lunedì 26 agosto 2013

Brevi note sul sacrificio eucaristico e sugli errori neocatecumenali

I seguaci dell'idolo Kiko
ballano attorno al vitello d'oro
Visto che sul Sacrificio Eucaristico i neocatecumenali dicono tante corbellerie (esattamente quelle insegnate da Kiko Argüello e Carmen Hernàndez), proviamo a riepilogare schematicamente alcune questioni. Per spiegazioni più dettagliate si rinvia al Catechismo della Chiesa Cattolica e al Magistero infallibile della Chiesa.
Nostro Signore Gesù Cristo ha comandato agli Apostoli: «fate questo in memoria di Me».
    Dunque l'Eucarestia non è qualcosa che ci "facciamo" noi, ma è un dono di Nostro Signore.

    Dunque la liturgia stessa non la "produciamo" noi, ma è un dono di Nostro Signore.

    Insomma: la liturgia non è un cerimoniale alterabile a seconda delle circostanze, ma è un dono di Nostro Signore, e come tale è da trattare, fidandosi dell'autorità della Chiesa, alla luce di ciò che ha santificato tantissime generazioni di cristiani.

    Kiko Argüello e Carmen Hernàndez hanno sempre sbagliato nell'assegnare "nuovi significati" alla liturgia da far celebrare ai loro "neocatecumeni".

    Tale dono è affidato all'autorità della Chiesa in via esclusiva: infatti è stato agli Apostoli, e solo a loro, che Nostro Signore ha comandato: «fate questo in memoria di Me».
      Dunque nessuno può arrogarsi il diritto di "modificare" la liturgia, per nessun motivo, nemmeno alla luce del fatto che ancor oggi sussistono diversi riti (latino, ambrosiano, siro-malabarese, ecc.).

      Celebrazione neocatecumenale:
      si noti l'oggettistica "designed by Kiko"
      Ciò infatti spetta esclusivamente all'autorità della Chiesa, che in due millenni ha sì evoluto la liturgia, ma sempre e solo per piccolissimi passi (diremmo: "per sedimentazione"), sempre rispettando la sua peculiare struttura generale. Per esempio: per almeno una quindicina di secoli la "Messa tridentina" è rimasta sostanzialmente invariata (e non diciamo di più solo perché la documentazione giuntaci dai primi secoli è oggettivamente assai scarsa).

      Storicamente da parte dell'autorità della Chiesa c'è sempre stato un grandissimo timore a metter mano sulla liturgia.

      I due laici spagnoli Kiko Argüello e Carmen Hernàndez hanno sempre sbagliato nel modificare la liturgia introducendo ogni genere di strafalcioni: dal bislacco candelabro a nove fuochi all'uso di un ipertrofico tavolone-mensa aggiuntivo, per non parlare delle "pagnottone" e dei "boccali-insalatiere", comandando (addirittura dando l'esempio) di fare la "comunione seduti", e poi il fatto che almeno fino al 2005 facevano arbitrariamente eliminare dalla liturgia il Gloria, il Credo, ecc... Sono stati addirittura rimproverati più volte, da Giovanni Paolo II e da Benedetto XVI ma continuano ancor oggi a disubbidire.

      La Messa è la ripetizione incruenta del Sacrificio della Croce.
        Attenzione all'aspetto fondamentale: si tratta di un sacrificio: cioè spetta officiarlo al sacerdote, è necessaria e sufficiente la sola presenza del sacerdote (e per "sacerdoti" si intendono gli Apostoli, i loro successori e coloro ai quali hanno trasmesso il potere di celebrare l'Eucarestia).

        Una "prima Comunione" neocatecumenale:
        si noti l'Eucarestia trattata come uno snack
        Dunque per il sacrificio della Messa non è necessario alcun "extra": per esempio non c'è bisogno di alcuna attività "partecipativa" come erroneamente intesa oggi da tanti stupidi ignoranti. La presenza dei fedeli riguarda i frutti spirituali che possono ricevere, non perché sia in qualche modo "necessario" ravvivare la celebrazione. Quel Sacrificio si può ben compiere anche se tutti sono distratti. Anche se nessuno canta, suona o balla. Anche se nessuno fosse presente, al di fuori del sacerdote.

        Infatti "partecipazione" significa «prendere parte» spiritualmente a quel sacrificio, «l'unico sacrificio a Te gradito», di adorazione, ringraziamento, impetrazione e propiziazione. Ciò che la Chiesa chiama actuosa participatio è l'unirsi di tutto cuore, mente, anima, a Nostro Signore realmente presente nel Santissimo Sacramento. La Chiesa ci comanda di partecipare alla Messa "almeno la domenica e nelle feste comandate", non per darci un obbligo ma per farci beneficiare continuamente dei tantissimi frutti spirituali.

        La "partecipazione" dunque non consiste nell'eseguire una serie di gesti per "marcare presenza" (come se l'assemblea fosse lì per eseguire uno spettacolino festoso), tanto meno nell'«animare» la liturgia (come se la chiesa fosse una sala di rianimazione) o peggio con gesti che non hanno nulla a che vedere con l'umiltà, l'adorazione e l'unione spirituale con Dio (come ad esempio battimani, interventi "spontanei", scenografie, ecc.)

        Kiko, Carmen e i loro seguaci hanno sempre sbagliato nel darsi da fare per far "animare" a modo loro la liturgia e abusare dei "riti esplicativi" previsti dalla liturgia cattolica. La presenza esclusiva dei canti di Kiko, delle icone di Kiko, delle suppellettili designed by Kiko, le fascette reggichitarra di Kiko, le sedie neocatecumenali, ecc., mettono al centro della liturgia non il sacrificio Eucaristico, ma l'idolo Kiko!

        La Messa è un sacrificio.
          Gli aspetti secondari della Messa (sottolineiamo: secondari), e cioè quello del "banchetto", quello "didattico", quello della "festa", ecc., non devono assolutamente oscurare l'aspetto principale, che è quello del sacrificio.

          "Kikizzazione" della parrocchia al Poetto:
          tutto è estraneo alla tradizione cattolica
          Kiko, Carmen e i loro seguaci hanno sempre sbagliato nell'accentuare esageratamente i caratteri secondari, addirittura inventandosene dei nuovi, e nel banalizzare brutalmente il carattere di sacrificio.

          Il fedele cattolico è in "festa" (anzitutto nel cuore) solo perché riconosce gli infiniti benefici di quel Sacrificio; ciò è molto diverso dal "dover festeggiare" in maniera "verificabile" (infatti sbagliano coloro che strimpellano nacchere, tamburelli e chitarrelle, sbagliano perché il loro "accompagnamento" intende manifestare un'allegria, intende trasformare il Sacrificio in una festicciuola).

          L'atteggiamento dei neocatecumenali nella liturgia dimostra che di fatto non credono nella Presenza Reale e tantomeno nell'aspetto di "sacrificio" (tant'è che alla fine delle loro liturgie fanno quel bislacco "balletto col girotondo").

          Kiko e Carmen hanno sempre sbagliato a banalizzare il carattere di sacrificio. Kiko disprezza la "parolina" transustanziazione, addirittura va insegnando che "sacrificio" sarebbe un residuato del paganesimo...

          «Se alcuno dirà che il Sacrificio della Messa è soltanto di lode e di ringraziamento, o una nuda commemorazione del Sacrificio compiuto sulla Croce, e non propiziatorio; o che giova a colui solo che lo riceve, nè si debba offrire per i vivi e defunti, per i peccati, le pene, le soddisfazioni e le altre necessità, sia scomunicato».
            Questo sarebbe "sacrificio eucaristico"?
            Oppure è solo una chiassata campagnola?
            Il Magistero della Chiesa ha sempre solennemente insegnato le verità di fede, verità che restano le stesse anche se passano i secoli. Verità che non si possono "modificare" o "annacquare" (si possono esprimere, ma non si possono adattare), perché o provengono direttamente da Nostro Signore, oppure sono la logica e diretta conseguenza di ciò che ha fatto e ha detto Nostro Signore.

            Nostro Signore ha detto proprio così: «fate questo in memoria di Me».

            L'Eucarestia, "fonte e culmine" della vita della Chiesa, ha alimentato un'innumerevole schiera di santi. Che mai hanno preteso di pasticciare con la liturgia così come hanno fatto -sbagliando- i due "iniziatori" del Cammino Neocatecumenale, Kiko Argüello e Carmen Hernàndez.

            Sant’Alfonso de’ Liguori afferma: «Dio Stesso non può fare che vi sia un’azione più santa e più grande della Celebrazione di una Santa Messa».

            Chi sarà dunque così stupido e maligno da inquinare la celebrazione della Santa Messa con le proprie corbellerie e la propria vanità?

            124 commenti:

            Anonimo ha detto...

            nostro Signore ha detto proprio così:
            prese il "pane"
            prendete e mangiatene
            prese il vino...prendete e bevetene.

            comincia a parlare di questo se non ti viene troppo difficile, tutte le altre cose che hai scritto, purtroppo per te sono solo tue deduzioni, impressioni tratte da fotografie, conclusioni designed by tripudio.

            chi deve vigilare, chi ben conosce la serietà e la sacralità delle celebrazioni del cammino, e sopratutto chi ha celebrato insieme a noi....ti ricordo solo gli ultimi tre pontefici, se avesse minimamente intravisto una parte delle pesanti accuse date formulate, non avrebbe esitato a fermarci come ad esempio ha fatto con i francescani vostri amici.
            però si sà, a te piace guardare nel cortile degli altri, sorvolando sulle cose di cui dovrebbe vergognarsi....come se spostando l'attenzione le proprie vergogne scomparissero.

            aleCT ha detto...

            Carissimo Anonimo,
            innanzitutto

            (e fattelo dire da una persona che non ha mai partecipato ad una Messa in forma straordinaria quindi al di sopra di ogni sospetto)

            il provvedimento che è stato dato ai FI non riguarda la liturgia IN SE', ma la concezione che ci stava dietro...che è ancora sotto inchiesta (tanto è vero che c'è chi ha il compito di capire come stanno realmente le cose)

            E' quindi una cosa INTERNA ALL'ORDINE. Non riguarda la liturgia in sè, tanto è vero che chi ne usufruiva ha tutto il diritto di andare dal vescovo e richiedere un sacerdote che celebri anche nella forma straordinaria.

            (che poi ci siano vescovi che fanno resistenza considerando l'SP cartastraccia è un altro paio di maniche...ma non è questo il punto)

            Fatta questa doverosa puntualizzazione veniamo all'argomento.

            Vi sono state date INDICAZIONI precise sulla liturgia. QUESTO E' INNEGABILE. Come è altrettanto INNEGABILE che una parte di esse le avete DISATTESE E CONTINUATE A FARLO.

            In nome di chi o di cosa lo fate?

            Non solo...avete avuto il coraggio di dre che la VOSTRA liturgia era persino stata approvata quanto non è così. (nonostante tutti i tentativi di confondere le acque)

            Riguarda alla "sacralità" delle messe NC ho solo da dire una cosa. La Sacralità viene dalla sua dimensione VERTICALE ovvero ADORAZIONE, SILENZIO, E COMPRENSIONE DEL CUORE.

            Nella messa NC si fa di tutto per eliminare questa dimensione o quanto meno per renderla VOLUTAMENTE invisibile..

            Quindi la sacralità dove sta?

            Lino ha detto...

            @ anonimo:
            "Prendete, e bevetene tutti: questo è il calice del mio Sangue per la nuova ed eterna alleanza...", per la precisione.
            Voi NC che state sempre a ragionare d'Israele, quando imparerete il divieto assoluto di consumare sangue - contenitore del segreto della vita e quindi patrimonio esclusivo del Creatore - di qualsiasi specie nell'ebraismo, forse capirete la frattura epocale che c'è nelle Parole di Cristo. Altro che "una catechesi basata sulla Pasqua ebrea, con il pane azzimo a significare la schiavitù e l'uscita dall'Egitto e la coppa del vino a significare la Terra promessa...”!

            Lino ha detto...

            P.S.
            ""Per questo il Padre mi ama: perché io offro la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie, ma la offro da me stesso, poiché ho il potere di offrirla e il potere di riprenderla di nuovo..."" (Cfr. Gv 17-18).
            E' un Sacrificio, l'offerta del Sangue che è vita, quindi patrimonio esclusivo del Creatore, capisci, anonimo? Prima c'è il Sacrificio, la Resurrezione è successiva. Quindi questa icona è un'eresia:
            inquietante cena pasquale neocatecumenale"
            Forse, però, il tutto è troppo sottile per te, come l'inquietante "icona" di Kiko Arguello, intelligibile soltanto ai sommi gradi catechisti, se non soltanto ai dodici Cefa.

            elena ha detto...

            all'anonimo che apre i commenti e parla di serietà e sacralità delle celebrazioni del cammino: all'ultima celebrazione a cui sono stata ho visto un ragazzo che si è andato a fare un caffè alla macchinetta durante la celebrazione! E peggio ancora ho visto il sangue di Cristo rovesciato per terra sull'asfalto !( eravamo all'aperto perchè in estate si celebra a comunità riunite, non c'è una saletta abbastanza grande e guai a celebrare in chiesa!)Quando ho fatto notare la cosa a mio marito ( io non sono più in cammino, lo accompagno ogni tanto alla celebrazione del sabato sera) mi ha risposto che era stato un incidente , un ragazzino autistico ha fatto un movimento brusco mentre suo padre stava ricevendo il "calice" e ha rovesciato il vino. Ok sicuramente non c'è stata cattiva intenzione e non si può certo rimproverare il ragazzino di ciò ma forse quanto accaduto non spiega il motivo per cui la Chiesa raccomanda la comunione in un certo modo, in processione davanti al sacerdote e con l'ostia eventualmente intinta nel vino? Hanno cercato di raccogliere il possibile ma la macchia sull'asfalto è rimasta e a fine celebrazione quante ruote di auto e quanti piedi ci sono passati sopra? Se avessero fatto la Comunione come Dio comanda ( nel vero senso della parola!) tutto ciò non sarebbe accaduto! Caro anonimo delle 9,04 dove la vedi tu la serietà e la sacralità in una cosa del genere?

            fdf ha detto...

            ...chi ben conosce la serietà e la sacralità delle celebrazioni del cammino...

            Oh si, ecco che ne hai trovato uno, che di serissime celebrazioni del cammino ne ha fatte centinaia.
            La sacralità delle celebrazioni del cammino...
            Dipende, caro anonimo. Quando un cantore stecca orribilmente, perché non ha preparato bene il canto e tutti ridono..
            Quando il Sacerdote è "costretto" o si avventura a cantare la Preghiera Eucaristica e la stecca e tutti ridono o sorridono....
            Quando gli "accoliti" (mah...) smanacciano il Corpo di Cristo nella frazione del pane, e lo sbatacchiano per fare in fretta...
            Quando c'è chi si addormenta o si stravacca...

            Beh sai potrei continuare... sulla sacralità & serietà

            Sebastian ha detto...

            Questo è veramente un punto cruciale, e parlo da ex-NC che ha lasciato da meno di un anno.

            Veramente la dimensione sacrificale della messa è praticamente negata nel CN, e sicuramente non centrale. Nel migliore dei casi, è equiparata alla dimensione conviviale, ma solitamente quest'ultima è centrale e predominante.

            Quella della Messa come Sacrificio fu per me una vera e propria scoperta. Da NC qual ero non riuscivo veramente a comprenderla. Io avevo sempre saputo che la messa fosse un memoriale della risurrezione e basta. Che la messa era una festa, e bisognava fare casino con gli strumenti e uscire allegri e inebriati dalla celebrazione.
            In quest'ottica, perdono senso tutti i gesti tradizionali della Messa: inginocchiarsi, recitare l'Agnello di DIo, rispettare i momenti di silenzio e di meditazione...
            L'Eucaristia era qualcosa da fare, non qualcosa a cui assistere e a cui partecipare prima di tutto interiormente.
            Questa smania di dover partecipare attivamente facendo qualcosa, può anche recare imbarazzo, e sicuramente genera falsità. Ad esempio nelle ammonizioni e nelle risonanze bisogna pur sempre dire qualcosa, anche se non hai nulla di spontaneo e sinceramente sentito da dire.
            Scoprire che la Liturgia è da secoli il Santo Sacrificio apre orizzonti totalmente nuovi. Finalmente si diventa liberi da se stessi e dalla propria storia. Sei lì "solo" per assistere e partecipare a qualcosa che fa Dio! Basta pippe mentali!

            Poi vorrei proporre ai NC una riflessione: perché il simbolo per eccellenza del cristianesimo (ricordo che non è sbagliato professarsi cristiani) è un crocifisso? Perché non un sepolcro vuoto?

