sabato 11 settembre 2021

La gerarchia degli illuminati e discernenti cacciadiavoli

Tutto sommato, la faccenda è la seguente.

Catechisti, oculisti o esorcisti?
Il trettre dottor (h.c.) sciamano Arguello ha profetizzato che i kikatekisti, in quanto tali, sarebbero divenuti illuminati, discernenti e esorcisti. 
 
Più e più volte ho chiesto ai kikatekisti se tali superpoteri neocat si acquisivano ipso facto all'atto dell'investitura oppure se aumentavano via via che si percorrevano le tappe del cosiddetto Cammino. 
Di converso, in caso di destituzione, il quesito era se i superpoteri si perdevano all'istante, se restavano o se si affievolivano con il tempo. 
 
Naturalmente nessuno, come tutti i neocat fanno sempre, ha mai risposto, salvo insulti.
 
Tuttavia, quel che il signor trettre dottor (h.c.) dittator Arguello pretende da chi il Cammino l'ha finito, e cioè l'obbedienza a vita in primis a lui e quindi ai propri kikatekisti, è una risposta. 
 
Mi spiego meglio. 
 
Immaginiamo il bravo, fedele e obbediente camminante medio, che obbedisce sempre, non discute mai, riempie il sacco nero e circoncide la ragione. 
Chiamiamolo Fido, per semplicità. 
 
Il buon Fido, passaggio dopo passaggio, entra sempre più nelle grazie dei capi, fino ad essere cooptato quale kikatekista. 
 
A questo punto scatta la profezia del signor trettre dottor (h.c.) stregone Arguello: Fido diventa illuminato, ha il discernimento e anche il cacciadiavoli. 
 
Acquisirà i superpoteri tutti insieme oppure aumenteranno con le tappe superate? 
 
La risposta è che aumenteranno nel percorso di conoscenza degli arcani del Cammino. 
Perché? 
Perché tutti devono obbedienza a chi è superiore. 
 
Avendo alti livelli di conoscenza,
sanno quando inginocchiarsi
 
 
Al vertice della piramide c'è Sua Improntitudine Sankiko, eletto, visionario, illuminato, discernente, angelo, nuovo Giovanni in mezzo a noi, con il Messia presente in lui, esorciccio. 
 
Lui è il fondatore, è il primo ad aver iniziato la trafila, cui sottopone gli altri, perciò la sua "carica" di superpoteri è iniziata prima di ogni altro. Poi vengono a seguire i kikatekisti nel tempo. 
 
Ora, se il nostro Fido ha terminato il Cammino ed è diventato un adulto nella fede, kikatekista illuminato e discernente, perché dovrebbe obbedire in tutto sempre e comunque ad altri kikatekisti che hanno i medesimi superpoteri? 
 
Risposta: perché i kikatekisti di Fido hanno iniziato il Cammino prima di lui, perciò hanno una "conoscenza" maggiore della sua. 
 
Ergo, il percorso neocatecumenale è un percorso di "conoscenza", checché ne dicano. 
 
Di conseguenza, a chi rinnega questo percorso, o a chi viene destituito perché non obbediente, i superpoteri svaniranno immediatamente, perché dalla "conoscenza" vengono esclusi. 
 
Grazie dell'informazione, egregio signor trettre dottor (h.c.) "fratello" Arguello.
 
(da: l'apostata)

35 commenti:

  1. Ricordiamo ai gentili lettori del blog che l'esorcismo compete solo ai successori degli Apostoli (cioè ai vescovi, uniti col Papa) e che per prassi in ogni diocesi viene nominato qualche sacerdote esorcista (in aiuto - ma non sostituzione - del vescovo; i sacerdoti non autorizzati dal vescovo non possono compiere esorcismi). Non è una nostra opinione: dal Vangelo apprendiamo che Nostro Signore ha incaricato i suoi Apostoli e Pietro, noialtri siamo solo le pecorelle del gregge, non possiamo sostituirci ai legittimi pastori.

    Ricordiamo quindi che anche i Papi hanno compiuto spesso esorcismi ma senza vantarsene sui media. Si cerca sempre di evitare di dar pubblicità ai casi di esorcismo perché (giustamente!) si vuole evitare la spettacolarizzazione (specialmente di questi tempi, dove molti presunti "infestati" o "posseduti" sono semplicemente persone con particolari problemi psico-fisici; dopotutto il demonio - quello vero - si accanisce contro chi sta aprendo seriamente il cuore a Dio, non contro chi sta mentalmente poco a posto oppure che sguazza nella superbia e nel peccato).

    Ricordiamo poi che i laici che pretendono di "esorcizzare" attirano a sé l'infestazione del demonio - quello vero - anche se fossero convinti in buona fede di far qualcosa di buono. Interloquire col demonio (rivolgersi al demonio per dire "ti scaccio" o robe simili, anche solo con l'intenzione) non è per i laici. L'influenza del demonio va scacciata anzitutto col ricevere i sacramenti nelle giuste disposizioni (confessarsi frequentemente, accostarsi alla Comunione), e con la pratica delle virtù cristiane (fede, speranza e carità).

    Infine ricordiamo che le cosiddette "preghiere di liberazione" (che somigliano vagamente agli esorcismi, con la sola differenza che non interloquiscono col demonio ma chiedono a Dio, attraverso l'intercessione dei suoi angeli e dei suoi santi, di liberare le anime dal demonio) non costituiscono esorcismo (e dunque non ne hanno l'efficacia), e sono recitabili anche dai laici (ma non hanno l'efficacia di un esorcismo vero compiuto da un vescovo o da un esorcista incaricato dal vescovo).

