martedì 30 settembre 2014

L'arte sacra e le brutture di Kiko Argüello

Il cardinale Celso Costantini (1876-1958), in un suo articolo dedicato alla nuova eresia dell’arte sacra, pubblicato su “Vita e pensiero” nel 1956, scrisse:
Quando si dà la testa di gorilla al Crocifisso, si nega la sua divinità e si ripete la bestemmia di Sirmio. Quando si degrada la rappresentazione della Vergine con immagini deformi e ripugnanti, quando si raffigurano i santi con teste di scimuniti o di degenerati, si nega non solo il carattere venerabile di questi soggetti, ma si insulta il culto cattolico esattamente come si fa con la bestemmia. […] Noi intendiamo di illuminare gli artisti di buona fede; ma per gli altri siamo costretti ad impugnare i flagelli con cui Cristo scacciò i mercanti dal tempio”.
Ecco qui sotto alcuni esempi di arte sacra in nueva estetica di Kiko Argüello Wirtz, dottore Honoris Causa e Iniziatore del Cammino Neocatecumenale:

Testa di gorilla e... Ephod ebraico sul petto!?!

Fosse nere al posto degli occhi

Fosse nere al posto degli occhi, dita a forma di "V",
benedice con la mano sbagliata, l'omega è rovesciata...
Ma che razza di arte sacra è mai questa?

Un occhio bianco e uno nero, un buco sulla guancia...
Per la serie: decifratelo voi 

Totem kikiano con cappello arabo.
Sarebbe un crocifisso e dietro ci sarebbe la Vergine...

Bislacca ultima cena con simboli massonici

domenica 28 settembre 2014

Tragedia: la Sorpresa e lo Stupore per il Nuovo Canto di Kiko avvengono su Facebook anziché alla Convivenza di Inizio Corso!

Kiko Argüello ha recentemente inventato un nuovo canto (oh, che grandiosa novità!), canto che presto sarà obbligatorio in tutte le comunità del Cammino. 

Francesco, un fratello delle comunità tutto preso dall'entusiasmo, lo ha condiviso da Youtube a Facebook, svelando anzitempo l'arcano della nuova canzonetta neocatecumenale:


Il fratello Virgilio, probabilmente distratto dal proprio bislacco tatuaggio all'altezza dell'ascella sinistra, se ne è accorto solo a danno fatto, e perciò - secondo la mentalità prettamente neocatecumenale, che si deve sorprendere e stupire per ogni invenzione di Kiko - ha protestato come segue:
Tu che pubblichi questi video... togli a noi cantori e a tutti i fratelli la sorpresa e lo stupore del nuovo canto alla convivenza d'inizio corso!

Pensi di fare una cosa buona?

Pensi di essere un cristiano migliore facendo vedere a tutti i catecumeni che conosci il nuovo canto?


Se postavi una foto dell'iPhone 6 era meglio!

venerdì 26 settembre 2014

Ai piccoli neocatecumenali in buona fede

Come avete potuto constatare, ogni tanto compare sullo spazio commenti di questo blog qualche neocat duro e puro che dà per scontata la malafede di chi testimonia abusi e strafalcioni del cammino, oppure racconta di mitiche comunità obbedientissime alla Chiesa e dove tutto, ma proprio tutto va bene.

Stranamente però chi accusa di malafede non è capace di addurre uno straccio di argomento.

Eppure i cosiddetti "catechisti" neocatecumenali dicono di parlare sempre per ispirazione, di avere il discernimento.
Perché nessuno mai è stato in grado di confutare argomentando alcunché?

Chi favoleggia di comunità NC perfette e obbedienti, invece, non dice mai quali sono. Nemmeno se chiedi di sapere se le celebrazioni sono riportate nell'orario delle Messe parrocchiali.

Eppure sarebbe un ottimo argomento affermare che la comunità XYZ obbedisce alla Chiesa e alle richieste papali e rispetta il proprio statuto.
Invece, niente, come sempre.

Perciò, al di là delle chiacchiere dei vari neocat duri e puri, vi rinnovo l'invito a constatare di persona da che parte è la verità.

Quando ascoltate le "catechesi" del Cammino, confrontatele con il Catechismo.

Quando dalla tappa dello Shemà cominceranno a chiedervi gesti "concreti" riguardo ai beni, rileggetevi quel che dice lo Statuto del Cammino in merito alle collette, e specialmente al secondo passaggio per la "decima". Quest'ultima, secondo i neocat duri e puri, sarebbe sempre libera e volontaria. Noi qui testimoniamo che è imposta e sempre obbligatoria. Perciò vi consiglio di ascoltare quel che diranno i vostri cosiddetti "catechisti" in merito, e saprete subito chi vi ha mentito.

"Saranno DATE catechesi"...
Vi vorrei far notare un'ultima cosa.
Avete letto di testimonianze molto dolorose, di rimorsi. Perché nessun neocat duro e puro è mai intervenuto, né ora né in passato, per spendere almeno una parola di comprensione?
Da loro, sempre e comunque, o silenzio, o insulti.
Badate che c'è un motivo. L'insensibilità è un "frutto del cammnino", causata dal vivere in un ambiente chiuso, in cui si vive sotto fortissime pressioni psicologiche, tensioni interpersonali, paura del giudizio dei "catechisti" e dell'isolamento.
In altre parole, o diventi insensibile per difenderti o vieni travolto.

Questo è quel che vi aspetta. Potete verificarlo da voi stessi.

Ai fratelli che hanno scritto con tanta sofferenza e dolore:
Come altri vi hanno già detto, Dio guarda al cuore delle persone. Avete agito in buona fede, magari quasi senza rendervene conto date le pressioni cui eravate sottoposti.
Ne siete anche pentiti, perciò non è giusto che continuiate a tormentarvi.
D'altra parte tutti nella vita facciamo sbagli, anche molto gravi, nella quotidianità, in famiglia, sul lavoro.
L'importante è non ripetere gli stessi errori.
Appoggiatevi alla Chiesa, a un buon direttore spirituale.

