Analizziamo qui la quarta puntata de "Il sale della terra", trasmissione RAI di propaganda neocatecumenale, trasmessa nel 1983. In calce a questo articolo trovate i link agli articoli relativi alle altre puntate.
Questa quarta puntata inizia col video della stessa Veglia pasquale già mostrata in una puntata precedente.
Scarseggiano gli esempi?
Spesso figurano gli stessi video, dalle solite
locations.
Adesso però l’attenzione è incentrata sui bambini, perché il tema dovrebbe essere la “trasmissione della fede ai figli”.
In realtà nella prima parte della puntata si tenta solo di legittimare alcuni usi neocatecumenali. Le loro "novità" deviate.
Nel video proposto, spicca l’immancabile figura di Giampiero Donnini, mentre i bambini cantano il canto neocatecumenale “
Che cosa c’è di diverso in questa notte”.
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| Bambini alla Veglia Pasquale neocatecumenale |
Kiko e Carmen presenti, insieme ai loro "catecumeni", raccolti un po’ da ogni dove: riappaiono Maurizio Pallù,
Daniel Lifschitz (quelli del video sugli itineranti), per ciò che possiamo riuscire a vedere: tutti a raccolta da ogni parte d’Italia per la Veglia di Pasqua.
Il numero dei presenti non è quindi identificabile con quello di una parrocchia.
La magia dei numeri…
In studio c’è la bambina “protagonista” solista del canto alla Veglia, nemmeno troppo intonata, che chissà perché era stata scelta tra tutti gli altri bambini. È lì con la madre.
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La bambina solista alla
veglia di Pasqua neocatecumenale.
Un elemento per dare spettacolo? |
Mimmo Gennarini intervista la madre sulle risposte da dare ai quesiti contenuti nel canto dei bambini: perché si digiuna, perché si sta svegli tutta la notte, cosa si aspetta.
La madre, da buona neocatecumenale, in soldoni risponde che aspettano Gesù che
si fa presente IN QUESTA NOTTE nella loro vita.
“
Gesù passa, si fa presente”, come spiegava un
articolo del blog, QUELLA NOTTE.
Credono di essere il popolo ebreo alla liberazione della schiavitù dell’Egitto, quando Jawhé passò nella notte per liberarli dalla schiavitù.
Per noi cristiani, invece,
Gesù è SEMPRE PRESENTE specialmente NELL’EUCARESTIA, non si limita a “passare” e poi andar via: siamo ben consci che la Pasqua rappresenta il centro della fede cristiana e non ci illudiamo che il Signore
"passi" andando via.
Viene mostrato ancora una volta il video di Kiko che canta il Preconio.
E due, l’hanno già fatto vedere nella seconda puntata.
Come nella seconda puntata si invita a parlare il solito padre Farnes, per chiedergli come mai si sta svegli tutta la notte.
Farnes straparla, dipingendo la Pasqua come un “segno”, prima ancora che come Eucarestia:
“Per i cristiani LA VEGLIA È UN SEGNO, è un segno soprattutto dell’amore che attende spesso nella notte, nella notte dell’oscurità di questo mondo e spera nel Salvatore. C’è una storia nella chiesa primitiva che fa vedere, credo io, un po’ questo fatto. Una ragazza, ora fa più o meno 1700 anni (quindi nel 280-300 d.C.), domandava a Tertulliano se era possibile per lei cristiana prendere come sposo un pagano. E allora Tertulliano dice: “Va’, è possibile, ma è molto difficile, perché che penserà tuo marito quando arriverà la notte di Pasqua e bisogna andare tutta la notte alla chiesa per celebrare la resurrezione del Signore?” Per Tertulliano si vede come la chiesa primitiva non capiva un cristiano senza questa speranza di vegliare per la Pasqua e per ottenere nella Pasqua la sua piena liberazione. Per questo, come la festa di Pasqua è la più grande di tutti i giorni dell’anno, per questo la chiesa sente la necessità di fare una veglia molto estesa, molto lunga”.
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| Farnes farnetica… |
Non sono un’esperta, ma ho cercato di capire qualcosa sulla Veglia di Pasqua della chiesa primitiva e la prima cosa che ho capito è che
si è tentato di “ricostruirla”, perché non ci sono documenti esaustivi che la spiegano. Se ci fossero, l'autorità della Chiesa li avrebbe sempre tenuti in considerazione nella liturgia e fatti conoscere. I sedicenti "riscopritori" hanno sempre qualcosa da inventare...
