venerdì 14 agosto 2020

Cluster neocatecumenale di Covid19 nel Molise

Riportiamo una notizia pubblicata il 29 luglio 2020 su Teleregionemolise riguardante una cosiddetta "missione evangelizzatrice" neocatecumenale salita recentemente agli onori della cronaca:
Cluster venezuelano in parrocchia, la Digos ha chiuso le indagini

La relazione degli agenti della Digos è stata consegnata alla Procura.
All’interno la ricostruzione di quanto accaduto dal 7 luglio – data in cui la famiglia venezuelana proveniente dalla Serbia è arrivata a Campobasso, ospite dalla parrocchia di Sant’Antonio di Padova – fino alla scorsa settimana, quando in città è scoppiato il nuovo focolaio dopo che i sudamericani, appartenenti alla comunità neocatecumenale, sono stati trovati positivi al Coronavirus.

Da lì il cluster si è allargato facendo registrare in città altri 21 contagi, 11 cittadini venezuelani e 10 campobassani. L’ultimo in ordine di tempo è stato scoperto ieri: su 215 tamponi processati dal laboratorio analisi uno ha dato esito positivo. Si tratta sempre di un cittadino di Campobasso che ha avuto contatti con i venezuelani.

Questo perché la famiglia, approdata in città per una ‘missione di evangelizzazione’, non ha rispettato la quarantena. Questo è il primo dato appurato dagli agenti di via Tiberio.
Lo scorso 30 giugno infatti il ministro della Salute Roberto Speranza ha emanato l’ordinanza che impone l’isolamento fiduciario e la sorveglianza sanitaria per coloro che arrivano in Italia dai Paesi fuori dall’area Schengen, dunque anche dalla Serbia. [ndr: da Primonumero sappiamo che "la famiglia ha fatto rientro dalla Serbia, Paese considerato a elevato rischio per il numero di casi da Sars-COV 2, ed è arrivata in Molise dopo uno scalo a Parigi con un veicolo privato attraverso il Movimento Cammino neocatecumenale"].

In sostanza la famiglia venezuelana avrebbe dovuto segnalare il suo arrivo all’Azienda sanitaria regionale [ndr: non solo alla questura, dove si è recata il 9 luglio per espletare le pratiche imposte a tutti i cittadini stranieri che arrivano in Italia e che nulla hanno a che vedere con le misure anticovid] e rispettare 14 giorni di quarantena, senza avere contatti con altre persone.

Tutto ciò però non è avvenuto, tanto che i figli della coppia straniera hanno frequentato il campus estivo di Ferrazzano [ndr: dove, per fortuna, non si è esteso il contagio].


La famiglia ha avuto inoltre contatti con gli altri fedeli della comunità neocatecumenale, che sono infatti risultati contagiati.

Se sotto il profilo penale non si configura nessuna tipologia di reato, a livello amministrativo ora la famiglia rischia una pesante sanzione.
Non solo.
Anche il responsabile della comunità neocatecumenale che ha organizzato il viaggio di fede ed i due frati della parrocchia di Sant’Antonio di Padova che hanno offerto ospitalità alla famiglia potrebbero rispondere in solido per non aver rispettato l’ordinanza.

Ipotesi su cui si esprimerà la Procura di Campobasso dopo aver visionato la relazione della Digos.
Leggiamo quindi una notizia su Primonumero del 29 luglio 2020 alcuni interessanti approfondimenti:
[...] Padre Giancarlo, parrocco della parrocchia di Sant’Antonio di Padova a Campobasso che ospita la famiglia venezuelana positiva al coronavirus, dalla quale si è innescato un piccolo focolaio (al momento 21 persone) difende la posizione della parrocchia e smentisce che le persone positive al Coronavirus appartengano alla stessa. [...]

“Nessuno dei nostri parrocchiani ha incontrato la famiglia (tutti e cinque asintomatici) ospitata nella zona adiacente alla chiesa, lontana, tra l’altro, dal luogo delle celebrazioni" [...]

[...] “Qualora dovessero essere accertati nuovi casi di contagio nessuno è nelle condizioni di poterne determinare una diretta connessione con la Parrocchia” sostiene in una nota inviata alle redazioni.
Il giornale difende così la veridicità della notizia:
La conferma che il cluster di importazione definito “venezuelano” (per la nazionalità del nucleo familiare arrivato in Molise) sia collegato alla parrocchia, così come che alcuni cittadini legati alla parrocchia siano positivi, è arrivata dai vertici sanitari e questo è il motivo per cui i giornali, fra cui il nostro, lo hanno riportato. Non si tratta di infangare nessuno, ma di fare chiarezza sul contesto del contagio nell’esclusivo interesse della popolazione.

Sembrerebbe esserci un piccolo 'giallo': ma insomma, l'iniziativa “missionaria” era o no responsabilità della parrocchia? E i contagiati erano o no parrocchiani?

Sciogliamo noi l'arcano: il parroco ha perfettamente ragione. I contagiati non sono 'parrocchiani' perché semplicemente sono 'neocatecumenali', che parassitano la parrocchia senza appartenerle veramente.

I neocatecumenali hanno organizzato la 'missione' dei venezuelani eludendo i controlli sanitari, loro hanno organizzato gli incontri, loro hanno creato i presupposti per la diffusione del contagio.

Due sole cose non hanno fatto. La prima: non hanno accolto in casa i loro fratelli venezuelani; li hanno fatti ospitare dalla parrocchia dai buoni frati come fossero dei profughi. La seconda: non hanno, al momento opportuno, provveduto a prendersi in toto la responsabilità delle proprie iniziative, ed invece l'hanno scaricata, come al solito, sulla parrocchia e sulla Chiesa.
Motivo per il quale ora il parroco si vede costretto a fare queste dichiarazioni ai giornali.
"Sono proprio recidivi" ha commentato Antonio comunicandoci questa notizia. Poche parole sconsolate alle quali ci associamo, sperando che le parrocchie e i sacerdoti coinvolti siano per il futuro un po' meno ingenui verso i parassiti del neocatecumenalismo nelle strutture parrocchiali e sappiano evitare di accogliere il kikismo-neocatecumenalismo, tenendo presente che quando scoppiano gli scandali, il Cammino subito scarica la responsabilità sulla parrocchia.

mercoledì 12 agosto 2020

Il potente Cammino arriva a supplicare i propri adepti di non andarsene. Il tutto su WhatsApp.

Riportiamo un messaggio su WhatsApp diffuso a tutti i catechisti e responsabili neocatecumenali da parte di una èquipe di catechisti "di zona" e destinata a tutti i fratelli delle comunità di competenza ad ogni livello di Cammino, dalla pre-catecumenato all'Elezione e livelli successivi.

Si tratta di un "cazziatone" maiuscolo, dietro il quale si intravvede una vera e propria disperazione per la progressiva disfatta della compagine neocatecumenale. 

La responsabilità viene forzosamente attribuita al periodo di lockdown decretato per ridurre la diffusione del Covid-19. L'impossibilità di "mettere le mani" sul singolo adepto, di esercitare di persona la propria autorità di origine "divina", di sottoporlo all'alternanza fra l'umiliazione e l'esaltazione, fra il digiuno e il banchetto, fa percepire ai catechisti la frustrazione dello svuotamento del proprio ruolo: sono ormai generali senza più armata e senza più Ministro della Guerra, da quando anche Kiko è diventato un ologramma madrileno.

Per questo il messaggio-cazziatone inoltrato ai fratelli del Cammino attraverso il WhatsApp, pur essendo gravido di minaccia, fa ridere, come se l'avessero scritto Totò e De Filippo, e non solo per la punteggiatura fantasiosa e gli errori ortografici di cui è inzeppata. E neppure per le cretinate colossali distintive del Cammino che ci limitiamo ad evidenziare lasciando ai lettori ogni eventuale commento; siamo certi che non fa ridere solo noi, ma anche tutti coloro a cui è destinata. 

Parafrasando T.S. Eliot sarà questo il modo in cui il Cammino finirà: non con un esplosione ma con una pernacchia. 



La Pace di Cristo Risorto vi accompagni oggi e sempre e la Madonna degli Angeli vi conceda il dono dell'obbedienza. 


Come sappiamo stiamo attraversando tempi difficili a causa della Pandemia, non neghiamo che questa malattia ci preoccupa e ci appesantisce molto, ma siamo più preoccupati per il fatto che alcuni, compresi i catechisti e i responsabili delle nostre comunità, non stanno attuando le disposizioni che noi, loro catechisti, stiamo indicando. (A)
Speriamo che l'intercessione di Maria Santissima aiuti tutti noi ad entrare con gioia nella Volontà di Dio.

