Tutta la sua vita, sin dall'infanzia, fu segnata da difficoltà materiali, fisiche e psicologiche e da ingiustizie, subite sia in famiglia che nell'ambito della stessa Chiesa. Egli sopportò tutto con devota umiltà per amore di Nostro Signore, offrendosi completamente a Lui e Dio fece di questo suo servo fedele un'anima eletta. Conquistò la stima di Padre Pio al punto che quest'ultimo non esitava ad indirizzare a lui i pellegrini che gli arrivavano da Napoli.
Satana nel tentarci ha per fine, come egli stesso recentemente disse in Francia per bocca di un ossesso, di screditare Dio presso la creatura e la creatura presso Dio. Egli cerca d'influire nelle nostre cose, per turbare l'ordine della Provvidenza e per farcelo apparire illogico e tiranno. Anche nelle piccole cose, specialmente quando, noi ci agitiamo, interviene come un maligno che si diletta a far cattiverie e dispetti.
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| Il figliuol prodigo (Lc 15, 11-32) |
Una chirurgica guerra materiale
Complica certi malanni e cerca di confondere i medici in modo da dare al male il carattere della spietatezza; cerca d'influire su quelli che ci fanno del male in modo da renderli più maligni, per poi farci agitare contro la Divina Provvidenza; fa apparire come una fresca e deliziosa spensieratezza la vita del mondo e come una oppressione quella dello spirito; è pronto sempre ad intervenire ad ogni nostra preghiera, per complicare le incresciose situazioni proprio quando preghiamo, al fine di screditare la nostra elevazione a Dio, e nello stesso tempo c'illude con qualche effimera prosperità quando non preghiamo per convincerci che è più prosperato chi mena una vita materiale e spensierata.
L'arte satanica è più sottile ed insidiosa di quello che possiamo supporre, perché il demonio si cela sempre sotto una forma a noi familiare in modo da non destare i nostri sospetti, e il più egli si serve delle leggi e dei fenomeni naturali per insidiarci. La sua malignità è terribile perché egli è malizia assoluta, senza temperamento di sensibilità di cuore e di compassione, come avviene sempre anche nel più maligno degli uomini; ama dunque fare il male e si diletta nel vedere le creature agitate ed impacciate nelle sue insidie; per questo niente più lo sconcerta quanto la pazienza, la carità, l'umiltà e la mansuetudine.
Interviene anche nelle manifestazioni della nostra attività per screditare Dio; cerca con arte seduttrice di rendere più attraente quello che è peccaminoso; fa apparire come eccellenti le scienze umane e come spregevoli quelle soprannaturali; circonda di prestigio ciò che è terreno e fa apparire come trascurabile ciò che appartiene al Cielo.
Non è a caso, per esempio, che certe immagini sacre riescano pessime e che la più ordinaria immagine profana abbia una maggiore attrattiva.
Satana cerca d'influire in tutto, lavora più di quello che noi supponiamo per screditare presso di noi Dio e quello che appartiene a Dio; così per esempio negli stessi giornali cerca d'influire per dare più attrattiva alle riproduzioni delle figure pagane che a quelle cristiane.
Satana, come un dispettoso terribile, cerca di molestarci nel lavoro, per screditare occultamente la Divina Provvidenza, e soprattutto cerca di agitarci, perché non c'è una cosa che tanto lo avvicini a noi quanto l'agitazione; egli non può penetrare in noi che per i centri nervosi, ed è chiaro che quando i nervi sono in maggiore agitazione gli è più facile influenzarli, perché nella maggiore tensione, i nervi non sono dominati dalla nostra volontà, sono senza controllo, sono come casa incustodita, dove più facilmente penetra il ladro. E’ così che a volte a noi sembra quasi che gli oggetti dei nostro lavoro siano dispettosi, che un ago apposta non s'infili o ci punga, che apposta un martello ci percuota o sfugga dal manico, che apposta si rompa un oggetto o si alteri una vivanda. Satana lavora terribilmente, e Dio glielo permette come glielo permise per il Santo Giobbe, per i suoi altissimi fini di amore, e perché la terra è l'ambiente delle attività di Satana.
Una chirurgica guerra spirituale
È incredibile come Satana lavori nel mondo, là dove ha libero il varco, là dove non trova la Croce e Maria SS. che lo arretrino; tanti incendi, naufragi, scoppi, sventure, disastri, sono dovuti a lui; egli può agitare le tempeste, può sconvolgere le forze naturali, può turbare le relazioni tra i Popoli, può ubriacare gli uomini perversi e spingerli ad inaudite violenze, come fa con i comunisti.