    La miglior preghiera di liberazione è tuttora la famosa preghiera a san Michele arcangelo, che conviene recitare ogni giorno, e che chiede al principe delle milizie celesti (l'arcangelo Michele) di ricacciare nell'inferno satana e gli altri spiriti maligni che si aggirano per questo mondo. Tale preghiera fu composta da papa Leone XIII in seguito ad una visione soprannaturale, della quale fu talmente spaventato da ordinare che si recitasse alla fine di ogni Messa.

    Al contrario, molte "preghiere di liberazione" oggi circolanti sono adattamenti un po' poetici di preghiere preesistenti. C'è tutto un sottobosco di "guaritori", spesso perfino in buona fede (e con raduni e "messe di guarigione"), che esistono solo perché i pretazzi moderni riducono la spiritualità a intimismo.

    Detto tutto questo, ricordiamo che:

    - Kiko Argüello è un laico ma si è arrogato il potere di esorcizzare;

    - non solo, per ordine di Kiko anche i cosiddetti "catechisti" (laici oppure presbiteri "non autorizzati dal vescovo") vanno "esorcizzando";

    - non solo, per ordine dei cosiddetti "catechisti" laici, anche i fratelli laici di comunità kikiana vanno "esorcizzando" (cfr. articolo il sommo Pasqualone alle crociate neocatekike).

    Decisamente, il Cammino è molto gradito al demonio - quello vero, non il simpatico portasfortuna che ti fa trovar traffico in autostrada mentre vai alla convivenza.

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  2. S.Ignazio dice negli Esercizi Spirituali che "con il demonio non si dialoga" perchè lui è molto più furbo di te. Kiko invece cosa fa? Ci chiacchera proprio! Nella sua megalomania e nel sentirsi "Giovanni Battista in mezzo a voi" pretende di avere potere sugli esseri spirituali. La cosa non è nuova: nella bimillenaria storia della Chiesa ci sono centinaia di omuncoli che si sono atteggiati a pseudoapostoli e che pretendevano di comandare in nome e al posto della Chiesa. Hanno fatto tutti una brutta fine. Loro e quelli che li seguivano.

    Ora io dico: i laici hanno le preghiere di liberazione che sono efficacissime contro il demonio. Ancora più efficace è il S.Rosario (il demonio scappa a gambe levate al solo sentire il nome di Maria SS.ma).
    Che bisogno c'è di arrogarsi ONERI che solo i vescovi (in quanto SUCCESSORI degli APOSTOLI) e i sacerdoti da loro nominati possono sostenere? Eggià, caro Kiko...la differenza tra loro e te è una sola. FOndamentale: L'ESSERE SACERDOTI (e, come dicevo prima...addirittura consacrati...CONSACRATI (lo conosci questo termine, Kiko?) vescovi)

    Il problema p, caro Kiko, che tu ABORRI il sacerdozio. E così rifiuti GESU' CRISTO perchè è LUI che lo ha istituito. Ha ragione Apostata, un comportamento come il tuo indica solo una cosa: che tu pensi che DIO IN PERSONA ti abbia dato i "superpoteri" e tu, per regale concessione, li elargisci ai tuoi fedelissimi.

    Caro Kiko, i nodi stanno venendo al pettine ed io ho la vaga impressione che tu lo sappia.
    Ritorna in te stesso.

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    1. Quando cominci a nutrire dubbio sul cammino allora i kikos ti diranno di non dialogare col demonio perché essendo più furbo di te ti porterà fuori dal cammino... Non usano mai questa frase quando fanno"esorcismo"

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  3. La descrizione è perfetta.

    L'unica difformità che rilevo partendo dalla mia personale esperienza è quanto l'articolo afferma riguardo alla "conoscenza" maggiore che abiliterebbe i catechisti dei catechisti a continuare a comandare anche dopo la fine del Cammino.

    Nella mia esperienza ho rilevato che il perdurare della dovuta obbedienza non si fonda tanto sulla maggiore conoscenza dei più anziani, ma proprio su una forma di nonnismo gerarchico dovuto all'anzianità di servizio.

    Siccome il Cammino è strettamente gerarchico, i primi arrivati acquisiscono priorità automatica sui successivi, anche se sono cafoni perfetti.
    Non si raggiunge mai una parità di livello: i più anziani rimarranno per sempre più alti in grado rispetto a coloro che aziendalmente sono loro sottoposti.
    Non hanno alcuna conoscenza superiore, ma hanno "grado" superiore e quindi, com'è accaduto ed accade, potranno sovrastare anche i preti che per loro sfortuna capiteranno sotto le loro grinfie.

    Per il resto è come si dice nell'articolo: il catecumeno semplice acquista di botto i superpoteri appena eletto catechista, poteri pieni rispetto ai sottoposti.
    Il giorno prima non aveva titoli per imporsi sulle vite altrui, il giorno dopo al patentino di catechista ottiene l'illuminazione che gli permette di "discernere" le vite altrui.
    Miracolo!!

    Quando poi dismette le funzioni di catechista, immediatamente i superpoteri decadono ed anzi, i suoi stessi catecumeni potranno metterlo alla gogna (gli obbedienti al sistema o gli appartenenti ai clan).
    Diventa il ludibrio delle genti e chiunque, una volta ritornato "normale", ha il permesso di disprezzarlo, togliergli il saluto, giudicarlo e ripudiarlo, nonché sparlare su di lui.
    La perdita dei superpoteri comporta anche la perdita della più minimale dignità umana.

    Non è la stessa cosa andarsene da catecumeno semplice o andarsene da catechista decaduto. La perdita dei superpoteri è una macchia che, neocatecumenalmente parlando, ti segna a vita.
    Diventi un Giuda di categoria superiore.

