martedì 23 giugno 2020

TRENT'ANNI DI CAMMINO A CONFRONTO: COS'È SUCCESSO? (IL SALE DELLA TERRA - 1)

Nel 1983 la RAI mandò in onda un ciclo di sei puntate di un programma intitolato “Il sale della terra”, condotto dal neocatecumenale Mimmo (Pier Emilio) Gennarini, padre dei due pilastri neocatecumenali, Giuseppe e Stefano.


Giuseppe è attualmente il responsabile degli USA e ne abbiamo spesso sentito parlare riguardo alle faccendacce di Guàm.
GENNARINI GO HOMEsi leggeva al suo arrivo sull’isola di Guam.

Il capostipite Mimmo Gennarini, scomparso nel 1987, era un dirigente della RAI che si dice “abbia inventato la RAI” insieme ad altri nomi illustri come Enzo Biagi, Arrigo Levi, Umberto Eco… e che fosse uno tra gli uomini fidati dell’allora partito governante, per una forma di monopolio dell’azienda RAI.

Ettore Bernabei stesso, soprannumerario dell’Opus Dei e dirigente generale della RAI, ai tempi in cui Mimmo Gennarini era incaricato della selezione del personale, racconta che gli diceva di assumere solo cristiani. Infatti quando Gennarini gli disse: “Tranquillo, direttore, questo è un democristiano di ferro”, lui gli rispose: “Ma almeno crede in Dio? Perché che sia democristiano interessa poco, conta di più che sia credente".

Bernabei era un pezzo veramente grosso: era in contatto permanente con la segreteria di Stato vaticana e coi cardinali Dell’Acqua, Benelli e Casaroli. Però, «di certe questioni», parlava direttamente con il Papa, prima con Giovanni XXIII, poi con Paolo VI, e quindi con Giovanni Paolo II.

Non avreste voi garantito o messo una buona parola davanti al card. Dell’Acqua o al Papa, quando fu il momento per Kiko di presentarsi a chiedere il permesso di incistare la sua creatura, sulla parola di Gennarini senior che si trattava di “gente che crede molto in Dio”?
È naturale che potendo l’abbia anche fatto, a maggior ragione considerando che tale permesso fu chiesto “dopo” aver iniziato l’attività, come dice anche Kiko, quindi “dopo” aver catechizzato nel ’69 la parrocchia del ricco quartiere "bene" Parioli, S. Luigi Gonzaga, territorio della famiglia Gennarini.

Dal 1963, in RAI Mimmo Gennarini fu a capo del Comitato programmi, che decideva sulle messe in onda.

Gli fu facile così inserire nella programmazione del sabato sera una trasmissione che, non dichiaratamente, propagandava il Movimento Neocatecumenale ed era portata avanti da persone che hanno tutte poi avuto un significativo ruolo nel Movimento Neocatecumenale.

Io mi sono guardata tutte e sei le puntate e devo dire che, a parte qualche rarissima e breve ammissione ad altri Movimenti, tutte le puntate parlavano del Movimento Neocatecumenale, però in modo subdolo, senza dare nell'occhio, nominandolo solo qualche volta incidentalmente e con nonchalance.

Predicazione esclusivamente neocatecumenale, terminologia neocatecumenale, ospiti favorevoli al Movimento Neocatecumenale, testimonianze quasi esclusivamente neocatecumenali, addirittura canti neocatecumenali…
Però ufficialmente “era la Chiesa” rinnovata post Concilio Vaticano II.

In un paio di occasioni, lo stesso Mimmo Gennarini ha ammesso che la trasmissione era il frutto del lavoro in squadra con altre persone, come del resto si vede anche nei titoli durante la sigla.
Queste “persone” erano naturalmente tutte neocatecumenali DOC: oltre a Mimmo Gennarini, neocatecumenale comprovato e “mentore” romano di Daniel Lifschitz, c’erano anche Angela Pellicciari, in cammino dal 1971, l’ormai tristemente arcinoto figlio di Mimmo, Giuseppe Gennarini, quindi Giuseppe (Pino) Manzari, Luciano Tosti (ex sacerdote dispensato su sua richiesta nel 1950 e poi sposatosi ed appartenente al Movimento Neocatecumenale dal 1971 nella parrocchia romana di S. Luigi Gonzaga), Pierluigi Varvesi, giornalista e capo-redattore RAI, in Cammino dal 1970 e una certa Annamaria Federici, della quale non è stato possibile reperire notizie.

Anche nel backstage c’erano neocatecumenali DOC, magari nemmeno dipendenti stabili della RAI: collaboratore in redazione, Maurizio Pastore e tecnico audio Carlo Striano.

Quest’ultimo, anch’egli giornalista collaboratore anche del quotidiano Avvenire, fu cinereporter per la RAI e fotografo free-lance e amico del giornalista Bruno Vespa, col quale andò a cena insieme al giovane card. Wojtyla, poi Papa.

Questi sono gli ambienti in cui si è sviluppato inizialmente il Movimento Neocatecumenale.
Ambienti di soli VIP.

Nel Collegio Elettivo neocatecumenale contenuto negli Statuti ad experimentum del 2002, figurano, guarda caso: Giuseppe Gennarini, Stefano Gennarini, Giuseppe (Pino) Manzari, Carlo Striano e Maurizio Pastore.
La trasmissione era quindi organizzata da massimi esponenti del Movimento, al posto giusto nel momento giusto.

Non per infierire, ma chi lo dice che il Movimento Neocatecumenale salva le famiglie?
Pierluigi Varvesi non fa mistero, in uno dei suoi molteplici siti web, che dopo la prima separazione ha ottenuto l’annullamento del matrimonio, ma che anche il secondo matrimonio è naufragato nel 2007. Dal 2013 la comunità se l'è vissuta a Nettuno e gira e rigira è diventato in vecchiaia “laico consacrato” a Gesù.
Ognuno ha la sua storia, non c'è giudizio da fare, ma i fatti sono fatti.

