mercoledì 18 maggio 2022

Il Vitello d'Oro di Categoria Superiore: il tripode Kiko-Carmen-Cammino

Guai ai fratelli del Cammino
se non mettono al primo posto
gli sgorbi kikiani
Quando qui ci permettiamo di definire il Cammino come una forma di idolatria, lo facciamo in base a una vasta quantità di indizi, a cominciare ad esempio dal fatto che i kikolatri respingono come proveniente dal demonio, o completamente falsa ("non è come dite voi!"), oppure del tutto immaginaria ("non ci conoscete! non avete fatto esperienza del Cammino!") qualsiasi osservazione critica.

Il concetto biblico di idolatria lo notiamo in maniera eccellente col famoso episodio degli ebrei che si fabbricano un "vitello d'oro" da poter adorare (episodio descritto nel capitolo 32 del libro dell'Esodo). "Idolo" non è solo la statua materialmente adorata; è un termine che più in generale indica qualsiasi cosa a cui viene assegnato arbitrariamente un potere divino che non ha - e, nel caso peggiore, un potere che può avere solo Dio: «Ecco il tuo Dio, o Israele, colui che ti ha fatto uscire dal paese d'Egitto!».

Quando si parla del Cammino, si parla dunque di idolatria: "Ecco il Cammino, o fratelli del Cammino, il Cammino ti ha salvato! il Cammino ha salvato il tuo matrimonio! il Cammino ti salva da divorzi ubriachezze aborti discoteche mammona omicidi!»!" Assegnano arbitrariamente all'idolo "Cammino" un potere che solo Dio ha. E non è uno svarione equivoco proveniente dalle fasce basse dei fratelli "camminanti": è Kiko stesso che proclama che il Cammino è "Parola, Liturgia, Comunità", per poi dire che Dio è "Parola, Liturgia, Comunità". Cioè è Kiko stesso a insinuare nei suoi orridi sgorbi dipinti che il Cammino sarebbe Dio.

Così come gli ebrei si provarono con mammona e diedero il loro gioielli d'oro ad Aronne per farli fondere e forgiare il vitello-idolo, allo stesso modo i fratelli del Cammino devono dare i loro beni ai capicosca della setta affinché il Vitello d'Oro di Categoria Superiore, insaziabile consumatore di ricchezze altrui, possa ingigantirsi.

Aronne costruì anche un altare davanti al vitello d'oro: Kiko ha fatto erigere le cosiddette "Domus", enormi e costosissimi monumenti eretti a sé stesso, meta obbligatoria di tappe e pellegrinaggi neocat e lodi sperticate, e altre "cattedrali kikizzate nel deserto".

Kiko e Carmen hanno costruito
una liturgia personalizzata (e abusiva)
per evitare la liturgia cattolica
e i "cristiani della domenica"

L'idolatria per il tripode Kiko-Carmen-Cammino genera tutta una selva di idolatrie collegate. «L'ubbidienza al catechista è tutto!»: la tua vita non vale in quanto figlio adottivo di Dio, ma solo in quanto "ubbidiente" ad uno scagnozzo di Kiko, scagnozzo che non ha alcuna autorità davanti a Dio e davanti agli uomini - e quasi sempre è del tutto ignorante perfino dei più elementari concetti di Catechismo -, ma che ha "autorità" solo in quanto fedelissimo esecutore dei comandi di Kiko (che comanda anzitutto di insaccare soldi per la setta).

Sono certo di non essere il solo a poter dire che la disponibilità di Aronne  all'idolatria mi ha sempre provocato brutte sensazioni. Fin da ragazzino mi chiedevo come diavolo avesse fatto il popolo ebreo, pur stressato dal viaggio dell'esodo, pur spazientito dal fatto che Mosè non tornava, a convertirsi così velocemente e così efficacemente all'idolatria. Proprio non riuscivo a capirlo, mi sembrava che la Bibbia omettesse qualche particolare importante, qualche evento del tipo "se ci convertiamo a un idolo guadagneremo l'applauso dei popoli vicini" (ma nel deserto non c'era nessun altro ad applaudire, c'era solo questa enorme carovana di ebrei a vagare di qua e di là senza una meta per mesi, anni, decenni...).

Gli studiosi hanno tentato di trovare affinità con altri culti idolatrici, come ad esempio con il "culto del toro Apis" praticato in Egitto all'epoca, culto che doveva essere piuttosto ben conosciuto agli ebrei vista la lunga "schiavitù nel paese d'Egitto". Ma può bastare un'influenza culturale-sociale a spiegarlo? Forse dal punto di vista psicologico sì - per esempio se Apis fosse un culto da persone egiziane ricche e famose, "se ci mettiamo ad adorare anche noi un vitello o un torello, saremo ricchi e famosi". Anche nel Cammino vige questa specie di sudditanza culturale in parecchie forme (scimmiottare l'ebraismo per sentirsi "popolo eletto", scimmiottare gesti sacerdotali per sentirsi "cristiani più elevati", scimmiottare la vita da nababbi in alberghi con la scusa delle convivenze, scimmiottare i viaggi dei ricchi con l'andare alle varie GMG e Domus con l'alibi dell'Esperienza e delle Tappe, ecc.).

Ma la cosa più scandalosa è stata il nudo e crudo fabbricarsi l'idolo. Hanno dato i propri beni (gioielli d'oro, le poche ricchezze che avevano potuto portare con sé uscendo dalla schiavitù dell'Egitto, quindi addirittura più preziose di quel che valevano, e forse anche la loro unica speranza economica di ricostruirsi una vita una volta usciti dal deserto), per forgiare un vitello d'oro, per poi dire: «ecco colui che ci ha fatto uscire dall'Egitto». Ma come, se la settimana scorsa questo vitello non esisteva, come ha fatto a farvi "uscire dalla schiavitù dell'Egitto"? State mentendo a voi stessi, oppure state insinuando che siete usciti dall'Egitto solo per merito vostro? C'è un'assonanza pazzesca con la parlantina neocatecumenale: "io faccio il Cammino, il Cammino ha salvato il mio matrimonio, perciò devo fare il Cammino", cioè è merito mio se il mio matrimonio si è "salvato" (sottinteso: voialtri "cristiani della domenica" il matrimonio riuscite solo a rovinarlo, non sapete fare altro). L'idolo come immagine della propria superbia.

