lunedì 2 maggio 2016

Disubbidienza neocatecumenale e richieste del Papa

Napoli: "evangelizzatori" kikiani si fanno
fotografare appositamente col "Kiko-Kiko"
Papa Francesco, 1° febbraio 2014, udienza alle comunità del Cammino Neocatecumenale:
«...camminare insieme, come unico gregge, sotto la guida dei Pastori delle Chiese locali. La comunione è essenziale: a volte può essere meglio rinunciare a vivere in tutti i dettagli ciò che il vostro itinerario esigerebbe, pur di garantire l’unità tra i fratelli che formano l’unica comunità ecclesiale, della quale dovete sempre sentirvi parte...»

«La comunione è essenziale: a volte può essere meglio rinunciare a vivere in tutti i dettagli ciò che il vostro itinerario esigerebbe, pur di garantire l’unità tra i fratelli che formano l’unica comunità ecclesiale, della quale dovete sempre sentirvi parte».

Papa Francesco, 18 marzo 2016, udienza alle comunità del Cammino Neocatecumenale:
«...considerate un dono le realtà che incontrerete; familiarizzate con le culture, le lingue e gli usi locali, rispettandoli e riconoscendo i semi di grazia che lo Spirito ha già sparso. Senza cedere alla tentazione di trapiantare modelli acquisiti, seminate il primo annuncio...»

Come faranno? Conoscono solo il cosiddetto cammino, nel quale è tutto obbligatorio e immodificabile.

Possono rinunciare ai segretissimi mamotreti?
No, conoscono solo quelli.

Possono rinunciare alla liturkikia del sabato sera?
Assolutamente proibito.

Possono frequentare la parrocchia del luogo?
Ma se anche in Italia sono abituati a rinchiudersi per conto loro nelle salette.

Possono almeno dialogare con le persone che incontrano nella vita quotidiana?
Macché, non conoscono nemmeno la lingua.

Poi arriva Sankiko con la favoletta del bambino di quattro anni che vuole evangelizzare i cinesi.

Vocazioni per il redentor Kiko
Che hanno mai combinato le famiglie in missione?

Vogliamo parlare dei soldi che sborsano i camminanti per mantenerle?

Vogliamo parlare delle ragazze che vanno a fare le serve gratis per gli itineranti?

Ho sentito della famiglia a San Pietroburgo. Sbaglio o la Chiesa Ortodossa non farà salti di gioia?
La famiglia parla russo?

E quella che va in Cina, quale vescovo l'ha invitata?
Parla cinese? No? Come farà a "evangelizzare"?

E delle famiglie che tornano a pezzi non si parla?

E dei loro figli?

Come la fanno facile i camminanti che vengono qui a strillare. Perché non andate voi a fare i servi gratis? O fate come Sankiko martire, che aspetta il martirio in un bell'appartamento vicino al Vaticano.

Begli ipocriti, tutti quanti.

Ripeto la domanda: il cosiddetto cammino è in Spagna da cinquant'anni, se in quel Paese oggi ci sono seicento divorzi al giorno (Sankiko dixit) a che è servito il cosiddetto cammino? Che ha concluso in cinquant'anni?

Raccontatela meglio.
(da: l'apostata)

domenica 1 maggio 2016

In cammino, la mano destra dà la decima, ma è la sinistra ad amministrarla

"Quando invece fai l'elemosina non sappia la tua mano sinistra ciò che fa la tua destra..."

Sai, Angelo?

Non è il fatto che la decima vada versata in segreto in un sacco che mi dà da pensare.

Conosco e condivido la pericope della mano destra e della mano sinistra (Mt 6,2-4).

Anche so però, che la mano sinistra non deve sapere quello che fa la destra perché, nel simbolismo evangelico, la mano sinistra è quella del male, e quando la mano sinistra conosce il bene che si opera con la mano destra (che è la mano del bene) fa di tutto per contrastarla.

Te l'hanno spiegato nel Cammino questo simbolismo, Angelo, o ti hanno riferito soltanto la pericope?

Intendo dire, Angelo: non vorrei, poi, che a tirare FUORI dal sacco l'ammontare delle decime fosse proprio la mano sinistra.

Allora: perché la destra non si dà da fare, impugnando una penna come lo scriba vestito di lino di Ezechiele 9?

Potrebbe lei, la mano destra, tirare fuori i soldi dal sacco, contarli, annotarli come entrata in un registro, distribuirli secondo i bisogni delle persone e l'oggetto sociale di chi li raccoglie, annotare le uscite in una colonna a destra.

Al vescovo cosa va?

La mano destra potrebbe dire: al vescovo Pinco Pallino la somma XXXXXX. E il vescovo, a sua volta, dovrebbe renderne conto.

Si chiama rendiconto questo, Angelo, hai mai sentito parlare di rendiconti?

Lo sai che tutti, dallo Stato ai condomini, dalla Chiesa alle Parrocchie devono rendicontare - così dovrebbe essere - con la mano destra?

Pubblicate voi del Cammino un rendiconto delle raccolte nelle salette, in ogni dove, e un bilancio delle Fondazioni del Cammino? Oppure, con la mano sinistra, fate viaggiare tutto "in nero"?

Dimmelo, Angelo: se non pubblicate questo, qui si potrà anche dire il falso, ma voi non fate niente per dimostrare il contrario.

E io resterò convinto che a raccogliere i quattrini sia la mano sinistra la quale - essendo una mano imbrogliona - paga noleggi di elicotteri, sponsorizza concerti di musiche kikiane e salda cene pantagrueliche per vescovi amici, con tanto di sigaro cubano finale.

Con buona pace della mano destra.


(da: Lino)

Auto-ironia neocatecumenale:
"Bene, fratelli, è giunto il momento di
adorare Dio con le nostre offerte..."


venerdì 29 aprile 2016

«Impossibile discutere coi catechisti NC»: Parte I

Bibbia con pietre preziose e design by Kiko,
gadget di chi è riuscito a finire il Cammino
(ovviamente è la Bibbia, mica il Catechismo)
Traduco qui di seguito una toccante, accorata e (per chi conosce da vicino il Cammino Neocatecumenale) estremamente credibile testimonianza di due ex-catechisti spagnoli, riguardo gli abusi perpetrati dai cosiddetti "catechisti" neocatecumenali sui propri adepti e le eresie e incongruenze del Cammino, pubblicata su “Adelante la Fé” e ripresa da Crux Sancta. Riportiamo qui solo la prima parte della testimonianza, in due parti, a causa della lunghezza del testo e della densità degli argomenti trattati.


Egregio Direttore:
con la presente Le inviamo una denuncia che è stata previamente inviata a quattro Dicasteri Vaticani, la quale però non ha mai ricevuto risposta negli ultimi due anni. Lo facciamo con il desiderio e la speranza di poter contribuire ad avvertire la gente a proposito di insegnamenti e prassi applicati da questo movimento, e speriamo che un giorno o l’altro la Chiesa, come Madre, apra una seria investigazione per il bene delle anime. Questo movimento ha ottenuto alcune approvazioni ecclesiastiche e benedizioni apostoliche. Mia moglie ed io abbiamo abbandonato il Cammino con grande dolore e sofferenza morale, a causa degli innumerevoli maltrattamenti subìti da parte dei membri e dei catechisti della comunità della quale eravamo parte. Qui di seguito elencheremo alcuni aspetti di questa esperienza, che normalmente risultano invisibili a un esame superficiale:

1) Non è possibile discutere con i catechisti. Discutere con i catechisti significa non voler ascoltare la volontà di Dio. Discutere vuol dire andare contro la virtù dell’obbedienza (Si insisteva molto nell’essere obbedienti ai catechisti, come se si dovesse obbedire a Dio stesso)

2) Nel rapporto con il denaro, il disprezzo deve essere a livelli tali da essere disposti a fare qualsiasi cosa indichino i catechisti. Strumentalizzando la Parola di Dio si manipolano le persone perché facciano continue donazioni a beneficio dell’evangelizzazione, della costruzione di edifici lussuosi in tutto il mondo, ecc.

3) Si richiede sincerità assoluta davanti a estranei su questioni legate al foro interno: la più piccola cosa che si pensi o si provi contro un altro deve essere messa in comune. Se uno ha mormorato contro un altro deve dirlo davanti a tutta la comunità. Il non farlo implica che “in realtà non si ama l’altro come se stessi” (Perché l’amore non passa per la pacifica convivenza con i fratelli, quanto piuttosto nel perdonare e essere perdonati in un clima di totale [… manca nel testo originale, NdT]. Il peccato di mormorazione è considerato come uno dei peggiori, perché distrugge la comunità, che è Gesù Cristo stesso.

4) Le persone si trovano rinchiuse psicologicamente dentro il movimento. Quando si manifesta l’intenzione di abbandonare il Cammino, dicono frasi come queste: a) quelli che se ne vanno da qui finiscono divorziati, distrutti, diventano polvere e finiscono morti. b) tu sai dove sta la verità. c) quelli che abbandonano sono nemici, sono passati all’esercito nemico (quello del demonio, come Giuda). In generale non si dice alle persone che possono andare in un altro luogo della Chiesa, poiché si crede che l’uscita dal Cammino coincide col darsi al Mondo.

Chiesa neocatecumenalizzata:
sedie pieghevoli disposte col metro,
niente più altare né simboli religiosi
5) Ogni tanto bisogna dire pubblicamente fatti della propria vita privata e interiore. In pratica si è costretti a rivelare i segreti della propria vita.

