domenica 26 aprile 2015

Intenzioni buone ma risultati pessimi: ecco il Cammino Neocatecumenale

Tutto è pronto per la pagliacciata neocatecumenale:
il senso del sacro completamente azzerato...
Volevo dare la mia esperienza vissuta nel CN in quasi 30 anni e le cose da dire sono talmente tante che ho pensato di suddividere per “argomenti”.

La catechesi iniziale: ovviamente sono passati tanti anni e posso dire che per chi è lontano totalmente dalla Chiesa è difficile capire se ci sono cose che non vanno, perché in fondo tutto suona "nuovo". Per i figli che poi entrano il problema si pone lo stesso, nel senso che vanno in comunità a sentire le cose che sentono in casa da anni. Mi ha sempre colpito tutta la segretezza riguardo ai "passaggi" anche se al giorno d’oggi pochi segreti sono rimasti tali, anche grazie a internet.

I FONDAMENTALI : questi sono le basi del CN tant’è che anche quando dopo la tappa del Padre Nostro ti ritrovi con il “garante” lui ti deve chiedere resoconto su questi punti:

  1. la preghiera
  2. la "decima"
  3. la comunità - nel senso di: rapporti con i fratelli di comunità.

La preghiera: se da una parte è bello riscoprirla o proprio scoprirla, dall’altra ha un ritmo incalzante con notevoli sensi di colpa se non la fai puntualmente e perfettamente, quindi è evidente che nel Cammino viene tolta l’intimità della preghiera, viene azzerata la libertà trovi nel pregare.

Le lodi la domenica con i figli, per esempio, sarebbero belle ma solo se fatte nella libertà! C’è chi trasforma questo momento in un incubo per i propri figli con veri e propri interrogatori da parte del padre. Del resto, a sentire i caporioni neocatecumenali, sembra che solo se fai questo trasmetterai la fede ai tuoi figli (mentre poi magari dai loro certi scandali da brivido!!!!!)

Anche la preghiera comunque è tutta neocatecumenalizzata, comprese le lodi che vanno fatte insieme con l’ufficio delle letture e la preghiera silenziosa. Come detto tante volte, il Santo Rosario arriva molto avanti nel Cammino, solo dopo la tappa di Loreto, durante la fase del Padre Nostro, quindi praticamente quasi alla fine del Cammino. Così come pure l’Adorazione, che si fa solamente dopo aver terminato il Cammino e teniamo conto che per alcuni dura molto più di 30 anni.

Gadget kikiano
in vendita nei kiko-shop
La decima: devo sfatare, almeno sulla mia esperienza, quanto spesso leggo e cioè che sei obbligato in quanto controllato. Non è così nel senso che uno fa quello che crede... certo però che le pressioni sono davvero tante! La domanda insistente sia da parte del cosiddetto "garante" che dei cosiddetti "catechisti", diciamo come minimo che ti sfianca, ci sono capi responsabili del Cammino che continuano a mandare messaggi SMS ai fratelli per ricordarla. Inoltre non è vero che la decima serve per aiutare i fratelli in difficoltà! Metà delle decime vanno consegnate al parroco e il resto rimane per i fratelli ovviamente tutto a discrezione del caporesponsabile.

Succede quindi che tu dai la decima e poi quando chiedi per pagare la bolletta non ci sono soldi! Allora i catechisti ti dicono “tu dà la decima, e poi chiedi...”! Ma bravi! E quando poi non ci sono più soldi, con che cosa si paga la bolletta???? Ovviamente ognuno fa come crede, "in coscienza"... È ovvio che dopo più e più volte che chiedi e non ci sono mai soldi incominci a non darla più, per sopravvivere. Stiamo parlando di famiglie monoreddito con stipendi bassi e molti figli.

Vige poi l'andazzo che tutti i fratelli dicono ai cosiddetti "catechisti" che la danno, oppure dicono una mezza verità, che "cercano" di darla... E comunque non si spiega come mai in comunità “ricche” (nel senso di comunità composte da fratelli benestanti) quei pochi fratelli che sono nella vera precarietà non vengono mai aiutati o quasi! Senza contare l’umiliazione del chiedere! Inoltre la decima viene usata anche per le spese della comunità che sono notevolissime e non sempre vengono su con altre collette.

Le collette, poi, sono continue e onnipresenti per mille motivi! Anche il dire “la decima la dai per te, per provare dove è il tuo cuore” è una forma perversa di ricatto sempre accompagnata dal solito discorso dei tuoi idoli. Poi vedi che fratelli ricchi (beati loro) vanno più volte in vacanza, hanno mega case, hanno di tutto di più... ma per il fatto di essere dei pezzi grossi della comunità, ufficialmente "non hanno idoli" e quindi non si devono "provare" il "cuore"...

La comunità: se all’inizio può essere bello perché ti senti meno solo, parli la stessa "lingua" dei tuoi fratelli, fai le stesse loro cose... con il tempo invece scoppiano tutti gli aspetti peggiori dell’uomo: invidie, gelosie, ira, insomma ero arrivata al punto che ormai andare in comunità significava litigare o veder litigare, prendersi parole, giudizi terribili e tornavi a casa peggio di come eri andata! I cosiddetti "catechisti" ci dicono che è bene litigare... tanto poi arriva il giovedì santo e ci si lava i piedi!

Non contiamo poi le lotte interne per i ruoli! Ancora più disgustose quando si arriva alle elezioni dei responsabili, garanti, ecc., non con il voto segreto ma per acclamazione, dove veramente là ti giochi tutti i rapporti.

Rimane il fatto che moltissimi fratelli fin dai primi anni lasciano il Cammino, tanto che si rendono necessarie continue fusioni tra comunità e comunità.

Perciò ora mi rendo conto di tante cose:

a) la negatività! Si fa a gara a chi dice i peccati più grossi! Mio marito è arrivato a sentirsi dire, davanti a un suo peccato grave, “beato te, che hai fatto questa esperienza”! quando lui invece stava malissimo!
Fascetta con simboli ebraici
in vendita nei kiko-shop
Magari tu penserai che agli scrutini (almeno io ho sempre pensato così) contino le cose belle che hai visto fare da Dio nella tua vita... e invece lì conta solo "quanto schifo ti fai"! Nello scrutinio finale ricordo ancora che i cosiddetti "catechisti" ci hanno dato degli “sfigati” a me e mio marito per la nostra storia mentre noi la consideriamo un’opera meravigliosa di Dio.
Il peggio? Che c’è quasi una forma di strana lussuria nell’ascoltare i peccati dei fratelli, che porta al giudizio di quelli che magari non raccontano nulla, una forma morbosa di conoscere particolari intimi della vita degli altri, il rischio di parlare dei peccati anche dei tuoi figli senza nemmeno accorgertene mettendoli così poi alla berlina soprattutto se i tuoi "catechisti" sono pure i loro... Ecco, “l’amore” col quale, durante gli scrutini, i fratelli ti accusano davanti ai catechisti "per il tuo bene"!!!!!

b) tutto sotto controllo! Come si fa? Semplice: bisogna abitare tutti nella stessa zona, occorre che i tuoi figli frequentino solo figli di fratelli di comunità, e le vacanze, chi se le può permettere, vanno fatte tutti insieme appassionatamente coi fratelli di comunità, e così via... Assurdo!
La nostra salvezza è stata proprio andare ad abitare lontano dai fratelli di comunità, col risultato che per problemi concreti di tempo e distanze da loro, abbiamo potuto conoscere la realtà della Chiesa Cattolica a 360 gradi: la Chiesa che davvero è stata strumento di salvezza! Ancora oggi penso che Dio veramente fa le cose bene ma tu ti devi lasciar guidare da Lui e non dalle manovrine umane di cosiddetti "catechisti" e fratelli del Cammino! Non vi dico negli anni quante pressioni abbiamo ricevuto per ritornare ad abitare in zona, nella "loro" zona...

c) le opere: leggendo questo blog ho capito perché i fratelli del Cammino ci hanno sempre tanto “pestato” per le nostre scelte in materia familiare e sociale (figli, affido, adozione, volontariato)... effettivamente per i neocatecumenali la salvezza non passa anche attraverso “le opere” ma solo attraverso l'appartenenza al Cammino! Pensate che solo recentemente ho finalmente capito questo loro problema! Mentre mio marito ed io da quando ci siamo incontrati con l’Amore infinito di Dio subito il nostro cuore è traboccato d’Amore per il prossimo, e di conseguenza - in piena libertà - negli anni abbiamo deciso di compiere delle opere di carità. Opere malviste dai responsabili del Cammino perché non erano dirette al Cammino!

