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giovedì 16 maggio 2024

Nel Cammino sono fissati col demonio

Nella predicazione dei laici Kiko e Carmen,
sei sempre "in braccio al demonio"...

Quei genitori ossessivi che dicevano al bambino: "non tocare quello! è cacca! non toccare quell'altro, è cacca! non assaggiare quello! è cacca...", alla fine hanno ottenuto che il bambino, ogni volta che gli si chiedesse di identificare un oggetto o una persona, rispondesse invariabilmente "cacca!"

A noi cattolici, consci delle realtà soprannaturali, la Chiesa comunque insegna che è sbagliato sia il sottovalutare l'opera del demonio, sia il sopravvalutarla. Nel Cammino - come in tanti ambienti protestanti - si sopravvaluta. Nel Cammino il termine "demonio" compare un po' troppo spesso, è letteralmente l'intercalare delle cosiddette "catechesi" ripetute a pappagallo fin dagli anni '60, lo sentite nominare dappertutto. Perfino come mascotte porta-sfortuna. Il capoufficio non vuol concederti il pomeriggio libero per andare alla convivenza? "Il demonio non vuole che io vada alla convivenza". Trovi traffico in autostrada mentre vai alla convivenza? "Il demonio voleva impedirmi di partecipare". C'era la coda al casello di uscita? "Il demonio ha fatto di tutto, ma io ho resistito!" Un parrocchiano ti chiede se stai già pagando la Decima? "Il demonio voleva impedirmi di evangelizzare!"

Sul serio:


- Catechesi iniziali:

"Studia, figlio, studia! Così avrai una buona posizione e una buona macchina. E vendiamo
l'anima al demonio, se è necessario, per raggiungere tutto questo".

"L'UOMO NON PUO' FARE IL BENE PERCHE' SI E' SEPARATO DA DIO, PERCHE' HA PECCATO ED E' RIMASTO RADICALMENTE IMPOTENTE E INCAPACE IN BALIA DEI DEMONI. E' RIMASTO SCHIAVO DEL MALIGNO. IL MALIGNO E' IL SUO SIGNORE."

"L'uomo è dominato dal serpente, dal demonio, dalla morte, dal peccato".

- I° Scrutinio:

"finché non tiri fuori il demonio e non dici che c'è un'idolatria profonda non ti ascoltano!"

"stai parlando ad altri demoni che non sono quelli che hanno".

"Ma appena tocchi il punto in cui in questo momento sono schiavizzati, li hai bloccati, perché la Parola di Dio immobilizza i demoni che hanno lì".

"io benedico il Signore che manda guai durante il catecumenato, demoni".

"Siamo idolatri, venduti al potere del demonio e degli idoli".

"E' che ancora siete alla mercé del demonio".

"Il demonio, approfittando della paura che abbiamo della morte, ci ha condannati alla schiavitù".

"Una croce è non avere soldi per finire il mese: allora il demonio ti obbliga a rubare".

"non ti sei sposata e ne sei distrutta: ed ecco che il demonio ti obbliga a ribellarti contro Dio"

"Chi non conosce questo segreto, è ancora alla mercé del demonio e non può passare al catecumenato".

"Gesù è nella sua Chiesa come Signore dei tuoi demoni"

"appena tu uscirai da questa convivenza il demonio tornerà come sempre a servirsi della croce per perderti".

"Quando il demonio vedrà che avete la croce gloriosa vi lascerà".

"Grazie a Dio il Signore ti lascerà sempre un demonio o 17 demoni o un'apparizione come a S. Paolo, per distruggerti e farti vedere che veramente sei un peccatore".

- II° Scrutinio:

"Ci sono molti demoni qua dentro, moltissimi".

"i demoni vi odiano, i demoni fanno della vostra vita una miseria, un inferno".

"abbiamo dentro di noi molte tane con molti demoni accovacciati, che stanno nascosti".

"Noi vogliamo arrivare a quelle tane e a buttarle via, vogliamo stanare i demoni".

"Ricorda S. Paolo. Dicono che avesse l'angelo di satana".

"mediante la rinuncia sarete esorcizzati dal demonio, non avrà più potere su di voi se voi lo rinnegate".

"In questo tempo dovreste aver sperimentato che in voi ci sono delle zone, dei demoni più forti di voi".

"Abbiamo più potere che i vostri demoni".

"in ogni luogo ci sono "demoni locali". Per esempio a Roma ci sono demoni locali".

"Per esempio ora tutti i vostri demoni in questa convivenza stanno tutti calmi, hanno panico che li mandiamo via".

"Nelle convivenze i demoni si nascondono, perché non vogliono andarsene via".

"Allora tutti voi state qui molto umili con noi, molto buoni, perché se vediamo il tuo orgoglio peschiamo questo demonio".

"Noi siamo qui con il potere di Gesù Cristo, inviati da Lui per scacciare i demoni".

"siamo qui inviati da Gesù Cristo per aiutarvi a liberarvi dai vostri demoni".

"5 anni gli é costato a Gesù Cristo dimostrarti questo. Operando, mandandoti demoni..".

"Adesso ho capito, Nel fondo della mia vita che cosa mi stava accadendo sempre? Chi era? Io credevo che fosse il demonio. No... Era Dio che mi attaccava perché mi sta perseguitando".

"Questa rinuncia a Satana è importante che la facciate bene, con fermezza, rivolgendovi realmente al demonio".

"Il Vangelo dice che al demonio non piace uscire da voi perché dentro di voi si trova molto bene;
per questo, quando viene cacciato, vaga per luogo tenebrosi dove incontra sempre demoni peggiori. Ma lui non si trova a suo agio e sempre cercherà di ritornare al luogo dal quale è uscito: alla vostra casa".

"Fate attenzione: la Chiesa nel cacciare il demonio dalla vostra casa, la vuota".

"dopo che saranno stati cacciati i vostri demoni".

"siamo tutti armati per questo combattimento contro i vostri demoni".

"Gesù Cristo è presente qui oggi per liberarvi dai vostri demoni".

"Il Signore combatterà contro i tuoi demoni".

"Il demonio ti dice: "Tu sei un porco, non sei buono a nulla, tu sei un peccatore"

"Che cosa vuole Dio mandando alle persone questi avvenimenti di morte? Con questi avvenimenti di morte pretende, in definitiva, che l'uomo scopra che chi sta lottando con lui non è l’avversità,
non è il demonio solamente. E' Dio stesso che sta lottando con lui, è Dio stesso che lo vuole abbattere".

E queste sono solo citazioni dai primi tre mamotreti...

Nella predicazione orale, poi, è ancora peggio.

Ricordiamoci che queste parole sono rivolte ai credenti, ai parrocchiani, non al "mondo".
Sono i credenti pieni di demoni e sottomessi al demonio...

Marco

martedì 24 maggio 2022

Lo scandalo!

Denuncio, denunciamo, e denunceremo sempre chiunque offenda, abusi, violi, maltratti e trascuri un piccolo, un debole, un vulnerabile. Lo chiede il Vangelo e la grande e feconda tradizione profetica e della viva e vera predicazione di Gesù e della comunità credente e redenta cristiana. Non ci sono sconti né dimenticanze perché, anche se nell'ambiente kikiano si suole scordarlo agevolmente, Dio è Giusto!

Credono d'essere i padroni della Chiesa...

Purtroppo conosciamo bene le dinamiche neocatecumenali concernenti gli abusi, le trame oscure mirate a mantenere integro il cammino anche a discapito della persona umana. I silenzi, le omissioni e le giustificazioni finalizzate a proteggere chi compie peccati abominevoli contro l'infanzia - e gli indifesi in generale - non ci sono ignoti perché, dalla bocca degli innocenti, si è disvelata nel tempo tutta la tragica verità. Una verità che va affrontata!

