giovedì 9 agosto 2012

L'AMORE A CRISTO NEL SACRIFICIO DI SANTA TERESA BENEDETTA DELLA CROCE(EDITH STEIN), PROTETTRICE DEL NOSTRO BLOG

Questo blog è stato posto subito dopo la sua nascita, oltre sei anni fa, sotto la protezione di Santa Teresa Benedetta della Croce, al secolo Edith Stein, ebrea tedesca, filosofa e carmelitana, che settant'anni fa, il 9 agosto 1943 moriva nelle camere a gas del Campo di concentramento di Auschwitz . La Chiesa celebra oggi la memoria liturgica di questa Santa, proclamata da Giovanni Paolo II patrona d’Europa con Santa Brigida e Santa Caterina da Siena. Benedetto XVI l’ha ricordata più volte nel corso del suo Pontificato.

Come rilevato oggi da Radiovaticana, Edith Stein ercava con tutto il cuore la verità e non ha saputo resistere di fronte all’amore del Cristo crocifisso.

“Il cammino della fede - diceva - ci porta più lontano di quello della conoscenza filosofica: ci porta al Dio personale e vicino, a Colui che è tutto amore e misericordia, a una certezza che nessuna conoscenza naturale può dare”. Ebrea agnostica, si lascia conquistare da Gesù, ma non rinnega il suo popolo. Poteva fuggire dai nazisti, ma non volle, come ha sottolineato il Papa nella sua storica visita ad Auschwitz il 28 maggio 2006:

“Come cristiana ed ebrea, ella accettò di morire insieme con il suo popolo e per esso. I tedeschi, che allora vennero portati ad Auschwitz-Birkenau e qui sono morti, erano visti come Abschaum der Nation – come il rifiuto della nazione. Ora però noi li riconosciamo con gratitudine come i testimoni della verità e del bene, che anche nel nostro popolo non era tramontato. Ringraziamo queste persone, perché non si sono sottomesse al potere del male e ora ci stanno davanti come luci in una notte buia”.

“Il mondo è in fiamme – scriveva Edith Stein nel tempo buio del nazismo - la lotta tra Cristo e anticristo si è accanita apertamente, perciò se ti decidi per Cristo può esserti chiesto anche il sacrificio della vita”. Entra con tutta se stessa nel mistero della Croce:“La santa carmelitana Edith Stein … scriveva così dal Carmelo di Colonia nel 1938: «Oggi capisco … che cosa voglia dire essere sposa del Signore nel segno della croce, benché per intero non lo si comprenderà mai, giacché è un mistero… Più si fa buio intorno a noi e più dobbiamo aprire il cuore alla luce che viene dall’alto»”. (Angelus del 20 giugno 2010)

Ma “la croce non è fine a se stessa” - diceva Edith Stein - è “l’amore di Cristo” che “non conosce limiti” e “non si ritrae davanti a bruttezza e sporcizia”. Gesù “è venuto per i peccatori e non per i giusti, e se l'amore di Cristo vive in noi – affermava la Santa carmelitana - dobbiamo fare come Lui e metterci alla ricerca della pecorella smarrita”. Così, solo l’amore che dà la vita per salvare l’altro cancella il male, annienta la morte, è eterno: in questo la Croce è la nostra “unica speranza”.

La ricerca vera ed appassionata di Cristo e della sua Croce prescinde dunque totalmente da ogni infingimento umano, da ogni desiderio di proporre se stessi e il "proprio" cammino di Fede al di là e al di sopra di questa ricerca fatta di umiltà, di semplicità ; peraltro, essere veri testimoni, martiri - sembra ricordarci Santa Teresa Benedetta della Croce - non significa necessariamente, anzi non significa affatto, proporre se stessi in vita come esempio di Fede, di Martirio, di Speranza, non significa affatto pretendere di scarnificare le coscienze dei piccoli e dei poveri attraverso scrutini di ogni genere. Significa amare realmente Cristo e in Cristo ogni fratello.

36 commenti:

kikos ha detto...

davvero bello e interessante questo articolo. anche se come sempre dovevate contraddistinguerlo con un attacco, seppur implicito, al cammino. credo che non abbiate mai personalmente conosciuto Kiko. io ho avuto questa opportunità e credetemi, per quanto possa sembrare assurdo alle vostre orecchie, è di un'umiltà impressionante, anche se so che voi siete di parere contrario. che Santa Teresa Benedetta della croce possa intercedere per la Terra Santa, luogo dove Cristo ha deciso di porre la sua tenda tra gli uomini!

Francesco ha detto...

Caro Kikos, il fatto che il tuo nick riprenda il nome del tuo "fondatore" in fondo ti dà la migliore risposta.
Scherzi a parte, è inutile negarlo: per Kiko all'interno del Cammino c'è un vero e proprio culto della personalità.
Ed egli non fa niente per smentirlo...anzi...!

Ruben02 ha detto...

Kiko è consapevole di una cosa:

Il "suo" Cammino è un castello di carte,che a sua volta poggia su "tredici mattoni" sempre di carta custoditi in una segreta Vaticana;una volta che quei mattoni verranno "sfilati"; crollerà tutto;così come crollerà sicuramente tutto alla sua morte,magari tra una trentina d'anni.
Gli autoritarismi assoluti insegnano:una volta che viene meno il capo,il rais, tutto si scioglie come neve al sole...
E solo questione di tempo.

