martedì 10 settembre 2013

La Comunione "tutti insieme contemporaneamente" non è lecita


I fondatori del Cammino danno il pessimo esempio:
comunione "seduti" e "tutti insieme contemporaneamente"
Visto che si parlava di prendere la comunione in contemporanea, vorrei riportare un documento della Congregazione del Culto Divino. A pagina 609 c'è una domanda sui dubbi liturgici, con conseguente risposta (la traduzione è libera mia, c'è una versione in inglese qui):

[Domanda]
Se sia lecito al sacerdote celebrante assumere la comunione solo dopo che la Santa Eucaristia sia stata distribuita ai fedeli o di distribuire la Santa Eucaristia ed in seguito assumere la comunione insieme alle persone?

[Risposta] Negativa ad entrambe.

L'uso di questo modo di celebrare da parte del sacerdote, cioè di assumere la comunione solo dopo che la santa Eucarestia è stata distribuita ai fedeli, oppure, avendo già distribuita la santa Eucarestia, assumere la comunione allo stesso tempo con tutti, deriva da una singolare opinione, ovvero che i fedeli, come ospiti della mensa eucaristica, debbano essere serviti per primi.

In tutti i Riti della Chiesa si può riscontrare l'ordine tramandato per accedere alla santa Comunione: prima comunica il Vescovo o il sacerdote celebrante, poi gli altri ministri secondo l'ordine gerarchico, ed infine il popolo.

Il sacerdote comunica per primo non per umano prestigio, ma a causa della dignità e natura del suo ministero. Egli agisce infatti nella persona di Cristo, per via dell'integrità del sacramento e poichè presiede alla congregazione del popolo: "Così i presbiteri, unendosi con l'atto di Cristo sacerdote, si offrono ogni giorno totalmente a Dio, e nutrendosi del Corpo di Cristo partecipano dal fondo di se stessi alla carità di colui che si dà come cibo ai fedeli." (Redemptionis Sacramentum, n. 97).

Quindi, a giudizio della Congregazione del Culto Divino, il modo di assumere la comunione nel cammino neocatecumenale non è lecito.
Kikarmezzi


Il fondatore del Cammino Neocatecumenale
Kiko Argüello mentre fa la Comunione
"processionalmente e senza mani"
(sia pure ostentando "braccia conserte"
come gesto di ostilità contro Benedetto XVI)
Mi permetto di aggiungere una postilla.

Il giudizio della Congregazione dà una indicazione "operativa": «prima comunica il Vescovo o il sacerdote celebrante, poi gli altri ministri secondo l'ordine gerarchico, ed infine il popolo».

Dà anche una breve spiegazione («non per umano prestigio...»), ma per brevità non entra ulteriormente nel merito, perché altrimenti dovrebbe dilungarsi su alcuni punti:

  • anzitutto il fatto che è il sacerdote ad offrire il sacrificio, i cui benefici vengono poi partecipati ai fedeli (il sacerdote che amministra l'Eucarestia ai singoli fedeli, uno per uno)
  • quindi il fatto che "tutti insieme contemporaneamente al sacerdote" implica il dover trattenere la particola consacrata fino a che non giunga il segnale convenuto, come se il sacramento avesse meno importanza delle comodità scenografiche dell'assemblea
  • il Concilio Vaticano II, nella Sacrosanctum Concilium al numero 55 dice: «Si raccomanda molto quella partecipazione più perfetta alla messa, nella quale i fedeli, dopo la comunione del sacerdote, ricevono il corpo del Signore con i pani consacrati in questo sacrificio».
Ancor oggi nel Cammino Neocatecumenale vige la prassi kikiana-carmeniana della comunione tutti insieme contemporaneamente al sacerdote, prassi teologicamente sbagliata rispetto al sacerdozio, liturgicamente sbagliata perché "trattiene" il Sacramento per adeguarlo al gesto del "tutti insieme", e infine anche illecita, come confermato dalla Congregazione.

A questo punto sorge una domanda: perché mai nelle comunità del Cammino è invalso quell'errore?

65 commenti:

aleCT ha detto...

"A questo punto sorge una domanda: perché mai nelle comunità del Cammino è invalso quell'errore?"

Più che altro bisognerebbe chiedersi?

"quello che dice la CDF vale anche per il Cammino"?

La risposta dovrebbe essere ovvia.

fdf ha detto...

Questo post mi deprime enormemente, perché non ci sarebbe voluto nulla ad adeguarsi, anche usando il corpo di Cristo in forma di pane. Sarebbe stato un atto di umiltà e di obbedienza encomiabile. E invece.... non sia mai che lo fai notare...

CS ha detto...

La mia impressione è che un giorno magari il cammino si adeguerà e verrà detto che anche prima andava tutto bene e che si è agito nella "semplitcità".
Un po come con il credo, l'agnello di Dio etc....
Anche allora si invocava che era tutto regolare...con il Sacerdote che confermava....mah!
Ci si vede un po di malafede oppure la volontà di fare qualcosa di "diverso".

Spiace solo per chi, come me ha dedicato gli anni migliori della sua vita al cammino credendoci al 100% ed uscendone con molte sofferenze. E ripeto i danni maggiori si rischia di farli negli scrutini e nelle norme "morali".

Lino ha detto...

CS ha detto: "Ci si vede un po di malafede oppure la volontà di fare qualcosa di "diverso".
Non so se questi due aspetti - che pur esistono - siano quelli fondamentali, carissimo. Dai mamotreti e dagli interventi dal vivo di Kiko e Carmen dobbiamo cogliere un altro aspetto, fondamentale: i due, chissà con l'aiuto di chi, hanno sincreticamente elaborato - fondendo cristianesimo primitivo, ebraismo, teologi di vari orientamenti - una propria concezione "teologica". D'altra parte, si può leggere in giro: "A contatto con i poveri, il Signore lo porterà a scoprire una sintesi teologica catechetica e formerà con essi, per opera dello Spirito Santo una comunità che vive celebrando la parola di Dio e l' Eucarestia. Appare il Tripode su cui si basa la vita cristiana: Parola, Liturgia, Comunità."
Io non mi meraviglio della "Comunione tutti insieme contemporaneamente": mi meraviglierei del contrario, avendo fissato l'attenzione sul loro direttorio. Così come non mi meraviglia l'espressione "domani SE VUOI lo sigillerai nella confessione", c'è coerenza con l'inutilità delle "casette" fabbricate soltanto in un periodo successivo al cristianesimo primitivo, o no? La "Comunione tutti insieme, comunitaria" va a braccetto con la "Confessione tutti insieme, comunitaria perfetta".
L'incoerenza, semmai, la producono nella Chiesa Cattolica.

FDF ha detto...

E la risposta di PT sarà: SIAMO APPROVATIIIIIIIII

Anonimo ha detto...

Io posso capire che per diverse persone la questione qui posta sembri solo un dettaglio insignificante (io personalmente non ritengo sia così) ma supponiamo pure sia un dettaglio di infima importanza, mi chiedo come mai il cammino insista su questa riga.

Posto pure per assurdo che tutte le posizioni sulla liturgia rimarcate in questo blog siano condizioni di second'ordine resta pure la prima lettera ai Corinzi di San Paolo capitolo 8 1-13 che dovrebbe illuminarci sul modo di agire, mi chiedo quindi a quale pro insistere nel celebrare in una maniera che offende l'animo di molti.


Gv

CS ha detto...

"il Signore lo porterà a scoprire una sintesi teologica catechetica"

A conferma di questo riporto quanto ci è stato detto durante la fine del cammino da un sacerdote (credo vice rettore della Domus) mentre ci spiegava l'importanza della torah sotto la cupola di cristallo all'interno della biblioteca della Domus (spetta che riprendo fiato).

Ci ha spiegato che il cammino sta preparando una nuova teologia all'interno della Chiesa per rinnovarla.

Io a quel punto (ero gia un po in crisi) sono uscito e non so dirti di piu.

aleCT ha detto...

"Ci ha spiegato che il cammino sta preparando una nuova teologia all'interno della Chiesa per rinnovarla"

ah sì? E come la starebbe preparando? Alla luce del sole? Parlando chiaro? Oppure lavorando nell'ombra?

Manco a farlo apposta oggi Papa Francesco nell'Udienza Generale ha parlato proprio della Chiesa

Piccolo estratto:

"La Chiesa ci accompagna in tutta la nostra vita di fede, in tutta la nostra vita cristiana. Possiamo farci ancora qualche domanda: che rapporto ho io con la Chiesa? La sento come madre che mi aiuta a crescere da cristiano? Partecipo alla vita della Chiesa, mi sento parte di essa? Il mio rapporto è un rapporto formale o è vitale?”

Mi permetto di aggiungere: Io RISPETTO questa Madre in quanto tale, oppure pretendo di sapere COME lei MI DEBBA fare da Madre?

Anonimo ha detto...

Una situazione molto brutta che si è diffusa nella Chiesa è la diffusione di forme nascoste di fanatismo. Spesso si ritrovano in alcuni movimenti ecclesiali, come quelli spirituali carismatici dello Spirito Santo, e talvolta anche nei neocatecumenali. In questi ambienti, è facile entrarvi ed è difficile uscirne, almeno in modo rispettoso, cioè senza essere maltrattati verbalmente. Quando addirittura c'è il pericolo di dannarsi l'anima in un gruppo dove il meno importante (le chiacchiere, le catechesi) diventa importante e il più importante (I Sacramenti vissuti bene e con frequenza) diventa meno importante, è bene pensarci tre volte prima di entrarvi. Il rischio è un autoinganno che può portare alla dannazione.

Mario

Anonimo ha detto...

Io credo che l'uso di fare la comunione al Corpo di Cristo contemporaneamente sia una forma di "COMUNITARISMO", cioè l'idea per la quale gli atti sacri devono essere SEMPRE fatti INSIEME.

E' un'idea che nasce nelle "comunità di base", cioè tra quei "cattolici del dissenso" che andavano tanto di moda dopo il Concilio negli anni '60 e '70 (ai tempi di Papa Paolo VI).