6) I laici e i sacerdoti del Cammino praticano esorcismi a propria discrezione. Tutti quelli che ricevono le catechesi risultano essere pieni di demoni e i catechisti sono gli incaricati di discernere questi spiriti per espellerli, nei vari "passaggi". Si ripete spesso: «Qui non ci siete voi. Ci sono "altri" seduti al vostro posto» (con chiaro riferimento agli spiriti maligni).

7) I catechisti sono convinti di avere più luce degli altri, per il solo fatto di trovarsi a una tappa più avanzata in questo cammino di Kiko Arguello. Tutto ciò che viene detto da parte dei responsabili e catechisti viene proposto come ispirazione diretta dello Spirito Santo.

8) Nella maggioranza dei casi, i catechisti sono poco formati in filosofia e teologia, tuttavia insegnano con autorità. Si trasformano in una specie di oracolo, che si comporta come un gruppo per analizzare la vita degli scrutinati. Le persone devono sedersi a raccontare i passi importanti della propria vita, rispondendo a domande preventivamente stabilite, e devono ascoltare l'interpretazione delle proprie vicende personali e accettare i comandi che vengono loro impartiti come condizione per la propria cosiddetta "conversione".

9) Utilizzano un vasto vocabolario psicoanalitico, senza avere nessuna formazione psicologica (per es. "sei un nevrotico", "hai problemi perché ti manca la figura paterna", etc.)

10) Usano fare domande pubblicamente, di fronte alla comunità, su questioni riguardanti la relazione matrimonale (se hai regolarmente rapporti sessuali, se sei aperti alla vita, ecc.). Se una persona non vuole rivelare aspetti dell'intimità che riguardano altre persone, per esempio, si sentirà rispondere frasi come questa: "chi è che ti sta facendo la contro-catechesi?", riferendosi chiaramente a spiriti immondi.

11) Non esistono cristiani poveri (così dicono i catechisti). Dato che si suppone che uno si sia liberato dei propri beni, deve aver necessariamente ricevuto il centuplo, materialmente. Uno degli adepti più in vista nel movimento spiegò chiaramente: «non venite a parlarmi di cose spirituali [in relazione al centuplo non si possono nominare doni spirituali, NdT]». Ad esempio bisogna dire: “Questa casa me l'ha donata Dio”, ecc.

12) Non bisogna difendersi dal male. Pertanto, se qualcuno ti dice qualcosa di male nel cammino è necessario sopportarlo umilmente, perché l'altro è tuo fratello che ti corregge con amore nella dimensione della croce.  Bisogna dirsi tutto, anche se si tratta di pregiudizi, sensazioni, ecc., perché in questo modo il nostro io muore, quell'io diabolico che tutti noi abbiamo dentro, realizzato socialmente.

3 giugno 2012, Rho (Italia): Kiko predica dall'ambone
con crocifero e candelieri, come se fosse un vescovo.
Foto © cammino.info
13) La cosa importante nei sacramenti è soprattutto ciò che riguarda il segno e la Comunità. Abbigliamento, pulizia, disposizione, ordine, bellezza, perché siamo chiamati ad essere segni nel contesto di una nuova estetica che chiami il mondo alla conversione. Noi dobbiamo essere un segno della bellezza di Dio. Per questo motivo delle persone indigente sono state pubblicamente denigrate, dicendo ad esempio, «sai perché nessuno vuole sedersi al tuo fianco? Perché hai un odore di pipì!». Questo è un esempio di quello che è considerato essere sincero con il fratello e ad amarlo nella dimensione della Croce.

14) Tutto ciò che riguarda la vita interiore è relegato a ciò che ciascuno può fare di fronte a Dio. Per questo sono scoraggiate le Messe tranne quelle del sabato fatte da loro, la confessione frequente non è incoraggiata, perché questo Sacramento ha subito molti cambiamenti e all'inizio è stato usato soltanto in casi molto gravi. È molto importante partecipare la confessione fatta in un contesto comunitario (la confessione è individuale e privata, ma in un'atmosfera di canti e di assemblea che accompagna l'atto e che circonda il penitente e i confessori). La partecipazione si limita alle celebrazioni del cammino, mentre sono scoraggiate le devozioni personali, le orazioni ai Santi, che vengono considerati come una sorta di "Pantheon" che la Chiesa ha sfruttato per sostituire il pantheon pagano. In questo modo viene desacralizzato il rapporto con Dio, fino al punto di banalizzare l'adorazione eucaristica: se Dio avesse voluto incarnarsi in una forma permanente per essere adorato, si sarebbe fatto pietra. Si toglie importanza a tutto: l'Eucarestia è per mangiare, non per essere adorata fuori della Messa (parole di Carmen Hernàndez)

15) Poiché il confronto è essenziale, i fratelli di comunità esistono per la propria conversione. Quindi, se uno se ne va è perché ha nel cuore giudizi e mormorazione contro i fratelli che sono di Cristo Gesù, che ti dice la verità. Se in una comunità non si litiga, significa che si ha paura, e quindi deve essere sciolta. Se non ci si dice la "verità" il processo di conversione si interrompe e si cade nella temutissima affettività. (Questi concetti richiamano la teoria della costruzione di un ordine a partire da un conflitto, esattamente come nella filosofia dialettica secondo Hegel e Marx).

16) Dall'altro lato, si incoraggiano gli "echi della Parola" nei quali la gente scopre la propria storia davanti agli altri nelle eucarestie e celebrazioni della parola. I membri del Cammino in questo modo si tramutano in persone pubbliche, perché perdono il proprio foro interno che diventa totalmente trasparente e visibile a tutti.

Gadget col marchio aziendale di Kiko,
in vendita nei kiko-shop
17) La manipolazione della coscienza arriva a livelli tali che si prova molta paura di mancare davanti a Dio per non aver portato i figli alle celebrazioni, anche quando ad esempio fa molto freddo. In casi come questo arriva la parola del catechista: "Imbacuccalo per bene e portalo". Si vede che non gli è mai toccato vivere un'Eucaristia a 10 gradi sotto zero. I bambini per due ore di messa che non sono potuti andare al bagno: i bambini, sporchi di cacca e pipi, inchiodati alla sedia.

18) Si parla molto di idolatria negli affetti. E' parte del processo di separazione che si attua sui legami affettivi antecedenti all'esperienza neocatecumenale, e che devono essere sottomessi alla nuova situazione. Anche nei riguardi dei figli, quando diventano un ostacolo per il compimento del proprio dovere (neocatecumenale, NdR)

19) Anche i più poveri devono cedere la "decima" (il 10% minimo dei propri guadagni). Mettete la decima e poi vivete come potete.

20) Nel tempo che comincia con il Primo Scrutinio, si induce la gente a vendere i propri beni in cambio di una promessa: partecipare attivamente al Cammino e ricevere il centuplo, manipolando in questo modo il Vangelo. Questa tipologia di ricatto, se uno si lascia convincere, risulta in un obbligo di coscienza a realizzare grosse donazioni. Nel nostro caso, in un periodo di sei anni, abbiamo venduto mobili, un appartamento, ecc. donando il ricavato ai poveri e anche ovviamente in parte al movimento, col risultato di restare senza proprietà.

21) Causano un continuo conflitto di coscienza, che nel gergo tecnico è chiamato "crollo psicologico" che di solito si verifica quando la propria opinione viene denigrata con sarcasmo dai catechisti, davanti a tutti, quando si ridicolizzano i punti di vista, quando le buone intenzioni sono viste con sospetto, quando non si vuole obbedire a qualche ordine che implica la rinuncia a uno dei propri valori. Quando mia moglie si permise di contraddire un punto della catechesi dicendo che si trattava di eresie, per esempio, una affermazione che è contenuta nel Mamotreto della Preghiera, seconda la quale risulta chiaramente che nel paradiso terrestre si poteva morire, perché le cose erano come nella natura, e che c'era morte e resurrezione, il catechista disse: "bene, se sei tanto felice di uccidere i tuoi catechisti..." per poi cacciarla dalla catechesi, perché non la pensava come lui. La cosa ci sconvolse parecchio, perché non pensavamo che il semplice fatto di dire apertamente quello che pensavamo ci avrebbero trattato in quel modo.

22) C'è una attenzione esagerata ai dettagli (mettere le sedie simmetriche nell'assemblea con l'aiuto di un metro, lucidare la croce, non essere grassi perché è un segno di insoddisfazione psicologica e può essere oggetto di scandalo...) Questo tema dei dettagli è importante perché permette la riproduzione degli spazi liturgici in tutto il mondo, di modo che tutte le persone del cammino vivano le stesse cose anche visitando paesi diversi. Questo modo di fare serve a prevenire deviazioni in aspetti che per loro sono fondamentali, come per esempio che le catechesi siano trasmesse esattamente come le vogliono i fondatori, che non si cantino altri canti diversi da quelli che compone Kiko Arguello, che non si utilizzino altre "icone" diverse da quelle dipinte da lui, perché tutto è "fatto con uno spirito", "c'è una ispirazione molto concreta a vostro beneficio, con una pedagogia di iniziazione alle Fede".