Tavolata imbecille senza alcun senso del sacro,
parodia blasfema dell'altare cattolico
d) I beni: ecco, la loro mentalità è: spogliati tu dei beni per far arricchire il Cammino... e noi ubbidienti ci siamo veramente spogliati dei beni a favore del Cammino... Però devo riconoscere che il Signore comunque non ci ha mai fatto mancare nulla perché forse ha visto il nostro cuore sincero, e ha sempre provveduto ma non attraverso la comunità. La comunità neocatecumenale non ci ha mai veramente aiutato. Ho visto tanto di quel lusso nel Seminario Neocatecumenale Redemptoris Mater da far voltare lo stomaco! E la superbia con cui un seminarista (in un seminario R.M. all'estero) ci mostrava tutto quello sfarzo e diceva che era lo stesso Kiko che verificava e che se non andava bene faceva rifare (stiamo parlando di marmi pregiati, ecc). Hanno messo su un tale baraccone che i fratelli più semplici non se ne rendono conto!
E chi pensate si arricchisca facendo le cose richieste dai seminari R.M. ? Ma guarda... altri fratelli del Cammino... per non parlare di tutto l’occorrente liturgico... ci sono dei fratelli del Cammino che commerciando in tale campo hanno trovato l'Eldorado!
A fine Cammino, poi, non vi dico! Occorre comprare piatto e calice d’oro con pietre preziose in valigetta di cuoi come pure la Bibbia con copri bibbia preziosa... tutto con certificazione neocatecumenale d'origine controllata... poi c’è il calice per il “latte e miele” da bere nella liturgia neocatecumenale dell’ottava di Pasqua... e così via! Icone neocatecumenali, tappeti neocatecumenali, di tutto e di più. E vogliamo parlare della Domus di Kiko? Praticamente un albergo a sei stelle dove tutti lavorano gratis! E a mio parere Kiko si è inventato la tappa del “matrimonio spirituale” così la Domus Galilae ha più ospiti, cioè più clienti paganti. Io sono convinta che un cristiano debba vivere nella semplicità - che non significa povertà ma nemmeno sfarzo e ostentazione.

e) le liturgie: se all’inizio sembrano belle e "partecipate", con il tempo non le reggi più... forse perché il Signore mi stava chiamando a uscirne, o forse perché sono sterili e ripetitive. E poi quelle ammonizioni interminabili, risonanze infinite, alla fine torni a casa che non ti ricordi neppure quale era la Parola di Dio. Ho capito il discorso “confessioni pubbliche” (anche questo solo adesso grazie a voi) e cioè che ti dicono di dire solo i nomi dei tuoi peccati ma non dialogare con il sacerdote. Le uniche tue guide devono essere i cosiddetti "catechisti". I sacerdoti infatti normalmente fanno "le belle statuine": nell'Eucarestia fanno il minimo indispensabile, e nel resto, se proprio sono presenti, non osano parlare...

f) gli scrutini: vere e proprie inquisizioni! Ma mica con tutti! Quei cosiddetti "catechisti" neocatecumenali se la prendono con i più deboli e con le persone più sincere! Mio marito ed io siamo stati regolarmente distrutti... mio marito ne è uscito con problemi psicologici per i quali è in cura, con una bassissima autostima, sentendosi un padre incapace (è invece un padre meraviglioso), un fallito su tutti i fronti!

Mezuzà ebraica
in vendita nei kiko-shop
(chiodi inclusi)
g) il foro interno: sistematicamente violato! Ho sentito chiedere a fratelli anziani (davanti ai loro figli) se avevano ancora rapporti sessuali e si sono permessi addirittura di sgridarli perché vivevano in castità! Ne ho sentite di tutti i colori.

h) l’ebraismo esasperante! Quando siamo andati in Israele con la comunità neocatecumenale, ci hanno portati tutti a mettere bigliettini sul muro del pianto e a comprare gli anelli e i ciondoli d’oro con le 12 tribù di Israele, ecc... mentre ti fanno un sacco di storie se scoprono che porti la “medaglia miracolosa” della Beatissima Vergine! E perciò tutti i fratelli di comunità che fanno a gara a chi si sente più ebreo: perfino mettendo in casa lo shemà appeso agli stipiti delle porte! Un giorno che ricordavo a mio figlio come quando erano piccoli mentre li accompagnavo a scuola facevo recitare loro lo Shemà (vi rendete conto il lavaggio del cervello che ci avevano fatto i neocatecumenali?), lui mi ha risposto ironicamente: “sì, da bravi bambini ebrei”!

Tutte queste cose le ho dette, fatte, pensate anch’io e chiedo perdono a Dio! Lo ringrazio perché ben presto ha iniziato a permettere nella mia vita una brutta sensazione, uno star male che a lungo tempo (molto lungo) ci ha fatti risvegliare e uscire dal Cammino. Ora, riflettendo sulla mia vita, credo che mi abbia salvato la semplicità della Fede e nell’ascolto della Parola che abbiamo sempre e solo pensato Parola di Dio, senza le aberranti interpretazioni neocatecumenali. La “positività” nell’aver vissuto il nostro rapporto con il Signore, positività perché guardavamo sempre alle opere meravigliose che compiva e non alle nostre miserie, è stata sufficiente per non affondare nelle sabbie mobili neocatecumenali: ed ecco perché nei nostri scrutini venivano sempre fuori "problemi" (nel senso che i cosiddetti "catechisti" trovavano in noi sempre "problemi").

Non scrivo queste cose per vendetta, rabbia, rancore (è facile essere accusati di tali cose dagli ex fratelli del Cammino, anche se vi assicuro che ci sono tante brave persone), ma solo per la verità, solo per rendere giustizia a tutti coloro che credono di essere nel giusto e invece vengono raggirati e turlupinati dal Cammino.

Per uscire dal Cammino basta solo una cosa: LA GRAZIA DI DIO!!!! E noi siamo stati graziati!

(lettera firmata)

venerdì 24 aprile 2015

Cimiteri neocatecumenali per chi crede nel Redentor Kiko

Cominciamo con una foto significativa: al funerale neocatecumenale vige il girotondo kikiano-carmeniano attorno alla bara. Roba che non si vede nemmeno nelle tribù dei cannibali:

Pagliacciata kikiana del "girotondo col passetto"
ai funerali di un giovane neocatecumenale, il cui
sogno era essere sacerdote (dicono i familiari NC)

Benedizione di un "columbario" neocatecumenale: nelle
mini-nicchie saranno poste le ceneri dei fratelli di comunità
(insomma, si tratta della "cremazione neocatecumenale")

Un cimitero neocatecumenale alle porte di casa tua:
petizione dei fedeli cattolici contro il "kikocimitero"

Bara neocatecumenale ornata col
"crocifisso-sogliola" di Kiko Argüello


mercoledì 22 aprile 2015

Quella volta che Kiko spezzò e calpestò un crocifisso...!

Segnaliamo un video di catechesi dall'Eremiterio Cristo Rei (fraternità eremitica dei frati minori di Maria, nel Goias, in Brasile) per spiegare le eresie del Cammino Neocatecumenale.

In particolare al minuto 36 circa, fra' Carmelo segnala un episodio tanto grave quanto significativo in cui un invasato Kiko Argüello, proclamandosi "ispirato", spezza e calpesta un crocifisso.


(nota: i frati vivono in semplicità e povertà, il video è stato girato con un cellulare)

lunedì 20 aprile 2015

Se il Cammino dicesse la verità...

Se alle catechesi iniziali la raccontassero giusta…

"ENTRA IN CAMMINO!!! CON NOI AVRAI TANTE BELLE SORPRESE!!!"

