mercoledì 11 marzo 2009

Adorazione Eucaristica: distinguere il vero dal falso

Carissimi,

ritengo fruttuoso proseguire la nostra riflessione da questo esaustivo post di A. Rita e dalla mia risposta

Cara Cate, c’è a mio avviso una differenza sostanziale fra la signora che si portava (assurdamente!) l’Ostia Santa al banco per amare il Signore a suo modo (forse sbagliato, non lo so, anche se non ci è dato, non potendo entrare nel suo cuore, sapere esattamente quale fosse il suo modo) e la pseudo adorazione neocatecumenale, o ciò che loro credono essere "adorazione"( termine per altro uscito fuori "dal cilindro nc" molto recentemente, (da quando fingono spudoratamente di essere cattolici), dato che le loro catechesi PULLULANO di frasi kikiane e carmeniane contro l’adorazione nella storia della Chiesa Cattolica, che per essi nella migliore delle ipotesi è semplice sentimentalismo, nella peggiore paganesimo e follia visto che per loro nei Tabernacoli NON C’E’ NESSUNO!) :e la differenza è che la signora è sola, ha preso un’iniziativa da sola, secondo quello che il suo cervello gli dettava in quel momento, o forse il suo cuore, e comunque quello che tentava di immaginare era nostro Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio Padre, nato da Spirito Santo e dalla Vergine Maria, ma un neocatecumenale che riceve il Corpo di Cristo in mano e – fino a ieri – da seduto, non certo perché ricerchi una posizione di rispettosa adorazione (altrimenti all’Elevazione si getterebbe con il volto nella polvere!Ma non lo farà mai, perché si è bevuto la storiella che Israele non si inginocchiava, e quindi "loro adorano Dio però non si prostrano davanti a Lui"!) ma solo perché così comanda Kiko, e questo neocatecumenale NON PUO’ fare adorazione perché manca la condizione per farlo, in mezzo al fracasso micidiale di canti biblici urlati fra bonghi , cembaletti e tamburi, urlati PROPRIO PER IMPEDIRE VOLUTAMENTE un rapporto personale di adorazione con Dio considerato "sentimentale"dalla dottrina kikiana che aborrisce infatti anche il Ringraziamento personale dopo l’assunzione delle Sacre Specie, questo neocatecumenale quello che fa lo fa avendo alle spalle tutta una dottrina eretica che CONTRASTA l’adorazione per partito preso, quello che fa non lo fa da solo, per propria iniziativa, ma con una setta eretica alle spalle, che gli dice quello che deve fare! E se anche, nonostante non sia a deciderlo lui, riesca a superare la struttura che ha alle spalle, riesca a superare il casino dei canti e dei bonghi, riesca a superare le catechesi contro l’adorazione, e se anche gli nascesse lo spirito di adorazione, quel neocatecumenale NON POTRA’ MAI adorare nostro Signore Gesù, perché lui insegue la proiezione mentale di Kiko Arguello, il quale ha detto che il Gesù della Chiesa Cattolica è "un Dio di cartapesta, che non esiste"! Non avevo detto quello che pensavo per rispetto all’esperienza di quel fratello e alla sua sensibilità, perché pur vivendo egli nella menzogna, va comunque rispettato come persona, ma evidentemente invece dovevo esprimermi, perché non ho postato ciò perché la sua eventuale buona fede possa giustificare il Cammino o per giungere a pensare che forse anche il Cammino può condurre all’Adorazione, ma per mettere in risalto il profondo DRAMMA della coesistenza nella Chiesa di più fedi diverse…e questo grazie al liberalismo e al modernismo che hanno imperato nel Concilio!Sei d’accordo con me, Caterina, che stiamo parlando di una setta eretica? Se non sei d’accordo posso capire la tua pazienza ed il tuo ottimismo, resi forti dal fatto che a te personalmente non hanno rovinato né la vita né l’anima, ma se sei d’accordo con me che sia una setta saprai bene che finché si rimane in una setta la speranza di giungere alla Verità tutta intera è annullata della menzogna praticata, perciò la pazienza è mal riposta e l’ottimismo raggiunge la pura utopia. Ed anche quando si esce dalla setta non ci si libera tanto facilmente dallo spirito che teneva schiavi lì dentro e non è improprio, in alcuni casi, pensare di dover fare un cammino di liberazione, con preghiere di liberazione…fatte da chi ha quel preciso ministero, per averne ricevuto il mandato.Rassegnati, non cambieranno mai perché non vogliono, perché pensano - come ha loro instillato il loro Kapo - che il Cammino ha compreso la Verità PIU’ della Chiesa, perché pensano che Kiko, il loro kapo, parli direttamente con Gesù e perciò sia PIU’ illuminato del Papa e quindi quello che lui dice e fa è dogma, perché pensano di essere "la salvezza" della Chiesa che sennò senza di loro rovinerebbe…La pazienza con loro è illusione, c’è stata nei nostri Papi per quarant’anni e purtroppo c’è ancora, quando l’unica cura alle loro anime sarebbe quella di mettere davanti ai loro occhi, CHIARAMENTE, che sono fuori dalla sana dottrina! Hai parlato della difesa a spada tratta dei Vescovi tedeschi verso il Concilio V. II e verso la Nostra Aetate: sono pienamente d’accordo. Sappiamo CHI ha commissionato la Nostra Aetate, sappiamo CHI l’ha scritta, sappiamo CHI C’ERA DIETRO A QUEL DOCUMENTO E QUALE ERA LO SCOPO dei suoi contenuti… Come mai allora non capiamo che una delle principali creature di costoro è proprio Kiko Arguello, al quale è stata ordinata la GIUDAIZZAZIONE (oltre che la protestantizzazione) della dottrina cattolica, e che la principale manovalanza assunta per questa infame opera del Maligno è costituita dagli ignari schiavi di Kiko, cioè dal popolo neocatecumenale? Pensi veramente che ci sia speranza di cambiarli? Solo nel caso che il cambiamento venisse dal basso, dalla buona volontà e buona fede dei piccoletti, i quali però ben sappiamo che verrebbero subito messi a tacere e, ove non tacessero, resi innocui…Ti auguro una buona notte.tua sorella A. Rita
11 marzo, 2009 02:01

