lunedì 3 febbraio 2020

ORA COME ALLORA: NEL 1994 ZOFFOLI L'AVEVA CAPITO. RICORDIAMOLO. CAPITOLO II°

Le critiche di padre Zoffoli al Cammino Neocatecumenale dopo più di un quarto di secolo sono ancora fondatissime ed attualissime poiché in tutti questi anni il Cammino è rimasto lo stesso, cambiando al più in alcuni aspetti del tutto secondari.

Nel rileggere oggi la lettera di padre Zoffoli al direttore perpetuo di Radio Maria si resta sbalorditi su come il Cammino continui ad essere sempre più "potenza economica" e sempre meno "potenza spirituale". Ma si sa, MAMMONA regge, finché può, a dispetto anche della fede.

Grazie anche al confratello padre Vittorio Lucchetti, padre Zoffoli era venuto in possesso di soli tre volumi dei mamotreti di Kiko e Carmen, che furono più che sufficienti per riconoscervi il guazzabuglio di eresie.

Qui sotto, la seconda parte del testo della lunga lettera di padre Zoffoli. La prima parte era stata pubblicata a questo [link].


II
LA MIA BATTAGLIA

Carissimo P. Livio, sopra ho detto che Lei ormai è passato apertamente al campo neocatecumenale. Ma la carità cristiana mi obbliga a supporre che sia in buona fede, perché ignora quanto sto per comunicarle; ed anzi penso che sia all’oscuro principalmente dei presupposti dottrinali del Cammino, unico motivo della mia reazione, determinata non da cattivo umore o antipatia per Kiko-Carmen e collaboratori, e assai meno per ragioni personali di rivalità o rancore; ma esclusivamente dal dovere di sostenere la causa della fede.
Mi dica: ha mai letto le catechesi contenute in alcuni ciclostilati di Kiko-Carmen? Li elenco:
  • Orientamenti alle Equipes di Catechisti per la fase di conversione (Madrid, febbraio 1972). La copia da me esaminata, che risale al marzo del 1982, è stata curata dal Centro Neocatecumenale «Servo di Jahvè in san Salvatore», P.zza S. Salvatore in Campo. Roma, tel.: 6541589). È la raccolta più ampia, sistematica, conosciuta e discussa. Consta di 373 pagine, di non facile lettura;
  • Orientamenti alle Equipes di Catechisti per lo "shemà" (Appunti presi dai nastri degli "shemà" fatti da Kiko e Carmen ad alcune Comunità di Roma e Madrid nel 1974, pp. 110);
  • Orientamenti alle Equipes di Catechisti per la Convivenza della Rinnovazione del primo Scrutinio battesimale (Appunti tratti dalle catechesi di Kiko e Carmen a Madrid nel 1972, con aggiunte del 1986, pp. 14).
L’avverto, rev.do P. Livio, che nel mio volume (Eresie del Movimento Neocatecumenale) esamino soltanto il 1° degli Orientamenti, il più importante; mentre, nell’altro (Magistero del Papa e Catechesi di Kiko), studio anche il 2° e il 3°, da cui ho appreso alcuni dati anche più significativi e compromettenti sotto un certo riguardo.
Precisamente questa serie di Orientamenti costituisce la base da cui muove la mia non ancora confutata protesta contro il Cammino.

Dunque, non sono in questione le «idee», «i sentimenti», «le intenzioni» e assai meno la «vita privata» di Kiko-Carmen; ma unicamente le loro parole che essi hanno lasciato registrare e ciclostilare, destinandole ai catechisti.
Io mi sono limitato ad esaminarle e notarvi gli errori contra fidem: ne avevo il dovere e anche la competenza, almeno quanta può averne ogni comune credente informato della dottrina della Chiesa.
Dovevo attendere che la Gerarchia si pronunciasse?
È quanto Lei osserva in una lettera di qualche anno fa: «Argomenti così importanti vanno studiati dall’Autorità ecclesiastica, e solo quando l’Autorità ecclesiastica avrà espresso un parere autorevole, ne daremo notizia attraverso i mass media». Ora, ciò, oltre ad essere molto comodo, è semplicemente ingenuo, insostenibile… Avverta bene che non si tratta di questioni disputate, di sottigliezze teologiche; ma di eresie, di gravi eresie.
Se il Magistero si è già espresso da millenni solennemente, categoricamente e ripetutamente contro determinati errori, ai fedeli spetta solo il dovere di insorgere per redarguire chiunque osa riesumarli, senza pretendere che il Papa torni a condannarli. A che scopo il Magistero se non illuminasse i credenti, sì da renderli capaci non solo di professare pubblicamente la propria fede, ma anche di difenderla? Nel Catechismo della Chiesa Cattolica leggo che la confermazione «ci accorda una speciale forza dello Spirito Santo per diffondere e difendere con la parola e con l’azione la fede, come veri testimoni di Cristo, per confessare coraggiosamente il nome di Cristo e per non vergognarsi mai della sua croce» (n. 1303).
Se, dunque, devo combattere contro ateismo e materialismo, laicismo e relativismo, storicismo e modernismo, perché non dovrei condannare un cammino neocatecumenale che avvia ad un battesimo negatore di fondamentali verità del Cristianesimo?
Più d’uno ha ripetuto che io me la sarei presa contro «mulini a vento», come avrebbe potuto farlo un esaltato, un attaccabrighe… Ora, se ciò può offendermi, non mi potrà mai convincere: da chi mi è contrario esigo ragioni criticamente valide, degne di gente seria. E per questo che ancora una volta torno in prima linea, augurandomi che Lei, buon P. Livio, conosciuta la verità, si renda conto della eccezionale gravità del caso.

