giovedì 8 gennaio 2026

Sì, la risposta è proprio quella: la Messa tradizionale in latino

Liturgia tradizionale:
in ginocchio per la Comunione
Come già detto da molti collaboratori di questo blog, anche tanti anni fa, la liturgia tradizionale in latino (quella che alcuni chiamano "Messa tridentina", o "forma straordinaria", o "Vetus Ordo") è la miglior risposta allo scempio liturgico conciliare (e ancor più alle carnevalate liturgiche del Cammino Neocatecumenale).

La liturgia "tridentina" è rimasta sostanzialmente uguale per almeno una quindicina di secoli: le notizie certe più lontane le abbiamo già dal VI secolo con papa Gregorio Magno (santo e dottore della Chiesa), ma possiamo essere certi che nei secoli precedenti nessuno avesse osato inventarsi modifiche arbitrarie, e che i punti fondamentali - come ad esempio la consacrazione - risalgono agli stessi Apostoli. La liturgia della Messa è vero culto a Dio, è il sacrificio compiuto dal sacerdote perché Nostro Signore comandò «fate questo in memoria di me».

Storicamente l'autorità della Chiesa ha messo mano alla liturgia solo raramente, con grande timore reverenziale, e con la certezza che «ciò che per le generazioni anteriori era sacro, anche per noi resta sacro e grande, e non può essere improvvisamente del tutto proibito o, addirittura, giudicato dannoso».

Il problema della liturgia moderna - quella introdotta a partire dal 1965, ed entrata in vigore nel 1969 con l'avallo di Paolo VI - è che fu costruita a tavolino, sulla scia di un "rinnovamento" liturgico non ben definito e neppure necessario, e introdotta nel momento sbagliato: proprio quando un sacco di autoinventati "iniziatori" e "rinnovatori" aveva un'irrefrenabile voglia di rivoluzionare la Chiesa e la fede. Dal 1969 ad oggi la liturgia moderna è stata accompagnata sempre e ovunque da abusi liturgici, svarioni, modifiche arbitrarie (pensate un po': "rubricista", cioè colui che nel celebrare segue le "rubriche", cioè le indicazioni del Messale, è oggi comunemente considerato un insulto), al punto che tra i fedeli spesso si dice con amarezza: "due parrocchie diverse, due messe diverse".

Anche Kiko e Carmen, i due autoproclamati "iniziatori", pretesero di spettacolarizzare la liturgia e di personalizzarsela infischiandosene del nuovo Messale Romano approvato da Paolo VI nel 1969, con aggiunte, modifiche, omissioni, più tutto il setup idolatrico (canti esclusivamente di Kiko, "icone" esclusivamente di Kiko, drappi e suppellettili sacre designed by Kiko, gesti come il girotondino col passetto e la "comunione seduti" inventati da Carmen e Kiko, eccetera: in pratica, con la bocca menzionano Dio, ma con la liturgia celebrano il Kiko).

Diversi ex neocatecumenali, disgustati che lo scempio della setta neocat non ricevesse adeguata punizione dalla Chiesa, o che avevano finito per confondere il Cammino con la Chiesa, hanno rinunciato alla fede. Di ciò Nostro Signore chiederà severamente conto alla gerarchia neocat, agli autonominati "iniziatori", e ai loro complici a tutti i livelli.

Molti ex neocatecumenali, invece, hanno scoperto la liturgia tridentina, riconoscendovi il culto a Dio gradito, il santo sacrificio dell'altare, il nutrimento spirituale che ha acceso il cuore dei santi di tutte le epoche (incluso padre Pio da Pietrelcina).

Come già fatto notare in tante occasioni, la messa moderna (Novus Ordo), è qualitativamente inferiore alla liturgia tradizionale (Vetus Ordo), in quanto ha introdotto diverse novità e ha sminuito in più punti (specialmente nell'offertorio) l'aspetto di sacrificio, la figura del sacerdote, eccetera.

Ci permettiamo dunque di consigliare di ascoltare la catechesi di don Leonardo qui sotto, che spiega in modo semplice le principali differenze invitando alla riflessione. La catechesi dura circa un'ora (dopodiché risponde ad alcune domande) ma vale davvero la pena seguirla, indipendentemente da quale tipo liturgia si frequenta normalmente.


Video (clicca [qui] se non si vede):

1 commento:

  1. Mi permetto di sottolineare che in campo cattolico il termine "catechesi" indica l'insegnamento della fede, non le bizzarrie di qualche autonominato "Vostro Catechista".

    E in campo cattolico il termine "catechista" indica colui che si pone umilmente al servizio di tutta la Chiesa non per propalare le proprie convinzioni ma solo per trasmettere fedelmente ed esclusivamente l'insegnamento della Chiesa. Altro che i bizzarri soggetti di una certa setta, dotati di potere assoluto sugli adepti e che "scarnificano le coscienze con domande che nessun confessore farebbe".

    Il Cammino è fondato sulla menzogna e sull'inganno. Con enorme faccia di bronzo chiamano "catechisti" i ripetitori a pappagallo del kikismo-carmenismo.

    Nel video sopra indicato, don Leonardo insiste a chiedere agli ascoltatori di verificare ciò che dice, in quanto parla esclusivamente dei fatti. Vale a dire che se a dire quelle stesse cose fosse un altro al posto suo, non cambierebbe nulla. La verità è più grande di noi e delle nostre opinioni. E Nostro Signore è via, verità e vita.

    I kikolatri, essendo grandissimi amici della menzogna, amano confondere il "contenitore" col "contenuto", amano prendere fischi per fiaschi (e sempre a proprio favore), amano imbottire i loro discorsi di "il Signore, il Signore" per giustificare la propria idolatria e per decorare le proprie iniziative. Hanno l'urgentissimo bisogno di fingersi cattolici. Se adorassero gli idoli Kiko e Carmen restandosene fuori dalla Chiesa, questo blog non avrebbe motivo di esistere. Invece, diabolicamente, vogliono fingersi cattolici e incistare col loro "cancro" spirituale tutta la Chiesa (Kiko: "la parrocchia deve diventare comunità di comunità [neocatecumenali]", ed evidentemente si è leccato i baffi pensando al fiume di "Decime" che ciò gli comporterebbe).

    Un vecchio modo di dire partenopeo suona più o meno così: "Pasquale, è inutile che ti affanni ad aggiungere rum: una cacca non diventerà mai un babà". È inutile affannarsi a parlar bene del Cammino: del Cammino non si può salvare nulla, e il buon cuore di certi fratelli delle comunità non trasforma la cacca in un babà. (E comunque le persone di buon cuore e di buona volontà le trovate anche in altre religioni, anche nel paganesimo, anche nell'ateismo).

    Per questo, non posso che essere grato al Signore ogni volta che tira fuori un'anima dall'inferno kikolatrico.

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