domenica 12 luglio 2009

Che significa. "Davanti al Protagonista"?

L'Editrice Cantagalli pubblica il secondo degli "Strumenti per la Riforma", della collana benedettiana. E' un'antologia dei testi di Benedetto XVI che raccoglie il tesoro di pensiero liturgico da lui esposto fin dagli inizi e che si può sintetizzare proprio nel titolo dell'opera: la liturgia come un mettere se stessi e la Chiesa intera "Davanti al Protagonista".
È a partire dall’immagine della Sposa – anche attraverso una lettura magistrale di alcuni testi conciliari, permettendo di superare luoghi comuni che distorcono l’esperienza ecclesiale – che l’Autore racconta se stesso, presentandosi come impareggiabile teologo e come sacerdote vive del Mistero celebrato. Se al centro della riflessione c’è la Chiesa e la sua esperienza liturgica, egli non disdegna al contempo di rispondere alle critiche e neppure di giungere ad indicazioni pratiche. Con l’intento non di abolire la riforma di Paolo VI né di restaurare tout court la Messa di S. Gregorio Magno, ma inserendosi nel grande movimento liturgico degli ultimi due secoli, offre indicazioni pratiche per recuperare alcuni aspetti che sono indispensabili per vivere l’evento liturgico."
Finalmente appare proclamato a chiare lettere e ulteriormente ribadito come la celebrazione liturgica sia rilevante e vincolante per l'identità cattolica! Proprio l'unico 'luogo' e 'azione divino-umana' che garantisce l'inserimento concreto autentico e personale nella Grazia divina! Nella consapevolezza che il patrimonio di ritualità ereditato dal passato debba uscire dall'ombra in cui è stato relegato per oltre 40 anni e possa dispiegare tutta la sua fecondità anche in questo nostro tempo.
Il "complemento del titolo", Alle radici della Liturgia, già ci fornisce una prima chiave di accesso al contenuto racchiuso nel titolo - che, da solo, Davanti al Protagonista può rappresentare un enigma - e illumina la nostra comprensione, dicendoci: "Abbiamo dimenticato, o forse, tagliato le nostre radici. Torniamo ai piedi del Protagonista: il Signore crocifisso e risorto (non il sacerdote né l'assemblea) e, ai suoi piedi, sostiamo e adoriamo!"
Sorge spontanea una domanda: come potrà riconoscersi una comunità neocatecumenale celebrando il proprio rito in questi insegnamenti del Papa che trasmettono il succo della vera Tradizione Apostolica?

32 commenti:

Emma ha detto...

E sorge spontanea un`altra domanda che già ci siamo posti e più di una volta: come ha potuto lo stesso Benedetto XVI accettare che il rito creato da Arguello per le sue comunità finisca in uno statuto che definisce il cammino strumento di iniziazione cristiana?
Come ha potuto il Papa mandare quelle comunità ad evangelizzare sapendo con quale rito (e con quali testi) lo avrebbero fatto?
Personalmente ho una sola risposta, e cioè che il Santo Padre è stato messo davanti ad un fatto compiuto, che la vergognosa battaglia che ha visto impegnato Arguello per imporre il suo rito, rifiutando la liturgia cattolica come lo aveva chiesto il Papa, ha comportato anche la strumentalizzazione di Benedetto XVI.
Vediamo tutti come il Santo Padre celebra la santa Messa, leggiamo i suoi testi, lo ascoltiamo parlarci del Sacrificio Eucaristico, speigarci l`essenza della divina Liturgia, NON è possibile che vi sia una tale incorenza fra i suoi gesti, le sue parole e una sua eventuale approvazione del rito neocat.
Questo resta ancora un grande mistero che solo una parola del Santo Padre potrebbe chiarire.

Cinzia ha detto...

