sabato 25 luglio 2015

Il sombrero dell'eretico Kiko

“Qualcuno ha cercato di mettere il cappello all’iniziativa, ma non glielo abbiamo consentito”, ha affermato il portavoce del Comitato Difendere i nostri figli, Massimo Gandolfini, nella conferenza stampa dell’8 giugno. In realtà un personaggio caro a Gandolfini ha messo sull’iniziativa non un cappello, ma un ampio sombrero. Il protagonista, forse scomodo, ma indiscusso, dell’evento del 20 giugno, colui che ha lanciato un’aperta sfida alla Conferenza Episcopale Italiana è stato Kiko Arguello, fondatore storico del Cammino neocatecumenale. Kiko ha imposto i tempi e i modi della adunata, ne ha sostenuto gli ingenti costi, ha mobilitato il suo movimento che costituiva i due terzi dei presenti in piazza, e soprattutto ha dominato il palco degli oratori, imprimendo il suo sigillo alla manifestazione con una interminabile catechesi conclusiva.

La manifestazione è stata contro il gender, ma in nome di che cosa? Nessuno degli oratori ha fatto un riferimento alla legge divina e naturale, la cui violazione costituisce una colpa ben più grave dei torti subiti dai bambini che vengono privati di mamma e papà. Solo Kiko Arguello, ha osato dare contenuto religioso all’evento, impugnando, come un pastore della Chiesa la sua grande croce astile. Nel suo intervento, che è possibile riascoltare su youtube, Kiko ha preteso spiegare “che cosa significa oggi essere cristiani” e lo ha fatto indicando il cammino neocatecumenale come la via che porta ad una fede adulta: una fede purificata dalle formule dogmatiche e dottrinali e ridotta a puro “kerigma”, annuncio di un evento di cui lo stesso Kiko è interprete e profeta. Il carattere sconnesso e privo di filo logico della sua esposizione (“pennellate” di artista, come egli le definisce) fa parte della sua sua “teologia della storia”, riassunta nel finale “canto dell’Apocalisse” a cui la folla, sotto la pioggia, ha unito la sua voce.

Kiko Arguello non ha mai risposto a tante domande che da decenni gli vengono rivolte sulla sua concezione della Chiesa, del sacramento dell’ordine e di quello dell’eucarestia. Il prezzo da pagare per la difesa del matrimonio e della famiglia non può essere l’abbandono o l’oscuramento di verità appartenenti al deposito della Fede, come l’esistenza di un’unica verità salvifica, di cui la Chiesa cattolica è portatrice, o il fatto che la Messa non è un convito di festa, ma il rinnovamento incruento del sacrificio della Croce. E l’alternativa alla desistenza dei vescovi non può essere la reinterpretazione del cristianesimo da parte di un movimento carismatico e anti-istituzionale. La fede o è integra e totale, o non è.

Per essere eretici non è necessario negare tutti i dogmi, ma è sufficiente negare con pertinacia una sia pur minima verità della fede o della morale cattolica.

Chi rifiuta anche un solo dogma, li rifiuta tutti, e deve essere considerato eretico, perché crede o non crede, non a causa dell’autorità di Dio rivelante, ma in base alla propria ragione: quella che egli chiama fede è in realtà la sua opinione ed egli non ha nessun titolo a pretendere che la propria personale opinione debba essere seguita dagli altri.

L’entusiasmo per l’adunata del 20 giugno passerà, ma enormi problemi religiosi e morali si addensano all’orizzonte. Per affrontarli, ciò che importa non è la piazza, ma la fede, non è la forza numerica o mediatica, ma l’integrità della dottrina; non è la capacità di coalizzarsi, ma la coerenza delle scelte. Solo questo può muovere il Cielo e senza l’intervento di Colui che tutto può, ogni battaglia è perduta.
(citazioni da un articolo di Roberto de Mattei
su Corrispondenza Romana, 22/6/2015)

45 commenti:

Fabio ha detto...

Continuate a metterla sul piano della teologia, che al catecumeno, per sua stessa conformazione culturale-psicologica, non può fregare di meno. Ciò che conta è la piena soddisfazione del proprio Ego. La dottrina deve essere funzionale al proprio benessere psicologico -economico. Possiamo fissare tutti i principi teologici che volete, ma un catecumeno di lungo corso, modellerà tali idee a proprio piacimento, per poter gestire i propri familiari, se è un catechista, per gestire i suoi fratelli...per dare un senso egiustificare le peggiori nefandezze compiute nella propria vita(attenzione:giustificare non è pentimento!). È la religione della classe borghese, di quella economicamente benestante, e culturalmente gretta. Per me questa è l evidenza.