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  4. Vorrei ricordare in proposito quel brano degli atti degli Apostoli che dovrebbe essere preso a monito da parte di tutti gli apprendiste stregoni:

    At 19, 11-17: Gli esorcisti giudei.

    " Dio intanto operava prodigi non comuni per opera di Paolo, al punto che si mettevano sopra i malati fazzoletti o grembiuli che erano stati a contatto con lui e le malattie cessavano e gli spiriti cattivi fuggivano.

    Alcuni esorcisti ambulanti giudei si provarono a invocare anch'essi il nome del Signore Gesù sopra quanti avevano spiriti cattivi, dicendo: «Vi scongiuro per quel Gesù che Paolo predica». Facevano questo sette figli di un certo Sceva, un sommo sacerdote giudeo.

    Ma lo spirito cattivo rispose loro: «Conosco Gesù e so chi è Paolo, ma voi chi siete?».

    E l'uomo che aveva lo spirito cattivo, slanciatosi su di loro, li afferrò e li trattò con tale violenza che essi fuggirono da quella casa nudi e coperti di ferite. Il fatto fu risaputo da tutti i Giudei e dai Greci che abitavano a Efeso e tutti furono presi da timore e si magnificava il nome del Signore Gesù. "

    NB - "esorcisti ambulanti" ed "esorcisti itineranti" sono piuttosto sinonimi.

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    1. Illuminati è l'acronimo di :

      Invochiamo La Loro Umana Mamotretica Illuminazione Neocatecumenalmente Assoluta Travolgentemente Illusoria

      Cacciadiavoli è l'acronimo di :

      Catecumeni Autorizzati Certamente Cacciano Insieme Autorevolmente Diavoli Iracondi Ancora Verso Ostacoli Leggermente Illusori

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    2. Esorcismi neocatecumenali

      La Congregazione per la Causa dei Santi segnala uno dei 1500 miracoli attribuiti a Carmen Hernande : nel 1972 Carmen si trovata in un raduno di 400000 persone del Cammino a Valencia, quando le portarono un uomo in preda alle convulsioni. Un medico, scettico, disse : è solo epilessia. Carmen, che vedeva lontano, puntò il dito verso l'uomo e disse : Satana, te lo ordino, esci da costui. Si vide qualcosa di informe che abbandonava sghignazzando l'uomo, che si rilassò. Il medico scettico si converti e divenne un catechista del Cammino, l'uomo guarito si sposò, ebbe 12 figli, di cui due in cielo, tutti nel Cammino, e Carmen, soddisfatta, si fece una bella mangiata di ottima paella, di cui Valencia è rinomata. Papa Francesco, avvertito di ciò, disse alla Congregazione : accelerate l'iter di beatificazione di Carmen, siate sintetici.

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    3. Magari era davvero solo epilessia e semplicemente terminata la crisi l'uomo era tornato in sé. Difficile dimostrare che fosse posseduto dal demonio e non in preda a una crisi epilettica. Giustamente l'episodio non poteva non concludersi in modo godereccio, da vera "santa"...

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    4. E il demonio uscito da quell'uomo (chiamato familiarmente Legione) colonizzò tutti i presenti.
      A quel punto Kiko e Carmen inventarono la seconda convivenza del Padre Nostro in cui tutti si dichiarano figli del demonio e risolsero ogni problema alla radice.

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    5. Un fracasso infernale, alle riunioni di famiglia. Anche perché il demonio alcuni figli li ha riconosciuti, altri no, quindi litigano.

      FungKu. Se non volete che io ripeta le cose, cari neocatecumenali, urlate di meno quando vi riunite così non le sento.

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  5. In questo post c'è una sfilza di epiteti su Kiko, da aggiungere al nostro libro. In particolare signor tretre dottor (h.c.) del quale ci sfugge il significate. Ci dite che vuol dire, please?

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  6. Post molto divertente e molto vero.
    La logica di apostata è inattaccabile.

    Bene ha fatto apostata a parlare di "superpoteri", perché non vengono da Dio e non esistono (e se esistessero non verrebbero comunque da Dio ma, semmai, dal suo nemico).

    In ogni caso, anche chi crede ai presunti "superpoteri" non può considerarli carismi, perché, se lo fossero, sarebbero slegati dall'incarico di "catechista". I carismi, infatti, sono distribuiti da Dio come lui vuole.

    Né possono essere considerati frutto di una grazia di stato, perché la grazia di stato si manifesta in modo diverso sia dal potere ministeriale, in cui il ministero rende efficaci i segni di cui si serve, sia dai carismi che, se autentici, sono delle grazie speciali che, sebbene possono a volte essere influenzate dalla natura umana, in se stesse sono soprannaturali, come dimostrato dai miracoli.
    La grazia di stato, invece, agisce attraverso la natura umana e al modo della natura umana.

    La cosa più probabile è che Kiko consideri la figura del "catechista" legata alla "gerarchia" del Cammino, e perciò come un vero e proprio ministero simile a quello sacerdotale che, però, si perde automaticamente se si lascia il Cammino.
    In questo caso il "catechista" subirebbe una specie di riduzione allo stato laicale, ma come se il "carattere" di "catechista" si potesse togliere come un adesivo.
    Il padrone del "carattere", infatti, è il Cammino stesso.
    E qui il Cammino, e cioè Kiko, viene proprio divinizzato, perché nemmeno la Chiesa dice di essere padrona della grazia e dei Scramenti, ma solo l'amministratrice, mentre Kiko sembra sentirsi investito si un potere di donare e togliere la grazia come fosse Dio.

