sabato 12 novembre 2011

Proteste dei fedeli di una parrocchia spagnola che rifiutano il presbitero neocatecumenale

Pubblico la seguente notizia, a seguito della segnalazione di un lettore NC. Non è la Lugo italiana già teatro di problemi, anche qui, sormontati dal vescovo connivente... [vedi] - [vedi anche] - [vedi anche]

Il Vescovo di Lugo, Spagna, non vuole attuare cambiamenti nella Parrocchia del Sacro Cuore, come evidenziato da una breve dichiarazione rilasciata ieri. Domenica scorsa, i residenti hanno continuato la loro protesta, andando a messa in altre parrocchie e radunandosi di lato alla chiesa del quartiere al momento della Messa alle ore 12.00. La ragione è che non concordano con l’arrivo di un prete del Cammino Neocatecumenale.

Il testo pubblicato ieri dal vescovato di Lugo afferma che “in merito alle notizie apparse sui media sulla situazione pastorale che esiste nella parrocchia del Sacro Cuore”, il vescovo vuole chiarire quattro aspetti. In primo luogo, assicura che i sacerdoti già in precedenza responsabili di quella parrocchia, “Don Guglielmo, Don Miguel e Don Josè, restano al loro posto, con l’aggiunta al team dallo scorso ottobre di un nuovo sacerdote, don Augusto”.

Il vescovo dichiara anche “che sono tutti responsabili in comune della parrocchia del Sacro Cuore nella quale sono incardinati, e inoltre liberamente possono attendere ad altri compiti personali”.

Poi il testo ufficiale della diocesi, afferma che “il rifiuto e la squalifica del Cammino Neocatecumenale è in contraddizione con le decisioni della Chiesa cattolica in quanto è stato approvato dal Papa ed è presente in molte diocesi del mondo.”

Inoltre, il Vescovo ha affermato il suo status di autorità massima all’interno dell’organizzazione ecclesiastica . “L’unico modo giusto per la vita di una comunità parrocchiale è l’esercizio dell’amore fraterno e della comunione con la Chiesa, rappresentata in ogni diocesi dal Vescovo”.

Nei giorni precedenti i rappresentanti di alcune associazioni di quartiere avevano annunciato manifestazioni per cercare la collaborazione di altri gruppi.

La verità è che la nota della diocesi nega molte delle accuse fatte dalle associazioni di quartiere, che nega che nessun sacerdote sia uscito dalla parrocchia e spiega che l’arrivo del nuovo sacerdote è stata una condivisione doveri pastorali con l’accordo di tutti i sacerdoti.

Il gruppo di parrocchiani ha detto giorni fa che finché Miguel Fernandez non sarà Parroco, colui cioè che organizza i compiti della parrocchia, nessuno parteciperà alle Messe officiate nella chiesa. Essi ritengono che il nuovo sacerdote, Augusto Alvarado, sia lontano dalla realtà sociale vissuta dal quartiere e che le sue dottrine non hanno nulla a che vedere con il modello cristiano che la parrocchia ha vissuto per decenni con Guillermo Mendez che considerano positivo.

Non così, evidentemente, la pensa il Vescovo.
Fonte : http://www.camineo.info/news/153/ARTICLE/17670/2011-11-09.html

La cosa non ci meraviglia per nulla, conoscendo quante pressioni e unzioni, oltre che promozionali inviti e dimostrazioni con tecniche del più avanzato marketing unite al più gasato "carismatismo", preti e vescovi ricevono da parte di zelanti 'promoter' del cammino. Per di più forte dell'approvazione nonostante la persistente segretezza delle sue catechesi "non pubblicate".

Non facciamo fatica ad immaginare che è tutta questione di "numeri" e di "mezzi": c'è da chiedersi perché il vescovo di Lugo, al pari di moltissimi altri, si distingua in una obbedienza al Papa "a geometria variabile": indiscussa e indiscutibile, riguardo al Cnc, del tutto ignorabile nei confronti della Tradizione e del Summorum Pontificum...

26 commenti:

perplesso ha detto...

come vedete non è neppure scendendo in campo in maniera vistosa che si riesce a farsi ascoltare.

Vince sempre il più forte, mai la verità.

Stefano78 ha detto...

Non sono d'accordo.

Come non sono d'accordo con la linea d'azione di questi fedeli. Bisognerebbe togliere al Curialese ogni appiglio. E non solo per tattica ma soprattutto per spirito Cattolico.

