mercoledì 5 febbraio 2020

ORA COME ALLORA: NEL 1994 ZOFFOLI L'AVEVA CAPITO. RICORDIAMOLO. CAPITOLO III°

Insistiamo a far notare come le osservazioni di padre Enrico Zoffoli, scritte più di 25 anni fa siano ancora attualissime (il Cammino promuove sempre gli stessi errori e le stesse eresie): egli già avvisava, inascoltato, quello che per noi oggi è sotto gli occhi di tutti.

Sono caduti molti "arcani", l'avvento dell'internet ha aiutato ed aiuta a diffondere quello che all'epoca era molto più difficile portare a conoscenza al grande pubblico.

Segue qui sotto la terza parte della lettera di padre Enrico Zoffoli al direttore perpetuo di Radio Maria, inviata il 22 febbraio 1994. (la prima parte è [qui], la seconda parte è [qui], seguiranno nei prossimi giorni le parti successive).




ORTODOSSIA DELLE CATECHESI
DI KIKO-CARMEN

  • A) Dati storici preliminari
Kiko-Carmen sembra che abbiano tentato di minimizzare il contenuto teologico degli Orientamenti.
Nella loro introduzione al volume Il Cammino Neocatecumenale secondo Paolo VI e Giovanni Paolo II, EP 1993, p. 9, scrivono che a mons. Massimino Romero, segretario della Congregazione del Clero, presentarono delle «pagine ciclostilate, che non erano nemmeno state corrette per non dare loro molta importanza». E precisano: «Pertanto, non avevamo scritti ufficiali. I ciclostilati erano solo indicazioni, delle tracce, la trascrizione di una predicazione orale adattata alla gente che ascoltava, per aiutarla a riscoprire la prassi e la liturgia della Chiesa all’interno di un cammino di conversione» (iv.).

Due osservazioni:
— chi legge una relazione del genere e, insieme, ignora il contenuto dottrinale di quelle «indicazioni», di quelle «tracce», di quella «predicazione orale…», può supporre che fossero del tutto irreprensibili dal punto di vista del dogma; mentre tali non potevano essere, almeno se costituiscono il nucleo del ponderoso ciclostilato di 373 pagine, ossia degl’incriminati Orientamenti di Kiko-Carmen;
capisco che quelle «pagine ciclostilate» potevano non essere state ancora «corrette»; ma non è affatto credibile che non avessero «molta importanza» e non meritassero quindi molta considerazione. Un primo annunzio (nuovo, dirompente, riformatore) poteva non essere stato elaborato ed essere un po’ confuso, come suole accadere…; ma non può ammettersi che non contenesse almeno in germe gli elementi essenziali di un messaggio che pretendeva di essere travolgente.

* * *

Kiko-Carmen informano che il contenuto del ciclostilato fu fatto esaminare dalla Congregazione del Clero e fu trovato «dal punto di vista dottrinale (…) molto positivo» (iv., p. 9-10); tanto che il consultore del medesimo dicastero conclude il suo giudizio «invitando i responsabili della S. Congregazione del Clero a incoraggiare i responsabili della S. Congregazione del Clero a incoraggiare questo Movimento, aiutandolo con comprensione e con paterna indulgenza a restare sempre nella linea intrapresa » (iv., p. 10).
Nella medesima introduzione scritta da Kiko-Carmen si legge che il 9 maggio 1986 entrambi furono chiamati dalla S. Congregazione per la Dottrina della fede (S. Ufficio), che ad essi «sottopose un questionario sull’ermeneutica, sulla pastorale, sulla dottrina». E proseguono: «Dopo aver studiato le nostre risposte, fummo convocati dal card. Ratzinger per un incontro in cui, ci dissero, potevamo essere accompagnati da un teologo.
In quell’incontro ci comunicarono che avevano studiato tutto, che si erano anche informati e che volevano aiutarci » (iv., p. 14).
Dunque, i fondatori del Cammino potevano restare tranquilli: la S. Sede era con loro.
Del resto, fin dall’8 maggio 1974, Paolo VI si era espresso a favore del Cammino in termini entusiastici (iv., p. 10).
L’attuale Pontefice aveva accolto i Neocatecumenali nella sua diocesi fin da quando era cardinale a Cracovia, contro il parere di «certi parroci» (iv., p. 12).
A sua volta, Giovanni Paolo I, quando era patriarca di Venezia, nel 1972, aveva permesso a Kiko-Carmen «di aprire il Cammino nella sua diocesi. Negli anni successivi lo incoraggiò e lo seguì presiedendone personalmente tutte le tappe e gli scrutini » (iv., p. 13).
Quanto a Giovanni Paolo II, è a tutti più che noto il favore col quale non ha mai cessato di benedire, incoraggiare e proteggere il Cammino Neocatecumenale - Superflua qualsiasi documentazione, di cui sono stracolmi giornali e riviste di tutte le correnti.


  • B) Il problema di fondo
Capisco il compiacimento dei dirigenti del Cammino Neocatecumenale al ricordo di tali successi, certamente superiori a quelli riportati finora da tutte le istituzioni cattoliche sorte in questi ultimi secoli a tutti i livelli della vita ecclesiale.
Spiego pure la soddisfazione dei seguaci di Kiko, in molti dei quali la gioia supera i limiti dell’entusiasmo e degenera in presunzione e spavalderia, sentendosi essi chiamati a riformare la Chiesa, ad infondere una nuova anima nel «corpus christianorum». Ma interessa soffermarci su qualcosa di molto più serio.
Le vicende e i «successi» del Cammino Neocatecumenale, quanto ai suoi rapporti con la Gerarchia, si devono al capitolo introduttivo del volume citato, scritto dai principali interessati di tutto: Kiko Argüello e Carmen Hernández.

Procedendo per ordine cronologico, mi chiedo se:
— il card. Casimiro Morcillo, arcivescovo di Madrid coi suoi vescovi ausiliari;
— il pontefice Paolo VI;
— il card. Carlo Wojtyla, vescovo di Cracovia;
— il card. Albino Luciani, patriarca di Venezia;
— il pontefice Giovanni Paolo Il;
— mons. Casimiro Romero, segretario della S. Congregazione del Clero;
— i consultori di questa Congregazione;
— i Vice-gerente e poi card. Vicario Ugo Poletti, preceduto dai cardinali Dell’Acqua e Ruini;
— il card. Ratzinger coi suoi esperti;
— e infine quelli delle numerose Conferenze Episcopali favorevoli al Cammino Neocatecumenale nelle rispettive diocesi italiane e straniere…:
a) abbiano mai letto ed esaminato personalmente e integralmente i vari Orientamenti di Kiko-Carmen, e specialmente il primo; e domando:
b) I ciclostilati di cui sopra contenevano almeno in germe le idee fondamentali espresse in quegli Orientamenti?


  • C) Prima ipotesi
Se ciascuno dei membri della Gerarchia ora elencati avesse letto personalmente i ciclostilati di Kiko-Carmen non contenenti le premesse d’indole dogmatica da me ritenute ereticali, ma altre notizie (d’ordine organizzativo, pastorale, liturgico, ecc.), bisogna ritenere che le varie — esplicite o implicite — approvazioni del Cammino Neocatecumenale da parte dell’Autorità ecclesiastica non sarebbero valide, perché fondate sull’errore. In altri termini: Kiko-Carmen, in buona o cattiva fede, avrebbero ingannato tutti. Essi avrebbero occultato il fondo dottrinale del loro piano di ricristianizzazione della Chiesa.

Questa prima ipotesi avrebbe la sua conferma nel segreto che ha sempre avvolto gli Orientamenti. In realtà, dopo ventidue anni (perché questi raccolgono le catechesi tenuti a Madrid fin dal febbraio del 1972) essi non sono stati ancora pubblicati… E pensare che Kiko-Carmen avevano cominciato la propria attività dal 1964, per cui avevano avuto tutto il tempo di elaborare i loro appunti, fissare e chiarire le loro idee…

D’altra parte, le copie ciclostilate che circolano clandestinamente sono riservatissime; per cui, tranne i catechisti (e neppure tutti!) la stragrande maggioranza degli stessi neocatecumeni ne ignora il contenuto teologico.
Da notare che la bibliografia riguardante il Cammino Neocatecumenale è ricca di ben 33 titoli, cinque dei quali spettano personalmente a Kiko (cf. op. cit., pp. 191-3); il quale però — come tutti gli espositori e panegiristi del Cammino — non tratta mai gli argomenti che gli hanno procurato l’accusa di eresia. In altri termini, i punti caldi delle catechesi non sono oggetto di una leale riflessione critica, volta a purgarle di quell’accusa, e perciò assicurare tutti della loro ortodossia.

C’è dunque da chiedersi perché non si degni di pubblicare anche gli Orientamenti. Kiko avrebbe potuto benissimo ritoccarli, emendarli, e avrebbe dovuto sentirsi stimolato a farlo anche da quando è stato raggiunto dalle numerose critiche apparse qua e là in Italia da alcuni anni. Se le catechesi rispettano il dogma, non farebbe opera lodevole farne conoscere a tutti la verità, come i suoi catechisti sogliono «gettare le reti» per salvare credenti e miscredenti?
Sappiamo che san Paolo non esitò a rivelare l’evento del Sacrifico della Croce espiatrice e redentrice, scandalo per i Giudei e follia per i Pagani E, allora, egli cosa ha da annunziare al mondo di più misterioso e formidabile, da obbligarlo a nascondere il proprio messaggio persino ai suoi seguaci, che soltanto dopo anni di catechesi arrivano ad intravedere qualcosa della sua dottrina?…
E pensare che, tra i neocatecumeni, gli ultimi arrivati — ancora ignoranti, rozzi, impelagati nel vizio — partecipano subito all’Eucaristia, Mistero dei misteri…
Libro di padre Zoffoli leggibile online.
L’incoerenza è inqualificabile, scandalosa e direi pure sacri1ega.

* * *

Tutto ciò comprova la fondatezza della prima ipotesi: i membri della Gerarchia da quelli di Madrid a quelli di Roma non avrebbero approvato validamente il Cammino Neocatecumenale perché la documentazione esibita da Kiko-Carmen conteneva tutto, eccetto gli elementi dottrinali concernenti le basi teologiche dell’iniziativa, poi severamente riprovati da me e da altri.

La strategia del segreto è stata usata anche con me dagli esponenti del Cammino sopra citati, quando vennero a visitarmi. Non finivano di ripetere che accettavano tutti e singoli gl’insegnamenti della Chiesa Cattolica…; ma si opposero decisamente e ripetutamente alla mia proposta di registrare la loro «professione di fede», che ovviamente io avrei pubblicato.

Insomma, il «credo» del Cammino mi sarebbe rimasto occulto, se non avessi letto gli Orientamenti. Il loro comportamento fu dunque ambiguo: mentre affermavano di aderire in tutto al Magistero, non vollero rivelare la vera dottrina neocatecumenale…
Una signora di una città della Calabria mi ha assicurato che «chiunque rivela i segreti del Cammino è colpito da maledizioni che si estendono fino alla terza e quarta generazione…».
Ripeto: la strategia del segreto, a cui i neocatecumeni sono abituati, conferma l’ipotesi avanzata: la Gerarchia cattolica sembra che abbia potuto conoscere il Cammino solo in parte: quella positiva ed innocua, originale ed anche entusiasmante, perché ricca di elementi piuttosto suggestivi per la sensibilità popolare, specie per gente venuta quasi dal nulla: nulla di una totale carenza di fede o appena istruita sui primi rudimenti del Cristianesimo, e perciò con la mente confusa, carica di pregiudizi; vissuta nel peccato, lontano dalla Chiesa e dai sacramenti, digiuna delle fonti della Rivelazione, ignara delle definizioni del Magistero.

Dunque, incapace di distinguere il vero dal falso in materia religiosa, l’eresia dal dogma Ora, chiunque intuisce che soggetti del genere sono disposti a credere a tutti e in tutto, e ciò particolarmente quando chi parla — pur non essendo sacerdote — assume toni ieratici, si ritiene ispirato, s’impone in modo categorico, esige obbedienza cieca, ricorre a minacce terrificanti, ecc., come purtroppo sogliono fare tanti catechisti del Cammino, avvezzi ad un fondamentalismo biblico che talvolta fa rizzare i capelli per l’orrore.
Significativa, tra le altre, l’esegesi del Vangelo dove Gesù vuole che i suoi discepoli siano disposti a preferire Lui ai genitori, ecc.; secondo Kiko, invece, noi dovremmo odiarli in senso letterale… Com’era da prevedersi, ne sono seguite lacerazioni sanguinanti in seno alle famiglie, vere tragedie tra genitori e figli, marito e moglie, ecc. - Al riguardo, dispongo di una documentazione che grida vendetta. Tornerà sull’argomento.
Riepilogando: la prima ipotesi, se accusa Kiko-Carmen nel senso che preciserò meglio, salva però l’onore della Chiesa gerarchica.


