giovedì 9 settembre 2021

Inquietanti problemi di Kiko con l'infanzia


La fede sboccia e prospera nell'anima semplice ed innocente come quella di un fanciullo.
Quando si pretende contendere con Dio, si smarrisce il suo lume, si cade nella confusione delle proprie idee, si fantastica con mille stupide trovate, si perde la verità e la pace, e si vive una vita infelicissima.

Don Dolindo Ruotolo


Ricordiamo la "Catechesi del Subconscio Assassino", termine coniato da Lino, e consideriamo cosa dice Kiko Argüello (fonte: Orientamenti alle equipes di catechisti per lo Shemà, pp. 74-75):
« Ma noi vediamo tanti genitori che sono angosciati - e sono angosciati anche i figli - perchè non gli vogliono bene, cioè nevrotici, perché probabilmente non li hanno voluti perché gli scoccia, perché costano, perché gli sconvolgono tutta la vita; dato però che abbiamo un io morale che non ci permette di essere assassini,  
 
perché questo ci fa entrare in conflitti profondi, ecco che facciamo di tutto per calmare per fare giustizia in noi, di queste zone profonde che non volevano questo bambino, così lo coccoliamo, cioè facciamo il contrario: diventiamo ansiosi verso di lui; perché? - dico una cosa - diveniamo ansiosi verso i nostri bambini perché costantemente stiamo pensando alla morte. Allora farei una domanda: perché si pensa alla morte del bambino? Io direi: PERCHE' TU LA DESIDERI NEL SUBCONSCIO. »
La "verità svelata" sull'amore genitoriale, secondo Kiko Argüello,
secondo il modo in cui ne parla nei mamotreti.

Ma chi desidera veramente la morte di questo povero bambino?

Ancora nei mamotreti, troviamo dei risvolti inquietanti (da un commento di Jubilate Deo) :

Leggendo il mamotreto del II scrutinio, ci si imbatte nella famosa ipoteca sulle giovani generazioni, che non hanno scelto di essere neocatecumenali né possiedono ancora tutti gli strumenti per difendersi. 

Kiko dixit (pag. 71):

« Voi dovete passare la vostra fede ai bambini con le Lodi nelle case; e così loro imparano che sono un popolo di sacerdoti e quando loro diranno che vogliono andare a giocare al pallone tu dirai:

"No fratello, tu non puoi oggi andare a giocare a pallone perché tu sei figlio di sacerdoti e tu hai una missione sacerdotale che è quella di benedire il Signore. Comincia ad imparare che tu sei un figlio diverso da tutti gli altri ragazzi: per questo quando ti menano nella scuola tu non puoi menare come fanno tutti, tu dovrai subire l'ingiustizia, fratello. Tu sei un ragazzo che sei nato già segnato, sei nato in una famiglia cristiana, sei nato per il macello".

Noi cristiani siamo nati per portare sulla nostra pelle le sozzure del mondo, chi non ha voglia, che se ne vada." »

"se ne vada".... certo, se ne vada a pag. 108 del mamotreto e legga la lista di improperi e maledizioni lanciate da Kiko e quindi dai kikloni kikatekisti, su chi vuole lasciare il Cammino. 

Per fortuna non sempre il trucchetto masochizzatore riesce:

Kiko dixit (pag. 74) :

« Una catechista che fa le catechesi ai bambini mi ha raccontato che mentre faceva la catechesi per la prima comunione, il giorno prima di ricevere la comunione 2 ragazzi hanno fatto a pugni. Lei ha detto:

"Ma come, dopo un anno che stiamo parlando di non resistere al male...".

"Ma mi ha picchiato...".

"Ma non abbiamo letto nel Vangelo: Se uno ti picchia sulla guancia sinistra...".

"Ah! A questo non ci sto!", dice.

"Come non ci stai?".

"No, anche mio padre mi ha detto che se mi insegnano queste cose non mi ci porta più, anzi mio padre mi ha detto che se qualcuno mi picchia, io più forte...".

Allora, se si insegna il Servo di Jahwé nel cristianesimo... Tutti i borghesi cristiani diranno che siamo matti e non porteranno più i loro figli alla Chiesa.  »

Non si sforzano neppure di mediare e regolare con buon senso le relazioni tra i ragazzini. L'intento di umiliare e decostruire gli adepti fin da piccoli è evidente, così come è evidente il motivo per cui questi mamotreti sono stati così a lungo tenuti nascosti alla vista del pubblico.



"...tu sei un ragazzo che sei nato già segnato, sei nato in una famiglia "cristiana", sei nato per il macelloNoi "cristiani" siamo nati per portare sulla nostra pelle le sozzure del mondo..."

Quanta differenza con ciò che scriveva Don Dolindo Ruotolo :
Mentre Gesù parlava della necessità di umiliarci innanzi a Dio, condussero a Lui dei fanciulli perché li avesse benedetti, toccandoli. Siccome essi facevano frastuono, gli apostoli li sgridavano, cercando così di allontanarli. Ma Gesù, chiamatili a sé, disse: Lasciate che i fanciulli vengano a me e non vogliate loro vietarlo, poiché di questi è il regno di Dio. E soggiunse: In verità vi dico: Chi non riceverà il regno di Dio come un fanciullo non vi entrerà. [...Oh, se sapessimo andare a Dio come piccoli figli al Padre amorosissimo, quanto la nostra vita sarebbe più calma e piena di luce e di benedizione! 

Al leggere il mamotreto poi, si sono scatenati i Poeti Anonimi del blog. Come dar loro torto?

Primo Poeta:

Se i bambini neocat vengono menati dai bulli
e non reagiscono sono dei citrulli
perciò ai colpi bisogna reagire
menando pugmi a non finire
e chi picchia più sodo vedrà
che ogni bullo lo rispetterà

Secondo Poeta:

Ma se a menare i tuoi figli è Kiko in persona
non li difendi dalle Maestà straricche.
Per due ceffoni il cammin non abbandona
il genitore che svende i figli a Berlicche.

Terzo Poeta:

Farneticando degl'altrui figli
tanti ne vuole come conigli,
come zampogne li vuole gonfi,
non lo sgomenta il rumore dei tonfi.

Come il trattaron, gli incauti parenti?
Forse il gonfiaron d'emolumenti?
Forse il gonfiore fu sul deretano?
E in che misura? E questo è l'arcano.

Sigmund Freud nella mente dei fondatori del Cammino,
colto nel tentativo di capirci qualcosa (è già al quarto sigaro)

Ma i paterni insegnamenti di Don Dolindo ci rinfrancano di fronte all'inquietante didattica di Kiko:

Il mondo moderno pretende formare una generazione di eroi, e forma una genìa di delinquenti; crede di disciplinare la gioventù e la rende spaventosamente ribelle ad ogni legge; toglie all'infanzia le gioie dell'innocenza e rende pesante ed infelicissima la vita fin dal suo schiudersi. 
Oggi si pretende rendere adulti i fanciulli, distruggendo la serenità della loro età. È un delitto spaventoso, proprio dei nostri tempi, e Gesù lo condannò con le sue divine parole: Lasciate che i fanciulli vengano a me. Non possono andare che da Lui, poiché Egli solo sa formarli e sa trarre dal loro cuore innocente i tesori che vi sono nascosti. 

75 commenti:

  1. Fra tutti motivi per cui un genitore può essere preoccupato per la salute e il benessere dei propri figli, primo fra tutti il proprio sacrosanto DOVERE nei confronti di creature donategli da Dio, il dott. Franz von Wirtz (in arte Kiko) sceglie il più deteriore: il senso di colpa dovuto ad un rifiuto profondo della maternità/paternità.
    Trasforma così la patologia in fisiologia, e la sollecitudine di mamme e papà in criminalità latente.
    Si dirà: catechesi figlie del loro tempo...ora non lo affermerebbe più.
    Errato! Risale a pochi anni fa il famoso discorso al family day in cui il fondatore del Cammino neocatecumenale sostenne che fosse quasi scontato che un padre potesse trucidare le proprie bimbe a causa della separazione dalla moglie.
    L'attenzione dei media si catalizzò sul femminicidio, in quanto argomento di moda: ma in realtà Kiko sdoganava non tanto il femminicidio quanto l'infanticidio.
    È facile vestire i panni dello psicanalista e dire che tutto questo desiderio di uccidere l'innocente, di togliere l'ostacolo al completo dominio delle coscienze di chi lo segue come proprio catechista, il senso di responsabilità nei confronti dei figli, è solo suo.
    È lui che vuole uccidere la natura per far subentrare l'artificiosità!
    Che fine farebbe infatti il suo itinerario di acquisizione della fede adulta di fronte a quanto chiarisce don Dolindo?
    'La fede sboccia e prospera nell'anima semplice ed innocente come quella di un fanciullo.
    Quando si pretende contendere con Dio, si smarrisce il suo lume, si cade nella confusione delle proprie idee, si fantastica con mille stupide trovate, si perde la verità e la pace, e si vive una vita infelicissima'.

