venerdì 3 luglio 2020

IL POSSESSO DELLA VITTORIA SULLA MORTE E LA EVANGELII NUNTIANDI - "IL SALE DELLA TERRA" III° PUNTATA

Proseguiamo l'analisi delle sei puntate di propaganda neocatecumenale nella trasmissione "Il sale della terra" trasmessa dalla RAI nel 1983. Gli articoli precedentemente pubblicati sono:
  1. introduzione e contesto storico
  2. "prima-e-dopo", dalla prima puntata de Il sale della Terra
  3. "fruttidelcammino", dalla prima puntata
  4. sofferenza-morte-ingiustizia, dalla seconda puntata


No, il nostro titolo "il possesso della vittora sulla morte" non è uno scherzo, è proprio come Mimmo Gennarini congedò gli spettatori della sua trasmissione “Il sale della terra”, mandata in onda, come sappiamo, nel 1983.

Nel saluto finale disse:
Sabato prossimo alla stessa ora cercheremo di rispondere ad un’altra domanda che forse interessa anche quelli che non credono. Come si fa, in definitiva A VENIRE IN POSSESSO DI QUESTA VITTORIA SULLA MORTE, a viverla, ad ereditare la vita eterna.”
Sarebbe come dire: possedere la resurrezione…

Evidentemente pensa che la vittoria sulla morte si possa “possedere”, come si possono possedere le case o le automobili. Non al massimo ottenere, che è già troppo, ma proprio “possedere”.
Poteva dire “incontrarsi, sperimentare la vittoria sulla morte”… ma “possedere” è la scelta di un verbo che rivela una mentalità che si dichiara di voler respingere: borghese, elitaria…

E non era un lapsus, ma una precisa volontà, perché lo ripete tale e quale in apertura della III° puntata:
Quest’oggi dobbiamo un pochino chiederci COME SI VIENE IN POSSESSO di questa eredità, cioè DI QUESTA VITTORIA DEL SIGNORE CHE È PER TUTTI
Come dice Gennarini, per dare “sottofondo” all’annunzio della resurrezione, rifila di nuovo spezzoni dei video in esterna: interviste ai “cristiani della domenica” all’uscita della Messa, assimilati stavolta in maniera diretta ai giocatori di carte all’osteria o ai semplici reduci del terremoto dell’Irpinia.

Una volta creato il “sottofondo dei bisognosi di annuncio”, compresi i “cristiani della domenica”, pone la fatidica domanda, ma ormai ha già giocato sporco. Tutti hanno visto ormai che questa “nuova chiesa” ha il “compito” di far incontrare Gesù ai parrocchiani che escono dalla Messa, considerati “lontani”:
Come si fa ad incontrare il Signore Gesù che vuole darci la vita?
E qui vorrei sottolineare la DIFFERENZA con le parole di Madre Teresa di Calcutta, intervistata nella puntata precedente.

Lei dichiarava che l’incontro con Gesù, per i sofferenti di cui si occupa, avviene tramite L’AMORE.
Un’azione concreta che realizza nel cuore di chi AMA DIO, L’AMORE PER IL PROSSIMO, tanto dal renderlo visibile con il suo MESCOLARSI ED ASSIMILARSI ai poveri sofferenti, che attraverso le suore di Calcutta “si possono incontrare” con l’amore di Dio per loro.

Il Gennarini, da buon neocatecumenale, dichiara che l’incontro con Gesù avviene tramite l’ANNUNCIO:
CI VOGLIONO DEGLI ANNUNCIATORI, coi quali va Gesù in spirito e la gente NELL’ASCOLTO PUÒ INCONTRARLO, incontrare il Signore”.
Annunciatori di mestiere? In effetti, le parole San Paolo dicono:
E come potranno credere, senza averne sentito parlare? E come potranno sentirne parlare senza uno che lo annunzi?...La fede DIPENDE dunque dalla predicazione e la predicazione a sua volta si attua per la parola di Cristo.”
Su questo punto mi vorrei soffermare, perché è proprio il centro, il nocciolo del neocatecumenalesimo e di questa puntata posta in visione all’Italia dai neocatecumenali.

Che per credere si debba prima “averne sentito parlare”, è cosa ovvia. Lo dice anche S. Paolo.

Questo avviene anche per le cose del mondo: chi non ha mai sentito parlare di una certa cosa, ne ignora l’esistenza.
Quindi la buona novella deve essere annunciata innanzitutto per portarla a conoscenza di chi non la conosce, da qui l’evangelizzazione.

Ma l’evangelizzazione non può essere fatta a caso, altrimenti è solo annunciare “qualcosa”, senza che sia necessariamente la vera “buona novella”.

L’evangelizzazione, portata avanti dagli “annunciatori” di cui parla Gennarini, richiede la conformità e la fedeltà al messaggio cristiano, come spiega anche l’enciclica Evangelii Nuntiandi, che avrebbe dovuto conoscere bene visto che era stata pubblicata pochi anni prima.

Altrimenti potrebbe essere definita evangelizzazione anche quella dei Testimoni di Geova, o di Scientology, o di chi si voglia: gli annunciatori di queste sette annunciano, ma non la “buona novella” di Cristo.
Annunciano ciò che pare a loro ed alcuni “ascoltano” ed abbracciano la loro fede.

La buona novella, nel cristianesimo, deve essere fedele, come ben dice l’Evangelii Nuntiandi, al “patrimonio di fede che la Chiesa ha il dovere di preservare nella sua purezza intangibile”, anche se in modalità comprensibili per l’uomo moderno.
QUESTA FEDELTÀ A UN MESSAGGIO, del quale noi siamo i servitori, e alle persone a cui noi dobbiamo trasmetterlo intatto e vivo, È L'ASSE CENTRALE DELL'EVANGELIZZAZIONE.”
E l’annunciatore deve essere:
un fedele dispensatore della parola della verità
Non è annunciatore di Cristo chi spara a caso, chi reinterpreta non secondo esegesi, chi non preserva il patrimonio di fede “NELLA SUA PUREZZA INTANGIBILE” (definizione contenuta nell’Evangelii Nuntiandi).