La psicologia moderna non può spiegare quell'incapricciarsi, quella fissazione capricciosa e collettiva - ci vuol parecchio oro per forgiare un vitello senza che si elevino serie proteste dal resto del popolo: doveva essere una piccola minoranza quella di coloro che continuavano a pregare il Signore e ad aspettare Mosè, che magari sarà stata accusata di essere "in braccio a mammona" perché non contribuiva abbastanza o non voleva proprio contribuire.

L'incapricciarsi ad adorare vitelli d'oro restò ancora a lungo, se ne parla anche in 1Re 12, di nuovo con "ecco Israele il tuo dio che ti ha fatto uscire dal paese d'Egitto". Quantomeno significa che un vizietto del genere non si estingue col solo condannarlo e col solo pentimento formale: c'è sempre il rischio di ricaderci. Motivo per cui i fratelli del Cammino dovrebbero continuamente interrogarsi sull'idolatrizzazione di tutto ciò che fa capo al Cammino, cioè chiedersi seriamente e onestamente perché diavolo ogni cosa del Cammino debba essere da loro considerata un bene assoluto e ogni critica al Cammino un male assoluto. "Ci siamo costruiti la nostra comunità del Cammino - cioè il nostro vitello d'oro - e dichiariamo che ci ha salvati dal paese d'Egitto - ha salvato il mio matrimonio e bla bla bla".

In un manoscritto del XII secolo vengono raffigurati i fratelli del Cammino mentre effettuano il ridicolo girotondino "liturgico" alla fine della celebrazione del sabato sera, attorno al vitello d'oro:



51 commenti:

  1. Sono tante le riflessioni che questo articolo suscita. In particolare mi chiedo come l'onore reso alle immagini ed alle statue Questo post induce a diverse riflessioni, per esempio sul come l'onore dato alle statue da noi cattolici possa essere scambiato dai protestanti con l'idolatria, quando dai passi biblici emerge chiaramente che, nelle le statue degli idoli, si adora un altro dio, che nulla ha a che fare con il Signore, che ne è un misero rimpiazzo, tant'è che Mosè, di ritorno dal monte, compie il gesto tremendo di spezzare le tavole su cui Dio stesso aveva vergato i dieci comandamenti.
    Kiko ha ereditato questo sospetto protestante sulle statue, mentre ben altre dovrebbero essere le sue preoccupazioni! Per esempio, la raccolta che fa fare per la vendita dei beni del secondo passaggio, una vera e propria spoliazione, assomiglia a quella che fa fare Aronne, ordinando di togliere i pendenti d'oro dalle orecchie di mogli e figlie. Oppure la sua sottovalutazione dei dieci comandamenti, considerati come una legge impossibile da rispettare. Per non parlare dei canti e delle danze, delle agapi, che sostituiscono l'adorazione individuale dopo la Comunione. La stessa motivazione per cui viene fuso il vitello d'oro suona sinistramente coincidente con le giustificazioni di Kiko: la gente non è matura per pregare il rosario...la liturgia non può essere compresa dai lontani...Fatima è un devozionismo che allontana chi si potrebbe convertire… eccetera eccetera, così come si giustifica Aronne con Mosè: il popolo aveva bisogno di qualcosa di tangibile, non poteva aspettare oltre, era necessario fidelizzarli con qualcosa che andasse incontro ai loro gusti. Insomma, il fine giustifica i mezzi, è il machiavellismo di cui abbiamo già parlato recentemente e che non porta a nulla di buono, anzi!

    RispondiElimina
  2. https://www.youtube.com/watch?v=KSqHvBi6xVo

    ad un certo punto Mons.Bux parla, indirettamente, del Cammino ( ricordo che il Cammino è la mente e la volontà di queste persone).
    Buona visione.

    CDD.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Cari CDD, grazie per la segnalazione! Sempre interessante ascoltare monsignor Nicola Bux, teologo preparato e dialogante.
      Nulla di strano che si sia riferito al Cammino neocatecumenale, che esplicitamente nomina, per mettere in dubbio la validità del suo proposito 'battesimale', in un suo recente libro, 'Con i Sacramenti non si scherza'.

      Elimina
    2. di niente, è un dovere.

      CDD

      Elimina
    3. La conferenza è molto spigliata e sono interessanti sia l'intervento di monsignor Nicola Bux sia quello del prof.Massimo Viglione. Ne consiglio anch'io l'ascolto. Si può cominciare al minuto 18' tagliando l'introduzione.

      Elimina
    4. Prof. Viglione, eh?????????????????????????????????????????????????????????????????????

      Elimina
    5. Consiglio ai camminanti : non ascoltate questa intervista , è in gioco la salvezza eterna delle vostre anime. siete avvertiti.............................................................................................................................

      Elimina
  3. Spero che Kiko firmi presto la linea di carta igienica by Cammino

    RispondiElimina
  4. mons Bux, eh??????????

    RispondiElimina
    Risposte
    1. peeeeeeeeeeeeerchéééééééééééééééééé?????????????
      Esisti solo tuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu eeeeeeeeeeeeeeeee quuuuuuuuuuueeeeeeeliiiiiiiiiiiiiiii coooooooooooooooooomeeeeeeeeeeeee teeeeeeeeeeeeeeeeee??????????????????????????????????
      CDD

      Elimina
    2. Promemoria importante.

      È facile esser tutti d'accordo che nella Messa è Dio il centro. Ma poi nei fatti:
      - nella Messa "tridentina", tutti sono rivolti verso Dio (incluso il sacerdote celebrante)
      - nella "liturgia" neocatecumenale, tutti sono rivolti verso gli altri (incluso il "presbitero" col tavolinetto smontabile).

      Cioè nelle assemblee neocatecumenalizie ci si dispone come se la "liturgia" fosse una chiacchierata, un infliggersi prediche a vicenda, un raccogliersi insieme per parlare "di" Dio anziché parlare "a" Dio. Infatti nelle "liturgie" neocat assistiamo a bislacchi fenomeni:
      - l'ambientale
      - le monizioni
      - le risonanze
      - le preghiere dei fedeli
      - e il prefazio urlato, la caciara del segno della pace, l'imbarazzantissimo girotondino-col-passetto, le frastornanti sgrattugiate di chitarrelle (che rompono i timpani e non solo), la Comunione ridotta a una specie di sacro snack simboleggiante l'unità della comunità, ecc.

      Per usare termini più tecnici, la liturgia cattolica è "Cristocentrica" - Cristo è il centro di tutto - mentre le cosiddette "liturgie" neocatecumenali sono "comunitàcentriche", cioè è la comunità ad essere il centro di tutto. Indipendentemente da quante volte a parole si loda il Signore.