Anonimo ha detto...

http://giacintobutindaro.org/2011/11/19/la-sete-di-denaro-presente-nelle-chiese-pentecostali/ Fratelli nel Signore, abbiamo visto nel video delle Iene su quella Chiesa Pentecostale brasiliana che il cosiddetto apostolo Marco ha detto che ogni credente deve dare la decima (min. 6:6-19 – cosa che afferma anche al min. 11:3 quando dice che la decima ‘è un comandamento di Dio’), e poi che il giornalista ha fatto notare il grande giro di affari che c’è in quella chiesa con questa decima che ognuno deve dare (min. 6:20-32), e verso la fine del video quando il cosiddetto apostolo dice al giornalista ‘aspetto che un giorno tu capisca la Parola e sia un praticante’, il giornalista risponde: ‘ … però non mi faccia dare la decima’ DA VEDEREEEE

by Tripudio ha detto...

Il Butindaro è un protestante militante ferocemente anticattolico, molto preparato nelle tecniche protestanti (slogan altisonanti, astuti doppi sensi, espressioni sibilline, furbate oratorie, ecc.). Negli ultimi anni ha però dovuto riconoscere che tra i suoi stessi fratelli protestanti le cose vanno alquanto maluccio.

Il principio della "decima", in sé, non è necessariamente malvagio: se vuoi appartenere ad un dato gruppo religioso, ti può essere chiesto di contribuire. E il gruppo - che ti piaccia o no - potrebbe aver prestabilito la tariffa del dieci per cento. Sta a te decidere se quei soldi valgono l'appartenenza al gruppo (e perciò il gruppo in teoria ha tutto l'interesse a mostrarti che vengono spesi esclusivamente per la gloria di Dio).

Il problema nasce dal fatto che quella montagna di soldi irresistibilmente attira un sacco di gente che ritiene di avere qualche "buona idea" su come vadano utilizzati. È una vera montagna di soldi perché se la comunità comprende venti persone con uno stipendio medio, la "decima" di venti persone corrisponde al doppio di uno stipendio medio. E quindi il cassiere, se sa "giostrare" bene (per esempio facendo "uscire" solo la metà dei soldi "entrati"), può campare di rendita a spese della comunità...

Se una comunità religiosa intende imporre la "decima" come tassa di appartenenza, deve assolutamente rendicontare ogni centesimo speso (e per le spese che devono rimanere "anonime" per motivi di delicatezza, ricorrere esclusivamente a offerte libere e segrete).

Altrimenti, nonostante tutta la possibile fiducia dei fratelli di comunità, è un modo di spennare accuratamente questi ultimi. Lo sterco del demonio attira sempre un sacco di mosche e mosconi...

Anonimo ha detto...

se la decima è contemplata nel vecchio testamento, come dicono alcuni è un comando di Dio, non appartiene al vecchio? Gesù è venuto e ha fatto nuove tutte le cose, come si diceva anche nelle prime catechesi di inizio corso: nel sermone della montagna..Mosè vi disse...ma Io vi dico? Chi mi dà lumi? Grazie, ciao Federico

Peppe ha detto...

E' vero dopo tanti anni ho capito che e' tutto una truffa continuate a dire la verita'. Vai Aldo forza Foggia. peppe

by Tripudio ha detto...

Lo Spirito soffia dove vuole, e perciò uno dei trucchi dei protestanti è chiamare "dono dello Spirito" le proprie iniziative che vanno contro le verità di fede e contro il semplice buon senso.

Uno di questi trucchi è cianciare di un "Cristo vivo" che si manifesterebbe mentre altera ciò che ha insegnato, la Chiesa che ha fondato e i sacramenti che ha istituito.

Per un attivista neocatecumenale è inconcepibile che qualcuno possa trovare al di fuori del Cammino la vera fede.

Per esempio: Kiko - dal suo punto di vista - aveva ragione a dire che «Daniel è un demonio» che «distruggerà tutto». Infatti il termine "demonio" va inteso in senso neocatecumenale, cioè le circostanze sfortunate per il prestigio del Cammino. Cioè la dimostrazione (l'ennesima dimostrazione) che chi non crede più nell'idolo Kiko può riscoprire il battesimo, vivere la fede con serenità e convinzione, addirittura darsi da fare per promuoverla.

E quel "distruggere tutto" è relativo alla grande truffa neocatecumenale, cioè «l'arcano con il ticket», uno gnosticismo casereccio a caro prezzo, la salvezza promessa attraverso i comandamenti di Kiko (le "decime", lo "sfornare figli", le "liturgie" kikiane) spacciandoli per vita della Chiesa.

by Tripudio ha detto...

Un altro di tali trucchi - specialmente tra i neocatecumenali - consiste nel confondere la verità con le decisioni del piano giuridico.

"Eretico" è chiunque ostinatamente distorce o nega le verità di fede.

Anche un bambino del primo anno di catechismo può riconoscere che Kiko Argüello è eretico.