Ebbene, in questi casi si potrebbe organizzare veglie di preghiera e di penitenza per pregare Dio di essere liberati dall'eresia.

Bisognerebbe scrivere a tutte le autorità, per descrivere i problemi che si creano col CnC e le sue eresie, che non sono state approvate da nessuna autorità, men che meno dal Papa.

Bisognerebbe segnalare gli eventuali abusi del Presbitero in questione, astenersi dal partecipare alle catechesi del CnC.

Bisognerebbe insistere continuamente, con tutto quello che ne consegue.

Non si ottiene nulla? Pazienza. Dio però vede!

Anonimo ha detto...

Se le nostre Chiese fossero più vive e piene, il CN non ci sarebbe. Per la Chiesa di oggi, il CN, seppure non è la soluzione ideale, serve solo un po a muovere le acque.
In certi casi, però produce più danni che altro. Infatti, gli stessi neocatecumenali sanno bene che le comunità "morte" non aiutano ne il CN né la Chiesa.

Lino ha detto...

@perplesso che ha detto...
"Vince sempre il più forte, mai la verità".
Nemmeno io sono d'accordo, Perplesso.
Ha vinto Cristo o Pilato?
La vox populi è la voce dei miracoli. Dio li attua con la sua Voce/Parola, la vox populi ne diffonde la conoscenza. Anche la vox populi di Internet :-)

mic ha detto...

le comunità "morte" non aiutano ne il CN né la Chiesa.

cosa intendi per "comunità morte"?

mic ha detto...

Se le nostre Chiese fossero più vive e piene, il CN non ci sarebbe.

ci sarebbe lo stesso, come ci sono sempre state le eresie. Solo che non andrebbe a riempire drammaticamente dei vuoti, dovuti e cause plurime e complesse che vengono da lontano... e nemmeno è mai tollerabile che lo pseudo-rimedio sbandierato sia peggiore del male!

Francesco ha detto...

Se le nostre Chiese fossero più vive e piene, il CN non ci sarebbe.

L'Anonimo ha, in parte, qualche ragione, ma è solo un corollario non un teorema. Il "teorema" vero è che a svuotare le chiese e le parrocchie non è soltanto la crescente secolarizzazione, ma un venir meno di contenuti reali di Fede rispetto al proliferare dei mille e mille fantasiosi contenitori.
Il cd. neocatecumenato non è infatti un contenuto di Fede, ma eventualmente soltanto un contenitore, che però assurge a dimensione di ecclesialità quando i pastori e i presbiteri delegano le proprie funzioni forzosamente o volutamente (il più delle volte) a laici senza scrupoli...

Per la Chiesa di oggi, il CN, seppure non è la soluzione ideale, serve solo un po a muovere le acque.

No, questo no.

Possiamo credere al massimo alla buona fede di tanti presbiteri e vescovi.
Non possiamo assolutamente credere invece o avallare un presunto "pragmatismo" di chi, pur di riempire le chiese si turerebbe il naso e accetterebbe persino ....

aleCT ha detto...

Fatemi capire una cosa.
I fedeli hanno protestato per l'arrivo dl sacerdote IN QUANTO NC?

Cioè hanno protestato appena è arrivato?

Se è così' personalmente sono d'accordo con Stefano78. Fare sit in e disertare la parrocchia nonha senso.

Piuttosto bisogna far vedere al sacerdote cosa vuol dire essere veramente chiesa. Cosa vuol dire collaborazione tra le diverse anime della parrocchia. Insomma quel sacerdote deve vedere che non c'è bisogno del cammino per essere cristiani "veri"

il muro contro muro non serve a niente, anzi è controproducente.

In primis perchè il vescovo vede unicamente l'"intolleranza"dei parrocchiani.e in secundis perchè si alimenta il leitmotiv Nc del "ce l'hanno tutti con noi"

Emma ha detto...

Scusate, ma se un presbitero neocatecumenale arriva in una parrocchia e comincia ad effettuare tutti i cambiamenti necessari per poter installare il sistema neocatecumenale, è giusto e normale che i parrocchiani manifestino il loro dissenso.
Se poi lo fanno a titolo preventivo è anche perchè sanno come vanno le cose quando arriva il cammino nc in una parrocchia.
Insomma quando un parrocchiano vede cominciare in parrocchia lavori di ristrutturazione in previsione delle future salette per le comunità nc, assiste impotente all`installazione della tavola fuori dal presbiterio, vede tolte statue, dipinti per esser sostituiti dalle "opere" di Kiko Arguello, vede arrivare catechisti esterni alla parrocchia e sa che formeranno poi comunità nc che progressivamente diventeranno maggioritarie, come possiamo rimproverargli se consapevole delle conseguenze della presenza di quelle comunità, decide di manifestare?
E non venitemi a dire che dialogando con loro, le cose potrebbero cambiare, suvvia, cerchiamo di non essere ingenui, sappiamo che i nc non cambieranno NIENTE, o ti adegui, o accetti, o te ne vai!