Prima di tutto vi incoraggiamo a credere al grande miracolo che in tutti questi anni il Signore Gesù Cristo ha fatto con ciascuno di noi, chiamandoci a far parte del suo Corpo Santo, cioè della sua Chiesa, attraverso la comunità concreta alla quale Lui, come Dio e Signore della storia, ti ha voluto donare. (B)
Questa comunità è Santa. Ed è l'utero che il Signore usa per farti crescere nella promessa che i tuoi catechisti ti hanno fatto, che in te apparirà l'immagine di Gesù Cristo, l'uomo nuovo con FEDE adulta, per la salvezza del mondo intero, per essere luce, sale e fermento per il mondo.

Diciamo questo perché sono passati 5 mesi da quando questa piaga globale ci ha circondato, è vero che grazie ai provvedimenti del ministero della salute e dei governi locali ci hanno aiutato a proteggerci dal virus, ma forse per alcuni è stata la scusa perfetta per svincolarsi dalla propria comunità. (C)

Il Signore permette le cose per il bene di chi lo ama, e quindi forse avete scoperto in questo tempo di deserto, permesso dal Signore, che nel vostro cuore non c'è amore a Dio, e di conseguenza non c'è amore a tuo fratello e al tuo prossimo, questo si riflette nel modo in cui stai facendo le lodi o altre ore di preghiera che la Chiesa ti ha consegnato in questi anni, e molto più grave nel modo in cui ti sei seduto NON unendoti alla tua comunità alle celebrazioni di ZOOM. (D)

Non ti interessava chiamare tuo fratello o condividere i tuoi beni con lui … Ti connetti allo zoon ma non ti piace, come se a noi piacesse, ti connetti ma non ti fai vedere, oppure sei mal vestito e anche in pigiama, sdraiato su una poltrona o un letto, forse vivi le domeniche come gli altri, non interessato a trasmettere la Fede ai tuoi figli che ti disturbano, o credi che siano già grandi, perché vanno all'Università, (E) o potendo andare all'Eucaristia in presenza nella vostra parrocchia, preferite collegarvi a una messa nel Michigan dell'Uganda.(F)

Non ti importa, ti siedi, non sapendo che è il Signore che ti mostra il tuo egoismo e apatia per le cose sante che ha messo nelle tue mani, e le sperperi come il figliol prodigo o il cattivo amministratore dei vangeli.

Coraggio, se scopri di aver vissuto il Cammino come ti è comodo, così che Dio possa fare la tua volontà e convertire tua moglie, figli, vicini, cugini suoceri, tossicodipendenti, ecc. ecc. ecc., è arrivato il momento in cui il Signore si mette a fare con te e me in modo serio, dal momento che ti ama e ti prende sul serio e vuole salvarti dal tuo oscuro egoismo e dalla schiavitù di vivere solo per le tue cose e le tue comodità. Lui viene per scomodarti e permette TUTTO per il nostro bene.

Non permettere al Diavolo, padre delle bugie, di interpretare ciò che stai vivendo come una punizione o una sofferenza senza senso, e di farti credere che questa è la prova che Dio non ti ama. Ti invitiamo a prendere a calci nel muso quella bestia malvagia che vuole ingannarti, a rinunciare alle sue bugie e a prendere sul serio le cose che la Chiesa ti ha dato, non giocarti la tua elezione per un piatto di lenticchie a buon mercato.(G)

Per quanto detto:
  1. Ánimati fratello con la potenza dello Spirito Santo a ricominciare, preparare seriamente i temi che i tuoi catechisti ti hanno dato, a seconda della fase in cui ti trovi, se devi connetterti allo zoon 2, 3, 4, 5 volte per finire la preparazione, mettiti in moto, obbedisci, fai le cose come ti hanno trasmesso, non è un gioco, non è per fare una bella figura, è per ricevere una Parola da Dio, che ti ama e vuole parlare al tuo cuore. Il pane del Verbo impastato ben bene ha un buon sapore e nutre tutto il corpo.
  2. Se possibile, cercate un sacerdote che, aiutato da 2 o 3 fratelli, possa celebrare l'Eucaristia per voi, così da poter fare monizioni, canti e risonanze in modo comunitario, come hai visto fare a noi. (H) Se non puoi sabato sera, in questo periodo, magari la domenica pomeriggio.
  3. Se questo è impossibile, ti invitiamo a unirti alle nostre eucaristie ogni sabato alle 19:00, per favore NON UNITEVI ad altri per celebrare le eucaristie, né lodi, né vespri, che vengono fatti individualmente, se soli o vedovi, o con il tuo coniuge se sei sposato. Noi qui siamo i tuoi catechisti, non altri, siamo noi quelli che il Signore nel suo amore ti ha dato, se non ci ami, convertiti, e non disprezzare ciò che Dio ti dà.
  4. Oltre alle eucaristie, invitiamo tutti i responsabili a riferire tutto ciò che inviamo alle loro comunità di fratelli e alle comunità figlie, poiché a volte ci chiamano per dirci che non sanno cosa fare poiché i loro catechisti non li hanno informati, avanti.
  5. Il sabato pomeriggio in un momento conveniente per la tua comunità, anche alle 17:00, vi invitiamo a unirvi a Zoom per la CELEBRAZIONE DELLA PAROLA della comunità, preparata da un gruppo di fratelli prima, con le loro monizioni, canti, risonanze, preghiere ecc … poi alle 19:00 unitevi alle rispettive eucaristie, nel caso si trovi un sacerdote per celebrarle, o alle nostre su YouTube.
  6. D'ora in poi, come di consueto, prima della Pandemia, avrà luogo la CONVIVENZA MENSILE, preparata come ogni tappa del Cammino richiede ed è stata loro trasmessa. Si uniscono allo zoom al mattino fanno le lodi, poi si disconnettono e pranzano e riposano per un po ', e circa 2 ore dopo, vedete voi, si ritrovano di nuovo nel pomeriggio per dare ciascuno il proprio Esperienza.
  7. Ancora una volta incoraggiamo i catechisti di ogni parrocchia a ricominciare o meglio a continuare, via zoom, con LE SCRUTATIO DEI GIOVANI, hanno bisogno di essere nutriti e incoraggiati dai loro catechisti. Forse sembra tanto, ma non lo è: quando non c'era la pandemia abbiamo fatto molte più cose, con i viaggi e i percorsi avanti e indietro, sopra e sotto, perché adesso le cose ti sono difficili ? Non farti problemi per la tecnologia, siamo sicuri che in ogni comunità ci sia un mago per aiutarti a capire come usare lo zoom o lo zaam o qualsiasi altra cosa in modo che tu possa connetterti, chiedi aiuto (I).
Il Signore ti conceda di obbedire a queste nostre povere righe, e ricorda che sono ESCLUSIVE PER LA ZONA SAN CARLOS, poiché c'è anche il pericolo di confrontarsi e capire cose che non vi riguardano. Per favore, trasmetti questo messaggio a tutti i fratelli così com'è. Pregate per noi che preghiamo per tutti voi ogni giorno. un abbraccio fraterno da tutta l'equipe. La Pace

(Da: Cruxsancta).

'Bei tempi! Quando potevamo metterli tutti in ginocchio…'

Alcune nostre note a margine della supercazzola neocat:
  1. Pare che l'equipe di catechisti autori del messaggio di WhatsApp, dopo essersi disinteressata dei problemi logistici, economici, di salute e morali dei fratelli della loro zona, si sia fatta viva solo in questa occasione e per riscuotere la decima casa per casa.
  2. Da nessuna parte nel Catechismo si prevede che il cattolico debba restare ancorato e dipendente da una persona o da un sacerdote o da un gruppo specifico. Il nostro Mediatore è Gesù Cristo, la nostra Madre la Chiesa, i nostri intercessori i Santi.
  3. Secondo i catechisti discernenti, il Covid-19 è stato mandato da Dio per rivelare la sua disaffezione al Cammino… se fosse così, Deo gratias!
  4. Si profila per il neo-catecumeno un gravissimo peccato: non connettersi a Zoom! Alla Domus staranno aggiornando le tavole della Legge.
  5. Altra indicazione che ci giunge nuova: i figli vanno indottrinati in modo forzato anche se ormai frequentano l'Università, quindi ben oltre alla maggiore età.
  6. Apprendiamo dai catechisti discernenti che il neocatecumenale deve connettersi alla propria Eucarestia piuttosto che alla Messa cattolica, ovunque sia celebrata; i discernenti affermano che lo Stato del Michigan è in Uganda e ciò la dice lunga sull'attendibilità delle loro affermazioni.
  7. Chi allontana il neocatecumeno dal Cammino è sicuramente il Demonio e lo stare in Comunità viene definita una elezione, mentre la Messa cattolica sarebbe un piatto di lenticchie.
  8. Il prete va ricercato per fare canti, preghiere e risonanze nella comunità e non per assistere alla Messa. I catechisti neocatecumenali insistono sul fatto che l'adepto NON DEVE partecipare a celebrazioni che NON siano del Cammino. Se non è una setta questa…
  9. La stessa insistenza che i catechisti ponevano nella presenza fisica e nel contatto "fraterno" viene ora trasposto sul virtuale. L'unica pratica che viene mantenuta "dal vivo" è l'esazione della decima. A maggior gloria del dio quattrino che regge e governa il Cammino dei kikos!

lunedì 10 agosto 2020

USA 2020: gli HungerGames del Cammino. Stavolta con un brivido in più: il Covid19...