Innanzitutto dobbiamo considerare il fattore della
misurazione del tempo: i romani non misuravano il tempo come noi oggi, solo nel medioevo è stato possibile stabilire una corrispondenza precisa tra le ore dei Romani e le nostre.
Per cui quando nella Didascalia siriaca del III secolo si parla di Veglia pasquale “fino all’ora terza della notte”, si deve assumere "fino alle 3" perché alle 18 cominciava convenzionalmente la "notte" e si procedeva al conteggio in raggruppamenti di 3 ore.
Dunque “tutta la notte fino all’alba” è una ricostruzione, non un dato certo.
Inoltre fino al IV secolo la Pasqua veniva celebrata
in un solo giorno, solo dopo si articolò nella Settimana Santa e nel Triduo Pasquale, perciò i vari punti da celebrare erano di più tutti insieme.
La Chiesa ha operato le sue variazioni già nei primi secoli, variazioni tutt'altro che arbitrarie e tutt'altro che estetiche o esotiche.
Così come la raccontano i neocatecumenali e chi con loro, suona piuttosto arbitraria la veglia di "tutta la notte": prendendo un pezzo qua e un pezzo là da dichiarazioni antiche non esaustive, ma soggette a “ricostruzione”, e magari estrapolate dal contesto, senza tener conto di altri aspetti collaterali, e spesso fondamentali.
All’epoca delle prime comunità cristiane, dire “la notte”, significava “a partire” dalle sei del pomeriggio.
E questa è l’unica cosa certa.
Intanto Gennarini continua con la Veglia di Pasqua e mostra in video dei battesimi per immersione, sottolineando che:
“probabilmente molti di voi non conoscono”:
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Sì, in effetti nel 1983
molti non conoscevano questa "modalità". |
Per completare il quadro, mostra anche l’
agape di fine veglia, senza aver mancato di dire che prima della veglia questi “fratelli”
hanno digiunato per due interi giorni e poi hanno festeggiato tutta la notte di Pasqua.
C’è addirittura un inviato esterno ad intervistare i bambini che, una volta riattivati dal sopore della Veglia, adesso sono tutti pimpanti in compagnia.
Mi ricordo benissimo che anche da noi, una volta finita la Veglia, tutti i bambini si svegliavano ben felici di mangiare, ridere e giocare tra di loro. Ma durante la Veglia molti dormivano.
Comunque, le risposte che questi bambini danno alla domanda:
“Qualcuno mi sa dire che cos’è la Pasqua?”
sono risposte molto ebraiche, molto riferite all’Antico Testamento, più che alla Pasqua cristiana:
“Passaggio nel Mar Rosso… passaggio dalla schiavitù alla libertà… passaggio "saltando" le case degli ebrei, quando l’angelo della morte andava ad uccidere i primogeniti maschi degli egiziani, perché gli ebreisulla loro porta avevano messo una croce col sangue di un agnello…”
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I bambini
intendevano questo "passaggio" pasquale? |
Tutti utilizzano la parola “
PASSAGGIO”, Jahwé passa, il Signore passa…
Ho letto sull’etimologia della parola ebraica “pesah” (Pasqua), che significa “passare oltre” ed anche in un certo senso “passaggio”. Passaggio nel Mar Rosso, nel deserto, passaggio di Jahwe alle case ebree in Egitto…
Con questo termine si identificava la pasqua ebraica che anche Gesù aveva sempre celebrato come giudeo, ma l’avvento di Cristo ne modifica la sostanza, pur mantenendo lo stesso termine.
Poi da grandi, come potranno non credere che il Signore non “passa”, ma
RESTA “con noi fino alla fine del mondo”?
Hanno imparato benissimo la lezione, tanto che per dimostrare che
il Signore È VENUTO questa notte, portano gli stessi evanescenti esempi dei loro genitori. Solo parole, solo chiacchiere:
“Quando io stavo vedendo i cartoni animati, mia madre mi ha detto “vai a dormire”. Io mi sono messo nel letto ho pianto e dopo ho dormito e poi sono andato a Pasqua arrabbiato, però dopo anche io sono uscito contento, in allegria”
Uscito
contento… in
allegria… quante volte l’abbiamo sentito!
Lo credo che il bambino fosse contento “quando è uscito”, probabilmente dopo aver dormito quasi tutta la notte: se la godeva infatti ridendo e scherzando coi suoi amichetti.
L’allegria.
Ma i genitori non sono molto più convertiti al cristianesimo dei figli.