            Se qualche NC di buona volontà volesse scoprire cosa professa la Chiesa sulla Santa Messa, si legga ad esempio l'enciclica di Giovanni Paolo II "Ecclesia de Eucharistia", che non è secretata, ma disponibile per chiunque sul sito vatican.va

            Che la messa NC ha un significato completamente diverso dalla messa normale, lo affermano i NC stessi. Quante volte abbiamo sentito dire: "Eh, ma la messa NC è tutta un'altra cosa". O quanti NC se non possono andare in comunità non vanno proprio a messa? Il mio responsabile ne è un esempio: a me dice di stare attento perché il demonio mi inganna (anche se non ho intenzione di trascurare la messa o allontanarmi dalla Madre Chiesa), e poi lui non va a messa se non in comunità. Allora chi è veramente l'ingannato?

            Sebastian ha detto...

            E' vero Elena, alle celebrazioni a cui partecipavo io, alla pace era sempre un casino, un via-vai continuo di gente che si alzava per andare al bagno e fuori a fumare!

            In tanti anni, solo una volta ci fu un prete che richiamò all'ordine l'assemblea. Era un giovane prete che frequentava il CN, ma non si era formato nel Redemptoris Mater.

            Sebastian ha detto...

            Forse l'anonimo confonde la pesantezza delle risonanze, ammonizioni e omelie in stile NEOCAT con la serietà, e confonde l'immutabilità della messa NC (canti e prassi varie decise da Kiko e che nessuno può mettere in discussione) con la sacralità.

            Comunque l'anonimo ha voluto sottolineare che Gesù ha comandato di mangiare "pane" e bere "vino". Per lui è importante la forma: il pane deve essere corposo e masticabile. Le ostie le considera degli inutili pezzi di plastica.
            Si sofferma sulla forma e trascura la sostanza, e cioè che il pane e il vino diventano Corpo e Sangue di Gesù, in virtù del Santo Sacrificio. "Ostia" vuol dire appunto "Vittima".

            Inoltre vuole sottolineare che nel CN si usa il Vino, e quindi secondo lui la messa NC è più completa o più corretta della messa normale.
            Però forse trascura il fatto che non è necessario che tutti i fedeli abbiano accesso al Vino. Ai fini delle grazie spirituali è completamente superfluo, perché Corpo e Sangue sono un'unica cosa in Cristo.
            Ma siamo sempre lì: per i NC la forma è più importante della sostanza.

            by Tripudio ha detto...

            La plateale stupidità del commentatore delle 9:04 mi dà modo di aggiungere un'altra considerazione.

            Il suo vaneggiamento infatti presuppone che Nostro Signore abbia comandato soltanto un ritualismo: "fate questo gioco di prestigio (e fatelo alla maniera che vi pare spacciandolo per «come i primi cristiani»), in modo da potervi vantare di far memoria di Me".

            Per questo motivo l'anonimo delle 9:04 non riesce a guardare al di là del suo naso: per lui "eucarestia" significa solo un mangiare e un bere.

            C'è un'infinità di prove che lo contraddicono: una delle più interessanti è il momento drammatico in cui Nostro Signore, a Gerusalemme (proprio dove era "ricercato" da chi Lo voleva mettere a morte), celebra la Pasqua ebraica permettendosi di "superarla", consegnandola al passato.

            Per insegnare un "ritualismo del mangiare e del bere" sarebbe andato bene un momento qualsiasi. Tanto più che Lo vediamo spesso mangiare e bere coi peccatori, dar da mangiare a folle immense, ecc.

            E invece, a ridosso della Passione, in un momento a dir poco drammatico, istituisce l'Eucarestia.


            Quando uno è neocatecumenale (cioè si beve acriticamente gli insegnamenti di Kiko e Carmen anziché confrontarli col Magistero della Chiesa), pensa erroneamente che il sacerdote sia una specie di direttore d'orchestra della grande "mangiata escatologica" rituale.

            Infatti non riesce a distinguere l'aspetto di sacrificio (che può essere compiuto solo dal sacerdote) e l'aspetto di banchetto (cioè non la "mangiata escatologica", ma il fatto che Nostro Signore dà ad ogni anima la possibilità di essere in Comunione totale con Lui: «chi non mangia la Mia carne e non beve il Mio sangue...»: la ripetizione incruenta del Sacrificio della Croce riguarda tutti noi non solo come presenza ma addirittura come possibilità concreta di cibarsi di quel Sacrificio).

            Infatti -guarda caso!- nel Cammino il sacerdozio è squalificato al massimo (li chiamano "presbìteri" perché la parola sacerdote ricorda troppo il termine sacrificio): si pensi ad esempio al fatto che i "presbìteri" sono soggetti all'autorità dei cosiddetti "catechisti" laici, i quali si permettono di scarnificare le coscienze e di imporre loro persino le "confessioni pubbliche"...

            Nella Chiesa Cattolica, il sacerdote è l'intermediario tra l'uomo e Dio (infatti è il sacerdote che compie il Sacrificio, è il sacerdote che amministra l'Eucarestia ad ogni singolo fedele).

            Nel Cammino, invece, il "presbìtero" è solo l'incaricato del ritualismo del pane e del vino: infatti, vedendolo solo come un "ritualismo", Kiko e Carmen pensano di potervi affibbiare tutti i significati che vogliono (e così l'Eucarestia sotto le specie del vino per loro significa "l'uscita dall'Egitto", e tutte le altre bislacche idiozie kikiane-carmeniane).

            Per questo l'anonimo è costretto a ricorrere al solito argumentum ad auctoritatem, invocando una "autorità" che non può certo cambiare la verità di fede: "chi ha celebrato insieme a noi, chi conosce la serietà delle celebrazioni del cammino..."

            Le pagliacciate liturgiche neocatecumenali dimostrano (indirettamente ma chiaramente) gli errori teologici (gli strafalcioni, le ambiguità, le vere e proprie eresie) su cui è stato fondato il Cammino.

            L'allora cardinal Ratzinger, attirato chissà come a celebrare in un seminario R.M., si è sempre ben guardato dal tornarci, e tra i primi gesti del suo pontificato condannò per iscritto quelle liturgie, comandando di «seguire i libri liturgici, senza aggiunte né omissioni».

            Quel rimprovero scritto, ribadito dal Papa personalmente il 12 gennaio 2006 e divenuto poi parte dello Statuto del Cammino, non è mai stato "superato" o "abolito".

            elena ha detto...

            aggiungo una cosa al caro amico anonimo: il papa vi ha già fermato come ha fatto con i francescani,con un'unica differenza : i francescani hanno obbedito al comando del papa,VOI NO! voi avete fatto orecchie da mercante!! Piantatela di tirare fuori la tiritera del "siamo approvati":certo che lo statuto è approvato, il problema è che VOI NON RISPETTATE QUELLO CHE DICE IL VOSTRO STATUTO!

            Kikarmezzi ha detto...

            @Anonimo 09:04

            nostro Signore ha detto proprio così:
            prese il "pane"
            prendete e mangiatene
            prese il vino...prendete e bevetene.


            Non so che Vangelo stai usando, ma nostro Signore non ha detto proprio così. Ha detto:

            Mentre mangiavano prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: “Prendete, questo è il mio corpo”. Poi prese il calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse: “Questo è il mio sangue, il sangue dell’alleanza versato per molti.

            Bastano tre puntini dopo la parola "vino" a protestantizzare l'Eucarestia... non giocate a taglio e cucito con il Vangelo!

            Sebastian ha detto...

            Veramente l'anonimo si crede assai intelligente e furbo, crede di aver colto in fallo Tripudio citando a modo suo il vangelo, ma non si rende conto di essere solo l'ennesima dimostrazione della superficialità spirituale dei NC.

            Anonimo ha detto...

            Sono tempi difficili per la Chiesa e per il mondo...
            Una delle tante importanti e profonde rivelazioni di NS Gesù a Luisa Piccarreta dice che le più grandi persecuzioni alla Chiesa non vengono da fuori, ma da dentro alla Chiesa stessa. Vi ricordate quando Papa Benedetto XVI disse di pregare per lui perché non scappasse dinanzi ai Lupi?
            Oppure quando Papa Paolo VI disse che il fumo di Satana è entrato nella Chiesa?
            Uno degli attentati che stava per subire Giovanni Paolo II fu per mano di un sacerdote.
            Papa Francesco non si trova messo meglio di Papa Benedetto. Dobbiamo pregare per Lui.
            Gesù dice poi a Luisa Piccarreta la stessa cosa che ha detto la Madonna di Fatima ai pastorelli alcuni decenni prima: i buoni che sorreggono la colonna della Chiesa saranno martirizzati e il loro sangue sosterrà e rinnoverà la Chiesa. Quando disse questa profezia, Luisa Piccarreta si offrì vittima allora per la Chiesa. Credo che siamo tutti chiamati a dare "testimonianza" oggi.
            Il Cammino non basta perchè i tempi sono talmente difficili che se e i neocatecumenali pensassero di farcela solo con quello non ce la farebbero.
            C'è bisogno di un altro cammino: un incontro quotidiano con il Signore molto forte, anzi uno stare continuamente alla sua presenza.
            Ciò deve renderci disponibili a dare anche la vita al Signore se ce la chiedesse.
            La Messa quotidiana, la preghiera del rosario ogni giorno, la Confessione settimanale, la fuga dalle occasioni prossime di peccato, anche gli scritti e le preghiere di Luisa Piccarreta (le ore della passione, in particolare), sono un grande aiuto per questi tempi.
            Chi pensa di reggere solo col Cammino cadrà sicuramente.

            Mario

            La verità vi farà liberi. ha detto...

            Si, anche io conosco bene la sacralità delle Celebrazioni del Cammino....la vedo tutte le Domeniche, alla mattina, quando entro nella saletta dove "hanno celebrato" i NC la sera prima e trovo briciole ovunque e.....no, non è il panettone, è il CORPO DI CRISTO!

            Anonimo ha detto...

            Mi sembra importante sottolineare il fatto che il prete può celebrare validamente e lecitamente l'Eucaristia anche senza popolo. Kiko dice in una delle sue catechesi che il prete non può celebrare da solo in nessun caso. Ma questa non è la dottrina della Chiesa!

            Chi è sacerdote lo è sempre! (con o senza fedeli intorno).

            Una seconda considerazione: ho fatto parte di una comunità NC per 8 anni in una parrocchia qui a Milano e ho visto che i preti consideravano il Cammino l'unica forma di evangelizzazione. Non davano importanza agli altri gruppi parrocchiali.

            Un prete, in particolare, mi ha colpito: per lui esisteva solo il Cammino. Tutto il resto era solo una perdita di tempo. Il resto lo faceva solo perchè era costretto dal suo ruolo a farlo, ma non ci credeva. Con questa mentalità le messe in parrocchia sono messe-self-service (che si celebrano perchè DEVONO essere celebrate). Ma la vera messa (l'unica vera eucaristia) è al sabato sera quella del Cammino.

            Terza e ultima considerazione. Mi meraviglia il fatto che Kiko e Carmen non abbiano mai voluto ascoltare nessuna critica in tutti questi anni. Neppure da parte di amici, come per esempio lo era Daniel Lifschitz, un ex itinerante ai massimi livelli, che quando ha fatto presenti alcune cose, è stato subito ostracizzato dal Cammino. Ma perchè Kiko e Carmen non ascoltano mai nessuna critica? Perchè pensano di essere ispirati da Dio tutte le volte che aprono bocca?

            Andrea ha detto...

            Inutile negarlo: la questione della celebrazione eucaristica è una ferita aperta. E lo sarà per molto tempo. Sono in Cammino dal '91 e, anche da parte dei miei catechisti, non è mai stato fatto mistero dei problemi legati alla liturgia NC. Ma la presenza del sacerdote (sì, non ho timore di chiamarlo così, anche se "presbitero" non è termine scorretto...) è sempre stata garanzia di adesione alla Chiesa universale. Trovo piuttosto capziosi tutti gli ironici riferimenti alle decine di vescovi che vedono nella liturgia del CN un momento di maggiore adesione al mistero di Cristo. Semplice parlare di quanti sono contro: la chiesa non è masi stata "avara" di liti interne...Tripudio usa argomenti forti, e fa bene. Mi auguro che sia sempre tutto per il bene delle Chiesa, perché io, da ateo qual ero, ho trovato nel Cammino l'opportunità di riavvicinarmi a Lui, e la messa rimane il centro della mia esperienza, anche se celebrata in parrocchia (che bella!) alla domenica.

            Anonimo ha detto...

            Il bene va fatto bene. Il bene fatto male non va bene. Scusate il gioco di parole, ma penso che avete capito. La Messa non può essere celebrata in modo bizzarro. Non dico che si deve fare in Tridentino, va bene quella di Paolo VI, ma va sempre curata e bisogna accostarsi con le dovute disposizioni. Altrimenti, che amore mostriamo a Cristo che si immola per noi?
            Sapete che in ogni briciola di Pane Azzimo Consacrato c'è Gesù crocifisso per noi?
            Durante la deposizione e la sepoltura di Gesù, la Madonna quando vide il Sangue di suo Figlio sparso per terra, pregò gli Angeli di custodirLo affinché nessuna goccia fosse profanata (ore della Passione - Luisa Piccarreta).
            La riverenza che dobbiamo verso Il Redentore non è mai abbastanza.
            Più spesso, purtroppo, ai nostri giorni, non poche persone si accostano in peccato ai Sacramenti. Persino, con l'abbigliamento, molte donne, e non solo, non hanno rispetto per la Santa Messa, né per il prossimo.
            Di tutto questo cosa ne pensa Gesù e come lo vive?
            Sarà contento perché alcune persone, vestite in un certo modo, si sono accostate ai Sacramenti oppure sarà dispiaciuto e afflitto per il peccato di vanità e impurità?
            Padre Pio non dava l'assoluzione alle donne vestite in un certo modo. Oggi invece, non poche donne vanno persino con abiti sconci e scollati ai confessionali e alle Sante Messe e ricevono i Sacramenti.
            Gesù sarà contento o dispiaciuto?
            Penso, più dispiaciuto che contento.
            Padre Pio diceva che la terra non si potrà reggere in piedi senza la Santa Messa. Io aggiungo: senza la Santa Messa celebrata bene.
            Preghiamo per i sacrilegi che oggi abbondano.

            Mario.

            fdf ha detto...

            @Andrea
            E' vero è una ferita aperta e una gran confusione.
            Sarebbe semplicissimo rimarginare la ferita riportando la gente in Chiesa la Domenica, ma Kiko e Carmen e i loro Ayatollah, come li chiamava Lifschitz, sono convinti che è la Chiesa a sbagliare e che sono loro nel giusto a inventarsi un nuovo rito.
            La ferita l'hanno generata loro quando hanno preteso di recuperare "il rito delle origini" e soprattutto quando hanno deciso di disobbedire al Santo Padre invece di obbedire prontamente alle sue decisioni.
            Già sia sufficiente che si ostinano a celebrare il sabato sera invece che la Domenica, quando sin dalla Didaché (primo secolo d.C.) si sa che la Messa era celebrata di Domenica. Quindi nessun ritorno alle origini, solo ostinazione e pertinacia nell'errore.
            Chiunque qui, se ricevesse una raccomandazione dal Santo Padre, sono convinto che si prostrerebbe per obbedienza e giusto timore. Mi sciocca vedere che Kiko se ne infischia, lui, che dovrebbe dare per primo l'esempio.

            Infine Andrea anche io posso dire di aver trovato nel cammino una guarigione da molte ferite e da molti errori, però c'è una sola cosa che distingue un cattolico da qualunque altro cristiano ed è l'obbedienza al Successore di Pietro e ai suoi Vescovi. Anche molti protestanti sono belle anime e ti racconterebbero di essere stati salvati da vari peccati gravi, però restano eretici e scismatici.
            Tutti siamo peccatori bisognosi dell'amore e del perdono di Dio, ma dobbiamo restare ancorati alla barca di Pietro, la sola "arca" che custodisce l'eredità lasciata da Cristo.
            E' questo che mi sconvolge del cammino. Ci sono tante persone buone, e io le conosco, ma ce ne sono tante altre che parlano di scismi, chiese parallele, chiesa neocatecumenale, e via discorrendo. Una cosa del genere da un "cattolico della domenica" non la sentiresti mai.
            Il cammino si sente "altro" rispetto alla Chiesa, percepisci "diversità", "specialità" e questo è sicuramente diabolico, perché è divisione nell'unico Corpo Mistico.
            La celebrazione "particolare" del cammino è già di per sé un assurdo in una Chiesa Cattolica, ma passi pure, ciò che è veramente insopportabile è che la celebrazione del cammino diventa motivo per sentirsi speciali, gli ultimi veri cristiani, i custodi di qualche segreto, i migliori, i più santi. Follia.

            fdf ha detto...