Grazie A.Rita, condivido in pieno la tua puntualizzazione, necessaria per non perdere la corretta visione di come stanno realmente le cose...Vedi, però, la loro 'mimetizzazione' come funziona con chi non conosce il Cammino?Ferma restando la buona fede e l'apertura di cuore di tanti, credo, dei quali la conversione iniziale è autentica. Ma, alla fine, strada facendo gli sviamenti sono inevitabili
11 marzo, 2009 08:44

14 commenti:

mic ha detto...

Chiedo scusa a Steph per aver salvato tra le bozze il suo bellissimo articolo sulla FSSPX, che inseriremo domani: l'ho visto solo dopo aver inserito questo nuovo articolo per consentire la ripresa della discussione della pagina precedente, che ha toccato un punto basilare

mic ha detto...

il punto basilare è l'ADORAZIONE e le affermazioni di A. Rita sono calzanti e autentiche e toccano il cuore del problema.

C'è una differenza abissale tra il sentimentalismo emozionale misto ad esaltazione e 'allegria' indotto dal 'clima' creato nelle celebrazioni neocat e il rapporto intimo profondo concreto Reale quanto lo è la Presenza accolta e vissuta in atteggiamento, e con sentimenti che accompagnano la Ragione e la Volontà, di Adorazione e interiorizzazione autentiche

mic ha detto...

Non possiamo non sottolinearlo per noi stessi e per chi legge, al fine di distinguere la Realtà e la Verità dalle scimmiottature, con tutto il rispetto di chi nell'emozione e nel sentimento crede di aver già esaurito la sua "esperienza" dell'incontro col Signore Gesù che, a volte, ci coglie in momenti duri e bui e non ci libera della sofferenza, che portiamo in noi in quel momento, donandoci l'allegria; ma ce ne fa trovare il senso autentico e, offrendola in Lui con Lui e per Lui, ci dona serenità e pace, pur lasciando intatto il nostro grande dolore, che è prezioso ai suoi occhi...

Nel Cammino, invece, sembra quasi che se non ti butti il dolore e la sofferenza alle spalle e non ritrovi l'allegria insieme ai fratelli, non hai incontrato davvero il Signore...

ci sono invece momenti nella vita in cui l'incontro col Signore avviene proprio sulla croce o ai suoi piedi e bisogna restarci quanto è necessario (a volte un solo attimo, a volte no: questo è nelle mani del Signore), per poi 'entrare' nella Sua Risurrezione...

