lunedì 30 marzo 2020

QUANDO “ACCETTARE L’INGIUSTIZIA” SERVE A GIUSTIFICARE I CARNEFICI, MERITEVOLI DI “SOLA MISERICORDIA” (seconda parte)

A SanKiko poverello
hanno sempre pagato ricche vacanze
Nella prima parte abbiamo ricostruito la “misericordia” neocatecumenale, comodissima per i carnefici, ingiusta e umiliante per le vittime.

Proseguiamo qui con altre citazioni dal "Secondo Scrutinio" neocatecumenale, ad opera di Kiko Argüello e Carmen Hernández, in vigore da oltre mezzo secolo nel Cammino, come ulteriori dimostrazioni e per mostrarne le conseguenze.
Per esempio:
“Bene, fratelli, adesso cantiamo; perché come cristiani, siamo chiamati ad essere Cristo, a soffrire l'ingiustizia del mondo. Questo che abbiamo letto è una cosa tale che chi la può sopportare? Ma NOI SIAMO CHIAMATI A SOFFRIRE INGIUSTAMENTE L'INGIUSTIZIA. CIOÉ A SOFFRIRE L'INGIUSTIZIA CHE UN TALE TI FA, NEL TUO CORPO, OFFRENDOCI COME VITTIME IN FAVORE DI COLUI CHE CI UCCIDE, PER COLUI CHE CI DISTRUGGE, PER IL PECCATO CHE TI FA L'ALTRO (che ha macchiato la tua casa, denunciato, criticato, che ha mormorato contro di te) e invece di giudicarlo e dargli un colpo in testa così, perché non ci riprovi, la Parola di Dio dice: "Lasciati distruggere, accetta che ti insozzino, accetta che ti distruggano, ed offri questa sofferenza che ciò ti provoca per quel FRATELLO: amandolo". Questo è il cristianesimo.”
Allora lo sa cos’è il male, lo elenca lui stesso: ingiustizia, omicidio, distruzione, peccato, critica, mormorazione. E il cristiano è chiamato a: lasciarsi distruggere, insozzare, offrendo la sofferenza che TI FA QUEL FRATELLO.

Esatto: chi è colui che ti fa tutto questo male? IL FRATELLO.
Ma com’è possibile che un “fratello cristiano”, chiamato alla Misericordia e quindi all’amore, faccia tutto questo male che distrugge il prossimo, senza che si possa parlare di giustizia e di inefficacia di una predicazione che pretende di “fare un altro Cristo” solo quanto alla non resistenza al male, concedendogli impunemente e dichiaratamente la possibilità piena di “fare del male?”
C’è qualcosa che non torna.
Qualcosa di ESSENZIALE.
Nel Movimento Neocatecumenale, infatti, anche i peggiori peccati pubblici sono giustificati, peccati commessi in nome di un “cristianesimo” che ti insegna solo a prendere su di te il male, ma non anche la strada per arrivare a non compierlo così pesantemente, ignorando il prossimo, vessandolo, senza che ti venga detto MAI che esiste la possibilità della virtù, che il Signore la dispensa a chi la cerca con rettitudine di cuore, perché peccato libero e santità non possono MAI camminare insieme. Tantomeno lo può la Misericordia, che non deve essere provata solo dalla “vittima” verso il carnefice, ma nella Chiesa dovrebbe essere anzitutto il “carnefice” a provarla verso la vittima, dato che la misericordia non è un concetto astratto ma riguarda il vero cristiano “amore”.
Nella Chiesa non dovrebbero esserci né carnefici né vittime.

No, nel Cammino Neocatecumenale il “fratello” può impunemente compiere tutto quanto di male espressamente dichiarato dalla bocca di Kiko, essendo solo la vittima chiamata alla santità.
Poi magari, quella vittima che “sembrava” santa tanto da non resistere al male, diventa a sua volta carnefice procurando il male ad altri. Negando così ogni santità.
È questo il caso del catecumeno che si prende tutta l'ingiustizia su di lui operata dal catechista o dal "fratello", ma che quando si trova egli stesso in posizione di "supremazia", fa scontare all'inferiore tutto quando precedentemente aveva ingoiato.
"Liturgia" neocatecumenale.
Deboli con i forti e forti con i deboli. Esattamente come avviene in molti posti di lavoro, i cui in "capi novelli" fanno scontare ai sottoposti tutto ciò a cui si sono dovuti adeguare quando i sottoposti erano loro.

Allora ci chiediamo: ma di che si parla? Che “nuova religione” è questa, che insegna solo alle vittime a tacere e non reagire, non insegnando di pari passo ai carnefici a fuggire il male?
Un Cristo ridotto a metà.
Si prende di Cristo solo la parte della non resistenza al male e dell’assunzione dell’ingiustizia, scartando in toto l’altra componente, propedeutica all’immolazione, che è quella che per sua GRAZIA si può vincere il peccato e perseguire la virtù, perché nel peccato non può esserci Misericordia, ma solo ingiustizia.

Proseguendo si ha l’apoteosi:
“voi dovete passare la vostra fede ai bambini con le Lodi nelle case; e così loro imparano che sono un popolo di sacerdoti e QUANDO LORO DIRANNO CHE VOGLIONO ANDARE A GIOCARE AL PALLONE TU DIRAI: "NO FRATELLO, TU NON PUOI OGGI ANDARE A GIOCARE A PALLONE PERCHÉ TU SEI FIGLIO DI SACERDOTI e tu hai una missione sacerdotale che è quella di benedire il Signore. COMINCIA AD IMPARARE CHE TU SEI UN FIGLIO DIVERSO DA TUTTI GLI ALTRI RAGAZZI: per questo quando ti menano nella scuola tu non puoi menare come fanno tutti, TU DOVRAI SUBIRE L'INGIUSTIZIA, FRATELLO. TU SEI UN RAGAZZO CHE SEI NATO GIÀ SEGNATO, SEI NATO IN UNA FAMIGLIA CRISTIANA, SEI NATO PER IL MACELLO". NOI CRISTIANI SIAMO NATI PER PORTARE SULLA NOSTRA PELLE LE SOZZURE DEL MONDO, CHI NON HA VOGLIA CHE SE NE VADA. STA NASCENDO QUA UN NUOVO POPOLO CHE È IL FRUTTO DEL CONCILIO VATICANO II. MA IL CONCILIO VATICANO II HA APERTO LA PORTA AD UNA NUOVA ERA NELLA CHIESA.
A parte il fatto di inculcare ai figli che non possono andare a giocare a pallone perché “sono carne da macello” e sono “segnati” perché nati in una famiglia cristiana”, non ci pare proprio corretta la libera interpretazione operata nei confronti del Concilio Vaticano II.
“Il Concilio Vaticano II ha portato una NUOVA ERA nella Chiesa” e così “sta nascendo un nuovo popolo” destinato a portare le sozzure del mondo”, non anche ad amare non facendo del male.
Come può chi fa del male portare su di sé le sozzure del mondo?

Disconoscendo la potenza della divina grazia e la libertà dell'uomo, Kiko convince i suoi adepti che “non possono non peccare”, che “sono figli del demonio e a lui soggetti”, ma poi pretenderebbe che questi “impossibilitati a fare il bene” si assumessero le sozzure del mondo…
Ma se sono proprio loro i portatori delle sozzure, non riuscendo MAI a fare il bene e giustificando ogni azione malvagia come “inganno del demonio”?
Questo finché non "arriva lo Spirito Santo" che, senza nulla fare e nulla chiedere, ti cambia quasi con violenza la natura da peccatore a santo. Senza la tua libertà. Così ti insegna il Cammino. Lo Spirito Santo ridotto a bacchetta magica di Harry Potter.
L’evidenza è che questo cambiamento nel Movimento Neocatecumenale non arriva mai, anche se ci sono per natura (e non per merito del Cammino), persone buone e rette di cuore.

