sabato 19 novembre 2011

Ancora testimonianze. Univoche: non è cambiato nulla

Si firma Life e scrive oggi su un vecchio thread, da cui estraggo la testimonianza che rispecchia una situazione immutata ed immutabile, completamente sottovalutata e disattesa da chi, avendo la responsabilità delle anime, dovrebbe curarsene...


Ho fatto il secondo passaggio per la seconda volta nel giro di 10 mesi dopo 5 anni di cammino! e vi dico la verità è stata una tortura!

Mi rendo conto che c'è una influenza psicologica da fare paura, e non capisco come una persona per raggiungere Dio debba essere costretta a confessare le propie cose più intime davanti un gruppo di laici e di "fratelli" di comunità!!

Ho visto con i miei occhi figli di supercatechisti comportarsi in maniera a dir poco riprovevole (ma ahimè cadrei in giudizio mi limito a constatare, il giudizio non mi spetta) alla faccia dei propri genitori troppo impegnati con il cammino tanto da non rendersi conto di ciò che il figlio combinava, e anche quando venivano a coscenza di qualcosa che non andava, egli veniva giustificato!(non entro nel merito perchè dovrei scrivere molto)

Come tanti anch'io sono entrato tramite amici (non l'avessi mai fatto!!) e pian piano il cammino mi ha preso tempo, vita, soldi, affetti, hobby, passioni, ma in particolare si è preso la mia essenza, il mio io, per vomitarmi distrutto al secondo passaggio!

Dice bene kiko che nel 2° passaggio si porta il neocatecumeno a SVUOTARSI DEI FALSI CONCETTI DI SE'!!! ti devono svuotare, annientare gli affetti, distruggere le tue relazioni interpersonali per poter innestare il loro modo di vedere il mondo!!!

Un mio "fratello" di comunità di cui eravamo ottimi amici, è cambiato talmente tanto che non lo ricosco più!! è un'altra persona che vive solo come il CN gli dice di fare, privo di un io personale (e con un sacco di problemi psicologici).

Sono sempre più convinto di lasciare il CN per il fatto che sta influenzando in modo non positivo la mia vita, secondo loro non ho il diritto di avere un lavoro gratificante,una vita normale, non posso fare sport, andare al cinema o a teatro, non posso andare a cena con gli amici che non siano di comunità ecc (sarei borghese).
sarò salvo solo se sono NC? E se non lo faccio? brucerò nel fuoco della Geenna?

Io credo che Dio ci ha fatto ognuno diverso dall'altro, con pregi e difetti, bianchi o neri, e ognuno nella sua diversità è espressione di un progetto Divino ed assolutamente non credo che nessun uomo abbia il diritto e la facoltà di imporre idee e filosofie di vita!
Mi fermo anche se avrei ancora molto da dire!!

39 commenti:

Emma ha detto...

Mi dispiace che la testimonianza di Life sia stata subito sommersa da un altro thread.

Life ci parla di un momento sofferto della sua vita che merita ascolto e attenzione.
Anche se ci conferma ciò che purtroppo abbiamo troppo spesso letto, come restare indifferenti quando un giovane scrive:

"Come tanti anch'io sono entrato tramite amici (non l'avessi mai fatto!!) e pian piano il cammino mi ha preso tempo, vita, soldi, affetti, hobby, passioni, ma in particolare si è preso la mia essenza, il mio io, per vomitarmi distrutto al secondo passaggio!

Dice bene kiko che nel 2° passaggio si porta il neocatecumeno a SVUOTARSI DEI FALSI CONCETTI DI SE'!!! ti devono svuotare, annientare gli affetti, distruggere le tue relazioni interpersonali per poter innestare il loro modo di vedere il mondo!!!"

Siamo consapevoli della nostra impotenza, sappiamo che non possiamo fare altro che continuare ad informare e dare spazio a chi dsidera testimoniare, vediamo che niente cambia, che nessuno si muove, che, e qui condivido il pensiero di Michela, anche i vescovi che ci sembrano fedeli al Papa non intervengono per controllare i catechisti, per esigere la pubblicazione del direttorio catechetico, per imporre le NORME decise dal Papa per modificare il rituale nc, sì, vediamo, non siamo ciechi.
La nostra coscienza che si è formata con il pilastro del Magistero della Chiesa, che non può essere che perenne e immutabile perchè conserva e trasmette l`insegnamento di Cristo, ci dice che quel che vediamo e subiamo non è conforme, è in rottura con la Tradizione della Chiesa, è fonte di divisione e lacera la Chiesa.

Vedere i Pastori legittimare tutti gli abusi e i sopprusi neocatecumenali, constatare il silenzio del Papa, fa male, perchè negarlo, ma si direbbe che questa è la nostra croce.

mic ha detto...