Insomma, con la benedizione della RAI, il gruppetto VIP neocatecumenale, prevalentemente se non esclusivamente della parrocchia di S. Luigi Gonzaga di Roma, ha impetrato INTERESSI PROPRI, portando avanti per ben sei puntate un programma televisivo di evidente propaganda del loro personale Movimento, definendolo “Chiesa”.

Allora potevano agire indisturbati, spacciando ogni cosa volessero ma oggi, anno 2020, un po’ di cosette le possiamo capire meglio, dopo quasi 30 anni.

E non ci sembra nemmeno corretto che senza nulla dichiarare, come in una sorta di pubblicità occulta che ti manda input e immagini del prodotto da pubblicizzare, in modo che ti rimangano nella mente, una privilegiata parrocchia della “Roma bene” del ricco quartiere Parioli, abbia potuto metter su un intero programma di sei puntate a diffusione nazionale per propagandare quel particolare "itinerario", soprattutto spacciandolo per la Chiesa.

È stato un po’ come quando nei film mettono la lattina della Coca Cola in bella vista: non è una pubblicità esplicita della Coca Cola, ma la visione del prodotto ne induce la conoscenza ed il conseguente incentivo all’acquisto. Product Placement, così lo chiamano i pubblicitari: e si pagava profumatamente.

All’epoca nessuno si sarà accorto di nulla, dopotutto nessuno li conosceva, questi neocatecumenali, ma oggi capiamo benissimo.

In quel programma tutto parla di Movimento Neocatecumenale, a partire dalla disposizione scenografica.
Alla destra del conduttore Mimmo Gennarini, infatti, fa bella mostra di sé la croce astile kikiana rialzata su un piedistallo (come la lattina della Coca Cola).

Ma anche la sigla fa riferimento al Movimento Neocatecumenale perché, pur contenendo immagini di varia natura, propone l’immagine di un battesimo neocatecumenale per immersione nella classica vasca interrata ed i volti di alcuni “testimoni”, che poi risulteranno essere neocatecumenali ed è accompagnata da un canto neocatecumenale, precisamente “Per amore dei miei fratelli”.

Naturalmente, l’orchestrina a lato, munita di strumenti vari, è costituita da cantori neocatecumenali, di cui la voce solista è quella del compianto Giorgio Filippucci ed è ben visibile al charango la moglie di Giuseppe Gennarini, Claudia. I canti proposti, ovviamente, sono tutti canti neocatecumenali, ma non viene detto MAI.

Si dice solo alcune volte: “canto che forse non conoscerete”, consci del fatto che solo i pochi neocatecumenali esistenti nel 1983 li potevano conoscere, anche in virtù dell’«arcano», che proibiva tassativamente di diffondere questi canti a chi non fosse neocatecumenale e non fosse giunto alla tappa prevista.
Esperienza personale, ricordi precisi.
Ai “fratellini minori” veniva imposto l’arcano, mentre i grandi capi pubblicizzavano occultamente…

L'orchestrina neocatecumenale
Tutto molto in famiglia, si può affermare tranquillamente, servendosi di persone chiave della RAI.
Kiko deve molto alla famiglia Gennarini.

Stefano Gennarini, infatti, rimembrava in seguito che:
Quando tornai a Roma per il Natale del ’69 (dalla Germania), tutta la mia famiglia stava seguendo le catechesi condotte da Kiko Argüello e Carmen Hernández – iniziatori del Cammino – con don Francesco Cuppini, nella parrocchia di S. Luigi Gonzaga."
Ma l’interessante, oltre all’impianto scenografico e musicale totalmente neocatecumenale, è la scelta delle persone invitate a parlare, tutte naturalmente in linea perfetta con la dottrina Kika, nonché anche i collegamenti esterni, scelti ad hoc.

Alcuni dei personaggi o delle parrocchie intervistate nel 1983, però, sappiamo oggi che fine hanno fatto: i diseredati riabilitati, gli onorati infamati, gli sconosciuti rivelati… in un ribaltone rispetto all’epoca veramente impressionante.

Nei prossimi articoli analizzeremo ogni singola puntata, perché in ognuna di esse c’è un “tesoro nascosto” da scoprire, un argomento, personaggi. Non correremo il rischio che da youtube spariscano le puntate, come spesso avviene per le cose “pericolose”, anche se di appartenenza alla RAI. Abbiamo già tutto archiviato.

Intanto però ci preme dire due parole sulla parrocchia di S. Luigi Gonzaga, che fu una delle prime ad essere catechizzata da Kiko, nel 1969 e alla quale apparteneva l’intero cast del programma “Il sale della terra”.

All’epoca della trasmissione, quindi, costoro “camminavano” da appena 13 anni ed il Movimento neocatecumenale esisteva da solo 14.

Sebbene li avesse già rimproverati a febbraio 1983 («...le norme giuridiche, come anche quelle liturgiche, vanno osservate senza negligenze e senza omissioni...»), si può dire che quando Giovanni Paolo II fece la visita pastorale nel 1988, ancora non li conosceva bene, cioè intendeva vederne solo i tanto vantati “frutti”.

Infatti, incontrandoli separatamente dal resto delle altre realtà, oltre alle lodi tessute per il loro zelo, disse:
Fate sì che si realizzi una parola che corrisponda pienamente a quello che voleva Cristo dagli apostoli: Andate. NON DICEVA: PRENDETE I PALAZZI, LE RICCHEZZE, LE CASE . . . NO. GLI DICEVA: ANDATE.

Non palazzi come questi... (Domus Galilaeae)
Erano all’epoca solo 150 persone divise in cinque comunità: in neanche quindici anni di esistenza del Cammino. Alcuni erano partiti “itineranti” in diversi Paesi dell’Europa, dell’Asia, dell’Africa e delle Americhe (per l’appunto quelle zone che ricorrono nelle puntate gennariane).
È naturale anche che quindi Giovanni Paolo II, diluviato di propaganda neocatecumenale, li definisse “lievito”: erano pochissimi ma molto VIP.

