martedì 24 maggio 2016

"È un fatto misterioso: tutto è scritto nella Bibbia, ma gli occhi ti si aprono solo quando sei nel Cammino"

L'inquietante Cena Pascual: "icona-arcano" di Kiko
Se la cantano e se la suonano.
Stralcio di una conversazione letta su un blog neocatecumenale riguardante la pubblicazione di un libro di un presbitero neocatecumenale che parla del Cammino.


Lettore:
Solo un dubbio, non si suppone che uno non debba sapere assolutamente nulla dei passaggi, neppure le catechesi? Altrimenti, invece di arrivare pieni di spirito al passaggio... uno già sa di che si tratta... almeno questo è ciò che dice sempre Kiko e me lo ripetono fino allo sfinimento i miei catechisti.
Sempre me lo chiedo, perché continuamente vogliamo sapere sempre più e più cose del Cammino?
Tutto arriva solo nel tempo in cui lo decide il Signore... bene. a volte siamo testardi. La pace.
Amministratore:
È un fatto misterioso: tutto è detto nella Bibbia, ma gli occhi si aprono solo quando si sta nel Cammino.
Faccio un esempio abbastanza chiaro:
1) tutti sappiamo che ci daranno regali il giorno del nostro compleanno (così come sappiamo che nella Bibbia c'è la Parola di Dio).
2) Il giorno del nostro compleanno riceviamo il regali, ci rallegriamo e ci è gradita la sorpresa del regalo (è come quando riceviamo passaggio nel Cammino).
3) Se mi avvisano prima di cosa hanno comprato, si perde la sorpresa e si rovina questa allegria (è quando ti avvisano di ciò che c'è nel passaggio).
I vescovi e i sacerdoti lo dicono in maniera generale (ciò che sta nella Bibbia), però la sorpresa la riceverai nel Cammino stesso.
Altro arcano neocat: la cena ebraica del giovedì Santo
Ulteriore arcano neocat:
 il richiamo dalla tomba di Lazzaro
Lettore:
Capisco... senza dubbio questo regalo nei misteri della fede è così profondo che ti dà la vita eterna (non come un regalo materiale, sono due cose distinte e molto diverse); in realtà mi riferivo alla smania che si crea di sapere sempre di più e andiamo cercando e ricercando.
Faccio un esempio: come prendere foto dei Sacramenti che poi suscitano giudizio e mormorazione, filmare convivenze, trasmissioni di fede, persino testimonianze all'interno di una comunità.
Oppure andiamo e li troviamo nelle migliaia di pagine associate al Cammino, e per essere curioso uno va, guarda i video, lo racconta al fratello, e già si può immaginare ciò che provoca questo.
Se uno si accontenta di ciò che riceve, se uno si accontenta, incantato e meravigliato con poco, con l'essenziale... Però no, chiediamo sempre più, e la richiesta cade sotto il proprio stesso peso.
Perché non perseveriamo?
Sarà che ci costa tanto solo l'essere obbedienti a ciò che dice il catechista? Non siamo perfetti, questo mi sembra chiaro, però credo che pubblicazioni come queste non aiutino molto...
Amministratore:
Tranquillo! Il libro non svela nulla dei passaggi del Cammino. Solo fa un'esposizione delle diverse tappe del Cammino, nello stesso modo un cui lo ha fatto Kiko in varie occasioni spiegando al papa o ai vescovi cosa sia il Cammino Neocatecumenale. Nel libro non ci si imbatte in nulla che già non si sappia, nessun segreto di arcani né nulla di questo genere.



"Prima Comunione" neocatecumenale: una
"foto dei sacramenti che suscita giudizio e mormorazione"...

domenica 22 maggio 2016

Un presbitero neocat critica il vescovo Schneider senza entrare nel merito

Le dimensioni dei manifesti delle catechesi sono ormai
inversamente proporzionali al numero dei partecipanti.
Traduciamo dal blog di un certo presbitero Fortea le critiche che ha rivolto contro mons.Schneider il 10 maggio 2016 (senza minimamente interrogarsi su cosa abbia mosso mons.Schneider), aggiungendo qualche nostro commento.


Dichiarazioni di Mons.Schneider sul Cammino Neocatecumenale: di certo non si può piacere a tutti.

Padre Fortea: «Ieri ho letto le dichiarazioni di monsignor Schneider contro il Cammino Neocatecumenale. Delle dichiarazioni assertive nelle quali si spinge a definirli "cavallo di Troia" nella Chiesa, e nel contempo dice altre cose piuttosto incresciose

Nota: alcune delle "cose incresciose" dette da Mons.Schneider: 
Il Neocatecumenato è una comunità Protestante-Ebraica all'interno della Chiesa, che di cattolico ha solo la decorazione. Per il Neocatecumenato, l'Eucarestia è principalmente un banchetto fraterno. Quest'attitudine è Protestante, tipicamente Luterana. I neocatecumenali rigettano il concetto e l'insegnamento che l'Eucarestia sia un vero sacrificio. Addirittura affermano che l'insegnamento tradizionale, e il credere che l'Eucarestia sia un sacrificio, sarebbe qualcosa di non cristiano ma pagàno. Durante le loro liturgie eucaristiche trattano il Santissimo Sacramento in una maniera talmente banale, che certe volte è orribile.

Padre Fortea, non ne vorrebbe parlare, ma lo fa:

«Il mio primo impulso è stato quello di non dire nulla sulla questione perché nessuno venga a sapere una cosa tanto triste come quella che un vescovo attacca con i suoi discorsi una parte della Chiesa
Nota: dice il vescovo Schneider a proposito di quella "parte della Chiesa": Si tratta di un fenomeno molto triste e complesso. Per dirla apertamente: è un cavallo di Troia nella Chiesa. Hanno costituito una potente lobby in Vaticano da almeno trent'anni. E c'è un altro inganno: in molti eventi ostentano ai vescovi parecchi frutti di conversione e molte vocazioni. Molti vescovi sono resi ciechi da tali "frutti", e non notano gli errori e non li esaminano. 
Sul manifesto gigante c'è la foto del papa,
ma ci si dimentica di firmarsi "Comunità Neocatecumenali"
Padre Fortea vorrebbe rispondere a Mons. Schneider, ribattendo "colpo su colpo", ma ritiene più cristiano tacere ed aspettare che la Chiesa "faccia ciò che deve fare" (?):

«Però poi mi sono reso conto che possiamo imparare qualcosa di importante in occasione di questo fatto: non dobbiamo rispondere con la stessa moneta, non dobbiamo ribattere colpo su colpo.
Questo vescovo noi dobbiamo amarlo, rispettarlo, e attendere che la Santa Madre Chiesa faccia ciò che deve fare.
Io non desidero nessuna umiliazione e nessun castigo per questo vescovo, però il Padre dei vescovi, certamente, dovrà parlare con lui, amorosamente, come un padre, perché qualcosa cambi nella sua anima.»
Nota: il vescovo Schneider, riguardo a ciò che la Chiesa di certo invece farà, dice: La pietra d'inciampo è la dottrina sull'Eucarestia. È quella il cuore. È un errore guardare prima ai frutti e poi non preoccuparsi della dottrina e della liturgia. Sono sicuro che verrà il tempo in cui la Chiesa oggettivamente esaminerà questa organizzazione in profondità, senza la pressione delle lobby del Cammino Neocatecumenale, e i loro errori dottrinali e liturgici verranno davvero alla luce.
Padre Fortea non risponde alle argomentazioni del vescovo Schneider, ma ne critica il tono:

«Però dobbiamo meditare sulle parole di questo vescovo. Che differenza tra le sue dichiarazioni e il tono amorevole di Giovanni Paolo II nel video di ieri, quando dice "Non abbiate paura".
La dolcezza di Dio, la sua accoglienza, la tenerezza, in confronto ad altri discorsi che non sono quelli delle parole di bontà del Vangelo.»
Come sappiamo, la carità non prescinde mai dalla Verità. Come mai il presbitero padre Fortea non prova a smentire il vescovo Schneider? Per esempio quando quest'ultimo afferma:
Durante le loro liturgie eucaristiche trattano il Santissimo Sacramento in una maniera talmente banale, che certe volte è orribile. Si siedono mentre ricevono la Santa Comunione, e disperdono frammenti perché non se ne curano, e dopo la Comunione ballano anziché pregare e adorare Gesù in silenzio. È questo che è realmente mondano, pagàno, naturalistico.
"Liturgia" neocatecumenale
Padre Fortea suppone che il pronunciamento di questo vescovo, gli procurerà problemi interni in diocesi e afferma che l'ergersi a "difensore dell'ortodossia" sia così innaturale, per un presule responsabile della cura delle anime, da sottintendere un grave problema spirituale. Per la serie "senti chi parla":

«So molto bene come reagiranno le persone del Cammino Neocatecumenale: con amore. Sono sicuro che nelle sue comunità non ci si permetterà di criticare la persona di questo vescovo.
È triste che uno si metta ad attaccare per difendere. Quando uno pensa che la Chiesa non si accorge di qualcosa ed è lui stesso che deve rimboccarsi le maniche e fare il salvatore della Chiesa.
L'Io, sempre L'Io.
Per qualche anima viene un momento, alla fine di un lungo viaggio personale, in cui non si sente più un servo indegno ma un eroe dell'ortodossia, in cui smette di essere un bambino davanti a sua Madre per considerarsi un sapiente.
"Se qualcuno afferma  di conoscere qualcosa, tuttavia non ha la conoscenza necessaria" (1 Corinzi 8,2).»