  • D) Seconda ipotesi
Il discorso sull’ortodossia delle catechesi ciclostilate di Kiko-Carmen non è concluso, dovendo esaminare la seconda ipotesi.
È quella che, nei rapporti di costoro con la Gerarchia, suppone un comportamento pienamente leale, per cui essi avrebbero fatto conoscere a tutti le premesse teologiche delle tanto discusse catechesi.
Suppongo — ma non concedo — che «le pagine ciclostilate» contenenti «le tracce», «le indicazioni» di cui parlano (op. cit., p. 9) potessero, all’inizio, non comporre il volume delle 373 pagine degli Orientamenti oggi ben noti: l’essenziale è che quei ciclostilati esprimessero almeno le idee riguardanti le verità fondamentali della fede cattolica.
Ora, Kiko-Carmen, dirigenti e catechisti si sono sempre sbracciati per convincere i vari critici che le loro catechesi sono irreprensibilmente ortodosse, ossia che tutto è stato esaminato, approvato, raccomandato dalla S. Sede…; che il Papa sa tutto...; quindi, che i censori del Cammino sono nemici della Chiesa, ribelli al Vaticano II, contrari all’opera di ricristianizzazione del mondo da loro ideata e intrapresa con infiniti frutti di bene.
Tanto vero — ci tengono a ripetere Kiko-Carmen —che Notitiae, rivista ufficiale della S. Congregazione del Clero, nel n. 95-96, luglio-agosto 1974, p. 229, ritenne le Comunità Neocatecumenali «un modello eccellente» [praeclarum exemplar] dell’attuale rinnovamento postconciliare (op. cit., p. 9 e 110-111).
Tutto ciò potrebbe imbarazzarmi, e sinceramente riconosco che non mi resterebbe da far altro che ritrattare le mie accuse e chiedere umilmente venia a quanti si sono sentiti offesi dalla mia presa di posizione.

Senonché, questa seconda ipotesi, tutto ponderato, se fosse realmente fondata, peggiorerebbe incredibilmente la causa del Cammino Neocatecumenale e di chi si ostinasse a sostenerla. Il discorso è molto semplice. Infatti:
— è certo che gli Orientamenti sono autentici;
— che il loro contenuto teologico contrasta apertamente col dogma.
Ora, supporre che la Gerarchia conosca e approvi le catechesi in essi contenute, obbliga a concludere che la Chiesa autorizza a professare vere e gravi eresie.
Ma ciò farebbe disonore non solo a singoli cardinali, Congregazioni romane e vescovi, ma sarebbe intollerabilmente vergognoso per i tre Papi che hanno favorito e benedetto l’opera di Kiko-Carmen
E sarebbe assai più deprecabile per l’attuale Pontefice, che più lungamente e insistentemente ha mostrato di proteggerla ed anzi di prediligerla.

Carissimo P. Livio, sta a lei scegliere: o contro Kiko-Carmen reticenti.., o contro i membri della Gerarchia, accondiscendenti fino al compromesso che sconfina nella complicità con l’eresia

* * *

Ora, io Le dichiaro che, prima di attribuire alla S. Sede le idee contenute nelle catechesi di Kiko-Carmen, ossia prima di ritenere che la Chiesa col suo Capo da me venerato ed amato — abbia tradito la Verità rivelata, facendo propria la dottrina teologica che soggiace al loro Cammino, preferisco pensare che Kiko-Carmen non abbiano fatto conoscere alla Gerarchia Cattolica il loro vero pensiero.
Ossia che nessuno dei vescovi, dei cardinali e dei Papi, abbia letto e studiato personalmente, pagina per pagina, gli Orientamenti quali sono stati da me esaminati e riprovati.
Avverta bene: non oso parlare d’inganno, non potendo giudicare le intenzioni di nessuno. E preciso che non escludo affatto l’ipotesi che l’impreparazione teologica di Kiko-Carmen, l’indole, lo zelo e l’entusiasmo tutto proprio di neoconvertiti, abbiano potuto illuderli, fino ad indurli ad usare ogni mezzo per ottenere dalla Gerarchia ecclesiastica l’autorizzazione e il positivo appoggio morale, indispensabile per attuare il piano di una radicale ricristianizzazione del mondo.

Parlo di quella impreparazione teologica che in un tempo di agnosticismo ed ecumenismo, propugnato a tutti i costi come il nostro, a molti — persino a dei teologi — fa sembrare inconsistente e del tutto accidentale e superabile la differenza che corre tra Chiesa Cattolica, sètte protestanti ed altre confessioni religiose Ora, non posso escludere che anche Kiko e Carmen, con questa medesima mentalità ed una preparazione affrettata, confusa, frammentaria, abbiano creduto — in buona fede — di poter informare la Gerarchia omettendo una dettagliata ed esplicita esposizione della loro dottrina. La loro simpatia per la Riforma protestante e soprattutto l’intolleranza del rigore logico, come della precisione e chiarezza di linguaggio proprie della grande teologia tradizionale (specialmente d’indirizzo tomistico) non sono un mistero per nessuno…

Perciò, tirando le somme, credo di essere più aperto e benevolo di quanto alcuni mi possano giudicare.
Ma, ovviamente, tutto il discorso parte dal presupposto fondamentale che le catechesi di Kiko-Carmen contengano realmente dei veri e gravi errori, prescindendo dai quali non avrei mai osato pronunziarmi contro il Cammino Neocatecumenale — Ed eccomi al momento risolutivo dell’intera controversia.


Le ipotesi di padre Zoffoli sono chiare: o il Cammino ha ingannato la Gerarchia o la Gerarchia è stata connivente con il Cammino.Perché DI VERE ERESIE SI TRATTA.Dopo 26 anni dagli scritti di Zoffoli, ognuno si può fare una domanda e darsi la risposta.Il Cammino, sebbene in fase altamente decrescente, esiste ancora…

62 commenti:

  1. Grazie ancora a Libera per la quantità e la qualità dei suoi post e per le sue testimonianze precise e puntuali sulla VERA realtà del CN.
    Libera sei un grande aiuto per me e spero per tutti i credenti che hanno bisogno di "chiarezza".
    LUCA

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  2. Il fatto che il Cammino è una setta si capisce anche da come il tipico adepto si pone davanti alle osservazioni critiche: non cerca di capirne le ragioni, men che meno si chiede se nel Cammino ci sia veramente qualcosa da correggere.

    Al contrario, il tipico kikos parte dal presupposto che il tripode Kiko-Carmen-Cammino è un superdogma intoccabile e si mette a vomitare slogan vuoti e banali (magari esibendo nel frattempo il tipico sorrisetto ipocrita): "siamo approvati!", come se avessero un certificato di santità passata, presente e futura per le loro pessime azioni, i loro pessimi insegnamenti, le loro pessime liturgie, come se esistesse al mondo almeno una persona esterna al Cammino che lo approva anche senza esserne ingannata, comprata o minacciata.

    Quando vanno blaterando "il Cammino mi ha salvato" intendono dire che sarebbe il Signore ad aver "bisogno" del Cammino altrimenti è incapace di salvarti. Cioè che il Signore è inferiore al tripode Kiko-Carmen-Cammino.

    In questa terza parte della lettera di padre Zoffoli al direttore perpetuo di Radio Maria vediamo che anche pensando il più positivamente possibile delle (presunte) buone intenzioni di Kiko e Carmen, resta il fatto che la gerarchia ecclesiale è stata come minimo ingannata riguardo alle fondamentali eresie del Cammino. Blaterano tanto di "frutti", ma falsificano l'immagine dei frutti in modo da falsificare anche l'immagine dell'albero eretico che li ha prodotti.

    Infatti anche i protestanti sono bravissimi a dire "il Signore mi ha salvato", anche i testimoni di geova, eppure restano eretici, perché hanno inquinato la fede (e perciò anche i sacramenti).

    Quanto all'arcivescovo Morcillo, voleva scomunicare Kiko & company: lo abbiamo saputo per bocca dello stesso Kiko Argüello (voce dal sen fuggita, poi richiamar non vale!), e già questo basterebbe a capire che sono scappati da Madrid a Roma con misteriosi "potenti appoggi" che hanno stranamente aperto loro tutte le porte. Una ostinata eresia è utilissima ai nemici della Chiesa, specie se la si può impiantare nel cuore stesso della cristianità.

    Ora, un neocatecumenale onesto, dovrebbe dirsi: se ho paura della verità, perirò nella menzogna. Dovrebbe chiedersi: ma davvero Kiko e Carmen hanno compiuto almeno l'un per cento degli errori che vengono loro contestati? Possibile che un uomo timorato di Dio, teologo preciso e scrupoloso, si sia inventato un castello di accuse campate in aria? Padre Zoffoli aveva a cuore la salvezza delle anime (a cominciare dalla sua) o ha scritto tutto ciò solo per sport?

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  3. A me fa sorridere la gentilezza con la quale Zoffoli parla dell'"IMPREPARAZIONE TEOLOGICA DI KIKO E CARMEN", l'"ENTUSIASMO PROPRIO DEI NEOCONVERTITI", "LA GIOIA SUPERA I LIMITI DELL'ENTUSIASMO E DEGENERA IN PRESUNZIONE E SPAVALDERIA, SENTENDOSI ESSI CHIAMATI A RIFORMARE LA CHIESA"...

    Poteva senz'altro qualificarli in modo peggiore, ma non l'ha fatto.
    Ha detto solo tanto quanto serviva per rendere l'idea: impreparati, neoconvertiti, entusiasti presuntuosi...

    Io, che Zoffoli l'ho letto dopo essere uscita dal Movimento, son rimasta strabiliata nel leggere cose scritte nel 1994 e che rappresentavano esattamente e con precisione, le conclusioni a cui ero addivenuta io dopo oltre un trentennio sul pezzo.

    Zoffoli era teologo e capiva senza "frequentare". Noi ex, pur non essendo teologi, abbiamo capito per "esperienza", ma lo stesso Spirito ci ha condotti nella stessa esatta direzione.

    Così torna perfettamente anche l'esortazione verbale che ci veniva fatta in continuazione a non documentarci, teologia e tutti quegli scritti erano inutili, Dio si incontra NELLA STORIA...

    Sapevano loro perché ci dicevano così: erano i primi a non conoscere NULLA e quindi disprezzavano perché non conoscevano, erano loro i primi ignoranti e volevano che rimanessimo ignoranti anche noi.

    Eccerto, quando si comincia ad accostarsi alla dottrina e al Magistero, poi non torna più nulla...

    Molto furbi. Ignoranti loro, ignoranti tutti i loro seguaci.
    Basta "fare esperienza".

    L'esperienza te la fai, ma mica sai di cosa...

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  4. Kiko ci vorrebbe dare a bere che aveva presentato in Vaticano dei fogli ciclostilati non corretti per essere approvati? Neanche un idiota ci crederebbe!
    Cioè: può essere che i fogli fossero ciclostilati e si presentassero "umilmente", ma questo perché potessero APPARIRE non corretti e di poca importanza, in modo da essere più facilmente approvati.
    Che Kiko e Carmen non li avessero corretti e ricorretti, ne dubito.
    Penso che il loro intento era quello di scrivere delle eresie consapevolmente per farle approvare nascostamente.
    Chi, del resto, affiderebbe al tribunale una sua difesa mal curata?

    Kiko ha agito come la pubblicità ingannevole.
    Come quelle pubblicità televisive di prodotti farmaceutici che, dovendo soddisfare l'obbligo di enumerare anche i possibili gravi effetti collaterali, parlano dei pericoli in modo supersonico, sperando che gli ascoltatori si confondano.

    Secondo i piani di Kiko e Carmen, la Chiesa doveva credere che il Cammino cercava l'approvazione di uno stile di catechesi d'assalto, adatto a smuovere un certo tipo di persone, uno stile informale ma diretto. Poi, nei successivi incontri di crescita, era scontato che la formazione sarebbe stata corretta e senza alcun errore teologico.

    Una volta ottenuta l'approvazione, Kiko e Carmen avrebbero potuto presentarsi addirittura come mandati dalla Chiesa!
    Un vero inganno.

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    1. Dico questo con una notevole certezza e cognizione di causa in quanto ricordo che, nella seconda metà degli anni Ottanta, un mio amico del Cammino, per convincermi della bontà del suo percorso e visto che non avevo pregiudizi verso il Cammino, in gran segreto mi prestò con qualche giorno, degli sbobinamenti delle catechesi di Kiko, cioè uno dei primi mamotreti.
      E ricordo che, sebbene non fossi un teologo e sebbene non volessi giudicare negativamente il Cammino, già allora quello che lessi mi sembrò seppo di errori.

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  5. Esiste una catechesi di Kiko, ma non riesco a ritrovarla, in cui spiega più dettagliatamente l'iter per l'approvazione dei mamotreti.

    Mi ricordo che vi lessi che i primi scritti che furono presentati erano un condensato fatto elaborare apposta dai suoi "esperti", cita anche i nomi, ma non me li ricordo.
    Quando però gli fu detto che "quello andava bene" e poteva essere approvato, si oppose fino ad ottenere di "ripresentare" l'intera predicazione perché non voleva assolutamente che quelli "accomodati" passassero per essere la sua "dottrina", perché avrebbe snaturato il SUO Movimento.

    Fu così costretto a "cedere" i mamotreti o il loro equivalente, che penso siano quelli in questione oggi.

    Lì si diceva anche che faticarono molto per non essere annoverati tra i Movimenti, perché non volevano essere "uno tra tanti", volendo invece essere "particolari", un "itinerario".

    Ho anche ricercato quella catechesi, che mi sembra fu fatta a Madrid tantissimi anni fa, ma non l'ho ritrovata.

    Interessante però sapere che ciò che avevano prodotto inizialmente fu da loro stessi rifiutato perché "non corrispondeva allo spirito del Cammino".

    Hanno giocato molto con le Congregazioni e, alla fine, hanno "apparentemente" ottenuto ciò che volevano.

    Nella sostanza, però, vengono trattati come qualunque altro Movimento.
    Tanto fumo e poco arrosto...

