domenica 20 aprile 2014

Paolo VI contraddice le elucubrazioni di Kiko e Carmen

Noi crediamo che la Messa, celebrata dal Sacerdote che rappresenta la persona di Cristo in virtù del potere ricevuto nel sacramento dell’Ordine, e da lui offerta nel nome di Cristo e dei membri del suo Corpo mistico, è il Sacrificio del Calvario reso sacramentalmente presente sui nostri altari. Noi crediamo che, come il pane e il vino consacrati dal Signore nell’ultima Cena sono stati convertiti nel suo Corpo e nel suo Sangue che di lì a poco sarebbero stati offerti per noi sulla Croce, allo stesso modo il pane e il vino consacrati dal sacerdote sono convertiti nel Corpo e nel Sangue di Cristo gloriosamente regnante nel Cielo; e crediamo che la misteriosa presenza del Signore, sotto quello che continua ad apparire come prima ai nostri sensi, è una presenza vera, reale e sostanziale (Cfr. Dz.-Sch. 1651).

14 maggio 1977: ma Paolo VI lo sa
cosa andavano predicando quei due laici?
Pertanto Cristo non può essere presente in questo Sacramento se non mediante la conversione nel suo Corpo della realtà stessa del pane e mediante la conversione nel suo Sangue della realtà stessa del vino, mentre rimangono immutate soltanto le proprietà del pane e del vino percepite dai nostri sensi. Tale conversione misteriosa è chiamata dalla Chiesa, in maniera assai appropriata, transustanziazione. Ogni spiegazione teologica, che tenti di penetrare in qualche modo questo mistero, per essere in accordo con la fede cattolica deve mantenere fermo che nella realtà obiettiva, indipendentemente dal nostro spirito, il pane e il vino han cessato di esistere dopo la consacrazione, sicché da quel momento sono il Corpo e il Sangue adorabili del Signore Gesù ad esser realmente dinanzi a noi sotto le specie sacramentali del pane e del vino (Cfr. Dz-Sch. 1642, 1651-1654; Pauli VI, Litt. Enc. Mysterium Fidei), proprio come il Signore ha voluto, per donarsi a noi in nutrimento e per associarci all’unità del suo Corpo Mistico (Cfr. Summa Theologica III, 73, 3).

L’unica ed indivisibile esistenza del Signore glorioso nel Cielo non è moltiplicata, ma è resa presente dal Sacramento nei numerosi luoghi della terra dove si celebra la Messa. Dopo il Sacrificio, tale esistenza rimane presente nel Santo Sacramento, che è, nel tabernacolo, il cuore vivente di ciascuna delle nostre chiese. Ed è per noi un dovere dolcissimo onorare e adorare nell’Ostia santa, che vedono i nostri occhi, il Verbo Incarnato, che essi non possono vedere e che, senza lasciare il Cielo, si è reso presente dinanzi a noi.

(papa Paolo VI, 30 giugno 1968)

venerdì 18 aprile 2014

A cosa serve il tabernacolo

Contro le storture neocatecumenali e in vista delle celebrazioni del Venerdì Santo, andiamo a rileggere alcune brevi citazioni da documenti della Congregazione per il Culto Divino e della Conferenza Episcopale Italiana a proposito della conservazione delle Sacre Specie e della Comunione "fuori dalla Messa".


Scopo della conservazione della SS. Eucarestia:

Scopo primario e originario della conservazione della Eucaristia fuori della Messa è l'amministrazione del Viatico; scopi secondari sono la distribuzione della comunione e l'adorazione di nostro Signore Gesù Cristo, presente nel Sacramento. La conservazione delle sacre specie per gli infermi portò infatti alla lodevole abitudine di adorare questo celeste alimento riposto e custodito nelle chiese: un culto di adorazione che poggia su valida e salda base, soprattutto perché la fede nella presenza reale del Signore porta natu­ralmente alla manifestazione esterna e pubblica di questa stessa fede.
normale
(...) I pastori provvedano che le chiese e gli oratori pubblici nei quali, secondo le norme del diritto, si conserva la santissima Eucaristia, restino aperti ogni giorno e nell'orario più indicato, almeno per qualche ora, in modo che i fedeli possano agevolmente trattenersi in preghiera dinanzi al santissimo Sacramento.



La santa Comunione fuori della Messa

Si devono indurre i fedeli a comunicarsi durante la celebrazione eucaristica. I sacerdoti però non rifiutino di dare la santa comunione anche fuori della Messa ai fedeli che ne fanno richiesta.