Ruben

Lino ha detto...

@ kikos
Lodo anche io l'articolo, in primo luogo. Che la Santa possa assisterci.
In secondo luogo, ragiono dell'umiltà di Kiko, che ho avuto il dispiacere di conoscere attraverso i suoi scritti e i suoi primi dipinti. Che umiltà c'è in un uomo che sconvolge il simbolismo cristiano, Kikos? Che fa benedire Gesù con la mano sinistra, che gli mette un ephod in petto sulla croce, che gli mette un occhio nel cuore in un altro dipinto (forse lei ignora che questo è un simbolismo massonico, che è l'occhio nel triangolo)? Che umiltà c'è in un uomo che produce interpretazioni che non hanno riscontri nella storia dell'esegetica (come quella del fango/peccato sul cieco nato), che s'inventa nuovi significati per figure presenti nei Vangeli, come per Giuda, come per il fico sterile? Che umiltà c'è in un uomo che, negli Orientamenti, decide per conto del Signore quando si chiudono le porte? Mi fermo qui, per non consumare tutta la carica della chiavetta TIM.
Purtroppo lei, Kikos, come tanti, essendo infatuato dalla persona, non ne discerne l'opera. Capita sempre così, nei casi di culto della personalità.

jp ha detto...

Santa Teresa Benedetta della Croce sentiva profondamente di essere ebrea e cristiana; che strano che la sua figura sia messa a contrasto con una realtà ecclesiale che viene spesso accusata di essere troppo "filoebrea".
Quanto a dire che la ricerca vera e appassionata si Cristo è in sostanza un "cammino" personale, significa negare l'aspetto ecclesiale del cammino si fede.

mic ha detto...

Santa Teresa Benedetta della Croce sentiva profondamente di essere ebrea e cristiana; che strano che la sua figura sia messa a contrasto con una realtà ecclesiale che viene spesso accusata di essere troppo "filoebrea".
Quanto a dire che la ricerca vera e appassionata si Cristo è in sostanza un "cammino" personale, significa negare l'aspetto ecclesiale del cammino si fede.


Il cammino non è filoebreo è giudaizzante, cioè "giudaizza" il cristianesimo e quindi lo tradisce perché ciò che Cristo Signore ha portato a compimento è più importante di quanto era soltanto "figura" della Nuova ed eterna Alleanza...

Il fatto di dire -ed è vero- che il rapporto col Signore è innanzitutto personale, non significa negare o svilire l'aspetto comunitario, ma solo fondarlo su qualcosa di concreto, prezioso e ineliminabile, cioè sulla persona, amata e salvata singolarmente dal Signore e che deve acquistare la sua pienezza prima di diventare un noi. Altrimenti si crea simbiosi e non comunione.

Per chi non capisse o non volesse capire:
1. simbiosi=associazione che crea vantaggio reciproco ma che non fa crescere nessuno
2. comunione, unione profonda vitale e vitalizzante perché trae il suo cemento e il suo alimento nel Signore ed è Lui che fa comunità dei Suoi, non è la comunità che edifica e cementa se stessa con tutti gli orpelli strumentali inventati da un iniziatore...

Anonimo ha detto...

Ruben02 ha detto...
Kiko è consapevole di una cosa:
Il "suo" Cammino è un castello di carte.
Oh Ruben sono pienamente con te speriamo di non essere traditi come per gli statuti e il direttorio catechetico, se no ci toccherà cambiare opinione o religione.
stammi bene

Anonimo ha detto...

Caro kikos, io personalmente sono convinto che kiko abbia buone intenzioni, tanto è vero che la strada dell'inferno ne è lastricata.

Anche la mia guida spirituale è molto carismatica, ma lui stesso mi ha fatto notare che spesso crediamo di agire per Dio ma in realtà lo facciamo per noi, perché ci piace vedere la gente sollevata, ci piace essere acclamati e sentirci dire quanto siamo bravi.

A questo punto come si fa a capire se agiamo per la nostra compiacenza o per amore di Dio e degli altri? La soluzione è pregare, magari davanti al Santissimo, essere umili e fuggire dalle grandi assemblee che ti vogliono incoronare.

Vedi due domeniche fa Gesù ha moltiplicato i pani e i pesci, la folla voleva farlo re. Cercava il condottiero che gli avrebbe sfamati e liberati. Gesù fugge da questo e si ritira a pregare.

Ho letto diverse storie di persone che hanno vissuto forti esperienze e vanno in giro a portar la loro testimonianza e ad un certo punto si rendono conto di quanto sia pericolosa la popolarità. Per fuggire da cio agiscono con umiltà.

Kiko non fa così, anzi compra con i denari i favori dei vescovi e trama alle spalle del Papa per aver approvazioni.

Magari è convinto di essere nel giusto, anzi sono sicuro che lui creda che il cammino sia l'unica via e la via giusta per risolvere tutti i problemi della chiesa. Non dubito della sua buona volontà, il problema è che se la buona volontà non è incanalata nell'umiltà e nell'obbedienza diventa dannosa.

Chi fa annunci di grandi numeri e continua a vantarsi dei numeri potrà mai essere una persona umile? Io ho conosciuto il volto della vera umiltà in un piccolo anziano parroco e fidati gli occhi di kiko non sono gli occhi dell'umiltà, forse si è auto convinto di essere umile a tal punto che si sente umile ma una persona umile agisce con umiltà e kiko non agisce con umilta, credo con buone intenzioni, ma con testardaggine, irriverenza e disobbedienza.



