mercoledì 6 luglio 2011

Il 'Mistero Pasquale" e il concilio. Un grande fraintendimento.

La nostra lettrice Ester ci scrive la riflessione che pubblico di seguito, approfittandone per ricapitolare punti salienti di nostre precedenti riflessioni e riprendendo, in conclusione, il discorso sul Mistero Pasquale, sul quale rispondono già compiutamente Bux e Vitiello citati all'inizio, ma ripetere e approfondire giova sempre.


Cari bloggers,
ho letto su vari blog, (tra cui un art. di Avvenire, che qui riporto) un discorso del Papa del 6 maggio 2011, riguardante la Liturgia, dove egli ricorda la necessità di una riforma, profilatasi 50 anni fa:
"Alla vigilia del Concilio appariva sempre più viva in campo liturgico l'urgenza di una riforma, postulata anche dalle richieste avanzate dai vari episcopati". Ma andava altresì salvaguardato "il fondamento teologico della Liturgia, per evitare di cadere nel ritualismo e affinché la riforma fosse ben giustificata nell'ambito della Rivelazione e in continuità con la tradizione della Chiesa".
A fotografare in questi termini la situazione nella quale è maturato il cambiamento della liturgia è stato questa mattina Benedetto XVI che ha ricordato le speranze di Giovanni XXIII quando 50 anni fa fondò il Pontificio Istituto Liturgico Sant'Anselmo, affidato fin dall'inizio ai monaci benedettini che della liturgia sono sempre stati esperti custodi. Papa Roncalli seppe dunque cogliere, afferma Joseph Ratzinger che al Concilio partecipò in qualità di perito, "la forte esigenza pastorale che animava il movimento liturgico" allora in forte espansione nella Chiesa, fautore della richiesta che "venisse favorita e suscitata una partecipazione più attiva dei fedeli alle celebrazioni liturgiche attraverso l'uso delle lingue nazionali e che si approfondisse il tema dell'adattamento dei riti nelle varie culture, specie in terra di missione
".

Su come tutto questo sia stato attuato, Benedetto XVI non dà un giudizio negativo: "dobbiamo constatare - dice infatti nel suo discorso - i frutti abbondanti suscitati dallo Spirito Santo in mezzo secolo di storia, e per questo rendiamo grazie al Datore di ogni bene". Ma ricorda anche che lo scopo della "riforma conciliare" non era stato "principalmente quello di cambiare i riti e i testi, quanto invece quello di rinnovare la mentalità e porre al centro della vita cristiana e della pastorale la celebrazione del Mistero Pasquale di Cristo".
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per favore, qualcuno di voi mi sa spiegare i seguenti punti che mi hanno suscitato alcuni dubbi:
  1. fino al concilio non c'era stato il mistero pasquale al centro della Liturgia e perchè, secondo il Papa;
  2. se è vero che lo scopo del concilio era quello di rinnovare la mentalità dei cattolici, allora dobbiamo dire che questo scopo è stato raggiunto, e non ci dobbiamo lamentare (come ho fatto io) nè dei carismatici, nè dei NC, nè di tutti gli altri movimenti, perchè essi hanno realizzato questo "rinnovamento" di mentalità, mettendo al centro della Liturgia ciò che prima, fino al 1960, non lo era...così mi pare di capire dalle parole del Papa; oppure, che cosa dobbiamo capire di diverso ?
  3. secondo il Papa dobbiamo rendere grazie a Dio per ".... i frutti abbondanti suscitati dallo Spirito Santo in mezzo secolo di storia,": come vedete il Papa non fa altro che rallegrarsi degli abbondanti frutti dello Spirito santo, tra i quali include ovviamente anche il CNC; infatti disse loro a chiare lettere, in quel 10 gennaio 2009: "Quanti bei frutti !....quante fresche energie !.... (alludendo alle vocazioni numerose sempre vantate da Kiko).
    Allora, se il Papa è convinto che tutto ciò che vediamo da mezzo secolo sia un' abbondante messe di doni, di che cosa ci possiamo lamentare ? il Concilio ha raggiunto i suoi obiettivi: RINNOVARE LA MENTALITA', e lo ha fatto anche grazie al CNC, a Kiko, e agli altri movimenti, in misura della loro forza di RINNOVAMENTO.
  4. infine, se non è questo che vediamo da 40 anni, ditemi per favore, qual era il rinnovamento che si doveva raggiungere, visto tra l'altro che il papa sembra approvare nell'insieme gli obiettivi raggiunti dal concilio.
Se mi sbaglio, correggetemi. Comunque se potete chiarirmi qualche dubbio (soprattutto su quel punto in cui dice che finalmente il mistero pasquale è stato messo al centro della Liturgia), ve ne sarò grata.
05 luglio, 2011 21:56