            P.S: fareste bene a rileggere queste sante parole del Beato Giovanni Paolo II.

            Molto illuminante, conciso e diretto

            Anonimo ha detto...

            a 24 ore torno e trovo fiumi di parole, esegesi, catechesi, rimproveri, ingiurie....ma risposte concrete ? dove sono le risposte ? vi ho chiesto perché celebrate con un grammo di farina che E' IL CORPO DI CRISTO ma non assomiglia al pane manco per lontana immaginazione, e nel 90% delle volte non prendete il vino Eucaristico.
            ho detto cominciamo a parlare di questo ma da questo orecchio non ci sentite, riguardo alla sacralità e al rispetto, scusate ma il parere della chiesa, conta leggermente più del vostro.
            quindi attendo con impazienza risposte serie....ci sarà tra di voi qualcuno serio che mi sappia rispondere senza mostrare la propria saccenza inutile e ridicola.

            by Tripudio ha detto...

            Ci sono parecchi frequentatori di questo blog che non hanno mai scritto un commento, nemmeno una riga.

            Ne conosco personalmente qualcuno e talvolta qualche nuovo "thread" (nuove pagine del blog) viene inserito per rispondere a loro piuttosto che per proseguire una discussione già in corso.

            Aggiungo -un po' controvoglia- qualche considerazione personale.

            "By Tripudio" non è infallibile e neppure onnisciente, e qualche vaccata gli può anche scappare. Ma è pronto a ricredersi, qualora l'autorevole insegnamento della Chiesa lo contraddica. Ha una vita come tutti, si sforza di essere più cristiano, mette in gioco le sue conoscenze e le sue esperienze ecclesiali, eccetera eccetera.

            Ma quando lo scopo dei caritatevoli fratelli neocatecumenali è anzitutto l'ossessione di "cogliere in fallo Tripudio" allora si applica il proverbio secondo cui quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito.

            "Saggezza" che ovviamente non è "mia", perché mi limito a ripetere l'insegnamento della Chiesa senza tentare di addomesticarlo come fanno invece i zelanti difensori di Kiko Argüello.

            Visto che intendo seguire la verità, non ho alcun motivo di avere paura della verità.

            Gran parte delle mie convinzioni si sono cementate quando ho cominciato a pensare: "ma se la Chiesa avesse ragione su questo punto, quali sarebbero le logiche conseguenze? quali sarebbero le eventuali contraddizioni?" -- e le risposte che trovavo mi hanno sbalordito al punto che quando parlo di Magistero bimillenario della Chiesa, di venti secoli di Tradizione, eccetera non lo dico per dare enfasi ma lo dico perché è assolutamente vero.

            Ma questo genere di domande non sfiora minimamente gli idolatri che adorano Kiko.

            I quali sono terrorizzati dalla semplice verità dei fatti, e devono perciò ricorrere a tutti i mezzucci forniti loro dal Padre della Menzogna.

            Fino all'ossessione di "cogliere in fallo Tripudio" pensando così di salvare l'idolo Kiko.

            Ha un che di comico tale ossessione contro un soggetto insignificante come me (che di questo blog è solo uno dei collaboratori), che come uniche "doti" ha quella di scrivere in lingua italiana e quella di ostinarsi a partire dai fatti concreti e da ciò che la Chiesa ha sempre fatto e sempre insegnato.

            Il pericolo, per il Cammino, è la verità dei fatti, non uno sperduto blog con quattro gatti che inseriscono quattro o cinque "thread" al mese. Non sarà un blog a devastare l'opera di Kiko e Carmen, ma sarà la semplice verità dei fatti.

            Spero così di aver risposto allo stupidissimo commento che ho cancellato senza pubblicare, perché gli insulti e gli attacchi personali possono anche andar bene, ma il tentativo di deviare altrove le discussioni e di far perdere tempo a tutti no.

            by Tripudio ha detto...

            Il commentatore delle 10:19 critica la Chiesa Cattolica che celebra "con un grammo di farina".

            Inoltre critica la Chiesa Cattolica che il 90% delle volte non fa la Comunione sotto le due specie.

            Quest'ultima è l'eresia degli "utraquisti" condannata parecchi secoli fa: pensavano erroneamente che la Comunione "sotto una sola specie" sarebbe di minor valore che sotto entrambe le specie.

            Caro fratello eretico utraquista che critichi la Chiesa cattolica che praticamente ovunque nel mondo e da parecchi secoli utilizza le "ostie piccole", quante altre figuracce vuoi fare?

            Sebastian ha detto...

            Quello che dice l'anonimo delle 22.26 sui preti nc di Milano, purtroppo è vero un po ovunque. Ad esempio l'unico consiglio che sanno dare è di fare il cn. Per loro basta questo per la salvezza dell'anima.
            Quasi tutti i preti nc che ho conosciuto consideravano la loro permanenza in parrocchia come una croce, perché loro vogliono andare in missione! Se poi si trovano in una parrocchia senza il cn, allora li è una vera tragedia! Il vescovo e il parroco sono dei tiranni! Dei faraoni!
            Nella mia parrocchia ci sono tre preti nc, di cui uno è il parroco. Gli altri due non si vedono mai in giro, spuntano fuori solo per il cn, e per le messe domenicali.

            Anonimo ha detto...

            La Madonna è la Madre di Dio e Madre Nostro, La Regina della Divina Volontà perchè non solo aveva sempre fatto incessantemente la Volontà di Dio, ma l'aveva più di tutti e in modo ineguagliabile posseduta, fatta propria, vissuta in Essa. Per esempio, a Cana di Galilea, la Madonna fa una richiesta e Gesù obbedisce a Lei, una sua creatura. Gesù stesso aveva detto che Lui è venuto per fare la Volontà del Padre e alle nozze di Cana fa la volontà di una sua creatura! Questo perchè in Lei aveva visto operare totalmente la Volontà del Padre.

            Non so dirvi quali sentimenti provo di dispiacere per il fatto che nel Cammino, Kiko si fa passare per un veggente alla pari delle veggenti di Medjugorje i quali sostengono che il giorno di compleanno della Madonna è il 5 agosto, invece dell'8 settembre (come sosteneva suor Maria di Gesù di Agreda e altri santi) e che loro hanno offerto una dolcetto di zucchero alla Madonna e Lei l'ha presa. Non mi dilungo di più su Medjguorje, delle quali l'esorcista padre Francesco Cavallo ha detto che sono vere solo quelle iniziali e, a mio parere, le locuzioni a Fra David Lopez.

            Se Kiko avesse visto veramente la Madonna, il Cammino avrebbe avuto un'impronta molto più mariana senza nemmeno grosse difficoltà o grandi variazioni di programma. La consegna del Rosario dopo le catechesi iniziali, la pratica dei 5 primi sabati del mese giacché celebrano già di sabato, una catechesi mariana, la diffusione di medagliette o scapolari. Non ci vorrebbe niente perché il Cammino avesse una speciale protezione e devozione mariana con notevoli benefici.
            Eppure ciò è negato, è spacciato per "devozionismo", chi lo fa deve chiedere deve farlo da se, privatamente e non si può recitare il rosario quando si aspettano i soliti ritardatari anche per 40-50 minuti (qualche volta abbiamo dovuto aspettare 1 ora e 15): nel cammino è proibito il Rosario di comunità.

            Vi invito a fare un articolo sulla Madonna e il Cammino perchè dopo la Santa Messa è molto importante per la Fede.

            Non solo l'irriverenze alle "briciole" Sante, cioè a Corpo di Cristo e la Comunione sulle mani, rende triste il Cammino, ma anche la mancanza di una vera devozione mariana.

            No so come Kiko abbia dipinto la Madonna, oltre il quadro famoso, ma spero che non l'abbia dipinta con occhi scuri e volto spettrale, da fantasma, da zombi.

            Tutto ciò è triste.

            Che immagine diamo ai non credenti della bellezza più grande che abbiamo: l'Eucarestia e la Madonna?


            Mario

            Anonimo ha detto...

            C'èra un santo sacerdote, non ricordo chi, che prendeva lentamente il Corpo e il Sangue di Cristo, per stare più tempo con il Signore. Padre Pio faceva durare la Messa alcune ore, non so quante. Questi santi, dinanzi ad una minutissima briciola del Corpo di Cristo, andavano in estasi.
            Che lezioni ci danno!
            Nel Cammino le briciole e le gocce di Sangue che rimangono nel grande Calice a spigoli, che fine fanno?
            Che atteggiamento hanno i neocatecumenali dinanzi ad esse?

            Mario

            elena ha detto...

            anonimo io ti ho risposto con un "fatto concreto!" ho risposto che la Chiesa comanda di fare la comunione in questo modo (in processione davanti al sacerdote con le ostie e non con il pane ed eventualmente l'ostia intinta nel vino)oltre che per motivi teologici, per ridurre al minimo il rischio di dispersione e dunque profanazione del Corpo e Sangue di Cristo, cosa che ho visto personalmente con i miei occhi accadere durante le celebrazioni nc.
            E poi, fino a prova contraria siete voi a fare diversamente da ciò che fa la Chiesa da 2000 anni in tutto il mondo, non noi! Cioè fammi capire: fino a 40 anni il modo di fare la Comunione e di celebrare l'Eucarestia è stato poco rispettoso della sacralità e della serietà della messa? Ma ti rendi conto di quello che dici?

            aleCT ha detto...

            @Anonimo

            "ho detto cominciamo a parlare di questo.." E PARLIAMONE e poi vediamo quante stupidaggini dici oltre a quelle che hai già detto.

            La Santa Chiesa cattolica in occidente usa le ostie CHE SONO PANE

            (l'immaginazione qua non c'entra assolutamente niente, c'entra solo LA FEDE) ed in oriente usa quadratini di pane lievitato che vengono direttamente messi in bocca con il cucchiaino.

            Altro che pezzi di pane fatto in casa che lasciano briciole ovunque.

            Sul fatto del Sangue di Cristo ti ha già risposto LA CHIESA CATTOLICA, non Tripudio o me...fatti una ripassata.

            Domandina personale (puoi anche non rispondermi ovviamente): da quanto sei in cammino? Spero tu sia entrato da poco altrimenti sono guai.

            La verità vi farà liberi. ha detto...

            "ho chiesto perché celebrate con un grammo di farina che E' IL CORPO DI CRISTO ma non assomiglia al pane manco per lontana immaginazione, e nel 90% delle volte non prendete il vino Eucaristico."

            Fammi capire: TU del CNC chiedi a NOI della CHIESA CATTOLICA perchè osserviamo le disposizioni del Magistero, leindicazioni del Santo Padre e seguiamo i Testi Liturgici???

            Situazione bizzarra ma che esplicita chiaramente il totale stato di confusione e superbia nel quale versate.
            In buona sostanza hai scritto: NOI del CNC, obbedendo agli ordini di due laici spagnoli - parzialmente fuori di senno - e disattendendo completamente tutte le disposizioni della CHIESA CATTOLICA, pensiamo che Papi, Vescovi, Cardinali, Santi e Dottori della Chiesa siano nell'errore e che la VERITA' è conosciuta e professata solo da noi del Cammino.

            Praticamente hai scritto il vostro manifesto, una dichiarazione di eretici e scismatici....

            Suggerirei a Tripudio di mettere questa tua affermazione come "sottotitolo" al blog.

            elena ha detto...

            sono proprio curiosa di vedere cosa risponde adesso l'anonimo....

            by Tripudio ha detto...

            Rispondo ad Andrea (commento delle 22:31), chiedendogli semplicemente di interrogarsi su una cosa.

            Se io so che un certo agire è sbagliato e nonostante questo continuo sulla stessa strada, cosa significa?

            Se i cosiddetti "catechisti" sanno che la liturgia neocatecumenale contiene degli abusi, perché comandano di continuare a celebrarla così?

            Perché peccano e comandano di continuare a peccare?

            Il Cammino ti ha fatto riavvicinare a Dio: ma il Cammino ti mantiene in una situazione di disubbidienza alla Chiesa.

            Alla luce di tutto questo, il Cammino viene da Dio o viene dal Padre della Menzogna?

            I cosiddetti "catechisti", nel comandare di proseguire gli abusi (che loro stessi riconoscono come "problema"), vi fanno seguire lo Spirito o vi fanno seguire il Padre della Menzogna?

            Se tu sei nel deserto e qualcuno ti dà da bere, gli sarai sicuramente riconoscente. Ma si può essere riconoscenti a chi nel deserto, approfittando della tua sete, ti offre da bere un veleno?

            fdf ha detto...

            @anonimo 10:19

            Mi sembri fuori di senno...
            Ma ti rendi conto che hai pronunciato una eresia? Ma perché non tacete invece di fare figure pietose?
            Quindi saresti un seguace di Hus? Un esponente della Chiesa Hussita?

            Ha ragione La verità vi farà liberi, sembra il manifesto di un movimento eretico. Più parlate più mi convincete. Presto farete il vostro scisma silenzioso, non c'è dubbio.
            Fidati, è meglio se taci.

            P.s: Leggiti la Chiesa che dice:
            Sacrosantum concilium
            55. Si raccomanda molto quella partecipazione più perfetta alla messa, nella quale i fedeli, dopo la comunione del sacerdote, ricevono il corpo del Signore con i pani consacrati in questo sacrificio. Fermi restando i principi dottrinali stabiliti dal Concilio di Trento , la comunione sotto le due specie si può concedere sia ai chierici e religiosi sia ai laici, in casi da determinarsi dalla sede apostolica e secondo il giudizio del vescovo, come per esempio agli ordinati nella messa della loro sacra ordinazione, ai professi nella messa della loro professione religiosa, ai neofiti nella messa che segue il battesimo.


            Doctrina de communione sub utraque specie et parvulorum
            I laici e i chierici che non celebrano non sono obbligati per disposizione divina a comunicarsi sotto le due specie.

            Dichiara, dunque, ed insegna, lo stesso santo sinodo, istruito dallo Spirito santo, - che è spirito di sapienza e di intelletto, spirito di consiglio e di pietà (321) -, ed attenendosi al giudizio e all’uso della chiesa stessa, che i laici e i chierici che non celebrano, non sono obbligati da nessun precetto divino a ricevere il sacramento dell’eucarestia sotto le due specie, e che non si può assolutamente dubitare (senza diminuzione per la fede) che basti ad essi, per la salvezza, la comunione sotto una sola specie.

            Poiché, anche se Cristo signore, nell’ultima cena istituì e diede agli apostoli questo sacramento sotto le specie del pane e del vino, non è detto, però, che quella istituzione e quella consegna voglia significare che tutti i fedeli per istituzione del Signore siano obbligati a ricevere l’una e l’altra specie.

            Che poi la comunione sotto entrambe le specie sia comandata dal Signore, non si deduce neppure dal discorso di Giov. VI, comunque esso, secondo le varie interpretazioni dei santi padri e dottori, debba intendersi. Infatti, chi disse: "Se non mangerete la carne del Figlio dell’uomo e non berrete il suo sangue, non avrete la vita in voi", disse pure: "Se qualcuno mangerà di questo pane, vivrà in eterno". E Chi disse: "Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue, ha la vita eterna", disse anche: "Il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo"; e finalmente chi disse: "Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me ed io in lui", disse, tuttavia: "Chi mangia questo pane, vive in eterno".


            Catechismo della Chiesa Cattolica
            1390 In virtù della presenza sacramentale di Cristo sotto ciascuna specie, la Comunione con la sola specie del pane permette di ricevere tutto il frutto di grazia dell'Eucaristia. Per motivi pastorali questo modo di fare la Comunione si è legittimamente stabilito come il più abituale nel rito latino. Tuttavia « la santa Comunione esprime con maggior pienezza la sua forma di segno, se viene fatta sotto le due specie. In essa risulta infatti più evidente il segno del banchetto eucaristico ». Questa è la forma abituale di comunicarsi nei riti orientali.


            Questa è la Verità, quello che hai detto tu è menzogna.

            Addio.

            Anonimo ha detto...

            Quando da ragazzo facevo parte del Cammino una volta ho chiesto a un prete della comunità: <>. La risposta è stata:<>.

            Da questa risposta ho capito che per i neocat conta solo ciò che si fa comunitariamente, solo ciò che si fa INSIEME.

            Infatti fateci caso: quando si faceva la comunione da seduti (ai miei tempi) i fedeli non mangiavano il pane consacrato subito dopo averlo ricevuto, ma a una frase del prete. Solo allora tutti contemporaneamente facevano la comunione. INSIEME. Perchè è questo che conta nel Cammino.
            Come se invece l'atto del singolo non avesse valore!
            ANONIMO MILANESE

            Lino ha detto...