(...) Il luogo normale per la distribuzione della santa comunione fuori della Messa è la chiesa o l'oratorio in cui si celebra o si conserva abitualmente l'Eucaristia, o una chiesa, un oratorio o un altro luogo in cui si raccoglie abitualmente la comunità locale per compiervi, alla domenica o in altri giorni, una celebrazione liturgica. Si può tuttavia distribuire la santa comunione anche in altri luoghi, ivi comprese le case private, in caso di malati, di prigionieri o di altri che non possono uscire senza pericolo o senza grande disagio.

(...) Nel distribuire la santa comunione, si conservi la consuetudine di deporre la particola del pane consacrato sulla lingua dei comunicandi, consuetudine che poggia su una tradizione plurisecolare.



Per capire meglio, citiamo alcuni scritti di sant'Alfonso Maria de' Liguori:
...Mio Gesù, poiché voi ve ne state chiuso in questa custodia per sentire le suppliche de’ miserabili che vengono a cercarvi udienza, oggi sentite la supplica che vi dà il peccatore più ingrato che vive tra tutti gli uomini. Io vengo pentito a’ vostri piedi, avendo conosciuto il male che ho fatto in disgustarvi...

...Eccomi, mio Signore e Dio, avanti a quest’altare, dove voi vi trattenete giorno e notte per me; voi siete la fonte di ogni bene, Voi il medico d’ogni male, Voi il tesoro d’ogni povero; ecco a’ piedi vostri oggi un peccatore fra tutti il più povero, il più infermo che vi cerca pietà; abbiate compassione di me. Io non voglio no che mi disamini la mia miseria, vedendovi in questo Sacramento sceso dal Cielo in terra solo per farmi bene...

...Deh mio Salvatore sacramentato, o amante divino, e quanto sono amabili le tenere invenzioni del vostro amore per farvi amar dalle anime! O Verbo Eterno, voi fatt’uomo non siete stato contento di morire per noi; ci avete dato ancora questo Sacramento per compagnia, per alimento e per caparra del paradiso...

...O Sacramento d’amore, o che vi doniate nella comunione o che ve ne stiate sugli altari, sapete colle amorose attrattive del vostro amore tirarvi tanti cuori, che innamorati di voi, attoniti a tanta bontà ardono felici e pensano sempre a voi: tiratevi ancora il miserabile cuor mio, che ancora desidera d’amarvi e vivere servo del vostro amore...

...O Dio, o amore incomprensibile, giacché voi vi degnate d’essere così cortese con noi, che per istarvene a noi vicino vi degnate di scendere sui nostri altari, io propongo di visitarvi spesso; voglio godere quanto più posso della vostra dolcissima presenza che rende beati i santi in paradiso. Oh potessi starvi sempre innanzi per adorarvi e farvi atti d’amore!...

giovedì 17 aprile 2014

«Sventolando la lettera... i neocat si sentono autorizzati alle messe separate e bizzarre»

Sandro Magister riporta la lettera che dal Vaticano è stata inviata a Kiko Arguello “in risposta a una sua lamentazione scritta indirizzata al papa.”

Ecco il testo:
Bizzarrie di Kiko indispensabili per le liturgie NC
Pregiatissimo Signore,

con rispettosa lettera del 15 marzo scorso, Ella ha manifestato al Santo Padre viva preoccupazione per il fatto che alcuni abbiano interpretato in senso negativo per il Cammino Neocatecumenale il passo del discorso pronunciato nell’Udienza dello scorso 1 febbraio, là dove Sua Santità ha affermato come possa essere meglio, a volte, rinunciare a vivere in tutti i dettagli ciò che l’itinerario del Cammino esigerebbe, pur di garantire l’unità tra i fratelli che formano l’unica comunità ecclesiale.

Sono ad assicurarLe che Papa Francesco ha considerato con attenzione quanto da Lei esposto e desidera confermare, come già ha avuto modo di esprimere nel contesto del’Udienza e del discorso de1 1 febbraio, la Sua paterna vicinanza e il Suo affettuoso incoraggiamento a Lei e a tutti gli aderenti al Cammino.

Il Papa ben conosce il dinamismo evangelizzatore del Cammino Neocatecumenale, l’esperienza di autentica conversione di vita di moltissimi fedeli e i frutti di bene generati grazie alla presenza delle comunità in tutto il mondo. Sua Santità è convinto che le parole sopra menzionate, che intendevano sottolineare la necessità di salvaguardare il bene prezioso della comunione ecclesiale, non si prestino a fraintendimenti, tanto più che esse valgono per qualsiasi forma di vita cristiana.

