venerdì 7 febbraio 2020

ORA COME ALLORA: NEL 1994 ZOFFOLI L'AVEVA CAPITO. RICORDIAMOLO. CAPITOLO IV°

E allora, leggendo che si era avvisati fin dagli inizi, che in più di una persona competente e tanti fuoriusciti già 20-30 anni fa palesavano il virus che stava facendo ammalare la Chiesa, anche se non l'unico, la domanda ci sorge spontanea… Dice un vecchio adagio: "Uomo avvisato, mezzo salvato". Come mai allora, nonostante tutti quei ben documentati "AVVISI", il Cammino Neocatecumenale non è stato ancora censurato? "Ora come allora", continuano le stesse ERESIE, la stessa "potenza" (economica), il Cammino Neocatecumenale non si è MAI ravveduto. Quindi, perché esiste ancora?

Proseguiamo qui sotto con la quarta parte della lettera di p.Zoffoli al direttore di Radio Maria, inviata a febbraio 1994. Le parti precedenti sono a questi link: terza parte, seconda parte, prima parte. Proseguiremo con le successive nei prossimi giorni.



COSA PENSARE DELLE ERESIE
DEL CAMMINO?

Rispondo: quel che ne ho pensato sempre spiegandolo ripetutamente nelle mie pubblicazioni. Voglio augurarmi che questa lettera valga pure ad esprimere le convinzioni delle persone più equilibrate e oggettive tra le file del clero e del laicato: gli estremismi e la faziosità non piacciono a nessuno. Sarei disonesto sostenendo che nel Cammino tutto è negativo; e un incosciente, se affermassi tutto il contrario.

  • A) Elementi positivi
Sono associati al fatto che molti individui, in seno al C.N., sono in buona fede e, qua e là, anche ricchi di fervore, pronti al sacrificio, disponibili alla grazia. Si tratta di gente avida della Parola di Dio, attratta dalla figura di Cristo; consapevole delle aberrazioni morali di una società dominata da una cultura materialistica ed atea; preoccupata del momento critico vissuto dalla Chiesa; bisognosa di coalizzarsi, distinguersi, difendersi dalla nefasta influenza del mondo.
Altro lato positivo, certamente fondamentale, è il programma di un «neocatecumenato» volto a scoprire il valore del battesimo e viverne il senso più profondo, secondo le esigenze di un’autentica vita di grazia…
Non meno sapiente e apprezzabile l’organizzazione secondo la quale i membri del Cammino sono raccolti in piccole comunità, operanti sotto la direzione di un responsabile, esemplare ed esperto…
Com’è ovvio, si tratta di aspetti validi come condizioni di una religiosità per la quale si è potuto parlare — e con ragione — di «frutti» innegabilmente positivi: lo hanno riconosciuto anche i moltissimi ex-neocatecumeni che, avendo voltato le spalle al Cammino, me lo hanno confidato.
Ma, come esamineremo subito, siamo ancora lontani da quanto ci si dovrebbe attendere da un Movimento che ha la pretesa di rivoluzionare il mondo, rivitalizzare la Chiesa.
Ultimo indispensabile rilievo. I risultati positivi del C.N.:
primo, spesso non superano il livello di una religiosità e moralità semplicemente umana e cristiana; ossia non reggono al confronto con le più ardue ed eroiche conquiste dello spirito di cui ci informa la grande storia della spiritualità cattolica…
secondo, possono attribuirsi ad una precedente sana educazione ricevuta in famiglia, in parrocchia, a scuola…;
terzo, non riflettono affatto la specifica formazione spirituale esclusivamente propria della dottrina di Kiko-Carmen, la quale, per se stessa, produrrebbe ben diversi frutti…

  • B) Elementi negativi
Ne ho trattato a lungo e in modo dettagliato quanto documentato nelle mie pubblicazioni (cf. Eresie del Movimento Neocatecumenale, e Magistero del Papa e Catechesi di Kiko).
Non volendo ripetermi, rimetto alla diligenza di Lei, P. Livio, la verifica delle citazioni ivi fatte degli Orientamenti di Kiko-Carmen. Ha detto di aver ricevuto i miei volumi, per cui ne può disporre comodamente. Nella sua lettera mi assicurò di aver «letto con attenzione un libretto inviatomi », al quale però sembra non abbia dato molta importanza, mentre avrebbe potuto e dovuto almeno confidarmi il suo parere.
[ndr: il Fanzaga, destinatario di questa lettera, si aggiunge alla foltissima schiera di coloro che dichiarano di aver  "letto" (magari addirittura "con attenzione") qualche testo di padre Zoffoli sul Cammino, e però nei fatti dimostrano o di non aver letto, o di non aver capito niente. Cioè o sono conniventi con la setta, o sono molto più incapaci di un bambino del pr imo anno di catechismo. Fate voi]
I lati negativi che richiamo riguardano il contenuto degli Orientamenti indicati; per cui il mio esame non mira ad altro che a rilevare quanto di errato è stato detto (non dico pensato o affermato altrove) dai fondatori del Cammino Neocatecumenale
Così pure: ritengo eretici soltanto coloro che, avendo ben capito il contenuto ereticale di quelle fonti, ne sono anche convinti e lo propagano.

