giovedì 13 agosto 2009

Non è di una Chiesa più umana di cui abbiamo bisogno ma di una Chiesa più divina

"il sussidiario" di oggi ha riedito un illuminante intervento tenuto dal card Ratzinger al Meeting di Rimini nel 1990. Mettiamo a vostra disposizione il testo, che merita di essere conosciuto e meditato per intero: consultabile qui - e invece scaricabile in formato rtf qui

Una Chiesa che riposi sulle decisioni di una maggioranza diventa una Chiesa puramente umana. Essa è ridotta al livello di ciò che è plausibile, di quanto è frutto della propria azione e delle proprie intuizioni ed opinioni. L'opinione sostituisce la fede. Ed effettivamente, nelle formule di fede coniate da sé che io conosco, il significato dell'espressione "credo" non va mai al di là del significato "noi pensiamo". La Chiesa fatta da sé ha alla fine il sapore del "se stessi", che agli altri "se stessi" non è mai gradito e ben presto rivela la propria piccolezza. Essa si è ritirata nell'ambito dell'empirico, e così si è dissolta anche come ideale sognato.
L'attivista, colui che vuole costruire tutto da sé, è il contrario di colui che ammira (l'"ammiratore"). Egli restringe l'ambito della propria ragione e perde così di vista il Mistero. Quanto più nella Chiesa si estende l'ambito delle cose decise da sé e fatte da sé, tanto più angusta essa diventa per noi tutti. In essa la dimensione grande, liberante, non è costituita da ciò che noi stessi facciamo, ma da quello che a noi tutti è donato. Quello che non proviene dal nostro volere e inventare, bensì è un precederci, un venire a noi di ciò che è inimmaginabile, di ciò che "è più grande del nostro cuore". La reformatio, quella che è necessaria in ogni tempo, non consiste nel fatto che noi possiamo rimodellarci sempre di nuovo la "nostra" Chiesa come più ci piace, che noi possiamo inventarla, bensì nel fatto che noi spazziamo via sempre nuovamente le nostre proprie costruzioni di sostegno, in favore della luce purissima che viene dall'alto e che è nello stesso tempo l'irruzione della pura libertà.

Siamo ben consapevoli che tutto questo accade quando si lascia spazio all'umanesimo al posto della fede viva e si pone l'uomo al centro di tutto e non il Signore. E' per questo che da tempo parliamo di antropocentrismo della Riforma modernista: "è l'assemblea che fa l'Eucaristia" (parole di Kiko Arguello), è l'Assemblea che celebra (dimenticando che se lo fa è solo nel senso che è UNO con il vero Celebrante Cristo che agisce nel suo Ministro, il Sacerdote, che ora ne è divenuto il Presidente).

Altro linguaggio, altra ecclesiologia, altra teologia. Non nascondiamoci più dietro al dito del Concilio riformatore; l'autentica ricorma non c'è stata ed è lo stesso card Ratzinger a ricordarcelo già nel 1990:

"Non è di una chiesa più umana di cui abbiamo bisogno, bensì di una Chiesa più divina; solo allora essa sarà anche veramente umana"

E, oggi, il nostro Papa, col motu proprio e con la sua Riforma sul campo, ce ne sta mostrando la Via.

E' il Signore che fa la Chiesa, non l'uomo faber costruttore di nuove rivelazioni e nuove liturgie 'fai da te' che svegliano il sentimento e inaridiscono il cuore. E' il Signore che deve tornare al centro di ogni insegnamento e di ogni esperienza, non surrogati come le nuove ideologie moderniste o il sedicente "metodo di iniziazione cristiana" di nuovo conio, del quale stiamo da tempo analizzando tutto ciò che del Signore è solo scimmiottatura.

10 commenti:

la Cura ha detto...