Un nostro breve commento: per sua informazione, padre Fortea, siamo in molti ad amare la Chiesa e a detestare chi la strumentalizza e l'offende, anche senza considerarci sapienti, preferiamo non essere dei bambini plagiabili secondo la volontà chi si autoproclama illuminato.

La prossima volta che deciderà di commentare un intervento critico sul Cammino Neocatecumenale, sia capace di esprimersi in modo intelligibile e non con velate minacce e avvertimenti "mafiosi".
Infine, la citazione di 1 Corinzi 8,2, in cui viene esaminata l'opportunità, per i convertiti, di mangiare le carni dei sacrifici agli idoli, pratica che sapevano non essere di per sé peccaminosa (scienza) ma che risultava scandalosa per chi vedeva in ciò una pericolosa commistione con l'idolatria (carità), non si applica certo a Monsignor Schneider o ad altri "campioni della cristianità", ma proprio a coloro che pensano di aver "camminato" fino ad un grado di "conoscenza" superiore e che invece peccano contro l'unità e la carità, dimostrando che, di cristianesimo, non hanno capito proprio nulla.

p.s.: ma come fa il Fortea ad essere esorcista mentre non capisce che il Cammino Neocatecumenale è molto gradito al demonio?

L'inferno coi nuovi falsi profeti

venerdì 20 maggio 2016

Catechista neocat: «Non permetterò a nessuno di andare dal vescovo a presentare denunce!»

Affresco rappresentante le anime nell'inferno,
in una parrocchia della Campania
Il commentatore che si firma "Pietro", dal modo in cui scrive, sembra il "catechista" neocatecumenale C.C. della parrocchia di Santa Maria Goretti.

Diamo allora qualche fatto concreto per i lettori di questo blog.

1) Il Cammino ritiene di essere l’unica vera chiesa esistente. Questo lo dicono i catechisti e i preti fedeli al cammino. I "catechisti" neocatecumenali di più alto rango affermano che la Chiesa Cattolica non è ancora pronta a riconoscere questa verità perché è lenta ad adattarsi ma con il giusto tempo riconoscerà che si deve trasformare in un grande Cammino Neocatecumenale universale. Cioè dopo duemila anni la Chiesa Cattolica riconoscerà che la forma attuale non è quella voluta da Dio e si trasformerà nel Cammino.
 
Teniamo conto che la maggior parte dei camminanti non comprende l’importanza e la gravità di questi messaggi e di questa intenzione per tutta una serie di motivazioni, in primis l’aver appaltato ciecamente la propria storia e la propria vita ai "catechisti" neocatecumenali che sarebbero gli angeli inviati dal Signore nella loro vita, per cui: a) spirito critico: inesistente; b) conoscenza della storia della Chiesa: nulla; c) conoscenza del Catechismo della Chiesa Cattolica: inesistente; d) dipendenza dalle follie di Kiko Argüello: totale, ecc.ecc.

Si capisce bene che il Cammino vede da una parte gli elementi decisionali (persi ormai nella loro follia diabolica) e dall’altra un popolo ignaro di quello che sta compiendo all’interno della Chiesa. Per esperienza personale garantisco che la quasi totalità dei camminanti non comprende tutto quello che viene loro annunciato dai "catechisti" neocatecumenali; esempio concreto: quello sopra citato; tutti questi messaggi sfuggono nel loro vero “peso” alle orecchie dei più piccoli. Kiko e i suoi "catechisti", come considerano la Chiesa ed il Papa? Li considerano degli ingannati se non vengono assecondati o peggio intralciati/criticati nel loro “Cammino”, li considerano dei mezzi da sfruttare in tutte le altre occasioni. E questo è un fatto assodato da decenni di frequentazione con gli “angeli inviati dal Signore” ed il loro manovratore.

2) Bene fa quel "Pietro" a dichiarare che invita le persone ad andarsene dal Cammino. Come scritto in precedenza il metodo epurativo è stato applicato nella parrocchia di Santa Maria Goretti dai "catechisti" neocatecumenali e dal parroco (che Ruben ben conosce) contro decine di fratelli del Cammino.

Ancora si ricorda nelle stanzette di quell'episodio: mentre i coniugi C.C. e moglie “processavano” una coppia rea di essere amica del don Fabio Rosini, una voce civile si alzava per contestare il metodo usato e per denunciare a tutti che il vero imputato di quel processo non erano i coniugi ma il sacerdote don Fabio. Al che si vide alzare come un demone la Wonderwoman C.C., che con mano a paletta ed occhi pieni di livore si faceva incontro all’accusatrice e con fare minaccioso le intimava di non permettersi di pronunciare un'altra volta l’accusa sentita nell’aula di tribunale (che veri angeli questi "catechisti" del Cammino!). Ma l’accusatrice, ispirata dallo Spirito, chiedeva di essere smentita invitando il comitato inquisitorio semplicemente a garantire davanti a Dio che la propria convinzione (il processo verso la coppia usato come pretesto per perseguitare il sacerdote) fosse errata. Seguiva un silenzio di tomba. Mai scena fu più indegna all’interno delle sale della parrocchia!

3) Fa sorridere lo stupore di chi scrive che il "catechista" neocatecumenale non ha autorità per cacciar via nessuno dal Cammino. Sappiate che il parroco don Santiago ha detto ad una coppia che non poteva neanche frequentare la messa “normale” nel tempo in cui gli stessi soggetti dovevano decidere se lasciare la collaborazione con il Rosini oppure lasciare il Cammino. Per la messa dovevano andare in altra parrocchia, perché la parrocchia di Santa Maria Goretti è un feudo di Kiko! Speriamo arrivino presto le pernacchie prima che si dannino l’anima per l’eternità il falso guru ed i suoi accoliti.

4) Si scrive addirittura che i fuoriusciti dal Cammino non parlerebbero male del Cammino!!!!!!! Ma state scherzando???? Andate a chiedere a chi ha dovuto subire il trattamento sopra denunciato. Io personalmente conosco decine di persone che uscite dal Cammino ne parlano come una fogna putrida, dove i topi e gli scarafaggi sono i "catechisti" di Kiko (di Kiko e non della Chiesa Cattolica, mettiamocelo bene in testa). Conosco anche diversi presbìteri del Cammino che lo hanno abbandonato una volta compresa la gravità di quello che stavano facendo. Conosco perfino dei "catechisti" che hanno deciso di abbandonare il Cammino per lo stesso motivo! Cari fratelli neocatecumenali, smettetela di mentire quando venite su questo blog con le vostre finte verità!

5) In parrocchia si ricorda ancora quando il "catechista" C.C., in uno dei suoi roboanti “peti spirituali” affermava tronfio: “non sarà più permesso a nessuno di andare dal vescovo a presentare denunce” contro il Cammino. Ma qui occorre sapere che in Vicariato le denunce ne sono arrivate in abbondanza, chili di carte e documenti, tanto che uno dei vescovi di Roma aveva deciso di presenziare da lì in avanti gli "scrutini" del Cammino. Sapete perché ha desistito? Perché ha capito che lo avrebbero preso per i fondelli bassi, cosi come sono abituati a fare quando devono parlare davanti a qualcuno che non è favorevole al Cammino. Pensate che un vescovo consapevole di detto atteggiamento si rassegni a fare la figura del pirla?? Abbiate fede!

