lunedì 18 novembre 2013

1963-2013: nel Cammino non è cambiato niente

Ieri sera [ndr: sabato 16 novembre 2013] ho dovuto necessariamente partecipare ad una Messa del Cammino Neocatecumenale (lasciamo stare i motivi)... Riassumendo:
Nel Cammino:
...tristezza diffusa...

- Chiesa stravolta dai loro arredi, messi per l'occasione e tolti subito dopo

- canti "urlati" con il cantore che teneva gli occhi al cielo (come Kiko)

- bambini che correvano ovunque durante tutta la Celebrazione

- tristezza diffusa

- 30 adulti totalmente disinteressati all'omelia del Sacerdote (non NC)

- risonanze a gogò

- Corpo di Cristo tenuto in mano per almeno 3 minuti, poi tutti (seduti) a manducare contemporaneramente al Sacerdote. Briciole ovunque e gente che si puliva le mani sui pantaloni

- scambio della pace interminabile, con gente che andava e veniva ovunque, altare compreso.

- balletto di rito intorno all'altare.

- subito dopo tutti ad abbuffarsi nell'oratorio

Ai giovani NC andrebbe poi insegnata quantomeno l'educazione: durante l'agape sentivo una parola ogni tre parolacce.

(commento a firma La verità vi farà liberi)

35 commenti:

by Tripudio ha detto...

Ora vedrete piovere i soliti commenti dei neocatecumenali che tenteranno in ogni modo di cambiare discorso e di cercare il pelo nell'uovo, per esempio:

- contestando l'anno "1963" per non parlare delle pagliacciate liturgiche (metteteci un anno a piacere tra il 1963 e il 1969 e non cambierà nulla)

- contestando la "tristezza" dicendo che nessuno può leggere nei cuori (ma allora perché hanno quelle facce da cane bastonato?)

- ribadendo la presunta legittimità delle "risonanze" (ma allora perché mai, per ordine di Benedetto XVI, vi è stato esplicitamente ricordato che l'omelia non spetta ai laici?)

- controbattendo che le risonanze non sarebbero omelie (ma allora Benedetto XVI ha sbagliato a pensare il contrario? e come mai le parole dei laici neocatecumenali sovrastano enormemente la Parola nella liturgia? pochi secondi per le letture e intere decine di minuti per "monizioni" e "risonanze"...)

- urlando che i giovani kikos non dicono parolacce e che nella propria comunità tutto va ben madama la marchesa (ma allora come mai queste paradisiache comunità neocatecumenali sono impossibili da trovare?)

- gridando che lo scambio della pace è una gran caciara anche in tante parrocchie (sarebbe come dire che siccome Gambadilegno è un mariuolo allora Topolino è autorizzato a rubare quel che gli pare)

- criticando Tripuglio Tripetto Tripadio per aver osato insultare il diversamente abile Gambadilegno (che nelle prime serie era guercio e con una "gamba di legno")

- cercando di ridurre tutta la questione a "Tripudio nemico di un Carisma Approvato" (come se non contasse la verità, ma soltanto il nome di chi la dice... infatti la loro tecnica di "personalizzare" le accuse serve per ridurre ogni verità ad uno scambio di opinioni)

- insomma, aggrappandosi a qualsiasi scusa pur di farci cambiare discorso e di non ripensare al loro sabato sera kikiano.

Per la serie: quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito (ora criticheranno la presunta "saggezza" di Tripetto Trupudio dimenticando che l'inizio della saggezza è il non accanirsi nella stupidità).

Anonimo ha detto...

PERCHE' QUANDO VAI A MESSA ANCHE TRIDENTINA SONO TUTTI CHE BALLANO SULLE PANCHE PER LA GIOIA. MA PIANTALA VA

Anonimo ha detto...

CATECUMENI: PRONTI A VARCARE LA PORTA DELLA FEDE
23 NOVEMBRE 2013, ORE 16.30
BASILICA DI SAN PIETRO
A conclusione dell’Anno della fede, Papa Francesco incontrerà quanti, da adulti, hanno deciso di diventare cristiani. Questo incontro vuole essere un segno: l’Anno della fede termina ma continua per ogni cristiano l’impegno a rispondere quotidianamente al Signore Gesù che invita ad essere suoi discepoli, manda nel mondo ad annunciare il Vangelo e a testimoniare con la vita la gioia della fede. VISTO CHE IL PAPA CI ACCOGLIE SEMPRE??

mic ha detto...

