martedì 4 agosto 2009

Ultimissime di agosto

Riportiamo dalla "Ultimissime" del sito:

3 agosto. Leggiamo sul blog Cathcon "Tabernacolo neocatecumenale "a due livelli": "At the end of the wall there will be a Tabernacle, designed with two levels: one has the presence of the Blessed Sacrament, and the other has the presence of the Sacred Scripture". Traduzione: "In fondo al muro ci sarà un Tabernacolo, progettato in due livelli: uno ha la presenza del Santissimo Sacramento, e l'altro ha la presenza della Sacra Scrittura".
Per noi non è una novità tant'è che dalla documentazione sulla Domus Galileae traiamo l' eloquente immagine e il commento. Che dire dell'esistenza, nella Domus, del Santuario della Parola e della grande enfasi che lo accompagna? Basti pensare, ad esempio, alle celebrazioni con Rabbini che danzano intorno alla Torah compiaciuti per lo stile antico-testamentario della costruzione. Dobbiamo tener conto che il giudaismo dei tempi di Gesù, centrato sul Tempio e sul sacrificio dell’agnello pasquale, è scomparso col Tempio; e dal II secolo dopo Cristo, è stato sempre più decisamente sostituito dal “culto della Torah”. Questa importanza data alla Parola è tipica del popolo Ebraico ed inoltre l'uso dell'adorazione della Parola in luogo di quella del Santissimo, di cui non riconosce la Presenza Reale, è tipica di una certa parte del Protestantesimo. La nostra non è una “religione del Libro”, e la divinizzazione di un Testo, bensì è Fede nel Verbo fatto Uomo, il Signore Gesù, che non ci sembra trovi adeguata dignità in mezzo a tanti orpelli e in tutta questa immaginifica costruzione fatta di un'accozzaglia di simboli tratti dall'ebraismo, di sapore qabbalistico.
A proposito della equiparazione della Parola alle Sacre Specie[vedi anche]

23 commenti:

zufolo ha detto...

Stefano78: "La Lettera di Arinze, ovvero del Papa, non solo non è stata abolita ma è il fondamento del famoso "articolo 13" riguardo la Santa Messa dello Statuto del Cammino.

Basta guardare la Nota 49 dello stesso Statuto, leggendone la base giuridica."

Sono d'accordissimo -- non e' stata abolita ed e' il fondamento dell'Art 13 che dice:

13(2) i neocatecumeni celebrano l'Eucaristia di domenica in *piccole* comunita' *dopo i primi vespri di domenica*

13(3) ... vengono seguiti i libri liturgici del rito romano con l'eccezione delle concessioni della Santa Sede (qua il rimando alla lettera di Arinze)

Fatico a vedere qua le parti in cui c'e' disobbedienza... mi sembra anche che il richiamo alla lettera di Arinze sia esplicitamente per ricordare le concessioni, tipo lo spostamento della Pace.

Io di diritto canonico non me ne intendo ma come cattolico sento di dovere ubbidienza a un documento ufficiale dalla Chiesa, che come dice il Papa viene a suggellare la benevolenza della Santa Sede... faccio male?

yours whistlingly,

zufolo

mic ha detto...

ricordo a Zufolo che la lettera di Arinze non parlava solo delle modalità della comunione, ma anche del rispetto dei libri liturgici ed altro che, a quanto risulta, è rimasto immutato.

Come vi ponete di fronte a questo, che configura il fatto che viene messo da parte ciò che prescrive il Papa e si obbedisce a Kiko?
Dov'è, inoltre, la comunione pastorale (che non sia fagocitamento nel cammino) indicata dal Papa stesso in gennaio?

Piuttosto, in tema al thread, vorresti dirci la tua sulla differenza tra la Presenza del Signore nella Parola e quella nelle Sacre Specie?

mic ha detto...

Io sostengo a questo proposito che la Parola -come dicono i Padri e come è realmente- è pregna dello Spirito del Signore e chi la frequenta Lo incontra attraverso l'ascolto della Parola proclamta nella celebrazione e poi anche attraverso la lectio, la meditatio, l'oratio, ruminatio, ecc.