Qualche tempo addietro ascoltai l'accorato appello di un padre, Paolo, che illustrava per filo e per segno la sua dolorosa vicenda . Due dei quattro figli di quest'uomo sono stati molestati da un catechista del cammino, mentre un terzo è stato espulso dal seminario da "sua eccellenza" in persona. La motivazione è presto detta, il padre non si è piegato al tentativo di ricatto del vescovo in carica in quel dannato anno, il 2009.

- "O ritiri la denuncia danneggiante il catechista neocatecumenale e, quindi, il cammino, oppure tuo figlio verrà rimosso dal seminario e gli verrà proibita una buona formazione e la soddisfazione della sua vocazione sacerdotale. Qui e altrove!".

E’ tutto un programma, la falsità del verbo della Chiesa in cui operava questo vescovo oramai dimissionato a causa dei suoi scandali, è un filo detestabile di orrori saldamente agganciato al cammino. La sua condotta nel caso in oggetto (poiché non ho intenzione di ampliare le mie valutazioni a sfere che non mi competono. Mi baserò esclusivamente sull'agghiacciante storia che abbiamo intrapreso, notando che la verità si sta dispiegando con il tempo) è fortemente accordata al procedere del cammino in relazione ai casi di violenza, che anche in altri frangenti ci sono stati raccontati.

Sono tredici anni che quest'uomo richiede a gran voce giustizia e verità senza ottenerne assolvimento, perlomeno in apparenza, quindi i colpevoli - il catechista pedofilo, i suoi sostenitori e gli omertosi -  non si rilassino pensando di averla fatta franca perché la Giustizia, quella che si abbraccia alla legge, è sempre dietro l'angolo. Nostro Signore Gesù Cristo non è il dio truce e indifferente del cammino; quello che punisce gli innocenti con fulmini e saette, tragedie, incidenti e divisioni familiari (fede superstiziosa) e premia con abbondanza di doni e protezioni eccezionali i nc osservanti della legge neocatecumenale fedeli alla sua parola (fittizia e kikiana). 

Ma è l'Unico Vero Dio di cui risuona incessante e ferma la Parola:

- “Ma se uno sarà di scandalo a uno di questi piccoli che credono in me, è meglio per lui che gli sia legata al collo una mola asinaria e sia precipitato nel fondo del mare” (Mt 18,6) 

Questo ministro ha tradito la raccomandazione biblica sotto ogni profilo, quello relativo alla pedofilia - dacché è uno dei personaggi che nel caso in esame hanno protetto il violento e impedito il sereno prosieguo della giustizia - e quello pertinente la perdita della fede delle persone semplici. Da allora, la famiglia di Paolo, non entra più in chiesa. Lo sgomento per gli atti scandalosi dei sacerdoti e il dolore per esser stati scacciati dalla chiesa dal parroco che seguiva la loro comunità, ha fatto sì che questa famiglia straziata non entrasse mai più in una chiesa. 

Sarebbe perciò più conveniente per questa gente, il violento e chi, pur rappresentando la Chiesa, ha difeso attivamente il colpevole e danneggiato le vittime, che venisse buttata in fondo al mare, con una grossa pietra legata al collo.

Neppure la giustizia umana, quella dei tribunali, per una serie di motivi potè ristabilire equità e diritto.

 

Ma, pochi giorni fa, la notizia!


 

«La decisione del Santo Padre costituisce l’esito di un approfondito procedimento canonico avviato dalla diocesi nel settembre 2021, a seguito di una investigazione previa, proseguito nella fase diocesana e portato avanti sulla base di indicazioni da parte della Congregazione per il Clero, presso la quale il processo si è concluso al termine della fase apostolica».

Una nota pubblicata sul sito della diocesi di Cassano allo Ionio apre un nuovo squarcio sulla drammatica vicenda della famiglia di Paolo. Uno spiraglio che mette in primo piano la figura di mons. Bertolone, come detto in precedenza sanzionato nel suo ruolo, perchè don Francesco Candia, suo ex segretario, è stato espulso dallo stato clericale e dispensato dagli obblighi sacerdotali. 'Decisione presa direttamente da Papa Francesco giorno 2 maggio e trasmessa il 5 dalla Congregazione per il Clero a monsignor Francesco Savino, attuale vescovo di Cassano all’Jonio'. Il braccio destro di Bertolone ha ottenuto quella che è indubbiamente la pena più grave che la Santa Sede può infliggere. Ed essendo che il nome di questo segretario è saldamente connesso a quello di Bertolone, ed essendo che i tempi dividenti l'una e l'altra pena sono ristretti, è un dato certo che si tengano per mano in una situazione di grave indigenza morale, accomunati da una coscienza degradata. Spero che la giustizia si estenda e abbracci anche la situazione di Paolo e dei suoi bambini. Bambini attualmente ragazzi, che hanno compiuto la maggiore età nella sfiducia più totale verso la Chiesa e i Suoi Ministri.

La denuncia non è contro il Vangelo! Dico questo perché il movimento di Argüello e della Hernàndez ha forgiato una dottrina immorale e perversa che reprime l'idea della denuncia. Tutti noi sappiamo, oramai perfettamente, quanta pressione psicologica compiano i catechisti a danno dei fedeli che dipendono dalla loro parola. Un processo che nasce dall'alto, dai vertici del cammino neocatecumenale. 

Come non alzare la voce contro questo abuso? Come si fa ad asservirsi al silenzio connivente dietro un obbligo o non obbligo giuridico? In quanti hanno compromesso la propria anima pur di non vivere una situazione conflittuale con i catechisti? 

Schivare la giustizia non favorisce la consapevolezza del peccato e consente che il male proliferi e si diffonda. Ma, in effetti, se "il peccato è necessario" come comunica la scienza kikiana, perché mai imboccare la via della legalità e della redenzione spirituale?

Dio è garante e difensore del grido soffocato degli innocenti, ma ciò, ahimè, viene facilmente dimenticato.  

Bisogna essere capaci di strappare all’oblio le testimonianze scomode e  non rimuoverle dalla mente per ‘dormire sonni tranquilli’.

In cammino la protezione di tutti i bambini, giovani e adulti vulnerabili, viene affidata ai catechisti, ai responsabili, alla comunità. Un procedere alquanto pericoloso. 

Maria auxilium christianorum:
"Tu,  terribile come esercito
schierato in battaglia"
San Giovanni Bosco
Se la Chiesa intende applicare contro l'abuso sessuale sui minori il "principio di tolleranza zero", non può evitare di indagare, scandagliare e studiare l'infido contesto neocatecumenale. Ma dopo questo ennesimo scandalo concernente l'ennesimo Vescovo, sono certa che Kiko e il suo mondo osceno, non siano al riparo dalla Santa Giustizia!

Un giorno ebbi un colloquio con un sacerdote che ha vissuto a stretto contatto con il cammino, si discuteva di abusi e ingiustizia. D'un tratto, per giustificare l'azione immonda di un catechista, affermò con voce tonante un concetto dal sapore amaramente kikiano: "noi siamo figli del demonio!".

Quindi mi apparve chiara la motivazione per cui il simbolo del cammino fosse una scala discendente conducente ad una palude mortifera. Se assimili come precetto spirituale un'identità che non coincide alla figliolanza celeste, assumerai di conseguenza una condotta depravata e viziosa che ti farà tollerare addirittura l'abuso. Ho visto intere comunità formate da uomini e donne d'ogni età dar contro alla vittima di una violenza soltanto perché era assetata di giustizia (inconcepibile per la concezione kikiana), e sostenere il catechista molestatore perchè prescelto dal signore. A questo punto è lecito che mi chieda di quale "signore" parlino. 


«Gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perché le loro opere erano malvage. Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce, perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità, viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio» (Gv. 3, 19-21). 'Ecco dunque che l’amore è effetto della verità, mentre l’odio nasce dalla falsità e dal peccato.'

Da che parte sta chi afferma d'essere sotto il dominio di satana?  


giovedì 10 marzo 2022

Le insidie di Satana. Da un commento di Don Dolindo Ruotolo

Proponiamo un breve estratto dell'opera "Sacra Scrittura. Vol. I: Genesi" di Don Dolindo Ruotolo (Napoli, 1882 - 1970), santo sacerdote e terziario francescano.