Emma ha detto...

Scusate vado di fretta.

Vi metto il link ad un`intervista con il Card. Canizares:

http://blog.messainlatino.it/

chisolm ha detto...

Riguardo alla signora citata da Caterina, quella che si cullava l’ostia tra le mani, mi viene in mente una sorta di “fenomenologia” della mano o delle mani.
A prescindere dall’interiorità del gesto, che A. Rita ha fatto bene a rilevare, tale consuetudine, se estesa senza un vero rapporto col “sacro”, priva di un’intimità con Colui che si sta per ricevere, rischia di manifestare un vero e proprio relativismo liturgico.

Le mani dei laici, per quanto santi, non sono le mani dei consacrati, per quanto indegni (i certi casi, ovviamente). Le mani dei laici servono per edificare il regno di Dio, col lavoro, giungendosi in preghiera, asciugando lacrime e per dar carezze, qualche volta una sculacciata.
Anche una sculacciata ben data aggiunge un mattone alla Civitas Dei.
Il mio quasi omonimo, Padre Francesco Chisholm, ne Le chiavi del Regno di Cronin, così apostrofava i suoi parrocchiani cinesi per indurli alla cooperazione, al lavoro per il Regno: « Non crediate che il Paradiso sia soltanto in Cielo…è nella vostra casa, in un fiore che sboccia, nel palmo della vostra mano… non importa dove…»

Le mani dei laici, a parte il ruolo dei ministri straordinari dell’eucarestia, non sono fatte per cullare il Corpo di Cristo: “Noli me tangere”, non trattenermi.
Come bambini piccoli, dice Pietro, bramate il latte, quasi a voler indicare nella bocca, il luogo di destinazione del Pane, senza stazioni di sosta, senza pause di riflessione: la bocca, e non le mani, sono il luogo d’accoglienza del Cibo. Poi, seguirà la giusta “orazione”, da os-oris (bocca).

Le mani dei consacrati hanno la loro importanza, il loro rilievo.
Sono quelle mani, le sole, a poter “trattenere” il Corpo di Cristo, a elevarlo, a distribuirlo.
Ricordo con gioia le prime messe dei miei compagni di studio.
Conseguita la Licenza in Teologia, venivano ordinati quasi subito: alla prima messa, io come tanti, i loro parenti e amici, mi mettevo in fila per baciare le loro mani consacrate.
Tra tanti, ricordo con piacere don Silvio che, quando gli presi le mani per il bacio, ebbe un moto di delicato imbarazzo. Mi disse, ancora frastornato dall’ordinazione: «Doveri baciarti io le mani per tutti gli appunti che mi hai passato…».

In quell’occasione, per ricordargli che non erano gli appunti che facevano il prete, ma, in certo senso, le mani, gli regalai una riproduzione del Figliol Prodigo di Rembrandt.
Gli dissi di osservare le mani del Padre che si posavano sulle spalle del figlio inginocchiato.
Una mano è maschile, l’altra (così ha voluto Rembrandt) è delicatamente femminile.
Gli dissi che sarebbero state il modello delle sue mani.
Una maschile, per consacrare e benedire, l’altra femminile, materna, per distribuire il Cibo ai figli.
Sono passati sei anni. Ora è missionario, in coerenza con la sua congragazione.
Tempo fa mi ha spedito una foto: lui in mezzo a un centinaio di bambini, i suoi “appunti” di carne.

Quando gli baciai le mani, il giorno della sua ordinazione, in un certo senso ho baciato tutti i suoi figli.
Le mie mani continuano a prendere appunti, le sue a benedire, consacrare e nutrire.

Chisolm

Caterina63 ha detto...

“La testimonianza coraggiosa di Bonifacio è un invito per tutti noi ad accogliere nella nostra vita la parola di Dio come punto di riferimento essenziale, ad amare appassionatamente la Chiesa, a sentirci corresponsabili del suo futuro, a cercarne l’unità attorno al successore di Pietro”.

Lo ha detto il Papa, nella catechesi dell’udienza generale di oggi, interamente dedicata alla figura di san Bonifacio, nato nel 675 e morto nel 754.
“Frutto di questo impegno – ha proseguito Benedetto XVI - fu il saldo spirito di coesione intorno al Successore di Pietro che Bonifacio trasmise alle Chiese del suo territorio di missione, congiungendo con Roma l’Inghilterra, la Germania, la Francia e contribuendo così in misura determinante a porre quelle radici cristiane dell’Europa che avrebbero prodotto fecondi frutti nei secoli successivi”.


