lunedì 1 giugno 2020

KIKO HA FATTO GHOSTING! (lo sport preferito dei neocatecumenali)


Che sollievo per l'anima! È sembrato di vivere un sogno!
Fino alla recente lettera inviata ai suoi per la Pentecoste. Occasione in cui, però, ha fatto solo capolino dalla tana "in forma cartacea".
Non poteva certo "Mostrare il suo volto" solo "per amore dei miei fratelli e per amore dei miei amici...", figurarsi!

Mentre il fantasma kikiano un'apparizione l'ha fatta per commemorare il Centenario della nascita di Papa Giovanni Paolo II, Santo. E poteva mai mancare proprio lui, il Number One? Salvo poi che, al posto di commemorare il Papa Santo, ha commemorato solo se stesso; poiché solo di se stesso gli riesce di parlare, da quel grande, incurabile narcisista che è!
Egli, come sempre, ha fatto uno strazio di sproloquio auto celebrativo, inascoltabile:

Noi siamo
Noi siamo
Io Sono
Io Sono
Il Papa Santo lo ha detto
Lo ha detto...

I vertici neocatecumenali si sono premurati di diffonderne tra gli adepti e sulla rete internet (altamente invisa, tranne che non torni utile per farsi quel po' di pubblicità che mai guasta!) la versione integrale - che TV 2000 si è ben guardata dal mandare in onda - non pensando affatto a quanto Kiko riesca a rendersi ridicolo in ogni occasione con le sue fole agli occhi dei suoi stessi fans e di come metta a rischio, ogni volta di più, quel pizzico di credibilità che gli rimane!

  Kiko il santone - gran santo! - 
circondato dai suoi amuleti.

Il latitante Kiko per l'occasione è stato ripreso nel suo bunker e dalle immagini appare proprio ridotto a un vecchio arnese con impressi tutti i segni della lunga vita disordinata vissuta in mezzo a privilegi davvero singolari e a tutti quegli agi che lunghi anni di indefesso impegno per l'"evangelizzazione" gli hanno assicurato.
Un senso di squallore assale al vederlo lì seduto. Carmen col ciuffo estasiata alla sua destra in gigantografia; dietro uno dei pannelli tra i più orridi di quelli da lui dipinti, com'è ovvio, popolato delle solite figure inquietanti; crocifisso sogliola al muro e, alla sua sinistra, uno dei suoi arcangeli con buco in faccia.
Un santone o mago circondato di amuleti e simboli che lo contraddistinguono; occhio destro semichiuso, quello sinistro un poco più aperto.


Dicevamo:


Sì, perché per i suoi Kiko è letteralmente scomparso.
In questi mesi di isolamento e dopo la sua fuga precipitosa non ha sentito alcun bisogno di raggiungerli con un video messaggio a loro - amati figlioli - direttamente indirizzato per rassicurarli, per illuminarli sul senso della storia, come un padre amoroso avrebbe fatto, o per dar loro una "parola profetica". Niente di niente! 

E in tanti si sono chiesti "ma Kiko come sta, dove sta, cosa fa?"


Ancora una volta ci illumina Uomo Libero!!!

KIKO HA FATTO GHOSTING!



GHOSTING?



Davvero non avevo la più pallida idea di cosa fosse.

Sono andata a vedere.

E ho scoperto alcune cosine interessanti.


Letteralmente significa:

"rendersi un fantasma per l'altro" ossia sparire, dissolversi, diventare nebbia improvvisamente.

Proprio come ha fatto Kiko, sparendo dalla scena con la sua fuga tempestiva a Madrid nel pieno del contagio. Non dando più notizie di sè, nè rivolgendo un messaggio ai suoi adoratori e cultori per rincuorarli o almeno per rassicurarli sulle sue condizioni di salute. Zero.



Come chi sparisce così in un rapporto di coppia, ha fatto Kiko che ha reso i suoi adepti completamente dipendenti da lui come un amante geloso, per poi privarli della sua presenza senza una spiegazione, senza un preavviso, senza un addio o un arrivederci.
Paf! Dissolto nel nulla.



