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venerdì 4 dicembre 2015

«Zorobbabbèle!!»

Antefatto: appena sei mesi dopo la lettera del 1° dicembre 2005 al Tripode neocatecumenale, il 3 giugno 2006, a Roma, nella "giornata dei movimenti", Kiko Argüello si esibì in un'omelia autocelebrativa e rivendicazione sindacale - dopo la quale tutti i neocatecumenali presenti in piazza se ne andarono via anche se pochi minuti dopo era previsto l'intervento di papa Benedetto XVI.

Chi è stato presente quel giorno ricorderà il tronfio Kiko gridare "Zorobabele!" nel microfono per entrare con grande enfasi nella parte saliente del proprio sermone.

Dal blog Opportune Importune traiamo la seguente interessante riflessione sulla «creazione di una controchiesa di matrice massonica», nel nome di un autonominato profeta-iniziatore aspirante alla nomina di messia della Chiesa universale.

"Interessante" non significa necessariamente condivisibile in ogni aspetto; però, per chi riesce a guardare al di là del proprio naso e degli slogan preconfezionati, lo è perché documenta il meccanismo diabolico del pervertire le Scritture (la profezia di Aggeo) allo scopo di giustificare la propria "agenda" teologica (degradare il sacrificio eucaristico a una sacra cena).

Ricordiamo ai professionisti del candore che questo blog riguarda il Cammino Neocatecumenale e che la fedeltà a Pietro non si misura dai proclami o dagli atteggiamenti da tifoseria (cfr. anche Gal 2,11; Lc 22,32).




La congiura contro la Chiesa dei precursori dell'Anticristo

...Nel commentare l'omelia tenuta da padre Raniero Cantalamessa a Westminster, avevo trovato a dir poco interessante la ricorrenza del riferimento alla profezia di Aggeo, che era stata utilizzata anche da Kiko Argüello in occasione dell'incontro con Benedetto XVI il 3 Giugno 2006. 

Mi era parso quantomeno strano che il capo dei neocatecumenali avesse scelto un passo così specifico, presentandolo come se esso avesse un qualche rapporto con il Salmo 146 (Laudate Dominum, quoniam bonus est psalmus) appena cantato ai Vespri di Pentecoste. E mi era parso ancor più strano che proprio quel passo facesse parte della liturgia celebrata all'apertura del Sinodo Anglicano. Vi prego quindi di aver pazienza e di seguire il mio pensiero, perché credo meriti di esser meditato  e condiviso in tutta la sua gravità. 
Neocatecumenali che "fanno l'Eucarestia"...

Il contesto storico della profezia di Aggeo

Aggeo, il decimo dei profeti minori. Un profeta dallo stile più vicino alla prosa che alla poesia, privo di splendori. Dopo settant'anni di esilio, autorizzato dall'editto di Ciro, era tornato in patria. Il primo gruppo di cinquantamila reduci, guidato dal capo dalla famiglia davidica Zorobabele e dal sommo sacerdote Iosedec, giunse a Gerusalemme e ristabilì nell'antico luogo l'altare degli olocausti e il doppio sacrificio quotidiano ed iniziò la ricostruzione del tempio. Ma i Samaritani, intrigando alla corte persiana, fecero sospendere i lavori. Il secondo anno del re Dario, Dio ispirò il profeta Aggeo a stimolare lo zelo dei Giudei perché il tempio fosse in breve completato, e Aggeo adempì l'incarico con le sue profezie, fatte tutte il secondo anno di Dario, in mesi diversi. La fabbrica del tempio fu ripresa nel 520 a.C. che, per le esortazioni di Aggeo e Zaccaria, fu compiuto nel 515, anno sesto di Dario. La datazione è certa, perché ha un riscontro incrociato
con la storia persiana. 