Don Dolindo, mistico e uomo di Dio, è stato anche un prolifico scrittore e ci ha lasciato un vastissimo tesoro di opere che spaziano tra teologia, ascetica e mistica, nonché il monumentale "Commento alle Sacre Scritture". Ha raccontato la sua vita nell' Autobiografia intitolata "Fui chiamato Dolindo, che significa dolore". 

Tutta la sua vita, sin dall'infanzia, fu segnata da difficoltà materiali, fisiche e psicologiche e da ingiustizie, subite sia in famiglia che nell'ambito della stessa Chiesa. Egli sopportò tutto con devota umiltà per amore di Nostro Signore, offrendosi completamente a Lui e Dio fece di questo suo servo fedele un'anima eletta. Conquistò la stima di Padre Pio al punto che quest'ultimo non esitava ad indirizzare a lui i pellegrini che gli arrivavano da Napoli. 

Tornato al Padre a 88 anni in odore di santità, è stato dichiarato Servo di Dio. La sua causa di beatificazione è stata aperta nel 2021. Per le opere di Don Dolindo si veda per esempio il sito di Mariana Editrice, che stampa e spedisce a richiesta, dietro offerta minima maggiorabile liberamente. 

Proponiamo questo testo di Don Dolindo per l'utilissima panoramica che questo santo sacerdote ci offre degli obiettivi e delle tecniche utilizzate dal nemico infernale al fine di aggredire le nostre anime, separarle da Dio Padre e condurle in inferno. Leggere Don Dolindo aiuta a riconoscere il male senza necessariamente compromettersi con esso - come accade invece nell'obbligatoria kenosis kikiana. 

Le differenze tra i consigli di Don Dolindo e la dottrina e le prassi del Cammino saltano immediatamente all'occhio. Ognuno potrà coglierle e proporre, se lo desidera, le proprie riflessioni nei commenti.

Trovandoci in questo periodo quaresimale di esame di coscienza e purificazione, suggeriamo anche la lettura del libro "Il Combattimento Spirituale"
di Don Lorenzo Scupoli.

Nota - i titoletti evidenziati presenti nel testo sono stati inseriti da noi.



Una guerra contro la paternità di Dio e la filialità degli uomini

Satana nel tentarci ha per fine, come egli stesso recentemente disse in Francia per bocca di un ossesso, di screditare Dio presso la creatura e la creatura presso Dio. Egli cerca d'influire nelle nostre cose, per turbare l'ordine della Provvidenza e per farcelo apparire illogico e tiranno. Anche nelle piccole cose, specialmente quando, noi ci agitiamo, interviene come un maligno che si diletta a far cattiverie e dispetti.

Il figliuol prodigo (Lc 15, 11-32)

Una chirurgica guerra materiale

Complica certi malanni e cerca di confondere i medici in modo da dare al male il carattere della spietatezza; cerca d'influire su quelli che ci fanno del male in modo da renderli più maligni, per poi farci agitare contro la Divina Provvidenza; fa apparire come una fresca e deliziosa spensieratezza la vita del mondo e come una oppressione quella dello spirito; è pronto sempre ad intervenire ad ogni nostra preghiera, per complicare le incresciose situazioni proprio quando preghiamo, al fine di screditare la nostra elevazione a Dio, e nello stesso tempo c'illude con qualche effimera prosperità quando non preghiamo per convincerci che è più prosperato chi mena una vita materiale e spensierata.

L'arte satanica è più sottile ed insidiosa di quello che possiamo supporre, perché il demonio si cela sempre sotto una forma a noi familiare in modo da non destare i nostri sospetti, e il più egli si serve delle leggi e dei fenomeni naturali per insidiarci. La sua malignità è terribile perché egli è malizia assoluta, senza temperamento di sensibilità di cuore e di compassione, come avviene sempre anche nel più maligno degli uomini; ama dunque fare il male e si diletta nel vedere le creature agitate ed impacciate nelle sue insidie; per questo niente più lo sconcerta quanto la pazienza, la carità, l'umiltà e la mansuetudine.

Interviene anche nelle manifestazioni della nostra attività per screditare Dio; cerca con arte seduttrice di rendere più attraente quello che è peccaminoso; fa apparire come eccellenti le scienze umane e come spregevoli quelle soprannaturali; circonda di prestigio ciò che è terreno e fa apparire come trascurabile ciò che appartiene al Cielo. 

Non è a caso, per esempio, che certe immagini sacre riescano pessime e che la più ordinaria immagine profana abbia una maggiore attrattiva. 

Ebbene sì, queste sono chiese cattoliche. E molte altre ne esistono di altrettanto "diversamente belle".

Satana cerca d'influire in tutto, lavora più di quello che noi supponiamo per screditare presso di noi Dio e quello che appartiene a Dio; così per esempio negli stessi giornali cerca d'influire per dare più attrattiva alle riproduzioni delle figure pagane che a quelle cristiane.

Satana, come un dispettoso terribile, cerca di molestarci nel lavoro, per screditare occultamente la Divina Provvidenza, e soprattutto cerca di agitarci, perché non c'è una cosa che tanto lo avvicini a noi quanto l'agitazione; egli non può penetrare in noi che per i centri nervosi, ed è chiaro che quando i nervi sono in maggiore agitazione gli è più facile influenzarli, perché nella maggiore tensione, i nervi non sono dominati dalla nostra volontà, sono senza controllo, sono come casa incustodita, dove più facilmente penetra il ladro. E’ così che a volte a noi sembra quasi che gli oggetti dei nostro lavoro siano dispettosi, che un ago apposta non s'infili o ci punga, che apposta un martello ci percuota o sfugga dal manico, che apposta si rompa un oggetto o si alteri una vivanda. Satana lavora terribilmente, e Dio glielo permette come glielo permise per il Santo Giobbe, per i suoi altissimi fini di amore, e perché la terra è l'ambiente delle attività di Satana.


Una chirurgica guerra spirituale

È incredibile come Satana lavori nel mondo, là dove ha libero il varco, là dove non trova la Croce e Maria SS. che lo arretrino; tanti incendi, naufragi, scoppi, sventure, disastri, sono dovuti a lui; egli può agitare le tempeste, può sconvolgere le forze naturali, può turbare le relazioni tra i Popoli, può ubriacare gli uomini perversi e spingerli ad inaudite violenze, come fa con i comunisti.

Le anime pie sono come Giobbe nella raffica infernale, e non vincono che con la pazienza, la dolcezza e la calma, non vincono che attaccandosi alla Croce ed ai mezzi soprannaturali, non vincono che vivendo della Chiesa Cattolica e nella Chiesa Cattolica, dove Satana non può entrare mai da padrone, e dove sta timoroso per le continue sconfitte che riceve. Per questo Satana tenta di scompaginare, la stessa Chiesa, cerca di avvilirne le membra col peccato, cerca di dividerle dall'unità della fede con le eresie. 

Lutero confessa nei suoi scritti che Satana lo spinse a ribellarsi e che gli suggerì d'abolire la Messa, di negare l'Eucaristia e di rinnegare la Madonna; questo empio eresiarca, confessa che Satana s'intratteneva con lui e che aveva mangiato con lui più di un quintale di sale, tanta era la frequenza con la quale lo assisteva nei pasti.

Noi viviamo spesso avvolti da spiriti maligni e non ce ne accorgiamo e ci facciamo vincere da essi con una facilità impressionante. Satana sceglie ogni via per farci del male e per giungere a screditare Dio innanzi a noi; ci spinge alla falsa pietà, ci illude con le false manifestazioni mistiche, c'induce a rovinarci la salute con la falsa penitenza, per poi farei sentire il peso delle nostre sofferenze; ci nasconde a noi stessi, perché non ci sveliamo ai nostri direttori spirituali, ci spinge persino alle false carità per intralciare il nostro cammino, per irretirci nelle cose temporali quando la nostra missione è spirituale. [...]