Libro di un cosiddetto "catechista"
del Cammino, "catechista" per 22 anni
III
AUTENTICITÀ DELLE FONTI

Qualche sprovveduto ha avuto l’impudenza d’insinuare che le catechesi da me esaminate non sarebbero di Kiko-Carmen, ma inventate o qua e là interpolate, travisate e alterate da me o altri, specialmente nei punti più incriminati.

Incontrovertibile invece è il fatto che:
— degli Orientamenti elencati, il primo è redatto dal Centro Neocatecumenale di cui sopra. Potei averlo da un amico, a sua volta confidente di un presbitero di una comunità della diocesi di Viterbo; [ndr: si tratta delle fotocopie del sopracitato p.Lucchetti fatte fin dal 1986; per evitargli vendette neocatecumenali, p.Zoffoli non ne fa il nome; alcuni anni dopo lo rivelerà p.Lucchetti stesso]
— il 2° e il 3° mi sono stati forniti da un religioso, presbitero di alcune comunità, già da lui assistite per una quindicina di anni;
— i tre tipi di Orientamenti contengono la medesima dottrina, ampiamente confermata dai molti ex-neocatecumeni, che oltre tutto mi hanno confidato le ragioni per le quali non intendevano più seguire il Cammino, pur riconoscendo onestamente che in un primo tempo ne avevano tratto del bene. Posso esibire gli originali delle lettere ricevute dai medesimi. Peccato che non ho pensato di registrare le numerose confidenze avute nel corso di visite personali e conversazioni telefoniche…;
— il 1° degli Orientamenti è quello medesimo esaminato precedentemente da altri che se ne erano interessati scrivendone su giornali e riviste. Un alto prelato della Curia Romana ne aveva preparato una confutazione fin dal 1979;
[ndr: si tratta quasi certamente di mons. Landucci, di cui è in corso il processo di beatificazione, ed al quale era stata commissionata una sintesi sulle eresie del CNC, da sottoporre personalmente a Giovanni Paolo II, fresco di salita al soglio e già notoriamente infatuato dei movimenti.
Kiko e Carmen si erano incistati a Roma da neanche dieci anni e le loro comunità erano numericamente ancora irrilevanti, ma nella Curia romana avevano già capito - anche da eventi come la Laudatio del cardinal massone Bugnini nel 1974 - come sarebbe andata a finire. Dopo alcuni anni, a gennaio 1983, quella confutazione fu pubblicata sulla rivista «Sì, sì, no, no», come se fosse divenuto inutile l'insistere a proporla a Giovanni Paolo II].
— che poi il contenuto dei vari Orientamenti sia esattamente quello da me posseduto e studiato lo dimostra il fatto che finora nessuno ha sollevato obiezioni, come sarebbe stato doveroso per difendere la verità e fugare ogni ombra sull’ortodossia del Cammino. Alludo specialmente a membri della Gerarchia…;
— un paio di anni or sono vennero a visitarmi due eccellenti personalità neocatecumenali: Giampiero Donini e il Vice-Rettore del Seminario Redemptoris Mater, di cui non ricordo il nome… Com’è ovvio si parlò molto anche degli Orientamenti; ma i medesimi non osarono accusarmi di aver fondato la mia critica sopra un falso.
* * *
Essi credono di non doversi mai difendere. Ma al riguardo, aggiungo che mi sembra pietosamente pretestuoso interpretare il consiglio evangelico del «perdono» e del «silenzio» quando non si tratta di reagire a delle offese personali, ma principalmente di purgarsi di un’accusa che per se stessa è motivo di scandalo per credenti e miscredenti; mentre sarebbe doveroso opporre alla medesima una chiara e coraggiosa professione di fede, che basterebbe a risolvere tutte le controversie.
I neocatecumeni non riflettono che i veri offensori sono stati loro nell’impugnare verità di fede per le quali i Martiri hanno versato il sangue e che per tutti i credenti sono ragione di vita, non avendo altro di più caro e geloso su questa terra.
Quanto a me, non ho fatto altro che imitare l’esempio degli Apostoli, da Paolo a Pietro, da Giovanni a Giacomo e Giuda, sempre durissimi nel colpire i nemici della fede, come Gesù non era stato mai tenero contro scribi e farisei.
Per questo, la letteratura patristica non è stata meno decisa e pungente contro tutte le aberrazioni dottrinali: la preposizione «contra» precede decine di scritti di Apologisti, da Taziano ad Ireneo, da Tertulliano ad Ippolito, da Origene ad Atanasio, da Gregorio Nisseno ad Ambrogio. Nelle opere di S. Agostino essa figura non meno di 14 volte…
Ingenui, illusi, violenti uomini della loro statura? Tali oggi sono giudicati quanti ancora credono nella verità e possiedono delle certezze assolute. Ma si tratta di un giudizio possibile solo a gente dal «pensiero debole», capaci soltanto di dubitare e irridere.

Nessun dubbio, dunque, sull’autenticità della fonte principale del mio studio. Io, del resto, sarei sempre pronto a riconoscerlo, se qualcuno me lo dimostrasse.


Ma guarda? "MOLTI EX NEOCATECUMENALI" esistevano anche ai tempi d'oro negli anni '80/'90…
Ed anche loro inizialmente ne erano stati attratti (dallo sfavillare delle luci).
C'erano, oltre a Zoffoli, alti prelati che avevano preparato confutazioni…
Ma, nonostante tutto, il Cammino Neocatecumenale si è fatto spazio tra "chi conta", molto meno tra "chi non conta"…

26 commenti:

  1. Prima di padre Zoffoli c'era stato anche padre Virginio Rotondi (1912-1990), gesuita, noto per la trasmissione radiofonica domenicale Ascolta si fa sera negli anni '70, e per aver fondato il Movimento Oasi nel 1950.

