensus fidelium...

Questo discorso di Paolo VI non mi sembra un discorso fatto da uno che ha dovuto subire cio' che si è trovato di fronte, in realta' cio' che noi uomini e donne nel 2009, subiamo cio' che volontariamente ha fatto codesto Papa insieme a parecchi nemici di sempre della chiesa...

..."Il nuovo Ordo è stato promulgato perché si sostituisse all’antico, dopo matura deliberazione, in seguito alle istanze del Concilio Vaticano II. Non diversamente il nostro santo Predecessore Pio V aveva reso obbligatorio il Messale riformato sotto la sua autorità, in seguito al Concilio Tridentino.
La stessa disponibilità noi esigiamo, con la stessa autorità suprema che ci viene da Cristo Gesù, a tutte le altre riforme liturgiche, disciplinari, pastorali, maturate in questi anni in applicazione ai decreti conciliari. Ogni iniziativa che miri a ostacolarli non può arrogarsi la prerogativa di rendere un servizio alla Chiesa: in effetti reca ad essa grave danno."...

Cruccas Gianluca

gianluca cruccas ha detto...

Difatti lo stesso Paolo VI ha dichiarato:
..."Il nuovo Ordo è stato promulgato perché si sostituisse all’antico, dopo matura deliberazione, in seguito alle istanze del Concilio Vaticano II...
confermando che volontariamente ha fatto il Novus Ordo, e non perche', come un poverino, ha subito cio' che si è trovato davanti per colpa di altri.
Ricordo anche che Paolo VI quando era vescovo fu allontanato dalla Segreteria di Stato Vaticana, da Pio XII, "perche' tradi'" il magistero del Papa , che disse nelle sue memorie, che non voleva che Gianbattista Montini ed un altro che ora non ricordo, fossero fatti Cardinali.

...La cosiddetta “Messa Tridentina” fu promulgata e sigillata nei secoli, da San Pio V con la Costituzione Apostolica Quo primum del 19 luglio 1570. Il Santo Papa dichiarava: «Con il nostro presente decreto, valido in perpetuo, Noi determiniamo e ordiniamo che mai niente dovrà essere aggiunto, omesso o cambiato in questo Messale». Al fine di vincolare i posteri, affermò che «mai, in avvenire, un sacerdote, sia regolare che religioso, potrà essere costretto ad usare un altro modo di dire la Messa». E, onde prevenire una volta per tutte ogni scrupolo di coscienza o paura di sanzioni e censure ecclesiastiche, aggiunse: «Noi qui dichiariamo che, in virtù della Nostra Autorità Apostolica, decretiamo e decidiamo che il nostro presente ordine e decreto durerà in perpetuo e non potrà mai essere legalmente revocato o emendato in avvenire». Si può giudicare l’importanza che San Pio V stesso attribuì al suo atto, leggendo queste sue parole: «E se nondimeno qualcuno osasse attentare con un'azione contraria al Nostro presente ordine, dato per sempre, sappia che incorrerà nell’ira di Dio Onnipotente e dei Santi Apostoli Pietro e Paolo».
Di questo tenore sono le interdizioni e le censure di San Pio V, oltre le quali è andato Paolo VI (1897-1978) con la sua Costituzione Apostolica Missale Romanum del 3 aprile 1969, decretando forme nuove per la Messa e sostenendole con la seguente dichiarazione: “Noi desideriamo che i Nostri presenti decreti e prescrizioni siano fermi e validi per il presente e per l’avvenire, nonostante, nella misura necessaria, le ordinanze promulgate dai nostri predecessori.”

gianluca cruccas ha detto...

Continua...