Chi non si attiene a questo annunzia, ma annunzia ALTRO”.

Ma c'è di più:
“Il Cristo annunzia la salvezza, dono grande di Dio, che non solo è liberazione da tutto ciò che opprime l'uomo, ma è SOPRATTUTTO LIBERAZIONE DAL PECCATO E DAL MALIGNO
Quindi, non è risolvendo matrimoni, alcolismi o marxismi che si manifesta l’azione di Dio, ma SOPRATTUTTO comporta la LIBERAZIONE DAL PECCATO E DAL MALIGNO, che non è più “signore, padre e dominatore” del cristiano, di colui che ha accolto la predicazione e ricevuto i sacramenti.
Questo si dice perché, quando ascolteremo che certi "testimoni" affermano di essere stati curati nei loro problemi, ma sostengono di essere “sempre gli stessi di prima: egoisti, adulteri, avari…”, o tacciono sull’«uomo nuovo» liberato dal peccato, si possa vedere che non è intervenuta la cosa fondamentale:
SOPRATTUTTO LA LIBERAZIONE DAL PECCATO E DAL MALIGNO”.
Chiaro il punto? Nel Cammino l'evangelizzazione corrisponde ad un moralismo ("niente divorzi aborti omicidi ecc."), moralismo particolarmente ipocrita (perché il Cammino predica che "l'uomo non può non peccare"), e a dispetto di tanti discorsoni sul demonio e sul male, i kikos restano "schiavi" del peccato e del maligno. E se ne vantano pure. Anzi, alla tappa del Padre Nostro devono perfino dichiararsi "figli del demonio". La loro evangelizzazione non libera dal peccato, non libera dal maligno, anzi: devono dichiararsi "figli del demonio". (Nota: liberarsi dal peccato e dal maligno non significa impeccabilità ma significa fuggire le occasioni di peccato, significa sforzarsi di non peccare, significa rialzarsi quando si cade, attraverso il sacramento della confessione, e soprattutto significa non sentirsi "autorizzati a peccare").

Torniamo alla Evangelii Nuntiandi: c'è ancora di più:
I piccoli, i poveri sono evangelizzati, diventano suoi discepoli, si riuniscono «nel suo nome» nella grande comunità di quelli che credono in lui.”
Nella “grande comunità”, la Chiesa, la parrocchia. Non in “piccole comunità”.

La definizione data dall’Evangelii Nuntiandi di “evangelizzazione” è precisa:
Annuncio del Cristo a coloro che lo ignorano, di predicazione, di catechesi, di Battesimo e di altri Sacramenti da conferire.
Evidentemente, secondo l’«evangelizzazione kikiana», i primi ad ignorare Gesù Cristo sono i “cristiani della domenica”, a cui sono “da conferire” il Battesimo e gli altri sacramenti.

Per questo quando si tratta di chiesa esistente, il ruolo degli evangelizzatori laici è sottoposto a limiti, che troviamo spiegati proprio nell’Evangelii Nuntiandi:
Il loro compito primario e immediato NON È L'ISTITUZIONE E LO SVILUPPO DELLA COMUNITÀ ECCLESIALE - che è il ruolo specifico dei Pastori - ma è la messa in atto di tutte le possibilità cristiane ed evangeliche nascoste, ma già presenti e operanti nelle realtà del mondo. Il campo proprio della loro attività evangelizzatrice è il mondo vasto e complicato della politica, della realtà sociale, dell'economia; così pure della cultura, delle scienze e delle arti, della vita internazionale, degli strumenti della comunicazione sociale; ed anche di altre realtà particolarmente aperte all'evangelizzazione, quali l'amore, la famiglia, l'educazione dei bambini e degli adolescenti, il lavoro professionale, la sofferenza.”
Mi pare chiaro che si dice che I LAICI NON HANNO IL COMPITO DI ISTITUZIONE E SVILUPPO DELLA COMUNITÀ ECCLESIALE, RUOLO CHE SPETTA AI PASTORI.

Quindi laddove "comandino" i laici, si compie un atto non ammissibile, perché i laici hanno i loro campi specifici di evangelizzazioni, come citato sopra, e tra questi non rientra né l’istituzione né lo sviluppo della comunità ecclesiale.

Al più possono:
COLLABORARE con i loro Pastori nel servizio della comunità ecclesiale” (Evangelii Nuntiandi)
In ultimo l’Evangelii Nuntiandi descrive la figura dell’evangelizzatore:
EGLI NON TRADISCE NÉ DISSIMULA MAI LA VERITÀ PER PIACERE AGLI UOMINI, PER STUPIRE O SBALORDIRE, NÉ PER ORIGINALITÀ O DESIDERIO DI METTERSI IN MOSTRA. EGLI NON RIFIUTA LA VERITÀ; NON OFFUSCA LA VERITÀ RIVELATA PER PIGRIZIA NEL RICERCARLA, PER COMODITÀ O PER PAURA. NON TRASCURA DI STUDIARLA; LA SERVE GENEROSAMENTE SENZA ASSERVIRLA.”
L'opera dell'evangelizzazione suppone nell'evangelizzatore un amore fraterno sempre crescente verso coloro che egli evangelizza… Un segno d'amore sarà la cura di donare la verità e di introdurre nell'unità… è il RISPETTO della situazione religiosa e spirituale delle persone che vengono evangelizzate, RISPETTO DEL LORO RITMO, che non si ha diritto di forzare oltre misura. RISPETTO DELLA LORO COSCIENZA E DELLE LORO CONVINZIONI, SENZA ALCUNA DUREZZA… Un altro segno è L'ATTENZIONE A NON FERIRE L'ALTRO, soprattutto se egli è debole nella fede, con affermazioni che possono essere chiare per gli iniziati, ma diventare per i fedeli fonte di turbamento e di scandalo, COME UNA FERITA NELL'ANIMA.
Queste citazioni dall’Evangelii Nuntiandi ci sono parse necessarie, perché quando si ascolti la parola “annunciatore”, “catechista”, “evangelizzatore”, si abbia chiaro cosa intende la Chiesa.