23) La crescita morale deve per forza essere scandita dal compimento di certe richieste dei catechisti. Per esempio, in una occasione ci fu detto che non si tratta di fare figli come conigli o di avere un milione di figli. La nostra era già una famiglia numerosa. Sono loro a discernere quando puoi avere figli e quando no. Tu non hai il discernimento per decidere queste cose, non è una questione di essere legalisti, tutto deve essere "illuminato" dallo Spirito e lo Spirito per il discernimento dei fatti concreti della tua vita è nelle mani dei catechisti. Altrimenti tu cadresti nel fariseismo.

24) Il rapporto fra le persone non deve essere affettivo. Si dà valore a che si tratti l'altro con "autenticità", e questo a volte si interpreta con l'avere un brutto carattere, rispondere maleducatamente, con malumore, disprezzare con parolacce e insulti. Le convivenze mensili si trasformano nei momenti di peggior maltrattamento, e si pensa che l'amore scaturisca dalla risoluzione di un conflitto. Se qualcuno ti si avvicina e ti dice che hai cantato benissimo, dovresti rispondergli, per umiltà, "mi hai rubato lo Spirito Santo". Non bisogna temere il conflitto. Si considera normale che in alcune convivenze si sia arrivati anche alle mani, però nonostante tutto sono tanto amici, si sono perdonati di cuore, che quella mormorazione è stata sconfitta dalla sincerità. Il livello di degrado a cui si attiva in queste riunioni rende difficile pensare che si tratti di incontri fra cristiani.

25) Tutti i tempi personali devono allinearsi alle attività del cammino, a costo di mettere a rischio il proprio lavoro. E' un classico essere per esempio disposti a preparare convivenze, o evangelizzare in determinati giorni, ecc. Perché un punto fondamentale della conversione è amare Dio più del denaro, perché il denaro è di Mammona, e quindi del demonio. Con ciò si giustifica l'irresponsabilità sul posto di lavoro, o addirittura il licenziamento. Per questo motivo io ho perso opportunità di crescita lavorativa ed economica, che mi hanno condotto a trovarmi in situazione di povertà, e mi hanno causato la perdita di anni di vita che avrebbero potuto significare un consolidamento nella mia professione. Dopo aver fatto certe scelte però non ci si fa carico delle conseguenze di queste decisioni, né gli altri si sentono in dovere di aiutarti in queste circostanze, perché non bisogna "farsi dio" e togliere la croce dalle spalle del fratello. La continua donazione di denaro è posta come segnale del fatto che si ha fede, perché se hai fede metterai tutti tuoi soldi nel "sacco nero". Questa frase fu pronunciata da un catechista in una convivenza regionale. Dopo queste riunioni finivamo per tornare spesso a casa senza nemmeno un soldo, e senza sapere cosa mangiare.

(continua nei prossimi post)

giovedì 28 aprile 2016

Venezuela: tutto a tacere. Ennesima ingiustizia neocat.

Traduco qui sotto un articolo pubblicato sul blog "Santa y Pecadora", un blog tenuto da un laico cattolico, Teo Uckerman Sanchez, che si occupa delle magagne e delle storture della Chiesa in Messico e nei paesi limitrofi dell'area caraibica. Nell'articolo, il blogger si concentra sul presunto insabbiamento, da parte dell'Arcivescovado di Caracas delle avventure sessuali di un presbìtero neocatecumenale. A voi la lettura.


Venezuela: la Chiesa cattolica nasconde il caso di un Prete che ha messo incinta una donna.

[...] Come se non bastasse già la decomposizione sociale che vive questo paese sudamericano [il Venezuela, NdR] e una gerarchia ecclesiastica passiva, timida e silenziosa, i laici si trovano ulteriormente vessati dagli abusi di cui si rendono responsabili molti Sacerdoti, innumerevoli casi di abuso e molestie sessuali, che si verificano nelle parrocchie e nei seminari di tutto il Paese, mentre i Vescovi preferiscono voltarsi dall'altra parte per non perdere i privilegi acquisiti.

Uno di questi casi è salito alla ribalta negli ultimi mesi, un caso di cui le autorità dell'Arcidiocesi, presieduta dal Cardinale Arcivescovo Jorge Liberato Urosa  Savino, sono perfettamente a conoscenza e che hanno tentato di silenziare con tutti i mezzi.

Si tratta del caso del Sacerdote Gerardo German Urrea Guzman, membro del Cammino Neocatecumenale, di nazionalità cilena e ordinato Sacerdote nel 2011. Dopo essere stato ordinato ha compiuto vari servizi nel Seminario Redemptoris Mater e fu trasferito come vicario parrocchiale nella parrocchia di Nostra Signora del Rosario nel comune di Baruta, provincia di Miranda, che appartiene al Distretto Metropolitano di Caracas.

L'allegro prete (ops! presbitero)
neo-kiko Redemptoris Mater 
Il caso risale all'anno 2013 [appena due anni dopo l'ordinazione! NdR] quando il Sacerdote conobbe una donna di nome Adelaida, appartenente al Cammino Neocatecumenale e sua "sorella" di comunità. Dopo alcuni mesi di corteggiamento da parte del Sacerdote, questi invitò la donna nei locali della parrocchia, dove i due ebbero rapporti sessuali. 

Nel gennaio 2014 Adelaida comunicò al Sacerdote di essere incinta e subito dopo Padre Gerardo troncò ogni relazione con lei. Il Sacerdote si difendeva dalle accuse sostenendo che non era possibile che la donna fosse incinta in quanto egli era sterile, tuttavia risulta che per tutti gli 8 mesi successivi Padre Guillermo Perez, superiore diretto del Vicario, si fece carico delle spese derivanti dalla gravidanza [In Venezuela non esiste un sistema sanitario nazionale, pertanto le spese sono interamente a carico dell'assistito, NdR].

Il bambino è nato il 26 settembre del 2014, come dimostra il certificato di nascita che di seguito riportiamo:  


In questo periodo il Sacerdote Urrea Guzman ha avuto diverse destinazioni, fra cui le Parrocchie La Vega e El Junquito. [...]

Alla donna, di umili origini e senza educazione scolastica, fu consigliato di sottoporre il bambino a una prova del DNA, la quale diede esito positivo. In seguito a ciò le fu raccomandato di rivolgersi direttamente ai dirigenti del Cammino a Caracas e all'Arcivescovado, ma, dopo aver ricevuto una risposta negativa, non ha avuto altra possibilità che rivolgersi alla stampa. 
 
Il decreto di obbligo di mantenimento, nel quale si evidenzia come
il presbitero neokiko e la sorella di comunità
hanno concordato davanti a un funzionario statale il mantenimento del loro figlio,
riconoscendone quindi la paternità da parte del Guzman.
Da parte dell'arcidiocesi è stato risposto alla donna di rivolgersi al vescovo ausiliario Mons. González Zarate de Jesús, che sarebbe competente per il caso in questione, in qualità di responsabile diocesano per la vita consacrata, il quale però si rifiuta di incontrare la donna, che chiede solo un aiuto per mantenere il figlio che ha generato con il sacerdote.
Il Vescovo Ausiliare Jesus Gonzales de Zarate

Mentre il Cardinale Urosa, ben informato del caso non ha agito, dall'arcidiocesi ci si è chiusi nel silenzio e ci si rifiuta di commentare. Adelaide desidera che il sacerdote si prenda le sue responsabilità per il loro figlio.

Di casi come questo, purtroppo, ne esistono molti, che la gerarchia ecclesiastica continua a proteggere e coprire.

mercoledì 27 aprile 2016

Mentitori consapevoli (e chiamano pure la polizia)

Vescovo neocatecumenale celebra la liturgia di Kiko
nel cortile del seminario neocatecumenale di Guam
Una notizia dalla stampa: alcuni cattolici della diocesi di Guam si sono incontrati presso il seminario neocatecumenale di Guam ma appena sono entrati nel cortile - pacificamente e senza arrecare alcun danno - qualche fratello del Cammino Neocatecumenale li ha minacciati ed ha chiamato la polizia.

I fedeli cattolici hanno fatto notare che dopo tanta cagnara da parte del vescovo sul fatto che il seminario sarebbe di proprietà della diocesi anziché del Cammino, è assurdo che qualche membro del Cammino chiami la polizia per allontanarli dal seminario. Pertanto non c'è stato alcun fermo né arresto da parte della polizia.

Pius Sammut, il capo "catechista" neocatecumenale di Guam, senza uscire dall'edificio si è qualificato come direttore del seminario e ha chiesto al poliziotto di farli uscire. Così i fedeli sono tornati fuori dalla property.

I neocatecumenali di Guam a parole dicono che il seminario sarebbe proprietà della diocesi, pubblicano perfino certificati di proprietà sbagliati pur di "dimostrare" che sarebbe ancora così, e poi quando alcune anziane e pacifiche donne varcano la soglia hanno chiamato la polizia per allontanarle. Come a dire: «fuori dalla mia proprietà!»

Per cui i kikos sono mentitori e sanno di mentire.

Dicono che hanno pregato, e puf! il Signore ha regalato loro un seminario, quando in realtà lo hanno sgraffignato alla diocesi con la complicità del vescovo neocatecumenale.

Dicono che sulla proprietà c'era solo una "restrizione" (la dichiarazione che venisse usata come seminario). E invece era stato un trasferimento di proprietà operato in gran segreto.

Pubblicano sul giornale diocesano un articolo Confermata la proprietà dell'arcidiocesi esibendo un certificato di proprietà in cui manca una riga.