Riguardo al post di Rita che leggerò in serata con calma perchè oggi ho il catechismo ^__^
suggerisco l'intervista al Prefetto per il Culto Divino che proprio ieri ha parlato di adorazione Eucaristica...^__^

http://www.oriensforum.com/index.php?topic=762.0

" I compiti fondamentali della Congregazione sono quelli di aiutare il Papa in tutto quello che concerne il culto divino: che tutta la Chiesa viva lo spirito della liturgia, che effettivamente elevi a Dio questo culto in spirito e verità, che si esprime nella liturgia e soprattutto nell’Eucaristia.

Significa che la liturgia non ci racconta cose che sono successe nel passato, ma è la manifestazione, al giorno d’oggi, della salvezza di Dio attraverso Gesù Cristo. E’ il sacrificio di Cristo sul Calvario che si fa realmente presente ai nostri giorni, con tutta la sua forza salvifica e rinnovatrice dell’uomo.

"


^__^

Caterina63 ha detto...

chisolm ha detto...


Le mani dei laici, a parte il ruolo dei ministri straordinari dell’eucarestia, non sono fatte per cullare il Corpo di Cristo: “Noli me tangere”, non trattenermi.
Come bambini piccoli, dice Pietro, bramate il latte, quasi a voler indicare nella bocca, il luogo di destinazione del Pane, senza stazioni di sosta, senza pause di riflessione: la bocca, e non le mani, sono il luogo d’accoglienza del Cibo. Poi, seguirà la giusta “orazione”, da os-oris (bocca).


************************

questo passo è ben descritto nel famoso libretto DOMINUS EST scritto dal vescovo Scheneider ^__^

vedo che Emma ha segnalato la medesima intervista da me citata ^__^

Il problema sta alla radice della catechesi errata di Kiko per la quale, l'avvenimento cristico (e di conseguenza l'Eucarestia e tutta la forma liturgica) è centrale si, ma non la causa principale del nostro essere cristiani...

cosa vuol dire?
che per Kiko la causa principale per cui abbiamo il Cristo=Eucarestia sta semplicemente nella COMUNITA', VERO CENTRO nel quale deve convergere il battezzato....cioè E' LA COMUNITA' CHE GENERA IL PRODIGIO.....da qui infatti si comprende l'iniziativa di un certo OBBLIGO al sacerdozio KIKIANO per i giovani che non intendono sposarsi...e la comunità monacale per le donne singol...per evitare che possano PERDERSI nel mondo...

La comunità per Kiko GENERA TUTTO, GENERA ANCHE LA CHIESA con tutto ciò che vi è dentro....
è davvero preoccupante che vescovi, teologi, esegeti e ahimè il Papa stesso che ha tanti problemi da affrontare, non comprendano questa grave eresia...

Per la verità fu il card. Pappalardo di venerata memoria che nel 1996 sollevò per primo questo problema, denunciando IL PERICOLO d affermazioni kikiane e catechetiche sul senso della Comunità e dell'essere comunità nella Chiesa...
Poi Benedetto XVI che non di rado anche quel 10 gennaio è ritornato spesso a spiegare il senso di essere comunità, ma ahimè chi lo ascolta?

a stasera...
^__^

Fraternamente CaterinaLD

G.B montini in arte paolo VI° ha detto...

Mi dispiace ma leggo ancora tanta retorica in questo blog.Io faccio l'adorazione Eucaristica ogni giorno e questo grazie al Cammino.
Non abbiamo mai negato il valore del culto eucaristico fuori la Messa.Piuttosto abbiamo rilevato e sottolineato quanto gia Papa Paolo VI° nel importantissimo documento l"Eucharisticum Misterium".Il culto Eucaristico fuori la Messa è importante ma sempre ordinato alla celebrazione.Nel passato,ma anche nel presente,ci sono degli abusi,esagerazioni che conducono a considerare il culto fuori la Messa,in particolare l'adorazione, più importante della Messa stessa.E ciò è un errore!Si arriva ancora oggi a celebrare la Messa esclusivamente per consacrare la riserva di Ostie o per fare l'Adorazione e questo svilisce la celebrazione della Messa che è il centro di tutto.Non siamo ipocriti per favore riconosciamolo!!

chilsom ha detto

Le mani dei laici, per quanto santi, non sono le mani dei consacrati, per quanto indegni (i certi casi, ovviamente). Le mani dei laici servono per edificare il regno di Dio, col lavoro, giungendosi in preghiera...