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    1. La catechesi a cui fai riferimento si trova nel mamotreto della Convivenza di inizio corso 1999-2000.

      Tomista ex NC

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    2. Posseggo materiale che forse non ha nemmeno Kiko. Prima o poi scannerizzo e vi mando tutto.

      Tomista ex NC

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  6. Volevo chiedere ai "depositari della verità", come mai, se qualcuno parla bene del cammino è un oliato o un delinquente, se parla male è un santo? Gino

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    1. Risposta breve: è perché il Cammino è eretico.

      Risposta lunga: chi "parla bene del Cammino" sta necessariamente omewttendo qualcosa. Che ciò avvenga per malizia o per ignoranza, il risultato non cambia: sta omettendo qualcosa, cioè non sta dicendo la verità sul Cammino.

      Ed anche se blaterasse che "il Cammino lo ha salvato", sta comunque parlando delle proprie emozioni furbescamente spacciate per "esperienza", cioè sta dicendo l'equivalente di: "nel Cammino mi trovo a mio agio dunque deve per forza essere buono". Il che è profondamente sbagliato, perché anche un drogato afferma di sentirsi bene quando si droga e male quando sta in astinenza: dunque la droga sarebbe buona e santa?

      Chi condanna il Cammino non lo fa mai con una scemenza tipo: "nel Cammino sono tutti brutti". Al contrario, lo fa con argomenti, per esempio: "quei laici cosiddetti «catechisti» ti impongono sceòte di vita infischiandosene delle conseguenze; inoltre se esci dal Cammino ti tolgono il saluto".

      Ora, perfino nel (raro) caso in cui qualcuno, uscito dal Cammino, non viene ostracizzato e non gli viene tolto il saluto, resta il fatto che tale ostracizzazione avviene comunque quasi sempre, confermata da numerosissime testimonianze che non si possono eludere, e che tale ostracizzazione non è un peccatuccio qualsiasi ma è indice di una mentalità. La mentalità secondo cui il Cammino sarebbe una specie di superdogma e quindi se proprio uno abbandona il Cammino, allora diranno: «il Cammino non fa per lui»: cioè sarebbe sempre lui nel torto, e il Cammino sarebbe perfetto e intoccabile e al di sopra di ogni critica. Ma questa è un'emerita menzogna, che calpesta la vita dei fratelli che per un motivo o l'altro sono riusciti a liberarsi dalle catene della prigione kikista-carmenista.

      Il Cammino è zeppo di errori - ancor oggi nelle salette del sabato sera si celebra disubbidendo al Papa e allo Statuto, per esempio - e i kikos come "Gino" si rifiutano di riconoscere tali errori. Tale atteggiamento, nella Bibbia, viene qualificato "idolatria": cioè decidere volontariamente che un oggetto (una persona, un concetto, un'itinerario di iniziazione, ecc.) è al di sopra di ogni critica, al punto che l'esserne favorevoli o contrari implica essere favorevoli o contrari a Dio, cioè "Dio" sarebbe in funzione dell'«idolo».

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    2. Cho ne parla bene lo fa anche perchè lo conosce troppo poco o perchè è in buonafede. Poi se accende la ragione DONO DI DIO capisce che c'è qualcosa che non va. Non solo: se prova a manifestare i suoi dubbi la paga. Che dici, Gino, parliamo DEI FATTI, Prova a fare un intervento sui CONTENUTI dell'articolo.
      Accendi la ragione, STAI TRANQUILLO CHE NON TI DANNI.

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    3. come mai se esci dal cammino sei indemoniato e se stai nella setta sei salvo?
      dom

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    4. @ Gino,

      Mi fa molto piacere che tu ci definisca "depositari della verità".

      In realtà stai commettendo un errore, perché non siamo "depositari", ma "difensori".

      Però è abbastanza significativo come ci definisci, anche se lo fai per dileggio.

      Eretici, certo, non ce lo puoi dire.

      La risposta al tuo quesito è semplice:
      Chi parla bene del tuo Movimento, parla bene dell'eresia e di una dottrina inventata quindi, se lo fa ed è un "addetto ai lavori, non può che farlo per motivi ben diversi dalla "bontà" di ciò che loda.

      Chi, come di ci tu, parla "male" del tuo Movimento, basandosi sul Magistero della Chiesa e su tutto il suo bimillenario deposito, non è che sia un santo, ma è uno che sta dalla parte della Chiesa, della sua dottrina e di ciò che Gesù stesso disse che andava "difeso" attraverso l'elezione di Pietro.

      Il concetto è molto semplice, accettare invenzioni, eresie e mistificazioni non è un segno buono.
      La via della Verità la segna la Chiesa, non Kiko Arguello con le sue vendite dei beni, decime, arcani e riti-rappresentazioni che spaccia come "il momento in cui ti arriverà lo Spirito".

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    5. Rispondo a dom:

      - il Cammino, per bocca dei suoi autonominati "iniziatori", proclama di essere il perfetto "itinerario di iniziazione" alla fede, migliore di qualsiasi altra esperienza cattolica (inclusa quella dei santi);

      - talvolta, per fare buon viso a cattivo gioco, mentendo dicono che il Cammino è uno dei tanti modi di vivere la fede. Ma allora perché non provano neppure uno degli altri modi?

      - se esci dal Cammino, "c'è il demonio là fuori". È un modo per spaventare i dubbiosi e indurli a rimanere nel Cammino.

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    6. era una domanda per@gino
      dom

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  7. Quindi, esimio depositario, chiunque appoggia, in un modo o in un altro e' eretico? Gino

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    1. Ripeto la domanda:

      - se uno appoggia in un modo o nell'altro la pornografia, è cattolico?

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    2. Forse non hai visto la mia risposta. Carissimo Gino, appena uno usa la RAGIONE (sì, esatto quella che è un dono di Dio e che Kiko di ce di NON USARE perchè sennò si va in perdizione) vede benissimo i difetti del cammino. Difetti che il cammino stesso nei suoi vertici non vuole emendare perchè ritiene di essere nel giusto. Però nel contempo sono talmente pusillanimi che si nascondono appena hanno il sentore di essere sgamati. Vigliacchi

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    3. A me sconcerta l'insistenza sull'unica domanda ripetuta ben due volte quasi uguale, attraverso la quale "Gino" vorrebbe indurci a tacciare d'eresia chi approva-appoggia il Movimento Neocatecumenale.

      Aveva già avuto le sue risposte, ma evidentemente non erano state sufficienti.

      Ho insegnato per più di 10 anni, prima di abbandonare il lavoro, da buona neocatecumenale, per accudire i figli, e per esperienza assimilo l'insistenza di "Gino" a quella degli studenti distratti o poco desiderosi di comprendere, retorici e talvolta provocatori, nonché fastidiosi.
      Non voglio insinuare che possa essere per scarsa capacità intellettiva, non è sicuramente il caso di "Gino".

      Ma come lo dobbiamo ripetere, QUANTE volte lo dobbiamo ripetere?
      Eppure ognuno utilizza argomentazioni e dialettiche diverse, non è come a scuola, dove il professore può incorrere nell'errore di esprimersi sempre all'incirca con le stesse parole, rendendo la comprensione più difficoltosa in chi non avesse capito la prima volta.

      Mi pare un concetto semplice, esemplifichiamo, come già ha fatto Tripudio:
      Se io approvo l'agire di un "ladro", per esempio, non è tanto importante che faccia parte della gang dei ladri, posso essere anche un esterno, ma di fatto approvo qualcosa che la legge non consente, quindi sto fuori non solo da quanto disposto dall'ordinamento giuridico, ma anche da quanto impone la morale.

      Non è importante se uno ruba per necessità (attenuante, ma sempre reato), per ingordigia, avidità o per giustizia sociale, come Robin Hood.

      Rubare è sbagliato e lo sbaglio legalmente punito.
      Se invece approvo quel modus o quella mentalità, approvo un ERRORE.

      Come spesso qui viene ripetuto, "il fine non giustifica i mezzi", soprattutto parlando di fede.
      Se quindi esiste un ERRORE, sia chi lo commette che chi pubblicamente lo approva, sono sulla stessa lunghezza d'onda: fondano il loro pensiero sull'errore, anche se le conseguenze le pagherà direttamente solo chi ha commesso il furto.
      Chi approva pubblicamente non pagherà conseguenze legali, a meno che non si tratti di istigazione, ma si macchia ugualmente di connivenza morale con l'errore.

      Ora ti è un po' più chiaro?

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    4. Signor Gino,quando si appoggia,si ė complici.

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    5. Gino!Gino! e di nuovo Gino! Ti piace fare solo domande?
      Dom ti ha fatto una domanda precisa. Per favore gradiremmo una risposta.
      (da IPG)

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  8. ....fino ad indurli ad usare ogni mezzo per ottenere dalla Gerarchia ecclesiastica l’autorizzazione e il positivo appoggio morale, indispensabile per attuare il piano di una radicale ricristianizzazione del mondo.

    Questa ipotesi formulata da Padre Zoffoli mi pare compatibile con quello che ho visto e conosciuto di Kiko e Carmen.
    Una missione nella missione. A tutti i costi ottenere l'appoggio e le necessarie autorizzazioni da parte della Chiesa per poter instaurare il "nuovo regno" nel mondo certo! Ma prima di tutto la stessa Chiesa andava rifondata secondo il nuovo modello.
    Se per fanatismo puro o per cinico calcolo, non so. Se Kiko e Carmen sono stati due disturbati, esaltati intimamente convinti loro per primi del folle progetto per l'attuazione del quale si sentivano investiti dall'alto. Fatto sta che nel raccogliere i consensi della Chiesa hanno messo più zelo che nell'annuncio.

    Pax

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  9. Anch'io sono ammirata dalla pulizia morale e stilisticadi padre Zoffoli, che potrebbe benissimo dare dei falsi mentitori a Kiko e Carmen ed invece sembra voler trovare loro tutte le circostanze attenuanti. Sono convinta che tutta questa delicatezza non è riservata ai due iniziatori spagnoli, ma è in qualche modo espressione della cura pastorale del sacerdote nei confronti di quelle tante pecorelle che si identificano con questi due personaggi.
    Poi, volevo dire a Gino che a me pare di intuire la sua convinzione che attraverso il Cammino, con le sue grandi magagne, passi l'azione di Dio, motivo per il quale dovremmo accettarlo come un mezzo magari non perfetto per raggiungere un obbiettivo buono. Però Gino il solo fatto che tu abbia acquisito una mentalità per la quale il fine giustifica i mezzi, dovrebbe metterti in allarme, perché questo non è un sentire cattolico, non è insegnamento di Gesù, o suo esempio, al quale tutti dobbiamo tendere. Il fine NON giustifica i mezzi: attraverso una bugia non si ottiene la verità. Può essere invece che NONOSTANTE la bugia risplenda la verità, non altro.

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  10. Gino o chi per lui, tanto siete tutti uguali, come mai fate solo domande e non date mai risposte?
    Siete proprio strani!
    Ma le vostre domande hanno già le risposte (vostre) sottintese.
    Noi argomentiamo, testimoniamo per suscitare sani interrogativi nei camminanti dubbiosi in primis, sperando di aiutarli a mettere in moto finalmente il cervello atrofizzato dalla lunga frequentazione dell'imbonimento (dicasi rimbambimento ipnotico) neocatecumenale. Non è giusto per niente, il Signore ci ha donato anche una testa nostra e abbiamo il dovere di farla correttamente funzionare. Voi siete allievi modello ridotti a robot con risposta registrata incorporata vittime del "pensiero unico". Ragionare non fa per voi.
    Lo sappiamo, ma noi con santa pazienza continuiamo a rispondervi a tono, ribattendo colpo su colpo, anche se sappiamo che forse è ormai perfettamente inutile.
    SIAMO APPROVATI...
    Questo solo sapete ripetere fino allo sfinimento!

    Ma noi non perdiamo la speranza, nel fondo del vostro cuore e della vostra mente sempre ci sarà la possibilità di ritornare a vivere da uomini veri. Ne siamo certi. Che si attivi un sano moto di coscienza. Dio lo vuole, ne sono certa.

    Pax

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  11. @ Gino

    “Volevo chiedere ai "depositari della verità", come mai, se qualcuno parla bene del cammino è un oliato o un delinquente, se parla male è un santo? Gino”

    “Quindi, esimio depositario, chiunque appoggia, in un modo o in un altro e' eretico? Gino”


    Vedi Gino, non è questione di appoggiare o non appoggiare, di parlare bene o di parlare male, il problema è ben più serio.

    Quando qualcuno afferma una cosa come : “Il cammino non è per tutti” per giustificare il fatto che 4 persone su 5, mollano il CN, quel qualcuno dovrebbe farsi una semplice domanda del tipo :” E’ possibile che il messaggio di Gesù Cristo sia SOLO per qualcuno oppure è un messaggio per TUTTI?”

    Gesù Cristo è venuto per salvare SOLO qualcuno o per salvare TUTTI?

    Gesù Cristo ha sconfitto la morte SOLO per qualcuno o l’ha sconfitta per TUTTI?

    Gesù Cristo si è sacrificato sulla croce ed ha preso su di sé i peccati SOLO di qualcuno o di TUTTI?

    Vedi Gino, il figlio di DIO parla una lingua UNIVERSALE e lo fa alla luce del SOLE.

    Esiste un CCC (Catechismo della Chiesa Cattolica) dove è spiegata TUTTA la dottrina della Chiesa e del Cristianesimo.