E' così, Emma, purtroppo.

Anonimo ha detto...

Si evoca spesso che uno dei meriti del cammino neocatecumenale è la sua difesa della famiglia, ma chi parla delle famiglie lacerate a causa del cammino neocat?
Quando un membro della famiglia lascia il cammino o quando decide di entrare o, ancora, quando un giovane o una giovane si innamora di un o una neocatecumenale, SA che la sua vita intima, la vita della sua famiglia sarà radiografata, passata al setaccio, gettata in pasto alla comunità?

Chi lascia il cammino nc lo sa, perchè ha vissuto quell`invasione della sua intimità, chi entra lo scoprirà, chi è fidanzato con una o un neocatecumenale forse non lo sa, ma scoprirà ben presto che dovrà convivere con quella presenza permanente e invadente.

Una coppia di neocatecumenali è in realtà un "trio", dovrà sempre contare sulla presenza del terzo personaggio ingombrante: il cammino neocatecumenale, che detta i tempi, i contenuti, i valori, che porta la coppia ad un equilibrio che è in realtà una dipendenza comune, una forma di stampella, che durerà fino a quando i due condivideranno quell`esperienza.

Lino ha detto...

Un mio "fratello" di comunità di cui eravamo ottimi amici, è cambiato talmente tanto che non lo ricosco più!! è un'altra persona che vive solo come il CN gli dice di fare, privo di un io personale (e con un sacco di problemi psicologici)
Non c'è da meravigliarsi: è tipico degli adepti di sette religiose che sono coartati da falsi profeti pseudo-illuminati. Che differenza con i veri convertiti, le cui principali caratteristiche sono la pace interiore, la dolcezza nei lineamenti del viso e la mitezza nei comportamenti!
Prego la Vergine Maria, Regina della Pace, affinché li aiuti.

by Tripudio ha detto...

Tutte le testimonianze come quella qui presentata ci fanno capire che il Cammino non è descritto esattamente dalle sue parole.

In altri termini: non puoi fidarti del Cammino neppure quando ti dice parole che sembrano cattoliche.


Qualche neocatecumenale provi a interrogarsi su come mai, per un cammino di fede, occorra la pseudo-psicologia dello "svuotarsi dei falsi concetti di sé".

Anonimo ha detto...

La mia ragazza va in questi giorni allo scrutinio x la 2^volta dicendomi che non è facile ma lo deve e lo vuole fare(anche se a me non piace) e tranquillamente accetta ke i suoi risparmi("gesto concreto")vadano ai poveri della parrocchia (così almeno crede) e che nella sua comunità durante gli scrutini non ci sono questi "stupri" di cui parlate. Dice che il cammino x lei è stato molto utile anche se non condivide tutto.

Emma ha detto...

"Qualche neocatecumenale provi a interrogarsi su come mai, per un cammino di fede, occorra la pseudo-psicologia dello "svuotarsi dei falsi concetti di sé"."

Hai ragione caro byTripudio, ma quel che è più grave, sconvolgente direi, è che quel che salta agli occhi e alla coscienza di ogni persona sensata, lascia INDIFFERENTI I NOSTRI PASTORI.

Con le storture liturgiche e dottrinali, lo svuotamento dei "falsi concetti di sè e di Dio" è sintomatico e rivelatore di metodi che non possono essere quelli di un cammino di fede cattolico, che non dovrebbero essere quello di "itinerario di formazione cattolica".
Eppure così è stato definito, malgrado e con tutte le gravissime anomalie, dalla gerarchia della Chiesa cattolica che sembra ormai dare più importanza ai numeri, che alla salvezza delle anime.

È comunque sconvolgente che i nostri Pastori continuino a restare silenziosi e indifferenti alle testimonianze sempre più chiare e numerose dei sopprusi di cui sono vittime gli adepti del cammino neocatecumenale, delle pressioni psicologiche che subiscono durante gli scrutini.
Un silenzio incomprensibile.

mic ha detto...

Dice che il cammino x lei è stato molto utile anche se non condivide tutto.

Valutazione soggettiva, la più frequente, che tiene legati nonostante tutto. Perché è evidente che il cammino con i suoi metodi e prassi genera dipendenza e progressiva fagocitazione della persona... tutt'altro che la luminosa "libertà dei figli di Dio" che il Signore opera nella coscienza di ogni credente!

"Anche se non condivide tutto", purtroppo può significare molto, e tuttavia, per molti resta un alibi che dà loro l'illusione di esser libero di scegliere: finché hai gli occhi bendati, la coartazione -che è subdola e progressiva- può anche non essere percepita...

Luisa ha detto...