Contrariamente a quel che pensa il signor dottor (honoris causa) Argüello, Dio non vuole il male ma lo utilizza per fare del bene.
Vale anche per voi! Sicuramente la vostra triste esperienza vi ha resi più aperti e sensibili alle sofferenze altrui; pensate quindi quanto bene potete fare al prossimo.
Abbiate fiducia.
(da: L'apostata)

mercoledì 24 settembre 2014

Una «nuova Chiesa»?!

«Ci vedono come una nuova Chiesa!»
Il "colpo di genio" del Cammino, nella sua diffusione iniziale, è stato l'aver detto al mondo: noi siamo una nuova Chiesa. Una Chiesa svuotata delle sovrastrutture teologiche, libera dagli ingranaggi di potere, nata dai poveri, insomma una Chiesa pura come quella delle origini. Kiko stesso spessissimo, nei suoi cosiddetti "kerigma", ha affermato: «I lontani ci vedono come una nuova Chiesa!». Ma è davvero così? Il prezzo da pagare è lo scivolone che solitamente questi movimenti fanno, contraddicendosi sotto molti punti di vista.

Vorrei concentrarmi però sull'aspetto teologico. Quasi tutti i fratelli del Cammino, sono convinti che nel Cammino il messaggio cristiano venga davvero vissuto e perciò debba esser vissuto in maniera semplice, senza intellettualismi o speculazioni di alcuna sorta. Non c'è alcuna interpretazione allegorica che tenga insomma. In realtà, mi dispiace per loro, ma effettivamente non è così: il vero tripode filosofico del Cammino è costituito da Sartre, Kierkegaard e Karl Barth. Almeni questi sono gli autori che maggiormente compaiono nelle catechesi iniziali. Kiko stesso si definiva esistenzialista. Su questo tripode si costruisce gran parte della vera ermeneutica biblica neocatecumenale. Come non sentire dietro alla nozione di "storia", e di riduzione di tutto a "fatto", Sartre e il suo esistenzialismo, con la sua concezione di riduzione della vita umana a esistenza? Dietro quel calcare eccessivamente la mano sul passaggio dalla morte spirituale alla vita, la morte ontica di Kierkegaard e la vita estetica... Dietro S. Paolo, il pastore e teologo svizzero protestante Karl Barth, con la sua idea di sacrificio, l'uomo che sacrifica tutto a se stesso, secondo la sua interpretazione paolina, un po' pessimistica.

Ripeto, ciò che ho detto in un articolo precedente, perché Kiko può parlare di cultura nell'evangelizzazione ed io no, e tu no? E nessun altro? Nei miei precedenti articoli parlavo dell'arretratezza di certe convinzioni filosofiche, così storicamente invecchiate, presenti nelle catechesi iniziali. E' doveroso cambiarle e riadattarle ai tempi di oggi. E' un'operazione lecita, in un'evangelizzazione che si dica intelligente e libera. La verità cristiana infatti è eterna e immutabile, la cultura invece no, cambia, è mutevole ed effimera, specialmente oggi, nei suoi connotati di celerità evidenti a tutti. Sant'Agostino, nel De Civitate Dei, affermava che la città di Dio è eterna e non passa, mentre la città degli uomini, quella terrena, passa, cambia e si trasforma. Per cultura intendo sia la produzione letteraria, filosofica, e scientifica, sia i costumi, le credenze ecc di un popolo o dell'umanità in una data epoca o in un dato periodo. Se la cultura non cambiasse, saremmo ancora oggi, rimasti ai tempi della Divina Commedia, dei guelfi e dei ghibellini. Bisogna anche adattarsi alle diverse culture che si va a visitare e ad evangelizzare.

«Ci vedono come una nuova Chiesa!»
Perché allora le catechesi iniziali non possono essere rimaneggiate e corrette? Se l'uomo un giorno andasse su Marte, si continuerebbe a parlare di Sartre nel Cammino? Non è controproducente il tutto? Che gli Statuti siano stati approvati, non giustifica il fatto che le catechesi non possano essere riviste in alcuni punti e attualizzate: l'approvazione non può essere sintomo di rigidità strutturale. Se la cultura vuole essere strumento a servizio dell'evangelizzazione, deve essere considerata per ciò che è, cioè cultura, riadattata via via secondo lo spirito dei tempi, non parole ispirate dallo Spirito Santo. A meno che non si voglia compiere una doverosa separazione nelle catechesi, fra Verità di fede e verità scientifico-filosofiche, insomma culturali, secondo ciò che affermava Galileo. Resta comunque il fatto che le seconde verità sono mutabili e modificabili. La Verità di fede deve essere quella della Chiesa, cioè quella elaborata dalla Chiesa sulla base delle Scritture. Ma questo è un altro discorso.

(da: L'eresiarca)

lunedì 22 settembre 2014

Nel Cammino vige la recitazione

Preparazione in una saletta del
sabato sera neocatecumenale
Molto del parolame liturgico e pseudoliturgico dei neocatecumenali serve solo come scenografia (e attinge al solenne lessico cattolico: ma solo per impressionare). Dopotutto la recitazione del copione kikiano preconfezionato è uno dei tratti fondamentali del Cammino:

- il fratello che si sforza di fare una "risonanza" col malcelato scopo di farsi notare dai responsabili

- il cosiddetto "catechista" che recita a memoria (fino ai più piccoli dettagli) la pappardella kikiana cercando di sembrare "ispirato dallo Spirito"

- il "cantore" che copia nella liturgia perfino il sacro Kiko dalla gola secca

- Kiko che con grande pathos afferma di lottare col demonio e di aver perso il sonno

- il solito troll neocatecumenale che gira per i blog e forum a raccontare in modo fiabesco e paradisiaco il Cammino pur sapendo che c'è un vero e proprio popolo di "ex neocatecumenali" (molto più numerosi dei neocat stessi) che possono testimoniare il contrario

- la liturgia neocatecumenale che vorrebbe manifestare (recitare, sembrare, fingere) una qualche forma di "allegria" (il girotondo finale è l'aspetto più patetico e imbarazzante)

- le adunate oceaniche neocatecumenali in cui bisogna essere tutti presenti per far numero per poi immancabilmente vantarsi (soliti numeroni giganteschi inventati per fare propaganda: per esempio "trecento neocatecumenali" in realtà erano solo in tredici e un megafono).