      Quello cattolico è vero culto a Dio gradito, quello neocatecumenale è culto dell'uomo, è "antropocentrico", è qualcosa che anche se venisse riempito di lodi al Signore resta sempre centrato sulla comunità celebrante, comunità che celebra sé stessa e le proprie interazioni interne.

      È proprio idolatria. È l'invenzione di Kiko e Carmen - il comunitarismo neocatecumenale - che ha preso il posto di Dio, anche se ipocritamente sembrano lodare il Signore. L'invenzione del vitello d'oro ma con l'aggiunta di una massiccia dose di ipocrisia: a parole lodano il Signore, ma in cuor loro hanno solo la fissa di "fare bene il Cammino", di far bene "comunità".

      Elimina
    3. Questa è una riflessione che andavo facendo da tempo, ispirata da quello che avevo visto in queste celebrazioni:
      i camminanti nella celebrazione si guardano negli occhi, si cantano addosso uno contro l’altro, pregano come se stessero lanciandosi i propri proclami di fede come in uno scontro quasi fisico.
      Tempo dopo essere uscito da questa pratica insulsa, ed essermi trasferito ad una nuova parrocchia, mi capitò di entrare nella vecchia parrocchia durante una messa domenicale, e vi trovai i vecchi neocat che stavano obbedendo evidentemente alla prescrizione fatta loro di frequentare (non so più quante volte al mese*) qualche celebrazione della parrocchia. Potei osservarli non visto. Quello che vidi non fece altro che confermarmi quanto avevo amaramente scoperto a suo tempo: dei banchi disposti a semicerchio intorno all’altare, occupavano quelli che facevano ala laterale, non quelli di fronte all’altare. Ed era così invincibile il bisogno di guardare gli altri in chiesa che assolutamente nulla di quello che stava succedendo al centro, sull’altare, li interessava: stavano tutti, dico TUTTI, a guardare FISSI, il resto dell’assemblea. Davano l’idea dei pesci d’acquario quando nuotano paralleli alla parete frontale, col loro bell’occhione sbarrato, oppure quelle figure di egiziani nelle piramidi, in cui l’occhio è dipinto frontalmente. Una scena deprimente. Non riuscii a reggere, perché certe cose inevitabilmente ti distraggono, e me ne uscii. Dico questo, così come credo che per questo sia stato creato questo sito, per quelli che sono incastrati nel Cammino, rivlgendomi al Neocat: magari ti riconosci in questo e magari puoi cambiare quacosa, che essenzialmente sarebbe l'atteggiamento nella celebrazione: è occasione per pregare Dio o (come dicono a Roma) per cantarsela e suonarsela?
      * per i gestori del blog: sono lo stesso che aveva scritto un commento ad un post molto vecchio, parlando di fratelli del cammino che randellano i più giovani a suon di citazioni bibliche, che però si inviperiscono se si sentono giudicare anche se si crogiolano nel dire di se stessi che erano e sono dei peccatori (ma che in realtà si autoassolvono, visto che non permettono a nessuno di evidenziare qualcosa di scorretto nel loro comportamento), e che dopo trent’anni di cammino con tanto di patentini vari, tuniche bianche e autoincensamenti si ritrovano a fare generalizzazioni e peccati di giudizio come un qualunque bambino di dieci anni potrebbe fare.

      Elimina
    4. Ecco la dimostrazione che ci vuol poco per mettervi spalle al muro.
      Non serve scomodare teologi e quant'altro.
      Vi rendete conto di questo?

      Con voi si compie che dovessimo tacere noi, griderebbero le pietre!!!

      E "il Cammino mi ha salvato "
      "Il Cammino ha salvato il mio matrimonio "
      E dire ai figli:
      "Tu sei nato grazie al Camnino "

      Idolatri siete, conclamati.

      Pax

      Elimina
  5. Il Cammino Neocatecumenale ha avuto una malizia in più rispetto al popolo di Israele, a mio parere.
    Il suo vitello d'oro è talmente parcellizzato che non risulta ben visibile come quello in un unico pezzo costruito da Aronne e poi distrutto da Mosè.
    L'Argüello si è fatto dare i beni dagli adepti e da molti benefattori, ma non ha costruito un unico vitello visibile. Ha parcellizzato.
    Così l'idolo non è immediatamente riconoscibile, anche se tutto fa capo alla Fondazione Cammino Neocatecumenale.

    Di questo vitello, parlando in termini materiali, un orecchio (a breve due) sta in Israele, il naso a Porto San Giorgio, i piedi nei vari RM, le mani nelle Fondazioni Famiglia di Nazareth... per dare un'immagine.

    Per una visione d'insieme di questo vitello ci vuole informazione e voglia di conoscere, altrimenti nemmeno sembra che ci sia.

    Raccolgono i soldi e li indirizzano alle varie Fondazioni, che non sono solo quelle "Famiglia di Nazareth", ma anche altre con denominazioni diverse, tipo la Domus Jerusalem inc., la Fondazione San Pio X per La Nuova Evangelizzazione, la Fondazione panamense per l'acquisto dei terreni in Terra Santa... e chissà quali altre.

    Chi dà denaro per questo idolo è d'accordo a che venga costruito o, in alcuni casi, male informato.

    Infatti, chi dichiarano sempre che "mi ha salvato"? Mai la Chiesa, sempre la Fondazione Cammino Neocatecumenale.

    A Padova, nel 2011, quando dovevano prendere la decisione se accordare o meno il permesso per costruire il catecumenium della parrocchia Pio X, apparve un articolo intitolato "La chiesa delle famiglie neocatecumenali spacca il quartiere".

    La Chiesa delle Famiglie Neocatecumenali...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La Chiesa e basta, ora e sempre, e per sempre.......................................................................................

      Elimina
  6. Esodo capitolo 32.

    I Re capitolo 12 con il suo plateale:

     "ecco Israele il tuo dio che ti ha fatto uscire dal paese d'Egitto". 

    La storia è sempre la stessa.
    Come giustamente fa notare Tripudio ritorna, come i corsi e ricorsi storici di Giambattista Vico.

    L'uomo idolatra è monotono, privo di inventiva, noioso come il demonio e prevedibilissimo.

    Ricade sempre l'uomo e ha bisogno di vedere, toccare, e avere la percezione di gestire lui il dio che con le sue mani si è fabbricato.
    Quel dio che non lo salva da niente.
    Eppure lo adora e a lui si rivolge dicendo a se stesso:

     "ecco Israele il tuo dio che ti ha fatto uscire dal paese d'Egitto". 
    ........

    RispondiElimina
  7. ........