    Il CCC, è SOLO per qualcuno o è per TUTTI?

    Gesù Cristo ha chiesto di riunirsi in suo nome, SOLO a qualcuno o lo ha chiesto a TUTTI?

    Gino, sai cosa vuol dire la frase : “La Chiesa è il corpo di Cristo”?

    Gino, sai cosa vuol dire “Unità”?

    Gino sai cosa vuol dire “Comunione”?

    Gino, sai cosa significa “Fratellanza”?

    Gino, spiegami perché VOI neocatecumenali, intendete queste parole UNITA’ , COMUNIONE, FRATELLANZA , SOLO tra di VOI ?

    Gino, quando hai tempo e voglia, spiegami anche perché, VOI, vi definite LUCE, LIEVITO, SALE, ma passate una VITA chiusi nelle VOSTRE piccole “comunità” ed uscite solo per cercare “nuovi” adepti da portare nella VOSTRA piccola “gabbietta”?

    Gino, pensi che essere POCHI sia meglio?

    Gino, pensi che essere CHIUSI in se STESSI sia meglio?

    Gino, pensi che accontentarsi di POCHE persone che si ACCONTENTANO di VOI sia meglio?

    Gino, tu ed il tuo piccolo gurù, provate qualche volta a dire la VERITA’alla gente che vi legge su questo blog, ditelo chiaro e tondo che tenete chiuse le porte del VOSTRO piccolo e insignificante minuscolo pollaio non tanto per evitare alla gente di ENTRARE , ma perché avete il TERRORE che la gente possa USCIRE.

    Esatto Gino, se la gente che avete attirato nella VOSTRA piccola RAGNATELA, si rende conto di quello che SIETE veramente, SCAPPA via più velocemente possibile.

    Ecco perché voi siete CHIUSI , perché VOI sapete quanto è difficile tenere le persone INCHIODATE alla vostra FOLLIA.

    Perché, fuori del CN, c’è un mondo complicato, pieno di peccati e di problemi, ma c’è anche la VIA, la VERITA’ e la VITA di Gesù Cristo.

    Ma VOI fate di TUTTO per evitare la VERITA’.

    E sai perché :”Perché la VERITA’ ti rende libero” e voi non volete che la gente sia libera perché sapete perfettamente che la gente LIBERA non sceglie VOI.

    Quindi, finchè dura, godetevi la vostra “gabbietta” dalle sbarre d’oro, ma fatemi e fatevi un “servizio”, non venite qui a dire che VOI siete la salvezza dell’Umanità e la “nuova” Chiesa di CRISTO, noi ex sappiamo perfettamente che non è vero e in fondo all’ANIMA, lì nella vostra COSCIENZA, lo sapete BENISSIMO anche VOI.

    Gino, un’ultima cosa, sappi che il fine non giustifica, MAI, i mezzi.
    Ti può andare bene per un po’, ma prima o poi qualcuno capisce il “giochetto” e vi ritrovate come oggi, con la gente che vi abbandona e lascia anche la Chiesa.

    Hai capito Gino, la gente per colpa VOSTRA lascia la SALVEZZA, lascia Gesù Cristo.
    Per colpa VOSTRA affronta tanto dolore e tanta sofferenza GRATUITA, perché VOI lasciate un segno INDELEBILE sulle anime della gente e lo SAPETE.


    VOI avete sulla COSCIENZA tutto questo e di tutto questo renderete conto a DIO.


    LUCA

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    1. "perché VOI lasciate un segno INDELEBILE sulle anime della gente e lo SAPETE".

      Mi correggo,nessuno, neanche il CN, può "sporcare" l'anima delle persone.

      Il segno INDELEBILE del CN và a "sporcare" la vita,la psiche,le relazioni,l'emotività, l'affettività e il "sentire" più profondo delle persone.
      L'anima possiamo decidere di "sporcarla" solo noi.

      LUCA


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    2. Gesù Cristo è venuto per salvare SOLO qualcuno o per salvare TUTTI?

      E ti sbagli e di grosso

      "Peraltro, nella consacrazione del calice il rito romano in latino hGesù Cristo è venuto per salvare SOLO qualcuno o per salvare TUTTI?Gesù Cristo è venuto per salvare SOLO qualcuno o per salvare TUTTI?a sempre detto pro multis e mai pro omnibus. E non è certo questo un particolare di poco conto, se si pensa che in tutte le epoche della sua storia la Chiesa, la cui lingua ufficiale è il latino, ha potuto avvalersi di una rigorosa e raffinata opera esegetica di suoi valenti esegeti e biblisti. Solo dopo il Concilio Vaticano II si ritenne di tradurre il pro multis con “tutti” con la convinzione che ciò avrebbe potuto rendere più chiara l’universalità del messaggio e dell’opera salvifici di Cristo. Per contro, la stessa Chiesa si è presa “la libertà” di inserire nella preghiera di consacrazione eucaristica alcune parole che francamente non risultano né in ebraico, né in greco e latino. Queste parole sono “calice del mio sangue”, espressione assente da tutti i testi evangelici, e “eterna”, parola assente tra le parole usate da Gesù nell’istituire l’Eucaristia mentre compare nella Lettera agli Ebrei dove Cristo viene presentato come mediatore di una “alleanza eterna”, (laddove sentiamo invece dire durante la Santa Messa: “Questo è il calice del mio sangue per la nuova ed eterna alleanza”).
      da Fogli mariani

      I nc non sono di razza ariana ma reputano che le difficoltà della via che intraprendono non siano sopportabili dalla maggior parte dei tiepidi come ,l'ascetismoi certosino non è certo sopportabile dal comine fedele, però tutte e due su "salvano"
      Questo principialmemte poi all'atto pratico è un'altra cosa...ma questo è un altro discorso
      (non fate finta di non capire)

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    3. Nel testo latino della formula di consacrazione si usa l'espressione "pro vobis et pro multis" che in italiano va tradotta con "per voi e per molti" - con la precisazione che questo "molti" può indicare anche più in generale le "moltitudini" - ahinoi, questo è uno dei gravissimi problemi della liturgia "in lingua parlata": il significato delle parole, col passare del tempo, si sfuma, si piega, si appiattisce, si radicalizza, ogni volta in modo imprevedibile. L'abolizione della lingua sacra (il latino) non ha fatto "capire di più", ma ha ultimamente fatto "confondere di più".

      La traduzione "per tutti" evidenzia sì l'intenzione del Signore di salvare tutti, ma resta comunque vero che questa salvezza non verrà ricevuta da chi non la desidera veramente. Perciò sotto sotto va a finire che quell'espressione "per tutti" finisce sottilmente a sostenere un'eresia relativa alla libertà e la grazia, cioè l'idea che il Signore in fin dei conti salverebbe tutti indistintamente (e che pertanto la Passione e Morte di Nostro Signore sarebbero state superflue). Ho con dolore già visto persone che hanno cancellato il sacramento della confessione dalla propria vita, perché quel "per tutti" (e ancor più il sacerdote che non spiegava cosa significa esattamente "prostitute e peccatori vi passeranno davanti nel regno dei cieli"), più la presenza nei primi banchi di gentaglia piissima durante la liturgia e animalesca appena fuori, ha indotto a credere che quel sacramento sarebbe una roba interessante solo a chi ha l'uzzolo di una seduta psicanalitica fai-da-te.

      Vorrei infine sottolineare per la milionesima volta che non basta dire "ilsignore-ilsignore" per essere devoti di Nostro Signore. I protestanti lo invocano continuamente ogni giorno, pregano la Bibbia, i salmi, pregano senza sosta, fanno buone opere, tanti figli, eppure restano nell'eresia perché hanno rifiutato solo qualche cosuccia tipo il sacerdozio ministeriale e gerarchico.

      Questo è il motivo per cui un enorme popolo di poveracci ignoranti, che però frequentavano fedelmente i sacramenti e professavano la dottrina in quelle poche briciole che riuscivano a capire, è andato a ingrossare - spesso con loro sorpresa - le fila dei santi in paradiso. Non pretendevano di avere una fede adulta, non pretendevano di discettare di alta teologia, non si vantavano di avere otto figli quindici nipoti ventuno master in teologia in prestigiose facoltà extraeuropee, non ti facevano la predica. Amavano il Signore, erano devoti della Beatissima Vergine, si sforzavano di vivere decentemente confessione e comunione, e sono stati accolti in paradiso solo attraverso questo. Altro che i pomposi "itinerari di riscoperte di iniziazione dell'itinerario adulto dei primi cristiani delle origini cristiane della comunità adulta di Nazareth con la vestina bianca e il pranzo a sorpresa nel matrimonio spirituale del King david di Gerusalemme".

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  12. Grazie Luca, con questo intervento rappresenti tutti noi ex, segnati per sempre dal cammino neocatecumenale... Ci é rimasto dentro un segno indelebile, un inganno profondo. Uscire per me é stata una vittoria di Gesù Cristo. Grazie

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  13. Luca, troppe domande, fatte da un ex e' ancora piu' difficile rispondere. A parte gli impegni, mi piacerebbe interloquire con voi, se preferisci con te, di persona, non ho tempo per stare vicino ad un computer. Incontriamoci e ne parliamo da persone per bene. Solo una cosa mi sento di dire, io faccio il cammino per nutrirmi e quotidianamente sono chiamato a dare testimonianza, nel lavoro, nella famiglia. Le catechesi si fanno una volta l'anno e non aspetto il periodo in questione per dare una parola con la vita. Quando hai tempo possiamo incontrarci e toccare con mano quella che e ' la mia vita. Tutti siamo bravi dietro una tastiera (a parte me) ma guardarsi negli occhi, per quanto mi riguarda, vale molto di più'. Grazie. Gino

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    1. È apprezzabile la tua disponibilità al dialogo personale, quindi non svaluto assolutamente la tua apertura, che considero sincera.
      Però riflettevo sul fatto che il Cammino, fin dalla sua prima presentazione in parrocchia, con i catechisti, non è capace di argomentare, di dialogare, non si pone con empatia, non cerca di affinare le proprie armi dialettiche né, d'altronde, apprezza è valorizza le capacità comunicative naturali di nessuno.
      Il Cammino impone, va avanti per diktat, non spiega, non si migliora, non si adegua.
      Così succede che anche la persona naturalmente più portata al dialogo e all'interazione, dopo decenni di questa pedagogia all'inverso, sulle questioni di fede e di religione non è più in grado di dire nulla di personale, di mettersi in gioco.
      L'unica cosa che riesce a proporre è il rapporto personale, perché lo hanno convinto di poter trasmettere certe convinzioni solo portando le persone in una stanza e facendo loro una testa così...tanta esperienza personale, io ho incontrato Gesù Cristo e chi sei tu per giudicare eccetera.
      È per questo che, a mio parere, non te la senti di dialogare qui sul blog, non perché non ne hai il tempo, semplicemente non te ne hanno dato gli strumenti, anzi, ti hanno tolto quelli che avevi come dote naturale e per Grazia di Dio.
      Ma non è mai troppo tardi...lo sappiamo bene, ci siamo passati tutti, o quasi.
      Quindi, se non hai il tempo per interagire, ti consiglio di cominciare a trovarlo, fa parte della tua dimensione di cristiano, il saper dare conto delle tue convinzioni e della tua speranza.

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  14. @ Gino
    Gino, non sono d'accordo con te.
    Proprio perché sono un ex è molto più facile che io possa capirti.
    Fare il cammino per tanti anni è paragonabile ad "imparare" un'altra lingua.
    Vedi Gino, io ho "imparato" la tua neo-lingua e se vuoi scrivere in un blog monotematico come questo, sei chiamato a dare "testimonianza" con la lingua dei "cristiani della domenica".
    Lingua comprensibile per tutti.
    Se non riesci a spiegarti, posso farti da interprete ma non mi interessa conoscerti, non fraintendermi, non avrei alcun problema ad incontrarti perché sono in grado di sostenere un dialogo faccia a faccia, come e anche meglio di un dialogo scritto.
    Solo che qui non si sta cercando un confronto tra persone, qui non si mette in dubbio la buona fede di nessuno, qui ci si confronta "pubblicamente" con le idee.
    Scrivere su questo blog è da persone per "bene" come e forse meglio di parlarsi faccia a faccia.
    Ogni persona è utile se porta idee per allargare il confronto, parlare io e te non ha senso, io non voglio e non posso convincerti di nulla.
    Se vuoi rispondere alle domande che ti ho fatto bene, se non vuoi o non puoi rispondere va bene lo stesso.
    Qui non si interviene per avere ragione o per portare l'acqua al proprio mulino.
    Qui si cerca di capire se il CN è Cristiano o no, se segue la dottrina della Chiesa o no se rispetta le persone o no.
    Il resto non importa.
    Spero di essermi spiegato.
    E spero che tu voglia continuare il dialogo.
    LUCA

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  15. Mi piace osservare come certuni svelino smanie emulatorie davanti alla presentazione degli scritti dell'eminente teologo padre Zoffoli, cercando di controbattere con altrettanti scritti e credendo così di soddisfare le loro tesi.

    Ma siccome nessuno è nato ieri, se si cita uno scritto e si dice che è tratto da "Fogli mariani", il lettore accorto va a documentarsi sulla provenienza dello scritto e sul suo autore. Come minimo.

    Si apprende così che "Fogli mariani" è un "sito di testimonianza cattolica tenuto da un certo Francesco di Maria, laico, che ha una sezione denominata "il mio apostolato laico".