- tutti quei fratelli di comunità che per anni hanno continuato a fare finta di mettere la mano nel "sacco nero" quando poi il pugno era vuoto... quelli che hanno continuato a prendere la comunione sapendo che erano in peccato mortale (conviventi)... quel fratello che picchiava la moglie (che veniva con i lividi in celebrazioni dicendo che era caduta) e per anni ha fatto il responsabile in comunità e il catechista ad altre comunità...

- quei genitori che hanno cacciato di casa la figlia incinta (altrimenti poteva essere di cattivo esempio per gli altri figli) sotto suggerimento dei cosiddetti "catechisti" e che però elargivano consigli agli altri fratelli NC su come educare i propri ragazzi... oppure la sorella "giovane" che passa da un rapporto di coppia all'altro con una facilità paragonabile alla giocata di una schedina del totocalcio ma che, agli scrutini, non dice mai nulla ai catechisti e ora dopo anni e anni (e in età non più giovanissima) è ancora tutta pensosa a interrogarsi su quale sia la sua vocazione alzandosi a tutte le "chiamate di Kiko" ma andando a fare le vacanze al mare in club per single alla ricerca disperata dell'"anima gemella"...

Ecco la maniera piu' normale o evidentemente giusta per essere un bravo neocatecumenale è sicuramente l'essere ipocrita, il recitare una parte. Come il fariseo nel tempio: «Ti ringrazio Signore perché io pago la decima, non sono mica un cristiano della domenica...»

Chi non è abbastanza ipocrita, prima o poi implode ed esce dal Cammino.

Troppi controsensi, troppe omertà, ipocrisie o bugie: e questo non è certo il modo di essere cristiano.

sabato 20 settembre 2014

Tipico parroco neocatecumenale: assente, scontroso, chiuso, dedito esclusivamente al Cammino

Salve a tutti, mi chiamo Antonella e vorrei raccontare la mia esperienza di cattolica cresciuta in una parrocchia il cui parroco è membro del cammino neocatecumenale.

Il suo impegno nella parrocchia si limitava alle messe domenicali (celebrava quelle feriali solo in caso di richieste di suffragio), quando necessario all'amministrazione dei sacramenti e alla benedizione annuale delle abitazioni. Oltre queste attività il vuoto assoluto perché il resto del tempo lo dedicava alla comunità neocatecumenale, che (per fortuna nostra) si riuniva in un'altra parrocchia.

La sua canonica è molto grande, ha anche un cortile molto spazioso, avrebbe potuto creare delle attività per noi ragazzi (il nostro è un paesino di montagna, non ci sono altri luoghi di aggregazione né palestre né campi sportivi) tipo corsi di canto o di musica, dopo scuola etc come si fa in tante altre parrocchie italiane, ma le porte erano sempre chiuse. Niente, neanche per gli adulti. Non ha mai cercato di formare una corale, col risultato che durante le messe dovevamo subire il tormento dei canti stonati (e storpiati) dalle signore più anziane.

Le catechiste che mi hanno preparato alla prima comunione erano delle ragazze liceali totalmente impreparate, che avevano il mandato di insegnarci soltanto le preghiere ed i racconti della Bibbia riassunti nel libro che ci avevano fatto comprare. Se noi bambini provavamo a porgere qualche domanda che esulava da questi argomenti rispondevano sempre "non lo sappiamo". Ricordo che una volta una catechista iniziò la "lezione" con queste parole: "oggi voglio raccontarvi la mia storia preferita dell'antico testamento che riguarda un ragazzo venduto dai fratelli agli schiavi perché erano gelosi di lui, che poi riesce a ottenere la stima del faraone d'Egitto e a diventare molto potente. Dopo qualche anno rincontra i fratelli e li perdona. Non mi ricordo come si chiama ma non fa niente, l'importante è la morale".

Kiko perfeziona il suo autoritratto
La preparazione per la cresima invece la svolgeva il parroco, con lezioni in cui sceglieva una parola (per esempio "acqua", "spirito" o "luce") e poi ci leggeva i versi della Bibbia in cui esse comparivano. Potete immaginare come fossero interessanti per dei ragazzini di 12 anni! (Oggi nessuno di loro frequenta la chiesa e il parroco non si premura di fare alcunché per attirarli). I genitori non si lamentavano perché il loro livello culturale e soprattutto teologico era basso, ma questa doveva essere una ragione in più per il parroco per educarci meglio e non la scusa per lasciarci nell'ignoranza!

La mia fortuna è stata di avere uno zio sacerdote, che vive in una città vicina e che mi insegnato che la Chiesa è amore, che è una famiglia e una maestra di vita. Nella sua parrocchia vedo famiglie felici, che partecipano alla corale, alle lezioni di musica, che organizzano feste in oratorio e pellegrinaggi in giro per l'Italia, che praticano l'adorazione eucaristica, che hanno fondato una sezione della Caritas e dell'associazione donatori di sangue. Una parrocchia normale, viva.

Il mio parroco neocatecumenale rifiutò di far concelebrare la mia prima comunione e la cresima a mio zio sacerdote, con la bizzarra giustificazione che "celebro così pochi sacramenti all'anno che non mi sembra il caso di levarmi queste poche occasioni di gioia". È mai possibile un atteggiamento simile da una sacerdote? Considerare un proprio confratello un ostacolo alla propria realizzazione personale?

Mio zio ne soffrì molto e non si presentò alle cerimonie per evitare domande imbarazzanti da parte dei presenti. Voi avete mai visto durante una messa un sacerdote seduto tra i fedeli? Naturalmente anch'io e tutta la mia famiglia ne fummo addolorati.

Tipici neocatecumenali
vanno all'arrembaggio
Non so se il mio parroco fosse così anche prima di entrare nel cammino ma di sicuro frequentarlo non ha fatto del bene né a lui né a noi parrocchiani. Nella mia diocesi ci sono altri due sacerdoti neocatecumenali e so che anche nelle loro parrocchie ci sono problemi simili, se non maggiori. Spiace dirlo ma quello che li accomuna è il carattere burbero e le maniere scontrose, forse devono sfogare la frustrazione di dover obbedire ai "catechisti" di Kiko!