Già nel 1969, gli autori del Breve esame critico del Novus Ordo Missæ, presentato a Paolo VI dai Cardinali Alfredo Ottaviani e Antonio Bacci, affermavano: “E’evidente che il Novus Ordo non vuole più rappresentare la fede (del Concilio) di Trento. A questa fede, nondimeno, la coscienza cattolica è vincolata in eterno. Il vero cattolico è dunque posto, dalla promulgazione del Novus Ordo in una tragica necessità di opzione”.
“Addirittura imbarazzante la risposta che Paolo VI darà all’amico Jean Guitton nel novembre 1976. Durante un incontro privato Guitton, di fronte al disastro prodotto dalla riforma liturgica, con i tanti abusi permessi, segnala a Paolo VI anche l’irrazionalità e l’autoritarismo con cui si è proceduto: “L’opinione generale non può ammettere che tutte le Messe siano consentite salvo quella di San Pio V, Messa che tutti i Vescovi dicevano durante il Concilio”. Poi dice al Papa che: “Sarebbe auspicabile […] l’annullamento dell’interdizione fatta in Francia di dire questa Messa di San Pio V che il Concilio non ha mai preteso abolire.”
La risposta di Montini è perentoria e agghiacciante: “Questo mai!” Ma ancora più incredibile la motivazione: “Questa Messa, come lo si vede ad Econe, diviene il simbolo della condanna del Concilio. Non accetterò mai che si condanni il Concilio per mezzo di un simbolo.”
(Jean Guitton, Paolo VI segreto, cit., pp. 144-145).
“Inutile sottolineare, come fa Guitton, che il Concilio non aveva affatto abolito quella Messa, che la nuova liturgia ha disastrato la Chiesa e che è stata un’ imposizione autoritaria dello stesso Paolo VI che doveva prendersi le sue responsabilità senza farsi scudo del Concilio. Papa Montini fu ostinato a non volerla dar vinta ad Econe e agli altri Suoi critici. Pur vedendo “auto- demolirsi”, non volle ammettere di aver sbagliato. Così sino alla fine.”
(Antonio Socci “Il quarto segreto di Fatima”, nota n°357 pag. 211)

cruccas Gianluca.

Cinzia ha detto...

Ma perchè tanto stupore? La Massoneria è finalmente uscita allo scoperto, kiko ne è un fautore e con lui coloro che sostengono questo movimento che toglie la credibilità e la Tradizione della Chiesa.

Emma ha detto...

Interessante la riscoperta o scoperta di questi testi di Paolo VI, che cimostrano chiaramente quanto il Papa ha voluto la riforma della liturgia e l`ha intesa come una rottura con il passato.
VO sepolto, salvo per dei poveri vecchi sacerdoti malati e ancora sine populo e con l`autorizzazione dell`ordinario!
Come se il VO fosse diventato una grave malattia contagiosa dalla quale era fatto obbligo di tenersi lontano !
La scoperta di quei testi è stata per me scioccante.

Emma ha detto...

Esco un istante dal thread per fare un`osservazione.
Avete notato il silenzio dei neocatecumenali?
Sono spariti dai diversi siti sui quali scrivevano, presentandosi come tali.
Sono presenti ma in modo diverso, facilemente riconoscibli da chi conosce il verbo neocatecumenale, continuano il loro sforzo di mimetizzazione.
Forse hanno capito, che con i loro contributi offrivano la possibilità a chi lo voleva di contraddirli, di porre domande alle quali non potevano o volevano rispondere, di mostrare l`evidente difformità delle loro catechesi.
Silenzio dopo Taranto, silenzio dopo Imola, silenzio sulla non pubblicazione dei testi catechetici, immagino che l`ordine è venuto dall`alto.
Grande discrezione, assenza,durante le discussioni che hanno avuto luogo su altri blog.
È un fatto recente,un cambiamento.
Mi domando se anche Mic ha questa impressione .

mic ha detto...

La scoperta di quei testi è stata per me scioccante.

condivido Emma, emerge una volontà ferrea ed una rigida e inappellabile espressione di essa da parte di Paolo VI.
In questo "atto di governo", che appare in qualche modo "dispotico", la Chiesa ha esaurito l'esercizio pieno dell'Autorità, che per fortuna Papa Benedetto tira fuori, sia pure a dosi minime.
Già il suo esempio...
ma mentre il motu proprio - pur nelle difficoltà - ha operato lo sdoganamento del VO, abbiamo più volte detto come non basti 'mostrare, 'indicare' 'esortare', ma occorra invece anche condannare l'errore.

Peraltro, se consideriamo la Lettera di Arinze ai NC, con la reprimenda ciò è avvenuto, così com'è avvenuto con la altre troppo "sommesse" (rispetto all'esaltato ed esaltante contesto) indicazioni; ma cos'è successo poi?

C'è stato anche un autorevole corale intervento degli Ordinari di Terra Santa; ma gli effetti?

Viviamo in un'epoca di grande confusione. Preghiamo, speriamo, attendiamo e, mentre attendiamo, facciamo del nostro meglio

mic ha detto...

È un fatto recente,un cambiamento.
Mi domando se anche Mic ha questa impressione .