"Liturgia" neocatecumenale:
abbeverarsi tutti allo stesso coppone kikiano
E così si può benissimo ascoltare come l’Arguello convince i figli di Dio di peccato, di peccato anche eventuale e futuro, instillando in loro l’idea di essere capaci di tutto, ignorando totalmente la strada della virtù e del santo combattimento contro la tentazione ed il peccato:
“Quando tu hai toccato il fondo e stai vicino alle acque della morte e hai conosciuto te che cosa sei: che TU SEI UN ASSASSINO CAPACE DEGLI STUPRI, DELLE BARBARITÀ, DELLE MOSTRUOSITÀ PIÙ GRANDI. SONO UN MOSTRO. Bene, se io vedo che la stessa società prende uno di questi mostri e li mette al muro e lo manda alla ghigliottina, io che penso? Prima cosa che IO SONO CAPACE DI FARE QUELLO, CHE È SOLO QUESTIONE DI CIRCOSTANZE. In questo sono stato illuminato dallo Spirito Santo. E pertanto ho l'amore verso quelle persone che la società non può avere; mi sento identificato con lui. C'è tutta una situazione nuova. Non mi sento di giudicare anche la canaglia più canaglia perché io sono capace di questo.”
L’aspirante cristiano, secondo Kiko, DEVE pensare che è capace di stuprare, uccidere, compiere barbarità, mostruosità.
Non deve pensare a quello che in realtà è, non deve pensare al peccato che ha commesso e che commette attualmente, ma si deve proiettare in una visione oscura di peccato futura ed eventuale e convincersi che è un mostro.
Tutto il contrario del cristianesimo in cui, giusta la consapevolezza di peccato attuale, la si considera punto di partenza per ricercare la retta via, la via della purificazione, della virtù e della santità. Il cristiano si pente di ciò che ha commesso, e si rialza col sacramento della riconciliazione. Il cristiano esamina la sua coscienza e non si incolpa di peccati che non ha commesso.

Non si tratta di “giudicare”, si tratta di DESIDERARE di non essere quella “canaglia”, di disporre di tutti gli strumenti che la Chiesa mette liberamente a disposizione per allontanarsi dal male, non di identificarsi in essa.
Questo insegnamento non fa bene all’uomo, perché lo porta ad identificarsi più col male che col bene e a perdere l’orientamento, confondendolo e rendendolo impermeabile alla dura lotta contro il male, tutto volto soltanto ad imparare a “non resistere al male”, lasciando che il male imperversi.
La follia kikiana non conosce limiti:
“Quando leggete sul giornale che un uomo ha infilato il coltello ad un altro, credete che lo volesse uccidere? No, fratelli, NON SE NE ERA RESO CONTOE QUANTE VOLTE SEI STATO NEL TUO MATRIMONIO TENTATO DI PRENDERE IL COLTELLO? Forse non c'era la mano. Ti può capitare che una frase detta ti faccia uscire fuori dai gangheri e quando ti sei reso conto LÀ DAVANTI A TE C'È IL SANGUE.
Ma che razza di predicazione sarebbe? L’omicida che “non si rende conto” di uccidere.
Se questo è possibile in alcuni casi, non lo è in moltissimi altri, in cui la legge stessa, insieme alla legge scritta nel cuore dell’uomo, riconosce il dolo, l’intenzionalità.

Ma come si può dire così spudoratamente e con faciloneria che l’omicida (generico) “NON SI RENDE CONTO” di uccidere?
Ma non solo, si attesta che l’ascoltatore, che sarebbe lì per la santificazione, “è solo perché non c’era la mano che non ha ucciso la moglie col coltello durante un litigio”, il tutto senza farsi mancare la truculenta immagine del sangue che scorre. Gli si fa credere che sia capace di uccidere e NON RESISTERE all’eventuale occasione, giustificandolo perché “non si rende conto”.

Signori, non vorrei arrivare a tanto, ma questa è ISTIGAZIONE al peccato bella e buona, altro che predicazione cristiana!
Si mette l’uomo di fronte al male e gli si dice: anche tu sei questo, convincitene. E non hai scampo, perché il demonio è il tuo signore. Ma non ti preoccupare: anche tu, come l’omicida dell’esempio, uccidi “senza rendertene conto”, quindi SENZA RESPONSABILITÀ, degno solo di perdono da parte della vittima o dei suoi  familiari. Se LE VITTIME non lo fanno, secondo Kiko non sono cristiane! Non sono come te, che hai ucciso “senza rendertene conto” e non per tua piena avvertenza e deliberato consenso.
Questa predicazione, oltre a ignorare il dolore per il male inferto, crea un esercito di cristiani-omicidi, cristiani-ladri… tanto “non se ne rendono conto”.
MA COM’È POSSIBILE TACERE?

Inoltriamoci ancora nell’abisso del male, come suggerito dall’Arguello:
CHI NON HA LO SPIRITO DI GESÙ CRISTO NON SI LASCIA DISTRUGGERE DA NESSUNO e per nessuna cosa; NON ACCETTA IN ASSOLUTO PORTARE SOPRA DI SÉ L'INGIUSTIZIA. I "giustizieri" sono giustizieri perché vogliono togliere l'ingiustizia dalla terra. PER ESEMPIO TUTTI GLI ASSASSINI CHE SONO NELLE CARCERI SONO GIUSTIZIERI. Una sorpresa enorme che ho avuto è che TUTTI I LADRI CHE STAVANO CON ME NELLE BARACCHE ERANO TUTTI GIUSTIZIERI. RUBAVANO PERCHÉ ERANO TUTTI DEI GIUSTIZIERI. Avevano visto, per esempio, che sua madre era una prostituta perché suo padre l'aveva abbandonata e la avevano buttata nella strada perché aspettava un bambino non essendo sposata, e quel figlio era lui. E aveva visto la sofferenza terribile di questa donna che AVEVA PORTATO SULLE SPALLE L'IPOCRISIA DI UNA SOCIETÀ CHE SI CHIAMA CATTOLICA; dunque questo ragazzo rubava per togliere ai ricchi, COME ROBIN HOOD. ERA UN GIUSTIZIERE; NON SOPPORTAVA L'INGIUSTIZIA ASSOLUTAMENTE.
Ma come può uno che “uccide non rendendosene conto” e quindi giustificatamente, pur se in una via che gli promette la “fede adulta”, avere lo Spirito di Gesù Cristo e lasciarsi distruggere portando l’ingiustizia?
Un omicida, per il peccato che lo macchia, mai potrà farsi carico dell’ingiustizia e lasciarsi distruggere, perché lo Spirito di Gesù non si posa sugli omicidi fintanto che non si pentono profondamente, determinano di voler cambiare vita e iniziano la strada della conversione alla virtù cristiana.