Colgo l'occasione per ringraziarvi per la vostra attività. Avevo una conoscenza molto sommaria delle attività del cammino, leggere l'intera verità mi ha sconvolto.

**

Aggiungo una postilla: dopo avervi scritto queste righe ho visitato anche la sezione "neocatecumenali" del sito internetica ed ho scaricato gli Orientamenti per gli scrutini: ho scoperto che "i temi per la celebrazione della parola per le comunità che non passano" sono quelli che il mio parroco usava per farci il catechismo per la cresima! mi si è gelato il sangue dal terrore! io credevo lo facesse perchè era antiquato e noioso, ora mi viene il dubbio che ci ritenesse anime senza possibilità di salvezza che non meritavano niente di diverso da quell'inutile supplizio... o forse era proprio lui a non aver passato uno scrutinio e quella era una prova che infliggeva a se stesso... mah, forse mi sto suggestionando troppo ma scoprire che kiko ha influito in questo modo nella mia vita mi inquieta e mi innervosisce.

giovedì 18 settembre 2014

Il modello rigido del Cammino

Fate largo! arrivano i kikos!
Vorrei fare un riflessione sulla metodologia d'evangelizzazione proposta dal Cammino, che consiste nel passaggio da una pastorale sacramentale ad una di evangelizzazione. Il punto è questo, dalla mia esperienza, il Cammino, negli ultimi tempi, costituisce comunità formate, per lo più, da "figli del cammino", entrando in contrasto con 2 principi che il Cammino stesso afferma:
1) le comunità debbono essere diversificate al proprio interno (giovani,anziani,adulti)
2) la pastorale d'evangelizzazione serve per richiamare a conversione quell'80%-90% delle persone che vivono fuori dalla Chiesa.

Con lo slogan "non ci servono le masse, serve poco sale, molti sono i chiamati pochi gli eletti" il Cammino si autogiustifica: secondo me, però, al di là di tutto, tradisce quella sua vocazione di evangelizzazione dei lontani. La vera ragione, a mio parere, di questa decrescita, oltre all'influsso di internet ecc, è proprio nell'impianto stesso del Cammino, e cioè la mancanza di una nozione, che la Chiesa ha ammesso in se stessa col Concilio Vaticano II e che il Cammino stesso taccia come moralistica, "buonistica" e da rifiutare: e cioè il principio del dialogo e del confronto.

Il dialogo ammette il principio della diversità ed è (secondo l'enciclica Lumen fidei) "elemento non accessorio, ma essenziale nella vita del cristiano". Può essere anche modello di evangelizzazione, per esempio il Cortile dei gentili del cardinal Ravasi. Ecco spiegato il modello rigido del cammino, completamente verticistico, ultra-catechetico, in cui le stesse catechesi puzzano di uno stantio,sterile ed invecchiato esistenzialismo sartriano e kierkegaardismo, e, soprattutto, non si possono rivedere; un modello in cui se qualcuno ha figli che convivono o stanno con separati, il compagno del proprio figlio non deve essere accolto e conosciuto; un sistema in cui i single sono invitati a frequentare e a fidanzarsi con gente all'interno del Cammino, e uscire con gente "fuori" è visto come rischioso, ecc.
Scenario tipico per cerimoniali NC

domenica 14 settembre 2014

Neocatecumenalismo pacchiano

Premessa: queste cose kitsch succedono solo nel Cammino Neocatecumenale.

Sezione 1: torte neocatecumenali in "Nueva Estetica" con le icone di Kiko, per compleanni e feste:




Supplemento alla sezione 1: le pagnotte liturgiche kikiane secondo la ricetta dello chef Kiko:




Sezione 2: chitarrelle kikizzate per i neocatecumenali più strimpellanti:





Sezione 3: etichette di riconoscimento per fratelli di comunità:



"Io sono catecumeno". Nota bene: "catecumeno" è colui che non ha ancora ricevuto il Battesimo. Se un battezzato indossa questa fascetta, sta dichiarando di non essere battezzato.



Sezione 4 (gran finale): esempi recenti di "mensa" ortofrutticola liturgica neocatecumenale (notate le banane... in realtà tutta 'sta pagliacciata serve all'idolo Kiko per far festeggiare lo Shavuot e il conteggio dell'Omer, altro che la Pentecoste!):




venerdì 12 settembre 2014

«Ero entrato per chiedere aiuto, e mi sono trovato in una trappola»

Sono neocatecumenali
ma non te lo dicono!
Sono stato 11 anni nel Cammino, ci sono cose buone come la liturgia della parola ma quanta sofferenza interiore, aspettavo la fede, la pace, ma e' finito tutto in una depressione che mi porto dietro da anni, scrupoli, sensi di colpa, ansia.

Non è solo un fatto di statuti o di approvazioni, di come prendere l'ostia. Lì si deve imparare tutto a memoria, appena entrato ero inquieto, nervoso, ero entrato per chiedere aiuto e mi sono trovato in una trappola. La fede non è un pastone che si mette davanti alle galline, non si ottiene con scrutini e passaggi come una scuola: mi sono chiesto se anche io che ero "catechista" del Cammino avrei dovuto fare lo stesso con tante povere persone. Essendo in una situazione come di plagio anche io lo difendevo, ma poi ho detto basta.

I cantori cantavano imitando Kiko, dicendo "ioia" invece di "gioia", e poi tante altre stupidaggini simili.

Prima è uscita mia moglie e poi io. Ci vorrebbero pagine per raccontare tutto, i nostri figli ci hanno odiato perché non ci siamo accorti di problemi enormi che stavano vivendo, problemi purtroppo irrimediabili, e solo ora stiamo salvando il salvabile.

Il Cammino era (ed è) un circolo chiuso: a chi potevi mai parlare di problemi se nessuno capiva, se nessuno ti conosceva bene? Rispondevano tutti con le stesse parole: "i figli sono idoli e tu devi portare la croce" perché "un giorno avrebbero capito". Quante umiliazioni, quante convivenze, quante serate, quante domeniche lontane da figli e parenti, dicevano che il cammino è così.

