martedì 20 aprile 2010

Insegnamenti non cattolici di Kiko Arguello: VI - "Siamo tutti sacerdoti"

Siamo giunti al VI capitolo del testo «Eresie del Movimento neocatecumenale» - Ultimo grido d'allarme, scritto da p. Enrico Zoffoli nel 1991. I suoi contenuti sono sempre attuali, dal momento che nel Cammino Neocatecumenale nulla è cambiato negli anni né sotto l'aspetto dottrinale né sotto quello pragmatico.

VI
«SIAMO TUTTI SACERDOTI»

La Chiesa, società visibile e gerarchica, fonda la propria struttura giuridica sul sacramento dell’Ordine, che distingue essenzialmente il «sacerdozio ministeriale» da quello comune di tutti i fedeli semplicemente battezzati (LG 10). Ma, secondo Kiko, tale distinzione non si dà, essendo tutti partecipi dell’unico sacerdozio di Cristo. Dunque, nella Chiesa non si dà una Gerarchia che distingue il clero dal popolo; clero che, rappresentando il Capo, parla e agisce «in nomine et persona Christi»; E popolo che, rappresentato dal clero, si eleva a Dio in virtù della sua mediazione che rende sensibile quella assolutamente primaria del Verbo Incarnato.

Come al solito, il fondatore carismatico del movimento neocatecumenale si pronunzia con stupefacente disinvoltura: «Non abbiamo nemmeno sacerdoti nel senso di persone che separiamo da tutti gli altri perché in nostro nome si pongano in contato con la divinità. Perché il nostro sacerdote, colui che intercede per noi, è Cristo. E siccome siamo il suo Corpo, siamo tutti sacerdoti. Tutta la Chiesa è sacerdotale nel senso che intercede per il mondo. È vero che questo sacerdozio si visibilizza in un servizio, e ci sono alcuni fratelli che sono servitori di questo sacerdozio, ministri del sacerdozio. Nel Nuovo Testamento non si usa la parola “sacerdote” altro che riferita a Cristo; invece si parla di ministri e presbiteri…» (p. 56s).

Forse siamo al più micidiale «colpo basso» vibrato da Kiko al cuore della Chiesa: Lutero ne avrebbe esultato. In realtà:
  1. Il Concilio di Trento contro la pseudoriforma protestante parla di «sacerdozio della nuova legge» (D-S 1764), del sacramento dell’Ordine (D-S 1765-6), della Gerarchia ecclesiastica fondata su tale Ordine (D-S 1767-1770).
  2. Dunque, nella Chiesa non tutti sono sacerdoti, ma soltanto alcuni; e questi sono «ministri» di Cristo, non ministri-deputati dalla comunità dei fedeli. I «presbiteri» non sono «fratelli» ma «padri» perché, rappresentando Cristo, hanno da Lui ricevuto il potere e la missione di intercedere per essi presso il Padre: la loro dignità viene dall’alto, non dal basso…; da un «carattere sacro» non da una designazione umana di tipo democratico. Pio XII aveva smascherato il ricorrente errore luterano: «Alcuni (…) insegnano che nel Nuovo testamento si conosce soltanto un sacerdozio che spetta a tutti i battezzati (…) e soltanto in seguito è sottentrato il sacerdozio gerarchico. Sostengono perciò che solo il popolo gode di una vera potestà sacerdotale, mentre il sacerdote agisce unicamente per ufficio commessogli dalla comunità…» (MD 68).
  3. Ma insegnamenti così categorici non sono mai stati capiti e accettati da Kiko e seguaci perché, nelle comunità neocatecumenali, chi presiede non è il «sacerdote» ma il «catechista», ciò che l’attuale pontefice, bene informato, ha biasimato con vigore «… In questo cammino l’opera dei sacerdoti rimane fondamentale». Essi sono le «guide della comunità» per cui «la prima esigenza che vi si impone – aggiunge rivolgendosi a loro - è di saper mantener fede alla vostra identità sacerdotale».
    «In virtù della sacra ordinazione, voi siete stati segnati con uno speciale carattere che vi configura a Cristo Sacerdote, in modo da poter agire in suo nome. Il ministro sacro quindi dovrà essere accolto non solo come fratello che condivide il cammino della comunità stessa, la soprattutto come colui che agendo “in persona Christi”, porta in sé la responsabilità insostituibile di Maestro, Santificatore e Guida delle anime, responsabilità a cui non può in nessun modo rinunciare (…). Sarebbe illusione credere di servire il vangelo diluendo il vostro carisma in un falso senso di umiltà o in una malintesa manifestazione di fraternità (…) Non lasciatevi ingannare! La chiesa vi vuole sacerdoti e i laici che incontrate vi vogliono sacerdoti e niente altro che sacerdoti. La confusione dei carismi impoverisce la Chiesa, non l’arricchisce» (Giovanni Paolo II, Disc. Del 9.12.1985, L’Osser. Rom. 12.12.1985).
  4. Il richiamo è inequivocabile. Ma risulta che ad esso, nelle comunità neocatecumenali, si è rimasti sordi. Non si riflette che, negato l’Ordine Sacro, soppressa la distinzione essenziale tra sacerdozio ministeriale e sacerdozio comune, la Gerarchia cattolica resta annullata, seguendone la demolizione della Chiesa come società visibile, tornando indietro nei secoli alle aberrazioni ereticali da essa ripetutamente condannate…