Gli oracoli di Aggeo sono quattro: quello che ci interessa è in particolare il secondo (Ag 2, 1-10), che è il più importante di tutti. Per consolare quelli che piangono vedendo l'inferiorità del nuovo tempio paragonato all'antico, annunzia che il nuovo tempio sarà più glorioso dell'antico, perché accoglierà nelle sue mura il Messia. L'oracolo è del 21 del settimo mese del 520, secondo anno di Dario. 

Curiose coincidenze

1. La celebrazione dell'inizio del Sinodo della Chiesa d'Inghilterra prevede come prima lettura il primo oracolo di Aggeo (Ag 1, 1-8):

L'anno secondo del re Dario, nel sesto mese, il primo del mese, il Signore parlò per mezzo del profeta Aggeo a Zorobabele, figlio di Salatiel, principe di Giuda, e a Giosué figlio di Iosedec sommo sacerdote dicendo: Queste cose dice il Signore degli eserciti: Questo popolo dice: Il tempo di riedificare la casa del Signore non è ancora venuto. Ma la parola del Signore è venuta per mezzo del profeta Aggeo e dice: Per voi dunque è il tempo di abitare in case con bei soffitti, mentre questa casa è deserta? Or dunque così dice il Signore degli eserciti: Considerate attentamente il vostro modo di procedere: avete seminato molto e raccolto poco; avete mangiato, ma senza saziarvi; avete bevuto, ma senza rallegrarvi; vi siete coperti senza riscaldarvi; e chi ha accumulati risparmi li ha messi in una tasca rotta. Così dice il Signore degli eserciti: Considerate il vostro modo di procedere, andate al monte, portate il legname, riedificate la casa: mi sarà gradita, e sarò glorificato - dice il Signore.  

Quale onore essere inginocchiati davanti all'iniziatore!
2. Nella sua omelia al Sinodo anglicano, padre Cantalamessa elogia il dialogo ecumenico ed incoraggia la chiesa d'Inghilterra a farsi intermediaria con i protestanti, citando il secondo oracolo:
Ma su, fatti coraggio, o Zorobabele - dice il Signore - fatti animo, Giosuè figlio di Iosedec, sommo sacerdote, coraggio, o popolo tutto quanto - dice il Signore - lavorate; perché io sono con voi - dice il Signore degli eserciti - E' un impegno che ho preso con voi fin da quando usciste dall'Egitto: il mio spirito sarà in mezzo a voi: non temete. (Ag 2, 5-6). 
3. Arguello, nel rivolgersi a Benedetto XVI, cita il versetto 2 del salmo 146:
Il Signore che riedifica Gerusalemme, Raduna i dispersi d'Israele.
ma si ricollega immediatamente ad Aggeo che esorta Zorobabele e Giosuè a ricostruire il tempio:
Abbiamo ascoltato il Salmo 146 nel quale siamo invitati a lodare Dio perché “Il Signore ricostruisce Gerusalemme”. Gerusalemme e soprattutto il suo tempio, è stato ricostruito da Zorobabele e Giosuè, un laico e un sacerdote.
Con questo riferimento egli attribuisce presuntuosamente a se stesso il ruolo di novello Zorobabele, presentandosi come carisma non per esser vagliato dall'autorità della Chiesa, ma per svolgere un ruolo profetico: 
Lo Spirito Santo ha già dato la risposta. Sta dando la risposta: eccoci Santo Padre, ecco i nuovi carismi, le nuove realtà che lo Spirito Santo suscita in aiuto ai preti, alle parrocchie, ai vescovi, al papa. “Il Signore ricostruisce Gerusalemme”.
Il novello Messia e i suoi autoritratti
E continua: 
In definitiva è l’attuazione del Concilio Vaticano II che ci urge oggi più che mai. [...] Abbiamo bisogno che si attui l'ecclesiologia del Vaticano II, un'ecclesiologia di comunione, della Chiesa come corpo.

Il filo di Arianna che unisce i congiurati

Non possiamo non rilevare il filo che unisce Arguello al Sinodo: padre Cantalamessa, portavoce delle istanze neocatecumenali (versante Arguello) ed ecumeniche (versante Sinodo) nella loro applicazione più devastante. 