Gv

Anonimo ha detto...

"Quanto a dire che la ricerca vera e appassionata si Cristo è in sostanza un "cammino" personale, significa negare l'aspetto ecclesiale del cammino si fede."

Io sono il Signore Dio tuo, non avrai altro Dio all'infuori di me.

Prima viene il rapporto personale con il Signore di cui la Chiesa ne è maestra e la comunità nutrimento. Ma il rapporto personale ed esclusivo che Dio vuole con ognuno di noi è al primo posto se no la Chiesa diventa un idolo e si rischia di perdersi nei cavilli farisaici, la comunità diventa il tuo Dio e agisci in funzione di essa e non del Suo volere.


Il rapporto personale con Lui è il presupposto per aver rapporti cristiani con il resto del mondo.


Gv

aleCT ha detto...

@kikos

Tu dici che Kiko è di una umiltà incredibile.

Faccio un esempio per assurdo (sperando che tu non lo prenda alla lettera): anche Hitler per chi lo conosceva non sembrava uno che metteva le persone in campo di concentramento eppure...

Io guardo ai fatti.

Kiko è uno che:

1) ha mentito per anni dicendo che i mamotreti non esistevano

2) è stato uno che per anni ha fatto resistenze perchè lo Statuto non lo voleva

3) prima ha detto che il Santo Padre voleva la pubblicazione dei mamotreti e poi ha dichiarato che "se ce lo chiedessero, per noi sarebbe un male"

4) di fronte alle disposizioni del santo Padre sulla liturgia da una parte dichiara che "obbedisce filialmente" e dall'altro continua a comunicarsi seduto, a fare risonanze che non esistono e monizioni lunghissime....

5) Il 20 gennaio di fronte alle parole del Santo Padre che sono chiarissime riguardo al rapporto con la parrocchia e con i vescovi risponde che "sono cose che doveva dire"

E mi voglio fermare qua...

aleCT ha detto...

Dice jp

"realtà ecclesiale che viene spesso accusata di essere troppo "filoebrea".

Il cammino non è "filoebreo" per il semplice fatto che l'ebraismo non lo conosce veramente, ma (come per il cattolicesimo) prende degli aspetti, ne cambia significato decontestualizzandoli.

Basti pensare alla Channukkia, piuttosto che alla "danza davidica", oppure la "scrutatio" delle Scritture o le innumerevoli citazioni dei rabbini fatte da Kiko.

kikos ha detto...

caro ale,
1. quando kiko ha mentito dicendo che i mamotreti non esistevano?
2. è stato uno che per anni ha fatto resistenze perchè lo Statuto non lo voleva (e il fatto che ora ci sono non ti risulta umiltà?)
3. prima ha detto che il Santo Padre voleva la pubblicazione dei mamotreti e poi ha dichiarato che "se ce lo chiedessero, per noi sarebbe un male". quando lo ha detto? ripeto che la pubblicazione ci sarà. bisogna solo aspettare le modifiche. non si stampano 11 mamotreti modificati da un giorno all'altro. ti ricordo che stiamo aspettando un'enormità di pubblicazioni della chiesa e non per questo non vuole pubblicali. si parla da anni della pubblicazione del nuovo messale, del nuovo salterio.... il Papa non vuole pubblicarli? è l'iter normale questo. siete voi che dovete essere umili e aspettare, cosa che non fate.
4. di fronte alle disposizioni del santo Padre sulla liturgia da una parte dichiara che "obbedisce filialmente" e dall'altro continua a comunicarsi seduto (dove il papa lo ha vietato?), a fare risonanze che non esistono (il papa ha approvato gli statuti e lì ci sono) e monizioni lunghissime (dove?)
5. Il 20 gennaio di fronte alle parole del Santo Padre che sono chiarissime riguardo al rapporto con la parrocchia e con i vescovi risponde che "sono cose che doveva dire" e questo significa che non è umile secondo te? dove sta la sua non umiltà

aleCT ha detto...

L'inizio della conversione di Edith Stein partì dalla visione di una vecchietta che, con le borse della spesa, era entrata in chiesa per "conversare" con Gesù Sacramentato.

Lei ebrea di famiglia, ma agnostica nei fatti e filosofa di professione venne colpita da una umile vecchietta (che spesso ora sono derise dai certi preti che si sentono "avanti")

e venne colpita da UN FATTO ovvero che in una chiesa cattolica ci fosse la possibilità di avere Dio vicino (in corpo, sangue, anima e divinità) SEMPRE.

Alla faccia della "adeguata preparazione" di Kiko.

E non si tratta di "santità personale". L'anno scorso a Madrid, durante la veglia c'era una ragazza non battezzata che ha fatto una domanda al Santo Padre.

Non mi risulta che sia stata invitata ad andarsene al momento dell'Adorazione Eucaristica...

Questo dovrebbe far riflettere tutti.

kikos ha detto...

Carissimo Ale, non tutti però hanno la grazia di credere subito che quel pezzo di pane è Cristo, c'è bisogno della grazia di Dio per crederci. o no? altrimenti tutti saremmo cristiani se fosse così matematica la cosa!
inoltre ripeto un concetto precedente che non è stato pubblicato: mai i santi hanno avuto una vita facile. sono stati perseguitati dallo stesso ordine che avevano loro fondato, offesi, ritenuti folli, ma la chiesa li ha considerati Santi. cito solo un caso: allo stesso Padre Pio era stato proibito di esercitare il sacramento della penitenza. lasciamo il discernimento alla chiesa!

aleCT ha detto...