Nel giugno 2009, don Nicola Bux e don Salvatore Vitiello, per "Le parole della Dottrina", su Agenzia Fides, ripresero l'Omelia appena pronunciata dal Papa in occasione del Corpus Domini e scrissero una esemplare puntualizzazione, di cui abbiamo già discusso qui. Ne riporto alcune affermazioni significative.
A tutti i fautori della riduzione della Santa Messa a banchetto, è però necessario ricordare come esso sia unicamente la conseguenza del Sacrificio.
Senza la morte di Cristo in Croce, mai gli uomini sarebbero potuti divenire “commensali di Dio”, né avrebbero potuto vivere una comunione anche fisica con Lui, attraverso la Comunione eucaristica, che è anticipazione della condizione di risorti, capace di superare i vincoli spaziali e temporali.
In tal senso la dimensione sacrificale mai è da contrapporre a quella della “cena del Signore”, ma semplicemente la prima è la stessa condizione di possibilità della seconda. Non c’è “cena” senza Sacrificio!
A. Estraggo, completandole, alcune riflessioni espresse in quell'occasione, in risposta ad un nostro interlocutore neocat che insisteva sulla "cena ebraica", che per loro identifica il Mistero Pasquale:
Conoscere il Seder Pasquale che Gesù, gli apostoli, la Vergine Maria hanno celebrato ci serve per comprendere meglio il concetto di Mistero Pasquale di Cristo il quale, dimentichi spesso, è ebreo!
Al nostro interlocutore non hanno insegnato che Cristo ha fatto nuove TUTTE le cose! L' Ebraismo di Cristo è superato da Lui stesso! Egli era Ebreo nella Carne. Ora è glorioso, supera i confini della carne! Lui stesso, quand'ancora non era stato Glorificato, disse: "come fa il Figlio dell'Uomo ad essere Figlio di Davide se Davide lo chiama Signore"?

Il titolo messianico che Gesù si è dato, infatti, è Figlio dell'Uomo! Perchè in Lui tutta l'Umanità è "ricapitolata"! Non solo l'Ebreo! E si realizza così l'universalità che anche l'Antico Testamento riconosce al Popolo della Promessa, testimone a Dio davanti a tutte le Nazioni. Ora il popolo della promessa, il Corpo Mistico di Cristo Sua Sposa è la Chiesa: siamo noi e la nostra appartenenza non è più etnica, ma teologale. "Non c’è più Ebreo né pagano, non c’è più uomo libero né schiavo, non c’è più uomo né donna. Tutti siamo uno in Cristo", dice l'Apostolo Paolo.
Gesù è Ebreo per realizzare la promessa fatta PER MEZZO DEGLI EBREI, AL MONDO! L'Eucarestia non è sorta come un rito nuovo staccato dalla tradizione precedente. Cristo ha dato nuovo senso all' antico rito.
Cristo ha Istituito l'Eucaristia come Rito della Nuova ed Eterna Alleanza! Non come un Rito la cui "novità" consisterebbe nel significato diverso di ciò che è celebrato nell'Ebraismo! Il nuovo rito ha sostituito quello Vecchio! La Nuova Alleanza ha sostituito quella Antica!

La Sostituzione non verte, ovviamente, la Parola di Dio, l'Antico Testamento e il Nuovo sono infatti tutt'uno! La Sostituzione verte la c.d. "economia della Salvezza"! Il nuovo Rito ha sostituito quello vecchio! E le prescrizioni dell'Antico Testamento SONO DECADUTE, pur non perdendo il loro valore "profetico", basilare. La Sacramentum Caritatis ci dice che la Cena ebraica è superata, non dobbiamo più celebrarla!

B. Infine sul «Mistero Pasquale» e la sua dichiarata nuova comprensione operata dal concilio:
Questa sottolineatura, che si va facendo sempre più ricorrente in vari discorsi e omelie, mi ha lasciata da subito molto perplessa ed ha già suscitato numerose puntualizzazioni di volta in volta sciorinate ai nostri ostinati interlocutori.