6) Ultima perla preziosa, soprattutto per Sandavi che dubita nell’azione della Chiesa: caro "Pietro"/C.C., (o suo simil-katekiko) ce l'hai il coraggio di dire per quale motivo la Diocesi di Roma ha favorito la nascita dei LABORATORI DELLA FEDE nelle parrocchie in alternativa al Cammino, quando gli stessi Laboratori riprendono le cose buone del Cammino, ci mettono il Catechismo della Chiesa Cattolica e tolgono voi, Kiko, e la vostra simil baracconata celebrativa del vostro diabolico idolo? Sandavi visto che hai conoscenze altolocate nel Cammino, fai questa domanda alle stesse e così comprenderai che la Chiesa è sì lenta ma si orienta molto bene con la luce dello Spirito Santo e non del demone Kiko!

Per tutti i cristiani liberi, soprattutto dalle violenze e follie di Kiko e Carmen, sappiate che a Roma il Cammino conta sempre meno poveri adepti e sempre più cristiani all’interno dei LABORATORI, che portano avanti Dio e non la menzogna dei falsi profeti.

Il Cammino si sta seccando ed il fatto che entrino sempre meno soldi sarà il primo shock endogeno a farlo implodere.

(da: Un amico di C.C.)

mercoledì 18 maggio 2016

Tutto gira intorno all'idolo Kiko

Domus Galilaeae: l'iniziatrice impegnata
nel balletto liturgico neocatecumenale
Vorrei gridare tutta la mia amarezza, il mio dispiacere e la mia impotenza, ma anche il mio amore non più corrisposto da quelli che sono stati per me più che fratelli per tantissimi anni, al Santo Padre...

È un dolore immenso quello che porto nel cuore, la mia vita è trascorsa tra evangelizzazioni, preparazioni, celebrazioni, convivenze... mettendo sempre quel "Dio" che loro mi dicevano di mettere al primo posto, beh, io l'ho fatto - anche lasciando i miei figli in balìa di baby sitter piccole d'età, perchè mi dovevo fidare... questo mi dicevano... ho fatto figli come conigli... ma non sono partita per l'itineranza, solo perchè mio marito non se la sentiva...

Conosco il Cammino dal di dentro, conosco atteggiamenti di sberleffo quando si contava il bottino, quando alle prime "catechesi" veniva gente che diceva di avere una grande fede... Conosco le lotte di chi voleva proclamare il kerigma solo perchè aveva la voce più forte e incisiva... le lotte con i parroci... le separazioni con tutto quello che era ed è, e sono ancora oggi le parrocchie.

Sono uscita da questo girone infernale, ma ci son voluti tanti anni, ora so per certo che cosa si vuol fare lì della nostra Chiesa: azzerare e ricostruire come il Cammino comanda.

Non se ne rendono conto i miei fratelli, come anche io ero cieca a suo tempo, ma dubito che sia il "demonio" a mettermi questi pensieri anche perché la realtà è sotto gli occhi di tutti, davvero si sta insinuando nella Chiesa un'altra chiesa!

Tutto sta andando in questa direzioni, c'è un esercito di seminaristi che stanno uscendo dai Seminari di Kiko Redemptoris Mater, indottrinati come vuole Kiko, chiese e suppellettili a immagine di Kiko, arredi sacri, canti, tutto gira intorno a questo IDOLO.

Salone di un albergo: tutto pronto per lo
spettacolino "liturgico" neocatecumenale
Che cosa si può fare per impedire tutto ciò? Pregare? Certo! Ma c'è bisogno che nelle parrocchie ognuno di noi metta freno a questo scempio di liturgie abusate, di soprusi, anche mettendoci contro i parroci che sembrano come imbambolati e privi di autorità per tenerli a freno.

Mi viene davvero lo sconforto al pensiero che i nostri vescovi non alzano un dito perché forse «oliati» economicamente dal Cammino; non voglio credere che sia davvero così!

Possibile che la Chiesa sia diventata solo questo? Il Papa non sente il grido di tanti fuoriusciti a cui stanno facendo perdere anche quel poco di fede? Scusate lo sfogo, ma mi rendo conto che il loro è diventato un potere enorme su persone che stanno sull'attenti senza avere un filo di ragione propria, questo è plagio!
(da: Michela)

lunedì 16 maggio 2016

Le "strane famiglie" di Amoris Laetitia

Dall' Esortazione Apostolica "Amoris Laetitia" di papa Francesco:
«182. Nessuna famiglia può essere feconda se si concepisce come troppo differente o “separata”. 
Per evitare questo rischio, ricordiamo che la famiglia di Gesù, piena di grazia e di saggezza, non era vista come una famiglia “strana”, come una casa estranea e distante dal popolo.  
Proprio per tale ragione la gente faceva fatica a riconoscere la sapienza di Gesù e diceva: «Da dove gli vengono queste cose? […] Non è costui il falegname, il figlio di Maria?» (Mc 6,2-3). «Non è costui il figlio del falegname?» (Mt 13,55). 
Questo conferma che era una famiglia semplice, vicina a tutti, inserita in maniera normale nel popolo. 
Neppure Gesù crebbe in una relazione chiusa ed esclusiva con Maria e Giuseppe, ma si muoveva con piacere nella famiglia allargata in cui c’erano parenti e amici. 
Questo spiega che, quando tornavano da Gerusalemme, i suoi genitori accettassero che il bambino di dodici anni si perdesse nella carovana per un giorno intero, ascoltando i racconti e condividendo le preoccupazioni di tutti: «Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio» (Lc 2,44). 
Invece a volte succede che certe famiglie cristiane, per il linguaggio che usano, per il modo di dire le cose, per lo stile del loro tratto, per la ripetizione continua di due o tre temi, sono viste come lontane, come separate dalla società, persino i loro stessi parenti si sentono disprezzati o giudicati da esse.»

Ci chiediamo:  di quali famiglie intendeva parlare papa Francesco?


La "strana" Sacra Famiglia di Kiko Argüello:
Maria, il giovane Kiko e l'Uomo della Sindone

sabato 14 maggio 2016

Tormentoni neocatecumenali: corona di spine, tutto gratis, paternità di Dio...

Seggiole pieghevoli, gigantesco sgorbio di Kiko,
mensa ipertrofica... è proprio la Domus di Kiko!
Nel Cammino Neocatecumenale, l’interpretazione che si dà della corona di spine è un tassello fondamentale. In pratica è l’asso nella manica da tirare fuori quando non si sa più cosa rispondere a qualcuno che osi mettere in azione il cervello, mettere in discussione qualcosa e osservarlo criticamente. Non è che poi in Cammino non si mormori e non si giudichino le nefandezze che si vedono, le ingiustizie o cose del genere, ma sei portato a pensare che comunque sei nel torto per il solo fatto di stare usando la tua testa in opposizione all’obbedienza cieca e senza riserve. Ne derivano sensi di colpa, sottili e non, devastanti. «Non circoncidere la ragione» è la colpa più grave in Cammino, e può capitare che la pena più alta si finisce per infliggersela da soli. Io mi sono massacrata per anni, prima di arrivare alla libertà di giudizio e di espressione sul cammino che ho oggi. In passato non me la perdonavo. Mi avevano indotto a credere che fosse un ostacolo alla mia conversione. Come se Dio si divertisse a crearci in un certo modo (con indoli, ispirazioni, approcci mentali) per poi chiederci di annullare tutto. È la stessa logica che applicano alla “storia”, alla “vocazione” e a qualsiasi cosa. Se qualcosa ti sta bene nella tua vita, è sicuramente sbagliata e comunque Dio ti chiede di rinunciarci. Alla faccia della scoperta della paternità e dell’amore di Dio. Checchè ne dicano, l’immagine del Dio che si impara a conoscere, amare e servire in Cammino, è quella di un Dio terribile, esigente, e sadico.
E il paradosso con cui la baracca continua a funzionare è proprio quella di ripetere all’infinito che in Cammino si viva ciò che in realtà proprio il Cammino nega. Credo sia un modo per confondere gli adepti e annullare possibili critiche.

Nelle catechesi del Cammino non si parla d’altro che di libertà. Ma in realtà il concetto è talmente distorto che di fatto è proprio la negazione della libertà, quella che viene predicata. Ma quando sei dentro non riesci a rendertene conto, si crea una sorta di cortocircuito mentale («noi siamo PROPRIO quelli della libertà, quindi sto sbagliando io se sto vivendo le cose come un’imposizione»). Nel Cammino teoricamente si fa tutto seguendo un’ispirazione dello Spirito Santo, ma in realtà la stessa possibilità di ispirazione è negata a chiunque altro. In Cammino teoricamente ci si affranca dal formalismo vuoto di un certo modo di vivere la fede, il tanto disprezzato devozionismo cattolico, ma in realtà si ha l’ossessione maniacale su dettagli e forme, solo che devono essere quelle del Cammino e non quelle della Chiesa.