    La cosa assurda è che questo dio si paga e costa caro pure.
    Tutte le tue ricchezze. Vengono fuse con quelle degli altri malcapitati come te. Non c'è più alcuna distinzione.
    Un tutt'uno. Ciascuno perde identità.
    E una cosa da te stesso fabbricata diventa il tuo dio. Colui che ti salva. Da cosa?

    È sorprendente e fa riflettere che in comunità ciascuno ripete:
    "Il Cammino mi ha salvato!"
    Assonanza che condanna!!!
    Per tenerlo in piedi, tutta la tua vita e i tuoi beni.

    Kiko dice che se non SGANCIATE un milione di euro per anno l'evangelizzazione si deve fermare! (MAGARI!)

    Vedete come tutto torna?
    Pagate e siete pure schiavi.
    Che infelicità!
    ........

    RispondiElimina
  8. ........

    Eravate tanti, ognuno unico agli occhi di Dio.
    Ora siete una massa indistinta. Tutti omologati, come soldatini.
    E chi alza la testa viene ben bene bastonato.

    Pax

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Niente bastonature, quando si è nel giusto non si alza la testa ma si obbedisce.................................

      Elimina
  9. Esattamente Pax. L'ideale di fondersi nella comunità e di essere uno, su cui tanto insiste Kiko, fa proprio pensare alla fusione nel crogiolo del vitello d'oro, che era un monolite nel quale erano fusi inestricabilmente i beni di tutti.
    Infatti Mosè lo fa sciogliere nuovamente, gli fa perdere la forma, ridurre in polvere, e quella polvere la fa bere agli israeliti, uno ad uno.
    Perché l'unità di Israele non poteva andare a detrimento della singolarità e della fedeltà di ciascuno. Aronne non si scusa neppure di ciò che ha fatto: è convinto che fosse l'unico modo per tenere il popolo unito. Aronne sembra il sacerdote che pensa che l'unità della parrocchia si assicuri dando ai fedeli una liturgia più partecipata, emozionante, come i canti e i balli organizzati attorno al vitello d'oro, e magari, come qualche parroco della Capitale, andrà in Israele spesato alla Domus Galilaeae per comprare, chiavi in mano, il metodo del Cammino. Successo assicurato, dicono loro! La verità è che, ascoltando la pancia, non si fanno mai le scelte migliori.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bella riflessione, Valentina.
      Alla quale aggiungerei i Parroci che preferiscono non prendere posizione. Lasciando al tempo (un mal inteso Gamaliele?) le decisioni che come Pastore costituito per la sua Parrocchia dovrebbe prendere lui.
      E intanto il Cammino fa danni, come in tante Parrocchie neocatecumenalizzate vediamo, a volte irreversibili.

      Pax

      Elimina
  10. Propongo un paio di cose.
    Stasera unitevi a me spiritualmente perché Dio ha affondato I nostri nemici, le ruote dei carri sono tre anni che sono impantanate. Cioè sono tre anni, ripeto TRE ANNI, che costoro non riescono a celebrare. La loro celebrazione è crollata.
    Per cui, un momento di preghiera di ringraziamento a Dio, e poi stappate un vinello, o spumante, o altro di simile , e brindiamo in onore del Signore.
    Anche se non siamo presenti fisicamente, è Dio che ci unisce spiritualmente.
    Dio ha colmato di gioia i nostri cuori vedendoci i nemici affondati, e aprono le loro bocche che ci maledico o, perché sono colmi di odio e invidia.
    Ma è Dio che ha la Verità e la Giustizia nelle sue mani.
    La Pace di Nostro Signore sia con noi. Pace.
    CDD.

    RispondiElimina
  11. Non ci trovo nulla di strano nella creazione del vitello d'oro: lo paragono alla distrazione di massa che ormai è la regola sui nostri media. La gente viene spaventata con pericoli veri ma soprattutto presunti e poi viene ingannata con la soluzione inutile, l'idolo delle folle, ma soprattutto va distratta con le feste, i balli e i divertimenti, perché non ci pensi su e non si accorga della grossa fregatura che le stanno mollando. Aronne è l'esatta immagine di un potere che inganna e non fa crescere e tratta la gente come una massa di cretini. Mosè èl'esatto contrario. Kiko vorrebbe essere Mosè ma assomiglia di più ad Aronne.

    RispondiElimina
  12. La questione delle "rappresentazioni artistiche", nella storia della Chiesa, è sempre stata piuttosto sentita.

    Il punto è che se si ha almeno un briciolo di fede, si è già capaci di capire la differenza fra il "soggetto della foto" e la "foto del soggetto".

    L'esempio che si porta spesso riguardo all'arte sacra è quello del soldato al fronte che tra mille privazioni e mille sofferenze, in trincea guarda una foto sgualcita e sbiadita dei suoi cari. Per quanto scarsina sia la "posa" dei suoi cari, per quanto strappata e malridotta la foto, gli ricorda i suoi cari. Il suo cuore si scioglie non per l'oggetto "foto dei miei cari", ma per il "ricordare i miei cari a causa di questa foto". Nonostante la foto sia così "limitata" e "imprecisa" nel rappresentarli, guardandola penserà ancor più intensamente ai suoi cari. Motivo per cui le chiese sono sempre state imbottite di arte, anche nei punti che l'occhio del visitatore non noterebbe mai, "perché quelle opere le vedono anche gli angeli, e devono essere belle anche quelle".

    Per questo, pur preferendo le opere migliori - si consideri ad esempio l'Annunciazione dipinta dal Beato Angelico - ci si scioglie il cuore anche di fronte a certe rappresentazioni sacre artisticamente povere ma teologicamente esatte e create da un artista che sapeva "parlare" alla fede della gente comune.

    La fede non è un prerequisito assoluto di quel "saper parlare alla fede della gente comune". Per esempio, Mozart non era esattamente un buon cristiano, né moralmente ineccepibile, però ha composto una Messa da Requiem che lascia senza fiato perché dà l'idea della maestosità di Dio, passando dal dramma della morte e del giudizio (nel Kyrie e nel Dies Irae), all'infinita giustizia di Dio (nel Rex Tremendae Maiestatis), all'infinita misericordia (nel Lacrimosa)...

    Chi non capisce quella differenza fra "soggetto della foto" e "foto del soggetto", è destinato a prendere colossali fischi per fiaschi. Come ad esempio gli iconoclasti, che pretesero di distruggere ogni rappresentazione sacra, irrazionalmente furenti contro la presunta idolatria. E come ad esempio gli idolatri - fra cui gli stessi ebrei guidati dallo stesso Aronne, come descritto sopra.