Le mani dei laici, a parte il ruolo dei ministri straordinari dell’eucarestia, non sono fatte per cullare il Corpo di Cristo... “
Come bambini piccoli, dice Pietro, bramate il latte, quasi a voler indicare nella bocca, il luogo di destinazione del Pane, senza stazioni di sosta, senza pause di riflessione: la bocca, e non le mani, sono il luogo d’accoglienza del Cibo. Poi, seguirà la giusta “orazione”, da os-oris (bocca).
Le mani dei consacrati hanno la loro importanza, il loro rilievo.
Sono quelle mani, le sole, a poter “trattenere” il Corpo di Cristo, a elevarlo, a distribuirlo.
Ricordo con gioia le prime messe dei miei compagni di studio.
Conseguita la Licenza in Teologia, venivano ordinati quasi subito: alla prima messa, io come tanti, i loro parenti e amici, mi mettevo in fila per baciare le loro mani consacrate.

risposta:

Caro chilsom sembra tu sia un Presbitero.Beh allora sono stupito di queste tue affermazioni.La distinzione tra le mani consacrate dei presbiteri e quelle che sarebbero non consacrate dei laici è anacrosnistico oltre che anche inesatto.Mi dispiace dirlo ma le tue affermazioni trasudano chiaramente una piaga evidenziata da Giovanni Paolo II°il "CLERICALISMO"!

Sia ben chiaro:Nessun laico vuole sostituirsi al clero!!Nessun laico di buon senso pensa di confessare
,celebrarela Messa etc.

Sinceramente però questo ragionamento sulle mani consacrate,scusate il gioco di parole,mi fa cadere le braccia!!Ma possibile che siamo ancora a questo punto?

Oltretutto mi sembra che questo ragionamento non abbia alcun fondamento teologico.

Vorrei chilsom mi spiegasse perchè mai la bocca sarebbe più degna delle mani?

Forse che le mani dei laici sarebbero meno degne della loro bocca?Non credo proprio!!Come è possibile chiamare indegne le mani dei cristiani santificate dal Sangue di Cristo nel battesimo e dalla Cresima?

Dobbiamo considerare l'uomo scomponendolo in parti degne e emno degne?Sono assurdità!

Nel battesimo siamo un unica cosa con Cristo.San Poalo afferma in una delle sue lettere:Non sapete che quanti siamo battezzati ci siamo rivestiti di Cristo?

Il battezzato è un Alter Cristus!
Il suo corpo è santificato in ogni sua parte.Non ci sono in lui parti indegne.

Ogni battezzato è' tempio dello Spirito Santo.Figuriamo se le sue mani possono essere considerate indegne di accogliere Cristo.Il Signore volle incarnarsi in una grotta volle stare in una magiatoia.

Permettimi di dire che quelle che dici sono scemenze!!

Tra l'altro questo ragionamento non tiene conto della tradizione più antica della Chiesa che,in quanto presbitero,dovresti conoscere.

I primi cristiani prendevano il Pane consacrato nel palmo della mano.Non venivano considerati indegni di fare una cosa del genere.

Nei primissimi secoli i cristiani si arrivava addirittura a portare a casa ciò che rimaneva delle specie Eucaristiche consacrate nella Eucarestia celebrata "ante lucem"nella notte tra sabato e domenica.Veniva consumato giorno per giorno.Era il padre di famiglia(laico)a spezzare il Corpo di Cristo e a distribuirlo.Secondo questo ragionamento i primi cristiani sbagliavano?

Secondo te le mani che lavorano sarebbero indegne di toccare Cristo sacramentato?Vorrei sapere perchè per favore?

Anche le mani di Cristo lavoraro il legno.Le mani di Pietro pescarono e anche quelle di tutti gli altri Apostoli lavorarono.Ma consacrarono anche Cristo nell'Eucarestia.Le mani che lavorano non sono affatto indegne o profane perchè si santificano con il lavoro.Per favore non siamo stupidi e fanatici!