Satana può sviare il cammino di Dio nelle anime facendo loro intendere che le sventure che le colpiscono sono un castigo divino; egli così le toglie dall'altare della loro immolazione e le getta nelle angustie del terrore, le arresta nelle loro voci di gloria per Dio, e le getta nel disorientamento e nell'ansietà. Satana a volte ci manda intorno persone moleste che ci lodano, persone sensuali che ci allettano, persone antipatiche che ci turbano; a volte disturba la nostra vita interiore con visite vane, con cicalecci che sembrano spirituali e sono inutili prolissità.

Satana soprattutto cerca di staccarci da Maria SS., perché sa che il solo nominare Maria lo sconcerta e lo fuga; perciò può influire persino nelle devozioni, può darci un'effimera fiducia in un Santo, può incamminarci verso anime false o darci un fanatismo sterile per le anime veramente sante; egli è contento quando Maria è sostituita, preferirebbe veder canonizzato tutto il mondo e tutto, l'inferno, pur di veder dimenticata Maria. 

Per questo la devozione vera e costante alla Madonna lo sconcerta più di qualunque altra forza spirituale, perché la Madonna ha la missione di schiacciargli il capo. Con Maria, Regina di grazie, Satana non può screditare Dio presso di noi, perché Maria è un raggio troppo grande della divina bontà, è un raggio che fuga ogni tenebra e che ci fa sentire l'amabilità di Dio.

Satana cerca sottrarci al Signore facendoci operare naturalmente, in tutto penetra per toglierci l'intenzione della gloria di Dio, cerca di carpire i primi momenti della nostra giornata, affinché ci alziamo per la fretta e non per amore di Dio, cerca di prospettarci come male fisico una mortificazione e subito dopo ce la prospetta come un bene per farcela fare per nostro tornaconto. Così, per esempio, impedisce che un fumatore rinunzi al fumo per amore di Dio, ma in seguito glielo fa rinunziare per la preoccupazione che possa nuocergli la nicotina. 

Impazienza e mancanza di equilibrio

Satana soprattutto cerca di farci impazientire, perché l'impazienza ci sottrae a Dio più di qualunque vizio, oseremmo, dire, più, della stessa impurità. In ogni vizio c'è infatti un lato umiliante che ancora ci accosta a Dio, ma nell’impazienza e nell'ira c'è l'orgoglio che si vuol fare ragione ad ogni costo, e dopo la raffica è l'orgoglio che ci vuol fare giustificare l'impazienza. Se, si nota, è assai difficile convincere un impaziente del suo difetto, e solo un'anima santa si umilia, quando è rimproverata d'ira o d'impazienza; ma anch'essa avverte quasi una ripugnanza ad accogliere in pace l’ammonimento, perché vorrebbe convincersi di avere ragione.

Satana per disorientarci da Dio, c’insidia anche con le devozioni e le penitenze che spuntano come funghi e sfumano come soffioni, per esempio, in una tribolazione assillante ci spinge ad atti di pietà esagerati, a penitenze pesanti ed insostenibili, a fioretti spirituali ai quali non può reggere sempre la natura, per poi farci sentire il disinganno di non essere stati esauditi nelle nostre preghiere e sfiduciarci.

E’ così che in certi momenti la nostra povera ed insidiata pietà cambia ogni due giorni, si muta facilmente, passa dalla penitenza al rilassamento, dalla vigilanza alla dissipazione, dalla preghiera all'oziosità. Satana fa in modo che noi possiamo dedurre da un'intensa applicazione alla pietà e da un'agitata serie di preghiere, che la preghiera è vana, che le cose avvengono naturalmente, che è vano sperare che mutino finchè non abbiano fatto il loro corso, e così ci toglie la Fede e ci agita nella disperazione. 

Per questo la Chiesa è tanto equilibrata e sobria in ogni manifestazione della sua vita; Essa ci fa fare la penitenza ma in un tempo stabilito, ci fa pregare, ma desidera più la costanza nella preghiera che un'intensità che stancherebbe la natura. 

Satana vuol farci perdere la fiducia dell'attesa, ci fa dimenticare che la preghiera calma e continuata raggiunge lo scopo infallibilmente, e c'illude in una falsa e pesante pietà, che poi si muta in discredito per Dio.


Tranelli ed accuse

Satana c'illude poi in tanti altri modi che è quasi impossibile sintetizzare: ci spinge alla fretta e nella fretta si diverte ad intralciarci l'attività per poi farci adirare. Si può dire, senza tema di esagerare, che la nostra ira è il divertimento di Satana, è la soddisfazione della sua malignità, come lo è per tante anime volgari, le quali godono nel vedere i litigi, e si divertono nel sentire le esplosioni dell'ira di chi è tormentato dagli altri. 

Satana ci spinge: alle minuziose cavillosità per le quali la vita diventa pesante, perché si diverte vedendoci impacciati nelle manie umane e sottratti alla fiducia che dobbiamo avere in Dio. Satana ci turba nelle ansietà della vita materiale e ci fa pensare sempre al futuro per agitarci e sottrarci all'abbandono pieno in Dio. 

Ci turba con l’avidità delle ricchezze, e poi si diverte a non farcele godere spingendoci all'avarizia; ci turba con le miserie della gola, per tentare di moltiplicare i nostri desideri materiali e renderci infelici; ci prostra con le oziosità dell'accidia, c'invelenisce con le miserie dell'invidia, ci oscura con le tenebre dell'errore, ci sottrae a Dio con le illusioni della vita, e negli orrori dell'impurità ci fa concepire persino un'avversione funesta contro di Lui.

E così che, come si è detto, Satana scredita Dio presso la creatura e la creatura presso Dio, perché dopo che l'ha miseramente avvilita, l'accusa innanzi al tribunale divino, per ottenere il permesso di tormentarla disperatamente e di farla sua nell'eterna perdizione. Per questo Satana si trovò presente quando Dio chiamò al rendiconto i nostri progenitori, per tentare, se gli fosse stato possibile, di rendere più oscura la loro sorte.


Satana maledetto da Dio

Dio maledisse Satana, e poiché questi nella forma di serpente aveva teso insidie alla donna distraendola da Lui, maledisse anche il serpente, rendendolo ripugnante, e condannandolo a strisciare sul suo ventre ed a mordere la terra [...]. Dicendo però al serpente: Tu striscerai sul tuo ventre e morderai la terra, Dio volle esprimere principalmente la maggiore umiliazione che dava a Satana: l'angelo della luce era così relegato in una maniera più umiliante sulla terra, alla quale per la sua caduta, era già incatenato in una sfera di attività materiali e meschine; colui che avrebbe dovuto estasiarsi nell'eterna gloria, era ridotto ad attività immensamente umilianti, e mordeva la terra invece di saziarsi della eterna vita. 

Nel dirgli che avrebbe strisciato sulla terra, Dio gli annunziava la terribile umiliazione che gli avrebbe inflitta un giorno il Verbo Umanato, del quale stava per fare solenne promessa alla donna. Satana infatti fu sconfitto, e mentre prima della Redenzione dominava le anime, dopo perdette il suo dominio e strisciò solo, per così dire, su quelle che, per l'ostinazione nel peccato, erano vili come la terra alla quale erano attaccate. Dio rinnovò così, solennemente, la condanna subita da Satana quando cadde dal, cielo, e gli annunziò la sconfitta più grande che avrebbe avuto nella Redenzione. [...]

Quel medesimo serpente maledetto fu un giorno elevato da Mosè nel deserto, sopra di un ceppo, e rimase come immagine di Colui che volle essere crocifisso per amor nostro, apparendo Egli ripudiato e maledetto, come si vedrà a suo luogo (Num. XXI). 