La ragazza dell`ospite "anonimo" dice che "deve" fare lo scrutinio, che cosa c`è dietro quel "deve"?
A parte che è una tappa obbligata del cammino nc, che cosa ricopre per quella giovane quell`obbligo?
Come è arrivata ad integrare quell`obbligo, così come è previsto e attuato nel cammino nc, senza porsi domande, senza considerare problematiche quelle che sono come minimo delle intrusioni nella vita intima delle persone, messa a nudo davanti alla comunità, delle violazioni des suo foro interno?
Come è possibile se non perchè il suo terreno è stato preparato, progressivamente ma sicuramente, ad accettare passivamente quelle pratiche che un occhio esterno, una coscienza sana, una mente libera e non condizionata non possono che giudicare inaccettabili in ogni contesto, ma ancor più quando sono praticate in un movimento detto cattolico?

Anonimo ha detto...

<>
significa che se vuole continuare il cammino è obbligata a farlo, ma anche che vuole farlo. Sicuramente il terreno è stato preparato, ma c'è anke da dire che quando stai x 5 anni con le stesse persone alla fine è più facile raccontare la tua vita davanti a loro.Spero solo che quando tirerà fuori le cose + intime, gli idoli che le hanno inculcato di avere, poi questi non vengano usati x tenerla sempre sotto pressione così come il confessare ai catechisti che non sa se la cifra che devolverà (!!!) sia misera o esagerata.

Luisa ha detto...

Il problema è che ad un certo livello di condizionamento e programmazione, una persona può credere che fa una certa cosa perchè lo vuole, ma in realtà la sua non è una scelta libera, non è nemmeno una scelta, perchè non può fare altrimenti, è programmata per farlo e anche per avere già le risposte pronte e pre-programmate nel caso dovesse avere dei dubbi!
Quali siano queste risposte le conosciamo, ne abbiamo sovente parlato.
Lo stare 5,10,20 anni, con le stesse persone non giustifica affatto che la sua vita intima, ciò che di più intimo possa esserci, sia dato in pasto alla comunità.
E sappiamo quanto possano essere intrusive certe domande durante gli scrutini.

Luisa ha detto...

Aggiungo che quella condivisione dell`intimità davanti alla comunità non fa che rinforzare i legami di dipendenza rendendoli ancor più malsani, con l`aggravante di tutti i prevedibili rischi futuri.

Anonimo ha detto...

solo ke da questa situazione non se ne esce...la soluzione potrebbe essere vivere il passaggio come una violenza subita; anke se, quando sei "dentro" ti viene inculcato che "fuori" c'è solo il male e addirittura ke il tuo fidanzato, che ti ama e che ami, se ti dice di non andare agli scrutini diventa un posseduto! (ma a questo sono abituato).

Emma ha detto...

Quel che tu vivi, caro ospite anonimo, non è facile,un blogger "preoccupato", che è fidanzato con una ragazza che è con tutta la sua famiglia nel cammino nc, ha spesso condiviso con noi, i suoi sentimenti, le sue inquietudini, i suoi pensieri.
Vi ricordate quando Aldo, che è stato a lungo responsabile di comunità nel cammino nc, ha condiviso con noi quei momenti della sua vita in cui la sua famiglia è stata a rischio di rottura, con i catechisti che, approffittando del potere che esercitavano su di lei, hanno tentato di mettere sua figlia contro di lui, tentando di farle dire quel che volevano dicesse?
Per fortuna l`amore di una figlia ha prevalso su quelle vergognose e violente agressioni psicologiche, ma è a questo altissimo rischio di violazioni del foro interno, di manipolazioni, che sono esposti gli adepti del cammino neocatecumenale.

aleCT ha detto...

"Vi ricordate quando Aldo, che è stato a lungo responsabile di comunità nel cammino nc, ha condiviso con noi quei momenti della sua vita in cui la sua famiglia è stata a rischio di rottura"

Sì infatti, e mi ricordo anche come è stato "trattato"

Mi hanno chiesto: "ma tu perchè ci credi alle testimonianze?" (dicendo che implicitamente sono false e/o incomplete)

Risposta: basta vedere come vengono trattati coloro che ci mettono nome e cognome. "sputtanati" è il termine più gentile che mi viene in mente.

Non sei nel cammino e ne vuoi sapere di più? Sei anormale, sei patologico.

Sei nel cammino e qualcosa non ti convince del tutto? Manchi di fede, il demonio ti tenta.

Ti fai qualche domanda di troppo? Devi stare attento, se usi troppo la ragione perderai la fede (e allora Benedetto XVI a quest'ora dovrebbe essere ateo)

Lasci il cammino? Il problema sei tu. Sei tu che non vai bene per il cammino non il cammino che non è il mezzo giusto per te.