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    1. E.C.: trasforma la patologia in fisiologia

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    2. Molto interessante quello che dici e molto acuto il sottolineare che Kiko "vuole uccidere la natura per far subentrare l'artificiosità".

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  2. Se Kiko tuttofare, invece di dedicarsi alla psicologia, alla pittura e alla musica, si fosse dedicato alla chimica, sarebbe morto in un esperimento.
    E sarebbe stato il male minore, perché, a quanto pare, il Kiko profeta psicologo di persone ne ha anninetate molte, sia psicologicamente che moralmente, e forse più di una ne ha condotta al suicidio.

    I suoi concetti sono estremi, e senza nessuna corrispondenza con la DOTTRINA DELLA CHIESA.
    Se Gesù, quando fu schiaffeggiato dal servo del Sommo Sacerdote, non porse l'altra guancia, vuol dire che ha usato un linguaggio che non va preso alla lettera, e infatti la Chiesa lo INTERPRETA, e lo interpreta nel modo giusto.

    Porgere l'altra guancia è un atteggiamento interiore di mitezza.
    In un film di Robin Hood, fra Tuck fu colpito, porse l'altra guancia, poi, sentendosi neocatecumenicamente a posto, reagì a modo suo e con gli interessi.

    Questo post, che riporta alla LETTERA frasi delle catechesi di Kiko ripetute per decenni a tutti i camminanti, sono la dimostrazione che il direttorio segreto, tenuto nascosto è TOTALMENTE DIVERSO dai mamotreti opera di Kiko e che, perciò, il "carisma" iniziale del Cammino è FASULLO o, almeno, da correggere al 90%.

    Di fatto:
    1) o le catechesi che fa il Cammino attuale sono quelle del direttorio approvato, alla faccia di Kiko che per 50 anni ha sparso imbecillità ed eresie (ma se così perché non corregge gli errori liturgici come da statuto approvato?),

    2) o non è affatto vero che le catechesi vengono fatte con il direttorio approvato, ma sono fatte coi vecchi mamotreti, forse solo un po' addolciti (cosa che spiegherebbe benissimo gli abusi liturgici vietati dal Messale Romano e non approvati nello statuto, che nel Cammino si continuano a perpretare).

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  3. Consiglio anche l'articolo: Tra topi, cimici, millepiedi e ratti Kiko racconta cose turche che gli itineranti non ritengono di riportare a tutte le comunità neocatecumenali.

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  4. Kiko, anche se non si è dedicato alla chimica, con Carmen, che era chimica, ha provocato un "esplosione" : il fulgido Cammino che ha raggiunto la cifra di un milione. Booommmm!!!

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    1. Battute a parte, l'unico elemento fondamentale dei due eretici spagnoli era la gran voglia di diventare Fondatori di Qualcosa™, per essere serviti, riveriti, lodati, temuti, ubbiditi, e soprattutto pagati.

      Kiko e Carmen erano due borghesotti di ricca famiglia. Kiko poteva permettersi di giocare a fare l'artista decadente e depresso, Carmen poteva permettersi l'università a tempo perso (nel senso di "non per un mestiere") e permettersi di entrare in un istituto missionario ma senza vocazione (nel senso che è riuscita a farsi scacciare per disubbidienza: voleva fare "missione" comodamente sotto casa, a Madrid; voleva atteggiarsi a teologa importante, seguendo qualche professorone complicatone; voleva fare la rivoluzionaria, con la scusa del "Concilio"...).

      In quel lussuoso bar di Madrid nella centralissima piazza Cibeles abbiamo una scena che sembra tratta da un film comico-spionistico: il reclutamento di Kiko (che chiede anche i soldi per il taxi, non sia mai dover tornare coi mezzi pubblici o addirittura a piedi).

      Una oscura mano ricca e potente li ha sostenuti lungo tutti i miserabili fallimenti spagnoli, per poi puntualmente incistarli in Italia nel cuore della cristianità. Nel 1974, quando erano attivi a Roma da poco più di 5 anni (e quindi nessun "camminante" aveva ancora concluso il Cammino, e il numero di aderenti al Cammino era ancora minuscolo), già ricevevano una Nota Laudatoria dall'arcivescovo massone Bugnini, ideatore e regista della "riforma" liturgica.

      Insomma, i burattinai di Kiko e Carmen avevano ragione a voler sfruttare la loro arrogante ambizione, la loro invincibile superbia, la loro forse genuina convinzione di essere portatori di una grossa novità nella Chiesa (un cristiano normale capirebbe subito che "essere portatori di grosse novità nella Chiesa" è qualcosa che viene dal demonio; nemmeno giganti della fede come padre Pio, don Bosco, Alfonso de' Liguori, Francesco d'Assisi, ecc., hanno mai accettato di credere troppo alla propria opera).

      Addirittura, Carmen si è vantata di aver portato Kiko "dal servo di Jahwè alla resurrezione", fra mille dissidi. Cioè di essere stata quella che ha gestito direttamente la depressione kikiana convogliandola al Progetto dei burattinai. Non è da escludere che qualcuno dei primissimi super-fedelissimi di Kiko sia stato altrettanto "agente" incaricato di soffiare sul fuoco della superbia kikiana. (A titolo di curiosità: ho presente un caso simile, sia pure in scenario molto più piccolo, di un ragazzotto depresso e senza vocazione che è stato portato al sacerdozio da un prete - oggi vescovo - che instancabilmente gli ripeteva "tu sei chiamato, tu sei chiamato" ogni volta che il ragazzotto avvertiva "crisi"; a suon di zuccherini e premi, il ragazzotto è oggi prete, anzi, marionetta, utile pedina di una certa piccola setta che ha qualche tratto di somiglianza col Cammino. Non mi meraviglierei se costui facesse "carriera" ecclesiale restando sempre a disposizione dei suoi burattinai che gli hanno garantito vita ricca e comoda. I ministri di satana, dopotutto, sono sempre più zelanti dei ministri di Dio).

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    2. @anonimo
      ma che vuol dire? anche i musulmani, per fare un esempio, sono milioni nel mondo, ma la loro dottrina non è quella della Chiesa

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  5. Per Kiko tutti i genitori sono nevrotici con l'affettività malata e solo seguendo il suo programma destrutturante si possono normalizzare.

    Sono nevrotici se si preoccupano per i figli, sono nevrotici se intendono prendersene cura personalmente e non affibbiarli ogni sera alle baby sitter, sono nevrotici se si fanno carico dei loro problemi, se li ascoltano, se dialogano, se soffrono o gioiscono con loro, se cercano di assecondare le loro naturali inclinazioni, se li seguono nella scuola...

    Dopo il trattamento destrutturante non sono più nevrotici.

    Il che, in gergo neocatecumenalese, significa che li lasciano ognora con nonni o baby sitter, non si preoccupano tanto ci pensa il Signore, non sono dispiaciuti se manca loro anche il necessario (so cosa dico), non empatizzano con loro e i loro problemi perché ci pensano prima i didascali, poi i padrini e poi i catechisti (tutti psicologi-confessori), li educano a subire (o a comandare, dipende dai casi), li obbligano al neocatecumenalesimo nella prima adolescenza, consigliano o impongono loro di sposare "un loro simile"...

    A me, visti i comportamenti, i nevrotici sembrano proprio loro, con la loro smania di clonare i figli ad immagine-Cammino.
    Hanno una nevrosi da Cammino, che impone di odiare anche i propri figli, se fossero di ostacolo all'impervio camminamento.
    Non tutti sono così, ma la maggioranza.

    Così magari, si reputeranno non nevrotici quando li scaricano a chicchessia con estrema facilità, ma non si reputeranno nevrotici quando passano ore a leggere midrash o a indottrinarli alla Pasqua ebraica, ai canti per bambini o alle domandine della notte di Pasqua. In pratica, al kikianesimo.

    Ognuno avrà le sue nevrosi, ma quella neocatecumenale mi sembra molto più stigmatizzante e pervasiva.

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  6. Nelle catechesi iniziali (a pag. 51) troviamo le premesse di queste orribili affermazioni sui bambini.

    Kiko dixit:

    "E' la gente che va a messa la domenica e che anche si comunica, ma in cui tutto ciò non ha alcuna influenza sulla vita. Continuano ad essere i borghesi di sempre. Oggi si chiama questo tipo di gente i "piccoli borghesi".

    Sono quegli uomini i cui ideali sono onestà nel lavoro, sicurezza per la propria famiglia, avere la televisione, i figli che studiano all'università, godere un certo prestigio, vivere bene senza complicare troppo la vita. Quest'uomo conduce una vita meschina, senza rischiare mai nulla. La famiglia innanzi tutto, e il figlio che prenda una buona laurea. E' un uomo molto onesto e lavoratore.

    A questo si sono ridotti, per molta gente, i valori cristiani. Questo signore che è cristiano e va a messa, non dirà mai a suo figlio: figlio mio, cerca Dio... Macchè! Gli dirà: studia, figlio, studia che è la cosa più importante. Nè gli dirà mai: cerca il senso della tua vita: se hai bisogno di fare l'esperienza di lavorare, lavora. Forse lo dirà anche con le labbra, ma in fondo quel che gli preme è che suo figlio studi molto e prenda i voti migliori, perchè suo figlio è suo figlio.