Maria, nostra custode



Dio, dopo aver maledetto nel serpente il demonio, gli annunziò la sconfitta che un giorno gli avrebbe inflitta il Redentore e la Vergine Immacolata che doveva dare al mondo la salvezza nel suo Figliuolo Divino. Il vers. 15 di questo capitolo è chiamato perciò il Protoevangelo, cioè il primo annunzio della buona novella, della liberazione. Dio disse al serpente che avrebbe posto un giorno inimicizia fra lui e la donna, fra il seme suo e il seme di lei. Non parlava di Eva ma di Maria, la vera donna, perennemente nemica di Satana, perché Immacolata fin dal primo istante dei suo concepimento. 

In queste parole Dio rivelò il mistero dell'Immacolato Concepimento di Maria definito poi dal Papa Pio IX come dogma di fede. Il dogma sta proprio in queste parole. Dio annunzia infatti la donna che doveva essere nemica di Satana e che doveva dare alla luce il Figliuolo che doveva schiacciare il capo all'infernale dragone. 

Il seme di Satana sono i demoni, il seme della Donna benedetta è il Redentore; Egli è chiamato con tutta ragione seme della donna, perché Maria lo generò dal suo seno senza concorso umano. La Donna Benedetta non sarebbe stata nemica di Satana se per un istante solo fosse stata macchiata dalla colpa originale; dunque, per rivelazione diretta di Dio e quindi per fede, Essa fu immacolata fin dal primo istante del suo concepimento. 

Il Testo originale dice che il seme della donna schiaccerà il capo a Satana: Porrò inimicizia fra il tuo seme ed il seme di lei; esso ti schiaccerà il capo. La Volgata dice che glielo schiaccerà la donna: Essa ti schiaccerà il capo; i due sensi si equivalgono poiché Maria schiacciò il capo a Satana per Gesù Cristo, e Gesù Cristo, Figlio di Maria, schiacciò il capo all'infernale serpente.


Dio soggiunge che il serpente si avventerà al calcagno del seme della Donna; è al Figlio di Maria che si riferiscono queste parole nel Testo originale ed annunziano la Passione dei Redentore. Satana infatti si avventò con tutta la furia del suo odio al calcagno, cioè all'Umanità del Redentore e con le sue perfide arti lo fece condannare a morte dagli Scribi, dai Farisei, dai Sacerdoti e da Pilato; si avventò ma non vinse, che anzi, come un serpente avventandosi al calcagno è calpestato proprio nell'atto che lo ferisce, così Satana fu vinto dal Redentore proprio nell’atto nel quale gli fece dare la morte.

Avventandosi contro l'umanità del Redentore, Satana si lanciò anche contro la Donna Benedetta perché Essa fu addolorata e ripiena di angoscia per la morte del suo Figliuolo; ma in quel medesimo dolore Essa schiacciò il capo a Satana, gli tolse il dominio che aveva sugli uomini, e li prese Essa, come Madre, in sua custodia.

Estratto da: Commento al libro della Genesi, di Don Dolindo Ruotolo



Don Dolindo ci ricorda la parola di Nostro Signore: "Anche voi tenetevi pronti, perché il Figlio dell'uomo verrà nell'ora che non pensate" (Lc 12,35-40 ; Mt 24,37-44). Se il nemico infernale non si arresta mai nella sua opera di seduzione e distruzione, allo stesso modo dobbiamo vegliare sempre, permanendo in un atteggiamento costante di preghiera, di adorazione, di lode, di offerta, di richiesta, di comunicazione trasparente e costante con il Cielo, senza mai abbassare la guardia.

Don Dolindo è stato un fervente devoto di Maria SS., ha contemplato e venerato profondamente la maternità divina di Maria ed ha sempre raccomandato la pratica quotidiana del Santo Rosario. Con il suo apostolato mariano Don Dolindo ci invita a ricorrere alla Santa Vergine, che, in quanto madre del nostro Creatore, è anche madre nostra.

Le spoglie mortali di Don Dolindo riposano nella chiesa di San Giuseppe dei Vecchi e Immacolata di Lourdes a Napoli. Una targa reca l'iscrizione: "Quando verrai alla mia tomba, tu bussa. Anche dalla tomba io ti risponderò: confida in Dio! Sac. Dolindo Ruotolo". (Foto da: Cooperatores Veritatis)

lunedì 17 gennaio 2022

Chi si oppone ai trionfi di Kiko è il demonio.

 Kiko si identifica nel Signore Gesù e si immedesima nel Messia. E' cosa risaputa.

Per converso il demonio è sempre ciò che a Kiko si oppone o va contro la comunità o tenta di distruggere il cammino. Che poi distruggere il cammino perché la Chiesa lo corregge, o perché i fratelli non si amano e non sono uno, o perché uno scandalo lo scuote, o perché i presbiteri non obbediscono a Kiko o, infine, perchè qualche neo-catecumeno si ribella, poco importa. 

Uno solo è l’artefice degli elencati disastri: il demonio. E la elencata marmaglia son tutti diavoli o amici suoi. Tutti coalizzati contro il santo Kiko, infallibile, sommo iniziatore fin “dalla fondazione del mondo”, destinato alla più grande missione cattolica del ventesimo secolo!

...Con un unico risultato: il demonio la fa da protagonista per la gran parte della predicazione e, in alta percentuale, riporta pure la vittoria. 

Gesù allontana da sè il demonio.
 

Dall'ultima Convivenza di Inizio Corso traiamo, riportandoli testualmente, ampi stralci della kikiana predicazione, quale autorevole conferma della bislacca teoria con tanta convinzione propugnata. 

Andiamo alle fonti, dunque, le più recenti. A riprova che Kiko persiste intrepido nei suoi errori primordiali e nelle sue stranezze che, a furia di ripeterle, diventano per coloro che lo ascoltano una cosa normale.

(dalla Catechesi dell’Inizio Corso 2021, sabato mattina - estratti da pag.26 a pag.30 del mamotreto) 

  • Le due facce della stessa medaglia.

Identificatosi Kiko, del tutto proditoriamente col Messia, conclude che chi va contro di lui o contro i catechisti è dal demonio. E’ il demonio. 

Ma lasciamo pure che Kiko colmi da solo la misura: 

Seconda premessa (Kiko si descrive): 

Io sono stato nell’assurdo, c’è una tentazione esistenziale di dire che tutto è assurdo, vivi l’assurdo beffardamente, fatti beffe di Dio e di tutti, vivi la vita come un assurdo, trasformati in un esistenzialista. (ndr. ostenta pure la sua personalità disturbata)

Ora nominerà il demonio per la prima volta. 

- Tutta la predicazione, da questo momento alla fine, ossessivamente viene improntata su di lui, il nemico.
Ascoltate! 

Dice Gesù Cristo: Voi siete figli del vostro padre, il demonio, che fu omicida dal principio; non si mantenne nella verità. Per questo mi volete uccidere, non mi ascoltate, la mia parola non resta dentro di voi. Non mi potete ascoltare, perché ascoltate vostro padre; lui sì, lo ascoltate, lui che è assassino dal principio. A voi la verità non interessa, vi interessa la verità del demonio. E qual è la verità del demonio? “Fatti tu dio, non accettare la creazione che ha fatto Dio. Perché devi accettare che sei nano? Ribellati. Perché devi accettare che sei donna? Perché devi accettare che un coniglio è un coniglio? Chi è questo Dio che fa i conigli? Perché? Ribellati. Non ti mantenere nella verità”. E’ una cosa profonda, una tentazione cerebrale, tentazione del demonio quando ti parla. E chi lo ascolta? C’è gente che lo ascolta! Perché ascoltiamo il demonio? (ndr. Kiko banalizza il "mantenersi nella verità" riducendolo alla non conoscenza)

 - Nell’attualizzazione comunitaria Kiko - colui che annuncia ai poveri la salvezza - non fa altro che parlare del demonio e della sua opera distruttiva nella “piccola comunità”.
Ascoltiamolo come, non contento, incalza ostinato!

Se il demonio riesce a farti mormorare contro qualcuno non ti lascia più, continua a parlarti: “Guarda quello, guarda le ingiustizie, qui ci sono gli amichetti, in comunità ci sono i gruppi”! Perché lo ascolti? Un giorno ci sarà il giudizio: Perché hai ascoltato il demonio? Cosa ti piace di lui? Il demonio ti adula, ti dice: “Non ti amano, vedi?" 