Scene da matrimonio neocatecumenale:
notare il bislacco menorà kikiano a 9 fuochi
(foto reperita da gstatic.com)
Ti spiegheremo la Bibbia: saprai interpretarla a rovescio e capirla al contrario.
Imparerai a conoscerti, ti accorgerai che razza di fallito irrecuperabile sei senza averlo mai sospettato.
Ti faremo conoscere il tuo vero padre, il demonio.
Ti troveremo la moglie che, come sappiamo solo noi, Dio ha pensato per te dall’eternità, e vi costringeremo a sposarvi anche se non avete casa e lavoro.
Avrete figli a ripetizione, senza freni. Quando ne avrai dieci, e una moglie distrutta, ti insegneremo ad odiarli tutti quanti.
Ti isoleremo dai tuoi amici e parenti.
Ti instilleremo tanti nuovi sensi di colpa e paure che non avevi mai immaginato prima.
Apprenderai il disprezzo verso tutti i cristianucci non camminanti.
Ti convinceremo a farti portare via un sacco di soldi ogni mese senza discutere.
Smonteremo la tua personalità così non avrai più il fastidio di usare la tua testa: sarai libero di pensare e fare solo tutto quello che vogliamo noi, e basta.
Vivrai la meravigliosa esperienza di farti umiliare da noi davanti a tutti: che bello sentirsi calpestati.

Infine, quando ti ritroverai massacrato psicologicamente, con una famiglia a pezzi, senza soldi, pieno di angosce, confuso, senza più amici, sappi che quel giorno potrai sentirti un eletto, un adulto nella fede.

Ma sta’ tranquillo, noi non ti molleremo mai, ti terremo sempre nelle nostre grinfie, perché il Cammino non avrà termine, fino alla tomba non ci sarà scampo per te.

Vieni alle catechesi per adulti, NOI sapremo distruggerti!
(da: l'apostata)

sabato 18 aprile 2015

Dovete "credere" cioè "pagare": parola di "catechista neocatecumenale"

Ho iniziato il Cammino a gennaio, con il mio ragazzo, con le famose "catechesi per adulti". Poi c'è stata la convivenza di nascita dove si è formata la comunità. E già da lì iniziarono le prime cose strane: loro ci dissero di partecipare alla convivenza senza farci alcun problema economico e di versare una piccola offerta alla fine della convivenza. Arriva il momento dell'offerta: il cosiddetto "catechista" del Cammino afferrando il Crocifisso ci esorta a fare l'offerta e a credere. Inizia a girare questo sacco della spazzatura per raccogliere le offerte, alla fine del giro il "catechista" manda un suo collaboratore a verificare la cifra raggiunta. Il collaboratore ritorna, gli sussurra qualcosa nell'orecchio e lui, rivolgendosi a noi, dice: "non avete creduto... la cifra da raggiungere è tale, perciò facciamo un altro giro".

Striscione dei neocatecumenali (ma non dicono chi sono!)
Siamo arrivati a tre giri per raggiungere la cifra!! Il mio ragazzo mi esortava a pensarci bene e ad uscire ma io presa dalla voglia di fare qualcosa di concreto per Gesù non volli ascoltarlo.

Entriamo in comunità ed iniziano le varie celebrazioni della parola chiusi in una stanzetta della chiesa. Io mi sentivo strana, mi sembrava di nasconderci dal mondo e il mio ragazzo insisteva a dirmi che era il caso di lasciar perdere.

Nella prima convivenza mensile, visto che due corresponsabili avevano già abbandonato, il mio fidanzato fu nominato corresponsabile e doveva "preparare la parola" con altri corresponsabili e io non potevo prendere parte perché ero fidanzata e dunque oggi posso esserci e domani no. Io ci sono stata male perché era proprio ciò che volevo condividere con il mio ragazzo: la parola di Dio! Mi sono ribellata a quell'imposizione assurda e me ne hanno dette di tutti i colori: che andavo contro la Chiesa (cosa non vera perché questa cosa è imposta da Kiko e non sta scritto nemmeno nella bibbia), che ero gelosa del ruolo dato al mio ragazzo, che noi come coppia non eravamo nulla davanti al Signore e che io avrei dato troppa priorità al rapporto col mio ragazzo.

Allora ho parlato con il parroco di un'altra chiesa e mi ha risposto di lasciar perdere il Cammino, che è un movimento "schematico e poco creativo". Sapete quale era la loro giustificazione al loro assurdo comportamento? Secondo loro se il mio ragazzo nella risonanza avesse avuto qualcosa da dire su di me, con me presente, non avrebbe potuto "aprirsi" ai fratelli. Ma questa è ipocrisia!!

Se il mio ragazzo ha qualcosa da dirmi, meglio che ne parli con me senza mettere il nostro rapporto sotto sentenza dalla comunità. Gesù è verità, non sotterfugi o segreti!

L'ultima cosa e poi finisco il papiro: ieri per l'ultima volta abbiamo incontrato una coppia che già aveva intrapreso da molto tempo il Cammino e chiesi loro di saper qualcosa dei famigerati "scrutini". Loro mentendo hanno risposto che non c'era nessuno scrutinio (mentre una ragazza che conosciamo, di un'altra comunità, ha preso parte al secondo scrutinio due settimane fa!) e che non dovevamo sapere tutto del Cammino ma scoprirlo strada facendo. Eh, sì, quando il lavaggio del cervello è compiuto tu ti ritrovarai a dover fare tutto ciò che loro ti impongono, visto che vige l'obbedienza assoluta nei confronti dei cosiddetti "catechisti".

Sono neocatecumenali,
ma te lo nascondono!
Nel Cammino ti infliggono continuamente una tale pressione psicologica che qualora tu volessi abbandonare ti sembrerà di fare un torto a Dio, ti sembrerà di cadere nella perdizione. Grazie al mio ragazzo sono riuscita a capire che non è così, e grazie a lui sono riuscita ad uscire da questa orribile setta!!

Ah, la Chiesa, quella vera, non obbliga né pone costrizioni con chi leggere la Parola, ma anzi invoglia a condivedere le cose buone come la parola di Dio anche tra fidanzati, cari sedicenti "catecumeni", senza bisogno di segreti e inciuci!!!

(da: Carmela)

giovedì 16 aprile 2015

Il Cammino "salva" le famiglie? in realtà le devasta

"Gesù nella Sinagoga di Nazareth"
by Kiko Argüello, pittore dei castelli in aria
Riportiamo la storia di un'intera famiglia nella tormenta catecumenale, da tenere presente quando qualcuno scrive o afferma che "il Cammino salva la famiglia".


Dopo quasi trent'anni da quando la mia famiglia e i miei familiari hanno avuto i primi contatti con il Cammino Neocatecumenale, io, che in principio mi rifiutavo di inserirmi nella "realtà delle realtà", sorprendentemente mi unii alle fila di coloro che la gente chiama "kikos", e dopo qualche tempo me ne uscii, per cui, per loro, sono un "rinnegato" e i miei ex cugini ora mi accusano di praticare l'odio ed il risentimento e di vivere ingannato dal maligno (tutto ciò secondo chissà quale scienza divinatoria, visto che non sono incline a tali pratiche grazie a Dio).

Desidero solo condividere alcune delle cose che ho osservato essere successe nell'ambito allargato della mia famiglia come risultato della nostra apertura alle invenzioni del pittore dei castelli in aria, più conosciuto come Kiko.

Per motivi evidenti non sarò molto completo nella mia esposizione, ma assicuro che è la verità.
Nella mia famiglia, nel suo significato più ampio, ci sono camminanti, ex camminanti, catechisti ed anche un presbitero neocatecumenale Redemptoris Mater.

Dopo questi anni passati in Cammino, ci sono fratelli di sangue che, pur essendo nella stessa comunità, non si rivolgono la parola.

Cognati che non si sopportano e che si sono messi così tante volte "nella verità" da giungere al punto di non tollerarsi più e di odiare la famiglia che non è in cammino.

Camminanti che hanno cercato di appropriarsi dei beni degli altri membri della famiglia e non hanno dato ragione delle proprie azioni, visto che si attengono al "silenzio amministrativo" ed omettono di dare spiegazioni con il pretesto che "io non sono tenuto a questo... o all'altro".

Ex camminanti che se ne sono andati dal cammino perché feriti nel profondo, altri che ancor oggi fanno fatica a de-programmarsi e che, per alcuni aspetti, continuano a credere, per esempio, che gli scrutinii neocatecumenali siano approvati dalla Chiesa, quando in realtà è proibito dal canone 220 invadere l'intimità ed il foro interno delle persone.

