venerdì 16 marzo 2012

Egitto: un presbitero neocatecumenale "evangelizza" i copti

Apprendiamo oggi da Rorate caeli.
Come vedete certe osservazioni non siamo soli a farle.


Le liturgie tradizionali orientali un ostacolo alla "nuova evangelizzazione"?

All'inizio di questa settimana, Zenit ha pubblicato un'intervista con un giovane prete italiano addestrato dal Cammino Neocatecumenale e ora incardinato nella Chiesa cattolica copta in Egitto. ( UN SACERDOTE IN EGITTO -. Intervista a don Orazio Patrone, giovane sacerdote in una parrocchia del Cairo) Di seguito riprodotti sono i suoi commenti riguardo la liturgia copta e la tradizione penitenziale, i commenti che riprendono molte delle affermazioni peggiorative di routine fatte da progressisti liturgici contro la liturgia tradizionale romana, e significative alla luce della crescente influenza del Cammino Neocatecumenale e il suo coinvolgimento nelle Chiese orientali cattoliche.

In relazione a questo, ricordiamo ai nostri lettori che il Patriarca della Chiesa copta cattolica in Egitto, il cardinale Antonios Naguib, è stato il relatore del Sinodo dei Vescovi 2010 sul Medio Oriente, che chiedeva una riforma importante delle liturgie orientali. Enfasi mia. [Lo avevamo sottolineato anche noi qui]
Zenit: Ha avuto delle difficoltà?
Don Orazio: Le difficoltà certo non sono mancate e non mancano tuttora: differenze culturali, difficoltà con la lingua, paesi che vivono conflitti profondi; ma le ho potute affrontare grazie al fatto di aver visto la fedeltà del Signore nella storia, un po come Abramo che si è incamminato senza sapere dove andare, guidato dalla Parola e da una promessa, imparando giorno per giorno a fidarsi di Dio e sperimentando la sua presenza nella storia. [come Abramo, non come un Alter Christus!]
Zenit: Come vengono vissuti tempi forti come la Quaresima e la Pasqua?
Don Orazio: Il tempo di Quaresima è vissuto in maniera molto intensa, con un digiuno stretto, vissuto in maniera devozionale [è un'usanza millenaria !?] più che come un'occasione di preparazione alla Pasqua. Probabilmente questo è dettato anche dalla forte influenza del mese del ramadan islamico. [se mai è il ramadam islamico che ha attinto proprio dalle usanze cristiane egiziane copte, che risalgono alle origini. Questi archeologisti liturgici, quanta ignoranza!] Nella Pasqua si sottolinea più l'aspetto sacrificale del venerdì santo, piuttosto che l'aspetto fondamentale della resurrezione nella Pasqua.
Si usa, infatti, celebrare il funerale del Signore con una liturgia molto lunga come era anche l'usanza delle chiese latine preconciliari. Prova di tutto ciò è il fatto che la partecipazione al culto: quasi il doppio il venerdì rispetto alla domenica di Pasqua.
Zenit: Che cosa sintende fare per l'anno della fede e per la Nuova Evangelizzazione?
Don Orazio: La chiesa in Egitto è molto legata alle sue tradizioni, soprattutto liturgiche, e ha difficoltà ad entrare nel dinamismo della Nuova Evangelizzazione auspicato dal Concilio Vaticano II. D'altra parte ci sono tentativi e aperture soprattutto dal versante cattolico, che è attento e relativamente partecipe a ciò che accade in occidente. Lo dimostra, tra laltro, l'apertura, anche se lenta, ai carismi sorti dopo il concilio. Sono presenti nelle parrocchie realtà come i focolarini e il cammino neocatecumenale, ed altri movimenti nati in Egitto con l'intento di un rinnovamento in vista della Nuova Evangelizzazione.
Non c'è quasi alcun riferimento chiaro qui (e nel resto dell'articolo) al fatto che il popolo cristiano copto ha dato una testimonianza magnifica di sofferenza e di martirio per mano dei musulmani per quasi 1.400 anni, una prodezza che non avrebbe potuto essere possibile senza la tradizione liturgica di quel popolo e dei suoi lunghi digiuni. (Ogni riferimento a "sporadiche" persecuzioni e alla discriminazione "sociale", e un paio di riferimenti al "fondamentalismo", semplicemente non è tagliato.) L'Egitto è anche sede di comunità bizantino e di Rito Armeno.