    Il neocatecumenalismo è fondamentalmente idolatria. Il suo triplice idolo è "Kiko-Carmen-Cammino": cioè i due autonominati "iniziatori" del Cammino, e l'entità "Cammino" stessa, nonostante l'evidente marciume. È come il tifoso stupido che scalcia la radiolina perché nella telecronaca della partita è stato annunciato un rigore contro la propria squadra. La radiolina non ne ha colpa. E molto probabilmente nemmeno l'arbitro, che sta solo applicando un regolamento. Ma il tifoso stupido scalcia la radiolina perché la considera colpevole di non rendere gloria alla propria squadra di calcio. Proprio come i kikos che accorrono qui a giudicarci temerariamente.

    Da notare che un pessimo artista è anche quello che fa un'opera magari tecnicamente "artistica" ma che non parla veramente alla fede della gente - come tante insignificanti immaginette e statuette in vendita in certi luoghi di pellegrinaggio -, o peggio parla "male", come certe rappresentazioni blasfeme che "adattano" Nostro Signore a qualche moda umana.

    Per questo stesso motivo puzza di girone infernale tutta la produzione artistica di Kiko, intesa a rappresentare il Signore con le fattezze kikiane, a scatenare un frastuono di chitarrelle anziché imitare il coro degli angeli, produzione intesa a far sembrare "importante" e "grosso" l'attivismo neocatecumenalizio, soprattutto a gloriare sé stesso (come le "Domus" che scimmiottano l'architettura classica ebraica), ecc.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Concordo.
      Quanto all'"infernale produzione artistica di Kiko", vorrei segnalare un particolare di cui mi sono accorto solo di recente, relativo al dipinto del giudizio universale ricopiato (con debite modificazioni) dalla scuola di Novgorod.

      Nell'originale il serpente collega l'inferno con Adamo, e la bocca del serpente morde il suo calcagno a significare la caduta.

      Nel dipinto dell'Argüello il serpente collega invece l'inferno a Cristo pantocratore e si vede anche poco che si tratta del serpente, essendo una striscia rossa che parte dal basso verso l'alto.

      Non so se già avevate parlato di questa particolarità, nel caso scusate la ripetizione.
      Ma, sinceramente, questa cosa mi ha veramente scombussolato, perché il messaggio sottostante è deviato.

      Mi sono preso la briga di leggere la descrizione del dipinto nel sito della Domus e, con stupore, ho appreso che il serpente non è nemmeno nominato, benché sia dipinto. Sarà perché non c'è una spiegazione adeguata a questa modifica?

      Il cambio di soggetto tra Adamo e Cristo mi pare uno scempio, perché se il serpente ha un senso riguardo al primo, che si è giocato il paradiso terrestre per avergli dato retta dando origine alle conseguenze che conosciamo, non può assolutamente avere senso riguardo a Cristo, vittorioso sulla morte e sul male.

      La definizione di "girone infernale" riguardo alla produzione artistica di Kiko, quindi, mi pare più che accoglibile, tenendo presente che anche altre opere provocano più una sorta di inquietudine che una pace spirituale.

      Elimina
  13. Il fatto che per molti camminanti la Chiesa, da Costantino a Kiko, si è sbagliata su molte cose, da l'idea di voler togliere dei poteri divini che ha la Chiesa per diritto divino per attribuirli al Cammino. E questo è un atto ideologico e perciò idolatrico. Di fatto, la Chiesa incide davvero nella società se offre il Vangelo integrale della Tradizione sacra, ma se una ideologia vuole incidere sulla Chiesa lo fa predicando solo certi aspetti del Vangelo, per cui per certi aspetti è rigida e rigorista, per altri è lassista e annacquata. Questo è un pericolo per tanti cattolici ma il non voler accettare critiche non è un buon sintomo. Pietro (non del Cammino)

    RispondiElimina
  14. L'idolatria è il culto delle immagini, corrisponde al credere che l'immagine, che non è altro che rappresentazione della realtà fatta dall'uomo, sia invece la realtà stessa, tant'è che i popoli idolatri credevano che l'idolo fosse Dio stesso.
    Per questo la società moderna può definirsi idolatra, proprio perché soggetta non più al dominio del Capitale, come diceva Marx, ma al dominio di ciò che il filosofo francese Guy Debord definiva 'spettacolo', cioè delle immagini patinate, idee, notizie che si sostituiscono all'autenticità della vita e della realtà. Il Cammino potrebbe essere definito (e tante volte lo abbiamo effettivamente chiamato così) lo spettacolo che si sostituisce alla liturgia, al culto, alla realtà della fede.
    Per questo ha un bruttissimo rapporto con la verità ed anche con la storia. Giustamente nell'articolo viene fatto notare che al vitello d'oro, appena fuso dagli ori delle donne di Israele, viene attribuito il merito di aver fatto attraversare il Mar Rosso agli Israeliti, quando appunto ancora non esisteva! Così anche chi entra in Cammino, l'abbiamo detto molte volte, deve ricostruire la propria stessa storia personale per attribuire al neocatecumenalesimo il merito d'essere stato salvato, lui stesso, i figli, il proprio matrimonio. Ho sentito assicurare a delle donne che erano sempre state desiderose d'essere mogli e mamme, di non aver voluto i propri stessi figli...sacerdoti che svilivano la propria stessa vocazione prima del Cammino (come don Pezzi) e tante altre cose che purtroppo tutti noi rammentiamo anche troppo bene.
    Scriveva Guy Debord:
    "Il campo della storia era il memorabile, la totalità degli avvenimenti le cui conseguenze si sarebbero manifestate a lungo. Inseparabilmente, la conoscenza avrebbe dovuto durare, e aiutare a comprendere almeno in parte ciò che sarebbe successo di nuovo: «un'acquisizione per sempre», dice Tucidide. In tal modo la storia era la misura di un'autentica novità; e chi vende la novità ha tutto l'interesse a far sparire il modo di misurarla.“
    Chi ci ha venduto la novità dello 'spettacolare' del Cammino, aveva tutto l'interesse a manipolare la nostra storia personale come anche la storia del Cammino stesso (e quella dei suoi fondatori, vedi le macchinazioni per trasformarla in santa da immaginetta), ed in primo luogo la storia della Chiesa (vedi la parentesi fra Costantino e il Concilio Vaticano II piazzata sul disegnino della catechesi iniziale).
    E proprio loro, venditori di immagini e di emozioni ad esse associate, incredibile a dirsi, accusavano di idolatria la Chiesa bimillenaria!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. EC: trasformare Carmen in santa da immaginetta

      Elimina
    2. Guy Debord è anche lui un nemico del Cammino? La cosa si fa seria.....................................................