Kiko e Carmen hanno codificato la prassi delle loro comunità neocatecumenali proprio in quegli anni.
Proprio quando andavano di moda le "comunità di base". Qualcuno ci ha mai fatto caso?

E ancora: una volta ho chiesto al prete della mia comunità:" perchè nel Cammino non si fa mai l'adorazione eucaristica?".

La risposta è stata: "perchè è un atto singolo, individuale e non comunitario".

Da qui ho capito che per il Cammino conta quello che si fa INSIEME, mai singolarmente.

Ecco da dove viene l'uso di fare tutti la comunione al Corpo di Cristo CONTEMPORANEAMENTE.

Ecco perchè nel Cammino tanta importanza alle celebrazioni penitenziali dove ci confessa tutti insieme (non contemporaneamente, ma si aspetta che tutti si siano confessati prima di andare via).

Penso che se avessero potuto Kiko e Carmen farebbero fare contemporaneamente anche la comunione al Sangue di Cristo.....se avessero a disposizione tanti calicini invece che un unico calice gigante!!

ANONIMO MILANESE

Lino ha detto...

CS ha detto...
"il Signore lo porterà a scoprire una sintesi teologica catechetica"
L'affermazione sta in un intervento di Kiko Argüello al Meeting per l'amicizia fra i popoli del 2002. Il testo è disponibile in rete:
sintesi teologica catechetica
Nel merito, Kiko disse: "Presto, vivendo nelle baracche la gente ha chiesto chi ero e volevano che io predicassi il vangelo. Ma mi sono subito reso conto che dopo quattro parole [a]stratte non ti ascoltavano più. Dio ci ha portato in un ambiente dove ci ha obbligato a trovare una sintesi teologica catechetica...".
Il che (anche attualizzando :-) significa: "Siccome la gente delle baracche il Vangelo non lo capiva, io l'ho abbassato a un livello pedestre: il fango/materia della creazione l'ho fatto diventare fango/peccato, l'Eucarestia una cena ebraica con tanto di balletti e allegria, ho appiattito la teologia e la liturgia al loro livello di comprensione".

La quale sintesi anche potrebbe essere scusabile come metodo iniziale (Teologia, Liturgia e devastazioni dei Vangeli escluse), per i soli baraccati, nei primi anni di Cammino.
Poi, però, occorrerebbe spiegare agli adepti baraccati che Cristo i suoi alti discorsi li teneva sulla montagna, non a livelli pedestri.
E occorrerebbe spiegare a Kiko & C. che i "lontani" non sono una popolazione costituita soltanto da "baraccati": fosse dipeso da Kiko, se non avessi conosciuto l'opera di don Lino Barbera e le sue omelie, forse oggi considererei la maledizione del fico evangelico alla stregua di Bertrand Russell e di Piergiorgio Odifreddi.
L'umanità non è costituita da soli "baraccati" e, in ogni caso, tra i baraccati c'è anche gente dotata di un buon pensiero in grado di elevarsi dal fango, di ascoltarti dopo "quattro parole astratte". Questo Kiko, anche, un po' discrimina i ceti sociali.

Anonimo ha detto...

Mi piacerebbe chiedere a CS di raccontare di più sulla sua esperienza.

Ha detto di essere uscito dalla comunità al termine del Cammino.
E' difficile trovare qualche ex neocatecumenale che abbia abbandonato dopo la rinnovazione delle promesse battesimali.

Quali sono stati gli elementi che lo hanno spinto a uscire?

ANONIMO MILANESE

CS ha detto...

Caro Anonimo

Sono uscito perché mi sono accorto che in tutti questi anni il cammino non mi ha aiutato nei miei problemi.

Vedi, nella vita io ho avuto dei problemi e li ho sempre evidenziati...e se ne sono accorti perché durante i passaggi mi hanno sempre richiamato in separata sede.

Mi sono state fatti dei discorsi su come avrei potuto fare per permettere al Signore di aiutarmi.

Ed io ci ho creduto. Credimi. Ho fatto quelle cose che SAPEVO, razionalmente non avrebbero aiutato il mio problema anzi...rischiavano di acuirlo.L'ho fatte perché mi sono affidato ...come un bambino...direi come un cretino quasi.

IL risultato è che proprio alla fine i problemi sono acuiti ed io sono scoppiato.

Adesso sono dalla parte del torto ma la sofferenza che mi porto dietro è tanta.

Se a suo tempo (ed in almeno due occasioni chiare) i catechisti avessero avuto modo di approfondire forse avrebbero potuto aiutarmi ma così non è stato.

E' per questo che non ce lho direttamente con loro ma con il baco che ha il cammino in se:
- da una parte ti forza il foro interno
- dall'altro non ha gli strumenti per aiutarti. So che c'è la preghiera ma, in alcune situazioni ci vogliono altri supporti.

Poi ci sono cose + leggere come il fatto che si parla di aiutarsi ma, al di la delle preghiere, nn ho mai ricevuto aiuti materiali. Eppure quando c'è da fare qualcosa cone Catecumenion, Chies, Redemptoris, famiglie in missione, Domus varie i catechisti si muovono eccome.

Allora alla fine, (xché mi fidavo che prima o poi qualcosa avvenisse nella mia vita) sono scoppiato e mi sono detto: ma cosa cambiava se non ero in comunità? COsa mi ha dato di più? (tieni conto che in famiglia mia dai nonni in giu la fede è ben presente con begli esempi). E l'unica risposta che mi viene fatta presente è: "ma poteva andare peggio"! (in sostanza)

Io ho creduto che nostro Signore potesse aiutarmi nella prassi del Cammino e adesso....beh, adesso ho le mie insoddisfazioni (credimi pesanti) ed una bella crisi di fede.

So, anche dai miei parenti, che Dio esiste ma....dopo tanti, tanti anni........

Sebastian ha detto...

CS, nonostante la differente longevità di cammino, anche io ho passato qualcosa di simile. Non so quale fosse la tua problematica, ma anche io mi affidai ciecamente al cammino, e ai catechisti e al presbitero che mi dicevano che bastava che andassi in comunità e ci avrebbe poi pensato il Signore. Come se Dio fosse un maghetto che se sei un bravo neocat ti risolve il problemino. Così invece di insegnare alle persone a crescere e ad assumersi le proprie responsabilità e a fare scelte consapevoli per la propria vita, i catechisti ti dicono "affidati (a noi e a Kiko!)", "mettilo nelle mani del Signore (= vieni in comunità!)", "fai una scrutatio e Dio ti parlerà (= tenta il Signore Dio tuo! Chi è lui per negarti una risposta con apertura a caso della Bibbia?)". Vogliono fare di te una ameba, incapace di decidere da solo cosa fare della tua vita!

Ieri ho incontrato una catechista. Non riesce a capire come io possa essere sereno senza andare in comunità e che comunque non avevo intenzione di lasciare la Chiesa. Continuava a ripetermi "sì va bene andare in chiesa, però il cammino ti dà tutta un'altra forza, è tutta un'altra cosa, il cammino ti aiuta ad affrontare le decisioni della vita!". Come no... Ti aiuta a decidere in funzione del cammino.

CS ha detto...

Caro Sebastian due settimane fa quando mi hanno visto passare dalla sala dell'Eucarestia mi è stato detto: "guarda il figliol prodigo è tornato" (bada bene è stato detto con affetto anche se il significato è chiaro)
Io ho risposto: "E' tornato ma ritorna anche via" (battuta contro battuta)

Ora nessun catechista è venuto a casa mia dopo il mio "abbandono" e grave crisi. IL criterio è chiaro: sono uscito dopo la fine del cammino ed i catechisti dopo quella data "cessano" la loro funzione e "responsabilità".

Anche se vengono non possono aiutarmi quindi non importa.
La cosa che importa è che vorrei morire....non ho voglia di riprendere quelle questioni che in questi anni sono lasciate ad incancrenire, non ho fiducia...né negli uomini, né in ns. Signore.

Anonimo ha detto...

CS, qualsiasi cosa ti sia successa, anche brutta, anche se sei sfiduciato confida nel Signore. In questi momenti è tutto quello che hai. Solo lui ti puó aiutare sopratutto se gli amici e la famiglia sono lontani. Leggi molto i Salmi. Gesú è vicino a te, ti ascolta. Non ti allontanare da lui. Fidati. Chiedigli aiuto, anche tutti i giorni. Un abbraccio forte. 14.59

mic ha detto...

La cosa che importa è che vorrei morire....non ho voglia di riprendere quelle questioni che in questi anni sono lasciate ad incancrenire, non ho fiducia...né negli uomini, né in ns. Signore.

Caro CS, non voglio entrare nel dettaglio di queste questioni, ma desidero dirti che ti sono vicina. So che il pensiero e il cuore non equivale ad una presenza che riesca a dare un supporto concreto e preciso che possa aiutare a rompere un circolo vizioso... Tuttavia credo nel valore della preghiera e ti porto ne cuore e nel mio rosario davanti al Signore e alla nostra Madre.
Ti invito però a non disperare e a cercare qualche aiuto intorno a te e spero che tu riesca ad individuarlo.
Inoltre, niente è perduto, anche se c'è quello che chiami "incancrenimento": un'immagine che fa comprendere una sedimentazione che è durata nel tempo e molta sofferenza. Ma niente è "insolubile" se si riesce a trovare il bandolo della matassa. Devi solo recuperare fiducia e fortezza e anche la determinazione che ce la puoi fare con l'aiuto del Signore e di quanto Lui riesca a servirsi nella tua situazione.
Soprattutto ricorda che NIENTE E' INUTILE della tua esperienza, non rinnegarla, affidala e offrila al Signore: in Lui diventa prezioso "materiale da costruzione per il Regno"... Ma vedrai che ti darà la forza e anche l'opportunità di venirne fuori.
Un abbraccio forte. Non chiuderti in te stesso e coraggio, avanti!

Anonimo ha detto...