Un lettore del blog che si firma "Anonimo Texas" a suo tempo ci aveva segnalato la consegna del Corpo di Cristo stile take-away invalso nelle file neocatecumenali su consiglio dello stesso Kiko Argüello.

Ebbene, dagli Stati Uniti flagellati dall'epidemia del Covid-19, ci ha riferito che le Comunità Neocatecumenali hanno ripreso le missioni "due a due senza borsa né bisaccia", cioè quelle che qui chiamiamo Hunger Games Neocatecumenali.
Ecco il suo commento:
Qui in Texas come in tutti gli Stati Uniti hanno fatto la "missione per le strade 2x2", perché ovviamente la Merkaba non si può fermare. I pochi che sono andati, la maggior parte sono dovuti ritornare perché hanno contratto il Covid! Che vorrà loro dire nostro Signore? Anonimo Texas

Ebbene, da Philadelphia e dalla California, ci giungono, tramite social, le conferme che le missioni due a due, senza bisaccia, nè borsa, nè carta di credito, per "evangelizzare" col verbo di Kiko le diocesi che hanno rifiutato la diffusione del Cammino Neocatecumenale, sono partite in pompa magna negli States anche in questi tempi in cui la diffusione del coronavirus è a volte, più che un rischio paventato, una preoccupante certezza.

Così come in Italia da più parti le comunità neocatecumenali hanno continuato, i primi giorni di marzo, ad organizzare convivenze e a distribuire calici di bocca in bocca*, fino a provocare, nel Vallo di Diano (in provincia di Salerno) la chiusura di interi paesi, oltre che decine di contagiati e due morti, fidando nel fatto che Dio avrebbe protetto le loro incoscienti iniziative, allo stesso modo negli States qualche caporione (immaginiamo Giuseppe Gennarini, responsabile del Cammino Neocatecumenale per gli USA) ha lanciato l'iniziativa delle missioni due a due, forse per rivitalizzare le stanche riunioni su Zoom o Skype e per scongiurare l'emorragia di aderenti causa stanchezza, noia, mancanza di novità e di sorprese (che sappiamo essere la morte del tipico "neocatecumeno").
La conferma ci viene da un gruppo neocatecumenale californiano su Facebook che annuncia il 5 luglio 2020:
Estamos unidos en oración por todos los hermanos que fueron inspirados de ir a la misión 2x2 a los estados del Oeste del país; California, Nevada, Arizona, Washington, Oregón, Montana y Idaho. Animo! Ay de mi si no anuncio el evangelio!
"Stiamo uniti nella preghiera per tutti i fratelli che sono stati ispirati (da chi???) ad andare in missione negli Stati dell'ovest del paese: California, Nevada, Arizona, Washington, Oregon, Montana e Idaho. Coraggio! Guai a me (se non diffondo il virus?) se non annuncio il vangelo (di Kiko)!"

Magari qualcuno potrà obbiettare: ma i fratelli seguiranno certamente i protocolli sanitari … presidi medici, distanze di sicurezza, mascherine, igienizzazione delle mani, eccetera.
Non deve essere andata cosi, almeno a quanto ci dice il nostro Anonimo texano che assicura che la maggior parte di loro hanno dovuto tornare per aver contratto il Covid 19!
"Scusi signora…vorrei parlarle un minuto
del nostro Signore e Redentore Gesù Cristo…"

Abbiamo purtroppo anche un'altra conferma che ci giunge da Philadelphia, Pennsylvania.
Fra l'altro, non è fra gli Stati segnalati nel post californiano ed è nella parte orientale del paese: evidentemente gli Hunger Games neocatecumenali sono stati davvero estesi a tutti gli Stati degli USA, da est a ovest, almeno in quelli in cui si è incistato il Cammino Neocatecumenale.
Sul portale web camineo.info è comparso il seguente post.
Non pubblichiamo il nome dell'autore, limitandoci ad identificarlo con le iniziali PDA.
Dal momento che i catechisti del Cammino, in certe zone degli Usa, non obbediscono al Vaticano né al Papa e hanno organizzato le loro cosiddette convivenze e le missioni per le strade in tempi di emergenza sanitaria, ora il mio stesso fratello, che è presbitero a Philadelphia, ha sviluppato sintomi del Covid-19 e mi ha detto che si ricorda che un compagno (di comunità) era alla riunione ed aveva questi sintomi. È una irresponsabilità degli itineranti fare queste riunioni massive, e da lì usciranno sicuramente molti contagi. Perché costa troppo obbedire ed aspettare! Erano tutti senza mascherina…
Continua poi PDA in un commento successivo (dimenticando che Gennarini è il super catechista del Cammino in USA):
Bisognerebbe chiedere a Giuseppe Gennarini, responsabile del Cammino negli USA, il perché di queste riunioni di massa e delle missioni due a due.
Immaginate lo scompiglio nel gruppo!
Non manca chi mette in dubbio la parola dell'autore del post, chi gli dà del mistificatore, dello sviato, chi lo accusa di stare "in braccio a satana", mentre PDA, con fare molto determinato, si presenta con le proprie generalità ed è disposto a fornire pure quelle del fratello presbitero.

Ma ecco che interviene un "fratello" pieno di sussiego, le cui iniziali sono RCD. Riportiamo il suo commento, mettendo qualche nostro commento fra parentesi:
RCD: Con tutto il rispetto, caro PDA, considero inutile questo post, che non risolve nulla. L'unica cosa che ottieni è di essere una pietra di inciampo per molti che giudicano perché pieni di rancore. [ndr: Chiaro. Chi dice la verità dà scandalo e le giuste recriminazioni vengono tacciate d'essere giudizi poco caritatevoli]
Se anche fosse vero ciò che dici, alla fin fine i catechisti sono umani e possono sbagliare. Per quanto riguarda tuo fratello e gli altri fratelli, se sono stati inviati dai catechisti e loro hanno obbedito, hanno fatto bene, e se non hanno obbedito perché non era giusto, hanno fatto bene. [ndr: E quindi?] La cosa sbagliata è che, indipendentemente dal fatti che hanno fatto ciò che hanno fatto, hanno sputato nel piatto dove hanno mangiato. [ndr: È chiaro. L'errore è sempre far emergere lo scandalo. Va sempre mantenuto l'arcano, soprattutto se a sbagliare sono i catechisti]
Chi obbedisce non sbaglia mai e tu sai che l'obbedienza è giusta [ndr: In realtà chi obbedisce a Dio non sbaglia mai; sbaglia chi obbedisce a dei cretini fanatici incoscienti!]
Quindi considero che la cosa migliore che si possa fare è PREGARE. Dal mio punto di vista, questo post va rimosso, che, lungi dal richiamare all'unità e alla preghiera, genera discordia. Ma tu sei nella tua libertà… [ndr: In sintesi: tuo fratello si è preso il Covid in una convivenza o missione neocatecumenale? È stato volere di Dio… accettalo, prega ma soprattutto taci].
Intanto, quel post con tutta la discussione, è stato rimosso davvero...
RCD: Al resto dei fratelli ricordo ciò che talvolta mi diceva un catechista: la Chiesa e il Cammino Neocatecumenale non hanno bisogno di essere difesi. Se qualcuno ne parla male, non affrontare la discussione. Esprimi il tuo punto di vista con amore e lascia che Dio agisca. [ndr: Diceva Sant'Agostino: "La verità è come un leone. Non avrai bisogno di difenderla. Lasciala libera. Si difenderà da sola". È risibile paragonare il Cammino Neocatecumenale, che vive di menzogna, addirittura  alla Verità. San Paolo, che incitava a saper dare le ragioni della propria speranza, in questo caso è stato dimenticato. Ma è normale: quando purtroppo ci si trova circondati da menzogne è meglio non cercare di difenderle, si rischia di avere la peggio - e di dover cominciare a ragionare con le proprie risorse di logica e di intelligenza].
Interviene un altro fratello del Cammino, con iniziali MM:
Se Kiko avesse obbedito al 100% a suo tempo... ora non ci sarebbe il Cammino. Ha obbedito alla Vergine e ha combattuto all'interno della Chiesa stessa per darci questo Cammino così fruttuoso [ndr: Bravo fratello MM! Il cammino è fondato sulla disubbidienza e la menzogna]. Non distruggiamo la sua intuizione, la fede che muove le montagne, l'iniziativa personale di un popolo che segue con obbedienza. Ci sono sempre meno persone in chiesa, ed ora ancor meno. La paura ci sta paralizzando. Coraggio! La morte non esiste. [ndr: Non esiste neppure il Covid, immagino].
Arriva puntuale la risposta scandalizzata di SHC:
SHC: È incredibile come un post possa contenere tanti giudizi e trasformare in pietra di inciampo chi lo pubblica. All'interno della Chiesa cattolica parlar male di qualcuno vuol dire parlar male di tutti perché siamo tutti Chiesa. [ndr: Bella "associazione" a delinquere!]
È meglio non continuare a generare separazioni e giudizi e cancellare questo post; credo che il prete malato sarebbe d'accordo, lui sa che cos'è dare la vita in tempi di pandemia. Il giudizio poi lo darà Dio. Pace a tutti e pregate l'uno per l'altro.
Infatti il post verrà cancellato, con buona pace del presbitero ammalato e di tutti i contagiati.