Altro mantra: «tutto gratis, tutto gratuito», ma in realtà sappiamo quanto il Cammino sia esigente in termini economici, di impegno, di tempo, di sacrificio dei propri affetti. Ma è il solito cortocircuito: «ma no, queste richieste servono per me, per la mia conversione, ma in realtà a me il cammino sta dando molto non chiedendomi niente»... IL CAVOLO! chiedilo ai figli che vedono più la baby sitter che i genitori, se il cammino non gli sta chiedendo niente, chiedilo ai parenti non neocatecumenali se il Cammino non sta chiedendo niente…

Terzo tormentone, quello che dicevo prima: «in Cammino scopri la paternità di Dio, il suo amore, e la dignità di essere suo figlio». Ma in realtà quello che ti viene rovesciato addosso è un senso di schifo per il proprio essere, Dio è presentato come uno che ti corregge facendoti del male, e i suoi doni sono sempre incartati male e dulcis in fundo, il tuo vero padre è il demonio. Facciamo un cammino di riscoperta del Battesimo, quando a mente fredda è chiarissimo che non si crede nel Dono del Battesimo, altrimenti bisognerebbe credere nella Grazia ricevuta e non sognarsi di dire che «non possiamo non fare il male» e che «siamo figli del Demonio».
Si predica una cosa, ma si induce a tuttaltro. In qualche modo perverso, questo riesce a creare i legami di dipendenza più solidi in Cammino.

(da: Donna Carson)

giovedì 12 maggio 2016

Estorsione spirituale e violenza, condite con ore ed ore di indottrinamento "deprimente e oppressivo".

"Arte sacra" secondo l'iniziatore Kiko Argüello
Pubblichiamo una lettera apparsa sul sito "Thoughtful Catholic", inviata da un cattolico di un Paese europeo a Chuck White. Anche se il  contenuto della lettera ci intristisce, è motivo di speranza vedere come sempre più persone prima isolate e sperdute, attratte dai fatti di Guam rompono il muro del silenzio sulle pratiche settarie e violente del Cammino.


«Vivo in un Paese scarsamente popolato, nel quale la Chiesa Cattolica è molto piccola e i cattolici nativi sono ancora più scarsi. I cattolici della mia città vivono in una specie di "diaspora" e praticamente sono tutti immigrati, così che non c'è vero Cattolicesimo indigeno qui dove vivo. Ad oggi il Cammino NC rappresenta la maggioranza. Quella che segue è la lettera che ho spedito al mio Vescovo a proposito della mia esperienza.

Sono un ex-luterano, cresimato a XXXXXX. La mia città natale vive una diaspora, ma la Messa mi ha dato consolazione sia prima che dopo la mia Cresima. Quando Padre XXXXX è arrivato nella mia città ero molto contento, perché finalmente ci sarebbe stata Messa una volta a settimana e possibilità di confessarsi frequentemente. Ero anche positivamente colpito dalla presenza di famiglie missionarie del Cammino in città.

Purtroppo però, in seguito sono sorti molti problemi, che sono culminati nello scorso weekend. Le famiglie missionarie mi avevano invitato qualche volta alle loro catechesi e incontri. Ho sempre declinato i loro inviti, rifiutando di parteciparvi, ma evidentemente sono stato troppo ambiguo. Non sono sicuro se il problema sia da ricercarsi nelle differenze culturali che ci sono tra noi, ma penso che avrebbero dovuto capire chiaramente che non sono interessato.

Alcune settimane fa, alcuni membri del Cammino e Padre XXXXX, mi hanno invitato a un loro ritiro che sarebbe cominciato il Venerdì e finito la Domenica [la classica convivenza neocatecumenale, NdT]. Nessuno mi disse mai che si trattava di un incontro specifico del Cammino. Immaginavo già che prima o poi il Cammino si sarebbe fatto presente in qualche modo, per esempio nei canti o nelle preghiere, ecc., ma appena arrivato sul posto mi accorsi immediatamente che si trattava di un incontro esclusivo del CNC in tutto e per tutto, dall'inizio alla fine. Non ero stato informato di questo e non avevo dato nessun assenso a parteciparvi.

Il "ritiro" si teneva in una località remota, in un camping estivo che era stato affittato allo scopo distante circa 2 ore dalla mia città natale. Non avevo un'auto, ero arrivato là con una famiglia del Cammino. C'erano tre famiglie del Cammino già presenti con Padre XXXXX e anche una famiglia Slovacca non appartenente al CNC. In verità il "ritiro" consisteva in ore e ore di insegnamenti del Cammino, ogni giorno.

"Liturgia" neocatecumenale
Tutti i canti erano canti neocatecumenali, che considero manipolativi. Nei versi si ripeteva questo concetto su come il Signore aveva abbandonato parte di Israele nel deserto perché non conoscevano le Sue "vie" [si riferisce al Salmo 94, che nel Cammino è il canto "Se oggi ascoltate la sua voce", NdT]. C'era anche un canto su Abramo, nel quale Abramo incontrava il Signore a Mamre e Gli chiedeva di "non passare oltre" [si riferisce al canto "Abramo", NdT].

Questo passo si può interpretare in qualsiasi modo, ma certo non intendendo che questo "ritiro" era un'occasione speciale che uno non doveva prendere alla leggera e che c'era il pericolo che il Signore ci lasciasse nel deserto (e che quindi non saremmo mai giunti alla Terra Promessa) se uno non avesse conosciuto il Cammino, o che il Signore avrebbe potuto "passare oltre" [senza dubbio sta parlando della immancabile catechesi che sarà seguita ai canti: l'interpretazione neocat corrente parla di quel Salmo e di quel canto sempre e solo in relazione al momento che si vive, ad es. "state attenti a non farvi sfuggire questa parola, il Signore passa coi catechisti, ecc.", NdT].

Alla fine del ritiro, la Domenica, ci fu chiesto, a me, alla famiglia Slovacca e a due figli delle famiglie del CNC se avessimo voluto continuare "il Cammino". Prima la domanda fu posta ai ragazzi del Cammino, poi ai ragazzi della famiglia Slovacca e ai loro genitori e infine a me. Probabilmente erano a conoscenza del mio atteggiamento critico e perciò mi fecero quella domanda solo per ultimo, così che non avrei interrotto la catena di risposte affermative e pensando che un congruo numero di "sì" uno dietro l'altro mi avrebbero spinto a rispondere "sì".

C'erano ALCUNI aspetti positivi nella convivenza, ma nel complesso era molto deprimente e opprimente. Il "leader/responsabile" della situazione (che non era il prete) mi chiese se pensavo che la comunità (neocatecumenale) avrebbe potuto aiutarmi nella mia vita cristiana. Mi sentii chiaramente posto davanti a un dicotomia perversa: se avessi risposto sì, mi sarebbe toccato diventare membro del Cammino, se avessi risposto no ciò avrebbe significato che non avevo bisogno di loro come fratelli e sorelle in Cristo. Forse avrei dovuto rispondere chiaramente "NO" ma la situazione nel suo insieme era talmente opprimente che risposi: "Ho bisogno di più tempo per pensarci".
A questa risposta il "capo" (un membro della famiglia NC) mi disse: "Quando Gabriele arrivò da Maria con la Buona Notizia, forse che Maria ha avuto bisogno di più tempo per pensarci?" Penso che questa sia un'estorsione spirituale e una violenza.

Precedentemente nella convivenza un membro del CNC ci spiegò l'obiettivo della convivenza e del Cammino più o meno in questo modo: "il Cammino che tutti noi dobbiamo percorrere sarà lungo, e alla fine ciò che ci attende sarà questo (puntando il dito verso il crocifisso NC). A questo tipo di amore noi tendiamo, con l'aiuto di Dio. Se non volete entrare nel Cammino va benissimo. Non siamo qui per forzare nessuno, siete tutti liberi. Se non volete entrare nel Cammino allora vuol dire che siete già perfetti, che siete come Cristo e che non avete bisogno di Lui".

Questa è chiaramente una violenza, un'estorsione spirituale. Era molto chiaro, dalle sue parole, che il Cammino è IL Cammino, l'unica via per avere una autentica vita Cristiana e il semplice Cattolicesimo è infantile e insufficiente. Se uno non si unisce al Cammino allora vuol dire che si considera già perfetto.