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    1. L'Apostata ha sempre il grande pregio di andare al nocciolo della questione coprendo il Cammino del ridicolo che si merita. E fa proprio bene, perché il Cammino rende i fratelli allergici ai discorsi che non fanno una grinza. Invece a volte basta una passata di realtà e di buonsenso, per neutralizzare le affabulazioni degli stregoni cacciadiavoli.

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  7. Questa specie di monopolio della grazia da parte del rigido ordine gerarchico neocatecumenale è proprio la totale negazione del libero e imperscrutabile agire di Dio.
    Nel cammino pare tutto calcolato al millesimo. Tutto perfettamente alla loro portata. Fino al mistero della morte e della resurrezione; perfino la stessa trasfigurazione! Di tutto si atteggiano a gestori incontrastati. Dio gli ha dato potere!

    ........

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  8. ........

    Per questo apostata è geniale nell'agganciare al percorso iniziatico e gnostico indissolubilmente la valenza stessa di quelli che ancor più genialmente chiama "superpoteri" (che ridere! Grazie apostata: sono proprio dei ridicoli impareggiabili): la valenza e il loro grado.

    Sì, nel cammino ci sono i gradi e i graduati e tutto è molto schematico e rigido e prevedibilissimo. Come in un esercito. Prateria dei carrieristi più squallidi. E ognuno, quando reggiunge un gradino non cede più di un passo. Eppure Dio spesso scardina gli ordini costituiti e scovolge i progetti umani.

    Basta ricordare l'elezione di Giacobbe invece di Esaù o quella del giovanissimo Davide, ultimo di tutti i fratelli e sul quale nessuno avrebbe scommesso mai, che fa morire d'invidia il Re Saul e fa tremare il suo regno. Ma è Dio che lo vuole.

    Ogni calcolo è vano, ogni percorso a tappe per avvicinarsi alla perfetta "conoscenza" - patentino di ogni iniquità - cede il passo. Eppure nella sempre più perfetta conoscenza hanno messo le radici del loro potere inossidabile.
    Ma per Dio un giorno è come mille anni e mille anni come un giorno solo. Cosa volete che se ne faccia il Signore di un mezzo secolo di studi applicati al kiko/carmenismo?

    Dio non si può chiudere in schemi precostituiti. Dio agisce liberamente. E penetrare i suoi pensieri è impossibile agli uomini.

    Per questo chi si pone nei confronti di Dio come colui che tutto pretende di capire e interpretare è destinato a prendere ogni volta di più penosissime cantonate e a colleziare figuracce una dietro l'altra.

    Lo stesso vale quando si pretende, solo con la propria ragione, di penetrare i più profondi meccanismi perversi del cammino neocatecumenale.
    "Io so, io comprendo il perchè: è così questo e così quello...!". Tipico linguaggio dei presuntuosi!
    Per questo qui parliamo di esperienze e facciamo raffronti.

    Per questo il linguaggio di apostata è più penetrante ed efficace e, a mio avviso, coglie nel segno più di tante elucubrazioni cervellotiche dei
    "So tutto mi!".
    Che fastidio!

    Se vedete il C.N. segue tutta una sua logica e con la logica non lo scardini.
    Si delegittima solo per le sue aberrazioni reiterate, le ingiustizie prodotte in quantità industriale, le dissacrazioni e abusi liturgici. Per il suo isolazionismo, esclusivismo, esoterismo, culto misterico e amore per l'arcano.
    Amano le tenebre. Hanno preferito le tenebre alla luce, sempre e in tutti i sensi.
    Altrimenti ditemi voi in quale senso escluso?

    Sono pessimi e nessuna consecutio logica e cervellotica può aggiungere molto o poco nè svelare alcuncchè a chi desideri raccapezzarsi in un simile guazzabuglio.
    Vale di più investirli di un fascio di luce e lasciare agli osservatori attoniti trarre ciascuno le proprie conseguenze, se avranno voglia e onestà sufficienti per desiderarlo davvero.

    Pax

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  9. Desidero ora dire qualcosa sul post, a prescindere...

    Bello ritrovare apostata.
    Come sempre efficace e incisivo. Stringente nelle sue argomentazioni.
    Già "superpoteri" la dice lunga.
    E magari si trattasse solo di un cartone animato che ci consenta di sognare!
    Diventando creduloni, in un contesto che "fa sul serio" come il C.N., ci si fa proprio male perché è la vita stessa che uno mette in gioco. La propria e quella dei propri cari.

    Dietro questo dei "superpoteri", poi, vengono in fila molte delle devastanti conseguenze letali del Cammino.
    Ed è esatta anche la deduzione logica di apostata. Se anche il cd. Fido (cane bau, verrebbe da aggiungere. Ahahahah!!), fedele e ossequioso camminante che è stato insignito del titolo di kikatekista, deve a sua volta "obbedienza a vita" a chi lo conduce... - su su fino a Kiko che non deve obbedienza a nessuno - ... allora c'è davvero una scala nella conoscenza, che fissa una rigida gerarchia sul modello delle caste.

    Non c'è Fede Adulta né età adulta mai.
    Si è sempre dipendenti. Kikodipendenti per l'esattezza. Tutti.

    Per avallare la sua autorità, Kiko si intende, ha dovuto circondarsi di capi e capetti che gli hanno venduto la testa e hanno dismesso ogni raziocinio. Una pessima genia... di ribelli.

    Pax

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  10. Nota: l'espressione trettré si riferisce al fatto che il signor Kiko Argüello detiene ben tre lauree "honoris causa", concessegli da istituti "oliati" e da adepti infoiati.