Per esempio, partendo dal fatto (documentato anche su youtube) che nell'estate 2013, alla Giornata Mondiale della Gioventù, Kiko ha pubblicamente insegnato ai giovani neocatecumenali che a riguardo dei peccati mortali il sacramento della confessione sarebbe facoltativo e rinviabile a piacere: «il Signore ti ha già perdonato... domani, se vuoi, sigillerai in confessione».

Un bambino del primo anno di catechismo sa che il Signore ci ama e ci perdona, ma sa anche che il Signore ha detto: «a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi».

Dunque anche un bambino può riconoscere le eresie di Kiko. È sufficiente conoscere l'insegnamento della Chiesa secondo le proprie capacità personali. Non c'è bisogno di dottorati in teologia e diritto canonico per affermare che Kiko è eretico.

giacomo ha detto...

Perché la chiesa non dice pubblicamente che Kiko è eretico? Non capisco perche lo si lascia fare ,

Fabio ha detto...

Perché la chiesa non dice pubblicamente che Kiko è eretico? Non capisco perche lo si lascia fare ,


Perchè ne trae vantaggio... Economico e in quanto ad affluenza di fedeli.
In base a quanto ho letto sopra, in cui il fondatore del cammino invita a procrastinare la confessioine del peccato mortale ( alias rapporti prematrimoniali ) è del tutto in linea con l prassi interpretativa che ogni fedele fa della religione: i principi morali valgono per gli altri, per se stessi vengono interpretati. quei giovani hanno , ovviamente, rapporti sessuali e, piuttosto che colpevolizzarli avendo come risultato la fuga, si attua uno stravolgimento dei principi al fine di far compiere le stesse cose , con un pizzico di senso di colpa, ma senza avere come esito finale la fuga dal cammino da parte di tali giovani. Sono sistemi alquanto collaudati che fanno breccia sui ragazzi piu ingenui, piu riservati, con minore senso critico. Giovani cresciuti nell ambiente ovattato del cammino che non hanno alcun rapporto con la realtà
... spesso, adulti psicologicamente fragili, spesso ignoranti, spinti dalla creduloneria, e per pura fortuna si ritrovano all interno del cammino e non presso qualche mago o fattucchiera.
E voi vi chiedete Ncora se quel tizio sia un eretico ? E chi dovrebbe appurare tale eresia? Lo sterminato patrimonio a chi è formalmente intestato? in quali banche vengono depositati? A quanto ammontano gli interessi? A mio parere, dovrebbe essere sbattuto in cella.

by Tripudio ha detto...

L'autorità della Chiesa distinguere il grano dal loglio, cioè vuole proteggere quei piccoli fratelli del Cammino che ancora non sono scaduti nell'idolatria di Kiko.

Anche la condanna di Lutero arrivò con grande ritardo (più di tre anni dopo la pubblicazione delle 95 tesi eretiche); e addirittura l'eresia ariana conquistò la maggioranza dei vescovi della Chiesa prima di essere debellata (evidentemente anche all'epoca c'erano «oliature» e velate minacce di rappresaglia...).

Fabio ha detto...

Ora che ci penso, avete mai notato come alcuni catecumeni siano degli accaniti fumatori?
quello non è peccato distruggere la propria vita...l'importante è che va tutelata al suo sorgere.

mario vasta ha detto...

Sig tripudio (?)
Posso rivolgerle due osservazioni:
La prima è che affermando "Anche un bambino del primo anno di catechismo capirebbe che kiko arguello è un eretico " Lei sta dichiarando che la Chiesa gerarchica di Roma, cinque Pontefici, tre Pontifici Dicasteri, numerosi Cardinali, qualche centinaio di Vescovi, diverse migliaia di Sacerdoti, circa un Milone di persone in tutto il mondo sono degli emeriti imbecilli che capiscono molto meno di un bambino del primo anno di catechismo.
Questa la sostanza, anche se Lei in modo molto strisciante non lo dice apertamente, qua si che si comprende come Lei abbia un enorme giudizio prima che con il cammino, con tutta la Chiesa contemporanea, che secondo il suo (privato e lecito) giudizio, non interviene per eliminare questo cammino eretico.
La seconda osservazione, è che Lei parlando di lutero o altri esempi di separazione o eresia, dimentica che proprio il cammino da Lei tanto odiato e criticato, ha già terminato l'iter di riconoscimento ufficiale ad experimentum, che a seguito di ciò è stato normato da uno statuto, e che tutte le critiche ed auspicazioni di chiusura dello cammino sono solo ed esclusivamente suoi desideri e segni evidenti di una palese e ridicola discomunione da quella Chiesa che tanto le riempie la bocca.
Tanto mi sentivo di comunicarle, Prof.Mario Vasta catania.

by Tripudio ha detto...