    Suo figlio è in funzione sua. Quest'uomo non è cristiano per nulla.Non è molto lontano da qui quest'uomo."


    Kiko comincia qui, da subito, con argomenti apparentemente non privi di senso, ad insinuare il Cammino nella relazione prioritaria tra genitori e figli.

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    1. Notiamo che il discorso per sé non suona incredibile, per il semplice motivo che il primo comandamento viene prima del settimo e che il settimo (non rubare, non idolatrare i beni materiali) dal primo discende. Il primo comandamento precede e motiva il settimo.

      Ma non è così che andrà a finire il ragionamento di Kiko. Alla luce delle prassi, di mezzo secolo di frutti, Kiko nelle catechesi iniziali sta esagerando i difetti di una società non per curarla ma per sostituirsi ad essa, per imporre le sue false soluzioni di falso profeta "ispirato e rinnovatore" (v. l'articolo sopra linkato da Tripudio) e, dopo aver attirato a sé i cercatori di risposte, rinchiuderli per far loro vivere il "viaggio" deciso da lui.

      Anche in queste poche righe il formalismo kikiano comprende, come al solito, la descrizione sprezzante di una persona prototipica ed "anonima" - anche qui: non si tratta di denunciare dei comportamenti generici e tipici dell'umano ma di identificare un preciso bersaglio di giudizio. Un ruolo che tutti debbono temere di ricoprire, la persona che nessuno deve osare essere se vuole evitarsi questa brutta ed insultante descrizione ed il ludibrio dei fratelli. Qui Kiko sta addestrando a giudicare chi non si conforma alle sue teorie balorde.

      E i neocatecumenali, si sa, abituati come sono ad arrampicarsi dal caso particolare al caso generale senza porsi problema delle contro-verifiche necessarie, da un piccolo dettaglio ti classificano tutta una persona. Se poi gliene dai due o tre, di dettagli, come in questo caso, il gioco è fatto, lo seguiranno parola per parola.

      Grottescamente, in fondo al pistolotto Kiko si pone (brevemente) anche lui nel bersaglio per salvare l' apparenza. Quest'uomo siamo tu ed io dichiara, sfoderando inediti modi da gentiluomo ma sperando, probabilmente, che se "tu" è sufficientemente grosso, allora "io" non si nota. Ma i fatti, mezzo secolo e più, parlano per lui, sconfessando la frasetta di circostanza.

      Brevemente altri elementi sono: l'invito a chi ascolta ad identificarsi nel soggetto descritto invece che ragionare sui contenuti - come sempre: viaggiare per imitazione. Ed il prototipo va accettato in toto, è valido per tutti senza gradazioni, si attua la massificazione neocatecumenale degli adepti.

      E poi la solita trita e ritrita e stomachevole retorica sessantottarda su borghesi, borghesucci, borghesilli e borghesotti, come sono definiti tutti quelli che contraddicono questo disordinatissimo e avido guru.

      La cosa tristissima è che si approprierà anche di una delle relazioni più sacre e basilari: quella tra genitori e figli. Non si sa molto dell'infanzia del falso profeta (e quel che si sa è probabilmente falso) ma dai mamotreti emerge, con orrore di chi legge, il progetto di un'infanzia "sacrificabile".

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    2. Paragrafo finale completo del Kikodixit di cui sopra (a cui manca un pezzo, causa mio errore di digitazione)

      Suo figlio è in funzione sua. Quest'uomo non è cristiano per nulla.

      Per lui andare a messa è una tranquillità, lo completa, "veste bene". E' tanto codardo che non si permetterà mai di essere ateo, perché non sta bene.

      Inoltre ha molta paura, se per caso esiste un'altra vita... Vuole assicurarsi tutto. Quest'uomo siamo tu ed io. Non è molto lontano da qui quest'uomo."

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  7. Ha raggiunto la cifra di un milione...
    E poi non siete un'associazione di persone.
    Un milione mica saranno i beni spirituali, no?

    Ti aiuto: ci sono testate online che dicono anche un milione e mezzo-due milioni. Potevi citare quelle, sei stato modesto.

    Sempre appresso ai numeri.
    È proprio una fissa inguaribile per autoaccreditarsi senza alcun riscontro oggettivo.
    Numeri sparati a casaccio e non verificabili.

    Però sì, c'è stata una certa effimera esplosione, come per le stelle supernova.
    Poi però le particelle radioattive espulse nell'esplosione si sono disperse.

    Anche se è vero che una stella che esplode genera nuova materia (resto di supernova), questa produrrà solo buchi neri o stelle morte (o cadaveri stellari).

    Booommmm!!!

    La fine.

    Sarà la fine dell'esplosione della vostra stella-Cammino.

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  8. C.
    Se c'è una cosa che non si può dire a questa società consumistica e idolatra è quella di non idolatrare a loro volta i (pochi) figli che fa.
    Oggi qualunque "cristiano della domenica" tratta i propri pargoli in modo ossessivo come dei piccoli re. Pensare che il "mondo" odi i figli è ridicolo.

    Il mondo pagano adora come il vitello d'oro i pargoli.

    Semmai questo problema lo hanno proprio i figli del cammino: probabilmente non sarebbero nati senza la dinamica di sfornare figli a ripetizione, si sentono spesso abbandonati.
    Quando ero itinerante ho ascoltato e potuto stare con tanti ragazzi (oggi uomini) che mi raccontavano di non sentirsi davvero amati dai loro genitori, a molti dicevo di pensare che il Signore non li avrebbe mai abbandonati, e quindi di non dubitare della loro storia di cristiani.
    Spero possano essere state parole di aiuto, all'epoca.
    Oggi penso che queste famiglie numerose soffrano molto più di quel periodo, ormai lontano. Oggi c'è molto più consumismo, più idolatria.
    Preghiamo per loro, comunque.

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    1. Se andate su youtube e ascoltate la canzone di Elio e le Storie Tese, dal titolo "Mio cuggino" scritto con due g, a un certo punto dice che uno viene menato, chiama suo "cuggino" che mena quelli che lo hanno menato. Allora i figli dei camminanti menati si procurino un "cuggino", cosi loro non fanno nulla, ci pensa il "cuggino2 a risolvere la situazione. Semplice, vero?

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  9. @Blog

    certo che chi fa questi thread qualche piccolo problema lo deve avere. Proporrò a qualche illustre psichiatra di esaminare questo blog, credo proprio che ci sia qualcosa di patologico al fondo.

    Barone Celestiale

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    1. Ecco bravo, visto che il contenuto di questi post sono i mamotreti di Kiko e la sua predicazione magari è la volta buona che un illustre psichiatra si applichi a studiare il caso.
      Più di qualcosa di patologico affligge Kiko.
      Questi thread non li facciamo noi, li fa Kiko.

      Pax

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    2. Ottimo! Così ti fai un po'vedere pure tu e magari lo psichiatra chiama a rapporto pure il Kiko, e finalmente capiamo che gli passa nella testa.

      A. Non.

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    3. Se ti beccano che vuoi portare il blog allo psichiatra, i catechisti ti fanno una capa tanta, poi lo psichiatra ti dice che il Cammino è una setta e quando lo riferisci ai catechisti, quelli ti fanno una capa tanta n'ata vota.

      Scommettiamo?

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    4. Purtroppo, sono molti gli psichiatri che conoscono bene il Cammino.

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    5. @BArone
      Ecco bravo, sicuramente conoscerai molti psichiatri dato che hai frequentazioni importanti. Chiamane un paio e leggi loro quello che scrive Kiko..poi vediamo chi è che ha bisogno di terapia.

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    6. @Barone
      a proposito di psichiatri e di cammino neocatecumenale, leggi questa testimonianza:

      http://www.internetica.it/neocatecumenali/relazione-psichiatra.html

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  10. Qua e là nei mamotreti troviamo esempi di genitori che odiano i propri figli, che non li volevano e che, avendoli fatti nascere, gliela fanno pagare per tutta la vita, rendendoli persino dei mostri.

    Dice Kiko: "Tua madre, l'amore che tua madre sente per te, ti ha condizionato [...] tutti gli amori ti condizionano. Cosa vuol dire che ti condizionano? Che ti legano, che esigono, che non ti lasciano libero, che in qualche modo, se tu non ricambi l'amore che ti hanno dato, li fai soffrire e te lo rinfacciano."

    Sempre Kiko, parlando di un pedofilo processato: "Il fatto è che io non sono migliore di qualsiasi degenerato. Che colpa ne ha lui, poveretto, se ha dei conflitti che gli vengono dal fatto che magari sua madre voleva abortire perché lui era il quinto figlio?"