@Kikos

Innanzitutto sono una Lei ;-)

Andiamo con ordine

"1. quando kiko ha mentito dicendo che i mamotreti non esistevano?"

Mi è stato riferito da numerosi NC (con annessa patetica giustificazione per cui Kiko è un ingenuo).

Per il resto non faccia il finto tonto: per anni si è detto e ridetto che i catechisti parlavano "su ispirazione dello Spirito Santo" e senza nessuna "guida"

Quindi faccia un favore a se stesso...

" è stato uno che per anni ha fatto resistenze perchè lo Statuto non lo voleva (e il fatto che ora ci sono non ti risulta umiltà?)

Sarebbe risultata umiltà se questo statuto non avesse avuto la storia che ha avuto: travagliata e piena di cose poco chiare.

"3. prima ha detto che il Santo Padre voleva la pubblicazione dei mamotreti e poi ha dichiarato che "se ce lo chiedessero, per noi sarebbe un male". quando lo ha detto?"

Mi prende in giro? Guardi che questi giochetti li può fare a casa sua, non con me.

Le rinfresco la memoria: lo ha detto Kiko stesso ed era pure entusiasta: "il Santo Padre lo desidera"

"ripeto che la pubblicazione ci sarà. bisogna solo aspettare le modifiche"

MODIFICHE? Allora c'è qualcosa da aggiustare! E vi hanno approvato qualcosa da aggiustare? E in che cosa si deve aggiustare? Ma non eravate voi a dire "statevi zitti, è finito tutto, è stato approvato tutto"?

Ma si rende conto di che cosa sta dicendo?

Inoltre le faccio notare che è stata mandata da una mail al Pontificio consiglio dei laici il quale ha risposto:

"Siccome il Cammino Neocatecumenale non ne ha autorizzato la pubblicazione, ne e' stato approvato l'uso da parte del CN, la migliore cosa e' che lei consulti o chieda l'informazione direttamente al Cammino Neocatecumenale"

Non mi pare che si parli di "modifiche"...

Guardi che a furia di arrampicarsi sugli specchi alla fine si scivola!

"4. di fronte alle disposizioni del santo Padre sulla liturgia da una parte dichiara che "obbedisce filialmente" e dall'altro continua a comunicarsi seduto (dove il papa lo ha vietato?)

DOCE VE LO HA CONCESSO? Nel messale non c'è scritto DA NESSUNA PARTE.

fate parte della Chiesa Cattolica? Se sì non siete diversi dagli altri, quindi dovete seguire il messale

Il Papa continua a dirvi di RISPETTARE I LIBRI LITURGICI (pure il 20 gennaio ve lo ha detto.. lo ha detto per sport?)

Perchè vi incaponite a fare diversamente? Ripeto: se avete la convinzione che ne sapete più di lui DITELO CHIARAMENTE!

" a fare risonanze che non esistono (il papa ha approvato gli statuti e lì ci sono)"

Questa è proprio comica. Questa è una interpolazione che vi siete trovati voi. Tanto è vero che, ribadisco, il Santo Padre continua a RIPETERVI di rispettare i libri liturgici. Quale parte di questa frase non è chiara?

"e monizioni lunghissime (dove?)"

Mi vuole dire che le monizioni durano di meno della lettura stessa? Basta vedere quelle che ci sono scritte nei mamotreti quanto sono lunghe. Anche qua...faccia un favore a se stesso e dica la verità.

5. Il 20 gennaio di fronte alle parole del Santo Padre che sono chiarissime riguardo al rapporto con la parrocchia e con i vescovi risponde che "sono cose che doveva dire" e questo significa che non è umile secondo te? dove sta la sua non umiltà"

Prima di tutto una domanda: lei è d'accordo con Kiko? Pensa che il Papa quelle cose le ha dette "perchè le doveva dire"?

Sia sincero su!

Per il resto la mancanza di umiltà si vede nel fatto che, invece di fare osservazioni che lasciano il tempo che trovano SMINUENDO di fatto il santo Padre, avrebbe dovuto riflettere su ogni parola che esce dalla sua bocca e chiedersi IL PERCHE'.

Certo, poi magari, come dice qlc di nostra conoscenza, è solo un complotto di chi "vuole cancellare il CVII"..

Lei che ne pensa?
Lei

Lino ha detto...

@ Kikos ha detto: "ripeto che la pubblicazione ci sarà. bisogna solo aspettare le modifiche. non si stampano 11 mamotreti modificati da un giorno all'altro".
Un altro commento privo di senso, motivabile solo come una difesa a spada tratta delle prassi kikiane.
1) Una modifica è un cambiamento. I mamotreti sono stati cambiati? Oppure il vocabolo da utilizzarsi è "correzioni"?
2) Si tratta di piccole correzioni, a detta di persone che si dicono bene informate, con richiami al CCC. Kikos è più informato di altri?
3) Se le modifiche (o correzioni che siano) sono state fatte, qual è il problema, la stampa? Mica vogliono stampare i tredici volumi con la macchina a caratteri mobili di Gutenberg?
4) Nel frattempo che la macchina di Gutenberg viene rimessa in funzione, nelle catechesi ancora si dice che lo "sposo” chiude la porta in faccia a chi si assenta dallo scrutinio, che il Cammino era "la sua ultima speranza di incontrare Gesù Cristo", che chi abbandona il Cammino è un fico sterile?