E quando dei fedeli dell'arcidiocesi si azzardano ad entrare, chiamano la polizia come farebbe chiunque vedesse violata da malintenzionati la sua proprietà.

La vestina bianca di coloro che hanno
completato gli oltre 30 anni di addestramento
Riepiloghiamo:
  • a novembre 2011, contro il parere di tutti i suoi collaboratori non neocatecumenali, il vescovo neocatecumenale di Guam, mons.Apurontrasferisce segretamente la proprietà del seminario neocatecumenale Redemptoris Mater di Guam (la Yona property, del valore stimabile fra i 35 e i 40 milioni di dollari, frutto di donazioni alla diocesi) nelle mani dei responsabili del Cammino Neocatecumenale in USA (i coniugi Gennarini, don Pochetti);
  • nel 2015 la malversazione viene per caso alla luce - il sullodato vescovo, il cancelliere neocatecumenale di Curia e il vicario generale neocatecumenale di Curia si sono affannati da allora ad oggi per affermare che la proprietà del seminario sarebbe ancora della diocesi;
  • hanno perfino pubblicato sul giornale diocesano un certificato di proprietà taroccato, in cui opportunamente mancava una riga. In casi del genere la correzione, a norma di legge, deve avvenire in tribunale (immaginate infatti una vostra proprietà che improvvisamente diventa di qualcun altro perché alla Conservatoria risulterebbe -ehm- "modificata" una riga...). Le successive correzioni sono state ancor più sbagliate e l'Attorney General di Guam non ha avuto nulla da ridire al fatto che i kikos abbiano gestito la cosa dietro le quinte. Ma quando la cosa finirà in tribunale, certi kikos finiranno molto probabilmente in carcere.
  • Tutti i kikos dicono che la proprietà è diocesana, di tutti i fedeli, e contemporaneamente quegli stessi kikos la trattano e difendono come se fosse la loro proprietà privata. Tutti i kikos.
È solo l'ennesima conferma che la menzogna è parte integrante della spiritualità neocatecumenale.


Aggiornamento:

  • la polizia è intervenuta perché la denuncia riguardava «violazione di proprietà privata».
    Tutti i kikos, a cominciare dal vescovo neocatecumenale, dicono che il seminario R.M. di Guam sarebbe «della diocesi, di tutta la diocesi», e poi all'improvviso chiamano la polizia dicendo che è «proprietà privata». Mentitori, che sanno di mentire.
  • a dare l'ordine di uscire è stato non solo il direttore del seminario R.M. - incidentalmente capo-"catechista" neocatecumenale di Guam - ma anche l'avvocata neocatecumenale della Curia, incidentalmente anche Responsabile della comunità neocatecumenale di cui il vescovo neocat è uno dei "fratelli", ed è implicata anche nello scandalo dei certificati di proprietà del seminario, taroccati più volte per non far capire che il seminario non è più della diocesi ma della Redemptoris Mater Corporation che fa capo ai coniugi Gennarini, a don Pochetti e a mons.Apuron.
Il Cammino Neocatecumenale, cioè la spiritualità degli inganni, delle menzogne, dell'arroganza.

Cartello apparso all'ingresso del seminario R.M. di Guam
seminario che blateravano essere della diocesi e ai fedeli

lunedì 25 aprile 2016

Il messianismo post-comunista dei cosiddetti "catechisti" del Cammino Neocatecumenale

Il vangelo dei miserabili (Kiko Argüello, 1967)
Citiamo parte di un articolo di don Ariel Levi Di Gualdo, evidenziando alcuni punti utili alla riflessione.


La sempre meno vigilante e cieca Autorità Ecclesiastica, non ha mai voluto vagliare quanti alti fossero in numero gli sconsolati orfanelli cresciuti tra le fila del Partito Comunista, o peggio assai di Lotta Continua e di Democrazia Proletaria, che oggi, ultra sessantenni, sono celebrati e indiscussi mega-catechisti del Cammino Neocatecumenale, i quali lungi dall’essere stati davvero convertiti e trasformati, hanno solo cambiata bandiera mantenendo lo stesso spirito di fondo, a partire dallo spirito repressivo e coercitivo nei confronti di coloro che oggi non chiamano più come ieri “sporchi fascisti”, li chiamano “chiusi allo Spirito Santo”, o più semplicemente “sotto influsso diabolico”. Cambia lo stile ma identica resta la sostanza: la demonizzazione e possibilmente la distruzione di chiunque non la pensi come loro. 
[...]

Duole davvero che un esperto conoscitore della ideologia comunista come il Sommo Pontefice Giovanni Paolo II, non si sia mai accorto della pericolosa situazione che si andava creando in seno alla Chiesa. Ma d’altronde, i Neocatecumenali, avevano adottati stili di comportamento che al futuro Santo Pontefice erano particolarmente cari: anzitutto la famiglia e i figli, quindi l’ossequio alla morale sessuale. E ciò non lo ha indotto a interrogarsi su che cosa di molto negativo, a livello ecclesiale, vi fosse in questa sètta nella quale, da una parte si sfornavano i figli e si promuoveva la morale sessuale tanto cara a Giovanni Paolo II, ma dall’altra si creava una chiesa dentro la Chiesa, una comunità dentro la comunità ecclesiale, insomma: una vera e propria sètta para-cattolica.

È vero, i Neocatecumenali facevano della sacra liturgia e dell’Eucaristia ciò che volevano e come volevano; facevano immane confusione tra sacerdozio comune dei battezzati e sacerdozio ministeriale di Cristo, proclamando ai quattro venti che tutti eravamo sacerdoti; avevano un catechismo parallelo e andavano in missione per il mondo ad annunciare il “sacro verbo” del Signor Kiko Arguello… però, facevano figli e condannavano la contraccezione ed il lassismo promuovendo la morale sessuale. E mentre questo avveniva, nessuno dei soloni della Santa Sede si domandava: ma il centro, il cuore e il motore della vita della Chiesa, è quella Eucaristia scempiata dagli arbitri dei neocatecumenali sino a rasentare la blasfemia e la profanazione, oppure la proibizione morale all’uso di pillole anticoncezionali e di preservativi? Insomma: il Verbo si è fatto carne, o il Verbo si è fatto contro i contraccettivi?

"Comunione seduti" con immersione di mustacchi
Se il Movimento Neocatecumenale, anziché promuovere la morale sessuale e familiare per così dire “più rigida”, avesse promosso invece un certo lassismo, Giovanni Paolo II non avrebbe esitato un istante a dichiararli “fuori legge” ed a spazzarli via con un colpo di ramazza. Ma siccome, seppur a prezzo dei loro scempi eucaristici, dei loro immani abusi liturgici e di una male intesa e promossa concezione del sacerdozio, i Neocatecumenali difendevano la famiglia e la morale sessuale, se la sono passata liscia sempre e comunque, ed in specie sotto il lungo pontificato di Giovanni Paolo II.

A chiunque volesse lanciarmi l’accusa: «Come osi criticare un Santo?». Rispondo che io non ho mai criticato il sommo magistero di questo Santo Pontefice, l’ho sempre promosso e tutt’oggi continuo a promuoverlo. E chiunque voglia approfondire il discorso teologico e dottrinario circa il fatto che i Santi, pur essendo tali e come tali modello di eroiche virtù, non sono perfetti, può andare a leggere, nell’archivio dell’Isola di Patmos, un mio vecchio articolo intitolato: «I Santi antipatici, Pontefici inclusi» [cf. QUI].

I risultati di tutto questo sono stati la progressiva laicizzazione dei chierici e la pericolosa clericalizzazione dei laici, con conseguenze devastanti sul piano pastorale. Proverò adesso a spiegarmi con degli esempi: nelle nostre chiese il presbitèrio era circoscritto dalla balaustra, funzione della quale era quella di delimitare e indicare lo spazio del cosiddetto sancta sanctorum. A questa balaustra i fedeli si inginocchiavano per ricevere la Santissima Eucaristia. E ciò avveniva in quei tempi non poi così lontani nei quali a nessuno sarebbe mai passato per la mente di ricevere l’Eucaristia seduto sulla sedia al proprio posto secondo le arbitrarie e irriverenti disposizioni dettate dai Signori Laici Kiko Arguello e Carmen Hernandez.

E ciò detto è necessaria adesso una premessa: nessun documento del Concilio Vaticano II, a partire dalla Sacrosanctum concilium ha mai stabilito che le balaustre, ed in specie quelle di chiese storiche monumentali, altrettanto gli altari coram Deo [rivolti a oriente] fossero abbattute, come invece hanno fatto i preti, o come hanno fatto gli stessi vescovi, perpetrando spesso scempi immani al patrimonio storico e artistico, sulla base dell’errato principio che la balaustra era un «vecchio segno di divisione» tra i fedeli e il sacerdote. Certe affermazioni e spiegazioni, seppure provenienti talvolta da vescovi e preti, sono false e fuorvianti, posto che la balaustra era un segno di sacro rispetto, ed aveva una precisa funzione teologica e pastorale tutta quanta legata a quel sacro timor di Dio di cui oggi non si parla più; e non se ne parla più da quando i teologastri hanno preso a confondere il sacro timore con la paura del Padre.

Il santino di san Kiko!
[...]