Non sapevo che per esprimere la gioia ci fosse bisogno di ballare sulle panche o che questo fosse l'unico segno di gioia ;)

by Tripudio ha detto...

Vorrei far notare come il commento delle 12:01 nel tentativo di scaraventarci addosso qualcosa non si accorge di aver fatto una figuraccia.

Infatti qui nessuno ha mai detto "il Papa non vi accoglie".

Il caro fratello neocatecumenale delle 12:01 sta rispondendo ad una obiezione che non era stata posta.

E nel frattempo sta cercando di deviare altrove il discorso. Infatti il Papa vi accoglie, sì, certo, ma vi corregge e voi invece ancor oggi nel 2013 rifiutate le correzioni (cioè disubbidite al Papa che si ostina ad accogliervi paternamente).

Il fatto che più Pontefici continuino ad usare la medicina della misericordia non significa che gli errori del Cammino non sono più errori.

"Rispondere ad una obiezione che non era stata posta".

È come quando vai dal meccanico a dire che c'è un problema al motore e il meccanico invece dice: beh, il sedile è perfettamente pulito.

E tu insisti a spiegargli i sintomi dei problemi del motore, e il meccanico insiste a dire: un bel sedile, ottimo abbinamento di colori, ed è anche pulito!

Ecco dunque, fratelli, il Cammino Neocatecumenale: la necessità di fingere di non aver sentito.

In modo da poter continuare a fare la Comunione con le pagnotte alle olive, al miele, ai semi di finocchio, all'olio, all'uvetta, per poi fare quella tristissima pagliacciata del girotondo col passetto perché Kiko e Carmen lo comandano.

Sebastian ha detto...

CATECUMENI: PRONTI A VARCARE LA PORTA DELLA FEDE
23 NOVEMBRE 2013, ORE 16.30
BASILICA DI SAN PIETRO
A conclusione dell’Anno della fede, Papa Francesco incontrerà quanti, da adulti, hanno deciso di diventare cristiani. Questo incontro vuole essere un segno: l’Anno della fede termina ma continua per ogni cristiano l’impegno a rispondere quotidianamente al Signore Gesù che invita ad essere suoi discepoli, manda nel mondo ad annunciare il Vangelo e a testimoniare con la vita la gioia della fede. VISTO CHE IL PAPA CI ACCOGLIE SEMPRE??


Non sai nemmeno di cosa parli... i CATECUMENI sono coloro che si stanno preparando a ricevere il battesimo, in particolare se adulti, non sono una invenzione di Kiko e non hanno nulla a che fare con i NEO-CATECUMENALI.
Non ho proprio parole...

Cosa ne pensi invece del fatto che anni fa Kiko consigliava di mettere l'uvetta e il miele nel pane da usare per l'Eucarestia?
E dei significati ebraici che Kiko assegna a quel pane e a quella celebrazione eucaristica?

Anonimo ha detto...

Ok hai ragione Sebastian ho sbagliato, scusatemi, preso dall'euforia non mi sono accorto di ciò che pubblicavo, però riguardo alle olive nel pane azzimo, non le ho mai viste, però ad essere sincero nessuno di noi fratelli di comunità sà come si fa il pane azzimo, le ostiarie non lo rivelano a nessuno, gli ingredienti li ho appresi da qui. La pace Ferdinando

Anonimo ha detto...

Ferdinando ora potrà verificare personalmente se quel documento rispecchia la realtà arcana del Cammino che i privilegiati ostiari erano riusciti a tenere segretissima...

Anonimo ha detto...

Dovrei avere qualche foto, se la trovo la mando.
Luciana L.

Anonimo ha detto...

http://www.tempi.it/il-rabbino-david-rosen-in-israele-la-gente-ha-bisogno-di-sentire-la-solidarieta-dei-cattolici#.Uoo50ie0x4o

mic ha detto...

E i cristiani hanno la solidarietà degli ebrei?
Non che non gliela debbano. Ma la mia domanda è: c'è reciprocità?

Lino ha detto...

@ Ferdinando ha detto:
"le ostiarie non lo rivelano a nessuno"
"...né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa".

Perfetta aderenza ai Vangeli, persino nelle faccende di quelli che sono nella casa, vero Ferdinando? La pace.