Tali parole non modificano affatto gli Statuti, anzi li confermano: per quanto attiene alle celebrazioni della Veglia Pasquale e dell’Eucaristia domenicale, da Lei menzionate, gli articoli 12 e 13, letti nella loro integralità, costituiscono pertanto il quadro normativo di riferimento.

Nell’avvicinarsi delle Solennità pasquali Papa Francesco assicura la Sua vicinanza e il Suo ricordo nel Signore e, mentre chiede di perseverare nella preghiera per il suo universale ministero, di cuore invia a Lei, all’Equipe internazionale e a tutti gli aderenti al Cammino Neocatecumenale la Benedizione Apostolica.

Con sensi di distinta stima e cordiale saluto nel Signore.

+ Angelo Becciu

Ora, senza entrare nel merito della bislacca (eufemismo) pratica neocatecumenale di celebrare la Messa (su questo blog ci sono numerosi post a riguardo), mi sovviene una piccola domanda: Kiko si lamenta con il Papa? Questo è tipico delle dittature: o pensi secondo il dittatore o non puoi pensare. Il Cammino non si può criticare e se lo fai, non avendo motivazioni da portare in difesa di questa setta, ecco che Kiko piagnucola con il Papa perché non vuole che della sua creatura si parli "male. Qualcuno proclami il dogma dell’infallibilità del Cammino Neocatecumenale e allora almeno la coerenza è tutelata. Qui, oltre a non essere tutelata l’ortodossia e la fedeltà ai libri liturgici, è bistrattata e umiliata anche la logica. Perché non si ha il coraggio di dialogare (ah, il dialogo) e di rispondere alle domande che vengono ripetutamente poste sugli abusi e i soprusi commessi da e nel Cammino? Perché non ci si può interrogare sopra e si deve subire tutto passivi? Perché si possono mettere tra parentesi secoli di storia della Chiesa, si possono reinterpretare dogmi cattolici e non si può, invece, avere qualche perplessità su una realtà che crea – ed è un fatto – notevoli traumi?

Rimane il gravissimo fatto che, all’atto pratico, come denuncia Magister: Sventolando la lettera sopra riportata e con un’interpretazione estensiva del loro statuto, i neocatecumenali si sentono quindi ancora una volta autorizzati a proseguire con le loro messe separate e ritualmente bizzarre.”


(fonte: articolo di Sandro Magister)

martedì 15 aprile 2014

Kiko fa il furbo col Papa

Il papa subisce pazientemente lo show di Kiko
(1° febbraio 2014)
Nell'annuncio di Pasqua 2014, Kiko Argüello, iniziatore del Cammino Neocatecumenale, comanda di ignorare le disposizioni del Papa e si lamenta di parroci e vescovi che intendono invece prenderle sul serio. Ecco qui sotto alcuni "dettagli essenziali" direttamente da tale omelia di Kiko, ed il "miracolo" delle parole del Papa (bisognerebbe chiedere in Vicariato se davvero il Papa «per tre volte» ha parlato così di Kiko).

Intanto nelle comunità del Cammino sta circolando ostentatamente una "lettera del Papa" (cioè firmata da mons.Becciu) in cui - a detta dei cosiddetti "catechisti", che ne parlano con ostentata indifferenza - il Cammino sarebbe stato autorizzato a celebrare la propria "veglia" separatamente dalla parrocchia, in spregio alle norme ecclesiali. Vedremo in seguito come questa ennesima furbata neocat darà i suoi frutti...

Sentiamo dunque cosa dice Kiko:


«Ho ricevuto una lettera da un parroco di Madrid in cui dice che visto ciò che il Papa ha detto di rinunciare - la lettera non indicava dettagli - alla nostra prassi in funzione della comunione ecclesiale, sarebbe stata proibita la Pasqua del Cammino, e che tutti i fratelli devono andare con la parrocchia; dice che la terrà alle 9 e terminerà alle 11, con quattro letture, ecc. Avendo tantissime comunità con tanti bambini... è una catastrofe.

Dopo una trentina d'anni di fedeltà a Kiko
finalmente l'onore della vestina bianca...
Un altro vescovo italiano ha inteso tali parole del Papa dicendo che proibiscono l'Eucarestia [neocatecumenale] e che per preservare la comunione tutte le comunità devono andare alla messa della parrocchia.

Questo ha provocato in me una grandissima sofferenza. A parte il fatto che io sono molto sensibile, soprattutto vedendo quel che può succedere negli Stati Uniti e in tutto il mondo.