Le anime pie sono come Giobbe nella raffica infernale, e non vincono che con la pazienza, la dolcezza e la calma, non vincono che attaccandosi alla Croce ed ai mezzi soprannaturali, non vincono che vivendo della Chiesa Cattolica e nella Chiesa Cattolica, dove Satana non può entrare mai da padrone, e dove sta timoroso per le continue sconfitte che riceve. Per questo Satana tenta di scompaginare, la stessa Chiesa, cerca di avvilirne le membra col peccato, cerca di dividerle dall'unità della fede con le eresie.
Lutero confessa nei suoi scritti che Satana lo spinse a ribellarsi e che gli suggerì d'abolire la Messa, di negare l'Eucaristia e di rinnegare la Madonna; questo empio eresiarca, confessa che Satana s'intratteneva con lui e che aveva mangiato con lui più di un quintale di sale, tanta era la frequenza con la quale lo assisteva nei pasti.
Noi viviamo spesso avvolti da spiriti maligni e non ce ne accorgiamo e ci facciamo vincere da essi con una facilità impressionante. Satana sceglie ogni via per farci del male e per giungere a screditare Dio innanzi a noi; ci spinge alla falsa pietà, ci illude con le false manifestazioni mistiche, c'induce a rovinarci la salute con la falsa penitenza, per poi farei sentire il peso delle nostre sofferenze; ci nasconde a noi stessi, perché non ci sveliamo ai nostri direttori spirituali, ci spinge persino alle false carità per intralciare il nostro cammino, per irretirci nelle cose temporali quando la nostra missione è spirituale. [...]
Satana può sviare il cammino di Dio nelle anime facendo loro intendere che le sventure che le colpiscono sono un castigo divino; egli così le toglie dall'altare della loro immolazione e le getta nelle angustie del terrore, le arresta nelle loro voci di gloria per Dio, e le getta nel disorientamento e nell'ansietà. Satana a volte ci manda intorno persone moleste che ci lodano, persone sensuali che ci allettano, persone antipatiche che ci turbano; a volte disturba la nostra vita interiore con visite vane, con cicalecci che sembrano spirituali e sono inutili prolissità.
Satana soprattutto cerca di staccarci da Maria SS., perché sa che il solo nominare Maria lo sconcerta e lo fuga; perciò può influire persino nelle devozioni, può darci un'effimera fiducia in un Santo, può incamminarci verso anime false o darci un fanatismo sterile per le anime veramente sante; egli è contento quando Maria è sostituita, preferirebbe veder canonizzato tutto il mondo e tutto, l'inferno, pur di veder dimenticata Maria.
Per questo la devozione vera e costante alla Madonna lo sconcerta più di qualunque altra forza spirituale, perché la Madonna ha la missione di schiacciargli il capo. Con Maria, Regina di grazie, Satana non può screditare Dio presso di noi, perché Maria è un raggio troppo grande della divina bontà, è un raggio che fuga ogni tenebra e che ci fa sentire l'amabilità di Dio.
Satana cerca sottrarci al Signore facendoci operare naturalmente, in tutto penetra per toglierci l'intenzione della gloria di Dio, cerca di carpire i primi momenti della nostra giornata, affinché ci alziamo per la fretta e non per amore di Dio, cerca di prospettarci come male fisico una mortificazione e subito dopo ce la prospetta come un bene per farcela fare per nostro tornaconto. Così, per esempio, impedisce che un fumatore rinunzi al fumo per amore di Dio, ma in seguito glielo fa rinunziare per la preoccupazione che possa nuocergli la nicotina.
Impazienza e mancanza di equilibrio
Satana soprattutto cerca di farci impazientire, perché l'impazienza ci sottrae a Dio più di qualunque vizio, oseremmo, dire, più, della stessa impurità. In ogni vizio c'è infatti un lato umiliante che ancora ci accosta a Dio, ma nell’impazienza e nell'ira c'è l'orgoglio che si vuol fare ragione ad ogni costo, e dopo la raffica è l'orgoglio che ci vuol fare giustificare l'impazienza. Se, si nota, è assai difficile convincere un impaziente del suo difetto, e solo un'anima santa si umilia, quando è rimproverata d'ira o d'impazienza; ma anch'essa avverte quasi una ripugnanza ad accogliere in pace l’ammonimento, perché vorrebbe convincersi di avere ragione.