            @Elena ha detto:
            "fino a 40 anni il modo di fare la Comunione e di celebrare l'Eucarestia è stato poco rispettoso della sacralità e della serietà della messa? Ma ti rendi conto di quello che dici?"
            Purtroppo non è lui a dirlo. Lui ha semplicemente imparato la "lezione" dai suoi catechisti che a loro volta l'hanno imparata dal direttorio catechetico di Kiko. Prima del CV II secondo Arguello, c'era il nulla.
            Sarà difficile disintossicarsi per chi si è nutrito di quei volumi tossici.

            Lino ha detto...

            P.S.
            A proposito di Chiesa Hussita, da tempo volevo chiedere un'informazione agli ex NC che partecipano qui. A parte le icone nelle quali c'è Cristo, la Vergine e gli Apostoli, vi risulta che Kiko abbia mai dipinto l'immagine di un Santo? Nelle icone degli anni sessanta non ne ho trovato traccia. Aggiungo: avete riscontrato nelle comunità NC la devozione a qualche Santo?
            La domanda mi è sorta dall'osservazione del "non San Giuseppe/Servo di Javhé" dell'icona della Sacra Famiglia.

            mic ha detto...

            Per anonimo 12:11
            Le parole messe tra apici ( che di solito si usano pr i tag del linguaggio htm) non risultano leggibili.

            Sebastian ha detto...

            Anonimo delle 10:19, guarda io ti ho risposto, ma forse non hai voluto intendere ciò che ti ho detto:

            Comunque l'anonimo ha voluto sottolineare che Gesù ha comandato di mangiare "pane" e bere "vino". Per lui è importante la forma: il pane deve essere corposo e masticabile. Le ostie le considera degli inutili pezzi di plastica.
            Si sofferma sulla forma e trascura la sostanza, e cioè che il pane e il vino diventano Corpo e Sangue di Gesù, in virtù del Santo Sacrificio. "Ostia" vuol dire appunto "Vittima".

            Inoltre vuole sottolineare che nel CN si usa il Vino, e quindi secondo lui la messa NC è più completa o più corretta della messa normale.
            Però forse trascura il fatto che non è necessario che tutti i fedeli abbiano accesso al Vino. Ai fini delle grazie spirituali è completamente superfluo, perché Corpo e Sangue sono un'unica cosa in Cristo.
            Ma siamo sempre lì: per i NC la forma è più importante della sostanza.


            Comunque, le citazioni del Magistero di FDF chiariscono con precisione questi concetti.

            P.S. Non avevo mai letto quel discorso di GPII ai NC, grazie FDF. Voglio riportare delle parole che mi hanno colpito:

            Seguire i metodi, le indicazioni, gli itinerari, i testi offerti dagli Episcopati, come pure esercitare il ministero della catechesi nella comunione e nella disciplina ecclesiale, con riguardo al ministero fondante del Vescovo e dei presbiteri a lui associati, sarà un prezioso aiuto per la vostra catechesi a tutti i livelli e procurerà certamente grandi frutti spirituali tra i fedeli.
            [...]
            Tale disponibilità si deve manifestare nella continua meditazione e nel religioso ascolto della Sacra Tradizione e della Sacra Scrittura, che costituiscono “un solo e sacro deposito della Parola di Dio affidata alla Chiesa” (Dei Verbum, 10). Ne consegue l’esigenza di un costante e serio lavoro di approfondimento personale e comunitario della Parola di Dio e dell’insegnamento del Magistero della Chiesa, anche mediante la partecipazione a seri corsi biblici e teologici. Tale impegno di studio e di riflessione si manifesta quanto mai necessario per chi, dovendo svolgere il compito di catechista, ha il dovere di alimentare i propri fratelli con un solido cibo spirituale.
            [...]
            Celebrate l’Eucaristia e, soprattutto, la Pasqua, con vera pietà, con grande dignità, con amore per i riti liturgici della Chiesa, con esatta osservanza delle norme stabilite dalla competente autorità, con volontà di comunione con tutti i fratelli.
            [..]
            Lungo il vostro itinerario spirituale cercate di armonizzare le esigenze “catecumenali” con l’impegno della necessaria dedizione ai fratelli, alla famiglia, ai doveri professionali e sociali. Soprattutto non cedete alla tentazione di chiudervi in voi stessi, isolandovi dalla vita della Comunità parrocchiale o diocesana, giacché soltanto da un effettivo inserimento in quegli organismi più vasti possono derivare autenticità ed efficacia al vostro impegno apostolico.

            Non voglio chiudere queste mie riflessioni senza ricordare a voi e alle Comunità che rappresentate quanto ho detto di recente in occasione della presentazione ufficiale dei nuovo Codice di diritto canonico: il cristiano deve disporre il proprio animo ad accoglierlo e a metterlo in pratica. Le leggi sono munifico dono di Dio e la loro osservanza è vera sapienza. Il diritto della Chiesa è un mezzo, un ausilio e anche un presidio per mantenersi in comunione col Signore. Pertanto le norme giuridiche, come anche quelle liturgiche, vanno osservate senza negligenze e senza omissioni.


            C'è bisogno di commentare?

            by Tripudio ha detto...

            Anonimo Milanese,

            potresti riscrivere domanda/risposta?

            L'uso delle parentesi angolari va bene solo per i "tag html".

            Per le citazioni si possono usare le virgolette, tipicamente:

            " « » “ ”

            fdf ha detto...

            @Lino
            Non mi risulta affatto.
            Gli unici "santi" raffigurati, a parte gli Apostoli, sarebbero gli Arcangeli San Michele, San Gabriele e San Raffaele.

            Anonimo ha detto...

            Chiedo scusa. Mic ha ragione: le parole messe tra apici non risultano leggibili. Chiedo scusa a Mic e a tutti i lettori del blog. Quindi ora riscrivo le parole senza apici.

            Quando da ragazzo facevo parte del Cammino una volta ho chiesto a un prete: perchè in comunità non si fa mai l'adorazione eucaristica?

            La risposta è stata: perchè è un atto singolo, individuale, non comunitario.

            Da qui ho capito che per Kiko e Carmen conta solo ciò che si fa INSIEME, COMUNITARIAMENTE mai singolarmente. Questo modo di ragionare nell'ambito della liturgia ricorda molto quello delle comunità di base, cioè di quei cattolici del dissenso che andavano di moda negli anni sessanta subito dopo il Concilio.

            Guarda caso il Cammino è sorto proprio in quegli anni!Ci avete mai fatto caso?

            ANONIMO MILANESE

            Sebastian ha detto...

            Infatti fateci caso: quando si faceva la comunione da seduti (ai miei tempi) i fedeli non mangiavano il pane consacrato subito dopo averlo ricevuto, ma a una frase del prete. Solo allora tutti contemporaneamente facevano la comunione. INSIEME. Perchè è questo che conta nel Cammino.
            Come se invece l'atto del singolo non avesse valore!


            Esatto!
            Però ti faccio notare che ancora oggi si fa la comunione seduti e tutti insieme contemporaneamente al sacerdote.
            Non so se nella diocesi di Milano (che è un po' un caso particolare per il CN) il vescovo abbia fatto in modo che i libri liturgici siano rispettati, ma in tutte le altre comunità del mondo funziona ancora come ai vecchi tempi.
            L'unica variante è che ci si alza per ricevere il Corpo di Cristo tra le mani, ma poi ci si siede e si aspetta che tutti l'abbiano ricevuto prima di comunicarsi.

            Lino ha detto...

            @fdf ha detto:
            Gli unici "santi" raffigurati, a parte gli Apostoli, sarebbero gli Arcangeli San Michele, San Gabriele e San Raffaele

            Ti ringrazio per la risposta. Molto interessante, come immaginavo e già avevo verificato, per quanto abbia potuto nei cataloghi in rete. Attendo smentite da parte di qualche NC, basta un solo dipinto per confutarmi (e ne sarei lieto). Nel caso contrario, c'è da chiedersi: è mai possibile che nella "nuova estetica" delle icone kikiane, prodotte in quantà industriale per innumerevoli luoghi, non ci sia stato spazio per un solo Santo cattolico? Perfino San Giuseppe è irriconoscibile, raffigurato com'è con l'immagine del 'servo di Javhé' - il quale, sia ben chiaro quest'aspetto nell'interpretazione, anche è figura del popolo d'Israele, nell'ebraismo.
            Ne riparleremo, non voglio andare OT. La cosa, però, non mi pare ininfluente ai fini della comprensione della natura del Cammino.

            Sebastian ha detto...

            Lino, in alcuni quadri compaiono gli apostoli.
            Ma sicuramente Kiko non ha mai fatto quadri con santi vissuti successivamente a Gesù.

            fdf ha detto...

            Anche l'esclusione della devozione ai Santi è tipica del Protestantesimo.

            Molte persone nel CN comunque sono devote a diversi Santi e delle vite di alcuni Santi è consigliata la lettura.

            Qualche giorno fa riflettevo con mio padre sul fatto che la Dottrina è sicura e immutabile, infallibile ed esente da errori (ed è meravigliosa per questo, come fa notare Tripudio), e che il solo pensare di poter fare diversamente da quanto la Chiesa comanda è fonte di errori che si propagano a cascata fino a condurre totalmente fuori strada, fuori dalla Salvezza.
            Basta farci caso: ad ogni eresia maggiore ne sono seguite molte altre figlie della prima, una più grave dell'altra, dato che se si permette ad uno di alzarsi e farsi la propria liturgia, la propria dottrina, tanti altri si sentiranno autorizzati a fare lo stesso e a pensarla diversamente.

            Ora capisco perché conservare la Liturgia intatta è così importante per la Chiesa e capisco che Burke, Arinze, e prima di loro Ottaviani, Siri e tanti altri, non sono e non erano fissati tradizionalisti, ma difensori della Fede e della Dottrina.
            E capisco perché Tripudio si "accanisce" a ripetere pedantemente (per modo di dire) sempre le stesse cose: la Liturgia è TROPPO IMPORTANTE perché possa essere affidata al primo improvvisatore.

            Anonimo ha detto...

            Ogni goccia del Sangue Preziosissimo di Cristo serve a salvare il mondo intero. Ogni briciola Santa del Pane Azzimo Consacrato offerta al Padre Celeste, serve alle anime del Purgatorio per entrare subito in Paradiso.
            Preghiamo che i fratelli del Cammino comprendano questo.

            Mario.

            Anonimo ha detto...

            elena ti soddisfo subito.
            prendete e mangiate tutti
            prendete e bevetene tutti
            ti basta ???
            dove è scritto che è vietato celebrare con il pane e il vino ??? chi te la detto i seguaci di lefevre ???
            comunicati con l'ostia e senza vino, io lo faccio come la Chiesa ci ha detto il 20 gennaio, e non ti critico, tu si.

            Ruben ha detto...

            "...io lo faccio come la Chiesa ci ha detto il 20 gennaio..."
            ---
            Non è che "lo fai", perchè la Chiesa ti abbia obbligato a farlo,semmai te lo ha solo consentito;lo fai, perchè non puoi fare a meno di farlo:
            nel contesto della liturgia Neocatecumenale,o per amore o per forza lo devi fare!Sei comandato e obbligato a farlo, senza fiatare!

            La verità vi farà liberi. ha detto...

            "dove è scritto che è vietato celebrare con il pane e il vino ??? chi te la detto i seguaci di lefevre ???
            comunicati con l'ostia e senza vino, io lo faccio come la Chiesa ci ha detto il 20 gennaio, e non ti critico, tu si. "


            C'è una differenza, provo a spiegartela con un esempio: io vado in Chiesa e prendo parte - insieme alla Comunità dei credenti - ad una Celebrazione Eucaristica che si svolge secondo quanto previsto dalla Liturgia della Chiesa Cattolica e nel rispetto delle indicazioni dell'Ordinario del luogo.

            Tu invece "celebri" - esclusivamente con la tua Comunità - un rito che si svolge alla presenza di un "Presbitero", appositamente formato, secondo i dettami di una coppia di laici spagnoli ripetutamente richiamata, dalle autorità della Chiesa Cattolica, per i numerosi abusi liturgici che, durante tale rito, compiono.

            Domanda: tra me e te chi è che obbedisce al Papa, ai Vescovi, alla Chiesa Cattolica e rispetta quanto disposto dalla Sacrosantum Concilium?
            Provo a darti un indizio: Lefevre non c'entra nulla.

            Non devi rispondere subito, pensaci pure con calma ma....almeno stavolta, usa la tua testa e non farti consigliare da un catechista del CN!

            Anonimo ha detto...

            scusa libero per la verità....dimenticavo che io mi sento di obbedire al rinnovamento liturgico del concilio, più, ma molto più dei tuoi amichetti che ancora sbavano per la messa in latino.
            e come me la pensa il Papa molti Cardinali moltissimi Vescovi e migliaia di Sacerdoti

            aleCT ha detto...

            Carissimo anonimo,
            qua Lefevre non c'entra un bel nulla. TU (dico TU) sei venuto qua a chiEdere perchè LA CHIESA CATTOLICA

            (sissignore la CHIESA CATTOLICA)

            celebra usando le ostie affermando in pratica che NEL CAMMINO si fa come dice GESU' e nel resto dell'orbe cattolico no.

            Peccato che Gesù Cristo abbia istituito la CHIESA cattolica la quale, nella sua sapienza, ha stabilito delle norme CHE DERIVANO DIRETTAMENTE dalla rivelazione APOSTOLICA.

            Se qlc che cambiato NELLA FORMA è stato a piccoli passi e con grande prudenza proprio perchè la forma MANTENESSE LA SOSTANZA.

            Di conseguenza, mio caro anonimo, cosa hai voluto dimostrare con il tuo successivo intervento? Che sai le Sacre Scritture?

            A citare le Sacre Scritture siamo bravi tutti, ad interpretarle in maniera corretta no e grazie a Dio, gli insegnamenti e le interpretazioni della Chiesa Cattolica SONO PUBBLICI. Vai alle Paoline e troverai fior fiore di libri sull'argomento...tanto per fare un esempio.

            Per il resto ti invito a leggere la REDEMPTIONIS SACRAMENTUM (basta cercare su google e la trovi subito) che è MAGISTERO e vedere se nel cammino si fa quello che c'è scritto.

            Se la Chiesa Cattolica in occidenete usa le ostie e in oriente il pane dato DIRETTAMENTE IN BOCCA secondo te perchè si fa?

            Te lo sei mai chiesto? Forse per evitare profanazioni?

            ora dimmi..con il pane fatto in casa non è più facile fare briciole?

            Ah già giusto, se non si mastica un bel pezzo di pane dopo averlo tenuto in mano un bel pò non è mica la stessa cosa? Fessa la chiesa cattolica a non averlo capito!

            "io lo faccio come la Chiesa ci ha detto il 20 gennaio, e non ti critico, tu si"

            A parte il fatto che sei venuto qua per criticare, il 20 gennaio vi avrebbero detto: "mi raccomando usate il pane che fa briciole" o piuttosto DI SEGUIRE FEDELMENTE I LIBRI LITURGICI?

            Che cosa non ti è chiaro di questa frase?

            Il 20 gennaio 2012 vi hanno anche detto che la messa è una sola E CHE NON E' QUELLA DELLA SALETTA e che siete tenuti a ritornarci PRIMA di finire il cammino...

            Te lo sei scordato? Ah già scusa...quelle cose "si dovevano dire"

            mic ha detto...

            Anonimo 00:40
            Tra la messa in latino (che poi è quella tridentina) e la tua c'è una piccola differenza: è la Messa della Chiesa da 2000 anni mentre la tua è l'invenzione di un laico.
            Inoltre Benedetto XVI l'ha dichiarata mai abrogata e resa libera, mentre la tua l'ha corretta, senza alcun effetto...

            La verità vi farà liberi. ha detto...

            "dimenticavo che io mi sento di obbedire al rinnovamento liturgico del concilio"

            E questo mi farebbe piacere, se fosse fero e poi lo traducessi nei fatti.

            I fatti invece dicono che la VOSTRA LITURGIA è DIVERSA da quella della CHIESA CATTOLICA e non è autorizzata da questa. I fatti dicono che vi è stato detto più volte di correggerla ma VOI, tanquilli, continuate a FREGARVENE di quello che dice il PAPA e andate dietro a due laici spagnoli - i VOSTRI VERI IDOLI - sulla strada dell'eresia e dello scisma.

            QUESTI sono FATTI, le tue sono solo PAROLE alle quali riconosco il solo pregio di far capire chiaramente come la pensate, nel CN, riguardo alle direttive del PAPA ed al MAGISTERO della CHIESA....in sostanza, mi ripeto, VE NE FREGATE ALTAMENTE!

            Il nome della vostra setta dovrebbe essere "Cammino Per La Via Dell'Eresia".....altro che neocatecumenato (a proposito, ma lo sai almeno cosa vuol dire?)