Di seguito riporto un elenco di strani insegnamenti che ho ascoltato (il tema della convivenza suppongo fosse l'Eucarestia):
  • la "Chiesa primitiva" si riuniva nelle catacombe e nelle case ed era molto piccola, finché Costantino non ha trasformato la Cristianità in religione di stato nel 314 d.C., la "chiesa primitiva" era moralmente migliore di quella attuale;
  • dopo di ciò la Liturgia della Chiesa fu ricoperta di rituali eccessivi e il cuore e il significato dell'Eucarestia, del Battesimo, si sono persi e sono stati nascosti alla gente.
  • Il concilio di Trento ha congelato lo sviluppo della Chiesa fino al Vaticano II.
  • Solo dopo il Vaticano II e dopo il Cammino NC di Kiko il cuore della chiesa primitiva è stato svelato di nuovo, in pratica il Cammino è l'essenza del Concilio Vaticano II o almeno la sua espressione più autentica.
  • Sono stati menzionati Esdra e Neemia, suppongo solo perché ricostruirono Gerusalemme e il Tempio, così come il Cammino ha ricostruito la Chiesa che era stata distrutta e perduta per più di 1500 anni.
  • Si è parlato con disprezzo dell'Ostia, ed è stata usata per essa una parola umiliante che adesso non ricordo, perché non sembra "nemmeno pane".
  • Si sosteneva che nella chiesa primitiva non esisteva battesimo dei bambini (questa è stata la più assurda, e non sono sicuro che volessero intendere esattamente questo... però lo hanno detto).
  • Il Giudaismo moderno veniva usato arbitrariamente come fonte per la ricostruzione delle pratiche della "chiesa primitiva".
  • L'insegnamento a proposito di "sale/salati/illuminati e Giuda"... Il Cammino è il Sale, quelli che sono influenzati da esso i salati e gli illuminati e Giuda sono le persone al di fuori della sua influenza, e le persone che sono contro di esso, e anche quelli con cui è "difficile vivere" (questo mi ricorda della catechesi che ho ricevuto nel vero corso di iniziazione cristiana per adulti - RICA - nella quale Padre XXXXXX sostenne che sebbene molti cattolici vadano a Messa, forse solo l'1% di loro sono sale, mentre il 99% sono bambini, dalla fede infantile, cattolici immaturi, ecc. In questo modo si giudicano il 99% dei cattolici che vanno a Messa. Ciò contraddice il Vangelo che dice di "non giudicare per non essere giudicati" e "dovete essere come i bambini".
  • La preghiera nella quale un fedele tiene entrambe le mani giunte era considerata inferiore. Era meglio pregare con le mani ben stese in alto o davanti a sé, con le palme aperte.
  • Durante la Liturgia NC si diceva che il Corpo di Cristo non deve essere mangiato subito e che non deve essere preso direttamente in bocca. Ho sempre pensato che i fedeli avessero libertà nella scelta di ricevere l'Eucarestia direttamente in bocca.
  • Non ci si inginocchiava durante la Preghiera Eucaristica.
  • Facendo riferimento al Vangelo del centuplo, si suggeriva di pregare per cose concrete (successo nella scuola, nel lavoro, nella vita famigliare), mentre le cose più spirituali, come avere un cuore penitente, non erano menzionate.
  • Il CNC avrebbe uno "speciale permesso" per cantare l'Alleluja durante la Quaresima. Non sono sicuro se sia corretto o meno, ma, considerando tutto il resto, sono piuttosto scettico.
"Prima Comunione" neocatecumenale
Di seguito un elenco di alcune cose che ricordo dalla "convivenza", ce ne sono sicuramente di più, ma al momento non mi sovviene altro. Devo notare che Padre XXXXX non ha affermato molte delle cose qui riportate e non ha mai detto le cose che ho riportato in precedenza e classificabili come "violenza spirituale". Tuttavia fu lui a tradurre ogni cosa alla famiglia Slovacca, per cui avrebbe dovuto correggere tali affermazioni.

A proposito della "convivenza" e della famiglia Slovacca: sono arrivati qui, in un paese straniero, non conoscono quasi nessuno, capiscono solo poche parole di XXXXXXXX e il loro inglese non è eccezionale. Si trovano qui separati dalla propria famiglia e dai propri amici e anche dai Cattolici del proprio paese. Ci sono davvero pochissimi Cattolici nell'area e ora molti di quelli "praticanti" sono membri del Cammino. A me questa situazione appare chiaramente come atteggiamento predatorio nei confronti di persone che si trovano in condizione di fragilità, delle quali il Cammino si approfitta. Capisco che un "ritiro" debba essere organizzato in un luogo solitario e pacifico, credo però anche che sia da pazzi organizzare questo tipo di eventi in posti così sperduti. È mia opinione che si sia trattato di un tentativo di convertire e fare il lavaggio del cervello alla gente.

Il CNC ha anche modificato la celebrazione della Messa Ordinaria. Durante la Messa non si inginocchiano alla Preghiera Eucaristica. Ciò causa contrasti nella Messa perché quando mi inginocchio, mi viene da pensare che forse sono un orgoglioso e voglio sembrare migliore di loro.
Questo mi fa perdere la concentrazione nella Messa. Mi sembra di non avere uno "spazio spirituale" nella Messa. Ci sono stati casi di persone che vengono raramente a Messa e sono confuse perché la maggioranza della gente a Messa si comporta sistematicamente in un modo diverso.

Sembra orribile da dire, ma da quando Padre XXXXXX è il mio confessore, non in questa "convivenza", mi è sorto il dubbio se sia possibile fidarmi al 100% che il sigillo sacramentale non sarà rotto.
Non penso assolutamente che sia stato detto qualcosa al di fuori del sacramento, ma vorrei capire se alcune cose dette nella "convivenza" erano dirette a me e a ciò che ho detto durante la confessione. Questa ovviamente è solo una supposizione e non posso assolutamente dimostrare che ciò sia mai avvenuto.

In definitiva, non credo che questo sia un modo salutare ed etico di praticare la fede Cristiana. Non ho discusso di ciò con i membri del Cammino, dato che mi sento parecchio stanco dopo la "convivenza" e spiritualmente esaurito.

Padre, non so più cosa fare.

Vostro XXXXXXXX

Ecco, questa è stata la mia esperienza nel CNC e la mia lettera al Vescovo. Spero che faccia qualcosa.

martedì 10 maggio 2016

Gli scandali di Guam, il vescovo neocatecumenale e i giornalisti

Riceviamo ancora una volta le solite domande:
Ma a Guam è in corso un procedimento contro Apuron? Oppure si stanno svolgendo delle indagini? Dove si trovano notizie su questo fatto?
Il vescovo neocatecumenale Apuron
celebra la "liturgia di Kiko Argüello";
notare l'affresco by Kiko, la croce astile by Kiko,
la coppa ottagonale by Kiko, il tavolone by Kiko...
Come già detto e ripetuto più volte, le notizie sul vescovo neocatecumenale le abbiamo apprese da Jungle Watch e da Concerned Catholics of Guam e dalla stampa americana.

Alcune hanno come fonte i diretti interessati - per esempio, alla Santa Sede, c'è in corso un procedimento contro Apuron per il modo in cui ha cacciato via don Gofigan dalla parrocchia, cambiandogli lucchetti e serrature di chiesa e canonica mentre quest'ultimo era per strada, senza seguire alcuna procedura canonica. Il sacerdote era "reo" solo di aver preteso che le comunità neocatecumenali celebrassero secondo la liturgia in uso in tutta la Chiesa, così come prevede lo Statuto del Cammino (art. 13, comma 3, nota 49, lettera del 1° dicembre 2005). Vedi dossier completo.

Altre vengono dagli stessi kikos: per esempio, il Gennarini (grosso "super-catechista" del Cammino), intervistato da una radio locale, ha affermato che la Deed Restriction (cioè il trasferimento di proprietà degli edifici e terreni dove attualmente risiede il seminario di Kiko a Guam) era necessaria per proteggere "la diocesi" da procedimenti legali.

Gennarini non è cittadino di Guam e non ha spiegato i motivi per cui "la diocesi" di Guam dovrebbe temere "procedimenti legali", e nemmeno ha spiegato i motivi per cui per difendersi in quei procedimenti avrebbe dovuto regalare al Cammino Neocatecumenale (mediante quella Deed Restriction operata in gran segreto nel 2011 dal vescovo neocatecumenale) una proprietà del valore stimabile dai 35 ai 70 milioni di dollari. Sarebbe come dirti che siccome penso che tu avrai problemi legali, allora all'insaputa della tua famiglia mi devi regalare un immobile di vostra proprietà per farmi ingrandire la mia attività commerciale.