No caro Chilsom le mani dei laici non servono solo a quello che dici tu!Le mani dei laici sono degnis
sime di toccare le specie Eucari
stiche.Ti ricordo che anche noi nel Battesimo e Cresima siamo consacrati a Dio ed abbiamo un Sacerdozio battesimale,comune che deriva sempre da Cristo.Non dobbiamo confonderlo con il Sacerdozio ministeriale ma neanche tornare a prima del Concilio Vativ
cano II° sminuendolo.

Caterina63 ha detto...

Chisolm...stai a cuccia...c'è "montini" che ti parla e ti istruisce....
impara ad essere umile e ascolta cosa insegna Kiko...non quello che dice Benedetto XVI, non la dogmatica, dimentica san Tommaso d'Aquino, è antiquato..., dimentica i Padri della Chiesa, anzi, leggili come li legge Kiko, insomma Chisolm, sappi che hai sprecato almeno 30 anni della tua FECONDA esistenza....ma non spararti mi raccomando...^__^


nel frattempo che Chisolm medita....vi lascio con questa che è vera....e poi a stasera...

....tema di un bambino di quinta elementare che un parroco ha inserito nel giornalino parrocchiale del Dicembre 2000:

Traccia:
Come spiegheresti l'Annunciazione? Tu l'hai capita?

Svolgimento:
< Io si che ho capito: allora Dio ha deciso di far venire suo Figlio sulla terra, e forse perchè non c'erano le provette, ha chiesto a Maria di ospitare Gesù dentro di lei, lei ha detto si - allora Dio l'ha ringraziata e ha detto allo Spirito Santo che poteva mettere Gesù dentro Maria. Così Maria è diventata Madre di Dio perchè l'ha nutrito per nove mesi che era nella pancia, e l'ha fatto crescere così lei è la Mamma e Dio il Papà, perchè S.Giuseppe doveva solo dargli il nome altrimenti non l'avrebbero accettato fra di loro e siccome ai tempi di Gesù i figli si facevano fra due persone senza l'intrusione di medici e altre attrezzi strani, e senza congelare il seme, se Giuseppe non accettava, nessuno avrebbe creduto ad un intervento miracoloso e avrebbero ucciso la povera Madre di Dio.
Io ci credo perchè Dio può fare tutto quello che vuole, se no che Dio sarebbe?>


(Angelo Alberini 5°elem. -Genova-)


^__^

chisolm ha detto...

Gentile amico,
la ringrazio per i suoi accorti suggerimenti. Ho precisato, però, che la mia era una lettura “fenomenologica” delle mani. Sa, la fenomenologia, quella di Husserl, Scheler, Stein etc. è un particolare approccio all’oggetto che tende a spogliarlo dei fronzoli per arrivarne all’essenza, al cuore insomma.

Come lei sa, anche Umberto Eco ha dedicato un saggio che si intitola “Fenomenologia di Mike Bongiorno”: lo legga, vedrà che ne trarrà giovamento.
Ecco, in virtù di questo modesto consiglio fenomenologico, le sottopongo alcuni brani ai quali sostituisco “Mike Bongiorno” col suo nickname.
Mi dica se ci si riconosce o se ci riconosce qualcuno a lei noto:

«Montini non è particolarmente bello, atletico, coraggioso, intelligente. Rappresenta, biologicamente parlan¬do, un grado modesto di adattamento all'ambiente… Montini non si vergogna di essere ignorante e non prova il bisogno di istruirsi. Entra a contatto con le più vertiginose zone dello scibile e ne esce vergine e intatto, confortando le altrui naturali tendenze all'apatia e alla pigrizia mentale. Pone gran cura nel non impressionare lo spettatore, non solo mostrandosi all'oscuro dei fatti, ma altresì decisamente intenzionato a non apprendere nulla… Non lo sfiora minimamente il sospetto di una funzione critica e creativa della cultura. Di essa ha un criterio meramente quantitativo. In tal senso (occorrendo, per essere colto, aver letto per molti anni molti libri) è naturale che l'uomo non predestinato rinunci a ogni tentativo… Montini parla un basic italian. Il suo discorso realizza il massimo di semplicità. Abolisce i congiuntivi, le proposizioni subordinate, riesce quasi a tendere invisibile la dimensione sintassi. Evita i pronomi, ripetendo sempre per esteso il soggetto, impiega un numero stragrande di punti fermi. Non si avventura mai in incisi o parentesi, non usa espressioni ellittiche, non allude, utilizza solo metafore ormai assorbite dal lessico comune… Montini non accetta l'idea che a una domanda possa esserci più di una risposta. Guarda con sospetto alle varianti. Nabucco e Nabuccodonosor non sono la stessa cosa; egli reagisce di fronte ai dati come un cervello elettronico, perché è fermamente convinto che A è uguale ad A e che tertium non datur… Gli sfugge la natura del paradosso; come gli viene proposto, lo ripete con aria divertita e scuote il capo, sottintendendo che l'interlocutore sia simpaticamente anormale; rifiuta di sospettare che dietro il paradosso si nasconda una verità, comunque non lo considera come veicolo autorizzato di opinione…Montini convince dunque il pubblico, con un esempio vivente e trionfante, del valore della mediocrità. Non provoca complessi di inferiorità pur offrendosi come idolo, e il pubblico lo ripaga, grato, amandolo. Egli rappresenta un ideale che nessuno deve sforzarsi di raggiungere perché chiunque si trova già al suo livello. Nessuna religione è mai stata così indulgente coi suoi fedeli. In lui si annulla la tensione tra essere e dover essere. Egli dice ai suoi adoratori: voi siete Dio, restate immoti…»