Avete visto quanto il nostro caro Papa, sia profondamente "umile"? Egli non cerca di far trapelare nulla dei Suoi desideri,anche se è noto da sempre che il Pontefice sia un appassionato della vita contemplativa e in particolare di quella monastica,tuttavia, pur amando questo antico ideale, non chiude la porta all'innovazione e ad altri carismi per servire il Signore, ma sopratutto non mette mai il dubbio su ciò che altri Pontefici hanno approvato.
Sicuramente è in buona fede sempre anche riguardo ai n.c, e verrà informato con molte menzogne su questo movimento che stà seminando nella Chiesa non poche divisioni; senza dimenticare che in Vaticano sono moltissimi i Prelati a favore del cammino e dei proventi che questo produce.Io sono molto legata a Benedetto XVI e trovo che la Sua Spiritualità sia proprio in sintonia con ciò che il mio cuore desidera.

Pedro ha detto...

Dopo 15 anni di comunità sono uscito per i seguenti motivi:
1. mi dicevano che dovevo obbedire a persone senza conoscenze di Dottrina, Teologia, Sacerdozio, Psicologia, ecc. quando la Chiesa permette l'obbedienza solo ai religiosi che hanno fatto voti specifici in una comunità religiosa con superiodi formati.
2. Sono uscito perché volevano che mescolassi e confondessi l'amore alle loro riunioni con l'amore a Dio. Mancare all'uno era mancare all'ALTRO. Dio rimaneva ridotto al Gruppo Neocatecumenale, senza poterlo vedere in altri luoghi, gruppi e persone distinti da esso.
3. Sono uscito perché volevano inculcarmi che quelli di fuori "non erano eletti", ideologia pericolosa. Mi inducevano a dividere mentalmente tra il "noi" e gli "altri", "quelli del mondo", come se non si fosse in esso! Che ideologia! Che mentalità!
4. Sono uscito perché chiedevano che entrassi nei loro gioghi di segretezza per non dire ciò che veniva dopo ai nuovi incorporati. La segretezza nasconde sempre qualcosa di cui essere svergognato davanti agli altri.
5. Sono uscito perché volevano distruggere il mio modo di credere, insegnato nella mia parrocchia e dai miei quand'ero bambino, volevano sostituirla con il loro "personale modo di interpretare le scritture" come se fossero gli illuminati che conoscono il significato reale e misterioso. Senza vere idea di conoscenze Bibliche.
6. Sono uscito perché desideravano che rinunciassi ad avere la mia vita libera e conseguentemente, prendere in prima persona le mia responsabilità davanti a Dio, essi mi dicevano perfino se per me andava bene una fidanzata o un'altra (Non è questo entrare in giudizio?)
7. Sono uscito perché volevano distruggere la mia coscienza interiore o modificarla.

... e così vengo dopo altri 100 o mille. Lì restano persone di cuore buono la cui bontà li rende vulnerabili e malleabili; lì restano persone che mai si azzarderanno a cercare lo loro libertà; lì restano anche persone molto "astute" che vedono il loro profitto economico e potere. Perciò dico che non serbo la minima pena per i responsabili, perché è facile lasciarsi manipolare, quello che non perdono è farlo agli altri per lo schifoso denaro

Se per 15 anni è avvenuto per buona volontà e ingenuità, non è passato un solo giorno che non mi rallegri di essere uscito.
Grazie a Dio ne sono uscito.

mic ha detto...

Vediamo tutti come il Santo Padre celebra la santa Messa, leggiamo i suoi testi, lo ascoltiamo parlarci del Sacrificio Eucaristico, speigarci l`essenza della divina Liturgia, NON è possibile che vi sia una tale incorenza fra i suoi gesti, le sue parole e una sua eventuale approvazione del rito neocat.
Questo resta ancora un grande mistero che solo una parola del Santo Padre potrebbe chiarire.


certo la teologia liturgica del papa paragonata a quella di Kiko (vedi intervista del 13 giugno, senza parlare delle catechesi di cui citerò qualcosa più avanti) rende sempre più fitto il mistero

mic ha detto...

Dagli "Oriemtamenti per le equipe di catechisti" da pag. 315...