    La laurea "honoris causa" non implica che il soggetto abbia una cultura o una saggezza; è solo un titolo onorifico, che nel corso degli anni si è andato sempre più svalutando. Infatti ancora 5-10 anni fa c'erano istituti che legalmente vendevano titoli Honoris Causa (oltre che titoli di Commendatore e affini) al modico prezzo di 49,90€ con la motivazione che certuni, a fine carriera, avrebbero gradito poter scrivere "dott." sul proprio biglietto da visita.

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  11. Promemoria per gli asini raglianti.

    Il Cammino propugna lo sfascio liturgico e dottrinale. Se non si ammette questa evidenza, ogni discussione diventa inutile. E per carità cristiana occorre ammettere anche la gravissima mancanza di carità dei capicosca del Cammino rispetto ai fratelli delle comunità.

    Nel gergo commerciale americano si usa l'espressione bike-shedding ("occuparsi del parcheggio biciclette") perché durante la progettazione di una centrale nucleare ci fu un acceso e lunghissimo dibattito su come organizzare il parcheggio bici per i dipendenti. Cioè la discussione di un particolare insignificante - e addirittura estraneo al funzionamento della centrale nucleare. Quando i fratelli del Cammino cercano di deviare la discussione altrove, stanno facendo bike-shedding allo scopo di estenuare i lettori di questo blog.

    Del resto - come nel caso di padre Pio che definì Kiko e Carmen «i nuovi falsi profeti» - non si convincerebbero nemmeno se padre Pio in persona scendesse dal cielo a dir loro: "sì, l'ho detto".


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  12. 'Di conseguenza, a chi rinnega questo percorso, o a chi viene destituito perché non obbediente, i superpoteri svaniranno immediatamente, perché dalla "conoscenza" vengono esclusi.'
    I superpoteri kikiani sono legati esclusivamente allo svolgimento di una attività riconosciuta in favore del CN.
    Infatti coloro che vengono inviati a due a due principalmente nelle diocesi in cui il Cammino fa difficoltà ad installarsi, in primo luogo vengono istruiti a cacciare i demoni da quei luoghi, non invece, per loro iniziativa, a cacciare per esempio i demoni da una saletta o cripta neocatecumenale.
    In quel caso non viene loro riconosciuta alcuna autorità.
    Oppure le famigliole in Missio Ad Gentes, evangelizzano con la propria sola presenza; nel momento che uscissero dal Cammino, non sarebbero considerati più dei missionari, anche se hanno sempre sostenuto di evangelizzare unicamente in forza del proprio battesimo, quindi decadrebbe questa capacità di convertire gli altri senza fare nulla di concreto, semplicemente essendosi trasferiti in 'terra di missione'.
    Come pure la precarietà: è riconosciuta come qualità solamente se poi si riceve il centuplo, e non in beni spirituali.
    E così di seguito. Quella degli anni e della anzianità di Cammino è una pietosa bugia per far pensare anche a colui che ci sta perdendo che un giorno sarà al top. Non è così. Il pischello appena entrato figlio di catechista in breve sarà molto più valutato di un fratello semplice anche se della comunità più anziana. Le medaglie che dà il Cammino sono fatte di cartone e non valgono un bel nulla. Tant'è che, in qualsiasi momento, i catechisti ti mandano in un'altra parrocchia e ti fanno ricominciare da capo, come nel gioco dell'oca.

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  13. Se ci mettiamo nei panni degli asini raglianti per comprendere meglio la loro distorta visione della Chiesa, notiamo che loro non la considerano una società perfetta gerarchicamente istituita da Dio per la salvezza delle anime, ma una specie di federazione di club religiosi, ognuno col suo leader, i suoi slogan, le sue attività, i suoi discorsetti preconfezionati, le loro sedi importanti, i suoi gadget, canti, stemmi, simboli e merchandising vario, eccetera, club che lottano in un campionato immaginario di chi ha più adepti, più prestigio, più punti in classifica.

    Per questo, con perfetta coerenza con la loro visione distorta, considerano il Papa non il successore di Pietro e custode del deposito della fede, ma una specie di presidente obbligato a lodare le squadre più importanti, a elargire attestati prestigiosi ai club in zona scudetto, a degradare e deridere quelli in zona retrocessione. Con altrettanta coerenza ci tengono a fingersi "cristiani migliori degli altri", bramosi di applausi da una platea immaginaria, a costo di fabbricarsela (si veda il movimento femminile delle donne criptoneocatecumenali, costruito ad arte per fingere che esistano tifosi di Sancarmen Santhernández non appartenenti al Cammino; non a caso il loro manifesto contiene il santino di Sancarmen Orapronobis, e nella foto profilo Facebook della fondatrice si vede quest'ultima insieme a Kiko).

    Una visione distorta della Chiesa non può reggere di fronte alle evidenze che Kiko ha sbagliato, Carmen ha sbagliato, il Cammino è sbagliato. Pertanto devono "ragliare sempre più forte", devono cercare il pelo nell'uovo, devono "circoncidere la ragione" per evitare che la loro ragione confermi che il Cammino viene dal demonio (quello vero, non il simpatico portasfortuna che ti fa trovar pioggia quando vai alla convivenza).