    I "genitori da mamotreto" non sono gente che uccide i figli fisicamente ma che fa in modo che essi stessi non vogliano vivere, quindi ottengono il risultato restando nell'ambito legale. Propagando il modello distruttivo di famiglia Kiko 1) distrugge la famiglia degli adepti e si inserisce come padre-padrone degli appartenenti alla sua setta. Più padrone che padre, e 2) avendo rimosso il fondamento delle sicurezze dei singoli, esalta ed insegna a ciascuno il desiderio di prigionia e di morte.

    Portate avanti per decenni, queste catechesi creano, in chi le ascolta passivamente, dei riflessi pavloviani che inducono a scagliarsi contro chiunque tenti di mostrare un poco di verità su questo abominio. Proprio questi stessi riflessi, insegnati nelle catechesi, impediscono di lasciare il cammino.

    Una famiglia sana è la prima protezione dell'individuo. Al Cammino arrivano persone con una famiglia già in crisi, ad altre la famiglia viene distrutta in corso d'opera con la scusa dell' "odiare" chi impedisce la conversione. In ogni caso, una volta distrutto il modello sano di famiglia, l'individuo è in balia della prima forma comunitaria alternativa che incontra, riconducibile ad una famiglia, tipicamente una setta. Non casualmente, sfruttando la nomenclatura degli antichi cristiani, nel Cammino si chiamano reciprocamente "fratelli".


    Irene

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    1. Ecco, Irene, completi e confermi e rafforzi quanto cercavo di spiegare al nostro Barone che cessa di essere "celestiale" ogniqualvolta ci legge.
      Mi chiedo perché non se ne torni, volando con le sue angeliche ali, nell'empireo cielo kiko/carmeniano!

      Pax

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  11. Kiko deve sempre esagerare, estremizzare. Terrorizzare. Coprire la realtà di una coltre lugubre, rendere tutto un orrore.
    Ho la chiara sensazione che Kiko trasfonda se stesso.
    Si è sempre autodefinito un esistenzialista, suo autore preferito Jean-Paul Sartre. "L'altro è l'inferno!".
    Ma si può essere o diventare esistenzialisti in una onesta ricerca. Senza per questo trasformarsi in cinici-anaffettivi- disfattisti.
    L'esistenzialismo può anche portare ad una equilibrata filosofia di vita che non rinnega valori fondamentali. Che non contraddice il rispetto per il prossimo.

    Che non finisce necessariamente in un pessimismo nero.

    Kiko è, di fondo, un disadattato che non prende coscienza.
    Non chiede aiuto.
    Uno che non sa intrattenere rapporti alla pari con gli altri, orizzontali. E neppure verticali. Qui diventa pericoloso.
    Perché Kiko non ha neanche rispetto del prossimo.

    Egli si compiace delle sue macabre descrizioni e infierisce soddisfatto, perché si propone come scopritore e disvelatore di verità a lui solo rivelate.
    ........

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  12. .........

    Ma dopo che ha demolito il brutto mondo toccatoci in sorte cosa ci propone? E' chiaro che la demolizione di tutto, la negazione di ogni bene nel mondo e nell'uomo al di fuori di lui è l'obiettivo perseguito da Kiko, E centrato con tutti quelli che gli hanno dato credito, come anche per me è avvenuto.

    Non è che dica cose non vere in assoluto, la rovina è che le assolutizzi, e basta! Perché ognuno arrivi alla conclusione: niente di buono fuori del cammino. Pare addirittura che tutto abbia permesso il Signore proprio per indirizzare alla sequela del suo unico profeta.

    E così il gioco è fatto.

    ........

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  13. ........

    Ma ora si affaccia alla mente una ulteriore domanda: dov'è la verità e la vita nella proposta neocatecumenale?
    Ed ecco che come l'analisi della realtà circostante soffre la lente deformata della kikiana mente malata, così il Cammino ha i contorni di un mondo inquietante, per tanti versi surreale. Specchio anch'esso fedele delle kikiane turbe psichiche e spirituali.

    Qui mi spiego. Leggendo - e questo poter LEGGERE è una gran grazia - gli stralci dei mamotreti messi a disposizione nel post si coglie l'essenza, sicuramente più che con l'ascolto in un clima di plagio diffuso e soffuso.

    Voglio riferirmi ad un solo passaggio simbolicamente forte e molto efficace:

    Dopo aver precisato che i fratelli del cammino DEVONO - alla faccia del "non DOVETE sforzarvi" neocatecumenale (ma quante volte ricorre la parolina DOVETE?) - passare la fede ai figli, Kiko continua:

    " e quando loro diranno che vogliono andare a giocare al pallone tu dirai:
    "No fratello, tu non puoi oggi andare a giocare a pallone perché tu sei figlio di sacerdoti e tu hai una missione sacerdotale che è quella di benedire il Signore. .." "

    Fa impressione grande notare che nel Cammino un padre che si rivolga a suo figlio lo chiami "fratello", come da kikiana indicazione. Nessun affetto paterno, nessun amore filiale, nessuna rilevanza è data alla famiglia che hanno sempre sbeffeggiato nel suo impianto tradizionale: Qualcuno può forse negarlo?

    Senza grande sforzo si coglie al contempo totale assenza di empatia, anaffettività completa come di prassi.

    Tra marito e moglie a cerniera solo la croce.
    I figli vanno sfornati ininterrottamente per/fare/la/volontàdiDio...

    Mai sia manifestare una parvenza di affetto naturale, sincero e dedizione spontanea.
    Kiko dice che tutto questo è solo falsità e inganno. Idolatria che va estirpata.

    Ma che mostri sono? Che esseri disumani diventano?

    E questo è solo un'esempio scovato nei mamotreti della distorta dottrina propinata da Kiko e kikatekisti ovunque.

    Esempio che è un paradigma, per questo ancor più importante. Perchè tutto nel cammino è così e rispetta la stessa perversa logica e persegue i medesimi fini.

    Pax

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    1. HAi preso il punto: Kiko è sostanzialmente anaffettivo (solo al funerale di Carmen lo si è visto piangere a dirotto..per tutti gli altri fedelissimi morti zero spaccato) e pensa che Dio ragioni come lui. Si è fatto un dio della sua testa e lo spaccia per quello vero. E se c'è una cosa che a Dio non piace è che qlc dica cose false su di Lui (vedi discorsetto agli amici di Giobbe)

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  14. Un altro degli equivoci fondamentali del Cammino è confondere la fede con la morale.

    Ora, è vero che una vita di fede intensamente vissuta influisce anche sulla morale. Un cristiano normale non si va infognando in certi peccati, semplicemente perché a furia di vivere il sacramento della confessione riconosce velocemente la "brutta china" nella quale si sarebbe infilato cedendo a certe tentazioni.

    Ma è anche vero che la morale non produce la fede (al più la sostiene). Tantissimi grandi eretici avevano una vita ascetica notevole. Dopotutto, se inquini la fede, il demonio non ha troppo bisogno di tentarti su tutte le altre cose, anzi, gli tornerebbe addirittura comodo illuderti che sei capace di mantenere una vita morale ineccepibile, accendendo così la tua superbia.

    (Fra parentesi, nel clero circolano spesso freddure del tipo: "dato che è molto ligio a X e Y, allora cede facilmente su Z", dove X Y Z sono le virtù teologali prese in ordine casuale)

    Dato che i kikos confondono la fede con la morale, finiscono per confondere la morale col comportamento (cioè illudersi che la fede sarebbe una serie di regole e di discorsi, praticamente lo stesso vizietto dei farisei), ed il passo successivo è illudersi che se l'attività/istituzione X funziona allora c'è fede, altrimenti non c'è fede (esempio: X=parrocchia, oppure: X=fare le lodi domestiche).

    In realtà la fede consiste anzitutto nel credere (cfr. l'intero Vangelo di Giovanni), e naturalmente credere non è riducibile al "dire di essere credenti" o al riempirsi la bocca di paroloni "ilsignore-ilsignore". Chi crede davvero, non riesce a fare a meno di desiderare di credere ancora di più, di desiderare di compiere le opere del Signore, di desiderare la Comunione col Signore nonostante le difficoltà della propria vita materiale e spirituale, e di ripulire la propria fede da incrostazioni esterne (come ad esempio le croste kikiane, e tutta la gadgettistica neocatecumenale: sono funzionali all'idolatria, perché escludono qualsiasi rappresentazione cattolica, prendono il posto di qualsiasi arte cristiana, sempre, comunque e dovunque, perciò sono strumenti di idolatria).

    Aveva ragione padre Pio a chiamare Kiko e Carmen «i nuovi falsi profeti», perché solo dei falsi profeti potevano spacciare per fede cattolica "adulta" l'inquinamento della fede cattolica.

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    1. di tutto questo contortissimo discorso, ne decidiamo che padre Pio aveva sempre torto

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    2. Signore e signori, ecco un lampante esempio di idolatria nel commento delle 17:07 - pur di dar ragione all'idolo si sentono in dovere di dar torto a padre Pio.

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    3. @anonimo
      una domanda: quindi per te Kiko ha sempre ragione? anche quando dichiara pubblicamente che avrebbe preferito che Papa Benedetto morisse? Io non mi immagino Padre Pio dire una cosa del genere, anzi...