"Carmen vi ha spiegato come le idee sacrificali, che Israele aveva avuto ed aveva sublimato, si introdussero di nuovo nella Eucarestia cristiana. Forse che Dio ha bisogno del Sangue del Suo Figlio, del suo sacrificio per placarsi? Ma che razza di Dio abbiamo fatto? Siamo arrivati a pensare che Dio placava la sua ira nel sacrificio di Suo Figlio alla maniera degli dèi pagani. Per questo gli atei dicevano: Che tipo di Dio sarà quello che riversa la sua ira contro Suo Figlio nella croce?... E chi poteva rispondere?... Le razionalizzazioni sull'Eucarestia ci avevano condotto a queste deformazioni. Ma le cose non stanno così. Dio, in Cristo, dice San Paolo, stava riconciliando il mondo in noi, non perché Cristo placa Dio in qualche modo, ma perché vuole dimostrare agli uomini che ci ama nonostante il nostro peccato; aveva bisogno di dimostrarci che anche se ammazzavano Suo Figlio continuava ad amarci. Dio stava riconciliando il mondo con sé attraverso Gesù Cristo. E' il mondo che aveva bisogno di scoprire l'amore di Dio. Questa catechesi non si dà in un giorno e neppure in due. Per questo inizieremo un cammino lungo di anni dove scopriremo e approfondiremo questa meraviglia. Vi assicuro che il rinnovamento del Concilio Vaticano II porterà la Chiesa ad una gloria indescrivibile e riempirà di stupore e ammirazione gli orientali e i protestanti. Tutti insieme ci siederemo sulla pietra angolare, sulla roccia dove non esistono divisioni. Il Concilio è ecumenico.
(...)
segue

mic ha detto...

segue

Ma una volta che questo non è più necessario, [il sacrificio] non bisogna insistervi più. Perché quel momento storico è passato. Perché se metti qualcosa come contrappeso sulla bilancia perché non si sbilanci, una volta che il peso opposto è scomparso, non bisogna conservare il contrappeso perché se no si sbilancia dall'altro lato. Se le cose sono come devono essere, non bisogna insistere.
Lo Spirito Santo ha portato la Chiesa, attraverso i secoli, a rispondere a realtà concrete che le si presentavano. Per esempio: qualcuno può dire perché Dio ha permesso che nell'Eucarestia entrassero l'Introito e l'Offertorio, o tutte queste idee sacrificali? Perché in quel momento storico era necessario. La Chiesa ha dovuto accettare un momento storico molto importante, quello in cui masse senza catechizzazione entrarono nella Chiesa, uomini che non erano ebrei, che venivano dai loto templi dove facevano i loro riti e le loro feste: perché tutti i popoli sono sempre stati religiosi. Che cosa ha dovuto fare la Chiesa con tutta questa gente? Accettare questa realtà e cercare a poco a poco di trasformare questa mentalità pagana in cristiana. E come ha fatto? Cristianizzando le loro feste, i loro riti. Per questa ragione fu necessario che le offerte entrassero nell'Eucarestia, perché questa idea di offrire a Dio non si toglie dalla testa della gente in un giorno. Abbiamo la tentazione di assimilare le cose razionalmente. Questa notte celebreremo una meravigliosa Eucarestia. Rallegratevi, perché la celebreremo come dice il Concilio. Ricordate l'epoca in cui ascoltavate la Messa in latino senza omelia. Io ricordo le Messe che ascoltavo a Madrid nella Chiesa del Buon Successo. Tutto in latino; stavi lì dieci minuti, suonava un campanello e ci inginocchiavamo per la consacrazione; subito dopo suonava un'altra volta il campanello; poi sette minuti ancora e quello vicino a me si faceva il segno della croce, che voleva dire che la messa era finita. Pensate a quell'epoca in cui non avevamo Parola perché era in latino; non c'era omelia, né orazione dei fedeli, né bacio della pace, né anafora in volgare; il pane in forma di carta, nessuno comunicava, il calice lo beveva solo il sacerdote, etc.. Questo lo abbiamo vissuto tutti.
Immaginatevi la cosa meravigliosa che il Concilio presuppone: uomini, diceva Carmen, che hanno dato tutta la loro vita per studiare l'Eucarestia della Chiesa primitiva. Ma accade che il popolo continua a non capire nulla per mancanza di catechesi.
Leggete le vostre risposte al questionario della mattina per vedere quello che pensavate voi della Messa.

mic ha detto...

