sabato 25 luglio 2009

"LE STRADE DI SION SONO IN LUTTO"...

“Le strade di Sion sono in lutto, nessuno si reca più alle sue feste; tutte le sue porte sono deserte, i suoi sacerdoti sospirano, le sue vergini sono afflitte ed essa è nell'amarezza. I suoi avversari sono i suoi padroni, i suoi nemici sono felici, perché il Signore l'ha afflitta per i suoi misfatti senza numero; i suoi bambini sono stati condotti in schiavitù, sospinti dal nemico. Dalla figlia di Sion è scomparso ogni splendore; i suoi capi sono diventati come cervi che non trovano pascolo; camminano senza forze davanti agli inseguitori”. (Lam 1,4-6)

"Sensus fidelium" Mercoledì 22 Luglio 2009 http://querculanus.blogspot.com/

Scrive p. Scalese …Dopo aver letto il mio post di ieri su Mons. Bugnini e la riforma liturgica, Giovanni mi ha mandato il seguente messaggio, di cui lo ringrazio vivamente:

«Fa un po' di senso apprendere che chi ha pensato la Messa, che oggi abbiamo e che per mezzo di voi sacerdoti celebriamo, sia stato un massone. Ma non sembra l'unico caso di commistione tra Chiesa e massoneria.
Qualche tempo fa analizzammo con il mio sacerdote, formatosi in San Giovanni Rotondo, l'architettura della nuova chiesa di San Pio, per intenderci quella di Renzo Piano, perché avevamo capito che il suo architetto era un massone e che la chiesa da uno studio accuratissimo di alcune persone ... era piena zeppa di simboli massonici. Stavamo per partire con una petizione per chiedere alla Santa Sede di proibire il Santo Sacrificio all'interno di quel luogo. Ma poi ci siamo fermati. Perché ci siamo resi conto, forse sbagliando, che in ogni caso dentro quella chiesa c'era e c'è Gesù in anima, corpo e divinità e, ammesso che il diavolo si possa essere impadronito delle progettazione, ormai in quel tabernacolo c'è Gesù il Signore dell'universo che vince sempre su tutto, fosse anche Satana.
La stessa cosa in fondo credo valga per la Santa Messa: l'ha composta un massone? Va bene, ma al centro c'è sempre il grande mistero del Sacrificio di Cristo e le mani di voi sacerdoti che fate diventare il pane e il vino Corpo e Sangue di Gesù. E questo è ciò che conta».

Mi sembra una testimonianza molto bella di quel sensus fidelium, che permette alla Chiesa di ritrovare l'orientamento nel bel mezzo della tempesta. Che nella Chiesa ci possano essere delle contaminazioni, non è la prima volta che avviene: è sempre avvenuto, fin dagli inizi della sua storia. Che si debba stare in guardia e mettere in guardia dai pericoli, lo richiedono le virtú della prudenza e della carità. Ma poi, alla fine, dobbiamo starcene tranquilli, sapendo che Cristo ha vinto il mondo (Gv 16:33) e che "le porte degli inferi non prevarranno" (Mt 16:18)…

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Quindi dovremo starcene tranquillamente fermi e in pace vedendo ogni giorno il Corpo e Sangue del Signore disprezzato da personaggi che si fanno chiamare Vescovi, Sacerdoti o laici, senza cervello, massoni e modernisti (che è la stessa cosa), tanto nel tabernacolo c’è il Signore, tanto nelle chiese progettate dai massoni con l’avallo della CEI ci sta la presenza del Signore, tanto nell’Eucaristia bistrattata dai massoni, durante il Concilio vaticano II, c’è presente il Signore, tanto nell’Eucaristia inventata da Kiko Arguello, con l’appoggio di codesti consacrati, il Signore si fa presente, (secondo Kiko) come se venisse sotto forma di un carretto di fuoco, la Mercabà.