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    4. Vedete, il normale cristiano si fida della Chiesa fondata da Nostro Signore (dunque non si fida troppo degli uomini di Chiesa quando questi ultimi sono affaccendati in questioni mondane), visibile nella successione apostolica e nell'esempio dei suoi santi.

      Ora, è disonesto dire che "quel santo si sbaglia" subito dopo aver appreso che quel santo ha criticato il Cammino.

      È disonesto dire che tale Papa o tale vescovo "non vi capisce", subito dopo aver appreso che ha criticato il Cammino.

      È sempre disonesto cambiare drasticamente giudizio su qualcuno non appena quest'ultimo critica o loda il Cammino. Significa che per i kikos il centro tutto non è Nostro Signore Gesù Cristo, ma il loro signor Kiko Argüello Wirtz.

      Ecco perché l'asino ragliante delle 17:07, letteralmente accecato dall'idolatria, ha "deciso" che Padre Pio ha torto: semplicemente era l'unico modo che aveva per poter dare ragione a Kiko, il suo idolo.

      Ricordiamocene, tutte le volte che un qualsiasi kikos "cambia idea" repentinamente su qualcuno subito dopo aver appreso che quest'ultimo ha lodato o criticato (anche blandamente) il triplice idolo Kiko-Carmen-Cammino.

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    5. Anonimo 17:07,
      dalla risposta che hai dato allo spiegone, invero aveva Padre Pio sempre ragione.

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    6. Anonimo delle 17 e 07:
      il ragionamento di Tripudio è chiarissimo e giustissimo.
      Tu invese sei riuscito a contorcere il tuo pensierino di meno di una riga, rendendolo illogico.
      Sei un clone di Kiko con una variazione genetica: lui è (era) logorroico, tu sei sintetico.
      Se vuoi ridere meglio lui, se vuoi cercare di capire, meglio tu: basta un secondo e capisci che non c'é nulla da capire.

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    7. Il lapsus decidiamo-deduciamo la dice lunga sugli effetti dei mamotreti sulla logica.

      Meno setta astrologica più Somma Teologica.

      Irene

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  15. Quello che denuncia di acattolicità l'Anonimo, è l'aver prima pensato e poi scritto che un Santo (già dichiarato tale dalla Chiesa Cattolica), aveva SEMPRE torto.

    Una mente funzionante ed ispirata, anche se dedita alla difesa dell'indifendibile Cammino, non avrebbe usato l'avverbio SEMPRE in relazione ad un Santo.

    Magari poteva reputare che avesse torto su quel certo punto, ma non SEMPRE.
    La Chiesa avrebbe riconosciuto la santità ad un frate che aveva SEMPRE TORTO?

    È inquietante come dei signori nessuno possano anche solo osare contestare e giudicare la vera e riconosciuta santità, dal basso del loro sgabellino neocatecumenale.

    Quanto a Barone, dopo avergli ricordato che Kiko è stato già psicanalizzato da illustri, gli ricordo anche che Giovanni Paolo II negli ultimi 7 anni della sua reggenza si mostrò meno entusiasta e disponibile verso il Cammino.

    Non so se abbia influito anche il referto dello psichiatra, portato a sua conoscenza, ma la realtà storica è che iniziò a riservare al Cammino diversi moniti e correzioni.

    Se gli psichiatri che hanno già valutato Kiko l'hanno trovato patologico, che si può dire di coloro che seguono un personaggio patologico?




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  16. Ma di cosa ci stupiamo? Kiko è quello che dice di Maria alle Nozze di Cana che è "una nevrotica". Ora arriverà Fallacio e ci dirà che è implicito nel testo biblico e siamo noi che non lo capiamo. Forse è stata Maria SS.ma che glielo ha rivelato nella famosa apparizione (pardon...visione intellettuale)

    Come mai a Kiko non hanno dato qlc laurea honoris causa in Psicopedagogia? Strano, dopo sì dotte esternazioni! Sarà che gli psicologi sono tutti comunisti (come i gesuiti).

    A parte gli scherzi..Kiko semplicemente fa assurgere ad assoluto tutto quello che gli passa e le sue "convinzioni". Non solo, lo fa diventare diretta ispirazione di Dio. Ma meditasse, pardon "scrutasse", un poco la figura di S.Giuseppe...forse forse imparerebbe qualcosa. Ma forse era nevrotico pure lui

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  17. Concordo con Pax: l'errore di Kiko è quello di generalizzare, un errore non da poco, perché manifesta il disprezzo per TUTTI gli altri cattolici.

    Ma se il disprezzo e l'irrisione di Kiko comprende tutti quelli che vanno in Chiesa perché borghesi (a parte i camminanti), vuol dire che per lui è il METODO della Chiesa a non andare bene.

    Per lui la Chiesa non ci ha capito nulla, è lui che sa tutto.
    E parla di tutto. Dalle parole riportate in questo post e in alcuni commenti Kiko sembra il re dei folli, solo che il re dei folli durava un giorno, mentre Kiko è stato approvato!
    E qui davvero si può pensare a un colpo di mano della massoneria.

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  18. Dalle citazioni LETTERALI di Kiko riportate, che i camminanti non possono negare perché documentate (e infatti hanno fatto pochi interventi contorti che non negano un bel nulla), Kiko più che uno psicologo sembra uno stregone, un "medico" maneggione abortista della psiche e, forse, anche anche delle anime.
    Un fautore del transumanesimo, a modo suo.

    Sembra che per lui il Cammino è un organismo capace di assimilare le individualità per, come detto in un intervento precente, destrutturarle e riorganizzarne gli "atomi" a proprio uso e consumo, animandole del suo "spirito" perverso.

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    1. Invito i naviganti capitati per caso a isolare le parole di Kiko e metterle tutte insieme in modo da dare una forma al suo pensiero, e si accorgeranno che quello che diciamo non è affatto esagerato.
      Questo è quello che sembra evidente, se poi Kiko volesse dire qualcosa di diverso... perché in 60 anni non l'ha MAI detto, ma ha sempre ripetuto questi concetti folli?

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    2. State attribuendo a Kiko troppe cose, neanche ad Andreotti o Berlusconi gli hanno attribuito cosi tanto. Per es. Medico abortista maneggione della psiche. Fantastico, assolutamente fantastico, lo aggiungiamo al nostro libro. Quando lo pubblicheremo, sarà il best seller dell'anno. Però, nell'introduzione scriveremo che il copyright è vostro, quel che è giusto è giusto.

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    3. Mi inserisco dopo questo commento semi scherzoso, per dire che Kiko, di per sé, è una persona, con tutte le sue caratteristiche, che, fosse pure la migliore o la più riprovevole del mondo, non meriterebbe tanta attenzione, nè positiva nè negativa.
      Ciò di cui invece parliamo è il Cammino neocatecumenale, personalizzato al punto, però, che i suoi aderenti sono detti 'kikos'. Non ci interesserebbe molto stigmatizzare Kiko, il suo narcisismo, la sua acattolicità, le sue menzogne e incongruenze, se queste caratteristiche non si fossero incarnate nella sua proposta di associazionismo ecclesiale e non fossero diventate un modello per tanti credenti e per tanti attivisti-catechisti-presbiteri.
      Noi contestiamo quella visione della vita e della fede, che viene proposta in contraddizione con quanto la Chiesa insegna fin dalle origini, usando il suo stesso linguaggio e sovrapponendosi ad essa.
      Quindi è Kiko in quanto ideologo che vogliamo comprendere, per smontare le sue priorità e le sue visioni dell'uomo e della fede, non Kiko in quanto persona, sul quale d'ora in poi si dovrà stendere un velo di pietoso ed umano silenzio.

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    4. @anonimo
      Ne avete così tanto di materiale nche altro che un libro! Ci viene una enciclopedia! Mi raccomando pubblicatelo e chiedete (obbligate) a prenderne uno per ogni membro della famiglia.
      Però vi siete ridotti così male da dover ricorrere a questo Bper fare soldi? Cosa c'è: di decime bene entrano poche? Beh..le varie Domus non si mantengono da sole..

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  19. Confrontando poi le parole di Kiko con quelle di Don Dolindo, le prime mettono angoscia, mentre quelle di don Dolindo, che vanno in senso diametralmente opposto e che sono in perfetta sintonia con tutta la Tradizione della Chiesa, danno pace.
    E questo è un discernimento tanto semplice quanto efficace.

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    1. Al che deduciamo che don Dolindo, come padre Pio, aveva assolutamente torto.

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    2. Allora forse non ci siamo spiegati. Ma lo avete letto Kiko?
      Davvero tanti anni di falso indottrinamento vi hanno offuscato la mente e soprattutto il cuore.
      Non solo padre Pio e don Dolindo, voi direste che ha torto pure il Vangelo se fosse palese che dice cose diverse da Kiko.