Altre notizie vengono dalla stampa: per esempio segnalo qui un articolo che commenta la paginata-annuncio pubblicata su alcuni giornali (e pagata da un gruppo di cattolici) che invita a contattare un numero di telefono se si hanno notizie di abusi e molestie sessuali in determinati periodi in certe parrocchie di Guam e Saipan in cui il futuro vescovo neocatecumenale aveva operato.

L'iniziativa è nata dopo che qualche vittima di molestie (che all'epoca aveva otto anni), tra coloro ancora residenti a Guam, si è fatta avanti per denunciare il vescovo neocatecumenale (che all'epoca era ancora presbitero), affermando di farlo non per soldi, né per vendetta, ma solo per ottenere giustizia. E non si tratta del soggetto di cui si parlava ad agosto 2015. Fra parentesi, nel 2010 la curia di Guam aveva tentato di screditare la SNAP (associazione di vittime di abusi sessuali dei preti) che proponeva ad eventuali vittime di farsi avanti.

Kiko Argüello,
dottore "honoris causa"
per aver inventato il Cammino
C'è poi un presbitero neocatecumenale brasiliano, già famoso alle cronache di Guam a causa delle sue prediche (non fatemi tradurre le sue volgarissime omelie al congresso eucaristico o ai rotariani... dopotutto i presbìteri formati nei seminari di Kiko sono tutti così, c'è quello arrestato mentre faceva sesso con una minorenne, c'è quello che alle soglie del sacerdozio dà durante la messa una sconcia testimonianza su "non so quanti figli ho in giro"...), ha avuto gioco facile a parlare di «attacco alla Chiesa, intento malizioso, distruggere la fede cattolica»... Al suo vittimismo tipicamente neocatecumenale crederanno solo i soggetti ostinatamente ingenui come la Miriano: per questo è importante far notare fin d'ora che è proprio la mentalità neocatecumenale a far "fiorire" così agevolmente certe indicibili robacce.

Infine, come già ripetuto più volte in questo spazio commenti, lo stesso vescovo neocatecumenale Apuron (che si definisce fratello nel Cammino e celebra naturalmente la liturgia di Kiko, oltre ad essersi circondato di vicari neocatecumenali, cancellieri neocatecumenali, ecc.) ha pubblicato sul giornale diocesano una misera richiesta di scuse, che non ripaga certo i danni che ha fatto lungo oltre quarant'anni di sacerdozio ed episcopato.

Faccio presente che tutte queste cose erano già state accennate (o almeno fornito il link) nelle pagine del blog e nello spazio dei commenti, e di cui già si poteva leggere con maggior dettaglio su Jungle Watch. Se venite qui a ripetere sempre le stesse domande, significa che il computer lo sapete usare solo per a cliccare Condividi ai video dei gattini che circolano su Facebook.

Quella questione di molestie sessuali continuerà ad allargarsi, e c'è da aspettarsi che finirà in tribunale già nei prossimi mesi, e farà purtroppo azzeccare un'altra gigantesca figuraccia alla Chiesa Cattolica, per la gioia dei nemici della Chiesa. Figuraccia ormai inevitabile perché ai piani alti della gerarchia cattolica è stata data purtroppo troppa fiducia al Cammino Neocatecumenale e ai suoi esponenti.

Quella questione rischia anche di oscurare le numerosissime ingiustizie che il vescovo neocatecumenale ha compiuto per promuovere gli interessi del Cammino. Per maggiori informazioni, rinviamo alle pagine di Jungle Watch e alle pagine qui tradotte o commentate.


Aggiornamento:

siccome ci sono potenziali accuse di interferenza nell'operato di più di un'agenzia governativa di Guam, c'è la possibilità che in caso di processo civile o penale venga applicata contro il Cammino Neocatecumenale la normativa antimafia americana (RICO - Racketeer Influenced and Corrupt Organizations).

I giornalisti tenteranno sicuramente di ottenere informazioni di prima mano da:

domenica 8 maggio 2016

Appunti sulla paternità responsabile (a beneficio dei neocat)

Evocazione di Kiko in un tempio neocatecumenale
Dopo aver avuto a che fare con i neocatecumenali per un po' di tempo ci si accorge che ci sono due argomenti che in particolare urtano violentemente la loro suscettibilità. Puoi parlar loro di eresie - nascoste o plateali - di errori e abusi liturgici, di gestione torbida del denaro, e loro ci passeranno sopra con un'alzatina di spalle e l'ormai arcinota risposta che va bene un po' per tutto: «Il Papa ci approva, chi sei tu per giudicarci?»

Quando però si toccano l'obbedienza al Vicario di Cristo e la paternità responsabile ecco che saltano come indemoniati annaffiati da acqua santa. Il che, seguendo l'antico adagio secondo il quale "la lingua batte dove il dente duole", ci induce a pensare che sotto sotto un po' tutti i neocat - almeno quelli di basso rango - sospettino di essere stati "fregati" dal Cammino in qualche modo. In particolare sulla paternità responsabile immaginiamo che per un momento, assaliti dal dubbio, si chiederanno: "ma come? ho fatto dodici figli di cui quattro in Cielo, ballo la polka tra una bolletta e una colletta, e ora mi si dice che la Chiesa non esigeva che io sfornassi tutti questi figli??"

Non molto tempo fa, quando il papa Francesco di ritorno dal viaggio nelle Filippine sull'aereo se ne uscì con la frase-bomba "Essere cattolici non significa fare figli come i conigli" (rispondendo alla tipica neocat che si vantava di aver avuto otto cesarei, il Papa disse anche che non si può tentare Dio...), un mare di neocatecumenali insorse come un sol uomo contro questa espressione un po' tranchant del Papa. Ma come? Non erano quelli che si esibiscono tutte le domeniche con lo striscione "Tu es Petrus" in Piazza San Pietro?

Per cui ogni volta che in questo blog si parla della paternità responsabile così come l'hanno spiegata Pio XI, Pio XII, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco, citando documenti di Magistero, pensieri, insegnamenti, Tradizione e Sacre Scritture, i soliti neocat ci scagliano addosso la loro furia di affermazioni in libertà prive di qualsiasi fondamento.

In questo post non critichiamo le singole persone, ma vogliamo mettere in luce che l'insegnamento dato nel Cammino circa la morale sessuale e matrimoniale è in sé sbagliato, e vogliamo aiutare i nostri fratelli neocatecumenali a riflettere seriamente su questo tema.
Di seguito citiamo solo alcuni esempi recenti di commenti (ma a scorrere le pagine del blog se ne trovano a bizzeffe):
Commento di Antonio del 26 aprile:

Mi scusi Ruben ma mi sembra contraddittoria la sua risposta rispetto a quello che diciamo il giorno del matrimonio. Mi spiego meglio, nel rito del matrimonio si chiede se si e' disposti ad accogliere tutti i figli che Dio voglia donare alla coppia e sinceramente l'avere rapporti solo nei periodi non fecondi e' come mettere uno stop alla volonta' di Dio. Anche perche' non avere rapporti nei periodi fecondi e' come dire che non si vogliono figli e viene meno uno dei fini dell'atto sessuale.
Questo ragionamento farlocco, che fa acqua da tutte le parti, contraddice chiaramente il Magistero, nel quale troviamo l'esatto opposto dell'affermazione apodittica di Antonio: non avere rapporti nei periodi fecondi vuol dire rispettare i ritmi biologici della donna ed esercitare la genitorialità in modo responsabile e retto, proprio perché ci sono momenti nella vita in cui, pur desiderando figli, non è possibile averne (gravi problemi economici, cure mediche invasive, gravi malattie, ecc.). In questo modo, i coniugi comunque lasciano aperta la porta a Dio e a possibili nuove gravidanze, dunque i coniugi, se la loro coscienza è retta e i motivi seri, non solo non commettono peccato ma sono da lodare!
Commenti di Giorgio del 28 aprile:

Che tristezza mettersi a misurare con la tecnologia elettrica-strumentale...

I cristiani prima del cammino anche in Italia facevano 5-6 figli a famiglia, nonostante la povertà. Oggi siamo passati ai misuratori. Ma un po' di fede?

(...)

Chi di voi ha letto per intero Casti Connubii e HV? Io non ho trovato tutto questo spazio per la limitazione, la pianificazione, i rapporti nei periodi di non fecondità.