@CS


Perché ti tiri giù così tanto? Capisco la sofferenza, ma non scoraggiarti, ci son stati errori, torti subiti, lo capisco, ma ormai è passato, vai oltre.

Non guardare a tutti i problemi, affrontali uno alla volta facendoti aiutare, se sei messo male ci sono anche consultori gratuiti statali dove puoi prendere appuntamento con personale specializzato che per lo meno può aiutarti a rimettere in sesto la tua persona.

Inoltre ti consiglio un padre spirituale di riferimento, se cerchi in giro anche tra i normali parroci ce ne sono alcuni molto bravi.


Cerca di ritrovare un tuo equilibrio psicologico, uno specialista può aiutarti a far pace con il passato e a mettere dei punti fissi su cui lavorare con metodo.


E poi quando sei disperato e senti Dio lontano prova ad affidarti a Maria, una donna totalmente umana come noi che ha vissuto nel tormento di non capire cosa accadeva ed ha visto morire suo figlio e con lui la promessa fattagli all'annunciazione. Anche lei probabilmente si sentiva tradita da Dio e disperata. Ma il terzo giorno è risorto, anche per te arriverà il terzo giorno ma perché arrivi prima devi perdonare te stesso e se riesci anche quelli che ti hanno ferito, perché non si rendevano conto di quello che facevano.


Credo tutti abbiano avuto momenti difficili nella propria vita, a me è stato molto utile sapere che c'era gente che pregava per me, e così come loro pregarono per me io prego per te e il Dio che ci unisce non resterà sordo a queste preghiere.


Quindi tirati su di morale, e renditi conto che in fondo non va poi così male. Prova a pensare ai nostri fratelli Siriani che vivono da due anni in una fratricida guerra abominevole eppure trovano il coraggio di andare avanti giorno per giorno. Ogni giorno ci mette davanti una marea di possibilità e ogni giorno puoi decidere se chiuderti nel tuo dolore o cercar la strada per risanar le tue ferite, partendo dalle piccole scelte quotidiane esercitando l'amore gratuito verso chi ci sta vicino, perché questo tipo d'amore è in grado di risanare le ferite più profonde. Se non lo fai già mettiti a disposizione del prossimo, esperienze nella caritas o altri enti di volontariato con aiuto a disabili possono essere utili. Come ci ricorda Papa Francesco, il corpo di Cristo sta negli ultimi, se lo senti lontano e distante lo puoi ritrovare tra loro (ma anche li senza fretta partendo dalle cose semplici come la suddivisione dei medicinali o attività simili, così per imparare ad apprezzare quanta grazia ci sia nei piccoli gesti e quanto le piccole cose possano fare grandi progetti).

Comunque, parlo per esperienza personale, cerca supporto presso un consultorio, è molto utile aver l'appoggio di personale qualificato che aiuti a superare traumi psicologici, senza un risanamento della psiche è difficile risanare lo spirito, le due cose vanno di pari passo.


Gv

Michela ha detto...

La cosa che importa è che vorrei morire....non ho voglia di riprendere quelle questioni che in questi anni sono lasciate ad incancrenire, non ho fiducia...né negli uomini, né in ns. Signore.

Non ho la pretesa di comprenderti, ma posso dire di aver passato qualcosa di simile. Nel mio caso non era depressione, che invece mi è venuta molto dopo l'uscita dal cammino.

Non ho mai parlato con nessuno di queste cose, ma una persona che conosceva bene i danni del cammino mi ha procurato un appuntamento con un sacerdote esorcista. E mi ricordo che questo sacerdote aveva trovato in me una grande 'amarezza'. Sono convinta che non si trattava di depressione che ha cause psichiche che si possono indagare con un terapeuta.
Posso dirti che mi ha aiutato la lettura dei salmi. Non delle Lodi, perchè mi ricordavano troppo il cammino, ma qualche versetto di un Salmo,spesso non riuscivo a leggere di più.

Lino ha detto...

@ CS ha detto:
"non ho fiducia...né negli uomini, né in ns. Signore"
Da un punto di vista razionale - soltanto razionale - non posso darti torto, CS. Alla fine - altrove si sta ragionando di coscienza, in relazione alla lettera di risposta del Papa al noto illuminista Scalfari, che pare conservi le foto dei suoi avi in grembiulino massonico in una villa ereditata - senza tener conto che la coscienza, perlomeno quella formata e non quella cristianamente innata, anche è plasmata dall'essere sociale. I figli dei cannibali sono cannibali, e non si pongono problemi di coscienza.
Intendo dire: ti hanno formato con la consapevolezza di una divinità che interviene in ogni problema, grande o piccolo che sia, materiale o spirituale, che ad ogni azione sempre risponde con una reazione come in Fisica, onnipresente nelle tue scelte, nei tuoi umanissimi errori, sempre pronto a indicarti il cammino con la semplice apertura di una Bibbia. Una vera e propria negazione del Dio del libero arbitrio donato all'uomo, questa divinità NC.

Segue :/:

Lino ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Michela ha detto...

Sono d'accordo che nel cammino ti insegnano una fede semplice ed infantile per cui
ogni cosa che capita nella vita è diretta conseguenza di un intervento di Dio, che usa i fatti per parlare.Inoltre il cammino dà la sua lettura sul mondo e su tutto, e lasciato il cammino bisogna ricostruirsi una visione delle cose più realistica.

Lasciamo anche perdere i riti e le cose che abbiamo fatto senza comprenderne la portata.

Ma chi entra nel cammino pensa che è stato Dio a condurlo alle catechesi. Nel cammino ci si sposa avventatamente, si va in missione avventatamente, come si entra nei seminari avventatamente.
Questo porta poi a problemi gravissimi. Giustamente Lino dice che la causa dei problemi siamo noi e non Dio, ma c'era una Chiesa a dirci che facevamo bene a sposarci, a entrare in un RM, a fare 10 figli.

Se Dio non mi ha condotto alle catechesi, perchè c'erano tanti sacerdoti alle Eucarestie, ai passaggi, alle penitenziali che amministravano i sacramenti come fa la Chiesa?

E chi mi garantisce che oggi non mi inganno di nuovo quando entro in una chiesa e partecipo ai Sacramenti?

E' ovvio che la mia ragione mi dà delle indicazioni, e che non vivo perennemente in questo dubbio, ma è anche vero che il cuore che è stato ferito e ingannato si porterà dietro queste fragilità, che, ripeto, non c'entrano con la depressione.

CS ha detto...

Beh, che dire.
Vi ringrazio tutti e, se non fossi nella situazione descritta da Michela, i vostri consigli mi sarebbero preziosi per rialzarmi.
Purtroppo MIchela ha centrato il problema. I sacerdoti..e tanti c'erano etc...
Ha centrato il problema. Per me adesso (matrimonio avventato e con qualche punto interrogativo, figli fatti con la fiducia (da coglione direi oggi) che quell'apertura alla vita avrebbe in qualche modo data l'opportunitò a Cristo di intervenire...le lodi...etc..)
la fiducia nella Chiesa non c'è e con essa anche in ns. Signore.
Rimango aggrappato a Lui solo per una questione di razionalità xché DEVE esserci! Solo che la razionalità di fronte ai sentimenti può veramente poco oramai.

per Michela: le cose che hai detto le hai sperimentate?

Michela ha detto...

per Michela: le cose che hai detto le hai sperimentate?

si

ma per quanto riguarda il matrimonio, quando si esce dal cammino e si ricomincia a camminare con i piedi per terra, ci si accorge che ci sono tanti matrimoni infelici in giro. Per noi ex neocat la delusione è stata più forte perchè ci avevano illuso che eravamo nella volontà di Dio. Ma guardando le cose con realismo, perchè il mio matrimonio DEVE essere felice?
Solo perchè il cammino vuole far credere alla Chiesa che le famiglie neocat sono le uniche che rispettano la morale cristiana, dove esiste l'amore cristiano, la preghiera ecc ecc.
Invece il nostro matrimonio è mal combinato come tantissimi matrimoni al giorno d'oggi. Mio marito non corrisponde all'ideale di uomo e padre che ci davano nel cammino ( e probabilmente lui direbbe lo stesso di me).
Ma ti ripeto, e allora? La realtà è questa, e preferisco restare nella realtà piuttosto che continuare a farmi ingannare nel cammino.

Michela ha detto...

per quanto riguarda i figli, noi abbiamo passato dei problemi gravissimi. Il cammino non ti aiuta ad affrontare i problemi dei figli, ti dicono che basta mandarli in comunità e tutto si risolve. Invece l'uscire dal cammino ha reso possibile liberarmi dal senso di colpa che mi avevano inculcato, ho iniziato a prendermi le mie responsabilità e a distinguere le mie colpe da quelle degli altri, senza più assumermi tutte le responsabilità, in nome di una sottomissione malcompresa, in nome di quel 'salire sulla croce' che ti porta ad essere succube di tutti. Piano piano i figli vedono che le cose stanno cambiando e cambiano anche loro.

Questa è la mia esperienza, anche nei momenti di maggior confusione, desideravo conoscere la Verità, e posso dire che da anni sto camminando in questa direzione e ho sempre considerato questo blog come l'aiuto che Dio mi ha mandato in questa ricerca.

Anonimo ha detto...

Per CS:
mi sento un po' in colpa perchè sono stato io a chiedere a CS di raccontare perchè è uscito dal Cammino dopo la rinnovazione delle promesse battesimali.

Non immaginavo tanto malessere interiore e mi dispiace.

Proprio per questo vorrei offrirgli la mia testimonianza: dopo tanti anni di uscita dal Cammino ho trovato un gruppo di preghiera del "Rinnovamento nello Spirito" e mi ci sono trovato benissimo.

Ho di nuovo riacquistato familiarità con Gesù, con l'Amico.

So che forse deluderò qualcuno a parlare ad altri ex neocatecumenali come me dei gruppi di preghiera carismatici,ma a chi è contrario a tutti i gruppi nati dopo il Concilio dico con forza:"Non mettiamoli tutti sullo stesso piano! Non Confondiamo il Cammino (con le sue fandonie e le sue bugie) con altre realtà!".