    Fra l'altro in fondo pagina viene specificato che: "La riproduzione totale o parziale dei contenuti testuali senza previa autorizzazione scritta, e' vietata.", quindi il nostro copiatore incollatore, che non credo proprio abbia chiesto autorizzazione per citare un piccolo pezzetto qui su questo blog, ha anche violato il copyright.

    Ma non è ancora tutto.
    Se si cerca online "Francesco di Maria", risulta impossibile una biografia.
    Poi spulciando si arriva a sapere che Francesco di Maria è il "nome devozionale", quindi uno pseudonimo.
    E' un professore di Cosenza di filosofia e storia per scuola superiore ed ha scritto diverse opere filosofiche, dedicandosi dal 2003 alla testimonianza della propria fede su siti online.
    Sul tema ha pubblicato 3 libri nel 2019 e uno nel 2018.

    Ora, nulla volendo togliere al professore di liceo che intende "testimoniare la propria fede", ed anzi apprezzandolo per il suo impegno, consta dire che il suo pensiero, non accreditato da nessuna credenziale, può essere lettura gradevole ma non autorevole.

    Tra l'altro, approfondendo un po' l'indagine, si apprende che il cardinale gesuita su cui poggia il proprio argomentare, il card Albert Vanhoye, è colui che ha scritto la prefazione al libro "La voce dell'amato" di Zacharias MATTAM, rettore del seminario Redemptoris Mater di Bangalore, e quindi se ne comprendono gli orientamenti.

    Per fortuna, dopo premesse che indurrebbero ad aderire al brano copiato ed incollato dal nostro Anonimo, l'articolo conclude affermando che "certamente molti ma non tutti saranno i salvati e l’inferno non è affatto vuoto.".
    Pare quindi che tutta la spiegazione precedentemente resa dal nostro Anonimo, sia ancora una volta l'estrapolazione di un discorso più ampio, che vuole dimostrare, in estrema sintesi, che il messaggio evangelico è "per tutti", ma la salvezza solo "per molti". Quindi l'interloquire con LUCA sul "tutti", in fin dei conti non spiega nulla ed anzi la tentata confutazione addirittura si contraddice.

    Cristo è morto per TUTTI, ma la salvezza sarà solo per MOLTI.
    Chi siano i "molti" solo Dio lo sa, può darsi che gli eretici non rientrino tra questi...

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  16. Aggiungo quindi al commento precedente che si conclude col concetto che:

    "i neocatecumenali reputano che le difficoltà della via che intraprendono non siano sopportabili dalla maggior parte dei TIEPIDI come, l'ascetismoi certosino non è certo sopportabile dal comine fedele, però tutte e due su "salvano".

    Al di là dei molteplici errori di battitura, RIFIUTIAMO proprio IN BLOCCO i due postulati ivi contenuti:

    1) L'accusa di TIEPIDI perché "non sopportiamo le difficoltà del tuo Movimento".
    Ma, caro Anonimo, che ne sai tu le persone che cosa hanno sopportato per Cristo nella loro vita? Invece di GIUDICARE chi non conosci e quindi ignaro se hanno sopportato anche "PIU' DI TE" per amore a Cristo e agli uomini, abbi contezza precisa che noi "non sopportiamo" non "LE DIFFICOLTA'", ma l'ERETICALITA' del vostro Movimento. Il che è tutt'altra cosa. Per Cristo sopportiamo, eccome se sopportiamo, difficoltà ben peggiori delle vostre "regole". Io sono una di quelle: eccomi qua. So quello che dico e perché lo dico, ma non vengo certo a raccontare a te la "mia storia", grazie a Dio è finito il tempo degli scrutini...

    2) Non osare nemmeno per un attimo paragonare il vostro movimento "irto di difficoltà insopportabili ai TIEPIDI", con l'ascetismo certosino, "insopportabile al COMI(U)NE FEDELE."
    E che? Vorresti estraniarti dall'essere "COMUNE FEDELE" perché aderisci al Movimento Neocatecumenale e ne "sopporti" le sue regole inventate?
    Ma quanta presunzione!
    TU SEI UN COMUNE FEDELE, proprio come tutti noi, solo che ti piace considerare "difficoltà" le regole del tuo inventato Movimento.

    Si percepisce del disprezzo, Caro Anonimo COMUNE FEDELE, come tutti noi.
    Le difficoltà che la vita riserva alle persone, sono BEN ALTRA COSA DALLE VOSTRE "DIFFICILI" REGOLETTE INVENTATE. Poi c'è chi li vive in Cristo e chi no, ma TU NON LO PUOI SAPERE, GIUDICATORE "NON TIEPIDO".

    Ascetismo e Movimento neocatecumenale stanno come un pinguino all'Equatore, nelle similitudini.

    Abbassa la cresta, considerati "uno come noi", smetti di giudicare e, forse, rientrerai fra quei "MOLTI".

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  17. Mi duole e mi scuso per gli errori di battitura ma ci vedo poco, stavolta ho scritto a parte ed ho ingradito per evitare figuracce

    Libera principiamo da una cosa. Io ammiro moltissimo anche se ne leggo pochi spezzoni, il tuo lavoro. davvero hai aperto il cammino come una scatoletta di tonno, come dicevano i cinque stelle. Sono altresì consapevole che il predetto cammino è influenzato dall'alto forse da superiori sconosciuti di sulfurea origine, forse magari questo è complottismo di bassa lega ma è possibile. Giungo a dire, più traquillamente, che esso è verosimilmente la parodia dell'iniziazione e di questo ho ferma convinzione perchè gli autoiniziati praticamente non esistono. Bene ma una volta premesso tutto ciò ti domando a te come agli altri. Ma tu (e tutti gli altri) che cercavi nel cammino che l'ordinaria frequentazione parrocchiale non ti dava? Perchè alla fine, ricirdiamocelo, non esiste solo lo spacciatore cattivo, esiste pure il cliente disponibile.
    O sbaglio?
    Se sei entrata nel cammino, sia pure nebulosamente informata e ci sei rimasta sapevi che non era una passeggiata, non era cosa da prendere a cuor leggero tipo investo nella mia supersalvezza a basso costo. Nell'iniziazione il compenso non è a esito raggiunto, si paga tutto in anticipo, poi si vedrà. Siccome sei colta e preparata sapevi che l'iniziazione, a qualsiasi latitudine, è un affare per pochi che può produrre molti delusi, delusi eufemismo di ben altre conseguenze. Non si dice forse "molti sono i portatori di tirso e pochi i bacchi". Nell'iniziazione si muore, ovvero muore l'uomo vecchio e nasce quello nuovo appunto si dice "morite prima di morire". Questo te l'ha detto kiko o ti ha presentato una via facile, agevole fatta di canti, balli e allegre convivenze fra iniziati amiconi con uno sfondo di aragoste e sigaroni cubani, tipo paradiso in terra?

    Del resto anche negli Ordini ciò accade. se si prende il velo si assume un nome nuovo, la famiglia, come nucleo affettivo si allontana, la vita è votata a Dio, non v'è spazio per altro. Questo non è ancora iniziazione perchè l'iniziazione può essere ancor più dura e, vedendola umanamente, spietata. Poi magari qualcuno dirà che so tutte minchiate con noto francesismo, ma questo è affare di poi. In ogni caso in ogni "via" l'esito non dipende da chi chiacchiera più o meglio ma da chi PRATICA PIù E MEGLIO, "perchè soli si è al mondo e senza alcun sostegno" in ossequio per l'altro principio "chi meno s'appggia meno cade"

    Non credo ci sia altro da aggiungere per chiarire il mio punto di vista, mi piacerebbe che prendessi nota della diversa impostazione del mio discorso.



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    1. @ Anonimo,

      Non sono certo le "difficoltà" che mi hanno aperto gli occhi sul Movimento neocatecumenale.
      Quelle erano il mio pane quotidiano, essendo catechista anche "fuori parrocchia" e dovendo conciliare la vita familiare, l'educazione dei figli (che non ho mai demandato a nessun altro), il mio essere catecumena più l'essere catechista, nell'equipe della pastorale dei giovani (allora non c'era da noi il post-cresima), nell'equipe per le scrutatio mensili, nell'accompagnamento dei giovani ai pellegrinaggi...

      Pagavo regolarmente la decima, o meglio la pagava mio marito, perché io avevo abbandonato il lavoro per seguire i figli più i miei genitori anziani e fortemente ammalati, che peraltro sempre mi avevano fatto guerra o, come la chiamate voi "persecuzione", per il mio essere cristiana, per giunta del Movimento Neocatecumenale.

      Quindi non abbordiamo la questione dal lato "difficoltà", perché tutte quelle che c'erano me le ero assunte TUTTE, non sono state certo quelle a farmi sdegnare il Movimento neocatecumenale, sennò non sarei arrivata a completare pure il "matrimonio spirituale".

      Inoltre, penso proprio che le "difficoltà", per un camminante comune, siano ben ripagate dalla gratificazione che ne ricava e poi, su alcune cose si può anche mentire, come molti facevano, sia a proposito del dare la decima, sia a proposito di non marinare le celebrazioni, sia a proposito del "perdonare", ecc. ecc....

      Per cui, per un camminante scaltro (e ad oggi sono la maggioranza), le "difficoltà" non costituiscono un problema. Mi rammarico di non aver mai "mentito" anch'io ed aver fatto tutto alla lettera, senza sconti.

      Io approdai al cammino dopo aver lasciato la Chiesa ed avere condotto una vita da "indifferente", più con qualche critica verso la Chiesa.

      Non avendo quindi alcuna forma di preparazione né una famiglia cattolica, non conoscevo proprio nulla ed ho bevuto la dottrina neocatecumenale come se fosse vera, per me lo era.

      Sai che cosa mi ha invece fortemente disgustata fino al punto di cominciare a pormi serie domande se quella che stavo seguendo con tanto zelo era la via giusta?
      Proprio quello che nel Movimento neocatecumenale viene millantato oltre ogni cosa: I FRUTTI.

      Ne ho conosciute molte di comunità oltre la mia, diverse ne ho "guidate" come catechista e quindi ho una panoramica molto vasta.
      Aspettavo fiduciosa che si presentasse quello Spirito Santo che tanto viene promesso, che facesse un uomo nuovo in me e nelle comunità, ma aspetta aspetta non si è mai presentato NESSUNO.

      La gente, molto tiepida, seduta e paga della socializzazione cristiana che li teneva insieme, aveva sviluppato una durezza, un egoismo (sempre io, io, il Signore con me...), una tendenza alla menzogna facile, un'avarizia, non solo di soldi, un giudizio e, per certuni un arrivismo che rare volte ho potuto constatare nel mondo. Certamente non tutti, ma sicuramente la maggioranza. Anche i migliori hanno sempre pensato al "proprio orticello", fino alla fine.

      Non che la società sia migliore, intendi, ma in un contesto di continuo "Signore, Signore", se negli anni si sviluppano o si acuiscono determinate tendenze, significa che qualcosa non ha funzionato.

      Ho conosciuto molte parrocchie con problemi, anche gravi, persone distrutte dai "fratelli", divisioni in quantità industriale e molto molto giudizio, mascherato da "illuminazione".
      E questo fino ai vertici, non solo nel popolino.

      Questo mi ha disgustata al punto che alla fine, tacciata da tutti di moralista-legalista-superba-orgogliosa, ho dovuto (grazie a Dio) lasciare, sia per impossibilità pratica di convivere in un clima invivibile, ma soprattutto perché ho capito cos'è il Movimento neocatecumenale.

      Da quando ho lasciato, o forse un po' da prima, è iniziata la mia vera "conversione" ed ho potuto conoscere la Chiesa.

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    2. ANONIMO delle 20 e 29:

      Non rispondo per Libera, che è libera di farlo come e quando vuole, ma trovo interessanti le tue obiezioni e, sebbene mai abbia fatto parte del Cammino (ma conosco vari camminanti), mi inserisco con una personale opinione.

      Il Cammino si presenta come una vocazione, esattamente come quella di un ordine religioso.
      Un ordine però speciale, che ha in se stesso tutte le caratteristiche della Chiesa.
      Certamente chi vi aderisce ha fatto male i conti, ma nessuno è infallibile e siamo tutti fragili. Ognuno ha la sua storia e non si può sindacare su presunti errori altrui.
      Preferisco focalizzare l'attenzione sull'INGANNO perpetrato dal Cammino. Chi è in buona fede e ci casca è perché è stato ingannato.

      Il Cammino si propone come una vocazione speciale. E ogni vocazione va sì vagliata, ma è anche un po' rischiosa.
      Occorre perciò consapevolezza a cosa si va incontro, cosa che il Cammino cerca di evitare insistendo ossessivamente sul fatto che la vera fede non tiene conto della ragione (ma se la ragione senza fede è razionalismo, una fede irragionevole è superstizione e fideismo).

      Ma il rischio non si può eliminare del tutto, perché la nostra ragione non è infallibile e neanche il nostro atto di fede in una scelta (un conto è la fede rivelata, un conto è un atto di fede fatto da noi).

      Esattamente come gli ordini religiosi il Cammino si propone come una vocazione totalmente coinvolgente e si propone come una nuova "famiglia", spesso addirittura in contrapposizione con la prima. In questo dici bene.

      Il fatto, però, è che mentre un ordine religioso conduce a Dio, il Cammino no.
      Se un camminante rispetta le regole di Kiko (che NON sono approvate: è approvato solo lo statuto), non viene condotto a Gesù. E quando uno se ne accorge, e cerca Gesù, è ovvio che esce.
      Il Cammino si propone come "la" Chiesa. Ma è un INGANNO. E la gente ci può cascare. Per questo questo blog.