Ma chi l’ha detto, come con prosopopea dichiara l’Arguello, che “tutti gli assassini sono giustizieri?”
TUTTI. Non dubita l’Arguello che si possa essere assassini perché si è sprofondati nel peccato, perché si vuole per sé ciò che ha l’altro, perché, come nel nazismo, si vuole deliberatamente e scientemente assoggettare e sterminare un popolo.
A SanKiko poverello
i maggiordomi
hanno sempre comprato
sigari e sigarette e aragoste
Porta l’esempio del “Robin Hood” spagnolo e vorrebbe far credere che rubava per “giustizia” e non per vizio o anche solo per “necessità”. Avrebbe rubato perché aveva visto la sofferenza della madre in una “società ipocrita cattolica” (chissà perché non manca mai una stoccata kikiana contro la Chiesa). Vorrebbe far credere che era perché “non sopportava l’ingiustizia” e NON per altri possibilissimi motivi.
DÀ UN’INTERPRETAZIONE ED INDUCE AD UN PENSIERO. Ma è solo il suo. E pure parziale e distorto, in contrasto alla sua stessa predicazione che non afferma assolutamente che il peccato possa derivare dall'insopportazione dell'ingiustizia, bensì dalla natura stessa dell'uomo, che è un MOSTRO soggetto e dominato dal demonio, suo padre e suo signore. L'ingiustizia in tutto questo non c'entra proprio nulla.

E sulla giustizia, l’Arguello insiste:
UN GIUSTIZIERE È UNO CHE NON SOPPORTA L'INGIUSTIZIA. Bene. Il cristianesimo è il contrario. L'unico che poteva veramente aver fatto giustizia, GESÙ, NON HA FATTO GIUSTIZIA, HA PREFERITO ACCETTARE L'INGIUSTIZIA.
Ma chi erano coloro che facevano “ingiustizia” a Gesù, che lo condannarono a morte, a parte Giuda?
Forse i suoi “fratelli”, i suoi discepoli o i suoi seguaci?
Certo che no! Erano coloro che a ben dire potevano essere chiamati suoi nemici, “altro” da Lui e da ciò che rappresentava. I Farisei, i Romani, il popolo subordinato alla legge farisaica e romana, non certo i “suoi”, anche se, come Pietro, hanno mostrato la debolezza umana, poi piangendo amaramente e pentendosi del tradimento, non dicendo “sono schiavo del demonio che mi ha ingannato, in fondo sono solo una vittima da scusare, amare e compatire”.

Conclude poi con quei concetti, che se si trattasse di veri cristiani santi e ricchi di virtù, sarebbero una condivisibile esortazione:
E sarete molto contenti di essere umiliatiovvero che ci facciano ingiustizia, perché avrete occasione che si mostri il vostro cristianesimo, spezzando la catena del male che provoca la ingiustizia, nel vostro corpo. Questo è terribile, perché il mondo non sopporta una ingiustizia senza risolverla, si deve risolverla. Se tua moglie ti fa un'ingiustizia devi menarla, devi fermare questa ingiustizia; deve imparare perché non lo faccia più: due schiaffi e così sta.”
Il vero santo è veramente lieto di subire l’ingiustizia (quando non riesce ad evitarla), ma solo perché sa che ciò va a "completare nel suo corpo quello che manca alle sofferenze di Gesù". Non se ne sottrae, ma la assume. I martiri muoiono. Non cercano la morte. Non desiderano l'ingiustizia. Ma quando arriva, se ne fanno carico in nome di un amore, del loro amore per il Signore. Non fanno la sceneggiata neocatecumenale della "vittima" che deve chiedere perdono al suo "carnefice".

Fatte salve le persone con cuore retto, il neocatecumenale è un cristiano di facciata, un ipocrita. Perché nel Movimento Neocatecumenale, sono proprio quelli che si dichiarano “maestri” ad essere portatori di ingiustizia, menzogna, disamore ed indifferenza al dolore del prossimo.
Sono loro i primi a fare del male, molto spesso, per non dire sempre, seguiti dagli adepti convinti dell’illuminazione di questi “mostri” (come Kiko definisce i peccatori che fanno male all’uomo) o troppo impegnati ad adularli per conquistarsene le grazie.
Come mai nel Movimento Neocatecumenale la “catena del male” non si è mai fermata, pur essendoci state e tuttora essendoci persone che subiscono l’ingiustizia?
È la "domanda da cento milioni di dollari", la domanda tabù. Ma ha una risposta.

"Barman liturgico" col coppone designed by Kiko,
durante una "liturgia" neocatecumenale
E la risposta è che nel Movimento Neocatecumenale non si persegue MAI la giustizia e la virtù, nonché l’allontanamento dal peccato.
Nel Movimento Neocatecumenale si forgia un popolo di peccatori incorretti ed impenitenti, convinti di “non poter non peccare”, che insegnano a loro volta ad altri la stolta dottrina, con l’effetto finale che esistono immancabilmente carnefici e vittime nella stessa “chiesa”.

È inutile evidenziare che i carnefici solitamente sono i “maestri” (anche se ne esistono di retti) e tutti quei “fratelli” che hanno ben compreso quanto sia inutile combattere il peccato, cose da legalisti, moralisti e falsi superbi.

Le vittime saranno invece i retti di cuore, quelli che realmente cercano di piacere a Dio nella loro fallace umanità, che accorgendosi dell’enorme buco malvagio neocatecumenale cercano dall’interno di contrastare il sistema senza alcun successo, anzi vedendo realizzata la Parola del Salmo che parla della prosperità dei malvagi.
A questi sarà riservato disprezzo, giudizio, maledizione, umiliazione e pubblico ludibrio, accusati di non accettare l’ingiustizia che gli stessi “fratelli” e “maestri” sono LIBERI di perpetrare contro di loro.

Lo dice bene il card. Kasper cos'è la Misericordia:
"Come dice la parola stessa significa avere un cuore per i miseriessere attenti per gli altriper il prossimo, Vedere dove soffrono, dove sono le loro ferite, i loro bisogni. Avere occhi aperti, non rimanere indifferenti... In secondo luogo bisogna ricordarsi che la Misericordia non è solo una compassione, ma è un ATTEGGIAMENTO, UNA VIRTÙ, una virtù ATTIVA (nda. non "passiva" come diceva più sopra l'Arguello). Vuole combattere la miseria, vuole andare incontro. Non muove solo il cuore, ma anche le mani e i piedi. Ci fa camminare, andare incontro agli altri, aiutare come il buon samaritano che si è abbassato nel fango, ha toccato le ferite, e poi ha anche pagato per l'uomo misero che aveva soccorso. Il buon samaritano ha fatto di più di quello che avrebbe richiesto la giustizia. E questo perché la misericordia è la giustizia più grande".
E così nacque davvero una “NUOVA CHIESA” (diversa dalla bimillenaria cattolica che fu fondata da Nostro Signore), con una sua dottrina eretica e anticristiana, a servizio del male.

41 commenti:

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  2. I neocat, dal signor trettre dottor (h.c.) sparaballe Arguello in giù, predicano "sozzure e macelli" per tutti tranne che per loro.
    Basta pensare a come strillano ogni volta che viene fuori qualcosa a loro carico, da Apuron ai contagi in Campania, per non parlare dei soldi e delle soperchierie dei capi e capetti.
    Anzi, arrivano pure a minacciare denunce a carico di chi si azzarda ad aprire bocca.
    Quando si dice coerenza...

    p.s. Scusate l'O.T. Hanno una santa di qualità superiore quale la Cara Estinta S. Carmen (leggasi Sora Carmen) e questa non li ha protetti dai contagi? Come mai? E perché non impetrano alla Sora Carmen la cessazione dell'epidemia?
    Vuoi vedere che quando sarà finita cominceranno a strillare urbi et orbi che tutti i camminanti l'hanno invocata e le attribuiranno di aver compiuto il miracolo?
    Vista l'attitudine alla menzogna di Sankiko ciarlatano la cosa non mi stupirebbe.