Su Rorate caeli c'è chi si chiede perché questo p. Patrone non cerca di diffondere la fede cristiana tra i musulmani, invece di fere proselitismo neocat nei confronti dei cristiani copti, ricordando come San Francesco abbia agito in modo diverso tra i maomettani. E chi sottolinea che non è sorprendente che i copti non siano aperti alla Nuova Evangelizzazione. Essi non hanno mai cercato di distruggere se stessi attraverso gli sforzi di aggiornare i loro pratiche tradizionali e considerano una grazia del cielo il fatto che "(La Chiesa in Egitto) è molto legata alle sue tradizioni, soprattutto quelle nella liturgia, e ha difficoltà ad entrare nel dinamismo della Nuova Evangelizzazione voluta dal Concilio Vaticano II". Tenendo conto che i "kikos" hanno alterato e fatto la loro liturgia, estorcono grandi donazioni dai loro membri e, talvolta, fanno cerimonie bizzarre solo per loro. Ricordando che in Spagna, hanno portato la divisione nelle parrocchie.

35 commenti:

Luisa ha detto...

Don Orazio: "La chiesa in Egitto è molto legata alle sue tradizioni, soprattutto liturgiche, e ha difficoltà ad entrare nel dinamismo della Nuova Evangelizzazione auspicato dal Concilio Vaticano II."

A me basta questa frase!
Si dovrebbe ritrovare la lettera scritti dai vescovi della Terra Santa che domandava al cammino nc il RISPETTO DELLE TRADIZIONI LITURGICHE locali.

Non sono quei cristiani che hanno difficoltà, loro sono solo FEDELI alle loro Tradizioni, siete VOI che li invadete, che volete imporre le vostre prassi vecchie di 40 anni ad un popolo che vive la sua Fede portato da una Tradizione di 1400 anni di età, è grazie a quella fede, a quelle Tradizioni, che hanno attraversato i secoli, che hanno sopportato e ancora oggi sopportano le persecuzioni, il martirio!
Siete voi che avete difficoltà a rispettare quella Tradizione!

Lino ha detto...

Don Orazio ha detto: "Le difficoltà certo non sono mancate e non mancano tuttora: differenze culturali, difficoltà con la lingua...
Già. Condivido. Sono innegabili le difficoltà linguistiche per chi, dovendosi adeguare alla lettera agli Orientamenti, deve anche tradurre il PATAPUMFETE kikiano.

Emma ha detto...

Don Orazio: "Come prospettive sembra realizzarsi un tempo di prova e di purificazione per le chiese, come del resto sta avvenendo un po dappertutto per i processi di secolarizzazione e globalizzazione, sfide che interpellano la comunità cristiana a ricercare la propria identità e approfondire la fede. Ci stiamo dirigendo verso una forma di cristianesimo certamente diversa a quella vissuta nellepoca moderna in Europa, in un regime di cristianità, in cui la Chiesa è forse chiamata ad abituarsi a vivere come piccolo gregge, in cammino con altre forme religiose e non, "

Riflettiamo al messaggio che passa attraverso queste parole.
Possiamo far finta di non capire?
È possibile che i vertici della Chiesa cattolica siano ciechi e sordi?
Quando si sveglieranno per rimettere il movimento neocatecumenale nei ranghi dell`ortodossia, della disciplina, del rispetto della Tradizione, della Liturgia, dell`obbedienza al Papa e al Magistero, quando li obbligheranno a sottomettersi alle prassi della Chiesa invece di lasciarli liberi di diffondere la prassi altre inventate da un laico un pò più di 40 anni fa?
Anche se sappiamo che la stragrande maggioranza dei vescovi è progressista, perchè anche quelli apparentemente più fedeli alla Tradizione se ne stanno zitti e tollerano l`invadenza e l`arroganza neocatecumenale, quando non la incoraggiano?

Anonimo ha detto...

Facciamo un pò di chiarezza.Tutto ciò che stà accadendo nei gruppi ncn, non è altro che lo sbandamento dei vertici a livello del Vaticano. Dimostratemi il contrario. Se leggesserò tutti questi commenti, forse qualche dubbio se lo metterebbero. Ora è risaputo che in molte parrocchie, dove vivono alcune comunità, ci sia un solo parroco e a volte un vice parroco; perciò questi sacerdoti a volte non possono presenziare sempre alle liturgie della parola di ogni singola comunità, cosi che danno il compito a ministranti laici, a volte qualche diacono. Ciò che avviene poi nelle convivenze mensili dove ci dovrebbe essere sempre un sacerdote, specialmente al giro di esperienze, tale momento si effettua in quella convivenza... Perciò manca la testa della chiesa. Poi tutti i momenti persino quelli delle collette, che superate alcune tappe, diventano molte. Della serie 1° colletta per la comunita, ogni settimana, 2° decima mensile: la decima parte della paga o stipendio delle persone che anno un lavoro stabile o saltuario... tutto nella piena libertà... di non mettere una lira in quella sacchetta sempre nera. Questo e uno dei motivi che lasciano molti dubbi alla serietà del cnc. Moltiplicate il tutto per le svariate comunità sparse per il mondo. Capite perchè si tappano il naso. Come dicono i romani: Pecunia non olet. Sono fiducioso che qualcosa cambierà.Comunque la situazione più irreale la si stà vivendo a Cagliari, dove sono persino arrivati a cambiare tutto l'aspetto estetico interno della parrocchia, con inutili lavori di ammodernamento,..... chiaramente in stile Arguelliano..( come direttive date dal fondatore Kiko Arguello) con un investimento economico che andrebbe controllato a livello di informativa tributaria..chi paga? Con la situazione di crisi che stiamo attraversando, lì non importa a nessuno, eppure si sà che i vertici erano contrarissimi a quei lavori, ma lì i (catechisti) se ne fregano dei veti sia a livello di padri della congregazione che regge la parrocchia,forse anche dai veti Vaticani dal momento che chi ah autorizzato tutto, sembra il vescovo uscente >Mons.Mani, e a Cagliari tutti conoscono gli sconvolgimenti che sono stati permessi con il suo placet. Ecco perchè il cammino nelle persone arroganti laiche, stanno distruggendo ciò che di buono ha fatto il cammino stesso. Caro Pontificio consiglio dei laici.. con prefetto il Cardinale Rilko Dudito, Mettete un pò di sana autorità perchè tutto ciò cessi. Che Dio ci assista, e ci perdoni.