Ruben02 ha detto...

Kikos ha detto:...Il Papa non vuole pubblicarli.è l'iter mormale questo.

Il Papa non vuole pubblicarli?!!!
Ma se c'è un Decreto lungo una pagina e mezza, reperibile sui siti ufficiali del Cammino di mezzo mondo che approva la pubblicazione del Direttorio; e il Decreto è stato, guarda caso, promulgato da un Dicastero di Sua Santità.
Io continuo a sostenere anche con l'umano buon senso,che i tomi che giacciono negli archivi del PCL sono perfettamente in linea con la Dottrina Cattolica,quindi non c'è nulla di esplosivo sono praticamente
"innoqui".
A voi non conviene pubblicarli perchè continuate a dire ciò che vi pare e piace con le "catechesi orali"
Una cospiqua parte della Chiesa, per interessi economici e per paura di uno scisma(chi rimane folgorato da Kiko lo seguirebbe fino all'inferno),ha trovato l'escamotage
dell' "autorizzazione alla pubblicazione",anzichè la "publicazione ad imperium".
Io quanto detto non posso oggettivamente, dimostrarlo ma voi non potete dimostrare neanche l'esatto contrario.

Ruben

by Tripudio ha detto...

Più che chiedere "quando Kiko ha mentito?" bisognerebbe chiedersi "quand'è che Kiko NON ha mentito?"

Ricordiamoci, infatti, che nel Cammino non si muove foglia che Kiko non voglia.

Ricordiamoci che tutte le pompose esternazioni dei cosiddetti "catechisti", anche quando superano il limite della barzelletta, discendono direttamente da Kiko.

Chiunque infatti si chiederà, di fronte al fatto che i cosiddetti "catechisti" hanno sempre negato l'esistenza dei cosiddetti "mamotreti" (perfino anni dopo la loro pubblicazione da parte di p.Zoffoli), se sia stato Kiko a comandare di dirlo, oppure se per una congiura galattica planetaria si siano messi tutti d'accordo per fare il contrario di ciò che Kiko comanda.

Detto questo, aggiungiamo pure che invece di cercare la singola azione in cui dimostrare o negare la menzogna neocatecumenale, bisognerebbe dare uno sguardo più ampio alla figura dei cosiddetti "iniziatori" del Cammino. Ed è una cosa che è stata fatta tantissime volte, ma ai neocatecumenali fa comodo dimenticarla ogni volta ed esigere da noi di dimostrare per la milionesima volta consecutiva ciò che loro sanno meglio di noi ma non osano ammettere (guai a chi tocca l'idolo Kiko).

La menzogna non consiste solo nel dire il contrario esatto della verità. Altrimenti sarebbe mentitore solo chi dica che "due più due non fa quattro"... e non potremmo più accusare di menzogna chi dicesse che "due più due fa cinque".

Per i miei gusti, per descrivere bene Kiko basta dare la parola ad un zelante neocatecumenale come l'ineffabile Caredda (Diecimila Alzate!) che nonostante le alte dosi di entusiasmo, non riesce a non notare la messinscena delle "alzate", condita con la tipica spiritualità kikiana-carmeniana («aspetti forse che tua madre muoia di cancro?»).

Se un qualsiasi ecclesiastico facesse lo stesso kiko-show delle "alzate" e dicesse le stesse parole di Kiko, tutti i media cattolici giustamente insorgerebbero.

Invece, nel caso del Cammino, tacciono: ovviamente nessuno vuol farsi nemici potenti e pericolosi.

Un'altra famosa menzogna di Kiko perpetrata ancor oggi riguarda la mistificazione della lettera Ogniqualvolta: nonostante la pubblicazione su Notitiae contenga una nota che la ridimensiona drasticamente, i neocatecumenali ne hanno fatto sempre un cavallo di battaglia (e voi pensate forse che i neocat facciano qualcosa che dispiaccia a Kiko?), né Kiko si è mai premurato di riconoscere l'esatto peso di quella lettera.

Vedete, si può mentire anche "omettendo", e in questo Kiko sembra un vero maestro: si pensi per esempio alle bislacche giustificazioni riguardo al ricevere la Comunione. Kiko dice che la facevano seduti perché «nostra paura era che se si versasse il Vino per terra»: ma allora per evitare il rischio, perché non fare la Comunione così come la si fa nel resto di tutta la Chiesa?

Invece in quel "per terra" c'è la falsa giustificazione di un evidente errore.

Nella stessa occasione Kiko trionfante dice: «ora è il Papa a dover combattere con Arinze!».

Il cardinale Francis Arinze, per la Congregazione del Culto Divino, aveva semplicemente notificato al Tripode Neocat le «decisioni del Santo Padre».

Che cos'è dunque quella frase di Kiko sul "combattere col Santo Padre"?

Francesco ha detto...

Quel che forse bisogna cogliere e su cui occorre riflettere è che in CNC si identifica totalmente con il suo fondatore: stessi gesti,stesso modo di vestire, di crescersi la barba, di cantare, persino di parlare (uso di aggettivi malamente mutuati dallo spagnolo),ecc.
Santa Teresa Benedetta della Croce è donna di Dio, ha messo se stessa in ombra fino alla terribile morte subita, identificandosi così con quel Cristo a cui ha aderito con tutta se stessa.