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  3. Post molto interessante che DIMOSTRA come l'interpretazione che Kiko da del Vangelo non ha NULLA a che fare con l'interpretazione che ne da la Chiesa. E' tutta una cosa personale.
    Un'interpretazione stravagante, non priva, in certi spunti, di un certo ingegno, ma assolutamente stupida, cioè totalmente superficiale.
    Insisto sull'importanza del Catechismo della Chiesa Cattolica: se l'avessero letto i camminanti NON crederebbero alle idiozie di Kiko.

    Riprendo l'ultimo intervento di Tripudio del post precedente, che è in tema col post di oggi.
    E' vero, tanti camminanti sono brave persone, non lo si può negare, e sono anche coerenti a ciò che credono, ma anche tanti Testimoni di Geova lo sono.
    Il problema è che, anche se in buona fede, credono alle idiozie di Kiko perché non conoscono il Catechismo e questo mette la loro generosità al servizio della divisione nella Chiesa.
    Per assurdo sono proprio i camminanti che sono delle brave persone a fare più danni, proprio perché bravi ma al servizio di una setta, anche se ben mascherata.
    Sono come i bravi soldati del Raich: se fossero stati meno disciplinati avrebbero fatto meno danni.

    Di fatto, anche se il Cammino fosse composto da tutte persone integerrime (ma sappiamo che non è così), anche se, per ASSURDO Kiko non fosse eretico (e invece ha la capacità di sparare eresie a mitraglia), il Cammino sarebbe comunjque una SETTA perché nella Chiesa porta la DIVISIONE, mentre Gesù fa dell'unità un modo di attuare il Vangelo e testimoniarlo.

    Ma l'unità si fa sulla fede e sull'amore, per cui, se pure per ASSURDO Kiko non dicesse eresie, l'eresia deve nascondersi da qualche parte nel Cammino: Sarebbe il Cammino stesso che col suo modo di fare, col suo senso di superiorità di fatto testimonia la DIVISIONE.

    Non mi riferisco alla divisione che porta il Vangelo, ma a quella che fa contrapporre il Cammino ai "cristiani della domenica".
    La Chiesa, infatti, non ha mai legato la salvezza all'appartenenza a un gruppo, a una confraternita, a un ordine religioso, cose che possono aiutare ma non necessarie in senso assoluto.
    La Chiesa da 2000 anni offre tutti gli strumenti di salvezza e perciò tutta la grazia necessaria, ma il Cammino quando entra in una parrocchia lo fa CONTRAPPONENDOSI agli altri.
    L'unità che gli interessa (che non si fonda sulla carità ma solo sull'ideologia) è solo quella interna, come nelle SETTE.
    Solo questo basterebbe per evidenziarne l'eresia

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  4. Kiko ha la capacità di dire idiozie, ma di dirle bene. Come i furbi, che sono terra terra ma ingenosi.

    Dice che occorre "soffrire ingiustamente l'ingiustizia"?
    NO: l'ingiustizia va sofferta GIUSTAMENTE, cioè da giusti.
    Che forse Gesù ha sofferto INGIUSTAMENTE l'ingiustizia della Croce (come Kiko pretende che facciano le vittime nei riguardi dei catechisti carnefici)? No di certo.

    Perché un conto è dire che Gesù ha sofferto ingiustamente la Croce e un conto è dire che ha sofferto ingiustamente l'ingiustizia (della Croce).

    Inoltre Kiko, insistendo OSSESSIVAMENTE sull'olocausto che richiede ai camminanti, tralascia completamente che la predicazione di Cristo che riguarda i rapporti interni degli Apostoli e dei discepoli, è legata al servizio.
    Nel mondo avvengono le ingiustizie, ma TRA VOI NON SIA COSI'.

    Può capitare di dover offrire qualcosa, ma nel rispetto della VERITA'. San Paolo sopporta le catene, non le ingiustizie nella Chiesa. E quando sopporta la malignità dei fratelli invidiosi lo dice apertamente.
    San Paolo arriva a SCOMUNICARE chi vive in una situazione gravemente immorale.
    San Paolo non avrebbe tollerato stupratori e pedofili.

    Inoltre c'è da notare che è Kiko stesso ad ammettere, senza nessuna preoccupazione, nessuno sdegno e quasi come fosse normele, che nel cammino i fratelli (si fa per dire) non vengono guariti, ma umiliati, "uccisi", sfruttati, trattati ingiustamente...
    Che il Cammino non è una realtà cristiana, cioè secondo lo Spirito di Cristo, è Kiko stesso a "confessarlo". Incredibile: astuzia quanto si vuole, ma acutezza molto poca

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  5. 1) Pedagogia neocatecumenale.
    Togliere ogni autostima ai figli convincendoli di non poter fare quello che fanno gli altri (ma non solo alcune cose negative, tipo ubriacarsi o fumare -fumare poi, è cosa buona, lo fanno i capi-
    , no, proprio tutto, anche le cose sane come giocare a pallone) compensando (qsta è tecnica di manipolazione psicologica) con una inesistente superiorità ("sei figlio di sacerdoti, hai una missione") . È la stessa tecnica con cui gli estremisti islamici addestrano i "BAMBINI SOLDATO" in Africa.
    Il risultato consiste o in figli schiacciati da mille depressioni o nel modellamento (scusate ma è peggio perché ne vanno di mezzo anche i figli degli altri) di perfetti BULLI (quando sono a scuola lontano dagli occhi dei genitori o quando sono "in comunità" verso i più deboli, con il tacito permesso e COMPIACIMENTO dei genitori stessi).

    2) Messaggi subliminali.
    Quelli che, nella predicazione di Kiko, possono sembrare solo esempi incidentali per spiegare il concetto, sono dei veri e propri messaggi subliminali che agiscono PER GRADI nella psiche degli ascoltatori ( sul tipo finestra di Overton) facendogli prima prendere in considerazione (così, a livello teorico) di poter fare cose a cui mai avrebbero pensato ("tu sei capace degli stupri", "è solo questione di circostanze"), fino a che si insinua il pensiero (perché il PENSIERO e la DECISIONE di agire PRECEDONO sempre l'azione .. altro che "non ti sei reso conto"!) il pensiero "posso provare a farlo anchio" .. a menare la moglie ad es.
    Dice Kiko che tutti ne sono capaci, voglio provare anch'io! Alla prossima "circostanza" ci voglio provare! Oppure i figli, per "il loro bene" ovviamente, oppure a rubare 1 po' sul lavoro, perché ho subìto e sono "giustiziere", così mi ha fatto il demonio, alla prossima "circostanza" ci proverò! Finora mi sono trattenuto per MORALISMO, ma alla prossima "circostanza" darò libero sfogo a quello che mi passa per la testa .. perché voglio diventare cristiano!

    E così, care autorità di polizia, quando arresterete il prossimo autore di femminicidio, investigate se fosse appartenente al CN, perché in tal caso, non solo lui sarebbe il responsabile ... il giudice, con il vigente ordinamento, non incriminerà nessun altro, ma almeno sarà detto in 1 aula di tribunale che 1 equivoco movimento ecclesiale, strutturato gerarchicamente a setta, è "soggetto informato dei fatti"..
    D'altra parte, l'imputato stesso ve lo confermerà:
    " è il DEMONIO che mi ha messo in mano il coltello" .

    Infatti, l'unica "soddisfazione" che ho avuto dalla mia causa NON voluta di separazione, (né mantenimento, né risarcimento) .. solo 1 frase:
    "le scelte religiose del coniuge sono giudicate esasperate e condizionanti la vita coniugale".