Si ha la sensazione che questo sia un modo smidollato di vivere la fede : “[23]Perché se uno ascolta soltanto e non mette in pratica la parola, somiglia a un uomo che osserva il proprio volto in uno specchio: [24]appena s'è osservato, se ne va, e subito dimentica com'era. [25]Chi invece fissa lo sguardo sulla legge perfetta, la legge della libertà, e le resta fedele, non come un ascoltatore smemorato ma come uno che la mette in pratica, questi troverà la sua felicità nel praticarla”. (San Giacomo): cioè agendo contrariamente all’Amore dovuto a Colui che ha dato se stesso, morendo sulla Croce, non si dà nessun Culto a Dio ma si diventa, sia che si sappia o che non si sappia disprezzatori di questo Amore. Forse chi manifesta questi pensieri si è dimenticato quella Parola di Dio che dice “[14]Che giova, fratelli miei, se uno dice di avere la fede ma non ha le opere? Forse che quella fede può salvarlo? [15]Se un fratello o una sorella sono senza vestiti e sprovvisti del cibo quotidiano [16]e uno di voi dice loro: «Andatevene in pace, riscaldatevi e saziatevi», ma non date loro il necessario per il corpo, che giova? [17]Così anche la fede: se non ha le opere, è morta in se stessa. [18]Al contrario uno potrebbe dire: Tu hai la fede ed io ho le opere; mostrami la tua fede senza le opere, ed io con le mie opere ti mostrerò la mia fede. [19]Tu credi che c'è un Dio solo? Fai bene; anche i demoni lo credono e tremano! [20]Ma vuoi sapere, o insensato, come la fede senza le opere è senza valore? [21]Abramo, nostro padre, non fu forse giustificato per le opere, quando offrì Isacco, suo figlio, sull'altare? [22]Vedi che la fede cooperava con le opere di lui, e che per le opere quella fede divenne perfetta [23]e si compì la Scrittura che dice: E Abramo ebbe fede in Dio e gli fu accreditato a giustizia, e fu chiamato amico di Dio. [24]Vedete che l'uomo viene giustificato in base alle opere e non soltanto in base alla fede.” (San Giacomo).

Ma quale bella testimonianza di “sensus fidelium”può mai essere questa?? Noi cristiani, pagati a caro Prezzo dal Sangue del Redentore, come stiamo diventando, con il rilassamento nella fede, che ci è stata donata da Dio? Si sta’ permettendo di far diventare la Casa del Signore una spelonca di ladri …

…La stessa cosa in fondo credo valga per la Santa Messa: l'ha composta un massone? Va bene, ma al centro c'è sempre il grande mistero del Sacrificio di Cristo e le mani di voi sacerdoti che fate diventare il pane e il vino Corpo e Sangue di Gesù. E questo è ciò che conta».

Quindi questo che anno fatto durante il Concilio Vaticano II certi personaggi va bene?

Lo storico documento, in cui duecento Padri del Concilio Ecumenico Vaticano II, per iniziativa di Mons. Antonio de Castro Mayer e Mons. Geraldo de Proenca Sigaud, chiesero una nuova condanna del marxismo in sede conciliare, non valse a nulla.
Già in pieno Concilio si realizzava uno dei messaggi più sconcertanti di Fatima, ribadito in altri luoghi, che vedeva cardinali contro cardinali ecc.!
Sempre in occasione del Concilio Vaticano II, 510 arcivescovi e vescovi di 78 Paesi, sottoscrissero una petizione nella quale chiesero al Papa di consacrare il mondo intero, e in modo speciale ed esplicito la Russia e le altre nazioni dominate dal comunismo, al Cuore di Maria, ordinando che, secondo il volere della Madonna a Fatima, in unione con lui e nello stesso giorno, lo facessero tutti i vescovi dell'orbe cattolico. Il documento venne consegnato direttamente a Paolo VI da mons. Geraldo Proenca Sigaud, arcivescovo di Diamantina, durante un'udienza privata, il 3 febbraio 1964. L'iniziativa vedeva tra i suoi patrocinatori il vescovo di Campos, mons. Antonio de Castro Mayer.
La petizione non fu accolta e, ancora una volta, il messaggio di Fatima subiva l'affronto del Clero. Sarebbe stato compreso meglio dopo il 1960: verissimo! I misfatti conciliari sono la prova più evidente del suo contenuto: la crisi all'interno della Chiesa!
Tutto il resto dipende da questo punto fondamentale: la Consacrazione non fatta secondo le richieste, non consente al Cielo di mantenere la promessa di conversione della Russia e, di conseguenza, i castighi saranno dovuti alle libere scelte dell'uomo. L'apostasia, poi, è uno dei segni più importanti che annunciano il ritorno di Gesù. Alla fine non tutto il male verrà per nuocere: il trionfo è garantito dal messaggio di Fatima stesso e, con esso, seguirà il periodo di pace.
Paolo VI purtroppo fu sordo verso quei Padri conciliari che chiedevano un documento che condannasse esplicitamente il comunismo; egli, tramite mons. Glorieux, non permise che l'istanza giungesse sui tavoli della commissione conciliare. (la faccia nascosta della storia pag 195-196)…