10 commenti:

mic ha detto...

Carissimi,
a più tardi un commento.
Ora vi informo che mi è stato inviato il testo elettronico del libro, che stavo trascrivendo capitolo per capitolo
Evviva!!!

Lo metto subito a disposizione nella pagina "Documentazione" del sito.
Ecco però il link anche da qui

Mel ha detto...

Caro mic, ti invito a leggere il Catechismo della Chiesa Cattolica (che il sig. KIKO ha letto e conosce ma che appare sconosciuto a p. Zoffoli). Tale testo parla della partecipazione dei LAICI all'UFFICIO SACERDOTALE di CRISTO. Ma anche del loro obbligo e del diritto, individuale o riuniti in associazioni, di impegnarsi affinché il messaggio divino della salvezza sia conosciuto e accolto da tutti gli uomini e su tutta la terra; tale obbligo è ancora più pressante nei casi in cui solo per mezzo loro gli uomini possono ascoltare il Vangelo e conoscere Cristo. Nelle comunità ecclesiali, la loro azione è così necessaria che, senza di essa, l'apostolato dei Pastori, la maggior parte delle volte, non può raggiungere il suo pieno effetto.
Nel pronunciare quelle parole non si sminuisce il sarcerdozio ordinato ma si parla del sacerdozio riconosciuto ai battezzati (riconosciuto da Cristo: Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che io vi ho comandato).

Poi si può parlare ai figli, agli amici, ai parenti o ai lontani (ossia quelle persone che pur essendo battezzate non conoscono Dio).

Solo tu sei così forestiero da non sapere quello che è accaduto a Gerusalemme.....

mic ha detto...

non sono 'forestiero' nella mia Chiesa e conosco benissimo cosa è successo a Gerusalemme e continua a succedere qui ed ora

la tua frase ad effetto conservala per quelli che ci cascano...

mic ha detto...

Mel,
stai dicendo cose scontatissime sulla missione di battezzati e non puoi affermare che un teologo e filosofo e santo sacerdote come p. Zoffoli non conoscesse il catechismo, mentre Kiko sì

La prima cosa non è vera solo perché l'affermi tu, la seconda impone una domanda: se davvero Kiko conosce il Catechismo (o meglio lo ha letto, come tu dici) perché anziché il Catechismo della Chiesa Cattolica, continua a diffondere le sue catechesi giudeo-luterano-gnostiche?

Inoltre sia noi che p. Zoffoli conosciamo e viviamo il sacerdozio dei battezzati, non è che l'ha scoperto Kiko o il cammino, la Chiesa lo insegna da due millenni senza per questo sminuire il sacerdozio ordinato

Lumen Gentium 10. Donavit ergo Ecclesiam suam participatione sacerdotii sui, nempe sacerdotio communi fidelium et sacerdotio ministeriali seu hierarchico, quae, etsi non tantum gradu sed essentia differunt, mutuo tamen in Ecclesiae communione ordinantur

Pur essendo il sacerdozio ministeriale e quello comune ordinati alla comunione ecclesiale, essi differiscono non solo in grado ma anche nell'essenza

E invece il "siamo tutti sacerdoti" (il che è vero, ma a diverso titolo e con diversa funzione, come riconosce anche il documento conciliare) tende a sminuire il sacerdozio ordinato, ad assorbirne le funzione (vedi strapotere dei catechisti anche sui sacerdoti, che dovrebbero invece essere essi le 'guide')

mic ha detto...