E gli Hunger Games? Chissà quanti miracoli avranno fatto il dio del Cammino e la santa sora Carmen! A noi non resta che sperare che stavolta nessuno ci lasci la vita, perché le responsabilità di Gennarini e dei capintesta del Cammino sarebbero davvero troppo grandi.
Nel Vallo di Diano il povero presbitero Alessandro (fra l'altro neppure coinvolto col Cammino: si era prestato ad essere presente solo per spirito di servizio) è morto e gli è stata addirittura attribuita dai giornali la responsabilità dell'intempestivo raduno, responsabilità che invece è del Cammino.
Le vittime del Cammino finiscono per pagare sempre due volte. A loro difesa impetriamo la Giustizia divina.

sabato 8 agosto 2020

"La Comunità ti battezza..."

Recentemente la Congregazione per la Dottrina della Fede ha trattato alcuni casi di amministrazione del sacramento del Battesimo nei quali è stata arbitrariamente modificata la formula sacramentale stabilita dalla Chiesa nei libri liturgici.
Nel caso in questione il Sacramento del Battesimo era stato infatti amministrato con questa bizzarra formula parole: «A nome del papà e della mamma, del padrino e della madrina, dei nonni, dei familiari, degli amici, a nome della comunità noi ti battezziamo nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo».
Il Responsum della Congregazione in proposito, pubblicato ieri 6 agosto 2020, è stato categorico: il Battesimo conferito con la formula alterata non è valido e coloro che sono stati battezzati in tal modo devono essere battezzati nuovamente perché la celebrazione precedente non ha dato luogo al sacramento.
Leggiamo alcuni punti della interessante Nota esplicativa della Congregazione, approvata dal Pontefice Papa Francesco:

"A quanto sembra, la deliberata modifica della formula sacramentale è stata introdotta per sottolineare il valore comunitario del Battesimo, per esprimere la partecipazione della famiglia e dei presenti e per evitare l’idea della concentrazione di un potere sacrale nel sacerdote a discapito dei genitori e della comunità, che la formula presente nel Rituale Romano veicolerebbe."
Questa motivazione pastorale (cioè dare più valore alla partecipazione della comunità a discapito della funzione del sacerdote) "maschera, anche inconsapevolmente, una deriva soggettivistica e una volontà manipolatrice. Già nel secolo scorso Romano Guardini ricordava che se nella preghiera personale il credente può seguire l’impulso del cuore, nell’azione liturgica «deve aprirsi a un altro impulso, di più possente e profonda origine, venuto dal cuore della Chiesa che batte attraverso i secoli. Qui non conta ciò che personalmente gli piace o in quel momento gli sembra desiderabile…»"
I Sacramenti, infatti, in quanto istituiti da Gesù Cristo, sono affidati alla Chiesa perché siano da essa custoditi; la Chiesa può "in una certa misura determinare i riti che esprimono la grazia sacramentale offerta da Cristo" ma "non dispone dei fondamenti stessi del suo esistere: la Parola di Dio e i gesti salvifici di Cristo."
Perciò nessuno, anche se sacerdote, può, di sua iniziativa, aggiungere, togliere o mutare alcunché in materia liturgica. "Modificare di propria iniziativa la forma celebrativa di un Sacramento non costituisce un semplice abuso liturgico, come trasgressione di una norma positiva, ma un vulnus inferto a un tempo alla comunione ecclesiale e alla riconoscibilità dell’azione di Cristo, che nei casi più gravi rende invalido il Sacramento stesso".
"Alterare la formula sacramentale significa, inoltre, non comprendere la natura stessa del ministero ecclesiale, che è sempre servizio a Dio e al suo popolo e non esercizio di un potere che giunge alla manipolazione di ciò che è stato affidato alla Chiesa con un atto che appartiene alla Tradizione."

Facciamo tesoro delle indicazioni della Congregazione per la Dottrina della Fede che ben ci spiegano che nessuna pulsione di tipo soggettivistico o comunitario può giungere a modificare o a reinterpretare l'azione Liturgica. 
Ci pongano quindi mente ed attenzione i sostenitori del "rito neocatecumenale " della Eucarestia "seduti tutti insieme" del "calice necessario" della Penitenza "comunitaria" e del Battesimo per immersione perché "vale di più". 
Il rischio, molto probabile, è che ciò che la "comunità celebra" sia non solo incoerente, non solo anti estetico, non solo fantasioso, ma addirittura invalido.
E senza Sacramenti, anche se Dio si riserva sempre di raggiungere tutti per vie straordinarie con la sua Grazia, non c'è salvezza.

giovedì 6 agosto 2020

Kiko e Carmen, una sola lucida follia.

Ecco, essi pongono insidie all'anima mia;
uomini potenti si uniscono contro di me…

Ogni parola che dicono è un peccato della loro bocca;
siano dunque presi nel laccio della loro superbia,
per le maledizioni e le menzogne che pronunciano.
(dal Salmo 58, 3.12)


Proseguiamo, dallo spunto offerto da Veterano, nel nostro confronto, partendo dal commento ai salmi di Sant’Agostino tratto dall’Ufficio Divino.
A proposito di quelli che si ritengono grandi per la loro santità; che si sentono importanti e sono gonfi di superbia; si sentono forti e, sentendosi forti, si levano contro i deboli, contro i fragili.

Arriva potente l'esortazione finale di Sant'Agostino:
"… O forti, che non avete bisogno del medico! Codesta forza non è salute, ma follia. Nessuno infatti è più vigoroso dei pazzi: essi sono più robusti dei sani; ma quanto più grandi sono le loro forze, tanto più vicina è la loro morte. Ci distolga, dunque, Dio dall'imitare questi forti. Dobbiamo, infatti, temere che qualcuno voglia imitarli. Ma il Maestro dell'umiltà, che si rese partecipe della nostra debolezza donandoci insieme la partecipazione della sua divinità, discese dal cielo per insegnarci la via e per essere lui stesso la via; e, fra tutte le altre cose, si degnò inculcarci per prima la sua umiltà."
Sant’Agostino parla di codesta forza come di follia e definisce questi forti “pazzi”.

Anche Kiko e Carmen, due folli? Legittimo il dubbio e plausibile come ipotesi!

Da veri "cristiani adulti", che non hanno avuto mai bisogno di fare il cammino, forse che i due "santi iniziatori" del Neocatecumenato facevano "a gara nello stimarsi a vicenda", nel "dar gloria l'uno all'altra"? (cfr. Rm.12, 10)
Neanche per idea! Si mostravano in pubblico, in ogni occasione, impegnati in una eterna guerra, in una lotta estenuante, sempre l'un contro l'altro armato.

Kiko, fors'anche più perfido di Carmen - uno dei due eccelle, come spesso accade nelle tristi accoppiate fatali che la storia ha conosciuto (“niente di nuovo sotto il sole” recita il Qoelet) - non scopriva mai del tutto le sue carte. Egli ha sopportato molto dalla folle sua complice ma, più furbo di lei senz'altro, mieteva a piene mani con la sua finta umiltà e ostentata pazienza tutta l’ammirazione dei fans e, soprattutto, il tenero amore delle donne itineranti dal represso istinto materno che riversavano abbondantemente su di lui: "Povero Kiko!” … novello Socrate nelle grinfie della sua bisbetica Santippe!
Santippe versa un secchio d'acqua
sporca in testa a Socrate.
Kiko ripeteva: "Carmen! Carmen! Te prego, siedete, statte zitta…” “Va bene! Sono orribile. Sono un mostro” “O Signore, che santa pazienza ci vuole con questa donna!". E, ieratico, ciondolava sconsolato la testa, tutto pieno di umiltà! Che santo davvero! Che esempio per tutti! Kiko mai diceva in assemblea cosa veramente egli pensasse di Carmen. Ha sopportato sì molto, ma assai di buon grado essendo Carmen donna non solo eccentrica ma anche molto facoltosa e influente.
Carmen a sua volta diceva: “Sono in guerra con Kiko dalle Baracche”. E questo è stato per tutta la vita. Dalle accuse del tempo di Palomeras di essere rimasto impantanato al Servo di Jahvè, fino al famoso piatto d'argento” su cui ella dichiarava di aver servito a Kiko, rozzo e ignorante, il Concilio Vaticano II.