Povero Giovanni Paolo, avesse saputo allora l’evoluzione in “palazzi, ricchezze e case” che ha avuto questo presunto lievito…

…o come questi
(Centro Neocatecumenale a Porto San Giorgio)
Vorrei accostare il paragone, perché una volta leggendo articoli di cucina, ne scoprii uno che si intitolava: “Come il lievito distrugge la tua flora batterica e la tua salute”.
Distrugge e fa male, anche se moltiplica la pasta: si tratta del lievito di birra, quello che contiene fosfati, quello più dannoso, prodotto estremamente industriale e di cattiva qualità. Mentre il lievito senza fosfati è buono e non fa male, come quello per dolci a pasta acida. Interessante accostamento.
Non tutto il lievito è buono e salutare.

…o questi (seminario Redemptoris Mater a Medellin)
Ai tempi di Gesù non esisteva il dannoso lievito di birra fermentato, che fu inventato nella seconda metà dell'800, quindi Gesù parlava di quello buono, quando disse che i futuri cristiani sarebbero stati il lievito, anche se insegnò a diffidare del “lievito dei farisei”.

Tornando a noi, veniamo a conoscere che quella di S. Luigi Gonzaga viene anche definita la “parrocchia dei VIP” ai Parioli, perché frequentata, anche attualmente, da famosi personaggi pubblici della politica, cultura e spettacolo.

Non c'è bisogno di insinuare nulla, basta parlare chiaro: ora come allora lì stavano persone che contano.
Questo spiega anche molto bene perché l’Argüello lasciò ex abrupto la sua predisposizione iniziale verso i poveri, una volta in Italia…

Nel 2012 le comunità in quella parrocchia erano soltanto 10, non un grande exploit come volevasi presagire, anche se vige il post-cresima neocatecumenale, che evidentemente non riesce a coinvolgere più di tanto nel Movimento Neocatecumenale, anche se viene dedicato a questo un intero articolo sul periodico RomaSette.

Ci hanno delusi: solo 10 comunità in più di 30 anni.

Riguardo alle trasmissioni del 1983, la prima puntata, lo vedremo, è genericamente un’introduzione, ma già si affrontano “neocatecumenalmente” alcuni temi, soprattutto il "rinnovamento": "prima" ed "ora".

In tutte, comunque, e qui sinceramente appare un déjà vu, si ripete sistematicamente la differenza tra il “prima” e il “dopo” cammino, che per intenderci chiameremo prima e dopo “la cura”, come se la fede si potesse assimilare ad un trattamento estetico o dimagrante.

Quello che ci importa però, è vedere che fine hanno fatto parrocchie, situazioni e persone citate allora come il non plus ultra del meglio, nel corso di 30 anni.
Ci sarà da sorprendersi.

(fine prima parte -- segue)

28 commenti:

  1. Nota storica:

    - la prima denuncia del neocatecumenalismo è del gesuita padre Virginio Rotondi, mi pare nel 1982, autore della rubrica Così, semplicemente sul quotidiano Il Tempo, il quale già accennava all'esistenza delle catechesi segrete;

    - nel 1982 a monsignor Pier Carlo Landucci fu commissionato un articolo sul Cammino da far leggere a Giovanni Paolo II. Per qualche "misterioso" motivo, non pervenne risposta da Giovanni Paolo II, e perciò l'articolo fu pubblicato sulla rivista Sì, sì, no, no il 31 gennaio 1983. Nell'articolo mons. Landucci afferma che il Cammino è un movimento non di massa ma di élite

    - qualche anno dopo, nell'estate del 1986, il passionista padre Vittorio Lucchetti scoprì per caso i "mamotreti" e ne fece fotocopia che affidò poi a padre Enrico Zoffoli.

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    1. Ai bonghi un giovin architetto catechista della parrochietta Romana “smg” dopo la morte di fvoltag.. in prima fila anche un altro giovin chitarrista romano morto recentemente ... insomma sempre gli stessi se la cantano e se la suonano ..appunto..
      greg

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  2. Uomo Liberoooooo!!!!!!23 giugno 2020 08:41

    MAMMA RAI HA TENTATO DI CONVERTIRCI COI SUOI ADEPTI RACCOMANDATI.

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    1. Secondo alcuni - tra cui padre Ariel Levi di Gualdo, che ne spiega i motivi nel suo libro La setta neocatecumenale pubblicato dieci mesi fa, libro che non ci stanchiamo mai di consigliare di regalare a parroci e vescovi - Giovanni Paolo II avrebbe colpevolmente chiuso un occhio sugli strafalcioni liturgici e sull'impianto eretico del Cammino, probabilmente anche per il fatto che i kikos vantavano di sfornare figli come conigli. Wojtyła aveva visto gli orrori di un regime comunista, gli orrori della guerra, e - da vescovo prima e da Papa poi - l'introduzione di aborto e divorzio anche in Italia. Ma il Cammino all'epoca era numericamente ancora irrilevante.

      Secondo altri - tra cui padre Enrico Zoffoli - Giovanni Paolo II era malamente informato, altrimenti avrebbe in qualche modo reagito. Questa spiegazione, sebbene sia confermata dall'invincibile attitudine dei kikos a mentire e ingannare pur di difendere il prestigio della setta, sembra piuttosto un risultato della devozione di Zoffoli al successore di Pietro. Infatti per cambiare drasticamente idea non c'è bisogno di mille denunce e mille discorsi: a volte basta una semplice evidenza. Padre Zoffoli non fu il solo a presentare evidenze, e sembrerebbe improbabile che neppure una di tali evidenze giungesse alle orecchie di Wojtyła (figurarsi poi quando l'entourage papale vedeva la Carmen albergare comodamente lì nei pressi di Giovanni Paolo II).

      Giovanni Paolo II il 10 febbraio 1983 già rimproverava i kikos riguardo al sacerdozio e ai sacramenti. Attenzione alle date: avviene dieci giorni dopo la pubblicazione dell'articolo di mons. Landucci (oggi diremmo: "alla prima occasione utile"), articolo che era stato originariamente scritto per il Papa, non per essere pubblicato, e che il 31 gennaio 1983 era finito su una rivista cartacea perché dal Papa non erano giunte risposte.