Ho leggiucchiato un poco su questo GHOSTING, soffermandomi su un interessante capitoletto intitolato "20 segnali premonitori".

Accidenti! Alcuni di questi punti sono compatibili con Kiko e anche con Carmen in modo sorprendente e facilmente verificabile da chi, come me, li ha personalmente conosciuti... i due campioni di umanità!



Mi piace ricopiare di seguito questi punti, con qualche breve considerazione.


  1. La sua storia personale, rivela che ha pochissime amicizie di lunga data.
  2. Lo percepisci periodicamente distante e distaccato, senza alcun motivo apparente.
  3. Ha la tendenza a idealizzare e poi a svalutare le persone. Lo noti perché magari un giorno osanna una determinata persona e dopo un breve periodo, nella stessa misura, può arrivare a disprezzarlo.
  4. Non avete amici in comune.
  5. L’hai conosciuto in modo anonimo, magari come avviene con gli incontri online.
  6. E’ riluttante a presentarti ai suoi amici o parenti.
  7. Ha uno stile di attaccamento evitante.
  8. Riconosci in lui/lei una modalità passiva-aggressiva.
  9. Ti ha riservato più volte il trattamento del silenzio.
  10. Mancanza di empatia.
  11. Ti riferisce di aver dato un taglio netto al passato o di aver fatto “tabula rasa”.
  12. Usa o approfitta degli altri.
  13. Mostra immaturità emotiva nei rapporti (anche tra colleghi o amici).
  14. E’ incline a mentire.
  15. Ti invia messaggi contraddittori.
  16. Non lo percepisci coerente e/o costante nella relazione.
  17. Teme il confronto diretto.
  18. Riconosci in lui/lei tratti narcisistici. Per approfondire: tipi e sottotipi di narcisismo.
  19. Non mostra rispetto per gli altri, per valutarla a 360°, non vedere solo come si pone con te ma anche come si comporta con gli altri, finanche col cameriere!
  20. E’ recidivo, in passato è “scomparso” spegnendo il cellulare per più giorni senza preavviso, perché “sotto pressione”, stressato/a o per “motivi personali”.


Mentre ringraziamo Uomo Libero: libero, simpaticissimo, lapidario coi suoi mini spot altamente istruttivi... basta approfondire un poco. 



  • 
Al punto 2.
Lo percepisci periodicamente distante e distaccato, senza alcun motivo apparente.


Verissimo. 
Inspiegabilmente un bel giorno ti salutano con insolita affabilità  - parlo sempre di entrambi gli iniziatori dei miei stivali, Francisco Jose' Gòmez Arguello Wirtz e Marìa del Carmen Hernández Barrera - che si sono fatti un nome sotto il cielo - con un sorriso compiacente che ti manda in solluchero e la volta dopo, altrettanto inspiegabilmente, ti passano accanto ignorandoti del tutto, come non esistessi o fossi uno degli ulivi di Porto San Giorgio.


  • 
Al punto 3.
Ha la tendenza a idealizzare e poi a svalutare le persone. Lo noti perché magari un giorno osanna una determinata persona e dopo un breve periodo, nella stessa misura, può arrivare a disprezzarlo.



Accentuazione del punto 2 e suo compimento.


Carmen in azione mentre il Papa cerca di svincolarsi
Questa cosa è calzantissima soprattutto a Carmen Hernandez defunta. Questo il suo stile tipico in tutte le relazioni. Kiko in questo genere di folli strategie restava defilato, facendosi però influenzare fortemente dalle funeste intemperanze della sua capricciosa compagna, che una volta andava a braccetto con uno/a cercando continuamente la sua vicinanza e un'altra (molto spesso repentinamente e comunque nell'arco di un breve lasso di tempo) lo/a respingeva via da sè (e non solo in senso figurato!) condannandolo/a all'emarginazione o esponendolo/a in pubblico a continue mortificazioni. Il pubblico ludibrio, poi, affondava le sue radici proprio in quelle confidenze furbescamente estorte nei momenti di prossimità benignamente concessi come segno di singolare predilezione! Cosa che suscitava in tutti gli altri, che erano ignorati, una penosa invidia.