Perciò io ho scritto una lettera al Papa, una pagina, chiedendogli se ci può aiutare, perché certuni stavano interpretando male le sue parole. Infatti il problema è questa espressione: «alcuni dettagli». Quali dettagli? Perché una conto è un dettaglio, altra storia è un dettaglio essenziale. E chi decide quale è un "dettaglio" e quale è invece "essenziale"?

Beh, c'è anche uno Statuto, non si può rinunciare ad un dettaglio andando contro lo Statuto. E tutti costoro hanno detto cose contro lo Statuto, come se lo Statuto non avesse nessun valore. Io gli ho scritto che sto soffrendo e gli ho chiesto per favore di aiutarci, se ci potesse dare una mano e vedere come poter darci una mano.

Così, alcuni giorni fa il Papa ci ha ricevuto in Santa Marta al Vicariato di Roma, ai responsabili dei vari livelli delle catechesi [neocatecumenali]. E dopo aver celebrato la Messa li ha ricevuti uno ad uno. Quando ha ricevuto uno dei [seminari neocatecumenali] Redemptoris Mater, che è anche responsabile delle Telecomunicazioni del Vicariato, il vescovo ausiliare che lo ha presentato ha detto: «Questo è uno del Cammino, del Redemptoris Mater!», perché è uno dei primi ordinati del R.M. che si chiama Fulvio; fu anche rettore del seminario R.M. di Lugano.
Neocatecumenali d'onore
con vestina bianca griffata da Kiko
okkupano i primi posti nel Tempio

Quando il Papa ha saputo che era un presbítero del R.M., ha alzato la voce per farsi sentire da tutti quelli che lavorano al Vicariato, dove abbiamo un sacco di nemici, e ha detto: «Ti voglio dare un compito: devi dire a Kiko che non deve soffrire e che non si deve inquietare per le cattive interpretazioni che hanno avuto delle mie parole, che gli voglio bene! Mi hai udito? Te lo ripeto: dì a Kiko che non soffra e che non si inquieti per le cattive interpretazioni, e che gli voglio bene!» E lo ripeté tre volte.

Potete fare un applauso al Papa! E ieri l'altro, un parroco del Cammino Neocatecumenale, che aveva presentato al Papa un responsabile del Post-cresima e gli aveva spiegato cosa stiamo facendo col corso di Post-cresima - e il Papa ne era contentissimo - e al responsabile della parrocchia dei bambini del Rosario, che vanno con un gruppo di cinquanta in Francia, e l'aveva anche presentato ai catechisti [del Cammino], ecc., il Papa gli dice: «Dite a Kiko che lo voglio aiutare, che non soffra, che io lo aiuterò!» Questo avveniva l'altro ieri.

E ieri mi ha mandato una lettera del Papa. La lettera l'ha inviata la Segreteria di Stato, firmata dal Sostituto della Segreteria di Stato - che è incaricato di realizzare ciò che il Papa desidera, che il Papa non fa personalmente - che si chiama mons. Becciu.


Ma se andiamo a leggere la lettera firmata da mons.Becciu, scopriamo che non solo il Papa non si è rimangiato nulla, ma dice di seguire «nella loro integralità» gli articoli 12 e 13 dello Statuto del Cammino, che non autorizzano affatto "veglie pasquali neocatecumenali" separate dalla parrocchia. Ecco una citazione dalla lettera:
Sua Santità è convinto che le parole sopra menzionate, che intendevano sottolineare la necessità di salvaguardare il bene prezioso della comunione ecclesiale, non si prestino a fraintendimenti, tanto più che esse valgono per qualsiasi forma di vita cristiana.

Tali parole non modificano affatto gli Statuti, anzi li confermano: per quanto attiene alle celebrazioni della Veglia Pasquale e dell'Eucarestia domenicale, da Lei menzionate, gli articoli 12 e 13, letti nella loro integralità, costituiscono pertanto il quadro normativo di riferimento.
Ma negli articoli 12 e 13 dello Statuto del Cammino non si dice affatto che la Veglia Pasquale Neocatecumenale debba essere "separata" (art.12: «In questo modo il Neocatecumenato stimolerà la parrocchia ad una celebrazione più ricca della veglia pasquale»). Quella che viene indicata come "iniziazione graduale" non autorizza a fare una Veglia Pasquale separata.

Come al solito Kiko sta cercando di fare il furbo, perché sa bene che non si può "salvaguardare la comunione ecclesiale" separandosi dalla Chiesa proprio durante la Veglia Pasquale.

Vedremo quanto durerà la pazienza di papa Francesco.

1° febbraio 2014: Kiko indiavolato mentre protesta
lamentandosi col Papa che ancora non esiste
in tutte le parrocchie l'iniziazione neocatecumenale


lunedì 14 aprile 2014

«Quel Pane è consacrato per noi, non per il pavimento»

Io sono ancora nel cammino, attualmente la mia comunità attende il 2° passaggio.