Rimproverava continuamente al suo socio in affari di essere insopportabile: "Quando fai catechesi ripeti sempre le stesse cose!" Mentre Kiko si alzava e andava al leggìo lei, ridendo, gli mormorava dietro ma in maniera che tutti noi sentissimo: "Oggi che metti? Il compact disc N.1 o il N.2?". E qui scoppiava sempre una risata generale. (N.B. si parla nel cammino di una continua "ispirazione" imprevedibile, sempre cose nuove! Ma qui è Carmen stessa a dire il contrario - confermando che Kiko recitava come un compact disc - e a ragione: il Cammino? Una noia mortale!).

Carmen godeva molto, era evidente a tutti, nel mettere costantemente in ridicolo Kiko. Era l’unica che poteva permettersi di maltrattarlo, di strapazzarlo in pubblico senza pietà, fino a strattonarlo fisicamente respingendolo lontano da lei con violenti spintoni, una vera cafona senza ritegno né un minimo di pudore. Carmen amava ostentare la sua indipendenza e libertà assoluta di dire tutto quello che le passava per la testa e di dirlo in qualsiasi momento e alla presenza di chicchessia.
In altre circostanze, poi, accusava esplicitamente Kiko di essere stato un inguaribile donnaiolo (che dobbiamo pensare? Che Kiko ha potuto gestire questo suo problemino mettendosi accanto un'arpia e megera come Carmen Hernández, anche d'aspetto?).
Ci fu un tempo nelle convivenze di itineranti, ancora entrambi abbastanza giovincelli, in cui Carmen diceva a Kiko, schernendolo pesantemente:
"Smettila di recitare che vorresti morire presto… perché il morire è certamente migliore! Altro che morire! Se qui viene una persecuzione, tu molli tutto e scappi su un'isola deserta con la tua svedese." (solito divertimento di Carmen e risata generale dell'assemblea plaudente).
Ma alla fine, scappi o non scappi il Kiko, tutte queste espressioni la dicono lunga sulla “stima” che Carmen nutriva per lui. E rincarava la dose: “Sei malato di Yo Yo Yo”, questo il consueto ritornello di sottofondo di Carmen. E poi ancora: “Sei uno showman, fai solo spettacolo tu e la tua chitarra”. Lo accusava di megalomania per le sue costruzioni. Diceva: “Io non sono d’accordo… non resterà pietra su pietra!”. Queste alcune delle sue espressioni ricorrenti, che ognuno ha potuto ascoltare nelle varie circostanze.

Tra loro due era tutto così. Se a voi pare normale!

Per Kiko, tenace in maniera indescrivibile (non ha mai ascoltato un consiglio neanche da Carmen, se una cosa la teneva fissa in testa alla fine si sarebbe fatta) era facile farsi valere: “Il Signore lo vuole!” questo il mantra. “Deus vult!”. Il Signore “ci ispira”: di aprire Seminari nostri, di costruire Domus, di fare Concerti, e così via. Mentre Carmen lo accusava inutilmente di far tutto solo per il suo IO smisurato e di aver contaminato il Cammino di “kikianismo”.

Tutti conoscono la frase famosa di Carmen “Non voglio morire kika”. Significherà qualcosa che chi è stata al suo fianco per una vita intera, condividendo la missione e la responsabilità del governo del cammino, lo abbia rimproverato ogni santo giorno della stessa cosa!

Certo le parole di Carmen non avevano alcun valore per Kiko, nè hanno mai minimamente influenzato l'alta considerazione che egli ha sempre avuto di se stesso mentre si autoproclamava convinto il "Novello Apostolo delle genti" esaltandosi nell'affermare il “non sono io che vivo, ma Cristo vive in me” di San Paolo! Mentre chi vede Kiko, vede Kiko e basta!

Questo egli era con Carmen e, alla fine, si faceva sempre secondo la sua “ispirazione.

Di fronte alle inossidabili convinzioni del presunto e incontestabile “profeta di Jahvè” perdeva di senso anche per noi, che eravamo operativi all'interno dell'esperienza, chiedere conto delle contraddizioni, delle incongruenze, delle giravolte innumerevoli di tutti quegli anni e delle stravaganti sarabande improvvisate con sempre maggior frequenza.

La risposta supponente per ogni interrogativo era sempre la stessa: "Lo Spirito lo vuole! Tu hai l'idolo della tua intelligenza!".

E vogliamo parlare della Chiesa?

“La Chiesa ci chiede di dirle finalmente noi chi siamo! Ma noi non lo sappiamo" blaterava Kiko. Come a dire “navighiamo a vista!”… non lo sappiamo neanche noi, cosa possiamo risponderle?

Potremmo tradurre: “tutto dipende dalla mattina come mi alzo” in una banalizzazione squallida di tutto.

Ci sono un'infinità di detti kikiani da riportare, che presuppongono la sistematica dissacrazione della Terza Persona della SS. Trinità in atto nel Cammino: peccato contro il Secondo Comandamento "Non nominare il Nome di Dio invano", che essendo il “peccato contro lo Spirito Santo è l'unico peccato che non potrà mai essere perdonato" (Mt.12, 31-32) .

Kiko imponeva il suo comandamento "nuovo": "Non dovete fare mai confronti. A uno di voi diciamo una cosa ad un altro, nella medesima situazione, un'altra… (e, come al solito) “lo spirito ci ispira! "

LO SPIRITO!… LO SPIRITO!… Sulla loro bocca il termine spirito, si trasforma in una parolina magica che scioglie ogni enigma e tutto volge in loro favore. Che chiude per sempre la bocca da un lato agli adepti/ fedeli/camminanti, e dall'altro alla stessa Chiesa, per non parlare di Carmen; questo non come chi ha a cuore "la volontà di Dio", ma come chi ha di mira solo la propria volontà che si concretizza ogni volta nel poter fare impunemente il proprio porco comodo!

Ennesimo prodigio kikocarmeniano.

Se qualcuno, poi, finito il Cammino, ha addirittura osato chiedere conto del tradimento della madre di tutte le promesse fatte all'inizio e ripetute per anni che il Cammino sarebbe finito nella Chiesa, gli è stato candidamente risposto che, se questo era vero un tempo, "Il Signore ora ha ispirato altro” Che vuoi farci? Bisogna obbedire a tale "signore" tanto volubile!

Troppo comodo vero? Un sistema infallibile per assicurare “Vita Eterna” non all’anima, ma alle loro intemperanze e ammantare di Verità Rivelata le loro molteplici menzogne, propinate al popolino allevato nella più crassa ignoranza.
"Neanche io so cosa è il cammino! Il Signore apre strade! Egli sempre ci sorprende! Noi non sappiamo nulla Sono un peccatore, sono un peccatore!" questa la sintesi estrema di Kiko.

Bisognava vedere la sua espressione sofferta! Eternamente tormentato da interrogativi senza risposta e da quel travaglio interiore tradito dalla sua voce e dai suoi sospiri, qualcosa che solo i veri santi conoscono! Un attore nato!

Ecco come sono riusciti, lui e Carmen, a fare sempre e solo ciò che hanno voluto. Un sistema infallibile, ma che bravi davvero! Chapeau!

Perché …noi siamo un'altra cosa, noi non siamo come gli altri…

Con questo ritornello martellante Kiko ha convinto i suoi che ogni intervento della Chiesa sul Cammino, ogni correzione imposta, è mettersi contro il Volere stesso di Dio.

Chiesa contro Dio. Per volontà di Kiko.

Obbedienza ai Vescovi contro Obbedienza a Kiko e Carmen. Una cosa sola è certa: Dio va con loro!

Delirio di onnipotenza
quando l’amore al potere
diventa un gioco pericoloso



Per questo Kiko, Carmen e il Cammino mai hanno obbedito alla Chiesa e, tante volte, si mettevano di traverso alle decisioni dei Vescovi proprio per saggiare la docilità e la vera devozione dei presbiteri dediti al Cammino alla loro suprema autorità. Per vedere in ultima istanza e messi di fronte ad una scelta a chi avrebbero obbedito alla fine.