Leggendo sia i messaggi di CS che quelli di Michela ci accorgiamo dei risultati negativi che sul lungo tempo produce il Cammino: matrimoni celebrati con troppa facilità (sulla spinta dei catechisti) e un'apertura alla vita che si rivela una trappola quando si esce dalla comunità.

Adesso,a distanza di anni, vediamo che "non è tutto oro quello che luccica" all'interno del Cammino!

Adesso, a distanza di decenni, constatiamo proprio gli amari risultati!

ANONIMO MILANESE

FDF ha detto...

@Michela
in nome di una sottomissione mal compresa

Questa frase che hai detto mi ha dato una bella svegliata, in relazione alle difficoltà della mia vita attuale...grazie.

mic ha detto...

Anonimo milanese,
non credo tu debba rammaricarti.
Quel malessere venuto alla luce, ha ricevuto diverso 'balsamo', che insieme alla buona volontà di CS e all'aiuto del Signore, avrà i suoi effetti...

Sebastian ha detto...

Come non capire lo stato d'animo di CS?
Anche io che nel cn ho passato "solo" 10 anni non riesco più a sentire la vicinanza di Dio.
Ma il problema non è Dio, il problema è dentro di noi, è come ci hanno raccontato che deve essere l'esperienza di Dio, fatta tutta di esaltazioni, di balli e canti, di alzate, di grida, di scelte avventate (prendi e parti!).

Michela ha detto...

Sebastian ha detto...

Come non capire lo stato d'animo di CS?
Anche io che nel cn ho passato "solo" 10 anni non riesco più a sentire la vicinanza di Dio.
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seguendo l'esempio di Edith Stein, sotto la cui protezione è stato messo questo blog, anch'io voglio rimettere in discussione tutto per arrivare alla verità, per quanto possibile.
Chi ci dice che dobbiamo sentire la vicinanza di Dio? Può darsi che abbiamo bisogno di essere purificati da tante idee balorde imparate nel cammino.
Abbiamo avuto un tale bombardamento emozionale che forse dobbiamo imparare a liberarci da un 'sentire' solo umano.
O forse la 'notte oscura' è uno dei tratti caratteristici del nostro tempo e dobbiamo imparare ad accettare e a convivere con questo 'tramonto' di Dio nel mondo di oggi.
Oppure forse gli unici che possono parlare di 'vicinanza di Dio' sono i claustrali o gli eremiti, e sono proprio quelli che non ne parlano affatto.
Io non voglio più giudicare la mia vita spirituale come si faceva nel cammino: accetto anche il silenzio di Dio come il mio pane quotidiano: oggi è così. Domani si vedrà.

Anonimo ha detto...

Facile sproloquiare come michela....non c'è controparte !
Se la tua veritá è: preferisco un matrimonio disastrato che stare nel cammino,
io ti dico preferisco stare nel cammino, dove vedo matrimoni che fuori non durerebbero una settimana, e invece sono li da venti anni, (compreso il mio !)
e sperimentare che Dio sana e risana il matrimonio.
Tu sei padrona di fare quello che vuoi, ma non ti permetto di sputare nel mio piatto, sputa solo nel tuo, se proprio ti fa schifo.

Razor ha detto...

Anonimo 14 settembre, 2013 12:51

"io ti dico preferisco stare nel cammino, dove vedo matrimoni che fuori non durerebbero una settimana"

E questo secondo te sarebbe un punto a favore del cammino?
Se un matrimonio è solido e radicato in Cristo dovrebbe reggere ovunque; invece, stando alle tue parole, i matrimoni nel CNC, nati grazie alla stampella del cammino reggono finché si è dentro (nell'ambiente artificiale in cui sono stati combinati) e crollano quando viene a mancare la stampella. Un'ulteriore conferma del fatto che il cammino, al di là delle approvazioni che fanno comodo, in realtà non è e non vuole essere parte della Chiesa, perlomeno finché tutta la Chiesa non diventi neocatecumenale.

Lino ha detto...

@ Michela
Leggo sempre con grande interesse le tue riflessioni, Michela.

"...Gli fu detto: «Esci e fermati sul monte alla presenza del Signore». Ecco, il Signore passò. Ci fu un vento impetuoso e gagliardo da spaccare i monti e spezzare le rocce davanti al Signore, ma il Signore non era nel vento. Dopo il vento ci fu un terremoto, ma il Signore non era nel terremoto. Dopo il terremoto ci fu un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco. Dopo il fuoco ci fu il mormorio di un vento leggero. Come l'udì, Elia si coprì il volto con il mantello...»" (Cfr 1Re 19)
Come di solito, il problema è simbolico; intendo riflettere con te, Michela: c'è già, con Isaia, una prima transizione, dalle grandi teofanie della fuga dall'Egitto al mormorio di vento leggero di Elia. Un silenzio, qualcuno traduce questo mormorio di vento leggero.
Nel Cammino i simboli e l'adesione ai simboli sono fondamentalmente quelli del Passaggio. Perciò nel Cammino tutto è rumoroso. Il rumore, anziché il Silenzio, è presente in ogni manifestazione del logorroico Kiko.
Poi, dopo Isaia, è venuto il Verbo fatto carne, la nostra Parola: "Shemà Israel", che non è una schitarrata drung drung drung, come scrive Tripudio.

- Gesù disse a Tommaso: “Perché mi hai veduto, hai creduto: beati quelli che pur non avendo visto hanno creduto” - (Gv 20,29).

Michela ha detto...

Per Lino
c'è una riflessione di Sequeri, che adesso non trovo, che dice che Gesù nella sua Passione si è trovato così distante da Dio, da sentire l'abbandono più di quanto potrà mai accadere ad un uomo. Così qualsiasi sia il silenzio che noi avvertiamo o la lontananza da Dio,
questa è già compresa nel Sacrificio di Cristo.

Michela ha detto...

Se la tua veritá è: preferisco un matrimonio disastrato che stare nel cammino,...

mi pare proprio che tu non abbia capito perchè parti da due pregiudizi: che i matrimoni neocat siano felici, e che la guarigione di Dio significhi un matrimonio felice.

Non basta dire 'sono felice' per esserlo veramente.

Tu sei padrona di fare quello che vuoi, ma non ti permetto di sputare nel mio piatto, sputa solo nel tuo, se proprio ti fa schifo

non so, è vero che ogni giorno abbiamo alti e bassi, e che non sempre diamo il meglio di noi stessi, ma queste tue parole non trasmettono serenità, le sento aggressive, e te ne chiedo il motivo.

La verità vi farà liberi. ha detto...
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La verità vi farà liberi. ha detto...

"non ti permetto di sputare nel mio piatto, sputa solo nel tuo"

Alto esempio di comunione, direi. Se si fosse trattato della stessa Chiesa avresti dovuto scrivere: "non ti permetto di sputare nel NOSTRO piatto".

Ma voi siete di altra confessione religiosa e, ovviamente, questi interventi "in libertà" non fanno altro che ribadirlo costantemente.

Un saluto

Razor ha detto...

Scrive Michela rispondendo ad Anonimo

"ma queste tue parole non trasmettono serenità, le sento aggressive, e te ne chiedo il motivo."

L'aggressività è nel DNA del cammino: nelle costanti violenze psicologiche, nella strumentalizzazione della Parola di Dio, nelle esegesi distorte, nelle catechesi urlate e martellanti, nei canti che violentano il buon gusto musicale, nell'ostinata prassi liturgica che da tanti anni viola le norme della Chiesa, nei dipinti inquietanti che stravolgono i canoni dell'arte cristiana, nell'orgogliosa e incrollabile disobbedienza, nel fanatismo degli iniziatori e di tanti catechisti.

Gli adepti difendono il cammino con la stessa aggressività con la quale sono stati "formati", non c'è da meravigliarsene; spesso neanche se ne rendono conto.

Lino ha detto...

@ Razor
Perfettamente d'accordo con te. Dal vivo, non potendo contendere, ti evitano. Nei blog aggrediscono oppure sviliscono gli interlocutori, raramente argomentano senza divagare.
Il problema sta nella formazione, che è una formazione autoritaria, unidirezionale, priva di ogni possibilità di confronto, fondata su catechisti per i quali la selezione (chiamiamola pure "taglio del fico sterile") è un fondamentale per la tenuta del gruppo intorno alle logiche e direttive degli iniziatori. Catechisti che credono di aver ricevuto un potere, una missione divina, nuovi dogmi, una "verità" da difendere alla stregua di nuovi crociati.
Basta un esempio per tutti: lo scrutinio di Kiko (Or. per la fase di conv., p. 182 e segg.):

"Kiko: Puoi sederti.
(Chiama un presbitero)
...Kiko: Vediamo. Io vorrei dirti una cosa, non solo a te ma anche a tutti gli altri. In questo momento la Chiesa esercita attraverso i catechisti un potere di discernimento, di aiuto, di esorcismo, attraverso la vostra realtà; e io credo in questo potere, e che è una grazia di Dio che dà al catechista, come la darà a voi quando sarete catechisti di altri fratelli per poter aiutare, e che ci è dato nella buona intenzione che
ha la Chiesa, attraverso questo catechista, di aiutare il fratello. Pertanto approfittate di questo momento non per difendervi ma per ricevere questo atteggiamento, questa correzione, questa cosa dalla Chiesa. La Chiesa prima lo faceva sempre per mezzo delle direzioni spirituali..."


E questo è il rapporto di Kiko con un "presbitero": figuriamoci con un laico!

Io mi vergognerei soltanto a pensare di poter parlare in questo modo con il più sempliciotto Sacerdote del più piccolo paesotto di campagna! Questa è l'educazione dei catechisti trasmessa ai neocat, Razor: cosa mai vuoi aspettarti dal solito anonimo? Che ragioni del Silenzio di Dio con Michela?