      Pax

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    3. @anonimo
      sai almeno chi è Don Dolindo? Era un sacerdote devotissimo a Maria e molto amato dal popolo, come Padre Pio, e la sua causa di beatificazione è in corso; quando dici che ha torto a cosa ti riferisci? Non credo che abbia detto qualcosa di sbagliato o comunque diretto a voi, e comunque è proprio la Chiesa a fare discernimento su queste questioni. Mi spiego, uno dei criteri con cui la Chiesa valuta ad esempio le visioni, è che esse devono lasciare un senso di pace nel veggente; Pietro ha detto solo la verità nel suo commento. Il tuo, invece, la dice lunga sull'idolatria al fondatore che c'è nel Cammino, ma voglio sperare che era solo un commento provocatorio e che non pensi davvero quello che hai scritto

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    4. 9:47 mi pare che eravamo all'asilo insieme io e te.
      Eri tu ieri al tavolo giallo, col panierino con gli elefanti?

      Perché "Quando ce n'è uno in mezzo a voi, forse ce ne sono anche di più".
      FungKucio dizit.

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    5. Sì Pax, credo proprio che Anonimo voglia giungere a queste conclusioni.

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    6. Don Dolindo è l'antikiko.
      Kiko era un giovane geniale e promettente (a suo dire): Dolindo era uno studente ottuso e ritardato.
      Kiko vide la Madonna e da allora si allontanò dalla fede dei suoi padri in cerca di novità più affascinanti; don Dolindo pregò la Vergine di dargli il dono dell'intelletto e lo ebbe, continuando da allora a onorarla grandemente; Kiko ha scritto o registrato le proprie catechesi in cui reinterpreta a modo suo la Bibbia; don Dolindo ha scritto un opera monumentale di commento alla Sacra Scrittura teologicamente ineccepibile e comprensibile anche di più semplici; Kiko ha passato la sua vita a lusingare e comprare vescovi e cardinali per ottenerne l'approvazione; don Dolindo, accusato ingiustamente, per 16 anni fu sospeso a divinis e accettò con obbedienza questa terribile condanna.
      È vero, sono del tutto antitetici: se Kiko ha ragione senza dubbio don Dolindo ha torto, e con lui hanno torto Padre Pio, tutti i santi e i martiri di ogni tempo.

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  20. A proposito delle mitologiche origini del Cammino, ecco come la racconta Kiko dal mamotreto del secondo passaggio, pag. 87

    Guardate: c'è molta gente che pensa che il nostro cammino è un metodo. Per questo qualche persona,

    qualche prete che pensa cosi ha preso le catechesi e sta facendo lo stesso che noi, si sono inventati il loro catecumenato. E, naturalmente, non sono riusciti che ad estendersi in due parrocchie.

    Perché questo cammino non è un metodo. Né il segreto né il potere del cammino sta in che noi diamo una catechesi molto razionale che convince la sapienza. No. Non è questo il segreto. Il segreto non è che uno: che Gesù Cristo sta qui con il potere per esorcizzare. Abbiamo più potere che i vostri demoni.

    Carmen ed io siamo giunti a Roma con un prete, come tre disgraziati, senza una lira, senza conoscere nessuno né la lingua, invitati semplicemente da un prete anziano, con la sua veste, molto tradizionalista. Visitammo con lui molti parroci e tutti si sono risi di noi. Dicevano: "Queste cose mancheranno in Spagna, ma non in Italia".

    Perché a Roma, in quell'epoca, era il 1968, non c'era crisi di preti né alcun problema nei seminari, tutto stava molto bene.

    Allora come è possibile che oggi ci siano in Italia circa 700 comunità in 100 diocesi con circa 300 catechisti itineranti? Con che potere è successo tutto questo? Appoggiati su quale potere? Senza una lira, senza conoscere nessuno, senza avere influenti amicizie.

    L'unica cosa che portavo era una lettera di presentazione per il Card. Dell'Acqua che ci fece Mons. Morcillo, il Vescovo di Madrid, e che ho perduta...

    Dopo tre anni che stavamo in Italia, prima fu impossibile vederlo, lo andammo a visitare e io gli dissi: "Ho qui una lettera nella Bibbia". Carmen era presente. Sono stato mezz'ora sfogliando la Bibbia ma la lettera non c'era. Era una lettera che ci aveva dato Mons. Morcillo nella quale diceva che questo cammino aveva fatto molto bene in Spagna.

    Voglio dire questo perché vediate con che potere va avanti questo cammino.

    Per esempio ci sono stati molti santi nella Chiesa, e se voi leggete quello che dicevano in quell'epoca vedrete che non dicevano nulla di straordinario.
    (per riparare)

    ....

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    1. Di seguito, per spiegare bene ai fratelli catechizzati chi è che comanda e chi è che ha-il-potere, si trasforma in Esorkiko:

      Sempre riferendosi ai Santi "che non dicevano nulla di straordinario",

      " Tuttavia nella loro epoca hanno rinnovato la Chiesa. Perché? Perché avevano potere. In queste persone era presente lo Spirito, il potere dello Spirito. Questo potere è quello che Dio ci ha dato sopra i demoni. Perché sapete che in ogni luogo ci sono "demoni locali". Per esempio a Roma ci sono demoni locali. [....]
      Per esempio ora tutti i vostri demoni in questa convivenza stanno tutti calmi, hanno panico che li mandiamo via. Sono scomparse le tentazioni. Nelle convivenze i demoni si nascondono, perché non vogliono andarsene via. Però vedrete quando ce ne andremo da qui, cominciano a farti nelle orecchie una controcatechesi.

      Ora invece se ne stanno buoni buoni perché se appaiono, noi li rendiamo manifesti.

      Allora tutti voi state qui molto umili con noi, molto buoni, perché se vediamo il tuo orgoglio peschiamo questo demonio. Per questo preferiscono starsene ben nascosti, perché non li scacciamo fuori.
      "

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  21. Testimonianza di una notte e di un mattino.

    Lo so è strano che..., ma così è, e Dio è ovunque e si può usare qualsiasi mezzo ( Matteo 10:27-42).

    Ero raccolto senza sapere nulla di cosa potesse accadere, neanche ci pensavo in quel momento, ma qualcosa doveva avvenire perché qualcosa aveva fatto capire che vi era un messaggio, buio totale, il vuoto.
    Ad un certo punto è passata come una energia spirituale molto intensa, percepivo che lo Spirito era nell'aria. Dentro di me sentivo le vampe, vampe spirituali e intense. Non lo davo a vedere e cercavo di contenermi. Ma tutto era come un Fuoco che bruciava intensamente.
    Finita!
    Sono corso via immediatatamente. Camminavo nel Fuoco, non so come sono arrivato a casa, ma sono arrivato.
    Tutto era buio esternamente, ma il Fuoco mi consumava e bruciava. Ansimavo nelle Fiamme, per tutta la Notte. Tutto bruciava nella Fiamma. Non riuscivo a pensare a nulla, ero immerso in questa Fiamma Divina. Vedevo la luce che ormai passava nei piccoli buchi della finestra, ma la Fiamma continuava. Ad un certo punto ho sentito come una forte intensità, tutto tremò.
    Mi alzai, uscii, andai nel mio posto per riflettere, una profondissima Pace mi circondava. In quel momento capivo che lo Spirito è tutto intorno a noi, come l'aria che respiriamo, ci avvolge completamente.
    Lo so..., perché? Non posso tenerlo....

    Isaia Paolo Geremia.

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  22. Un altro madornale errore del neocatecumenalismo è quello di credere che Dio sia "deterministico", cioè che applicando determinati comportamenti umani si ottiene automaticamente una determinata reazione divina.

    Lo si nota in particolare quando ti dicono che "se fai bene il Cammino" avrai il "centuplo", e slogan simili, anche in versione opposta, "se esci dal Cammino, disgrazie, disgrazie, disgrazie".

    Praticamente insinuano che Dio sarebbe un robot al servizio dell'invenzione di Kiko e Carmen.

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    1. Quella dei più zelanti fratelli del Cammino è una perfetta idolatria perché qualsiasi cosa - letteralmente qualsiasi cosa - getti una singola ombra di dubbio o di vergogna sul Cammino e sui suo autoeletti "iniziatori", è da rigettare immediatamente come sbagliata e blasfema.

      Se ci fate caso, è lo stesso comportamento dei santi nei riguardi di Nostro Signore Gesù Cristo: qualsiasi cosa - letteralmente qualsiasi cosa - getti una singola ombra di dubbio o di vergogna sul Signore, è da rigettare immediatamente come sbagliata e blasfema.

      Così si spiega come mai ai santi si infuocava il cuore nel parlare di Nostro Signore o della Beatissima Vergine, e si accendeva lo sdegno quando qualcuno banalizzava o derideva.

      Allo stesso modo agli zelanti kikolatri si infuoca il cuore quando parlano del tripode Kiko-Carmen-Cammino, e si accende il loro sdegno quando qualcuno banalizza e deride il tripode. E però i kikolatri sanno ben raccontare barzellette blasfeme: per loro si può ridere di Nostro Signore, ma guai a voler ridere di Kiko e Carmen. Ricordo il caso di un seminarista - oggi "presbitero" e "itinerante" - che raccontava barzellette blasfeme, ma quando un suo collega di seminario fece una brevissima illazione sulla presunta castità di Kiko e Carmen, assunse a lungo un'aria cupa e triste, da cane bastonato, con sguardo mestamente fisso a terra.