'Sequela' e mistero pasquale secondo il Papa
Riporto uno stralcio da un intervento dell'allora card Ratzinger ai Catechisti e ai Docenti di religione in occasione del giubileo del 2000
«Non posso nei limiti di questa conferenza entrare nei contenuti dell'annuncio del Salvatore. Vorrei brevemente accennare a due aspetti importanti. Il primo è la sequela di Cristo - Cristo si offre come strada della mia vita. Sequela di Cristo non significa: imitare l'uomo Gesù. Un tale tentativo fallisce necessariamente - sarebbe un anacronismo. La sequela di Cristo ha una meta molto più alta: assimilarsi a Cristo, e cioè arrivare all'unione con Dio. Una tale parola suona forse strana nell'orecchio dell'uomo moderno. Ma in realtà abbiamo tutti la sete dell'infinito: di una libertà infinita, di una felicità senza limite. Tutta la storia delle rivoluzioni degli ultimi due secoli si spiega solo così. La droga si spiega solo così. L'uomo non si accontenta di soluzioni sotto il livello della divinizzazione. Ma tutte le strade offerte dal "serpente" (Gen 3, 5), cioè dalla sapienza mondana, falliscono. L'unica strada è la comunione con Cristo, realizzabile nella vita sacramentale. Sequela di Cristo non è un argomento di moralità, ma un tema "misterico" - un insieme di azione divina e di risposta nostra.
Così troviamo presente nel tema sequela l'altro centro della cristologia, al quale volevo accennare: il mistero pasquale - la croce e la risurrezione. Nelle ricostruzioni del "Gesù storico" di solito il tema della croce è senza significato. In una interpretazione "borghese" diventa un incidente di per sé evitabile, senza valore teologico; in una interpretazione rivoluzionaria diventa la morte eroica di un ribelle. La verità è diversa. La croce appartiene al mistero divino - è espressione del suo amore fino alla fine (Gv 13, 1). La sequela di Cristo è partecipazione alla sua croce, unirsi al suo amore, alla trasformazione della nostra vita, che diventa nascita dell'uomo nuovo, creato secondo Dio (cfr Ef 4, 24). Chi omette la croce, omette l'essenza del cristianesimo (cfr 1 Cor 2, 2).»
1. sequela è l'atto con cui gli antichi discepoli, una volta scelto il Maestro, lo 'seguivano' e, per assorbire i suoi insegnamenti, entravano nella sua casa e condividevano la sua vita... e così oggi chi è chiamato a 'catechizzare', cioè a far risuonare tra i fedeli od aspiranti tali gli insegnamenti del Signore, deve curare questo rapporto stretto e profondo con il Signore, attraverso la vita di fede che si riverbera nel vissuto. Ovviamente questo riguarda ogni cristiano, perché implica l'adesione al Signore e il rapporto personale intimo e profondo che ne scaturisce, ma coinvolge con maggiore responsabilità chi è 'mandato' dalla Chiesa per catechizzare...
2. Il Mistero Pasquale è il cuore del kerygma, cioè dell'Annuncio cristiano, che non aspettava certo il Concilio per esplicitarsi e per essere BEN conosciuto: il Signore ci ha tanto amati, fin da quando ancora eravamo peccatori non convertiti, da dare la sua vita per noi, redimendoci, riscattandoci (perdono, liberazione e guarigione) attraverso il Sacrificio della Croce, vero sacrificio di espiazione al nostro posto, dalla morte spirituale che è distacco dal Progetto del Padre a causa del nostro peccato e introducendoci nella vita divina con la Sua Risurrezione... Le conseguenze salvifiche partono dalla nostra conversione, dalla nostra risposta e quindi dal nostro sì, l'aderire iniziale, che poi richiede la fedeltà e la perseveranza della vita di fede nella Chiesa (sacramenti e preghiera e coerenza nella vita di ogni giorno, con tutti i nostri limiti, ma con la Grazia per superarli o per accettarli e andare avanti nonostante...) per divenire sempre più 'Configurati' al Signore, come dice l'apostolo Paolo... Il Papa conclude: "Chi omette la croce, omette l'essenza del cristianesimo". Ovvio, quindi che, quando si riferisce al Mistero Pasquale lui sa bene cosa intende, cioè il Mistero tutto intero, non soltanto la sottolineatura della Risurrezione operata sia dal Cnc che dai neo-protestanti che hanno invaso la nostra Chiesa.

Qui dobbiamo prestare una particolare attenzione e ci soccorre il Magistero della Chiesa oltre agli insegnamenti del Papa. L'obiezione ricorrente -e falsa- dei novatori è che era invalso l'uso di accentuare l'aspetto dolorifico della Croce rispetto a quello gioioso della Risurrezione; il che è ormai un luogo comune necessario solo a giustificare la loro visuale eretica. La grande schiera di Santi e credenti di tutti i secoli trascorsi sta a dimostrare la compresenza equilibrata di entrambe le dimensioni del Mistero della Salvezza.

Anche i modernisti e il Cammino nc, pur avendo espunto il Sacrificio dalla Messa, parlano della Croce, ma ne parlano come della massima espressione dell'amore del Signore; il che è sacrosantamente vero, ma non parlano più dell'aspetto oblativo espiatorio di questo atto di valore indicibile... Anche nel brano del '2000 del card. Ratzinger appare questa sottolineatura dell'amore. Cercherò tuttavia di ritrovare l'intero testo per ben verificare. [Nei commenti ho inserito l'altra parte del discorso in cui Ratzinger parla della Redenzione].

Questo non resta senza effetti nella vita di fede e nella formazione spirituale dei fedeli perché, se tutto viene ridotto alla sublimazione dell'amore, viene meno la concretezza, la realtà costitutiva del sacrificio espiativo e non invita le persone alla 'sequela' anche nell'offerta della propria vita della propria storia e della propria croce, che è la porta di accesso al mondo della Risurrezione, attraverso la Croce e la Risurrezione del Signore, Primogenito della 'Creazione Nuova'. Introdursi nell'Amore non ha senso se non implica anche l'Offerta della nostra vita insieme a quella di Cristo. Altrimenti rischia di restare un vago sentimento, una sorta di nuovo romanticismo, e non una adesione ferma, seria della ragione e della volontà, che diventa 'vissuto', 'incarnazione'....