Se quei "cosi approvati" non li pubblicano, c'è un motivo, o no? :-)

Anonimo ha detto...

Lino dice:

Catechisti che credono di aver ricevuto un potere.

In effetti lo hanno ricevuto, stando almeno agli statuti dove si dice chiaramente che “Le équipes di catechisti, come esplicitato nel presente Statuto e negli Orientamenti alle Èquipes di Catechisti, svolgono un importante compito di discernimento circa l’idoneità dei singoli neocatecumeni e delle rispettive comunità per quanto riguarda il passaggio alle tappe successive dell’itinerario del Cammino; inoltre il cammino si attua secondo «le linee proposte dagli iniziatori», contenute nel presente Statuto e negli Orientamenti alle Èquipes di Catechisti.

Pertanto se tu hai estrapolato l’intervento di kiko da uno dei segretissimi mamotreti in tuo esclusivo possesso, se kiko ha detto quelle cose che hai riportato, se i catechisti devono agire secondo le linee proposte dagli iniziatori e hanno il compito di discernimento affidato loro dalla Chiesa attraverso gli statuti… a te potrà non piacere, ma è lecito ciò che fanno.
Continui a confondere quel che vorresti che fosse con ciò che è veramente, chiamando giusto, vero buono il tuo desiderio e sbagliato ciò che la Chiesa approva. Ti ricordo che è la Chiesa che decide ciò che è buono per il cattolico, non tu, ne mic, ne luisa ne le vostre insane fantasie. E siccome mi risulta che il cammino nc sia stato sdoganato, approvato, benedetto e ultimamente persino ringraziato, non vi sono dubbi sulla bontà del nc e sulla tua malafede.


mic ha detto...

A chi si meraviglia che abbiamo fatto passare un post del cammino e non i suoi, replico che non sono d'accordo, soprattutto sulla malafede attribuita a Lino.
Ma l'autore porta degli argomenti e dunque gli va risposto con altri argomenti.
Adesso non ho tempo, lo farò appena posso e spero che nel frattempo ci siano anche altri a farlo.

Lui invece, scrive solo cavolate. E con quelle non abbiamo tempo da perdere.

Lino ha detto...

@ anonimo 15 settembre, 2013 14:33
Tu sei un idiota, anonimo. In primo grado perché io non ho estrapolato "l’intervento di kiko da uno dei segretissimi mamotreti" in mio esclusivo possesso". Quel mamotreto sta in Internet in cento siti. Quindi tu, se non fossi un idiota, dovresti denunciare (me e quanti lo hanno pubblicato) per diffamazione a mezzo stampa o altro mezzo di pubblicità, richiedendo la rettifica. Non lo farai: io sono a disposizione, ma kiko non te lo consentirebbe, così come non portò padre Zoffoli in Tribunale per aver confutato i medesimi scritti. Voi siete secretati, voi siete una setta, non potete portare le carte in Tribunale. Per confutarmi, dovreste esibire i mamotreti approvati, quelli veri. E il mio avvocato ne richiederebbe una copia autenticata, che io distribuirei gratis on-line. Ti è chiaro, idiota al primo grado?

Tu, anonimo, in secondo grado, sei massimamente idiota, perché prima contesti la veridicità del testo da me citato, poi tenti di dimostrare che i catechisti hanno ragione, che "il compito di discernimento" è stato loro affidato dalla Chiesa. Quale compito di discernimento, anche sui Sacerdoti? Sostituendo le direzioni spirituali? La grazia Dio la dà al catechista NC, il presbitero la riceverà soltanto quando diventerà tale?

Tu, anonimo, sarai idiota anche al terzo grado (non contarci, il Cammino è difficile) se, avendo difeso "il discernimento circa l’idoneità dei singoli neocatecumeni e delle rispettive comunità", non saprai spiegare in quale altro documento la Chiesa ha scritto che "i presbiteri" devono andare a lezione da Kiko ("Io vorrei dirti una cosa, non solo a te ma anche a tutti gli altri").

Lino ha detto...

Kiko ha detto: "Pertanto approfittate di questo momento non per difendervi ma per ricevere questo atteggiamento, questa correzione, questa cosa dalla Chiesa"

Il testo, a partire da p. 182, è sconvolgente, leggetelo:
Kiko e il presbitero...
Kiko, facendosi forza di un direttorio catechetico all'epoca nemmeno vagliato e "approvato (sic!)", interroga e dà lezioni a un Sacerdote, ingenerando confusioni tra il proprio ruolo e quello della Chiesa, identificandosi con essa, ponendo nei fatti il catechista NC - che ha il potere - al di sopra di un "presbitero". Il tutto 'impapocchiato' con contese tra Vescovi vecchi e nuovi, incontri a Roma, lotte con i preti.

Ma che è 'sta roba? E' falsa, soltanto una bufala di Internet?
Siate seri: se questo credete, denunciate la diffamazione, la violazione dei diritti di autore e quant'altro nel Codice Penale o Civile si possa trovare.
Nel caso contrario, pappatevi le critiche alle schifezze che venerate come sacre scritture del profeta Kiko.

Razor ha detto...

Anonimo 15 settembre, 2013 14:33

"i catechisti devono agire secondo le linee proposte dagli iniziatori e hanno il compito di discernimento affidato loro dalla Chiesa attraverso gli statuti… a te potrà non piacere, ma è lecito ciò che fanno."

Ecco un altro di quei servi di Kiko che nel sacco nero, oltre alla decima, hanno lasciato anche il cervello.

Anonimo non hai ancora capito che quello che i catechisti fanno è lecito SE E SOLO SE rispettano lo statuto?

1) Lo statuto esige dai catechisti una solida formazione:

"1°. base della loro formazione è la partecipazione al Neocatecumenato, che garantisce la loro graduale maturazione nella fede e nella testimonianza, con il corrispondente approfondimento biblico, patristico e teologico, con particolare riferimento ai documenti del Magistero della Chiesa;" (Art. 29)

E non tirare fuori "la stoltezza della predicazione" o "lo Spirito Santo tappabuchi" perché è il vostro stesso Statuto a chiedere una tale formazione SENZA LA QUALE UNO NON PUO' ESSERE CATECHISTA.

Ora dimmi: quanti catechisti del cammino hanno una tale formazione?
Veramente pochi credimi, basterebbe fare una piccola statistica per accertarlo.

Durante gli scrutini è dovuto il rispetto della coscienza e del foro interno:

2)"§ 2. Gli scrutini, ispirati all’itinerario catecumenale dell’OICA, aiutano i neocate- cumeni nel loro cammino di conversione, nel rispetto della coscienza e del foro interno, secondo la normativa canonica. (Art. 29)

La coscienza e il foro interno vengono rispettati durante gli scrutini? Secondo molte testimonianze, compresa la mia, NO.

Il cammino deve rispettare la vocazione e il carisma dei sacerdoti e religiosi che fanno il cammino:

" § 2. I chierici e i religiosi che desiderano ravvivare il dono del Battesimo attraverso il Neocatecumenato, e così anche meglio servirlo, lo percorrono nel rispetto della vocazione e del carisma loro propri, e nell’adempimento dei compiti assegnati loro dal Vescovo diocesano o, nel caso di religiosi, dal Superiore. (Art.5)

e ancora:

"§ 1. Il Parroco e i Presbiteri esercitano la cura pastorale (cfr. can. 519 CIC) di coloro che percorrono il Cammino Neocatecumenale"

Ti risulta che nel cammino la vocazione e il carisma proprio dei sacerdoti e dei religiosi venga rispettato? Esercitano la cura pastorale? Assolutamente no. Nella maggior parte dei casi i presbiteri sono del tutto sottomessi ai catechisti.

Prassi liturgica:

"§ 3. Nella celebrazione dell’Eucaristia nelle piccole comunità si seguono i libri litur- gici approvati del Rito Romano, fatta eccezione per le concessioni esplicite della Santa Sede (Cfr. BENEDETTO XVI, Discorso alle Comunità del Cammino Neocatecumenale del 12 gennaio 2006: Notitiae 41 (2005) 554-556; CONGREGAZIONE PER IL CULTO DIVINO, Lettera del 1° dicembre 2005) Per quanto concerne la distribuzione della Santa Comunione sotto le due specie, i neocatecumeni la ricevono in piedi, restando al proprio posto." (Art 13)

Lo statuto permette al sacerdote di assumere il Corpo di Cristo dopo aver distribuito la comunione ai fedeli? Assolutamente NO.

La statuto vi permette di assumere la comunione tutti insieme contemporaneamente? Assolutamente NO.

Buona serata Anonimo servo di Kiko, fatti formare meglio che qui la tua propaganda non attacca.

Anonimo ha detto...

Cara mic. non mi interessa la pubblicazione, visto che parli a mezza bocca e io saró anche idiota....( che poverta ) ma non sono scemo.

Mi puoi anche rispondere come prima, senza pubblicare:
perche vi da fastidio essere accomunati a lefevre ? Perche avete messo la foto e il nome di cruccas e improvvisamente è sparito.

Certo che io capisco benissimo il motivo della censura, ma non ti lascio in pace se non mi rispondi, tanto é la tua coscienza a non lasciarti in pace.
Anonimo siciliano

Lino ha detto...

Volevo evitarlo, mantengo riservate le comunicazioni personali. In fondo, però, più che di corrispondenza privata di tratta del parere di un noto Sacerdote (ne ometto il nome, chi vuole conoscerlo mi scriva) relativamente a una questione molto spinosa, quella della "confessione opzionale perfetta" promossa da Kiko Arguello alla GMG di Rio. Quando ascoltai la catechesi, rimasi perplesso per la presenza di molti porporati alle spalle di Arguello. Volli, perciò confrontarmi con questo Sacerdote, al quale inviai il video.
Nel prossimo commento la sua risposta.

Che dici, anonimo 15 settembre, 2013 14:33, dobbiamo dar retta a Kiko sdoganato e approvato non si sa da chi, come e in cosa, oppure al parere di un Sacerdote della Chiesa Cattolica, che certamente ne sa più dei tuoi fondatori e "catechisti" laici?