Anonimo ha detto...

questa piovra che si chiama cnc non sa più dove far arrivare i suoi tentacoli, una pianificazione di distruzione della tradizione, delle culture, delle liturgie che sono patrimonio della cristianità che mai dovrebbero essere inquinate, ma protette, tramandate in generazione in generazione.
Ma che faccia tosta, questo presbitero, che vergogna che in nome della Chiesa cattolica, si manda in giro questo pivello invasato da Kiko e Carmen ad imporre la Nuova Evangelizzazione, senza rispetto per le sofferenze di questi popoli, nuovi martiri, che dimostrano la loro fede con il sangue.....Anche questi sono dei lontani?...anche questi non hanno ancora scoperto il loro battesimo?.....con quale pretesto sono sbarcati in questo posto?

Perché questo popolo deve subire il cammino degli scrutini, dei passaggi, convivenze, vendere beni, dare le decime ecc ecc in nome di cosa di chi?

PAZZIA!! pura pazzia

Spero che Don Orazio, possa imparare attraverso la tradizione copta la vera fede.....

Anonimo ha detto...

Voglio rispondere all'anonimo che io da ex catecumeno io non ho mai visto ne un sacerdote e un diacono né alla parola e nelle convivenze. Solo all'eucarestia c'è il sacerdote. Non c'è nessun controllo, come si suol dire sono nelle mani di Dio!!

Anonimo ha detto...

Spero che Don Orazio, possa imparare attraverso la tradizione copta la vera fede.....

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c'è poca speranza: sono refrattari e impermeabili!

Anonimo ha detto...

No.. mai perdere la speranza se si parla di verità,forse i vertici della chiesa non vorrano prestare attenzione, ma noi che ci appoggiamo alla verita più spudorata, continuiamo ad ammonire. Dice la parola del profeta Ezecchiele: ti porrò a sentinella della citta che stà perdendosi nel vizio e nelle abominevoli opere; tu ammoniscili, perchè se non lo farai, la mia Ira si scaglierà contro di tè. Penso che sè si raccogliessero tutti i commenti e li si mandasse alla testa l'avvenire, o l'osservatore Romano, qualcuno presterebbe l'orecchio giusto. Che Dio ci protegga.

Anonimo ha detto...

Come evangelizzerà Don Orazio, secondo il Magistero della Chiesa Cattolica, o secondo la nuova dottrina protestante di Kiko e Carmen?

cancellerà le loro tradizioni secolari, con la "modernità" inventata nei sobborghi di Madrid?

Il presbitero generalmente si accompagna alla solita famigliola in trasferta....non in missione... come vogliono far credere.... ma in trasferta di lavoro, i missionari sono altra cosa.

Una volta lessi un bellissimo articolo sui copti e le loro tradizioni, i loro riti, se penso che qualcuno sia andato lì a stravolgerli, spiritualmente e psicologicamente piuttosto che difenderli e proteggerli, come farebbe un vero missionario della Chiesa mi fa una rabbia indescrivibile

Cosa ne pensano i nc di questa ignobile intervista.

Nei vostri famigerati statuti, orientamenti, catechesi celebrazioni, che vi hanno corretto e approvato esiste la parola RISPETTO????

Anonimo ha detto...

Mi piace l'idea di segnalare ai giornali cattolici, i commenti più significativi. Ma più interessante sarebbe inviare tutte le informazioni raccolte giorno dopo giorno che animano le discussioni.

Possibile che il Cammino è favorito anche dal silenzio di chi lo ha conosciuto e ne ha compreso gli errori?

A volte basterebbe un inizio per far scatenare il coraggio degli altri.
Rosy

mic ha detto...