    Nell'internet non trovo tracce della denuncia di p.Rotondi delle eresie del Cammino, tranne gli accenni fatti da p.Zoffoli. È comprensibile che in un torbido periodo sia sociale che ecclesiale - gli anni '70, quelli della rivoluzione sessuale (trainata anche nella cinematografia), quelli del boom economico, quelli del terrorismo brigatista, quelli delle esagerazioni liturgiche postconciliari, quelli della legalizzazione di aborto e divorzio - un movimentino di poche parrocchie romane come il Cammino abbia ricevuto poca attenzione (tranne che dal cardinal massone Bugnini, nome in codice BUAN), potendosi inoltre far forte della segretezza interna e dell'assenza di strumenti non controllabili da Kiko come l'internet, le fotocamere, ecc.

    Non trovo motivi per pensare che l'innominato «alto prelato» non sia mons. Landucci (p.Zoffoli non ne fa il nome, come se il Fanzaga già conoscesse bene il caso; Landucci era morto nel 1986, per cui non era necessario definirlo anonimamente «alto prelato» per proteggerlo dalle vendette neocatecumenali). Ma è importante ricordarlo perché è la conferma che chiunque analizzi il Cammino partendo dalla fede cattolica, riconosce il guazzabuglio di eresie e di strafalcioni. Il Cammino ha ingannado vescovi, clero e fedeli per troppo tempo. E già più di 40 anni fa, nel 1979, alla Santa Sede e al Papa giungeva documentazione sufficiente a prendere i seri provvedimenti che ancora non sono stati presi. Evidentemente la mafia neocatecumenale ha molte ramificazioni e molti punti d'appoggio per ricattare.

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    1. suoi primi anni di attività, ma il fatto che il Vaticano ne sia stato messo al corrente e che la sporca faccenda sia stata puntualmente insabbiata.

      Ora, alla luce di certi recenti scandali, la cosa non ci sorprende.

      Per esempio fin dagli anni '50 il fondatore dei Legionari di Cristo era stato denunciato per abusi e molestie. Le denunce - da parte di persone la cui vita spirituale e materiale ne era risultata devastata - sono proseguite per decenni, da parte di sempre nuove vittime: eppure Giovanni Paolo II, per imperscrutabili motivi, aveva deciso di soprassedere. Alla morte di Giovanni Paolo II uno dei primissimi atti del pontificato di Benedetto XVI fu quello di condannare Maciel e obbligarlo a una vita di isolamento e di preghiera. A poco a poco i fedelissimi di Maciel cominciano ad ammettere che sì, avevano fatto "copertura" di Maciel, tacendo e ubbidendo quando costui spariva per settimane intere limitandosi a chiedere soldi.

      Da giovincello avevo persino scritto un articoletto in difesa di Maciel, partendo dal presupposto che il padre di tante buone vocazioni dovesse essere necessariamente un sant'uomo. Che ingenuo. Infatti la vocazione è una chiamata personale da parte di Dio a cui si dà una risposta personale, risposta che dura tutta la vita e che non dipende dalle circostanze iniziali in cui è maturata la vocazione. Ovvio che il terreno più fertile per una vocazione è quello della fede, a partire dalla famiglia, dai cattolici e dai sacerdoti incontrati lungo la propria vita. Così, la sola nomea dei Legionari - sacerdoti tutti d'un pezzo, attenti alla liturgia, senza sconti sulla dottrina, estranei alle vaccate postmoderne al punto da passare talvolta per tradizionalisti - e la presenza di ottimi sacerdoti nei loro posti di comando anche periferici, era stata sufficiente a calamitare giovani che veramente desideravano donarsi a Dio, nonostante il fondatore avesse messo in piedi il suo piccolo regno solo per cavarne denaro, potere, e impunità sul piano sessuale.

      Giovanni Paolo II non poteva non vedere con favore questi giovani sacerdoti... e finì per porgere orecchio alle voci non proprio disinteressate che silenziavano e insabbiavano gli scandali, magari venendone ripagate dal fondatore con denari e prebende. Fondatore che aveva inventato - guarda caso - un "voto di silenzio" per silenziare le coscienze dei suoi. Che infatti è stato abolito proprio al nascere dello scandalo una quindicina d'anni fa.

      Ed è anche venuto fuori (dopo tante inascoltate denunce) che il gran bel libro di spiritualità del fondatore era per gran parte un plagio da un sacerdote di lingua spagnola.

      Solo un ingenuo può pensare che "in alto loco" ci siano solo ecclesiastici impavidi, incorruttibili e profondamente amici della giustizia di Dio. Il caso dell'esecrabile McCarrick - di cui papa Francesco sapeva le porcherie - valga come esempio definitivo: noialtri poveri cristiani della domenica non sappiamo a quali assurdi compromessi, quali trame di ricatti, quali cascate di lusinghe, vengono sottoposti gli alti papaveri vaticani. Per cui abbiamo ragione a far pubblicamente presente ciò che è di fatto di dominio pubblico e che in alto loco fingono di non notare.

      Il fatto che papa Francesco sapeva ma non ha mosso dito nel caso di McCarrick, qualunque sia il motivo, non può bastare a rendere "innocente" il McCarrick. Il fatto che Giovanni Paolo II era stato messo al corrente di Maciel ma lo difese fino alla fine non implica che Maciel diventi innocente delle porcate commesse per molti decenni.