Una volta un "super catechista" neocatecumenale durante un passaggio ci domandò quanti figli avevamo, mia moglie aveva appena perduto il terzo, lui non lo sapeva e ci rimproverò perché avevamo pochi figli.

Qui invece lo dicono
ma... in carattere
piccolo piccolo piccolo!
Ora chiudo, scusatemi, è la prima volta che scrivo e non so come scrivere, spero sia comprensibile ciò che dico. Ora siamo liberi anche se quasi tutti gli ex fratelli di comunità ci hanno allontanati, siamo liberi di andare alla Messa dove vogliamo e a che ora vogliamo. Un bravo sacerdote sta aiutando i nostri figli, usiamo il linguaggio che vogliamo (non più il gergo neocatecumenale) ma abbiamo capito che la prima chiesa è la famiglia.

Chiedo rispetto per la sofferenza dei miei figli - è qualcosa di delicatissimo - e per mia moglie. Non voglio essere giudicato per quello che in minima parte tento qui di far capire, voglio solo che si faccia chiarezza: perché il Cammino è tanto potente contro di noi? Perché con tanta gente che soffre non si fa nulla? Può un uomo come kiko fare questo? È assurdo: e i papi che hanno fatto finora? La fede è abbandono, è gioia, è pace: cioè è tutto quello che manca al Cammino, nel quale ti trovi dentro senza sapere come... e quando lo vieni a sapere è tardi, e ti ci vuole tanto coraggio per uscire specialmente di fronte ai fratelli che avevi personalmente invitato alle prime "catechesi" e che hai "catechizzato".

Perché mai anni fa hanno ritirato dai piccoli catechisti i libri delle catechesi? Leggete il libro Una fede semplice di frére Roger di Taizé, e sentirete tanta pace. Vorrei che il papa che ammiro più di ogni altro andasse in fondo senza leggere volumi o codici ma ascoltando le sofferenze di chi le ha vissute. È ora di finirla non possiamo sfogarci su questo sito vogliamo una Chiesa che sia madre nostra, che sia una madre anche vigile, diciamo basta alla "«chiesa» nella Chiesa": ringrazio padre Zoffoli per il suo coraggio, don Bruno conti e padre Marighetto.

Come si è arrivati a tutto questo? Pregate per tutti i cercatori di Dio. Credo che Dio non accetti il male del Cammino.

(da: Gianni)

mercoledì 10 settembre 2014

"Mia madre mi dice che sto seguendo il demonio" perché non frequento più il Cammino

Nueva Estetica: maglietta kitsch
con caratteri kikiani
Caro Tim,

in verità non so come cominciare questa e-mail, perciò credo che prima di tutto ti dirò chi sono e come sono capitato sul tuo sito. Il mio nome è B., ho 35 anni e sono stato esposto al cammino neocatecumenale sin dall’età di 3 anni (quando mia madre si è unita al cammino). Ho ascoltato la mia prima catechesi all’età di 12 anni e ho “camminato” in una “comunità” fino al passaggio della Redditio, con poche interruzioni lungo il cammino. Sono estremamente felice di dire che io non “cammino” più già da 2 anni ormai. E’ stato grazie a un amico meraviglioso, di solida fede e grande amore per la Chiesa Cattolica, che sono stato capace di vedere, e ora sono sicuro che molti errori sono stati inflitti a me e a molte, molte altre persone.

Sono sicuro, da quello che hai scritto, che hai una profonda conoscenza dei danni psicologici e della manipolazione teologica che si verifica nelle comunità e come sia compiuta con perizia. Mi fa star male il rendermi conto, guardandomi indietro, che la mia logica e la mia ragione erano annientate e che io ciecamente ed entusiasticamente le avevo consegnate nelle mani dei catechisti. Io, come molti altri, sono cresciuto nel cammino neocatecumenale, non avendo una reale comprensione di cosa la Chiesa insegna e venendo derubato delle mie opinioni e raziocinio. Mi rattrista anche il pensiero che un gran numero di persone nel “cammino” non avranno mai l’opportunità di vedere e di provare la vera bellezza della Chiesa e l’infinito amore di Dio.

Mi sento davvero un miracolato per aver ricevuto il supporto che ho avuto, e ti ringrazio per la parte che stai giocando nella mia riabilitazione. Mi vien voglia di vomitare quando leggo e sento ciò che sta succedendo a Guam, e ciò che è peggio è che io so che quelle persone credono che stanno facendo la cosa giusta, che loro sono dei “predestinati” e che chiunque altro è ingannato dal diavolo.

Persino mia madre mi dice che sto seguendo il demonio e che sto distruggendo i miei figli, perché non vado più in comunità. Non importa che vado a Messa almeno due volte a settimana, che prego con loro tutti i giorni e che li mando in scuole cattoliche. Ai loro occhi, il cammino neocatecumenale è l’unico cammino. Mia madre è attualmente alla tappa dell’elezione, che è la tappa finale. Mio padre non “cammina”. Sin da quando posso ricordare, mia madre ha sempre rimproverato mio padre per ogni cosa che è andata male in famiglia, perché rifiuta di “camminare”. Spesso lei gli ha detto che desiderava vederlo morire, che non era una buona persona, che non era un uomo e che lo odiava. Non mi meraviglia che ora mi sento così libero stando lontano da una negatività di tal genere.

"Mensa" ortofrutticola liturgica
per celebrazioni neocatecumenali
Potrei andare avanti per ore a parlare dell’impatto negativo che il cammino neocatecumenale ha avuto nella mia vita, ma se lo facessi probabilmente non invierei mai questa e-mail, mentre sono convinto che sia molto importante che lo faccia. Molte persone che lasciano il cammino neocatecumenale non osano parlare perché sono spaventati, e io non voglio più essere spaventato.

Grazie ancora perché porti queste cose alla luce e perché confermi molti miei dubbi.

Possa Dio benedirti sempre

Cari saluti

B.


(traduzione da Jungle Watch a cura di Sandavi - nel tradurre ho usato il maschile, ma dalla lettera non si capisce se si tratta di un uomo o di una donna).

Un'altra "mensa" finemente addobbata
per la liturgia ortofrutticola neocatecumenale.
Notare i fratelli di comunità pronti a partecipare

lunedì 8 settembre 2014

"Paterna carità" di un vescovo neocatecumenale

Vescovo neocatecumenale? ahi, ahi, ahi...