a) Osservazioni d’indole generale e introduttiva,
verificabili anche dagli estranei al Cammino

1 - Cominciando dalla terminologia, la voce «cammino» è suggestiva, ma equivoca. Non basta muoversi, bisogna sapere dove si va. Cammina l’assassino per uccidere e il santo per soccorrere un moribondo; l’atleta nello stadio per vincere, e il pazzo che si precipita verso il burrone… La morale deve essere diretta dalla teologia dogmatica

2 - Il Cammino prepara ad un nuovo battesimo. Benissimo. Ma di quale battesimo si tratta? Si parla di «battesimo» anche dalle molte sètte protestanti, dai Testimoni di Geova e dalle tante altre società pseudomisteriche, quale rito d’iniziazione Ora, il «nuovo battesimo» dei Neocatecumeni è realmente e integralmente cattolico, almeno dal punto di vista (assolutamente primario) dei contenuti della fede? È quanto resta da esaminare.

3 - Altro lato negativo — come si è già notato — è la segretezza di questi contenuti. Nessuno potrà mai pensare che Kiko-Carmen abbiano da insegnare qualcosa di più vero e di misterioso del depositum fidei esposto, difeso e divulgato dalla Gerarchia Cattolica, che non esclude nessuno dal suo messaggio, neppure i più rozzi, prevenuti e ostinati dei suoi nemici. Pochi giorni fa, un signore mi ha spedito una vera piccola dissertazione dal titolo «massoni e neocatecumenali - Strane concordanze tra i principi dei primi e i comportamenti dei secondi».

4 - Gravemente errato, indegno di un cristiano, proporre i libri del Nuovo Testamento come «meno importanti» di quelli dell’Antico, come fa Kiko.

5 - Solo i Protestanti, dopo Lutero e collaboratori della Riforma, hanno presunto di interpretare la S. Scrittura indipendentemente dalla Tradizione Apostolica e dal Magistero di Papi e Concili… Ma Kiko non si preoccupa di tal Magistero. Egli insegna che «la Bibbia si interpreta da se stessa, attraverso parallelismi».
«L’interpretazione arbitraria della Bibbia, adatta alle esigenze individuali, è un’altra delle eresie neocatecumenali. Tutti i catecumeni — scrive un testimone —spiegano arbitrariamente la Bibbia e strumentalizzano la parola di Dio, tutti sono invitati a dire pubblicamente ciò che la "parola" ha ispirato loro; e, in genere, essa ispira solo testimonianze di peccato…».

6 - In seno al Cammino Neocatecumenale il potere è detenuto ed esercitato in modo autonomo e insindacabile dai «catechisti» che si attribuiscono il delicato compito non solo di formare, assistere e organizzare la vita della «comunità»; ma altresì quello di dirigere spiritualmente gli adepti, esigere da essi la confidenza dei propri segreti e debolezze, intimidirli, umiliarli in pubblico, decidere della loro sorte… Appunto ciò che da essi è negato ai presbiteri, perché anche questi sudditi, ossia subordinati in tutto ai catechisti, a cui compete il diritto di commentare la Bibbia, catechizzare i fedeli; mentre ai sacerdoti spetta il dovere di ascoltarli come tutti gli altri ed eseguire le liturgie secondo le disposizioni dei catechisti
«Lo stesso presbitero — scrive un altro ex neocatecumeno — deve apprendere a situarsi nella comunità come gli altri, e deve fare lo stesso cammino di conversione e di fede. E così sminuisce sempre più il suo magistero. E così perdono valore i Sacramenti, specie la confessione individuale e la Comunione, che qui insegnano ad intendere solo come "simbolo e non come reale presenza" di Gesù…».
Qui dunque il carisma (?) prevale sul sacramento dell’Ordine sacro, un’istituzione di laici supera la Chiesa Gerarchica.

7 - Non meno preoccupanti sono la diffidenza e il deliberato rifiuto della speculazione teologica, quale tentativo di cogliere il senso intelligibile della Rivelazione cristiana. La Chiesa, pur essendo assistita dallo Spirito Santo, non ha voluto mai prescindere dal contributo dei «teologi» che — negli scritti degli Apologisti, nella catechesi dei Padri, nelle grandi sintesi dei pensatori della Scolastica e di quanti altri hanno continuato il solco da essi aperto — hanno preparato i responsi della S. Sede e le definizioni dei Concili Ecumenici… Il modo di esprimersi di Kiko-Carmen echeggia il fideismo della riforma luterana…

8 - Il comune credente — anche se sommariamente informato di storia della Chiesa — sa bene che questa, dall’età apostolica al Vaticano Il, non ha mai subito contaminazioni quanto alla struttura giuridica e soprattutto alla vitalità che caratterizza il Corpo Mistico… Ma, purtroppo, Kiko-Carmen, seguendo i pregiudizi della Riforma protestante, hanno preteso di scoprire nel corso della sua millenaria vicenda storica una frattura durata ben sedici secoli. Secondo loro, con la Pace costantiniana (e quindi dal Concilio di Nicea fino al Vaticano II), la Chiesa, istituzionalizzandosi, avrebbe prevaricato rispetto a quella primitiva eminentemente carismatica dei primi tre secoli…
Eppure, Gesù aveva promesso che non l’avrebbe lasciata «orfana», che il potere delle tenebre non avrebbe prevalso. Una volta interrotta — e per una lunga serie di secoli — la linea di successione dei suoi Pastori, chi e con quale autorità avrebbe potuto risuscitare la defunta Chiesa Apostolica?