P.S.
Questo delle ostiarie, naturalmente, si configura come un vero e proprio rito extra-liturgico. E' stato approvato, dalla Chiesa? Lo possiamo ritrovare, nei documenti che afferiscono ai riti extraliturgici approvati al Cammino?
Scommetto che lo ignorano tutti, al Pontificio Consiglio per i Laici .

Sebastian ha detto...

Ok Ferdinando tutti possono sbagliare.

Neanche io ho mai visto le olive nel pane azzimo, ma ci sono dei testimoni che affermano di averlo visto, e che in passato addirittura Kiko comandava di metterci il miele o l'uva passa. Ok sei libero di non credere ai testimoni oculari, ma non sarebbe molto più semplice e chiaro e non ambiguo se nelle comunità si usassero le ostie confezionate da pie suorine nei monasteri come Chiesa comanda?

Il punto è che, oltre a queste stranezze che tra i cattolici capitano solo nel CN (e che sono degli incidenti diciamo secondari, perché un pane con il miele non transustanzia e quindi non c'è sacrilegio), ciò che emerge da tantissimi elementi è una spiritualità giudeo-cristiana che non ha nulla a che fare col Cattolicesimo.

Un indizio è un caso, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi sono una prova!

E qui di indizi ce ne sono una infinità!

Kiko che dice "Nel cammino portiamo avanti una catechesi sull'eucaristia basata sulla Pasqua ebrea, con il pane a rappresentare l'uscita dall'Egitto e il vino la Terra Promessa".
Su quel pane fa disegnare simboli che indicano le 12 tribù di Israele, e la Nuova Alleanza sottomessa alla Vecchia.
Il calice del vino a 12 lati, 12 come le tribù di Israele.
La Hannukkià a 9 fuochi sull'altare.
Il ballo davidico a fine messa.
Il misticismo della Merkabà.
L'istituzione della Yeshivà.
La predominanza del VT in tutta la predicazione e l'insegnamento del CN.
La Domus Galilaeae dove si aiutano gli ebrei a confermare la propria falsa fede.
I rapporti ambigui di reverenza di Kiko e Gennarini con gli ebrei, in particolare con la setta messianica dei Lubavitcher.
I concerti sinfonici dove si sostituisce "Maria Madre de Dios" con "Shemà Israel" per non urtarne la sensibilità.


Tutti indizi che la spiritualità di Kiko è più orientata al giudaismo che al Cattolicesimo. Tant'è che si intende meglio con gli ebrei che con gli altri cattolici.

DG ha detto...

@anonimo del 18 novembre, 2013 12:01 che confonde catecumeni con neocatecumenali e che dice:

CATECUMENI: PRONTI A VARCARE LA PORTA DELLA FEDE
23 NOVEMBRE 2013, ORE 16.30
BASILICA DI SAN PIETRO
A conclusione dell’Anno della fede,
Papa Francesco incontrerà quanti, da adulti, hanno deciso di diventare cristiani....
...VISTO CHE IL PAPA CI ACCOGLIE SEMPRE??


A leggere questa affermazione altro "ballare sulle panche per esprimere la propria gioia", c'è da rotolarsi dalle risate!

Tu di catecumenato non hai capito veramente nulla quindi siediti, respira e pensa senza farti "prendere dall'euforia neocatecumenale"(cit)

La verità vi farà liberi. ha detto...

La cosa che mi ha colpito di "quella Messa" non sono stati gli abusi liturgici, o gli arredi orrendi....quelli ,me li aspettavo ed ero preparato,la cosa che impressiona è la tristezza di quella gente durante il rito.
Quei volti tristi, gli sguardi smarriti, le facce dipinte da una maschera evidente (il cantore)....sembravano anime del purgatorio che non vedevano l'ora che quel tormento finisse.

Il "comunicarsi" meccanico, con i NC che - mentre tengono in mano il corpo di Cristo - si guardano intorno aspettando il "via" per portarlo alla bocca...il "bere" il vino (non lo chiamano Sangue) asciugandosi poi la bocca con la manica del maglione (se va bene, visto che chi indossava il vestito utilizzava un fazzoletto di carta!)...il ballo con quella gioia liberatoria data dalla fine del rito...il correre tutti verso l'oratorio ad abbufarsi subito dopo!