      Attenzione sempre alle date: siamo nel 1983, e nei dieci anni precedenti l'Italia aveva visto il terrorismo e le stragi, il successo apparentemente irrefrenabile del Partito Comunista (34% alle elezioni del 1976), la vittoria del divorzio (1974), l'introduzione dell'aborto da parte di Andreotti e dei democristiani (1978), la sconfitta del referendum contro l'aborto (1981).

      Siamo nel 1983 e il Cammino è incistato a Roma da tredici anni e pochi mesi: il fenomeno "Cammino" consta di poche centinaia di persone tra cui i sopracitati pezzi grossi (Gennarini, ecc.) compreso il manipolo di "itineranti" e "missionari" partiti in nome di Kiko alla conquista del mondo, e che già nel 1974 avevano lucrato la sperticata lode del cardinal massone Bugnini. (Altri movimenti ecclesiali, molto più grossi, non ebbero altrettanta lode)

      - 31 gennaio 1983: la denuncia di mons. Landucci, originariamente scritta per un solo lettore (Giovanni Paolo II), per forza di cose diventa pubblica, sia pure su una rivista poco conosciuta (ma particolarmente malvista dalla Massoneria)

      - 10 febbraio 1983: blanda risposta di Giovanni Paolo II

      - 1983: nella RAI, i topi di redazione neocat allestiscono le puntate de Il Sale della Terra per gloriare furbescamente il tripode Kiko-Carmen-Cammino (agli occhi di quale augusto telespettatore?)

      Fra gli ultimi mesi del 1982 e il 1983 dev'essere dunque successo qualcosa che il Tripode è riuscito a silenziare. Passeranno almeno tre anni prima che per un evento del tutto fortuito i passionisti pp. Innocenti e Zoffoli scoperchieranno nuovamente il calderone (i kikos continueranno a negare l'esistenza dei "mamotreti" con le "catechesi segrete" anche dopo che p.Zoffoli le aveva pubblicate e commentate nei suoi libri e articoli).

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  3. Immergermi nel passato mi costa non poca pena, li rivedo tutti, ruspanti giovani e scalpitanti i puledri kikiani bramosi di conquistare il mondo.

    Cammino elitario ormai la cosa è chiara, unica "via larga" da prendere per il fraccomodo Kiko e la ricca viziata Carmen, insofferenti entrambi ad ogni autorità per costituzione.

    Poi tutti questi rampolli di ricche famiglie vederli scegliere di andare ad ogni parte.... Senza borsa né bisaccia, come la spazzatura del mondo.... Fanno ridere! Viziati inadatti a vivere che hanno escogitato una forma di esistenza sui generis, avventurosa e stimolante, lontana da tutti i penosi e quotidiani problemi che affliggono i comuni mortali. Tanto... Lasciate che i morti seppelliscano i loro morti e che le cognate ammalate vadano in malora. Il cuore itinerante neocatecumenale batte solo per l'idolo tricorno Kiko/Carmen/Cammino.

    Si dice... dopo 30 anni! Ma dal 1983 di anni ne sono passati 37 e dall'inizio del cammino, come ben si sa, 50.
    Chi lo avrebbe detto mai agli albori???
    Roba da prendersi un infarto e restarne secchi.

    Perché la notizia è solo una. Questi ancora camminano in comunità! E quelli che ancora si reggono in piedi vanno ancora girando per il mondo facendo danni.

    Pax

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  4. In tutto questo sorprende ancor più quanto messo in evidenza. Ossia che il Signore non ha fatto mancare veri illuminati che mettessero in guardia la Chiesa già in quegli anni di ascesa del cammino. Anche sotto questo aspetto nulla è cambiato. Non ascoltati allora come oggi. Considerati indegni anche di una risposta, di un semplice riscontro.
    Tamquam non esset.
    Intanto il lievito dannoso è marcio del cammino ha corrotto tutta la massa indisturbato.
    Speriamo non in forma irreversibile!

    Pax

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  5. Una delle domande che mi sono posta spesso è come mai l'Arguello, una volta in Italia, abbia completamente cancellato la sua dedizione ai poveri stile Palomeras, per dedicarsi esclusivamente alle parrocchie borghesi.

    In pratica ha rinnegato il suo "carisma iniziale" quello del "Vangelo dei miserabili", per mettersi dalla parte dei ricchi e dei potenti, una volta per tutte e definitivamente.

    Niente a che vedere con Torreggiani, conquistato attraverso la dimostrazione dell'assoluta dedizione ai poveri e ai diseredati, nonché agli zingari: Torreggiani è sempre rimasto fedele al suo carisma iniziale, alla sua vocazione per i poveri, fino alla morte. Così anche de Foucauld, che l'Arguello spacciava di voler imitare.

    Frugando nella storia però si comincia a capire il perché: L'Arguello non aveva alcun "carisma" iniziale da dover rinnegare, voleva soltanto riuscire in un'opera che già altre volte aveva tentato fallendo. Voleva fondare comunità cristiane, ad ogni costo e di qualsiasi tipo. Tutto gli andava bene pur di coronare il suo sogno.

    Ecco che così, anche grazie ai soldi e agli appoggi di Carmen, una volta sbarcato in Italia ha potuto toccare i tasti giusti: la dedizione ai poveri non pagava molto in termini di successi, meglio rivolgersi ai ricchi borghesi, con le mani in pasta ovunque.

    Mi chiedo appunto come una parrocchia dei Parioli, infatti, abbia potuto ammettere a predicare due parvenus spagnoli sconosciutissimi, così facilmente.
    E' chiarissimo che erano già raccomandati: quando Kiko si presentava ai preti con Torreggiani, nessuno se lo filava.
    Come mai, quindi, i quartieri ricchi hanno iniziato a filarselo?
    Forse le raccomandazioni non arrivavano più da un "insignificante" Torreggiani, ma da qualcuno ben più in alto, che garantiva per loro, forse lo stesso Bugnini o gente di quel calibro.