ANNUNCIATORE è solo una parola generica: si può annunciare di tutto, ma non tutto è fedele al deposito di fede della Chiesa.

Per questo, analizzeremo più a fondo la puntata sul POSSESSO DELLA VITTORIA SULLA MORTE in sede separata, per ovvi motivi di durata, perché la sua comprensione possa innestarsi sulla conoscenza di ciò che la Chiesa richiede all’ANNUNCIATORE.

Possiamo anticipare solo che quella puntata, subito dopo l’affermazione del “POSSESSO DELLA RESURREZIONE”, inizia subito con un confondimento della verità, che forse all’epoca non era rilevabile, ma che oggi sappiamo benissimo essere un modo artificioso e non chiaro di presentare le cose.

(fine quinta parte -- segue)

29 commenti:

  1. Commento rapidissimo

    1) "possedere" è proprio il termine più sbagliato che si possa usare riguardo alla fede. Niente è "veramente tuo". E' GRAZIA ovvero GRATIS. E'come se ti avessero fatto un regalo prezioso. Puoi non aprire il pacco e lasciarlo sul tavolo, puoi utilizzare quel dono per altri scopi sbagliando. Sono errori, ma emendabili. Quello che è veramente un errore è considerare quel dono come qualcosa che hai ottenuto tu. Perdere quel senso di gratitudine che c'è dietro ad un dono speciale. Perchè è quella la tua vera risposta a quel dono.L'unica che puoi veramente dare.

    Gli NC accusano i "cristiani della domenica" di essere formali ed ipocriti. Attaccano la Messa come se fosse un semplice involucro vuoto. Invece non hanno fatto altro che sostituire gli "obblighi" della Chiesa (che sono semplicemente una risposta coerente al dono ricevuto) a quelli del cammino (inutili, puramente formali e per farsi vedere. Hanno sostituito la Messa con il loro spettacolo dove tutto è deciso "dagli iniziatori" persino la disposizione delle sedie. (ricordo di aver visto di persona quello che doveva essere l'ostiario o il responsabile dare precisi ordini al sagrestano su come dovevano essere messe le sedie perchè poi si DOVEVA fare il ballo alla fine. E con che piglio lo diceva , sto generaletto da quattro soldi). CHE BUFFONI.

    2) non esiste la professione di "evangelizzatore". Lo stesso San Paolo che viaggiava in lungo ed in largo ha sempre LAVORATO per non essere di peso alle comunità dove andava. E lo rivendicava proprio per dire che non aveva utilizzato il messaggio di Cristo come lasciapassare per fare la bella vita. Kiko Arguello invece lo ha utilizzato come passaporto per soddisfare i suoi piaceri mondani ed i suoi vizi. E i suoi caporioni hanno seguito il suo esempio.

    Il laico deve far vedere Cristo nella quotidianità. Nel suo lavorare, nel suo essere padre o madre.
    Kiko e CArmen non hanno praticamente mai lavorato. E non sono sposati nè tantomeno genitori. Sulla genitorialità nella famiglia NC lascio parlare altri. Io dico solo che questa gentaglia come Kiko e CArmen hanno insegnato ad ODIARE i propri figli e i propri coniugi.
    Perchè solo chi odia i propri figli può dire in faccia a loro: "fosse per me non sarebbero mai nati".
    E mi voglio fermare qui



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  2. Eccole qui, riassunte in 6 puntate, le basi delle dottrine distorte del cammino neocatecumenale.
    Hai voglia ha nascondere il nuovo direttorio ed il vecchio mamotreto.
    Tutto spiegato bene, ecco il mitico cammino neocatecumenale delle origini. Programma televisivo a diffusione nazionale fatto ad uso e consumo del CN a spese della TV di stato, pagato da tutti, ma ad uso e consumo di pochi.
    La sintesi esatta del CN.
    Una élite auto-referenziale chiusa in sé stessa che usa il suo potere per circoncidere la ragione e piegare il debole a favore del forte.
    Ottima analisi di Libera e grande intuizione nel pescare questo programma sepolto nella notte dei tempi.
    Un quadro chiarissimo, pennellato personalmente dai protagonisti del "movimento".
    Eccoli qui i "vecchi"del CN che delineano i confini del loro nuovo impero.
    Qui non è possibile appellarsi alle parole fumose di Kiko Arguello nel suo Ita-ispanico.
    Tutto spiegato e commentato senza possibilità di errori di pronuncia.
    Grazie Libera per il tuo impegno, la tua pazienza ed il tuo " stomaco" nel risentire le stesse vomitevoli espressioni di sempre.