  • 

Al punto 7.
Ha uno stile di attaccamento evitante.



Molto carina questa! Davvero.


  • 

Ai punti 8 9 10 (qui di seguito)

Riconosci in lui/lei una modalità passiva-aggressiva.

Ti ha riservato più volte il trattamento del silenzio.

Mancanza di empatia.



Non necessitano ulteriori spiegazioni.


  • 

Al punto 12.
Usa o approfitta degli altri.



No comment: il nostro Blog è pieno di esempi, casistiche, testimonianze con annessi e connessi.


  • 
Al punto 13.
Mostra immaturità emotiva nei rapporti...



Sì, decisamente questo è un loro problema evidente.


  • 

Dal punto 14 al punto 17 (un solo pacchetto)

E’ incline a mentire.

Ti invia messaggi contraddittori.

Non lo percepisci coerente e/o costante nella relazione.

Teme il confronto diretto.



Bella fotografia... a colori!
Si tratta di tattiche già note.


  • 

Punto 18

Riconosci in lui/lei tratti narcisistici. 



Di nuovo, basta sfogliare il Blog! E ascoltare il Papa che recentemente torna spesso sul tema, peccato che non unisca il nome!


  • 
Chiudiamo in bellezza col punto 19 
Non mostra rispetto per gli altri, per valutarla a 360°, non vedere solo come si pone con te ma anche come si comporta con gli altri, finanche col cameriere!

Ottima chiusa. Dopo resta solo il silenzio!


... non vedere solo come si pone con te ma anche come si comporta con gli altri, finanche col cameriere!...

... e ne ha avuti anche di maggiordomi! Agratis anche loro ovviamente, come tutto il resto!

Il GHOSTING, non stentiamo a concludere, è lo sport preferito e più praticato nel cammino. 

Kiko può essere orgoglioso dei suoi discepoli che hanno dimostrato di "essere più del maestro!".
Ne hanno fatto esperienza in tanti, specie fidanzati  mollati ex abrupto da neocat. convinte che non potevano transigere, per kikiana disposizione, sul fatto che il promesso sposo non si piegasse ad entrare anche lui in comunità. Ne fanno esperienza concreta tutti i fuoriusciti o cacciati. I cari fratellini di comunità rapidissimamente scompaiono tutti, relegando gli indegni reietti nella damnatio memoriae.

                    

21 commenti:

  1. Uomo Libero!!!1 giugno 2020 08:49

    SE GHOSTING FOSSE SPORT OLIMPICO, I KIKOS VINCEREBBERO LA MEDAGLIA D'ORO, PER POI METTERLA NEL SACCO NERO..

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    1. I fratelli del Cammino non dovrebbero farsi illusioni.

      Kiko non crede nella vita eterna, anzitutto perché per crederci bisogna credere in numerose verità di fede che contraddicono le dottrine eretiche kikiste-carmeniste.

      Chi non crede nella vita eterna, è terrorizzato dall'idea di poter morire, perché è convinto di avere a disposizione solo questa vita terrena, perciò misura la propria realizzazione in base al successo terreno. Chi invece crede nella vita eterna, sa che anche il Buon Ladrone si salvò (e con l'enorme onore di essere canonizzato da Nostro Signore personalmente), e pertanto valuterà la propria vita solo nella misura in cui ha vissuto la propria fede nella speranza della salvezza eterna. (Questo è anche il motivo per cui il cattolico non è ossessionato dai propri peccati, ed anzi sa bene che basta una confessione ben fatta per voltare pagina)