Satana per disorientarci da Dio, c’insidia anche con le devozioni e le penitenze che spuntano come funghi e sfumano come soffioni, per esempio, in una tribolazione assillante ci spinge ad atti di pietà esagerati, a penitenze pesanti ed insostenibili, a fioretti spirituali ai quali non può reggere sempre la natura, per poi farci sentire il disinganno di non essere stati esauditi nelle nostre preghiere e sfiduciarci.
E’ così che in certi momenti la nostra povera ed insidiata pietà cambia ogni due giorni, si muta facilmente, passa dalla penitenza al rilassamento, dalla vigilanza alla dissipazione, dalla preghiera all'oziosità. Satana fa in modo che noi possiamo dedurre da un'intensa applicazione alla pietà e da un'agitata serie di preghiere, che la preghiera è vana, che le cose avvengono naturalmente, che è vano sperare che mutino finchè non abbiano fatto il loro corso, e così ci toglie la Fede e ci agita nella disperazione.
Per questo la Chiesa è tanto equilibrata e sobria in ogni manifestazione della sua vita; Essa ci fa fare la penitenza ma in un tempo stabilito, ci fa pregare, ma desidera più la costanza nella preghiera che un'intensità che stancherebbe la natura.
Satana vuol farci perdere la fiducia dell'attesa, ci fa dimenticare che la preghiera calma e continuata raggiunge lo scopo infallibilmente, e c'illude in una falsa e pesante pietà, che poi si muta in discredito per Dio.
Tranelli ed accuse
Satana c'illude poi in tanti altri modi che è quasi impossibile sintetizzare: ci spinge alla fretta e nella fretta si diverte ad intralciarci l'attività per poi farci adirare. Si può dire, senza tema di esagerare, che la nostra ira è il divertimento di Satana, è la soddisfazione della sua malignità, come lo è per tante anime volgari, le quali godono nel vedere i litigi, e si divertono nel sentire le esplosioni dell'ira di chi è tormentato dagli altri.
Satana ci spinge: alle minuziose cavillosità per le quali la vita diventa pesante, perché si diverte vedendoci impacciati nelle manie umane e sottratti alla fiducia che dobbiamo avere in Dio. Satana ci turba nelle ansietà della vita materiale e ci fa pensare sempre al futuro per agitarci e sottrarci all'abbandono pieno in Dio.
Ci turba con l’avidità delle ricchezze, e poi si diverte a non farcele godere spingendoci all'avarizia; ci turba con le miserie della gola, per tentare di moltiplicare i nostri desideri materiali e renderci infelici; ci prostra con le oziosità dell'accidia, c'invelenisce con le miserie dell'invidia, ci oscura con le tenebre dell'errore, ci sottrae a Dio con le illusioni della vita, e negli orrori dell'impurità ci fa concepire persino un'avversione funesta contro di Lui.
E così che, come si è detto, Satana scredita Dio presso la creatura e la creatura presso Dio, perché dopo che l'ha miseramente avvilita, l'accusa innanzi al tribunale divino, per ottenere il permesso di tormentarla disperatamente e di farla sua nell'eterna perdizione. Per questo Satana si trovò presente quando Dio chiamò al rendiconto i nostri progenitori, per tentare, se gli fosse stato possibile, di rendere più oscura la loro sorte.
Satana maledetto da Dio
Dio maledisse Satana, e poiché questi nella forma di serpente aveva teso insidie alla donna distraendola da Lui, maledisse anche il serpente, rendendolo ripugnante, e condannandolo a strisciare sul suo ventre ed a mordere la terra [...]. Dicendo però al serpente: Tu striscerai sul tuo ventre e morderai la terra, Dio volle esprimere principalmente la maggiore umiliazione che dava a Satana: l'angelo della luce era così relegato in una maniera più umiliante sulla terra, alla quale per la sua caduta, era già incatenato in una sfera di attività materiali e meschine; colui che avrebbe dovuto estasiarsi nell'eterna gloria, era ridotto ad attività immensamente umilianti, e mordeva la terra invece di saziarsi della eterna vita.
Nel dirgli che avrebbe strisciato sulla terra, Dio gli annunziava la terribile umiliazione che gli avrebbe inflitta un giorno il Verbo Umanato, del quale stava per fare solenne promessa alla donna. Satana infatti fu sconfitto, e mentre prima della Redenzione dominava le anime, dopo perdette il suo dominio e strisciò solo, per così dire, su quelle che, per l'ostinazione nel peccato, erano vili come la terra alla quale erano attaccate. Dio rinnovò così, solennemente, la condanna subita da Satana quando cadde dal, cielo, e gli annunziò la sconfitta più grande che avrebbe avuto nella Redenzione. [...]