    LUCA

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  3. Uomo Libero!!!3 luglio 2020 10:06

    KIKO HA INVENTATO IL CLAN GENNARINI

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  4. Paolo VI ricordava che l'evangelizzazione andava fatta usando "testi appropriati, aggiornati con saggezza e competenza, sotto l'autorità dei Vescovi".
    All'epoca l'obbedientissimo Cammino che tanto ama i Papi, non solo non sottometteva i propri testi all'autorità dei Vescovi, ma addirittura negava di possederne!
    Dubito che in qualsiasi passaggio de Il Sale della Terra qualche illuminato catechista abbia ammesso di ripetere pari pari le frasi dei libri blu dei mamotreti, di cui il teologo Enrico Zoffoli dimostrò passo per passo l'eresia conclamata.
    Il Cammino Neocatecumenale viene invece presentato come una risposta spontaneistica ad un'urgenza, in realtà più esistenziale che spirituale, quasi fosse un'emanazione diretta dello Spirito Santo.
    Di fronte ad una mistificazione così radicale non sarebbe necessario argomentare oltre per dimostrare la effettiva matrice di questa esperienza.
    Ricordiamo solo il fatto che i 'sacri testi' del Cammino, sottoposti a revisioni e drammatici tagli, mai sono stati pubblicati nè consegnati in visione ai parroci a cui vengono proposte catechesi o ai Vescovi. Quindi viene a mancare il criterio principale dell'evangelizzazione dei catechisti laici: la fedeltà a testi approvati e verificabili.
    Per quanto riguarda il 'possesso' della vittoria sulla morte di cui straparla Gennarini, è un'indebita estensione del concetto di possesso o conquista del Regno di Dio, che veniamo invitati a cercare e a rinnovare ogni giorno con la forza della grazia sacramentale. Ma anche qui la visione neocatecumenale è profondamente alterata e capovolta: noi credenti sappiamo di dover ricercare prima il Regno di Dio e la sua giustizia perché 'tutto il resto' ci sarà dato 'in più'. Ebbene, tutto l'interesse neocatecumenale anche in queste trasmissioni (dimenticate, perché troppo rivelatrici) verte su ciò che viene dato 'in più', cioè sulla risoluzione dei problemi esistenziali, matrimoniali, sul superamento delle paure, sulla prosperità materiale, di cui anche in questo documentario televisivo attentamente sterilizzato parlano continuamente ed ossessivamente.
    Sì, forse evangelizzano: ma il loro non è il Vangelo di Cristo ma il Vangelo della prosperità, che promette vantaggi materiali ma allontana da ciò che più importa, il Regno di Dio e la Sua Giustizia.

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  5. A me, parlare della resurrezione come "possesso", lascia parecchio perplessa.

    Sappiamo benissimo che il possesso implica un'acquisizione stabile di qualcosa, soggetta sicuramente ad eventuale perdita, ma giuridicamente considerata come perdita di un diritto precedentemente acquisito.

    Come si può "possedere" qualcosa che non ci appartiene?
    O comunque, come si può pensare di riceverlo in "eredità" come un diritto?

    Fino all'ultimo respiro di vita non è decretata la sorte dell'uomo, chi accederà alla vita eterna e chi alla dannazione eterna.
    Né tanto meno questa sorte la possiamo sapere noi, semplici creature, essendo esclusivo appannaggio di Dio.

    Non possiamo possedere nulla, possiamo solo credere e agire per la Verità e nemmeno per ottenere il "vantaggio" della resurrezione, ma proprio perché è buono e giusto in sé.

    Parlare della Vita Eterna come "possesso", mi provoca un'istintivo moto di disaccordo.
    Non si può possedere la grazia.

    A me la parola "possesso" evoca qualcosa di "mio", e non mi sento di considerare "mia" la vittoria sulla morte, perché non so cosa sarò domani. Nemmeno so bene cosa sono oggi, figuriamoci domani.

    Nulla è "acquisito" e nulla è "posseduto", ma tutto è nelle mani di Dio, che scruta i cuori e sa.

    Poi boh, sarà una sensibilità mia, ma proprio non riesco a pensare alla vittoria sulla morte, alla resurrezione, alla vita eterna in termini di "possesso".

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    1. Proprio questo dimostra che il neocatecumenale fanatico è un moralista, cioè uno che è stato convinto che ci sia un protocollo da seguire per essere non in grazia di Dio, ma per poter addirittura comandare a Dio, pretendere da Dio, possedere Dio.
      Naturalmente, quando il protocollo non funziona, si scatenano i peggiori sensi di colpa, le crisi, le grandi mormorazioni, opportunamente nascoste o vissute con grande disagio e ribellione verso Dio.
      Non per nulla, una delle espressioni più orribili, non solo dal punto di vista grammaticale, che si sentono in comunità, è 'sono ribellato': per un cattolico normale è difficile capire il perchè di tanta ribellione, bisogna entrare nella mente del neocatecumenale, a cui sono stati promessi mari e monti, possesso di vita eterna senza sforzo, profezia, benessere, amore, felicità e non vede verificarsi nulla di tutto ciò.

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  6. Naturalmente nessun kikos proclamerà di essere "missionario di professione", ma l'atteggiamento dimostrerà il contrario.

    Il fatto è che nella Chiesa cattolica la missione è il risultato di una fede vissuta. Per "andare ad annunciare" la fede, occorre prima conoscerla e viverla. Nemmeno i grandi santi erano certi di sapere tutto della fede - anzi, erano proprio quelli che continuamente cercavano di approfondirla. «Signore, aumenta la nostra fede»: perfino coloro che il Signore ha scelto personalmente ed aveva loro insegnato tutto - ed erano stati testimoni diretti di grandi e numerosi miracoli -, non potevano dire di aver abbastanza fede.

    Quanto più la fede cresce, tanto più diventa naturale "annunciarla". E badate bene che la fede si annuncia non col fare prediche ma desiderando la comunione con Dio. La missione è un risultato, non un "darsi da fare" (e tanto meno un impegno stabile e pagato - cioè un mestiere).

    Ho già ricordato in passato casi di persone che senza nemmeno nominare Cristo, avevano efficacemente annunciato Cristo. Lo stesso Escrivà de Balaguer indicava come percorso spirituale verso la santità il fare bene il proprio mestiere (che non significa essere il meccanico più veloce o più economico, ma significa esser quello che quando ti risolve un problema puoi star certo che lo ha risolto come si deve: glorificare Dio attraverso il proprio lavoro, e i frutti avverranno "lateralmente", nella maniera più imprevedibile).