E' più che un'impressione, Emma, è un fatto! E, conoscendo il contesto, ci devono essere stati ORDINI davvero precisi ed autorevoli... lì sì che si esercita non tanto l'Autorità quanto l'Autoritarismo e vige non tanto l'obbedianza, quanto la sottomissione -che diventa prosternazione del cuore e della coscienza- senza se e senza ma

Evidentamente si ritengono abbastanza 'consolidati' nella Chiesa, da non correre più alcun rischio a causa delle nostre denuncie; ma il fatto è che noi non abbiamo mai puntato alla loro demolizione, ma al ripristino della Verità ed all'informazione necessaria a chi -e questo sì è un brutto rischio- non conoscendoli, può rimanerci invischiato.

E' chiaro da un pezzo ormai che la nostra informazione riguarda la parte "sana" della Chiesa, dal momento che la maggior parte dei vescovi e sacerdoti (non tutti certo, ma fin troppi) sono dalla loro parte, come del resto vediamo con sgomento molti sacerdoti e vescovi (purtroppo non solo neocat, il cui papa è solo Kiko con musa incorporata) non obbedire, anche fin troppo ostentatamente, alle direttive del Papa

mic ha detto...

Sono presenti ma in modo diverso, facilemente riconoscibli da chi conosce il verbo neocatecumenale, continuano il loro sforzo di mimetizzazione.

l'ho notato anch'io, il processo di mimetizzazione è sempre più avanzato, ma per chi li conosce il loro 'olezzo' si sente lontano un miglio e nelle loro espressioni c'è sempre quella 'virgolina' rivelatrice dell''altro' di cui sono portatori

Emma ha detto...

Resta pur sempre UNO SCANDALO che i testi catechetici del cammino NON SIANO ANCORA PUBBLICATI!

Già il fatto stesso che ci sia bisogno di testi diversi da quelli usati dai catechisti diocesani e che siano stati tollerati durante tutti questi anni malgrado la loro difformità, senza intervenire, è un fatto sconcertante e scioccante.

Che questi testi continuino oggi a circolare e a deformare le coscienze, che sia con quei testi che si inviano comunità intere ad evangelizzare, resta oggi un mistero ed uno scandalo.

Che la volontà di Kiko Arguello abbia avuto e continui ad avere nella Chiesa cattolica maggior peso rispetto alla volontà del Successore di Pietro, è uno scandalo, eppure questo può succedere grazie al silenzio complice e vergognoso di chi dovrebbe guidarci e proteggerci.

mic ha detto...

Che la volontà di Kiko Arguello abbia avuto e continui ad avere nella Chiesa cattolica maggior peso rispetto alla volontà del Successore di Pietro, è uno scandalo, eppure questo può succedere grazie al silenzio complice e vergognoso di chi dovrebbe guidarci e proteggerci.

la Chiesa ha attribuito e continua ad attribuire a Kiko Arguello maggior potere che ad un vescovo perché, mentre un vescovo ha potere nella sua giurisdizione (diocesi o altro) assegnatagli dal Papa, l'Arguello esercita un potere assoluto e indiscriminato su una "entità" incarnata dal Cammino NC, diffusa in tutto il mondo e che si spaccia per cattolica

ma ormai sappiamo più cos'è cattolico davvero?

E' una domanda retorica perché noi conosciamo la risposta; ma l'identità cattolica è andata troppo diluendosi e sarebbe ora di ri-scoprirla

by Tripudio ha detto...

Ed ecco la novità di agosto. Ringrazio "Cathcon" per la segnalazione.

Tabernacolo neocat "a due livelli":

"At the end of the wall there will be a Tabernacle, designed with two levels: one has the presence of the Blessed Sacrament, and the other has the presence of the Sacred Scripture"

Traduzione:

"In fondo al muro ci sarà un Tabernacolo, progettato in due livelli: uno ha la presenza del Santissimo Sacramento, e l'altro ha la presenza della Sacra Scrittura".

Prosegue: "entrambe le presenze sono tenute nel Tabernacolo come una porta aperta nel muro della morte che circonda la vita di ogni uomo..."


Fonte: sito ufficiale della Domus Galilaeae


Veramente vergognoso.

zufolo ha detto...

Paolo VI con le sue parole terribili sul VO e queste parole sul Cammino: "Quanta gioia e quanta speranza ci date con la vostra presenza e con la vostra attività" ...

