mercoledì 29 luglio 2009

Distacco dal Magistero e sue conseguenze

Su Zenit del 27 luglio scorso viene data notizia che il prof. McInerny, tra i più grandi studiosi di San Tommaso, ha appena pubblicato il saggio “Vaticano II. Che cosa è andato storto?” (Fede & Cultura, 91 pagine, 11,00 Euro) nel quale analizza la crisi del nostro tempo in relazione al Concilio sottolinenado che i teologi del dissenso dicono di fare appello al Vaticano II. “Ma nulla nei documenti del Concilio giustifica la loro posizione”. McInerny precisa inoltre le posizioni di coloro che tentarono di indebolire l’autorità del Pontefice durante il Vaticano II e narra di come i dissidenti hanno organizzato una sorta di magistero parallelo nel dopo Concilio. E' questa confusione ed aperta ribellione culminata con l’opposizione alla Enciclica Humanae Vitae che ha indebolito la Chiesa e generato la crisi di vocazioni e di perdita di fede.

Da allora il dissenso è diventata un'abitudine e alcuni teologi hanno incitato alla disobbedienza generando una crisi di autorità.

La Santa Sede ha cercato di risolvere il dissenso con un Sinodo straordinario nel 1985, con una professione di fede e il giuramento di fedeltà degli insegnanti cattolici nel 1989, con il Catechismo nel 1992, con la Veritatis Splendor del 1993 e con la lettera apostolica Tuendam Fidem del 1998. Quest’ultima lettera apostolica ha fatto del dissenso una violazione del diritto canonico e ha minacciato sanzioni ai dissidenti.

Ma la vera soluzione alla crisi di autorità, secondo il saggio di McInerny si trova negli argomenti ed in particolare nel riconquistare gli insegnamenti magisteriali del Concilio.

Il filosofo statunitense conclude invocando una conversione di cuori, e cita il capitolo della costituzione dogmatica Lumen Gentium sulla Beata Vergine Maria quale Madre della Chiesa. Mc Inenrny conclude affermando che “Sarà seguendo i desideri di Maria come furono comunicati ai bambini di Fatima che la promessa del Vaticano II sarà mantenuta”.

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Purtroppo finché l'attività di "governo" nella Chiesa non viene esercitata nella sua pienezza, ciò consente ad un laico come Kiko Arguello di dare ai suoi adepti direttive non conformi agli insegnamenti della Chiesa, mentre si permette tuttora che i sacerdoti del Cammino NC continuino ad obbedire a lui ed ai suoi catechisti invece che al Papa, mentre gli insegnamenti e le prassi anomale sono diffuse nelle parrocchie a tutti i cattolici che hanno la ventura di aderire a questo movimento settario, che non si definisce neppure movimento perché rivendica una sua identità connessa con una non meglio identificata "attività apostolica".

E allora la grave crisi vissuta dalla Chiesa del nostro tempo è ben lontana dalla sua soluzione, anche perché non viene data alla Liturgia, culmine e fonte delle nostra fede, la dignità ed il ruolo che merita e si continua a tollerare un rito sincretistico pieno di 'innovazioni' introdotte da un laico qualunque solo in virtù di una sua conversione non meglio approfondita, dal momento che egli è portatore di una teologia e conseguente rivelazione giudeo-luterano-gnostica. Chi ancora non ne conoscesse la documentazione può fare tutte le domande che vuole

19 commenti:

Cinzia ha detto...

La Chiesa ha pagato per la sua arrendevolezza. Per dimostrare di essere caritatevole, ecumenica,
moderna, ha svilito la Sua vera
identità. La Chiesa è Cristo, e questi Crocifisso! Ogni membro della Chiesa porta in se le Sante Piaghe del Signore, anche se in modo inconsapevole.
La dottrina aggiunta dagli uomini non può modificare il processo di salvezza, che solo nella morte e Resurrezione del Signore è stato
attuato. Il Concilio Vaticano II è stato la sperimentazione del modernismo e da lì si è formata la corrente dottrinale della new-age, grossissima piaga per la nostra ortodossia di fede.

Uriel ha detto...

Per chi non l'ha ancora letta.

http://www.maranatha.it/Letter.htm

mic ha detto...

C'è anche questa
http://blog.messainlatino.it/2009/07/supplica-al-santo-padre.html

Emma ha detto...