      Fra parentesi facciamo notare che chi è terrorizzato dall'idea di poter morire agisce generalmente in due modi: o scappa di fronte ad ogni pericolo - come il coniglio Kiko che di fronte alla pandemia in Italia fugge rapidissimo a Madrid e si ritrova ugualmente circondato dalla pandemia - oppure tenta di "esorcizzare" la propria paura di morire compiendo gesti rischiosi per la propria vita (come se volessero dire "se sopravvivo, significa che ho sconfitto la morte": come i giovinastri che fanno cose spericolate sulla moto, come i temerari che si lanciavano contro le truppe nemiche senza alcuna pianificazione, ecc.); pur avendo profetizzato che sarebbe morto martire dell'islam non appena il Cammino avesse convertito il centesimo musulmano, Kiko ha sempre avuto paura della morte, anche se ne straparla sempre nelle sue omelie e nei suoi canti. Kiko parla della morte degli altri, e se proprio nomina la morte sua, sta in realtà tentando di "esorcizzare" le proprie paure oppure di esalare paroloni a effetto.

      Ovviamente a Madrid, con la morte in giro, Kiko cosa fa? Si blinda in casa e non accende neppure la webcam per "catechizzare" i suoi adepti. Non sia mai che il virus della pandemia arrivi in qualche download senza antivirus. E comunque gli adepti avrebbero visto benissimo che l'ultraottantenne Kiko era vivo sì ma morto di paura, cosa che avrebbe drammaticamente influito sulla raccolta dei soldi e sulle "alzate" e sull'ubbidienza ai cosiddetti "catechisti".

      I fratelli delle comunità son passati da «l'altro è Cristo!» a «l'altro è un fantasma!»

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    2. p.s.: non mi auguro la morte di Kiko.

      Kiko fa tanti di quei danni al Cammino ogni volta che parla, che gli auguro lunga vita: sarà divertente vedere come lui stesso provvederà ad affossare il Cammino, col verghiano "roba mia viéntene con me!"

      O magari abbia tempo sufficiente affinché qualcuna delle sue perfidie venga presa in considerazione da qualche tribunale (civile o ecclesiastico) poco propenso a farsi corrompere.

      Non credo che un bello spavento sia sufficiente a raddrizzare un pochino una vita passata insegnando eresie e compiendo ingiustizie.

      Leggevo tempo fa che si vociferava che Martin Lutero in punto di morte si sarebbe convertito e pentito. Se fosse stato così, il protestantesimo non avrebbe portato alla dannazione tante anime lungo tanti secoli. Inoltre le cronache del tempo parlano di una pessima morte, di cui vi risparmio i dettagli.

      Piaccia o non piaccia, Kiko è candidato all'inferno a far compagnia al suo "maestro" Lutero. Non sono io a spedire Kiko all'inferno, è lui con i suoi insegnamenti ad essersi prenotato il posto. Se anche per assurdo Kiko si fosse sinceramente pentito di tutti i peccati personali, il fatto che ancora non rinnega le eresie e lo sfascio liturgico è più che sufficiente a confermargli quella prenotazione.
      p.s.: non mi auguro la morte di Kiko.

      Kiko fa tanti di quei danni al Cammino ogni volta che parla, che gli auguro lunga vita: sarà divertente vedere come lui stesso provvederà ad affossare il Cammino, col verghiano "roba mia viéntene con me!"

      O magari abbia tempo sufficiente affinché qualcuna delle sue perfidie venga presa in considerazione da qualche tribunale (civile o ecclesiastico) poco propenso a farsi corrompere.

      Non credo che un bello spavento sia sufficiente a raddrizzare un pochino una vita passata insegnando eresie e compiendo ingiustizie.

      Leggevo tempo fa che si vociferava che Martin Lutero in punto di morte si sarebbe convertito e pentito. Se fosse stato così, il protestantesimo non avrebbe portato alla dannazione tante anime lungo tanti secoli. Inoltre le cronache del tempo parlano di una pessima morte, di cui vi risparmio i dettagli.