Da un lato, egli si adopra per sopprimere il Sacrificio rendendone invalida la parte essenziale (la consacrazione della vittima divina) ed assimilarlo alla Cena anglicana e luterana; dall'altro egli impone come ineluttabile, attribuendolo all'ispirazione del cuore o dello spirito, il superamento delle divisioni dottrinali con gli acattolici. Entrambe sono poi facce di una stessa medaglia: l'ecumenismo conciliare può essere perseguito solo rinnegando la Verità custodita dalla Chiesa di Cristo e cancellando l'elemento più inviso a Satana e ai suoi seguaci: la Messa cattolica. 

Questi due elementi, tra loro interdipendenti e complementari, devono portare alla creazione di una controchiesa di matrice massonica, simboleggiata dal tempio di Zorobabele. All'interno di esso, in una empia parodia delle promesse escatologiche, dovrà esser accolto il messia della nuova chiesa universale, che altri non è se non l'Anticristo. 

Non pare lontano dal verosimile identificare questa deriva dottrinale, per le sue implicazioni immediatamente legate alla liturgia ed alla celebrazione del principale atto di culto della Religione, come l'abominazione della desolazione di cui parla il profeta Daniele. 

E come Satana tentò Nostro Signore nel deserto a colpi di citazioni della Sacra Scrittura, così costoro si appropriano delle profezie di Aggeo pervertendone il significato in chiave luciferina.


Piccolo promemoria sulla riduzione della Santa Messa a sacra cena:

Kiko Argüello dice (e nessun neocatecumenale lo ha mai minimamente contestato):
Lutero non negò mai la presenza reale, negò solo la parolina transustanziazione che è una parola filosofica che vuole spiegare il mistero. [...] Ma la cosa più importante non sta nella presenza di Gesù Cristo. Egli dice: ‘Per questo sono venuto: per passare da questo mondo al Padre’. Ossia, la presenza fisica nel mondo ha uno scopo che è il resuscitare dalla morte. Questa è la cosa importante. La presenza è un mezzo per il fine che è la sua opera: il mistero di Pasqua. La presenza è in funzione dell’Eucaristia, della Pasqua (Orientamenti, p. 325).
E ancora:
Il memoriale che egli lascia è il suo Spirito resuscitato dalla morte, presente con tutto il suo mistero di morte e resurrezione, fatto vita per portare al Padre tutti quelli che celebrano la Pasqua, tutti quelli che celebrano la cena con Lui. La Chiesa primitiva non ha problemi a proposito di questa presenza (Orientamenti p. 326).
Argüello non lascia spazio a fraintendimenti: negli Orientamenti alle équipes di catechisti per la fase di conversione, scrive:
Non c’è Eucaristia senza assemblea. È un’assemblea intera che celebra la festa e l’Eucaristia; perché l’Eucaristia è l’esultazione dell’assemblea umana in comunione; perché il luogo preciso in cui si manifesta che Dio ha agito è in questa Chiesa creata, in questa comunione. È da questa assemblea che sgorga l’Eucaristia (p. 317).
E' in ragione di queste deviazioni che durante le celebrazioni della setta neocatecumenale gli adepti si comunicano (ammesso e non concesso che il sacerdote consacri validamente) stando seduti e lasciando cadere i frammenti di pane per terra: essi non credono che, finita la cena, nelle specie eucaristiche permanga la Presenza Reale del Corpo e del Sangue di Cristo, visto che essa è solo finalizzata a rappresentare l'unione dei partecipanti al banchetto e, terminato meno questo, debba venir meno anche quella. Insomma, un pasto tribale, non il Santo Sacrificio dell'Altare.