Uno di loro, alla domanda sul perché ha battezzato suo figlio questa notte, risponde:
“Perché la notte di Pasqua è la notte fondamentale del cristianesimo, nel senso che in questa notte NOI RICORDIAMO che Gesù Cristo è entrato nella morte per noi, per me e per te…”
RICORDIAMO??
La Pasqua non è un RICORDO di un evento passato.
Se così fosse potremmo festeggiare i “ricordi” di ogni evento storico che ci sembri importante.
La Pasqua è
MEMORIALE, che, come dice
Papa Francesco:
“Ci rende partecipi della sua vittoria sul peccato e la morte… “memoriale” non è soltanto il ricordo degli avvenimenti del passato, è qualcosa di più” che li rende in un certo modo presenti e attuali… non è soltanto un ricordo, no, è di più: è fare presente quello che è accaduto venti secoli fa… La Messa è rifare il Calvario, NON È UNO SPETTACOLO”.
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"La Messa è rifare il Calvario,
NON È UNO SPETTACOLO"
(Papa Francesco) |
Dopo aver dato le sue dimostrazioni di come i neocatecumenali siano confusi (credendo di farli sembrare invece più cristiani di Cristo), Gennarini interroga ancora Farnes sul perché del battesimo per immersione.
Farnes parla della connessione tra “segno” e sacramento, ma commette il madornale errore di sganciare il primo dal secondo e blaterando di sepolcro:
“Il battesimo è un segno e un sacramento. Si fa una cosa per fare capire un’altra. Per esempio si stringe la mano per fare capire la nostra amicizia. Allora IL BATTESIMO È IL SEGNO DELLA NOSTRA UNIONE A CRISTO. Allora L’ACQUA DEL BATTESIMO, IN QUALCHE MANIERA, SIGNIFICA IL SEPOLCRO DEL SIGNORE.”
Fermiamoci subito.
Quest’uomo spara eresie e nessuno lo ferma!
Il battesimo è
UN SACRAMENTO - cioè
segno sensibile ed efficace - NON È UN GENERICO SEGNO come lo "stringersi la mano". Il sacramento lo ha istituito Nostro Signore, non è una convenzione, come sta invece dando ad intendere Farnes in vena di paroloni esotici e altisonanti. E l'acqua-sepolcro è un'altra forzatura
scenografica. Tutto questo parolame serve solo a indurre i telespettatori a pensare che il battesimo è un rituale "da fare la notte di Pasqua" altrimenti non è un segno abbastanza valido.
Notate l'affabulazione. Ciò che ha valore è il sacramento, ma Farnes mette per primo il “segno”.
Paragona la stretta di mano al battesimo: entrambi questi gesti-segni vogliono far capire qualcosa.
Ma come può paragonare un sacramento ad una stretta di mano, il gesto-segno al contenuto?
Quel che conta è che attraverso il battesimo-sacramento discende sull’uomo lo Spirito di Dio e lo rende figlio. Il segno è cosa secondaria, non primaria, segno e sacramento non sono la stessa cosa. È il sacramento che si fa con un segno.
Segno = complemento di mezzo. Non soggetto.
Ma poi ne spara una ancora peggiore, in soli 30 secondi:
L’ACQUA DEL BATTESIMO SIGNIFICA IL “SEPOLCRO DEL SIGNORE”!!!
IL SEPOLCRO DEL SIGNORE!!
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"Il sepolcro del Signore."
Questo significa l'acqua del Battesimo per Farnes |
Quando tutti sanno che l’acqua battesimale è “
l’acqua su cui è invocato lo Spirito che dà la vita”, come dice Papa Francesco
È
lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo, come dice il Catechismo della Chiesa Cattolica.
Perché quest’uomo dice
SEPOLCRO DEL SIGNORE?
Ma non abbastanza soddisfatto, continua il proprio
show:
“ALLORA SE NOI VERSIAMO UN PÒ D’ACQUA SUL CAPO DI UN BAMBINO O DI UN ADULTO PER BATTEZZARLO, SIGNIFICHIAMO GIÀ CHE QUESTO UOMO È POSTO IN CONTATTO CON QUESTA MORTE E SEPOLTURA DEL SIGNORE”
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Questo bambino, attraverso il Battesimo,
secondo Farnes, sarebbe "messo in contatto
con la morte e sepoltura del Signore" e basta |
Aiuto!
Ma perché non l’hanno fermato?
Mi duole il cuore.
È vero che San Paolo dice:
“Quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte. Per mezzo del Battesimo siamo dunque stati sepolti insieme a lui nella morte, perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova”
Ma
san Paolo lo dice per intendere che il Battesimo è un “lavacro che purifica, santifica e giustifica”, purificandoci dai nostri peccati per la vita nuova. Sta parlando in senso figurato. Il centro del discorso non è la scenografia del sepolcro, ma la salvezza in Cristo.