E’ da notare come il demonio, per partito preso, viene fatto responsabile di ogni pensiero contrario, spirito critico e cristiano discernimento. Tutto questo – è chiaro – è bandito nella comunità. Ci si deve amare tutti, bisogna essere uno e soldatini allineati e obbedienti; nessuna revisione dell’itinerario o comunitaria, autocritica zero. 

- Le cose stanno come Kiko annunzia, punto; e le chiavi di lettura buone per tutti sono le sue. 

 Quelli sono tutti una mafia, responsabili e catechisti”. Continua a mormorare, distruggi tutti. Ma quel veleno entra nell’anima e la fa fuori completamente. Per questo dice l’Apostolo: “Fate tutto senza mormorazioni, siate irreprensibili e semplici”. “Non giudicate, non condannate”, dice Gesù Cristo nel Sermone della Montagna. Non può venire lo Spirito Santo su uno che giudica. E’ difficile, anche io sento il demonio che sempre adula. Ma chi ti adula è tuo nemico: ti invita a giudicare qualcuno dicendoti che quello non ti ama, che si è comportato male con te. Contro il demonio sappiamo –come dicono tutti i Padri –che c’è una sola difesa: l’umiltà.
(ndr. Ecco è questo il punto vero: Kiko non sa di umiltà, che è una virtù, né per sé, né per gli altri. Kiko getta il seme della umiliazione vergognosa a cui riduce i suoi adepti, sottomettendoli del tutto negli anni, di tappa in tappa)

- Ed ecco le sue infallibili ricette, tutte strumentali al mantenere in piedi la baracca. Chiunque legga ora attentamente lo percepirà da solo. Per questo importante è leggere Kiko per fugare ogni residuo dubbio sulla sua conclamata disonestà. 

 Dì al demonio: “Allontanati da me. Non è vero, io merito questo. Tu dici che a tutti hanno dato cose e a me no? Ma questo è quello che merito. Perché metti zizzania per farmi invidiare gli altri?”. Che succede? Ha trovato che tu lo ascolti e per questo non ti lascia. Ti dice: “Guarda, quello ha più soldi di te, a te non danno nulla”, se tu lo ascolti, stai sempre invidiando, sei un meschino, stai distruggendo la tua anima, contestando, mai contento. ... Per questo dice Gesù Cristo: “Non giudicate, perdonatevi, siate misericordiosi gli uni con gli altri”. Ti ha offeso? Perdonalo, perdonalo! Anche tu hai offeso tante volte. Dicono i Padri del deserto (ndr. troppo generico; come sempre manca puntuale citazione) che una persona umile non ha bisogno che gli chiedano perdono perché sa che è capace di fare peggio, per questo non ha bisogno che nessuno gli chieda perdono. E’ umile, umile. Umile significa che sta nella verità. Quale verità? Che tutti noi siamo peccatori...”

- Di seguito un altro passaggio topico della kikopredicazione (che merita un rilievo speciale): 

Per chi ha fede, per chi è umile, la ragione non è un ostacolo.
(nrd. Per il semplice motivo che nel cammino la ragione viene annullata proprio; essa non va mai utilizzata, neanche attivata).
La fede ti fa vedere quando la ragione deve stare zitta.
(ndr. nel cammino sempre!)
e deve accettare il mistero: se hai fede! Se uno non ha fede mette al di sopra la ragione e vuole che Dio gli spieghi questo che non capisce, e va al baratro più totale perché è pieno di superbia. Appoggia la ragione alla superbia invece di appoggiarla all’umiltà della fede. Ci sono cose che per la ragione sono un mistero: che Dio ci ha predestinato, o tantissime altre cose.
(ndr. tra cui chiedersi il perchè Kiko o il tuo catechista ti ordina certe cose!).
Se uno ha fede, è umile, anche la ragione ti invita ad accettare, a non esigere, a non uccidere Dio perché nessuno ti spiega questo: quella sarebbe superbia totale.

(nrd. veramente perverso assimilare chi vuol comprendere con l’"uccidere Dio”. Qui si giustifica il “Tu devi obbedire senza pensare”. Chi gli si oppone con un minimo di ragionamento, non ne parliamo poi se azzarda un contraddittorio con lui, l' "infallibile” "ineffabile", può ritrovarsi accusato del famigerato “Dì la verità. Tu ti senti più intelligente di me”. Come se fosse un delitto; come se poi ci volesse tanto...)
… E’ chiaro che esiste la libertà umana, è chiaro che il demonio ti può dire: “Sono tutte menzogne, non c’è niente, siamo in un mare di porcherie, non c’è nessun Dio, il mondo è pieno di beffardi, di ricchi borghesi che sfruttano i poveri”.
Può succedere che lo credi e diventi una lucertola che striscia e vede tutto orribile, orribile: i ricchi che sfruttano i poveri, tutto orribile. Può succedere, perché Dio ha dato all’uomo questa possibilità di credere qualunque cosa, se vuole

(? ma insomma l’uomo per la sua volontà può o non può?).
Ma voi siete chiamati da Dio a credere in Cristo, ad accettare la predicazione cristiana
(ndr. che nel contesto è esclusivamente la sua);
per questo la predicazione cristiana ha bisogno della testimonianza
(ndr. sempre e solo di Kiko e i suoi),
perché allora ti viene dato lo Spirito Santo che ti fa partecipare della vita divina.

Questo è il suo demonio (di Kiko). Gli ha messo la "creatura nuova" tra le braccia!

 Anche questa volta finalmente ha concluso, ma con quanto amaro in bocca per chi lo ha ascoltato per ore! E’ partito col Signore. Poi ha rivelato che è lui il kirios, che Gesù parla per mezzo di lui… Il "messia abitante in noi", vostri catechisti per tutta la vita… 

Poi, pian piano, scendendo, giù giù, sempre più in basso – anche questa è Kenosi e parte del Kerigma! – ha portato accanto a lui sulla scena un formidabile co-protagonista: il demonio. Per spiegare come funziona, far capire con discernimento il perché profondo delle cose e delle varie dinamiche e come solo il nemico dell’uomo tiri le fila. 

Peccato che al posto della promessa libertà una ben triste e dura schiavitù si sia prepotentemente insinuata e definitivamente imposta. 

Concreta, dura e cruda realtà diventata l’unico presente neocatecumenale un pò dappertutto. Certo Kiko è stato profeta! 

 

Nel Nome di Maria la vittoria finale. Non praevalebunt.


 

venerdì 12 novembre 2021

Nessuno può predicare se non è testimone; ma nessuno giudichi il testimone che non testimonia (Kiko dixit). Sabato mattina Convivenza di Inizio Corso 2021.

 E siamo al giorno del Sabato della Convivenza.

Da sempre le Convivenze - nerbo del Neocatecumenato - sono strutturate così:

il Venerdì è lo scavo. Viene dissodato il terreno con l'aratro del Kerigma e tutto  

"viene realizzato in un rito - dice Kiko - in una penitenziale, in questa penitenziale" 

(il rito: la celebrazione comunitaria condotta dai catechisti, è il fulcro. N.B. giammai il Sacramento della Confessione; pag.18).  