Teologicamente parlando, il capo dei Neocatecumenali insegna ai suoi adepti e professa la mera transignificazione o la transfinalizzazione, che negano la transustanziazione. Un errore dottrinale condannato dal Concilio Tridentino, da Pio VI nella bolla dogmatica Auctorem Fidei contro il Sinodo di Pistoia e ribadito da Paolo VI nell'enciclica Mysterium Fidei.

lunedì 10 settembre 2012

Massoni e Neocatecumenali: strane analogie e concordanze

Inquietanti analogie tra un tempio massonico
ed un tempio neocatecumenale
Perché la Chiesa Cattolica condanna la Massoneria? Meglio di tante spiegazioni penso che siano le parole di Papa Leone XIII nella sua Enciclica del 19 marzo 1902 dove scrive: «Una setta tenebrosa, che la società porta da molto tempo nei suoi fianchi come un germe mortale, ne contamia il benessere, la fecondità, la vita... Lo scopo è di esercitare una sovranità occulta sulla società riconosciuta: la sua ragione di essere consiste interamente nel fare la guerra a Dio e alla Chiesa. Non c'è bisogno di nominarla, perché tutti hanno riconosciuto a tali segni che è la Framassoneria, della quale parlammo esplicitamente nell'Enciclica "Humanum genus" del 23 aprile 1884. [...] Questa setta segreta è arrivata a infiltrarsi in tutte le classi della società. Mentre professa a parole il rispetto dell'autorità e della stessa religiose, il suo scopo supremo, come i suoi propri statuti ne fanno fede, è lo sterminio della sovranità e del sacerdozio».

STRANE ANALOGIE

Esistono documenti che mostrano alcuni progetti per sottomettere ed annientare la Chiesa Romana. Detti documenti mostrano i punti da colpire e i modi per farlo, eliminando il rispetto per il Sacro, per il Sacerdozio, per i Dogmi e il culto dei Santi e di Maria Santissima. Stranamente nelle Comunità Neocatecumenali, si insegna tutto ciò che riconduce ai fini della Massoneria, cercando di eliminare appunto il culto Mariano, dei Santi, il rispetto per tutto ciò che è Sacro, per il Sacerdozio e per i dogmi di Fede. Si tratta di un sincretismo catto-protestante-ebraico cioè: involucro cattolico (per modo di dire) e dottrina protestante tendente all'ebraismo.

LA GNOSI

Le eresie gnostiche sono state, dall'epoca patristica, tra i più ricorrenti nemici della Chiesa, ma, malgrado i ripetuti attacchi, non hanno mai potuto scalfire l'edificio costruito da Cristo. Esse si basano sulla "conoscenza" (gnosi, appunto) che è riservata ad un ristretto numero di persone (gli "iniziati" o "illuminati" a seconda delle varie sétte), mentre gli altri (gli "affiliati") devono essere all'oscuro di tutto, e non avere la minima idea di dove porterà il loro Cammino. Molte persone si affiliano alla Massoneria senza avere la benché minima idea di dove questa affiliazione possa portarli, magari per l'impronta vagamente filantropica di alcune logge, o magari anche per accrescere il loro potere personale nella società e aumentare così i propri capitali, non immaginando certo di diventare veri e propri schiavi di satana, cosa che solo alcuni arriveranno a capire, salendo la lunga scala dell'iniziazione. Quando uno entra nel movimento Neocatecumenale deve dimenticare le domande. Per lungo tempo non è permesso di porne, ed anche quando arriva il momento di chiedere qualcosa, le risposte sono evasive, a meno che non riguardino il futuro del "cammino" perché allora è tutto top secret. Il sapere è tutto nelle mani dei "catechisti" che non sono persone che hanno fatto studi particolari di teologia, liturgia, patristica od altro, ma sono solo persone che hanno fatto già almeno cinque-sei anni di cammino e che sono stati indottrinati da altri prima di loro. Loro stessi non hanno idea di quello che verrà loro insegnato nei prossimi anni. Il migliore allievo per i Neocatecumenali è colui che è a digiuno di nozioni di catechismo (quello vero!), di teologia e di sacre scritture in modo da potergli insegnare tutto quello che pare a loro. Il fatto stesso che nel Movimento Neocatecumenale ci sia questa scala gerarchica "gnostica", alla luce della storia della Chiesa, fa dubitare molto sulla bontà del risultato finale.