Camminanti che non mantengono rapporti con familiari di primo grado, e che non parlano tra di loro delle profonde divisioni sorte, ma che invece poi non si trattengono dal vantarsene nelle esperienze, in convivenza o negli scrutinii.

Una equipe di catechisti, con prete kikiano Redemptoris Mater, che proibì l'ingresso in chiesa ad una persona della mia famiglia.

Un prete Redemptoris Mater che, quando non sa spiegare -e quasi mai sa farlo- i motivi della dottrina del Cammino, il massimo che riesce a dire è che chi non lo capisce è perché è "cieco" o perché  è "impreparato perché non ha dato ascolto alla verità" o semplicemente perché è un "pagano che vive lontano dal vangelo".

Come anche ho, tra i miei parenti, dei catechisti che danno testimonianza della loro "fede" scandalizzando i vicini di casa e procurando inenarrabili sofferenze ai propri genitori.

La Sacra Famiglia NeoCat:
Kiko, Maria e l'Uomo della Sindone
Io stesso ho vissuto i miei anni di cammino lontano dalla mia famiglia, soprattutto da quella parte che non camminava, perché ero stato ri-programmato e il mio pensiero deformato su un'interpretazione arbitraria del "chi non odia suo padre, sua madre e i suoi... non può essere mio discepolo".
Quando in realtà era solo una scusa del Cammino per anteporre il Tripode a qualsiasi altra cosa, visto che la mia adesione al Cammino, secondo i miei catechisti, era "la autentica volontà di Dio per la mia vita e la mia famiglia".

Tutto ciò, strumentalizzando le Scritture, il Nome che è sopra tutti i nomi e dicendo che venivano da parte del vescovo, approvati da tutti i papi ecc.

Una prova ancor più evidente del tipo di difesa della famiglia che si attua in cammino, è che il tavolo dei burloni, cioè un gruppo di equipe di sei catechisti più un presbitero Redemptoris Mater, mi dissero in faccia che, se volevo essere cristiano, dovevo ODIARE mia moglie e i miei figli.

Nella mia famiglia ho anche delle persone che hanno camminato molti anni, e visto che se ne sono andati scandalizzati dal Cammino Neocatecumenale nella persona dei suoi "catechisti", non ne vogliono più sapere della Chiesa Cattolica, né sentir parlare di nulla che la riguardi.
Visto che la fede che Dio ha messo in ciascuno di noi è indistruttibile, credono in Dio, ma il Cammino li ha allontanati dalla Chiesa con molta più efficacia di quanto voglia far credere di averne nell'avvicinare ad Essa (una bugia fra le tante!). Sono solo stati allontanati, e nella maniera peggiore.

Ce ne sono altri che frequentano le proprie parrocchie e non parlano più del Cammino né vogliono saperne nulla, dopo essersene andati senza far rumore, però con l'idea molto chiara che il Cammino è stato tutto un inganno.

Ci sono anche persone della mia famiglia che hanno avuto fratelli di comunità che si sono suicidati.
So di altri che hanno tentato di farlo.

Disegno kikiano teologicamente errato:
crocifisso con l'efod da 12 pietre
(quello dei sommi sacerdoti)
Anch' io ho avuto la seria intenzione di commettere quel gesto, distrutto da dentro e senza riuscire a sopportare d'aver inghiottito l'esca del Cammino e di aver preso coscienza delle mie azioni e dei miei silenzi complici.
Nel mio caso particolare, proprio il non odiare mia moglie ed i miei figli mi riscattò da quella terribile notte e non commisi l'atto che avevo deliberato dentro di me, ma le tracce di quel cedimento mi segnarono il volto per molti giorni, tanto che le persone che mi circondavano se ne accorsero e i più "coraggiosi" osarono chiedermi cosa avessi, un'attenzione che ho apprezzato, visto che anche solo il poterne parlare mi fu d'aiuto.

Ho ancora molti esempi di distruzioni familiari fatte dal Cammino Neocatecumenale, però questi penso siano sufficienti per oggi, visto che la riunione è in difesa della famiglia.

Vorrei solo aggiungere una cosa:
mettete in ordine prima le cose al vostro interno, prima di dare consigli all'esterno, come dice il mio Amico Gesù: "Purifica prima l'interno".

Che non succeda che quelli che stanno fuori dalla Chiesa, e con tutta ragione, chiamino tutti noi "sepolcri imbiancati".
Un abbraccio in Cristo a tutte le famiglie.
(da: -sepul-)

martedì 14 aprile 2015

Terrorismo psicologico dei cosiddetti "catechisti"

A proposito dei motivi che ci avevano indotto a lasciare il Cammino: un nostro cosiddetto "catechista" neocatecumenale ci disse che la Messa in parrocchia non aveva lo stesso valore di quella neocat perché non veniva distribuita la Comunione sotto le due specie e perché chi va in parrocchia lo fa solo per assolvere a un precetto.

E questa sarebbe la solennità liturgica della Pasqua
secondo Kiko Argüello e Carmen Hernàndez...
Oltre a questo ci disse, lui insieme a tutto il resto dell'équipe, che se non fossimo tornati in Cammino, entro due anni ci saremmo separati e che i nostri figli si sarebbero persi, che eravamo in un deserto e nel deserto si muore, che avevamo l'idolo della nostra intelligenza, etc. etc.
Se non è terrorismo questo?!?
Rimasi talmente scioccata che il giorno dopo buttai nel cassonetto un'icona di Kiko che avevo ancora in camera e che solo a guardarla mi faceva venire l'angoscia.

Riguardo la Veglia di Pasqua ricordo un anno in cui la celebrammo in una sala di una parrocchia che sembrava un garage, di quelle che hanno il controsoffitto fatto con quadrati di polistirolo e le colonne di cemento. Un posto tristissimo! Ho anche battezzato uno dei miei figli in quel postaccio.

E pensare che a Roma abbiamo le chiese più belle del mondo!
(da: piccola ex)

domenica 12 aprile 2015

Mano al portafoglio, fratelli!

"Liturgia" neocatecumenale
del lavaggio dei piedi
Il mese nel quale cadono la Settimana Santa e Pasqua è veramente di santificazione per i bravi camminanti del Cammino Neocatecumenale: molleranno un malloppo consistente!

Ecco l'elenco, forse incompleto...

Colletta mensile per la convivenza domenicale con lodi a San Kiko.
Colletta mensile per il vino e i soliti kiko-arredi.
Colletta straordinaria per il viaggio gratis alla Domus Kikiana di preti e vescovi da far "convertire".
Acquisto delle palme per la processione degli adulti nella fede.
Colletta per il regalo ai battezzandi.
Colletta per i fiori della "veglia".
Colletta per l'affitto della sala dove si terrà la "Veglia".
Colletta per il "pranzo" di Pasqua alle sei di mattina, nel quale nonostante il digiuno si sprecherà un bel po' di cibo causa l'ora.
E, ovviamente, l'immancabile decima, la regina delle collette!

Un vero cammino di santificazione, come mostreranno i camminanti nella processione. Primi del corteo, davanti ai mediocri cristiani della domenica, sventolano orgogliosi le loro belle foglie di palma, comprate ad hoc.

Pasqua: battesimo neocatecumenale
Così tutti ammireranno de visu la fede degli adulti nella fede, che per fede in Sankiko si sono fatti fedelmente svuotare la tasche, da bravi battezzati figli del demonio che «non possono non peccare» (Kiko dixit).

Come dice il signor dottor (h.c.) imbonitor Arguello: viva il papa! E facciamo come ci pare.

p.s. Perché le processioni delle parrocchie neocat sono accompagnate solo dai canti del cammino? Sarebbe sacrikikolegio inserirne qualcuno che conoscono anche i derelitti cristiani della domenica?

(da: l'apostata)

venerdì 10 aprile 2015

Il Cammino ti incastra nei tuoi momenti di debolezza e solitudine

Salve. Vi scrivo perché non so più a chi chiedere.
Sono moglie e mamma di 3 bambini.

Da un paio di anni mia mamma, rimasta vedova e da sola a casa nel giro di pochissimo tempo, si è avvicinata al cammino neocatecumenale.