E anche questo:

http://blog.messainlatino.it/2009/07/risposte-del-nuovo-segretario.html

Leggo:

"In tutte le altre questioni si faccia riferimento al documento pontificio, essendo il Santo Padre la suprema autorità della Chiesa, a cui per istituzione divina siamo legati da rispetto, amore e obbedienza."

È sempre bene ricordarlo!
Anche se mi vien da dire: parole, parole, parole!
Quando vedo tutte quelle strette di mano dei vari vescovi al Papa, l`inginocchiamento davanti al Papa sembererebbe far parte pure lui di un passato sepolto, nemmeno i sacerdoti lo fanno, accompagnate da sorrisi, non posso non dirmi: quanta ipocrisia!
Quanti fra quei vescovi stanno disobbedendo al Papa per il Motu Proprio, quanti? Tanti, troppi!
I responsabili neocat, Arguello in testa, vorrebbero farsi passare per dei campioni dell`obbedienza.
Altra menzogna, altro inganno.
Dove era il loro amore per il Papa il loro rispetto, la loro obbedienza, dopo la lettera trasmessa dal cardinal Arinze?
Dove è oggi quando la volontà del Papa continua a non essere rispettata, non è rispettata anche con i testi catechetici che NON sono ancora pubblicati?
Che cosa devono pensare i fedeli, quando ascoltano e vedono Benedetto XVI, autorità suprema della Chiesa, Pastore, guida della nostra Chiesa, quando lo ascoltano parlare del senso della Divina Liturgia, della Presenza Reale del Corpo di N.S.G.C., ricordare il valore del Sacrificio Eucaristico, quando lo vedono celebrare la Santa Messa, e poi nel contempo vedono ciò che succede nella propria parrocchia, liturgie spettacolo, liturgie emozionanti, quando ascoltano, leggono altre parole, sovente in disaccordo con il Magistero petrino?
Che cosa devono dirsi i neocatecumenali?
Che loro sono a parte?
Che loro non sono come tutti?
Che loro possono fare diversamente?
Che loro possono credere diversamente?
Che loro possono celebrare diversamente?
E che ciò malgrado possono dirsi cattolici?
Che sono cattolici?

E in virtù di che cosa?

C`è una tale incoerenza, fra ciò che dice il Magistero e ciò che vediamo, leggiamo e ascoltiamo, che si può veramente dire, purtroppo, che il relativismo è entrato nella Chiesa.

Stefano78 ha detto...

Continuo ad essere sempre più certo che la Soluzione della Crisi sarà nella Rinascita della Fede e del Culto che la Esprime.

E continuo ad essere certo che il Metodo affinchè si affretti questa rinascita, applicato ai vari stati di vita nella Chiesa (laicale nel nostro caso), quindi in modo differente per ognuno, non possa essere altro se non quello adottato dal Santo Padre.

Il Metodo che ci insegnano anche i Santi.

A questo riguardo concordo pienamente con Padre Scalese quando afferma. Ovvero che, sebbene si debba (per quanto si può) metter in guardia e parlare con schiettezza in Piena Carità, non si debba dubitare nemmeno un secondo che "tutto è in mano a Lui". Di conseguenza dire il nostro Amen a ciò che non riusciamo a cambiare e che forse non cambierà.

E' verissimo che "supplet ecclesia", anche in materia grave quale può essere l'abuso nel Culto o l'introduzione della Massoneria nella Chiesa. Questo non tranquillizza ma dona quella certezza che Dio "cura i suoi piccoli", nonostante l'indegnità di molti (noi compresi).

Anche Rinascimento Sacro ha ripreso una lettera aperta al Superiore Generale della Fraternità San Pio X, che io condivido IN TUTTO. E' Qui

Prego Uriel di farsi portavoce di questa Lettera Aperta. Soprattutto di questa frase: "La Chiesa ha bisogno di voi e voi avete bisogno della Chiesa."

Robi ha detto...

“Ma nulla nei documenti del Concilio giustifica la loro posizione”. McInerny precisa inoltre le posizioni di coloro che tentarono di indebolire l’autorità del Pontefice durante il Vaticano II e narra di come i dissidenti hanno organizzato una sorta di magistero parallelo nel dopo Concilio.
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oltre al magistero parallelo dei modernisti, dobbiamo osservare impotenti anche l'evangelizzazione parallela neocatecumenale e il loro rito

mic ha detto...

condivido in toto l'analisi e l'accorato stato d'animo di Emma nonché la soluzione indicata da Speph

Bentornato, Steph!
Sono reduce anch'io da un prova molto seria e l'offerta continua!

mic ha detto...