b) Osservazioni particolari d’indole teologica

So bene che non sono state né saranno mai gradite queste osservazioni a quanti non intendono saperne di «dogmi», ossia di verità assolutamente certe, definitive, irreformabili, contro il relativismo gnoseologico e quindi lo storicismo seguito dal modernismo, secondo il quale «la verità non è più immutabile dell’uomo stesso, giacché essa si evolve in lui, con lui e per lui» (Decr. Lamentabili, n. 58). E: «Cristo non insegnò un determinato corso di dottrina applicabile a tutti i tempi né a tutti gli uomini» (iv., n. 59).
Come s’intuisce, uno storicismo del genere obbligherebbe a ritenere egualmente vere tutte le religioni d’ogni epoca e cultura; per cui la Chiesa Cattolica non sarebbe l’unica vera fondata da Cristo, non potrebbe imporsi alle altre come l’unica madre e maestra di verità e quindi l’unica arca di salvezza per tutti i redenti.

Ciò richiamato, posso dichiarare, contro la teologia di Kiko-Carmen:

  1. È falso che l’uomo, pur subendo le conseguenze del peccato originale, non sia più capace di resistere al male e di fare il bene: la sua libertà e responsabilità morale è indiscutibile, contro il pessimismo luterano.
  2. È falso che il demonio, per quanto malvagio e insidioso, possa dominare la volontà umana al punto da costringerla al peccato, per cui la colpa non ricadrebbe principalmente sull’uomo.
  3. È falso che l’uomo, col soccorso della grazia, non possa ne debba lottare contro le proprie passioni, ossia sforzarsi di correggersi e tendere positivamente alla santità del suo stato.
  4. È falso che una vera conversione comporti solo il riconoscimento e l’accusa dei propri peccati con la speranza del perdono di Dio; e non esiga quindi anche la contrizione e il fermo proposito di non peccare più.
  5. È falso che il ricupero della grazia non implichi quella «giustificazione» che, insieme, è espiazione del peccato, riconciliazione con Dio e reale rigenerazione dell’anima, che torna a godere la sua amicizia e meritare la vita eterna.
  6. È falso che l’uomo, peccando, non offenda veramente Dio e non sia perciò tenuto ad espiare la sua colpa, soddisfacendo un grave dovere di giustizia.
  7. È falso che Dio, esigendo tale soddisfazione mediante il sacrificio, sia «crudele»: Egli non intende ricuperare qualcosa che l’uomo, peccando, Gli ha sottratto; e l’uomo può solo danneggiare se stesso, rifiutando il suo unico Bene. La «soddisfazione» a cui è obbligato consiste nel ri-affermare l’assoluto primato di Dio e la radicale dipendenza della creatura da Lui. Soltanto così essa dà a Dio quel che è di Dio, e a sé quel che è suo. Il dovere della giustizia coincide con quello del rispetto dovuto alla verità ontologica di Dio e dell’uomo.
  8. È falso che la «religiosità», fondata sulla natura e la ragione, non sia un vero e degno culto dovuto a Dio quale Creatore e Provvidenza; e non sia perciò la legittima e doverosa tappa da raggiungere, necessaria perché l’uomo arrivi ad adorare il «Dio vivente» della Rivelazione ebraico-cristiana.
  9. È falso che, nella Chiesa Cattolica, il sacrificio sia un residuo della mentalità pagana. Lo sarebbe soltanto se Dio, a cui si offre, fosse un idolo qual era concepito dalla mitologia classica: geloso e vendicativo La legge mosaica prescriveva un «sacrificio di espiazione» ed altri, per celebrare i quali istituì il «sacerdozio». Perché la Chiesa non dovrebbe averlo come supremo atto di culto?
  10. È falso e blasfemo affermare che Gesù, Verbo Incarnato, non abbia redento l’umanità peccatrice, espiando le sue colpe col Sacrificio della Croce.
  11. È falso e offensivo negare che Egli si sia presentato come unico e supremo Modello di vita, e che la salvezza sia possibile soltanto a coloro che si sforzano di imitare il suo esempio.
  12. È falso insegnare che Gesù, per continuare sulla terra la sua mediazione salvifica e applicare alle future generazioni i meriti del suo Sacrificio di espiazione e redenzione, non abbia istituito la Chiesa come socieanche gerarchica, ossia visibile e giuridicamente organizzata.
  13. È falso ritenere che i poteri da Lui conferiti alla Chiesa non siano fondati unicamente sul sacramento dell’Ordine Sacro, ossia sul sacerdozio ministeriale, essenzialmente distinto da quello comune a tutti i battezzati.
  14. È falso soprattutto pensare che il più sublime e caratteristico atto del culto cattolico non sia la celebrazione del sacrificio eucaristico quale ri-presentazione incruenta dell’unico, perfetto e irripetibile Sacrificio della Croce. Soltanto morendo Cristo ha redento il mondo, non risorgendo, come soltanto per la partecipazione alla sua morte l’uomo può meritare la vita dell’anima (= la grazia) oggi, e domani la risurrezione della carne.
  15. È falso che la Messa non sia «il» sacrificio per eccellenza, ma solo un «convito fraterno»; è innegabile invece che questo — ossia la Comunione eucaristica — deriva il proprio significato e l’efficacia santificante dalla partecipazione dei fedeli al Sacrificio di Cristo, ripresentata nella distinta consacrazione del pane e del vino, fatta all’altare dal sacerdote-ministro, non dalla comunità, la cui eventuale assenza non rende invalida la celebrazione eucaristica.
  16. È falso che la consacrazione del pane e del vino si limiti a conferire a questi elementi un nuovo significato, lasciandoli essenzialmente immutati; essa infatti fa diventare l’uno e l’altro il Corpo e il Sangue di Cristo in virtù del prodigio assolutamente unico della transustanziazione.
  17. È falso che, in seguito alla consacrazione, sull’altare abbiamo soltanto dei segni del Corpo e del Sangue di Cristo, e non l’uno e l’altro veramente, realmente e sostanzialmente presenti, ossia la stessa Umanità integrale assunta dal Verbo. Non adoriamo «il segno», ma il Significato; non «il simbolo» di Cristo, ma la sua stessa Persona divina.
  18. È falso che la Comunione eucaristica non esiga la Confessione sacramentale dei peccati mortali o che, al più, sia sufficiente un atto di contrizione perfetta per riceverla degnamente…; ed è altrettanto falso che non il sacerdote-confessore, ma la comunità riconcili il peccatore con Dio.
  19. È falso che Dio perdoni e salvi tutti: perdona soltanto chi si pente di averlo offeso; e si salva unicamente chi, corrispondendo alla sua grazia, muore in pace con Lui. L’inferno è realissimo come e quanto è possibile l’ostinazione del peccatore che muore nello stato d’impenitenza finale.
  20. È falso che non siamo tenuti ad imitare le virtù di Cristo e tendere alla santità, possibile mediante l’esercizio di un’ascesi ch’è volontaria pratica dei consigli evangelici. La purificazione interiore che ne segue è indispensabile per evitare il purgatorio.
Molto reverendo P. Livio, concludo l’elenco delle aberrazioni dottrinali di Kiko-Carmen, che sembra abbiano presunto di riformare la Chiesa inventando un nuovo Cristianesimo. Di fatto ne è risultato un sincretismo quale mostruoso agglomerato di fandonie, nel quale restano solo alcuni frammenti della dottrina cattolica, simili a tante verità impazzite, avulse dal loro originale, autorevole e venerando contesto.