Sei stato chiamato nel cammino ..se lo molli, molli Cristo. Stai attento, non tirare troppo la corda.
E non importa se poi continui ad andare in chiesa e frequentare i sacramenti...sei debole, sei fragile, sei instabile...senza la comunità non ce la farai mai...

Questo è un insieme di aggettivi che in questi mesi ho sentito.

Mi si dice: "non devi giudicare". Io non dico che chi dice questo sia cattivo a prescindere..ma dire ad una persona (che non conosci neppure): sei instabile, non è un giudizio?

Io non credo alle testimonianze, vedo l'immagine del cammino che mi danno i suoi membri.

Il cammino è un dono dello spirito? Allora rispettatelo. E fatevi aiutare a rispettarlo. Non solo da "chi di dovere" ovvero dai sacerdoti o dai vescovi, ma da tutti i vostri fratelli di fede (ammesso che li sentiate tali, ma questo è un problema vostro)

E la si smetta di usare la frase fatta: "siamo tutti peccatori, Dio utilizza persone "inadeguate"..

Dio non giustifica l'inadeguatezza, nè i giudizi sommari, nè l'ignoranza perchè un conto è non esserne consapevoli (e allora se qlc te lo fa notare dovresti solo ringraziare) ed un conto è saperlo e usare Dio come alibi (tanto Lui poi riesce sempre a trarre il positivo)

E' vero, la zizzania coesiste con il grano, ma SE ti rendi conto di essere la zizzania il fatto che Dio non ti bruci subito non vuol dire che approva quel che fai....

Anonimo ha detto...

Cara Ale, non avresti potuto riassumere meglio di così l'ostinazione con cui molti non vogliono il confronto, non vogliono ascoltare e usano l'accusa e il giudizio come unica difesa.
Ogni volta che ripenso alla testimonianza di Aldo mi si stringe il cuore...

Floris

Emma ha detto...

Condivido il tuo commento sintesi-analisi, cara alect, ne riprendo qualche frase.

"Non sei nel cammino e ne vuoi sapere di più? Sei anormale, sei patologico."
Se poi ti azzardi a criticare o ad insistere con domande scomode o, ancora, a non bere le risposte =formule programmate e preconfezionate, vuol dire che sei pieno di odio, che hai la violenza in te.

"...sei debole, sei fragile, sei instabile...senza la comunità non ce la farai mai..."
È quella stampella che chi entra nel cammino neocatecumenale finisce per percepire come un aiuto indispensabile senza il quale non saprebbe, non potrebbe, più camminare:
senza il cammino sarei drogato, senza il cammino sarei già morto, senza il cammino la mia famiglia sarebbe rovinata.
Questa dipendenza è progressivamente indotta e radicata in profondità negli adepti neocatecumenali, sappiamo come e sappiamo anche quanto sia difficile e doloroso liberarsene.

"E la si smetta di usare la frase fatta: "siamo tutti peccatori, Dio utilizza persone "inadeguate"..

I responsabili neocatecumenali che in modo consapevole, studiato e sempre più "perfezionato", inducono quella dipendenza psichica e mentale, sono dei peccatori perfettamente formati e adeguati all`obiettivo che devono raggiungere e cioè la costruzione di una struttura, di un sistema, al servizio della realizzazione del progetto di un uomo o di un`equipe.

Anonimo ha detto...

Ciao ospite anonimo con la ragazza in cammino. Io sono in una situazione simile alla tua. L'unica cosa che possiamo fare è sottolineare con amore e spirito di correzione fraterna le problematiche del cammino (e magari con il catechismo della chiesa cattolica in mano) Preghiamo che il Signore dia alle nostre ragazze un po della sua Sapienza in modo che possano fare le giuste scelte.

Elena ha detto...

A proposito di quello che si dice negli scrutini: all'inizio dell'anno la comunità di cui facevo parte e che frequenta ancora mio marito ha fatto per la seconda volta il secondo passaggio. Io avevo fermamente deciso di non cascarci più e di uscire dal cammino, e quando mi hanno detto che comunque potevo andare ad assistere allo scrutinio di mio marito risposi che ok ci sarei andata perchè sapevo che gli avrebbe fatto piacere ma sinceramente non ne vedevo l'utilità perchè presumo, dopo 10 anni, di conoscere abbstanza mio marito e sapere quello che gli passa per la testa, quello che pensa e quello che fa. E perdipiù avevamo fatto lo scrutinio anche l'anno prima e in un anno non vedevo grandi differenze. Una mia ex sorella ( fra l'altro cara amica quello non è mai stato messo in discussione) mi fece capire che secondo lei era un'affermazione un pò superba perchè non si poteva sapere cosa sarebbe venuto fuori in quel frangente come avrebbe operato Dio ecc. e lei non avrebbe mai saputo dire cosa avrebbe detto suo marito. Ma se io venissi a sapere che mio marito in comunità parla di cose che a me non direbbe mai se non appunto davanti a tutta la comunità mi preoccuperei assai. Per fortuna e come volevasi dimostrare poi allo scrutinio non ho avuto particolari sorprese. Insomma vivi con una persona ci dormi tutte le notti insieme e per conoscerlo veramente hai bisogno degli scrutini della comunità?