Almeno dobbiamo essere consapevoli che ne va della nostra identità di cattolici e rischiamo di trovarci immessi in un universo spirituale decisamente protestante... e la nostra identità di cattolici non è una questione giuridica o ideologica, ma di piena appartenenza e adesione autentica al Signore e alla sua Opera di Salvezza che continua anche oggi e fino alla fine dei tempi.

Anch'io, come Ester, resto sgomenta nel leggere le dichiarazioni del Papa sui frutti del concilio e sul rinnovamento della mentalità. Questo rinnovamento, in effetti c'è stato ma, purtroppo, non nel senso di incentivare corretta comprensione e approfondimento delle verità di fede e favorire la partecipazione attiva. Ed ecco che ci ritroviamo nella confusione e nel disorientamento più totali. Ma la Via Maestra l'abbiamo nel Magistero perenne. Sta a noi custodirla e diffonderla come possiamo.

29 commenti:

mic ha detto...

Cara Ester e carissimi tutti,
se avrete la pazienza di leggere il lungo excursus, che riflette il percorso dei miei pensieri innescato da Ester, forse avremo espresso e assimilato un'altra puntualizzazione importante, quella basilare direi, della nostra Fede nel Cristo Signore, per noi Nato - Morto - Risorto - Asceso al Cielo - Datore del Suo Spirito.

cattolico ha detto...

Anch'io, come Ester, resto sgomenta nel leggere le dichiarazioni del Papa sui frutti del concilio e sul rinnovamento della mentalità.

Basterebbe questo per capire con chi si ha a che fare. Qualcuno che "rimane sgomenta per le parole del Papa" dovrebbe tacere e interrogarsi sulla propria "cattolicità"!

mic ha detto...

cattolico (!?)

sapresti dirmi in base a quale norma del Magistero il Papa che parla come dottore privato NON può suscitare legittime perplessità?

Non è forse proprio di un cattolico lasciarsi interrogare e approfondire la Fede anche attraverso la conoscenza della Tradizione e del Magistero e della Scrittura, oltre alla fedeltà ai Sacramenti ed alla preghiera?

Che c'è di strano nel cercare di orientarsi tra le ambiguità e le oscurità di questo tempo, che definire babelico è un eufemismo?

Ci sono due tipi di dubbio: il dubbio sano, che è quello che spinge ad approfondire ed a purificare la Fede, e il dubbio che blocca e non lascia andare oltre (ed è legge spirituale che chi non avanza regredisce), che viene dal nemico e dal quale occorre guardarsi.

Così come occorre guardarsi dalla superbia e dalla pretesa di capire e comprendere tutto; il che è umanamente impossibile. Ci sono cose davanti alle quali la ragione si arrende. Ma sui "Fondamentali" della nostra Fede, dai quali dipende la nostra autentica maturazione ed in definita la salvezza della nostra anima, se ci dato motivo di dubitare è bene pregare e non fermarsi lì. Salvo a farlo quando si comprende con non è più possibile andare oltre.

mic ha detto...

Ho riguardato il documento da cui ho tratto il brano citato: un insegnamento del Card. Ratzinger in occasione del Giubileo dei catechisti e degli insegnanti di religione.

La riprova che quando egli parla di "mistero Pasquale" e si riferisce alla più grande prova dell'Amore di Dio non fa del sentimentalismo, come purtroppo avviene in molti contesti ecclesiali, lo abbiamo sentito anche dalle parole di alcuni vescovi. Egli intende ciò che intendiamo noi che è quel che ha sempre insegnato la Chiesa e la riprova è in queste bellissime e illuminanti parole e corrispondente realtà:

"Questo è il vero contenuto dell'articolo sul giudizio, su Dio giudice: C'è giustizia. Le ingiustizie del mondo non sono l'ultima parola della storia. C'è giustizia. Solo chi non vuole, che sia giustizia, può opporsi a questa verità. Se prendiamo sul serio il giudizio e la serietà della responsabilità che per noi ne scaturisce, comprendiamo bene l'altro aspetto di questo annuncio, cioè la redenzione, il fatto che Gesù nella croce assume i nostri peccati; che Dio stesso nella passione del Figlio si fa avvocato di noi peccatori, e rende così possibile la penitenza, la speranza al peccatore pentito, speranza espressa in modo meraviglioso nella parola di s. Giovanni: Davanti a Dio, rassicureremo il nostro cuore, qualunque cosa esso ci rimproveri. "Dio è più grande del nostro cuore e conosce tutto" (1 Giov 3, 19s). La bontà di Dio è infinita, ma non dobbiamo ridurre questa bontà ad una leziosa sdolcinatura senza verità. Solo credendo al giusto giudizio di Dio, solo avendo fame e sete della giustizia (cfr Mt 5, 6) apriamo il nostro cuore, la nostra vita alla misericordia divina."

mic ha detto...

se è vero che lo scopo del concilio era quello di rinnovare la mentalità dei cattolici, allora dobbiamo dire che questo scopo è stato raggiunto, e non ci dobbiamo lamentare (come ho fatto io) nè dei carismatici, nè dei NC, nè di tutti gli altri movimenti, perchè essi hanno realizzato questo "rinnovamento" di mentalità, mettendo al centro della Liturgia ciò che prima, fino al 1960, non lo era...così mi pare di capire dalle parole del Papa; oppure, che cosa dobbiamo capire di diverso ?

sembra che il Papa non voglia o NON POSSA mettere in discussione neppure uno iota del concilio.