            La verità vi farà liberi. ha detto...

            "e come me la pensa il Papa molti Cardinali moltissimi Vescovi e migliaia di Sacerdoti"

            Delirio di onnipotenza...tipico delle sette.

            Anche nornale visto che avete dei fondatori che: parlano con la Madonna, decidono al posto dei Vescovi, pensano di poter dare lezioni al successore di Pietro e ... hanno creato un loro Dio.

            fdf ha detto...

            @anonimo 00:40

            Nessuno ha mai detto che l'Eucarestia sotto le due specie è vietata, come hai fatto a dedurre questo dalle nostre parole? Ciò denota poca volontà di capire ed è sintomo di una reazione scomposta, classica di chi ha capito di essere largamente nel torto.
            A me piace l'Eucarestia sotto le due specie, penso che si dovrebbe adottare ovunque come forma normale, ma a differenza tua, credo sia la Chiesa a dover dire se e quando si può fare, e a differenza tua se celebro una Eucarestia in una normalissima Chiesa, in una normalissima Domenica non penso subito "che noia", come fate voialtri, e se prendo l'ostia (la Vittima) che secondo te è un pezzo di plastica, carta velina che non somiglia al pane, so di unirmi al Signore.
            Solo gli idolatri si fissano sul segno visibile, sul vitello d'oro da cui fanno dipendere la loro fede in ciò che non vedono.
            Interrogati.

            CS ha detto...

            Chiarisco ai miei ex fratelli che lo statuto sottolinea che la celebrazione eucaristica fatta nel cammino nella piccola comunità ha un fine "pedagogico" proprio per aiutare i "lontani" a capire meglio la liturgia "standard" della messa parrocchiale (le virgolette sono per sintetizzare spero si capisca)

            Celebrare con il pane azzimo pùò (dico può) avere un senso in questo contesto ma con il fine della messa "standard"

            Quello che noi facciamo nel cammino travalica invece il nostro stesso statuto (mi rendo sempre piu conto documento del tutto di facciata):
            1) celebriamo la nostra celebr."eccezionale" in qualsiasi tipo di gruppo grande/piccolo...
            2) per i vertici del cammino(e per molti fratelli) la liturgia "eccezionale" non è al fine di capiere quindi vivere quella "standard" ma di sostituirla nei fatti.

            Per me questi sono gli errori che manifestano la doppiezza di chi conduce il cammino.

            aleCT ha detto...

            @anonimo

            "dimenticavo che io mi sento di obbedire al rinnovamento liturgico del concilio"

            No, amico mio...

            tu non aderisci al "rinnovamento liturgico del concilio"...per il semplice fatto che tu ti rifiuti di partecipare alla messa che da quel concilio è nata ed hai bisogno di andare ad una messa INVENTATA da 2 laici la quale NON E' APPROVATA

            (ve lo aspettavate il 20 gennaio 2012, Kiko lo aveva strombazzato a destra e a manca...e poi si sa come è finita...e sopratutto i vostri tentativi di rivoltare la frittata...essì ce l'hanno tutti con voi)

            La messa NC non c'entra assolutamente nulla con la messa in forma ordinaria uscita dal CVII

            (fattelo dire da una persona che una messa in forma straordinaria non l'ha mai vista se non su YT)

            Lino ha detto...

            La verità vi farà liberi. ha detto: "...Delirio di onnipotenza...tipico delle sette"
            E incapacità di elaborare un proprio giudizio critico, perché le sette "circoncidono la mente". Della celebrazione eucaristica neocatecumenale si sta discutendo qui. Della Confessione ne abbiamo ragionato a proposito della GMG, dove Kiko ha insegnato "domani, se vuoi", tanto quelle 'casette' nelle chiese sono un'invenzione postuma al cristianesimo primitivo, come catechizza Carmen. Oggi scopriamo che nella "nueva estetica" kikiana (l'unica accettata nel Cammino), che dovrebbe salvare la Chiesa del terzo millennio, non ci sono icone di Santi perché Kiko non ne ha dipinti.
            E ti permetti pure di confutare i tradizionalisti, anonimo? La conosci la storia della pagliuzza e della trave?
            La conosci quella catechesi NC nella quale, semplifica semplifica, saranno rimosse le differenze con i Protestanti?

            Anonimo ha detto...

            http://cruxsancta.blogspot.it/2013/08/la-misa-en-las-comunidades.html?m=1
            http://cruxsancta.blogspot.it/2013/08/la-misa-en-las-comunidades_21.html?m=1
            http://cruxsancta.blogspot.it/2013/08/la-misa-en-las-comunidades_22.html?m=1

            Ottima analisi critica, obiettiva ed equilibrata della messa e spiritualità NC di un sacerdote che ha vissuto anni in una comunità nc ( in spagnolo , ma piuttosto comprensibile )

            David

            C. ha detto...

            Buongiorno a tutti,
            sono stato via per alcune settimane e ne approfitto per commentare brevemente gli ultimi post.
            Sul precedente (decima) ho già scritto. Per quanto riguarda la celebrazione eucaristica occorre dire questo:

            nel cn tutto è studiato per suggestionare l'adepto in maniera sensazionale. Per certi versi l'eucarestia non è altro che la riproposizione della celebrazione infrasettimanale della comunità.

            Il centro della serata non è tanto l'eucarestia, quanto le c.d. "risonanze" degli adepti e le c.d "sensazioni" che le scritture celebrano nei catecumeni.
            Anche la maniera di celebrarla è finalizzata all'unione della comunità, è un "mangiare assieme" e non un rendere Gloria al Santissimo.

            Questo è studiato a tavolino ed in maniera precisa, riprende non tanto i primi cristiani (sui quali, peraltro, non ci sono riprove di queste bizzarre celebrazioni), quanto le celebrazioni protestanti delle sette americane, le quali celebrano con enfasi assieme al gruppo proprio per farlo sentire più unito che mai.

            Anonimo ha detto...

            mario, il rivelatore privato, dixit:
            Preghiamo che i fratelli del Cammino comprendano questo.
            Ti ringrazio. Io pregherò che tu e i tuoi amici (fanta)osservatori comprendiate tutto il resto.
            Katartiko

            fdf ha detto...

            @Katartiko

            Tu hai sempre mille parole da spendere. Perché non dici qualcosa di sensato sulla "confessione opzionale" (domani, se vuoi lo sigilli nella Confessione) o sulla "contrizione comunitaria perfetta" (se ti penti adesso dei tuoi peccati... proprio adesso lo Spirito Santo... si fa Uno con te).

            Hai perso la lingua?

            Illuminaci pure sull'eresia utraquista della Comunione sotto le due specie di maggior valore rispetto a quella in una sola specie, del tuo esimio collega anonimo.

            Grazie.

            Anonimo ha detto...

            Ciao a tutti, è un po che non scrivo a causa di vari impegni ma questa discussione è particolarmente interessante.


            Vorrei fare una piccola precisazione all'anonimo che dice di obbedire al rinnovamento liturgico del concilio ma che di esso non conosce assolutamente nulla ne ha mai letto una riga su di esso.

            Innanzi tutto ogni eucarestia è celebrata con tutte e due le specie, il fatto che non vengano assunte dai singoli non vuol dire che sia più o meno eucarestia, come ci insegna il catechismo tanto nell'ostia quanto nel vino è presente tutto Gesù Cristo. Se clicchi qui puoi trovare delle semplici domande e risposte sull'argomento che sono riassuntive del Catechismo della Chiesa Cattolica (in particolare la fonte è il Catechismo di Pio X).


            Inoltre vorrei farti notare una cosa:

            La consumazione dell'eucarestia dev'essere accessibile e facile per tutti.

            Non so se hai mai notato ma esistono persone malate o anziane che fanno fatica a masticare il pane o che per malattia non sono in grado ne di reggere il calice ne di consumare facilmente un pezzo di pane, queste persone non potrebbero mai partecipare ad una celebrazione nc, viceversa possono, grazie alla particola, (che velatamente disprezzi) consumare l'eucarestia nelle messe di tutti i cristiani (eccetto i nc ovviamente).

            La Chiesa pensa a tutti, non solo alla ristretta cerchia di amici e cerca di preservare con la massima attenzione le specie eucaristiche per questo stabilisce alcune regole, queste non sono campate per aria, anno un loro motivo di essere.

            Le particole sono più pratiche e i cristiani dovrebbero sapere che avere dentro Cristo non è una questione di quanto è grande il pane o quanto è buono il vino, ma un solo frammento di quella particola vale tanto quanto tutto il pane e il vino consacrati del mondo.


            P.S. Rileggiti il decreto del 20 gennaio e il discorso di Benedetto XVI e vedrai che nonostante la pubblicità fatta dal cammino ed i tentativi di far approvare la messa alle spalle del Papa (clicca qui), non è stata per nulla approvata.


            Gv

            Anonimo ha detto...

            Sono d'accordo con CS delle 11,24.

            Secondo lo Statuto la celebrazione in piccole comunità dovrebbe aiutare i "lontani" a capire meglio la celebrazione "standard" che si fa in parrocchia.

            Ma il problema, caro CS, è che questo varrebbe se si celebrasse l'eucaristia in comunità solo per qualche anno.

            Invece si celebra in comunità per tutta la vita, separandosi così di fatto - e per sempre - dalla Comunità Parrocchiale.

            Me lo diceva anche un padre Sacramentino, quando da ragazzo andavo in vacanza a San Benedetto del Tronto: la messa in piccoli gruppi serve a capire meglio la messa in parrocchia. Ma allora perchè dopo 5 o 6 anni non si smette di celebrare in Cammino e non si torna alla messa domenicale insieme a tutti gli altri?

            E' anche per questo che sono uscito dal Cammino.

            Poi tieni conto che ci sono ex catechisti usciti dalla comunità dopo più di 20 anni che non ricordavano più i canti tradizionali appresi in parrocchia.

            Io quando sono uscito dal Cammino da ragazzo non ricordavo più il Gloria e il Credo.

            Ci credi se ti scrivo che dopo 8 anni ho dovuto impararli di nuovo?

            La verità vi farà liberi. ha detto...

            "puoi trovare delle semplici domande e risposte sull'argomento che sono riassuntive del Catechismo della Chiesa Cattolica (in particolare la fonte è il Catechismo di Pio X)"

            PIO X per il nostro amico Anonimo - e per i NC in generale - non è rilevante: per loro la storia della FEDE si è fermata PRIMA della morte in croce di Cristo e la Liturgia inizia solo con la nascita di Kiko.

            Lino ha detto...

            Ohilà, Katartiko! Il maestro 33° critico di tutte le arti.
            Occorre fare attenzione a quello che si scrive perche Katartiko è sempre puntuale nel dimostrare gli errori.

            Dai Katartiko, illuminaci sulla "confessione opzionale". E mostraci un dipinto di Kiko che raffiguri un Santo. Mi accontenterei anche di un'icona neocatecumenale di San Cirillo, il quale la meriterebbe, o no?
            Nel caso contrario, ci autorizzerai a dire che la Chiesa del terzo millennio, quella salvata dalla nueva estetica di Kiko, sarà priva di immagini di Santi.
            Dai, fratello, risparmiami tempo nella (finora) vana ricerca: tu le icone di Kiko le avrai viste tutte, in quarant'anni di Cammino.

            Anonimo ha detto...

            @ Katartiko

            grazie, ho bisogno della preghiera perché sono un povero peccatore.
            La preghiera risolve tutto.
            Preghiamo gli uni per gli altri, ma facciamolo con umiltà dinanzi a Dio, perché Dio si china solo sui cuori umili che vivono la sua Divina Volontà.
            Quando facciamo ciò, come figli umili, il Signore sicuramente ci illuminerà sulla sua Volontà in ogni cosa.


            Mario

            CS ha detto...

            Per Anonimo del 28 agosto, 2013 19:12

            Credo a tante cose adesso, ho finito il cammino e ne sono fuori con qualche problema purtroppo.

            Sono d'accordo con te e preciso per i miei ex.fratelli che lo statuto, se applicato, risolverebbe molti punti di frizione sul tema eucarestia.
            Il fatto è che non viene rispettato: non solo, non ci si pone neanche il problema, si va avanti per prassi.

            Addirittura su alcuni aspetti non c'è neanche coerenza tra le varie comunità: nella parrocchia A si fa "quasi" tutto come hanno insegnato i catechisti della comunià madre MA... non tutto. Il processo è a cascata,,, se i catechisti della 1a interpretano qualcosa male tutti gli altri gli vanno dietro. Figuriamoci quindi se qualcuno volesse applicare lo statuto contro le prassi volute da kiko....

            L'esempio è quello della presenza del presbitero durante la preparazione della messa:
            Sulla bozza dello statuto c'era la possibilità che il sacerdote dovesse essere presente.

            Nello statuo definitivo si dice invece che DEVE ESSERE PRESENTE ALLA PREPARAZIONE.

            Ora questo è nero su bianco, gli statuti furono letti durante la convivenza di inizio corso in forma estesa a tutte le comunità e decantati come un segno "grandioso", un opportunità del Signore...

            Eppure si continua bellamente a preparare le celebrazioni senza sacerdote e guai a porre il problema (che evidentemente c'è stato durante la stesura degli statuti come è evidente da passaggio bozza/definitivo
            e risolto).

            CS ha detto...

            Riguardo la durata dell'eucarestia celebrata in piccole comunià.

            Anche quì: ammettiamo che per la durata del cammino (che finisce con il rinnovo delle promesse battesimali nel giordano) la piccola comunità possa celebrare per conto suo. Benvenga: c'è scritto ed approvato.

            SE FOSSE COSI sarebbe ben chiaro che, qualunque durata abbia i suoi confini sono ben delimitati e tutti capiscono che quei riti e quelle modalità sono particolari di quel momento e di quel gruppo ma che la celebrazione universale è quella parrocchiale.

            SE FOSSE COSI al termine del cammino (il cui percorso è finalzzato a riscoprire le promesse battesimali....almeno è questa la barzelletta che ancora viene raccontata) si tornerebbe a celebrare l'eucarestia con tutta la parrocchia (come ha invitato Benedetto XVI a gennaio dello scorso anno)

            Tutto questo SE FOSSE.....
            Ma è da anni che si celebra con le modalità del cammino anche in grandi gruppi in tutte le occasioni:
            - a comunità riunite nelle parrocchie
            - durante le mega convivenze di inizio corso

            (con problemi logistici perché certi riti nati per gruppi di 30/40 persone mal si applicano a gruppi di 600[vedi pane azzimo e distribuzione con calice])

            fdf ha detto...

            @CS

            Hai detto la sacrosanta verità, sottoscrivo e confermo.

            Anonimo ha detto...

            L'ex ingegnere, ex Sai Baba, attuale padrone del pastificio dixit:
            Dai, fratello, risparmiami tempo nella (finora) vana ricerca: tu le icone di Kiko le avrai viste tutte, in quarant'anni di Cammino.
            Intanto ho la tenera età di 43 anni e non posso aver fatto 40 di cammino. Lo so che mi consideri un talento precoce ma ancora a 3 anni giocavo come tutti i bambini. Per di più non sono stato un figlio di neocatecumenali e ho conosciuto il Cammino a 20 anni. Io ti voglio un bene dell'anima caro ex e mi vedrei bene dal rivelarti questi "segreti" occulti dell'iconografia kikiana; so che ti toglierei parte della vita (se non tutta) la quale trova alimento e motivo di essere vissuta dall'impegnarti in queste ricerche (ancora vane). Non voglio averti sulla coscienza e non ti priverò di un aspetto così importante per poterti sentire realizzato. Per quanto riguarda gli altri aspetti che citi rispondo come sempre: "C'è già chi ha risposto".
            Con affetto il tuo amico Katartiko

            Lino ha detto...

            @ Katartiko
            Con affetto, Katartiko, al tuo posto io mi vergognerei della mia incapacità (o peggio: di un'educazione che mi costringa a simili comportamenti) di dare risposte a domande per niente vaghe. Inutile ripeterle: magari nella "confessione opzionale" ci credi veramente. Segui, in fondo, la logica degli scrutini: il "catechista" domanda, i "catechizzandi" rispondono secondo un questionario rigido a risposta (non) libera. E chi non si adegua "mormora".

            Non c'è segreto in un'assenza, Katartiko: forse non l'avevi mai notata, l'assenza delle immagini dei Santi nell'estetica neo-protestante kikiana, giacché le pecorelle di Orwell erano più riflessive di te.

            Divertente, veramente divertente: Katartiko: chiami me Sai Baba, proprio tu che sei seguace di una sottospecie di "santone" il quale s'inventa visioni e illuminazioni e scaccia i demoni dell’intera Cina!