Kiko e la sua "corona misterica" vivente: i presbiteri che gli hanno giurato fedeltà.

il Sabato viene seminata la parola, che darà l'impronta al futuro cammino, Inizio Corso 2021/22:

Kiko sale sul leggio. Prima di proclamare la parola scelta, pone davanti ai fratelli il demonio e la necessità di discernere la volontà di Dio. Dice Kiko:  

"e io faccio un servizio"

(alias: senza di lui rispetto all'uno e all'altra nulla concludono i fratelli da soli; pag.23)

Lettura: Fil 1, 20 –2, 18 (L'Inno alla Kenosi di cui nel Cammino vi è pure un canto storico)

Catechesi di Kiko: 

"Questo inno ci invita ad avere tutti gli stessi sentimenti. Senza critiche e senza mormorazioni. Ho visto quanto male fa il demonio quando si infiltra e ti fa criticare i catechisti. Gente che ha cominciato a criticare noi ed hanno abbandonato il Cammino ed hanno perso tutto... (ndr. Kiko la minaccia!) Il demonio penetra e già non credi più che l’altro sia un uomo di Dio. Il demonio ti dice: Guarda quello che ha fatto! E invece di essere un inviato da Dio diventi un mostro perché hai fatto questo, questo... Ed è finito tutto. Le critiche ed il mormorare di un altro! Tutto quello che porta a criticare i catechisti o i preti o noi, sempre viene dal demonio perché divide, divide e crea un veleno dentro che non sai che succede. Non sei più in comunione, hai critiche, è terribile. Ma devi accettare che il Signore lo permette. (ndr. Ci chiediamo cosa Kiko voglia dire qui. Forse che anche le peggio porcherie vanno accettate come "volontà di Dio"?) Gesù stesso ha camminato con critiche. Giuda giudicava il suo comportamento...

Fratelli del cammino, sottraetevi al giogo.
  Kiko tocca qui livelli pericolosissimi. Egli, pessimo maestro, invece di richiamare chi dà scandalo con l'aggravante di essere catechista, afferma "che ha il demonio" chi rileva il malfatto: Tutto quello che porta a criticare i catechisti o i preti o noi, sempre viene dal demonio.  

Kiko applica una vergognosa esenzione di colpa a sè e ai suoi emissari quando afferma da folle: "devi accettare che il Signore lo permette", per poi spingersi fino alla totale identificazione di se stesso e dei suoi al Signore, quando è stato ingiustamente criticato. E appioppa l'epiteto di Giuda a chiunque osi criticarli.

... e Kiko agita lo spauracchio della persecuzione...

Abbiamo una missione enorme fratelli. Dio ci ha suscitato, ci ha chiamato tutti ad una missione nella Chiesa. Pietro ci conferma che Cristo sta accanto a noi, ci sostiene. 
Non dobbiamo aver paura della belva ruggente, del Leviatan, del demonio, del mondo. ... Non può stare tranquillo il principe di questo mondo mentre stanno sorgendo queste comunità. Non pensate che la comunità è come le sette. Non è per avere la vita tranquilla, ... ... Ci attendono tentazioni. Ci attendono sofferenze, ma coraggio il Signore è con noi...

... tutto ciò che distrugge l’amore nella comunità, tutto ciò che distrugge la comunione con i catechisti viene dal demonio. Diavolo significa il divisore, colui che pone qualcosa in mezzo. Si mette in mezzo per dividere: critiche, giudizi, calunnie, mormorazioni. Che cosa non farò!

 Kiko riduce tutte le contraddizioni del Cammino alla critica e mormorazione di chi è schiavo del demonio. 

Tradotto: Il neocatecumeno non deve pensare nè farsi un'idea sua delle cose, è come un automa telecomandato e decerebrato. A un cristiano, secondo loro, è proibito "guardare e osservare", vietata la verifica della coerenza del testimone con quello che annuncia agli altri.  (NB: vedi in proposito il passaggio di Kiko poco più avanti, dove dice l'esatto contrario parlando della assoluta necessità della testimonianza. (*))

Gesù chiama farisei iposcriti quelli che "dicono e non fanno". Ossia i catechisti che predicano agli altri e mai a se stessi.  Vecchia storia: i catechisti qualunque cosa facciano vengono da Dio.

Tutto quello che porta a criticare i catechisti o i preti o noi, sempre viene dal demonio ...tutto ciò che distrugge la comunione con i catechisti viene dal demonio: critiche, giudizi, calunnie, mormorazioni. 

Certo calunnie. Costoro ti dicono che tutto è calunnie! E così si illudono di risolvere gli scandali e ogni altra possibile questione!

Kiko con gli storici propagatori del suo verbo
  • Altro passaggio cruciale della kikiana predicazione.

    Dopo 50 anni che Kiko percorre il mondo per divulgare il suo verbo e generare kikos il doppio di lui osa affermare con enfasi:

Non mi aspetto cose rosee, sapendo che Cristo è stato crocefisso. Dopo tanti anni anche noi abbiamo passato il tempo di Nazareth ed è arrivato, come per Cristo, il momento del battesimo, nel senso che la Chiesa ci dà un battesimo di riconoscimento;

adesso ci sarà un momento di evangelizzazione seria (ndr. allora questi finora hanno scherzato?) e comincerà la grande persecuzione.
Chi resterà in piedi? Siamo tutti debolissimi, che non ce la facciamo più! ... Ci saranno persecuzioni dall’interno della comunità, verranno dal parroco, verranno persecuzioni dall’esterno, dal lavoro. Non so cosa Dio ha disposto nella sua santità per manifestare la sua gloria, in questa generazione. E ha scelto noi. (ndr: Buuuum! E' insopportabile per quanto le spara grosse!)

 I toni si fanno sempre più enfatici, apocalittici e ultimativi. 

Ma ci rendiamo conto a che razza di predicazione i fratelli del cammino, per la gran parte catechisti che poi riporteranno al popolino camminante, sono sottoposti in queste cupe, esclusive, convivenze che si svolgono in squallide sale di Hotels sparsi di qui e di là? E' doveroso denunciare apertamente il clima pesante e l'aria opprimente che si respira lì dove Kiko o i kikatekisti (che è lo stesso) si erge sul leggio a profeta. Profeta di sventure, spargitore di terrore e di morte e di oscuri presagi. Terrorista dello spirito e dell'anima. 

Verrebbe da dire al suo dio - al dio minuscolo di Kiko - stammi alla larga!

Chi siamo noi? Se Dio deve mostrare la sua gloria, deve scegliersi un pugno di uomini come noi, di piccole comunità cristiane in mezzo al mondo, che abbiano una forza tale da far dire: guardate come si amano! Chi siete voi? (e la farneticazione oramai è partita!)
Cupi saloni di hotels dove si diventa "Uno"

Parte un altro show patetico con descrizione idealizzata delle comunità by Kiko; quel che forse dovevano essere e che mai sono state perché fondate sul culto idolatrico del "fondatore riconosciuto dal Papa" (coltivato da Kiko dietro le quinte).

Comunità dove non ci sono più classi sociali, ricchi e poveri, dove tutti sono aperti, dove entra il poveraccio che chiede l’elemosina, la prostituta, il marchese, il ricco... Siamo tutti lì sotto la parola di Dio. Comunità nuove, comunità celesti. Uomini che non appartengono più a questo mondo che sono qui stranieri.
Non gli dice più nulla il mondo, non stanno cercando costantemente il loro piacere nel mondo, non sono corrotti.
 Siamo tutti lì sotto la parola di Dio.? (ndr. ma forse voleva dire sotto di me)

Il nostro guru si supera quando convinto afferma - elencando le virtù che accomunano tutti i fratelli che hanno passato il tempo di Nazareth  - che tutti loro, Kiko in testa:

non amano il mondo, 

non gli interessa il piacere, 

non sono corrotti. 

E noi traiamo un sospiro di sollievo: "Finalmente son santi! Ce l'hanno fatta alla buon'ora a migliorare almeno un pochino! Sono 50 anni e oggi, forse, vedremo qualcosa di buono!.

Per questo il problema non è di avere molta gente, o molte parrocchie, né molte comunità nelle parrocchie. Non è un problema di numero che può annacquare tutto. Le comunità possono essere piene di giovani in crisi, di fornicazioni, di critiche (ahi! ahi!). Un orrore, un orrore questo! Piccole comunità, due o tre comunità perseguitate, ma uniti, con lo stesso sentire. Abbiamo sentito la lettera ai Filippesi: con gli stessi sentimenti di Cristo Gesù, nulla per rivalità. Avete un solo cuore e un solo spirito. Esiste un solo Spirito Santo. (ndr: nella sua fantasia forse, perché nei questionari degli ultimi anni incalza i fratelli "Chedetevi che cosa dovete fare per essere UNO? Perchè non siete UNO?")