Avvilente...

Anonimo ha detto...

Gli "ostiari" nella Chiesa antica erano gli addetti alle porte della chiesa ("ostium"). Che c'entrano le ostie (da "hostia", "vittima sacrificale").
La ricetta del pane azzimo è semplicissima: farina di grano e acqua pura. Nell'uso cattolico non si mette nemmeno il sale. La ricetta c'è, sta nei "praenotanda" nel Messale romano....

La verità vi farà liberi. ha detto...

@ Tripudio: puoi correggere,nell'articolo iniziale, "Chiesa stavolta" con "Chiesa stravolta"? Ho commesso un errore di digitazione e, così come ho scritto, non si capisce.

by Tripudio ha detto...

Fatto. Era sfuggito perfino a me.

aleCT ha detto...

Luciana L è in realtà un simpatico buontempone che ha deciso che, invece di facilitare la ricerca della verità è meglio fare in modo di nasconderla ancora di più mettendo notizie false.

Questo non gli fa onore neanche un pò.

Ruben ha detto...

Se può interessare,c'è anche un filmato del Cammino,per preparare "il pane" con l'apposito stampo:


http://www.youtube.com/watch?v=sruIx72kWl0

Sebastian ha detto...

Forse è come dici tu Ale, ma comunque in tal caso il troll non ha capito che il punto centrale di tutta la faccenda è un altro.

Lino ha detto...

aleCT ha detto...
"Luciana L è in realtà un simpatico buontempone che ha deciso che, invece di facilitare la ricerca della verità..."
Sono convinto, oramai, che questo sia il criterio che governa i ragionamenti dei neocat: la difesa del Cammino in primo luogo, anche con manovre diversive. Un esempio per tutti, nel post precedente: sono intervenuti sull'uvetta, sulle ulive etc. ma nessuno si è soffermato sulla Vecchia Alleanza e sulle dodici tribù d'Israele disegnate sul loro "pane eucaristico".

Da qualche parte si ritorna a citare un supposto "pentimento" in fin di vita di padre Enrico Zoffoli per le sue critiche al Cammino. Una vergogna, anzi una vigliaccheria, perché padre Zoffoli non può confutarlo. E poi, di cosa si sarebbe dovuto pentire? Di aver criticato le eresie del direttorio catechetico NC? Dimostrate che quelle critiche sono sbagliate, è questo il metodo delle persone serie, si discute l'opera, non l'autore.

Questi fanno di tutto per fuggire o negare la verità. Perciò meritano di essere "osservati".

aleCT ha detto...

@sebastian

Senza "forse"...lo so di per certo altrimenti avrei scritto "io penso che..."
E ti posso anche dire che per la stessa persona le croci servono solo "a non far gonfiare il pane"

La verità vi farà liberi. ha detto...

Scusate l'OT: qualcuno sa dirmi come è messo Mons. Crociata nei confronti del CNC.....gli hanno appena affidato una diocesi.

Ruben ha detto...

Confessione come "sicurezza" del perdono; dall'Udienza di oggi:

“A volte capita di sentire qualcuno che sostiene di confessarsi direttamente con Dio(vedi Kiko Arguello ndr)…. Sì, come dicevo prima, Dio ti ascolta sempre, ma nel sacramento della Riconciliazione manda un fratello a portarti il perdono, la sicurezza del perdono a nome della Chiesa”.
Papa Francesco.

Marco Bianchi ha detto...

Le novità apportate dal Concilio Ecumenico Vaticano II, furono l’impulso alla nascita di un percorso di fede che vide la luce per opera di un pittore ateo spagnolo, tale Francisco José Gómez Argüello Wirtz, detto Kiko.
La sua conversione al Cristianesimo si avrà previa conoscenza del pensiero di Charles de Foucauld, un religioso francese che è ordinato sacerdote in Francia dopo varie esperienze in cui trova la fede.
L’incontro col Sacro del pittore avviene a seguito della decisione di lasciare tutto per andare a vivere con i senzatetto di Palomeras Altas a Madrid.
Qui in un contesto sociale di grande povertà forte degrado e pressante emarginazione, Kiko inizia la sua opera di Evangelizzazione.
Nel periodo della sua permanenza nella baraccopoli, conosce Carmen Hernandez e con lei elabora una sintesi kerigmatico2-catechetica ispirata al Concilio Vaticano II formata dal connubio tra Liturgia della Parola, Eucarestia ed Esperienza comunitaria.
Il Tripode sarà la base dottrinale del futuro Cammino Neocatecumenale.
Nel 1968 Kiko Argüello e Carmen Hernandez sono invitati da mons. Dino Torregiani (fondatore della congregazione religiosa Servi della Chiesa), a Roma e qui daranno vita alle prime due comunità nella parrocchia di Nostra Signora del Santissimo Sacramento e in quella dei Santi Martiri Canadesi nel quartiere Nomentano.
In seguito il Cammino Neocatecumenale si diffonderà in altre parrocchie della città e, successivamente, in molte altre diocesi in Italia e nel mondo.