    I potenti.
    Nemmeno sapevano bene cosa faceva questo Arguello "provenuto dalle baracche", ma l'hanno ripulito di ogni presunto carisma iniziale per trasformarlo in una macchina da guerra al servizio di un "nuovo carisma".

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  6. Ricordavo che esistesse questa trasmissione e ringrazio Libera che la ripropone, credo che, dopo 37 anni, sarà interessante vedere cosa sia successo ai testimoni e alle parrocchie partecipi di questa esperienza religiosa che il conduttore del tutto impropriamente chiama Chiesa (dovrei ascoltare meglio, mi pare che si sia scordato di aggiungere "cattolica").
    Ai tempi non l'avevo vista e non ne avevo una buona opinione, forse perché questo suo 'elitarismo' era così evidente da disturbare anche gli stessi neocatecumenali di allora, che non erano più figli dell'alta borghesia della Capitale, ma gente comune davvero.
    Comunque vederla ora porta a fare diverse riflessioni sulla natura del Cammino, che emerge senza quasi nessun filtro.
    Fin dall'inizio, tutti i cattolici intervistati sembrano non avere un passato di fede: per tutti, l'esperienza di ciò che definiscono 'Chiesa', ma è evidente che intendono 'Cammino', non è riconducibile a nulla di vissuto in passato.
    Quindi è evidente che non tratta di una Chiesa postconciliare ma esclusivamente di CNC (realtà allora come ora veramente infima numericamente) come 'il Postconcilio', quasi che, appunto, incarnasse una discontinuità, un salto di valore compiuto dalla Chiesa e riconosciuto profeticamente per il momento solo dai kikos.
    Una delle prime testimonianze, quella dell'ex aderente a un gruppo di brigatisti rossi, fa saltare sulla sedia. L'esperienza delle BR viene accantonata, e non rigettata, pure con una certa nostalgia, non perché si fosse rivelata in fondo criminale (e il ragazzo racconta di aver temuto di essere ucciso in certe 'azioni' quindi sa di cosa si tratta), ma perché la giustizia nel mondo, unico afflato ideale che a mio parere poteva giustificare certi eccessi, semplicemente, per lui e per quel dio che sostiene di aver incontrato, non esiste, visto che quel dio ama i peggiori così come sono; quindi, è sottointeso, è inutile combattere per la giustizia e l'equità quando Dio stesso si pasce nel male e lo accetta amandolo.
    In sintesi, nessun orrore per le derive criminali di quella stagione, la 'conversione' non porta a una rivalutazione dei valori civili e umani, ma ad un salto in un brigatismo di tipo diverso, di cui Dio stesso è il capobanda.
    Cercherò di completare la visione, almeno di questa puntata. Ma un'altra riflessione che vorrei fare subito, è che ciò che viene proposto è il Vangelo della prosperità, stravolgimento eretico del messaggio cristiano che attribuiamo ad alcune sette protestanti ma che il CNC ha introdotto in casa cattolica.
    Ciò che viene rigettato infatti della fede è il sacrificio, la visione della vita terrena anche come sacrificio o rinuncia in visione di valori superiori. Per tutti i testimoni della trasmissione, Dio è in fondo la chiave del successo terreno: del successo sul lavoro, della riuscita della vita familiare, il tutto senza rinunciare al peccato. Mi riferisco anche all'intervista del camionista statunitense che confessa di essere un 'sensuale' e che si conclude nell'abbraccio alla biondissima moglie che, in separata intervista, davanti ai suoi bambini dice che non li desiderava e non li amava (parole terribili da dire di fronte ad un figlio: le peggiori!). Una scenetta di trionfo della prosperità terrena senza dover rinunciare a nessun peccato, senza sacrificio, proprio da manuale del Vangelo della prosperità con promessa del centuplo.
    Il 'sale della terra' è azzeccato, come titolo della serie televisiva, perché tesimonia la trasformazione della fede in una strategia di successo terreno che in definitiva chiude il Cielo sulla testa e giunge, invece che all'affermazione di Dio e del messaggio evangelico, alla sua negazione.

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  7. O.T.
    Vorrei sapere cosa ne pensate del sito Neocatecumenale https://www.shema.it/, attivo da circa poco più di un anno: come se fossero passati dal mutismo assoluto di prima, ad una pseudo informazione, tanto per gettare un po' di fumo negli occhi, con qualche foto, recapiti ed articoli che esprimono i sempiterni concetti, che ormai conosciamo a memoria; forse ne avete già parlato ma per un po' di tempo sono stato assente dal blog.
    Grazie,
    Ruben.
    ---

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  8. Concordo pienamente con l'analisi di Valentina.

    Pur non avendo fatto parte del Cammino, anche io ho dei ricordi.
    Ricordo che una persona di mia conoscenza rideva del cammino del Cammino perché, diceva: "dopo 10 anni di cammino i neocatecumenali non hanno ancora imparato a pregare"!
    Nulla di strano: il Cammino, infatti, è un cammino gnostico che poco ha a che fare con un cammino spirituale nella Chiesa.

    E ricordo che una volta un giovane camminante mio amico, di formazione cattolica, mi chiese come poter fare per mantenersi puro con la fidanzata, perché nonostante tanto camminare non ci riusciva.
    Io gli risposi con modalità forse un po' ingenua (anche io ero giovane e "neofita"), che non doveva fare nessun affidamento sulle sue forze umane, ma doveva affidarsi solo al Signore e a sua Madre. Che nel momento della tentazione tirasse fuori il Rosario!
    Lui andò dai catechisti che gli dissero che il Cammino era il suo posto...
    Ora è felicemente sposato con quella (ex) ragazza e ha vari figli. E' un camminante che stimo perché so che ha costruito su Gesù e se anche ciò che ha costruito sarà provato col fuoco, e forse in parte verrà distrutto, lui, come dice San Paolo, sarà salvo, perché ha costruito sul fondamento di Cristo. Sarà salvo per la fede cattolica, quella vera, pre kikiana.