Dunque per il sedicente Prof.Mario, Nostro Signore ha torto e Kiko ha ragione?

Nostro Signore ha detto che il sacramento della riconciliazione è assolutamente necessario: «a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi».

Kiko Argüello ha detto che il sacramento della riconciliazione è facoltativo e rinviabile a piacere: «il Signore ti ha già perdonato... domani, se vuoi, sigillerai [in confessione]...»

(potete tutti verificare riascoltando l'omelia di Kiko su youtube).

Lutero pubblicò le proprie eresie il 31 ottobre 1517 e la bolla di scomunica fu promulgata da papa Leone X il 3 gennaio 1521. Dunque per il sedicente Prof.Mario, per quel periodo di oltre tre anni il Papa e la Chiesa avrebbero appoggiato l'eresia?

Come al solito gli eretici - e dunque anche i neocatecumenali - per difendere il Cammino hanno bisogno di usare menzogne e inganni.

mario vasta ha detto...

No caro mio.
Primo non sono un sedicente mi sono firmato nome e cognome, non ho bisogno di usare soprannomi da pagliaccio allegro come lei.
Secondo in modo lucido e ragionato ha sorvolato totalmente la mia prima osservazione, è sono certo di conoscere il vero motivo, lei sa benissimo che quello che ho detto è vero, sa che il sigillo viene proprio da quella Chiesa che lei non accetta di rispettare.
Vede, io sono certo anche che lei sappia benissimo come funzionano le cose, sa che una frase estrapolata si presta ad ogni interpretazione, e sa anche benissimo che se la Chiesa avesse ravvisato quello che la sua mente contorta va gridando, il cammino già non sarebbe più esistito.
Quindi la smetta di urlare e pensi a essere uomo rispondendo anche alle cose che la infastidiscono.
Infine non pensi di fare il tira e molla con me, io a lei non devo dare spiegazioni che sono state già date ampiamente a chi di dovere, lei può solo continuare a fare il suo show anonimo ed eretico.
Prof. Mario Vasta catania (vuole anche il codice fiscale ?)

Lino ha detto...

Quando il sedicente professore dimostrerà che tutti, nell'elenco da lui fornito, hanno letto i mamotreti eretici, e che il direttorio segreto non è stato approvato con il medesimo trucchetto denunciato dal Card. Burke sulla liturgia, allora meriterà una risposta. Al momento le eresie sono segregate ai più.

mario vasta ha detto...

Un'altro che mi da del sedicente, ma che vi fanno con lo stampino in questo Blog.
Gioco ancora a coppe, lo chieda Lei agli interessati, io non le devo dimostrare nulla, e le preciso che neanche lei mi deve dimostrare qualcosa, non ne ha i titoli.

Anonimo ha detto...

@ LINO Cosa ne pensi di questa omelia, non è che si discosta molto dal vangelo pratico? Cosa posso fare allora per vedere trasformata in pienezza questa mia fame, il desiderio che mio figlio guarisca e la speranza di compiere comunque la volontà di Dio? Cosa fare perché le mie incoerenze, i difetti, le cadute siano trasfigurate e non mi schiaccino più, e possano diventare invece occasioni e strumenti per dare da mangiare a chi mi è accanto? Tranquillo, non devi fare nulla di speciale, solo obbedire. Come gli apostoli che hanno consegnato a Cristo quel poco che, senza di Lui, non è nulla “per sfamare tanta gente”. E obbedire alla Chiesa che vede sotto i tuoi piedi “la molta erba” immagine dei pascoli preparati da Dio per noi nella nostra storia, nei nostri “luoghi”. Ascoltare e fare come ci dice la Chiesa, dunque, e “sederci” laddove ci troviamo, perché Dio lo ha già preparato come un giardino dove pregustare le delizie del Paradiso.

Ma dai, dovrei sedermi invece di darmi da fare? Sì, obbedisci e “siediti”, perché se non sperimenti che Cristo può moltiplicare quello che sei, non vedrai la tua vita compiuta; se non sperimenti che la Vita che sfama e sazia non si “compra” in nessun “dove” ma è Lui stesso che si dona a noi, resterai schiacciato nelle tue meschinità. Solo consegnandoti totalmente a Cristo e umiliandoti rinnegando te stesso, infatti, vedrai moltiplicata in te la vita di Cristo che si fa carne della carne, sangue del tuo sangue. Allora potrai “dare da mangiare” a chi ti è accanto, amando nell’amore che ti nutre e sazia: potrai perdonare e non resistere al male, offrire l’altra guancia del tuo onore e rispettare tua moglie senza esigere che ti sazi con il suo corpo; saprai donarti perché è così che Cristo ha salvato te, e se il suo amore invade il tuo essere, esso ti catapulterà verso l’altro senza neanche accorgertene. Perché solo “chi perde la sua vita la ritroverà” moltiplicata, solo chi sfama gli altri con la sua vita sperimenterà cosa significa la pienezza, la gioia, l’autentica sazietà!