Emma ha detto...

E poi sapete come e quanto un presbitero neocatecumenale è, come tutti i nc, sottomesso ai catechisti nc, obbedirà a loro e solo a loro.
Poi, siccome il vescovo ha fatto sue le pretese e le storture neocatecumenali, un presbitero nc potrà sempre dire che obbedisce la vescovo.
Un vescovo, ovunque egli sia,
che permette la conservazione dell`arcano neocatecumenale,
che resta sordo alle testimonianze sull`onnipotere dei catechisti e i sopprusi durante gli scrutini,
che accetta come oro colato la propaganda nc senza minimamente preoccuparsi di verificare personalmente, di vigilare e sorvegliare da vicino quelle comunità e i catechisti,
che permette che una parrocchia sia lacerata dalla presenza del cammino nc, non ascolta e non da credito alle lamentele dei suoi fedeli,
è purtroppo un vescovo sul quale i fedeli che non sono neocatecumenali, e vorrebbero testimoniare la loro esperienza, non potranno contare perchè troveranno la sua porta chiusa, quella materiale e quella del cuore.

aleCT ha detto...

@Emma

"quando un parrocchiano vede cominciare in parrocchia lavori di ristrutturazione in previsione delle future salette per le comunità nc, assiste impotente all`installazione della tavola fuori dal presbiterio, vede tolte statue, dipinti per esser sostituiti dalle "opere" di Kiko Arguello..."

Domanda semplice (e magari un pò ingenua) i parrocchiani, in questo caso specifico, HANNO VISTO tutte queste cose?

Se sì, hanno tutte le ragioni del mondo di chiedere lumi.

Ma se si fa tutto in maniera "preventiva" sarà solo peggio. Perchè poi, quando qlc di grave accadrà poi il vescovo sarà autorizzato (umanamente) a pensare: "Questi esagerano perchè sono intolleranti"

L'ho già detto nel thread precedente: nella parrocchia dove vado a messa il cammino si sta presentando CON NOME E COGNOME.
Evidentemente perchè qlc ha messo le cose in chiaro.

Quindi sono arrivata alla conclusione che, almeno dove SONO CONTROLLATI in maniera ferma, UBBIDISCONO. Di malavoglia, ma lo fanno.

A me questi parrocchiani non mi paiono gente che "assuppa" (come si dice dalle mie parti) ovvero "sopporta".

Quindi ripeto: muro contro muro non serve, è controproducente. Se poi si azzardano a "smontare una parrocchia" per adattarla alle "loro" esigenze" (come se avessero l'allergia agli altari, ai tabernacoli e alle statue) allora è un'altra storia.

Emma ha detto...

Ma Alect, guarda che purtroppo una parrocchia dove arriva il cammino nc, se il vescovo è un loro supporter, progressivamente ma sicuramente diventerà neocatecumenale, chi lo sa, e vede arrivare il cammino nc nella sua parrocchia, non può che temere quella più che probabile evoluzione.
Fino a che i nc sono minoritari, si può sperare in una forma di equilibrio, i nc per conto loro, con le loro salette, le loro prassi e i loro ritmi e i parrocchiani dall`altra, ma se i nc finiscono per diventare la maggior componente di quella parrocchia sappiamo come andranno a finire le cose, il cammino nc ASSORBE NON COLLABORA, se ti va ok se no te ne vai.
Cerchiamo di non dimenticare che nella sua "predicazione" Kiko Arguello auspica l'abolizione dell’organizzazione parrocchiale in favore di “cellule” di evangelizzazione riunite intorno a un “catechumenium”, la nuova realtà pastorale che nei piani di Kiko deve soppiantare la parrocchia .

E poi dimmi a che cosa obbediscono i nc, a quali ordini, che cosa hanno modificato, concretamente?

jonathan ha detto...