L'idea di rivolgersi ai giornali. Non l'abbiamo mai messa in atto; perché si rivelerebbe l'ennesima bordata contro la Chiesa e non avrebbe nessuna efficacia, perché come comprano vescovi e media (vedi Zenit Radio vaticana e le tante testate spagnole) abbiamo notizia di giudici che nell'assegnazione dei figli hanno privilegiato il padre camminante.
Quello che serve, oltre alla decisione e al coraggio, sono prove certe e inoppugnabili, perché, mentre lo scempio liturgico è visibilissimo, le eresie patenti, e la chiesa modernista non solo tollera ma ingloba, un giudizio civile richiede l'individuazione del reato e le prove corrispondenti.

mic ha detto...

Possibile che il Cammino è favorito anche dal silenzio di chi lo ha conosciuto e ne ha compreso gli errori?

In effetti è molto strana la renitenza a parlare di molti.
A parte il fatto che i condizionamenti di anni lasciano le loro tracce in profondità nella psiche -e stranamente una delle prime cose indotte è che loro non ricorrono mai alla giustizia- molti hanno difficoltà a tirar fuori la loro esperienza perché ripercorrerla significa riaprire ferite cocenti e ancora sanguinanti e non tutti ne hanno la forza se non trovano gli aiuti adeguati.

Certe testimonianze drammaticissime ci dichiaravano consapevolmente: noi siamo dilaniati da quel che è successo (cose gravissime, tipo: "sacerdoti per kiko" designati dai catechisti già da prima del concepimento), ma anche davanti al vescovo c'è la nostra parola contro la loro e loro sono molto agguerriti e capacissimi di mentire per il bene-supremo-cammino.

by Tripudio ha detto...

Rispondo al commento delle 17:04

Certamente il Cammino Neocatecumenale non ha l'esclusiva di gran parte degli strafalcioni liturgici e dottrinali postconciliari.

Ma gli idoli, nel Cammino, non sono generiche parole ("aggiornamento", "spiritodelconcilio"...) bensì il ferreo dettato kikiano-carmeniano.

Cosicché succede che gli stessi neocat che raccontano con malizia barzellette blasfeme su Nostro Signore Gesù Cristo, quando un attimo dopo qualcuno irride Kiko, diventano delle pecore morte (per il dolore e lo sdegno che qualcuno abbia offeso Kiko-il-santo-vivente).


Rispondo a Rosy:

la gerarchia cattolica, rispetto al Cammino, lungo diversi decenni è stata generalmente:

1- indifferente (perché insensibile a questioni liturgiche e dottrinali)

2- complice (perché condivide gli errori kikiani-carmeniani)

3- pavida (perché teme le ritorsioni dei "potenti appoggi" di Kiko e Carmen)

4- rassegnata (perché sa che i neocat sono educati a disobbedire al Papa, specialmente quando questi contraddice Kiko e Carmen).


Tra i "complici" purtroppo annoveriamo perfino certi ecclesiastici, magari anche difensori della Tradizione, ma che poi si contraddicono platealmente appoggiando il Cammino (come ad esempio uno che fino a 3-4 anni fa era soprannominato "il piccolo Ratzinger"), perché a parole è facile difendere la Tradizione, ma poi, sai, non vorrò mica pregiudicarmi la carriera ecclesiastica, non vorrò mica passare per lefebvriano, non vorrò mica rifiutare quest'omaggio di trenta denari...

Anonimo ha detto...

mi spiace per il prete. non penso si meriti il processo gratuito che sta subendo qui....

mic ha detto...

mi spiace per il prete. non penso si meriti il processo gratuito che sta subendo qui....

Quale processo, Anonimo?
Si stanno solo evidenziando le castronerie di conio neocat che ha detto. E la situazione di inquinamento che purtroppo è in atto anche nelle comunità di rito orientale.

Anonimo ha detto...

"Ma che faccia tosta, questo presbitero, che vergogna che in nome della Chiesa cattolica, si manda in giro questo pivello invasato da Kiko e Carmen"

è un prete nonostante tutto. oppure solo perchè ha capito di essere chiamato a diventare prete dentro una comunità neocatecumenale non lo è? o lo è di serie b?

mi interroga la situazione. diciamo sempre che i neocatecumenali hanno un rapporto sbagliato con i preti che li "laicizzano". e con questo prete? col solo pretesto che arriva da una comunità si è fatto quello che fanno i neocatecumenali, lo si è "laicizzato" detto che deve imparare la fede vera....

non so chi sia questo prete ma ha tutta la mia solidarietà. e all'anonimo che ha scritto in quei toni focosi vorrei fare i miei complimenti, bel codardo. e mi domando dov'era la censura del blog in questo frangente.

Marco

Anonimo ha detto...

Tu continua a gettare palate di letame sulle comunità, poi rideremo quando dovrai andare a raccoglierle! Intanto io questa sera darò il mio contributo libero per l'evangelizzazione, per aiutare famiglie del cammino in difficoltà, per aiutare i seminari. Non non siamo fuuggiti come conigli di fronte a Mammona!