Tipici sacrilegi delle celebrazioni neocatecumenali:
frammenti di Eucarestia abbandonati, calpestati,
e ritrovati nell'aspirapolvere alcuni giorni dopo
Io non mi reco alle celebrazioni (parola ed eucarestia) da qualche tempo, perché sto riflettendo molto su cosa fare, in particolare il mio cuore mi dice che fare l'eucarestia disperdendo anche solo involontariamente qualche briciola, sia irrispettoso nel confronti di Cristo.

Le risposte rispetto a questo sono che Dio è più grande di queste cose e che il pane è consacrato per noi, non per il pavimento.

Non posso dire che l'eucarestia sia svolta privatamente perché tutti vi possono accedere, anche quando si tratta di quelle che a giro ogni comunità fa in saloncini a parte dal resto della chiesa. Ho visto presenti anche persone non in cammino.

Durante lo shemà neocatecumenale, ad una persona che aveva donato qualcosa e che aveva un legame affettivo, i "catechisti" neocatecumenali di turno, gli dissero che non era abbastanza poiché si deve dare tutto ed io fui l'unico ad obbiettare al catechista che non è la quantità ma il gesto che conta, al fine di comprendere che quando si vive con Dio tutte le altre cose che ci paiono irrinunciabili possono anche essere messe da parte, è un gesto che aiuta il cristiano a comprendere che può vivere slegato dai beni materiali che lo posseggono e quindi ne intralciano l'esistenza serena. Per fare un esempio: se uno fa particolarmente caso a quanto è pulita la sua auto e a mantenerla sempre bella nuova e priva di graffi, la sua vita sarà dominata da questo aspetto e quando la troverà graffiata da qualche vandalo, ci starà sicuramente male.

Eravamo 3 comunità di circa 150 persone, ed io fui l'unico di 150 che si alzò per sostenere questa tesi, salvo poi ricevere l'appoggio di più persone che erano rimaste zitte.

Il bello è che a questa signora seguì un povero ragazzo che disse di non aver niente da dare perché la macchina e la casa erano di mamma e l'unica cosa che lui poteva dare era se stesso (come testimonianza del bene che Dio gli aveva fatto).

Gli risposero che era un inganno del demonio perché sicuramente c'era qualcosa da cui non riusciva a separarsi.

Al termine dello shemà, quando a tutti viene dato il foglio bianco su cui scrivere cosa donare, c'era chi lasciò il foglio bianco e il "catechista" si è permesso di chiamarli ignavi.

Poi hanno detto che il ricavato andava alla fondazione Maria di Nazareth, senza specificare che tale fondazione va a braccetto con il Cammino.

Di fatto poi fu il mio stesso parroco a spiegare ai miei fratelli che il gesto dello shemà ha il senso che dicevo io e non quello che sbraitava il "catechista", che dopo il mio intervento cominciò ad alzare la voce, a bere bicchieri d'acqua per la bocca secca (chiaro segna di una persona che si sente in difficoltà) e a dirmi che forse io non ero fatto per quel cammino, ed io sorrisi e mi sedetti perché i miei fratelli dietro di me mi chiesero di abbassare i toni.

Per quello il vangelo del cieco nato che ho linkato da youtube mi ricorda i neocatecumenali: il bravo padre Fernando dal minuto 30 in poi dice che i farisei buttarono fuori il cieco, alzano la voce cercando di far valere la loro autorità, e poi ricorrono pure agli insulti. Tipico di chi non ha argomenti.

Ci sono tante altre cose che potrei raccontare, una che mi colpisce tanto è l'interpretazione che fanno della storia di Abramo, gente con 30 anni di cammino che non ha capito che quella storia è funzionale a far capire che il Dio vero e unico non vuole sacrifici umani come era d'uso fare all'epoca.

In tutto questo però mi sento in dovere di difendere i miei fratelli e tutte quelle persone che sono in buona fede e quindi alle volte alzano i toni per difendere quella che per loro è la verità.

Ed anche il mio parroco parecchie volte ha ripreso il delirio fanatico di qualcuno, specificando che si deve parlare più di Cristo e meno di Kiko.

(da: Carmelo)

sabato 12 aprile 2014

Figlio mio, un giorno tutto questo sarà tuo...