Tutto questo è logica conseguenza del fatto che, mentre il prete in jeans e maglione partecipa alla riunione del consiglio comunale dove si parla del problema dei profughi o dell’inquinamento ambientale, le pie donne vanno a portare l’Eucaristia agli ammalati, insegnano catechismo senza controllo alcuno, dispongono della chiesa parrocchiale come a loro più aggrada, stabiliscono di loro motu proprio regole liturgiche e via dicendo. E se dinanzi a questa presa di campo il parroco non si adegua, ecco che i laici, ed in particolare le laiche, gli rendono la vita impossibile e del tutto invivibile. Se poi, dinanzi a simili parroci, entrano in parrocchia i Neocatecumenali, a quel punto il sacerdote assume ruolo di mero “consacratore di ostie”, ed una volta terminata la celebrazione eucaristica il suo posto è di stare seduto in rispettoso silenzio accanto al mega-catechista kikiano sceso il giorno prima dalle impalcature sulle quali ha fatto per tutta la vita il muratore, ed il quale lancia uno appresso all’altro strafalcioni e spesso vere e proprie eresie in materia di dottrina e di fede, specie nell’ambito della pneumatologia. Guai però a dirgli qualche cosa. Primo, perché ti risponderà che tu sei ostile allo Spirito, secondo, perché ti dirà che quel che conta è avere lo Spirito, terzo, perché è lo Spirito che dà la vera conoscenza, non lo studio, non la cultura teologica.

Questa arroganza sempre più intollerabile – e che io, come presbitero, non ho mai tollerato e non intendo tollerare nell’esercizio del mio sacro ministero – è un elemento che accomuna sia i cosiddetti tradizionalisti sia i cosiddetti progressisti. I primi, promuovono raccolte di firme referendarie contro un provvedimento preso personalmente dal Sommo Pontefice, il quale come ho spiegato nel mio precedente articolo non è soggetto ad umano sindacato alcuno [cf. QUI]; i secondi, oltrepassate le balaustre e relegato con un calcio al culo il prete tra tutti, come uno tra tutti, hanno proclamato – in nome di un concilio mai celebrato e di un movimentismo malato ma comunque tollerato da Giovanni Paolo II – che tutti siamo sacerdoti.

"Liturgia" neocatecumenale
Quell’esercito di canonisti e di teologi improvvisati ai quali fa riferimento il nostro acuto lettore Giorgio M.G. Locatelli, sono il prodotto di una situazione ecclesiale ed ecclesiastica ormai totalmente degenerata. Sono il prodotto dei figli della “immaginazione al potere” e del “vietato vietare” che dopo la caduta del Muro di Berlino non sono mai riusciti ad elaborare il lutto e che hanno trasferito nella Chiesa, tramite processo di traslazione, il peggio delle loro ideologie, il peggio del loro messianismo post-comunista. Tutto questo con un problema di non poco conto: non si sono convertiti al cattolicesimo, ma hanno tentato e tutt’oggi tentano di convertire il cattolicesimo all’ideologia messianica comunista di cui sono rimasti orfani e dalla quale non si sono mai distaccati; ideologia trasferita a livello educativo sui loro figli, che risultano oggi peggio ancora dei loro genitori. E questo spirito deleterio e pericoloso, ha trovato il proprio focolaio in certi movimenti, in modo del tutto particolare nel Cammino Neocatecumenale.

domenica 24 aprile 2016

«Il Cammino è un cavallo di Troia nella Chiesa»

Mons. Athanasius Schneider, durante un'intervista dello scorso 6 marzo 2016 (il cui testo completo in italiano è su Chiesa e postconcilio), ha parlato anche del Cammino Neocatecumenale.

Original English text: here on Rorate Caeli blog.



Il Cammino Neocatecumenale è una comunità Protestante-Ebraica

Mr. Fülep: mentre la tradizione viene perseguitata, ci sono certi nuovi movimenti moderni che vengono invece sostenuti parecchio. Uno di questi è la comunità di Kiko. Quale è la sua opinione sul Cammino Neocatecumenale?[11]

Mons. Schneider: si tratta di un fenomeno molto triste e complesso. Per dirla apertamente: è un cavallo di Troia nella Chiesa. Li conosco molto bene perché per loro sono stato delegato apostolico per parecchi anni in Kazakhstan, a Karagandà. Ed ho assistito alle loro Messe e ai loro incontri, e ho letto gli scritti di Kiko, il loro fondatore, per cui li conosco bene. Parlando apertamente, senza diplomazia, dico che il Neocatecumenato è una comunità Protestante-Ebraica[12] all'interno della Chiesa, che di cattolico ha solo la decorazione. L'aspetto più pericoloso riguarda l'Eucarestia, poiché l'Eucarestia è il cuore della Chiesa. Quando il cuore è in pessimo stato, l'intero corpo è in un pessimo stato. Per il Neocatecumenato, l'Eucarestia è principalmente un banchetto fraterno. Quest'attitudine è Protestante, tipicamente Luterana.[13] I neocatecumenali rigettano il concetto e l'insegnamento che l'Eucarestia sia un vero sacrificio. Addirittura affermano che l'insegnamento tradizionale, e il credere che l'Eucarestia sia un sacrificio, sarebbe qualcosa di non cristiano ma pagàno.[14] Questo è completamente assurdo, questo è tipicamente Luterano e Protestante. Durante le loro liturgie eucaristiche trattano il Santissimo Sacramento in una maniera talmente banale, che certe volte è orribile.[15] Si siedono mentre ricevono la Santa Comunione, e disperdono frammenti perché non se ne curano, e dopo la Comunione ballano anziché pregare e adorare Gesù in silenzio. È questo che è realmente mondano, pagàno, naturalistico.

Mr. Fülep: il problema potrebbe non essere solo pratico…

Mons. Schneider: il secondo pericolo è la loro ideologia. L'idea principale del Neocatecumenato, stando al loro fondatore Kiko Argüello, è la seguente: la Chiesa avrebbe avuto una vita ideale solo fino all'epoca di Costantino, nel quarto secolo - solo questa sarebbe stata la vera Chiesa. E con Costantino la Chiesa avrebbe cominciato a degenerare: degenerazione dottrinale, liturgica e morale.[16] E la Chiesa avrebbe raggiunto il peggio di questa degenerazione dottrinale e liturgica nei decreti del Concilio di Trento. In realtà è vero l'esatto contrario di tale opinione: il Concilio di Trento è stato uno dei più alti momenti della storia della Chiesa proprio a causa della chiarezza dottrinale e disciplinare. Secondo Kiko, l'epoca oscura della Chiesa sarebbe durata dal quarto secolo fino al Concilio Vaticano II. Sarebbe stato solo grazie al Vaticano II che la luce sarebbe giunta nella Chiesa. Questa è un'eresia perché vorrebbe insinuare che lo Spirito Santo avrebbe abbandonato la Chiesa. Ed è davvero settario e molto in linea con Martin Lutero, il quale disse che fino a lui stesso la Chiesa era nell'oscurità e che solo attraverso lui stesso la luce sarebbe tornata nella Chiesa. La posizione di Kiko è fondamentalmente uguale, solo che Kiko postula l'epoca oscura della Chiesa da Costantino al Vaticano II. Così i neocatecumenali fraintendono il Concilio Vaticano II. Dicono di essere apostoli del Vaticano II, per giustificare tutte le loro pratiche eretiche e gli insegnamenti eretici. Questo è un grave abuso.

Mr. Fülep: com'è possibile che questa comunità sia stata ufficialmente ammessa dalla Chiesa?

Mons. Schneider: questa è un'altra tragedia. Hanno costituito una potente lobby in Vaticano da almeno trent'anni. E c'è un altro inganno: in molti eventi ostentano ai vescovi parecchi frutti di conversione e molte vocazioni. Molti vescovi sono resi ciechi da tali "frutti", e non notano gli errori e non li esaminano. I neocatecumenali hanno famiglie con molti figli, ed hanno un alto livello morale nella vita familiare. Questo è certamente un buon risultato, ma c'è anche la pratica esagerata di imporre alle famiglie di avere quanti più figli è possibile. Questo non è salutare. Loro affermano di accettare la Humanae Vitae,[17] e questo è certamente un bene. Ma in fin dei conti è certamente un'illusione, perché ci sono anche moltissimi gruppi Protestanti nel mondo di oggi con un alto livello morale, che hanno anche un gran numero di figli, e che vanno a protestare contro l'ideologia gender e l'omosessualità, e che pure accettano la Humanae Vitae. Per me, perciò, non è un criterio decisivo di verità! Esistono un sacco di comunità Protestanti che convertono tanti peccatori, gente che viveva nei vizi come alcolismo e droga. Per cui i frutti di conversione non li ritengo un criterio decisivo e non inviterei questi buoni gruppi Protestanti a fare apostolato nella mia diocesi. Cosa che è invece l'illusione di tanti vescovi, che sono ammaliati dai cosiddetti frutti.

Mr. Fülep: quanto alla dottrina, quale è la pietra d'inciampo?

Mons. Schneider: è la dottrina sull'Eucarestia. È quella il cuore. È un errore guardare prima ai frutti e poi non preoccuparsi della dottrina e della liturgia. Sono sicuro che verrà il tempo in cui la Chiesa oggettivamente esaminerà questa organizzazione in profondità, senza la pressione delle lobby del Cammino Neocatecumenale, e i loro errori dottrinali e liturgici verranno davvero alla luce.



Note - di Dániel Fülep

[11] Il Cammino Neocatecumenale (talvolta detto "neocatecumenato") è un'organizzazione dedita alla formazione religiosa dei fedeli. È stato fondato a Madrid nel 1964 da Kiko Argüello and Carmen Hernández.