            "C'è già chi ha risposto"? Chi? Magari qualche socio unico di un'azienda leader nella distribuzione dell'oggettistica NC?
            Non dico di più, ogni cosa a suo tempo. Essere "ex ingegneri" ha i suoi vantaggi :-)

            La verità vi farà liberi. ha detto...

            "Per quanto riguarda gli altri aspetti che citi rispondo come sempre: "C'è già chi ha risposto". "


            Vero, carissimo Katartiko (o KatarKiko?)

            Infatti nel CN c'è sempre "qualcuno che ha già parlato" per te adepto, non è una novità.

            Cordialità

            La verità vi farà liberi. ha detto...

            "Nello statuo definitivo si dice invece che DEVE ESSERE PRESENTE ALLA PREPARAZIONE"

            Purtroppo Kiko & Co sono astuti (come il Demonio), nello statuto hanno aggiunto le due parole "quando possibile" che gli permettono di continuare a fare il loro porco comodo...in fondo la colpa è del Sacerdote che non è presente, mica la loro che fanno come gli pare!

            La verità vi farà liberi. ha detto...

            Suggerisco questa breve lettura:

            http://www.santamariassunta.it/Portals/0/CamminoNeocat/Domande%20e%20risposte%20sulla%20Liturgia%20Eucaristica.pdf

            sarebbe comica, se non fosse pubblicata sul sito di una Parrocchia!

            La verità vi farà liberi. ha detto...

            Certo che su Cammino.info hanno le idee confuse, oppure come il loro Leader Maximo, fanno a gara a chi la spara più grossa...

            A proposito della GMG 2013 cito due estratti presi da due articoli diversi del sito:

            "In modo particolare, dall’Italia sono accorsi circa 5000 ragazzi di cui 1500 dalla capitale."

            "Venuti da ogni parte del globo – 10.000 erano solo gli italiani"


            Quindi gli italiani erano 5.000 nel primo articolo per diventare 10.000 nel secondo.
            Proseguo:

            "circa tremila ragazzi hanno manifestato la disponibilità a iniziare un itinerario per diventare sacerdoti e oltre mille ragazze per la vita consacrata"

            "3.000 ragazzi e 2.000 ragazze hanno risposto “sì” alla chiamata per la vita consacrata"


            Anche qui, le ragazze - future Suore - passano da 1.000 a 2.000 in un solo articolo.
            Ancora:

            "Circa 55 mila giovani all’incontro vocazionale del Cammino neocatecumenale"

            "Secondo gli organizzatori dell’evento sono accorsi quasi 100mila ragazzi"


            Qui lo facciamo in grande: da 55.000 a 100.000 partecipanti.

            Certo che "la strana coppia" ha di che essere soddisfatta: qui i discepoli superano i maestri....


            Sebastian ha detto...

            La verità vi farà libera, in realtà il "quando è possibile" si riferisce alla preparazione della Parola. L'Eucaristia invece va preparata sempre sotto la guida del sacerdote:

            La celebrazione dell’Eucaristia nella piccola comunità è preparata sotto la guida
            del Presbitero, da un gruppo della comunità neocatecumenale

            jp ha detto...

            Non ho controllato il testo dello statuto, ma, vista la citazione da parte di Sebastian, mi permetto di osservare che c' e' una bella differenza tra le parole: in presenza del sacerdote" e quello che il testo riportato dice:"sotto la guida del presbitero". Nel secondo caso non e' affatto specificato che il sacerdote debba essere presente; basta che sia informato su chi e come abbia preparato e su cosa le singole persone debbano fare. Il ruolo di guida non richiede la presenza fisica.

            Anonimo ha detto...

            Ricordo, che per me, il momento dell'Eucaristia era un misto di gioia e ansia, molta ansia. Avere sulle mani Gesù e non saper come esprimergli il tuo amore. E poi ritrovarti a morderlo, anche tre volte, che i pezzi di pane erano sempre grossi, cercando di mandarlo giù il più in fretta possibile, perché al passaggio del calice non ti ritrovassi con la bocca piena. Del resto, di vino, ne dovevamo prendere "un bel sorso", per ben "sentire" la dolcezza del Signore! Poi, per cercare di raccogliere tutte le briciole, ti bagnavi il dito di saliva e, ripetutamente, lo passavi sul palmo...I tristi commenti li lascio a voi.
            Anna

            @ Lino
            Nel sito CAAL.it, nel catalogo Icone, oltre agli Arcangeli, c'è Santo Stefano. Ahimè.

            mic ha detto...

            Scusate, li so che non si dovrebbe, ma all'ultimo co.menti di jp l'unica risposta chemi viene è : bastardo falsificatore!
            E che crede di prenderci per i fondelli e, se è arrivato perfino a convincersi di quello che dice, è fuori da ogni senso comune.

            aleCT ha detto...

            @mic
            La prox volta conta fino a 100...

            mic ha detto...

            Scusate i refusi ma sto scrivendo dal cellulare.

            fdf ha detto...

            Katartiko, Jp...non dite nulla sulla eresia della confessione opzionale perché avete il bavaglio. Voi non siete in grado di difendere una verità di Fede (gravissimo) perché dovreste dare torto a Kiko. Non potete dire apertamente che Kiko ha ragione perché contraddireste il Catechismo (sapienza di Dio) il che equivarrebbe a impugnare una Verità di Fede (rivelata nel concilio di Trento) che significa bestemmiare lo Spirito Santo.
            Siete in un vicolo cieco.
            Neppure PT dice nulla, lui che ha sempre da dire, perché ha intuito la gravità della cosa.
            Un po' triste non vi pare? Lo stesso vale per gli errori sull'Eucarestia.
            Appena dite una cosa poi vi infilate in altri errori, come l'amico utraquista, il che e' normale, perché da un errore se ne genera sempre uno peggiore.
            O mi dimostrate che la Dottrina Cattolica ammette la Confessione come opzionale per la remissione dei peccati, oppure ammettete che Kiko si e sbagliato. Vale il silenzio-assenso.

            fdf ha detto...

            jp, forse sei fesso, o forse pensi che siamo fessi.
            La presenza del Sacerdote servirebbe per evitare che le preparazoni diventino una sessone di studio biblico luterana, dove ognuno dice la prima cosa che gli passa in testa. Cosa che accade tutte le volte.

            Anonimo ha detto...

            Io rispondo a Sebastian
            La teoria è una cosa e la pratica è un'altra, Sebastian. Infatti anche l'Eucaristia si prepara senza presbitero e, se capita, è un evento eccezionale tanto che la comunità ne manterrà eterna memoria e ne parlerà negli anni a venire! La scusa è che, il, o i sacerdoti della parrocchia, non hanno tempo, e, meno che mai, se ci sono diverse comunità che vogliono altrettante Eucaristie. Si aggiunge anche, con sorrisino compassionevole, che loro, in fondo, non ne hanno alcuna voglia perché, questo non si dice ma si sottointende, rimarrebbero a guardare, o peggio, si metterebbero a voler decidere, senza capire che non si fa come dicono loro, ma come insegnano i catechisti. E così nessuno si azzarda a chiederglielo, e, se lo si fa, si spera sempre che dicano di no. Del resto la preparazione dell'Eucaristia a cosa serve, se non a decidere chi fa e cosa? Quindi cosa stai a scomodare il sacerdote! Del resto, questo pover uomo, cosa può aggiungere alla sapienza di chi fa il cammino da 5/10/20 anni? Soprattutto se lui il cammino non lo sta facendo? E se anche lo stesse facendo? Deve sempre misurarsi con chi è più avanti di lui con i passaggi! Lo dico con triste ironia, ma, a dispetto di tutto il gran parlare di "volar alto", la realtà è che il cammino rimane sempre terra terra. O forse un po' più sotto.
            Anna

            Anonimo ha detto...

            @ jp
            Sai bene tu, quanto lo so io, che dello statuto non gliene frega niente né a Kiko, né ai catechisti, a loro serve solo per affermare che la Chiesa ha approvato il cammino.
            E poi menti dicendo che non sei andato a controllarlo, ci sei andato eccome. Comunque tutto quello che c'è scritto nello statuto è talmente , e volutamente, contorto, che si presta a tutte le spiegazioni. E' come sentire Carmen che, volutamente, parla mezzo italiano e mezzo spagnolo, infarcendolo di termini ebraici, così i più non capiscono niente. Però poi Kiko traduce.
            Anna

            jp ha detto...

            Mic, come e' possibile che una osservazione cosi' semplice sul linguaggio dello statuto, tra l' altro ho detto chiaramente di non aver controllato bene, ti abbia fatto perdere il tuo tono usuale da maestrina dalla penna rossa?
            E' proprio questo il punto: quando si stravolge, anche di poco, il linguaggio, si finiscono per dire molte cose non proprio esatte. Lo sappiamo bene tutti ( da entrambe le parti).
            Immagino che in una parrocchia tutte le classi di catechismo siano sotto la guida del parroco, in quanto il parroco sceglie gli insegnanti, visiona I programmi e di tanto in tanto visita le classi. Non e ' presente eppure porta avanti la baracca.
            Di Cosa esattamente mi sarei convinto?
            Un piccolo regalo (visto che ti ho fatto arrabbiare): nel blog cruxsancta tra le varie cose elencate circa l' eucaristia viene detto che nel passato I laici facevano la fractio panis e ora non piu'. Questo non e' corretto in quanto in alcuni luoghi questa prassi sbagliata e' ancora in vigore e certi catechisti si rifiutano di cambiarla.

            il CUGINO DELLA PULCE PELLEGRINA ha detto...

            la...PREPARAZIONE dell'Eucarestia?
            ma che è, una complicata ricetta di cucina giapponese?
            scusate, ma CHE CI VUOLE ESATTAMENTE per PREPARARE l'eucarestia? quanta fatica,quanti oggetti,quante persone, quanto impegno?

            tutta sta cagnara di PREPARAZIONE PREPAREAZIONE PREPARAZIONE significa solo che i neocatecumenali sotto sotto SI SENTONO ALLO STESSO LIVELLO DEL SACERDOTE: infatti psi sentono assolutamente coinvolti nel PREPARARE PREPARARE PREPARARE!!!
            e quindi voi qui vi fate infinocchiare sui loro discorsi di CHI deve PREPARARE,e se per PREPARARE c'è o non c'è bisogno del PRESBITERO(manco prete: PRESBITERO)...
            ste cose succedono solo nel CIRCO EQUESTRE NEOCATECUMENO:in tutte le parrocchie del mondo la PREPARAZIONE consiste solo nella preghiera dei singoli!!!!

            Luisa ha detto...

            Molto interessante questo link:

            http://www.santamariassunta.it/Portals/0/CamminoNeocat/Domande%20e%20risposte%20sulla%20Liturgia%20Eucaristica.pdf

            Senza nessuno scrupolo di coscienza chi presenta la prassi neocat mente sapendo di mentire.
            Fanno le domande e le risposte, mi ricordano un primo blog aperto anni fa da un assiduo frequentatore di questo blog che aveva confezionato le domande e le risposte da dare, se ti chiedono questo devi rispondere questo e via dicendo, o come su Wikipedia, mettono le critiche e poi rispondono, mentono, ma che importa? Tanto chi va a verificare?
            Almeno così pensano.
            In realtà non tutti sono dei beoti pronti a bere tutte le fandonie e le ricostruzioni della realtà ad usum cammini.

            Riprendendo quel link, dopo aver detto, mentendo, che hanno obbedito al card. Arinze, che in realtà ha trasmesso le NORME di Benedetto XVI, spiegano che cosa sono le monizioni e le risonanze, sanno che NON rispettano i libri liturgici, che DISOBBEDISCONO alle norme della Chiesa, ma se ne infischiano, le monizioni continuano e non eventualmente, le risonanze continuano e non son fatte solo in occasioni eccezionali.
            Ma che importa?
            Hanno disobbedito in modo superbo e deprecabile a Benedetto XVI, continuano a farlo ma sanno che nessuno verrà a sanzionarli.

            Così, tanto per rinfrescare la memoria a coloro che si comunicano seduti e non hanno smesso la loro fiumana di parole, ecco che cosa vi domanda e comanda la Chiesa, ecco che cosa vi ha prescritto Benedetto XVI, ve ne infschiate, lo so, ma non si sa mai, magari c`ancora qualche neocoatecumenale che non lo sa...


            "Nella celebrazione della Santa Messa, il Cammino Neocatecumenale accetterà e seguirà i libri liturgici approvati dalla Chiesa, senza omettere né aggiungere nulla."

            2. Circa le eventuali monizioni previe alle letture, devono essere brevi. Occorre inoltre attenersi a quanto disposto dall’“Institutio Generalis Missalis Romani” (nn. 105 e 128) e ai Praenotanda dell’”Ordo Lectionum Missae” (nn. 15, 19, 38, 42).

            Quanto ad interventi occasionali di testimonianza da parte dei fedeli laici, valgono gli spazi e i modi indicati nell’Istruzione Interdicasteriale “Ecclesiae de Mysterio”, approvata “in forma specifica” dal Papa Giovanni Paolo II e pubblicata il 15 agosto 1997. In tale documento, all’art. 3, §§ 2 e 3, si legge:

            § 2 - “È lecita la proposta di una breve didascalia per favorire la maggior comprensione della liturgia che viene celebrata
            e anche, eccezionalmente, qualche eventuale testimonianza sempre adeguata alle norme liturgiche e offerta in occasione di liturgie eucaristiche celebrate in particolari giornate (giornata del seminario o del malato, ecc.) se ritenuta oggettivamente conveniente, come illustrativa dell’omelia regolarmente pronunciata dal sacerdote celebrante. Queste didascalie e testimonianze non devono assumere caratteristiche tali da poter essere confuse con l’omelia”.

            CS ha detto...

            Caro JP

            Non ci provare

            Ho riportato in un post il testo di entrambe le versioni dello statuto: li si vede bene come il tema in discussione era appunto la presenza. Nella prima versione questa presenza era appunto molto poco necessaria dando la possibilità che il Sacerdote non ci fosse per un qualsivoglia motivo. Per ovviare questo si scrive "sotto la guida". Ora se si parla di presenza e si scrive "sotto la guida...."


            Ma seguiamo il tuo ragionamento: Il catechismo è guidato dal parroco. Vero: è un meccanismo che funziona in tutte le grandi organizzazioni e si chiama "delega" tanto che i catechisti del catechismo ogni anno vengono inviati formalmente dal Vescovo.

            Questa delega non è presente né in prassi nè nello statuto. Il sacerdote non delega nessuno a questo suo ruolo di "guida": e quindi come può guidare se non essendo presente?(tra l'altro il confronto con la bozza rende evidente che il tema era la presenza o meno del sacerdote)

            Se frequenti il cammino sai come vanno le cose:
            1) tutti (catechisti compresi) sappiamo che il sacerdote deve essere presente (il mio povero responsabile ci ricordava ogni volta di ricordare al sacerdote che c'era la preparazione ...."almeno ricordatelo poi....")
            2) tutti sappiamo che il sacerdote non puo essere presente (anche escludendo la parrocchia immaginati preparare 3/5 eucarestie quando ci sono + comunita).
            3)Il sacerdote non è mai presente (99% dei casi)
            4)l'1% è quello delle comunità appena nate dove si fa uno sforzo in piu. Ma durerà poco
            5)la guida nei casi 99% è nulla!
            6)nelle omelie, quando non sono quasi il contrario delle risonanze, non è raro vedere che il sacerdote riprende quello che è stato detto dai fratelli per correggerlo.

            Caro JP l'accusa di stravolgere è comoda quando non si da la propria spiegazione. Spiega te COME DOVREBBE avvenire la guida e meglio, dimmi la tua esperienza: nel caso che non sia presente COME AVVIENE nei fatti?

            Scusate l'ampollosità ma ho qualche ferita dal cammino e i discorsetti riparatori di fratelli che sanno come vanno le cose e, in via anonima potrebbero liberamente dire quello che pensano, non li sopporto.

            La verità vi farà liberi. ha detto...

            "Sebastian ha detto...

            La verità vi farà liberi, in realtà il "quando è possibile" si riferisce alla preparazione della Parola. L'Eucaristia invece va preparata sempre sotto la guida del sacerdote"



            Sorry, hai ragione. E' stato un mio errore.....ma ero in piedi dalle 5 del mattino :(

            Ruben ha detto...

            @jp
            Immagino che in una parrocchia tutte le classi di catechismo siano sotto la guida del parroco, in quanto il parroco sceglie gli insegnanti, visiona I programmi e di tanto in tanto visita le classi. Non e ' presente eppure porta avanti la baracca.
            ---
            Intanto si tratta di classi propedeutiche alla 1°Comunione e Cresima,i Catachisti sono formalmente autorizzati dal Vicariato(vivo a Roma)e si guardano bene dall'organizzare una qualsivoglia Eucarestia.
            Mi domando invece, se i vostri Catechisti, uno "straccio" di autorizzazione almeno ce l'hanno.