E ora Kiko abilmente orienta con i suoi aneddoti.

Cosa che ha sempre abilmente fatto. Qui mette in bocca al Cardinal Benelli qualcosa che, palesemente, egli stesso pilota a suo favore (sua pessima abitudine!). 

Mentre, invertendo semplicemente le parti, Kiko si inchioda da solo - con le sue stesse parole sull'Unità dello spirito - alla sua vergognosa pluricinquantennale disobbedienza alla Chiesa:

Una volta che abbiamo parlato con il card. Benelli a Firenze dei nostri conflitti e problemi. Lui mi ha detto: coraggio Kiko, ti voglio dire solo una cosa. C’è solamente uno Spirito Santo... E se tu sei diviso con me, o io con te, o con il Vescovo...  Per questo con chi è dello Spirito di Cristo immediatamente ci sintonizziamo anche se non è del cammino, anche se è di un’altra realtà. ... quando nella comunità ci sono due che hanno spiriti diversi... (ndr: noi sappiamo che per lui è vanto solo se: ...si ha tutti lo spirito di Kiko! Non a caso parla di "spirito del cammino"... cosa questo ha poi a che fare con lo Spirito Santo, è tutta un'altra storia...)   (pag.25s.)

Ora Kiko richiede coerenza nella testimonianza altrimenti il catechista non può predicare - in palese contraddizione con quanto più sopra evidenziato da lui stesso. (*)

Dio ha scelto un mezzo: la stoltezza della predicazione. Ma perché si possa predicare Cristo si deve prima rendere testimonianza. Se non si rende testimonianza non si predica. Quando vedono il testimone sono attratti, allora possiamo annunziare Cristo, dobbiamo stare molto attenti alla volontà di Dio.  ... adesso viene una persecuzione contro di me, so che lì sta la salvezza mia e di tutta l’umanità, anche se ho paura, anche se non la voglio. (pag.31) 


  •  E per finire, farneticazioni finali, con annesse incoerenze insanabili. Non possiamo proprio risparmiarvele. Kiko qui appare "nello splendore dei 70 millimetri"!

Ma come fa a indicare ai suoi una strada che lui per primo mai ha percorso?

Tutto parte da una insistente domanda formulata da Kiko stesso:

Come devo fare per mostrare la mia gratitudine a Cristo? Kiko, che devo fare? 

Risposta, sempre di Kiko:

Non so. Va’, vendi tutti i tuoi beni e dà tutto ai poveri e seguimi, seguimi per le strade, chiederemo l’elemosina alle porte delle chiese, vivremo come gli ultimi della terra, (ndr: è chiaro che "seguimi" sta per "segui me, Kiko") buttati per terra con un fazzoletto perché qualcuno ti butti una moneta. Ecco, ai piedi del mondo. Interessante vedere il mondo dal suolo, vedere il mondo dal basso, vedere come passano gli uomini.

... dilata la domanda:

E tu? Che devo fare per amare Cristo?

... prosegue la risposta (insomma, lui se la canta e lui se la suona) che si articola su un mantra ricorrente:

Considerati l’ultimo ed il peggiore di tutti, dicono i Padri del deserto. Considerarsi l’ultimo, di tutti, l’ultimo! Ed il peggiore di tutti, il più malvagio, il più peccatore, il più ipocrita, il più falso. Considerati l’ultimo ed il peggio di tutti! Molto interessante. È il segreto del cristianesimo. (ndr: Che presuntuoso! Con le sue ricette infallibili.)
Voi siete qui sotto questa tenda per imparare ad essere cristiani, ma qui non imparerete mai, dovresti essere inviato (ndr: da me Kiko!) alla strada e vivere per una settimana per la strada, chiedendo l’elemosina e forse al ritorno cominciamo a capire qualcosa. Considerati l’ultimo di qui ed il peggiore di tutti! I peggiori stanno in galera: assassini, ladri, gente malata, distrutti: le carceri sono una mostruosità, un’anticamera dell’inferno, pieno di violenze, estorsioni, cose terribili. Dio ci ha preservati, ci ha chiamati e ci ha portati sotto questa tenda sperando che parli al nostro cuore. Non è facile. (ndr:  Quante volte ha ripetuto questo stesso concetto, ogni volta con le stesse medesime parole a tinte fosche!)
Perché il Signore sia contento di stare con te bisognerebbe che tu ti considerassi l’ultimo. Una parola troppo grande! Tu l’ultima qua dentro? Come ti considerano l’ultimo? Non degno di essere qua. Perché tu stai qua e non in prigione? Per le cose che hai fatto nella vita... tutti siamo dei poveracci, io mi trovo in questa situazione, non sono degno di stare qua, né di sedere in questo posto che mi ha dato il Signore, devo accettarlo con umiltà, (ndr: ma lo sentite quanto è falso? Il re dei presuntuosi! Falso e blasfemo!) sperando che purifichi il mio cuore, viva Lui in me e attraverso di me vi possa dire una parola perché questo è Cristo, l’amore a voi. (ndr: ma faccia il piacere Kiko! Ha sempre amato solo se stesso. I suoi atti e fatti, sotto gli occhi di tutti!)
Questo amore che è comunitario, varie persone un unico spirito, uno, uno! Dio essendo tre persone, un unico Dio. Con noi vuole fare lo stesso, farsi uno in noi. Cristo e Kiko, uno! Uno! Molto bene, coraggio ragazzi, siamo uno in Cristo! Siamo uno! Uno, totalmente uno! Che mistero! Anche la comunità cristiana siamo uno, volersi bene, amarsi, cosicché lo Spirito Santo fa di noi, uno, in Dio. Un mistero grande! Magari potessimo viverlo! Nel cammino proviamo a viverlo come possiamo, tutti siamo poveracci e peccatori. Cercate di essere l’ultimo, cercate l’ultimo posto, considerati l’ultimo ed il peggioredi tutti. Non dovresti essere qua. Ad ogni modo il Signore ci ha portato qua, vorrebbe parlare al nostro cuore: va vendi tutti i tuoi beni, vieni e seguimi. Si alzò e andò via triste perché aveva tanti bene, dice il Vangelo. Non era capace di separarsi dai suoi beni. Noi dovremmo essere grati a Dio che ci ha scelto e ci ha portato qua, ti fa ascoltare Kiko, P.Mario e Ascensión. (pag.33-34)


Ha preferito a Palomeras la grande città



Ma quanto parla quest'uomo! Quanto ha sempre parlato! E noi dietro a lui, purtroppo! Ci costringe ad allungarci nel tentativo arduo di stargli dietro e coglierlo in tutte le sue infinite incoerenze.

Mission impossible? Forse, sì.

Per questo abbiamo preferito riportare lunghi passi tratti dal mamotreto dell'Inizio Corso e integralmente il delirante sproloquio finale. Si commenta da solo!

Tutti vecchiacci come lui in queste Convivenze di Itineranti (ché mai ha pensato a uno straccio di successione) e straparla di spogliarsi di tutto! Ora? E lo propone agli altri! 

Vuole dare l'esempio, in una surreale rivisitazione della "prima ora"... 

Mettersi con un fazzoletto (chè neanche ha un cappello) a terra a chiedere l'elemosina... l'ultimo, l'ultimo... ma ultimo di che?

Fa finta di voler fare oggi ciò che non ha mai fatto? Non regge neanche il meglio tardi che mai; è fuori tempo massimo. Ma sì, che tanto neanche questa volta lo farà!

Appena finito di predicare, questo Sabato di Settembre come sempre, un buon piatto caldo e una bella bottiglia di vino e le sue sigarette, una stanza più che decorosa e un bel letto. E ha pure chi glielo rifà e gli lava e gli stira pure, più tutto il resto.

Per questo penso sia bene si legga quello che Kiko ha detto. E si rifletta.