Giovanni Paolo II che ha incoraggiato il Cammino in tutti i modi...

Benedetto XVI che dice nientemeno che "La recente approvazione degli Statuti del Cammino è venuta a suggellare la stima e la benevolenza con cui la Santa Sede segue l'opera che il Signore ha suscitato attraverso i vostri Iniziatori"...

Che momento angosciante per la Chiesa in cui i Papi e i documenti ufficiali della Santa Sede sostengono ufficialmente gli eretici e a preservare l'ortodossia restano Mic & Co e la FSPX!

uno zufolo olezzante

Emma ha detto...

Sai che ti dico Zufolo?

Potrei essere d`accordo con te!
Effettivamente, senza Paolo VI e la sua riforma liturgica, senza il Vaticano II, il tuo cammino non esisterebbe!
Effettivamente sconvolgente un Papa che sopprime, o crede di poter sopprimere, il Rito che ha nutrito durante 1500 anni la fede dei cattolici e felicita chi crea un rito sincretistico.
Effettivamente sconvolgente che ancora oggi il tuo cammino possa continuare a diffondere gli insegnamenti difformi del tuo guru, che riesce anche ad imporre il silenzio dentro e fuori il cammino.

Laddove non sono d`accordo con te è che se tanti troppi vescovi tacciono, sempre più fedeli reagicono, le difformità legate al tuo cammino sono sempre più conosciute e contestate.
Penso ti sarà sufficiente fare un giretto su diversi siti e vedrai che la vostra realtà con tutte le sue anomalie suscita sempre più le reazioni di chi la incontra, la subisce o la scopre.

Non gridare vittoria troppo in fretta e troppo forte, Zufolo, rischi una grande e dolorosa delusione.
Sono del resto sicura che dietro le quinte Benedetto XVI sta agendo per riportarvi sulla retta via, anche per la Liturgia, ma visto il segreto e il silenzio che imponete così facilmente a quelli che sono dentro e per quelli di fuori, lo sapremo con un pò di ritardo ma lo sapremo.!

by Tripudio ha detto...

Per Zufolo:

se il problema fosse facile, sarebbe già stato risolto.

Se i Pontefici fossero stati bene informati...

Se i Cardinali e i Vescovi non si lasciassero ingannare e corrompere...

Se i Neocatecumenali mettessero per iscritto le loro segrete dottrine, e pubblicassero foto e video delle loro liturgie...

Se nella gerarchia ecclesiale nessuno avesse paura di ricatti, ritorsioni, rappresaglie...

Se tutte queste condizioni fossero vere, il problema sarebbe già stato risolto.


Il demonio ha lavorato moltissimo per sostenere il Cammino Neocatecumenale, e continua a lavorare.

I neocatecumenali lo aiutano, propagando la tentazione di non fidarsi del Papa, con la loro famosa menzogna: "il Papa ci approva, dunque..."


Oggi abbiamo scoperto che avete messo nello stesso tabernacolo il Corpo di Cristo e la Bibbia.

Dunque, o il Corpo di Cristo per voi vale quanto la Bibbia (cioè quanto un oggetto di carta ed inchiostro), oppure per voi la Bibbia vale quanto il Corpo di Cristo (cioè il libro è da adorare come se fosse divino).

E non vi domandate nemmeno se il Papa approverebbe un simile scempio. Non vi domandate neppure chi mai abbia fatto un'azione (sacrilega) come questa (neanche i primi feroci protestanti avevano mai osato tanto).


Il Cammino Neocatecumenale è un castello di menzogne che prima o poi si affloscerà su se stesso. Quando cadrà il Cammino, sarà una caduta repentina e fragorosa.

mic ha detto...

E sai cosa dico io, Zufolo?
Citi tutte le approvazioni e incoraggiamenti dei Papi (il vostro passepartout), ma hai mai pensato a quanto i papi in alcuni loro atti siano tributari delle informazioni dei loro collaboratori?

Se teniamo conto che Paolo VI aveva come informatore sul vostro conto nientepopodimenoché Bugnini, al quale dovete la gratitudine di una Nota Laudatoria proprio sulla pseudo-liturgia!