      E il fatto che in alto loco ci si muova solo di fronte agli scandali... beh, è proprio vero: necesse est enim ut veniant scandala.

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    2. verumtamen vae homini per quem scandalum venit

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    3. Vorrei insistere a far notare questo punto, perché qualsiasi movimento o associazione di un certo successo può vantare di essere stato "perseguitato agli inizi". Il successo dipende infatti dall'aver portato una novità; se non porti novità, nessuno avverte il bisogno di seguirti perché praticamente sei la stessa cosa degli altri movimenti e associazioni. Perciò se porti qualche novità, dai automaticamente fastidio a chi vorrebbe mantenere l'ordine precedente - indipendentemente dal fatto che la novità sia buona o cattiva.

      Noi, in qualità di cattolici, possiamo apprezzare solo le novità buone, quelle già collaudate dai santi e dimostrate efficaci (essendo novità "già collaudate", non sono propriamente "novità").

      Se una bambina mette le mani in un cassetto contenente chip, resistori e transistor, e ne fa gadget per le sue bambole, non può essere considerata un genio dell'elettronica, ma solo una che gioca con oggetti di cui non capisce né il valore, né la funzione, né il significato, né la storia.

      Allo stesso modo quando due autonominati "iniziatori" si mettono a giocare con cose che non conoscono - con la storia della Chiesa, con la dottrina cattolica, con la liturgia - non sono santi, ma sono solo due schifosi eretici (non hanno mica l'alibi che erano bimbi inconsapevoli) e campioni di superbia.

      La "novità già collaudata" che Kiko e Carmen potevano portare - cioè il costituire comunità numericamente piccole e cementate dalla preghiera e dalla liturgia vissuta con più devozione - l'hanno inquinata loro stessi fin dagli inizi, poiché lo scopo di Kiko e Carmen non è mai stato il promuovere la salvezza delle anime ma solo il campar di rendita, ubbiditi, temuti, riveriti, applauditi e soprattutto pagati, a costo di riversare sui malcapitati le più ignobili eresie e panzane.

      E hanno campato di rendita non solo sui soldi altrui, ma anche sul buon cuore altrui: tanti fratelli che con sincerità erano disponibili a sacrificarsi, a partire, a darsi da fare. Nostro Signore chiederà severamente conto dell'aver sprecato i frutti di quel buon cuore.

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  2. Quello che mi dà maggiore disgusto riguardo al Movimento Neocatecumenale è che nel mucchio, succhia anche da persone molto ingenue, ma fondamentalmente rette, che veramente cercano Dio.

    Conosco personalmente tante persone, tante famiglie addirittura partite per la missione, tanti preti, che mi fosse chiesto definirei "brave persone".

    In effetti, laddove non accadono situazioni limite, queste persone non si possono rendere conto bene di ciò a cui stanno aderendo.
    E' molto più difficile, di punto in bianco, cominciare a pensarla diversamente, accorgersi che quelle che hai creduto sempre erano delle storture belle e buone, si tende a minimizzare le criticità come cose "normali".

    Per esemplificare: ho conosciuto da sempre un ragazzo figlio di catechistoni che poi entrò in seminario R.M.
    Lo frequentavamo anche da seminarista, ci capivamo, era un buon tipo, umile, obbediente...
    Divenne presbitero e, quando noi cominciavamo ad essere in forte crisi, già ci accorgemmo che prendeva il distacco, che non ci capiva, che ripeteva i mantra neocatecumenali, senza farsi nemmeno una domanda.
    Ad oggi, che è presbitero già da diversi anni, ho saputo che alcuni "fratelli" in crisi che hanno richiesto i suoi lumi, credendo di trovare accoglienza, sono rimasti malissimo dall'averlo trovato freddo, perentorio, "amico del nemico"...

    E' così che, senza nemmeno accorgersene, questo tizio che era partito con buone premesse, adesso è diventato il "classico presbitero neocatecumenale". Non credo proprio che se ne sia accorto. Ma gli altri sì.

    Il CNC fagocita gli animi, fa credere alle persone di seguire una buona via, ma solo quando succedono questioni ci si può accorgere di che via si tratta. E non tutti nemmeno se ne accorgono.

    Questo mi disgusta del CNC: insieme ai lupi ci sono gli agnelli, che hanno avuto sempre il solito pastore e non dubitano della sua "cura". Solo quando e se l'agnello si fratturerà una zampa, potrà capire se il pastore lo cura a dovere oppure no. Finché pascola solo l'erbetta, non si fa domande sul pastore.

    Poi esistono, ed in grande quantità, quelli che pur essendosi resi conto di che razza sia il pastore, hanno paura a lasciare quel gregge, perché si ritroverebbero da soli e credono di non potercela fare.

    Nel CNC, purtroppo, c'è una grande varietà di persone che ti si avventeranno contro solo quando costrette da fatti precisi, per la difesa del Movimento. Fino a quel punto non sembravano così male, anzi, sembravano (o erano) molto in buona fede, ma si scatenano appena annusano che stai ostacolando il loro camminare, la loro appartenenza. A quel punto, non vogliono capire o non vogliono mostrare di aver capito, per mantenersi il nido caldo.

    Ecco come il CNC sciupa anche quelli "in buona fede", rendendoli potenziali mostri quando sentono minacciata la loro appartenenza. Fino a quel punto, sembrerebbero i più amabili.