Quanto a come parla della messa in latino, enfatizzando "quella del concilio", è del tutto chiaro che Kiko NON CONOSCE cos'è la Santa e Divina Liturgia Cattolica...

mic ha detto...

la catechesi di Carmen è ancor peggio, se possibile. La posterò domani.
Questo per rinfrescare un po' le idee a chi pensa che in fondo "fanno tanto bene alla Chiesa" e non si chiede in base a cosa sono stati approvati

Emma ha detto...

Hai ragione mic, è sempre utile e direi necessario ripetere e ripresentare la pseudo teologia dei fondatori del cammino nc.
Visto l`importante sforzo di mimetizzazione e il silenzio sempre più complice dei pastori, è importante rinfrescare la memoria di chi soffrirebbe di amnesia o anche semplicemente informare chi vorrebbe andare al dilà del "sono approvati" !

Cinzia ha detto...

Si comprendendono due problemi di fondo:
il dolore vissuto direttamente da Pedro per la perdita di quei valori nei quali aveva creduto per ben 15 anni e, la Santa Messa, il cui significato và oltre gli insegnamenti riduttivi ed inventati dei due pseudo-maestri,
Carmen e Kiko.
Che Dio li perdoni per aver confuso e fatto smarrire tante povere anime, a motivo della incoerenza, e della superbia di cui si fanno portavoce.

mic ha detto...

7. Sono uscito perché volevano distruggere la mia coscienza interiore o modificarla.

la testimonianza di Pedro mi sembrava di averla già letta... a meno che non sia per il fatto che dice cose già ripetute da molti

mic ha detto...

Pensate a quell'epoca in cui non avevamo Parola perché era in latino; non c'era omelia, né orazione dei fedeli, né bacio della pace, né anafora in volgare; il pane in forma di carta, nessuno comunicava, il calice lo beveva solo il sacerdote, etc.. Questo lo abbiamo vissuto tutti.

dopo che hanno distrutto il sacrifico e l'offertorio come retaggi pagani, enfatizzano elementi della nuova liturgia francamente secondari e, sull'Antico Rito esprimono 'luoghi comuni' peraltro anche con inesattezze.

Io ho fatto in tempo a conoscere la Messa Gregoriana e ricordo di aver ricevuto gli insegnamenti che mi consentivano di 'partecipare' attivamente e consapevolmente e fruttuosamente... è per questo che, ascoltando queste affermazioni ed altre simili a queste, non ho riconosciuto la Chiesa e ho attraversato una seria crisi, perché per me coloro che parlavano erano la Chiesa, almeno così mi avevano fatto credere; finché non ho scoperto quel che ne pensava p. Zoffoli e altri grandi teologi come lui (mons. Landucci e molti Vescovi rimasti purtroppo inascoltati)

Immaginatevi la cosa meravigliosa che il Concilio presuppone: uomini, diceva Carmen, che hanno dato tutta la loro vita per studiare l'Eucarestia della Chiesa primitiva. Ma accade che il popolo continua a non capire nulla per mancanza di catechesi.

"studiare l'eucaresta nella Chiesa primitiva" non è una graanzia di autenticità e significa ignorare volutamente e quindi distruggere 2000 anni di Tradizione, mentre lo stesso Pio XII nella Mediator Dei (n. 51) condannava l'archeologismo liturgico come antiliturgico con queste parole: «… non sarebbe animato da zelo retto e intelligente colui il quale volesse tornare agli antichi riti ed usi, ripudiando le nuove norme introdotte per disposizione della Divina Provvidenza e per mutate circostanze. Questo modo di pensare e di agire, difatti, fa rivivere l'eccessivo ed insano archeologismo suscitato dall'illegittimo concilio di Pistoia, e si sforza di ripristinare i molteplici errori che furono le premesse di quel conciliabolo e ne seguirono, con grande danno delle anime, e che la Chiesa, vigilante custode del Depositum Fidei affidatole dal suo divin Fondatore, a buon diritto condannò».