    La differenza tra il rialzarsi dal peccato e il cadere di nuovo per poi ancora rialzarsi, e un cammino gnostico, è che chi cade e si rialza SA BENE dove sta la verità, non cerca scuse e vive il dramma della caduta, ma con speranza.
    Ci sono persone immature che hanno vissuto questo dramma per decenni, ma nella verità.

    Lo gnostico, invece, si affida al suo "percorso", per cui, alla fine, anche se vede il peccato come un qualcosa di brutto, lo vede ancora come una cosa naturale, inevitabile.
    Fa "schifo", ma come lo può fare un ratto che esce da una fogna: in fondo il ratto è parte della natura e non si ha colpa se lo si incontra. Capita... Anzi se si percorrono le strade della vita è inevitabile che capiti. Di più: è pur sempre un'ESPERIENZA (brutta parola se detta senza alcuna premessa) e come tale, cioè come esperienza di vita, è necessaria!
    Come conoscere il male, per certe sette, è necessario per capire il bene!

    Questo porta a una menzogna tremenda. E' un modo di dire bene al male, ma con l'ulteriore inganno che il male si chiama ancora male (proprio come lo chiama la Chiesa), solo si dice che è necessario (la Chiesa dice l'opposto), come fosse una cosa connaturata all'uomo, e all'uomo salvato da Cristo, che invece è venuto a sconfiggere il peccato.

    Il Cammino è un cammino per abituarsi a convivere col peccato, chiamandolo peccato, ma senza fare nulla per evitarlo.

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    1. La virtù si alimenta attraverso lo sforzarsi di compiere frequentemente opere buone (anche piccole, anche insignificanti), e di conseguenza l'abbracciare piccole privazioni e compiere gesti di riparazione, sostenendo il tutto con la preghiera e i sacramenti, rendono più resistenti alle tentazioni.

      L'obiezione secondo cui "faccio il Cammino ma mi faccio sempre più schifo" è equivalente a dire: il Cammino non ti migliora spiritualmente, e comunque tu pretendi di guarire senza curarti e senza medicine.

      E la cosa non ci meraviglia perché sappiamo per esperienza diretta e indiretta che il Cammino non ti educa alla carità; al massimo ti fa compiere qualche rappresentazione scenografica all'interno delle celebrazioni comunitarie. Pertanto è del tutto ovvio che alla fine del Cammino uno abbia sempre gli stessi difetti.

      Il consigliare il rosario, istintivamente, era un modo per ricordare che senza la preghiera personale si resterà nel peccato. Nostro Signore stesso disse [cfr. Mc 9,29] "Questa specie di demòni non si può scacciare in alcun modo, se non con la preghiera".

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  9. Immaginiamoci la scena:

    A luglio 1968 Kiko e Carmen arrivano a Roma.
    Vanno con Torreggiani alle parrocchie, tutti i parroci di Roma li rifiutano dicendo: "sono cose che vanno bene per la Spagna, non qui da noi...".
    Non conoscono la lingua. Carmen non l'ha imparata mai.
    Kiko vestiva un eskimo, come era uso all'epoca nelle ale sinistroidi. Portava la barba lunga. Un perfetto sessantottino.
    Visto che tutti i parroci che aveva visitato con Torreggiani li rifiutavano va nel Borghetto Latino.

    Da qui... miracolo!

    A ottobre delle stesso anno già inizia le catechesi ai Martiri Canadesi!
    Solo dopo 4 mesi di costanti rifiuti!

    Dopo i Martiri Canadesi le catechesi fioccano, Roma non è più ostile ai parvenus spagnoli e i parroci ora li accolgono: Santa Francesca Cabrini, Santa Maria Goretti, S. Luigi Gonzaga...

    Chi li ha raccomandati?
    Le raccomandazioni di Torreggiani non erano state per nulla efficaci.
    Qualcuno sicuramente più in alto, allora.

    Non è facile per due "stranieri" che nemmeno conoscono la lingua, farsi spazio nell'Urbe.
    Nemmeno se avessero avuto una predicazione bomba.
    Figuriamoci nelle parrocchie "bene"...

    Troppo veloce la loro ascesa, dopo tutti i rifiuti romani.

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  10. Per la precisione Smgoretti non è parrocchia diretta di kiko ma di Franco voltaggio Che una volta morto ha ceduto all’architettopigliatutto . A roma “sotto” kiko sono solo le prime 4 martiri se non sbaglio più due a s Francesca due a s Luigi e una o due alla natività a via Gallia o giù di lì ora non ricordo esattamente . In Italia resta Ivrea e Scandicci- Firenze . Per esempio i miei entrarono nel 70 ovvero due anni dopo l’arrivo e le prime catechesi fresche fresche degli spagnoli ed i loro catechisti sono appunto tra quelli che haNNO ricevuto il pilotto direttamente dal pittoreartistamusicistaeccecc Ovvero solo due anni dopo (forse anche meno) già diffondevano senza alcun criterio ne formazione ne niente il verbo sacro dei due vagabondi iberici -robert-

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  11. Fai bene a puntualizzare, ma non è sono importanti le parrocchie ai fini del discorso.
    Il fatto è che una volta data la stura, le parrocchie li hanno accettati.
    Non tutte, certo, ma rispetto alla collezione di soli rifiuti che avevano inanellato con Torreggiani, un exploit di tutto rispetto.

    Dici una cosa interessante, che per esempio si evidenzia benissimo in queste puntate della RAI.
    Da quelle parrocchie sono state sguinzagliate persone a predicare, che per il senso neocatecumenale avrebbero dovuto essere considerate "ancora catecumeni", "non ancora chiesa".
    Quante volte l'ha ripetuto l'Arguello!

    Invece, pur di diffondere il "kikiano verbo", si è avvalso di chiunque, come dici tu, "senza alcun criterio né formazione".
    La predicazione affidata a ripetitori senza ragione né volontà propria: bastava infatti ripetere a memoria gli scritti kikiani e poi, se nasceva una comunità, improvvisarsi direttori spirituali.
    Che ci vuole?
    Chiunque l'avrebbe saputo fare!
    Come a scuola.