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  3. Libera e Tripudio, è sempre più chiaro che dietro al CNC c’è un disegno molto più complesso.
    Anche Lino era d’accordo con te.
    Non è possibile che il CN abbia potuto fare quello che voleva per 50 anni senza nessuna copertura da parte di “alcuni uomini di Chiesa”.
    A capo della fondazione Famiglia di Nazareth c’è un alto prelato, dietro ogni seminario neocatecumenale c’è un personaggio importante che da il proprio consenso.
    Il CN erige seminari senza una regolamentazione chiara da parte della Chiesa, cosa impossibile senza un avallo importante, ed una ovvia connivenza, da parte della Chiesa stessa.
    Anche la situazione della Chiesa tedesca, con una tassa statale sulla “FEDE”, ricalca il clichè della “Decima” neocatecumenale.
    Nell’altro libro di Padre Ariel “E Satana si fece trino” , il sacerdote racconta alcune esperienze personali vissute in Germania, in alcune mi è sembrato di rivivere certe situazioni che ho vissuto personalmente nel CN.
    Kiko ed il suo CN sono burattini in mano ad un burattinaio ben più potente e preparato di questi falsi profeti, venuti dal nulla e destinati al nulla.
    Kiko e Carmen volevano il potere, volevano la fama e gli onori, qualcun altro voleva cambiare la Chiesa dall’interno.

    Diversi anni fa , su un articolo dello Spagnolo “El Mundo” si parlava delle “Armate del Papa” riferito al Giovanni Paolo II, primo sostenitore dei “movimenti” : Opus Dei, Legionari di cristo, Comunità di S.Egidio, Focolarini, Neocatecumenali, etc.
    Sappiamo come è finita con il fondatore dei Legionari di Cristo, sappiamo molto meno delle altre “organizzazioni”.
    Sappiamo come è andata con lo statuto del CN, statuto nato zoppo, con il riferimento ad un “Direttorio fantasma”, mai approvato completamente e mai pubblicato.
    Sappiamo come và con le celebrazioni Eucaristiche del CN, che violano da 50 anni impunemente l’OGMR, “Ordinamento Generale del Messale Romano”.
    Sappiamo come funzionano i Super-Catechisti del CN che dettano legge a parroci e Vescovi.

    Continua….

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  4. Continua….

    Noi ex-nc non ce la prendiamo con il CN solo sul piano personale ed umano, se così fosse le nostre critiche, quantitative e non religiose, potrebbero sembrare immotivate e appunto personali e/o indirizzate verso comportamenti sbagliati del singolo, mentre, prendendo sul serio le dottrine di questo movimento religiosi e criticandolo sul piano, appunto, religioso, liturgico e dottrinale, le nostre critiche diventano perfettamente oggettive.
    La mancanza di un confronto serio proprio sui contenuti del CN che sono segreti e segregati, rende ancora più difficile il confronto ma non gioca sicuramente a favore del “movimento” cammino neocatecumenale.
    Anzi , la sua voluta e studiata impermeabilità e mancanza di trasparenza , alimenta e produce sempre nuove critiche e situazioni assolutamente opache, al suo interno e verso l’esterno.

    Tutto questo non è casuale, c’è dietro un disegno preciso e puntuale, che, nel caso del CNC stà fallendo perché la gente ha capito finalmente con chi ha a che fare e li abbandona al loro destino.
    Se noi ex-neocatecumenali, carichiamo a testa bassa il CN , lo facciamo per degli ottimi motivi, perché è ora di scoprire il loro gioco sporco, ma dobbiamo capire che dietro al CNC c’è altro, ci sono “personaggi importanti” che hanno permesso lo scempio neocatecumenale , sfruttando, a proprio vantaggio, i successi iniziali di questo falso movimento cristiano.
    Ora questi stessi “personaggi”, come si comporteranno quando il “carro infuocato” del CN si scontrerà con il suo inevitabile ed umano fallimento?
    Si prenderanno le loro responsabilità nei riguardi dei neocatecumenali o lasceranno affondare il CN senza preoccuparsi di quei 500.000/600.000 poveracci che hanno sacrificato la loro esistenza in nome di un IDOLO ?
    La storia è maestra di vita, quindi penso che il CNC, alla morte di KIKO saranno abbandonati all’oblio.
    Anzi, penso che quei stessi “personaggi”,che li hanno protetti e sostenuti, saranno i primi rottamatori del CN, saranno i primi persecutori di quel “movimento” eretico che hanno creato e usato per diventare “importanti”.
    È un mio pensiero personale e come tale non alcun valore.
    Ma sono sempre più convinto che il male non sia raffigurato “solo” da questo CN, sempre più specchietto delle allodole, ma da una mentalità distruttiva ben più potente e ben più nascosta.
    È chiaro che il CN và estirpato, è un male vero e reale, ma teniamo gli occhi aperti e troviamo la forza ed il coraggio con l’aiuto di DIO di guardare AVANTI.
    Se nel Medioevo, liberare il Santo Sepolcro era un fine anche giusto, le crociate non sono state il mezzo ideale, ma sono state usate da qualcuno per fare “altro” e spostare l’attenzione da “ben altro”.
    LUCA

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  5. Sono perfettamente d'accordo con te, ma su una cosa dissento.

    Secondo me il CNC non patirà dell'assenza di Kiko, perché come tu dici (e lo penso anche io), Kiko è solo il burattino di burattinai più potenti. Lo è sempre stato.
    Kiko è il soldato, gli strateghi sono altri.

    Per cui il progetto deve andare avanti, anche senza Kiko, che alla fine è ininfluente, l'importante è il "programma".