Se poi teniamo conto che Giovanni Paolo II aveva come informatore il suo segretario che intascava miliardi per Solidarnosc et alia

Se teniamo ancora conto che Benedetto XVI ha avuto come informatore e come organizzatore dell'incontro di gennaio mons Filoni, cosa dobbiamo pensare? Certamente gli sarà stato detto che tutte le sue direttive erano ascoltate (anche se resta il mistero sulle modalità dell'Eucaristia e sulla mancata applicazione della Lettera di Arinze, che non è né scaduta né ha perso di validità)

Per il resto, staremo a vedere

Paolo156 ha detto...

per By Tripudio
se quello che tu dici lo avesse detto un successore di Pietro la cosa sarebbe stata di facile risoluzione, siccome lo dici TU il problema 6 tu.
Sei tu il problema, lo dimostra il fatto che da cattolico insinui il dubbio dell'onestà dei Vescovi e li definisci "corrotti".
Mi sa che tu 6 l'antipapa. O no ?
Buona fortuna a te & Co.

mic ha detto...

per Paolo 156 e la sua equazione sballata

il vero problema è che ci sono occhi che non vedono o non vogliono vedere e orecchie che non sentono o non vogliono sentire

Paolo156 ha detto...

Caro MIC
Solo in questo blog e in forum dichiaratamente ATEI ho letto dei giudizi di questo genere.
Dirvi di moderare il linguaggio e sospendere il giudizio, lo so, è tempo perso.

Emma ha detto...

Vescovi che tacciono? Senza dubbio.

Vescovi che sanno perfettamente quanto distorti siano e il rito e i testi neocat e malgrado ciò confidano parrocchie e catechesi al cammino? Senza dubbio.

Vescovi che rifiutano di ascoltare i fedeli che si lamentano di aver dovuto lasciare la loro parrocchia?
Senza dubbio.

Vescovi che non rispondono a chi segnala loro le anomalie del cammino? Senza dubbio ancora.

Vescovi che son andati in Galilea invitati da Arguello, hanno concelebrato con un rito che non era ancor approvato, un rito sincretistico, e hanno in seguito firmato una lettera per Benedetto XVI, incuranti di tutte le difformità dottrinali e liturgiche del cammino? Senza dubbio sempre e ancora.

Come possiamo chiamare questi vescovi?
Influenzabili? Complici? Progressisti? Modernisti?

Dal loro comportamento potremmo dedurre che per questi vescovi la retta Dottrina e la sacra Liturgia sembrano essere secondari, rispetto ad altri elementi.

mic ha detto...

Per Paolo 156

non vedo nessuna relazione tra l'ateismo e i nostri giudizi, che nascono da fatti od omissioni che generano delusione, dolore e sconcerto e non da disamore per la Chiesa

Emma ha detto...

Mic, le parole di Paolo, sono quelle di tutti coloro che hanno approffittato del vento di libertà che ha soffiato dopo il Concilio Vaticano II.
Costoro credevano avere il campo definitivamente libero per ogni loro creazione, desiderio, invenzione.
Oggi soffia un vento diverso, che assomiglia sempre più ad una specie di panico, sarà mai possibile che tutte le nostre innovazioni, le riforme=rivoluzioni, falliscano nel nulla, o anche siano semplicemente rimesse in discussione?
È mai possibile che ciò che credevamo morto e sepolto rinasca dalle sue ceneri?
È mai possibile che ci siano cattolici adulti e responsabili che osano, hanno il coraggio di uscire dal silenzio per testimoniare, informare, porre domande, descrivere lo scempio che è sotto i loro occhi, indicarne anche certi avvenimenti o persone che ne sono in parte responsbili?
Allora, caro mic, che cosa resta loro, se non scrivere commenti come quello di Paolo?
Sono ridotti a questo perchè argomenti seri per rispondere alle domande sempre più pressanti, che salgono da chi sta aprendo gli occhi, non ne hanno!
Il semplice "sta zitto" o, per i neocatecumenali, l`ancor più semplice "tanto siamo approvati" o meglio ancora "il Papa ci ha approvati", non funzionano più, non possono funzionare.

mic ha detto...

Cara Emma.
io provo rammarico e anche compassione per persone come Paolo 156 e tutti quelli che -vedendo criticato il loro idolo- la realtà che hanno 'sposato' senza remore, soffrono vedendola messa in discussione dalle nostre motivate critiche e denuncie.
Su Fides et forma mi è capitato di rispondere ad un arrogante (ma era proprio una reazione come quella descritta) che ci accusava di "infangamento", "demolizione", "divisione".