Di fatto la sua affermazione definitiva è il giusto richiamo di leggerlo 'in continuità' con la Tradizione. E qui si ferma il discorso mancato, almeno per ora, con chi gli forniva fondati argomenti per delimitare con formule definitorie non più discutibili quelle ambiguità -o inesattezze- che si prestano ad interpretazioni diverse.

Ora siamo fermi a questo punto e non sappiamo quale sarà il prezzo da pagare, Ma continuiamo ad affidarci e a pregare, ma anche a custodire e diffondere.

cattolico ha detto...

Il problema è quando ognuno decide quali sono le cose fondamentali, e in base a ciò giudica ciò che il Papa fa e sceglie quel che gli piace e quel che non gli piace.

mic ha detto...

Reiterata, sterile, inutile capziosità, perché noi non 'scegliamo' quello che ci piace: questo lo fanno gli eretici e di fatto mi pare che siano in molti a farlo!

Quel che affermiamo è SEMPRE fondato sul Magistero perenne e sul nostro 'sensus fidei' nutrito da esso, oltre che dalla preghiera e dai Sacramenti.

Il termine di paragone è tutto lì. C'è chi parla da se stesso (come certi iniziatori che siamo costretti a tirare in ballo) e chi, come noi, parla in base alla Tradizione Apostolica. Tutto qui.

cattolico ha detto...

Si, ma se Colui che ha la custodia della Tradizione Apostolica dice che certi iniziatori che voi tirate in ballo sono nel giusto, fra Lui e voi io non ho dubbi: scelgo Lui.

mic ha detto...

io l'ho sentito rivolgere a voi (non ai vostri iniziatori) molti elogi e positive aspettative.
Ha dato indicazioni non corrisposte, mostra esempi che non seguite. E tuttavia una Congregazione vi ha approvati. E' questo il grande dilemma che si fa fatica a comprendere.

E tuttavia ancora, approvazione non è indice di perfezione ma di fiducia. E la fiducia bisognerebbe meritarsela. E tuttavia di nuovo, a nessuno sembra interessare.

Questo è il secondo grande dilemma.

mic ha detto...

uno straccio di argomento no, eh?

Icabod ha detto...

"l problema è quando ognuno decide quali sono le cose fondamentali, e in base a ciò giudica ciò che il Papa fa e sceglie quel che gli piace e quel che non gli piace."

se non è un "fondamentale" il sacrificio espiativo di Cristo!

Non mi pare che si sta parlando di un optional

infinitoquotidiano ha detto...

Scusate, però torniamo sempre al solito punto. Io capisco perfettamente le perplessità di cattolico. Se è vero che il CNC non riconosce nella Santa Messa il Sacrificio di Cristo e tante altre cose fondamentali (e il dubbio che sia così ce l'ho anche io), com'è possibile che la Chiesa l'ha riconosciuta e le permette di predicare? Va bene che la decisione è stata presa da una Congregazione, ma allora questa (e altre) contano più del Papa (che si dice non volesse tale approvazione).

infinitoquotidiano ha detto...

E poi, un'altra riflessione. Che cosa ci aspettiamo da tutta questa vicenda? Le cose sono due: o il CNC (Kiko o chi per lui) dice "abbiamo sbagliato, siamo eretici rispetto alla dottrina cristiana, siamo protestanti, siamo fuori dalla comunione, ecc" e le cose, seppur dolorosamente, potrebbero riacquistare una certa chiarezza; oppure ci aspettiamo che il Papa (attuale o uno successivo) dica: "abbiamo sbagliato a riconoscere il CNC, perchè esso non è conforme alla Dottrina cattolica"? (solo a pensare a questa seconda ipotesi mi si gela il sangue).

Non so quale delle due sia più possibile. Oltretutto, non saprei formulare una terza soluzione. O meglio, non saprei immaginare un'altra soluzione chiarificatrice.

mic ha detto...

Va bene che la decisione è stata presa da una Congregazione, ma allora questa (e altre) contano più del Papa (che si dice non volesse tale approvazione).

la situazione è complessa e ha molti punti oscuri che non possiamo conoscere.
Il dilemma esiste.
Altro non possiamo che informare.
Il resto non ci compete e lo mettiamo nelle mani del Signore.

Certo far scoppiare i bubboni è sgradevole ma può aiutare a risolvere.

Ma forse i bubboni sono troppi e non si può rischiare...

Emma ha detto...

Premesso che "cattolico" è un neocatecumenale, "cattolico" scrive:

"Si, ma se Colui che ha la custodia della Tradizione Apostolica dice che certi iniziatori che voi tirate in ballo sono nel giusto, fra Lui e voi io non ho dubbi: scelgo Lui."