    Se il CNC decadrà, non sarà affatto ad opera della Chiesa, ma ad opera di nostro Signore, che non permetterà più nuove adesioni, confinando il Movimento ad un insieme di clan familiari, sempre meno seguiti dai figli dei figli.

    Già il Signore lo sta mostrando, già lo sta facendo, ma il CNC, come un ariete, ancora a testa bassa mostra i suoi "successi", che già da anni sono solo economico-finanziari-immobiliari.

    Lo dice la Scrittura no? "Gli inferi non prevarrano"...

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    1. Libera, con o senza Kiko il CN ha fallito.
      Kiko è un capo carismatico, anzi l'unico capo carismatico da cui i neocatecumenali ancora oggi , forse, accettano ordini.
      La fine del CN non è legata a Kiko, ma senza Kiko penso che la fine procederà più celermente.
      Sono d'accordo con te che la Chiesa starà ancora in finestra, ma quei personaggi che hanno ricavato qualcosa dal CN hanno capito che è finita, quindi o cambieranno il progetto o lo seppelliranno
      per salvarsi la faccia e nascondere le prove del loro coinvolgimento.
      Come te ho fiducia nell'altissimo, che non avrà problemi ad annullare quei "successi" economici-finanziari-immobiliari, che di Spirituale non hanno proprio nulla.
      LUCA

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  6. Segnalo un'intervista di don Ariel a La Fede Quotidiana sulla modifica del Padre Nostro che si conclude così:

    Un’ultima domanda sul Cammino neocatecumenale sul quale di recente ha pubblicato un libro: che cosa fare per limitarne la portata?

    “Possiamo solo sperare che questa aggregazione che ha recato tanti danni alla Chiesa e al Corpo dei Fedeli, si dissolva divorandosi da sé stessa al proprio interno. Considerando che ormai viviamo in una Chiesa nella quale, tra barche di migranti messe sugli stemmi cardinalizi e croci di legno che penzolano dal collo dei nuovi vescovi pauperisti, molti aspirano a divenire vescovi e cardinali cavalcando in modo trasformista e spregiudicato l’onda, però, una responsabilità, o anche una assunzione persino minima di responsabilità, quella non se la prende proprio nessuno. Figurarsi chi mai oserebbe, oggi, fare la voce grossa ai Neocatecumenali”.

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  7. A prescindere da tutto questo,Io credo che la chiesa, dovrebbe difendere la dottrina costi quel che costi,e per quanto riguarda il cardinale Bugnini, quello poi andava scomunicato e non allontanato.

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    1. Purtroppo, anche se non abbiamo fatto la "circoncisione della ragione" alla maniera neocatecumenale, certe logiche ci sfuggono.

      A chiunque è capitato di dover tacere su un'ingiustizia, a volte anche per lunghissimi periodi, perché il tentare di affrontarla avrebbe creato danni maggiori di quelli che si volevano evitare.

      Ma nel caso del Cammino, le ingiustizie contro gli uomini, contro la fede e contro Dio, sono talmente tante, che è assurdo pensare che per decenni sia stato meglio lasciar correre.

      Si considerino ad esempio alcune testimonianze pubblicate su questo blog riguardanti i sacrilegi eucaristici neocatecumenali:

      - da parte di una suora

      - dalla Polonia

      - dall'Italia

      - da un sacerdote spagnolo

      - dalla Danimarca

      - dall'Italia

      - dal parroco di sant'Andrea delle Fratte, a Roma, nel 1992...

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  8. Leggere ciò che scrive Padre Zoffoli è come bere acqua pura. Nello scorso thread (colgo l'occasione per ringraziare Libera per aver preparato tanti articoli così interessanti) qualcuno aveva messo in dubbio addirittura la salvezza eterna di questo sacerdote e teologo. Naturalmente, noi possiamo essere sicuri solo del fatto che i santi siano approdati in Paradiso, ma io penso che un'anima che abbia amato così tanto la verità e che ancor oggi, tramite i suoi scritti, contribuisce al suo ristabilimento, non può che essere stata ispirata direttamente da Dio e da Lui guidata.
    Cito la frase di padre Zoffoli in questa lettera a padre Livio:

    Quindi non sono in questione le «idee», «i sentimenti», «le intenzioni» e assai meno la «vita privata» di Kiko-Carmen; ma unicamente le loro parole che essi hanno lasciato registrare e ciclostilare, destinandole ai catechisti.

    Tante volte qui ci occupiamo anche delle intenzioni, delle incongruenze e delle problematiche personalità dei fondatori del Cammino.
    Ma alla fin fine ciò che veramente catalizza la nostra attenzione sono le parole di questi soggetti, parole non certo solo pronunciate, ma parole fissate su carta e interiorizzate quasi siano un quinto vangelo.
    Sono le parole di Kiko e Carmen che combattiamo, consci del fatto che i due abbiano strumentalizzato la buona fede di tanti credenti portandoli lontano dal retto cammino.

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    1. "Sono le parole di Kiko e Carmen che combattiamo, consci del fatto che i due abbiano strumentalizzato la buona fede di tanti credenti portandoli lontano dal retto cammino."

      Grazie Valentina

      LUCA

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  9. Certo, Padre Livio, "difensore" dei neocatecumenali, sta ancora al suo posto guidando un popolo devoto alla vergine. Gino

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    1. Ecco il tipico fratello neocatecumenale: si riconosce dal fatto che il suo criterio per capire le cose è il Potere o il Denaro. Il commento delle 19:04 riguarda dunque il Potere.