L’articolo è scarno, non dice nel dettaglio tutte le ragioni della protesta. Ma certamente è insolito che accada una cosa del genere, che i fedeli di una parrocchia esprimano una tale determinazione a viso aperto. E sì, d’accordo, si può discutere sulle modalità scelte per protestare, ma intanto è presumibile che siano state per loro l’ultima spiaggia. E soprattutto trovo discutibile che il vescovo liquidi la cosa con il solito ‘sono approvati’. Quel malessere mostrato con tanta veemenza va ascoltato per lo meno, va rispettato, accolto, curato e guarito. Questo fa un pastore, questo dovrebbe fare. Se il cammino genera tanta sofferenza e insofferenza, il vescovo non può voltarsi dall’altra parte, protetto dalla sua autorità pastorale. Perché anche quelle anime che protestano il loro dolore sono affidate alla sua cura: che fine faranno, dove andranno, da chi se anche il loro pastore non li ascolta?
Insomma una pagina tristissima ancora una volta, che vede tutti sconfitti. Il cammino per primo, che andrà avanti sulla sua strada come sempre, al prezzo del dolore degli altri.

Anonimo ha detto...

"le comunità "morte" non aiutano ne il CN né la Chiesa".

Le comunità morte sono quelle in cui i neocatecumenali non fanno risonanze, tranne poche persone e, di solito, le stesse. Sono quelle in cui spesso c'è assenteismo o poca voglia di fare, di impegnarsi.
Nel CN molti neocatucumenali vanno perchè ci va la moglie o il genitore che li coinvolgono e non perchè sentono effettivamente la voglia di andarci.
Se fossero "meno costretti", il CN avrebbe molti meno fedeli.

aleCT ha detto...

@Emma

"se gli NC diventano la maggior componente" Appunto, SE.

Non mi pare questo il caso.
Quindi, occhio vigilante, ma niente manifestazioni sopra le righe.

Per il resto io racconto quello che vedo. Ovvero che in una parrocchia a CT (e potrei anche citarla) il cammino si presenta con nome e cognome. E questo perchè EVIDENTEMENTE il parroco li ha "invitati a farlo" quindi, se sono "controllati" certe "libertà" non se le prendono.

@Jonathan
Concordo, auspicherei almeno che il vescovo vedaquesti parrocchiani. Anche solo per rimproverarli, ma li veda e non si limiti a comunicati stampa.

Stefano78 ha detto...

Sono d'accordo con Ale e con Jo (riguardo il fatto che il Vescovo dovrebbe ascoltare questi fedeli).

Ma davanti a queste situazioni mi domando: quale dovrebbe essere il modo di agire di un Cattolico? Quale spirito lo dovrebbe animare.

Conosciamo tutti la situazione attuale delle diocesi del mondo. Molte sono praticamente autocefale. Molte sono Guidate da Vescovi che hanno dimenticato chi sono e hanno dimenticato anche la dottrina cattolica! Il discorso sulla "situazione" è ovviamente scontato.

Il fatto è : una volta constata (da tempo!!) questa situazione, che fare?

Ebbene, umanamente una protesta come quella messa in atto dai fedeli di questa parrocchia parrebbe giusta. Del resto è anche civile. Ma, dal punto di vista cattolico, può essere condivisa?

Il Vescovo ha tutto il diritto (e il dovere) di decidere il suo Presbiterio. Anche i fedeli hanno il diritto (lo dice il Canone!) di manifestare le loro necessità soprattutto spirituali, al Vescovo.
Ovviamente l'arrivo del Prebitero Nc è una sicurezza di futuri problemi perchè formato ad un'altra dottrina.
Ma può suscitare reazioni come questa, o arrivare a limiti come quelli toccati dalla vicenda Nourrichard ?

In questi casi, visto che umanamente non ci sono risposte, vado a guardare ai Santi (Credo la Comunione dei Santi..)

Cosa potrebbe ottenere una "sommossa"? Forse attirare l'attenzione. E poi? Risultati? Un fianco scoperto al curialese. Un autogol clamoroso. Come è avvenuto nel caso Nourrichard .

Invece, con spirito Cattolico e un po' di sana "intelligenza", si potrebbe organizzare veglie di preghiera, suppliche pubbliche e private, DOSSIER, insistendo continuamente presso il vescovo e le autorità coinvolte.

Si potrebbe rifiutare di partecipare, in blocco, al CNC. SI potrebbe organizzare "consigli parrocchiali" per opporsi agli stravolgimenti liturgici, ecc..

Ebbene, tutto questo potrebbe non portare a nulla, come nle primo caso. Ma in questo caso si starebbe coinvolgendo il CIELO a questa che diventerebbe una SANTA battaglia, perchè RIMESSA NELLE MANI DI DIO!