ATTACCO ALLA CHIESA

Da varie fonti massoniche sono filtrati documenti che attestano come da molti anni siano in corso piani per l'annientamento della Chiesa, operando dal suo interno. Esaminiamo i vari punti che interessano la nostra ricerca: 1) La svalutazione e il deprezzamento della SS. Eucarestia e conseguentemente la desacralizzazione e profanazione del culto cattolico e dei luoghi di culto. 2) L'eliminazione della Mariologia dalla teologia cattolica ed il disprezzo della profezia postbiblica, specialmente quella Mariana. 3) Eliminazione del sacerdozio ministeriale e di tutto ciò che ha a che fare col sacro. 4) Uso del denaro per accrescere il consenso.

Ora esaminiamo ad uno ad uno questi punti confrontandoli con la catechesi neocatecumenale tratta dagli "Orientamenti alle équipes dei catechisti" di Kiko Argüello, come riportato da P. Enrico Zoffoli nel suo volumetto Il neocatecumenato della Chiesa Cattolica:

1. La svalutazione e il deprezzamento del culto della SS. Eucarestia e conseguentemente la desacralizzazione e profanazione del culto cattolico e dei luoghi di culto.
«...soltanto un banchetto comunitario...»
Per i Neocatecumenali la Messa non è un vero "sacrificio", il perpetuarsi del sacrificio della Croce, ma soltanto un banchetto comunitario che celebra la potenza salvifica di Cristo risorto che è bene celebrare non in chiese consacrate, ma in stanze qualsiasi proprio per far risaltare che è una cena, e se si celebra in chiesa per ragioni di spazio (con più comunità riunite) l'altare (cioè la tavola) va tolto dal presbiterio e portato al centro della chiesa. Il pane consacrato non si muta nella sostanza del Corpo e del Sangue di Cristo, non avendo altra funzione che quella di simboleggiare la presenza spirituale di Lui che, risorto, tutti trascina sul suo carro di fuoco. Negato il Sacrificio Eucaristico e la transustanziazione, il "pane consacrato" (con tutti i suoi resti e frammenti) esclude la reale presenza di Cristo, perciò abbiamo che nelle Messe celebrate da sacerdoti Neocatecumenali non viene fatta la purificazione dei vasi in modo corretto (di cui io sono stato più volte testimone oculare), non si fa caso se dei frammenti cadono a terra (una volta si chiamava sacrilegio...) e viene negato ogni culto al SS. Sacramento. (Nella mia parrocchia i giovani non sanno nemmeno cosa siano le "Quarant'ore" od una adorazione eucaristica seria, essendo il culto eucaristico limitato ad una esposizione del Santissimo per una ventina di minuti il primo venerdì del mese, mantenuta per accontentare le "vecchiette" che ormai sono abituate a questi riti!). Una volta uno che era entrato in una comunità da poco, vedendo dei frammenti abbandonati in un calice lo fece notare e gli fu risposto: "Se credi ancora a queste cose, questa spiritualità non fa per te!"

Il soggetto sulla destra
ha le fattezze di Kiko
2. L'eliminazione della Mariologia dalla teologia cattolica ed il disprezzo della profezia postbiblica, in particolar modo quella Mariana. Parlare della Madonna ai neocatecumenali è come parlare della fatina dai capelli turchini, una favola o poco più. Non esiste la figura della Corredentrice e della Madre della Chiesa; dire il Rosario è da mentecatti o giù di lì. L'unica effigie mariana ammessa è una icona di vago sapore bizantino, chiamata "Madonna di Kiko". Unico ravvicinamento ci fu durante l'Anno Mariano, ma più per farsi vedere dal Papa che per un convincimento reale, infatti successivamente i neocatecumenali si sono interessati pochissimo della figura di Maria Santissima e di tutta la Mariologia. Ovviamente non si può parlare ai neocatecumenali di Medjugorje o di cose simili, ma anche a Lourdes, Fatima, ecc. viene negata ogni importanza.