      Per i perfetti kikolatri si possono nutrire dubbi sul Signore, ma non sul signor Kiko. Si possono nutrire dubbi sulla Chiesa e sulal sua gerarchia, ma non sul Cammino e sulla sua gerarchia. Si possono nutrire dubbi sulla fede, ma mai sulla fede in Kiko.

      Per loro Kiko è il Redentore - e perbacco, nei suoi orrendi sgorbi dipinti Kiko si autorappresenta con le fattezze del Signore, al posto del Signore, praticamente è lui il Signore dei neocatecumenali, non per niente annotava su uno dei suoi orridi dipinti che "Dio è parola-liturgia-comunità", cioè praticamente Dio è il Cammino.


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    2. Finalmente l'avete capita : Dio è il Cammino. Capito perchè il Cammino non si può sciogliere? Sarebbe come dire : bisogna sciogliere Dio.

      IMPOSSIBILE!!!!!!!

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    3. Non certo il Dio di Gesù Cristo.

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  23. Dietro tanti racconti di Kiko di se stesso e della storia del cammino c'è l'affermazione apodittica "Il Signore viene con noi" "I demoni ci vedono e fuggono".
    Certezze incontestabili da chiunque, par bene di capire.

    E' qui la forza del cammino, la sua pervasività inarrestabile anche se relegata ormai nella memoria dei primi radiosi anni romani.
    Addirittura Kiko si spende a dimostrare che il cammino non è un metodo. Qualcuno ci ha provato a copiarci, preti, parroci soprattutto (e perchè mai volevano copiarlo se non per togliere dal c.n. l'unica cosa che lo tiene in piedi: l'OBBEDIENZA AI CATECHISTI?) e hanno fallito.

    Perchè?
    Non è questione di merito ma, pare ripetere Kiko: il Signore se viene CON NOI è evidente che non va con loro; i demoni temono NOI perchè li cacciamo via e si vede che loro (sempre i preti e parroci copioni, invidiosi e gelosi) sui demoni non hanno potere alcuno... non perdete tempo a seguirli...

    Kiko è tutto e sempre così. Come lo abbiamo conosciuto in tutti questi anni.
    Una coerenza sua Kiko ce l'ha, è indubbio: non ha mai messo in dubbio la sua parola, la sua ispirazione, la forza intrinseca del suo carisma che funziona in quanto a lui legato indissolubilmente per l'obbedienza e la sottomissione totale degli adepti.

    Kiko si pone come colui che ha lo "spirito" che è diventato "lo spirito del cammino" "secondo le linee degli iniziatori".

    Kiko ha sempre parlato troppo alla leggera di demoni e del loro potere e a lui sottomessi, dispensando motti sapienziali a destra e a manca.

    Ricordo a proposito della rinomata pessima e oscena gestione degli scandali la frase che Kiko pronunciava ogni volta per irretire le vittime e ridurle al silenzio:
    "Dietro ogni richiesta di giustizia c'è il demonio".

    Ed io mi domando: se dietro ogni richiesta di giustizia c'è il demonio... dietro il governo SENZA giustizia di Kiko cosa c'è? Lo Spirito Santo?

    Mi sono soffermata su una cosa che pare non c'entri nulla oggi per dire che è inutile che Kiko parli e parli a vanvera e fuori ogni schema. Non può dimostrare nulla e non è credibile:
    Col suo governo violento e nemico della giustizia vera ci dice l'unica cosa che conta: è operatore di iniquità e il demonio è suo padre. Altro che scacciarlo al suo passaggio, egli ci va da 50 anni a braccetto.

    Pax

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  24. 30 anni

    JD L'unica cosa che portavo era una lettera di presentazione per il Card. Dell'Acqua che ci fece Mons. Morcillo, il Vescovo di Madrid, e che ho perduta... Dopo tre anni che stavamo in Italia, prima fu impossibile vederlo, lo andammo a visitare e io gli dissi: "Ho qui una lettera nella Bibbia". Carmen era presente. Sono stato mezz'ora sfogliando la Bibbia ma la lettera non c'era. Era una lettera che ci aveva dato Mons. Morcillo nella quale diceva che questo cammino aveva fatto molto bene in Spagna.

    Questa non la sapevo ed è MOLTO interessante. La mitica lettera di Morbillo è sempre stata alla base della narrazione e posta alla base della legittimazione dell'opera di Kiko in Italia. Ora viene fuori che

    1) per tre anni non è stata usata perché non avevano incontrato il card Dall'Acqua !!!

    2) Quando (dopo tre anni !!!) la doveva usare, ... non c'era più !!!

    Chiedo ai vari fav e baroni se questo non fa sospettare una presa per i fondelli !!!

    E in ogni caso il sommo parla troppo e si incapretta da solo .

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    1. Fra l'altro, ora sappiamo a cosa gli serve la Bibbia e perchè se la porta sempre sotto braccio.

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    2. Quindi le custodie per Bibbie del Kiko Shop non sono a tenuta... capito neocatecumenali zucconi?

      Articoli da Regalo Fungku, anche custodie per libri con chiusura a cerniera, e la vostra corrispondenza segreta sarà al sicuro. Con modico sovrapprezzo, nello stesso libro della corrispondenza inseriamo anche la vostra bottiglietta di whisky da passeggio preferita!

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    3. Mi ricordavo di questa narrazione di Kiko, ma non riuscivo a collocare mentalmente dove l'avesse profferita.

      Il contenuto della lettera lo conosciamo, perché è rinvenibile nel Fondo Morcillo a Madrid, ma il fatto che Kiko dichiari candidamente di averla perduta, e quindi nemmeno consegnata al Vicario, la dice molto lunga.

      Se è così, significa che non ha assolutamente sentito il bisogno di essere autorizzato alla predicazione e se ne è fregato sia del Vicario che del Papa.

      È calato dalla Spagna e si è messo a fare apostolato (senza che nessuno sapesse cosa e come predicava), ha bussato a tantissime parrocchie di Roma senza autorizzazione alcuna a farlo, si è mosso in una diocesi che non era la sua all'insaputa del Vescovo (che poi a Roma è il Papa).

      Ai Martiri Canadesi quindi, prima parrocchia ad essere neocatecumenalizzata, ha predicato senza autorizzazione alcuna ed anzi, da come racconta, fregandosene proprio.
      Dopo i Martiri Canadesi, nei 3 anni in cui "non fu possibile" vedere Dell'Acqua (3 anni di impossibilità??), ha predicato la sua dottrina all'oscuro di tutta la gerarchia romana.
      Come un infiltrato.

      E si arriva così al 1971, anno in cui Morcillo morì, senza poter metter becco sull'operato del suo emigrato e senza poter mai venire consultato.

      La lettera di Morcillo, inoltre, non parlava affatto di "Cammino che ha fatto molto bene in Spagna", ma di un giovanotto che componeva canzoni ed aveva abilità aggregative. Tutto qui.
      Il Cammino ancora non aveva alcuna configurazione e ancora non era IL Cammino.
      C'erano solo i due predicatori spagnoli più un prete a prestito. Niente altro.
      Ma questi predicatori senza autorizzazione inviavano, per autorità propria, altri predicatori ovunque, presumibilmente anch'essi senza autorizzazione o con autorizzazione captata al vescovo locale senza che Roma lo sapesse.

      Anche nell' Apostolicam Actuositatem si stabilisce che debba esserci "unione particolarmente stretta con la gerarchia" da parte dai laici che fanno apostolato.
      Ma Kiko Argϋello, secondo quanto lui stesso afferma, per ben 3 anni non ne ha sentito il bisogno né ha intrattenuto alcuna unione con la gerarchia romana.
      Se n'è scordato.
      Cioè, se n'è fregato.
      Cioè... l'hanno coperto?

      Quindi, all'atto pratico, il primo incontro con la gerarchia l'ha avuto quando ormai a Roma, Firenze e Ivrea esistevano già decine e decine di parrocchie con le SUE comunità, per nulla autorizzate né approvate. Nemmeno conosciute.

      Questo punto andrebbe maggiormente affrontato, penso, perché tanti neocatecumenali attuali non conoscono nulla della storia del Cammino, tranne ciò che il loro leader maximo racconta, spesso contraddicendosi.

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    4. La differenza tra by Tripudio e FungKu é questa : quando by Tripudio dice asino ragliante non fa ridere, quando FungKu dice zucconi fa ridere. FungKu batte by Tripudio 3 a 0.