    Nella mentalità neocatekika, invece, si abusa del versetto «l'operaio ha diritto al suo salario» estrapolandolo abusivamente dalle Scritture e fingendo di assegnargli come significato questo: "il mega-catechistone è un operaio, ha diritto al suo salario, voi perciò dovete pagargli un lussuoso pernottamento e luculliani pasti in albergo, a lui e a tutta la sua corte dei miracoli inclusa la babysitter".

    Per non parlare delle "famiglie in missione" kikiana, pagate lautamente dalla comunità, dilettanti allo sbaraglio ad azzeccare figuracce internazionali (il vero missionario impara lingua, usi e costumi del luogo che andrà ad evangelizzare, in modo che fin dal primo giorno sarà visto come uno che vuole integrarsi e che perciò ha anche qualcosa da dire, non come un parassita a caccia di polli da spennare e di gente da "convertire").

    Inutilmente tutti gli ultimi Papi hanno invitato i kikos alla vera missionarietà - quella fondata sull'unica vera fede (anziché sulle eresie), forte del buonsenso del cristiano, rispettosa delle tradizioni dei luoghi in cui andrà, e soprattutto legata alla Chiesa. I kikos invece intendono far proselitismo neocat nelle parrocchie in cui teoricamente sono andati in missione... alla faccia del parroco e del vescovo.

    Infine, ricordiamo l'epopea dell'epico Pasqualone (esempio lampante di quel che succede ovunque nel Cammino), che fu "mandato" dai suoi mega-catechisti in missione a "evangelizzare" a dieci chilometri di distanza da casa sua (bastava prendere il treno) "senza borsa né bisaccia" ad alloggiare presso certe suore. Immaginatevi quando poi tale soggetto dichiara guerra all'isola di Patmos.

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  7. La pulce (il ritorno)3 luglio 2020 12:05

    Io non condivido tripudio, credo invece che sono matti da legare, qua c'è gente apparentemente sana di mente che è andata a fare il/la clochard per una settimana in zone oggettivamente pericolose sfidando la sorte. Degli irresponsabili.

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    1. Quelli che vanno a fare i clochard per una settimana sono quelli che hanno convinto che almeno una volta nella vita bisogna fare quest'"esperienza fortissima di Dio", come se "andare in missione senza borsa né bisaccia" fosse una cosa da farsi PER TE STESSO, per provare un'ebbrezza di precarietà e povertà "effimera", dove ogni cosa che ti capita devi interpretarla come "segno di Dio", foss'anche una signora che ti apre la porta e sta a sentire le "testimonianze", cosa che è invece normalissimo che possa accadere.

      Pompano 'sti poveri disgraziati e li istruiscono a "fare i missionari per una settimana" e, a che ne so io, quando ritornano alla base, cioè alle loro comodità, agi e vite quotidiane, sono soddisfatti di aver almeno provato cosa vuol dire essere "missionario".

      Non è gente pazza, è solo gente pompata, alla quale hanno fatto credere che il "missionario" si possa fare a tempo, solo per prova, senza averne né la vocazione né la preparazione.

      Manipolazione, si chiama, dalle mie parti.

      Purtroppo l'hanno fatta anche alcuni dei miei figli e sono tornati tutti "ripieni di spirito santo", affermando di "aver ricevuto molto" da quest'esperienza da campo-scout.
      Peccato che poi, dopo la prima volta, non l'abbiano mai più ripetuta, quando ci sono state le "chiamate" successive...

      Peccato, si fa per dire...

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    2. Rispondendo a La pulce (il ritorno):

      naturalmente nel Cammino c'è un po' di tutto. Ho indicato determinate categorie - come quella dei "pasqualoni", generalmente bisognosi di un esorcista prima e di uno psicologo poi - come più numerose di altre (come i fratelli di buon cuore che si lasciano mettere i piedi in testa e ne sono persino felici, o come i mafiosetti - più certi veri e propri criminali incalliti - che sono "non credenti in Kiko ma praticanti il Cammino" perché hanno capito che finché dura la giostra potranno comodamente attingere soldi e favori e privilegi, per sé e famiglia, di nascosto e persino in pubblico).

      Quando una persona "apparentemente sana" va a fare una settimana da clochard per ubbidienza ai cosiddetti "catechisti" e senza nessuna riserva mentale e nessun "piano B", significa che qualche equilibrio si è già rotto: è solo apparentemente sana. Davanti a Dio non posso mettere in pericolo la mia anima e il mio corpo, e di fronte ad una richiesta irragionevole non sono tenuto ad ubbidire in maniera ragionevole. Pertanto i kikos che si son portati di nascosto carta di credito e cellulare "che non si sa mai", sono stati meno stupidi e meno idolatri.

      Per questo ci siamo fatti beffe degli Hunger Games neocatecumenali, perché sono una delle pubbliche dimostrazioni più plateali che il Cammino, essendo idolatria, induce ad azioni potenzialmente molto pericolose e che non sono gradite a Dio anche quando non sembrano peccaminose.

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  8. Il parlare offensivo indebolisce la verità.

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    1. e il parlare ipocrita rafforza la menzogna ..
      infatti i NC, la cui missione è imbrogliare il prossimo, usano entrambi i metodi.

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  9. Sì, sono proprio degli ardimentosi irresponsabili...addirittura il sommo Pasqualone rischiò la vita a sei chilometri da casa...non farmici pensare, cara pulce di ritorno perché potrei scoppiare piangere!😁

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    1. A titolo di cronaca, il sullodato laico Pasqualone, per prima cosa, "esorcizzò la città" così come gli era stato comandato dai cosiddetti "catechisti" del Cammino.