Ma non dimentichiamo che la Parola ci viene sempre 'mediata' dal testo e non E' il Signore Realmente Presente, come proprio Lui HA VOLUTO FARSI PRESENTE nelle Sacre Specie, che si transustanziano in Lui e NON SONO un 'mezzo' se non prima della Consacrazione.

La vostra venerazione della Parola è tutta di conio giudaico-protestante e sta proprio a significare la diminutio di ciò che di più prezioso e di più grande ci ha donato Cristo nella Sua Chiesa: la Sua Persona nelle Sacre Specie che per Kiko sono "il pane dell'afflizione" e "il vino dell'esultanza" e riguardano l'uscita dall'Egitto, la vittoria sulla morte avvenuta per mezzo della risurrezione di Cristo: una Psqua che ogni cattolico vive, ma che da cui il cammino ha tagliato via la Croce come espiazione

zufolo ha detto...

mic: "ricordo a Zufolo che la lettera di Arinze non parlava solo delle modalità della comunione, ma anche del rispetto dei libri liturgici ed altro che, a quanto risulta, è rimasto immutato."

mic, potresti farmi un esempio specifico, cioe' un articolo dei libri liturgici che viene infranto? purtroppo nella mia ignoranza neocatecumenale non conosco i libri liturgici a memoria.

zufolo

zufolo ha detto...

mic: "in tema al thread, vorresti dirci la tua sulla differenza tra la Presenza del Signore nella Parola e quella nelle Sacre Specie?"

non ho niente di originale da dire su questo, nella mia semplicita' mi sembra che tu abbia catturato l'essenza delle cose dicendo "non dimentichiamo che la Parola ci viene sempre 'mediata' dal testo e non E' il Signore Realmente Presente, come proprio Lui HA VOLUTO FARSI PRESENTE nelle Sacre Specie, che si transustanziano in Lui e NON SONO un 'mezzo' se non prima della Consacrazione."

D'altro canto non mi sembra che nessuno in Cammino abbia mai parlato di presenza reale nel libro fisico della Bibbia, e purtroppo non conosco personalmente nessuno in Cammino che non creda alla presenza reale del Signore nel pane/vino eucaristici. Quando lo sentiro' con le mie orecchie da qualche catechista comincero' a preoccuparmi seriamente...

zufolo

Stefano78 ha detto...

Dice Zufolo:

Io di diritto canonico non me ne intendo ma come cattolico sento di dovere ubbidienza a un documento ufficiale dalla Chiesa, che come dice il Papa viene a suggellare la benevolenza della Santa Sede... faccio male?


Carissimo.

Noi possiamo anche abusare della Benevolenza. Lo sai?

Purtroppo tu, come tutti noi, abbiamo cattivi maestri.

I maestri che "addestrano" al compromesso e all'occultamento delle "prove", piuttosto che alla schietta ricerca del Vero. Insieme.

Dici anche:

Fatico a vedere qua le parti in cui c'e' disobbedienza... mi sembra anche che il richiamo alla lettera di Arinze sia esplicitamente per ricordare le concessioni, tipo lo spostamento della Pace.


E' ovvio che "fatichi a vedere" dove ci sia disobbedienza. Gli "artifici" giustificatori preparati dai responsabili sono fatti apposta per confondere.

Ti sarà stato detto che lo Statuto viene a "sostituire" le normative precedenti. Che le "integra" con delle novità (infatti è quello che mi hai detto prima). Oppure che la Lettera di Arinze è SOLO conferma di concessioni (infatti). Oppure che non vi è nessuna prescrizione da parte del Papa ma solo "consigli" che al momento dello statuto hanno ceduto il posto a quest'ultimo. Oppure che l'operare del CnC è "perfetta obbedienza", perchè "ci lodano".
Forse ti è stato detto anche che la Lettera non ha "valore di Norma", perchè non compare agli "atti"! O ancora che non era una Lettera ufficiale ma "privata".

La realtà è ben diversa. Purtroppo per noi e per tutti.