Poi si può parlare ai figli, agli amici, ai parenti o ai lontani (ossia quelle persone che pur essendo battezzate non conoscono Dio).

è vero che la secolarizzazione ha portato molti battezzati non tanto a non conoscere Dio, quanto a vivere etsi Deus non daretur.
Tuttavia la cosiddetta conoscenza di Dio operata dal cammino non corrisponde a quella del Padre del Signore nostro Gesù Cristo ed inoltre ci sarebbe da spiegare perché nel cammino si parla di 'ratifica' del Battesimo, che è una baggianata perché il Battesimo è un sacramento che conferisce il 'carattere' indelebile e non ha bisogno di essere ratificato, ma il bisogno è del fedele di ricevere e accogliere le verità di Fede che cambiano e ri-generano e danno un senso alla sua vita e la radicano sempre più nel Signore Risorto.

Piuttosto dovresti spiegare perché ci sono sempre più persone, già battezzate, che parlano di battesimo nel cammino... che significa questo?

Mel ha detto...

A parte che non lo affermo io visto che sui giornali è apparsa da tempo la notizia che il Cammino Neocatecumenale ha ricevuto la laurea HONORIS CAUSAE per l'opera di evangelizzazione sulla HUMANAE VITAE attraverso l'apertura alla vita....

Quindi esiste un documento ufficiale della Chiesa (l'istituto Giovanni Paolo II per la famiglia)....

Poi è certo che il Battesimo è uno solo, ma il problema è scoprirne il significato... la parola che usi tu, caro mic, "ratifica" può essere sostituita dal sinonimo "conferma". Ad esempio la cresima è il Sacramento della Confermazione, o credi che i catechisti di tutte le parrocchie siano al servizio di Kiko e sia il caso di non cresimare più nessuno....

I sacramenti possono essere ripetuti, come il 25° di matrimonio (rinnovo delle promesse sponsali), e quindi senza togliere al sacramento primigenio si fa una celebrazione in cui in piena coscienza, dopo un itinerario di formazione, si "aderisce" a quanto altri ti hanno impartito.

Nella Chiesa antica senza questa formazione, restavi fuori dopo le tre letture della eucarestia. Infatti dopo la liturgia della Parola, ci sono LE PREGHIERE DEI FEDELI ed allora non tutti erano fedeli.

mic ha detto...

A parte che non lo affermo io visto che sui giornali è apparsa da tempo la notizia che il Cammino Neocatecumenale ha ricevuto la laurea HONORIS CAUSAE per l'opera di evangelizzazione sulla HUMANAE VITAE attraverso l'apertura alla vita.... Quindi esiste un documento ufficiale della Chiesa (l'istituto Giovanni Paolo II per la famiglia)....

la laurea Honoris causa l'ha ricevuta Kiko e non il Cammino. E non mi sembra una 'patente' di cattolicità...

Certo si è fatto una bella pubblicità con la cosiddetta "apertura alla vita", che di sicuro non si identifica solo con quella generativa, nel cammino esercitata fino a quest'anno in maniera indiscriminata e direi anche sconsiderata, perché il discorso della "paternità e maternità responsabili" previste dalla chiesa è uscito fuori dopo oltre 40 anni e dopo tantissime critiche, anche visto che realisticamente la situazione gestita in quel modo stava implodendo (da segnali raccolti da testimonianze dall'interno e ben nascosti ad extra).

Infatti il discorso sulla Humanae vitae è venuto fuori - ed è la prima volta e con grandi sbandieramenti- solo nella convivenza d'inizio di quest'anno

Per quanto riguarda l'evento honoris causa e l'istituto che hai citato sono tutte realtà promozionali nelle quali il cammino è maestro e strumentalizza alla grande, ma che purtroppo non corrispondono alla realtà effettiva, che è molto più problematica e ha tanti altri risvolti.

Certo che oggi, davanti ai vescovi che non conoscono le catechesi kikiane o, se sono modernisti, non fanno loro né caldo né freddo, porsi come i grandi moralizzatori e i salvatori della famiglia è fin troppo 'vincente'.... solo che non si conosce a che prezzo

Poi è certo che il Battesimo è uno solo, ma il problema è scoprirne il significato... la parola che usi tu, caro mic, "ratifica" può essere sostituita dal sinonimo "conferma". Ad esempio la cresima è il Sacramento della Confermazione, o credi che i catechisti di tutte le parrocchie siano al servizio di Kiko e sia il caso di non cresimare più nessuno....

credi davvero che per scoprire il significato del battesimo sia indispensabile la cosiddetta "iniziazione" neocatecumenale?