Ho voluto che il pubblico udisse un’altra campana, da moltissimi non ancora udita. Il suo suono è talmente grave, solenne, assordante, da coprire tutte le voci di approvazione e di elogio dei vari membri della Gerarchia, che — in buona fede — si son lasciati sedurre da Kiko-Carmen.
Ed è con sincero rispetto che mi permetto ancora una volta di invitare tutti (Papa, cardinali, vescovi, parroci, sacerdoti) ad esaminare personalmente gl’incriminati Orientamenti, leggendone pagina dopo pagina e parola per parola le Catechesi quali risultano citate e discusse nei miei volumi.
Non prima sono disposto a reddere rationem del mio operato.

[continua...]


Ma che si vuole di più?Tutto spiegato, tutto secondo Magistero bimillenario della Chiesa.E Zoffoli, non era il solo a pensarla così e a difendere la vera Chiesa.Ci sono per caso dei registi, a noi occulti, che hanno permesso a questo virus di diffondersi, senza averne potuto trovare la cura?

9 commenti:

  1. Perfino padre Zoffoli aveva trovato dei "punti positivi" nel Cammino, a dimostrazione - se mai ce ne fosse stato bisogno - che partiva dalla realtà anziché da pregiudizi.

    Il direttore perpetuo di Radio Maria si guardò bene dal toccare il tasto dolente. Dovendo scegliere fra la salvezza delle anime e il numero di radioascoltatori, preferì quest'ultimo.

    Se dai microfoni di Radio Maria avesse messo in guardia i fedeli, anche soltanto leggendo e commentando il testo della lettera di padre Zoffoli, il Cammino dfal 1994 in poi si sarebbe ritrovato terra bruciata in tutte le parrocchie, e ggli ecclesiastici che lo appoggiavano avrebbero visto rinsecchirsi rapidamente il comodo fiume di soldi, avendo stavolta da combattere argomentazioni teologiche.

    Ma don Abbondio Fanzaga preferì inimicarsi Dio piuttosto che inimicarsi i bravi di don Rodrigo. Ancor oggi non ha fatto nulla per correggere una mostruosa omertà (e solidissima connivenza) che perdura da ventisei anni e che mette a repentaglio la sua stessa salvezza.

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    1. Mentre è vero che certe volte nella vita uno passa decenni prima di accorgersi di cose che magari aveva proprio davanti agli occhi, è altrettanto vero che la questione neocatecumenale è sempre stata troppo grossa per essere ignorata e ha sempre dato troppi frutti marci fin dai primissimi tempi: uno può distrattamente illudersi che sarebbero secondarie o esagerate le questioni teologiche e liturgiche, ma non può fingere di non vedere le vite distrutte dalla "spiritualità" del Cammino.