Di una tale ossessione morbosa - di archeologite - sono preda quei pseudoliturgisti che stanno continuando a desolare la Chiesa in nome del Concilio Vaticano II

mic ha detto...

non avevamo Parola perché era in latino

senza tener conto che i messali erano tutti rigorosamente bilingue ed inoltre il latino non era stato 'bandito' come oggi ed era conosciuto oltre che familiare: addirittura era la lingua comune della Chiesa univesale anche negli scambi epistolari e verbali quando non si conoscevano le rispettive òlingue!

mic ha detto...

Forse che Dio ha bisogno del Sangue del Suo Figlio, del suo sacrificio per placarsi? Ma che razza di Dio abbiamo fatto? Siamo arrivati a pensare che Dio placava la sua ira nel sacrificio di Suo Figlio alla maniera degli dèi pagani.

e successivamente

Per esempio: qualcuno può dire perché Dio ha permesso che nell'Eucarestia entrassero l'Introito e l'Offertorio, o tutte queste idee sacrificali? Perché in quel momento storico era necessario.

vi rendete conto dell'ENORMITA' della falsificazione sul "sacrificio"?

Robi ha detto...

da come ne parla l'Arguello dovrei dedurre che sacrificio e offertorio sono stati introdotti dalla Chiesa per venire incontro ai pagani e non sono stati opera di Cristo?
Allora Cristo da cosa è risorto?
La sua morte è stata solo una grande "solidarietà" come ha detto un vescovo tedesco e non espiazione dei nostri peccati?

montmirail ha detto...

Sono cose dette e ridette , note ormai alla maggior parte delle persone di buona volontà. Senza voler
togliere nulla a chi fa un certo "percorso di fede" - specie se reduce da esperienze più o meno tragiche che
potrebbero condurlo altrove - resta
questa sensazione , questo sfondo dove in ultimo se c'è Gesù tanto meglio , altrimenti non è proprio così indispensabile. In fondo la teoria delle salvezze parallele ben si accorda con lo slogan della "fede adulta". Il papa si sforza di richiamare al significato più autentico di fede adulta, la risposta è spesso una garbata e malcelata indifferenza. Indifferenza che si concretizza spesso con iniziative parallele
in coincidenza di importanti appuntamenti papali.

Emma ha detto...

"Questa notte celebreremo una meravigliosa Eucarestia. Rallegratevi, perché la celebreremo come dice il Concilio."

MENZOGNA E INGANNO!

Il signor Arguello mente sapendo di mentire, ha letto la Sacrosanctum Concilium?
Dove sta descritto il suo "rito" ?
Il CVII strumentalizzato e disprezzato da coloro che ne hanno fatto un idolo.
Il signor Arguello sembra avere una conoscenza molto carente della divina Liturgia cattolica.

Vittorio ha detto...

"Il papa si sforza di richiamare al significato più autentico di fede adulta, la risposta è spesso una garbata e malcelata indifferenza."

Infatti. in queste parole del Papa:

Paolo desidera che i cristiani abbiano una fede matura, una “fede adulta”. La parola “fede adulta” negli ultimi decenni è diventata uno slogan diffuso. Lo s’intende spesso nel senso dell’atteggiamento di chi non dà più ascolto alla Chiesa e ai suoi Pastori, ma sceglie autonomamente ciò che vuol credere e non credere – una fede “fai da te”, quindi. E lo si presenta come “coraggio” di esprimersi contro il Magistero della Chiesa. In realtà, tuttavia , non ci vuole per questo del coraggio, perché si può sempre essere sicuri del pubblico applauso. Coraggio ci vuole piuttosto per aderire alla fede della Chiesa, anche se questa contraddice lo “schema” del mondo contemporaneo. È questo non-conformismo della fede che Paolo chiama una “fede adulta”. Qualifica invece come infantile il correre dietro ai venti e alle correnti del tempo.

-inserimento della Tradizione e quindi obbedienza al Magistero
-non conformismo a qualunque 'vento di dottrina' portato dalle mode del momento
-e coraggio quindi di andare anche contro corrente,
-reazione agli slogan vuoti,

sono i capisaldi del suo insegnamento.

Quand'è che emergerà con chiarezza il grande inganno che c'è dietro i nuovi venti di dottrina neocat?

mic ha detto...