Se il termine "patrona ,o compatrona, d'Europa" ha qualche significato, il Papa stesso che l'ha nominata ci addita la strada VERA verso la Fede, che non può essere programmata a tavolino da nessuno e per tutti allo stesso modo,ma va percorsa in maniera del tutto originale e,almeno uinizialmente, individuale.
La comunità ecclesiale( quella vera) è certamente importante, ma la stessa non può trasformarsi mai DA STRUMENTO A FINE.

Anonimo ha detto...

Caro Kikos se vuole farsi qualche idea sull'umiltà di Kiko le consiglio
l’autobiografia di Daniel Lifschitz Dio sceglie l’immondizia e L’immondizia ama Dio

Uno che ha dedicato diversi anni della sua vita al cammino come itinerante. Qualche anticipo lo trova qui

https://docs.google.com/viewer?a=v&q=cache:yMHqH3zslhgJ:www.dlifschitz.com/L'immondizia%2520ama%2520estratto%2520senzafoto.doc+dio+ama+l'immondizia&hl=it&gl=it&pid=bl&srcid=ADGEESiLgNhmhGfuV-xLd20zpjr6pPIFXvdeJSAtBcjya22OY37DFnRdE0zn_sko8mt8PY1_wlicbKxUIHC5MHa0MILxeTmCDzH2iXuV99kkISF0TPqbdMlNGVNEL0oC63dql5GrL-Iu&sig=AHIEtbSRn_JfS1tsOSBv_sUz-LW2_SyDnA


Gv

jp ha detto...

Ah, grazie Mic per la precisazione Sulla differenza tra "filoebreo"e giudaizzante, ci voleva proprio.
Quanto ai vari commenti che precisano come il cammino di fede si fonda sul rapporto personale con Dio e perciò non ha nulla a che vedere con il cn in cui verrebbe prima la comunità e poi il resto, lentamente e per gradi, vorrei dire che basterebbe che qualcuno di voi si leggesse qualche buon libro di don Luigi giussani per accorgersi di come il detto schema sia abbastanza artificiale. Spero che don giussani sia al di sopra di ogni sospetto...
La querelle sulla presunta o meno umiltà del kiko preferisco non commentarla: è proprio da ombrellone.

by Tripudio ha detto...

I fondatori di movimenti e famiglie religiose spesso sono stati accusati di essere folli e eretici.

Ma se ci interroghiamo da chi e per quali motivi sono sorte quelle accuse, non ci meraviglieremo. Sant'Alfonso, mandato via dai Redentoristi che lui stesso aveva fondato, perché... troppo ligio alla regola. San Francesco, disprezzato dai suoi stessi seguaci, perché... non voleva ammorbidire la regola. San Pio da Pietrelcina, accusato di peccare contro il sesto comandamento... accusato dal vescovo locale (che contra sextum peccava davvero parecchio) per una faccenda di soldi. Potremmo proseguire a lungo.

Per perseguitare Kiko Argüello è sufficiente prendere sul serio ciò che dice e ciò che fa. Il maggior danno che si può fare al Cammino Neocatecumenale è dire la verità dei fatti.

Anonimo ha detto...

@ jp

Basta leggere la Bibbia e i vangeli per capire come questo sia lo schema che utilizza Dio. Il quale chiama sempre ad un incontro prima personale e poi comunitario. Io preferisco la Bibbia poi fai tu. A me risulta che Abramo avesse un incontro personale, Mosè lo stesso, e così gli apostoli, ecc...

Attenzione a non scambiare la Dio con la comunità.


Gv

by Tripudio ha detto...

Mons. Muller vuol proprio far arrabbiare i seguaci di Kiko e Carmen:

La nostra fede cattolica è molto chiara: alla consacrazione durante la Messa avviene un cambiamento tale per cui l’intera sostanza del pane e del vino diventano l’intera sostanza del Corpo e del Sangue di Gesù Cristo e questo cambiamento è giustamente chiamato transustanziazione. E abbiamo rifiutato di accettare tutte le altre interpretazioni: consustanziazione, transfinalizzazione e così via.

aleCT ha detto...

"Carissimo Ale, non tutti però hanno la grazia di credere subito che quel pezzo di pane è Cristo, c'è bisogno della grazia di Dio per crederci. o no? altrimenti tutti saremmo cristiani se fosse così matematica la cosa!"

Ribadisco che sono una lei.
Evidentemente non è attento.
Sono convinta che ci voglia la Grazia di Dio, ma quello che intendevo è che per Kiko la Grazia di Dio è subordinata alle tappe.

Perchè limitare la Grazia di Dio se è per questo?

Nel Cammino si dice che la "fede nasce dall'ascolto" con la conseguenza che "il Signore passa e se non ci sei peggio per te"
Fosse così matematica la cosa tutti quelli che hanno ascoltato le catechesi sarebbero cristiani perfetti. Ma così non è.


"inoltre ripeto un concetto precedente che non è stato pubblicato: mai i santi hanno avuto una vita facile. sono stati perseguitati dallo stesso ordine che avevano loro fondato, offesi, ritenuti folli, ma la chiesa li ha considerati Santi. cito solo un caso: allo stesso Padre Pio era stato proibito di esercitare il sacramento della penitenza."

Fra Padre Pio e Kiko Arguello credo ci sia una differenza abissale.
E su questo mi pare che non ci siano dubbi.