Così la Chiesa, e tutti noi in essa, saprà donare se stessa annunciando credibilmente il Vangelo, i genitori sapranno trasmettere la fede ai loro figli, facendo “sedere” tutti alla mensa imbandita da Cristo, dove offrire, in ogni circostanza, il poco, pochissimo che tutti abbiamo alle sue mani. Tuo marito è superficiale, arido, assiduo a poltrona, pantofole e televisione? Bene, prendi su di te questa sua attitudine allo svicolamento dalle responsabilità e consegnala a Cristo, la vedrai moltiplicata in uno zelo mai visto… Tuo figlio è pigro, incapace di studiare e concentrarsi? Bene, prendi su di te questa debolezza e dalla a Cristo, l’unico capace di tirare fuori da ciascuno il meglio, ovvero il seme di vita eterna seminato dal Padre.

Guarda che il miracolo è tutto qui: forse tuo marito sarà ogni giorno propenso a sdraiarsi sul divano, come tuo figlio incapace di star fermo dieci minuti, esattamente come quei cinque pani sono restati tra le mani di Gesù quello che erano; il Vangelo, infatti, a proposito dei pezzi avanzati dice che “li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo”, segno che Gesù ha continuato a “distribuire” i frammenti dai pani originari. Non ha prima moltiplicato e poi distribuito, ma ha continuato a tenere tra le mani gli stessi cinque pani che gli erano stati dati. Così, come il pane e il vino dell’eucarestia trasformati in corpo e sangue di Cristo, restano, alla vista, quello che sono, Gesù prende, tocca e benedice quello che siamo, compresi i difetti e i limiti, per farne un cibo capace di sfamare e avanzare per una moltitudine immensa, ovvero tutte le persone che incontreremo durante la vita.

Daniel Lifschitz ha detto...

Mi dispiace molto che chi gestisce questo blog non ritiene utile e costruttivo inserire la mia risposta ai vari commenti di Sabato scorso. Forse non sono arrivati? Speriamo. Fattemi sapere.
Daniel Lifschitz

Lino ha detto...

Titoli, professore? Il fatto che io non li esibisca come lei non significa che non ne abbia qualcuno. Ing. Lino Lista

P.S. Non me ne voglia. Il problema è che sempre ricerchiamo qualche neocatecumenale che sappia dimostrare qualcosa, oltre le approvazioni. Nemmeno con i professori ci riesce! ��

Curiosa ha detto...

Certo, mi vien da dire a questo punto,
ripetere per una decina d'anni le stesse cose,
o è una vocazione specifica, oppure è paranoia!!!
Dico ciò però con simpatia e ringraziando, perchè tramite questo blog sto imparando a conoscere il Cammino che, in verità, mi sembra molto interessante.

Lino ha detto...

@ anonimo omelia
Sto con un tablet, non riesco a dilungarmi. Così, di getto, relativamente alla conclusione sui cinque pani, riferisco che personalmente non amo le letture che tendono a confondere la prefigurazione con l'avvenimento. Si genera confusione nei "semplici".

Anonimo ha detto...

grazie Lino questa omelia era antonello iappica, e mi sembrava troppo in là

Luigi ha detto...

So di ripetere la solita "fuffa", ma che siano tempi davvero difficili é abbastanza evidente. Io non conosco da vicino il cnc, ma ci sono quelle tre o quattro cose che mi lasciano molto perplesso. Innanzitutto il modo di celebrare il Sacrificio Eucaristico, poi la "confessione" pubblica, poi il fatto che addirittura dei sacerdoti possano essere "sottoposti" ai catechisti ed infine l'ideologia dei Neocat verso il fondatore che a sua volta non fa nulla per sottrarsi a tale "deriva" dei "suoi". (Discutibile in certi casi anche il modo del fondatore di esprimersi attraverso l'arte "sacra", in alcuni casi é veramente orribile e non si sa come possa essere riproposta ad es. l'immagine della Madonna con gli occhi da aliena è quella del Bambinello con gli occhi neri tipo occhiali da sole). Ecco queste cose dovrebbero giá far sobbalzare dalla sedia e far porre delle domande alla propria coscienza e confrontare queste cose con ciò che la Chiesa insegna da sempre, confrontarle con ciò che i Santi hanno dato come esempio. Di contro, sempre da "esterno" si vedono anche tante cose buone, ma questo non basta per coprire certe stroppiure (ed alcune testimonianze presenti su questo blog gridano al cielo!) a cui la ragione non puó sottostare senza una plausibile spiegazione. Perché finché sono i fedeli che hanno "iniziato" nel cnc a non rendersene conto direi che é normale ed è giustificabile, ma che Sacerdoti, consacrati e addirittura Vescovi non si pongano domande su quei punti (di cui 2 fondamentali) mi lascia perplesso. É vero anche che purtroppo ci sono consacrati a favore di matrimoni omosex, eutanasia, aborto, massoneria, droghe "leggere", che fanno la flash mob, che abbassano la dignitá della Madonna, che "odiano" il sacro, che dicono di poter prendere l'Eucarestia anche "prima" della confessione, ecc... Quindi insomma è sempre la solita "fuffa".