      Appena due anni prima di quella lettera c'era stato l'infame caso del "divorzio alla neocatecumenale" subìto da Augusto Faustini perché i capicosca del Cammino preferivano ingrossare i numeri della setta piuttosto che "salvare i matrimoni", come mentendo avevano sempre detto e mentendo dicono ancor oggi ("il Cammino ha salvato il mio matrimonio!", macché! ha obbligato il coniuge a entrare in Cammino oppure ha rovinato il matrimonio), documento che i kikos hanno tentato anche in tempi recenti di far sparire dall'internet al pari di ogni testimonianza ben documentata. Molti altri casi - prima e dopo Faustini - sono avvenuti, e se ancor oggi invitiamo a leggere quello è perché è ancora attualissimo e documentatissimo.

      Moltissime sono infatti le vittime del Cammino che voltano subito pagina, talvolta addirittura chiudendo anche con la Chiesa (poiché le autorità della Chiesa - e anche le "autorità radiofoniche" - hanno sostanzialmente taciuto di fronte allo scempio condotto in nome e per conto di Kiko e Carmen), tanto più che grazie alle "confessioni pubbliche" e all'esasperato dovere di condividere "tutto" con la comunità sono rimasti ricattabili anche a distanza di decenni (il ricatto, l'arma preferita dei cosiddetti "catechisti": immaginate un vescovo pedofilo che non può non ubbidire ai cosiddetti "catechisti", ecco, avete immaginato un centesimo del caso Guam).

      Intanto, mentre certi pasqualoni si illudono di poter fermare carrarmati pur essendo misere mosche, tanti kikos dubbiosi leggono (a volte persino accidentalmente) le pagine di questo blog, e vengono a conoscenza di ciò che i cosiddetti "catechisti" hanno loro tenuto nascosto per una vita intera.

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  2. È con grande dolore che leggo le 20 proposizioni di padre Zoffoli, perché purtroppo mi rendo conto che fanno riferimento ad una fede e ad una teologia sconfessata o indebolita oggi non più nel segreto delle salette e dei mamotreti mandati a memoria, ma nelle chiese e nelle sale cattoliche, da esimi professori ed alti prelati.
    Già negli anni in cui padre Zoffoli combatteva il Cammino, non andavano molto di moda, le verità di fede, tant'è che non è stato ascoltato, anzi, è persino stato tacitato, ma nessuno poteva azzardarsi, allora, a smentirlo in materia di retta dottrina.
    Come dicevo in un commento precedente, Kiko non ha più bisogno del segreto per occultare il suo credo impregnato di relativismo e modernismo.
    Per assurdo, questo nuoce al Cammino, perché non ha più niente di nuovo e di scandaloso da celare: oggi sostenere che la Chiesa ha sbagliato da secoli, non fa sensazione, vedi quanto si é detto della preghiera del Padre Nostro, eccepire che la Chiesa ha sbagliato a concepirsi come gerarchica, pure, indebolire il valore sacrificale della Santa Messa, anche...e così via.
    Il Cammino ha forgiato dei conservatori in materia di morale "progressisti" in materia di liturgia e dottrina, un ottimo mix per non piacere più a nessuno ed essere impresentabili ovunque.

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  3. Dentro di noi c'è la " Conoscenza del Bene e del Male", ovvero sentiamo la spinta contraria a Dio. Dio è Amore, Comunione Eterna di Amore, le Tre Persone Divine si amano e fanno altro, altro che la mia povera mente non riesce ad intuire, ma è sufficente sapere che vi è come una corrente eterna tra di Loro, e per cui è così. Anche qui cercate di capirmi. Ma dentro di noi sentiamo la spinta che potremmo rivolgerci nel fare l'opposto di ciò che è Dio, ovvero potremmo cadere nell'odio, e trasformarci in odio eterno verso la Trinità, per dirla brevemente si sta parlando dell'Inferno. L'Inferno è odio eterno a Dio, ovvero è il rifiuto di Lui, in non voler accettare la sua Volontà, non amrLo, odiarLo, e via dicendo. Adamo era in una condizione di purezza, senza peccato, e dentro di lui non vi era traccia di nessuna spinta al male e a pensieri contro Dio. Ma nel "giardino" vi era un'altra creatura, la quale aveva già scelto da che parte stare, ovvero di non sottomettersi alla Volontà Divina, e di non operare di conseguenza. Noi tutti siamo chiamati ad operare delle scelte dentro di noi, o entrare nella Volontà Divina, e per cui sradichiamo tutte le malerbe che crescono dentro il nostro cuore, oppure ci diamo nel fare il contrario di tutto questo.
    Gesù e la Madonna sono dei "fari" che ci accompagnano in questo nostro andare, loro ci indicano la strada. Gesù davanti alla Croce, ha continuato nel essere nella Volontà del Padre, non si è tirato indietro, e non ha battuto ciglio. Lui che è Dio ci fa capire come èimportante la Volontà di Dio, cioè essere congiunto ad Essa, evidentemente il Signore sapeva quanto è grande la miseria di un'anima che non fa la Volontà Divina, ma si da a fare l'opposto. E lo stesso ci indica la Madonna, lei è una creatura come noi, ovviamente piena di Grazia, la Divina Maria, ma comunque è nata come noi. E' una creatura. E per cui l'orientarsi a Lei che è stata sempre sotto la Divina Volontà, ecco che Lei ha tracciato il sentiero su come possiamo fare e come dobbiamo comportarci al riguardo. Cioè noi affidandoci a Maria, completamente, ecco che con il suo aiuto riusciamo ad oltrepassare quella corrente del male che cerca sempre di venire a galla per renderci schiavi. Nei momenti bui, cioè quando ci sembra che le cose abbiano preso una cattiva piega, e ci sembra che il tutto sia irrecuperabile, a quel punto orientiamo verso Maria, pensiamo a Lei, chiediamo il suo aiuto, conformiamoci al suo amore e alla sua fedelta. In Lei Dio ha scelto di riannodare tutta l'umanità, Lei è il fulcro, Lei è il termine, Lei è il faro, Lei è la medicina, Lei ci allontana dalle tenebre.
    Come figli di pochi mesi gridiamo aiuto alla Mamma, urliamo nel buio del nostro cuore e Lei verrà e allontanerà le tenebre.