La Lettera era ed è Ufficiale, uscita sul Bollettino Ufficiale del Culto Divino "Notitiae". A seguito di questa Lettera il Santo Padre ha ribadito la sua Ufficialità nel suo Discorso Ufficiale e Pubblico del Gennaio Seguente.

La Lettera chiede esplicitamente che il CnC operi come tutte le associazioni ecclesiali! Che rispetti i libri liturgici cattolici "eccetto esplicite concessioni della Santa sede" che al momento sono 3: Pace Spostata, Comunione sotto le due Specie e, per le Messe fatte in piccola comunità, Comunione in Piedi e al Posto. Stop. Queste sono le concessioni esplicite date al Cammino. Punto. Niente altro.

Secondo Statuto e Lettera il CnC, Fondazione secondo diritto Canonico, anche se di Beni spirituali (esse sono sempre state previste), deve obbedire alle Norme Universali come tutti gli altri. In materia di Catechesi deve usare la fonte del Catechismo e del Direttorio Catechistico Universale in uso nella Chiesa di Roma. Gli "Orientamenti" non possono dire "altro".

C'è un particolare che nessuno vi ha fatto notare.

Lo Statuto prevede 2 "Messe" per il Cammino: quella "in piccola Comunità" e quella In Parrocchia a cui il Cammino dovrebbe partecipare almeno una volta al Mese.

Nello statuto infatti è detto quanto segue: "I neocatecumeni celebrano l’Eucaristia domenicale nella piccola comunità [ovvero una delle modalità di Messa, nota mia], dopo i primi vespri della Domenica. Tale celebrazione ha luogo secondo le disposizioni del Vescovo diocesano."

Per cui la Messa "in piccola Comunità" non è affatto "ordinaria" e "unica" per il Cammino! E' una "possibilità" che si dà al CnC da sottoporre all'approvazione del Vescovo Diocesano ogni volta che avviene.

La "via normale" per il CnC è la Messa Domenicale Parrochciale con tutti gli altri Fedeli.

Infatti la Lettera richiama il Cammino a che almeno una volta al Mese partecipi alla Messa Domenicale Parrocchiale.

Inoltre, lo Statuto dice che la Messa del "sabato sera" dovrà essere anche quella Parrocchiale e Vespertina. Per cui la Messa delle 9 e mezza di sera di sabato, come si fa a definirla parrocchiale e aperta a tutti?

Inoltre lo Statuto chiede, insieme alla lettera, che le norme liturgiche universali vengano rispettate.

Nessuna, ripeto nessuna, Norma Liturgica permette un Rito simile a quello officiato dal Cammino.

(continua)

Stefano78 ha detto...

(segue)

Nessuno permette che vi sia un mega-tavolo al centro di una sala, addobbato con fiori e Khannukkiah (candelabro ebraico), che vi sia la disposizione a cerchio che la Croce di Cristo sparisca dall'altare per "comparire" vicino all'ambone in una fattura molto "discutibile". Nessuno ha approvato il "nuovo" canone iconografico di Kiko. E nessuno ha approvato il "cantorale" di Kiko, se non per i testi (che spesso sono salmi o brani della Bibbia) almeno per le musiche.

Al contrario basta leggere la Redemptionis Sacramentum o la Ecclesia de Eucharistia, del venerato Giovanni Paolo II per rendersi conto di quanto il Cammino faccia "capo a sè" e ignori tutto il resto.

Purtroppo non è l'unico a farlo. Anzi, che non lo fa oggi è preso per cretino o tradizionalista.

Stefano78 ha detto...

Io prego che il CnC possa un giorno relativizzare se stesso e mettersi davvero a disposizione della Chiesa di Dio.

Che un giorno possiamo, insieme, partecipare alla Stessa Messa, rivolti con il Cuore e con gli Occhi verso l'Unico Dio Gesù, col Padre e lo Spirito, nella Comunione dei Santi.

E spero che tu, Zufolo, possa discernere il Grano dalla Zizzania. Come dobbiamo fare tutti noi. In qualsiasi realtà tu ti trovi o ti troverai.

Stefano78 ha detto...

Mi rivolgo ora agli amici del blog.