The Hammer and the Clown
Riportiamo qui sotto la traduzione di una pagina di Jungle Watch perché espone vicende che somigliano moltissimo a ciò che è avvenuto in diverse diocesi italiane ad opera dei kikos e dei loro alleati. La riportiamo solo perché ci interessa mostrare come funziona il neocatecumenalismo in tutto il mondo.

Il neocatecumenalismo infatti adopera due pesi e due misure: i fratelli del Cammino vanno favoriti anche nel torto, i fratelli che non sono nel Cammino vanno trattati come cristiani di serie B, maltrattati e ostacolati tutte le volte che non sono comodi per il Cammino.

Lo scorso 20 luglio 2014 il citato Gennarini è volato a Guam a dare ordini all'arcivescovo neocatecumenale mons. Anthony Sablan Apuron. Pochi giorni dopo iniziava il calvario di mons. James Benavente, improvvisamente licenziato da parroco della cattedrale.



Non ci sono dubbi: l'arcivescovo Apuron intende crocifiggere mons.James. Il peccato di quest'ultimo? Ha osato dire NO a Giuseppe Gennarini, signore e maestro dell'arcivescovo Apuron.

- Non importa che J. Rivera, A. Ilagan e R. Duenas, tutti economisti professionisti, abbiano provato che l'arcivescovo abbia mistificato la lettera dell'8 gennaio della Deloitte & Touche, mentendo su mons.James.

- Non importa che lo stesso arcivescovo Apuron abbia personalmente ammesso, per iscritto, i progressi fatti rispondendo alla sopracitata lettera.

- Non importa che l'arcivescovo abbia permesso, se non perpetuato, un pasticcio continuo sulle finanze del cimitero prima che mons.James avesse cominciato a rimettere in ordine decenni di malagestione dello stesso arcivescovo.

- Non importa che l'arcivescovo non stia concedendo a mons.James alcuna opportunità di difendersi o di assistere -come richiesto dalla normale giustizia- ai procedimenti che lo riguardano.

- Non importa che l'arcivescovo abbia messo mons.James al timone di progetti come il rinnovo della Basilica Cattedrale, la creazione di un Gift Shop per la Cattedrale, la costruzione della cappella di santa Teresa, il museo della Cattedrale, la restaurazione del cimitero cattolico abbandonato, la costruzione di nuove cripte e un mausoleo, lo sviluppo della proposta di una nuova scuola cattolica, la costruzione di una cappella a Dededo dedicata a Giovanni Paolo II e alla Divina Misericordia, l'acquisizione dell'Inarajan Garden Resort... solo per nominare alcuni dei tanti progetti che mons.James ha completato o stava portando avanti.

- Non importa che mons.James abbia gestito e diretto senza problemi tutti i grandi eventi, celebrazioni e feste dell'arcidiocesi per vent'anni, semplicemente perché l'arcivescovo poteva contare su di lui.

- Non importa che l'arcivescovo si faccia vivo solo per prendersi il merito di tutto ii lavoro svolto da mons.James.

- Non importa che l'arcivescovo infastidisca i nostri bambini facendo quell'omelia nelle nostre scuole e violando la Messa di fronte a loro.

E apparentemente:

- Non importa che l'arcivescovo NON intende dirci la verità sulla situazione finanziaria diocesana che NON era nelle mani di mons.James.

- Non importa quante menzogne l'arcivescovo abbia detto alla Catholic Extension Society per decenni per ottenere milioni per le "missioni nelle diocesi povere" mentre gira il mondo in aereo, mette i suoi seminaristi stranieri nel lusso, ed ha così "tanti" preti da mandare il sovrappiù "in missione", mentre delle diocesi veramente povere non hanno i fondi da cui lui attinge con siddisfazione.

- Non importa che a libro paga del Seminario Redemptoris Mater ci sia stato il presbitero J.Wadeson come "formatore" per parecchi anni, in molti dei quali è stato semplicemente assente.

- Non importa che tutti i professori stabili del Blessed Diego Institute siano a Guam pochi giorni all'anno o siano addirittura assenti da Guam da anni. Non importa la quantità di soldi pagata al presbitero P.Sammut (neocatecumenale, ndt) che non è neppure incardinato a Guam e non fa altro che usare Guam come posto per scaricare la sua roba.

- Non importa che l'arcivescovo abbia incardinato un presbitero accusato di molestie sessuali, nascondendo l'accusa alla gente dell'arcidiocesi, e addirittura garantito per lui all'arcivescovo di San Francisco (salvo poi licenziarlo subito non appena la notizia è comparsa sui media).

- Non importa che l'arcivescovo abbia detto che non ci sono soldi per mandare A.Q., un seminarista povero, in un vero seminario (un seminario non neocatecumenale, ndt) rifiutandosi di sostenerlo quando quest'ultimo gli garantisce che si pagherà da solo la retta.

- Non importa che il fratello R.Kidd (non neocat, ndt) in seminario abbia dovuto praticamente barcamenarsi affidandosi alla carità della famiglia e degli amici persino per le necessità di base, mentre i ragazzi stranieri dell'arcivescovo non si fanno neppure il proprio bucato.

- Non importa che il fratello R.Kidd abbia dovuto passare diversi anni in seminario senza assicurazione medica perché ha rifiutato di essere un 'neo-boy' mentre i 'neo-boys' fruivano dell'assistenza sanitaria a nostre spese.

- Non importa che il sacerdote Efren Adversario, dopo aver finito il servizio militare, abbia dovuto forzatamente passare molti mesi senza assicurazione medica e senza lo stipendio arcidiocesano che pure gli spettava.

- Non importa che, quando fr.Efren ha chiesto semplicemente all'arcivescovo Apuron che gli fossero lasciate le offerte per le intenzioni delle Messe per potersi mantenere, l'arcivescovo Apuron l'abbia cacciato a chiedere l'elemosina alle parrocchie. (in Italia le intenzioni delle Messe spettano sempre al sacerdote, ndt)

- Non importa che l'arcivescovo Apuron in conversazioni private (credeva che fossero tali) abbia diffamato fr.Efren e il suo amico fr.Blockley definendoli omosessuali.