All'inizio, ignorando di cosa si trattasse, ne ero contenta: mi faceva piacere saperla in compagnia, con le serate occupate, presa da interessi.
Poi mi sono ricreduta.

Premetto: mia mamma è sempre stata una persona solare, ma una serie di accadimenti della vita, l'hanno duramente provata ed ha dovuto sobbarcarsi parecchio dolore, fatica, sofferenza. Ed è inevitabilmente caduta in una brutta depressione.
Mi verrebbe da dire: tutti abbiamo dei periodi bui, difficili, in cui capitano tutte a noi. Ma a me, personalmente, mi verrebbe anche da dire che ci si risolleva, prima o poi, proprio in virtù di quella Fede che ci sorregge e perchè poi, altre belle cose, accadono.

E ne sono accadute, tante, anche a lei, che nel frattempo è diventata nonna ben 5 volte, che ha due figlie che l'adorano, che tutti godiamo di una discreta salute e sicurezza, insomma... via discorrendo così. Una vita normale, via, non possiamo lamentarci, nessuno di noi.
Ecco.
Il Cammino l'ha presa in questo grande periodo di debolezza, in cui si sentiva sola, sofferente, incompresa.

Lì ha trovato comprensione, compassione, cosa che invece sia io e sia mia sorella le abbiamo negato: dopo un'iniziale compassione, abbiamo preferito scuoterla e cercare di metterle davanti agli occhi gli aspetti della vita positivi che ancora aveva davanti a palate, ma lei niente, preferiva rinchiudersi nel suo vittimismo.

E' qui che ha trovato terreno fertile il Cammino.

Ora non mi sembra più lei. Vede il male dappertutto. Ovunque.

Si rivolge a noi figlie con epiteti che è meglio tacere, solo perché noi non condividiamo quello che le viene detto in questi incontri, solo perchè cerchiamo di controbattere alcune delle sue affermazioni, che sono del tutto assurde, o per lo meno, lo sono a qualsiasi mente un minimo razionale e obiettiva.
Sono preoccupata.
Sono preoccupata perchè sento che si sta allontanando da noi.
Sono preoccupata perchè non la riconosco più: è lei che mi ha sempre insegnato ad essere critica, a ragionare con la mia testa, a non seguire il branco, a verificare le informazioni, le fonti, ad accertarmi della verità... e ora lei sta facendo l'esatto opposto.
Vi chiedo aiuto.
Non so che fare.
Prenderla di petto, ci ho provato, ho provato a smontarle punto per punto le sue convinzioni, ma dice che io non posso capire e che sono ignorante.
Cosa posso fare per farle rendere conto che la strada che sta intraprendendo non è così genuina come lei crede?
Sono preoccupata.
Ringrazio anticipatamente della vostra risposta e vi ringrazio per il servizio che fornite.
Sinceri Saluti.
(lettera firmata)

mercoledì 8 aprile 2015

«Il nostro carisma non prevede» la veglia pasquale in parrocchia...

Ndrùng-ndrùng-ndrùng!!!
Quest'anno il nostro parroco ha tirato fuori gli attributi (come ha detto qualcuno, io penso abbia fatto solamente il suo dovere di pastore) ed ha convocato - il 18 marzo 2015 - un incontro di tutte le realtà parrocchiali, durante il quale ha assegnato i compiti per la veglia pasquale.

Apriti cielo! Quando il responsabile della prima comunità neocatecumenale ha sentito nominare il sacro nome del loro "movimento" come incaricato di appena un paio di canti e una lettura, la sua faccia ha cambiato colore sette volte... poi, paonazzo in volto, ha balbettato qualcosa come un "ma noi non ci siamo... celebriamo la veglia con i fratelli delle altre comunità... non mi risulta... il nostro carisma non lo prevede".

Il parroco non si è minimamente scomposto ed ha tagliato corto con un "questa è l'organizzazione di massima della Veglia, secondo le disposizioni del parroco, casi particolari li discutiamo con i singoli responsabili."

Due giorni dopo si presentano, in parrocchia, i responsabili delle tre comunità del Cammino accompagnati dai cosiddetti "catechisti" della prima. Vanno dal parroco a spiegare (io ero presente) che loro hanno un «carisma particolare», per cui la veglia la celebrano altrove tutti insieme su «esplicita autorizzazione del Papa», quei canti indicati dal parroco «non fanno parte del loro carisma», etc.

Il parroco non si scompone, li ascolta e poi dice: "il parroco sono io e - per motivi di opportunità pastorale - ho deciso che quest'anno tutti i movimenti devono essere presenti alla Veglia. Chi non gradisce questa decisione può accomodarsi fuori e cercarsi una parrocchia diversa... quella è la porta. Poi, se avete problemi di carisma, fatemi sapere cosa preferireste fare e vedremo - se possibile - di accontentarvi".

Dopo una buona mezz'ora di inutili tentativi di convincerlo (tralascio l'arroganza dei "catechisti" del Cammino, che dicevano di parlare a nome del Papa, dei Vescovi e di tutta la prelatura della Chiesa Romana), il massimo che riescono ad ottenere è che avrebbe riconsiderato la distribuzione dei compiti tenendo conto dei loro (presunti) carismi.

Dopo qualche giorno il parroco convoca tutti di nuovo ed assegna ai kikos il Preconio, la seconda lettura ed il canto finale.

La sera della Veglia Pasquale vado in chiesa alle 21:00 (la Veglia sarebbe iniziata alle 22:00) e vedo tutte le comunità del Cammino ferme nel piazzale antistante. Dopo dieci minuti entrano in chiesa tutti insieme contemporaneamente (avete presente la formazione "a testuggine" dei Romani quando andavano in battaglia?) occupando un intero "blocco" di una decina di banchi e qualche sedia posti su un lato, con l'intento evidente di non avere altri "cristiani della domenica" tra i piedi.

Inizia la veglia con il rito "del fuoco" e tutti escono dalla chiesa... tutti tranne i neocatecumenali, che evidentemente hanno paura di perdere la postazione astutamente conquistata e di ritrovarsi mescolati con gli altri fedeli, "cristiani della domenica".

La liturgia scorre e tocca a loro.

Anche se era già presente il coro della parrocchia (una trentina di ragazzi con chitarre e strumenti vari), dalla "zona Kiko" alcuni soggetti si materializzano improvvisamente dal nulla: un cantore equipaggiato di pizzetto barba kikiano e chitarra Ramirez Custom (gran bell'oggetto, in verità, che costa quanto un'automobile nuova) che prende posto all'ambone, una ventenne "minigonna girocollo" che, con il bongo posto tra le gambe abbondantemente divaricate, gli si siede vicino, ed altri due figuri - in cravatta nera, magrissimi e bianchi in volto - che con strumenti vari prendono posto di fronte a lui, dalla parte opposta al coro parrocchiale.

Il cantore attacca ad urlare al microfono (di canto non c'era proprio nulla, solo urla a squarciagola) trapanando con una cacofonia kikiana i timpani di tutti i presenti che, pur con aria perplessa e smarrita, sopportano ed ascoltano pazientemente.

Terminato l'infinito strazio, la ventenne al bongo chiude finalmente le gambe, concludendo la mostra dei propri slip e ricompone la minigonna, il cantore torna al suo posto ed iniziano le letture. Ma nel giro di cinque minuti il "blocco" neocatecumenale è praticamente vuoto, con solamente una decina di fratelli posti a "guardia" dei posti. E gli altri kikos che fine hanno fatto? Sono usciti dalla chiesa, fuori a spasso a chiacchierare e fumare! Durante la liturgia!

La liturgia va avanti: i lettori degli altri movimenti leggono, il coro della parrocchia canta ed i neocatecumenali sono a spasso fuori dalla chiesa... la serata con il clima mite li stimola a camminare ed a fumare! Dopotutto il loro spettacolo è stato già eseguito, un po' di pausa ci vuole, no?

Seguono il Gloria, il suono delle campane, l'epistola... ed i fratelli neocatecumenali riappaiono prendendo posto alla spicciolata.