Dovremmo anche parlare dei figli dei catechisti e super-catechisti. Nella mia parrocchia c'é stata l'ascesa di figli d'arte ai gradini più alti (per una parrocchia, ovviamente), anche tramite creazione di équipe "giovani" per l'evangelizzazione, pescate fra più comunità. In qualche occasione (incontri di catechisti) si disse che era giusto far salire i figli, per tramandare correttamente il Cammino, senza pericolose deviazioni.
(da: Excat20)

Un esempio di cosa dovranno "tramandare"
i figli dell'alta aristocrazia neocatecumenale

giovedì 10 aprile 2014

Come funziona il Cammino: ecco un'altra testimonianza

Fate largo ai neocatecumenali!
Racconto la mia storia.

Fu mio fratello maggiore ad invitarmi alle cosiddette "catechesi" del Cammino e per accontentarlo ci andai con la mia fidanzata. Dopo un anno ci aggregarono alla prima comunità.

Non nego che le liturgie, gli incontri e i vari annunci e convivenze mensili e annuali ci apparissero belli e gratificanti, ma dopo qualche anno a causa della malattia di mia moglie fummo costretti a saltare un "passaggio" e i cosiddetti "catechisti" invece di farci reintegrare nella comunità ci fecero ricominciare il Cammino, invitandoci durante le catechesi a parlare della nostra esperienza, fino ad allora più che positiva, tanto che fui eletto responsabile della comunità, sia quella volta e le quattro volte successive, poiché la gente non continuava e facendo nuove catechesi ci facevano ripartire da zero.

Ma già da anni io dicevo che c'erano cose che non quadravano, per esempio il non dire al parroco dei problemi in comunità, cosa vietata dai "catechisti" che non volevano che il parroco si scandalizzasse (non era un parroco del Cammino: dicevano che "non avrebbe capito"), e che quindi i problemi andavano riferiti sempre ed esclusivamente ai "catechisti".

I "catechisti" del Cammino ti fanno sempre vivere in una sorta di ricatto psicologico: se contesti il Cammino o quello che dicono Kiko o i "catechisti" allora sei in preda al demonio... e ti invitano a pregare così cambi idea e ti sottometti, dicendoti che quella sottomissione sarebbe segno che sei di nuovo sotto la mano di Dio.

Lunedi prepari la liturgia del mercoledi e il venerdì per quella del sabato; la domenica mattina le lodi. Tutte belle cose che però ti portano ad allontanarti da amici e parenti. I "catechisti" del Cammino ti dicono che coloro che non sono nel cammino sono i mezzi del demonio per allontanarti da Dio: tutto ciò che ti dicono nelle convivenze o negli annunci riporta sempre alla cieca fedeltà a Kiko e al Cammino.

Naturalmente vieni sempre redarguito sul fatto che sei troppo legato al denaro e al demonio e quindi vieni "invitato" a donare sempre per ogni più disparato motivo, famiglie itineranti, pseudo seminari, e naturalmente foraggiare le opere faraoniche di kiko, Domus Galilaeae, le statue a dimensione umana di Gesù e degli apostoli, e cosi via: i soldi sono la base fondamentale del Cammino, così come i beni che ti "convincono" a dare come oro, gioielli, ecc.ecc.

Parliamo dei vari scrutini: gli scrutini del Cammino sono vere e propie confessioni pubbliche. Una sorella disse di fronte a tutti che col marito (che non era in cammino) vedevano film porno durante i rapporti intimi, io mi scandalizzai e protestai coi catechisti ma mi zittirono dicendo che lì c'era l'arcano e che non potevo parlarne con nessuno, come se io fossi legato al segreto della confessione (come se fossi stato il loro prete confessore), e dicevano che se protestavo era perchè giudicavo e mi mettevo al posto di Dio.

Ad un altra il cui marito non era in cammino e che era contrario a dare soldi le dissero di farsi un conto corrente personale, di farsi dare soldi dal marito dicendo che erano per spese sue personali e di versare la "decima" senza dire niente al marito.

Comunque, dopo alcuni anni di proteste, sopratutto per gli Statuti che ci dicevano approvati e che non contenevano le cose che ci facevano fare, quando un giorno ci fu un incontro dei "catechisti" con la mia comunità e io mi trovavo in viaggio lontano da casa, al mio rientro scoprii che non ero più responsabile: mi fu vietato di partecipare alla convivenza regionale. Mi incavolai parecchio e mi allontanai dal Cammino: poi anche mia moglie un mese dopo lasciò. Pensavamo di prenderci un momento di riflessione pensando che fosse il nostro orgoglio ferito a farci star male, pensavamo che i "catechisti" avevano voluto metterci alla prova, cominciarono i sensi di colpa, ma nel frattempo giravo su internet cercando gruppi di neocatecumenali per restare aggiornato e invece a poco a poco ho scoperto che ero in una setta, ben organizzata e travestita da opera di Dio nella Chiesa, e non ho più voglia di tornarci, e neanche in chiesa.