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  18. Mi sono perso qualcosa?
    Un neocatecumenale porta a suffragio della propria argomentazione il Rito Romano Tradizionale e parla di ascesi senza tacciarla di "stoicismo"?
    Penso che lei abbia le idee alquanto confuse, come le ha avute per anni il sottoscritto tentando un'improponibile quanto illogica quadratura del cerchio.
    Un consiglio: abbandoni il kikianesimo e si affidi la Sacra Dottrina rivelata, Dio provvederà.

    Tomista ex NC

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  19. domanda per Gino
    hai messo la tua vita nelle mani dei katekisti?
    dom

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  20. Insisto sul grande errore del Cammino, cioè che, col pretesto della fede, si combatte ciò che è umano, a cominciare dalla RAGIONE.

    Ma tra fede e umanità c'è corrispondenza.
    La fede, infatti, realizza l'umano al massimo grado, e anche più: fino all'ordine soprannaturale.

    E' vero: la natura umana è corrotta (anche se non del TUTTO, come dice Kiko contraddicendo il Concilio di Trento).
    Ma scagliarsi contro la ragione non è un modo per purificare la fede, ma è un modo per INQUINARLA.

    Negare l'umano è PERICOLOSO, perché nella vocazione (come nel matrimonio) Dio ordinariamente si manifesta attraverso tutta la nostra umanità, compresa la ragione!
    Se si nega l'umano, non si permette a Cristo, e perciò alla FEDE, di "incarnarsi" nella nostra umanità.
    Per contro, chi nega l'umano col pretesto della FEDE pura, pretende di "spiritualizzare" le proprie passioni e la propria superbia, cercando addirittura di divinizzarle.

    Se non è Dio a "incarnarsi" nell'umanità, è l'umanità corrotta a pretendere di divinizzarsi senza Dio.
    E poiché lo Spiriti Santo non si lascia possedere dalle passioni della carne, queste facilmente vengono "recepite" dallo spirito del male...

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    1. Mi duole dirlo ma astrattamente dico ASTRATTAMENTE ha ragione kiko e ne spiego i motivi.
      L’uomo, si afferma, è fatto a “immagine e somiglianza di Dio” e questo lo rende idoneo a INDIARSI, parola che Dante impiega nella sua Commedia che era letta regolarmente in chiesa. Ora però è accaduto un piccolo grande dramma nel corso delle ere. La capacità contemplativa è venuta meno come afferma molto esplicitamente il cattolico Raimon Panikkar (che non è proprio l’ultimo arrivato sul tema) e questo rende estremamente ardua la risalita anche al semplice livello di potenzialità non ancora espressa. Scrive il predetto: L’uomo moderno soffre di una atrofia di quel ‘terzo senso, terzo occhio’ ancora celebrato nei canti di gran parte delle culture, e che rende la vita meritevole di essere vissuta. La vita immortale non significa un’esistenza senza fine, ma la vita eterna vissuta nella nostra tempiternità” (Raimon Panikkar: Ecosophia, 55).
      A fronte di questa obliazione LA RAGION NON VALE e per questo bisogna praticare perché l’uomo è uno scrigno di possibilità e il “terzo occhio” (ovvero l’occhio della riunificazione contemplativa) è una di queste e quello che spinge a ‘praticare’ è il desiderio di restaurazione del perduto stato dell’essere di cui si avverte una inconscia nostalgia
      Se volete cassare Dante o Panikkar come la la mistica vittorina assai centrata su questo tema fate pure, ma ciò non cambia la sostanza delle cose

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    2. ANONIMO delle 9 e 37:

      Premetto che l'espressione "terzo occhio" nel parlare di mistica cristiana è quanto meno imprudente, perché aliena al cristianesimo ma non ad altre così dette "mistiche", e perciò è fuorviante. Non importa chi l'ha usata.
      La mistica cristiana, infatti, procede dalla GRAZIA portata da Gesù ed è perciò di origine SOPRANNATURALE, mentre la "mistica" indiana o comunque non cristiana, se va bene, può ridursi a solo un'esperienza psichica dovuta alla NATURALE, ma, in realtà, è influenzata, e MOLTO, da forze PRETERNATURALI, ovvero dal DEMONIO.

      La ragione e la fede procedono insieme, anche se ognuno a proprio modo (la ragione attraverso il dono naturale dell'intelletto, la fede attraverso la grazia soprannaturale), poi, a un certo punto, la ragione si ferma.
      Ma non è giusto dire (in senso assoluto) che la "ragion non vale", cioè che la ragione non vale più.
      Infatti, se non può più proseguire, può ancora discernere.
      E questo per almeno due motivi: 1) se la ragione ammettere la fede, non ne rimane mortificata. Anzi essa comprende che la fede può solo illuminarla anche nella sua natura di ragione e può potenziarla; 2) sebbene a un certo punto si deve procedere solo con la fede, anche in tal caso non si può andare CONTRO la ragione. In questo senso la ragione continua a fare da arbitro.
      Di fatto nessun mistero della fede diminuisce l'umanità e questa affermazione è dottrina della Chiesa.
      Per cui, vi fosse un mistico che afferma che nella ragione c'è un principio fuorviante, che dipende proprio dalla ragione in quanto tale e non da un suo uso improprio, siccome questa affermazione contrasta con la ragione, è certamente falsa. Qualunque sia il mistico.
      Non voglio cassare nessuno, se non gli errori.

      Certamente più in là della ragione c'è ancora la fede, e questo dà alla ragione un senso di vertigine, come si tuffasse nel vuoto.
      Ma la ragione SA che il vuoto non è vuoto, ma è "pieno" di Dio, e ragionevolmente si fida di ciò la supera.
      E, anche se non capisce, capisce che quel passo che è così vertiginoso che quasi sembra la contraddica, in realtà non la contraddice, ma la realizza.
      Al di là di ogni ragionevole aspettativa.

      Quando lei mi parla di "potenzialità non ancora espressa" mi sembra che non stia parlando di potenzialità dovute alla vita di grazia, ma siamo ancora a livello di natura.
      Un livello comunque pericoloso, in quanto i termini non sono chiari e anzi sono confusi, e in tale ambiente la natura può essere ingannata.
      Siamo in un terreno pericoloso sia perché è facile che si alimenti la superbia dovuta a presunti nei "poteri", sia perché è terreno di caccia del demonio.

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  21. Credo che Anonimo 20:29 sì riferisca al Cammino come a un percorso gnostico, al quale si aderisce con una certa consapevolezza che si prospetta un percorso oscuro, con prove, che porterà al termine una superiore illuminazione, propiziato da una sapienza che lentamente, progressivamente e a caro prezzo viene disvelata all'eletto.
    Ma non dimentichiamoci che chi entra in Cammino non lo fa nella saletta riservata dell'hotel Hilton dietro invito di un consigliere della fraternità degli illuminati: chi entra in Cammino, lo fa partecipando a ciò che crede essere un corso biblico in parrocchia, e desidera solo approfondire la conoscenza del prosaicissimo e aperto a tutti catechismo della Chiesa Cattolica, attratto dalla atmosfera di amore fraterno abilmente creata e dalla promessa di una totale gratuità.
    Quindi, non puoi dire: lo sapevi che stavi intraprendendo un percorso iniziatico altamente selettivo ed elitario, perciò in fondo te la sei voluta.

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    1. Ringrazio Valentina per il suo sforzo d’interpretazione autentica ma, senza offesa, preciso meglio. Visto che l’approfondimento libresco del testo sacro non ha nulla a che vedere con l’iniziazione di cui effettivamente, in presenza dei sacramenti, il cristiano potrebbe fare benissimo a meno (ma qui apriamo un altro discorso) sarà opportuno precisare che quando ho parlato della durezza delle iniziazioni, avevo infatti in mente, come esempio, quella buddista e quelle cavalleresche (cristiana e islamica) e non la “gnosi”. Queste sono ( o sono state pensando ai Templari) vie appunto durissime, iniziazioni, si badi bene, che si sviluppano solo ed esclusivamente sull’aspetto religioso dell’uomo in arme (non stiamo parlando di marines). Nel buddismo ci sono esercizi (le prostrazioni) in cui è presente un medico per soccorrere il praticante in casi di collasso. Niente salette, aragoste e sigari.
      Perché si possa parlare d’iniziazione occorre INDISPENSABILMENTE che il maestro abbia il pedigree necessario, ovvero che mostri la linea diretta che lo collega al fondatore di quella peculiare via (tipo Naropa Marpa Milarepa nel buddismo tibetano), solo il maestro qualificato è in grado di esercitare una concreta influenza spirituale sull’allievo, dico concreta, in apparente paradosso con la parola spirito, perché in vari passaggi si richiede la manipolazione anatomica(i “toccamenti”) di alcuni ‘sedi’ della fisiologia dell’adepto (di questi “osceni” toccamenti furono infatti accusati i Templari). Mi risulta purtroppo che le uniche manipolazioni parakikiane siano state operare da alcuni vescovi e presbiteri di santa romana chiesa ma con finalità lievissimamente differenti, il resto delle manipolazioni consiste, dando pieno credito a quello che ripetutamente riferite, in chiacchiere di gente esaltata, fanatizzata, “drogata”.
      Mi fermo qui

      Elimina
    2. Ho letto adesso la sua risposta a Valentina.
      Un conto è l'ascesi, ammessa anche dalla Chiesa, almeno fino a un certo punto, un conto è la GRAZIA.
      Un conto è il PECCATO, un conto è la SANTITA'.
      Della Chiesa non importa quello che fanno dei fedeli (ovvero: importa e molto, in quanto il peccato si oppone alla salvezza delle anime, ma solo in tal senso, perché la verità non viene intaccata).
      Ciò che importa della Chiesa è la VERITA' e la GRAZIA.

      Del resto non penso ci siano tante realtà che a livello dottrinale sono sempre state contro certe pratiche sessuali perverse.
      La dottrina della Chiesa è chiara e il fedele o il pastore che non la adempie, è chiaramente contro di essa.
      Le accuse che lei fa sono perciò accuse contro delle persone che sbagliano e non contro la dottrina della Chiesa che "miracolosamente" non cambia mai neanche in tempo della peggior crisi morale.

      Invece sette esoteriche e di vario tipo, così come certi filosofi sessantottini, hanno fatto delle perversioni sessuali dei "diritti".
      Per loro la pratica delle perversioni non erano una colpa e, anzi, rappresentava un atto di coerenza.

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    3. Appunto. Hai ben illustrato l'ambiguità di fondo di una "formula" che non ha nulla di Cristiano, o perlomeno di cattolico, o piuttosto è una falsa iniziazione, come hai detto sopra, e io aggiungerei, un percorso parallelo con contenuti cattolici su uno scheletro che ha attinto in modo superficiale allo schema del RICA, il percorso per il catecumenato degli adulti, sviluppatosi in maniera parallela, dandogli però valore sacramentale, come se Dio stesso avesse finalmente rivelato, o rinnovato la rivelazione, del vero ed unico percorso di accesso alle Verità rivelate.
      Kiko ha creato un acquedotto privato e a pagamento per accedere all'acqua della Grazia, liberamente disponibile a tutti nell'ambito della Chiesa (e in parte anche all'esterno, ma solo nella Chiesa in pienezza).
      I contenuti di fede del Cammino dovevano essere nascosti perché profondamente inquinati di modernismo e relativismo e, nei tempi in cui è nato il Cammino, ancora essi erano condannati e non ammessi, quindi per questo dovevano essere incapsulati e secretati.
      Questo era lo scopo della formula del Cammino, che Kiko ha ricevuto chiavi in mano, cosa dimostrata dal fatto che, personalmente, egli non ha avuto alcuna altra intuizione religiosa innovativa.
      Ha solamente lavorato, in mezzo secolo, a rendere il Cammino una trappola mangiasoldi intrisa di culto del leader, questo è stato il suo contributo personale, oltre ad apportare modifiche puramente estetiche per compiacere i Papi e riceverne il gradimento.
      Infatti, ciò che sta facendo crollare il Cammino, deriva dal fatto che modernismo e relativismo sono stati ampiamente sdoganati nella Chiesa attuale e non occorre più nascondersi per dire che è necessario tornare alla Chiesa delle origini, per dire che la Chiesa non deve essere gerarchica ma assembleare, per sminuire il Sacrificio eucaristico, il valore del battesimo, della confessione eccetera. Purtroppo il Cammino è stato sorpassato "a sinistra" da una Chiesa modernista e populista, per questo non ha più nulla da dire, se non tradendo le proprie origini e trasformandosi in un movimento neoconservatore anche nella liturgia e nella dottrina, oltre che nella morale.

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  22. @Valentina

    Esatto Valentina !!!

    Il punto è proprio quello, i nostri interlocutori neocatecumenali affermano, più o meno candidamente e aggiungo senza un pizzico di vergogna, che le persone che entrano nel CN sappiano ESATTAMENTE cosa stanno facendo.

    Affermano che tu, neofito del CN, :”Lo sapevi che stavi intraprendendo un percorso iniziatico altamente selettivo ed elitario, perciò in fondo te la sei voluta.”

    Questa è una bugia, anzi è la madre delle bugie su cui si fonda il CN.

    Quando vieni INVITATO alle “catechesi iniziali”, spessissimo, per non dire SEMPRE, non è specificato neanche che si tratta di incontri gestiti dal “movimento” del cammino neocatecumenale.
    Quindi, il “percorso iniziatico” inizia con una “BUGIA”.