Il sintomo gravissimo della
decadenza-malattia della Chiesa post-conciliare è la progressiva
perdita della fede nella Presenza Reale di Gesù Cristo nel SS.mo
Sacramento dell'altare: fenomeno
facilmente osservabile soprattutto nell'ultimo decennio
(crollo verticale del senso di venerazione e timore-amore reverente nel sostare in Chiesa, diffusa mancanza di rispetto e profanazioni di varia gravità nel ricevere l'Eucaristia, oltre la frivolezza frequente nel celebrarla...;
AZZERAMENTO del raccoglimento orante PRIMA E DOPO la Comunione e a fine Messa...; svalutazione e oblio del Sacramento della Confessione);
tutti deprimenti segni di "malattia" della Fede cattolica,
florida fino a 50 anni fa, e che nessuno oserebbe tradurre come
segni di freschezza e vitalità
della Chiesa, rinnovata dallo spirito del Concilio!
(ma poi, si sa, il mondo è pieno
di "struzzi": occhio non vede, cuore non duole)

Il dito sulla piaga lo ha messo ancora una volta il Santo Padre,
il 13 giugno 2009, festa del Corpus Domini, denunciando che:

"Il sangue è versato per molti, e la fede nella Presenza Reale non è più scontata; rischio di secolarismo nella Chiesa"
(vedi l'art. http://www.introiboadaltaredei.info/?p=1706

La cura unica e risolutiva per la secolarizzazione che rischia di
snaturare completamente la Chiesa cattolica, cominciando dai consacrati, preti, suore e religiosi, quale sarà?
Ce la mostrano anche questi nuovi
chiamati, che ad essa e da essa sono stati FORMATI:
il ritorno alla/della Messa
Gregoriana, con la quale tale profonda consapevolezza della Reale Presenza non era mai stata scalfita
(neanche nei miscredenti, che avevano almeno un vago senso di rispetto nei confronti di essa, mi pare...)
Se la china discendente è stata percorsa perdendo via via la sacralità del rito che ha raffreddato la Fede, nonostante le velleitarie artificiose "animazioni" dei creativi "presidenti" delle celebrazioni NO, non resta che, a ritroso, risalire verso la Fonte, o, come ha detto il Papa in un suo recente libro, tornare
"Alle radici della Liturgia: Davanti al Protagonista", che E' Cristo (non l'uomo-presidente-assemblea)
come era e sarà sempre nella
Messa di sempre!

sofia ha detto...

Grazie di cuore, cara Mic,
per questo nuovo tema di vitale importanza per capire la drammatica stretta epocale in cui ci troviamo,
per superare la quale il Papa offre provvidenzialmente alla Chiesa i mezzi e rimedi opportuni.
Grazie per aver riportato questo commento (con cui concordo...;))
e per la tua costante attenzione e sensibilità spirituale, unite a una
Fede ultra-paziente, fondata sulla Roccia.
Seguo sempre attentamente questo blog, ammirando la tenacia di vera Carità con cui sostieni i fedeli
(anche ignoti) lettori, siano essi deboli o forti nella Fede da ritrovare o riconfermare, e lo fai
con motivata fiducia nei tuoi
repetita iuvant:
non ti scoraggiare mai su questa linea, che non tutti apprezzano, ma oggi quanto mai necessaria, e per essa
(oltre che per la tua profonda e vasta Dottrina, esposta sempre con mirabile limpidezza ovunque ti leggiamo), io ti ammiro e dirò sempre grazie a te, Mic...
e grazie al Signore che ti ispira e ci sostiene tutti nella Fede, grazie
...ad Deum qui laetificat iuventutem nostram!
(Non nobis, Domine...)

mic ha detto...

...ad Deum qui laetificat iuventutem nostram!
(Non nobis, Domine...)


grazie carissima, di tutto, anche di questa conclusione che facciamo di tutti noi

mic ha detto...

anch'io quando ti incontro altrove ti riconosco sempre, e il mio cuore esulta e si edifica in quel che leggo ;:)

Stefano78 ha detto...

Dal Salmo 127:

Se il Signore non costruisce la casa,invano si affaticano i costruttori.
Se il Signore non vigila sulla città,invano veglia la sentinella.

2 Invano vi alzate di buon mattino
e tardi andate a riposare,voi che mangiate un pane di fatica:al suo prediletto egli lo darà nel sonno.

