Il progetto non è esente da significative controversie, per stessa ammissione del vescovo Ballin, che, nella propria lettera pastorale datata 22/11/2015, scrive alla maniera neocatecumenale:
“Voglio infine ringraziare in special modo coloro che sono contro questo progetto e diffondono false informazioni su di esso e sulla mia persona. Li ringrazio perché il loro comportamento conferma che il nostro progetto viene da Dio. Quando Dio vuole fare qualcosa sempre invia lungo il percorso molte prove e sofferenze perché vuol farci capire che quel progetto viene da Lui e non da noi, così che la gloria possa andare solo a Lui e non a noi. Grazie, fratelli e sorelle, per avermi rivelato, attraverso i vostri giudizi negativi e persino calunnie, che ciò che facciamo è opera di Dio. Dio vi benedica.”I membri del Cammino Neocatecumenale, come il Vescovo Ballin, tipicamente scambiano le critiche degli altri Cattolici per “calunnie”, ma in questo caso, non si ritrova nessuna critica pubblica da parte del gregge cattolico. Le critiche piovono invece da associazioni dei diritti umani e cittadini del Bahrein, preoccupati dalle tensioni fra sunniti e sciiti. Il motivo di preoccupazione per i cattolici viene soprattutto dal fatto che i neocatecumenali sono tutt'altro che dei campioni del buon senso cristiano.
Di seguito una breve rassegna stampa sugli aspetti politici:
L’opposizione in Bahrein chiede al Papa di fermare la costruzione di una chiesa su un terreno “rubato”, Middle East Eye, 19 ottobre 2014:
Alcune organizzazioni per i diritti umani hanno chiesto a Papa Francesco di cancellare il progetto per la costruzione di un complesso religioso in Bahrein, nel timore che sarebbe impiegato suolo pubblico acquistato, a quanto pare, dalla famiglia reale attraverso l’uso di un fondo investimenti segreto. La nuova cattedrale sarà costruita ad Awali, nel Bahrein centrale, su un terreno che i gruppi di opposizione nel Paese – inclusi Americans for Democracy and Human Rights in Bahrain (ADHRB) e Bahrain Institute for Rights and Democracy (BIRD) – sostengono essere stata sottratta al bene pubblico… “Vogliamo sollecitare Papa Francesco a riconsiderare la decisione di stabilire una chiesa su una terra che potrebbe essere stata rubata per arricchire l’élite dominante”, ha detto Husain Abdulla, Direttore Esecutivo di ADHRB.
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| Esempio di vescovo neocatecumenale: le copertine delle sue pubblicazioni sono illustrate con sgorbi di Kiko |
Si supponeva che la costruzione della più grande chiesa Cattolica Romana di tutto il Golfo Persico fosse una possibilità per la piccola isola del regno del Bahrein di mostrare le proprie tradizioni di tolleranza religiosa in una regione islamica conservatrice dove le chiese operano per lo più sotto pesanti limitazioni. Invece, la chiesa progettata — intesa ad essere il centro principale per i cattolici della regione — è diventata un altro punto di tensione in un paese già stressato da battaglie settarie fra le comunità islamiche sciite e sunnite. I chierici sunniti più intransigenti si sono fortemente opposti alla costruzione del complesso della chiesa, in un raro gesto di sfida aperta al re sunnita del paese. Più di 70 chierici hanno firmato una petizione la scorsa settimana…
Plans to Build Largest Church in Gulf Continue Despite Protests, Terrasanta.net, 27 settembre 2012