Vorrei firmare col mio nome ma mia moglie ha paura di ritorsioni da parte dei nostri ex fratelli e sorelle.

martedì 8 aprile 2014

Il Cammino si espande a suon di segreti e di inganni

La presenza di Sua Eccellenza il Vescovo
conferma i neocatecumenali
nei loro errori dottrinali e 
liturgici
Io sono stato in cammino circa 15 anni.
15 anni vissuti molto intensamente in quanto fin dall'inizio credetti che nel cammino passasse il rinnovamento della chiesa cattolica.

Credendo di servire la chiesa servendo il cammino, non mi sono mai tirato indietro nell'evangelizzazione; grazie a Dio ho potuto visitare diversi paesi e posti del mondo laddove credevo fosse necessaria la mia presenza.

Purtroppo il cammino è un percorso secretato, loro (i catechisti) non ti dicono nulla di come si svolgerà il percorso. Oggi, grazie ad internet, è più semplice acquisire informazioni, ma all'epoca non esistevano blog e altro. Inoltre nella mia città il cammino era sconosciuto.

Inoltre, il cammino nella nostra parrocchia venne incestato dal parroco appena insediatosi (anch'egli neocatecumenale, ovviamente). La maggioranza di chi entrò nella comunità erano persone già in parrocchia, ed entrarono fidandosi delle parole del parroco neocatecumenale. Cosa molto importante, questa.
Tutto ciò per dire che spesso la partecipazione al cammino è frutto di inganni operati da questi signori, non sempre è una scelta fatta con consapevolezza.

C'è scritto che "Gesù è risorto":
dunque ci si può fidare, no?
Per quanto riguarda me ho sempre contestato diverse cose al suo interno, avendo sempre tenuto vigile il controllo delle decisioni ed avendo avuto la fortuna di avere come confidenti diversi sacerdoti di chiara e robusta formazione.

Sono contento anche del tempo dentro il cammino, perché quel periodo è stato necessario per poter assaporare con gioia il tempo presente. Il Signore viene sempre in aiuto di chi chiede...

Come ripeto spesso, uscire dal cammino con consapevolezza è equivalente ad aver ricevuto una grazia, un piccolo miracolo, di cui ringraziare ogni giorno il Signore, me ne rendo conto ogni giorno che passa sempre più.

Pertanto rallegratevi e non siate arrabbiati con chi nel cammino è ancora, ma non vedete come stanno? Domandatevi: veramente li invidiate?
(da parte di C.)

domenica 6 aprile 2014

Il Papa ai Neocatecumenali: lasciate libero chi va via

I neocatecumenali (e perfino i loro cardinali-sponsor, come Rylko, che ha visto solo "un nuovo Papa, un nuovo inizio") hanno già dimenticato il discorso del Papa del 1° febbraio 2014 con la triplice tirata d'orecchi al Cammino.

Rinfreschiamoci dunque la memoria, affinché le parole del Papa fastidiose per i neocatecumenali (che infatti le censurano sempre) non cadano nel vuoto.


Il Papa ai Neocatecumenali: lasciate libero chi va via

La Chiesa Cattolica qui da noi è in ritirata, ma ci sono i movimenti ecclesiali che invece vanno crescendo e quelli che crescono di più sono i Neocatecumenali: ieri mattina hanno avuto un fastoso incontro con Papa Francesco, che li ha lodati ma anche richiamati su tre punti, uno dei quali — il più doloroso — riguarda la libertà degli affiliati. Anche la libertà — ha precisato il Papa — di chi voglia andarsene e cercare «altre forme di vita cristiana».

Da Paolo VI a oggi — cioè da quando i Neocatecumenali, nati in Spagna, hanno iniziato a essere presenti a Roma, 45 anni fa — tutti i Papi hanno lodato questo movimento per la capacità di crescita, per i tanti figli, per la missionarietà (ieri Francesco ha consegnato i crocifissi a 414 famiglie in partenza per la Cina, l’India, la Mongolia...) ma li hanno anche, sempre, richiamati al rispetto della disciplina cattolica soprattutto in materia di liturgia, obbedienza ai vescovi locali, rispetto della libertà di coscienza degli aderenti.

L’originalità dell’incontro di ieri è che Francesco li ha sia lodati più degli altri Papi sia richiamati con maggiore severità. Papa Bergoglio è meno diplomatico dei predecessori e dice più direttamente quello che apprezza e quello che disapprova.