      Per chi non lo sapesse, Radio Maria fu attivata nel 1982 da don Mario Galbiati e un gruppo di giovani cattolici. Il Fanzaga vi è giunto dopo, estromettendone Galbiati e i suoi. Da quella poltrona non si è più schiodato (costringendo il Galbiati a fondare Radio Mater (cfr. wikipedia). La verve del Fanzaga ha contribuito al proseguimento del successo della radio, perché il "popolo" di cui parla il neocatekiko c'era già.

      Fanzaga ha quindi cavalcato l'ondata Medjugorje pubblicando diversi libri che, a rileggerli oggi, suonano particolarmente imbarazzanti perché lodano senza sosta soggetti che già erano sotto inchiesta per scandali vari. Non risulta che se ne sia mai pubblicamente pentito, né risulta che si sia pubblicamente pentito per aver dato per scontate le presunte apparizioni di Merdjugorje, sulle quali la Chiesa ancor oggi non si è espressa positivamente (e non lo farebbe in ogni caso mentre ancora continuano). Ma si sa, certi autori non amano la verità, ed evitano di lisciare le bestie contropelo (cfr. ad esempio la Miriano).

      Ora, «a chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più» (cfr. Lc 12,48): e il compagno Livio "Stalin" Fanzaga dovrà rispondere non solo dell'aver ignorato la documentata e fondata lettera di padre Zoffoli, non solo dell'aver proceduto a epurazioni brutali (eliminando da Radio Maria i soggetti sgraditi alle curie e al Bergoglio), ma dovrà gravissimamente rispondere anche di quel "popolo mariano" al quale ha somministrato ciò che gli faceva economicamente comodo. Inimicarsi il Cammino può essere economicamente pericoloso - per esempio Kiko riuscì a intimidire perfino l'editore di padre Zoffoli, Carmen Hernández non esitò a comandare che nessun kikos comprasse più i libri di Daniel Lifschitz - e lo stesso libro di Lino Lista, inserito nel catalogo delle Paoline, fu cancellato brutalmente dal catalogo dopo appena due giorni (il tempo che qualche topo di redazione facesse le dovute escalation).

      Insomma, il solito cretineocatecumenale che alle 19:04 si è firmato "Gino", crede di convincere il prossimo a suon di frasi preconfezionate - esattamente ciò che fanno i cosiddetti "catechisti" del Cammino. E dal momento che il Fanzaga opportunisticamente finse di non capire la lettera di padre Zoffoli - anche dopo che tale lettera fu pubblicata nell'internet anni dopo, ed è validissima ancor oggi - allora il fratello "Gino" si sente in dovere di "santificare" il Fanzaga credendo così di aver difeso il Cammino. Senza neppure capire che il variegato "popolo devoto alla Vergine" è devoto alla Vergine, non al Fanzaga. E che l'ingannare gli uomini non serve certo ad ingannare anche Dio.

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    2. Piccolo dettaglio tecnico: avete notato? Quando parla un kikos esala solo due o tre slogan; quando rispondiamo ad un kikos, documentiamo, diamo circostanze, spieghiamo, testimoniamo, diamo riferimenti.

      Sul piano psicologico è come se il kikos intendesse solo fare violenza ("è così e basta! adeguatevi!"), mentre è come se noi intendessimo dimostrare la verità e ragionare (dico "noi" perché non sono affatto il solo; qui sono solo quello che scrive di più).

      Per il tipico kikos esiste solo il tripode Kiko-Carmen-Cammino, tutto il resto o vi si adegua oppure è "demonio-faraone-persecuzione". Se Kiko dicesse "ma Adolf Hitler non ha fatto niente di male", tutti i kikos improvvisamente diverrebbero nazisti. Per i kikos il resto del mondo - inclusa la stessa Chiesa, il Magistero, la Tradizione, ecc. - se non può essere piegato al kikismo-carmenismo allora è da dimenticare, da buttar via, da fingere di credere che non esiste.

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  10. Il popolo devoto alla Madonna, grazie a Dio, è molto più ampio di quello degli affezionati a Radio Maria né ha necessità della guida di nessuno, padre Livio o altri, che non siano la Vergine stessa.
    Noto che, come osserva giustamente by Tripudio, la mentalità neocatecumenale si conferma essere gretta, interessata ai numeri, al peso, al potere; ma non argomenta mai o quasi mai le proprie affermazioni, usate per ferire e fuggire, non mai per approfondire.
    Nel caso di Radio Maria, essa viene difesa solo per l'amicizia di padre Livio nei confronti del Cammino, e per questo viene usata, non certo apprezzata, perché, per un catecumeno che si rispetti, essa non può essere altro che un covo di religiosi naturali.

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  11. Per il camminante medio il mondo è diviso in due parti:

    I PRO cammino;
    I CONTRO cammino;

    Questo gli viene insegnato e ripetuto CONTINUAMENTE per tutta la VITA.
    LUCA

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  12. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  13. Quello che mi colpisce delle parole di padre Zoffoli, è che lui non si sofferma sulle cose secondarie, su cui si può passare sopra in quanto non toccano l'essenziale, e non ne fa una questione di simpatia o antipatia, ma va alla FEDE.

    Ciò che preoccupa del Cammino non è tanto un modo di proporsi particolare, una gestualità inusuale (che potrebbe non voler esprimere significati alternativi a quelli della Chiesa), alcune esagerazioni prese per se stesse, e non sono nemmeno le inesattezze dette, che vanno corrette, ma se non vogliono esprimere volutamente delle eresie, non vanno considerate errori gravi.