La costruzione della più grande chiesa cattolica del Golfo sta continuando anche a fronte delle proteste dei sunniti più intransigenti del Bahrein. Tra i gruppi sunniti più radicali gli animi si sono accesi parecchio all'inizio di questo mese in opposizione ai progetti di costruire il grosso complesso della chiesa. In un raro gesto di sfida al re sunnita del paese, più di 70 chierici sunniti hanno firmato una petizione affermando che è vietato costruire chese nella Penisola Araba, luogo di nascita dell'Islam. Stando all'Associated Press, un prominente chierico sunnita, Sheik Adel Hassan al-Hamad, ha detto durante un sermone che non c'è alcuna giustificazione a costruire altre chiese in Bahrein. Il governo, in risposta, ha trasferito tale sceicco in un altro distretto, alimentando un'ondata di proteste che ha costretto più tardi il governo ad annullare l'ordine. L'inizio dei lavori nel nuovo complesso, che sarà delle dimensioni di un grande centro di shopping, sono iniziati la scorsa estate [2012]. Posizionata ad Awali, a sud della capitale del Bahrein, Manama, diventerà il nuovo quartier generale del Vicariato dell'Arabia Settentrionale, guidato dal vescovo Camillo Ballin. Lui e il suo staff, responsabili della cura pastorale di oltre due milioni di cattolici, si trasferiranno dalla loro sede attuale in Kuwait nella nuova sede in Bahrein. Gli analisti dicono che il progetto della chiesa non è giunto nel momento migliore, visto che la nazione sta ancora avendo problemi con le divisioni settarie fra la sua minoranza sunnita di governo e il 70 per cento di popolazione che invece è sciita.Alcune notizie recenti sulla violenza settaria in Bahrein:
Joe Biden calls king of Bahrain to raise ‘strong concerns’ amid violence, The Guardian, 2 luglio 2016
La Casa Bianca ha detto venerdì che il vicepresidente Joe Biden ha telefonato ad Hamad bin Isa al-Khalifa, re del Bahrein, per esprimere “forti preoccupazioni” in riferimento alla crisi politica nel regno sito nella piccola isola che minaccia di chiudere i suoi rapporti con gli USA, l'Arabia Saudita e altri stati del Golfo. Nella telefonata Biden e il re hanno parlato dei “recenti sviluppi negativi nel Bahrein e delle loro implicazioni nel contesto regionale”. Giovedì c'era stata un'esplosione a Manama, capitale del Bahrein, che ha ucciso una donna e ferito i suoi tre bambini. Il giorno successivo la polizia ha confermato trattarsi di un “attentato terrorista” nel villaggio di Eker, avviando un'indagine. Nel Bahrein la violenza è cresciuta quando la monarchia sunnita ha stroncato il dissenso tra le fazioni della maggioranza della popolazione sciita. Le recenti esplosioni sono state attribuite a gruppi di opposizione radicali sciiti, che erano stati per gran parte ridotti alla clandestinità dopo il fallimento delle proteste nel 2011.
Bahrain’s Sunni Rulers Revoke Citizenship of Top Shiite Cleric, New York Times, 20 giugno 2016:
Lunedì il re sunnita del Bahrein, in un giro di vite contro l'opposizione politica, ha dichiarato di aver revocato la cittadinanza di un alto chierico sciita considerato la voce spirituale della maggioranza sciita del paese. Gli attivisti per i diritti umani e altri critici hanno detto che l'azione contro l'ayatollah sheikh Isa Qassim porterà probabilmente ulteriori divisioni nel Bahrein, un piccolo regno nel Golfo Persico che è anche base della Quinta Flotta della Marina degli Stati Uniti, oltre che importante alleato americano. Il Bahrein è stato periodicamente agitato da proteste che invocavano più democrazia fin dalle "primavere arabe" di cinque anni fa, mentre le sue forze dell'ordine hanno una reputazione di uso eccessivo della forza. L'ayatollah Qassim è sempre stato critico nei confronti dei metodi usati dal governo.
Discrimination in Bahrain: The Unwritten Law, Bahrain Center for Human Rights, 16 ottobre 2003:
Anche se gli sciiti costituiscono circa il 70% della popolazione, la percentuale di loro che hanno un incarico governativo importante è bassa se non addirittura inesistente, cosa che riflette la grave discriminazione nei posti pubblici. I seguaci del movimento sciita hanno un mero 18% del totale dei posti importanti indicati nel rapporto. Incarichi critici come il ministero per gli affari esteri e quello per gli interni sono off-limits per gli Sciiti. Infatti, la percentuale reale dei posti occupati dagli sciiti è probabilmente meno di quanto questo rapporto è in grado di concludere.