Dove il Papa avrebbe detto che l`iniziatore del cammino nc è nel giusto?

Benedetto XVI vi ha corretti (già da cardinale)ma le sue decisioni son ancora oggi disattese.
E su che cosa vuole correggervi?
In primis sulla Liturgia, perchè sa che lex orandi, lex credendi, chi guarda e ascolta una vostra celebrazione SA che è diversa non solo nella forma ma nella sostanza dalla sacra Liturgia cattolica, quella che il vostro iniziatore ha rifiutato, qualificandola una catstrofe.

Benedetto XVI vi ha anche richiamato, in modo ripetitivo, alla collaborazione con le altre realtà ecclesiali.
E se lo ha fatto è perchè SA che le comunità neocat fanno tutto per conto loro, nelle loro salette private, seguendo alla lettera non le prassi della Chiesa, ma quelle inventate da Kiko Arguello.

Benedetto XVI vuole che il direttorio catechetico sia PUBBLICATO, ma ancora una volta , fino ad oggi, la sua volontà, che è poi la norma della Chiesa, è disattesa.

E osate dire che Kiko Arguello e Carmen Hernandez sono nel giusto?
Ma per favore!

Emma ha detto...

Che poi, malgrado e con queste grave anomalie, distorsioni e disobbedienze, il Papa mandi i neocat ad evangelizzare con il loro pacchetto chiavi in mano, resta un mistero.
Sì, l`incoerenza fra parole e atti ci sconcerta.

Io sono sconcertata, ma so di persone che erano nel cammino nc e lo hanno lasciato dopo la disobbedienza del 2005, compiendo questo passo per obbedienza al Papa, ebbene queste persone hanno provato un profondo sgomento ascoltando le lodi e i ringraziamenti di Benedetto XVI nel gennaio 2009, ma come, si sono detti, hanno disobbedito, continuano a farlo e lei Santo Padre li loda, li ringrazia?
Ma allora è la disobbedienza di chi rifiuta la Liturgia della Chiesa, è la ribellione di chi vuole imporre la propria legge alla Chiesa che è degna di lode?
E non l`obbedienza, la lealtà?

by Tripudio ha detto...

Insisto sempre (non mi sembrerà mai abbastanza) a ricordare a tutti che praticamente tutte le notizie sui neocat provengono dall'ufficio propaganda neocat.

Prendiamo un esempio a caso: il 12 gennaio 2006, incontro dei neocat col Papa.

Titoli delle notizie: "il Papa manda centinaia di famiglie neocat in missione".

Poi vai a leggere il discorso del Papa e vedi che ringrazia di essere stato invitato alla cerimonia neocat nella quale centinaia di famiglie neocat "partiranno".

E poi leggi che il Papa dice ai neocat di aver "impartito delle norme" e che si aspetta che dai neocat "saranno attentamente osservate".

In parole povere, se ci fidiamo dei comunicati stampa, finiamo per credere alla propaganda neocat e a vedere un'assurda discrepanza tra ciò che il Papa vuole e ciò che le testate cattoliche pubblicano senza poter meglio verificare (ma ve lo immaginate un giornalista di Avvenire fare un'inchiesta sui neocat? da Avvenire sono stati licenziati per molto, molto meno!)


Quindi, in onore alla verità, non possiamo dire che "il Papa manda i neocat", anche quando le notizie ufficiali della stampa fossero concordi nel dire così.

E per motivi lungamente spiegati e discussi qui, non possiamo dirlo neppure quando il discorso fatto pronunciare al Papa contenesse un "vi mando".

La strategia del Papa (che a me personalmente appare perdente, ma so bene che lo Spirito assiste più lui che me) è quella di erodere l'eresia neocat dall'interno, partendo dalle anime semplici (quelle ingannate dal Cammino e che non hanno ancora deciso che Kiko vale più del Papa).

Per questo porge l'altra guancia mentre tutto il mondo nota la differenza tra quello che lui fa quando è libero di fare, e quello che lui si trova a dover fare nelle altre occasioni.

by Tripudio ha detto...

Coraggio, rinfreschiamoci un po' le idee con qualche video:

1) stranezze negli sgorbi disegnati da Kiko

2) liturgie tribali con chitarrine, tamburi bongo, balletti in girotondo attorno alla tavola...

by Tripudio ha detto...

C'è anche un chilometrico articolo di dodici pagine (su un sito non proprio cattolico, e imbottito di pubblicità), a firma di T. Caldarelli, che mi aveva attirato per un dato curioso: i neocat nel mondo sarebbero solo "120.000".

Dato che nel testo si indica Kiko come cinquantasettenne, deduco che la testimonianza risale a quindici anni fa (1996). Sebbene molto all'acqua di rose, nell'articolo vengono citati alcuni problemucci che abbiamo sempre discusso nelle nostre pagine.