Curiosa ha detto...

"“sederci” laddove ci troviamo, perché Dio lo ha già preparato come un giardino dove pregustare le delizie del Paradiso.
Ma dai, dovrei sedermi invece di darmi da fare? Sì, obbedisci e “siediti”, perché se non sperimenti che Cristo può moltiplicare quello che sei, non vedrai la tua vita compiuta; se non sperimenti che la Vita che sfama e sazia non si “compra” in nessun “dove” ma è Lui stesso che si dona a noi, resterai schiacciato nelle tue meschinità. Solo consegnandoti totalmente a Cristo e umiliandoti rinnegando te stesso, infatti, vedrai moltiplicata in te la vita di Cristo che si fa carne della carne, sangue del tuo sangue."
Bello, vero, santo!
Dove si trova questa omelia? Viene dal Cammino?

Q

non bronzi che risuonano ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Anonimo ha detto...

@ Curiosa
che ha detto:
"sto imparando a conoscere il Cammino che, in verità, mi sembra molto interessante"

------------------

Contenta tu... se ti piace il cammino (con la "c" minuscola però) fallo, magari potrai anche aspirare a diventare "responsabile" o persino "catechista".
Scusa però, ma non ti potevi drogare come tutti gli altri?!? :-)
(ovviamente, prima che i vari nc si stracciano le vesti, vi confermo che è una battuta ironica)
Per fortuna Dio c'è... e non è neocatecumenale!
Giovanni

Anonimo ha detto...

http://m.mattinopadova.gelocal.it/padova/cronaca/2015/07/26/news/genitori-contro-il-parroco-anti-gender-non-chiudete-la-materna-1.11837436 Rapporti sempre più tesi tra le mamme e il sacerdote: "Ha sospeso l'azione cattolica, ha cancellato i Grest e pensa solo a vietare". A sostenerlo invece è un gruppo neocatecumenale

Anonimo ha detto...

@ anonimo omelia, Lino e Curiosa
Don Antonello Iapicca è un presbitero italiano missionario in Giappone, a Takamatsu, da molti anni. Annuncia il Vangelo (e Kiko) insieme a due famiglie missionarie, una italiana e una spagnola. E' entrato nel Cammino Neocatecumenale all'età di 15 anni. Onestamente la sua omelia non mi ha fatto impazzire... soprattutto perché noto le solite caratteristiche ed argomentazioni neocatecumenali (fatta di molti salti concettuali).
E' interessante notare che lui stesso ama firmarsi "Antonello Iapicca Pbro" (dove l'abbreviazione "Pbro" sta per "Presbitero") invece che "Don Antonello Iapicca".
Annalisa

Valentina Giusti ha detto...

A me invece l'omelia non piace per nulla.
E chi dà del paranoico a chi ripete, dopo un po' di sermoni in cui il messaggio è sempre lo stesso (tu non devi fare altro che ubbidire..."siediti" per ricevere il Pane...rinnega te stesso, la tua intelligenza che ti farebbe portare il figlio con problemi attentivi dallo psicologo e ti indurrebbe a chiederti cos'è che manca se tuo marito è assente e pigro...stai seduto lì, non chiederti nulla, non pensare che essere cristiano voglia dire prendere qualche iniziativa...aspetta prima che la tua vita sia compiuta...) cosa potrà mai concludere?
E chissà i giapponesi -l'omelia è stata scritta a Takamatsu- cosa ne pensano...

Anonimo ha detto...

@ Anonimo delle 07:41
Quanto ci scommettiamo che Don Giovanni A. Maria Ferrara della Parrocchia Sant'Ignazio di Loyola (www.santignaziopadova.org ; Via Montà 107) a Padova è un prete neocatecumenale o sulla via per essere "neocatecumenalizzato"?
Onestamente spero di sbagliarmi, anche perché dal suo sito web personale non si direbbe che sia già neocatecumenale: www.dongiovanniferrara.com
Anita

non bronzi che risuonano ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
sandavi ha detto...

Omelia molto brutta. Cristo non ha mai voluto una schiera di automi seduti ad accettare passivamente la propria vita, ma amici che partecipassero con Lui alla costruzione del Regno.
"siediti là" ditelo a San Francesco o Santa Caterina che percorsero metà del mondo conosciuto spendendo tutta la propria vita a maggiore gloria di Dio

sandavi ha detto...