      Elimina
    3. Essendo noi dei perfetti ignorantoni, abbiamo cercato su Wikipedia chi era Guy Debord, e abbiamo capito che è da tenere alla larga, come Lista, Zoffoli, Ariel, Lifschitz, p. Pio e chi più ne ha più ne metta. Su, citate qualcun altro...............................................................................................................................

      Elimina
  15. Interessante e approfondito articolo di Mic nel sito Chiesa e postconcilio.

    http://chiesaepostconcilio.blogspot.com/2022/05/preghiera-riparatrice-di-padre-zoffoli.html?m=1

    Assolutamente da leggere.

    Frilù

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Magnifico articolo, che ci riporta anche alle ragioni e al contesto della nascita di questo blog. Grazie Frilù per la segnalazione!

      Elimina
    2. Al sol sentire il nome di padre Zoffoli ci vengono i brividi. La sua preghiera però la possiamo recitare, con i termini opposti...............................................................................................................................

      Elimina
    3. Un articolo splendido ed emozionante. Grazie Frilù

      Riporto la preghiera riparatrice di padre Zoffoli presente nel bellissimo thread di Mic.

      Gesù, Verbo incarnato, Dio come il Padre, mi compiaccio della Tua felicità infinita ed eterna, che nessuno degli orrori di questo mondo ha mai potuto e potrà alterare.
      Mi rallegro pensando che - Risorto e Glorioso - vivi in una sovrana condizione di impassibilità che, invece di renderTi indifferente alle nostre sciagure, Ti consente di essere e rivelarTi sempre più misericordioso con tutti.
      Mi conforta la certezza che sotto le specie eucaristiche la tua umanità resta invulnerabile nonostante la brutale violenza delle profanazioni a cui ti esponi, la glaciale freddezza del nostro comportamento, l'insopportabile disinvoltura del nostro modo di trattarTi, la volubilità dei nostri umori, la tempesta dei nostri dubbi, gli scandali con i quali ritardiamo e spesso assecondiamo il cadere di molte anime che Ti cercano.
      Nei nostri Tabernacoli, l'ineffabile modo di essere "secondo la sostanza" della Tua realtà umana ti rende inattaccabile; le specie sacramentali Ti fanno da schermo contro ogni satanico tentativo di offenderTi, di umiliarTi...
      Possono imbrattare, trafiggere, calpestare, incenerire soltanto l'involucro della proprietà del pane, mai però Te che - per essa - sei presente, commiserando la nostra inguaribile cecità interiore; sempre disposto ad attendere la nostra resa alla tua sovrumana pazienza.
      Mi sembrano gravi certe responsabilità del clero, in alto e in basso, nel cedere ad una equivoca pietà eucaristica in cui s'annidano illusioni della fantasia ed insidie del sentimento, scarso spirito di fede ed insofferenza della disciplina ecclesiale... Ma, soprattutto, il folle impulso irenista di assimilare la Liturgia cattolica della "Transustanziazione" e del "Sacrificio" al culto protestante della "Cena comunitaria" e della pura "memoria" della Croce.
      So che gli elementi essenziali del dogma sono salvi; ma l'intelligenza del "Tuo Mistero" è resa stranamente confusa, scialba, sterile dalla "presa" di mani non consacrate, che inseriscono il Dono dei Doni nel contesto di ogni banale pasto umano, terminando il processo di desacralizzazione che cerca di dissolvere il cristianesimo.
      Ma Tu resti sempre il "Pane degli angeli": l'insipienza dei pastori indegni e dei fedeli esaltati non ti raggiunge; la gigantesca ondata delle nostre irriverenze non potrà mai travolgerTi...
      In questo momento di oscurità e di apostasia mi sento a Te vicino, non per consolarmi, ma per inabissarmi e restare ancorato nel fondo del Tuo amore immenso, onnipossente, che ha già vinto il mondo.
      La mia angoscia, offerta come partecipazione alla Tua agonia redentrice, contiene in germe il tuo stesso immancabile trionfo sulla pervicacia umana.
      Tu, che sei la stessa Gioia sussistente, concedimi che tale angoscia, per quanto amara, sia almeno serena, perseverante, meritoria, mitigata dalla dolcezza del Tuo sguardo, premiata col dono di una fiducia sempre filiale delle Tue promesse. Amen

      Elimina
    4. Alla larghissima da padre Zoffoli.............................................................................................

      Elimina
  16. Bello l'articolo di mic che mi ha dato ancora di più la convinzione che come hanno detto tutti i Papi, il cammino Neocatecumenale viene dallo Spirito Santo. Fin dagli anni 80 i primi a lamentarsi e a denunciare eresie sul cammino, molti sono passati a miglior vita e ciò che hanno scritto non si trova neanche nelle librerie. Parole al vento e il vento se l'è portate via. Mic si occupa di altro, prima o poi anche voi 4 (ed io) vi occuperete di altro o passerete ad altra vita e di questa battaglia contro il Cammino Neocatecumenale cosa resterà? Nulla. Qualche pagina sul web che prima o poi i motori di ricerca elimineranno come fake news. Il cammino dagli anni 80 ad oggi si è moltiplicato in tutto il mondo, in Italia ci sono diocesi dove quest'anno sono stati consacrati solo presbiteri dei redemptoris mater. A cosa serve battersi contro lo l'azione dello Spirito Santo? A niente, solo a perdere tempo e vita.
    Fallacio Asino Vinicio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Lo sappiamo Fav che devi autoconvingerti. Ma la realtà è davanti a tutti noi, visibile, nessuno la può negare. Sono tre anni che siete crollati.
      Punto e a capo!
      È entrata una forza che nessuno può dominare.
      Le voci si stanno moltiplicando, e lo Spirito sta parlando ai cuori.
      Poi per il fatto del cammino se sarà o non sarà non dipende da me, questo è sicuro.
      Ma sai, se uno ruba, non è che può dire è stato il cammino, o il palo o il marciapiede, è la tua coscienza che ha rubato. Se poi si vuole dire che rubare è autorizzato nel cammino, allora credo che qualcosa accadrà anche al cammino.
      Dio può potare in ogni momento, sono stati portati gli Ebrei, figurati se non può potare il cammino.
      Ho scritto sul rubare, ma avrei potuto scrivere: violazione del foro interno, pretendere obbedienza, far passare le falsità come opera di Dio, giudicare, condannare, opprimere, discriminare, offendere, doppia faccia, ipocrisia, ecc,ecc,ecc.
      CDD