      Ora, gli esorcismi sono una cosa seria, non un giocattolino da dare in mano ai laici che vogliono sentirsi importanti (superbia). Interloquire col demonio comporta diversi mali spirituali e possibilmente anche infestazioni e possessioni. Chi volesse saperne di più su questo argomento può leggere libri e testimonianze di padre Gabriele Amorth. Gli unici che hanno il diritto di compiere esorcismi sono i vescovi, più i sacerdoti incaricati esplicitamente dal proprio vescovo di compierli.

      Per tutti gli altri l'opzione migliore è la preghiera a san Michele Arcangelo, nella quale lo invochiamo affinché scacci satana e gli altri spiriti maligni che si aggirano in questo mondo. Fino al 1967 era recitata alla fine di ogni Messa non solenne (poiché pontificali e Messe solenni terminavano col canto e la processione conclusiva).

      Il fatto è che nel Cammino si pensa che il "demonio" sia una specie di simpatico portasfortuna che ti fa trovare pioggia quando vai alla convivenza, e che sia l'alibi per peccare comodamente. Basterebbe già questo a capire che il Cammino è eretico e insegna cose sballatissime riguardo al peccato, alla libertà e alla grazia.

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    2. A titolo di cronaca, gli indemoniati possono sopportare le celebrazioni scalcagnate, ma non la liturgia Vetus Ordo.

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    3. Nell'ultima comunità dove ho fatto il Cammino una ragazza di 18 anni, figlia di famiglia numerosa delCammino, in cui tutti, ma proprio tutti erano in Cammino, zii, nonni e parenti vari, fu mandata a fare la missione due a due in una grande città insieme ad un'altra ragazza più grande di lei. Risultato: le due non trovando ospitalità, dormirono per due notti alla stazione ferroviaria, un posto non proprio sicuro e ospitale... Poiché i genitori della poveretta erano superfanatici seguaci di kiko in ogni corbellerie che gli salta in testa, ovviamente non diedero alla figlia né soldi né cellulare... È questa è la paternità "responsabile" del Cammino...

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  10. Chi annuncia Cristo non deve portare altro che Cristo e il suo Vangelo: se porta un movimento, non è annuncio cristiano.
    I meriti del movimento non appartengono all'annuncio cristiano ma, eventualmente, alla testimonianza.

    L'indemoniato di Gerasa liberato da Gesù, che voleva seguire Gesù, non è stato mandato ad annunciare la salvezza ma, semplicemente, a riferire ciò che Dio aveva fatto per lui.
    Se attraverso un movimento si riceve una grazia, si può testimoniare, ma per annunciare il Vangelo occorre... annunciare il Vangelo.
    I demoni che "annunciavano" che Gesù era il Figlio di Dio, Gesù li scacciava.

    Dalla mia esperienza posso affermare che i camminanti non conoscono affatto mil Vangelo.
    Sono infatti estremamente aggressivi e provocatori, di una provocazione che supera abbondantemente quella insita nel Vangelo.
    In un certo senso il Vangelo è provocatorio di suo (non solo provocatorio, ma a volte lo è): quella provocazione è sufficiente.
    I camminanti, invece, aggiungono la loro provocazione personale, spacciandola per Vangelo.

    Ricordo che una volta andai alla Messa in una parrocchia neocatecumenalizzata. La Messa era presieduta da un Cappuccino del Cammino e i partecipanti non erano del Cammino, a parte qualcuno che aveva già partecipato alla Messa del Cammino del sabato sera.
    Il Cappuccino ha fatto un'omelia d'assalto in cui, con aria di sfida e con aggressività incredibile, ha fatto consistere l'omelia nel concetto che i cristiani sono chiamati a essere aperti alla vita, cosa che fanno quelli del Cammino, che si riconoscevano dalle teste che annuivano.

    Non è che il Cappuccino avesse detto cose inesatte, ma non basta dire cose giuste per annunciare il Vangelo.
    Il suo tono aggressivo e la sua espressione arcigna e di sfida certamente non hanno testimoniato lo spirito evangelico, ma l'errore del Cappuccino è consistito soprattutto nel far coincidere il Cammino col cattolicesimo e le esigenze della morale della Chiesa con le esigenze del Cammino.
    Ha ridotto l'apertura alla vita a una comune opera umana viziata dall'orgoglio spirituale che, come tale, ha la sua ricompensa in questa vita.

    Sono d'accordo con chi l'ha fatto notare: la morale del Cammino in realtà è moralismo.

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    1. Ecco un altro esempio tratto da un predicozzo da prete neocatecumenalizzato:

      IL GRANELLINO��
      (Gv 20,24-29)

      Caro lettore de IL GRANELLINO, sono l'Apostolo Tommaso e ringrazio padre Lorenzo per avermi dato l'opportunità di darvi un consiglio fraterno per la crescita della vostra fede in Gesù risorto, a cui il Padre celeste ha dato ogni potere in cielo e in terra. Dopo la morte del mio e tuo Signore, rimasi molto deluso e pensai che fosse tutto finito e decisi così di lasciare il gruppo degli apostoli per ritornare al mio vecchio lavoro. Feci un grande errore perché, quando Gesù apparve per la prima volta dopo la sua risurrezione, ero assente, credendo che Gesù fosse un impostore. Una cosa importante vorrei consigliarti ed è questa: non lasciare mai la comunità dei credenti.
      Anche se la comunità è costituita da uomini e donne che non sono ferventi, rimani con loro ad ascoltare la parola di Dio, a pregare e ad amare. La comunità non è fatta di uomini e donne perfetti, ma perfettibili. Gesù ci diceva sempre: "Dove due o tre sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro". Frequenta la tua comunità assiduamente e non solo quando hai voglia. Se diserti le riunioni, potrebbe accadere che proprio durante quella riunione in cui sarai assente il Signore appare. Il Signore fu molto buono con me perché decise di apparire la seconda perché io potessi vederlo. Frequenta la tua comunità di preghiera assiduamente se vuoi vedere e gustare la presenza del Signore e se vuoi imparare ad amare. Il mio augurio è che un giorno potrai dire: "Ho visto il Signore!". Amen. Alleluia.
      (Padre Lorenzo Montecalvo dei Padri Vocazionisti)

      Apprendiamo da padre Lorenzo che san Tommaso pensò che Gesù fosse un mistificatore e che la compagnia degli Apostoli era scipita come quella della comunità neocatecumenale dopo trent'anni di parole inutili, di merkabah shekinah dayenu e kippah.
      E però...guai a saltare un mezzo incontro! (soprattutto quello in cui si raccoglie la decima eh) Perché Cristo potrebbe passare allora, con il ciuffo lungo sulla testa come il pagano kairòs.