    Tali eterni cercatori di pelo nell'uovo devono anzitutto mentire a sé stessi perché hanno una fifa boia di scoprire di aver sprecato le loro migliori risorse, i loro migliori affetti, i loro momenti di vita, al servizio del Vitello d'Oro di Categoria Superiore. Quando uno sta facendo un lungo viaggio in macchina e si accorge di essersi perso, cosa fa? Torna indietro fino al punto in cui era ancora assolutamente sicuro di essere sul percorso giusto. Quando un kikolatra si accorge di star facendo un Cammino sbagliato, cosa fa? Raglia più forte e continua ad andare avanti, cammindando nell'errore, nell'eresia, nell'inganno, e pagando profumatamente tale diabolico "onore": così potrà dirsi davanti allo specchio (senza troppa convinzione) di star procedendo bene, potrà dire che tutti i cartelli di indicazioni stradali sono sbagliati, "non ti capiscono", anzi, ti "odiano", ti dicono "fake news", non sono stati "consegnati" dai cosiddetti "catechisti", dunque non esistono.

    Avanti, fratelli raglianti, ragliate più forte, sempre più forte, non sia mai che uno sperduto blog sull'internet a furia di presentarvi evidenze, fatti, testimonianze, documenti, vi metta un "tarlo" di dubbio che vi faccia aprire gli occhi sulla diabolica realtà del Cammino e dei suoi autoproclamati "iniziatori".

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    1. Un tarlo di dubbio? Solo certezze assolute, totali e definitive. E il simpatico epiteto "asini raglianti" ci sprona e ci guida a perseverare nel giusto cammino, sotto la fulgida guida del supremo Kiko. Vi riveliamo una cosa : quando uno entra nel Cammino, il catechista gli fornisce un prodotto antitarlo per....ci siamo capiti.......

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    2. In Via del Mascherino
      c'è la sede del Cammino
      non è per niente strano
      che sia vicina al Vaticano
      cosi è ben sorvegliata
      e se fa qualche cazzata
      vien ripresa prontamente
      e cosi tutta la gente
      fila dritta in verità
      o che gran felicità

      firmato

      Alonzo, poeta str...ano

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    3. I commenti delle 7:50 e delle 8:23 insultano il Cammino con un certo sarcasmo... decidete voi se volontario o involontario.

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    4. Confermano che la disperazione ormai li sta avvolgendo, tremano al solo pensiero di rimanere con le famose pive nel sacco, o con un pugno di mosche in mano.
      Il solo pensiero di doversi cercare un lavoro e poi lavorare li deprime totalmente, a tal punto di darsi coraggio da soli mentre stanno a rosicare tutto il giorno curiosando in questo blog magnifico.
      Orsù pecoroni furbacchioni, non abbattetevi, poter lavorare poi è un dono di Dio visto i tempi che stiamo vivendo.
      Dite la verità, mai e poi mai avreste potuto sospettare una mazzata tra capo e collo di questo tipo mentre programmavate magnifiche e lussuosissime nuove costruzioni con arredi da far impallidire Le suite di Dubai
      e cioè che presto sarete costretti a ipotecare i gioielli di famiglia comprati con i soldi del pizzo per salvare il salvabile. Le abbuffate a sbafo saranno un ricordo, spero vivamente conserviate però almeno il desiderio di tirarvi un po' su con qualche raglio. 👋

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  14. Perché, pasqualone cretineocatecumenale e asino ragliante non è un insulto al Cammino?

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    1. Anche i farisei si sentivano gravemente insultati dal Signore, eppure quegli insulti erano esattamente la Parola di Dio per la loro salvezza.

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  15. 30anni

    Riprendo l'argomento relativo alla lettera di presentazione di Morcillo e vi segnalo il seguente studio del 2016, il cui pdf è completamente disponibile:

    https://tesionline.unicatt.it/bitstream/10280/19696/1/tesiphd_completa_campigli.pdf

    E' una tesi di dottorato presso l'Università Cattolica di una studiosa che nella presentazione specifica di essere "figlia del cammino" pur non avendone fatto parte. Ho visto che sul blog questo studio fu citato brevemente in un articolo di qualche anno fa ma non fu ulteriormente citato; invece ritengo che sia uno studio molto dettagliato sia nella genesi storica, sia negli aspetti teologici, sia negli aspetti relativi ai rapporti con la Chiesa. Credo che meriterebbe un'analisi dettagliata in un post apposito.

    Comunque, l'autrice ha fatto ricerche documentate in vari archivi tra cui quello di Morcillo, e a pag. 105-108 parla della famosa lettera del 1968 e cita anche una lettera di Kiko a Morcillo. Qui viene indicata la versione ufficiale per cui la lettera sia servita subito a Roma (cosa che Kiko stesso ha contraddetto successivamente), ma per il resto mi sembra che illumini sulla reale portata della presentazione di Morcillo (v. indicazione delle sue doti di musico e compositore ...). Buona lettura:

    2.2.1 Da Madrid a Roma: il CNC e l’Italia

    Per comprendere gli anni madrileni del CNC è forse utile procedere a ritroso tra gli eventi, prendendo le mosse dal documento che scandì il trasferimento dell’Argüello e della Hernández341 in Italia: la lettera di presentazione che accompagnò il giovane artista nel suo primo approdo a Roma. Redatta dal vescovo madrileno il 31 maggio 1968 e indirizzata al cardinale vicario Angelo Dell’Acqua, il documento, pur frequentemente menzionato nei già citati volumi sul movimento, trova qui la sua prima pubblicazione:

    «Eminentísimo y Reverendísimo Señor: Tengo la satisfacción y el honor de informar que el joven D. Francisco Argüello, domiciliado en Madrid, dedica todo su tiempo a la evangelización de las clases sociales más humildes viviendo entre ellas pobremente, utilizando en favor de ellas sus dotes de músico y compositor y creando comunidades cristianas en los barrios donde vive, en otras parroquias de la capital y en otras ciudades españolas. En su trabajo apostólico procede siempre de acuerdo con el Obispo de la diócesis y está siempre pronto a aceptar cualqier observación que se le haga. Con la esperanza de que la labor apostólica de D. Francisco Argüello resulte eficazmente positiva en Roma, me es muy grato y honoroso reiterarme de V. Emcia. Rvdma. atto. y s.s. que besa su S.P.»342