Per esempio il fatto che "mica te lo dicono" che sono neocat, "vietato fare domande", "progetto neocatecumenale brevettato esclusivissimo", il Cammino "si fonda sull'obbedienza ai catechisti... che hanno il discernimento divino", la "segretezza delle pratiche", il Vaticano che "ha dovuto sudare per avere le linee guida catechetiche", gli "abusi liturgici introdotti da un laico", "arrivano addiritutra a formare i preti in segreto", eccetera.

infinitoquotidiano ha detto...

A tal proposito vorrei domandare ai NC: partendo dal presupposto che sia la danza, sia il battito delle mani non sono gesti liturgici, come mai nelle vostre liturgie li usate? Non ricordo nessuna concessione in questo senso. O sbaglio?

Ester ha detto...

Ringrazio di cuore Mic per aver messo in evidenza i quesiti che avevo posto (chiedendo scusa per questo piccolo ritardo di risposta); infatti penso che si tratti di dubbi non solo miei, ma diffusi tra un gran numero di cattolici che da anni si interrogano sulla travagliata situazione ecclesiale, e faticano sempre più a ritrovare i punti di riferimento stabili nella Chiesa docente, quelli rassicuranti della Tradizione, sempre più offuscati.
Grazie , Mic per le preziose puntualizzazioni, ottimo e ampio materiale di riflessione che aiuta a rischiarare la mia visuale "annebbiata". Leggo questi approfondimenti, che invitano ad assimilazione pacata, centellinandoli, perchè rinvigoriscano con la loro linfa vitale la pianta della Fede un po' inaridita, e ritrovo o scopro e ricollego tra loro tante verità perdute o smembrate nella dissipazione generale della Dottrina che nostro malgrado subiamo da tempo...
Mi chiedo comunque chi potrà svolgere questo compito caritatevole di illuminare le coscienze disorientate, e di nutrirle, come tu fai qui Mic, con opera lodevole, introvabile nelle parrocchie, dove è inimmaginabile che si tocchino questi temi con la seria intenzione di approfondirli, soprattutto con il CONFRONTO tra i tanti discorsi che spesso assorbiamo con superficialità e tutti i contenuti della Dottrina perenne a cui certe enunciazioni di moda, talora un po' stereotipe, dovrebbero sempre ritornare per un confronto critico, come in un test di Verità (es. banale: "lo Spirito soffia dove vuole...": quanti abusi sono stati commessi in nome di questa entusiasmante frase, che dice tutto e niente...oltre che suggerire talora vie pericolose per la spiritualità....)
A Luisa dico: grazie per quel link di Mil, che sì, in effetti mi è stato molto utile per ritrovarvi tanti miei dubbi, condivisi con i blogger più sensibili al difficile momento attuale, e consolarmi di essere in buona compagnia, e dove già ho potuto apprezzare i commenti dotti e "nutrienti" per la Fede dell'ottima Mic. Mi riconosco poi poi sempre nelle tue domande sconcertate, che non trovano risposta umana dall'"alto", (uno per tutti: "la ribellione è degna di lode?", che è anche il mio chiodo fisso....) e affidano tutti nodi a Chi li potrà sciogliere e ci darà un giorno ragione della nostra Fede (speriamo punto per punto.....)

Anonimo ha detto...

Hello Exactly as you say.

Anonimo ha detto...

A tal proposito vorrei domandare ai NC: partendo dal presupposto che sia la danza, sia il battito delle mani non sono gesti liturgici, come mai nelle vostre liturgie li usate? Non ricordo nessuna concessione in questo senso. O sbaglio?
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Visto che lo chiedi, spero mi sia concesso di rispondere.

Il battere delle mani è legato a questo:
salmo 46,2
"Applaudite, popoli tutti,
acclamate Dio con voci di gioia"
Anc'esso è un gesto di adorazione.

La danza, che avviene dopo la fine della liturgia, è legata a questo:
2Sam 6,12; 6,14-15
“Allora Davide andò e trasportò l’Arca di Dio dalla casa di Obed-Edom nella città di Davide, con gioia. (...) Davide danzava con tutte le forze davanti al Signore. Davide era cinto di un efod Così Davide e tutta la casa d’Israele trasportarono l’arca del Signore con tripudi e a suon di tromba”.

Se poi vuoi una autorizzazione della Congregazione del Culto Divino, eccola:

Da: “ La Liturgia romana e l’inculturazione” (III, 41-42) - Istruzione della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, 25 gennaio 1994

"I gesti e gli atteggiamenti dell’assemblea, in quanto segni di comunità e di unità, favoriscono la partecipazione attiva esprimendo e sviluppando l’intenzione e la sensibilità dei partecipanti. Nella cultura di un paese, si sceglieranno gesti e atteggiamenti del corpo che esprimano la situazione dell’uomo davanti a Dio, dando ad essi un significato cristiano, in corrispondenza, se possibile, con i gesti e gli atteggiamenti provenienti dalla Bibbia.
Presso alcuni popoli, il canto si accompagna istintivamente al battito delle mani, al movimento ritmico del corpo o a movimenti di danza dei partecipanti. Tali forme di espressione corporale possono avere il loro posto nell’azione liturgica di questi popoli, a condizione che esse siano sempre espressione di una vera preghiera comune di adorazione, di lode, di offerta o di supplica e non semplicemente spettacolo".

mentre il CNC è un itinerario, io sono convinto che le comunità neocatecumenali siano come un popolo sparso per il mondo, caratterizzato da un modo, o stile, di celebrare proprio.
la danza e il battito di mani sono per noi "espressione di una vera preghiera comune di adorazione, di lode, di offerta o di supplica e non semplicemente spettacolo".

per questo hanno il loro posto nell'azione liturgica.