[12] Le comunità neocatecumenali mescolano nella liturgia della Chiesa elementi Protestanti ed Ebraici.

[13] Il movimento neocatecumenale per lungo tempo ha desiderato ricevere dalla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti l'approvazione dei propri abusi liturgici. Ma in seguito a consultazioni con la Congregazione, fu il Pontificio Consiglio per i Laici ad approvare prima lo Statuto e poi il Direttorio Catechetico e le pratiche non liturgiche. Il decreto del 20 gennaio 2012, infatti, non ha nulla a che vedere con le "innovazioni" liturgiche del Cammino Neocatecumenale, che dovrebbero essere immediatamente terminate perché sono contro le leggi universali della Chiesa e contro la pratica della Chiesa.

"Prima Comunione" neocatecumenale:
l'Eucarestia trattata come se fosse uno snack
[14] Il Concilio di Trento (1545–1563) dichiarò come dogma di fede, in opposizione alla concezione Protestante, che il Sacrificio della Santa Messa comprende un elemento propiziatorio (Enchiridion Symbolorum Denzinger-Schönmetzer, nr. 1743, 1753, cioè la sess. XXII, in particolare il cap. II). Il sacrificio è stato ordinato da Cristo stesso. Non è semplicemente commemorazione, glorificazione e rendimento di grazie, ma un vero sacrificio propiziatorio per i vivi e per i defunti. Tuttavia il fatto che la Messa è un vero sacrificio non significa che deve essere ripetuto esattamente il sacrificio di Cristo: la Chiesa non trasforma il sacrificio di Cristo in un sacrificio umano pagano. Il sacrificio della Santa Messa non è la replica del sacrificio della Croce, ma è l'unico sacrificio di Cristo reso presente sotto i segni sacramentali. In questo senso è "commemorazione", in cui la realtà del sacramento stesso è presente (DS 1740). Cristo è lo stesso sacerdote nella Santa Messa così come sulla croce (DS 1743).

[15] La liturgia del Cammino Neocatecumenale non segue l'Ordinamento Generale del Messale Romano, né le altre norme liturgiche, ma contiene delle proprie "innovazioni". La pratica liturgica del Cammino è zeppa di abusi: infatti il Vaticano ha richiamato il movimento neocatecumenale su problemi quali le omelie dei laici durante la Messa, il ballo dei fedeli durante la liturgia, il fatto di star seduti durante la ricezione della Santa Comunione, il passarsi di mano in mano un enorme calice col sangue di Cristo... Le norme sulla musica sacra vengono totalmente ignorate. Un altro problema è che il Cammino separa i fedeli dalla parrocchia e dalla Chiesa: la Santa Messa domenicale, già piena di abusi, viene celebrata di sabato sera come "messa privata" della comunità neocatecumenale, tipicamente non in chiesa ma in un posto profano, come le salette comunitarie.

[16] Il 13 giugno 313 Costantino promulgò l'Editto di Milano che terminò le persecuzioni dei cristiani e riconobbe il cristianesimo come una religione lecita nell'impero romano. Nel 315 terminò anche l'uso delle esecuzioni mediante crocifissione, e garantì alla Chiesa tutti i privilegi di cui già godevano le religioni pagane. Nel 321 Costantino dichiarò festivo il giorno della domenica. In qualità di monarca assoluto, permise lo stabilirsi di una base istituzionale per la Chiesa in tutto l'impero a partire dal 324: la struttura istituzionale della Chiesa e il suo rafforzarsi nel campo sociale e politico, così come l'alleanza fra trono e altare, vennero considerati dai Protestanti come una vittoria del paganesimo.

[17] La Humanae vitae è un'enciclica di Paolo VI promulgata il 25 giugno 1968 in cui viene riaffermato l'insegnamento tradizionale della Chiesa Cattolica riguardo l'amore coniugale, la paternità responsabile e il rifiuto di pressoché tutte le forme di controllo delle nascite.


venerdì 22 aprile 2016

Guam: il Nuevo Tripode non racimola applausi

Gennarini go home! No to Kiko! NCW no!
Notizie di cronaca - 1: sono giunti ieri a Guam i coniugi Gennarini e il presbitero Pochetti, figure-chiave del Cammino in USA.

Insieme al vescovo neocatecumenale Apuron, costituiscono il Board dei Guarantors (cioè i veri proprietari) del seminario neocatecumenale di Guam, del valore stimabile fra i 35 e i 70 milioni di dollari, sgraffignato alla diocesi di Guam con la complicità del vescovo citato (il quale, fra parentesi, è membro del Board solo a titolo personale, e nelle decisioni è in minoranza perché vale un solo voto contro gli altri tre).

Allo scopo di nascondere lo "sgraffignare" e di far credere che il seminario neocatecumenale di Guam apparterrebbe ancora alla diocesi di Guam, vari sostenitori del Cammino (con l'inspiegabile ignavia dell'Attorney General di Guam) avevano pubblicato un certificato di proprietà sbagliato. Allo scoppiare dello scandalo, le successive correzioni sono state ancor più sbagliate, facendo di tutto per evitare che venisse corretto in tribunale (come prevederebbe la legge di Guam), poiché in tal caso parecchi kikos molto probabilmente finirebbero in carcere.

All'arrivo a Guam i vari Gennarini, Pochetti, Sammut (super-catechista neocatecumenale di Guam) e presbiteri neocat sono stati accolti da fedeli cattolici che mostravano cartelli con su scritto:
  • il Cammino non è per Guam
  • Gennarini vattene a casa
  • l'unico percorso è: ripristinare, ritornare, rassegnare [ndt: ripristinare ciò che c'era prima dei kikos, ritornare alla situazione precedente, e i kikos devono rassegnare le dimissioni dai loro incarichi - a cominciare dal vescovo neocatecumenale]
  • Una, Santa, Cattolica e Apostolica
  • RMS è una barzelletta! [ndt: RMS = il seminario neocatecumenale Redemptoris Mater]
  • io amo la Chiesa Cattolica
  • NO a Kiko!
  • NO al Cammino Neocatecumenale
E naturalmente, anziché le schitarrate alla Kiko, cantavano un canto tradizionale.

Il Gennarini, che da ambienti neocatecumenali viene indicato come il principale aspirante al trono di Kiko (e che da JungleWatch viene indicato come il mandante di tutte le controverse decisioni del vescovo neocatecumenale Apuron), ha trovato nei cattolici di Guam una sorprendente e inaspettata opposizione, di cui si è accorta anche la stampa. Stanotte, nel pregiato hotel a cinque stelle dove è alloggiato insieme al suo seguito, non avrà dormito sonni tranquilli: chissà Kiko come sarà indiavolato.



Notizia 2: il presbitero neocatecumenale arrestato in una spiaggia appartata di Guam mentre faceva sesso con una minorenne neocatecumenale è stato spedito nel Qatar probabilmente per evitarne l'estradizione qualora cominciasse un processo penale a suo carico a Guam. La stessa Attorney General di Guam, peraltro, aveva fatto di tutto per assecondare i kikos nonostante la legge le richiedesse di portare avanti il procedimento a carico del "presbitero" neocat.

Da un lato il mons. Camillo Ballin, Vicario Apostolico dell'Arabia Settentrionale, competente per il Qatar, aveva affermato che il presbitero arrestato appartiene al "suo" clero (come se lo avesse formalmente incardinato); chissà, magari è convinto che a momenti farà carriera e lascerà la patata bollente al suo successore... Dall'altro lato, invece, il cancelliere neocatecumenale di curia di Guam aveva detto in un comunicato stampa (Statement pubblicato sul giornale diocesano) che il presbitero era ancora appartenente al clero di Guam. Il vescovo neocatecumenale di Guam, infatti, per proteggere l'arrestato, aveva sempre evitato di seguire le proprie stesse disposizioni. Quale dei due vescovi si ritroverà col cerino acceso in mano?


Notizia 3: presso la facoltà teologica farlocca del seminario neocatecumenale di Guam, da oggi comincia un corso sul sacerdozio della durata di dieci giorni, tenuto dal cardinal Cordes, grande amicone del Cammino e uno dei principali orchestratori della stramba lettera Ogni Qualvolta, quell'«incoraggiamento» del 1990 che è stato sempre falsamente sfruttato dai kikos come "approvazione".

Intanto il vescovo neocatecumenale Apuron - come suo solito - continua ad ignorare le domande e le richieste di commenti che gli vengono fatte dai fedeli e dalla stampa.

mercoledì 20 aprile 2016

I fedeli trattati come uno sportello Bancomat - testimonianza dal Qatar

Traduciamo da Thoughtful Catholic un'altra testimonianza - un grido di allarme da un fedele cattolico - sui problemi del Qatar e sui pasticci del vescovo neocatecumenalizzato mons. Ballin.


1) Il vescovo Ballin è il diretto responsabile di ciò che sta accadendo nel Vicariato Apostolico dell'Arabia Settentrionale.

In un video afferma più volte la Chiesa non è autorizzata ad evangelizzare nelle zone islamiche. È estremamente pericoloso disubbidire alle direttive del governo, e se qualcuno professa la nostra religione al di fuori dell'area parrocchiale, ci potrebbero essere conseguenze non solo personali ma anche probabilmente per l'intera comunità cattolica. Così, lo stimolare i fedeli di qui ad evangelizzare gli islamici è quantomeno da pazzi!