Elena ha detto...

A proposito di quello che si dice negli scrutini: all'inizio dell'anno la comunità di cui facevo parte e che frequenta ancora mio marito ha fatto per la seconda volta il secondo passaggio. Io avevo fermamente deciso di non cascarci più e di uscire dal cammino, e quando mi hanno detto che comunque potevo andare ad assistere allo scrutinio di mio marito risposi che ok ci sarei andata perchè sapevo che gli avrebbe fatto piacere ma sinceramente non ne vedevo l'utilità perchè presumo, dopo 10 anni, di conoscere abbstanza mio marito e sapere quello che gli passa per la testa, quello che pensa e quello che fa. E perdipiù avevamo fatto lo scrutinio anche l'anno prima e in un anno non vedevo grandi differenze. Una mia ex sorella ( fra l'altro cara amica quello non è mai stato messo in discussione) mi fece capire che secondo lei era un'affermazione un pò superba perchè non si poteva sapere cosa sarebbe venuto fuori in quel frangente come avrebbe operato Dio ecc. e lei non avrebbe mai saputo dire cosa avrebbe detto suo marito. Ma se io venissi a sapere che mio marito in comunità parla di cose che a me non direbbe mai se non appunto davanti a tutta la comunità mi preoccuperei assai. Per fortuna e come volevasi dimostrare poi allo scrutinio non ho avuto particolari sorprese. Insomma vivi con una persona ci dormi tutte le notti insieme e per conoscerlo veramente hai bisogno degli scrutini della comunità?

mic ha detto...

Insomma vivi con una persona ci dormi tutte le notti insieme e per conoscerlo veramente hai bisogno degli scrutini della comunità?

Quel che dici è vero Elena.
Ma dobbiamo tener presente che in quelle circostanze persone fragili possono venire indotte a tirar fuori anche cose che non direbbero mai a nessuno. Sappiamo che invece accade addirittura che vengano fuori cose enfatizzate dalla situazione e dal clima che si crea.

Ed è giusto così (mi riferisco alla zona di riservatezza), perché ognuno di noi ha diritto ad una sua zona inviolabile e deve avere la libertà di condividerla o meno con la persona, raramente con più persone. Di solito avviene con la persona di cui si ha più fiducia e con la quale c'è una autentica relazione intima e profonda.

Non tutti hanno la maturità psicologica che li fa essere compos sui (lucidi di mente e padroni di sé) e sono proprio le persone più fragili le persone più esposte alle intrusioni e quindi alle manipolazioni dei catechisti, che impongono un modello UNICO: questo è un fatto innegabile.

E' proprio questo che suscita indignazione e rammarico e richiama una responsabilità davvero terribile da parte di chi continua a consentirlo...

mic ha detto...

"...sei debole, sei fragile, sei instabile...senza la comunità non ce la farai mai..."

chi non è capace di star bene da solo (ovviamente non una solitudine assoluta, ma la capacità di rientrare in se stesso e di conoscere e gestire la propria interiorità davanti al Signore) non può esser capace di relazionarsi con gli altri in maniera sana e con tutta la pienezza possibile.

Anzi come la Parola autentica nasce dal Silenzio, così è dalla solitudine abitata da Dio (che è quella dei momenti in cui diamo a Lui spazio e tempo nella nostra vita: adorazione, meditazione, contemplazione, preghiera), che nasce la capacità di ascoltare comprendere e rapportarsi con gli altri...

E sono momenti a tu per Tu, perché Dio salva e ama le singole persone e sono loro che formano la comunità così come Dio la vuole (in comunione vera, in Lui, non come consorteria e come comune appartenenza. E non è la comunità che forma le persone, come nel Cnc... é Dio che opera attraverso i Sacramenti, in particolare l'Eucaristia. E' Lui il Datore delle Grazie che ci sono necessarie, non la comunità.

La comunità NC riesce a vincere solo il bisogno materiale di aggregazione di condivisione, che è sacrosanto e che è tanto più sentito nel momento di dispersione che attraversa la nostra società; ma se perdiamo la consapevolezza che la Chiesa e i Sacramenti sono di istituzione divina e ci donano la Vita Soprannaturale attraverso la Persona del Signore, che SI FA REALMEMTE PRESENTE PERSOLMENTE, non con la presenza spirituale che è propria di "quando due o tre si riuniscono nel suo Nome", non entriamo in contatto con la Trascendenza divina.