Lino ha detto...

"Caro Lino,
1. è rischioso e anche erroneo esprimersi così davanti ai ragazzi.
È vero che Dio può perdonare anche prima del sacramento della confessione attraverso il compimento di un atto di dolore che i teologi chiamano perfetto.
E dobbiamo essere certi che è Dio stesso a suscitare tale pentimento perché nessuno quanto Lui ci tiene tanto alla nostra riconciliazione.

2. Ma questo pentimento per essere perfetto deve essere motivato dal dispiacere di aver messo di nuovo in croce Gesù, come dice la Sacra Scrittura (“crocifiggono di nuovo il Figlio di Dio e lo espongono all'infamia”, Ebr 6,6) non per motivi più bassi.
Dire “Accetta che Cristo è morto per i tuoi peccati” non è la stessa cosa che accendere il pentimento del peccato e dare la consapevolezza di aver di nuovo crocifisso il Signore

3. Inoltre il pentimento è perfetto solo se include, almeno implicitamente, il proposito di andarsi a confessare.
Se non c’è questo proposito, il dolore non è perfetto, perché non si è disposti a fare tutto quello che Dio richiede per la riconciliazione.

4. Dire “domani SE VUOI lo sigillerai nella confessione”.
È un’espressione equivoca e penso che abbia potuto portare molti ragazzi fuori strada.
Non era obbligatorio andarsi a confessare il giorno dopo (domani).
Ma rimaneva l’obbligo di andarsi a confessare.
Proprio per il motivo che ti ho riportato: perché diversamente la nostra volontà non sarebbe riconciliata con la sua.

5. Soprattutto, quell’espressione è stata pericolosa perché avrebbe potuto indurre il pensiero, che tornati in grazia di Dio attraverso il dolore perfetto, sarebbe stato possibile accostarsi nel frattempo alla Santa Comunione.
Chi ha compiuto un atto di pentimento perfetto, anche se si è riconciliato nell’animo, non ha ancora fatto tutto quello che deve per l’espiazione dei peccati: la confessione, l’assoluzione, la penitenza.
Per questo Giovanni Paolo II nell’enciclica sull’Eucaristia ha detto: “Desidero quindi ribadire che vige e vigerà sempre nella Chiesa la norma con cui il Concilio di Trento ha concretizzato la severa ammonizione dell’apostolo Paolo affermando che, al fine di una degna ricezione dell’Eucaristia, «si deve premettere la confessione dei peccati, quando uno è conscio di peccato mortale»” (Ecclesia de Eucharistia 36).

Ti ringrazio di avermi dato l’opportunità di fare queste precisazioni, che purtroppo non raggiungeranno la moltitudine dei ragazzi di Rio.
Ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre ............
"

Lino ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Lino ha detto...

P.S.
Dunque, anonimo che mi ha definito in malafede: vuoi dimostrarmi che Kiko Arguello, l'iniziatore dei catechisti NC tutti, ha dimostrato a Rio di possedere il discernimento di cui andate cianciando? Vuoi riferirmi in quale documento della Chiesa è esposto che quelle "casette" (i confessionali secondo Kiko) sono un'invenzione postuma, da ridicolizzare con l'appellativo?

mic ha detto...

Mi puoi anche rispondere come prima, senza pubblicare:
perche vi da fastidio essere accomunati a lefevre ? Perche avete messo la foto e il nome di cruccas e improvvisamente è sparito.


Questa oltre ad essere una provocazione è una cretinata,
Che caspita c'entriamo noi con Lefebvre e cosa c'entra un nostro collaboratore che ha assunto posizioni fondamentaliste ed è libero di seguire la sua coscienza ma non si identifica con nessuno di noi?

Perché ci tieni tanto a tirare in ballo queste cose che non cambiano di una virgola quello che siamo noi e ciò che è il cammino?

Screditarci? Squalificarci?
Ma non si valuta da ciò che ognuno di noi dice e vive da anni quello che è davvero?

Kikarmezzi ha detto...

@ CS
Vorrei solo aggiungere a quanto è già stato detto (scusa per il ritardo), di non abbandonare mai la speranza, la vita è un bene inestimabile ed un dono meraviglioso del Signore, così come le vite dei nostri cari e dei prossimi. Hai ragione ad essere arrabbiato, ti è stato fatto del male; ma il Signore sa trarre il bene anche dal male, mi permetto di consigliarti di non perdere la speranza, fare pace con il passato, di vivere nel presente, anche se ora è buio, guardando al futuro. Non sono stato segnato dal Cammino come te, ho avuto altri problemi però, e posso sicuramente dirti che tutto possiamo in Cristo, Cristo ci è sempre fedele, anche quando le persone che ci sono più vicine, addirittura dei suoi ministri (comunque umani, e quindi fallibili come me e te), ci tradiscono.
Dalla morte non guadagnamo nulla e perdiamo tutto, il futuro è in mano a Dio; che sciocchezza sarebbe stata togliersi la vita! Quante cose belle sono successe dopo le brutte, quanti doni ci riserva il Signore! Quante persone ci amano, per quante siamo importanti; quanto bene e quanto amore abbiamo da donare! Mi ha sempre comfortato Isaia 58; il Signore è fedele, tramite Lui possiamo riparare le brecce del passato, ricostruire le rovine antiche per fare una casa nel Signore. Non ti conosco di persona e magari parlo a sproloquio, ma spero che ritrovi la pace e che allontani il pensiero della morte, e che ritrovi la speranza in Cristo.


@anonimo 14:33
per come la vedo io leggendo lo Statuto al punto 28.1, i catechisti, o meglio la èquipe di catechisti, sono un gruppo composto da:
1) alcuni laici
2) un presbitero

Quindi i catechisti non sono solo i laici, ma il presbitero e i laici.
Per la natura stessa del sacerdozio, mi sembrerebbe ovvio che il presbitero abbia il ruolo preponderante nella èquipe, e che i laici gli siano semplicemente di supporto nel discernimento. Comunque sia lo Statuto non discute in cosa consista il discernimento per far passare una tappa ad un neocatecumeno. Mi sembra anzi curioso che non si parli di bocciature e simili, che sono essenziali nella prassi del Cammino.
Si nota poi un grande assente, che potrebbe dissipare tanti dubbi: gli Orientamenti alle Èquipes di Catechisti, citati al punto 2. Come si dovrebbero svolgere gli scrutini a norma della Chiesa? Come distinguo una prassi della Chiesa da un abuso inventato da Kiko, se il documento è segreto? A che pro l'arcano?

PS: ringrazio Tripudio per aver posto attenzione a questo documento (in Notitiae 45, 2008) e per la preziosa postilla; spero che un documento "approvato" dalla Congregazione per il Culto Divino convinca i neocatecumenali che almeno questa prassi è un abuso a tutti gli effetti. Alla luce di questo documento, se fossi un neocatecumenale mi chiederei anche: ma Kiko non esagera ad esaltare l'aspetto di cena comune della Messa? Io, fedele laico, ho la stessa dignità e ruolo del sacerdote celebrante, da assumere la comunione insieme a lui? Non è più giusto ciò che dice la Chiesa?

CS ha detto...

"mi permetto di consigliarti di non perdere la speranza, fare pace con il passato, di vivere nel presente, anche se ora è buio, guardando al futuro"

Vedi Kikarmezzi se realizzi che il tuo problema è con la persona che hai accanto e tocca il matrimonio nel quale hai fatto TUTTI i passi confidando in una parola(e di cui senti bisogno come supporto), è un vero casino confidare nel futuro.
Sopratutto quando in passato la situazione si era già realizzata e tu ti eri fidato ed avevi fatto quello che dici tu: confidare nel futuro e nella Chiesa (lo so che il cammino non è la Chiesa ma....la Chiesa si presenta a centinaia di migliaia di persone sotto forma del cammino con sacerdoti vescovi etc... )adesso è un casino.
Quello che mi rimane è, al contrario, vivere senza speranza e senza guardare al futuro ma giorno giorno facendo il mio dovere di padre ma senza alcuna soddisfazione personale.

Cmq chiedo ai moderatori di cancellare questo messaggio se ritengono sia un po.... fuori tema.

Anonimo ha detto...

Lino dice:
"l’intervento di kiko da uno dei segretissimi mamotreti" in mio esclusivo possesso". Quel mamotreto sta in Internet in cento siti

Lino non hai capito... era un modo per dire che i mamotreti non erano segreti. Se non sono segreti per te non lo sono per nessuno. Scrivi in questo blog da troppo poco tempo... prima di leggere i tuoi profondi pensieri avevo già studiato e ristudiato i mamotreti e preso visione di quesi siti. Alcuni dei quali chiusi da tempo.

Ancora dici:

"sdoganato e approvato non si sa da chi, come e in cosa,

Basta studiacchiare un pò e arrivi anche tu a conoscere tutto. Ci vuole buona volontà e appertura di cuore.
Non malafede.
Se vuoi ti posto chi come e cosa hanno approvato. Anche se lo trovi in internet in cento siti.
Chiaramente, per i testi approvati del direttorio rivolgiti a Ruben che ebbe la brillante idea di scrivere alla Congregazione competente, (la congregazione C-O-M-P-E-T-E-N-T-E) la quale gli rispose---picche---.
Chiedi anche tu a loro...magari a te li daranno. Con tutte le buone e intelligenti (!!!) argomentazioni che porti...
..Sai com'è...questi nc si appoggiano molto alle decisioni dei dicasteri... credono che ciò che loro decidono sia buono per la chiesa, credono che sia importante il sentire "cum ecclesia"...vedo che voi avete qualche problemino in proposito, almeno considerando che non accettate ciò che la Chiesa ufficialmente accetta, loda, ringrazia, raccomanda, benedice...


Riguardo all'accusa di idiozia non rispondo. Rischia di essere un complimento e la dice lunga sulla tua formazione e sull'intolleranza che porti nel cuore rispetto a chi oltre a non pensarla come te, ti indica la semplice, chiara, oggettiva, non contestabile, verità.
Certo, magari un pò più di educazione la prossima volta...