2) La chiesa qui [a Doha, unica parrocchia cattolica nel Qatar, ndr] è un luogo di sollievo per molti, per le difficoltà di tanti di loro affrontate nella vita di tutti i giorni. Per questo abbiamo sante Messe in 13 lingue diverse, la gente è molto impegnata in tutte le attività della chiesa (letture, catechismo, servizi per i malati, chierichetti, diversi gruppi di preghiera e corali, gruppi giovanili, pastorale familiare, ecc.) e settimanalmente si susseguono molti eventi e ritiri spirituali.

Sono coinvolte tutte le fasce di età, sia individualmente che a livello di famiglie. In una realtà difficile come la nostra, queste persone riescono a perseverare perché sono devote a Gesù eucaristico e alla Vergine Maria, che sono la sorgente della loro forza e della loro speranza, e vivono umilmente le pratiche della vita cattolica.

3) Se l'evangelizzazione è illegale, e i cattolici che vengono in chiesa sono i veri fedeli che quotidianamente rischiano le loro vite per partecipare alle funzioni (c'è un grosso dispiegamento di sicurezza attorno all'area della chiesa, e se non ce ne fosse bisogno il governo non ce lo avrebbe mandato), che motivo c'è di avere qui il Cammino Neocatecumenale?

4) Da quando il Cammino si è installato qui, non c'è stata più né pace né unità tra i fedeli, a dispetto del multiculturalismo della comunità. Questo avviene a causa delle "politiche" del Cammino e della sua natura non-cattolica. Le loro tecniche principali sono: ingannare e tiranneggiare, distruggere l'unità, rifiutare Gesù, dissacrare la liturgia e gli spazi liturgici, confondere e tenere sotto controllo i fedeli, arraffare denaro, impedire ai propri seguaci di aver tempo per la famiglia e la vita sociale.

Fate largo! Arrivano i kikos
5) In questa stessa area della parrocchia ci sono chiese di altre denominazioni (copti, anglicani, ortodossi, ecc.): il Cammino Neocatecumenale, pur focalizzato sulla sola Chiesa cattolica, se osasse "evangelizzare" gli altri danneggerebbe e rovinerebbe il mutuo rispetto di tutte le altre denominazioni che coabitano in quest'area. Sono abbastanza certo che il governo non sarebbe affatto felice di veder gente creare caos in un complesso religioso.

6) Il portar qui don Luis Camacho è stato un gesto deliberato e cosciente. I parrocchiani e i sacerdoti avevano perfino avvisato il vescovo di quanto sarebbe stato pericoloso e che non si sarebbero sentiti a loro agio sapendo chi e perché si nasconde nella nostra parrocchia. Il vescovo non ha mostrato interesse a fare alcunché. Il problema è che il vescovo non capisce la gravità delle conseguenze, non solo per la Chiesa Cattolica Romana, ma anche per le altre chiese all'interno di questo complesso religioso. Sarà causa di un vero scandalo ecumenico se gli altri si rendessero conto di ciò che il nostro vescovo Ballin sta facendo nella parrocchia di Doha. Questo dimostra che al vescovo in verità non gliene importa niente di noi, né degli altri fedeli cristiani!

7) C'è una richiesta continua di donazioni economiche alla parrocchia, specialmente quando sono presenti il vescovo o sacerdoti ospiti. I parrocchiani, non importa quanto poco hanno, hanno sempre donato denaro per sostenere la cattedrale [kikiana,ndr] nel Bahrein o qualche orfanotrofio e progetti simili nei loro paesi d'origine, per lo più Filippine e India. Eppure, c'è la sensazione che il vescovo Ballin li stia trattando come una specie di bancomat, e non c'è alcun controllo sui soldi che riceve perché tutto passa di mano in mano, senza rendicontare nulla, e qui nel Qatar non ci sono tasse.

8) La gente qui non sa che la cattedrale in Bahrein è una specie di esperimento socioreligioso guidato dal vescovo Ballin e dal Cammino Neocatecumenale. Pensano che si tratti di una chiesa cattolica, non di una chiesa della "religione mondiale".

Tipica "Eucarestia in albergo"
in una convivenza neocatecumenale
9) Tutti i paesi del Vicariato sono molto ricchi e la gente musulmana qui è nota per la sua generosità. Perciò, col dire che si tratta di qualcosa per i cattolici quando in realtà la costruzione ha ben altro scopo, il vescovo e il Cammino Neocatecumenale stanno abusando della generosità e della fiducia non solo dei parrocchiani, ma anche dei governanti islamici e del pubblico in generale ("tutte le Maria e tutti i Mario", vedere il video citato sopra!). Di più: il vescovo e i neocatecumenali non pensano alle conseguenze che il loro operato potrebbe avere per i cattolici di tutto il Medio Oriente; tutto ciò che conta, per loro, è raggiungere i propri obiettivi personali di ricchezza e potere.

10) Com'è possibile che a dispetto della delicatissima situazione religiosa del Vicariato Apostolico dell'Arabia Settentrionale, non c'è stato alcun Nunzio Apostolico per quasi un anno? [nota: questa posizione è stata finalmente ricoperta, il 5 aprile 2016, da mons. Francisco Montecillo Padilla]. Il Vaticano ha per caso lasciato vacante la sede del Nunzio Apostolico per mantenere segreto il progetto della cattedrale di Kiko nel Bahrein il più a lungo possibile? In tal caso si direbbe proprio che il Vaticano è controllato da vescovi e cardinali neocatecumenali, e da Kiko, e che la Santa Sede non ha il controllo della Chiesa. Dovremmo forse concludere che il bianco è diventato nero e il nero è diventato bianco?

11) È chiaro che il Cammino Neocatecumenale è in realtà un'entità ben organizzata che sta tentando di prendere il controllo della vita religiosa nella Chiesa Cattolica. Si nascondono dietro la gerarchia cattolica, ma non sono cattolici. Per incistare la loro "fede" all'interno della Chiesa Cattolica, adoperano una strategia di outsourcing: noleggiano gli spazi nelle chiese, gli orari della Santa Messa, i fedeli e l'Eucarestia, in modo da raggiungere tre obiettivi principali:
  • a) predicare contro il Redentore Gesù Cristo e contro la Sua presenza reale nel Santissimo Sacramento;
  • b) dissacrare la nostra liturgia e i nostri spazi sacri;
  • c) confondere e manipolare i fedeli, in modo da trascinarli nella setta neocatecumenale.
12) Dal momento che i presbiteri neocatecumenali non credono nella presenza reale di Nostro Signore nell'Eucarestia, a loro non dovrebbe essere permesso di celebrare la liturgia cattolica romana. Gesù ci ha insegnato che non possiamo contemporaneamente servire Lui e il demonio. Perciò, né i sacerdoti né i fedeli possono partecipare contemporaneamente alle liturgie cattoliche e a quelle neocatecumenali, restando fedeli a Gesù allo stesso tempo.

Nella nostra parrocchia, che conta una sola chiesa, non viene pubblicato nessun programma settimanale che dica quali preti celebreranno la tale Messa. In questo modo i fedeli vanno in chiesa senza sapere cosa aspettarsi durante la Messa: fede o eresie. Ciò significa che per poter restare fedeli a Gesù-Eucaristia ed evitare il sacrilegio (che è un peccato contro lo Spirito Santo!) nella Chiesa, potremmo solamente smettere di recarci a Messa.

Sacerdote in ginocchio
si fa benedire da Kiko
13) A Doha, il Cammino Neocatecumenale e il Vescovo Ballin (che celebra egli stesso la liturgia neocatecumenale) sfruttano il Rito Romano per invitare i fedeli a diventare membri del Cammino e a partecipare alla loro liturgia ("la vera liturgia"). Il Vescovo mostra un completo disorientamento spirituale e si rende responsabile di decisioni estremamente pericolose per l'intera Chiesa Cattolica e in particolar modo per il Vicariato. Il fatto che egli conosca la lingua araba non è una buona ragione per continuare a tenerlo ancora nella sua posizione. Deve andarsene perché nessuno, a parte Kiko, ha più fiducia in lui.

14) Nostra Signora a Fatima e ad Akita ha avvisato il mondo riguardo ciò che accadrà alla Chiesa, ma molti ancora non ne sono a conoscenza. Nostra Signora d'Arabia ce lo sta mostrando. Svegliatevi Cattolici prima che sia troppo tardi! Dobbiamo pregare la nostra Madre Celeste per invocare la Sua protezione e intercessione e ripetere continuamente: "Mio Dio, REALMENTE PRESENTE nel Santissimo Sacramento, io credo, adoro, spero e Ti amo. Ti chiedo perdono per coloro che non credono, non adorano, non sperano, e non Ti amano."

lunedì 18 aprile 2016

Cari Neocatecumenali: con i Sacramenti non si scherza!

Palcoscenico per lo spettacolino liturgico neocat
Riprendiamo questo articolo dal blog Chiesa e Post Concilio, riguardante la recente presentazione del nuovo saggio di Don Nicola Bux "Con i Sacramenti non si scherza", evidenziando alcuni passaggi.