Se non abbiamo consapevolezza e non viviamo questo, rimaniamo nell'orizzonte materiale e non 'entriamo' in quello trascendente nel quale solo il Figlio, il Verbo Incarnato ci introduce e ci rigenera davvero e secondo il Progetto del Padre, non secondo uno stereotipo prefabbricato da altri...

Anonimo ha detto...

sono l'anonimo con la ragazza in cammino:per differenziare mi chiamerò "anonimo mc".
Io cerco di mettere in evidenza l'ingerenza degli scrutini,e dei catechisti, nell'intimo della mia ragazza ma questo viene visto come se a parlare non fosse il fidanzato ma il diavolo.
Ci metto l'amore (anche perchè la amo veramente), ma nonostante questo finiamo con il litigare; forse è una delle poche cose su cui non ci comprendiamo proprio. (ANONIMO MC)

mic ha detto...

Caro Anonimo MC, mi pare che dalle nostre riflessioni tu possa trarre conforto o chiarimenti in ordine alle tue valutazioni, ma anche preoccupazione rispetto alla realtà problematica in cui sei immerso insieme alla tua ragazza e non credo sia un facile compito quello che ti sei prefisso, dal momento che la ami e non vorresti in nessun modo perderla.

Credo che l'aspetto più doloroso di queste vicende è che la persona con cui desideriamo condividere la vita e tutto quanto ci appartiene (compresi sentimenti pensieri progetti), proprio in questi tre ambiti conserva zone di non condivisione, sulle quali non transige; il che non so quanto, alla lunga, non possa influire negativamente sul rapporto... a meno che -riguardo a voi due- tu non riesca ad ottenere alcuni compromessi proprio basati sull'amore che può vincere su tutto il resto... anche e soprattutto con l'aiuto del Signore (molta preghiera, nella quale ti accompagnamo!)

Anonimo ha detto...

Però ho una speranza: so che il cammino ad un certo punto lascia libera una moglie (o marito) di rinunciare al cammino se questo mina l'integrità di una famiglia (nel caso che uno degli sposi non voglia proprio partecipare al cammino).
Per quanto riguarda gli scrutini, una catecumena mi ha appena detto che non si è obbligati a confessare tutto ai catechisti e ai fratelli di comunità, ma anche che facendolo gli altri fratelli ed i catechisti potrebbero aiutarci a superare ciò che ci affligge e che abbiamo appena confessato (Anonimo mc)
ps:grazie delle preghiere

Anonimo ha detto...

Posso confermare che far parte del CNC o averne fatto parte preclude a qualsiasi confronto sul cammino stesso: ancora mia moglie, pur uscita dal cammino perchè io non sono voluto entrare, non è capace di un dialogo sereno con me.
Un conoscente che mi segnalava "la scarsa attenzione" che si ha nella realizzazione di nuove chiese (spazio per il SS)e al quale ho ribadito che sono proprio le Comunità NC a tenere questo atteggiamento (nuova estetica) non mi ha più risposto

Anonimo ha detto...

Anonimo del 22 novembre, 2011 17:00 dice:"Posso confermare che far parte del CNC o averne fatto parte preclude a qualsiasi confronto sul cammino stesso: ancora mia moglie, pur uscita dal cammino perchè io non sono voluto entrare, non è capace di un dialogo sereno con me."

Io con la mia ragazza riesco a dialogare tranquillamente e lei riconosce che ci sono problematiche all'interno del cammino, sarà perché non ha ancora fatto il secondo passaggio ma abbiamo un buon confronto in materia. Vorrei sapere se siamo strani noi o se dipende dal fatto che è da "poco" nel cammino. Comunque non penso sia la fine del mondo se la tua metà partecipa al cammino forse lo penso perché la comunità che conosco sembra molto più moderata rispetto a quelle che citate voi.

Emma ha detto...

"ciò che ci affligge e che abbiamo appena confessato"

Confessato! E a chi? Ma in fondo che cosa sono gli scrutini neocatecumenali se non una confessione pubblica?
È forse questo lo scopo degli scrutini come li prevede la Chiesa cattolica? È quella la forma? Quello il contenuto? NO.
Gli scrutini neocatecumenali sono un`intollerabile presa di potere dei catechisti sulle coscienze degli adepti, il terreno essendo già stato preparato, la presenza della comunità a quella "confessione"la rende pubblica, e così i legami di dipendenza si rinforzano.
Tutto come da copione, salvo che stiamo parlando di persone umane, di individui che hanno diritto al rispetto della loro intimità, che non dovrebbero essere indotti, con le pressioni che conosciamo, a considerare normale quella che è una forma di violenza psicologica, una violazione dello spazio sacro della coscienza.
Nessuno dovrebbe essere sottoposto a quella messa a nudo della propria intimità.
È semplicemente sconvolgente che questo sia tollerato nella Chiesa cattolica.
Quanti segreti uniscono in modo perverso i membri del cammino nc!