    Riflettete donne col marito NC, dal quale magari siete abituate a farvi menare, anche solo psicologicamente, potrebbe venire il momento in cui i "catechisti" gli inculcano (in modo più o meno subliminale) che la cosa migliore (per il Cammino ovviamente, ma la chiamano "volontà di Dio") è quella di separarsi, anzi, da bravi misogeni, di "mandarvi via".

    Credete alla mia exp, se volete, sul momento sembra la fine del mondo .. ma è la cosa migliore che vi possa capitare.
    Per sbaglio, hanno fatto la cosa giusta.

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  6. Io sono sempre stata una obbediente nel Movimento Neocatecumenale e, per mia dabbenaggine, ho aspettato paziente quel momento in cui lo Spirito Santo avrebbe cambiato la mia natura e quella dei "fratelli".
    Mi ci sono voluti 35 anni e la fine del Cammino con l'Elezione e pure il Matrimonio Spirituale per comprendere che non sarebbe arrivato MAI.

    In realtà, già all'Elezione mi sono incominciati i primi dubbi: la comunità era divisa da lotte interne, dichiarate e sommerse, i "fratelli" non si amavano per niente, ognuno pensava per sé e per il proprio orticello, le menzogne per sembrare "a posto" non si contavano, come anche le frecce al fianco scoccate per pura invidia, estenuanti, ostentando indifferenza a tutto, tranne che ad adulare le mezze calzette che si identificavano come "catechisti". Il parroco, peraltro necatecumenale, è stato vessato dai catechisti in mille modi possibili, desautorato, zittito, piegato alla loro stolta volontà: sono riusciti, in pratica, a distruggere una parrocchia con le loro "pensate ispirate da Dio". E lo dicevano anche: "Il Signore ci ha ispirato di fare così...", e giù una decisione devastante per le comunità e per la parrocchia, forti solo della loro stolta ispirazione.

    In questo clima, non solo io, ma molti, avevano seri dubbi sul poter affrontare il passaggio dell'Elezione, ma tutti hanno taciuto davanti ai catechisti. Adulazione e mal riposto timore.
    Io e mio marito abbiamo parlato, e da lì sono iniziati seri dolori.

    Secondo i "catechisti", fare il passaggio dell'Elezione avrebbe portato "spirito", messo a posto le cose, "ci avrebbe fatto bene".
    Il cane preso dalla coda: invece che considerare Eletti i giusti, hanno agito come se la giustizia potesse arrivare agli ingiusti solo attraverso il loro inventato passaggio.
    Naturalmente non è arrivata.
    La situazione fatiscente della comunità è addirittura peggiorata: maldicenze, delazioni, parlare dietro le spalle, colpi bassi e molte menzogne: tutto col beneplacito dei "catechisti" che davano ascolto alla parte "malata" ed esortavano irresponsabilmente a "parlare bene, parlare sempre bene, dire solo le cose buone...".

    Per aver vissuto tutto questo, e per essere stata duramente colpita dai "catechisti" per le mie obiezioni, posso dire ad alta voce che nel Movimento Neocatecumenale tutto arriva, tranne che lo Spirito Santo.

    Questa situazione, molto sofferta, grazie a Dio ha iniziato ad aprirmi gli occhi e piano piano mi sono resa conto che nel Movimento Neocatecumenale regna l'ingiustizia, il buonismo casereccio spacciato per Misericordia, e molto molto moralismo esteriore, non corrisposto nella vita reale.

    E' stata proprio la discrepanza tra "santità" e "giustizia" (cristiana) il punto nodale che ho rilevato.
    Lì si chiede che venga "assunta l'ingiustizia", con questo ammettendo che nelle comunità esiste l'ingiustizia e gli annessi dirompenti peccati, ma agli "ingiusti" non viene mai offerta correzione o insegnamento della buona via da percorrere. Vengono giustificati sempre.
    E se chiami male il male, ti tacciano di giustizialismo, moralismo, legalismo e tutto di più.
    C'è troppo rispetto per IL MALE.

    Questo è il Movimento Neocatecumenale, fino ai più alti vertici, con cui ho avuto ripetutamente a che fare: lasciano che il peccato e l'ingiustizia (DEI COSIDDETTI CRISTIANI) imperversi e non si smuovono di un millimetro per la santità, ma solo per la "non resistenza al male", che opera quindi sempre indisturbato.

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  7. Per la cronaca, non è vero che "il Signore ti manda le disgrazie per convertirti". Il Cammino, dicendoti questa frottola, ti fa credere che il Signore sia un controllore fiscale sadico e cattivo.

    «La pandemia del Coronavirus, come tutte le malattie e la stessa morte, sono una conseguenza del Peccato Originale. La colpa di Adamo, capo del genere umano, ha privato lui e i suoi discendenti non solo della Grazia, ma anche di tutti quei doni che Dio gli aveva dato alla Creazione. Da quel momento la malattia e la morte sono entrate nel mondo, quale punizione per aver disobbedito a Dio».

    Chiaro? Non è che Dio ti ha mandato la "punizione". È il peccato - cioè l'inimicizia tra uomo e Dio sorta col Peccato Originale, e quindi di conseguenza anche inimicizia tra l'uomo e la creazione - ad aver causato tutto. Il chiamarla "punizione divina" non può essere né la scusa per negare la misericordia di Dio, né l'alibi per negare la giustizia di Dio (poiché è noto che soffrono anche tantissimi innocenti e non si può attribuire a Dio il voler fare del male, ancor meno il voler fare del male a degli innocenti).

    Il resto dell'intervista è a questo [link].

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  8. Uomo Libero!!!30 marzo 2020 12:32

    PER CONTINUARE A RIEMPIRE LE CASSE DEL CAMMINO, KIKO DOVREBBE ARRUOLARE CHUCK NORRIS...

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  9. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  10. Libera, la tua testimonianza fa riflettere.

    Sei arrivata fino alla fine del cammino o, meglio, fino alla fine dell'inizio del Cammino, per cui ci sei stata dentro più di tutti.
    Eri pienamente camminate, ma una cosa mi ha colpito: non eri integrata al 100%.
    Una parte della tua esperienza, quella più autentica, non l'hai mai data al Cammino, ma è rimasta nella Chiesa.
    Tu forse credevi di avergliela data, il Cammino ha cercato di appropriarsene, ma lì non hai ceduto.
    Era come un istinto in cui agiva lo Spirito Santo.

    Il Cammino ha preso molto della tua vita, ma non il tuo matrimonio.
    Lì tu e tuo marito avete seguito la Chiesa, non Kiko o i catechisti.
    Nel vostro matrimonio Kiko non è riuscito a entrare.
    Ha colpito come faceva il demonio con Padre Pio, ma non è entrato. E' lì che avete sperimentato la Chiesa. Ed è lì che ha agito la grazia.

    Come don Rosini: messo alle strette se ubbidire a Kiko o alla Chiesa, ha scelto la Chiesa. E i frutti non sono mancati.

    Se oggi ti ritrovi a scrivere post così utili e che stimolano a riflettere, è perché hai scelto la Chiesa.
    In quest'ottica, nonostante il dolore tuo e di tuo marito, si può dire che ne valeva la pena.
    Oggi c'è una LIBERA che testimonia la verità in modo tale che, forse, solo 35 anni di prigionia nel Cammino "elaborati" e forgiati attraverso la grazia, hanno potuto manifestare.

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  11. @ Pietro (NON del Cammino)

    Ti ringrazio per il commento, è per me come una conferma.

    Le cose che hai detto, io e mio marito le abbiamo sempre pensate, ma non volevamo appoggiarci troppo alle nostre idee.