La veglia va avanti con i kikos che sbadigliano con aria annoiata, senza mai partecipare a nessun canto proposto dal coro parrocchiale e senza rispondere ai salmi. Però qualcuno di loro, perlopiù giovani ragazze in minigonna e scollature vertiginose, si alza in piedi quando previsto.

Liturgia Eucaristica, distribuzione della comunione... i kikos si alzano tutti insieme e vanno davanti all'altare, li osservo attentamente: neanche uno che prenda il Corpo di Cristo "alla bocca": ognuno è lì pronto "con le mani", dopodiché si gira, si incammina verso il proprio posto e porta la particola alla bocca solamente quando è a metà strada. Così, tanto per mostrarsi "diversi" dai "cristiani della domenica".

Mentre continuano i canti, c'è molta folla di fedeli ed i sacerdoti a distribuire l'Eucaristia sono solamente in due: i kikos chiaccherano tra di loro, sbadigliano, si alzano, si siedono, parlano, gesticolano... ignorando completamente il coro della parrocchia che anima la liturgia e distraendo tutti in quel momento di raccoglimento.

Giungiamo alla fine della Messa, vedo agitazione tra i kikos: tocca di nuovo a loro "animare".

Il cantore si alza, con aria solenne raggiunge l'ambone e posiziona il microfono, i tre musicisti di prima prendono posizione, la ragazza tira su la minigonna, divarica le gambe, esibisce nuovamente gli slip e... scatta il triste urlo tribale: RISUSCITÒÒÒÒ!! RISUSCITÒÒÒÒÒÒ!!!!!

I kikos saltano tutti in piedi come indiavolati, mentre i fedeli cattolici - colti di sorpresa - li guardano sbarrando gli occhi. I kikos, in stato di evidente alterazione mistica, iniziano a battere le mani come dei Forrest Gump impazziti cantando a squarciagola il ritornello.

Alcuni bambini piccoli, figli dei "cristiani della domenica", iniziano a piangere spaventati da quell'assurdo ed improvviso frastuono, un ministrante corre a spegnere l'impianto di amplificazione per tentare di ridurre il volume che è diventato davvero insopportabile. Il responsabile della prima comunità neocatecumenale se ne accorge e, dopo avergli urlato contro qualcosa (che non capisco), fa cenno ai suoi adepti di alzare di più la voce (cosa francamente impossibile da fare: urlano già come forsennati!).

I fedeli cattolici, evidentemente infastiditi dalla cosa, iniziano ad abbandonare la chiesa, che finisce per svuotarsi prima che gli invasati kikos abbiamo terminato la cacofonia.

Il responsabile neocat, paonazzo per lo sforzo e per l'età, si asciuga il sudore, balza al centro della chiesa oramai semivuota, sposta malamente il cero pasquale ed il tappeto sul quale questo si trovava, ed invita tutti i kikos a fare un ballo davanti all'altare. Un ministrante spegne le candele dell'altare e li guarda perplessi, abbassa le luci del presbiterio e, con aria sconsolata, si inginocchia a pregare davanti al tabernacolo in riparazione dello scempio.

Terminato il ballo i kikos raccolgono in fretta le loro cose e se ne vanno, tutti insieme parlando a voce alta, dandosi appuntamento non so dove per mezz'ora più tardi.

Il ministrante si alza e va a rimettere a posto le sedie ed i banchi che i neocatecumenali hanno lasciato nel totale disordine. Vado ad aiutarlo per finire più velocemente.

Mentre mi avvio verso la porta laterale incontro il responsabile neocat con la moglie che, paonazzo e scuro in volto inveisce contro qualcuno accusandolo di aver dato l'ordine di far uscire tutti dalla chiesa mentre loro "facevano" il canto finale. E minaccia con furia: questa faccenda non finirà così! Il parroco riceverà pan per focaccia! E poi, e poi, e poi... (e dunque questa sarebbe la gioia di chi festeggia il Signore risorto?)

Lo guardo attonito e mi torna in mente il titolo di un libro, riletto recentemente. Parafrasandolo sarebbe... "Se questo è un cattolico"!

lunedì 6 aprile 2015

Facoltà Teologiche Kikiane: tutto alla carlona...

Il Cammino Neocatecumenale dispone di ben Cento Seminari Redemptoris Mater in cui forgiare nuovi presbìteri su misura delle esigenze del Cammino. Non importa che conoscano poco o nulla della teologia cattolica, non importa che conoscano poco o nulla del Catechismo della Chiesa, importa solo che sappiano celebrare le liturgie degli strafalcioni al servizio delle comunità fondate da Kiko Argüello e Carmen Hernàndez.

Oggi ci occupiamo di nuovo dell'incandescente situazione di Guam, diocesi che sfortunatamente annovera un vescovo neocatecumenale con tutte le tragedie che potete immaginare. Apprendevamo infatti qualche giorno fa che il gruppo Concerned Catholics of Guam (CCOG - "cattolici preoccupati di Guam") ha lanciato un appello ai seminaristi del seminario kikiano Redemptoris Mater di Guam, seminaristi che frequentano la facoltà teologica Blessed Diego Institute (BDI) con la sua organizzazione da barzelletta.

La facoltà è retta da docenti neocatecumenali generalmente assenti, o non adatti all'insegnamento, o mancanti dei titoli necessari - tra questi spicca il solito onnipresente Gennarini, laico, che vive a 13 ore di aereo da Guam e compare in segreto a Guam solo quando deve vagliare le vocazioni.

Nell'appello i membri del CCOG chiedono ai seminaristi del R.M. di documentare cinque cose che finché non saranno chiarite i fedeli di Guam verranno invitati a non dare neppure un centesimo per il Seminario, le vocazioni, per l'istituto e per la diocesi.

Le cinque imbarazzanti domande sono:
1) dimostrare che il BDI è davvero affiliato con la Pontificia Università Lateranense, come vantano sul sito web senza ulteriore documentazione;

2) fornire una copia ufficiale del programma di studi del BDI (annuario accademico con programmi d'esame, piani di studio e altri requisiti);

3) fornire una lista ufficiale dei docenti stabili o permanenti, e delle loro credenziali accademiche, oltre che della loro residenza (in quale villaggio di Guam abitano? se un docente deve prendere l'aereo ogni volta che deve tener lezione, quante ore di corso riuscirà a completare effettivamente in un anno?);

4) un resoconto documentato e verificabile di come verranno utilizzati i fondi raccolti per il Seminario e l'Istituto;

5) un impegno del vescovo a pubblicare onestamente i dati di bilancio relativi alla raccolta dei fondi.

Naturalmente avrete capito tutti l'ironia delle cinque domande... E avrete capito tutti che:

Fate largo! La Nueva Estetica di Kiko salverà la Chiesa!
1) la facoltà teologica neocatecumenale millanta "affiliazioni" con una Pontificia Università. Dunque insegna senza controllo, senza punti di riferimento, senza verifica. Le intenzioni possono perfino essere buone, ma allora come mai la Chiesa Cattolica esige che i sacerdoti facciano un corso di studi completo, dettagliato, certificato e riconosciuto dalla Santa Sede? Come mai il Cammino si personalizza perfino la formazione teologica?

2) nella facoltà kikiana vi si insegna infatti il neocatecumenalismo anziché la teologia cattolica; i cosiddetti presbìteri usciti dal Redemptoris Mater sono dei perfetti ignoranti in teologia (in compenso molto esperti del kikismo-carmenismo), ma vengono ugualmente ordinati al sacerdozio... e poi ci si meraviglia che siano utili solo al Cammino, perfettamente incapaci in qualsiasi altro contesto ecclesiale e pronti a dare scandalo sapendo che le loro magagne verranno coperte d'ufficio;

3) nel BDI i "docenti" coincidono coi cosiddetti "catechisti" del Cammino, con laici del Cammino e con pretonzoli neocatekiki ai quali il Cammino elargiva un periodo di vacanza e un comodo stipendiuccio (è stato il caso del famoso don Wadeson, accusato di molestie sessuali e quindi fuggito a "itinerare" a San Francisco, naturalmente sempre presso i kikos...); nel blog Jungle Watch si riportavano inoltre di varie bizzarrie come ad esempio un baccelliere in Patristica messo a insegnare Cristologia, e via dicendo (sarebbe come se il prof di matematica si mettesse a insegnare educazione artistica);

4) e 5) tutti i soldi raccolti a Guam dalle iniziative sponsorizzate del vescovo neocatecumenale, non si sa dove finiscono, e il vescovo neocatecumenale si è sempre rifiutato di documentare con trasparenza e completezza.