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  25. Cmq prendo atto che i vari fratelli neocatecumenali cattolici adulti hanno qlc da dire solo bed esclusivamente quando si parla di decime ovvero di soldi. Quando si parla di dottrina, rapporto con Dio e rapporto con gli altri tutti zitti. Evidentemente a loro i deliri di Kiko non fanno né caldo e né freddo. Buono a sapersi

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    1. @ale
      Io credo che ormai abbiano assorbito talmente a fondo la mentalità di Kiko che ormai è difficile fargli cambiare idea, e mi dispiace per loro perchè molti lo hanno fatto in buona fede; in quanto a decima, riflettendoci dovrebbero portare ogni mese dei beni alimentari e non i soldi, visto che nella Bibbia funzionava così ed anche Kiko ne parla

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  26. @Alect

    Ma se non ci pubblicate?

    Barone Celestiale

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    1. Ricordo ai gentili lettori che questo è uno spazio commenti, non il muro da imbrattare a disposizione dei vandali di passaggio.

      Essendo uno spazio commenti, non c'è nessun motivo per pubblicare i copiaincolla inseriti decine di volte al giorno, i proclami completamente campati in aria da parte di soggetti ai quali è stato già ampiamente e dettagliatamente risposto molte volte a tali proclami, e qualsiasi elucubrazione completamente fuori tema (come ad esempio aggressioni e minacce a chi non lodi il Cammino).

      Ricordiamo poi che in qualsiasi discussione civile si parte dal presupposto che i partecipanti riconoscono l'evidenza dei fatti e sono disposti a verificare fonti, ragioni e documentazione per comprenderli meglio. Le storture del Cammino - liturgiche e dottrinali anzitutto - sono ben note; negarle anche dopo che sono state documentate molte volte significa aver interesse non a partecipare alla discussione, ma solo a disturbarla. Non c'è bisogno che il Congresso Mondiale di Matematica emetta un documento ufficiale per dire che due più due fa quattro, tanto meno reclamarlo in ogni singola pagina del blog.

      È chiaro a tutti che l'Asino Ragliante (Baroni Fallaci Carmini Celestiali Vinici Accanti eccetera) ha come scopo non il capire (al fine di correggere) i problemi del Cammino, ma l'estenuare gli interlocutori, il fungere da troll, da elemento di disturbo. È infatti mosso da odio e disprezzo, giudizio temerario e illazione, calunnia e sofisma e fintotontismo, e in tutto ciò è convinto che siano strumenti santissimi e adattissimi a render gloria al suo "dio", il triplice Vitello d'Oro Kiko-Carmen-Cammino.

      Lo sa bene, infatti, che il Cammino è una bidonata, e ha il terrore nero che qualche fratello di comunità, imbattendosi per caso in queste pagine e queste discussioni, possa decidere di abbandonare la setta, con grande onta disonorevole e ignominioso obbrobrio del triplice Vitello d'Oro.

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    2. In particolare, non siamo noi a "far guerra al Cammino". Sono i pronunciamenti del Papa, sono i libri liturgici, sono i Catechismi dei bambini e degli adulti, sono gli scritti dei santi, il Magistero, la Tradizione, eccetera. Con o senza la nostra voce, sono loro a "far guerra al Cammino".

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    3. @Barone
      Tu prova a rispondere NEL MERITO senza sparare slogan triti e ritriti e senza offendere nessuno. Prova e vedrai che ti pubblicano (ps. io non ho il potere di far pubblicare nessuno..per la cronaca)
      Detto questo...
      No, sul serio.
      Cari fratelli Neocatecumenali: secondo voi Kiko ha ragione? Voi avete mai desiderato di fare fuori i vostri figli? I figli che Dio vi ha dato? Veramente quando gli dite: "Studia con giudizio", "Sii onesto" in realtà glielo dici solo per farti bello?

      Più semplicemente: ma non è che forse forse Kiko qua ha esagerato? C'è una volta che abbia detto o fatto qualcosa di completamente errato? No, perchè, da quello che dite, sembra il Padreterno in persona.

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  27. kiko è fuori di zucca: appene questi bambini diventando grandi avranno le mani libere , i N.C.non devono meravigliarsi se diventeranno dei violenti, o dei delinquenti. Quando tieni sotto pressione i piccoli dovresti capire che quello fanno non lo fanno per amore ma per obbligo state creando dei farisei e dei frustrati.
    Per quanto riguarda che i piccoli reagicano alla botte anche il Papa (del quale voi dite ci ha approvati) ha detto che se offendessero sua madre sarebbe normale sganciare un pugno.
    A me sembra che il furbo kiko confonda le buone intenzioni con la realtà. Io in tanti anni di cammino non ho mai visto nelle comunità dare l'altra guancia. Regna sovrana l'ipocrisia.

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  28. Il commento delle 16 e 24 di ieri di Tripudio è di estremo interesse perché fa capire cosa significa credere e, di conseguenza, mette in risalto che la fede del Cammino è umana ed è fede in Kiko.

    Non dico che nessun camminante ha fede, ma il Cammino è come un segnale non desiderato che produce interferenza col "segnale" della Chiesa, distorcendolo.
    Più la voce della Chiesa è forte in un'anima, più la fede e forte, meno fa effetto il segnale del Cammino e, anzi, si abbassa.
    Ma in certi casi la distorsione diventa così potente, che arriva a coprire totalmente il segnale originario.

    Il Cammino, criticando le pratiche ecclesiali, vuole sostituire le pratiche che propone a quelle della Chiesa.
    La scusa è il devozionalismo.

    E' vero, le pratiche di fede non sono la fede e, di per se, non donano la grazia e perciò, se fatte male e senza fede soprannaturale, diventano una forma di schiavitù e di superstizione che allontanano dalla grazia, ma non è questo il loro FINE.
    Infatti, se praticate come dice la Chiesa, avvicinano alla fonte della grazia: i sacramenti e la carità.

    Le pratiche del Cammino, invece, hanno un fine diverso, e precisamente quello di allontanare dalla Chiesa e avvicinare al Cammino. Se così non fosse non combatterebbe ogni forma di pratica ecclesiale come producesse devozionalismo in se stessa.
    Il Cammino vuole sostituire la pratica cristiana con la superstizione che è la pratica del Cammino che, come tutte le superstizioni, schiavizza.

    Infatti il modo di banalizzare il peccato, e perciò di diminuire la Confessione, e gli abusi liturgici che non favoriscono il rispetto dell'Eucaristia, di fatto sembrano fatti apposta per allontanare, o tentare di allontanare, i fedeli dalla fonte della grazia, e cioè i sacramenti.

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  29. "Quando si pretende contendere con Dio, si smarrisce il suo lume..." (Don Dolindo)

    Il problema sosta nel peggiore dei sette vizi capitali: la superbia. Le catechesi di Kiko e Carmen sono un condensato di idee superbe che suggestionano l'inconsapevole sino ad istigarlo al peccato e alla depressione.
    Kiko urla: "io sono Dio!" con la sua parola impressa nella dottrina, nella liturgia, negli enigmatici simboli sacri etc. etc. del cammino neocatecumenale. La sua firma è ovunque, anche nei fanatici atteggiamenti dei kikos.

    Ogni singolo rigo dei mamotreti è nocivo, ma indiscutibilmente le idee che ledono maggiormente sono quelle concernenti i piccini: "Perché si pensa alla morte del bambino? Perché tu la desideri". È macabro, sembra un incitamento al sacrifizio dell'innocente. Anzi, lo è. Un sacrificio da compiersi sull'altare di Kiko. I bambini vengono oppressi nelle bende stringenti del guru narcisista e catturati nello sconforto di quei genitori perennemente insoddisfatti, abbattuti perché convinti della validità di queste catechesi avvilenti. Creature abbandonate ovunque e alle cure di chiunque, anche di estranei, purchè non siano di intralcio agli imprescindibili e faticosi impegni del cammino.

    Le direttive 'spirituali' kikiane causano la morte! Una morte esplicitata senza convenevoli in queste catechesi che sono norme di vita e regole 'spirituali' per tutti i membri del contesto. La vita mi ha insegnato a captare nell'immediatezza i "superuomini", coloro che vogliono spiegare le questioni Sacre secondo i loro concetti pregni di orgoglio umano. E ne sto a distanza, perché dove vi è orgoglio non vi è Dio e dove vi è superbia non vi è Fede.

    Leggendo i mamotreti si intuisce chiaramente la motivazione per cui Kiko e Carmen hanno sempre temuto un'autentica devozione alla Madonna, perché per mezzo di essa la Vergine Maria trova la strada aperta per agire come vuole in nostro favore portando in noi in abbondanza la grazia redentrice di Cristo e abbattendo i piani di satana. 

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  30. Leggendo su Wikipedia la biografia di Don Dolindo, si vedono dei tratti in comune con padre Pio, entrambi francescani, entrambi sospesi un periodo dalla Chiesa, entrambi recuperati, entrambi santi (il primo si, il secondo non ancora). Sono morti il primo nel 1968, il secondo nel 1970, quando il Cammino era agli inizi e sembra che i due avessero le idee già chiare su cosa fosse il Canmino. ecco perchè il blog li cita entrambi, tutto è chiaro, tutto quadra. Attendiamo sviluppi.....

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