Ti è chiaro? La celebrazione è azione di Dio, e azione dell'uomo che la esprime con i gesti per mostrare la propria "preghiera comune di adorazione".

clap, clap

Alessio

Emma ha detto...

"clap, clap", Alessio si auto- applaude?

Non si rende conto che il voler piegare le Sacre Scritture e i documenti della Chiesa alle invenzioni del suo idolo non le rende per questo più conformi?

Emma ha detto...

"mentre il CNC è un itinerario, io sono convinto che le comunità neocatecumenali siano come un popolo sparso per il mondo, caratterizzato da un modo, o stile, di celebrare proprio."

!?!?!

Si rende conto il neocatecumenale Alessio che il cammino nc non è un`entità a parte che può permettersi di avere i suoi modi di celebrare separati e diversi da quelli di tutti i cattolici?
Si rende conto il nc Alessio che non spetta a lui decidere che le stravaganze introdotte "hanno il loro posto nell'azione liturgica"?
Si ricorda Alessio che BENEDETTO XVI ha PRESCRITTO LE MODIFICHE necessarie per rendere il modo celebrativo nc conforme alla Liturgia Cattolica?
Si ricorda Alessio che il cammino nc fa parte della Chiesa cattolica, che i neocat non sono un popolo a parte, che non sono loro a dettare e imporre le loro leggi e prassi alla Chiesa?
Sa Alessio che la Tradizione, la Dottrina il Magistero, la Liturgia della Chiesa cattolica, sono validi e cogenti per i neocatecumenali come per tutti i cattolici?

aleCT ha detto...

Caro Alessio,
Forse ti stupirai che furono proprio i vescovi africani quelli che sollevarono le maggiori obiezioni sulla riforma della liturgia durante il CVII.

Io stessa ricordo i aver incontrato durante la GMG a Colonia un indonesiano che era venuto proprio per partecipare di persona ad una messa del Santo Padre per tornare "alle origini" (lo disse lui) della liturgia.

Con questo cosa voglio dire? Che forse dovremmo smetterla noi "civili occidentali" che fuori dall'europa la messa sia solo bonghi, danze e roba del genere e che forse a sentire una messa NC si sentirebbbero anche a disagio.

Voglio essere più precisa: ammesso e non concesso che "certi popoli" celebrino con bonghi facendo più casino possibile (mi spiace dire queste cose, ma quello che ho sentito non è "gioia" è solo "casino" fine a se stesso) io dico: e se uno magari non ha voglia di battere le mani? O di fare la danza? Se magari, desideroso di un pò di "silenzio interiore" decide di andare ad una messa "diversa"? Che succede? Glielo fanno notare?

E poi che vuol dire che gli NC sono "un popolo"? Mica i giapponesi hanno la stessa sensibilità di un ecuadoregno! Questa sensibilità VA RISPETTATA, cosa che il Cammino (di come è impostato ora) non fa!

mic ha detto...

E poi che vuol dire che gli NC sono "un popolo"?

è la prova evidente che il Cnc è un vero e proprio messianismo. Kiko è il suo Mosè o forse Elia. Cristo Signore è una virgola tra un clap e l'altro.

Anonimo ha detto...

"clap, clap", Alessio si auto- applaude?
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Emma, Emma, si parlava di applausi e di danze, è come se avessi scritto Olè!

è la prova evidente che il Cnc è un vero e proprio messianismo. Kiko è il suo Mosè o forse Elia. Cristo Signore è una virgola tra un clap e l'altro.
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No Mic, non scrivere questo fanfalucche da fantainterpretatrice, sai scrivere di meglio....
Il messianismo, si associa ad una Chiesa. Proprio te rifuggi spesso il termine Popolo di Dio, anche a me piace poco.

io intendo un popolo nel termine usato da AleCT (giappone, ecuador, ecc...).

Non ritengo il CNC una chiesa a sè, ma in effetti non avevo mai pensato alla definizione di popolo, nei termini di usanze e modo di agire. Sì, le comunità neocatecumenali nel suo insieme per me sono come un popolo sovranazionale caratterizzato da un identico stile di vita e di concepire l'azione liturgica (quella umana, cioè la risposta a quella divina).

Su questa base quella citazione è pienamente applicabile anche alle comunità neocatecumenali.

Alessio

infinitoquotidiano ha detto...

Fa "piacere" leggere l'ammissione di Alessio che il CNC percepisca l'azione liturgica (e chissà quante altre cose) con una visione propria e non con una visione cattolica.

Molto interessante.