"lasciamo il discernimento alla chiesa!"

La Chiesa ci prova a darvi input di correzione, ma sta voi capirli e attuarli. Cosa che non fate.

aleCT ha detto...

dice JP

"Quanto ai vari commenti che precisano come il cammino di fede si fonda sul rapporto personale con Dio e perciò non ha nulla a che vedere con il cn in cui verrebbe prima la comunità e poi il resto, lentamente e per gradi, vorrei dire che basterebbe che qualcuno di voi si leggesse qualche buon libro di don Luigi giussani per accorgersi di come il detto schema sia abbastanza artificiale."

Per quel poco che conosco Don Giussani sono sicura che non abbia mai detto che l'incontro con Dio non sia innanzitutto personale.

Sicuramente non ha mai detto che "la direzione spirituale la fa la comunità"

Per il resto basta che ti leggi la Bibbia e vedrai che essa è fatta di incontri PERSONALI e su questo non ci piove.

Altro che "schema"....

kikos ha detto...

Carissima ale, che la fede nasce dall'ascolto non lo dice il cammino, ma San Paolo ai Romani. Voglio proprio vedere le vostre facce e leggere quello che scriverete quando lo faranno santo! quel giorno lo accuserete di aver mentito anche a Dio tenendogli nascosto il cammino!!

Anonimo ha detto...

Ma guardiamo un esempio dell'Antico Testamento che risulta esaustivo rapporto personale e comunitario con Dio. Quando gli ebrei erano nel deserto la comunità cosa ha fatto? Ha continuato a lamentarsi, a non capire e Dio tramite il rapporto personale con Mosè ha operato miracoli, come risposta la comunità cosa ha fatto? Si è creata un idolo.

E' il rapporto personale di Mosè con Dio che permette alla comunità di giungere nella terra promessa, senza di esso la comunità si sarebbe persa.


Gv

Francesco ha detto...

"se l'amore di Cristo vive in noi – affermava la Santa carmelitana - dobbiamo fare come Lui e metterci alla ricerca della pecorella smarrita”

Sono parole di Santa Teresa Benedetta della Croce, forse la chiave di volta di tutto un universo di differenza tra il sensus fidei proprio della Chiesa Catgtolica - che va alla ricerca della pecorella smarrita - e il Cammino Neocatecumenale - che orgogliosamente, anzi altezzosamente, condanna ed ignora coloro i quali si allontanano dalle sue "comunità".

Non basta affermare sbrigativamente che Gesù passa e tu non lo vedi, sol perchè in quel momento non stai partecipando ad un evento organizzato dal Cammino. Vedere Cristo, incontrarlo è Dono e Mistero.
Tanto grandi e sovrumani che neanche un grande genio della teologia e della pastorale, come alcuni vogliono sia Kiko Arguello, potrà mai "disciplinarli" con gli schemi da lui inventati...

Ruben02 ha detto...

Anonimo ha detto:.. Oh Ruben sono pienamente con te speriamo di non essere traditi come per gli statuti e il direttorio catechetico se no ci toccherà cambiare opinione e religione...

Io non cambierò nè opinione nè religione e tantomeno Parrochia.

La Chiesa, salvando il Santo Padre, è da sempre sorda e muta agli appelli ed alle richeste di spiegazioni dei "fedeli di buona volontà".

Bene il punto debole della Chiesa è noto a tutti:io ho cominciato destinare l'otto per mille ad un altro ente e ad astenermi dalle offerte in Parrocchia.
Voi direte "è una goccia nel mare" è
vero; è vero anche che con con le gocce di mare si fanno gli oceani.
Comunque se preferiscono i soldi di Kiko, che "grondano lacrime e sangue" ne renderanno conto a Dio.

Ruben.

aleCT ha detto...

"Carissima ale, che la fede nasce dall'ascolto non lo dice il cammino, ma San Paolo ai Romani."

Bravo, risposta esatta!
Domanda: con questo San Paolo voleva dire che TUTTI QUELLI A CUI HA PREDICATO sono diventati cristiani? Ovviamente no.

Però voi, basandovi su questa frase avulsa dal contesto dite che "il Signore passa e se non ci sei (magari perchè accudivi un parente o semplicemente perchè stavi male) peggio per te" (come se il Signore passasse solo quando lo dice il catechista)

"Voglio proprio vedere le vostre facce e leggere quello che scriverete quando lo faranno santo!"

Nel frattempo si studi la vita di qualche santo e veda se ci vede delle analogie tra lui e Kiko. Ma se le studi bene pero...

Ruben02 ha detto...

Kikos ha detto:

...Voglio proprio vedere le vostre facce e leggere quello che scriverete quando lo faranno santo!..

Ammesso che tu parli sul serio,ma deduco di si, essendo tu un convinto "affiliato", attualmente la vedo dura:
GPII ha inflazionato la Chiesa di Santi, avendo come risultato una considerazione molto più bassa della Santità: 482 Santi in 27 anni di Pontificato.

Benedetto XVI ha dato una saggia "frenata" a questa pratica anomala,
con sole 14 canonizzazioni in 7 anni.

Con Kiko il problema non si porrà proprio perchè alla sua morte(per divetar Santi bisogna morire),il Cammino se non già avvenuto prima, collasserà su se stesso.

Ruben

Lino ha detto...