Il Cammino Neocatecumenale tanto osannato dai suoi adepti e stimato dagli stessi come “migliore”, anche se nessuno di loro esternerà mai questa convinzione (che è poi la stessa di tutti i LOS KIKOS, così chiamati in Spagna!), crea un tunnel di vetro che, essendo trasparente, lascia guardare il mondo circostante, ma in cui le notizie giungono e sono filtrate a uso del Cammino stesso.
Per cui in questa Terra traviata, tutto è peccato, tutto è sporco; ma ci si può salvare...entrando nella Frangia3!
E’ opinione comune (perlomeno di quelli che sono stati capaci di uscirne), che il condotto a senso unico che si viene a formare, evochi un altro tunnel tristemente famoso: quello della droga, e come questa crea dipendenza al pari, il Cammino induce l’adepto a tornare sempre in seno alla sua Comunità.
La Frangia inizia a operare ancor prima di entrarvi con le catechesi, che sono unicamente “momenti d’ascolto” cioè, riunioni di circa un’ora in cui non sono ammesse domande.

Marco Bianchi ha detto...

Le catechesi sono inizialmente proposte dai catechisti, che sono “profeti in terra” inviati dalla Chiesa, al sacerdote di una parrocchia.
La non accettazione del Cammino da parte sua (che è condannata quasi come eresia), equivale a rifiutarsi di elargire la possibilità di salvare le anime dei fedeli che si rendano conto di questa necessità.
Qualora il prelato decida di accogliere il Cammino all’interno della sua Parrocchia, i seguaci fidenti tendono ad egemonizzare la loro esperienza cercando di offuscare le altre realtà...se già presenti.
La Chiesa dove esso sia eventualmente accettato quale prima esperienza di Fede, difficilmente vedrà la nascita di altri percorsi Cristiani al suo interno.
Nell’arco di quattordici incontri (circa), è annunciato il kerigma, cioè il lieto annunzio della Morte e Resurrezione di Gesù Cristo Figlio di Dio che, grazie a questo mistero, riscatta e salva l’umanità tutta dal peccato e dal male.
Al termine di questo tempo, se il numero lo consente, in una “Convivenza” conclusiva, cioè, giorni di ritiro spirituale in cui quelli che hanno accolto le catechesi CON-VIVONO, viene avviata una nuova Comunità.
Col proprio Amen, l’adepto accetta di entrare a far parte del nuovo piccolo gregge.
Se l’assenso è sicuro e privo di tentennamenti, i problemi non esistono ma se la risposta è un tiepido “nì” o un titubante “no” i catechisti, che divengono già dal primo incontro gli “esaminatori” del malcapitato, cominciano una sorta di convincimento che ha lo scopo di convertire quelle incerte repliche in un ”sì’” radicato.
Qualora però questo compito non dovesse essere coronato da successo, si è si lasciati liberi ma redarguiti in tal guisa:
“Ma la verità è questa e non v’è n’è un altra”.
Quindi si è già condannati per il solo fatto di aver conosciuto il kerigma, anatema che in realtà insinua nella mente del “frangista mancato”, una coercizione psichica che suona pressappoco così:
“Non sei voluto entrare in Comunità”.
I catechisti nell’arco di tutto il Cammino, che ha un inizio e una fine, hanno il compito di seguire il catechizzato per far crescere in lui la creatura nuova ma infante, che è nata con le catechesi.
Gli “scrutini”, cioè veri e propri “cimenti inquisitori” che si susseguono nelle molte tappe o passaggi di cui è composto il Tunnel, hanno lo scopo di mettere a nudo l’uomo vecchio con tutte le sue idolatrie, per lasciare il posto a quello nuovo.
La durata del Percorso è stabilita grazie al discernimento dei “profeti in terra” ma al suo termine, è mantenuta la promessa del raggiungimento di una Fede Adulta diversa da quella del cristiano della domenica che si accontenta, a differenza del Frangista, della sola Messa di precetto.
Molto spesso lacrime di vero dolore sono versate dallo scrutinato sui propri peccati confessati di fronte a tutti i componenti della sua Frangia ma sovente, secondo l’oculato e quindi divino giudizio dei catechisti, non sufficienti a farlo sentire uno schifo, condizione ritenuta pare necessaria, per considerarlo maturo per quel passaggio!