Anche Rinascimento Sacro ha ripreso una lettera aperta al Superiore Generale della Fraternità San Pio X, che io condivido IN TUTTO.

anch'io
e speriamo se ne tenga conto perché la soluzione che propone secondo me è quanto mai opportuna oltre che praticabile. Ma occorrono le buone volontà da parte vaticana e la certezza della FSSPX di non DOVER necessariamente scendere a compromessi

mic ha detto...

“Ma nulla nei documenti del Concilio giustifica la loro posizione”.

quoto la frase quotata da Robi e aggiungo: lo abbiamo detto e ripetuto più volte che, quanto ai neocatecumenali, la loro pseudo-rivelazione non attinge ai documenti conciliari, anche se ultimamente vi si riferiscono apertamente, cosa che non avevano mai fatto, prendendo il Concilio solo come evento-discrimine di un'epoca rispetto alla loro autoproclamata missione di RIFONDAZIONE di una Chiesa considerata FINITA

Quanto al NO e al rito neocat, se ci rifacciamo alla Sacrosanctum Concilium, ne troviamo di cose da eccepire: il problema è che - come espressamente dichiarato da Papa Ratzinger per il NO, ma è ancor più vero per il rito neocat - si tratta di Liturgie fabbricate a tavolino, sganciate dalla Tradizione vita della Chiesa

Stefano78 ha detto...

Dice Mic

Sono reduce anch'io da un prova molto seria e l'offerta continua!


Siamo tribolati da ogni parte.

La Vergine Santa ci aiuti. Quanto è difficile!

Vittorio ha detto...

"Su Zenit del 27 luglio scorso viene data notizia che il prof. McInerny, tra i più grandi studiosi di San Tommaso, ha appena pubblicato il saggio “Vaticano II. Che cosa è andato storto?”"

almeno oggi c'è più d'uno che comincia a chiedersi "cosa è andato storto?",

finalmente ammettendo
che più di qualcosa che non va c'è

mic ha detto...

"si tratta di Liturgie fabbricate a tavolino, sganciate dalla Tradizione viva della Chiesa"

Così parlava il card Ratzinger in una testo apparso nel 1992 all'inizio dell’edizione francese del libro di Mons. Klaus Gamber “La Réforme liturgique en question”

Ciò che è avvenuto dopo il Concilio significa tutt’altro: al posto di una liturgia frutto di uno sviluppo continuo, è stata messa una liturgia fabbricata. Si è usciti dal processo vivente di crescita e di divenire per entrare nella fabbricazione. Non si è più voluto proseguire il divenire e la maturazione organici del vivente attraverso i secoli, e li si è rimpiazzati – come fosse una produzione tecnica – con una fabbricazione, prodotto banale del momento. Gamber, con la vigilanza di un autentico profeta e con il coraggio di un autentico testimone, si è opposto a questa falsificazione e ci ha insegnato instancabilmente la viva pienezza di una liturgia autentica, grazie alla sua conoscenza incredibilmente ricca delle fonti.

mic ha detto...

Il testo del card Ratzinger inizia con le parole che seguono, che denotano la sua grade consapevolezza fin da allora. Del resto è noto che proprio agli anni '90 risale la nascita della Fraternità di San Pietro, alla quale è oggi affidata, per volontà del Papa, la prima Parrocchia Personale per il rito antico a Roma.

Un giovane sacerdote mi diceva di recente: “Ci vorrebbe oggi un nuovo movimento liturgico”. Era l’espressione di una preoccupazione che, di questi giorni, solo degli spiriti volontariamente superficiali potrebbero allontanare. Ciò che importava a questo sacerdote, non era di conquistare nuove e audaci libertà: quali libertà non ci siamo già arrogati? Sentiva che abbiamo bisogno di un nuovo inizio che tragga origine dall’intimo della liturgia, come l’aveva voluto il movimento liturgico quando si trovava all’apogeo della sua vera natura, quando non si trattava di fabbricare testi, di inventare azioni e forme, ma di scoprire il centro vivente, di penetrare nel tessuto propriamente detto della liturgia, affinché l’adempimento di questa fosse il risultato della sua stessa sostanza.

mic ha detto...

finalmente ammettendo
che più di qualcosa che non va c'è


ormai sono in molti, anche in campo progressista che hanno l'onestà intellettuale di ammetterlo.