"Tra i momenti significativi della presentazione romana - nel tardo pomeriggio di mercoledì 6 aprile - del saggio-manuale di don Nicola Bux “Con i sacramenti non si scherza” - ce n’è stato uno che forse più di tutti può rendere il sentimento diffuso nell'affollata sala dell’Hotel Columbus. È stato quando, rispondendo a una domanda del giornalista Paolo Rodari (di origine ciellina) di ‘Repubblica’ che postulava un nuovo sguardo - “in positivo” - sui “cosiddetti abusi liturgici”, il cardinale Robert Sarah ha risposto che “un abuso non è mai positivo” (applauso a scena aperta) e che “ciò che il Concilio ha voluto, cioè rimettere Dio al centro” è stato negato dagli abusi con cui “si è scartato Dio nella liturgia”. Come, per fare un esempio, in una chiesa di Milano, dove il cardinale ha visto “il tabernacolo confinato in un piccolo spazio tra due enormi pilastri, fuori dell’assemblea liturgica”."
Riguardo a ciò, potrebbe essere davvero interessante invitare il Cardinale a farsi un giretto nelle varie chiese neocatecumenali, per esempio la Natività in Via Gallia a Roma; S. Mauro Abate al Laurentino; S. Bartolomeo in Tuto a Scandicci, San Tomà a Venezia, fino ad arrivare alla chiesa con soffitto vulvare: Sant'Ilario in Via Cologno a Roma, e alla sala per l'adorazione della Torah proprio sotto alla cappella del Santissimo Sacramento, nella Domus Galileae in Israele (nota bene che anche qui il Santissimo Sacramento è in una cappella esterna alla "sala principale" della Domus e costruita ben dopo l'inaugurazione, non essendo presente nel progetto originale). E l'elenco potrebbe continuare...

"Card. Sarah:
Deformazioni postconciliari: In questi decenni del postConcilio assistiamo a deformazioni della liturgia al limite del sopportabile, in un crescendo che non trova fine. Eppure nei sacramenti è in gioco la lex credendi. "
Ecco appunto Eminenza, è in gioco la lex credendi. Che dire quindi del Cammino che ha inventato la comunione "tutti insieme contemporaneamente" (e appassionatamente) con il Sacerdote, dopo alzatina ipocrita e senza inginocchiarsi per tutto il Rito della Consacrazione? Non pensate che in un colpo solo si svilisce il Sacrificio Eucaristico e si scredita l'Ordine Sacro?
Sacramenti e farmaci: Come è possibile anche solo immaginarsi di prendersi gioco della presenza di Dio? Scherzare con i sacramenti? Si può scherzare con i farmaci che ti salvano e ti rimettono in salute?
Declassamenti ingiustificati: Nel libro si mette al centro il sacramento dei sacramenti, il Santissimo, oggi inspiegabilmente declassato con la scusa che il Tabernacolo non può stare sull’altare, così come si dice per la Croce. Invece essi forniscono l’orientamento ad Dominum, così necessario in un tempo in cui molti vorrebbero vivere come se Dio non esistesse.
Il santino di san Kiko
Qui il Cardinale meriterebbe un applauso a scena aperta. Però vorrei ricordare a Sua Eminenza che un appartenente al Cammino ce l'aveva di fianco e che il fondatore di quel Cammino, nero su bianco, solo nel primo volume del Direttorio, ha nominato il tabernacolo 17 volte, sempre per denigrarne il valore. Non ci credete? E io ve le metto tutte:
Pag. 15/376: "Che succede? Che crediamo che pregare sia dire: padre nostro che sei nei cieli..., o stare davanti al tabernacolo, con l'immaginazione che se ne va non so dove?"
Pag. 19/376: "La Chiesa come ha condotto le persone ad incontrare Gesù Cristo? Per mezzo dei sacramenti, o meglio, per mezzo delle presenze di Gesù Cristo: dove è presente Gesù Cristo, là bisogna incontrarlo perchè ci aiuti, ci salvi e ci tragga dalle nostre situazioni di sofferenza e di morte. Fino a oggi: quale tipo di presenze ha predicato la Chiesa? Vediamolo: - Cristo è presente nel Tabernacolo. Per questo i sacerdoti dicono alla gente di andare al tabernacolo a pregare, a domandare grazie..
Pag.  20/376: "questa pastorale non serve più per loro. Perchè per credere che Gesù Cristo è nel tabernacolo, occorre la fede."
 Pag. 20/376: "Ma come farai tu a dire ad una persona che non va più in chiesa, che l'ha lasciata, di andare al tabernacolo, se non crede più che là c'è Gesù Cristo? Queste persone non andranno mai in Chiesa nel Tempio perchè non credono"
Pag. 21/376: "quando andavate a Messa, vi mettevate dietro, e se ti capitava di essere vicino al tabernacolo sentivi un tuffo al cuore, perchè ti avvicinavi all'intoccabile, al luogo dove c'era il sacro. Noi cristiani non abbiamo altare, perchè l'unica pietra santa è Cristo, Pietra angolare. Perciò noi possiamo celebrare eucaristia sopra un tavolo: e la possiamo celebrare in una piazza, in campagna e dove ci piaccia. Non abbiamo un luogo in cui esclusivamente si debba celebrare il culto."
Pag. 289/376: "La parola Eucarestia per le nostre mentalità è sinonimo delle specie che stanno nel tabernacolo, il pane e il vino. Questo termine è male usato."
"Tabernacolo a due piazze"
in un seminario neocatecumenale
Pag. 329/376: "Io sempre dico ai Sacramentini, che hanno costruito un tabernacolo immenso: se Gesù Cristo avesse voluto l'Eucarestia per stare lì, si sarebbe fatto presente in una pietra che non va a male....Non è un assoluto, Gesù Cristo è presente in funzione del Mistero pasquale. Invece da Trento in poi si celebrerà la Messa per consacrare ed avere presente Gesù Cristo e metterlo nel tabernacolo." 
Pag. 330/376: "In molti conventi di monache si dice la messa per riempire il tabernacolo. Abbiamo trasformato l'Eucarestia che era un canto al Cristo glorioso, nel divino prigioniero del tabernacolo"
Pag. 331/376: "Per questo molta gente si scandalizza quando la Chiesa comanda di togliere il Santissimo durante l'Eucarestia e, se possibile, di toglierlo dalla navata principale. (NdR: il che è assolutamente falso, perché la Chiesa non ha mai comandato di togliere il tabernacolo o il Santissimo Sacramento dalle chiese, dalla navata principale o cose simili, è una colossale menzogna di cui Carmen - e tutti i "catechisti" neocatecumenali che l'hanno ripetuta - risponderanno davanti a Dio) Ricordo un prete di Avila che diceva: Anche se me lo comandi il Papa non tolgo il tabernacolo.... " 
Pag. 348/376: "A che serve dire che nel tabernacolo c'è Dio se non ci credono né hanno fede?"
Pag 350/376: "Anche ieri, quando parlavamo del tabernacolo, della custodia... mamma mia! ma che succede? nel tabernacolo allora non c'è Gesù Cristo!... Per piacere! Non è questo."
Pag 350/376: "fino al punto che la Costituzione della Liturgia dice che [...] se possibile, si tolga il tabernacolo dalla navata centrale. (ma quando mai? Nella Sacrosantum Concilium non c'è nessuna indicazione del genere, anzi! "128. Si rivedano quanto prima [...] le disposizioni ecclesiastiche che riguardano [...], la nobiltà, la disposizione e la sicurezza del tabernacolo eucaristico", inoltre nel Diritto Canonico al n. 938: §2. Il tabernacolo nel quale si custodisce la santissima Eucaristia sia collocato in una parte della chiesa o dell'oratorio che sia distinta, visibile, ornata decorosamente, adatta alla preghiera.) 
Non pochi sacerdoti: I sacramenti subiscono deformazioni per decisione di non pochi sacerdoti che confondono i fedeli. Nei sacramenti ci sono i Misteri di Cristo. Certi preti hanno modi da conduttori tv nella celebrazione dei sacramenti.
Di sicuro nel Cammino molti Sacerdoti hanno una colpa, quella di sottomettersi al volere di Kiko. Ricordiamo che il Cammino in termini liturgici gode solo di due adattamenti: 1) la Comunione può essere fatta al proprio posto in piedi, 2) il bacio della Pace è spostato a prima dell'offertorio. Nessun'altra concessione è stata emanata dalla Santa Sede.

"Liturgia" neocatecumenale
Card. Burke:

"Creatività: La tendenza postconciliare a rifiutare il diritto di Dio nella liturgia, l’ha resa anarchica in nome della creatività."
C'è bisogno di commentare?
Unica nota stonata della presentazione la presenza sul palco di Jacopo C., neocatecumenale di lungo corso. Sia chiaro: la critica non è alla persona, della quale va lodato l'impegno profuso a favore della famiglia in qualità di presidente di Manif-pour-tous Italia, ma al movimento neocatecumenale di cui fa parte, movimento che si è reso responsabile di alcuni fra i più allucinanti abusi liturgici e sacrilegi proprio contro l'Eucarestia, e, grazie alla nueva estetica inaugurata da Argüello, colpevole di aver relegato sistematicamente il Tabernacolo in cappelle secondarie, accostandolo a una comunissima bibbia, in tutte le chiese da lui costruite.
E vogliamo tacere sul contenuto dei mamoTETRI in relazione all'Eucarestia.

Chissà se il Card. Burke era davvero a conoscenza che uno dei presentatori appartiene al Cammino che non crede nella presenza reale di Nostro Signore nel Santissimo Sacramento.