Marco Bianchi ha detto...

Sentenza che si traduce così: “Io sono un Profeta e il mio Santo parere mi consente di sapere anche a che punto si trova la tua Fede”!
La forza dei Frangisti è il numero.
Preso singolarmente il frangista dà la possibilità all’altro, che non sia del suo stesso partito, di esternare il proprio pensiero ma, qualora si abbia la sfortuna di capitare a tiro di un gruppo se si è al di fuori della Frangia, si è trattati da poveri peccatori meritevoli solo di compassione a differenza loro che, pur dichiarandosi malvagi, hanno però il Cammino cioè, LO STRUMENTO per la santificazione della propria anima.
Compito dei Los Kikos è quello di attirare seguaci attraverso la predicazione.
Ciò porterà innegabili vantaggi sia al proselita che si vedrà consegnato “IL MEZZO”, sia al frangista che ha operato il dono “GRATUITAMENTE”.
Ma questa filantropia non sarà mai ammessa e chi dice una cosa del genere è un falso poichè il Los Kikos, essendo umile, difficilmente si ergerà al di sopra di un suo simile.
In Comunità esistono due tipi di vocazioni: o coppie sposate, o preti e suore.
Altri tipi di Elezioni Divine sono satelliti delle due principali; se un ragazzo o una ragazza che si trovano in Cammino sono nubili, sono spronati a fare una scelta e, qualora chiamati al matrimonio per volere Supremo, invitati a cercare il compagno/a all’interno della Frangia, o a portarlo/a nel tunnel qualora facente parte della vita quotidiana o assorto in un’altra realtà ecclesiale.
Il fidanzamento della coppia che eventualmente si viene a formare dovrà essere, sempre secondo il divino consiglio dei “profeti in terra”, non troppo lungo poichè il lasciarsi andare alla Provvidenza, è sinonimo di completo abbandono nelle mani di Dio.
E allorché i due giovani decidano di convolare a giuste nozze, la “paternità e maternità responsabile” mai verrà nominata poichè i coniugi del Cammino sono “aperti alla vita” e in rari casi, qualora sussistano serie motivazioni, viene consigliata una contraccezione rigorosamente naturale e tassativamente limitata nel tempo.
E’ buona cosa, anzi indispensabile, che ambedue i coniugi seguano il Cammino poichè l’abbandono di uno dei due, crea una lotta interna alla coppia al limite della separazione.
Non esistono mezze misure nel tunnel e i piedi vanno tenuti su una staffa sola.
O si è cittadini del mondo quindi bisognosi di conversione, o facenti parte della Frangia cioè, consci di questa necessità e quindi operanti insieme alla grazia per l’elevazione della propria anima.
Il Perdono dei peccati è un concetto molto amato dai Los Kikos poichè esso manifesta la misericordia, la bontà e la pazienza di Dio sempre ben disposto ad accogliere il figliol prodigo che, ravveduto, ritorna ad assaporare il sublime amore del Padre.
Il Sacramento della Riconciliazione impartito durante le “Penitenziali”, funzioni che vedono la presenza di più sacerdoti, non è diverso da quello dispensato in Chiesa normalmente.

Marco Bianchi ha detto...