    Lo ammette tra i denti anche il nostro commentatore anonimo del 6 febbraio 2020 20:29, che dichiara:” Se sei entrata nel cammino, sia pure nebulosamente informata e ci sei rimasta sapevi che non era una passeggiata, non era cosa da prendere a cuor leggero tipo investo nella mia supersalvezza a basso costo.”

    Quello che emerge dallo stesso commento è una “BUGIA” ancora più EVIDENTE:

    “Del resto anche negli Ordini ciò accade. se si prende il velo si assume un nome nuovo, la famiglia, come nucleo affettivo si allontana, la vita è votata a Dio, non v'è spazio per altro.”

    Paragonare il CN all’entrata in un ordine religioso è una cosa senza senso.
    Il CN non è un ordine religioso.

    Il CN è un “movimento” laico con uno statuto concesso dalla Chiesa.

    Non ci sono VOTI di ingresso, non ci sono spiegazioni sul percorso, non è possibile neanche fare domande, è previsto un semplice ascolto.

    “Questo te l'ha detto kiko o ti ha presentato una via facile, agevole fatta di canti, balli e allegre convivenze fra iniziati amiconi con uno sfondo di aragoste e sigaroni cubani, tipo paradiso in terra?”

    E qui il nostro anonimo (che non si degna neanche di dare continuità ai sui interventi dandosi almeno uno pseudonimo), sbaglia ancora, perché l’immagine iniziale del CN è proprio quella di cui parla con tanto spregio.

    “La fede viene dall’ascolto” questa è la frase preferita dei catechisti laici del cammino neocatecumenale, durante la prima fase del CN.
    E questa frase è correttamente Cristiana, ma, tradotta nella neo-lingua degli “iniziati”, significa che: “la fede nel CN viene dall’ascolto della NOSTRA predicazione”.
    Il problema è che lo capisci dopo, molto ma molto dopo, perché il CN punta sui cristiani che non frequentano e non conoscono la Chiesa.

    Non posso proprio stare a qui a spiegarti tutte le altre BUGIE che ti raccontano nel CN.

    Continua….

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  23. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  24. Continua….

    Ci sono migliaia di pagine su questo blog, dal 2006 ad oggi che spiegano, nel dettaglio TUTTO o quasi tutto quello che avviene nel CN, è possibile fare una ricerca per argomenti usando parole chiave, lo può fare chiunque, è semplice e ci sono davvero tanti argomenti, tante testimonianze e tantissimi “fatti concreti” come piace ai nostri interlocutori neocatecumenali.

    È tutto scritto, nero su bianco, sono citati eventi, date, personaggi, documenti, sono presenti link per internet.
    Ho letto tante cose sul CN, ho parlato con tante persone della mia parrocchia, di altre parrocchie e di altre regioni, ad oggi penso che non esiste un blog come questo, che ha davvero scandagliato a fondo la realtà neocatecumenale.

    Sono stato tanti anni nel CN e sono sempre più consapevole di essere stato preso in giro.
    Per assurdo, chi frequenta il CN da semplice “piccolo” neocatecumenale, è il più disinformato in assoluto sulla realtà del CN e viene tenuto, di proposito, a restare disinformato.

    Non è stato facile uscire, ma non c’erano altre strade, il CN è una strada UNICA a senso UNICO che và percorsa esattamente come ti dicono di percorrerla.
    “Il cammino non è per tutti” ed è vero, perché non tutti sono ADATTI al cammino, è il cammino che seleziona le persone e lo fà secondo una schema prestabilito.
    Chi accetta lo schema va avanti, chi lo rifiuta o semplicemente lo mette in discussione, viene scartato.
    Il cammino applica al contrario la parabola del buon pastore, se la pecorella si perde è colpa sua, il pastore neocatecumenale non ha alcuna responsabilità, quindi la dimentica, cancella le sue tracce e dice alle altre 99 pecore che è una “grazia” essersi liberati della pecora “cattiva” che frenava e rallentava il perfetto “percorso iniziatico” del gruppo , verso la “conversione”.
    E lo fa senza scrupoli o sensi di colpa , perché la cosa più importante è tenersi strette le altre 99 pecorelle.

    Se cerchi la “verità assoluta” sul CN, mi dispiace per te ma l’uomo non può dartela, se ti accontenti di una ottima approssimazione della “verità” allora sei nel posto giusto.

    Non posso dirti altro, perché anche io sono ancora alla ricerca della “verità” e penso che non mi basterebbero un milione di vite per trovarla.

    LUCA

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    1. Luca, posso dire?
      La parola iniziazione è molto seduttiva ed è solo da poco (così mi risulta poi magari mi sbaglio) che la Chiesa la impiega in documenti ufficiali, dopo averla avuta invisa per secoli proprio perché ricordava la massoneria con la quale, diciamo, la Chiesa non era proprio in ottimi rapporti.
      E’ seduttiva un po’ come certi santoni che appaiono periodicamente come le tempeste tropicali, tipo Gregg Braden (uno fra i tanti), che conducendoti in “luogo sacro” (a scelta vanno più o meno bene tutti), dove sono presenti “le energie”, succede che, miracolosamente, per il solo fatto di essere seduti comodamente sotto un olmo, e dopo aver comprato e/o frequentato il suo corso, ecco che le predette energie ti illuminano e ti cambiano per sempre la sordida vita tramutandola in una meravigliosa avventura.
      Io non ci credo, sarò limitato ma non ci credo. Il lungocrinito Braden è una vera e propria industria che ha molto di kikianesimo per movimento di denaro e suggestione indotta ed ha, anch’esso, molti adepti convinti, visto che è trent’anni che imperversa per il mondo.
      Per conseguenza io non voglio mettere la croce a nessuno, anch’io sono rimasto a volte fregato nella vita, difficile trovare chi non lo sia mai stato e per davvero vale nella circostanza l’espressione “chi sono io per giudicare?” ma una parola mi sento di dirla. E la parola è questa: se una persona associa la parola iniziazione a via agevole tipo CePu per laurearsi (le “energie” appunto), si dimostra superficiale, ingenua e sprovveduta perché basta leggere qualche libro serio in giro, nonché servirsi della sola logica (facoltà della ragione) per accorgersi che il parto iniziatico non può essere che doloroso, estremamente doloroso.
      Lo è per i buddisti per gli indù, per i nativi americani e per gli sciamani che, per effetto dell’iniziazione vengono fatti a pezzi e ricomposti (nel senso che provano l’esperienza dello spezzettamento iniziatico come Osiride morto e ricomposto) e via discorrendo.
      L’iniziazione è quindi una vera “passione” e da come commenti si dimostra che non hai ben chiaro il problema, ovvero la portata ENORME DI RESPONSABILITA’ CHE CI SI ASSUME, IN MATERIA RELIGIOSA, DICHIARANDOSI CONFERITORI DI UNA INIZIAZIONE, parola che, evidentemente, per scivolamento semantico (come esoterismo del resto che è il “lato interno ella dottrina tradizionale” e non c’entra niente con il satanismo) è passata a indicare, in campo profano, il semplice APPRENDIMENTO di un mestiere e o di un’arte e non l’immissione alla COMPRENSIONE dei Misteri di quella o quell’altra dottrina (resta impregiudicato il fatto che si possa ritenere che tutto ciò siano bubbole. Qui si parla per metodo e principi non entrando merito all’efficacia della specifica via).
      Inoltre, se non si mostra una linea di trasmissione non ci si può autoiniziare e qui gli autoiniziati sarebbero addirittura 3.
      Per cui, concedimelo, una certa ingenuità, superficialità e suggestione c’è stata ed essa ha accompagnato il tuo (vostro) esordio altrimenti ti (vi) saresti iscritti alla facoltà di teologia o a uno dei tanti corsi di approfondimento delle Sacre Scritture che le parrocchie mi risulta facciano, oppure a un gruppo di preghiera o a un terzo ordine (e lì andavate davvero sul sicuro!). Dico questo molto serenamente e fuor di polemica
      E fatela un briciolo di autocritica!

      Elimina
    2. Scusami anonimo,non ti offendere, ma sarebbe opportuno che ti firmassi con uno pseudonimo qualsiasi e magari usassi sempre lo stesso quando pubblichi le tue risposte.
      Darebbe un senso di continuità ai tuoi discorsi e renderebbe più semplice risponderti.

      Detto questo, sono d'accordo su quello che scrivi.

      "E fatela un briciolo di autocritica!"

      Ti sorprenderesti su quante volte mi faccio una severa autocritica riguardo ai tanti anni, (troppi), trascorsi nel "movimento" neocatecumenale.

      Purtroppo non posso tornare indietro e comunque forse non servirebbe a nulla.

      Vedi caro anonimo io sono consapevole di avere agito con leggerezza quando ho aderito al CN, ma il parroco che lo ha portato in parrocchia era una gran brava persona, devo a lui il mio riavvicinamento alla Chiesa.
      Questo parroco è stato importante per tutto il popolo parrocchiale, è stata una persona splendida.

      Ho impiegato anni a capire che ha sempre smussato sapientemente gli spigoli del CN e che ha sempre scelto personalmente e magari con grandi battaglie personali, ottime persone come catechisti laici neocatecumenali.

      Ti premetto che non era un sacerdote uscito dai seminari neocatecumenali.
      I parroci non sono tutti così, infatti i suoi successori (preti neocatecumenali) non sono riusciti a seguire la sua linea ed hanno mollato il timone ai catechisti laici neocatecumenali scelti dal CN e senza diritto di voto dei "nuovi" parroci ncn.

      E' stato l'inizio dei problemi e non solo per me, ma per tutta la parrocchia.
      In 30 di cammino neocatecumenale sono stati racimolate faticosamente meno di 150 persone in un bacino di 15000-20000 parrocchiani.
      Ti dico solo che la 1° comunità ha subito 7-8 fusioni per stabilizzarsi su un numero di circa 40 persone di cui il 80% ben oltre i 60 anni.

      Ti premetto che con i parroci ncn, la parrocchia è stata "blindata" a tutte le altre realtà.
      Solo e solamente il CN.
      Un fallimento "pastorale" ed umano pesantissimo.
      Non ti racconto altri particolari perchè non ce la faccio umanamente a rievocarli e perchè non sono storia nuova per tutti gli ex che scrivono in questo blog.
      Conoscere questo blog mi ha aiutato tanto, mi ha fatto capire che lo "sbagliato" non ero io e ti assicuro che non è scontato quello che dico.
      Mi sono sentito per anni la pecora nera, il ribelle,l'apostata, il disubbidiente, il giuda, l’irriconoscente ed anche il "tiepido" del gruppo.
      Senza questo blog forse avrei ancora gli occhi chiusi, anzi per dirla alla neocatecumenale, pieni di "fango".
      Ho rischiato di distruggere il mio matrimonio, ho creato dissidi nella mia famiglia di origine, ho obbligato i miei figli ad entrare nel “movimento” a 12-13 anni e mi sono scontrato con la loro decisione di uscire dal “movimento”.
      Oggi mi sento rinato, consapevole dei miei limiti umani, degli errori che ho fatto e dei rischi che ho corso aderendo ad una “setta”, per inseguire un “falso” cristianesimo di facciata.
      C’è stata una “prova del fuoco” in cui sono passato, prova che ha tentato di distruggere tutto quello che avevo creato di buono nella mia vita.
      Sono sopravvissuto e faticosamente ho ripreso in mano la mia vita, non l’ho fatto da solo, ho sentito la forza del Signore che mi ha cullato tra le sue braccia e mi ha rimesso in pista.
      Oggi sono una persona "nuova", con tanti problemi, tante paure, tante cicatrici ma tanta speranza e molta più fede di prima..
      Quindi, ben venga l’autocritica , ci stà tutta ed anche un po di più.
      Mai fidarsi ad occhi chiusi e mettere la propria vita nelle mani di un altro uomo.
      Ma concedimi e concedi agli altri ex le attenuanti “umane”, come tu hai sapientemente detto, dell’essere ignoranti di cose della Chiesa e di fidarsi troppo della tonaca sacerdotale.
      Per oggi mi fermo qui.

      LUCA

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    3. Anonimo, non ho assolutamente idea di quanto possa essere "costosa" in tutti i sensi una iniziazione di quelle "autentiche"; so che le iniziazioni farlocche (quelle del Reiki, della Sokka Gakkai, di Scientology, degli Arancioni ecc.) costano moltissimo e portano spesso alla follia, al suicidio, sicuramente all'azzeramento psicologico ed economico.
      Il neocatecumenato di Kiko, mi pare che tu concordi, è una iniziazione farlocca.
      Ma a differenza di quelle che ho nominato prima, e di mille altre, non si espone come un percorso spirituale unico ed originale, ma come un modo di vivere la comune fede cattolica.
      Quindi mi devi far capire da cosa uno dovrebbe capire di star entrando in un itinerario esoterico tipo "lacrime sudore e sangue".
      Entrare in Cammino è più facile e "light" della partecipazione a qualsiasi altra associazione cattolica; inoltre prendono tutti, ma proprio tutti: brutti, sporchi e cattivi...non importa loro, o sembra che non importi, all'inizio. Poi, sono una associazione cattolica come tante altre...
      Che poi, solo dopo anni (!!!), quando ormai sono intervenuti forti legami affettivi ed identitari, ci si renda conto del "costo" del Cammino, è vero...e qui, al blog, partecipano coloro che ci hanno riflettuto su e probabilmente solo dopo la propria uscita hanno capito qualcosa del funzionamento del Cammino. Se leggi o ascolti invece i neocatecumenali attivi, spergiurano che non è assolutamente così...Non sono sempre in malafede...sono solo delle rane bollite.