Questo è il neocatecumenalismo, ragazzi! "Cento seminari! Cinquemila comunità! Diecimila alzate! il Papa ci loda!"


Nota: una reazione neocat c'è stata: un "membro prominente del Cammino" si è degnato di inviare ai CCOG nientemeno che... una copia del discorso del Papa del 6 marzo 2015. Come se quel discorso bastasse a coprire tutte le porcate neocatecumenali passate, presenti e future.

Eppure in quel discorso il Papa fa capire chiaramente che:

  1. che non è stato lui a indire l'incontro col Cammino
  2. che non è lui ad "inviare in missione" i neocatekikos
  3. che non gradisce i vescovi che appoggiano il Cammino per le "oliature"
  4. che i "missionari" dovrebbero andare in terre scristianizzate, non nelle parrocchie cattoliche!

giovedì 2 aprile 2015

Uomo avvisato, mezzo salvato (lettere al cardinal Filoni)

Kiko pontifica: «il Papa dice che i vescovi
devono ubbidire a un laico e una donna
Il cardinal Filoni conosce già bene la lingua inglese, per cui delle lettere che ha ricevuto (da Tim e dai cattolici di Guam) presentiamo la traduzione a beneficio dei lettori di questo blog.


Al cardinal Fernando Filoni
Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli
Email: segreteria@propagandafide.va

31 marzo 2015

Eminenza,

non scrivo questa lettera illudendomi di ottenere che lei faccia qualcosa. La scrivo piuttosto perché resti traccia, quando la nostra arcidiocesi verrà portata in tribunale, del fatto che l'avevamo avvisata per tempo.

Si dice che lei sia un simpatizzante dei neocatecumenali. Bene: simpatizzi pure con chi preferisce. Ma le neo-simpatie romane stanno lasciando ingigantire un serio problema psico-sessuale nella nostra arcidiocesi che porterà ad azioni legali da milioni di dollari, del tipo di quelle già viste in altre diocesi del mondo.

Noi siamo convinti che la radice di questo bizzarro problema sessuale sia da attribuire alla misteriosa formazione che avviene nel Seminario Redemptoris Mater di Guam. Già si è dato il caso di un prete che davanti al Santissimo Sacramento esposto parlava di "succhiare le ragazze come arance", e di un altro prete - ordinato da neanche due anni - che è stato fermato dalla polizia mentre faceva esattamente ciò con una parrocchiana minorenne.

Effetti del neocatecumenalismo:
prima Comunione ridotta a "snack"
Questi sono solo due incidenti documentabili, ma ce ne sono molti altri che non possiamo documentare: discorsi e atteggiamenti sessuali assai poco salutari (perfino durante le nostre celebrazioni eucaristiche) esibiti sia dai formandi che dai formati nel Seminario Redemptoris Mater di Guam.

Dovremmo forse esserne sorpresi? Un prete accusato due volte di molestie sessuali ai minori ed espulso dall'arcidiocesi di Los Angeles è divenuto loro "formatore". Salvo esserne poi rilasciato nel 2014 dopo che attirammo l'attenzione sul suo caso, caso di cui il nostro Arcivescovo era pienamente a conoscenza fin da quando lo incardinò a Guam nel 2004.

Ed ora abbiamo un problema più grosso: il nostro Arcivescovo ha deciso di nascondere sia il prete beccato con la minorenne che il sopracitato "formatore".

Nel caso del prete beccato con la minorenne, ci è stato detto che ci sarebbe stata un'indagine canonica, ma da nostre fonti sappiamo che a distanza di due settimane dall'incidente non c'è stata affatto, e non si sa dove sia andato detto prete (anche se è stato visto nella vicina isola di Saipan e si dice che abiti presso suo zio, il vescovo Tomas Camacho).

Il santino di san Kiko
Nel caso del "formatore", a quanto pare il nostro Arcivescovo è convinto che le accuse sono abbastanza serie da sospenderlo dal ministero, ma non abbastanza serie da farci conoscere dove sia stato trasferito o almeno avvisare il vescovo della diocesi presso cui lo ha mandato.

Come saprà, Eminenza, non sono stati solo i cattivi preti a costare milioni di dollari di risarcimenti ai cattolici di tutto il mondo: è a causa anzitutto dei vescovi che nascondevano tali preti e li reinserivano da qualche altra parte, all'insaputa delle loro congregazioni.

Nel 1977 andai con mio padre nell'ufficio della Curia dell'Arcidiocesi di Los Angeles per denunciare la pessima condotta sessuale (e l'abuso di fondi parrocchiali) del nostro parroco. Ci dissero di andarcene via. Trent'anni dopo l'Arcidiocesi di Los Angeles è stata costretta a pagare oltre mezzo milione di dollari di risarcimenti e ci sono altre azioni legali in arrivo.

Per cui sia chiaro che ad oggi, da Prefetto per la Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, congregazione vaticana competente per l'Arcidiocesi di Agaña, Guam, lei è stato messo al corrente del reale costo che c'è nel proteggere questo Arcivescovo e le macchinazioni del suo neo-catechista, il p. Pius Sammut che ha una debolezza per le pubbliche e dettagliate confessioni di peccati sessuali - cosa che noi crediamo sia la maggior parte del problema - un feticcio che presto diventerà meglio conosciuto, dal momento che ci sono persone disposte a parlare nonostante la paura che costui imponeva loro.

Sacerdote in ginocchio
davanti a Kiko

(ma anche Filoni si
inginocchia a Kiko?)
Infine, siamo già al corrente di un piano organizzato per "ammorbidire i nativi" di Guam: pacificazione coi due sacerdoti pubblicamente maltrattati dal nostro Arcivescovo, e forse perfino restituire la proprietà del seminario. Ma nessuna di queste due cose proteggerà i cattolici di Guam dall'essere portati in tribunale come già avvenuto per tante altre diocesi, qualora si permettesse all'Arcivescovo di continuare a ordinare chierici del seminario Redemptoris Mater, non vagliati e malamente formati.

Tim Rohr e molti altri cattolici dell'Arcidiocesi di Agaña


P.S. L'Arcivescovo Apuron è stato sentito dire: "nessuno può mettermi nel sacco": dunque nemmeno lei può. Peraltro lui stesso sa che un modo di "metterlo nel sacco" ci sarebbe, e che avverrebbe qualora venga fuori "qualcosa di personale". Piuttosto che aspettare che quel "qualcosa di personale" finisca su tutti i giornali, mi permetto di suggerirle di chiedergli personalmente di cosa si tratta. Magari le dirà la verità.

P.P.S. Capisco che non le piaceranno le mie mosse e il fatto di rendere pubbliche queste preoccupazioni. Purtroppo non c'era internet nel 1977: la gente dell'arcidiocesi di Los Angeles si sarebbe risparmiata decenni di tormento e milioni di dollari.


Seconda lettera al card. Filoni:


Al cardinal Fernando Filoni
Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli
Email: segreteria@propagandafide.va

2 aprile 2015

Eminenza,

c'è qualcosa che non va.

Mentre l'Arcivescovo (su suo suggerimento) tenta di ingraziarsi i due sacerdoti che lui stesso aveva pubblicamente brutalizzato, ci viene credibilmente confermato che ha segretamente inviato don Luis Camacho nella neo-mecca in Israele (dopo averlo segretamente inviato a Saipan).

Il problema, Eminenza, è che don Camacho è il prete soggetto all'indagine canonica annunciata il 18 marzo dall'Arcivescovo Apuron dopo che il prete era stato arrestato.

Abbiamo per caso bisogno di chiedere lumi sulla correttezza dell'indagine canonica laddove il principale sospettato viene aiutato a scappare dall'altra parte del pianeta proprio da colui che conduce l'indagine (l'arcivescovo)?

Dobbiamo forse chiedere con che sincerità avviene la "riconciliazione" dell'Arcivescovo che tende una mano laddove offende con l'altra?

Eminenza, qui non vogliamo la testa di Camacho, né quella dell'Arcivescovo.