Tra l'altro in questa parrocchia la situazione è migliore di altre. La parrocchia, per grazia, è coesa. In altre diocesi, come a Roma dove il CnC è più esteso, le parrocchie sono Nc o Neocatecumenalizzate. I fedeli si trovano schiacciati. Ed anche qui, secondo me, le soluzioni son due: o si accetta il MARTIRIO, tenendo salva la propria salute spirituale, o, nel caso sia a repentaglio, si va via.

Non vedo altre soluzioni. Voi?

jonathan ha detto...

Sì, Stefano. Ma per agire come dici è necessaria una robustezza spirituale notevole, messa peraltro spesso a dura prova dalla disarmonia che queste situazioni creano. Per cui capisco che quell’ultima spiaggia del clamore urlato alla fine possa apparire la cosa più efficace.

Nella parrocchia nc che ho conosciuto, un gruppo di parrocchiani ha lamentato, e a lungo, al vescovo il proprio malcontento per la trasformazione in chiave nc della pastorale parrocchiale, tipo Tabernacolo a due livelli, niente più benedizione delle famiglie, locali spesso occupati dalle comunità, gestione delle catechesi agli adulti per Cresima o per il Matrimonio affidate ai catechisti nc e via dicendo. La cosa non ha sortito alcunché. L’esito è oggi, certo, come dici, il martirio di qualcuno, ma per lo più c’è assuefazione, adattamento, laissez faire e crescente tiepidezza spirituale per chi non è allineato. Il vescovo sa, ma finisce lì. Si afferma una chiesa formato Kiko, anche esteticamente, e se entrando in quella chiesa mi inginocchio mi guardano tutti come fossi un’aliena, non so se mi spiego. Se anche lì avessero, a suo tempo, fatto un po’ di chiasso, chissà, magari si sarebbe concesso un più attento ascolto da parte di tutti.

Stefano78 ha detto...

Dice Jo:

e se entrando in quella chiesa mi inginocchio mi guardano tutti come fossi un’aliena, non so se mi spiego.

Ti spieghi benissimo. Ma ogni volta che ti sei inginocchiata, sola tra gli altri, sei stata Testimone dell'Altissimo. Questo a Dio PIACE. Soprattutto se quella tua ADORAZIONE all'Unico Dio Trino, ti è costata calunnie...

Lo so, non è certo una cosa facile. Non lo è per nulla e si fa "presto" a parlare.

Te lo dice uno che quando va alla Santa Comunione, e si inginocchia per riceverla, si sente in mezzo allo sguardo di tutti...e mi piacerebbe essere solo in quel momento...

Riguardo al "clamore", non sono affatto certo che avrebbe suscitato qualcosa. Ci sono esempio di come il clamore, anche per cause GIUSTE, si sia ritorto contro i fedeli..

Anonimo ha detto...

se il vescovo del giappone dice che non vuole il cammino secondo voi NON SI PUO FARE IL CAMMINO PERCHE è IL VESCOVO CHE DEVE DECIDERE... quindi le interferenze del Papa ecc è tutto sbagliato perchè bisognava fare come diceva il vescovo...

se il vescovo spagnolo dice che non si deve essere contro il cammino e che va accettato lui è un imbranata, bisogna ribellarsi e, fregandosene di quello che dice il vescovo, fare di tutto per andare contro la sua volontà...

come sempre siete incoerenti... ciao notte

by Tripudio ha detto...

Brevissime note:

1) nella mia esperienza, solo in rarissimi casi ho visto neocatecumenali presentarsi come tali.

2) quei fedeli spagnoli sanno bene dove si andrà a finire con il "presbitero" neocat. Ma la manovra per mandare l'Augusto Presbitero è stata fatta in maniera da azzerare il valore delle proteste ("avete già tre preti... ve ne mando un quarto perché serve un aiuto..." dunque non avete diritto di protestare).

3) quando un vescovo prende una decisione, rarissimamente si tira indietro: anche se sa che è sbagliata, è costretto a portarla avanti ad ogni costo, perché non vuole creare un precedente che mini la propria autorità. Altrimenti qualsiasi sua decisione successiva verrà contestata fino all'ultimo sangue, in virtù del fatto che basta fare abbastanza fracasso per essere assecondati.

aleCT ha detto...

@tripudio

"nella mia esperienza, solo in rarissimi casi ho visto neocatecumenali presentarsi come tali"

E difatti neanchenella parrocchia dove sono io dicevano: "salve,siamo neocatecumenali", ma è stato IL PARROCO che li ha presentati come tali e i volantini erano firmati "le comunità neocatecumenali".