Siamo al delirio di onnipotenza:

E tu, Cafarnao,
sarai forse innalzata fino al cielo?
Fino agli inferi precipiterai
! (Mt.11, 23)


Kiko è l'inviato del Padre "per salvare la Chiesa", egli stesso lo afferma, mettendolo sulla bocca "dei Papi" (tutti i Papi... cioè nessuno!):
"I Papi hanno detto che il Cammino Neocatecumenale viene dal cielo per la salvezza della Chiesa: hanno questo carisma di discernimento. Noi siamo tutti dei privilegiati, perché Dio ha mostrato in noi quest'opera, che non è nostra" (citazione tratta dalla fantasmagorica Lettera di Pentecoste 2020)

Queste autorevoli parole sono risolutive di ogni questione. E non è forse follia pura questa?
Quale più grande superbia vogliamo ancora vedere sotto il cielo?

Da questa radice velenosa è generato, consolidandosi in ogni ambito del Cammino, un atteggiamento diffuso di lotta in opposizione a tutti quei Pastori (dai Parroci, Vescovi, Cardinali fino allo stesso Papa) che non riconoscano, senza altri orpelli: Kiko è un santo! Kiko è il profeta degli ultimi giorni!

E dunque, chi ancora può sorgere dopo di lui? Chi può sostenerne il confronto? Chi mai può osare di mettersi contro?

martedì 4 agosto 2020

NOVEMBRE 1967

Abbiamo visto pubblicato sui social la prima edizione del Resucitò di Kiko.
Facciamo un semplice conto.

Siamo a novembre del 1967.

Il duo Argüello-Hernández arriva a Roma a luglio del 1968.
Dopo quanti mesi?

SETTE MESI.

I neo-cats (come li chiamano in Australia), dovrebbero stare un po’ più attenti a quello che pubblicano su siti web pubblicamente accessibili perché lasciano trapelare informazioni tanto preziose quanto pericolose per la propaganda kikiana.

Abbiamo trovato dunque il PRIMO LIBRO DEI CANTI dell’Argüello, cimelio rarissimo, risalente per l’appunto al novembre 1967.

Lo dice anche la descrizione dello stesso video:
le comunità erano solo quelle di Zamora ed Avila (non cita Arguelles).
Come anche noi sapevamo, chiama "comunità" quella di Palomeras,
che però Kiko definice solo "fratelli".
In questo libriccino già si capisce con un buon margine di certezza quello che noi da sempre sospettavamo: L’ARGÜELLO È ARRIVATO IN ITALIA AVENDO AL SUO ATTIVO SOLO 3 PARROCCHIE “CATECHIZZATE”.
tre, diconsi TRE.
O pochissimo altro, affannosamente rimediato in 7 mesi, prima di arrivare il Italia.

Sì perché se si scrive un libercolo dedicato solo a due parrocchie, contenente le proprie canzoncine e qualche sprazzo di catechesi, non si vede come mai, se ce ne fossero state altre, avrebbero dovuto rimanerne escluse.
Specialmente conoscendo la tendenza inguaribile dell’Argüello a gonfiare i numeri.

La parrocchia che l’aveva pubblicato era quella di Cristo Rey di Arguelles, quella nel quartiere ricco dei suoi genitori.
Le tre parrocchie, quindi, sono quelle che conosciamo: San Frontis a Zamora, Santiago di Avila e Cristo Rey ad Arguelles.
Un ringraziamento va anche “a tutti i fratelli di Palomeras Altas che tanto ci aiutarono a realizzarle”.

Strano che i “fratelli di Palomeras Altas” non vengano chiamati anch’essi “comunità”, ma semplici fratelli sparsi. Noi li conoscevamo come la "comunità di Palomeras".


All’epoca venivano denominate “Comunità parrocchiali”, perché i neocatecumenali non si erano ancora dati un nome.

Intanto, lo vedremo in altra sede, l’Argüello insieme ai suoi amici di Palomeras, bazzicava le case discografiche per le edizioni annuali dei suoi dischi.
Si faceva pubblicità.


Il libretto già si chiamava RESUSCITÒ, autore K. Argüello, ed era definito “LIBRO DEI CANTI COMUNITARI”.

Si era premunito anche di depositarlo (come un vero autore) e si parla genericamente di “censura ecclesiastica”, come se fosse stato approvato da qualcuno non meglio specificato.


Inizia con un’introduzione, una piccola catechesi, dove si dice:
“Stiamo andando verso una vita cristiana più comunitaria
Parla della Chiesa come:
“Sposa che si è incontrata con lo sposo ed è rimasta fecondata, l’ha rivestita di lino e ha lavato le sue impurità.
E poi ci ha inviato tra tutti gli uomini affinché annunciamo quello che ha fatto con noi, e questo non perché siamo migliori degli altri, ma come SEGNO E PRIMIZIA di quello che saranno tutti gli uomini, tutta l’umanità.
Segno di Gesù, viviamo in comunità che sono segno del nostro sposo: AMORE E UNITÀ.”
Parlando della comunità di Cristo Rey, scrive:
“La nostra comunità parrocchiale, stante il rinnovamento proclamato dal Concilio Vaticano II, ha visto la necessità urgente di passare da una fede INFANTILE ad una fede ADULTA, con la quale possiamo vivere un cristianesimo più cosciente e più comunitario che porti i segni del Vangelo nel nostro mondo desacralizzato e tecnologico.
Perciò abbiamo composto tutto un processo catecumenale per adulti.
Questo processo consta di 3 fasi, attraverso le quali facciamo esperienza del MISTERO PASQUALE, fonte di tutta la vita cristiana.
Comprende una prima fase di conversione, una seconda di iniziazione e una terza di rinnovamento battesimale.
Queste 3 fasi sviluppate durante tutto l’anno, si sostengono col tripode: PAROLA DI DIO, LITURGIA E COMUNITÀ.
La nostra società presenta uno dei sintomi più gravi che può attraversare una comunità umana: LA DESACRALIZZAZIONE. Gli uomini di oggi hanno perso il senso del SACRO, del SANTO, del MISTERO ENORME di Dio.
Un’insufficiente formazione nella fede e L’ABUSO di una liturgia rovinata e moralista, hanno logicamente condotto all’intellettualismo e alla razionalizzazione, risultato in pochi anni di una società che si dice cristiana, col profondo processo di scristianizzazione per aver perduto il suo impulso missionario di fronte al mondo pagano e tecnologico, il senso del culto, il senso del SACRO.
Pienamente convinti che è venuta l’ora di rivolgersi alla verità della semplicità contenuta nel Vangelo, iniziamo una nuova nascita, una nascita dall’alto. La creatura nuova inaugurata nel corpo di Cristo e partecipata oggi in noi attraverso il battesimo e il suo rinnovamento catecumenale.
È meraviglioso poter prendere coscienza della nostra vocazione: LUCE del mondo, SALE della terra, vocazione che non ci toglie dal mondo, ma ci immerge, come fermento, per fare una massa NUOVA.
Non si tratta tanto di mettere tutto il mondo nella Chiesa, perché la luce sia luce, dice Cristo.
La luce apre la strada al cammino di salvezza che è L’AMORE DEL PADRE PER TUTTE LE SUE CREATURE, MANIFESTATO IL SUO FIGLIO NOSTRO SIGNORE GESÙ.
Nella nostra vocazione di POPOLO DI DIO, siamo portatori di una notizia meravigliosa di salvezza: LA NATURA UMANA IN GESÙ HA VINTO LA SCHIAVITÙ DELL’EGOISMO, HA ROTTO LE CATENE DELLA MORTE E, RESUSCITANDO, È STATO PASSATO AL PADRE: ALL’ ESSERE ETERNAMENTE FELICI NELL’UNITÀ, ALL’ESSERE ETERNAMENTE ALTRO, AL CREATORE: AL PADRE.
Gesù Cristo, in questo nuovo ESODO verso il PADRE, cammina in mezzo a noi facendoci uno e potenziandoci con la forza del suo SPIRITO nell’amore degli uni verso gli altri, segni del VANGELO che mostriamo formando comunità di fede che proclamano la PAROLA e annunciano la morte del SIGNORE affinché VENGA nell’Eucarestia.

Poi c’è lo schemetto usuale, molto semplificato.

All’epoca però, la terza gamba del tripode non si chiamava comunità, ma CARITÀ/AMORE.