- Non importa che l'arcivescovo Apuron abbia, in privato, (così credeva) deriso i giovani che si stanno preparando per diventare Cappuccini.

- Non importa che l'arcivescovo Apuron abbia pubblicamente mandato a farsi friggere Papa Benedetto e che poi, di fronte al pubblico scandalo, abbia cercato, tramando e mentendo, di negare di averlo detto.

- Non importa che l'arcivescovo Apuron volesse addossare la colpa della propria menzogna a mio figlio ('problemi tecnici'... sì, come no!).

- Non importa che l'arcivescovo Apuron abbia continuamente preso di mira una famiglia di Santa Barbara semplicemente perché gli serviva ad alimentare il proprio odio contro fratello Paul (si tratta di don Paul Gofigan, un altro sacerdote che non ha concesso al Cammino di celebrare gli strafalcioni liturgici nella sua parrocchia, esigendo che si adeguino alla liturgia di tutta la Chiesa)

- Non importa di tutti quei "soldini" non rendicontati che l'arcivescovo riceve cash, contenuti in busta, dal suo partner di "massaggini" che gli ha dato anche la macchina.

- Non importa di tutti gli altri "soldini" che l'arcivescovo Apuron riceva da una, chiamiamola così, "associazione caritativa" (non mi tentate che se no VADO LÀ!).

- Non importa delle decine di migliaia di dollari non rendicontati raccolti dalle comunità neocatecumenali di cui gran parte finisce nelle tasche dell'arcivescovo Apuron.

MA CIÒ CHE IMPORTA È:
- che mons.James abbia detto NO alla cessione del controllo della multimilionaria proprietà di Yona ad un tal Gennarini, il garante del New Jersey del Cammino Neocatecumenale di cui l'arcivescovo Apuron non è altro che il servile burattino.

CIÒ CHE IMPORTA È:
- che il NO di monsignor James alle pretese di Gennarini abbia messo in imbarazzo l'arcivescovo Apuron agli occhi del suo Signore e Maestro (Gennarini, ndt).

CIÒ CHE IMPORTA È:
- che lo scorso luglio il garante del Cammino dal New Jersey sia comparso a Guam (oltre 12800 km di distanza), abbia sculacciato l'arcivescovo Apuron accusandolo d'essere un leader incapace, abbia preteso che dimostrasse d'avere una spina dorsale degna di un vescovo e gli abbia ordinato di crocifiggere pubblicamente mons.James.

E CIÒ CHE IMPORTA È:
- che l'arcivescovo Apuron sta punendo mons.James perché NON PUÒ METTERE LE MANI SU DI ME (su Tim Rohr, ndt).

Vada pure avanti, arcivescovo Apuron.
Vada avanti e crocifigga mons.James e tutti gli altri preti che ha già nel mirino.
I cattolici di Guam ti hanno già preso le misure, e, per la cronaca, anche Roma l'ha fatto.
Sei screditato per sempre e, ancor peggio, sei lo zimbello di tutti.
E non puoi più fare NULLA per cambiare le cose.
Che VERGOGNA, arcivescovo Apuron.
Che puzzolente, bugiarda, narcisistica vergogna.

venerdì 5 settembre 2014

Le Lodi a Kiko

Articolo da un kiko-shop:
orrendo crocifisso per
fare le Lodi a Kiko
Da un certo punto in poi del Cammino Neocatecumenale ti viene comandato di pregare le "Lodi".

Che però non corrispondono alla "liturgia delle Lodi" mattutine della Chiesa Cattolica (che fanno parte del "Breviario" che solo i preti e i consacrati sono tenuti a pregare), ma sono invece una versione personalizzata di Kiko con varie aggiunte, spostamenti e modifiche (per cui la recita dura tre quarti d'ora anziché 7-10 minuti), tra cui per esempio l'obbligo di usare un cero particolare - che per pura coincidenza è in vendita nei soliti kiko-shop.

Ora, è già bizzarro obbligare i laici a recitare il Breviario (o una parte di esso) che è obbligatorio per i soli consacrati (dal diaconato in poi, e dalla professione religiosa in poi).

È già sospetto che tali "Lodi neocatecumenali" siano una versione modificata e personalizzata (come se la Chiesa avesse sempre sbagliato, come se i santi fossero sempre stati in errore a seguire le chiare indicazioni della Chiesa).

È già assurdo che questo obbligo non sia annunciato fin dal primo ciclo di cosiddette "catechesi" neocat (anche l'obbligo delle lodi a Kiko è un "arcano" che i "camminanti" non devono conoscere fino a che non diventa obbligatorio). Al contrario, chi entra in seminario o convento, sa già che da un certo punto in poi sarà tenuto a pregare personalmente il Breviario tutti i giorni, e la vita consacrata è organizzata in modo da facilitarlo (mentre un laico che lavora e che ha famiglia, fa una gran fatica a ritagliarsi quei 40-45 minuti di mattina per fare le Lodi a Kiko).

In tutto questo si aggiunge il fatto che i cosiddetti "catechisti" neocatecumenali ti interrogano col solito tono accusatorio: "fai le Lodi? sei aperto alla vita? dai la decima?".

Orrido cero per
fare le lodi a Kiko
La preghiera fa sempre bene all'anima, perfino quando si riducesse ad una tranquilla abitudine. Vale certamente molto di più se sgorga dal cuore ma quando la preghiera viene imposta e viene fiscalmente controllata non è più preghiera, ma è solo un cerimonalismo.

La Chiesa richiede solo poche cose essenziali (a Messa la domenica e nelle feste comandate, confessione e comunione almeno a Natale e Pasqua, ecc.), ma è solo nel Cammino che ti appioppano sulle spalle fardelli che i caporioni non vogliono toccare nemmeno con un dito.

Il cerimonialismo non è liturgia, non è preghiera, e perciò non dà frutti - se non la soddisfazione di poter dire al cosiddetto "catechista": «sì, io faccio puntualmente le Lodi» (in realtà si dice "recitare la liturgia delle Lodi", non si dice "fare le Lodi", quest'ultimo è gergo della comunità di Bose, è gergo di Kiko, è un'espressione gergale che indica il cerimonialismo: «dichiaro che ho fatto quest'operazione di recita, con risultato abbastanza all'altezza delle aspettative del mio santone»).