Spero che apprezzi questo modestissimo esempio di fenomenologia elementare.
Grato sempre per le sue acute osservazioni, ben distintamente la saluto.

Chisolm

G.B.Montini i n arte Paolo VI° ha detto...

Caterina63 ha detto...
Chisolm...stai a
cuccia...c'è "montini" che ti parla e ti istruisce....
impara ad essere umile e ascolta cosa insegna Kiko...non quello che dice Benedetto XVI, non la dogmatica, dimentica san Tommaso d'Aquino, è antiquato..., dimentica i Padri della Chiesa, anzi, leggili come li legge Kiko, insomma Chisolm, sappi che hai sprecato almeno 30 anni della tua FECONDA esistenza....ma non spararti mi raccomando...^__^

Risposta:

Molto spiritosa caterina63.Brava!!
Beh mi faresti leggere quale dogmantica o in quale occasione Sant Tommaso D'Acquino afferma che le mani dei laici sono indegne?Quando il Papa Benedetto XVI° avrebbe detto che la Comunione non si può prendere nelle mani?Beh fammi capire per te la Chiesa fino al settimo secolo ha sbagliato?I primi cristiani avrebbero sbagliato dal momento che la Comunione veniva distribuita sul palmo della mano e sotto le due specie?Sbagliavano a bere tutti dal Calice?Nella Chiesa di Roma,fino al quinto secolo,era il Presbitero a scendere dall'altare per distribuire le specie eucaristiche al popolo.
Secondo te sbagliava?Ma sei sicura di conoscere quell oche citi?Beh fammi leggere per favore dove è scritto tutto cio!! Ma come al solito sono le solite scemenze che dici per ignoranza!!

X chilsom

Amico mio ti credevo una persona seria!!Invece anche tu scendi nella goliardia!!Se vogliamo raccontare le barzellette io ne conosco molte,anche pepate!!Ma se vogliamo parlare seriamente il tuo spirito mi sembra fuori luogo.Si sta parlando di un tema serio.In ogni caso le affermazioni che hai fatto sono sbagliate!!!

Caterina63 ha detto...

G.B montini in arte paolo VI° ha detto...

Piuttosto abbiamo rilevato e sottolineato quanto gia Papa Paolo VI° nel importantissimo documento l"Eucharisticum Misterium".

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Eucharisticum mysterium (maggio 1967) -

12. In che consista la partecipazione attiva alla messa
Si spieghi dunque a tutti coloro che si riuniscono per l'eucaristia che formano quel popolo santo che, insieme con i ministri, ha parte nell'azione sacra. Certo, solo il sacerdote, in quanto rappresenta Cristo, consacra il pane e il vino. Tuttavia l'azione dei fedeli nell'eucaristia consiste nel fatto che essi, memori della passione, della risurrezione e della gloria del Signore, rendono grazie a Dio e offrono l'ostia immacolata non solo per le mani del sacerdote, ma uniti a lui; e, con la partecipazione al corpo del Signore, si compie la comunione loro con Dio e tra di loro, comunione a cui deve condurre la partecipazione al sacrificio della messa.