P.s. Distillato della predicazione neocatecumenale... Tutto fisso sulle miserie, sulle meschinità, sull'inutilità dei propri sforzi. Tutto a guardare nel vuoto nella passività, nella rassegnazione. Complimenti che bella visione

sandavi ha detto...

P.p.s.: "Avete taciuto abbastanza. E' ora di finirla di stare zitti! Gridate con centomila lingue. Io vedo che a forza di silenzio il mondo è marcito".

Questo per dire: Inutile darsi da fare....

Fabio ha detto...

La vera essenza del cammino, è proprio racchiusa in quella omelia: è un'interpretazione ad hoc del cattolicesimo che serve alla classe borghese medio-alta. "Non fare nulla" che non sia per un immediato giovamento personale o per la famiglia. L'aspetto più vomitevole è che i catechisti con cui ho avuto a che fare ....

Piccola divagazione: la comunità che frequentavo, aveva per "sommi" catechisti due signori, di cui il primo un medico anticomunista e omofobo fino a fare schifo, il secondo, ha costruito con varie donazioni, a casa sua, una struttura per le convivenze o i ritiri. Ancora ricordo la faccia che una catecumena mi fece quando avanzai la perplessità di tutto ciò (ora la sorella devotissima non fa più parte del cammino e se mi incontra per strada nemmeno mi saluto). Cmq, dal punto di vista di un eventuale reato, mi sembra ovvio che non ci sia nulla (sarei già andato in questura), dal punto di vista morale la cosa non la condivido. Se voltete, privatamente, vi faccio i nomi di tali sommi catechisti.

Anonimo ha detto...

Nell'omelia si prospetta il fideismo, non la Fede, che deve essere corroborata dalla Ragione.
Benedetto XVI ci ha scritto anche un'enciclica, la "Fides et Ratio" il cui incipit è: «La Fede e la Ragione sono come le due ali con le quali lo spirito umano s'innalza verso la contemplazione della verità».

Con buona pace di Kiko e dei suoi replicanti lobotomizzati.

Anonimo ha detto...

@ Anonimo delle 16:21
Hai perfettamente ragione sul rapporto Fede e Ragione, però per essere precisi l'Enciclica è stata ufficialmente scritta da Giovanni Paolo II nel 1998, anche se sembra evidente che la mano fosse dell'allora Card. Ratzinger, Prefetto per la Dottrina della Fede.
Comunque i neocatecumenali ignorano il contenuto di questa Enciclica... perchè dovrebbero riconoscere l'uso della Ragione per ricercare e conoscere Dio.
Marisa

Lino ha detto...

Quando sostengo che il Cammino ha natura gnostica, anche mi riferisco al rapporto che il neocatecumenale ha con la fede e con la ragione. Per lo gnostico queste sono di ordine inferiore, anzi trascurabile rispetto all'illuminazione, all'intuizione, alla conoscenza. Nel mamotreto del secondo scrutinio leggiamo chiaramente che la conoscenza di sé (che è fondamentalmente conoscenza dei propri peccati) è definita illuminazione. Per il neocatecumenale DOC la luce è quella che mostra il peccato. Sin dalla catechesi del fango sul cieco nato. Le corrispondenze tra CNC e gnosticismo sono impressionanti. Non ultimo il misticismo della Merkavah, che è l'equivalente ebraico della gnosi classica alla quale accenava Danny.

sandavi ha detto...

Su jungle watch c'è un interessante articolo che riassume una analisi molto raffinata sulla storia di Kiko e di Carmen condotta da un utente del blog che si firma "frenchie".

Vale la pena tradurlo.
È scritto in modo semplice e richiederebbe una mezz'oretta di lavoro, solo che io non ho a disposizione nemmeno quei trenta minuti....

Saverio ha detto...

Lino vai alla sostanza ti posso solo dire che al secondo scrutinio mi fu detto di chiedere al Signore lo Spirito per chiedere perdono che a mio avviso mi aveva rovinato la vita. Bene il Signore ascolto' la mia preghiera e mi esaudì e da quel giorno ho ripreso il rapporto con mio padre. Per me questo e' importante aver sperimentato la potenza di Dio nel gesto compiuto. Saverio

by Tripudio ha detto...

Vi prego di osservare l'intervento di Saverio delle 23:37.

«Al secondo scrutinio mi fu detto». Da chi? con quale autorità? con quale conoscenza degli anfratti più segreti della tua anima?

Non dal confessore, non dal direttore spirituale, ma gli fu detto (notate il verbo nella forma impersonale: «mi fu detto», in modo da non mettere il soggetto), gli fu detto di "chiedere al Signore lo Spirito per chiedere perdono".