3. Eliminazione del sacerdozio ministeriale e di tutto ciò che ha a che fare col sacro.
L'eliminazione del sacrificio comporta la soppressione del sacerdozio ministeriale, non dovendosi riconoscere altro sacerdozio se non quello di Cristo: l'Eucarestia è celebrata dalla comunità dei credenti, tutti indistintamente partecipi di quell'unico sacerdozio... L'esclusione del sacerdozio ministeriale porta al crollo della Gerarchia Ecclesiastica, ossia al rifiuto dell'Ordine Sacro che la fonda, soppresso il quale, la Chiesa, come Società visibile e gerarchica, non ha più alcuna ragione di essere.
Infatti nel Neocatecumenato tutta l'autorità e tutto il sapere è nelle mani dei catechisti ai quali anche i sacerdoti devono obbedienza. Quante volte ho visto sacerdoti trattati in malo modo senza il minimo rispetto per il loro stato! I neocatecumenali poi non si inginocchiano mai, né davanti al Santissimo, né alla Consacrazione, assumono atteggiamenti irriverenti durante le celebrazioni (la posizione classica in chiesa è con le gambe accavallate ed i due gomiti appoggiati sullo schienale, possibilmente in posizione obliqua rispetto alla panca). Una volta ho visto un ministro straordinario della Comunione (neocatecumenale) che andava a portare il Santissimo ad un ammalato fumando: avendoglielo fatto notare mi rispose: "Che ne sai tu che anche Gesù non fumasse?". Preferisco non fare commenti.

4. Uso del denaro per accrescere il consenso.
I Neocatecumenali dispongono di grosse somme di denaro che vengono elargite dai loro adepti. Con quale "liberalità" ci sarebbe molto da discutere: ho saputo di una suora alla quale, pur non possedendo già niente, le fu tolto anche l'orologio in modo che si liberasse da ogni bene, a causa del voto di povertà. Arrivati ad un certo punto del cammino devono dare le "decime" non sapendo ovviamente dove vanno a finire: nessuno presenta consuntivi. In gran parte vengono date in elemosina alle parrocchie ed alle diocesi che li ospitano al fine di accrescere il consenso della Gerarchia nei loro confronti. Un altro aspetto del cammino neocatecumenale che trova riscontro nello statuto massone è il comportamento verso il prossimo. Come nel giuramento massonico è fatto obbligo di aiutare i "fratelli" della stessa loggia, anche per i neocatecumenali c'è l'obbligo del mutuo soccorso all'interno della propria comunità ed eventualmente delle altre comunità mentre non bisogna aiutare chi non appartiene al movimento. La giustificazione di un tale comportamento si riscontra nell'insegnamento secondo il quale la salvezza si ottiene non per le opere ma esclusivamente accettando la Resurrezione del Signore, tesi tipicamente protestante e chiaramente eretica.

CONCLUSIONI

A prescindere dall'orrido dell'insieme, che dire
dell'"occhio massonico" sul cuore?
Come abbiamo potuto osservare i punti di contatto tra la massoneria e il movimento noecatecumenale sono davvero moltissimi, tutto lascerebbe pensare che i neocatecumenali siano stati partoriti dalla massoneria come una bomba a tempo da far scoppiare all'interno della Chiesa cattolica. Certo queste sono supposizioni, mancando qualsiasi prova per supportare questa allarmante ipotesi, però sembra davvero strano che essendo nati da "madri" diverse vi siano tante analogie tra i princìpi e gli scopi della massoneria e le catechesi e i comportamenti dei neocatecumenali. Non sta a me dare giudizi su tutto questo, ma voglio lanciare solo un grido di allarme affinché chi ha il carisma di vegliare sull'ortodossia della Fede analizzi e svisceri a fondo questo problema.