Indifferenza che si concretizza spesso con iniziative parallele
in coincidenza di importanti appuntamenti papali.


i famosi "megaraduni" che seguono sempre di un giorno negli stessi luoghi i grandi eventi in cui è presente il Papa e costituiscono, per gli adepti, il vero momento clou dell'evento...

che dire di un contesto in cui al Protagonista vero, si sostituisce il Cammino e le sue costruzioni opera degli iniziatori e viene violata la libertà della persona?

Un contesto in cui "davanti al Protagonista", Unico Signore e Redentore, non ci si inginocchia mai (perché "inginocchiarsi è da schiavi")?

Josè ha detto...

Sin más os aporto una serie de características que dejan más que en evidencia a este movimiento eclesiástico radical:
1. Ser un grupo cohesionado por una doctrina demagógica y encabezado por un líder carismático que pretende ser la misma divinidad o un elegido por ella, o bien un poseedor de la "verdad absoluta".
2. Los dirigentes exigen que sus órdenes sean ejecutadas sin la menor crítica.
3. Exigir una adhesión total al grupo y obligar (bajo presión psicológica) a romper con todos los lazos sociales anteriores a la entrada al culto: padres, pareja, amigos, trabajo, estudios, etc.
4. Vivir en comunidad cerrada o en total dependencia del grupo.
5. Suprimir las libertades individuales y el derecho a la intimidad.
6. Controlar la informacion que llega hasta sus adeptos, manipulándolas a su conveniencia.
7. Utilizar técnicas psicológicas que sirven para anular la voluntad y el razonamiento del adepto; causándole, en muchos casos, alteraciones psíquicas graves.
8. Propugnar un rechazo total de la sociedad y de sus instituciones. Fuera del grupo todos son enemigos.
9. Tener como actividad principal el proselitismo y la recaudación de dinero y nuevos adeptos y de grandes sumas de dinero.

montmirail ha detto...

Il megaraduno è senz'altro l'aspetto più appariscente di un certo voler puntualizzare , rimarcare ecc.
C'è poi un lavorio continuo che entra nello specifico e fa da contraltare all'iniziativa papale. L'Anno paolino è stato l'esempio più evidente. Non è un caso credo che il richiamo netto ricordato da Vittorio sia venuto a conclusione dello stesso. Paolo in ambito neocat va in qualche modo "normalizzato" , la sua posizione dirompente rispetto all'ebraismo va mitigata , inquadrata in un percorso in cui la parola "conversione" deve via via perdere di significato, fino ad essere considerata del tutto impropria.

jonathan ha detto...

io non ricordo di aver sentito, negli anni di cammino, questa roba tratta dagli 'orientamenti'. O forse dovrei ricordare? A chi sono dirette quelle parole? Ai catechisti, e quindi poi a tutti? Ma questa roba è pubblica, dunque nota anche al Papa, eccetera, a tutti. Ma come è possibile? Insomma, non siamo di fronte a eccentricità liturgiche, qui è in discussione il principio stesso della Redenzione, che è del tutto snaturato, ignorato direi, è davvero un'empietà. Fate bene a rimettere in luce questi testi assurdi. Come ho potuto non accorgermene? Come potranno vederlo i tanti che ancora celebrano un'Eucarestia così maltrattata, deturpata, derubata della Sua assoluta sacralità? Il CVII non autorizza nulla del genere, non c'entra niente, lo ha permesso, ma non si può appellarsi al Concilio per poter spacciare per vere simili cose. Io mi sento terribilmente in colpa, davanti al Signore, ai fratelli che ho lasciato. Chi non ha familiarità col computer non può accedere a queste informazioni. Bisognerebbe parlarne in televisione.

mic ha detto...

inquadrata in un percorso in cui la parola "conversione" deve via via perdere di significato, fino ad essere considerata del tutto impropria.

già perché un ebreo non deve convertirsi, ma ha già la sua alleanza...

ma credo che Montmirail intenda riferirsi al fatto che nel Cammino effettivamente si parla molto di conversione: tuttavia ormai è ben chiaro che non ci si riferisce alla conversione a Cristo e al Progetto del Padre nel quale Lui ci inserisce ed a cui ci educa, illuminandoci e sostenendoci e dandoci in Dono Sé stesso dopo averci Salvati e Liberati e Redenti,

ma è della conversione al cammino NC alle sue strutture alla sua prassi a tutta la sua realtà così com'è, che "si fa" insieme alla persona che, mentre la percorre e contemporaneamente la realizza, viene trasformata in qualcosa d'altro dall'immagine di Cristo di cui è portatrice la fede Cattolica, cioè la Paolina 'Configurazione' a Cristo alla quale siamo tutti chiamati.