Nel suo delirio, comunque, già allora dichiarava come sarebbe stato il futuro della Chiesa:

NUOVA STRUTTURA COMUNITARIA PARROCCHIALE

LA COMUNITÀ PARROCCHIALE È FORMATA DA PICCOLE COMUNITÀ, CON NUMERO DI MEMBRI NON SUPERIORE A 30. RIUNITI INTORNO AL PARROCO PROCLAMANO LA PAROLA E CELEBRANO L’EUCARESTIA.
TENTANDO DI ESSERE FEDELI ALLA VOCAZIONE A CUI SONO CHIAMATI: ESSERE LUCE NEL MEZZO ALLA GENTE ATTRAVERSO I SEGNI DELL’AMORE E DELL’UNITÀ.
NON C’È VITA CRISTIANA SENZA COMUNITÀ


Ma il disegnino della parrocchia atomica, insieme alla dicitura “Nuova struttura comunitaria parrocchiale”, fanno venire alla mente che l’obiettivo di Kiko è SEMPRE STATO MANCATO, perché le parrocchie non hanno MAI assunto quella “nuova struttura”.

Anche in quelle più neocatecumenalizzate, ci sono sempre state anche altre realtà ecclesiali, o anche semplicemente i “cristiani della domenica”.

La parrocchia NON HA MAI CAMBIATO STRUTTURA, IN 50 ANNI, NON È MAI DIVENUTA "ATOMICA".

Il delirio dell’Argüello NON HA MAI AVUTO COMPIMENTO, il Movimento Neocatecumenale è stato ed è rimasto “una parte” di alcune parrocchie, normalmente anche minoritarie rispetto a quelle presenti nel territorio diocesano, ma non si è verificato alcun “atomismo”, se non al massimo un “pluralismo” di realtà diverse, conviventi nella stessa parrocchia.

Lui invece pensava, nel 1967, di poter essere in grado di cambiare la struttura delle parrocchie, partendo dalla prima comunità al centro, costellata da tutte le altre che si sarebbero formate dopo, fino a creare parrocchie in cui “la comunità parrocchiale è formata da piccole comunità”.
Mai vero.

Come non può essere stato vero quello che spacciava a Giovanni Paolo II, cioè che il suo Movimento camminante sarebbe durato 7 anni, perché nella dinamica “di una nuova struttura parrocchiale” si intende chiaramente che le “piccole comunità” avrebbero dovuto restare per sempre altrimenti, trascorso il periodo, la parrocchia rischiava di rimanere VUOTA, nel caso non si formasse più un bel nulla e le altre comunità si fossero dovute sciogliere per compimento del percorso (come succede ormai da tempo) .

Inganno, quindi, primordiale, perché DA SEMPRE l’intenzione era di cambiare la struttura delle parrocchie in pianta stabile, ma per rendersi accettabile ha dovuto presentare il suo cammino come percorso a termine.

Allora qui i casi sono solo due, perché l’Argüello all’epoca era un perfetto "signor nessuno", ma si proponeva addirittura di “cambiare la struttura delle parrocchie” di tutta la Chiesa: o si trattava dei deliri di un signor nessuno che pensava di essere in grado di cambiare la Chiesa, o dietro a questo signor nessuno si agitavano forze più grandi e potenti che lo “maneggiavano” e lo sostenevano in un’impresa a dir poco impossibile.

Impossibile perché la Chiesa prima di tutto è opera di Gesù e Gesù sa difendere ciò che ha istituito.
Gli uomini, tutte le creature, possono agitarsi anche molto, ma oltre una certa misura non è consentito andare.

Esisteva già all’epoca la rappresentazione grafica dei cristiani nel mondo, quella che tuttora c’è nei mamotreti delle catechesi iniziali, ma in quel caso erano state aggiunte delle freccine che si indirizzavano a Dio, rappresentato dallo stesso “occhio massonico” contenuto nel “Vangelo dei miserabili”, all’incirca della stessa epoca.

Altra stranezza, rilevabile ad un esame più attento, è che i ”cristiani” che partono dal quadratino del “Popolo di Dio. Luce”, che allora indicava “quelli che compiono il precetto domenicale” e si dirigono in ogni direzione verso le altre religioni per evangelizzare, è composto da tre figure, due bianche e una nera, dalle quali partono le freccine verso l’occhio massone.

In riferimento al quadratino dei cattolici, c’è sempre un omino bianco che proviene dal quadrato-Luce, ma da lui non diparte alcuna freccia verso l’occhio.

Iniziano poi le pagine con i canti, 25 per la precisione, anche ripresi dalle preghiere (Ave Maria, Salve Regina, Magnificat, sequenza di Pentecoste…).

Il primo è il lagnosissimo canto prima dei pasti, “Tu sei il pane dei poveri…”.
Pochi sapranno che all’epoca esistevano altre due strofe, quindi probabilmente non veniva ancora utilizzato come canto per la tavola.

Le due strofe in aggiunta così recitano:

“I poveri cercano il tuo volto,
la loro lingua è riarsa dal sole,
gioiranno in Yahvé.
Spiegò la potenza del suo braccio
e abbatté i potenti dai troni.
Non c’è santo come Yahvé.
Non c’è santo come Yahvé”

Forse queste strofe sono sparite a causa del troppo utilizzo del termine Yahvé?
Chi lo sa…

Quel che mi ricordo, è che ad un certo punto del camminamento ci fu detto di sostituire la parola Yahvé che si ripeteva troppe volte in un canto, che mi pare fosse “Grazie a Yahvé”, ma non ci potrei giurare: si cantava allora "grazie a Gesù".
Altri potranno ricordare.

Da qualche innominata autorità, evidentemente, era arrivata la decisione, ma ce la dissero con molta nonchalance, come fosse un’inezia. Forse era un provvedimento locale, non so.

Poi, molto evidentemente “PROCESSIONANDO” come i “cristiani della domenica” per comunicarsi, c’è l’INNO PROCESSIONALE EUCARISTICO, che veniva cantato “processionando” e che altro non era che il vecchio canto neocatecumenale “Verso te o Città Santa”.

All’epoca anche questo conteneva un’altra intera strofa, poi scomparsa:

“Veniamo alla tua mensa:
sigilleremo il tuo patto,
mangeremo la tua carne,
il tuo sangue ci laverà”

Nella versione a noi nota, tutto questo versetto è stato eliminato.
Le scritte a piè del canto, non paiono nemmeno della ben nota calligrafia dell’Argüello.

In pratica descriveva l’Eucarestia come unpatto da sigillare”.
Poi quando si dice che “faceva le cose alla buona”, non ne abbiamo ragioni?
O era in malafede o non sapeva cosa fosse l’Eucarestia…

Nel libriccino ci sono anche diversi canti per i bambini.
Tutto è organizzato secondo vari “tempi”: Avvento, Natale, Epifania, Quaresima, Pasqua, Pentecoste, “per la domenica” e un canto definito “Interleccional”, parola che non riesco a tradurre, ma che consiste in un reimpasto dell’Inno alla Carità.

Dei 25 canti messi a disposizione delle 3 “comunità parrocchiali” alla fine del 1967, già si operava un’organizzata suddivisione.
Tutto si può dire, ma pubblicità ed organizzazione non mancavano fin dagli albori. Le baracche erano un optional, Charles de Foucauld pure. Non avrebbe MAI fatto quello che ha fatto l'Argüello.

Il video che mostra il libriccino pagina per pagina, si conclude col “battesimo” nel Giordano dei due “inventori” che, in quanto “inventori”, il Cammino Neocatecumenale non l’hanno fatto mai, son passati direttamente al battesimo, determinando da se stessi di esserne degni, perché nessuno ci risulta li abbia mai scrutinati.

L’ultima immagine è quella dell’ostensorio fotografato in modo da centrare l’immagine del cristo di Kiko al posto dell’ostia, che già conosciamo.

La cura del video sembra ad opera di Alvaro de Juana, responsabile della comunicazione del Movimento Neocatecumenale e giornalista della televisione spagnola Trece al Dia.

Nel 1967 l’embrione del futuro Movimento Neocatecumenale era già formato.

Ma, rendiamoci conto, ancora non era niente, non aveva alcuna diffusione significativa in Spagna, quando l’inventore Argüello arrivò a Roma.

Eppure gli fu dato credito…
È lecito chiedersi PERCHÉ?

domenica 2 agosto 2020

Opporsi ai carismi del Cammino è opporsi allo Spirito Santo, don Sanfilippo dixit. E Kiko Arguello disobbediente alla Chiesa a chi si oppone?