    Pace ai figli della Pace. Dio è la Pace.

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  4. Quello che a me impressiona di più è che che oggi esistono ancora le stesse problematiche e criticità, senza che nulla sia cambiato.

    Se questa lettera l'avesse scritta qualche teologo contemporaneo avrebbe dovuto dire le stesse identiche cose.

    E' molto chiaro quindi che quando non c'è volontà di correggersi e nessun obbligo sanzionabile a farlo, chi non intende ragioni seguita per la sua strada.

    In realtà alcune limitazioni sarebbero state imposte negli anni, ma esibiscono obbedienza solo quando sono visibili, poi dentro le salette fanno come gli pare.

    La cosa che secondo me non è ancora stata debitamente toccata, anche perché è di difficile inquadramento, è l'autorità del catechista laico. Loro si difendono dicendo che c'è sempre un sacerdote, ma per noi che sappiamo quanto contano i sacerdoti neocatecumenali o affiliati, la difesa è debole.

    Nell'atto pratico la "forma" sarebbe rispettata se davvero ci fosse sempre un sacerdote (cosa che spessissimo non avviene), ma il problema è la sostanza. Se c'è il sacerdote ma comandano i laici, scrutinano i laici usurpando la direzione spirituale, decidono i laici, la figura del sacerdote, anche qualora fosse presente, diventa del tutto ininfluente.

    Potrebbero incominciare togliendo la facoltà di scrutinare ai laici e lasciandola ai preti, dato che fa anche parte del loro munus e lasciare ai laici solo la predicazione.
    Non sarebbe una soluzione, perché anche la predicazione sarebbe da cestinare, ma almeno non potrebbero mettere le mani sulla vita della gente da perfetti incompetenti.

    Io non metterei più in mano la mia vita ad un meccanico o un impiegato.
    Per quanto alcuni preti possano essere naturalmente poco adatti, godono sempre di una ministerialità. Il che fa una bella differenza. Tra inadatto ed inadatto, preferisco quello che perlomeno ha ricevuto un sacramento.



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  5. Nella pagina di oggi di Jungle Watch si commenta un estratto di un articolo da un sito web cattolico di due anni fa in cui viene menzionato il caso del vescovo pedofilo neocatecumenale Apuron - i suoi abusi sessuali, gli scandali immobiliari (del seminario neocatecumenale Redemkikos Mater), l'abuso d'ufficio (ai danni anzitutto dei sacerdoti sgraditi al Cammino perché a rischio di diventare vescovi), porcate finanziare sottobanco, eccetera.

    L'articolo aveva per tema le aggressioni vaticane a mons.Viganò (reo di aver scoperchiato il calderone del perfido McCarrick protetto da Kiko e da Bergoglio), cioè il vescovo talmente malvisto oggi in Vaticano da essere costretto a camuffarsi pur di poter partecipare ad una semplice manifestazione di preghiera silenziosa di fedeli cattolici.

    L'articolo è stato scritto ad agosto 2018, cioè pochi mesi dopo la condanna vaticana in primo grado (alla quale subito i kikos andarono blaterando che aveva presentato appello e perciò non poteva essere ritenuto colpevole: ma dopo altri 14 mesi arriverà la condanna definitiva, a onta di tutti quei kikos che si erano improvvisamente scoperti iper-garantisti) - si ricorda che il vescovo pedofilo neocatecumenale Apuron era stato visto "sul palco insieme a papa Francesco" a Tor Vergata (il 5 maggio 2018), nel solito tipico vizietto neocatecumenale di tentare di strumentalizzare il Papa per i propri fini e salvare la propria faccia.