ASSURDO.

“Sono preoccupato per il messaggio che ha dato la Beata Vergine a Lucia di Fatima. Questo insistere da parte di Maria, sui pericoli che minacciano la Chiesa, è un avvertimento divino contro il suicidio di alterare la fede, nella Sua Liturgia, la sua Teologia e la Sua anima … Sento tutt’intorno a me questi innovatori che desiderano smantellare la Sacra Cappella, distruggere la fiamma universale della Chiesa, rigettare i suoi ornamenti e farla sentire in colpa per il Suo passato. Verrà un giorno in cui il mondo civilizzato negherà il proprio Dio, quando la Chiesa dubiterà come dubitò Pietro. Sarà allora tentata di credere che l’uomo è diventato Dio. Nelle nostre chiese, i Cristiani cercheranno invano la lampada rossa dove Dio li aspetta. Come Maria Maddalena, in lacrime dinanzi alla tomba vuota, si chiederanno: Dove lo anno portato? ” Pio XII

“Ma il Figlio dell’Uomo quando tornerà sulla terra, troverà ancora la fede?” Se continuiamo così, penso di no. Probabilmente l’unico modo che resta al Signore per scuotere la nostra fede assopita, sarà di quello di far accadere i castighi contenuti nei segreti dati da Maria SS. prima a Fatima ed attualmente a Medijugorje.

Gianluca Cruccas.

7 commenti:

Vittorio ha detto...

vorrei ricordarvi che il "via" ufficiale il Cammino neocatecumenale lo ha avuto nel 1974 con una "Nota Laudatoria" di Mons. Bugnini per la loro liturgia (!?) trascritta negli Acta Apostolicae Sedis.
Un inizio già inficiato in partenza proprio dall'ambigua personalità e azione di uno dei loro primi sponsor ufficiali, comprovatamente massone (leggere i recenti articoli su Bugnini di Fides et forma frutto di ricerche documentate e attendibili)

a.rita ha detto...

Provvisenziale intervento, Vittorio, grazie per questa preziosa conferma, che mi incoraggia a mettere il mio pensiero sul thread iniziale.
Nonostante quello di Gianluca sembri spesso un linguaggio cupo, pessimistico, poco incline alla gioia evangelica e alla ricerca della speranza, non è così.
Noi pensiamo che poichè "i tempi sono cattivi" la vera Fede da cui scaturisce la vera Speranza non possa poggiarsi sull'evitare di guardare lucidamente tutto il male che oggi imperversa nel mondo e nella Chiesa di Cristo, quasi come se vedere il male e parlarne diminuisca la speranza nella vittoria finale di Gesù e della Santissima Vergine...no: la vera speranza, che si fonda sulla Roccia Eterna che è Cristo, non teme di guardare in faccia i nemici di Dio e di portarli alla luce perchè si manifestino le loro opere; al contrario noi pensiamo che la vera fede e la vera speranza non si lasciano intristire e scoraggiare dalla costatazione del Male, perchè sono sorrette dalla convinzione che chi serve il Cristo non ha paura di perdere le battaglie terrene, ma si proccupa solo di vincere la guerra finale, quella del Giudizio eterno di Dio. Non pessimismo, perciò, ma reale ottimismo fondato sull'amore alla verità e alla manifestazione di essa.
A. Rita

mic ha detto...