Questo vuol dire che EVIDENTEMENTE qlc è stato molto chiaro con loro.

Lo ripeto: se sono controllati con pugno di ferro, obbediscono. Di malavoglia, ma obbediscono.

mic ha detto...

Lo ripeto: se sono controllati con pugno di ferro, obbediscono. Di malavoglia, ma obbediscono.

Il problema è che in quel caso hanno obbedito nel rivelarsi fin dall'inizio. Ma poi l'obbedienza finisce qui!
Nella prassi corrente il potere del parroco cessa dove inizia e continua quello dei catechisti.

mic ha detto...

come sempre siete incoerenti... ciao notte

non siamo incoerenti si approviamo i vescovi giapponesi e disapproviamo quello che IMPONE il cammino.

Quest'ultimo non ascolta le critiche e non verifica e due sono le cose: o è ammaliato o è indifferente. Invece, i vescovi giapponesi evidentemente lo hanno fatto perché le critiche che muovono sono le stesse che muoviamo noi e che si ripetono, identiche, in tutto il mondo

aleCT ha detto...

@Anonimo
Fermo restando tutto quello che ho detto prima, e che non mi rimangio, la cosa è leggermente diversa..

In Giappone TUTTA UNA CONFERENZA EPISCOPALE ha preso una decisione. Decisione dura, sicuramente.
Decisione che non si prende sicuramente a cuor leggero.

Le modalità con la quale questa decisione è stata "trattata" personalmente mi lasciano perplessa.

Come mi lasciano molro perplessa le reazioni da parte NC a questa storia. "In giappone i vescovi se ne fregano dell'Evangelizzazione" (e questa era la frase più gentile)

Qui la questione è molto diversa.

Quindi non mischiamo le due cose e non facciamo confusione.

Anonimo ha detto...

Nelle chiese della mia città, il tabernacolo neocatecumenale e un altro a forma di palla sono i più brutti.

by Tripudio ha detto...

Chi compie opere nelle tenebre ha paura della luce.

In altri termini: le curie, e ancor più il Cammino, hanno il terrore che le proprie decisioni vengano rese pubbliche.

Si può perfino essere contrari al modo con cui quei poveri fedeli hanno protestato... ma nel frattempo la loro protesta ha reso di dominio pubblico le tenebrose decisioni di "neocatecumenalizzare" (direttamente e indirettamente) la loro parrocchia.

Sappiamo che oggi il problema principale dei vescovi è di "coprire" le parrocchie. A qualsiasi costo.

Il numero di preti diminuisce costantemente poiché le vocazioni semplicemente non bastano al rimpiazzo, e non basterebbero neppure se raddoppiassero.

La prima soluzione è quella di accorpare parrocchie. Nasce così tutta una burocrazia fatta di unità pastorali, foranìe, parrocchie "in solido", eccetera.

La seconda soluzione è di pescare preti dovunque. Si fa perciò spazio ai preti extracomunitari, si va a pescare a occhi chiusi tra i preti kikiani, eccetera.

È davvero triste che i vescovi, in nome della buon funzionamento della propria diocesi, finiscano di fatto per consegnarla a certi brutti ceffi, che magari sono anche di buon cuore, ma portano avanti un "programma" che non è esattamente quello del Vangelo...

Se ci riflettiamo un attimo, questa è la stessa dinamica di tanti ordini religiosi femminili. Vanno a pescare vocazioni straniere. Col risultato che le italiane passano una comoda vecchiaia d'oro, mentre le giovani straniere aspettano quiete il momento in cui potranno riscrivere per intero statuti e organizzazione dell'ordine che involontariamente stanno colonizzando. Pur di non chiudere le "case", le attuali superiore importano vocazioni straniere e trasformano di fatto i conventi in alberghi (qualcuno provi a spiegarsi come mai alloggiare una notte da un qualsiasi ordine di suore costa, a Roma, 50-60€ per notte, proprio quanto un albergo di tre stelle).

Sono dunque proprio i vescovi e i superiori religiosi la causa principale del problema: in nome dell'organizzazione hanno trascurato la fede, laddove nel passato avveniva il contrario: in nome della fede, riuscivano anche a tenere in piedi l'organizzazione (e con molta meno burocrazia di oggi).

Quei fedeli spagnoli - così come i fedeli di tutto il mondo - hanno bisogno di una guida nella fede, non di un organizzatore, tanto meno di uno "in conflitto di interessi".