Anonimo ha detto...

Certamente il Cammino Neocatecumenale non ha l'esclusiva di gran parte degli strafalcioni liturgici e dottrinali postconciliari.

Tripudio, concordo pienamente con lei. Ho recentemente scoperto cose assurde, nella mia parrocchia ci sono catechisti che non credono o nei dogmi della fede, e altri che proprio non hanno basi. C'è da fare un lavorone in tutta la chiesa. L'aggravante del cammino è che in un movimento del genere di solito si formano i catechisti a dovere prima di mandarli in giro. Il problema è che si formano sugli scritti di un giovane pittore, magari di animo buono ma poco esperto in materia.

Anonimo Gv

Anonimo ha detto...

Ho sentito una voce a riguardo delle "missioni nc" ma non ho approfondito perchè ho pensato fosse una singolarità di quella comunità. HLa voce era tipo una proposta di missione intesa come due mesi in africa ad "evangelizzare" con un traduttore che traduce quello che dicono. E' questo ciò che il movimento intende per evangelizzazionenel terzo mondo o è solo un'anomalia di quella comunità? Sarebbe interessante approfondire. Io da anni sono vicino ad ambienti dove ci si occupa di terzo mondo e volontariato. E una delle prime cose che mi hanno insegnato è stato distinguere il volonariato dalla vacanza. Non so se sarebbe il caso di approfondire anche questo argomento visto che chiaramente in quanto ad evangelizzazione nel terzo mono il cammino fa più danni che altro (la mia fonte ha riguardo è un membro eminente di propaganda fidei)

Anonimo Gv

Anonimo ha detto...

Sono il codardo che risponde a Marco:

"La Chiesa in Egitto è molto legata alle sue tradizioni, SOPRATUTTO LITURGICHE, e ha difficoltà ad entrare nel dinamismo della Nuova Evangelizzazione"

Queste sono le parole del presbitero.

Qui non si parla di persone che sono lontane dalla fede, o che non conoscono Cristo, qui si parla della difficoltà di poter distruggere la loro cultura secolare religiosa, per imporre neppure quella cattolica occidentale, ma le farneticazioni neocatecumenali che in quanto a storia e cultura teologica ho i miei dubbi.

Mel gibson per realizzare "la Passione di Cristo" in aramaico ha cercato proprio nei popoli con riti tradizionali la lingua che parlava Gesù...... immagino il tesoro che custodiscono queste comunità per tutta l'umanità..... e poi un giorno arriva un Don Orazio chiamato da Kiko e decide di smantellare tutto in nome del Cammino, non di Cristo perché lì Cristo c'è, e ne parlano le cronache, non hanno bisogno di voi per complicarsi la vita già piena di pietà.

Dovrebbero censurare l'intervista fatta a questo sacerdote, perché "rappresenta" la Chiesa che non ci fa proprio una bella figura.....sparlare della liturgia copta.....per questo resta una bella faccia tosta.

Anonimo ha detto...

Nella mia famiglia c'è stato un sacerdote missionario, moltissimi anni in India oggi è seppellito in uno dei villaggi che ha cristianizzato, Ha vissuto tra i lebbrosi, conservo delle sue foto insieme ai suoi figli, con gli arti devastati dalla malattia, ha costruito piccole chiese in tutti i villaggi che assisteva.
Malato, non è mai voluto ritornare in Italia per curarsi per non abbandonare chi aveva più bisogno di lui.

Questo è solo uno dei tantissimi esempi della Chiesa, quella Chiesa di Cristo, che ama, aiuta, assiste, che soffre, che condivide la povertà che vive il vangelo concretamente portando la Parola di Dio con dolcezza e semplicità.

Gli spot del cnc delle famiglie e presbiteri che vanno ad evangelizzare sembrano vogliano oscurare una magnifica realtà già esistente, di migliaia di persone volontarie in missione, che partono in silenzio abbandonando le famiglie gli affetti e il lavoro, per Paesi spesso anche pericolosi senza esibirsi dinanzi a Papa, senza sbandierarlo a nessuno.

Il metodo dei nc sembra lo stesso dei testimoni di Geova, vagano in cerca di adept
Rosy

TheOne ha detto...

Si,hai raggione Rosy, mille e mille volte SI.

Anonimo ha detto...

"La Chiesa in Egitto è molto legata alle sue tradizioni, SOPRATUTTO LITURGICHE, e ha difficoltà ad entrare nel dinamismo della Nuova Evangelizzazione"

Non hai risposto ai miei quesiti ma ripartiamo da capo. Spiegami nelle parole che hai citato dove vedi l'intenzione di smantellare le tradizioni copte.

Ti dico come l'ho capita io:

la chiesa in egitto è molto legata alle sue tradizioni, sopratutto liturgiche (constatazione) e ha difficoltà ad entrare nel dinamismo della nuova evangelizzazione auspicato dal concilio vaticano II (altra constatazione).