Che testimonianza diamo da cristiani con una media di 2 figli? E' questa la vita nuova di Cristo? 

Non sono del cammino e so benissimo cosa insegna la Chiesa in materia. Per favore però non fate che per criticare l'approccio del cammino iniziate a parlare solo di pianificazione, limitazione, sicurezza economica.

Sapete Santa Caterina da Siena che numero di figlio era? Di certo i genitori non erano del cammino. Altri tempi direte, certo. O forse altra fede?
(...)
Nessuno qui ha mai detto che si devono fare "due figli maschio e femmina e poi stop" come Giorgio falsamente accusa, né che le famiglie numerose non siano più che benedette. Giorgio, alla maniera neocat, ci scaraventa addosso l'esempio della famiglia di santa Caterina, facendo intendere che se i genitori della Santa non fossero arrivati a portare a termine la quindicesima gravidanza Dio non avrebbe potuto far nascere Caterina, come se il piano di Dio dipendesse in ultima analisi solo dall'opera dell'uomo. A Giorgio, non passa per la testa circoncisa che Dio ha chiamato la famiglia di Caterina specificamente a quella particolare opera di fede (la famiglia numerosa), che ha donato a quella famiglia una Grazia particolare e che quella famiglia ha accettato tale chiamata e Grazia. E non gli viene in mente che non a tutti è dato di avere quindici figli, sicuramente non per decreto kikiano, e non gli punge vaghezza che per un'altra coppia di sposi potrebbe non essere volontà divina l'avere quindici figli, e che averli sarebbe l'equivalente di forzare la mano a Dio, pretendendo poi che Lui intervenga con la Sua Provvidenza a sanare l'irresponsabilità dei coniugi.
I neocatecumenali sono gente che ha
ricevuto da Kiko le Palme Alte

Giorgio, inoltre, evidentemente ignora la storia e presuppone che tutte le famiglie medioevali avessero una incredibile fede cristiana e facessero figli a ripetizione per questo motivo. Non gli viene in mente che i figli venissero anche perché non si conoscevano sistemi accurati per "misurare" la fecondità della donna, non sa che tanti di quei figli che nascevano morivano poi in tenera età per le cause più disparate (febbri, malformazioni, malnutrizione, ...) e che spesso venivano abbandonati nei conventi oppure in strada, a se stessi, come farebbero gli animali, perché non si aveva di che dar loro da mangiare. Giorgio finge di ignorare che le famiglie di allora non erano quelle di adesso, che i nuclei familiari erano fortemente allargati e che chi non era in condizioni di allevare un figlio riceveva quasi sempre un considerevole sostegno da parenti vicini e lontani.
Infine è vero che le famiglie fino a 80 anni fa erano più numerose di oggi, tuttavia questo mito "dell'età dell'oro delle famiglie" ormai perduta è una pura fantasia: papa Pio XI scrisse la Casti Connubii proprio perché già dagli anni '20 (praticamente un secolo fa!) emergeva una forte mentalità abortista e nemica delle famiglie; per esempio nel 1923 Papini e Giuliotti, nel Dizionario dell'Omo Salvatico, facevano satira su tali mode - alla voce "aborto", dopo aver ricordato che comporta il carcere, soggiungeva con amara profezia:
Ma è dolce immaginare... che una umanità più progredita abolirà questa barbara legge, riconoscendo il diritto nella donna incinta (se nubile), di disporre a suo talento della carne della propria carne.
E' da ricordare che uno dei dogmi kikiani sparati dai catechisti a mitragliate contro le coppie del Cammino riguarda proprio l'essere aperti alla vita perché «tanto Dio se non vuole non ti manda nessun figlio, se invece un figlio viene allora è volontà di Dio». Tralasciamo la superficialità di questa affermazione...

Un altro fratello del Cammino ci rinfaccia ciò che non ha letto e si difende da affermazioni che nessuno ha fatto (come ad esempio quella dei due figli maschio e femmina):

Chi di voi ha letto per intero Casti Connubii e HV? Io non ho trovato tutto questo spazio per la limitazione, la pianificazione, i rapporti nei periodi di non fecondità.

Chi risponde alla mia domanda?

(...)

I testi delle due encicliche disponibili a tutti i fedeli cattolici tranne che ai sostenitori di questo blog, parlano anche di altre cose, non solo di quelle.

Voi limitate il discorso solo a periodi fecondi etc. etc.

Continuate così. Come fate a concordare questo con la Tradizione cristiana, fatta di famiglie numerose in ogni tempo e luogo, rimane un mistero.
Grazie a Dio alcuni terziari, cattolici della domenica, tradizionalisti etc. etc. (oltre ai neocatecumenali) vivono il vero spirito delle encicliche e responsabilmente si aprono alla Grazia santificante e vanno oltre i calcoli con il termometro e/o i 2 figli maschio e femmina e stop.
E' triste vedere in un blog che dovrebbe difendere la verità discussioni e discussioni su periodi fecondi e non, pianificazione...
Quello che la Chiesa ha sempre chiesto agli sposi, rispondendo alla chiamata del Creatore: "Siate fecondi e moltiplicatevi", è stato di non pervertire l'atto sessuale, impedendo la generazione della vita con mezzi illeciti, o rendendo l'atto in sé sterile o interrompendo addirittura la gravidanza. Al di là di queste raccomandazioni la sapienza e l'equilibrio della Chiesa sono sempre stati mirabili. Ci viene il sospetto che voi, come molti neocatecumenali che piovono su queste pagine, non avete mai letto Casti Connubii e Humanae Vitae, dato quello che scrivete. Brutta faccenda circoncidere la ragione e ascoltare solo i cosiddetti "catechisti" del Cammino, eh?

Insomma, se aveste ragione voi neocatecumenali, avrebbero torto almeno quattro Papi:

Pio XI:
"Ma per venire ormai, Venerabili Fratelli, a trattare dei singoli punti che si oppongono ai diversi beni del matrimonio, il primo riguarda la prole, che molti osano chiamare molesto peso del connubio e affermano doversi studiosamente evitare dai coniugi, non già con l’onesta continenza, permessa anche nel matrimonio, quando l’uno e l’altro coniuge vi consentano, ma viziando l’atto naturale(...) attenersi ai comandamenti di Dio in tutto ciò che riguarda il matrimonio: nel prestarsi cioè mutuamente l’aiuto della carità, nel serbare la fedeltà della castità, nel non attentare mai alla stabilità del vincolo, nell’usare dei diritti matrimoniali sempre conforme alla moderazione e pietà cristiana, specialmente nel primo periodo dell’unione, in modo che se, in appresso, le circostanze imponessero la continenza, ad ambedue per l’abitudine contratta riesca più facile osservarla."
(Casti Connubii, 31 dicembre 1930)
Pio XII:
L'individuo e la società, il popolo e lo Stato, la Chiesa stessa, dipendono per la loro esistenza, nell'ordine da Dio stabilito, dal matrimonio fecondo. Quindi abbracciare l'o stato matrimoniale, usare continuamente la facoltà ad esso propria e in esso solo lecita, e, d'altra parte, sottrarsi sempre e deliberatamente, senza un grave motivo, al suo primario dovere, sarebbe un peccare contro il senso stesso della vita coniugale.