Lino ha detto...

anonimo ha detto:
"...Pertanto se tu hai estrapolato l’intervento di kiko da uno dei segretissimi mamotreti in tuo esclusivo possesso, se kiko ha detto quelle cose che hai riportato se..."
Se... se... se...
una fiumana di chiacchiere, buone per divagare e non per affrontare la questione. Io ho citato dai mamotreti: è vero o no che nello scrutino Kiko dà lezioni di discernimento a un "presbitero" - una seduta di psicanalisi, sembra - affermando che il tempo delle direzioni spirituali sta cambiando, che gli scrutini rappresentano uno di questi cambiamenti, che ad avere il potere e la grazia sono i catechisti e che il presbitero li assumerà (si rivolge al p. e agli altri, Kiko) quando diverranno catechisti?
Questa è la questione, non divagare.

Ti ho chiamato idiota? Perché credi che accusare di malafede sia un complimento? Io preferisco essere definito idiota, mi posso difendere argomentando. Dall'accusa di malafede no.

Sei un esperto di mamotreti? Bene, vediamo che ci dici dei Tabernacoli secondo Kiko, nel nuovo post.

Anonimo ha detto...

lino dice:

una fiumana di chiacchiere, buone per divagare e non per affrontare la questione

Certo non ti sei soffermato sul fatto che non hai capito quel che ti si voleva dire...
dici ancora...
Io ho citato dai mamotreti: è vero o no che nello scrutino Kiko dà lezioni di discernimento a un "presbitero
E chi divaga. Ti ho detto che sul fatto che è successo non c'è discussione. L'episodio sembra sia presente nei segretissimi mamotreti in tuo "esclusivo" possesso... pertanto il problema sta nel ritenere quell'operato lecito o meno.
Forse non hai capito neanche il mio intervento precedente, preoccupato com'eri a dare dell'idiota a un tuo fratello nella fede, ma ti volevo appunto dire che quel "potere" di discernimento è stato attribuito dalla Chiesa ai catechisti nc che devono (DEVONO) attuare il cammino secondo le linee proposte dagli iniziatori», contenute nel presente Statuto e negli Orientamenti alle Èquipes di Catechisti (proprio da dove trai il tuo esempio insomma...) anche considerando che: "Le équipes di catechisti, svolgono un importante compito di discernimento circa l’idoneità dei singoli neocatecumeni e delle rispettive comunità per quanto riguarda il passaggio alle tappe successive dell’itinerario del Cammino".
Se, quindi, quel presbitero, faceva il cammino, aveva una sua comunità, con dei suoi catechisti, kiko ha fatto qualcosa che la Chiesa ha approvato, e anzi, ne costituisce esempio valido e vincolante (come recita il decreto di approvazione del direttorio nc.
Se vuoi possiamo discutere se per TE (per te non per la Chiesa) è giusto o no. Ma non si può discutere sul fatto che sia così come ti ho detto.
Questo dicono i dicasteri competenti. Questo ha detto la Chiesa.
I tabernacoli?
Chiedilo ai dicasteri competenti no? Si sono impegnati per tanto tempo... non vorrai mica liquidare tutto quel lavoro con due tue postille irriverenti e insipienti spero... A me va bene ciò che hanno deciso loro. Mi fido della Chiesa che è madre e maestra. A te va bene?

Mi dici che non puoi difenderti dall'accusa di malafede. Hai ragione, non puoi perchè sei del tutto in malafede.
Io invece posso difendermi dall'accusa di essere idiota... hai ragione, posso, ma non lo faccio, perderei tempo, tanto so di non esserlo...

Anonimo ha detto...

@CS


Non so nella tua diocesi, ma nella mia ci sono persone preparate e specializzate per aiutare a superare problemi coniugali che gratuitamente si mettono a disposizione per incontri settimanali, prova ad informarti, magari può esserti utile il supporto di persone più preparate di noi.


Gv

by Tripudio ha detto...

Di tutte le vaccate dette dal commentatore delle 15:33 vorrei evidenziarne una in particolare:

«kiko ha fatto qualcosa che la Chiesa ha approvato».

Come tutti sapete, per i seguaci dell'idolo Kiko per difendere il Cammino occorre anche (e soprattutto) mentire.

Nell'arco di mezzo secolo Kiko e Carmen hanno fatto un mucchio di cose non solo disapprovate dalla Chiesa, ma addirittura in guerra contro la Chiesa, come ad esempio contro i vescovi giapponesi.

Il fatto che Kiko abbia ricevuto qualche "approvazione" significa solo una cosa: che la Chiesa vorrebbe che il Cammino righi dritto.

Invece, ancor oggi, il Cammino continua ad essere veicolo di disubbidienze (specialmente liturgiche), e i sedicenti neocatecumeni continuano a mentire presentando lo Statuto (a cui peraltro disubbidiscono) come se fosse la certificazione cattolica solenne, passata, presente e futura, di tutte le corbellerie inventate dai due spagnoli ribelli.

Questi sepolcri imbiancati neocatecumenali che vengono qui a dire che "La Chiesa Approva", che bisogna "Ubbidire alla Chiesa", sono poi gli stessi che disubbidiscono alla Chiesa, facendo cose non solo disapprovate ma addirittura riprovevoli, considerando "La Chiesa" solo come l'ente certificatore delle fandonie cinquantennali di Kiko e Carmen.

Anonimo ha detto...

tripudio dice:

Di tutte le vaccate dette dal commentatore delle 15:33 vorrei evidenziarne una in particolare....

Ma io mi sono limitato a riportare un paio di frasi approvate nello statuto che certificano che quel "potere" (di cui discutevamo con lino)di discernimento è stato attribuito dalla Chiesa ai catechisti nc che devono (DEVONO) attuare il cammino secondo le linee proposte dagli iniziatori», contenute nello Statuto e negli Orientamenti alle Èquipes di Catechisti (proprio da dove Lino ha tratto l'esempio insomma e che può essere consultato in cento siti, così come ha detto lino...) anche considerando che: "Le équipes di catechisti, svolgono un importante compito di discernimento circa l’idoneità dei singoli neocatecumeni e delle rispettive comunità per quanto riguarda il passaggio alle tappe successive dell’itinerario del Cammino".

poi, non so...tu mi parli di disubbidienze, io leggo di approvazioni, benedizioni e ringraziamenti.
Eppure la chiesa anche recentemente, quando è stato necessario ha usato il pugno di ferro, per es. proibendo la messa vetus ordo ai F.I. . Per carità non voglio per rispetto entrare in merito, mi limito a dire che, se ci sono gli estremi la Chiesa sa (e deve) proibire e punire. Se non lo fa, evvidentemente non ci sono motivi.

ancora dici:

considerando "La Chiesa" solo come l'ente certificatore delle fandonie cinquantennali di Kiko e Carmen.


...per le certificazioni hai ragione. I neocat sono certificati, benedetti, approvati e ringraziati...per le fandonie...bè, almeno che non voglia dire che la Chiesa ha approvato fandonie...penso che ti sbagli.Ma, in fondo, anche se dicessi questo andrebbe bene cmq. Sempre approvati sarebbero. Poi la tua opinione lascerebbe il tempo che trova.
sai, nella chiesa cattolica sono le competenti congregazioni a decidere ciò che è fandonia e ciò che non lo è.

by Tripudio ha detto...

Vi prego di rileggere lentamente la solita propaganda neocatecumenale in cui fanno dire allo Statuto ciò che lo Statuto non dice.

Anzitutto il fatto che idoneità per una tappa viene confuso abilmente con maturazione spirituale (ah! cosa non si fa per giustificare le confessioni pubbliche in cui i cosiddetti "catechisti" scarnificano le coscienze!)

Poi, "importante" non significa "indispensabile", tanto meno significa che può sostituire le prerogative del sacerdozio (anzitutto quella di direzione spirituale delle anime).

Per di più, i cosiddetti "catechisti" non hanno alcun merito - se si eccettua il fatto che sono fedelissimi a Kiko.

Non hanno un'esperienza di vita consacrata certificata dalla Chiesa, ma solo la comoda fedeltà al kikismo-carmenismo.

Lo dico per evidenziare il fatto che i cosiddetti "catechisti" non hanno il bagaglio spirituale che può avere invece un monaco o una suora, bagaglio accumulato da anni e anni di vita di fede, speranza e carità.

Al contrario, come dimostrato dalle numerosissime testimonianze rese da decenni fino ad oggi (non solo su questo blog), il cosiddetto "catechista" è rinomato per la sua tracotanza.

Di fronte a queste testimonianze concrete e verificabili, il caro fratello neocatecumeno cosa fa? Interpreta lo statuto a modo suo.

Agisce, cioè, come se il Cammino Neocatecumenale fosse frutto del Padre della Menzogna, che ha bisogno della menzogna per potersi difendere.

Agisce come se Kiko fosse un idolo che non può assolutamente essere messo in discussione: né lui, né Carmen, né i cosiddetti "catechisti", né la liturgia degli strafalcioni, né le emerite vaccate accanitamente insegnate da mezzo secolo dai due spagnoli e dai loro scagnozzi.


Sentitelo poi quando tenta il trucchetto oratorio del «la Chiesa avrebbe approvato vaccate»: ma di quale Chiesa stiamo parlando?

Della Chiesa santa, voluta da Nostro Signore, o della Chiesa "peccatrice", composta di uomini capaci di sbagliare e di indurre altri a fare altrettanto?

La rogna dei neocatecumenali sta nel fatto che da qualsiasi punto di vista si guardi onestamente la situazione, si ottiene lo stesso risultato.

Se lo Statuto fosse -come dicono loro- l'autorizzazione a professare eresie e a celebrare strafalcioni, allora lo Statuto proveniva dalla Santa Chiesa, o dalla parte marcia della Chiesa?