Gloria Patri,
et Filio,
et Spiritui Sancto.
Sicut erat in principio,
et nunc, et semper,
et in saecula saeculorum.
Amen.

mic ha detto...

E' vero Steph, qualunque "casa". dalla Chiesa, alla nostra persona, a questo blog.

Speriamo che "sappiano che qui c'è la tua mano" (Sl 108,27), di cui prego sempre solo la II parte perché è imprecatorio

sofia ha detto...

Grazie, Stephanos:
anche a me è molto caro quel salmo,
che spesso devo rammentare a me e ad altri, non solo nelle fatiche materiali, ma soprattutto in quelle spirituali, delle quali non possiamo pretendere di vedere il buon esito e il rapido scioglimento.
Anche, noi continuamente, dovremo riferire (riconsegnare) tutto al Signore: l'opera, gli strumenti, i talenti, l'happy end...e la Gloria (oltre che le sofferenze annesse, inevitabili!)
Sempre rivolti a Lui.

(Ecco, proprio così.
A tal proposito, nel timore che passi di qui il prof. Dante Pastorelli con la sua esimia matita rosso-blu, provvedo subito ad integrare il mio post precedente con una parolina necessaria, per rispetto della sintassi.

e grazie al Signore che ti ispira e ci sostiene tutti nella Fede,
[diciamo] grazie,
CONVERSI...ad Deum qui laetificat iuventutem nostram!


Così va meglio, vero? ;))

mic ha detto...

CONVERSI...ad Deum qui laetificat iuventutem nostram!

il CONVERSI è già implicito nell'"ad" con l'accusativo, se non sbaglio, cara Sofia ;:)

mic ha detto...

Una Chiesa che riposi sulle decisioni di una maggioranza diventa una Chiesa puramente umana. Essa è ridotta al livello di ciò che è plausibile, di quanto è frutto della propria azione e delle proprie intuizioni ed opinioni. L'opinione sostituisce la fede. Ed effettivamente, nelle formule di fede coniate da sé che io conosco, il significato dell'espressione "credo" non va mai al di là del significato "noi pensiamo". La Chiesa fatta da sé ha alla fine il sapore del "se stessi", che agli altri "se stessi" non è mai gradito e ben presto rivela la propria piccolezza. Essa si è ritirata nell'ambito dell'empirico, e così si è dissolta anche come ideale sognato.

queste parole del Papa mi ricordano esperienze fatte nell'ambito del dialogo ecumenico.
Ho partecipato a diverse riunioni: analisi basate su punti controversi, brani della Scrittura, redazione documenti.
Ebbene, sapete come accadeva il tutto? Alla fine si redigevano le proposizioni che venivano messe ai voti per emettere il documento finale... sì come nelle più comuni istituzioni, senza nessun principio di Autorità, senza nessuno che potesse far valere le sue affermazioni con l'Autorevolezza della Verità ri-conosciuta e profondamente parte del suo cuore e della sua mente.

E ho sempre pensato anche in quelle occasioni che non è la maggioranza, né il consenso che dicono dov'è la Verità.

La Chiesa cattolica ha sempre avuto una ricchezza grande, il primato Petrino, che l'ha preservata da derive e cedimenti, preservando, insieme ad essa la Verità che custodisce... poi è arrivata la "chiesa democratica" e la collegialità, come nel migliore costume protestante, ed ora siamo come siamo: tante chiese pluricefale quante sono le giurisdizioni vescovili

chi custodisce i custodi?

Finché noi custodiremo la Verità, la Verità custodirà noi

montmirail ha detto...

Grazie per la bella riflessione proposta.

L'Umanesimo accentua la sua
stretta attorno al fatto cristiano,
sente l'esigenza insopprimibile di
sterilizzarlo, di ricondurlo a qualcosa di più razionale.
Purtroppo a volte questa tendenza è
presente anche nella Chiesa.

Domenica in "A sua immagine" si parlava di Lourdes. Inutile specificare che era tutta un esaltazione dell'io, della riscoperta del proprio essere atraverso il bagno miracoloso.