    Mi rinfranca molto che tu abbia detto "Era come un istinto in cui agiva lo Spirito Santo".
    L'abbiamo pensato anche noi di essere stati guidati da un istinto, da uno Spirito molto più comune a quello della Chiesa che a quello del Movimento Neocatecumenale.

    Infatti, da quando mi sono messa leggere Catechismo, Magistero vario e vite dei Santi, ho proprio trovato quello che il mio Spirito sentiva, in piena assonanza.

    Che tu, nemmeno conoscendoci, l'abbia potuto "sentire", è per me motivo di conferma e di grande conforto.
    Grazie.

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  12. Cari fratelli per essere dei buoni cristiani non occorre seguire mille regole,preparazioni,annunci,imposte da kiko ma basta una Fede semplice seguendo il Catechismo della Chiesa Cattolica.

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  13. Grazie libera.
    Bella immagine del perfetto adepto neocatecumenale, tutto preso ad "inculcare" la dottrina Kikiana ai figli ed a fare del male ai fratelli di comunità, in nome di una imprecisata tendenza al male "involontario".

    Il cammino neocatecumenale cambia il concetto di misericordia, ma cambia anche il concetto di peccato, di verità e di giudizio.

    Il peccato diventa necessario ed involontario, fatto per semplice e incontrollabile predisposizione naturale al male, senza colpa e senza controllo.

    Nel cammino neocatecumenale ci si comporta da "bambini", nel senso che non è richiesto nessun controllo di se stessi.
    C'è una fase in cui sei sollecitato, dai catechisti neocatecumenali, a dire e fare tutto quello che ti passa per la testa.

    Ho assistito a giri di esperienza, durante alcune convivenze neocatecumenali , vissute con il coltello in mezzo ai denti e con gente avvelenata che sparava sentenze e merda su tutto e su tutti.

    Queste persone venivano considerate davvero "libere", cioè prive di ipocrisia e falsità, solo perché erano prive di scrupoli e misericordia.

    Alcune volte, questi comportamenti pieni di arroganza, superbia, ignoranza, cattiveria gratuita, sono stati definiti dai catechisti :" Mettere le persone nella verità ".

    Continua......

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  14. Ti umiliano per il tuo bene, per farti vedere come ti ribelli e come ti difendi, in pratica come sei lontano da Cristo che non si ribella e non si difende.

    Dopo un po' di anni vengono ribaltate le cose, i catechisti inseriscono il concetto neocatecumenale del "giudizio".

    In pratica tutto quello detto al fratello di comunità non era più considerato verità ma giudizio.

    Ecco allora la gente che prima non poteva difendersi dalla "verità dei fratelli", ora invoca il peccato di giudizio.

    Quindi ora nel nome del :" Chi sei tu per giudicare?", viene introdotto, dai catechisti, l'obbligo di non giudicare ed il concetto di richiesta di perdono obbligatorio verso il fratello per cui si nutre un giudizio

    Ancora meglio, in comunità si continua a giudicarsi senza pietà a condizione che poi si chieda perdono alla persona giudicata.
    Niente pentimento, niente rinuncia al peccato, semplice perdono obbligatorio per rispettate una norma e sentirsi senza colpa e senza rimorso.

    Questo perdono và accettato senza se e senza ma:"Settanta volte sette", come risponde Gesù Cristo all'Apostolo che chiede quante volte si debba perdonare al fratello.

    Continua.....

    RispondiElimina
  15. Questo perdono è di facciata.
    Non è "vero" e non è "sentito", fa parte di una prassi che serve solo a dare l'impressione di essere umile.
    Serve a far credere al tuo detrattore di essersi umiliato, ma provate a rifiutare questo perdono "finto" e vedrete il cambiamento di atteggiamento del fratello a cui rifiutate il vostro perdono.

    Ora cambia la stessa definizione di giudizio, viene considerato giudizio tutto quello che dicono i catecumeni, mentre viene considerata verità solo quello che dicono i catechisti neocatecumenali.

    Ora avere qualcosa contro i fratelli di comunità, obbliga al perdono, quindi, per non umiliarsi, non si dice più niente ai fratelli di comunità, o se proprio si deve dire dice qualcosa, si specifica rigorosamente prima di parlare :"Non per giudizio, ma devo dirti questa cosa".

    È chiaro che quello che viene detto non è verità, quindi può essere accettato o non essere accettato.

    Solo quando viene detto dai catechisti neocatecumenali, allora va accettato come verità è non semplice verità ma verità ispirata dallo spirito santo.

    Ora la verità viene dai catechisti neocatecumenali che possono dire quello che vogliono ai loro catecumeni senza Incorrere nel nuovo "peccato di giudizio".

    Continua.......

    RispondiElimina
  16. Cosa è cambiato tra il prima e dopo?

    Prima, quando il fratello ti umiliava durante il giro di esperienza o in comunità e tu facevi lo stesso al tuo turno, eravate ispirati dalla "verità", tutto serviva a metterti nella verità.

    Dopo, se lo fai tu piccolo neo catecumeno diventa giudizio ispirato dal demonio, mentre se lo fa il tuo "illuminato" catechista magari durante uno scrutinio, non è giudizio ma è verità detta per il tuo bene per aiutarti a diventare Cristiano, specialmente se ti umilia, ti insulta e ti tratta da schifo.

    Questo è quello che ho vissuto io.

    In nome di Gesù Cristo nel cammino neocatecumenale è lecito distruggere l'autostima delle persone, umiliarle, insultarle, tirare fuori il peggio di loro, imporre il silenzio è non spiegare mai le scelte del "movimento neocatecumenale".
    Essere "piccoli" imbecilli per tutta la vita e scodinzolare per avere un "sorrisino" o una "pacca sulle spalle" dall'ispirato e illuminato catechista in auge in quel momento.
    Rinunciare ad essere una persona e diventare un contenitore.
    Contenitore da svuotare da se stessi e da riempire con le "nuove verità" rivelate dal perfetto e potente cammino neocatecumenale.

    - Cammino neocatecumenale?

    - NO GRAZIE

    LUCA

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  17. Notizie da Guam!!

    «A quanto pare certi portafogli sono rimasti senza soldi».

    Tre anni fa il vescovo pedofilo neocatecumenale Apuron, che si era dato alla latitanza come tutti i neocatecumenali colti in castagna (alla faccia della "fede adulta" e del "non resistere al male"), fu scovato a Fairfield, in California, in una casa di proprietà della vicedirettrice della Banca di Guam. «È un pedofilo e uno sporco ipocrita... e tenterà di fuggire di nuovo», disse l'avvocato delle vittime. (Tutte notizie tratte da un'intervista pubblicata a suo tempo sul GuamPOST).

    Qui ci eravamo sempre chiesti per quale bizzarra catena di appoggi il vescovo pedofilo neocatecumenale, successivamente condannato come tale dalla Santa Sede, ed il cui ricorso venne respinto da papa Francesco che gli confermò la condanna, era riuscito comodamente a espatriare e trasferirsi in California e ritrovarsi dotato di patente di guida valida e perfino di tessera elettorale, oltre che di comoda casa di latitanza.

    Certi importanti soggetti della vita pubblica di Guam (l'Avvocata di Stato, il Direttore del Catasto, la vicedirettrice della maggior banca locale, la nuova Governatrice...) a suo tempo si erano ripetutamente dimostrati incredibilmente favorevoli alle manovrine "dietro le quinte" dei neocatecumenali, talvolta rischiando la faccia e la reputazione, come se fossero dei "kikos".