Invece Gesù non è neppure "un modello", come ci tiene a ripetere Arguello, basta che ci si liberi dalla "paura della morte", come se la vera morte non derivasse dal peccato che ci distacca da Dio e che nel cammino non possiamo non commettere perché non è nostra responsabilità... e quindi non abbiamo bisogno della Grazia Santificante - che non esiste e che non viene mai nominata - che invece è l'unico dono divino che può davvero farci diventare uomini e donne nuovi in Cristo nella Sua Chiesa

Per contro "los Kikos", come direbbe il nostro amico spagnolo, non sono altro che immagini pre-fabbricate ad usum cammini in base al ferreo immodificabile "metodo" dell'iniziatore, del quale i catechisti non sono che dei ripetitori, onnipotenti su ogni persona della comunità e sulle loro vite.

Paradossale, ma indicativo, il fatto che perfino a sacerdoti o religiosi già consacrati nei rispettivi ordini vien detto che DEVONO CONVERTIRSI, ma a cosa se non al Cammino? Non si tratta certo della "metanoia" paolina, come ricorda Montmirail, che è la vera teshuvà, cioè il con-vertirsi= voltarsi e tornare indietro da ogni situazione di peccato e cambiare rotta per TORNARE al Padre in Cristo

montmirail ha detto...

Mic ha scritto:

già perché un ebreo non deve convertirsi, ma ha già la sua alleanza...

E questo è un aspetto appunto molto presente , ormai dato quasi per scontato e comunque ogni volta che può esserci ambiguità di interpretazione che riconduca al "vecchio" modo di intendere , si lavora molto sui concetti per essere certi che a nessuno venga in mente di riproporre certe tesi.
Bisogna dire che in questa interpretazione i neocat non sono certo soli.



"e quindi non abbiamo bisogno della Grazia Santificante - che non esiste e che non viene mai nominata"

Lo sforzo passa più attraverso un cammino personale, o meglio la grazia non è
data senza di esso, anche laddove non se ne nega l'esistenza (e come si potrebbe?). In fondo anche i miracoli subiscono una torsione che
porta a farli coincidere con aspetti simbolici che nell'intepretazione classica non erano mai stati presenti. E' l'arma
a doppio taglio di una facile presa, "adatta ai tempi" , all'homo
tecnologicus secolarizzato al quale
si dice non si può presentare Cristo su due piedi, per cui se ne dà una versione meno contrastante con la nostra sensibilità. Non si può mettere limiti alla Provvidenza, rimane il dubbio di dove si vada a parare in ultimo.
Se il problema è il sacro in sè,
se lo è ancora per ciò che ne resta nel cattolicesimo, cosa impedisce
di abbandonarlo del tutto? O cosa
impedisce di cercarlo altrove
per chi non ne può fare a meno?

mic ha detto...

io non ricordo di aver sentito, negli anni di cammino, questa roba tratta dagli 'orientamenti'. O forse dovrei ricordare? A chi sono dirette quelle parole? Ai catechisti, e quindi poi a tutti? Ma questa roba è pubblica, dunque nota anche al Papa, eccetera, a tutti. Ma come è possibile?

Questa roba non è pubblica, perché le catechesi una volta rigorosamente "segrete", come tuttora del resto, pretendevano fossero direttamente ispirate dallo Spirto Santo.

Ma queste sono le catechesi per le equipe di catechisti, che sono state rese pubbliche per primo da padre Zoffoli, che le aveva ricevute in originale da un catechista 'pentito'

chi fosse interessato può scaricarne diverse parti in formato pdf dalla pagina Documentazione del sito

Comunque sono frasi che io ho sentito ripetere da catechisti e presbiteri del cammino in tante occasioni

mic ha detto...