    Ciò che preoccupa del Cammino sono i CHIARI e OSTINATI errori contro la fede, che producono ABUSI GRAVI, sia liturgici che contro le persone, e ABITUDINI peccaminose, come il calpestare i frammenti del Pane consacrato.

    Perciò, alla luce di queste eresie, anche le particolarità del Cammino che, di per se, potrebbero non essere considerate gravi in quanto non essenziali, vanno lette come espressione di eresie.
    Ad esempio un vocabolario diverso, oppure una rilettura semplicistica della storia della Chiesa e un'enfasi esagerata del Concilio Vaticano II.

    Nel Cammino, infatti, il vocabolario diverso è atto a esprimere concetti teologici diversi da quelli della Chiesa, mentre la lettura semplicista della storia della Chiesa è atta a sminuire la Chiesa del pre Cammino, e l'enfasi sul Concilio Vaticano II in realtà non riguarda tanto il Concilio, ma il Cammino stesso, la nuova forma della Chiesa, quasi che, con Kiko e Carmen, il popolo di Dio, tornato dopo Costantino alla religione naturale, o comunque al fariseismo giudaico, sia stato chiamato a una nuova Pasqua, come se la prima avesse bisogno di essere ripetuta.

    La critica al Cammino, perciò, non è dovuta a una questione di chiusura mentale o spirituale, ma a una questione di FEDE.
    Si può e si deve essere apertissimi, purché, però, riguardo alla fede si serrino i ranghi.
    Non c'è da aver paura a cercare nuove strade, purché si rimanga legati alla Tradizione e sottomessi alla Chiesa, così come un trapezzista non deve temere di provare nuovi difficili esercizi, purché sotto ci sia la rete.

    Penso cheLe eresie neo moderniste sono dovute non tanto alle esigenze di tanti di dialogare col mondo, quanto alle risposte che si sono date a queste esigenze, e perciò al significato che si è dato alla parola "dialogo" e a come esso si è attuato. Lì occorreva mettere persone alla padre Zoffoli.
    Così, forse, alla guida del Cammino la Chiesa avrebbe dovuto porre padre Zoffoli, o un uomo saggio ma rigido sui principi di fede, come lui.

    A questo punto il problema sarebbe stato: Kiko e Carmen avrebbe ubbidito alla Chiesa. Io credo di no.
    E se non avessero ubbidito, i camminanti avrebbero seguito la Chiesa o Kiko e Carmen? Il credo che una buona parte avrebbero seguito i fondatori e abbandonato la Chiesa.

    Ma chi non ama la Chiesa più del suo movimento di appartenenza, lui vive in una setta o, comunque, è come se vivesse in una setta.

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  14. Anche la gestualita' inusuale vuol dire molto,mi fa ancora male ricordare l'immagine del mio parroco con le mani in tasca durante la recita del Padre Nostro al termine della prima catechesi nc cui ho partecipato,unico tra l'altro in tutta l'assemblea,quasi a voler conferire la guida di tale preghiera al catechista laico.
    Mi chiedo ancora:perche'...perche'

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  15. Te lo dico io il perché.

    E' previsto dal mamotreto ed il parroco "obbedisce", molto insanamente, appunto perché lui è il parroco e "potrebbe" fare gesti senza scandalizzare.

    Ma nel mamotreto Kiko DIXIT, anzi Carmen:

    "Al padre nostro NON ALZI LE MANI CHE QUELLO CHE INIZIA,
    perchè la gente non è abituata e finchè non è catechizzata, SI URTEREBBE.
    Invece chi presiede lo faccia con forza e con fede.
    Se ha dato la sua esperienza e non si è presentato come
    perfetto, ma come uomo in sincera conversione, la gente accetta
    molto bene che sollevi le mani al Padre nostro."

    Ecco che invece, a quanto pare, su certuni ottiene pure l'effetto opposto, perché tu giustamente dici che quello che ti "ha urtato" è stato vedere il parroco con le mani in tasca al Padre Nostro...

    Quelli si credevano di interpretare il "sentire" delle persone, ordinando "accorgimenti" a vanvera, ma in realtà non interpretavano un bel nulla.
    E' come il togliere i crocifissi dalle scuole per "non urtare" quelli atei o di altre religioni, perdendo totalmente la nostra identità.

    Ogni gesto fatto da Kiko è "suggerito" nei mamotreti: "ora Kiko prende la croce", "ora Kiko indica il fonte battesimale"...
    A noi veniva "suggerito", per esempio, di prendere la croce ed alzare la voce al kerygma.
    Chi non lo faceva, perché magari si imbarazzava a recitare, veniva considerato uno che non "dava forza al kerygma" e quindi veniva brontolato.

    Ma i catecumeni semplici, di questi escamotages da catechisti, che ne sanno??

    Alcuni come te si "urtano", molti nemmeno se ne accorgono...

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  16. Ma il problema vero è un altro. Sono cose che risalgono a un'altra epoca, parliamo degli anni 60/70!
    Il mondo è cambiato.
    Ma i mamotreti vanno riportati a pappagallo sempre. Non stento a credere che ancora oggi qualcuno faccia simili teatri insensati.
    Era scritto così e così andava fatto, se no lo spirito (kikiano si intende) non avrebbe potuto insediarsi.

    Pax

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  17. A me, rileggendo, oggi scandalizza molto anche che si dica "CHI PRESIEDE", sottintendendo un LAICO.

    Se c'è il prete, presiede lui, normale.

    Invece no.
    CHI PRESIEDE è "QUELLO CHE INIZIA"..., tanto siamo tutti sacerdoti...

    Ma come mai certe cose si capiscono solo "DOPO" essersi disintossicati????

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