    Ed anche dopo la caduta ignominiosa del vescovo pedofilo neocatecumenale, l'innominata «organizzazione» kikiana ha continuato a lavorare alacremente dietro le quinte per reinstallare un seminario kikiano a Guam e far saltare gli accordi di vendita della Yona property, a tutto danno delle vittime del pedofilo neocatecumenale e dei pedofili che costui aveva sempre protetto. Se c'è una cosa in cui il Cammino riesce benissimo, è sabotare qualsiasi opera di carità della Chiesa, specialmente se diretta alle vittime del Cammino.

    Ma come riassunto sopra, "certi portafogli sono rimasti senza soldi". Un'associazione locale denominata "Commissione di Vigilanza" sta lamentando che la Governatrice - quella famosa per essere l'abortista votata dai neocatecumenali - con la scusa del Covid-19 ha sospeso la legge sull'Open Government che consentiva la trasparenza sull'operato dei politici. La faccenda è piuttosto seria perché sull'isola, di appena 180.000 abitanti, gli intrecci fra politica, giornalismo, mondo bancario, sono piuttosto consistenti e qualsiasi manovrina contro la trasparenza è dimostrazione che stanno per avvenire grosse manovrine dietro le quinte, magari proprio per riempire certi "portafogli". Non è da escludere che c'entri il Cammino, essendo ben nota dallo scandalo Apuron la ramificazione dei suoi tentacoli.

    Per noi italiani - che da parecchie generazioni abbiamo visto gli effetti delle infiltrazioni mafiose e della corruzione politica - non sembra una novità, e tante volte siamo persino rassegnati a che tale cancro non svanirà più dal nostro paese. Ma per chi vivendo lì in una pacifica isola del Pacifico ha visto attecchire e crescere la setta del Cammino, e la vede infaticabilmente all'opera nonostante il grossissimo scandalo, non sarà affatto gradevole.

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    1. Che i kikos d'alto lignaggio siano coinvolti col potere politico, almeno in certi paesi, non è una novità.
      Basti pensare alla Spagna e al Perù. Al sostenitore McCarrick, coinvolto in politica da sempre.
      Adesso anche Guam.

      Certi appoggi non si limitano al clero o al mondo economico-finanziario.

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  18. Certo che per essere "cristiani adulti" siete pieni di pedofili, ladri, corruttori e maniaci sessuali però magari fate le pulci alle parrocchie che sono piene di "persone orribili".

    Mah...

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  19. Le notizie danno Kiko fuggito i Spagna come è cominciata l'epidemia qui in Italia; considerando la faccenda al "modo neocatecumenale" il tutto nasce in Cina dove il cammino voleva fare la "grande Evangelizzazione", ora i paesi più colpiti sono Italia e Spagna dove c'è l'80% del cammino, e a seguire gli Stati Uniti dove ci sono la maggioranza degli scandali neocatecumenali.
    Cosa vorrà dire Dio con questi fatti?
    A me quello che colpisce è il silenzio di Kiko che generalmente parla anche quando dovrebbe tacere, e adesso che dovrebbe parlare sta zitto; pensava di salvarsi fuggendo e adesso è in un posto peggiore rispetto a quello da dove è fuggito, se lo avesse fatto ciascuno di noi avrebbero detto che "fuggiamo dalla Storia", se lo fa lui invece ha fatto bene.
    Credo che questa volta neanche il loro modo di rigirare a proprio favore le situazioni sia possibile visto l'assurdità del loro operato, e per questo tacciono.

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    1. Kiko é fuggito in Spagna quando in Italia si iniziava a parlare dei contagi,come mai!!!!non si é fidato di Dio?ora che in Spagna stanno peggio di Noi,dove pensa di scappare?Almeno ché non é deceduto e lo stanno nascondendo visto che in questo periodo non potrebbero fare il funerale megagalattico.
      Mi é stato riferito che in un paese della provincia di Napoli,ci sono contagiati,sacerdoti inclusi,proprio in una zona dove ci sono due parrocchie che ospitano il cammino.
      Chissâ se non é la stessa cosa che é successo a sala Consilina.

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    2. Chissà invece quanti sono i fratelli del Cammino che nonostante la loro "promiscuità" non si sono infettati, e andranno blaterando che questo loro offendere il Signore sarebbe stato "benedetto dal Signore", anzi, da SanCarmen SanHernandez di categoria superiore al Signore.

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  20. Si stanno comportando come il loro mentore.. Da vigliacchi e pusillanimi.
    Mi si smentisca se possono!

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  21. Kiko si è fatto vivo da Madrid con le indicazioni per celebrare il Triduo Pasquale a casa .
    http://kairosterzomillennio.blogspot.com/2020/03/kiko-arguello-anotaciones-sobre-la.html?m=1

    Frilù

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    1. Da alcune settimane i cattolici si stanno rendendo conto della differenza tra il partecipare alla Messa (cioè essere lì presenti mentre avviene il Sacrificio Eucaristico con addirittura la possibilità di mangiare il Pane di vita eterna). Al fedele cattolico, in tempi durissimi come questi, il dolore di poter fare solo la "comunione spirituale" (che non è un sacramento) ricorda la gioia dell'incontro personale e sacramentale con Nostro Signore, gioia che speriamo presto di poter riottenere tutti.

      Gli adoratori del tripode Kiko-Carmen-Cammino, invece, proseguendo on-line le loro attività, si stanno rendendo conto che il Cammino consiste nel recitare una parte, e nel rifilarsi prediche gli uni gli altri.

      Infatti una liturgia "desacralizzata" come quella del Cammino è in fin dei conti solo una chiassata parolaia di omelie laicali diluviate dagli uni addosso agli altri, è solo una messinscena di imbecillissimi "gesti" (come il girotondino col passetto), inutilmente fracassoni (il triplice battimani con sottofondo di grattugiata di chitarrelle), che a vederselo su youtube non cambia niente (tranne il dimostrare quanto è imbarazzante "celebrare" quella robaccia).

      Nella Chiesa Cattolica, la Comunione è la massima vetta spirituale, un gesto personale che riguarda esclusivamente "te e il Signore". Dovunque avvenga, ha lo stesso infinito valore, anche se con solo un minuscolo frammento delle specie del pane o una goccia delle specie del vino.

      Nel Cammino Neocatecumenale, invece, la Comunione è solo un gesto simbolico di unità fraterna, cioè una parte dello spettacolino "comunitario". Un fratello del Cammino crederà che la "Comunione modello neocatecumenale" vale di più di quella amministrata dalla Chiesa, e crederà che il meglio della propria vita spirituale può avvenire solo nella comunità neocat in cui è iscritto. In altre parole, anche qualora lo negasse, il kikos sotto sotto crede che è più importante la chiassata comunitaria che la comunione sacramentale. E se ne sta rendendo conto

      La strategia di Kiko e dei suoi pretoriani risulta dunque essere: "o bere o affogare". Lo sanno bene che tanti fratelli del Cammino si stanno rendendo conto che il Cammino è una ridicola pagliacciata. Chissà cosa stanno architettando per cementare di nuovo le comunità, visto che tutti i trucchetti (famiglie in missione, communitates in missionem, centopiazzate, ecc.) li hanno già escogitati e usurati da tempo.

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    2. non esattamente...prima si è lamentato del fatto che fossero uscite "indicazioni" non ufficiali da email "false". Poi vabbè, vogliamo parlare della "farsa" della veglia in casa? Chi ha "tanti figli" può fare la recita. Chi è da solo beh...può leggere oppure (ma proprio se non ha alternative eh) guardare la Veglia alla tele...come i cristiani della domenica..

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    3. La lettera annuncia l'invio del "sussidio" che al momento non è ancora stato inviato
      Interessante il tono, NESSUNO può azzardarsi a inventare niente, se qualcuno aveva dubbi...