    Su JungleWatch fanno notare che le denunce contro Apuron erano probaiblmente partite decenni prima ed erano arrivate già in Vaticano ma erano rimaste insabbiate (forse anche solo per l'assenza di altre testimonianze a sostegno) - insabbiamento proseguito poi anche dopo lo scoppio dello scandalo a Guam, quando vi fu spedito il vescovo Hon dopo aver convinto quest'ultimo che le proteste contro il pedofilo neocatecumenale sarebbero cessate in un paio di settimane. Hon impiegò invece parecchi mesi prima di capire definitivamente di che pasta erano fatti i kikos - e perfino quando giunse la prima condanna vaticana non furono precisate quali accuse erano state riconosciute per vere (estremo tentativo di salvare la faccia al neocatecumenale Apuron, peraltro cardiopatico e già infartuato nel 2011 e con un piede già nella fossa - oltre che impenitente -, e sarebbe stato comodissimo per i kikos che il soggetto morisse di morte naturale "prima" che la condanna divenisse definitiva; ora non può più fregiarsi del titolo di vescovo emerito di Guam).

    Insomma, se alla fine la Santa Sede ha ritenuto opportuno "gettare Apuron sotto l'autobus", è stato solo perché i cattolici non si sono lasciati abbindolare dalla "realpolitik" vaticana e hanno resistito fino alla fine. L'ineffabile Gennarini ha visto tramontare definitivamente la sua marionetta e incrinare la sua pretesa al trono di Kiko, e si può esser certi che stia tuttora lavorando alacremente per vendicarsi e tornare trionfalmente in sella, sebbene con qualche ulteriore delusione nel frattempo - come la mancata apertura del seminario kikiano a Tokyo e il dover contentarsi di Macao Meravigliao: Guam e Giappone hanno ancora un vistoso buco senza bandierina, sul mappamondo di Kiko).

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    1. Mi dicono dalla regìa:

      un monsignore camuffato alla manifestazione è come un cattolico che sui blog scrive sotto pseudonimo perché ha buone ragioni per temere le crudeli vendette dei sedicenti cattolici.

      Quando sei arcisicuro di avere ragione, non senti mai il bisogno di vendicarti ma solo di opporre prove e argomentazioni, al limite di prendere in giro l'interlocutore stupidamente ostinato. Questo è esattamente ciò che fece Nostro Signore.


      Il "cattolico vendicativo" ha paura sia della verità, sia della possibilità che qualcuno possa dirla. Cioè non è amico della verità ma solo di una Versione Ufficiale compatibile con le sue opinioni.

      Oggi è sabato e stasera i kikolatri celebreranno la carnevalata sacrilega e parolaia, poiché sono convintissimi che occorre ubbidire a Kiko e ai suoi scagnozzi anziché alla Chiesa e allo Statuto del Cammino e ai documenti liturgici validi per tutta la Chiesa.

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  6. Chiede padre Zoffoli: "il «nuovo battesimo» dei Neocatecumeni è realmente e integralmente cattolico, almeno dal punto di vista (assolutamente primario) dei contenuti della fede? E' quanto resta da esaminare".

    I camminanti in buona fede perciò è bene che comincino a RAGIONARE, Catechismo della Chiesa alla mano.
    Il loro cammino non è altro che una GNOSI, cioè non si basa sulla grazia, ma sulla pratica.
    E' vero, anche la Chiesa richiede una pratica, ma la pratica che richiede è per tutti, non per alcuni: è la stessa legge di Dio, a cui l'uomo deve aderire sostenuto dalla grazia.
    La Chiesa sarebbe gnostica solo se desse alla proprie leggi (leggi ecclesiastiche) lo stesso valore della legge divina.
    Cioè se, ad esempio, chiedesse l'obbligo della Messa festiva anche a chi è impossibilitato a causa di una grave malattia, o chiedesse il digiuno del Mercoledì delle Ceneri anche a chi sta per morire di fame se non mette subito qualcosa sotto i denti e ha a disposizione solo un pollo arrosto.
    Ma non è così: il cammino ecclesiale è per TUTTI. Se, infatti, le leggi della Chiesa sono obbligatorie è perché sono funzionali alla legge divina. Quando non dovessero essere più funzionali, non obbligano più, e questa è dottrina!

    Le religioni gnostiche, invece, sono elitarie. Chi non riesce a fare gli scrutini che comandano e le opere che comandano, non può aderirvi.
    Le loro opere per loro hanno la stessa importanza della legge divina.

    Ma qualche camminante dirà: "Ma in tutti i movimenti laicali della Chiesa ci sono regole da rispettare. Se, ad esempio, un ciellino non partecipa mai alla Scuola di comunità, non ha senso che stia nel movimento di CL".
    E' vero, ma tra CL e Cammino c'è una differenza fondamentale.
    CL, come tutti i movimenti ecclesiali, ha il suo scopo di essere per aiutare l'aderente a camminare nella legge di Dio e a radicarsi nella Chiesa, e, così, a santificarsi e a essere collaboratore di Cristo nel portare il suo amore.
    Non considera in nessun modo le sue leggi come un discrimine che regolano l'appartenenza alla Chiesa. Se uno non va a Scuola di comunità, non appartiene al movimento, ma fuori c'è ancora la Chiesa!