Anonimo ha detto...

Emma sono pienamente d'accordo con te:sono confessioni pubbliche delle quali ho chiesto spiegazioni alla diocesi, ma so già la risposta, sicuramente non metteranno i bastoni fra le ruote di ki porta molti operai alla vigna del Signore;ho chiesto come possa la chiesa permettere questo?
oggi parlando con una catecumena, con almeno 20 anni di cammino, notavo la tranquillità con cui accettava questi scrutini e come trovava facile rivolgersi ai propri catechisti x chiedere il loro parere su qualsiasi cosa.(Anonimo mc)

Michela ha detto...

Però ho una speranza: so che il cammino ad un certo punto lascia libera una moglie (o marito) di rinunciare al cammino se questo mina l'integrità di una famiglia (nel caso che uno degli sposi non voglia proprio partecipare al cammino).

non credere alle parole che ti hanno detto: sono specchietti per le allodole.
Mentre la comunità bussa alle porte delle famiglie della parrocchia per portare la sua espereinza ( Traditio), chi non ha il marito/moglie in cammino, resta a casa, per circa due anni.
Non è facile sentirsi esclusi dalla comunità e questo si ripercuote nel rapporto, perchè l'adepto sentirà di aver perso un'esperienza significativa a causa del marito non ncn.
questo è l'altro lato della medaglia, ed inoltre avviene dopo molti anni di cammino, per cui difficilmente la moglie/martire lascerà il cammino, anzi, continuerà sentendosi una vittima, una martire e il rapporto non migliorerà. Invece accade che il marito vedendo la sofferenza della moglie le dice che può tornare in comunità quando vuole.
queste sono le dinamiche psicologiche di una coppia alla tappa della Traditio.

Emma ha detto...

"notavo la tranquillità con cui accettava questi scrutini "

Non è tranquillità, è quella passiva adesione di chi è stato condizionato ad accettare come non solo normali ma necessari e inevitabili quei metodi, quelle frasi, quei passaggi, quei rifiuti di rispondere alle domande quando ancora c`erano, quelle minaccie e colpevolizzazioni con satana come strumento dsi persuasione.
Con il risultato di mettere la propria vita nelle mani del catechista-manipolatore che ha preso il potere sulla coscienza e diventa il direttore "spirituale" che "consiglia", che "sa", perchè "ha già vissuto quele cose prima di te", perchè "conosce la tua storia".

Emma ha detto...

"sicuramente non metteranno i bastoni fra le ruote di ki porta molti operai alla vigna del Signore"

Sei sicuro che è alla vigna del Signore che portano molti operai?
Non è piuttosto alla"vigna" del signorotto del cammino neocatecumenale?

Penso che tu sappia e abbia letto come la separazione degli adepti del cammino nc dalla parrocchia, e la loro partecipazione progressiva, è studiata, è teorizzata.
Penso che tu sappia come solo dopo essere diventato un perfetto neocatecumenale, solo dopo aver integrato tutto il pensiero kikiano, ed essere diventato un soldato fedele e obbediente, il buon neocat potrà servire la parrocchia.
Come abbiamo letto recentemente, il parroco avrà così a disposizione non qualche persona ma un "esercito", sì, sì, ci tocca di leggere anche queste enormità, sapendo che nessuno si muoverà per dire a quelle persone che sono fuori strada.

Anonimo ha detto...

(ANONIMO MC)1 - "Sei sicuro che è alla vigna del Signore che portano molti operai?"
il mio msg era ironico, intendevo dire che il cnc "produce" molti più sacerdoti di qualunque altro ordine.
2 - " la separazione degli adepti del cammino nc dalla parrocchia"
me ne sono accorto personalmente
3 - " solo dopo essere diventato un perfetto neocatecumenale...potrà servire la parrocchia"
questo non lo sapevo!!!

Emma ha detto...