[Lettera firmata - 2 febbraio 1994, Festa della presentazione di Gesù al Tempio, citata in Enrico Zoffoli, "Verità sul Cammino Neocatecumenale. Testimonianze e documenti" - Edizioni Segno, 1995, n.107, pp.170-175).

Commento: Marco Marzano, sociologo all'università di Bergamo, è autore di un libro edito da Feltrinelli intitolato Quel che resta dei cattolici. Inchiesta sulla crisi della Chiesa in Italia. In modo particolare nella terza parte del suo libro analizza il Cammino Neocatecumenale e scrive: «Il Cammino neocatecumenale presenta molte caratteristiche di quelle che, in termini sociologici, si può definire una "setta religiosa"». Nel suo libro riporta diverse testimonianze di fuoriusciti dal Cammino Neocatecumenale. Per un'estesa documentazione sugli errori di questo gruppo si legga Fede e Cultura, Settembre 2010, pp.16-34. (in formato PDF: [link qui])


L'articolo sopra citato è tratto dalle pagine 49-50 del numero 58 (luglio 2012) di Fede e Cultura. Il Vero, il Bello, il Bene, periodico mensile dell'associazione "Fede, cultura e società": nel rileggerlo, di fronte all'immagine del Tempio di Kiko confrontato col Tempio Massonico, ci rendiamo conto di quanto gli interrogativi presentati siano ancora attuali.

Prima di farci sommergere dalla solita ondata di slogan neocatecumenali che negheranno furiosamente quanto riportato nella lettera sopra citata, proviamo a metterci nei panni di un "camminante" che oggi faccia in buona fede una o più delle seguenti cose, e chiediamoci onestamente come e perché reagirebbero i suoi cosiddetti "catechisti":

1) va in pellegrinaggio a Lourdes (o Fatima, o presso la tomba di qualche Santo) senza aspettare che ne organizzi uno la sua Comunità Neocatecumenale

2) chiede a qualche membro di comunità neocatecumenali più "avanzate" cosa troverà nei prossimi "passaggi", in modo da prepararsi al meglio, secondo quanto suggerisce 1Pt 3,15

3) si inginocchia al momento della Consacrazione nella celebrazione del sabato sera

4) in casa non ostenta nessuna opera di Kiko; ha invece una statua della Madonna di Fatima e una riproduzione dell'Annunciazione del Beato Angelico

5) dopo la Comunione, anziché fare il balletto del girotondo attorno al tavolone, resta in ginocchio per il ringraziamento silenzioso (nonostante il baccano infernale attorno a lui)

6) al posto della "decima", deposita nel sacco nero le ricevute dei vaglia postali delle offerte che ha fatto alle monache di clausura (la cui somma magari supera il 10% del suo stipendio)

7) consuma la Comunione non appena la riceve e quando tornano i "camerieri liturgici" evita di abbeverarsi all'«insalatiera» per un naturale istinto di igiene (tanto la Comunione sotto una sola specie non solo è già completa, ma non è nemmeno vietata)

8) va a vegliare in ospedale per lo zio operato d'urgenza, proprio di sabato sera, riservandosi di partecipare alla Messa la domenica mattina

9) si aggrega ai promotori dell'adorazione eucaristica in parrocchia ma senza pretendere di includere né dipinti né canti di Kiko

10) nel preparare la chiesa per la celebrazione del sabato sera, trascura di trasportare il tavolone al centro della navata, lascia le panche disposte verso l'altare e il Tabernacolo, e per di più mette il segnalibro del Messale sul Canone Romano...

A questo punto possiamo rileggere la lettera, ancora incredibilmente attuale, e chiederci come reagirebbero i cosiddetti "catechisti" e se il loro comportamento contribuisca a rendere attuale e bruciante la domanda: come mai tanti strani punti di contatto tra il Neocatecumenato e la Massoneria?