Da quella prestazione positiva obbligatoria possono esimere, anche per lungo tempo, anzi per l'intera durata del matrimonio, seri motivi, come quelli che si hanno non di rado nella cosiddetta « indicazione » medica, eugenica, economica e sociale. Da ciò consegue che l'osservanza dei tempi infecondi può essere lecita sotto l'aspetto morale; e nelle condizioni menzionate è realmente tale.
(Alle partecipanti al congresso della Unione Cattolica Italiana Ostetriche, 29 ottobre 1951)
Paolo VI:
16. (...) la chiesa è la prima a elogiare e a raccomandare l’intervento dell’intelligenza in un’opera che così da vicino associa la creatura ragionevole al suo creatore, ma afferma che ciò si deve fare nel rispetto dell’ordine da Dio stabilito. Se dunque per distanziare le nascite esistono seri motivi, derivanti dalle condizioni fisiche o psicologiche dei coniugi, o da circostanze esteriori, la chiesa insegna essere allora lecito tener conto dei ritmi naturali immanenti alle funzioni generative per l’uso del matrimonio nei soli periodi infecondi e così regolare la natalità senza offendere minimamente i principi morali che abbiamo ora ricordato. La chiesa è coerente con se stessa, sia quando ritiene lecito il ricorso ai periodi infecondi, sia quando condanna come sempre illecito l’uso dei mezzi direttamente contrari alla fecondazione, anche se ispirato da ragioni che possano apparire oneste e gravi. Infatti, i due casi differiscono completamente tra di loro: nel primo caso i coniugi usufruiscono legittimamente di una disposizione naturale; nell’altro caso essi impediscono lo svolgimento dei processi naturali. È vero che, nell’uno e nell’altro caso, i coniugi concordano con mutuo e certo consenso di evitare la prole per ragioni plausibili, cercando la sicurezza che essa non verrà; ma è altresì vero che soltanto nel primo caso essi sanno rinunciare all’uso del matrimonio nei periodi fecondi quando, per giusti motivi, la procreazione non è desiderabile, usandone, poi, nei periodi agenesiaci a manifestazione di affetto e a salvaguardia della mutua fedeltà. Così facendo essi danno prova di amore veramente e integralmente onesto.
(Humanae vitae, 25 luglio 1968)
Giovanni Paolo II:
"Quando invece i coniugi, mediante il ricorso a periodi di infecondità, rispettano la connessione inscindibile dei significati unitivo e procreativo della sessualità umana, si comportano come «ministri» del disegno di Dio ed «usufruiscono» della sessualità secondo l'originario dinamismo della donazione «totale», senza manipolazioni ed alterazioni" (Familiaris consortio, 22 novembre 1981)
"E’ su questa fondamentale base antropologica ed etica che poggia la dottrina ecclesiale della "paternità e maternità responsabili". Purtroppo su questo punto il pensiero cattolico è sovente equivocato, come se la Chiesa sostenesse un'ideologia della fecondità ad oltranza, spingendo i coniugi a procreare senza alcun discernimento e alcuna progettualità. Ma basta un'attenta lettura dei pronunciamenti del Magistero per constatare che non è così.

In realtà, nella generazione della vita, gli sposi realizzano una delle dimensioni più alte della loro vocazione: sono collaboratori di Dio. Proprio per questo sono tenuti ad un atteggiamento estremamente responsabile. Nel prendere la decisione di generare o di non generare essi devono lasciarsi ispirare non dall'egoismo né dalla leggerezza, ma da una generosità prudente e consapevole, che valuta le possibilità e le circostanze, e soprattutto che sa porre al centro il bene stesso del nascituro. Quando dunque si ha motivo per non procreare, questa scelta è lecita, e potrebbe persino essere doverosa. Resta però anche il dovere di realizzarla con criteri e metodi che rispettino la verità totale dell'incontro coniugale nella sua dimensione unitiva e procreativa, quale è sapientemente regolata dalla natura stessa nei suoi ritmi biologici."
(Angelus del 17 luglio 1994)
Per riassumere, cari neocat, la disciplina della Chiesa raccomanda una unione feconda e aperta alla generazione di nuova vita, ma raccomanda anche una generazione responsabile e cosciente dell'importanza del dono divino che un nuovo figlio costituisce, e autorizza esplicitamente i coniugi a usufruire dei periodi infecondi, purché con retta coscienza, cioè mettendosi in seria relazione con Dio. Insomma, la dottrina dà torto a Kiko e Carmen in modo davvero imbarazzante!

Cosa dire di Carmen che andava dal Papa Giovanni Paolo II a lamentarsi della «ossessione della Chiesa per i metodi naturali»?
Cosa dire, rispetto a parole tanto sagge, alte e provenienti da Dio, di alcuni catechisti iper-zelanti che comandano i loro adepti di "darci dentro" e di fare nuovi "viaggi di nozze", o che si intromettono talmente tanto nel Sacramento del Matrimonio da spingere tante coppie a confessare qualità e quantità dei rapporti sessuali, con domande che «nessun confessore farebbe»?

venerdì 6 maggio 2016

Voce del sen fuggita, poi richiamar non vale...!

I radioascoltatori "attaccano" il Gennarini
ponendo parecchie domande scomode...
Durante un'intervista alla radio K57, al Gennarini - uno dei più grossi "super-catechisti" del Cammino Neocatecumenale - è sfuggita un'ammissione particolarmente significativa: «la Deed Restriction è stata fatta per proteggere l'arcidiocesi da possibili problemi legali».

Che tradotto dalla lingua di legno neocatecumenalese, significa che siccome l'arcidiocesi di Guam temerebbe certi imprecisati "problemi legali" (e lui che ne sa?) allora il Cammino doveva impossessarsi della Yona property (terreno ed edifici attualmente in uso al seminario neocatecumenale Redemptoris Mater di Guam [RMS] e alla sua facoltà teologica farlocca).

Nonostante tutta la cagnara della propaganda neocat, infatti, i seminari di Kiko (pomposamente chiamati "seminari missionari diocesani Redemptoris Mater") non sono a disposizione di vescovo e diocesi se non quel tanto che basta per una misera foglia di fico. I "presbìteri" allevati in tali seminari vengono preparati a servire pressoché esclusivamente il Cammino.

Il trasferimento di quella property dall'arcidiocesi al Cammino avvenne in gran segreto a novembre 2011, contro il parere del consiglio diocesano per gli affari economici e senza seguire le norme stabilite dalla Santa Sede. L'avvocato della Curia che vi si era opposto fu sgridato in maniera umiliante dal Gennarini (le urla di quest'ultimo rimbombarono nei corridoi della Curia). Il vescovo neocatecumenale di Guam, alla faccia del suo gregge e dell'avvocato che aveva fedelmente servito la Curia per quasi quarant'anni, diede ovviamente ragione al Gennarini. Ugualmente vennero dimessi d'ufficio tutti i membri del consiglio degli affari economici.

Mediante l'atto giuridico della Deed Restriction, quella property fu perciò trasferita al Seminario neocatecumenale Redemptoris Mater di Guam, avendo come Board of Guarantors i coniugi Gennarini, il don Pochetti, e - a titolo personale - dal vescovo neocatecumenale Apuron. I tre italiani, responsabili del Cammino per gli USA, non sono cittadini di Guam. In qualità di Guarantors, hanno però diritto di decisione e di veto su tutte le questioni (candidati al sacerdozio, modo di sfruttare la property, ecc.)

Il vescovo neocatecumenale Apuron, insieme ai suoi fedelissimi neocat, si è affannato a dichiarare verbalmente che la Deed Restriction sarebbe stata solo una restrizione fatta a sé stesso, e che perciò la Yona property sarebbe ancora dell'arcidiocesi. Affermazioni che oltre ad essere contraddette dai documenti, sono quantomeno umoristiche: che bisogno c'era di farla? e perché farla in gran segreto nonostante i pareri contrari?

Così, ad ottobre 2015, il giornale diocesano pubblica un ennesimo articolo di "conferma" della proprietà, allegando un Certificato di Proprietà in cui manca una riga. Le successive correzioni del Certificato sono risultate ancor più sbagliate, sollevando un polverone pazzesco che prossimamente finirà in tribunale (quanti pubblici dipendenti possono essere corrotti dal Cammino? quanti di loro andranno volentieri in carcere per salvaguardare il prestigio del Cammino e dei suoi cosiddetti "catechisti"?).

Insomma, con la complicità del vescovo neocatecumenale, il Cammino si impossessa di una proprietà dei cattolici, e poi fa di tutto - inclusi certificati taroccati ed incessanti e plateali menzogne - per affermare che non è così.

Ma la chicca finale riguarda le affermazioni del Gennarini durante l'intervista:
  • ha affermato che l'idea della Deed Restriction sarebbe stata dell'avvocato di Curia (proprio quello che venne sommerso di urla dal Gennarini perché rifiutava la Restriction)
  • ha affermato che la Deed Restriction non sarebbe un trasferimento di proprietà e non toglierebbe potere al vescovo (proprio quando lui, sua moglie e il Pochetti possono opporre veto al vescovo su qualsiasi cosa riguardi il seminario R.M.)
  • e naturalmente, quando gli si chiedono documenti relativi agli strafalcioni liturgici del Cammino, afferma che «il Cammino è approvato dal Papa» senza aggiungere altro (il solito trucchetto).
La questione della proprietà di quel seminario fa emergere dunque i tipici atteggiamenti del Cammino Neocatecumenale verso la Chiesa Cattolica: inganni, ruberie, menzogne.
Quanto riassunto in questa pagina è ampiamente documentato in numerose pagine di Jungle Watch, da noi commentate in più occasioni (clicca qui per le pagine sul caso Guam).