Sono dunque "Lodi" personalizzate by Kiko, che servono ad accontentare gli scagnozzi di Kiko, fatte col cero illustrated by Kiko, con la croce gloriosa designed by Kiko, alla maniera progettata da Kiko, e perciò in fin dei conti sono Lodi a Kiko.

Se qualcuno riesce a trarne beneficio spirituale, è perché ha un buon cuore desideroso di immergersi in preghiera - ma a quel punto qualsiasi altra forma di preghiera andrebbe bene, non necessariamente le Lodi a Kiko.

Ecco qui sotto alcune testimonianze.




La roba più brutta delle Lodi fatte come nel cammino è che i genitori sono "incoraggiati" più volte (e se non obbediscono anche sgridati negli scrutini) a OBBLIGARE i figli a partecipare alle Lodi. Per "obbligare" intendo proprio costringere con la forza, spesso anche usando la violenza, i figli a stare seduti alle Lodi.

Portachiavi col bislacco
logo aziendale di Kiko
A me piaceva farle, quindi non ho mai protestato. I miei fratelli (tre) invece facevano storie e ogni domenica era una litigata. A causa delle loro resistenze le lodi potevano durare anche due ore.

So di persone che i figli, giusto per metterli nell'animo giusto della lode a Dio, li prendono a sberle e anche a calci per costringerli a "partecipare".

Senza dubbio, di tutto il cammino, da figlio di camminanti, ritengo sia una delle cose più disgustose che si creano nelle famiglie NC.

E' vero che le Lodi in famiglia possono aiutare molto e aiutare i ragazzi anche ad aprirsi di più, tuttavia non capisco a che prezzo questo deve succedere.
I genitori si riempiono di sensi di colpa se i figli non vogliono recitare le Lodi, e vengono pesantemente redarguiti se non insistono.

In famiglia si creano differenze e distanze tra figli che vivono la cosa in modo diverso. Il figlio recalcitrante diventa una pecora nera, e sarà visto diversamente dagli altri.

Le Lodi neocatecumenali, inoltre, quando recitate con i figli, includono molte altre cose che sono del tutto estranee alla Liturgia Cattolica: "ammonizione ambientale" del padre (a volte), salmi tutti cantati se il padre o la madre sono cantori, se non addirittura salmo letto con un canto kikiano di risposta per ogni salmo. Poi prima una lettura del vecchio testamento (non sempre) tipo Genesi, Esodo o sapienziali, quindi il Vangelo del giorno o un Vangelo a caso. Dopo il Vangelo, ovviamente, risonanza di tutti i componenti.

Poi omelia del padre e, se vuole, anche della madre, quindi preghiere spontanee e conclusione secondo il breviario.

Il problema di fondo è che, come in tante cose del Cammino, non c'è libertà alcuna. Se lei fai così sei OK altrimenti non sei OK.

Certo, come dice Michela ci sono persone intelligenti che capiscono come adattare la preghiera ai bambini. Io non sono intelligente, ma l'ho sempre adattata fino a rendermi conto che al di sotto dei 9-10 anni è assurdo pretendere che i piccoli riescano a seguire le lodi, figuriamoci poi fatte in quel modo.

Specialità neocatecumenale:
il girotondo col passetto
E poi ho scoperto che la Chiesa ha già le sue preghiere pensate per i piccoli, preghiere che capiscono e ricordano e possono recitare persino da soli, quando ne sentano il bisogno.

Come al solito, Kiko pensa di fare meglio della Chiesa: il suo problema è tutto qua. Se capisse, umilmente, che la Chiesa ha sempre fatto bene, perché istituita dal Signore e da Lui sostenuta, tutti i problemi del Cammino svanirebbero: non ci sarebbe bisogno di una liturgia particolare, di lodi particolari, di carismi specifici, di catechesi speciali, di decime, di seminari specifici, di super-missionari...
(da: Sandavi)


Per quel che riguarda le lodi la domenica mattina con i figli, le ho sempre ritenute una cosa piuttosto stupida. I miei non ce le facevano mai fare, ma ricordo che diversi amici erano estremamente infastiditi e annoiati; alcune volte ho partecipato anche io e ricordo canti, giri di esperienze, catechesi, addirittura c'era chi faceva anche il ballo (come testimoniato dal filmino della famiglia con 19 figli che fu proiettato a un inizio corso).
(da: Malaparte)


Questa pagina mi ricorda un episodio di circa 35 anni fa, avvenne durante un "annuncio di catechesi" neocat - cioè i fedeli che stavano alla disprezzata funzione dei cristiani della domenica, invece dell'omelia del celebrante si sorbirono l'annuncio e invito alle "catechesi" da parte di un cosiddetto "catechista" NC, il quale, per colpire chi li ascoltava, si mise a nudo davanti ad un'assemblea di sconosciuti denunciando i suoi più orridi peccati e, di come il cammino lo avesse salvato (dal divorzio, dalla droga, dall'alcool, dalla prostituzione, dal suicidio, chi più ne ha più ne metta), io ed altri giovani eravamo addetti al volantinaggio di propaganda all'uscita della messa per i cristiani della domenica.

Quando tutto fu finito e ci davamo pacche di compiacimento sulle spalle avvenne un fatto inconsueto.

Una coppia di "cristiani della domenica" [non neocatecumenali] affrontò il cosiddetto "catechista" neocatecumenale che aveva fatto l'annuncio e lo accusò di tutte le eresie del cammino riportate anche su questo blog, più la sua kiko-dipendenza e la bruttura dei "canti isterici spagnoli": noi giovani NC rimanemmo inorriditi nel vedere che qualcuno si opponesse al cammino: non sapevamo nemmeno che non fosse stato ancora approvato, lo apprendemmo da quel signore, e dopo un animato scontro senza né vinti né vincitori il nostro "catechista" NC ci fece vedere il "demonio" nelle sembianze di quel signore che lo aveva affrontato.
(da: Anonimo)