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    2. Il Granellino a uso e consumo del Cammino.
      Come dire che chi lascia il Cammino lascia la Chiesa.
      Il Cammino non è nominato, ma sembra un evidente tentativo di tentare di frenare l'emorragia degli adepti di Kiko.
      Come se chi avesse deciso di lasciare il Cammino, o avesse dei dubbi al riguardo, si lasciasse convincere dal Granellino e dai pensierini di padre Montecalvo!

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  11. Notizie da Guam: tale David Atienza, arci-catechista neocatecumenale per l'isola di Guam, ancor oggi si oppone all'arcivescovo mons. Byrnes:

    1) anni fa Byrnes aveva chiesto copia del Direttorio Catechetico; Atienza ha rifiutato (ma il Cammino non era al servizio del vescovo?)

    2) ancor oggi il Cammino a Guam [e nel resto del mondo] continua a celebrare le proprie carnevalate liturgiche, alla faccia dell'arcivescovo, dei libri liturgici validi per tutta la Chiesa, e con l'approvazione e il supporto del sullodato Atienza;

    3) "non è chiaro" se parte della raccolta neocatecumenale del "sacco nero" nelle celebrazioni neocat venga utilizzata per foraggiare il vescovo pedofilo neocatecumenale Apuron;

    4) stando al sito web dell'Università di Guam, il sullodato Atienza insegna, cioè ha uno stipendio pagato dai contribuenti guamaniani.

    E ancora non è venuto fuori il "resto della storia"... Preparatevi a grosse e numerose figuracce del Cammino Neocatecumenale.

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  12. O.T. pardon.

    "Lo schizofrenico grave è soggetto a deliri e allucinazioni che lo portano a vivere in uno stato di alterazione e di dissociazione dalla realtà. Per lo schizofrenico è “vero” e “reale” ciò che nasce dalla sua realtà soggettiva, sino alla palese negazione del dato di fatto. A livello clinico-scientifico, i casi più gravi di schizofrenia sono risultati sempre quelli di soggetti che esteriorizzano le loro psicopatologie attraverso l’elemento religioso, in virtù del quale i loro disturbi finiscono per avere una sorta di “consacrazione” soprannaturale; e chiunque li contraddica, è un nemico della potenza divina, un emissario del Demonio e via dicendo.
    Lo schizofrenico può essere molto pericoloso quando riesce a individuare e cogliere alcuni particolari malumori che pervadono le masse e che sono frutto di situazioni sociali e politiche di crisi, oppure, come nel nostro caso, di uno stato di grave decadenza del mondo ecclesiale ed ecclesiastico. A quel punto, lo schizofrenico, prende come spunto dei dati reali oggettivi e poi li manipola, sino a mutarsi in un pericoloso trascinatore di masse, oppure di piccole masse formate da personalità scontente, gravate da fragilità psicologiche e difficoltà di rapporto con il dato oggettivo, sino a essere prive di adeguato spirito reattivo verso i problemi reali". (dall’Isola di Patmos, 1° luglio 2020)

    No, scusate, qui non si sta parlando di Kiko, ma di Alessandro Minutella... oppure si sta parlando proprio di Kiko!??
    M.i.B.

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    1. ...e comunque a Kiko hanno dato due lauree honoris causa, a Minutella due scomuniche...si vede che il primo dei due ha una speciale schizofrenia opportunistica.

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    2. schizofrenia di categoria superiore che non viene curata con la scomunica perché, evidentemente, kiko fa molto più comodo così com'è..

      che anche certe ordinazioni o nomine ecclesistiche siano honoris causa ?

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  13. Dice l'intervistato del Cammino di Catania:
    "HO SCOPERTO NELLA MIA VITA UNA REALTÀ MOLTO PROFONDA DI PECCATO, MOLTI PIÙ PECCATI DI PRIMA, VEDEVO CHE ERANO DENTRO DI ME. Ma nello stesso tempo vedevo come la chiesa, vedevo come Dio, usando questa mia realtà, mi amava così come ero…"
    L'esatto opposto di ciò che si verifica in una conversione.

    Avrebbe dovuto dire: "Ho scoperto Dio nella mia vita e, conseguentemente, mi sono reso conto del mio peccato, e l'ho cominciato a detestare e a combattere confidando nell'aiuto di Dio".

    La Madonna ci insegna che la carità non origina dal peccato, per cui il peccato non è necessario.
    Se la Madonna avesse peccato, non sarebbe santa come è, perché, se così si può dire, non avrebbe sfruttato al massimo tutte le sue potenzialità di santità.

    E' vero che a volte Dio permette anche il peccato a fin di bene, come accaduto al figlio prodigo della parabola evangelica, ma questi scopre l'amore del padre nel suo abbraccio e non nel peccato.
    Il peccato lo ha solo devastato e l'insoddisfazione scaturita dal peccato è stato il pretesto usato da Dio per farlo rientrare in se stesso. E' servita per farlo "aprire" alla speranza.
    Non il peccato, ma il ritorno in se stesso (che è già una scelta) ha condotto il figlio verso casa, e non il peccato, ma l'abbraccio del padre, gli ha fatto conoscere l'amore del padre.