Don G. Sanfilippo ha scritto su Facebook:
«Nella storia della chiesa quante volte nascono in ogni tempo carismi nuovi per rinnovare la chiesa, in situazioni culturali diverse, in problematiche diverse, in pericoli, svolte della cultura mondiale dell'umanità e Dio suscita carismi diversi. Sempre il cambio, quando si cambiano le cose, c'è sempre qualcuno un po' rigido mentalmente che ha paura delle novità, che è "infermo" nella fede, cioè non è fermo e ha paura delle cose nuove, delle cose "diverse"… … Tutto cambia, tutto cresce, tutto si muove nel volere di Dio.
Tutto è in movimento, l'abbiamo sempre detto, per cui anche i modi di servire l'umanità e di parlare nel nome di Cristo possono cambiare, i modi di celebrarlo possono cambiare, ma il cuore, il nucleo della rivelazione cristiana quella non cambia, il deposito della fede, quello non cambia, il cuore della rivelazione non cambia.
Tutto ciò che doveva essere conosciuto e rivelato agli uomini è stato già conosciuto in forma piena e non c'è nulla da aggiungere…
… Sempre Dio nella storia della Chiesa, ha dato impulsi nuovi di rinnovamento alla Chiesa, per difenderla dal demonio, per farle compiere bene la sua missione… Quando sono nati i Benedettini, carisma enorme… I Francescani… I Domenicani… Molti si sono opposti, ma era Dio che rinnovava la sua Chiesa e grazie a Dio questi carismi non si sono spenti e chi ha combattuto contro di loro ha combattuto invano…
… Lo spirito santo è libero, lo spirito santo rinnova la chiesa come vuole, per cui succede anche oggi nella chiesa di combattere le opere di rinnovamento che Dio fa. I carismi riconosciuti dalla chiesa sono riconosciuti dalla chiesa e chi vi si oppone, si oppone a un'azione dello spirito santo…»

“Nel Cammino tutto lo fa lo Spirito Santo. Noi siamo ispirati!”
Si preparano, infatti, alla missione tra preghiere e digiuni.
Kiko, Carmen e il padre Mario prendono appunti e
programmano a tavolino
le prossime malefatte…

Eravamo proprio tutti in attesa di un’illuminato “di categoria superiore” che venisse a imbonirci coi suoi predicozzi da strapazzo.

Solito stile neocatecumenale: una verità e dieci menzogne, con ampio contorno di sottintesi.
Chi è mai questo novello Savonarola che lancia strali e minacce? Questo scienziato di nome Gianvito Sanfilippo, cresciuto nel vivaio a batteria del più losco e ambiguo movimento ecclesiale?
Sentivamo proprio la mancanza di uno così!

Mi è montato un senso di nausea ricordando quante volte ho ascoltato la stessa pappardella coniata da Kiko e Carmen ad arte per mettere le mani avanti. Tacitare ogni possibile dubbio nelle coscienze sul "bene" del cammino nella Chiesa.
Tanto se la Chiesa corregge, se la Chiesa chiede obbedienza - ipse dixit - la Chiesa si oppone a un'azione dello spirito santo, succede anche oggi nella chiesa di combattere le opere di rinnovamento che Dio fa.
Il problema, è lampante, è la Chiesa!
E vuoi vedere che un altro problema siamo noi? Noi la causa di tutti i mali del Cammino Neocatecumenale? Di tutte le sue difficoltà crescenti? E non piuttosto il fatto che il Cammino abbia stravolto tutta la dottrina e la teologia e la liturgia, come andiamo dimostrando ogni giorno?
No, per loro è certo che non è questo il problema!

don Gianvito lo esprime a chiare lettere in tre punti:
Deus vult!
È Dio che lo vuole. Il cambio lo vuole Dio!
Tutto si muove nel volere di Dio!
E dunque se tutto è in movimento, conclude il saggio Gianvito più furbo che saggio,
possono anche cambiare:
  • 1 - i modi di servire l'umanità.
Certo!

Grazie a loro la Chiesa non deve più operare la carità verso i poveri (cfr. con le catechesi iniziali e quelle contenute nei mamotreti dei vari passaggi). Quante volte abbiamo ascoltato gli sberleffi kikiani e carmeniani alle opere di misericordia, al prodigarsi per poveri e abbandonati; la "vera" missione della Chiesa è EVANGELIZZARE (cioè favorire la creazione di nuove comunità neocatecumenali)...
  • 2 - i modi di parlare nel nome di Cristo.
Certo.
Predicazione diversa sì! E affatto originale, non c'è che dire. Un pò protestantella, molto ebraicizzata. Un pò qui e un pò là. Di Cattolico nulla, questo è l'importante, se non la vernice esterna, per trarre meglio in inganno gli sprovveduti

In una parola sola: Predicazione Kikocentrica. Ecco, ho trovato il termine appropriato.
Diciamo dunque non tanto che è cambiato "il modo di parlare nel nome di Cristo", ma che è cambiato proprio "colui nel cui nome si parla".
Kiko è uno che fa le cose per bene, ancora non lo avete capito? Cambiare per cambiare, Kiko cambia tutto e si toglie il pensiero… visto che si trova! E visto che la Chiesa non inerferisce affatto.
Kiko è andato avanti i primi anni per piccoli assaggi, ha sondato il terreno, e rassicurato dal fatto che nulla succedeva e che la strada era spianata e senza ostacoli insormontabili, che cosa ha fatto?
Il caro Kiko, insieme alla Carmen, ha tirato giù tutto. E tanti saluti.

  • 3 - i modi di celebrarlo possono cambiare.
Questa va evidenziata due volte!

Certo.
Perché è qui che casca l'asino! Facci capire Gianvito: Voi avete cambiato anche il modo di celebrare nella Chiesa? E lo dite così? Con questo candore?

Noi celebriamo in un altro modo e gli "infermi" nella fede", coloro che sempre hanno paura di tutto, si sono scandalizzati.
Così i difensori dei Canoni e del Messale Romano sono "infermi", nel senso di poco stabili, non saldi nella fede? E si scandalizzano. Come siete bravi a rigirare sempre la frittata, complimenti! Siete insuperabili.

Voi ci rassicurate che non c'è nulla da temere: il nucleo e il cuore della rivelazione, tutto questo non cambia e il deposito della fede è salvo. Possiamo restare tranquilli

Unica cosa certa nel Cammino
Ma è proprio qui, in questo punto preciso, che si ingenera la più grande confusione.
Le persone, ingannate da simili assiomi falsi ma al tempo stesso molto rassicuranti, vi ascoltano ignare di stare intanto assorbendo, loro malgrado, velenose eresie!
Il loro spirito, succube di un pernicioso e sistematico indottrinamento, si va man mano inesorabilmente deformando, essendo caduto in balia di autentici ciarlatani, venditori "autorizzati" per essere in possesso di regolare patentino, rilasciato dall'autorità competente a garantire l'autenticità del prodotto da loro smerciato. (Siamo noiosi, ma ci ripetiamo. Tutto questo avviene per colpa dei Pastori che non fanni i pastori. I veri pastori si prendono cura del gregge loro affidato e lo difendono dai lupi rapaci, non lo lasciano indifeso alla loro mercè).

Nell'affermazione successiva il presbikiko di turno tocca il vertice più alto. Roba da vertigini!

Gli impulsi nuovi - qui Gianvito si riferisce chiaramente al Cammino - che Dio imprime nella storia della Chiesa servono a difenderla dal demonio. Come avvenuto con i Benedettini, i Francescani, i Domenicani. Chi si è opposto nulla ha potuto.
Autentico paradosso; poiché il Cammino di Kiko e Carmen, a differenza degli esempi preclari citati con avventatezza, è chiaramente opera di mano d'uomo e per ciò stesso destinata a perire, opera di cui il demonio solo si rallegra!
L'avvertimento finale a questo punto è ormai scontato e Gianvito poteva anche risparmiarcelo: combattere contro di noi è combattere invano.
Una forma di terrorismo psicologico becero che sono soliti esercitare nei confronti di chiunque osi intralciarli e che fa il paio con l'altra terribile minaccia che tanto spesso ho sentito sulla loro bocca e che trae pretesto da Atti 5,39 (frase detta dal fariseo Gamaliele per convincere il Sinedrio a non perseguitare gli apostoli):
non vi accada di trovarvi a combattere contro Dio!

Poiché…
Il Cammino rinnova la Chiesa.
Lo Spirito Santo rinnova la Chiesa.
Lo Spiriro Santo ha ispirato il Cammino.
Anche oggi nella Chiesa si combatte contro il rinnovamento che Dio fa.

Seguendo l'ordine logico:
Lo Spirito Santo - Noi;
il Demonio - tutti gli Altri:
Parroci giuda,
Vescovi faraone,
Cardinali chi sa cosa…
tutti quelli che si mettono contro sono infestati dal demonio.
Gran finale:
I carismi riconosciuti dalla chiesa sono riconosciuti dalla chiesa e chi vi si oppone, si oppone a un'azione dello spirito santo…
Questa è la clava da brandire per ogni lingua che osi parlare.

Ma se è chiaro come il sole che chi si oppone al Cammino si oppone all'azione dello Spirito Santo, rimane insoluto tuttavia un ultimo inquietante quesito:

Ma uno come te, o illustre Kiko, che da una vita disobbedisce alla Chiesa, a chi si oppone?

Si resta confusi e interdetti aspettando risposta.