Il problema è che loro applicano solo la volontà, non la ragione, e non hanno categorie di ragione né conoscenze per riconoscere che quel che diciamo è vero e restano chiusi nell'orizzonte tracciato intorno a loro come una siepe invalicabile dalla pseudorivelazione kikiana, ribadita in maniera martellante dai catechisti, non vedendo o non volendo vedere che di pseudorivelazione si tratta, perché non è altro che quello che Paolo chiamava "un altro vangelo".

Il problema è che, nella situazione schizofrenica che sta attraversando la nostra Chiesa, il cui Magistero non è molto intaccato, anche se ci sono cose che cominciano a scricchiolare (dovremo parlare della Sacramentum Caritatis), ma la cui pastorale è totalmente sganciata dallle 'indicazioni', 'esempi', 'ammonizioni' del nostro Papa, forse troppo sommesse. Ma chi c'è dell'altra parte? Uno stuolo, ormai, di cardinali e vescovi e anche sacerdoti che non esito a definire neo-protestanti.
E come venire fuori da tutto questo? Tanta Grazia, tanta Fede, tanta preghiera e custodire, custodire, custodire

zufolo ha detto...

interessante questa questione della lettera di arinze, che ogni tanto riemerge. alcune delle prescrizioni, come avrete notato, sono diverse da quanto sta scritto negli statuti.

voi cosa fareste, se foste (ancora) nel cammino? seguireste la lettera di arinze o gli statuti? e in base a quale criterio decidereste tra i due (a parte le preferenze personali)?

zufolo

Stefano78 ha detto...

voi cosa fareste, se foste (ancora) nel cammino? seguireste la lettera di arinze o gli statuti? e in base a quale criterio decidereste tra i due (a parte le preferenze personali)?


Carissimo.

La Lettera di Arinze, ovvero del Papa, non solo non è stata abolita ma è il fondamento del famoso "articolo 13" riguardo la Santa Messa dello Statuto del Cammino.

Basta guardare la Nota 49 dello stesso Statuto, leggendone la base giuridica.

Ciò che differisce, rispetto alle Norme impartite, riguarda l' "indulto" dello Stare in Piedi ed al Posto per ricevere la Santa Comunione. Mentre la Lettera prevedeva la "Processione al Presbiterio".

Per quanto riguarda ciò che avrei fatto, ti rispondo subito: me ne sono andato dal Cammino.

Ovviamente non solo per questa indifferenza nei confornti di un Papa (ma anche di quello precedente) e nei confronti del CUlto, che già di per sè è grave, ma anche per il metodo devastante e assolutamente ignoto al cattolicesimo che viene usato nelle Catechesi e soprattutto negli scrutini.

Ciò che mi ha fatto molta paura è il trattamento che viene riservato al Cammino stesso. Come se fosse Dio stesso.

La reazione che i responsabili hanno quando si cerca di definire il Cammino come qualcosa di fallibile e perfettibile (come tutti noi!), ancora peggio.

Se fossi rimasto in Cnc sarei stato, consapevolmente, un cieco guidato da ciechi.

Sarebbe bello, invece, vedere attuato davvero lo Statuto. Per cui vedere le "eucaristie" soppresse, per vedere i fratelli Nc che partecipano dell'Unica Messa Domenicale insieme a tutti i fedeli.

Ti faccio una domanda anche io: che valore ha per te la Parola di un Papa?

Stefano78 ha detto...

Per chi può, oggi c'è l'Indulgenza Plenaria alle tradizionali condizioni: Confessione, Santa Messa e Comunione, preghiera per le intenzioni del Papa.

Che il Signore ci salvi tutti! E faccia risplendere su di noi la Luce della Verità.

Ignazio ha detto...

Meditate fratelli, meditate : http://www.camminoneocatecumenale.it/new/default.asp?lang=it . Dio ci ama!!! Dovrebbe bastare, ogni commento è superfluo!!!

mic ha detto...

Caro Ignazio,
potrebbe anche bastare, se non fosse che la facciata.

Scusa, ma non posso non pensare a quel che diceva Gesù dei sepolcri imbiancati, alle tante vite distrutte, famiglie lacerate e disgregate (non quelle che portate come esempio che trovano un equilibrio patologico nella dipendenza dal Cammino), coscienze violate, insegnamenti antropologicamente e spiritualmente svianti che non tutti sono in grado di riconoscere, soprattutto chi è 'lontano' o ha ricevuto una formazione modernista

Il rovescio della medaglia è tutto sul nostro sito
http://www.internetica.it/neocatecumenali