    La lettera presentava per sommi capi l’Argüello rilevando, tra le altre doti, la sua spiccata disciplina nei confronti dell’ordinario diocesano343. Una peculiarità, questa, che non tarderà ad essere disattesa già a partire dagli anni Ottanta, al momento in cui il pontefice si imporrà come interlocutore privilegiato del movimento344. La transizione non fu indolore e nel caso del CNC decretò l’avvio della lunga serie di rimostranze da parte di vari vescovi che, all’interno del più ampio e vivace dibattito ecclesiale che in quegli stessi anni si stava consumando sul tema dei laici345, interessarono il movimento. La lettera inoltre non faceva invece menzione alcuna né degli scopi dell’opera promossa dall’Argüello, né delle pratiche propugnate. Si parlava piuttosto genericamente di «evangelizzazione delle classi sociali più umili», ma anche della formazione di «comunità cristiane nei quartieri dove vive, in altre parrocchie della capitale e in altre città spagnole». Ciò è da ricondurre al fatto che ancora, in quel preciso momento storico, l’iter neocatecumenale come oggi lo conosciamo era delineato soltanto nelle sue intuizioni di fondo di catechismo per adulti da perseguire in piccoli gruppi; il lavoro di sintesi catechetica e di organizzazione strutturale che ne stanno alla base erano ancora in fieri.

    (continua)

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  16. 30 anni

    (continua)

    In una missiva del 1 luglio 1968 inviata al Morcillo a dieci giorni dal suo arrivo a Roma, ad esempio, l’Argüello così descriveva il suo progetto:

    «Nuestro plan es 1° encontrar una [barraca] donde comenzar a vivir entre los pobres y trabajando como ellos poder ir aprendiendo la lengua, para desde alli poder saltar a la parroquia y comenzar en ella una catequesis que llegue a formar una comunidad. Una vez iniciada la comunidad, de no mas de 40 personas de todas las edades y estados (casados, jovenes, viejos, matrimonios, pobres, ricos etc) dejarle … el camino de un verdadero catecumenado de adultos a desarrollar en un plazo de 3 años al final de las cuales puedan renovar conscientemente su compromiso bautismal con la certeza de que esta comunidad [aliados] del parroco será una verdadera renovacion para toda la parroquia a traves de los signos del evangelio: el amor y la unidad»346.

    Il percorso descritto in queste poche righe si configurava fin dalle sue stesse linee programmatiche come già distante dalle istanze “foucauldiane” della primissima ora (la scelta di risiedere tra i poveri, ad esempio, era finalizzata al solo apprendimento della lingua, mentre l’obiettivo da perseguire era già la parrocchia), ma ancora lontano dalla sua forma definitiva. Prevedere, ad esempio, una durata limitata a tre anni, avrebbe significato inficiare il successivo sviluppo della realtà neocatecumenale nei termini rispondenti ai canoni propri del movimentismo. Un iter così breve avrebbe pregiudicato la vigoria di quella «adesione «vitale» ad alcune idee-forza e ad uno spirito comune» che è caratteristica peculiare dei movimenti e la cui istillazione non può prescindere da un’opera di lunga durata347.

    Nel 1968 dunque il CNC si presentava ancora con una configurazione tutt’altro che solida, genericamente descritto come catechismo per adulti. L’elaborazione di una struttura più definita è da ricondurre ai primi anni Settanta, tuttavia ciò non impedì al movimento di avviare a Roma la sua attività. La lettera di presentazione di mons. Morcillo permise agli iniziatori del CNC di dare avvio ad un primo ciclo di catechesi nelle parrocchie di N. Signora del SS. Sacramento e dei SS. Martiri Canadesi e in quest’ultima dare vita il 2 novembre 1968 alla prima comunità neocatecumenale in Italia348. L’Argüello arrivò a Roma carico di suggestioni evangelizzatrici, forte degli insegnamenti teologici per larga parte risalenti agli anni dell’adesione ai Cursillos de Cristiandad e fiducioso nel clima inclusivo di nuovi linguaggi ecclesiali inaugurato dal Vaticano II. Nell’estate del 1968, nel pieno di un clima reso rovente dagli eventi più che dalla stagione, il Morcillo intervenne in prima persona in qualità di membro della gerarchia ecclesiastica promuovendo a Roma la proposta evangelizzatrice del giovane artista del quale rimarrà fino alla morte, nel 1971, interlocutore prediletto. Per comprendere gli scopi di tale predilezione occorre far luce sulla figura del vescovo, una figura complessa, capace di far convivere in sé accenti del cattolicesimo più intransigente dal tenore marcatamente franchista e convinte aperture conciliari. Congiuntamente, l’intervento di figure di rilievo della Chiesa italiana come don Dino Torreggiani, consentì al CNC di approdare in altre diocesi italiane come quella fiorentina.

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  17. Colpisce il riferimento alle famigliole inviate allo sbaraglio per la Missio ad gentes fatto da Valentina Giusti,purtroppo per loro la grande pacchia è finita e so per certo che stanno affrontando grandi difficoltà per tirare avanti senza un lavoro e con solo le sempre più esigue risorse provenienti dalle comunità di origine.Per loro la prospettiva sarebbe di rientrare in patria,ma con quali possibilità di reinserimento,senza casa,senza lavoro,con tanti figli?Ammettere il fallimento?In tanti anni di cammino mai sentito nominare parole come insuccesso o fallimento.Che tristezza!Sono grato a Dio di non stare più in quel tritacarne,mi rattrista che tanti a me vicini ci siano rimasti.