      Elimina
    2. @Fav 20 maggio 09,48
      No, Fav non hanno detto che "solo" il Cammino è opera dello Spirto Santo; bensì hanno
      esteso il concetto a tutte le aggregazioni Ecclesiali esistenti nel mondo(qualche centinaio), a seguito del Concilio.
      Infatti, la Chiesa, non può discriminarle in associazioni di serie A e di serie B.
      Per quanto riguarda il passaggio
      a "miglior vita", che poi per i credenti sarà la "VERA VITA", vi intravedo da parte tua, qualcosa di punitivo.
      Ricordati che tutti dobbiamo morire
      Per quanto riguarda le ordinazioni
      dei seminari RM, non chiacchiere, ma dati alla mano.
      Ruben.
      ---

      Elimina
    3. @Fav
      Fav, che succede?
      Nei "vostri" giorni festivi, come per
      gli Ebrei, siete interdetti da qualsiasi attività manuale compreso lo scrivere?
      Sai che noia mortale!
      Comunque, ti lascio ai tuoi doveri
      verso la setta.
      Ci risentiremo,
      Ruben.
      Sabato 21 maggio 2021
      ---

      Elimina
    4. Sì FAV si è silenziato come fa sempre quando sfora.
      Parla come se solo loro fossero immortali.
      Molti del cerchio magico sono passati a miglior vita, come dici tu, e con ricambio zero che futuro avete?
      Anche Carmen è trapassata.

      Fareste bene a riflettere sui novissimi. Il tempo si è fatto breve.

      Pax

      Elimina
  17. L'idolo neocatecumenale non è frazionato e non necessita di essere costruito come una scatola di Lego per essere identificato nella sua completezza.
    Anche una piccola cucina che accoglie un singolo nc mentre compie le obbligatorie lodi kikiane dichiara in pienezza l'idolatria del contesto. La sua croce sogliola di fattura argüelliana, la sua croce astile in miniatura, il suo quadretto con l'immagine di Carmen dinanzi agli occhi, i suoi sacri libri acquistati rigorosamente dai venditori kikiani etc. posti sul tavolo; il suo fascicolo di canti del cammino riposto in un angolo, la sua chitarra poggiata alla meno peggio ad un mobile, i "dipinti" del guru attaccati al muro ed il gruzzoletto pronto per la decima e quello messo da parte per i fiori per non ritrovarsi impreparato, ci parlano chiaramente della terribile idolatria insita nel contesto nc. Forse ben più delle evidenti e grandi opere kikiane visibili e constatabili nelle città più rinomate per l'ambiente, poichè se esse sussistono, ancor prima delle fondazioni (non più nascoste direi. Non credo che esista uomo, facente parte del clero o no, che creda alla panzana della provvidenza che sgancia 5 milioni di euro per un'asta, ad esempio), è opera dell'idolatria di quell'uomo solitario che adempie le lodi nella sua saletta casalinga. Un uomo chino alla comunità, quindi al vitello d'oro.

    RispondiElimina
  18. Un articolo molto interessante che suscita molteplici riflessioni e, certamente, qualche 'piccolo' esame di coscienza nell'animo di alcuni.

    - Solo Dio è santo, e a Lui soltanto sono dovuti omaggio e culto. -

    Kiko e Carmen hanno costituito un culto che edifica la loro stessa personalità. Un culto degradato che hanno diffuso coinvolgendo nel tempo innumerevoli anime. Sono dei traviati che traviano.
    Questo culto scadente e discendente, proprio come la famosa scala della kenosi kikiana, fa scendere Dio al loro livello e, al contempo, innalzare l'ego dei "prediletti tra i prescelti". Così ci si ritrova, tappa dopo tappa, a conoscere un dio fatto a immagine e somiglianza di Kiko che pretende oggetti preziosi da fondere in sé ed una fedeltà che trascuri la verità, l'autodeterminazione e gli affetti. Argüello si è servito di Dio (che irriverenza e che oltraggio) per i propri scopi e bisogni, ponendosi in realtà al di sopra di Lui (orrore!).

    Il culto dei due dissennati induce all'autocelebrazione della comunità, una danza vissuta in cerchio che riempie l'ego e rende la celebrazione vuota.
    Così la comunità conferma sè stessa appagandosi, rinunciando all'adorazione del vero Dio. Ecco perché quando si è in cammino subentra nell'animo una sorta di frustrazione; un deserto interiore che deprime e scoraggia. Perché mancano la libertà e la gioia del vero incontro con il Dio vivente.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Un incontro che il cammino non agevola, bensì ostacola. Semplicemente perché la fede non la si impara, non la si copia né compra dall'idolo, non la si plasma in sè assecondando le direttive gravose e ingannevoli di Kiko e Carmen, ma si scopre entrando in un alone di amore, incontrandosi a tu per tu (e non a grappoli) con Lui, Dio, nostro Padre.

      Elimina
  19. Scrive padre Zoffoli nella sua stupenda preghiera di riparazione:

    "Mi sembrano gravi certe responsabilità del clero, in alto e in basso, nel cedere ad una equivoca pietà eucaristica in cui s'annidano illusioni della fantasia ed insidie del sentimento, scarso spirito di fede ed insofferenza della disciplina ecclesiale... Ma, soprattutto, il folle impulso irenista di assimilare la Liturgia cattolica della "Transustanziazione" e del "Sacrificio" al culto protestante della "Cena comunitaria" e della pura "memoria" della Croce.
    So che gli elementi essenziali del dogma sono salvi; ma l'intelligenza del "Tuo Mistero" è resa stranamente confusa, scialba, sterile dalla "presa" di mani non consacrate, che inseriscono il Dono dei Doni nel contesto di ogni banale pasto umano, terminando il processo di desacralizzazione che cerca di dissolvere il cristianesimo.
    Ma Tu resti sempre il "Pane degli angeli": l'insipienza dei pastori indegni e dei fedeli esaltati non ti raggiunge; la gigantesca ondata delle nostre irriverenze non potrà mai travolgerTi...
    In questo momento di oscurità e di apostasia mi sento a Te vicino"

    La sua, è la risposta migliore davanti a chi ritiene di essere giustificato da chissà quali convenienze umane a ridurre il miracolo della Presenza reale in un simbolo e la santa Messa in una occasione di ritrovo sociale.
    Se se ne rendono conto pienamente, sono dei veri antiCristi; se invece, come credo o spero, sono solo ingannati, superficiali, servi delle mode e malati di idolatria, verrà il momento in cui tutto cadrà dalle loro mani, e finalmente piegheranno le ginocchia e il collo indurito.