Ciò che chiediamo è che lei e la sua Congregazione vedano l'assoluta perversione in cui è stata portata questa diocesi dal giorno in cui Giuseppe Gennarini e Pius Sammut l'hanno infettata con la loro malattia in una forma che ha dimostrato essere particolarmente virulenta poiché ha trovato un ospite debole e volenteroso.

Ciò che chiediamo è che lei smetta di mandarci "cerotti" romani, visto che il cancro non si cura coi cerotti.

Con rispetto,

Tim Rohr e molti altri cattolici dell'Arcidiocesi di Agaña, Guam.

martedì 31 marzo 2015

Le idee fisse di Kiko

Parete della baracca di Kiko alle Palomeras (Madrid) 
Ecco un piccolo Florilegium Kikianum, ovvero la coerenza del signor dottor (h.c.) Arguello, che da quarant’anni farnetica sempre le stesse balordaggini, sui conigli e quant'altro.

Dedicato ai neocat duri e puri, capaci di interpretare creativamente il significato delle parole di Sankiko, con il solito espediente:(cfr. “faccio esorcismi” con “ma voleva dire che sono preghiere di liberazione”).

Il seguente florilegium dimostra che il coerente signor dottor (h.c.) Arguello è sempre rimasto saldo come una roccia nelle sue idee fisse.

Gli eventuali increduli neocat sono invitati a verificare le citazioni di Kiko nelle interviste a Kiko pubblicate su un sito web Medjugorie-Altervista.

********************

Sulle famiglie camminanti-coniglie, Kiko dice:
Dopo più di trent’anni dall’inizio del Cammino Neocatecumenale, uno dei frutti che più ci consola è vedere la famiglia ricostituita. E la famiglia diventa un vero “santuario domestico della Chiesa.” Queste famiglie che sono nel Cammino sono tutte aperte alla vita. Il Cammino Neocatecumenale ha uno dei più alti tassi di natalità nel mondo – cinque figli per famiglia – finanche più dei mussulmani. Insegniamo loro cosa vuol dire dare un figlio a Dio…
…Una famiglia che sta in una comunità cristiana viene aiutata. Se il matrimonio entra in crisi, tutti i fratelli pregano, si alzano di sera a pregare, li aiutano, chiamano i catechisti. Cosicché non abbiamo divorzi o separazioni nel Cammino. E dato che le coppie sono felici, esse si aprono alla vita; abbiamo la media più alta di figli nel mondo: 5 per famiglia, con punte di 8, 9, 10 figli, qualcosa di importante in una Europa che sta andando verso l'apostasia e che ha un livello zero di natalità, qualcosa di davvero impressionante…

Mica male, vero? E della menzogna sulle felici coppie camminanti che non si separano mai? Noi tutti reduci ne abbiamo visti di matrimoni forzati dai catechisti che si sono inevitabilmente sfasciati.

********************

Sulla mania dei grandi numeri: ecco il signor dottor (h.c.) contabile Argüello che dice:


…Il risultato di questa preziosa attenzione dei genitori per i loro figli è che quasi il 100% dei figli del Cammino Neocatecumenale rimane nella Chiesa.
Questa è la ragione per cui abbiamo portato 50.000 giovani a Toronto e 75.000 a Parigi. È meraviglioso vedere le comunità Neocatecumenali nelle parrocchie che sono piene di giovani, piene di giovani!! All’incontro con il Papa a Roma, a Tor Vergata, abbiamo portato 100.000 giovani tutti provenienti dal Cammino Neocatecumenale. E da queste famiglie numerose, da questo tipo di educazione dei figli, da queste celebrazioni domestiche, stanno sorgendo migliaia di vocazioni, migliaia… Abbiamo già aperto 50 Seminari Diocesani Redemptoris Mater (applausi); da queste comunità sono entrate nei conventi di clausura 4.000 sorelle; tutti i conventi in Italia, le Benedettine e le Clarisse, sono pieni di sorelle che vengono dal Cammino Neocatecumenale...
Quanti giovani hanno perso la fede per colpa delle imposizioni dei catechisti, della proibizione di contrarre matrimonio con un cristiano della domenica? Ma per favore!

********************

Chiesa e cristiani della domenica secondo il signor dottor (h.c.) rifondator Argüello:


”… Similmente oggi molta gente che ha ricevuto il Battesimo ha una fede piccola, una fede infantile. Questa fede deve crescere in un ambiente come la Famiglia di Nazareth, diventando adulta obbedendo al parroco e ai catechisti, in obbedienza al parroco e ai catechisti.
E vorrei far capire a tutta la Chiesa che quello che sto dicendo non è un problema secondario, una devozione; è questione di vita o di morte per la Chiesa. Una questione di vita o di morte! Se la Chiesa non è capace di trasmettere la fede alla prossima generazione, 
morirà (applausi). Questo è così importante che il Santo Padre e il Pontificio Consiglio per la Famiglia hanno capito che stiamo perdendo… ci sono parrocchie nelle quali i giovani non ci sono più. Dove sono? Non è questione di fare del teatro o altre stupidaggini con i bambini, ma di dare loro un contenuto vero e serio...”.
Insomma, i cristiani della domenica sono come bambini, la Chiesa è incapace di trasmettere la Fede e se non ascolta Sankiko …morirà! Evidentemente Kiko crede che Nostro Signore si sia sbagliato quando disse “non praevalebunt” (cfr. Mt 16,18).
Perla finale, le parrocchie fanno solo avanspettacolo e stupidaggini con i bambini. Meno male che ci sono le salette neocatecumenali, insomma.

********************


La bella favola di Kiko sulle comunità traboccanti di amore fraterno:
”… Dietro a loro c’è la loro famiglia e la loro comunità Cristiana, una comunità Neocatecumenale di 40 o 50 fratelli che sono tutti uniti, dove appare Dio, dove non ci sono più classi sociali. Tutti sono fratelli: ingegneri, donne delle pulizie, vagabondi, tutti fratelli! Non ci sono più differenze di lingua o cultura, tra bianchi e neri, tra gente colta e ignoranti, o altro. Non ci sono poveri o ricchi, sono tutti fratelli che si aiutano l’un con l’altro. Se c’è una famiglia con molti figli che non ce la fa ad arrivare alla fine del mese, la comunità fa una colletta per aiutarli. La comunità aiuta la famiglia, e la famiglia salva la Chiesa! (applausi)…”
Eccome! Conosciamo bene gli odi e le rivalità, per non parlare delle continue fusioni di comunità e degli spostamenti di kikos da una comunità all’altra. Cari fratelli "reduci" ex camminanti, avete mai visto una cosa del genere? Io no. Quando Kiko straparla di fratelli in comunità, chissà perché, penso sempre a Caino e Abele.

Solo su una cosa do ragione al signor dottor (h.c.) finanziere Arguello, quando racconta che non ci sono poveri o ricchi. Giusto! Secondo lui tutti saranno uguali, perché dovranno “mollare il malloppo” (Kiko: «se ti ascoltano si convertono, e se si convertono devono mollare il malloppo»!) Tutti uguali nella povertà insomma, tranne Kiko...


********************


Infine, last but not least, non poteva mancare il classico dei classici, l’uomo schiavo del demonio!
Ecco come Kiko introduce il concetto:
”… La lettera agli Ebrei dice che "per la paura che l'uomo ha della morte, è sottomesso alla schiavitù del demonio durante tutta la sua vita." Cioè, una persona si sposa, poi il matrimonio gli va male, la donna lo distrugge dentro, e per l'angoscia di ciò, divorzia. Per la paura che l'uomo ha della morte, è schiavo del demonio
In realtà l'apostolo Paolo diceva "schiavi del peccato" (cfr. Rm 6,1-23), ma pazienza, si vede che non aveva capito niente. D’altra parte san Paolo aveva anche scritto “chi non lavora neppure mangi” (cfr. 2Ts 3,10).

Per fortuna si è manifestato al mondo il signor dottor (h.c.) furbacchion Arguello, che ha corretto san Paolo sulla faccenda della schiavitù, dimostrando nel contempo che si può pasteggiare ad aragoste senza fare un tubo tutta la vita. Grande! Propongo un nuovo canto: “Meno male che Kiko c’è”, ndrùng-ndrùng-ndrùng…

(da: "L'apòstata")