Infatti una più perfetta partecipazione alla messa si ha quando essi, convenientemente disposti, ricevono sacramentalmente il corpo del Signore nella messa stessa, obbedendo alle parole di lui: "Prendete e mangiate". Questo sacrificio, poi, come la stessa passione di Cristo, sebbene sia offerto per tutti, "non ha effetto se non in coloro che si uniscono alla passione di Cristo con la fede e la carità... Ad essi tuttavia giova più o meno secondo la misura della loro devozione".

Tutto ciò sia spiegato ai fedeli, sì che essi partecipino attivamente alla messa, sia nell'intimo del loro animo, sia esteriormente attraverso i riti, secondo le norme stabilite dalla costituzione sulla sacra liturgia, più ampiamente determinate nell'istruzione "Inter oecumenici", del 26 settembre 1964, nell'istruzione "Musicam sacram" del 5 marzo 1967 e nell'istituzione "Tres abhinc annos" del 4 maggio 1967.

********

peccato che Kiko insegni esattamente il contrario...o è colpa sua o dei catechisti che riportano male....e si ha così una realizzazione diversa dalle parole di Paolo VI, un accomodamento dei riti...e un cullare Gesù fra le mani che è vietato dalla Chiesa...

^__^

Caterina63 ha detto...

Circa caterina63 non mi interessa affatto quello che
pensa la ritengo ancora più ignorante e invasata di te.E' una persona
assolutamente bigotta e stupida.Non conosce il Magistero dell Chiesa nè
la tradizione vera della Chiesa.Passa le sue giornate ciarlando su
tutti i blog.Spettegolando qui e la.Evidentemente non ha di meglio da
fare.Pensi anche eli ad essere una buona moglie e madre invece di
parlare di cose che non sa.

******************************

Alla gentile persona che ha inviato questo curriculum indirizzato alla mia persona, non posso che ringraziarlo...
^__^
Non solo ha confermato che sono sulla giusta strada, ma ha anche detto che MI LEGGE CON PASSIONE, altrimenti come potrebbe descrivere tutta la mia ignoranza?
^__^

Mio caro Chisolm...t'ho battuto!
il curriculum che mi è stato fatto è più ricco di quello fatto a te...^__^
non te la prendere eh!
ahahahahahahahah ^__^

Spettegolare per altro non ha nulla a che vedere con gli interventi in un blog di tema liturgico o ecclesiale, perchè spettegola chi parla di cose NON sue...non colui che parla di cose proprie: la Chiesa è affar mio...
^__^
Spettegola invece chi scrive queste cose dietro le spalle dell'interassato/a....
^__^

Di tutto si dovrà tenere conto a Dio anche di queste....^__^
meglio dunque scrivere sempre davanti a tutti e fare tutto alla luce del sole, solo il talamo e la Confessione sono protette...

Emma ha detto...

Questo per il dottissimo e educatissimo Montini..:


"Lo mette in evidenza l’insegnamento di San Tommaso d’Aquino, il quale nella sua Summa Teologica spiega : “Dispensare il Corpo di Cristo spetta al sacerdote per tre ragioni: perché egli consacra nella persona di Cristo. Ma come Cristo consacrò il Suo Corpo nell’Ultima Cena e fu Lui che ne diede agli altri per essere condiviso da loro, così, come la consacrazione del Corpo di Cristo spetta al sacerdote, anche la distribuzione spetta a lui; perché il prete è l’intermediario stabilito tra Dio e il popolo, quindi spetta a lui offrire i doni del popolo a Dio, così spetta a lui distribuire i doni consacrati al popolo; perché, al di là del rispetto per questo Sacramento, nulla lo può toccare tranne ciò che è consacrato; allo stesso modo solo le mani del sacerdote lo possono toccare. Quindi a nessun altro è lecito toccarlo, tranne che per necessità, per esempio se stesse per cadere a terra, o altro, in qualche caso di emergenza” (ST.III, Q 82, Art. 13)."


E poi per tutti i neocatecumenali, ecco un estratto significativo della lettera di Benedetto XVI ai vescovi che sarà resa pubblica oggi.


Chi vuole essere obbediente al Concilio, deve accettare la fede professata nel corso dei secoli e non può tagliare le radici di cui l’albero vive.

Nel corso dei secoli, chiaro?
La Chiesa non ha conosciuto parentesi come nel grafico nc, non ha vissuto eclissi, ma solo una crescita nella continuità !