Non pessimismo, perciò, ma reale ottimismo fondato sull'amore alla verità e alla manifestazione di essa

= SPERANZA cristiana

mic ha detto...

Posto questo mio intervento di qualche giorno fa sul blog messainlatino, che dimostra una mia reazione analoga a quella di Gianluca e A.Rita a proposito di quanto detto nello scritto e del commento di padre Scalese. Infatti così rispondevo ad un interlocutore neocat (che si firma hagrid) che lo segnalava:

Leggiamo e impariamo:
http://querculanus.blogspot.com/2009/07/sensus-fidelium.html


cos'è che dovremmo imparare, Hagrid?

Io quoterei soprattutto questo:

Che nella Chiesa ci possano essere delle contaminazioni, non è la prima volta che avviene: è sempre avvenuto, fin dagli inizi della sua storia. Che si debba stare in guardia e mettere in guardia dai pericoli, lo richiedono le virtú della prudenza e della carità. Ma poi, alla fine, dobbiamo starcene tranquilli, sapendo che Cristo ha vinto il mondo (Gv 16:33) e che "le porte degli inferi non prevarranno" (Mt 16:18).

mi sembra che la nostra determinazione nel denunciare il male che è nella Chiesa, che è direttamente proporzionale al nostro dolore vissuto nella Fede e nella preghiera oltre che nell'impegno, non incida sulla nostra pace interiore né sulla fiducia nella vittoria finale del Signore

Il resto - se preso a sé senza quel che ho sottolineato in neretto - corre il rischio di diventare "quietismo":

tutti zitti, tutti buoni e tranquilli, che noi continuamo a fare quel che ci pare, perché poi tanto ci pensa il Signore!

22 luglio 2009 23.02

Emma ha detto...

Conoscete questa testimonianza?


http://www.geocities.com/athens/delphi/6919/LP02.htm

Edificante!

Ancora e sempre la conferma di cò che viene detto su questo blog.
Il regno della menzogna e dell`inganno.

mic ha detto...

Queste parole del card Ratzinger

Chi si aspettava che il cristianesimo si sarebbe trasformato in un movimento di massa ha capito di essersi sbagliato: non sono i movimenti di massa e racchiudere in sé promesse per il futuro. Il futuro nasce quando delle persone si incontrano su convinzioni comuni, capaci di dar forma all'esistenza. E il futuro cresce positivo se queste convinzioni scaturiscono dalla Verità e alla Verità conducono.

ci mostrano chiaramente quanto da noi detto più volte e cioè che la Verità non si trova né nel consenso né nei "numeri" più o meno sbandierati

by Tripudio ha detto...

Non so dire se Bugnini sia stato davvero massone o se sia stato solo "in qualche modo comprato" dalla massoneria (mi sembra che gli indizi suggeriscano questa seconda ipotesi).

Però quella Nota Laudatoria del 1974, ad una realtà minuscola e sconosciuta, è davvero un fatto stranissimo.

La spiegazione più semplice è che chi ha voluto lo strazio liturgico, ha fabbricato una Nota Laudatoria per chi ha aumentato tale strazio.

Ricordiamo infatti che le liturgie del Cammino sono zeppe di abusi anche rispetto alla più anarchica delle interpretazioni del Messale promulgato da Paolo VI.


L'equivoco su cui marciano gli stupidi e i malintenzionati è che basta assicurarsi il minimo indispensabile per la validità della liturgia e tutto il resto può essere lasciato all'arbitrio.

Ma questa è una mentalità "giuridica", moralistica, alla quale sottosta un "Dio" estraneo agli uomini, misuratore e calcolatore, che si contenta di vedere effettuate determinate operazioni liturgiche, lasciando poi gli uomini a divertirsi, ballare, cantare sguaiatamente.

Come sempre, lex orandi, lex credendi: la tua liturgia fa capire in cosa credi. E se la tua liturgia è un baccanale di autoglorificazione dell'assemblea, per giunta a suon di canti tribali e comunioni self-service con camerieri eucaristici...