La presentazione però riveste la sua peculiare importanza.
Come tutte le celebrazioni all’interno del Cammino, i segni la fanno da padrone e quindi i canti accompagnano tutta la funzione, la confessione vera e propria è preceduta da una breve introduzione e, poichè al rito partecipa tutta la Comunità, si raccomanda la brevità e l’invito a chiamare i peccati col loro nome.
Per un suggerimento spirituale un pò più profondo, si consiglia un altro giorno e possibilmente da un prelato frangista (che sa come tirare l’acqua al proprio mulino!).
I frangisti si riconoscono per il gergo comune dal sud al nord della penisola.
Il modo di dire “ribellato alla propria storia”, per esempio, è insistentemente usato per indicare una situazione dalla quale si vorrebbe fuggire e la certezza dell’adepto convinto, è che l’assenza prolungata dalla Frangia sia sinonimo di avversione verso il Padre che in quel determinato periodo e con quella situazione dona il meglio per la propria salvezza.
E non vi è altro modo di essere...non si può essere arrabbiati o delusi...si è ribellati.
Si evince, perciò, che andare in Comunità, anche se di malavoglia, aiuta ed è cosa buona, ma qualora si decida invece di lasciare anche solo per un pò il tunnel...si è ribellati!
Nella Frangia tutti sono fratelli o sorelle e la parola “sacerdote” ha lasciato il posto al termine presbitero.
Se dopo anni e anni di Cammino non si risponde alle direttive dei Catechisti tacitamente approvate da tutti gli adepti convinti, si è bollati come “fichi secchi”, cioè alberi che non danno frutto come la pianta del brano Evangelico.
È sollecitato con frequenti martellanti ripetizioni, l’odio verso tutto quello che diviene idolo (per esempio il lavoro, qualora divenga Dio della propria vita, i beni che da esso possano derivare, l’amore verso il marito o la moglie o i figli quando consenta di distogliere lo sguardo da ciò che mai deluderà, ovvero dal Padre Eterno), si parla spesso di Kiko che con le sue intuizioni fa il volere dello Spirito Santo (perciò icona da seguire e poichè tale, gli adepti convinti ne scimmiottano le movenze, il modo di vestire e di parlare!), e da ultimo, la segretezza.
Nessuno sa, o deve sapere, cosa si farà nel prosieguo del Cammino...se lo vuoi sapere...vieni e vedi!

Marco Bianchi ha detto...

Se perciò qualcuno decide di lasciare la Frangia perchè è riuscito ad incrinare il vetro del tunnel, che diviene sempre più spesso man mano che i Los Kikos inculcano nella psiche dello sfortunato i loro insegnamenti, e si accorge della manipolazione mentale che mettono in atto, è bollato come un Giuda, come un individuo che rifiuta la Grazia di essere salvato.
E peggior giudizio e conseguente sorte, subirà se induce qualcun altro non a discostarsi dagli insegnamenti della Santa Madre Chiesa, bensì a non avvicinarsi al Cammino.
Quindi, pur non volendo allontanare nessuno dai precetti Divini, sono già un morto che cammina...(e male pure!).
Santo Padre, vi imploro a nome mio e di tutti coloro che volendo uscire definitivamente dalla Frangia stanno arrancando per risalire la china: fermateli!
Giacché i catechisti sono profeti inviati dalla Chiesa cui va la più cieca obbedienza, si presume e si spera che a Voi si sottometteranno essendo Suo Vicario in terra e, come tale, Capo Supremo del corpo Mistico della Sua Sposa.
Non so se mai questo scritto vedrà la luce tuttavia, qualunque sarà il suo futuro prossimo, mi auguro che mai più nessuno debba sentirsi dire:
“La tua malattia in confronto alla tua ferita spirituale, è un raffreddore!”. Marco Aurelio Bianchi
P.S. Un’ultima battuta alquanto goliardica.......che differenza c’è tra Kiko Arguello e un prete?.....
...che il prete, in virtù del Ministero concessogli dalla Chiesa, “unge gli infermi...
Kiko Arguello per la sola importanza di cui lo rivestono i suoi scagnozzi...”unge” i cardinali compiacenti!

Anonimo ha detto...

I NEOCATECUMENALI SONO POTENTI COMPRANO TUTTO, PERO' LA VITA ETERNA NON E' IN VENDITA. ATTENZIONE AL MALE CHE FATE!
MARIA

Anonimo ha detto...