Orbene, c'è bisogno che qualcuno ti dica di chiedere al Signore "lo Spirito" per chiedere perdono? Sei così tonto che c'è bisogno anche che ti si dica di continuare a respirare?

Notate poi: «il Signore mi esaudì». Il sottinteso è che i cosiddetti "catechisti" hanno sempre ragione: se non gli avessero comandato di "chiedere lo Spirito", Saverio non ci sarebbe mai arrivato. Anni e anni di letture bibliche, liturgie, monizioni, risonanze, e ancora non aveva capito quanto è importante perdonare.

No: glielo devono dire i cosiddetti "catechisti". Solo se parlano loro il Signore «esaudisce». E loro, naturalmente, le cose le dicono solo nei momenti importanti, come ad esempio un Secondo Scrutinio, dove dei laici vanno "scrutinando" altri laici, dicendo a questi ultimi cosa devono fare, cosa devono chiedere, cosa devono pagare.

Naturalmente Saverio chiama "potenza di Dio" la propria vanteria (perbacco, io ho perdonato, ho «ripreso il rapporto» con mio padre, eh! non sapevo nemmeno che esistesse il quarto comandamento...).

Sottinteso finale: voialtri che non siete nel Cammino siete incapaci di perdonare, incapaci di domandare lo "Spirito", e non avete neppure un cosiddetto "catechista" che va scavando nella vostra anima e nelle vostre questioni personali, familiari, affettive, ecc., per dirvi - dall'alto della sua ciclopica ignoranza - cosa dovete fare.

sandavi ha detto...

Per voi è tutto esclusivamente sperimentare. Anche io ragionavo così. Non hai detto qual è il rovescio della medaglia caro Saverio: se ti dicono una cosa e poi quella non succede e quindi non sperimenti niente dai la colpa a te stesso e alla tua poca fede. Col risultato di cadere in depressione perché "dio" ti ha abbandonato, perché non ti ascolta, oppure perché i catechisti quel giorno sono stati duri con te e gentilissimi con un altro.
Saverio il meccanismo psicologico degli scrutini, le invidie che si creano, i favoritismi, NON SONO AFFATTO OPERA DI DIO.
Tu hai associato il riuscire s chiedere perdono a tuo padre alla parola del catechista e non riesci a capire che potevi farlo di cuore da solo.
Cosa ti accadrà quando non avrai il catechista che ti dice cosa fare? Oppure, cosa accadrà quando sarai in una situazione veramente brutta e dovrai prendere una decisione in cinque minuti che influirà sulla vita tua o quella dei tuoi figli? Cosa farai quando sarai nel dubbio e non ci sarà nessun catechista a darti la spintarella?

'Giorgio ha detto...

Sono leciti gli scrutini senza la presenza del parroco o di un sacerdote?

Succede spesso.

Valentina Giusti ha detto...

Ci sarebbe da chiedersi perché in occasione degli scrutini o dei passaggi, vengono richiesti certi atti 'una tantum', come quello descritto da Saverio, oppure il separarsi dagli idoli o la pubblica testimonianza di fede.
Sembra quasi si tratti di riti di passaggio, di iniziazione, di atti cioè con i quali si dimostra di essere passati al livello superiore e di essere idonei ad appartenere al gruppo, di transitare al livello successivo.
Benché in sé non abbiano nulla di male, anzi siano azioni positive e spiritualmente gratificanti, il problema è che vengono 'ordinate' (e anche su questo ci sarebbe molto da dire!) non per il beneficio dell'atto in sé o dei suoi frutti, ma per il momento al quale appartiene: cosicchè il merito non vada a Dio e neppure alla persona che lo compie, ma all'occasione che l'ha determinato.
In questo senso vanno viste le richieste di 'alzate' per missioni o vocazioni, l'essere inviati per le case, o alle missioni nelle piazze, la richiesta di preghiera delle lodi o il rosario o l'adorazione... nella mente e nel cuore del neocatecumeno sempre legati a momenti e a specifici dettami, possibilmente all'obbedienza ad una disposizione non gradita o non capita di cui poter comprendere in un secondo tempo la valenza spirituale e l'efficacia.
Come l'essere introdotti bendati in una stanza e il dover provare la propria fedeltà ed il proprio senso di appartenenza.
Ed è per questo che ogni iniziativa spontanea, sebbene in linea con il percorso previsto, è guardata con sospetto e possibilmente scoraggiata: è uno 'spreco' tutto ciò che va a onore di altri e non del cammino.

Lino ha detto...

@ Valentina
Certo che si tratta di atti ben collocati, momenti epocali, da non perdersi perché il rischio è quello di dannarsi: mica la parabola delle vergini stolte Kiko (o chi per lui) l'ha riscritta invano?