Non ho letto che la loro fedeltà alle tradizioni sia un ostacolo per qualcosa o che debbano essere smantellate nè che ne abbia sparlato. non usa una congiunzione consecutiva nel parlare, non imputa alla fedeltà le difficoltà.

Poi che abbia o meno la faccia tosta non lo so, non l'ho mai visto in faccia nè gli ho mai parlato ma trovo sia stato etichettato troppo facilemnte. e normalmente si dovrebbe essere cauti con qualsiasi persona, con un prete penso ci debba essere ancora più delicatezza, in piemontese lo chiamiamo "riguard".

resto dell'idea che sarebbe dovuto essere censurata la tua risposta, non la sua intervista.

Marco

Lino ha detto...

@Marco che ha detto: "Non ho letto che la loro fedeltà alle tradizioni sia un ostacolo per qualcosa o che debbano essere smantellate nè che ne abbia sparlato. non usa una congiunzione consecutiva nel parlare, non imputa alla fedeltà le difficoltà".

Mi fa capire come lei intende questo brano citato di seguito, Marco?
"Nella Pasqua si sottolinea più l'aspetto sacrificale del venerdì santo, piuttosto che l'aspetto fondamentale della resurrezione nella Pasqua".
Io, negli avverbi "più" e "piuttosto", ci trovo un qualcosa che, se non smantellato, va ridimensionato. E la cosa non mi meraviglia, se riferita da un "presbitero" neocatecumenale.

Anonimo ha detto...

Rispondo a Marco, che anela tanto ad una mia censura.

E' inutile girare a vuoto intorno alle parole, la verità è che un presbitero nc quando approda in una diocesi, lavorerà per il Cammino, tenterà di imporre i propri metodi di formazione, la sola alla quale farà riferimento. GIUSTO?????

Don Orazio ha un obbiettivo, diffondere il Cnc nella Chiesa Copta Cattolica in Egitto, e dichiara le sue difficoltà, nella lingua, nella cultura, nelle tradizioni liturgiche. GIUSTO???

Io trovo scandaloso che un sacerdote va in una terra straniera e non parli della storia, della cultura, dei riti, delle caratteristiche di una realtà a noi lontana ma vicina in un'unica fede, un sacerdote deve sottolineare la bellezza di gesti millenari che raccontano la tradizione di un popolo e della sua Chiesa, non giudicare in maniera un po critica, il funerale di Gesù, il venerdì più celebrativo della domenica ecc.

Don Orazio, non dimostra rispetto, non parla di ricchezza di questa Chiesa, non ci ha trasmesso il suo fascino, ma si sofferma su un punto per lui cruciale la difficoltà ad introdurre la Nuova Evangelizzazione.
La vostra poi!!! che stravolge, occupa spazi, crea tensioni e divisione.

Michela ha detto...

Non si sa mai quanto ci sia di vero e quanto di bugie in queste testimonianze.
Non è corretto evangelizzare i battezzati non cattolici. I ncn sono chiamati dal vescovo cattolico, e non devono 'rubare' fedeli dalle altre chiese, come fanno le sette.
E' lo stesso problema che si era presentato anni fa con gli ortodossi in Russia, e adesso lo ripropongono in Egitto.
A proposito ho sentito che è morto il papa Shenouda III, e arrivano notizie preoccupanti dall'Egitto.

dove c'è confusione, anche politica, ecco che arriva il cammino, come sembra che stia facendo anche in Cina, dove gli anni scorsi tanti sacerdoti missionari sono stati cacciati senza motivo dal governo.

mic ha detto...

... e l'inquinamento cresce oltre ogni linea di guardia!

Lino ha detto...

@ Mic
In realtà, cara Mic, dobbiamo essere grati a don Orazio, il quale ci ha fornito l'ispirazione per cogliere pienamente il significato dello strano dipinto con Gesù risorto in una cena che palesemente evoca l'ultima. Mi riferisco a quello con la figura di Giuda, inequivocabilmente presente per il confronto con l'originale bizantino ripreso dall'iconografa R.Boesso, confronto che sta in un una mia nota in tuo possesso.
Già era evidente il motivo della presenza di Giuda: l'Iscariota, secondo Kiko, è necessario per il Mistero Pasquale "perché senza Giuda non c'è mistero di Pasqua di Gesù" (Cfr. Orientamenti).
Ora don Orazio ci fa cogliere quest'altra questione:
Nella Pasqua si sottolinea più l'aspetto sacrificale del venerdì santo, piuttosto che l'aspetto fondamentale della resurrezione nella Pasqua .
Infatti, a don Orazio, in qualche tappa iniziatica sarà stata ben spiegata la lezione che emerge dallo strano quadro post-resurrezione con Giuda e il pesce: Kiko, nella sua "cena" dipinta, sottolinea l'aspetto fondamentale della Resurrezione . Da ciò i neocat si siedono intorno a una mensa, anziché inginocchiarsi davanti al sacrificio sull'Altare. Da ciò Kiko stravolge la Cena narrata in Gv 13.
Sarà, a questo punto, chiarissimo a tutti che molte pitture di Kiko non sono icone nel senso della tradizione iconografica, bensì operette simboliche mediante le quali lo spagnolo trasmette le sue filosofie eretiche ai suoi "iniziati" ai massimi gradi. In estetica, questa non è una comunicazione nuova, figuriamoci: in Italia abbiamo avuto sommi maestri dell'arte allegorico-didascalica. Naturalmente non è roba per i pasqualini vari che siedono sui gradini più bassi.