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    1. Nonostante i gravi problemi che l'affliggono, la scuola è ancora 1 po' più seria di così ..

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  12. Ho visto alcuni video di quelle trasmissioni dirette dal Gennarini padre. Ovviamente anche ae l'aggettivo "neocatecumenale" ricorre solo poche volte, è tutto neocatecumenale: le testimonianze con il solito linguaggio neocat., i canti, la veglia di Pasqua, l'agape, ecc. ecc. Quello che mi ha colpito molto negativamente è che ad un certo punto si vedono le immagini del figlio di Vittorio Bachelet, Giovanni Bachelet che ai funerali del padre, barbaramente ucciso dalle Brigate Rosse sui gradini della Facoltà di Scienze Politiche della Sapienza di Roma, ai funerali del padre, dicevo, esprime perdono per gli assassini del padre. E' l'unica scena, fra quelle che ho visto, in cui i canti non sono neocatecumenali. Associare al Movimento Neocatecumenale il nome di due persone dello spessore morale dei Bachelet padre e figlio, è una cosa così meschina e diabolica, come solo i demoni neocatecumenali peccatori incalliti, falsi, ipocriti, falsari potevano fare. Vergognatevi.

    Ricordo ancora l'espressione sconvolta di mio padre il giorno in cui assassinarono Vittorio Bachelet, che lui conosceva e stimava. Nessun neocatecumenale, NESSUNO, NESSUNO potrà mai essere nemmeno lontanamente all'altezza dei Bachelet. Andatevi a rintanare dalle fogne da cui siete usciti, figli di Satana! Con il vostro menestrello franchista fascista protettore di pedofili, spagnolo malvagio dei miei stivali.

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  13. Il Cammino è un "movimento", non un "itinerario"; e per giunta movimento di élite, non di popolo, di élite di quella ricca, annoiata, benestante, bramosa di esotismi, e maneggiona di soldi e di conoscenze VIP.

    Penso sempre a quei fratelli del Cammino pensionati minimi da cinquecento euro al mese, ai quali sgraffignare la "Decima" di 50 euro significa togliere loro una settimana di cibo e medicinali (poiché affitto e bollette sono spese incomprimibili). Penso sempre a quei genitori che fanno acrobazie per conservare la dignità e mandare i figli a scuola, e che si sentono dire che chi non paga la Decima non fa bene il Cammino, e che si vedono misurare il numero di presenze alle riunioni, e che si vedono obbligati alle costose "convivenze" e che vedono girare ripetutamente il sacco nero nero di ricatti morali: "fa' un'elemosina che ti faccia sanguinare il cuore altrimenti sei schiavo di mammona e in braccio al demonio"...

    E gli annoiati riccastri del Cammino, che da quella spremuta di tasche altrui estraggono ulteriori beni (come la macchina nuova regalata ai catechistoni), che si passano di padre in figli il comodo mestiere di "VIP neocatecumenale", vanno scrivendo nelle loro email: faremo girare la borsa, stavolta contiamo di insaccare mille euro...

    E tutto questo avviene abusando il tre volte santo nome di Nostro Signore, sostenuto da una dottrina squinternata e variabile ma sempre ambigua ed eretica, ed una carnevalesca e oscena liturgia che è una parodia di quella cristiana ed è intesa a celebrare Kiko anziché il Signore.

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    1. A un conoscente del Cammino che mi parlava delle sue attività frenetiche fatte di convivenze, viaggi, alberghi per lui e tutta la famiglia, oltre alle consistenti offerte per i bisogni del Cammino, chiesi come faceva con l'unico suo stipendio come entrata.
      Con fare misterioso mi rispose: "La provvidenza...". Più avanti capii che si riferiva ai soldi del suocero.
      Come la provvidenza che pensa ai bisogni terreni di Kiko (sigari cubani, viaggi in elicottero, aragoste...). Un provvidenza che in altri termini può essere chiamata Decima obbligatoria. O Obolo di Kiko.

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    2. Se c'è una cosa che non riesco a perdonare al Cammino è proprio l'inganno relativo ai soldi. Chiedono soldi a pensionati che non arrivano a fine mese, a famiglie numerose monoreddito (che rinunciano a comprare le scarpe al figlio o ad una pizza) per far fare la bella vita alle elite.

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  14. 30anni. Il sale della terra era una trasmissione "mitica" a quei tempi. Quando fu trasmessa noi che eravamo in cammino da pochissimi anni la seguimmo avidamente e con entusiasmo. In questi ultimi anni molte volte mi sono chiesto più volte cosa accadde in seguito a tutti gli esempi edificanti proposti, perché, constatato continuamente, nel Cammino i successi vengono sbandierati mentre i problemi e i fallimenti vengono taciuti. Sono quindi molto curioso.

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    1. Esattamente, non si fa mai menzione dei problemi, così un sacco di gente fa scelte anche importanti di vita credendo che facendo come loro non avrà mai problemi, poi si scopre che invece moltissimi hanno avuto tantissimi problemi anche seri, ma mai ne hanno parlato per il buon nome del cammino. Risultato, giusto per analizzare un solo ambito, so di innumerevoli coppie con anche moltissimi figli che si sono separate, anche dopo aver finito il cammino, alcune sono pure riuscita a farsi annullare il matrimonio. E possiamo a piacimento analizzare gli altri ambiti.