      Piaccia o non piaccia, Kiko è candidato all'inferno a far compagnia al suo "maestro" Lutero. Non sono io a spedire Kiko all'inferno, è lui con i suoi insegnamenti ad essersi prenotato il posto. Se anche per assurdo Kiko si fosse sinceramente pentito di tutti i peccati personali, il fatto che ancora non rinnega le eresie e lo sfascio liturgico è più che sufficiente a confermargli quella prenotazione.
      p.s.: non mi auguro la morte di Kiko.

      Kiko fa tanti di quei danni al Cammino ogni volta che parla, che gli auguro lunga vita: sarà divertente vedere come lui stesso provvederà ad affossare il Cammino, col verghiano "roba mia viéntene con me!"

      O magari abbia tempo sufficiente affinché qualcuna delle sue perfidie venga presa in considerazione da qualche tribunale (civile o ecclesiastico) poco propenso a farsi corrompere.

      Non credo che un bello spavento sia sufficiente a raddrizzare un pochino una vita passata insegnando eresie e compiendo ingiustizie.

      Leggevo tempo fa che si vociferava che Martin Lutero in punto di morte si sarebbe convertito e pentito. Se fosse stato così, il protestantesimo non avrebbe portato alla dannazione tante anime lungo tanti secoli. Inoltre le cronache del tempo parlano di una pessima morte, di cui vi risparmio i dettagli.

      Piaccia o non piaccia, Kiko è candidato all'inferno a far compagnia al suo "maestro" Lutero. Non sono io a spedire Kiko all'inferno, è lui con i suoi insegnamenti ad essersi prenotato il posto. Se anche per assurdo Kiko si fosse sinceramente pentito di tutti i peccati personali, il fatto che ancora non rinnega le eresie e lo sfascio liturgico è più che sufficiente a confermargli quella prenotazione.

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  2. In passato gli iniziatori del Cammino non erano così presenti e, direi, presenzialisti. Poteva capitare ad un neocatecumenale di non partecipare mai a incontri con Kiko e Carmen: oltre al fatto che non c'erano i social e internet era usata da pochi, c'era proprio la consegna del segreto su tutto ciò che non arrivava tramite "tradizione orale" dai catechisti.
    Inoltre il Cammino Neocatecumenale, fedele alla propria ostinata convinzione di NON essere un movimento, si vantava di non fare ciò che fanno invece i movimenti, cioè le "adunate oceaniche".
    Dagli anni '80 in poi, con le GMG, il Cammino Neocatecumenale ha cominciato a comportarsi esattamente come un movimento, facendo i "pellegrinaggi", estendendo gli Hunger Games con gli invii due a due, organizzando gli incontri vocazionali, facendo i tour delle sinfonie kikiane.
    Il "modo in cui si attua l'iniziazione cristiana" in parrocchia, come vorrebbero spacciare di essere, non dovrebbe avere bisogno di raduni, manifestazioni, adunate; soprattutto non dovrebbe prevedere i coretti "Kiko-Kiko", i pellegrinaggi alla sua casa natale e altri escamotage fatti per accrescere il culto della personalità dei fondatori e che con il battesimo, la parrocchia, l'iniziazione cristiana non c'entrano assolutamente.
    Quindi, con gli anni il Cammino neocatecumenale ha assunto sempre più le caratteristiche di un movimento che non sopravvive se non si muove, appunto, se non crea occasioni di incontro e di aggregazione, se non si fa pubblicità sui media ed è presente attivamente nei social.
    Quindi, con la attuale esposizione mediatica del Cammino, il ghosting non si può proprio fare: infatti Kiko si fa vedere in TV. Però "in casa", proprio dove il "buon padre" avrebbe dovuto essere ancor più presente, si registra la sua scomparsa.
    È evidente che ormai ciò che assorbe le sue energie non è ciò che dovrebbe essere il "core business" del Cammino, cioè l'iniziazione cristiana, ma il successo del suo marchio di fabbrica nell'ambito del movimentismo cattolico.
    E siccome ha accentrato tutto su di sé, non ce la fa, non ce la può fare.