mic ha detto...

in Italia abbiamo avuto sommi maestri dell'arte allegorico-didascalica.

Mi viene in mente il Sogno di Costantino di Piero della Francesca, nel quale il volatile raffigurato in alto a sinistra simboleggia la costellazione del Cigno che appariva sull'orizzonte proprio nell'imminenza della battaglia, guardando la quale Costantino potrebbe averla presa come "segno", affidato con maggior efficacia ad un sogno piuttosto che alla osservazione della volta celeste.

Ma Piero della Francesca aveva le conoscenze che gli permettevano di collocare proprio a quel punto dell'orizzonte celeste la costellazione (per allusione il suo simbolo) che gli appassionati di astronomia possono vedere in quel quadrante del cielo proprio nel giorno e nell'ora della famosa battaglia.

Anonimo ha detto...

mi adopererò presso zenit per riuscire a rintracciare un indirizzo mail di questo prete, per porgli questo domande in modo da capire meglio cosa ne pensa su tradizioni e quanto altro.

allora ti risponderò io, se le tue congiutture siano giuste o meno.

al momento sul primo non posso darti ragione. conosco tanti preti usciti dai redemptoris mater che curano parrocchie in cui non hanno comunità (vai nel pinerolese per verificare, a buriasco, luserna, pinerolo, porte di pinerolo oppure nella svizzera italiana, potete andare a verificare). le curano senza cercare di imporre le comunità. ed al primo quesito ti rispondo di no.

al secondo quesito. nell'intervista non viene chiesto qual'è il suo obbiettivo nella chiesa copta. gli hanno chiesto come mai un italiano è arrivato in egitto. e dopo gli hanno chiesto quali difficoltà ha incontrato. mi sembra naturale che un italiano qualsiasi avrebbe difficoltà con la lingua egiziana, la cultura egiziana (le difficoltà con le tradizioni le hai aggiunte tu).

ho trovato censurabile il tuo atteggiamento perchè preconcetto e mancante di delicatezza verso un prete, che è e resta un prete (è una domanda a cui non hai mai risposto, mi spiace perchè ero curioso di sapere il tuo pensiero a riguardo) che non conosci.

e per favore non accusarmi di girare a vuoto attorno alle parole. mi sono strettamente attenuto alle parole dell'intervista.

e continuo a sostenere che avresti dovuto avere semplicemente un pò di rispetto, se non per la persona, per l'abito che porta.

marco

Michela ha detto...

Portando il discorso di Lino sul piano antropologico si capisce perchè dopo tanti anni di cammino le persone che si ritrovano con una grave sofferenza, vengono cacciate.

Tutti si aspettano che alla fine si riesca finalmente a fare il passaggio dal sacrificio alla resurrezione, ma quando questo non avviene, come nel caso del padre di Catanzaro, le persone devono andarsene dal cammino, perchè la loro vita dimostra inevitabilmente l'eresia di Kiko.
Allora piuttosto che aprire gli occhi, piuttosto che riflettere sul significato di sacrificio, [che non è bruciare gli agnelli], diventa inevitabile allontanare chi, con la sua vita concreta, non incarna più questa visione della vita.

Anonimo ha detto...

Mic ha detto:
Mi sembra che, anche alla luce della mia riflessione di cui sopra, non sia possibile in coscienza dissociarsi da questa affermazione. Ferme restando tutte le altre perplessità di diverso ordine.

Non che non si gioisca del rientro di questi fratelli separati, ma esso risulta gestito in maniera molto approssimativa e ciò emerge tanto più sorprendente in confronto a ciò che si pretende con insolito e pertinace rigore dalla Fraternità. Il che lo rende certamente meno 'formativo' rispetto all'autentico cattolicesimo, in ordine alle verità di fede, che molti martiri cattolici in Inghilterra hanno difeso col sangue.

Da parte dei neocat una domanda a mic:
"fai parte della confraternità?"

Anonimo ha detto...