Se fosse limitato all’essere “
posti in contatto con la morte e la sepoltura del Signore”, che scopo avrebbe?
Continua Farnes:
“Il Concilio precisamente ha detto che è molto importante che i segni cristiani siano i più chiari possibile. Allora per questo la chiesa dopo il Concilio permette anche il Battesimo per un po’ di infusione dell’acqua, ma nel suo rituale raccomanda fortemente di fare il Battesimo per immersione”.
Seppure ad opera del riformista Bugnini, il nuovo Rito per il Battesimo dei bambini del 1970, non dice che è “fortemente raccomandato il battesimo per immersione” e “permesso quello per infusione”. Figurarsi…
Dice:
“Si può LEGITTIMAMENTE USARE sia il rito di immersione, segno sacramentale che più chiaramente esprime la partecipazione alla morte e risurrezione di Cristo, sia il rito di infusione”.
“Più chiaramente esprime” è diverso da “fortemente raccomandato”.
Nemmeno Bugnini osò tanto.
Siccome i neocatecumenali hanno la fissazione dei “segni” (dovuta alla loro ossessione del dover
trasformare la liturgia in uno spettacolino), che tengono sempre in maggior considerazione dei contenuti, Gennarini approva:
“E quindi parla anche al cuore di tutta la chiesa questo SEGNO più forte. Parla all’interno, diciamo.”
Ma il sacrilego Farnes rincara ancora la dose, mentendo nei suoi vaneggiamenti:
“Il Battesimo, non è un segno individuale dei singoli cristiani, ma della chiesa. Per questo si capisce che un prete per esempio, anche un vescovo, non può dire "Ah è meglio fare questo segno". È necessario che sia la Chiesa. Per questo il Concilio HA FATTO QUALCHE CAMBIAMENTO, con l’autorità, per così dire, di supremo pastore della chiesa, che è il Papa”.
Veramente il maligno è subdolo. Pure bugiardo.
È vero, la Chiesa “ha fatto qualche cambiamento”,
MA NON HA CAMBIATO IL MODO DI AMMINISTRARE IL BATTESIMO, NÈ AI BAMBINI NÈ AGLI ADULTI.
HA SOLO CODIFICATO CHE IL “SEGNO” PER IMMERSIONE “ESPRIME PIÙCHIARAMENTE”. NON LO HA NÈ IMPOSTO NÈ CALDEGGIATO.
Quindi potremmo dire al subdolo Farnes che il prete o il vescovo possono benissimo dire “
Ah è meglio fare questo segno”.
POSSONO.
“
I cambiamenti operati dalla Chiesa” non glielo impediscono affatto.
Infatti nella Chiesa, ancora oggi, il Battesimo viene amministrato massimamente per infusione.
Nella Chiesa cattolica conta il sacramento, non la scenografia.
Per immersione - e praticamente solo per immersione - lo fanno solo i neocatecumenali e certe chiese orientali prima di loro. Oppure i protestanti e i Testimoni di Geova, che non sono Chiesa.
L’ultima domanda è sull’
agape, che Gennarini chiama per due volte “cena”, anche se avviene all’alba e si meriterebbe più l’appellativo di “colazione”.
Farnes risponde:
“Io direi che questo non è proprio un sacramento, ma è espresso molto bene quello che sente la chiesa…”
Lui direbbe che “non è proprio un sacramento”…
E chi ne ha mai dubitato?
Non è una sua opinione, è una realtà.
Sempre di più emerge che
QUESTA LORO NUOVA “CHIESA” non è riuscita a passare
NIENTE alla Chiesa Universale, tutto ciò che hanno partorito negli anni è rimasto relegato la loro rametto che si è sempre più rinsecchito.
Hanno solo fatto adepti con vane promesse e adesso sono solo un ammasso di “clan”.
(fine settima parte -- segue)
Nel 1983 la RAI trasmise sei puntate di propaganda neocatecumenale nella trasmissione "Il sale della terra" condotte da Mimmo Gennarini. Gli articoli precedentemente pubblicati su questo stesso tema sono:
- introduzione e contesto storico
- "prima-e-dopo", dalla prima puntata de Il sale della Terra
- "fruttidelcammino", dalla prima puntata
- sofferenza-morte-ingiustizia, dalla seconda puntata
- il possesso della morte, introduzione alla terza puntata
- il possesso della resurrezione, terza puntata