La parola "ratifica" non la uso io, ma i catechisti neocat che hanno redatto il documento diocesano della diocesi di Campobasso e avrei qualcosa da ridire anche sulla parola "conferma", perché il Battesimo imprime un CARATTERE indelebile e che quindi non ha bisogno di essere confermato...

Un conto è il "rinnovo" delle promesse battesimali che si fa in alcune celebrazioni liturgiche solenni, un altro conto è la "conferma" di cui parli tu, che riguarda la Cresima, che conferisce un diverso CARATTERE, è un altro sacramento e infonde i doni dello Spirito Santo, senza per nulla incidere sul carattere già ricevuto nel battesimo: cancellazione del peccato originale e identità cristiana, cioè incorporazione nel Corpo di Cristo che è la Chiesa...

mic ha detto...

... segue

I sacramenti possono essere ripetuti, come il 25° di matrimonio (rinnovo delle promesse sponsali), e quindi senza togliere al sacramento primigenio si fa una celebrazione in cui in piena coscienza, dopo un itinerario di formazione, si "aderisce" a quanto altri ti hanno impartito.

gli unici sacramenti che possono essere ripetuti sono l'Eucaristia e l'unzione degli infermi.

Gli altri non possono né devono essere ripetuti... lo stesso matrimonio è INDISSOLUBILE... ad ogni ricorrenza si può fare una celebrazione solenne, si rinnovano le promesse, si chiede la benedizione del Signore, ma nulla cambia nella sostanza dell'unione.

Mi preoccupa quell'"aderisce" a quel che altri hanno impartito dopo un itinerario di formazione, sapendo COSA viene impartito e conoscendo anche il senso biblico della parola "aderire", che significa affidarsi, attaccarsi: è la parola legata alla Fede e si riferisce al SIGNORE e non a "cose impartite", perché quel che dobbiamo conoscere del Signore ce lo dice la Rivelazione Apostolica e lo scrive nel nostri cuori la sua Grazia ricevuta nei Sacramenti e nella vita di fede nella Chiesa e non "quanto impartito" dai catechisti di un falso profeta e dalle tappe iniziatiche da essi (da lui) imposte...

Nella Chiesa antica senza questa formazione, restavi fuori dopo le tre letture della eucarestia. Infatti dopo la liturgia della Parola, ci sono LE PREGHIERE DEI FEDELI ed allora non tutti erano fedeli.

lo so bene: per avere accesso ai Sacri Misteri (dopo l'introito e le letture, appunto) dovevi percorrere il catecumenato; ma questo avveniva per i non battezzati cui veniva data l'istruzione necessaria a ricevere il Battesimo insieme agli altri Sacramenti; usanza tramontata quando la società è diventata cristiana e si battezzavano i bambini perché comunque assorbivano in famiglia e nel loro ambiente la Fede vissuta...

certo oggi, per effetto del secolarismo non si 'respira' più quest'atmosfera di cristianità viva, ma non è indispensabile una 'iniziazione' come quella che dà il cammino, che è tutt'altro che cristiana, purtroppo, e l'abbiamo ampiamente dimostrato...

il catechismo ben fatto, la vita di fede, i sacramenti vissuti con autenticità in Parrocchia, la preghiera, la lectio divina, sono più che sufficienti a 'formare' i cristiani... sai dov'è la vera crisi? Nella Liturgia, che è il più alto momento fondante e 'trasformante' e 'configurante' a Cristo...

e la crisi purtroppo non è solo in quella neocat, che oltretutto è un rito sincretistico...

Anonimo ha detto...

Non so se sei ignorante e allora mi domando: Perchè anziché perdere tempo con questo sito non ti vai a studiare l'ABC del Cristianesimo? O se sei in mala fede e allora ti ricordo: Tutti i peccati saranno perdonati eccetto quelli contro lo Spirito Santo!

mic ha detto...

E' una vecchia minaccia, ricorrente cavallo di battaglia di chi non si astiene dallo strumentalizzare lo Spirito Santo, lanciando questo PESANTE anatema contro chi non fa altro che dire e mostrare la verità, che molti di voi non sono purtroppo in grado di riconoscere.