    Se quella dell'adepto del Cammino fosse una testimonianza "spontanea" non si farebbe caso all'eresia perché, appunto, Dio usa anche l'esperienza del peccato a fin di bene, ma poiché TUTTE le testimonianze dei camminanti seguono lo stesso procedimento, e cioè che è attraverso la conoscenza del peccato che conoscono Cristo, mi pare evidente che sono fatte apposta per trasmettere un messaggio eretico, sebbene molti dei "testimoni" non se ne rendono conto.

    In questo contesto quel "Dio... mi amava così come ero" veicola il messaggio anti cristiano che Dio dia poca importanza al peccato.
    Ma se il peccato avesse poca importanza agli occhi di Dio, Dio non amerebbe l'uomo e questa sì che è una super eresia!

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    1. Quello che i camminanti non riescono a capire, è che la giustizia opera al di là dell'amore.

      Essere amati non significa automaticamente essere salvati.

      Loro invece, sfidando la misericordia di Dio, credono che siccome Dio ama, salverà tutti.

      Questo è un inganno del demonio non da poco...

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    2. "siccome Dio ama, salverà tutti."
      ---
      molti preti, più o meno apertamente, predicano questo, forse negli anni '80 non osavano farlo, ma ora lo fanno .. ed altre cose che ai NC piacciono ..
      Perciò ribadisco la mia opinione che il CN solo apparentemente sta seccando o appassendo, in realtà è piantato in 1 terreno che risulta fertile per 1 entità così corrotta .. purtroppo non fertile per la sopravvivenza della vera fede. Temo che il "campo" (o vigna che si voglia chiamare) stia diventando sempre più, terra d'erbacce, tra cui il CN fa la sua bella figura.
      Non certo bella la faranno gli agricoltori ..

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  14. Effettivamente è un momento di grande confusione in cui gli schizofrenici, ricchi ed appoggiati, fondano "movimenti ecclesiali" e senza alcuna autorizzazione specifica, gli viene permesso di formare dei pastori che predicano di un Dio che per "par condicio" salva tutti indiscriminatamente e mette nella stessa barca i peccatori incalliti ed i Santi.
    Don Minutella è un povero sfigato schizofrenico ma non appoggiato, che colleziona scomuniche in una Chiesa in cui la gerarchia lascia operare e loda una setta anticristiana che tenta in tutti i modi di sottrarre fedeli alle bistrattate parrocchie.
    Un parroco li sposta dalla sua parrocchia, dove fanno come gli pare da 30 anni, con l'appoggio del suo Vescovo, poi, lo stesso Vescovo che ha appoggiato la decisione del parroco, corre a consolarli.
    C'è qualcosa che non va.
    Forse la schizofrenia è contagiosa oppure qualcuno ha le idee confuse?

    LUCA

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    1. O confuse oppure troppo chiare su quello che vogliono o su quello che temono .. dov'è il tuo tesoro è il tuo cuore ..
      Certi preti (la maggioranza visto che imparano dai loro superiori a fare così) non mi ingannano più, ogni volta mi illudo .. ma sto imparando a girare al largo, poiché comincio a vedere dove NON hanno il cuore..

      forse l'ingenuità è 1 peccato "contro lo Spirito Santo" perché non mi pare venga perdonato .. anzi, lo pagherò fino alla fine dei miei giorni.

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  15. Sono passati tre anni dalla chiusura del farlocco seminario neocatkiko R.M. di Guam con annessa farlocca "facoltà" teologica kikiana, e all'improvviso dalla curia di Guam arriva la notizia che due neocatkikos guamaniani sono stati ordinati presbikikos nella diocesi di Newark (grossa circa quanto quella di Brescia; è nel New Jersey, stato USA popolato circa quanto la Lombardia), sede dell'illustre Gennarini. C'è da chiedersi seriamente come mai quei due, dopo tutti gli scandali neocatecumenali, hanno preferito continuare il loro percorso sacerdotale in una struttura del Cammino anziché in una struttura diocesana. Se avessero davvero la vocazione, si sarebbero affidati ad una diocesi: e invece no, passano in un altro seminario kikiano già famoso per aver ospitato con tutti gli onori il molestatore sessuale McCarrick, quello recentemente "spretato" e privato del titolo di cardinale da papa Francesco. Si vede che vogliono proprio servire Kiko anziché il Signore e la Chiesa.

    La pubblicazione a Guam in pompa magna della notizia di quei due significa che la curia arcidiocesana a Guam pullula ancor oggi di kikolatri più o meno camuffati, che vanno improrogabilmente ossequiati come quei brutti ceffi della malavita che si svegliano al mattino con la luna di traverso e decidono di rovinare la vita di qualcuno.

    Il gruppo Concerned Catholics of Guam auspica che l'arcivescovo Byrnes espella i neocatecumenali da Guam, presenti da circa 25 anni a causa dell'«invito» di tale Adrian Cristobal, presbikiko latitante dal giorno in cui emersero accuse di molestie sessuali su minori, e da qualche anno sospeso a divinis perché si è rifiutato di rientrare a Guam. Tale Cristobal aspirava a diventare vescovo e successore di Apuron (con cui condivideva il vizietto della pedofilia), ma gli scandali Apuron/Cammino hanno rovinato i suoi sogni. Naturalmente ancor oggi è in comoda "missione" presso qualche centro neocatecumenale, infischiandonsene della sospensione a divinis (il divieto di celebrare i sacramenti).

    L'arcidiocesi di Agaña (AOA, coincidente con l'isola di Guam) ha oggi quattro seminaristi non kikos in formazione, che per la curia di Guam stranamente non fanno notizia. "Il resto della storia" deve ancora venir fuori, e riguarda certamente gli strani appoggi politici e istituzionali del Cammino. I capicosca della setta di Kiko lo sanno, e lo sanno anche le vittime del Cammino.

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