Caro Anonimo, in un articolo scritto da don Buioni era descritta la "gradualità" vissuta nel cammino nc.
Purtroppo, quell`articolo, che era consultabile su un sito neocat, è ora leggibile solo dopo iscrizione.
Comunque sappi che nel paragrafo sulla "gradualità", don Buioni afferma che il cammino nc è "un percorso a tappe-(grazie lo sapevamo, ma evidentemente non mneziona l`arcano)-la cui meta è l`ingresso nella chiesa -(chiesa scritto in minuscolo nel testo, Cammino in maiuscolo)-, menziona poi le tappe che porteranno progressivamente i neocat a inserirsi nella vita della chiesa, (sempre minuscolo).
Na avevamo parlato qui:

http://neocatecumenali.blogspot.com/2011/10/il-professore-neocatecumenale-censura.html

Ancora dirti che se quel testo riflette la realtà neocatecumenale, gli aspiranti neocatecumenali dovrebbero sapere che per i neocatecumenali:


essere adulti nella fede significa essere sottomessi gli uni agli altri ritenendosi ciscuno inferiore all`altro,

che nella comunità vivranno un intreccio di rapporti il cui esito sarà quello di formare una comunità di fratelli che prendono sempre più coscienza di essere dei peccatori che pensavano di essere buoni e che invece sono schiavi di tanti idoli,

 imparereranno che gli altri sono superiori a sè, impareranno a sottomettersi,

nel loro cammino di conversione scopriranno di essere peccatori del tutto incapaci di riconciliarsi con la propria vita e tanto meno di amare il proprio prossimo e che per questo era necessario il cammino nc( K.A. dixit).

Emma ha detto...

I neocatecumenali sono nelle loro comunità "addestrati" a sentirsi delle m...., a farsi schifo, ad essere peggio di un verme, a sentirsi così inferiori e peccatori che dovrebbero essere in definitiva dei modelli di umiltà, in realtà vediamo che sono un modello di ORGOGLIO, un orgoglio senza limiti che non accetta critiche, che aggredisce, che schernisce chiunque si azzardi ad emettere dubbi sulla perfezione del cammino nc.
Ma non possiamo biasimarli.

Quella falsa umità è ottenuta-pagata ad un prezzo così forte, sul cammino dello svuotamento dei falsi concetti di sè, che deve essere difesa con gli artigli.
Ogni esitazione, ogni cedimento, la più piccola concessione, segnerebbe l`inizio dei dubbi, aprirebbe una falla in quel muro di cemento armato costruito ad arte da chi ha agito per fare di quella persona un soldato sottomesso, obbediente, che non pone domande, che non ha dubbi perchè se li ha vuol dire che il diavolo gli sta tendendo un tranello, che accetta supinamente tutto ciò che gli viene detto da chi pretende sapere tutto, anche sulla sua persona e sulla sua storia.

Mettere in questione i metodi con cui è ottenuta quell`obbedienza potrebbe portare la persona a capire come è stata ottenuta quella che è un`obbedienza cieca, ad ammettere la sua debolezza nel lasciarsi manipolare, ma non è facile, anzi, è molto difficile, allora preferisce dire quanti benefici abbia avuto e accusare gli altri di non capire, di essere violenti, di ...avere il diavolo in sè.
Quando si mette la propria vita nelle mani di una persona, di un gruppo, di un guru, quando senza quella stampella diventa difficile se non impossibile vivere, quando viene creata ad arte quella dipendenza, diventano anche normali tutte le reazioni che leggiamo qui e altrove.

Anonimo ha detto...

(ANONIMO MC)
tutto è più o meno confermato dal post del ragazzo di 23 anni( mi sembra) su CR...pur essendo critico non riesce ad allargare la piccola "falla in quel muro di cemento armato costruito ad arte da chi ha agito per fare di quella persona un soldato sottomesso, obbediente" !

Anonimo ha detto...

Ciao a tutti voi. Questo messaggio è per tutti quelli neocatecum. o non-neocatc. che veramente prendono,sul serio, che le parole del Papa sono prezioni e li considerano preziosi. Se davvero credenti nelle parole del Papa in questo caso seguite la sua chiesa cattolica, le sue catechesi, la sua messa, i suoi sacerdoti e la tradizione cattolica. Se qualcuno di voi davvero credere nel Papa non prende nemmeno in considerazione un invito ad un altra chiesa, setta, movimento e così via. Quindi, chiedetevi: se davvero credere nel Papa e la sua. chiesa cattolica. Se è così, seguitelo!

Anonimo ha detto...

(ANONIMO MC)
Come rispondere a chi, quando si discute che cose personali non vanno raccontate alla comunità e ai catechisti durante gli scrutini, dice "non parliamo la stessa lingua"?

Anonimo ha detto...

(ANONIMO MC)
Come rispondere a chi, quando si discute che cose personali non vanno raccontate alla comunità e ai catechisti durante gli scrutini, dice "non parliamo la stessa lingua"?

Gli rispondi tu stesso testimoni che il cammino ha creato una nuova Babele. Purtroppo probabilmente non hanno mai seguito un esegesi del brano e non possono rendersi conto del vero significato profondo di queste parole ma di fatto il cammino è la nuova torre di Babele. I fondatori sono emigrati dalla Chiesa per costruirsi una loro chiesa a loro immagine e somiglianza.