Speriamo che PAPA Francesco capisca del pericolo dei neocatecumenali e sopratuttto del falso fine del falso profeta Kiko. Persona Pericolosa.
Non è Religione Cristiana, non è nulla se non un percorso fuorviante e pericoloso dell'integrità delle persone e delle famiglie.
Scappate da queste sette, io stò cercando di uscirne al più presto sperando che non trattengano mia moglie e magari dicendole di lasciarmi come già successo per altre coppie presenti in comunità. Sopratutto i figli non obbligateli ad andarci fate scegliere a loro. La Chiesa è una cosa, anche se con i suoi difetti le Comunità di kiko è altro che non c'entra nulla. Il PAPA dovrebbe pensare a tagliare i vari movimenti ecclesiastici, sono fin troppo e pericolosi, e concentrarsi sulla Chiesa la Casa di DIO. Corrado

Michela ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
noa ha detto...

Bravi. fate bene a segnalare tutte le storture di questo movimento. Negano il confronto, esiste addirittura un contro-osservatorio neocat dove invitano gli adepti a non rispondere alle "provocazioni" del blog o di altri siti che segnalano storture del cammino. Ma un cattolico non teme MAI il confronto, perchè sa di essere nel giusto. E purtoppo quando parecchie persone espongono certi fatti allora non sono leggende o dicerìe:c'è qualcosa che non va, non può essere solo il rancore di chi è uscito sbattendo la porta. Qui ci sono sventurati che hanno capito di aver preso la via sbagliata dopo molti anni ed è solo merito della Provvidenza che non siano comunque usciti dal cattolicesimo. La Provvidenza agisce NONOSTANTE il cammino, infatti, per evitare che anime buone vengano del tutto traviate.
Io posso dirvi che sono preoccupato per i miei nipoti: in quella setta esiste il plagio, non puoi non entrare e non seguire pedissequamente il cammino se i tuoi genitori sono stati manipolati come argilla. Io ero entrato. Avevo la massima buona fede e nessun pregiudizio sulle questioni "formali" (canti strani etc.).Poi ho iniziato a parlare di cose che non condividevo e già lì hanno iniziato a storcere il naso.Questa roba è ebraismo, non è cattolicesimo, comprese le copertine a righe che ricoprono l'altare.Inoltre c'è una sorta di cabalismo, un confondere la volontà di Dio con l'Inshallah islamico, per cui il libero arbitrio, la ragione, la differenza tra cause prime e cause seconde sono tutte cose completamente azzerate. Io non sono un teologo, ma ci sono concetti della scolastica che sono alla base della filosofia e della teologia cattolica. Io ho trovato solo un ribaltamento di concetti. Il cattolicesimo si fonda sì sulla fede ma anche sulla ragione, che spiega le verità della fede o arriva a spiegarle quando sono dogmi. Per i neocatecumeni non esiste la fede personale, ma solo la dimensione comunitaria. E' volontà di Dio se li hai incontrati, è sempre Dio che ti parla e che attraverso i catechisti ti dice cosa fare o non fare. Riferimenti al libero arbitrio, discernimento interiore PERSONALE, recita del Rosario zero. Come può esserci il vero autentico moto interiore ispirato dalla grazia quando semplicmentne qualcuno ti dice cosa fare o non fare?Lì la parola ultima è della comunità, che è anche confessione e liturgia e SOLO in quella determinata comunità, voluta inshallah da Dio stesso. Non puoi sgarrare.Ho lasciato subito.
I miei nipoti mi preoccupano. saranno costretti ad entrare, come gli altri figli di neocat. Ma un conto è trasmettere la fede ai figli, un conto è obbligarli ad entrare in cammino. Ho paura che sia un modo per evitare che conoscano altre realtà. Per la comunione dei ragazzi volevo comprare il catechismo vecchio stampo,quello di una volta per intenderci, ma ho avuto paura delle reazioni dei genitori. Se mi sento a disagio io appena si dice mezza parola in contrario figurarsi i figli...In questa scarsa disponibilità al confronto, oltretutto malcelata da quasi compatimento perchè "non hai capito il grande progetto che c'è e il demonio ti fa giudicare male" vedo in realtà tanta arroganza e poca libertà autentica. Rispondere con la frase che ti hanno detto, riaprire un discorso ad una contestazione che ti ho fatto due giorni prima dicendomi "ah, comunque c'è il kerigma" significa che tu non parli con la tua testa, ma prima chiedi a qualcuno sopra di te cosa puoi dire o non dire. Le argomentazioni non le possiedi, perchè non ci sono.
Il cattolicesimo è la libertà autentica di figli di dio, non della comunità anticotestamentaria.

Michela ha detto...
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