"Voglio proprio vedere le vostre facce e leggere quello che scriverete quando lo faranno santo!"
Non diffonda simili affermazioni riduttive della personalità di Kiko, per favore.
Nessuno potrà fare santo Kiko, perché già ha provveduto Kiko da sé santificandosi da solo, in vita.

http://3.bp.blogspot.com/-cnMyej_Vtfg/T4X8ovv1ogI/AAAAAAAAAWc/4dFHJeEBuoA/s1600/santino-kiko.jpg

jp ha detto...

Ma quante sciocchezze! E' abbastanza ovvio che l'incontro con Dio è personale, ma è anche cattolico dire che quest'incontro personale si realizza nella Chiesa. La stessa Santa con cui si è aperta la presente discussione ha conosciuti il cristianesimo attraverso persone concrete come quella donna sconosciuta che pregava nel duomo di friburgo e come I suoi cari amici I coniugi reinach in cui vide Lo splendore della Croce quando il prof reinach morì in guerra e la moglie accettò quell'evento con fede.
Ora passiamo dalle sottigliezze tra filoebraismo e tendenze giudaizzanti ad affermazioni che tradiscono una certa mentalità protestante: il rapporto diretto con Dio al quale segue la formazione Dell'assemblea cristiana come conseguenza quasi accidentale è uno dei cardini del pensiero protestante; dopo che il cammino è stato accusato di essere protestantizzante ecco cosa viene fuori!
A me piacerebbe che questo dibattito diventasse più intelligente: siamo passati dai discorsi sulla'umiltà di kiko alla sua santificazione e gloriosa assunzione prima ancora della sua morte.
Penso che il problema sia piuttosto nel riconoscere o meno Lo status di comunità ecclesiale e cioè chiesa (porzione della) alla comunità neocatecumenale. E non credo che il problema vero sia che I neocat non ci piacciono, il punto è invece che i catechisti e il loro ruolo non vanno giù a molti. Ora che non tutti I catechisti siano san Francesco e Santa chiara... Non c'è bisogno di farlo notare...

Luisa ha detto...

Volete leggere un`ennesima conferma della subdola manipolazione dell`informazione?

Un neocatecumenale parla di unità!
O quando chi è stato formato e poi a sua volta forma in una struttura parallela alla Chiesa, con prassi altre di quelle della Chiesa, chi appartiene ad un movimento che porta la divisione là dove arriva, parla di unità!

Succede in Libano ed è il rettore del RM a parlare:


D. – Il Sinodo per il Medio Oriente aveva come tema “Comunione e testimonianza”: quanto è importante questa visita del Papa per rafforzare la comunione e la testimonianza dei cristiani in Libano e in tutto il Medio Oriente?

R. – Una delle particolarità del cristianesimo orientale è appunto la divisione tra i vari riti: non solo tra la Chiesa ortodossa e la Chiesa cattolica, ma anche la divisione all’interno della stessa Chiesa cattolica tra i riti melkita, maronita, copto … E dunque, anche se queste sono ricchezze enormi, perché ogni Chiesa conserva un patrimonio culturale e religioso e spirituale bellissimo che va protetto e conservato con molta attenzione, c’è però sempre il rischio di un ripiegamento dei cristiani su questi particolarismi delle loro Chiese, dimenticando che la testimonianza che sono chiamati a dare i cristiani oggi in questo mondo mediorientale pieno di rivoluzione, dove l’islam si pone anche con una certa forza ed un certo radicalismo, è proprio l’unità.


E il particolarismo autoreferenziale neocatecumenale, vecchio di 40 annni, nel quale sono ripiegati i neocatecumenali contribuisce all` unità?
Dobbiamo ricordare la lettera che i Vescovi di Terra Santa hanno scritto ai dirigenti del cnc?
Dobbiamo ricordare come il cnc NON rispetta le Tradizioni locali, ma vuole imporre il sistema neocat con le sue prassi?
Come può parlare di unità chi è al servizio di un uomo che ha fatto del sistema che ha creato, e delle prassi che ha inventato, un "dogma" intoccabile e infallibile?

by Tripudio ha detto...

Luisa, quel comportamento va sotto il nome di "mimetizzazione".


jp, lo scopo del Cammino, secondo le stesse parole di Kiko, non è quello di farsi riconoscere come realtà ecclesiale al pari delle altre, ma quello di farsi riconoscere come carisma ossia al di sopra di ogni controllo, al di sopra di ogni regola, al di sopra di ogni giustificazione.

"E che fai, rifiuti il carisma?": questo sarà il loro grido di battaglia.

Kiko vuole realizzare un "nuovo tipo di parrocchia", una nueva parroquia cioè una parrocchia totalmente neocatecumenalizzata, dove ci sia una comunità che "canta al Signore", cioè canta alla maniera kikiana, una comunità che "prega il Signore", cioè prega alla maniera kikiana-carmeniana, di fatto senza concedere nessuno spazio alle altre esperienze ecclesiali.

Kiko stesso comanda ai suoi scagnozzi di presentarsi non come un movimeno, ma come un "carisma". Come se nessun altro, nella Chiesa, avesse "carismi".

E Kiko lo fa spacciando la sua opera per frutto del Concilio Vaticano II (anche se il Cammino contraddice il CV2 in tantissimi aspetti, fin dalla prima delle costituzioni del CV2, la Sacrosanctum Concilium), tentando di mostrarsi come indispensabile strumento di un indispensabile cambiamento.