Come possiamo pretendere o sperare che la situazione del CnC cambi?

Guardiamo alla situazione Generale.

La disobbedienza al Pontefice è permessa e contemplata come possibilità. Si presume che i Sacri Pastori (e se lo fanno loro!) possano opinare e che il loro legame a Pietro sia Simbolico.

Il relativismo dottrinale è diffuso come regola, e permea in tutte (con rare eccezioni) le parrocchie!

L'autonomismo della Associazioni Laicali è un fatto radicato e diffuso.

La differenza sta solo nelle gravità.

Come possiamo pretendere che ci comprendano? Non tanto che ci ascoltino, ma anche solo che ci comprendano?

Per questo, torno a ripetere, la situazione va scossa alle fondamenta.

E per farlo la soluzione non può essere altro che il risveglio della Tradizione.

Impegnandosi per quello, con le nostre povere forze, la soluzione verrà anche in questi ambiti.

Il modo migliore perchè il CnC si corregga è che la Tradizione si risvegli.

mic ha detto...

D'altro canto non mi sembra che nessuno in Cammino abbia mai parlato di presenza reale nel libro fisico della Bibbia, e purtroppo non conosco personalmente nessuno in Cammino che non creda alla presenza reale del Signore nel pane/vino eucaristici.

tu dici di non averlo sentito e io affermo che alcuni giorni fa ho risposto su un altro blog ad un neocat che enfatizzava proprio la presenza reale nella Parola (cercherò e documenterò)

Quando lo sentiro' con le mie orecchie da qualche catechista comincero' a preoccuparmi seriamente...

in ogni caso, se anche non lo affermano espressamente i catechisti è un concetto che viene veicolato dalle prassi:

1. uso del velo omerale -destinato solo all'Ostentazione delle Sante Specie- per accompagnare il Vangelo

2. Tebernacolo a due livelli che contiene la Parola con pari dignità delle Sacre Specie (vedi foto del thread)

più eloquente di così!

Quanto alla transustaziazione negata, ho sentito personalmente più volte parlare di 'transignificazione' e ci sono i documenti che lo confermano

ricordi l'intervista di Kiko sui significati del pane e del vino?

Paolo156 ha detto...

leggo dal vostro sito l'intervista e riporto uno stralcio:
"E vogliamo ancora discutere su quale sia il pensiero teologico di Kiko Argüello?

Nelle comunità portiamo avanti infatti una catechesi basata sulla Pasqua ebrea, con il pane azzimo a significare la schiavitù e l’uscita dall’Egitto e la coppa del vino a significare la Terra promessa”

Capito? Questo non solo non è la Messa cattolica, non è nemmeno un rito cristiano è un rito EBREO!!! La nostra Terra Promessa, la nostra Pasqua è Cristo. La nostra salvezza è il Suo Corpo Offerto, il Suo Sangue versato "in Sacrificio" per noi...

"

Ma di cosa vi scandalizzate?
Cosa vete capito da questa intervista?
Come mai benchè questa affermazione detta da Kiko e che anche il SS Padre Benedetto XVI ha letto, non si è preoccupato allo stesso vostro modo?
Mi sa che voi capite fiski per fiaski e poi criticate senza capire il senso di quello che si vuole dire
Per fortuna che abbiamo Benedetto XVI come pastore.

Ma secondo voi la SS Messa finisce con la frase "La messa è finita, andate in pace" ?

Il sacrificio e la resurrezione di N.S. Gesù Cristo è la nostra forza, anche dopo la fine del "rito"

mic ha detto...

Il sacrificio e la resurrezione di N.S. Gesù Cristo è la nostra forza, anche dopo la fine del "rito"

credi forse che qualcuno di noi crede o pensa o vive il contrario?

sulle parole di Kiko l'unica cosa da capire è quello che esprimono e penso che il Papa non sia il solo a non averle lette

Cinzia ha detto...