Quel medesimo serpente maledetto fu un giorno elevato da Mosè nel deserto, sopra di un ceppo, e rimase come immagine di Colui che volle essere crocifisso per amor nostro, apparendo Egli ripudiato e maledetto, come si vedrà a suo luogo (Num. XXI).
Maria, nostra custode
Dio, dopo aver maledetto nel serpente il demonio, gli annunziò la sconfitta che un giorno gli avrebbe inflitta il Redentore e la Vergine Immacolata che doveva dare al mondo la salvezza nel suo Figliuolo Divino. Il vers. 15 di questo capitolo è chiamato perciò il Protoevangelo, cioè il primo annunzio della buona novella, della liberazione. Dio disse al serpente che avrebbe posto un giorno inimicizia fra lui e la donna, fra il seme suo e il seme di lei. Non parlava di Eva ma di Maria, la vera donna, perennemente nemica di Satana, perché Immacolata fin dal primo istante dei suo concepimento.
In queste parole Dio rivelò il mistero dell'Immacolato Concepimento di Maria definito poi dal Papa Pio IX come dogma di fede. Il dogma sta proprio in queste parole. Dio annunzia infatti la donna che doveva essere nemica di Satana e che doveva dare alla luce il Figliuolo che doveva schiacciare il capo all'infernale dragone.
Il seme di Satana sono i demoni, il seme della Donna benedetta è il Redentore; Egli è chiamato con tutta ragione seme della donna, perché Maria lo generò dal suo seno senza concorso umano. La Donna Benedetta non sarebbe stata nemica di Satana se per un istante solo fosse stata macchiata dalla colpa originale; dunque, per rivelazione diretta di Dio e quindi per fede, Essa fu immacolata fin dal primo istante del suo concepimento.
Il Testo originale dice che il seme della donna schiaccerà il capo a Satana: Porrò inimicizia fra il tuo seme ed il seme di lei; esso ti schiaccerà il capo. La Volgata dice che glielo schiaccerà la donna: Essa ti schiaccerà il capo; i due sensi si equivalgono poiché Maria schiacciò il capo a Satana per Gesù Cristo, e Gesù Cristo, Figlio di Maria, schiacciò il capo all'infernale serpente.

Dio soggiunge che il serpente si avventerà al calcagno del seme della Donna; è al Figlio di Maria che si riferiscono queste parole nel Testo originale ed annunziano la Passione dei Redentore. Satana infatti si avventò con tutta la furia del suo odio al calcagno, cioè all'Umanità del Redentore e con le sue perfide arti lo fece condannare a morte dagli Scribi, dai Farisei, dai Sacerdoti e da Pilato; si avventò ma non vinse, che anzi, come un serpente avventandosi al calcagno è calpestato proprio nell'atto che lo ferisce, così Satana fu vinto dal Redentore proprio nell’atto nel quale gli fece dare la morte.
Avventandosi contro l'umanità del Redentore, Satana si lanciò anche contro la Donna Benedetta perché Essa fu addolorata e ripiena di angoscia per la morte del suo Figliuolo; ma in quel medesimo dolore Essa schiacciò il capo a Satana, gli tolse il dominio che aveva sugli uomini, e li prese Essa, come Madre, in sua custodia.
Estratto da: Commento al libro della Genesi, di Don Dolindo Ruotolo
Don Dolindo ci ricorda la parola di Nostro Signore: "Anche voi tenetevi pronti, perché il Figlio dell'uomo verrà nell'ora che non pensate" (Lc 12,35-40 ; Mt 24,37-44). Se il nemico infernale non si arresta mai nella sua opera di seduzione e distruzione, allo stesso modo dobbiamo vegliare sempre, permanendo in un atteggiamento costante di preghiera, di adorazione, di lode, di offerta, di richiesta, di comunicazione trasparente e costante con il Cielo, senza mai abbassare la guardia.
Don Dolindo è stato un fervente devoto di Maria SS., ha contemplato e venerato profondamente la maternità divina di Maria ed ha sempre raccomandato la pratica quotidiana del Santo Rosario. Con il suo apostolato mariano Don Dolindo ci invita a ricorrere alla Santa Vergine, che, in quanto madre del nostro Creatore, è anche madre nostra.