            Ruben ha detto...

            Domanda:
            Dite il Gloria, Credo, Agnus Dei e il resto delle prescrizioni che vi ha dato il card. Arinze
            prefetto per la Congregazione del Culto Divino?

            Risposta:
            Si da quando il card. Arinze ha scritto quella lettera abbiamo obbedito subito

            http://www.santamariassunta.it/Portals/0/CamminoNeocat/Domande%20e%20risposte%20sulla%20Liturgia%20Eucaristica.pdf
            ---
            Quanto sopra riportatto,le parole sono le "loro",è la dimostrazione lampante che la "Lettera Arinze" è
            vigentissima!
            Poi, se nella realtà sia disattesa in tutto o in parte,è un altro discorso.

            Anonimo ha detto...

            @jp


            Si si, infatti quando si dice che alla guida della macchina deve esserci un maggiorenne fornito di patente vuol dire che può tranquillamente esserci un bambino, basta che sia informato un adulto munito di patente.


            Ti rendi conto che tu, e come te molti neocatecumenali vivete perennemente in una situazione kafkiana nutrendovi di paradossi necessari per mantenere lo status quo?



            Gv

            Lino ha detto...

            @ Anna ha detto:
            "@ Lino
            Nel sito CAAL.it, nel catalogo Icone, oltre agli Arcangeli, c'è Santo Stefano. Ahimè
            ".

            Ahi loro, Anna, un'icona di Santo Stefano non è sufficiente a zittire le mie congetture. Trattasi di un discepolo vicino alla cerchia degli Apostoli, nominato diacono dagli stessi (V. Atti degli Apostoli). Una figura delle Sacre Scritture, quindi, non della Tradizione cattolica. Vorrei vedere un Sant'Agostino, per esempio, e su di lì nel tempo. In tal caso tacerei, chiedendo scusa della "mormorazione".

            Sebastian ha detto...

            Scusa jp, ma nello statuto c'è scritto la preparazione della Parola va fatta possibilmente con la presenza del sacerdote.
            Invece la preparazione dell'Eucaristia va fatta sotto la guida del sacerdote, senza specificare "quando è possibile", il che significa "sempre".

            Possibile che per la Parola si auspica della presenza del sacerdote, e per l'Eucaristia non si fa neppure una menzione?
            Mi sembra lapalissiano, dato il contesto, che "sotto la guida" significhi "con la presenza del sacerdote".
            Il tuo sembra veramente un modo nauseante di rigirarti la frittata.

            mic ha detto...

            Mi sembra lapalissiano, dato il contesto, che "sotto la guida" significhi "con la presenza del sacerdote".
            Il tuo sembra veramente un modo nauseante di rigirarti la frittata.


            Appunto...
            E nel frattempo si sono fatti kilometri di post, distogliendo l'attenzione dall'Eucaristia e dagli abusi.

            Anonimo ha detto...

            Per far ritornare la discussione al tema dell'eucaristia (che è quello che stiamo trattando).

            Io credo che con la crisi delle vocazioni i neocatecumenali avranno sempre maggiori difficoltà ad aprire nuove comunità.

            Per un motivo molto semplice: non ci sono più tutti i preti che c'erano una volta.

            Anche solo rispetto a 20 anni fa io ho visto un brusco calo del numero di preti. Dove una volta c'erano 3 preti, adesso ce n'è uno solo (e spesso avanti negli anni).

            Mi dite dove li trovano i neocatecumenali dei preti che abbiano il tempo materiale di seguire le loro piccole comunità di 30 persone, quando spesso i sacerdoti si trovano da soli a dover guidare più di una parrocchia (specialmente nei piccoli comuni)?

            ANONIMO MILANESE

            Lino ha detto...

            Mah! Il vero arcano è come facciano a definirsi cattolici.
            Come nel protestantesimo, elaborano elucubrazioni sulla Presenza reale, sminuendo il Sacrificio.
            Come i calvinisti, insistono su una valenza simbolica e su una "forza spirituale" infusa sui partecipanti all'Eucaristia.
            Del Sacramento della Penitenza manco a parlarne, "domani, se vuoi", tanto quelle "casette" - insegna Carmen - non c'erano nel cristianesimo primitivo.
            Come nel protestantesimo, praticano la lettura diretta delle Sacre Scritture "in chiave neocatecumenale". Guai a citare loro l'esegesi di un Padre della Chiesa che contraddice una di Kiko (o di un catechista che ripete a memoria i mamotreti), ti tolgono il saluto.
            Per osservare la figura di un Santo (che non sia presente nei Vangeli) devono sperare in un miracolo, giacché il loro sommo iconografo unico non ne dipinge...

            Ma di cosa stiamo parlando?

            La verità vi farà liberi. ha detto...

            sta per essere fatto un altro importante annuncio, quello dell'avvicendamento alla Segreteria di Stato tra il cardinale Tarcisio Bertone e l'arcivescovo Pietro Parolin


            Tratto da La Repubblica.
            Che ne dite? La liturgia NC perde o acquista un appoggio?

            La verità vi farà liberi. ha detto...

            "Io credo che con la crisi delle vocazioni i neocatecumenali avranno sempre maggiori difficoltà ad aprire nuove comunità"

            Questo sicuramente già accade, tieni conto infatti che la loro bislacca liturgia continua a perdere - ogni giorno - spettatori paganti (perchè i NC sono solo spettatori - ovviamente paganti - di un copione osceno scritto da Kiko e recitato - a memoria - da responsabili e catechisti).

            Nella mia Parrocchia hanno realizzato, nelle ultime catechesi di inizio anno, un magro bottino di 8 adepti...quasi tutti (7 su 8) familiari di altri NC.
            Alle catechesi avevano partecipato oltre 30 persone, poi la comunità si era formata con 14 adepti ma 6 di questi hanno abbandonato entro i primi 3 mesi di Cammino.

            Kiko spara numeri a vanvera ma, anche da loro, di Sacerdoti ne escono oramai con il contagoccie.

            Con l'avvento di Internet, e grazie a blog come questo, inizia a diffondersi la consapevolezza di cosa sia realmente il CN e tanti lo abbandonano anche poco dopo averlo iniziato(ma non solo: lo scorso mese, nella mia città, hanno lasciato il CN due catechisti con 30 anni di "malefatte neocatecumenali" sulle spalle). Per questo lo scorso anno la triade ha tentato un colpo di mano vietando ai loro adepti di utilizzare internet ed i social forum; salvo essere poi smentito dal Papa in persona che, in contemporanea, sbarcava su Twitter e Youtube.

            Kiko continua a spostare i suoi neocatecumenali come si faceva con i carrarmati di Mussolini, questo per non dare l'idea della disfatta ma i danni sono oramai evidenti e non basta più annunciare qualche nuovo seminario e qualche cimitero NC (!) per dare smalto ad un vecchio edificio - costruito sulla sabbia - ed oramai pieno di crepe.
            Il nostro somiglia sempre di più ad un vecchio dittatore che, rendendosi conto che la fine del suo impero è vicina, va avanti con la sola forza della disperazione....e con qualche colpo di teatro dato dall'esperienza.
            La sola forza rimasta al CN è il denaro ma, con la diminuzione degli adepti e la crisi economica in corso anche quello è destinato a finire e allora, di questa setta e delle sue opere, non rimarrà che....pietra su pietra!

            Ruben ha detto...

            @ANONIMO MILANESE

            "Io credo che con la crisi delle vocazioni i neocatecumenali avranno sempre maggiori difficoltà ad aprire nuove comunità.

            Per un motivo molto semplice: non ci sono più tutti i preti che c'erano una volta."
            ---

            Il Cammino Neocatecumenale non sente la mancanza di preti,anzi tende alla loro eliminazione progressiva, sostituendoli con quelli di propria formazione(Redemptoris Mater),per mantenere una parvenza di regolarità magisteriale.

            Anonimo ha detto...

            Papa Francesco pone questa domanda a se stesso e alla nostra riflessione, nell'omelia su Sant'Agostino di qualche giorni fa:
            " Mi sono per così dire "accomodato" nella mia vita cristiana, nella mia vita sacerdotale, nella mia vita religiosa, anche nella mia vita di comunità, o conservo la forza dell’inquietudine per Dio, per la sua Parola, che mi porta ad "andare fuori", verso gli altri? Crediamo nell’amore a Dio e agli altri? O siamo nominalisti su questo? Non in modo astratto, non solo le parole, ma il fratello concreto che incontriamo, il fratello che ci sta accanto! Ci lasciamo inquietare dalle loro necessità o rimaniamo chiusi in noi stessi, nelle nostre comunità, che molte volte è per noi "comunità-comodità"? A volte si può vivere in un condominio senza conoscere chi ci vive accanto; oppure si può essere in comunità, senza conoscere veramente il proprio confratello"

            Nel Cammino, in generale, tranne forse qualche eccezione, c'è stato questo accomodamento nella vita di comunità che il Papa condanna.

            La chiusura nella propria comunità è distruttiva per il cammino stesso, anzi per la Chiesa. Notai, in certi momenti, non so se è sempre così, una divisione della Chiesa in tante comunità e una chiusura di ognuna in se stessa. Ciò che rendeva più aperta la comunità dov'ero all'inizio (solo all'inizio), era la partecipazione quotidiana di diversi membri alla Messa quotidiana e alla vita della Parrocchia. Ciò faceva superare le chiusure. Ma nella maggior parte, dove manca questo, nel cammino è molto presente la chiusura nelle proprie comunità.

            Mario

            Anonimo ha detto...

            Ho letto con ammirazione il commento di la verità.....
            Dopo un attimo di esitazione ho riso di gusto, davvero era da tempo che non ridevo così.
            Quindi che fare....grazie, grazie di cuore per l'impegno e lo sforzo nel credere che il cammino sia cosi malmesso.
            Continua in questa opera, preferiamo raccogliere i frutti copiosi e restare all'ombra, anzché stare sugli allori.

            by Tripudio ha detto...

            In effetti i "copiosi" frutti del Cammino sono nascosti nelle tenebre, perché le tenebre odiano la luce e amano invece l'arcano.

            Quanto agli allori, il Cammino cerca sempre di spacciarsi per carico di glorie. La spavalderia di Kiko non conosce limiti («ventimila preti per la Cina!» e poi invece ci manda le «cefale»), così come quella dei cosiddetti "catechisti", tutti a sua immagine e somiglianza.

            La verità vi farà liberi. ha detto...

            "preferiamo raccogliere i frutti copiosi e restare all'ombra"

            "Dopo un attimo di esitazione ho riso"


            Il CN è certamente nell'ombra:

            - delle Demoniache tenebre, per quanto riguarda le opere

            - sotto quella di un cipresso, per quanto riguarda le prospettive di sopravvivenza di una Liturgia madida di cotanti errori, eresie e storture.

            Già, poi hai anche riso...un gigno nervoso, isterico, singhiozzante....come quello di chi sa di essere stato scoperto? Come quello di chi ha capito che la coperta, troppo corta, sotto la quale si è finora riparato lo ha lasciato nudo, vergonosamente esposto al pubblico ludibrio?

            Immagino la tua risata, caro Anonimo delle 14.42 , quando hai scoperto tutto questo....immagino.

            La verità vi farà liberi. ha detto...

            "La spavalderia di Kiko non conosce limiti («ventimila preti per la Cina!» e poi invece ci manda le «cefale»)"

            E' delirio più che spavalderia, temo. In fondo i segni premonitori c'erano già, con quelle invenzioni riguardo la Liturgia: ora siamo solo alla logica evoluzione.

            Per quanto riguarda i 20.000 sacerdoti, quelli esistono solo nei suoi sogni, visti i numeri reali che sfornano i RM.....e le cefale anche; alla fine - se frequentate un po' gli adepti del Cammino - potete scoprire che ad alzarsi sono sempre gli stessi, per anni, e che quindi anche le aspiranti cefale non ci sono.
            Anche lì si tratta sempre delle stesse ragazze che vanno a fare le figuranti in giro per i vari "festival di S.Kiko"nel mondo! Esempio: nella mia Parrocchia c'è una coppia di ragazzi che, da almeno 5 anni, "si alza" a tutte le occasioni e non meno di tre volte l'anno.

            Ricordiamo sempre che la storia si ripete, Kiko ha imparato - come scrivevo stamani - dai carri di Mussolini...

            Tornando a noi: negli ultimi tempi, nei quali sono stato latitante sul blog, ho frequentato molto - per impegni con la Vicaria - i NC della mia zona: ho trovato spesso dei ragazzi ingenui e che si lasciano molto guidare, se presi nel modo giusto e ho scoperto come, di questo, ne approfittano molti Catechisti.
            Io, nel mio piccolo ;) , sono comunque riuscito a entrare nelle grazie di molti e, con le loro confidenze, sto veramente vedendo l'abisso nel quale sono finiti!

            Lino ha detto...

            @ Katartiko ha detto (altrove):
            "Hai pienamente ragione. ....hanno il potere di farmi perdere la pazienza...".
            Anonimo ha detto (qui): "Dopo un attimo di esitazione ho riso di gusto, davvero era da tempo che non ridevo così.
            Mettetevi d'accordo. C'è chi perde la pazienza e chi ride di gusto.
            Quando soltanto ci sarebbe da rispondere:
            1)C'è Presenza Reale nell'Eucarestia?
            2) Rinnova l'Eucarestia il Sacrificio di nostro Signore?
            3) Questa Presenza Reale si verifica indipendentemente dalla partecipazione di una comunità?
            4) Dice bene Kiko, nella GMG, "domani, se vuoi", oppure di quelle "casette" [i confessionali secondo Carmen, NdA] c’è bisogno?
            5) Tra un’esegesi di un Padre della Chiesa e una lettura “in chiave neocatecumenale” dei Vangeli – quelle di Kiko, naturalmente - a quale dai più credito?
            6) Ti pare giusto che nell’iconografia NC – vale a dire l’opera pittorica di Kiko Arguello, perché a lui soltanto l’iconografia del Cammino si riduce – non esista l’immagine di un solo Santo che non sia coevo a Cristo e tramandato nei Vangeli?

            Come potete notare, io non perdo la pazienza né rido. Qui si pongono domande che qualsiasi individuo pensante giudicherebbe legittime e serie. Il problema è vostro.

            Lino ha detto...

            P.S.
            Non perdete la pazienza né ridete, siate seri. Chi casualmente leggerà la presente pubblicazione giudicherà la vostra capacità d'interlocuzione. Anzi, giacché siete anonimi, giudicherà il Cammino neocatecumenale del quale siete dotti adepti, a giudicare dalle arrabbiature e dalle risate. E giudicherà chi è a cantare "Io, na chitarra e 'a luna", considerato chi fa il chitarrista :-)
            Manco buoni a fare le battute sono, se li legge "Kiko con la chitarra" li scomunica! Poi si lamenta che io dissi : "Baccalà!".

            La verità vi farà liberi. ha detto...

            "Lino ha detto...

            Il problema è vostro"


            Lo sanno caro Lino, lo sanno bene di avere un problema. Così come sanno di non poter dare risposte sensate alle tue domande.
            Sanno perfettamente che il CN e la Fede Cattolica sono due rette parallele (e sappiamo quando si incontrano...), sanno di "essere legati a riti discutibili", sanno di aver "creato un nucleo autoreferente" dal quale "non è facile poi uscire", sanno che "se continua così non c'è un gran futuro, davanti"......è per quello che - sul blog - ostentano (falsa) sicurezza mentre, in realtà, i loro nervi sono tesi e la ragione è già da un po' che è andata a farsi benedire ...


            @ Anonimo: i "virgolettati" sono tutte frasi di tuoi giovani fratelli di Cammino, proprio quelli che in questo preciso momento stanno calpestando il Corpo di Cristo in quel balletto intorno all'Altare....qualche dubbio in molti di loro inizia ad insinuarsi, fidati (tanto, in fondo, lo sai anche te che è così).

            Anonimo ha detto...

            Scusa la verità....tua.....vengo appena adesso dall'eucaristia, non ho avuto tempo e quindi ho potuto leggere solo adesso....e siccome sono davvero nell'allegria, continuo a ridere di vero gusto.
            Ti dici che immagini questo e che immagini quello.....ma non è. che hai troppa immaginazione???????
            Che i frutti non li vediate. voi.....ecchi se ne frega, l'importantebche li vede roma i vescovi i cardinali ed il Papa

            Anonimo ha detto...

            E' singolare, ma poi neanche tanto, che ricorra sempre e solo l'aggettivo allegria tra i neocatecumenali quando tornano da un eucarestia, mi chiedo da dove derivi.