Resta il problema della divergenza tra le cause che compaiono nelle analisi ed i conseguenti rimedi posti nelle conclusioni

Uriel ha detto...

Scrive Steph

Prego Uriel di farsi portavoce di questa Lettera Aperta. Soprattutto di questa frase: "La Chiesa ha bisogno di voi e voi avete bisogno della Chiesa."

I nodi del Concilio e del Nom non sono facili da sciogliere ed occorrerebbe a questo punto una rivisitazione totale di entrambi.
Ma chi ha la buona volontà e disponibilità di "rifondare" la Chiesa di Roma? Quanti e quali sono i parrocci che da domani ripristinerebbero la balaustra per poter far fare ai fedeli che lo desiderano la Comunione in ginocchio; o che introdurrebbero di loro volontà il Confiteor prima della Comunione; o si rifiuterebbero di dare la Comunione sulla mano?

Spesso le questioni complesse si possono tradurre in atti semplici come quelli sopra elencati; cosi come pensa quale Vescovo darebbe una Parrocchia in gestione alla San Pio X.?

Tanto per dare numeri i Sacerdoti della San Pio X in Italia sono piu' o meno una decina.

E' vero quello che scrivi sul reciproco bisogno, ma forse da entrambe le parti c'e' in questo una sorta di chiusura reciproca
che impedisce di incontrarsi, ma non di scontrarsi.

Paradossolmente e' la Liturgia che divide e la Teologia sottostante che alza una barriera.

Una Liturgia che era unica (Vom) e' diventata trasformabile per utilizzi particolari (Nom e sue particolarizzazioni); la Teologia che diventa ecumenica (cosi un teologo in Parrocchia puo' far pregare o riflettere con un testo sufista).

Personalmente non riesco a vedere all'orizzonte sviluppi eclatanti (la lettera dei gestori di Maranatha fotografa la situazione a livello parrocchiale molto bene).

Possiamo partecipare tutti alla Crociata del Rosario, lanciata a Maggio 2009 da Mons. Fellay: anche questo sarebbe un buon punto di partenza per realizzare nella pratica quello che scrivevi:
"La Chiesa ha bisogno di voi e voi avete bisogno della Chiesa.".

jonathan ha detto...

Continuo ad essere sempre più certo che la Soluzione della Crisi sarà nella Rinascita della Fede e del Culto che la Esprime.
Condivido in pieno. Sono certa che il Signore non dorme;Lui è, come sempre, qui, in questa stessa Barca con voi e con i tanti come voi che pur tribolati da ogni parte, non smettono di seguirLo, di amarLo, di testimoniare con franchezza la propria fede in Lui e nella Sua incrollabile Verità. Il Signore ascolta il vostro grido di dolore per la Sua Chiesa e si prenderà cura della Sua Sposa che ha un posto d'onore nel Suo cuore. Come e quando Lui vorrà. Per vie che magari neppure conosciamo. Spero che arrivi fino a Lui anche la mia preghiera perché questa tempesta si plachi e la Chiesa torni ad essere bella e santa.

Stefano78 ha detto...

Dice Uriel

I nodi del Concilio e del Nom non sono facili da sciogliere ed occorrerebbe a questo punto una rivisitazione totale di entrambi.


Carissimo.

Secondo me Padre Scalese ha perfettamente ragione nell'analizzare il Concilio (come del resto il Papa stesso ha fatto) e il NOM nei modi in cui lo fa nella sua lettera aperta.

Spero che la San Pio X, nella persona del suo Superiore (e quindi tutti insieme!) comprenda che il problema sostanziale da risolvere non è tanto il Vaticano II quanto le ambiguità del NOM.

Riguardo l'Ermeneutica del Concilio, è verissimo ciò che dice Padre Scalese e che a suo tempo fece anche Mons. Lefebvre. Il Concilio nel suo insieme è perfettamente inseribile nella Tradizione della Chiesa.

Oggi, finalmente, viene dallo Stesso Papa l'affermazione della "pastoralità" del Concilio il quale non voleva e non poteva cambiare i Dogmi della Chiesa in materia di Fede e Culto.

Secondo me occorrerebbe fare un gesto di ragionevolezza, e farlo partire dalla San Pio X senza aspettare che venga da altri! Il fatto della malafede di altri, non giustifica l'inerzia degli uni!