La foto del thread, è il simbolo del cnc. Tutti i Tabernacoli delle
loro Chiese, sono trasformati in Santuari della Parola. Essi sono costituiti in due livelli di parità
al piano terra vi è custodita la "PISSIDE" al piano rialzato la Sacra Bibbia.
Entrambe sono venerate allo stesso modo ed è questo che potrebbe scandalizzare il semplice credente.
Purtroppo la disobbedienza dei neocat ai moniti del Papa e ai documenti della Chiesa è una costante,basti pensare anche al modo che hanno di decorare l'Altare. La scorsa settimana sopra l'altare vi era addirittura una pianta in vaso e con la terra,
quando è severamente prioibito dal Diritto Canonico.
Ho segnalato la cosa al sacerdote di turno, il quale senza neppure prendere in considerazione quanto avevo evidenziato, ha lasciato la pianta dove stava, ossia sopra l'Altare e come se nulla fosse ha celebrato l'Eucarestia.
Quanto dovremo sopportare tutto questo?

mic ha detto...

La scorsa settimana sopra l'altare vi era addirittura una pianta in vaso e con la terra, quando è severamente prioibito dal Diritto Canonico

considerati gli altri abusi, questo potrebbe apparire irrisorio

Uriel ha detto...

Mah, si continua a vedere la fine ma non l'inizio.

L'inizio e' lo scorporo delle Letture dal Messale (nascita del Lezionario. La Rivelazione e' stata cosi spezzata nella Liturgia in due parti ben separate e distinte.
La Liturgia della Parola e poi la Liturgia eucaristica; la prima ha assunto cosi un ruolo separato dalla seconda: non piu' un unicum.
Il CN da una sistemazione pratica a questa scelta, sistemazione audace forse, ma mica piu' di tanto se ci riflettete.

D'altra parte uno dei 3 serpenti della base della croce e' la La Parola, celebrata con Liturgia a se stante in mezzo alla settimana.
La Parola, precursore del Golgota, viene elevata a rango sacramentale.

Il Vaticano non si puo' pronunciare sul Cn nel senso che vorreste, perchè implicitamente dovrebbe rivedere anche la questione ebraica, e questo non si puo' fare.

In effetti il Cn poggia su una concezione di ebraismo sostanzialmente condivisa dal Vaticano: sistemare teologicamente Israele porrebbe il Cn in ben altra situazione.

Per cui ci teniamo il Vaticano,la posizione verso Israele e ci teniamo il Cn, con buona pace di quasi tutti, andando anche , tra l'altro,contro il famoso brano di San Paolo in cui parla sacerdozio di Melchidesek; brano in cui San Paolo sistema teologicamente l'Israele del post-Golgota.

Pertanto, perche' stupirsi piu' di tanto degli effetti di situazioni che non sono mai state chiarite, o meglio chiare lo erano, ma poi il CVII, o i suoi effetti indesiderati (cosi siete contenti che non dico male del CVII), ha ingarbugliato la matassa.

il Cn ha le sue colpe, ma forse anche la Teologia non e' immune: Kiko precorre i tempi ma intanto nelle Chiese il Tabernacolo e' stato relegato in posizione secondaria.


Buone vacanze a tutti.

Stefano78 ha detto...

Dice Uriel
il Cn ha le sue colpe, ma forse anche la Teologia non e' immune: Kiko precorre i tempi ma intanto nelle Chiese il Tabernacolo e' stato relegato in posizione secondaria.


Sono assolutamente d'accordo.

Per questo ribadisco che ora è tempo di cambiare metodo.

Sia nell'approccio che nel dialogo, e sia anche nell'affrontare la situazione.

I problemi risiedono, come già ti facevo notare, nei "buchi" del NOM e nella strada che ci si è fatta certa teologia.

Il Santo Padre non a caso ha scritto sul MP che le due forme del Rito debbono "alimentarsi" a vicenda.

E questo nella linea di continuità.

Per colmare quei buchi con la Tradizione. E procedere ad una riforma della riforma.

Arrivando magari in futuro all'Unico Messale Tradizionale, con gli adattamenti consentiti.

Sono assolutamente d'accordo con te sul fatto che Kiko per molti è un "eroe" che ha "osato" quanto molti avrebbero voluto fare!