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    4. Mah Valentina le iniziazioni (oltre a quelle per classi d’età) ci sono in tutte le “grandi religioni” ma anche nelle società native, con modalità diverse a seconda di come è strutturato il rapporto con il sacro. Per conseguenza, in linea di massima, basta seguire le varie scuole e si arriva al fondatore di quella linea di trasmissione iniziatica che spesso è parente (nel senso che fa parte della medesima famiglia spirituale) del fondatore di quella tal religione o, addirittura, è il dio stesso che indica nel suo mito i passaggi da operare per trasmutare il devoto adepto che lo segue (Demetra e Kore, Osiride dio morto e risorto o Ra che invece non muore, per questo si parla di iniziazione solare).
      L’investimento è tutto sulla propria persona ed evidentemente v’è una rinuncia-abbandono dei beni e degli affetti, questo almeno nelle “grandi religioni”, (Budda lasciò la moglie e il figlio amandoli entrambi nonché il regno, egli era infatti re). Lo dico per cronaca non per altro. Invece in quelle native funziona diversamente perché i beni sono in comunione e la proprietà individuale è minima (come a dire non hanno neanche gli occhi per piangere secondo il nostro sentire). Non è il caso di insistere perché l’argomento è sterminato. Il punto, semmai, è un altro, ovvero che da un certo momento in poi della pratica uno da iniziando diventa iniziato, ovvero trasmuta in un batter d’occhio (il richiamo paolino, a memoria, è voluto) e si trasforma (ovvero letteralmente si va al di là della forma) non è in uno stato di iniziando perenne. Da qui la frase “Cristo vive in me”, sempre in relazione a quell’indiarsi dantesco (L’opera di Dante è il tracciato preciso d’una iniziazione cristiana)
      Chi può oggi serenamente affermare “Cristo vive in me” evidentemente permanentemente come effetto di trasformazione integrale che richiede evidentemente una kenosis? Mi svuoto di me e il mio essere diviene perfettamente aderente alla volontà divina, chi può dirlo? Giro la domanda a voi perché di esseri simili non ne conosco.
      Alla domanda ti devo una risposta e ci arrivo adesso. In qualsiasi percorso iniziatico l’adepto deve possedere delle qualificazioni i cui segni solo il maestro conosce, come più semplicemente avviene per le vocazioni in cui comunque si è selezionati. Tra gli sciamani ti sceglie lo “spirito”, non si diventa sciamani per capricciosa volontà ma per chiamata. Il cammino, democratico, fa il contrario, vorrei dire senza offendere nessuno che la filosofia parrebbe essere “venghino signori venghino più gente entra più bestie si vedono”.
      Questo è già dimostrazione di grande malafede.
      Un appunto fraterno (permettimi) a Luca. Luca per quanto posso comprendere qui l’unico imputato è colui/coloro che non ha/hanno impedito che tale contraffazione (se di contraffazione si tratta dando pieno credito alle innumerevoli dichiarazioni prodotte) si spargesse ubiquitariamente. Le mie erano sottolineature non critiche e comunque, per richiesta riconoscibilità, mi firmo con il mio nome di battesimo così dovessi reintervenire non ci sono equivoci
      Antonio

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    5. Grazie Antonio.
      LUCA

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    6. Antonio:

      Tu domandi: Chi può affermare che Cristo vive in me in modo totale? Nessuno. Può farlo la Chiesa a posteriori, nel canonizzare i suoi santi.
      A noi non rimane che mettere le nostre intenzioni di amore verso Gesù e la sua Chiesa, che credere e cercare di operare bene per come possiamo e affidarci alla misericordia di Dio, sapendo però che Lui è più intimo a noi di noi stessi e ci ama più di quanto noi ci amiamo. Anzi, ci ama con tutto se stesso e, perciò, infinitamente del suo stesso amore!

      Riguardo alla iniziazione, è vero, anche la Chiesa ha la sua iniziazione, ma non come percorso gnostico, cioè che si basa sulla forza e sulla volontà e sulle capacità dell'uomo, ma che si basa solo su Dio. L'uomo è certamente chiamato a partecipare con la sua natura ma la GRAZIA non viene da lui, ma solo da DIO.
      L'iniziazione cristiana non richiede di più di quanto si può dare. Non si può dire: "Se non ci riesci, si vede che la Chiesa non è per te", come dice il Cammino ad alcuni, ma la Chiesa è per tutti, anche per chi umanamente sembra un incapace a comprendere e a operare.

      Ma la prospettiva della GRAZIA richiede la fede. Senza la fede la Chiesa può assomigliare a una qualsiasi società umana o, per chi crede in Dio, a una religione come le altre.
      Un po' come un'ipersfera che, se per assurdo potesse esistere fisicamente, ci apparirebbe come una normale sfera a sole 3 dimensioni e noi la studieremmo come una qualunque sfera.
      Per chi vede la Chiesa in modo solo umano, non rimane che l'annuncio (quello vero non quello eretico), in cui si nasconde misteriosamente la GRAZIA soprannaturale.

      Eppure anche in questo caso la ragione può aiutare a preparare un terreno adatto affinché la grazia attecchisca.
      Una retta ragione, che si basa su fatti veri e inseriti nel giusto contesto, non solo vede la fede della Chiesa come possibile, perché la ragione non può escludere qualcosa che la supera, ma la vede come compatibile con la piena e totale realizzazione dell'uomo, una realizzazione che supera le sue stesse aspettative rispondendo a tutte le sue esigenze.
      Inoltre una retta ragione non liquiderebbe i miracoli ma, anzi, li studierebbe e rimarrebbe senza risposta davanti ad essi, rendendosi conto che solo la fede li può spiegare.
      Questa è la vera apertura di mente e di cuore. L'apertura alla verità e perciò chiusura alla menzogna.

      Naturalmente non basta perché la fede non è solo convinzione umana, ma è una "convinzione" soprannaturale che in se stessa richiede la carità divina e perciò l'adesione e l'unione mistica a Cristo attraverso il suo corpo che è la Chiesa.

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    7. Preciso a scanso di equivoci: la "convinzione" della fede, essendo soprannaturale, non ha nulla a che fare con un'opinione, ma è certezza assoluta in tutti i sensi. Anche nel senso che non può progredire (se non nella COMPRENSIONE) in quanto è piena in se stessa e non può essere integrata con altre visioni di vita, quasi fosse allo stesso loro livello, ma può integrare ciò che è compatibile con essa. Non a caso Gesù la chiama "Verità tutta intera" (Gv 16,13)

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  25. LUCA, non e' che non riesco a tenere un confronto a livello di tastiera, credo soltanto che venire a toccare con mano la realta' in cui vivo sia meglio di tante chiacchiere. Parto, dal fatto che spesso voi dite, i figli hanno problemi, i matrimoni hanno problemi, hanno problemi con la parrocchia etc.etc. ti volevo solo mostrare che la vs esperienza non e' uguale ala mia. Io rispetto il fatto che tu te ne sia uscito, tu rispetta me ed il fatto che continuo. Attenzione non sto dicendo che sei un ineducato ma il fatto che appoggi determinati argomentazioni, che i camminanti sono tutti invasati per Kiko, per esempio, non risponde assolutamente alla realtà. Se vuoi, il mio invito e' sempre valido. Gino

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    1. Gino, rispondo io volentieri a te. Tu dici che non è vero che tutti i figli di coppie in Cammino hanno problemi, e non è vero che tutti i matrimoni in Cammino hanno problemi, ma non mi sembra che qualcuno abbia affermato che non è così. Chi scrive nel blog, adesso, come negli anni passati, riporta generalmente la sua esperienza, che ovviamente non è detto che sia valida per tutti. Tuttavia, su diversi punti spesso le esperienze coincidono, o sono molto simili, e non crediamo che sia un caso. Il problema del Cammino non sono i figli con o senza problemi o i matrimoni riusciti o con problemi o falliti. Il problema fondamentale del Cammino neocatecumenale è che è un movimento che agisce e opera in seno alla Chiesa Cattolica, ma adotta molte "prassi" non previste dalla Chiesa cattolica o in contrasto con essa. Te ne cito alcune: strapotere dei catechisti laici, ai quali si dovrebbe obbedienza cieca, eucaristia non in linea con le prescrizioni della Chiesa cattolica, testi delle catechesi non si capisce se mai realmente approvati, tappe non sottoposte al vaglio dell'autorità ecclesiastica e non approvate, richiesta della decima, celebrazioni di fatto a porte chiuse, violazione frequente del foro interno della coscienza durqnte gli scrutini, insegnamento del magistero della Chiesa e teologia piegati ai propri fini (vedi la trattazione del peccato, della ragione che sarebbe "nemica" della fede, della procreazione, ecc., ecc., ecc.). Quindi tu puoi pure portare la tua esperienza, ma questa non cambierà di una virgola la nostra opinione del Cammino neocatecumenale, perché la nostra opinione è basata su un'esperienza diretta spesso durata molti anni, su molti fatti concreti vissuti e sperimentati. Niente e nessuno potrà convincerci che quello che abbiamo sperimentato non è vero. Riesci a capire questo? Se poi tu nel Cammino ti trovi bene e ti piace, nessuno ti impedisce di continuare, e nessuno ti manca di rispetto perché tu frequenti il Cammino. Più volte è stato detto che nel Cammino ci sono anche persone in buona fede che cercano sinceramente di approfondire la loro fede.

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  26. Luca,Libera,Valentina ecc...piû chiari di cosî non potevate essere,chi aderisce alle prime catechesi lo fā perchë vuole migliorarsi nella fede,avviene il momento che il cristiano battezzato ha sete della parola di Dio,e magari non gli basta la sola omelia del sacerdote.
    Io sono entrata in cammino da un invito fatto dal mio parroco(da poco arrivato) durante una messa,ci sono andata fiduciosa perché alle catechesi era presente anche Lui.Non sapevo nulla che c erano preti che uscivano dai seminari di Kiko,poi piû avanti ho scoperto che il mio parroco era uno di quelli.
    Quando si sta dentro,si pensa che tutti conoscono il cammino,ma in realtâ non é cosī,ci sono persone in parrocchia che fanno parte anche della pastorale e non sanno nulla,neanche chi é Kiko,l hanno scoperto da quando é arrivato questo nuovo presbikiko,che predilige gli adepti del cammino ai cristianucci della domenica,compresi chi da anni fa parte della pastorale,questi si sono visti tolti da alcuni incarichi che avevano da anni,perché il presbikiko ha voluto che fossero i kikiani a farlo.
    Dicevo:quando sono entrata ero allo scuro di questo percorso,mi sono fidata.La cosa piû che non sopportavo,(come diceva Libera)erano quelli con la veste bianca,che pur avendo raggiunto il traguardo,erano i peggiori di tutti:ARROGANTI,PRESUNTUOSI,BUGIARDI e con aria di ONNIPOTENZA.
    Tutto questo da fastidio al cristiano che sta lî e che veramente vuole fare sul serio.
    Per mia grazia sono arrivata appena al secondo passaggio e sono uscita da quest' incubo,solo perchë avendo fatto giâ in precedenza catechismo della chiesa cattolica apostolica romana,e avendomi letto un libro sul catechismo della chiesa,piano piano capivo,ovvero ero certa che quello che si faceva e si diceva in comunitâ,era un altra cosa.
    Io sono cresciuta in una famiglia che praticava la chiesa e facevano parte della pastorale,da mia nonna a tutti gli altri membri della famiglia,quindi...quando raccontavo alla mia famiglia,(perchè mi veniva chiesto)le cose di lå dentro,rimanevano sconcertati.Hanno fatto il diavolo a quattro per farmi uscire da quelle tenebre,ma Io ho tardato questa mia uscita,solo perché mi dispiaceva lasciare alcuni,che credevo amici😂,ma in realtâ ho perso solo tempo prezioso,visto che sono spariti tutti.
    P.S Sin dall' inizio avevo notato che dare la comunione in quel modo non era corretto,e l ho avevo anche detto ai catechisti,che mi tranquillizzavano dicendomi:LA CHIESA Ë D ACCORDO.

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    1. Oggi la cosa che mi infastidisce,e che la Chiesa,non solo non prende provvedimenti,ma non ha mai fatto cenno che c erano preti "diversi"da quelli che escono dal seminario diocesano,credo che sia un diritto di ogni uno di Noi saperlo,non si sâ mai,si puō capitare in una confessione con uno di questi,e sei bello e aggiustato per le feste,vieni sicuramente sviato del tutto,lo dico perché mi é giâ capitato,un presbikiko,( che io non conoscevo,quindi non immaginavo che era del cammino)in una confessione mi ha dato della BIGOTTA,perché gli avevo detto che ero uscita dal cammino,e che ora facevo parte della pastorale in parrocchia.
      Da quella volta,faccio molta attenzione,ovunque mi trovo, prima di andarmi a confessare mi informo chi é il sacerdote.Ora a parte tutto,Io penso che la chiesa ha commesso un grandissimo errore,perché da questo VIRUS,é difficile che se ne Libera,c é troppa gente OTTUSA in giro per il mondo,non ci scordiamo che CRISTO é stato messo in CROCE proprio per il fatto che non ė stata accolta la veritā,nonostante che avevano visto i miracoli.

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