Se qualcuno non rompe il cerchio, rimarremo sempre in questa situazione dolorosa. Il Papa l'ha fatto. Ora lo faccia la Fraternità!

La proposta del Sinodo sull'Ermeneutica del Concilio è splendida.

Io ho sempre sperato anche in un "MOtu Proprio" del Papa, o in una Enciclica ad oc. Ma certo un Sinodo sarebbe un segno più incisivo.

Il fatto è che si dovrebbe e si potrebbe fare un gesto, a prescindere da dove venga, che possa mettere avanti a tutti la Gloria di Dio e il Bene della Chiesa tutta!

La Fraternità è appesantita dalla posizione di alcuni nel suo seno che si sentono in un partito tradizionalista! Sono gli stessi sentimenti del partito modernista!

Di queste posizioni la Fraternità dovrebbe purgarsi, procurando così il bene di tutta la Chiesa, oltre che di se stessa!

I margini per il completo reintegro della San Pio X, oggi, ci sono tutti! A prescindere dalle ovvie opposizioni e guerre che vengono mosso contro di essa, come contro il Papa!

Esse, se Dio vorrà che la soluzione sarà risolta, aumenteranno sicuramente!

Ma non possiamo e non dobbiamo pensare solo "razionalmente" a quello che avviene nella Chiesa!

Facciamo lo stesso errore del modernismo?

Il futuro è nelle mani di Dio e delle nostre preghiere!

"Impossibile presso gli uomini ma non presso Dio"!

Oggi siamo in una situazione, sepuur ancora grave, imprevedibile solo 5 anni fa!!!!!

Chi l'avrebbe mai detto tutto quello che è successo fino al fausto gennaio scorso, per la Fraternità e per la Chiesa tutta?

Chi avrebbe scommesso una lira (o un euro) sulla Fraternità e sul diritto del Rito Gregoriano?

(continua)

Stefano78 ha detto...

(segue)
Chi avrebbe scommesso una Lira sul Catechismo Maggiore, che addirittura è stato il modello per il COmpendio edito oggi dalla CHiesa?

Chi avrebbe mai visto un sito come Maranatha impiegare il suo Apostolato nel modo che sappiamo, anche se sappiamo bene che la sensibilità degli eroici fratelli che lo fondano è sempre stata quella?

Chi avrebbe mai detto che per quell'apostolato sarebbe arrivata pure una lettera di encomio dalla Ecclesia Dei?

Chi avrebbe mai immaginato, neanche lontanamente, che oggi proclamarsi fedele "tradizionale" è accettato come equivalente di "fedele cattolico" per il fatto stesso che c'è il sigillo del Papa?

I fedeli tradizionali sono sempre stati trattati peggio che la peste!

Lo sono anche oggi, ma la situazione si è ribaltata!

Formalmente e sostanzialmente, chi li tratta ancora così è un persecutore per cui pregare! Non più un eroe da incensare!

Che questo non valga per i modernisti è ovvio! Ma vale per la nostra Fede in Cristo Gesù e in Pietro! E scusa se è poco!

Oggi c'è bisogno profondo di questo atto di forte coscienza da parte della San Pio X!

E io l'aspetto dalla San Pio X!!

Dopo tutto quello che ha sofferto? Sì!!

Abbiamo bisogno della San Pio X!

E quando sarà regolarizzata, per lei si aprono giorni di dolore maggiore!

Ma come possiamo fare altrimenti?

Abbiamo bisogno della San Pio X e la San Pio X ha bisogno della Chiesa!

Spero che Sua Eccellenza il Superiore Generale, Mons. Fellay, che stimo MOLTISSIMO come persona acuta e ragionevole, non si lasci tirare per la sottana dalle fazioni interne e colga l'occasione per REGOLARIZZARE la Fraternità!

Anche perchè è troppo pesante la responsabilità che dovrebbe sopportare in caso contrario!

Ti chiederai che potrebbe essere anche la Santa Sede a doverla sopportare. Anche in questo caso dico di no. Occore cogliere questo Pontificato per risolvere il problema ORA! Ora si può e si deve risolvere.

E che la Beata Vergine Maria ci aiuti! Certo che aderiremo all'iniziativa della San Pio X. E' anche l'iniziativa del Papa che lo Chiede nel suo ultimo Motu Proprio.

E che Dio c'aiuti!

Emma ha detto...
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