L'accoglienza che ha avuto da certi Sacri Pastori è direttamente proporzionale a quanto magari avrebbero voluto fare loro, ma erano (e sono) "trattenuti" da un minimo di "conservazione delle forme". Dico minimo, ovvimente.

Il problema del CnC non si risolverà nè con la corretta informazione sul suo conto, nè con lo scontro che si può creare, involontariamente, anche per mezzo di questo mezzo di informazione.

La Corretta informazione, oggi, io credo debba essere solo "espositiva" e non più "dialogativa".

Perchè?

Perchè fino a che ci sarà questa netta e non sanzionata divisione, questo relativismo dottrinale, con la possibilità di imporsi ai fedeli, i fedeli stessi che sono stati nutriti con questo relativismo anche in maniera violenta, non potranno (o vorranno o entrambi) avere criteri netti per distinguere il Vero dal Falso o dal Distorto. E non potranno distinguere la gravità del danno, non avendo in modo Autorevole un criterio di riscontro e di discernimento univoco.

Per un principio logico di "conservazione", il fedele che si trova in una realtà consolidata e per lui "sicura", che vive letteralemnte di quella realtà, anche e soprattutto nei problemi, opterà per il distacco solo in situazioni di dramma vivo e vissuto sul proprio corpo.

Le altre motivazioni risulteranno sempre più o meno deboli, o comunque non assolute e irrisolvibili.

Il distacco che abbiamo maturato noi, è venuto in determinate condizioni.

Tutti noi che siamo usciti dal Cammino lo abbiamo fatto o per una Formazione già ricevuta che man a mano emergeva come contrasto netto nel nostro Spirito,o per un dramma terribile, o per un numero di anni limitato di frequenza che non ha inciso in profondo sulle nostre coscienze e quindi l'emersione delle difformità è stata "elaborata" meglio (anche se con ovvia sofferenza), oppure per una presa di coscienza "matura" determinata dalla situazione particolare che vivevamo (mantenimento dell'equilibrio psicologico, nonostante tutto), anche se con tanti annni di cammino alle spalle (ma questo è molto più raro).
A volte il motivo è la somma di tutte queste possibilità.

Ma chi è radicato, subisce magari una forte crisi. Ma non avendo un "punto" Autorevole di convergenza che la risolva e dia risposte definitive ed irrevocabili, rimane. Magari soffrendo come un cane.

Nella "migliore" delle ipotesi preferisce "ignorare" un problema che, nonostante ne senta l'esistenza, pone davanti un numero crescente di sofferenze.

Basta analizzare l'esperienza che abbiamo avuto fin qua.

Per questo bisogna più che mai rivolgerci "solo" alla Tradizione e al suo ritorno.

I Problemi nè si risolveranno, nè si affronteranno con la diffusione del "discernimento".

Anche perchè occorre modificarne il metodo.

Stefano78 ha detto...

Avete letto cosa scrive Paolo156?

Ma di cosa vi scandalizzate?
Cosa vete capito da questa intervista?


Capite?

Il "significato intrenseco" della Santa Messa è stato relativizzato!

La dottrina Tradizionale secondo cui la Santa Messa è Principalmente e direi "unicamente" il Sacrificio della Croce che perdura nei secoli "finchè egli venga", e che a questo corrisponda una forma altrettanto univoca di Culto, è stata relativizzata.

Questo anche "autorevolmente" e "indisturbatamente".

E' normale la risposta di Paolo.

Il problema siamo noi! Capite? Siamo noi e lo saremo.

E' normale che Paolo non "veda" nulla di strano nella "Catechesi di Kiko sulla Messa".

Perchè il "difforme" è "istituzionale".

Stefano78 ha detto...

Che valore potranno mai avere gli "argomenti" che proponiamo?

Stefano78 ha detto...

Inoltre oggi si dovrà sciogliere un altro nodo importantissimo che tiene in apprensione tutti noi e tantissimi fedeli in buona fede. Bisognerà rispondere alla seguente domanda: Che cos'è l'Obbedienza?

Cinzia ha detto...