Frammenti di Eucarestia
calpestati dai neocatecumenali
«Ringrazio il Signore per la gioia della vostra fede e per l’ardore della vostra testimonianza» ha detto Francesco che si è complimentato per i figli «che qui sono tanti» e ha invitato a mostrarglieli. I papà e le mamme hanno preso in braccio i piccoli ed è stato un tripudio di bimbi. Li ha ringraziati per la capacità di andare in missione: «La Chiesa vi è grata per la vostra generosità».

Ma ecco subito i richiami: «Alcune semplici raccomandazioni». La prima è di rispettare le direttive dei vescovi: «Avere la massima cura per costruire e conservare la comunione all’interno delle Chiese particolari nelle quali andrete a operare». E se un vescovo — poniamo — non accettasse le loro liturgie separate, dovrebbero mettervi fine perché — ha detto Francesco — «può essere meglio rinunciare a vivere in tutti i dettagli ciò che il vostro itinerario esigerebbe, pur di garantire l’unità».

La seconda è l’inculturazione che sta a cuore al Papa gesuita che ieri ha raccomandato ai neocatecumenali — tendenti a trapiantare ovunque la loro pedagogia italo-spagnola — «una speciale attenzione al contesto culturale nel quale voi famiglie andrete a operare».

La terza, la più puntuta, riguarda l’eccesso di autorità interna: «La libertà di ciascuno non deve essere forzata, e si deve rispettare anche la eventuale scelta di chi decidesse di cercare, fuori dal Cammino, altre forme di vita cristiana».

Arriba! Arriba! i neocatecumenali...
Tra i vescovi italiani che hanno avuto rapporti difficili con i neocatecumenali (compresi i cardinali Biffi, Martini, Pappalardo, Piovanelli, Tonini), quello che ha mosso la critica più severa alla vita interna del movimento è stato l’arcivescovo di Catania Luigi Bommarito che nel 2001 accusò le guide delle loro comunità di «scarnificare le coscienze con domande che nessun confessore farebbe». La spinta delle guide al più gran numero di figli, a mettere a disposizione del movimento i propri beni, a partire per paesi lontani, a inserire nel movimento il partner è la recriminazione più frequente dei fuoriusciti, che si esprimono anche in siti internet intitolati «La verità sul Cammino Neocatecumenale» e simili.

Ma il movimento l’ha spesso vinta su ogni critica che venga dall’interno della Chiesa a motivo della buona salute numerica: sono presenti in 124 nazioni, hanno quasi duemila preti, un centinaio di seminari e più di duemila seminaristi. Dove gli altri chiudono, loro aprono seminari e missioni. Su questa vitalità hanno molto battuto Kiko Arguello e Carmen Hernández — i due fondatori — nel presentare al Papa i diecimila seguaci che riempivano l’Aula.

(citato da Luigi Accattoli,

giovedì 3 aprile 2014

Annuncio Quaresima 2014: "i miracoli del mio libro"

Alcuni punti dell'omelia di Kiko per la Quaresima 2014:
  1. Dio vuole insegnare al suo popolo «il camminare nell'assurdo» ma «il demonio è dietro la precarietà»
  2. chi si fa «sorteggiare» per la missione, a quanto pare non ha «il peccato della comodità»
  3. “Si, tutto si risolve, non si sa come, però tutto si risolve”: Kiko crede che lo Spirito sia una bacchetta magica a disposizione del Cammino
  4. il libro di Kiko fa miracoli in Ungheria
  5. Kiko vuole «fare un altro Family Day» (come se fosse un'iniziativa esclusiva del Cammino)
Lo schema è quello solito: prima l'omelia su qualche passo della Bibbia, e poi i successi del Cammino grazie al «far girare la borsa».



Qui sotto i testi di alcuni articoli di Crux Sancta (traduzione a cura di Sandavi) dell'Annuncio della Quaresima di Kiko per il 2014.

Nel misto kikiano di cose serie, cose meno serie, grosse farneticazioni e vere e proprie fissazioni per il sesso, evidenziamo qui sotto alcuni passaggi salienti. Nei link sottolineati come questo trovate altri approfondimenti.


Neocatecumenali "completati", con la
preziosa vestina bianca griffata da Kiko
Perché è importante “circoncidere la ragione” per vivere nel CNC?

KIKO: La seconda delle tentazioni è la più difficile e ci acceca tutti, ed è la tentazione della mente, della intelligenza, del circoncidere la tua ragione. Dio prende il suo popolo e va insegnargli qualcosa di terribile, che è la precarietà, la vera povertà, il camminare nell’assurdo.