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    1. tritacarne è l'acronimo di :

      Troppe Ridicole Idee Terribilmente Allucinanti Catecumenalmente Assurde Rasentano Neocatecumenali Eresie

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    2. Confermo la stessa situazione anche dalla mie parti.

      Le famiglie numerose in Missione all'estero ed i mantenimento dei seminaristi succhiano via la "decima" comunitaria,"decima" che il Covid ha reso sempre più scarsa.

      Ormai sostenere queste realtà è diventato insostenibile per una sola comunità, si ricorre sempre più ad una forma di "decima " spalmata su più comunità neocatecumenali.

      Finite le trasferte a tempo ed i viaggi per i passaggi o per le vacanze.

      Il piatto piange e la gente mugugna ormai la mano semivuota o completamente vuota nel sacco nero è diventata prassi.

      Non lo ammette nessuno ma è finito il tempo delle vacche grasse.

      LUCA

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    3. Viene il dubbio che non siano affatto permalosi e ipersuscettibili, ma fingano di esserlo (dopotutto nella mentalità neocatecumenale mentire e ingannare sono azioni sante, qualora fatte per proteggere il prestigio del Cammino).

      Il loro "ritenersi offesi" è funzionale solo a due cose:

      1) autoproclamarsi "perseguitati", inventandosi un nemico ("aiuto! aiuto! Tripudio c'insulta! siamo perseguitati!"), tentando così di deviare altrove la discussione (vogliono che anziché parlare di errori del Cammino si parli di "chi insulta chi");

      2) buttarla in caciara in modo da deviare altrove la discussione ("mi ritengo insultato e offeso!" disse colui che non voleva parlare degli errori del Cammino, "vi prego, parlate di me e di Tripudio, smettetela di dimostrare che il Cammino viene dal demonio e Kiko e Carmen sono i «nuovi falsi profeti»!).


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  18. 30 anni

    Mi era sfuggito alla prima lettura. Nella lettera a Morcillo 10 giorni dopo essere arrivato indica TRE ANNI COME DURATA DEL PERCORSO CATECUMENALE non i famosi sette che ritenevamo essere la cifra iniziale

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  19. C'è differenza tra itineranti (anche famiglie) e Missio ad Gentes.

    Gli itineranti (famiglia compresa) non lavorano e vengono mantenuti.
    Le famiglie delle Missio ad Gentes invece lavorano e si raggruppano mediamente in 3 famiglie per zona formando comunità di tutti familiari, anche figli se adolescenti.

    Ne ho conosciute diverse.
    Per lo più molto demotivate ed assenti agli appuntamenti comuni (incontri comunitari o missioni di piazza).
    Altre indolenti e con scarso slancio di accoglienza (a volte il pellegrinaggio alla fine del post-cresima viene fatto chiedendo ospitalità a queste famiglie del luogo prescelto, per abbattere i costi in quanto è pellegrinaggio gratuito).
    Ci sono però anche di quelli che si sono piazzati benissimo ed hanno lavori prestigiosi e molto ben remunerati.
    In poche parole, stanno uguale a prima o addirittura meglio.

    Ai miei occhi si tratta semplicemente di famiglie emigranti che pensano di portare il loro credo riunendosi nella stessa diocesi in gruppi di 3.
    Se nella zona esistono parrocchie già neocatecumenalizzate, collaborano con quelle.
    Ma se nella zona il neocatecumenalesimo non c'è, fanno da sole ed evangelizzano nelle proprie case, Eucarestia compresa se c'è anche un prete.
    A che ne sappia io, per quest'ultima categoria i successi sono sempre stati scarsissimi.

    Riguardo ad intere famiglie itineranti, meglio tacere.
    Anche dalle mie tasche sono usciti tanti soldini per permettere loro continui viaggi intercontinentali e mantenimento.

    Ultimamente però mi è venuto un pensiero: sarà mica che l'epoca degli itineranti puri, di tutto spesati, sia finita da un pezzo?
    Esattamente da quando si è avuta la genialata delle Missio ad Gentes?

    Ai primi tempi c'erano diverse persone che partivano itineranti. E costavano milioni di milioni.
    Non è che poi, rinsecchendosi le casse, si sia elaborata la nuova formula per la quale chi parte anche si mantiene?
    Non ho mai più sentito di famiglie che partivano itineranti alla vecchia maniera, ma solo di famiglie ad gentes, da un certo punto in poi.

    Boh, non lo so, ma mi è venuto il sospetto che la nuova formula ad Gentes sia stata una necessità dovuta alla scarsità di fondi, più che una genialata evangelizzatrice.

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    1. no no di famiglie itineranti se ne alzano ancora ma....
      ...non li fanno partire...i "vecchi" sono inamovibili ( forse per quello che si diceva prima )...rimangono li in un limbo...come innumerevoli catechisti eletti che non hanmo mai evangelizzato per gli stesso motivi...le vecchie equipes non si toccano...e siccome non si apre più niente di nuovo anzi si accorpano anche tra parrocchie ( e quindi si chiude )..niente affollano gli incontri di catechisti e basta.
      Famiglie in missione ( cosa diversa delle missio ad gentes ) anche quelle divevano mantenersi ma entrando con visti di comodo poi si trovano nell'impossibilità di lavorare... a volte sono gli stessi itineranti del luogo che gli impongono di nom lavorare altrimenti non possono evangelizzare..
      ..gli ingranaggi sono inceppati a tutti i livelli...in più moltissime famiglie sono mandate allo sbaraglio piene di problemi già in patria..

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