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    4. E mi raccomando: pregate per loro. Non pregate perchè finisca la pandemia, perchè non muoia più gente, per i medici...NONO. Pregate per Kiko, Carmen e Padre Mario. Punto.

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  22. L'esempio più fulgido dell'autoreferenzialità neocatecumenale avviene proprio in questo tempo di isolamento forzato.
    Non riescono a stare separati da quei quattro gatti che formano la comunità e ne inventano di tutte: preghiere con collegamenti tra "fratelli" nelle rispettive case, "messe del catecumeno" con webcam senza prete, Lodi e Vespri condivisi macchinosamente e con difficoltà per i meno tecnologici o i più anziani...
    Tutto, pur di "sentirsi" tra "fratelli". E' come una dipendenza.
    Sapranno che se, per esempio si fanno le Lodi, hanno lo stesso valore spirituale sia che vengano fatte all'interno della famiglia o da soli, che se si fanno in collegamento web?
    Che cosa aggiunge "fare le Lodi" in collegamento webcam con i "fratelli" nelle case e senza prete, se non la macchinosa distrazione di collegare fili, accedere a piattaforme e risolvere i vari problemi di disconnessione o cattivo segnale?
    Un conto è se ci si unisce alla Chiesa, con la presenza sacramentale del sacerdote ed universalmente accessibile a tutti, un conto è se ci si ritrova "tra amici" per fare cose che si potrebbero fare benissimo (e probabilmente con maggiore raccoglimento) da soli o con la propria famiglia.
    Non dico che molti non ricorrano anche alle trasmissioni della Chiesa Universale, ma la triste foga di "ritrovarsi via webcam" a pregare solo tra "fratelli" in collegamenti incrociati dalle proprie case, mi sembra quantomeno ridicola.
    Anche perché non aggiunge nulla alla preghiera.
    Mi pare piuttosto un modo, con l'alibi della preghiera "comunitaria", per uscire dall'isolamento odierno, non potendo fare a meno della loro chiusa e ridotta "socialità".
    Le trasmissioni aperte a tutti divulgate anche dalle varie Chiese locali hanno un senso, chiunque vi si può collegare, anche chi non è mai andato a Messa e sente il bisogno in questo tempo di rivolgersi a Dio.
    Hanno una funzione anche evangelizzatrice, se si vuole.
    Quelle invece tra quattro gatti (ooops, "fratelli"), ancora una volta CHIUSI nelle proprie case, e non più "salette", a chi e a cosa servirebbero, se non a mantenere i contatti "inter nos", di cui non si può proprio fare a meno?
    L'offerta per accedere alla Chiesa Universale c'è, ed è anche molto varia.
    Io vedo questo tempo di isolamento come un invito per la Chiesa a restare UNITA e soprattutto sotto la guida e la presenza ministeriale sacerdotale. Tutti siamo chiamati a partecipare alla Comunione Spirituale con la Chiesa, visto che non possiamo accedere ai sacramenti.
    Per il resto, pregare tra laici via webcam, senza connettersi ad un sito pubblicamente accessibile a tutti, mi pare del tutto inutile, macchinoso ed ancora una volta "chiuso" ed autoreferenziale.

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  23. Alcuni vescovi, non so se tutti, hanno già impartito le disposizioni per il Triduo Pasquale e la Pasqua, in base agli Orientamenti del 25 marzo emanati dalla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti.

    Ciò dovrebbe essere sufficiente e valido PER TUTTI.

    Vedremo se i kikos apporteranno modifiche anche alle raccomandazioni provenienti dalla Santa Sede o se si rimetteranno alle decisioni dei singoli Vescovi.

    La Chiesa ha parlato ed indirizzato.
    I kikos cosa faranno?

    Mi auguro per loro che facciano la cosa giusta, almeno stavolta.

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  24. ....intanto Domenica delle Palme senza la "loro" processione con la "loro" palma da sventolare e il Credo da urlare in chiesa davanti ai "cristiani della domenica"....segni esteriori di una fede adulta. Riusciranno a farsene una ragione? Quest'anno va così in una pandemia tutta da interpretare.
    Alice de

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    1. Esibiranno certamente la Palma Alta sul balcone. Devono pur far capire di essere superiori ai "cristiani della domenica". Non sia mai che qualcuno pensi che i kikos non sono di "categoria superiore".

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    2. Il fatto della palma in bella mostra é la cosa piû orribile e umiliante nei confronti di un cristiano della domenica(detto da loro),come pure quando indossano la vestarella bianca la notte di Pasqua🤮.
      Fanno solo ridere.

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    3. e dove la prendono? Mica si può uscire!

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    4. Quella dell'anno scorso.

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  25. La Famiglia Cristiana fondata sul Sacramento del Matrimonio e' vera Comunitá di Salvezza, vera Chiesa domestica. Non si può portare avanti una Chiamata al Matrimonio e fare parte delle "comunità neocatecumenali" senza venire meno ai propri doveri,senza trascurare figli,moglie,marito e tutti gli affetti più cari e Sacrificare l'unica vera Missione che DIO ti ha affidato:la Tua FAMIGLIA.

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  26. Aih aih Tripudio
    Quello della Palmas Alta de palomeras alta è uno spettacolino a cui non avevano pensato
    Tutti fuori al balcone a cantare Risuscitò con chitarre chitarrelle charango e charanghelli bongo e gongherelli
    ATTENTI ALLA GIROVOLTA CON PASSETTO
    Potreste cadere di sotto
    Animo corajio

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  27. Un'idea se invece di chiamare il sito

    Osservatorio sul Cammino Neocatecumenale secondo verità

    lo chiamassimo

    Tribunale inquisitorio del Cammino Neocatecumenale secondo delazione anonima

    Sembrerebbe più corretto

    RispondiElimina
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    1. L'anonimo delle 20:46, mentre mormora ridicole illazioni dall'alto suo anonimato, potrebbe anche leggere questo recente intervento di padre Ivano (che ci mette il nome e la faccia) riguardo a SanKiko il santone autoproclamatosi "vostro catechista" e autocertificatosi veggente:

      ...Con quale infantile presunzione pretendiamo di risollevare la situazione in molte parrocchie che sono diventate oramai un incubo? Non certamente appaltandole al primo movimento ecclesiale che passa, con il risultato di elevare ipso facto, la parrocchia a prelatura personale di qualche super laico o di qualche veggente settarista con clan a seguito. Ecco che allora bisogna bandire quell’atteggiamento pelagiano anti-salvifico che insiste sulle cose, sulle strategie e sulle persone per riportare al centro la grazia divina che restituisce a Dio ciò che è suo. Perché solo ed esclusivamente ribadendo il kerigma originario, quello apostolico, sine glossa è possibile ripartire, facendo di questo annuncio l’unico mezzo autentico di salvezza, attraverso cui si predica, si educa, si insegna, si agisce e si eleva la preghiera gradita a Dio...

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    2. da girare e incorniciare


      Lei invece è un delinquente con l’aggravante della vigliaccheria.
      Le spiego perché: celandosi dietro l’anonimato mi imputa e attribuisce cose che non ho mai fatto e mai detto, ma soprattutto gesta che non ho mai compiuto.
      Mandi il tutto da una email autentica, non da una email fatta seduta stante su hotmai.com ad esclusivo uso-insulto, quindi firmi col suo nome.
      Poi ne parliamo, se ha i virili attributi per confrontarsi con un soggetto come me e dirmi in faccia le sue assurde falsità.

      Ariel S. Levi di Gualdo

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  28. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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