Bisogna dire che in questa interpretazione i neocat non sono certo soli.

purtroppo no. Ma può essere interessante consultare e/o scaricarsi questo documento di Mons. Gherardini: "Sugli ebrei così serenamente"

Cinzia ha detto...

"Controlar la informacion que llega
hasta sus adeptos,manipulàndolas a
su conveniencia."
Caro amico, o amica, avevo sentito dire che il cammino vieta la lettura dei giornali e schieramenti politici, tipico proprio di chi vuole manipolare le persone, e tu ce ne dai la conferma.
La cosa è certamente molto grave poichè il c.n oltre a generare una dipendenza di tipo mentale, stabilisce anche una sorta di vuoto intorno alle povere "vittime".
Grazie per la tua testimonianza.

Psyco ha detto...

Basta chiedersi: nel Cnc, chi non è il Protagonista, ma "si fa" protagonista?

La risposta spiega tanti perchè e tutte le conseguenti valutazioni che in molti hanno espresso su questo blog

mic ha detto...

Due risposte al disorientamento del nostro tempo - che sono anche due proposte - che condivido: una culturale-politica, l'altra cristiana:

Carlo Bertani:
"C’è bisogno di un lungo percorso di ricostruzione democratica — le scorciatoie portano solo ad altre cantonate — e deve essere un sentiero di riflessione, prima che politica, culturale, sul quale puntare per ricostruire le basi culturali e cognitive che sono la base della politica, non l’orpello".

Padre Giovanni Scalese
Forse occorre ricominciare tutto da capo, facendo ciò che fecero i primi cristiani, che si trovavano dinanzi un mondo che stava andando in pezzi e, senza angoscia, ma con grande serenità, puntarono tutto sull'essenziale, Gesú Cristo, e con ciò gettarono le basi per una nuova civiltà.

mic ha detto...

Il filosofo cattolico americano McInerny

"mostra come a partire dal 1985, con l’intervista Rapporto sulla fede rilasciata dall’allora cardinale Ratzinger al giornalista Vittorio Messori e con il Sinodo Straordinario a vent’anni dal Concilio, il Magistero inizia a prendere in mano la questione dell’interpretazione del Vaticano II e, con voce sempre più ferma, prende posizione contro il “magistero parallelo” dei teologi del dissenso. I primi risultati di quest’azione, negli Stati Uniti (e forse anche altrove), non sono soddisfacenti: i vescovi non possono o non vogliono imporre la loro autorità ai teologi. Ma la battaglia continuava nel 1998, quando McInerny pubblicò la prima edizione americana di questo testo, e continua ancora oggi. Capire che cosa è successo durante i pontificati di Paolo VI e Giovanni Paolo II è essenziale per tentare di capire che cosa sta avvenendo e potrà avvenire nell’epoca di Benedetto XVI."

in questi giorni Fede & Cuktura pubblica il suo ultimo libro "Vaticano, che cosa è andato storto"?

le parole che precedono sono della recensione di Massimo Introvigne http://www.rinascimentosacro.com/2009/07/vaticano-ii-che-cosa-e-andato-storto.html

mic ha detto...

Il nostro zunbla, Alias e compagnia bella sta continuando a imperversare...

vi copio-incollo questa motivazione della "laurea honoris causa" di cui parlammo a suo tempo e che ci viene 'sbattuta in faccia' come se fosse la soluzione a tutti i dubbi possibili, pregandovi di porre attenzione al termine che metterò in grassetto

"Il Pontificio Istituto Giovanni Paolo II, con sede presso la Pontificia Università Lateranense di Roma, ha consegnato mercoledì 13 maggio 2009 a Kiko Argüello, iniziatore del Cammino Neocatecumenale insieme a Carmen Hernández e a padre Mario Pezzi, il dottorato honoris causa per la 'piena valorizzazione della famiglia come soggetto ecclesiale e sociale, in piena consonanza con l'ideologia di Giovanni Paolo II'...."

mic ha detto...

ma, per completezza metto il link ai motivi per cui l'Arguello non potrebbe essere considerato paladino della famiglia