    RispondiElimina
  20. Davvero grazie anche da Pax, Frilu' cara, per le tue segnalazioni sempre utilissime.


    L'articolo di Mic è un formidabile compendio. Rimanda alla nascita del Blog che a lei si deve. Poi ha allargato i suoi orizzonti.

    Ci conforta ascoltare la sua esperienza di fronte alla quale mai si è arresa.
    Ha denunciato le pecche del cammino, quanto con i suoi studi aveva rilevato sulla scia del padre Zoffoli (i cui scritti sono stati anche loro censurati fortemente).

    Si è rivolta ai vertici della Chiesa per cercare di scongiurare un'approvazione che sarebbe stata iattura.

    Mic rende conto senza mezzi termini dell'operazione Rylko/Cordes (chiamiamola così per estrema sintesi) che ha reso possibile l'impossibile, con tutto il corredo di nefandezze conseguenti. Tenendo da parte l'approvazione del Direttorio che doveva essere fondamento del futuro impianto e sua parte integrante.
    Tutto questo a pennellate.
    ........

    RispondiElimina

  21. ........
    Sicuro nel prosieguo torneremo a mettere in evidenza il prezioso promemoria della nostra Mic nella cui scia ci siamo messi.
    Anche noi disprezzati e non ascoltati.
    A lei apertamente fu detto che non meritava seguito essendo donna e laica.

    Mi chiedo Carmen chi fosse e Kiko?
    Da dove tutto il loro mondano successo?

    Siamo tranquilli con la nostra coscienza.
    Abbiamo testimoniano denunciato, ci siamo appellati al Papa e alle Congregazioni. Tutto inutile.
    Come Zoffoli come Mic come tanti altri che, come noi, solo Dio conosce.

    Il testimonio di una buona coscienza ci rassicura. Siamo in pace.
    Mentre gli Anonimi, alcuni con un nick, rabbiosi ci si avventano contro, digrignano i denti e stanno qui ogni giorno a controllarci.
    Noi così inutili!???

    Che avete mai da temere da noi?

    Volete proprio l'unanime consenso e applausi a scena aperta così come piace tanto al vostro insulso fondatore idolatra?


    N.B. Idolatra, con l'accento sulla o', così come lo chiamava la sua socia in affari Carmen con profondo disprezzo.

    Pax

    RispondiElimina
    Risposte
    1. socia in affari, eh???????????????????????????????????????????????????????????????????

      Elimina
  22. Non che Kiko non sia interessatissimo all'argomento idolatria eh! Nel solo mamotreto originale del Secondo Passaggio, gli idoli li cita 60 volte. Solo per fare un confronto: in tutta la Bibbia, sono nominati 154 volte, poco più del doppio.
    Ma più ne parla e più la confusione aumenta: idoli sono il denaro, la casa, il lavoro, i genitori, tutte cose che a suo parere, producono sicura alienazione.
    "Prima di conoscere Gesù Cristo (intende, il Cammino) voi eravate così semplici che vi alienavate con una donna, con il lavoro, con la famiglia, con il calcio, con il cinema, vi alienavate. Oggi non potete più alienarvi."
    Addirittura dichiara:
    "Il secondo Scrutinio è uno scrutinio che fa il Signore perché passino solamente quelli che hanno lo Spirito di Gesù di Nazareth, il Servo di Jahwe, solo questi possono rinnovare il loro battesimo".
    Quindi quando si fa il rinnovo in chiesa delle promesse battesimale, lo si fa per finta? E addirittura il secondo scrutinio è Dio stesso a farlo, come fosse un sacramento?
    È evidente invece che si vogliano abbattere tutte le resistenze per far passare una sola autorità, nella vita degli adepti: quella del Cammino. Che è un idolo abbastanza ingombrante, al punto da non tollerare concorrenza alcuna.
    In particolare è molto doloroso che venga forzatamente anteposto alla famiglia, ai genitori e ai figli, che vengono prontamente trasformati in idoli appena si intromettono fra il singolo e le necessità del Cammino.
    Quale differenza con la Chiesa, che ha sempre dato la prevalenza, per i laici, ai doveri di stato, insegnando, soprattutto in tempi più recenti con la canonizzazione di madri e padri di famiglia, che è attraverso il compimento di quei doveri che ci si santifica e che la vera alienazione è rifuggire da essi.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Parlavo di socia in affari a proposito di Carmen che in ogni tempo, opportuno e inopportuno, accusava Kiko non solo di megalomania col famoso IO IO IO ma anche di idolatria: idolatra lo chiamava con l'accento sulla o' (mi par di sentirla)...

      Perché il fine ultimo di tutto questo straparlare di idoli qual è? Se non raggiungere lo scopo di far sganciare denaro fino a dissanguarsi?
      La famosa rinuncia agli idoli che è il cuore di tutto il tempo del secondo scrutinio. Il suo vero 'scopo'.
      Vuoi purificare tutte le tue idolatria che Valentina ha elencato?
      Va, vendi quello che hai e dallo al Cammino (che questa stringi stringi è la verità finale).

      Pax

      Elimina
  23. Come rivelato da Kandit News, il vescovo pedofilo neocatecumenale ha fatto diverse operazioni immobiliari proprio quando era iniziato il processo di bancarotta della diocesi. Per esempio si ha notizia di una vendita di una casa a Guam, davanti ad un notaio del New Jersey (o dobbiamo chiamaro New Jennariney?), con la quale ha incassato 175.000 dollari, e quindi un'altra proprietà adiacente, stavolta l'atto di vendita è stato registrato in California. Alcuni giorni dopo un'ulteriore proprietà di 35000 dollari. Tutta questa fretta di "liquidare gli immobili" fra il 2019 e il 2020 è quantomeno sospetta.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Resta inoltre il fatto che mentre i fratelli del Cammino vengono continuamente martellati sul "provarsi con Mammona", i VIP del Cammino - specialmente se pedofili condannati dalla Santa Sede - accumulano immobili e ricchezze per poi prepararsi una pensione d'oro per la vecchiaia. Sempreché non siano dei prestanome per altre sporche attività del Cammino. E non hanno nessuna remora a far sparire il malloppo quando si ritrovano impastoiati in faccende legali.

      Elimina

I commenti vengono pubblicati solo dopo l'approvazione di uno dei moderatori.

È necessario firmarsi (nome o pseudonimo; non indicare mai il cognome).

I commenti totalmente anonimi verranno cestinati.