    Non solo, non seguire gli impegni del movimento non è considerato peccato (a parte il caso di negligenza voluta)! Tanto meno peccato grave! Le leggi del movimento in se stesse non obbligano affatto, se non moralmente gli aderenti. Così come il pellegrinaggio a Lourdes non obbliga nessuno, se non moralmente gli aderenti all'UNITALSI. Ma nemmeno l'aderente all'UNITALSI commette peccato se non va mai a Lourdes. Al massimo uscirà dall'organizzazione e può continuare a dirsi cattolico (a meno che, in alternativa, non decida di aderire al Cammino).

    Per il Cammino, invece, le sue leggi sono fondamentali come la legge di Dio. Anzi, di più e molto di più.
    La stessa legge di Dio viene ripresentata come legge del Cammino, cioè come opera gnostica e solo umana, ad esempio l'apertura alla vita.

    La prova? Nel Cammino non si dà molta importanza a quelli che per la Chiesa sono peccati gravi, come, ad esempio, di impurità, ma si da un'importanza enorme, ad esempio, al puntuale versamento della decima!

    Eppure versare la decima puntualmente ma vivere nell'impurità è un buon viatico per l'inferno.
    Il Cammino equipara le sue leggi interne alla stessa legge di Dio, per questo è un cammino gnostico adatto a una SETTA gnostica.
    E, infatti, Kiko e Carmen hanno sempre detto che il Cammino NON è un movimento ecclesiale.
    Non lo è perché forse perché, secondo loro, è la stessa Chiesa? Una nuova Chiesa?

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  7. Nota tecnica: l'idea centrale dello gnosticismo in tutte le salse è che la salvezza provenga da conoscenze (in senso praticamente intellettuale). Lo gnostico crede di essere più santo degli altri (e di non aver nulla da imparare da loro) poiché detiene più conoscenze (libresche, accademiche, favolette varie spacciate per arcani segreti, cerimoniali iniziatici "antichissimi" cioè inventati da qualche cretino cinque anni fa, eccetera) degli altri.

    Pressoché ogni religione è riducibile a qualche santone/profeta che dichiara di sapere come si fa ad essere in comunione con Dio ("Dio" in senso generale, può anche essere la natura, il nirvana, o che altro) e - bontà sua - di volerlo/poterlo insegnare agli altri. Che venga chiamato Manitù delle Celesti Praterie o Shiva il Distruttore o Allah il Misericordioso o Sommo Geova, alla fine della fiera non c'è molta differenza se non nei cerimoniali da eseguire e nei formulari da usare e nella morale da seguire.

    Detto ciò, va chiarito che il cristianesimo non è uno gnosticismo, poiché la santità non è un essere "professori" di qualche materia, ma il cooperare alla divina grazia (fior di ignoranti arrivano alle alte vette del paradiso mentre fior di teologi si dannano l'anima perché credono di aver capito tutto). La conoscenza delle verità di fede e la frequentazione dei sacramenti e lo sforzo di evitare ogni peccato rendono quel "cooperare" molto più facile e fruttuoso.

    Il cristianesimo non è propriamente nemmeno una "religione" poiché anziché un profeta/santone che vi dice "ora vi spiego io come si fa ad essere in comunione con Dio", c'è Dio stesso - la seconda Persona della Santissima Trinità - che lo ha chiarito con le parole e le opere.

    La grande (e velenosissima) eredità della mentalità protestante è l'idea che Dio abbia mandato non il suo Figlio Unigenito, ma una specie di Superman che comanda di leggere la Bibbia. Eppure abbiamo innumerevoli generazioni di santi che la Bibbia non l'hanno mai letta, e le conoscenze bibliche le hanno acquisite soltanto partecipando alla liturgia, anzi, ascoltando l'omelia del parroco (cinque secoli fa in Europa c'erano sì e no 30.000 libri, Gutenberg riuscì a stampare appena 180 copie della Bibbia, altro che le panzane dette da certi cretini che proiettano l'idea che nel Medioevo ci fosse tanta possibilità (o almeno tanta voglia) di leggere la "proibitissima" Bibbia...) e che Gutemberg avesse stampato un best-seller diffuso come Harry Potter oggi.

    Si consideri ad esempio il tipico catechistone neocat, in vena di vendere chiacchiere (a caro prezzo), che blatera di persone "sofferenti" (quelle che lui fa soffrire imponendo fardelli che non osa toccare nemmeno con un dito) a cui lui - bontà sua - dà "Una Parola". Praticamente riduce la Bibbia a una specie di ricettario di formulette magiche di Harry Potter. E poveracci quelli che lo seguono: "il Signore mi ha dato una parola!", no, è quel cretineocatecumenale d'un cosiddetto "catechista" che ha tirato fuori un versetto e te lo ha appioppato addosso senza avere alcuna autorità davanti a Dio e davanti alla Chiesa. E quello che hai ricevuto non è "Una Parola", ma il tacito accordo fra un venditore di chiacchiere e un compratore di chiacchiere, nascondendo il tutto sotto un versetto biblico. Il neocatecumenalismo, che riduce l'iniziazione cristiana a uno svelamento progressivo di "arcani", è uno gnosticismo dilettantesco e patetico (in questo momento lo gnostikiko starà sbuffando più di una locomotiva a vapore, lui Super Conoscitore dei Super Arcani Segreti e insinuatore della cretinata secondo cui il cristianesimo sarebbe una gnosi).

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