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  15. Ho finito, con grande fatica, di vedere la prima puntata. Rispetto alle testimonianze dei neocatecumenali, quelle di aderenti ad altri movimenti, Focolarini e CL, inserite a fatica perché evidentemente non si poteva farne a meno, hanno una profonda differenza, quella di riconoscere di aver incontrato il Signore anche fuori del movimento e prima di aderire ad esso.
    Naturalmente invece tutti i neocatecumenali ripetono fedelissimi la lezioncina, secondo la quale c'era una insanabile cesura fra il prima e il dopo. Si tratta del meccanismo ben conosciuto ed applicato dell'annullamento di ogni ricordo positivo nella vita e nell'esperienza prima dell'ingresso nella setta.
    E purtroppo ho dovuto ascoltare una madre dire di fronte ai figli ancora piccoli che per un problema di alcolismo del marito (professore universitario) che i bsmbini forse neppure potevano ricordare perché successo anni prima, non vedeva altra soluzione che la propria morte e quella dei figli, quindi l'omicidio e il suicidio. Come sempre, questi personaggi si fanno un vanto dei propri atti e pensieri, in questo caso criminali, di fronte a tutti, ma soprattutto di fronte ai figli.
    Tutto ciò, per vantare la ricetta salvifica del Cammino neocatecumenale.
    A me non fanno nessuna pietà, solo ribrezzo, anche dopo 37 anni. Che il Signore li perdoni.

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    1. @ Valentina

      Quella famiglia di cui tu parli, è quella che anche a me ha dato nell'occhio per la sua tristezza: padre triste e impaperato, probabilmente costretto a rendere un'esperienza così umiliante davanti ai figli piccoli, madre dura, triste e i poveri bambini, sentendo tutto quel macello, con delle facce disperate.

      Un conto sarebbe stato se, pure nel racconto dell'esperienza drammatica, avessero visto i propri genitori sorridenti e ora felici.
      Questo li avrebbe confortati, poveri ragazzi.

      Invece, nonostante si parli di "gioia", una famiglia dall'aspetto triste come quella non è per nulla attrattiva.

      Schizofrenia: si parla di gioia con la faccia triste, di nuova vita con piglio da funerale...

      Oppure si va agli antipodi, risate sciocche e senza senso, per ostentare felicità.

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    2. Libera: ho notato anche io come nel Cammino ci sono delle famiglie adatte agli spot, di solito quelle tra le più numerose e mantenute economicamente dal Cammino perché di personaggi importanti ai fini del Cammino.
      Nelle foto sono sempre tutti sorridenti, a parte, a volte, qualche figlio non più in fasce, ma ancora abbastanza piccolo, per stare al gioco, che guarda l'obiettivo di traverso.

      Poi ci sono le famiglie in cui si evidenzia la croce, ma lo si fa con una tristezza tale che diventa una contro testimonianza.
      Una tristezza che a volte può essere anch'essa essere ostentata, ma che, se è al "naturale", allora sì che si manifesta come un frutto genuino del Cammino!

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  16. Ci sono riuscito raga...
    3 Xanax da 0.25 mg + 1 olanzapina da 10 mg...
    A te Kiko dovevano darti degli oppiacei o una scarica col mitra x salvare l'umanità e Cristo...
    Adesso vediamo gli effetti nell'arco del tempo x sopportare il cammino sotto casa e x le vie della città...

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  17. @Anonimo 19:37
    "Se c'è una cosa che non riesco a perdonare al Cammino è proprio l'inganno relativo ai soldi."
    --------
    Io ancora di più dei soldi, l'inganno relativo agli affetti.

    Attirano le persone sole, ancora giovani, che sono alla ricerca di un senso nella vita e che vorrebbero costruire una famiglia o cmnq trovare 1 propria realizzazione ma che non ci erano ancora riusciti per problemi di autostima, disaccordi in famiglia, difficoltà a relazionarsi con gli altri ecc. .. le invogliano a partecipare facendo credere che lì possano trovare fratelli e sorelle e persone come "guida" che ti consigliano per il tuo bene ed invece .. è per il tuo male!
    Ti consigliano di allontanarti (anziché aiutare ad appianare i disaccordi) dalla famiglia di origine, quasi a "sostituirla" con la "comunità", poi "combinano" incontri, ti inducono a fare un matrimonio sbagliato e poi, quando comunque una vorrebbe restare fedele a quel matrimonio (perché è 1 promessa davanti a Dio) ma non più al Cammino perché lo trova nocivo, allora inducono la separazione ..

    Si approfittano delle debolezze delle persone manovrandole per i propri scopi di guadagno economico e di prestigio (chiamiamolo così, anche se è tale solo dentro la setta o dentro la politica e gli affari della Chiesa locale) .. e di queste persone che si trovano tutto il futuro compromesso, la vita rovinata .. non importa niente a nessuno, a nessun prete, a nessun vescovo, a nessun Papa ..

    Era meglio se quelle sere che ho partecipato alle "catechesi" (?!) IN CHIESA , mi fossi invece data all'alcool .. forse ora sarei già completamente disintossicata e senza danni permanenti come invece ho.

    Perdonare chi?
    Il CN è 1 entità astratta che distrugge vite concrete.
    Chissà, forse anche i preti che al CN sono avvinghiati in redditizio amplesso .. sono solo ologrammi .. visto che si comportano come non fosse colpa loro l'esistenza di questa entità ..

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  18. Il CN è come vivere in una festa che dura per sempre.
    Sembra tutto bello, tutto semplice, tutto facile, tutto divertente e senza rinunciare a nulla, senza fare sacrifici.
    Si mangia, si beve, si ride, si scherza, si va insieme in tanti posti.
    Sembra tutto ok.
    Non ci sono divieti e rinunce ridicole.
    Si fanno nuove amicizie e non ci si preoccupa di niente, compresi i soldi, anche i soldi,almeno all'inizio del cammino, non sono importanti, l'importante è ascoltare, ascoltare ed ancora ascoltare.
    Sembra un mondo perfetto.
    Tutti bravi, buoni e disponibili.
    Un mondo dove tutto è possibile.
    Un sogno ad occhi aperti, senza incubi e risvegli angoscianti.
    Davvero un mondo idilliaco.
    Fatto su misura per te dove tutti ti vogliono bene.
    Qualcosa che ti scalda l'anima e ti rende migliore.
    Finché dura è bellissimo, poi lentamente, molto lentamente cambia tutto.
    Ma questa è un'altra storia che tu non vuoi conoscere ed io non ho voglia di raccontare.

    LUCA

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    1. Luca, ti abbraccio forte, in queste poche parole c'è un mondo, che conosco anch'io, una sofferenza, un disilludersi, uno smarrimento...

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