            Anche perché la prima cosa che mi viene in mente pensando al sentimento che provo ogni volta che mi unisco al Signore non è una semplice, banale e superficiale allegria. E' estasi, grazia, pienezza di cuore, ma al contempo tormento empatico per le ingiustizie perpetrate e condivisione del dolore della croce Sua e delle mie piccole croci quotidiane. Sentimenti che non portano al riso, ma se mai alla compassione, all'empatia ed alla passione nel tormento ed estasi che si uniscono nelle dimensioni compartecipanti di Eros Agape Philia.


            Sentimenti che mi portano a riflettere sul Vangelo di oggi che centrava il tema della vana gloria ricercata nei riconoscimenti di potere ed autorità.

            Dire guardate i frutti, guardate come Roma ci approva, farsi belli davanti agli altri e darsi arie (quando tra l'altro sono palesi le strumentalizzazioni del cammino e le manovre alle spalle del Pontefice, non per nulla Benedetto XVI ha istituito un apposita commissione che ancora lavora) non è diverso dal volere sedersi nei posti più importanti.


            L'eucarestia non mi dona semplice allegria, ma mitezza che mi permette di chiedermi se forse sono in errore, di ragionare se per caso su qualcosa ho sbagliato e di confrontarmi con i miei fratelli rispondendo alle domande e cercando con empatia di guardare dal loro punto di vista, senza sbeffeggiarli ridendo e dicendo guardami che bello mi son seduto al primo posto (anche perché state attenti che non succeda che lo Sposo chiami altri più vicino e vi mandi in fondo al tavolo).


            L'approccio all'eucarestia mi porta chiedere perdono al Signore se per sbaglio giudico e di pregarlo di illuminarmi nel discernimento, senza fidarmi ciecamente ne delle cariche ne della ferrea legge, ma rimanendo fedele alla Sua Parola, non delegando ad altri la mia capacità di interrogarmi su ciò che accade ma ragionando io in prima persona confrontandomi con chi la pensa diversamente da me.


            Certo l'aver appena celebrato il nostro Amore verso il Creatore unendoci assieme non mi porta a rivolgermi ad un fratello dicendogli "chi se ne frega" ma mi porta a cercare di capire il suo punto di vista e sforzarmi per trovare le migliori vie di confronto, perché come il mio Signore se ne frega di me anche io me ne frego dei miei fratelli che amo e voglio che capiscano se sbagliano o mi spieghino perché mi sbaglio. Dopo aver avuto l'Amore in me non riesco a fregarmene tanto facilmente di ciò che dice un mio fratello.


            E così quando non si sa più argomentare ne discutere si ride e si ride e si continua a ridere dimenticandosi quell'antico saggio proverbio che dice: "Il riso abbonda nella bocca degli stolti".

            E io mi chiedo come fa a regnare la stoltezza dove dovrebbe regnare quel Dio incontrato ed amato nell'eucarestia?


            Gv

            Anonimo ha detto...

            Bella e dotta omelia, speriamo tu non sia un sacerdote, come tale se ti interroghi da dove mi venga la gioia, faresti semplicemente pena.
            Per il resto a parte un po di febbre, leggendovi, anche oggi mi fate ridere, penso vi consigliero a chi è depresso come rimedio terapeutico.

            Ruben ha detto...

            @Anonimo
            " Anonimo ha detto...

            Bella e dotta omelia, speriamo tu non sia un sacerdote, come tale se ti interroghi da dove mi venga la gioia, faresti semplicemente pena.
            Per il resto a parte un po di febbre, leggendovi, anche oggi mi fate ridere, penso vi consigliero a chi è depresso come rimedio terapeutico."
            ---
            Almeno per me,il testo sopra riportato,e di difficile comprensibilità; se l'anonimo volesse illuminarmi....

            Lino ha detto...
            Questo commento è stato eliminato dall'autore.
            Lino ha detto...

            anonimo ha detto: "come tale se ti interroghi da dove mi venga la gioia, faresti semplicemente pena"
            No, semplicemente Gv vi conosce e sa che ballate.
            Nell'Africa nera come nelle discoteche il ballo induce euforia - anche un po' di febbre, talvolta, la febbre del sabato sera - che si confonde con la gioia.
            Hai ballato, ieri? Non lo sapevi, John Travolta?
            Ridi, ridi, chi ti legge giudica il tuo umorismo.

            Anonimo ha detto...

            @ anonimo 01 settembre, 2013 14:17

            Innanzitutto ci tengo a precisare che non sono un sacerdote e non ho fatto nessuna omelia (ne tanto meno dotta), solo dei semplici commenti ed una breve e sintetica riflessione che non pretendo sia corretta, ma se è sbagliata vorrei sapere dove e perché così che io possa correggere i miei errori.


            Forse mi son spiegato male, non mi interessa da dove venga la tua gioia (non metto in dubbio che venga da Dio), non era quella la questione.

            Il punto è che la maggior parte dei nc che parla della Messa in questo forum utilizza sempre e solo l'aggettivo gioia o allegria.

            Mi spiego meglio: è come se Dio ti riversasse addosso tutti i sentimenti del mondo ma tu lasciassi passare solo la gioia. Come mai ho questa impressione? Ammetto che forse è solo una mia impressione, ma per lo meno è fondata su diverse esperienze.


            Mi sembra strano, è come se mi chiedessero com'è stata la tua prima notte di nozze e io rispondessi solo che mi ha donato gioia.


            Per me è un aggettivo riduttivo e siccome da quando seguo questo forum ho notato che quando intervengono i nc usano solo e sempre una serie limitata di aggettivi monotoni per descrivere la medesima esperienza, mi domandavo come mai ciò avvenga.


            Poi, sarà la febbre, ma continui con il tema stolto del riso, invece di entrare nello specifico precisando dove sbaglio, non sapendo argomentare, ti fai una risata insultando te stesso senza neanche accorgertene.


            Dunque ti chiedo: quando mai Nostro Signore si è comportato in questa maniera? Egli ha sempre risposto, persino ai farisei ed agli scribi.

            E noi dovremmo prendere Lui come modello da imitare? Se no che senso ha chiamarci cristiani?


            Quindi dimmi dove e perché sbaglio, cita la parte del testo dove commetto errori e dimmi quali sono se no fai la figura dello stolto che non sapendo più cosa dire, messo con le spalle al muro ride.


            Ci tengo a precisare che la riflessione che ho fatto sul Vangelo nasce in prima istanza, dall'ascolto di un ottima predica, poi da una riflessione personale nella quale riconosco i miei peccati, come superarli e mi impegno a farlo, sicuro della Grazia del Signore che mi guida ad una Vita Vera.

            In ultima istanza vedendo il tuo commento e pensando al cammino ho paragonato il medesimo ragionamento fatto su di me al comportamento del cammino e tuo, in modo da potersi confrontare, anche perché ti voglio bene e voglio bene a tutti i nc, non capendo come mai si comportano in maniera per certi versi così in antitesi con il Vangelo voglio confrontarmi per capire chi sbaglia e dove.


            Tu hai portato come sostegno a ciò che pensi solo argomenti legati alla vana gloria, mai un riferimento alle scritture (senza tener conto tra l'altro di tutto ciò che accade ma solo di ciò che ti interessa).

            Ti fai vece del diritto a sedere vicino allo sposo, ma non conosci lo Sposo, se no non parleresti così di fronte ad un tuo fratello in Cristo che ti apre il cuore. Prova a riflettere: è mai successo in tutti i Vangeli che Gesù per giustificare i suoi discorsi si appellasse all'interpretazione di un rabbino o ad un approvazione di qualche permesso? Si è sempre confrontato con la Scrittura e mai ha riso del suo interlocutore.


            Ciò che dovrebbe contraddistinguere un cristiano dal resto del mondo non è la gioia o l'allegria. Anche gli atei dei centri sociali che regalano abbracci in piazza lasciano gioia ed allegria. Ma quello che ci contraddistingue è l'Amore, quello con la A maiuscola, quello che non si permette di ridere, sbeffeggiare ed insultare.

            Possiamo avere tutte le approvazioni del mondo (ammesso e non concesso che siano valide) ma a cosa ci serviranno se lo Sposo dovesse dirci "io non ti conosco"?


            Gv

            Anonimo ha detto...

            Ma l'obiettivo, ora, è realizzare un'intera “corona misterica” http://www.genteveneta.it/public/articolo.php?id=7571

            Sebastian ha detto...

            L'anonimo nc è così duro di cuore da non rendersi conto che Gv non ha fatto una predica, ma ha generosamente confidato i propri sentimenti di fronte a un mistero così grande.... Il cinismo è una delle principali caratteristiche dei nc.

            aleCT ha detto...

            Quello che ha detto il caro anonimo si commenta da solo.

            La cosa più triste è la durezza di cuore che si evince da quelle parole.

            O forse è semplicemente paura? Paura di confrontarsi, paura di mettersi in discussione, paura di comprendere che il mondo non finisce nel cammino neocatecumenale, paura di capire che quindi il cammino non è "indispensabile"?

            Boh...chissà...

            Io avrei una domanda "tecnica"

            Spesso e volentieri si è detto che "la lettera di Arinze è superata dagli Statuti"

            Fermo restando che non è "superata", ma "inglobata" ci sono delle cose che non mi tornano.

            Se la lettera (ovvero le indicazioni del Santo Padre) è "superata" mi si può spiegare perchè si continua a recitare il Gloria, il Credo e l'Agnello di Dio?

            Se è superata è superata in toto. O no? E se lo è solo in parte mi si può spiegare secondo quale logica certe parti sono ancora "valide"?

            La lettera diceva semplicemente di "seguire fedelmente il libri liturgici"
            Lo Statuto ingloba la lettera.

            Ci sono delle concessioni, certo.

            1) Scambio della pace prima dell'offertorio. (nulla da dire figuriamoci)

            2) la comunione al proprio posto.

            Ma attenzione: si parla solo della mancanza della PROCESSIONE.
            Non c'è nessun riferimento al fatto di fare la comunione TUTTI INSIEME (insieme anche al sacerdote)

            Anzi, su questo punto i libri liturgici sono molto precisi. E sono precisi perchè nella Chiesa Cattolica c'è un significato teologico fondamentale in questo.

            Tanto è vero che i protestanti il pane (perchè per loro sempre pane rimane) lo si assume tutti insieme.

            E anche loro hanno i LORO motivi.

            Sul fatto delle monizioni..la lettera era chiara. DEVONO ESSERE BREVI ED EVENTUALI. Perchè questo dicono i libri liturgici

            Ora basta vedere i mamotreti per capire che tanto brevi non sono...figuriamoci eventuali.

            Le risonanze ancora di più. I libri liturgici sono ancora più rigidi da questo punto di vista e il motivo è semplice:
            nella celebrazione Eucaristica l'importante è quello che succede sull'altare, non le nostre parole.

            Invece nel cammino quelle parole diventano FONDAMENTALI. Se non ci sono risonanze non è una messa "vera"

            E, abbiate pazienza, ma questo con il cattolicesimo non c'entra assolutamente nulla.

            Ruben ha detto...

            "Il cinismo è una delle principali caratteristiche dei nc."
            ---
            Ed infatti ha attecchito tanto bene nella Capitale,una Parrocchia su tre.
            Sono romano anch'io e mi riconosco in parte questo difetto,anche se cerco di correggermi.

            Anonimo ha detto...

            Cmq avete ragione voi... ho riletto il vangelo di Luca (ma anche gli altri):
            "[14] Quando fu l'ora, prese posto a tavola e gli apostoli con lui,

            [15] e disse: "Ho desiderato ardentemente di mangiare questa Pasqua con voi, prima della mia passione,

            [16] poiché vi dico: non la mangerò più, finché essa non si compia nel regno di Dio".

            [17] E preso un calice, rese grazie e disse: "Prendetelo e distribuitelo tra voi VENENDO IN PROCESSIONE,

            [18] poiché vi dico: da questo momento non berrò più del frutto della vite, finché non venga il regno di Dio".

            [19] Poi, prese DELL'OSTIA, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro SEMPRE IN PROCESSIONE ALTRIMENTI NON FUNZIONA dicendo: "Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me".

            [20] Allo stesso modo dopo aver cenato, prese il calice dicendo: "Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, che viene versato per voi".

            aleCT ha detto...

            Caro Anonimo,
            cosa vuoi che ti dica...
            Prenditela con

            1) Chi ha scritto L'ordinamento Generale del Messale Romano uscito dopo il CVII

            2) Giovanni Paolo II che vi ha detto di seguire i libri liturgici

            3) Benedetto XVI che vi ha detto altrettanto.

            Evidentemente non ci hanno capito niente...

            Anonimo ha detto...

            Caro anonimo'so che è difficile capirlo ma la Chiesa Cattolica ha carattere universale e pensa a tutti i fedeli e siccome Gesù eucarestia è presente in un pezzo di pane consacrato tanto quanto in un frammento di ostia ha pensato di utilizzare quest'ultima per evitare dispersioni del Suo corpo e per permetterne la consumazione anche a malati ed anziani, analogamente per la processione. Ora se tu preferisci che frammenti della sua persona finiscano per terra e vengano calpestati o buttati nell'immondizia quando si pulisce la stanza continua imperterrito nelle tue convinzioni, se ami così poco il Sommo Amore da non curarti minimamente del Suo Corpo continua pure nella tua cieca ostinazione irrispettosa, d'altronde Kiko dixit.

            Poi tu fai riferimento alla prima eucarestia, ma come ben sai la prima eucarestia è stata consumata al termine della cena ebraica, come mai noi non ripetiamo tutta la cena ebraica come non ripetiamo passo a passo tutto quello che ha fatto Gesù?

            Perché l'importante non è ripetere passo passo quello che è accaduto ma l'importante è celebrare la Parola e l'Eucarestia nei modi più consoni tali che ogni fedele possa gustare la Parola ed il Corpo di Cristo nella maniera più rispettosa possibile. Le uniche parole che vengono ripetute passo passo sono quelle relative al memoriale dove si rivive quel momento.

            Non stiamo mettendo su un opera teatrale, stiamo celebrando Cristo vivo oggi secondo i dettami della Chiesa.

            Non è che prendendo il pane o manducando seduti ricevi più Cristo. E' sempre lo stesso con la differenza che il vostro modo di fare è irrispettoso in quanto rende molto facile la dispersione di frammenti del Corpo di Cristo oltre che impossibilitarne la consumazione per persone con problemi a deglutire e ignora totalmente il simbolismo che la Chiesa attribuisce a quel rito.

            Ritieni opportuno fregarsene del Corpo di Cristo e dei continui richiami dei pontefici continuando a calpestare il Corpo di Cristo? Non ritieni che i supplizi che ha ricevuto siano sufficienti? Vuoi arrecargli altro dolore al Suo corpo? Non ti è bastata la sua Passione in croce?



            Gv

            Kikarmezzi ha detto...

            @anonimo 23:30

            Visto che si parlava di prendere la comunione in contemporanea, vorrei riportare un documento della Congregazione del Culto Divino. A pagina 609 c'è una domanda sui dubbi liturgici, con conseguente risposta (la traduzione è libera mia, c'è una versione in inglese qui):

            [Domanda]
            Se sia lecito al sacerdote celebrante assumere la comunione solo dopo che la Santa Eucaristia sia stata distribuita ai fedeli o di distribuire la Santa Eucaristia ed in seguito assumere la comunione insieme alle persone?

            [Risposta] Negativa ad entrambe.

            L'uso di questo modo di celebrare da parte del sacerdote, cioè di assumere la comunione solo dopo che la santa Eucarestia è stata distribuita ai fedeli, oppure, avendo già distribuita la santa Eucarestia, assumere la comunione allo stesso tempo con tutti, deriva da una singolare opinione, ovvero che i fedeli, come ospiti della mensa eucaristica, debbano essere serviti per primi.

            In tutti i Riti della Chiesa si può riscontrare l'ordine tramandato per accedere alla santa Comunione: prima comunica il Vescovo o il sacerdote celebrante, poi gli altri ministri secondo l'ordine gerarchico, ed infine il popolo.
            Il sacerdote comunica per primo non per umano prestigio, ma a causa della dignità e natura del suo ministero. Egli agisce infatti nella persona di Cristo, per via dell'integrità del sacramento e poichè presiede alla congregazione del popolo: "Così i presbiteri, unendosi con l'atto di Cristo sacerdote, si offrono ogni giorno totalmente a Dio, e nutrendosi del Corpo di Cristo partecipano dal fondo di se stessi alla carità di colui che si dà come cibo ai fedeli." (Redemptionis Sacramentum, n. 97).


            Quindi, a giudizio della Congregazione del Culto Divino, il modo di assumere la comunione nel cammino neocatecumenale non è lecito. Mi sembra abbastanza chiaro come documento.