Bella domanda caro Stefano!
QUALE OBBEDIENZA!
L'obbedienza è non contrapporsi mai
a kiko e ai suoi catechisti?
Perchè è questa l'unica realtà del cammino!
Il Papa e i documenti della Chiesa non vengono neppure considerati, quindi....perchè obbedire a chi non si accoglie?

zufolo ha detto...

ringraio stefano78 per la risposta estremamente articolata e complessa che non ho capito ma che ha aumentato a dismisura la mia ammirazione per le sue capacita' forensi

io avevo ingenuamente interpretato la frase dello statuto "i neocatecumeni celebrano l'Eucaristia di domenica in *piccole* comunita' *dopo i primi vespri di domenica*" come se volesse dire che in cammino la messa si fa al sabato sera in comunita', ma a quanto ho capito da stefano ci sono modi molto piu' sottili per leggere questa frase, e questi modi ne rovesciano completamente il significato.

inoltre mi ha colpito favorevolmente l'idea che *ogni volta* che si fa una messa del genere bisogna chiedere il permesso al vescovo -- questo richiedera' nelle diocesi piu' grandi l'istituzione di un nutrito call centre, con la creazione di numerosi posti di lavoro: una benedizione in un momento di recessione!

zufolo

ps riguardo l'approvazione dei canti, visto che le parole sono per lo piu' tratte dai salmi e la musica e' praticamente la stessa per tutti i canti, probabilmente basterebbe che il vaticano approvasse l'uso liturgico del giro armonico spagnolo: la minore - sol - fa - mi

mic ha detto...

Che valore potranno mai avere gli "argomenti" che proponiamo?

hanno valore per chi non è ancora "zombificato" e per chi non conosce il cammino e rischia di venire sviato dalla grancassa di pubblicità ingannevole

anche perché 'mostrare' la verità significa rendere possibile che coscienze e cuori 'aperti' la ri-conoscano, non per l'Autorevolezza che non abbiamo, ma per l'Autorevolezza con cui ciò che è vero si impone al cuore e alla coscienza.

Facciamo, senza andar troppo lontano l'esempio di questo thread: la foto eloquentissima nonché la chiave di lettura e le documentazioni aggiunte (velo omerale, conopeo nero) dimostrano la "diminutio" di valore attribuita alla Sacre Specie, cioè al Corpo, Sangue Anima e Divinità del Signore, che si consegna a noi fino alla fine dei tempi.

Se c'è chi dà valore e importanza a questo FATTO, ne trae le debite conseguenze; se uno non vi dà importanza, vuol dire che il neo-protestantesimo è già radicato e di fronte a questo nessuno può nulla.

Ma chi legge con cuore aperto, in sincera ricerca, amore per la verità e onestà intellettuale, non può che arrivare alle nostre stesse conclusioni e così è per tutto il resto.

mic ha detto...

Faccio invece l'esempio dello "zombificato":

zufolo ha riconosciuto l'esattezza di quel che avevo commentato sul diverso valore della S. Scrittura rispetto alle Sacre Specie, dicendo che con le mie parole avevo "ben catturato l'essenza delle cose"

poi però con quel che dice dopo

Quando lo sentiro' con le mie orecchie da qualche catechista comincero' a preoccuparmi seriamente...

cioè lui non lo ha (ancora aggiungo io) sentito dire dai catechisti -almeno se è in buona fede-
Tuttavia non riesce a dare la lettura corretta alla immagine che parla più di mille parole: nei luoghi di culto neocat la "Cappella dell'Adorazione" si chiama "Santuario della Parola" e nel Tabernacolo c'è la compresenza delle Sacre Specie e della Torah...
Chi ogni giorno vive la sua fede in quell'ambiente, cosa interiorizza? Che la Presenza reale del Signore durante la celebrazione -che peraltro per loro è la Cena e non il Sacrificio- nutrirsi della Parola è la STESSA COSA che incontrare personalmente il Signore durante la comunione... ma se ricordate beme, per Kiko, sono proprio i simboli del pane e del vino ad avere un significato teologico diverso,

e allora? Continuiamo a dirlo e a ripeterlo, qualcuno alla fine capirà