Premesso che ho un enorme rispetto dei sacerdoti. Frequento quotidianamente la Messa alternando alcune chiese vicino casa e la domenica mi allontano di molti chilometri per raggiungere una Basilica dove il Rettore celebra una messa di un coinvolgimento straordinario, ho un Sacerdote che incontro settimanalmente nel confessionale perché seguo i mezzi di formazione e la direzione spirituale dell'unica istituzione della Chiesa Cattolica che abbia una sua personale prelatura. Come potrei non avere rispetto per i sacerdoti.

Ma ho anche incontrato presbiteri del cnc che pur esercitando in chiese senza comunità agiscono da nc, ne ho conosciuto personalmente tre, e ognuno ha cercato di introdurmi al Cammino. Uno mi fece lo schema della tripode, un'altro mi disse che avevo bisogno di entrare in una comunità, un'altro ancora introdusse in chiesa una catechesi che con il tempo divenne un chiacchiericcio di fatti personali, l'iniziativa credo che non sia andata a buon fine, io andai via al terzo giro, altri piano piano disertarono. E' un condizionamento consolidato per un nc imporre la propria esperienza ritenendola la sola valida, spesso in maniera da non farsi scoprire, per non creare preconcetti.

Quindi per me Don Orazio parla in un ottica puramente nc, rispetto il suo sacerdozio, è il suo progetto di Nuova Evangelizzazione che cerca di instaurare, perché è questo che sottolinea.

Lui stesso descrive persone radicate nella tradizione, non c'è nulla di più positivo che trovare popoli legati ai loro riti religiosi non contaminati perché cavolo!!, non si adegua lui a quelle tradizione, e da una mano alla loro Chiesa? è questo che fondamentalmente mi turba, se fosse così, basterebbe imparare la lingua ed entrare in sintonia con la loro liturgia. Così dovrebbe essere il sacerdote che ammiro e rispetto, non quello che si lagna perché la nuova evangelizzazione ha difficoltà ad entrare, fosse anche il sacerdote di un altro movimento.

Per quanto riguarda il giro di parole, è un po come il cane che si morde la coda, è come vedere il bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto. Il tuo Don Orazio, è un semplice presbitero che va in Egitto, ad evangelizzare i lontani, a far riscoprire il battesimo a persone che magari hanno dimenticato di averlo ricevuto, o non hanno capito cosa fosse è questo l'itinerario del Cammino se non sbaglio. Il mio Don Orazio, al contrario è un presbitero del Cnc, che va in Egitto a portare il metodo inventato da kiko e Carmen pur avendo scoperto che quelle persone sono più vicine alla fede di molti altri, che del loro battesimo ne sanno fin troppo, e non avrebbero alcun bisogno di fare tappe tortuose per arrivare dove già sono.

Vedi Marco, io penso che da questa discussione non ne usciremo mai, abbiamo due punti di vista che viaggiano su binari differenti, ci vorrebbe Don Orazio, e una sua nuova intervista che ci aiuti a capire, e forse scopriremo che avevamo torto entrambi, lui è lì per un corso di Liturgia "etnica"..... bhè questa volta non spararmi, so di averla detta proprio grossa, è un po per sdrammatizzare.

Siamo in tempo di Quaresima, non litighiamo, invochiamo solo Dio affinché ci dia tanta pace.

Anonimo ha detto...

Sempre per Marco,

Dimenticavo un'altro caso di sacerdote che agisce in nome del Cammino senza rispetto per chi ha la sua tradizione:

Nella mia città, è stata affidata ad un presbitero nc una cappella di una struttura pubblica, il luogo sacro era già ricco di un suo crocifisso, e di tipiche iconografie che hanno accompagnato la vita spirituale di tante persone, che si soffermavano per una preghiera, perché quelle immagini erano la storia di una cultura religiosa.
Bene, nel giro di un anno e mezzo, il nuovo sacerdote ha smantellato tutto sostituendo con la Madonna, la crocifissione, Cristo risorto, Cristo Pantocrator, tutti strettamente riproduzioni kikiane, me c'è anche dell'altro che non ricordo, la maggior parte delle persone non hanno apprezzato, e non conoscono il Cammino, in più c'è da chiedersi con quale denaro lo ha realizzato, non certo di tasca sua. Ti sembra giusto? e pensi che si sia fermato qui? c'è un'amica che lavora in quella struttura, ma non frequenta la cappella per cui non sa dirmi cosa succede, ma posso immaginarlo.

Penso a questo sacerdote come ad un fan di Vasco Rossi che tapezza la sua stanza di poster del suo idolo e poi giù ad ascoltare e cantare la sua musica. Ma qui si parla di una cosa molto, ma molto più seria, si parla di Dio, e della Chiesa fondata del Figlio.

mic ha detto...

Anonimo, ti ringrazio per i tuoi contributi, pieni di contenuti e anche di capacità comunicativa.
Perché per cortesia non ti dai un nick così possiamo riconoscerti?

Infatti spero che continuerai a non farci mancare i tuoi pensieri e le tue edificanti esperienze.