Se invece -come penso io, sulla base di ciò che hanno detto due Papi- lo Statuto è la retta via da seguire, allora perché i neocatecumenali disubbidiscono allo Statuto celebrando strafalcioni proibiti dagli ultimi Papi e professano corbellerie anziché seguire il Catechismo?

Lino ha detto...

anonimo aveva scritto:
"Pertanto se tu hai estrapolato l’intervento di kiko da uno dei segretissimi mamotreti in tuo esclusivo possesso, se kiko ha detto quelle cose che hai riportato, se i catechisti devono agire secondo le linee proposte dagli iniziatori e hanno il compito di discernimento affidato loro dalla Chiesa attraverso gli statuti… a te potrà non piacere, ma è lecito ciò che fanno"
Se... se... se...
e questo sarebbe un testo nel quale tu avresti affermato qualcosa di comprensibile, oltre i 'se' ipotetici?

"Se, quindi, quel presbitero, faceva il cammino, aveva una sua comunità, con dei suoi catechisti, kiko ha fatto qualcosa che la Chiesa ha approvato, e anzi, ne costituisce esempio valido e vincolante (come recita il decreto di approvazione del direttorio nc"
Quel presbitero faceva il Cammino. Togli il se che ha valore condizionale, ipotetico. E a un presbitero che faceva il Cammino Kiko non ha parlato di Cammino, ma ha detto porcate di questo genere (pag. 187):
"...Bene, ti dirò una cosa che può servire per tutti. Mi dispiace che nel fondo di
tutto questo ci sia la tua situazione psicologica e tutte queste cose, ma i carismi Dio molte volte non li dà ai Vescovi, li può dare a un tipo qualsiasi. Precisamente se i vescovi pensassero esattamente come noi, non ci sarebbe bisogno che ci fossimo noi, il catecumenato, non avremmo una ragione di esistenza...
"

Questo vuol dire che molte volte lo Spirito non suscita carismi nei Vescovi ma sempre li dà al catecumenato. Non stiamo ragionando di mancata accoglienza dei carismi, bensì di mancato dono dei carismi ai Vescovi. Questo vuol dire che chi non la pensa come Kiko e come voi non ha carismi. Questo vuol dire che ebbe torto BXVI e ragione ha Kiko:
vescovi-novelli...

Questo vuol dire che quando io ascolto un Vescovo, mi devo chiedere: "Chissà se a questo Dio ha dato i carismi". Quando, invece, incontro uno dei vostri ignorantissimi catechisti neocatecumenali, uno di quelli che credono che Cristo andava in giro insozzando gli occhi dei ciechi, devo credere: "Questo certamente ha ricevuto i carismi".

Al momento, io e te non siamo fratelli di fede, anonimo, lo saremo quando avrai risposto a due questioni fondamentali, nell'articolo successivo, quella della Presenza Reale (è un assoluto, o soltanto un mezzo per condurci ad un fine?) e l'altra sulla Confessione, posta da FDF.

La transfinalizzazione e la confessione "domani, se vuoi" non fanno di noi due fratelli nella stessa fede. Chiunque vi abbia segretamente approvati con pratiche finite nelle lettere del Corvo.

FDF ha detto...

Chiunque tu sia, anonimo, sei un grosso ingenuo. Bene ha esposto Lino, le porcate spacciate per verità.

Tutti quanti dite di poter dimostrare che il Direttorio approvato (e si intende quello vidimato su tutte le pagine che è depositato presso il PCL) non contiene strafalcioni, ma poi vi guardate bene dal postare anche solo una, dico UNA paginetta. Molto triste. Viene da pensare che neanche voi lo avete sotto mano e che dovete insegnare le scemenze della "confessione domani se vuoi" e della "presenza reale che non è un assoluto".
Io, fossi in voi, mi vergognerei e mi rifiuterei di insegnare una cretinata simile. E non mi importa se a Kiko è apparsa la Vergine Maria, perché di sicuro Lei non avrebbe mai detto una roba del genere.
Inoltre dalla frase che ha postato Lino (che ringrazio) sui Vescovi, si capisce da dove arriva tutto il disprezzo tipicamente neocatecumenale per la Chiesa visibile e le farneticazioni sulla "chiesa parallela" che ho sentito io, con le mie orecchie.
Per Kiko (e per tutti i NC) un Vescovo ha il carisma dallo Spirito Santo solo se accetta il cammino altrimenti non lo ha.
Lo detto e lo ridico: chi afferma o pensa o insinua una cosa simile è un ERETICO! il carisma ai Vescovi viene dalla consacrazione episcopale, santa cerimonia che fa risalire ogni Vescovo direttamente agli APOSTOLI.
VERGOGNATEVI!

Anonimo ha detto...

Quindi fdf se un vescovo o meglio un cardinale, o addirittura il Papa dice che il cammino è santo, è buono, e lo ringrazia per il bene che fa alla Chiesa, tu che giustamente dici che risalgono agli apostoli, non solo gli obbedisci, ma chiedi perdono per le calunnie dette.....e ovviamente con vergogna.

Siccome so gia cosa partorisce il tuo unico neurone, ti anticipo che non avrebbero detto tutte queste cose se fossimo eretici o blasfemi della liturgia.....sarebbero successori degli apostoli a metá.
Quindi

anonimo siciliano

by Tripudio ha detto...

Caro fratello anonimo siciliano,

puoi essere più preciso? Altrimenti stai mentendo.

Quali Papi, vescovi e cardinali avrebbero mai detto che «il Cammino è santo»?

E la presunta "santità" del Cammino in cosa consiste?

Non può certo consistere negli insegnamenti di Kiko e Carmen, zeppi di ambiguità, errori, e vere e proprie eresie, documentatissime e mai rinnegate dai diretti interessati (i neocatecumenali negano i dogmi della Chiesa coi fatti anziché con le parole!).

Nemmeno può consistere nelle liturgie, zeppe di abusi e di strafalcioni, proibite da più papi e ancora in auge nelle comunità neocatecumenali (la disubbidienza neocatecumenale è incrollabile).

Neppure può consistere nella sua struttura, dove i cosiddetti "catechisti" scarnificano le coscienze, si arrogano prerogative sacerdotali, opprimono i singoli neocatecumenali (non solo dal punto di vista economico)...

Insomma, se nel Cammino c'è davvero qualcosa che è donato dallo Spirito, questo è il buon cuore dei singoli, dei fratelli più piccoli che desidererebbero che il Cammino li porti alla Chiesa anziché a Kiko.

Ma a quel punto, per santificarsi, potrebbero benissimo fare un diverso cammino basato sulla liturgia della Chiesa, sul Catechismo della Chiesa, e sulla libertà di usare i propri soldi per le opere di bene senza dover versare "decime" controllatissime.

FDF ha detto...

@anonimo

Non sono io ad aver detto che alcuni Vescovi 'non hanno il carsima' e che se tutti i Vescovi la pensassero come il cammino, il cammino non esisterebbe.

Non sono io ad aver detto che 'se vuoi domani lo sigillerai nella confessione, ma se ti penti ora lo Spirito Santo scenderà su di te' (eresia, o stolta ambiguità! Se non ti fosse chiaro leggiti le parole di un noto sacerdote, citato da Lino), e la CDF non potrebbe tollerare una simile scemenza.

Non sono io ad aver scritto che la Presenza Reale non è un assoluto ma è in funzione della Pasqua (transfinalizzazione, condannata ripetutamente), e la CDF non può avere approvato qualcosa che nega il catechismo.

E infine, come detto e ridetto, il Direttorio approvato non si sa cosa contiene. E' segreto, e la Chiesa comunque non può controllare cosa si insegna in ogni dove nel mondo.
Che il Papa abbia lodato l'impegno e lo zelo non ne dubito, ma questo certifica forse che tutti i catechisti abbiano lo Spirito Santo cucito addosso? Se rispondi di sì, sei un idolatra, stai attento a te.

Il Papa vi loda, d'accordo, ma è accaduto lo stesso anche con i Legionari di Cristo. Curioso no? L'incoraggiamento del Papa, come dice continuamente Tripudio, non è l'autorizzazione a fare il porco comodo! anzi! è una responsabilità anche maggiore, perché tradendo la fiducia del Papa si insozza la sua figura, si mina la sua autorità.
Starei attento a sbandierare la "santità" del cammino.

Lino ha detto...

anonimo ha detto:
"quindi FDF... Siccome so gia cosa partorisce il tuo unico neurone, ti anticipo che non avrebbero detto tutte queste cose se fossimo eretici o blasfemi della liturgia.....sarebbero successori degli apostoli a metá... anonimo siciliano"

Questa prassi di scivolare su questioni fondamentali della Fede (come quelle esposte negli ultimi articoli) e di rifugiarsi dietro i soliti veli ("siamo approvati!", "siamo lodati!") è veramente da "Fattoria degli animali" di Orwell. E poi si permettono anche di offendere FDF assegnandogli un unico neurone.
Lo "Statuto approvato", poi, farebbe ridere anche le pecorelle di Orwell! Ma lo sapete che L'Istituto per le Opere di Religione, IOR, ha uno Statuto approvato? E che, nonostante ciò, Lo IOR è stato coinvolto in scandali finanziari di dimensione sconvolgente, come il crac del Banco Ambrosiano, nonostante lo Statuto, la funzione e le lodi?
Allora, anonimo (ma non troppo) siciliano attiva i tuoi miliardi di geniali neuroni: ha ragione Kiko sulla storia della Confessione opzionale? L'Eucarestia è un assoluto, oppure no? I Vescovi non sempre hanno i carismi, soltanto quando appoggiano il Cammino, mentre i catechisti NC sempre li possiedono? Kiko queste cose le ha dette, o no?
Queste sono le questioni da argomentare, non altro.
Pubblico il commento anche nell'ultimo articolo. Magari rispondi a tono e puntualmente. Dubito che i tuoi geniali miliardi di neuroni possano impegnarsi nello sforzo, occupati come sono a lodarsi e a lodare l'opera di Arguello.