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  3. Ottimo articolo, originale e interessante, scaturito dalla curiosità di approfondire la parola GHOSTING.

    Interessante anche il commento di Tripudio, che mette in relazione la fuga di Kiko con la paura della morte e la mancanza di fede nella vita eterna.
    In effetti Kiko non parla mai di vita eterna, ma sempre di salvezza, legata però a questa vita.
    Le testimonianze dei camminanti mettono sempre in relazione la salvezza al loro cambiamento di vita e al loro sentirsi realizzati in questa vita, e fin qui tutto bene, ma non fanno MAI qualche riferimento alla salvezza dell'anima.

    L'impressione che si ha leggendo l'articolo, impressione accentuata dalla fantastica ed esilarante foto di "Kiko il santone -il gran santo- circondato dai suoi amuleti", è che i camminanti abbiano seguito, senza saperlo, due pazzi.
    Pazzi lucidi, ma folli autentici. Questa almeno è l'impressione che ho avuto.

    Due folli che da soli sarebbero stati solo due istrioni ma che, insieme, non hanno sommato la loro follia, ma l'hanno fatta REAGIRE. Tanto che, come in una reazione chimica, si è prodotta una nube di follia. E, come in una reazione di fissione nucleare, è sorto un fungo di super follia. Cioè il Cammino.

    Ma la cosa più sconcertante non è tanto quella dei camminanti al seguito di Kiko e Carmen come i runner seguaci di Forrest Gump, ma sono quei Pastori che, spesso super prudenti al limite del razionalismo e capaci di spaccare il pelo riguardo, ad esempio, ai pericoli della fede popolare, che sono rimasti imbambolati di fronte al Cammino come i selvaggi di fronte agli specchietti e ai ninnoli dei conquistadores (spagnoli pure loro).

    A volte mi chiedo chi me lo fa fare a fare quello che dovrebbero fare i Pastori, visto che non sono un Pastore né ho alcuna ambizione di sostituirli e, anzi, visto che preferisco evitare i problemi invece di andarmeli a cercare.
    Ma se un padre di famiglia è scappato ai tropici con l'amate, i figli maggiori dovranno pur cercare di supplire. Senza rivendicarne il titolo.

    In fondo ogni battezzato ha un ruolo anche profetico, da cui non si può fuggire.
    Io non voglio fare il Pastore, ma tutti siamo chiamati ad essere sentinelle.

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  4. Ti ringrazio, gentilissimo Tripudio, per il richiamo immaginifico che mi hai permesso con la metafora verghiana che hai usato appropriatamente. Mi hai richiamato alla memoria con efficacia la figura di Mastro Don Gesualdo che, alla fine della vita, guardando alla vuoto che la sua morte avrebbe lasciato per la mancanza di eredi, armato di bastone e livido di rabbia, si mise a distruggere l'opera delle sue mani creata in una vita di lotte e sacrifici. Magnifica l'interpretazione di Enrico Maria Salerno.
    Ecco, io penso e voglio sperare che il Nostro spagnolo attraversi, a compimento della sua vita, il giusto passaggio in questo crogiolo di rabbia e di delusione così violento che gli possa servire da momento purgante prima di giungere alla contrizione e al pentimento e alla redenzione finale. Percorso che auguro, in fondo, anche per me che dovrò rispondere dei miei peccati.
    Grazie.
    Ringrazio anche Pax e il giornalista estensori dell'argomentazione: invidio la vostra capacità di analisi, io non mi capacito nemmeno di aprire i nastri e i documenti che ancora, senza motivo, continuo a conservare.
    M.i.B.

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    1. E.C. "vergana" non "verghiana". Scusate il refuso
      M.i.B.

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  5. @ Porto

    Hai detto bene: una reazione chimica di pura follia spirituale.

    Allora come mai la Chiesa l'ha permessa?
    Di certo perché ha subito l'inganno dei primi tempi, quando si vedevano prima i frutti che l'eresia. La mela di Eva.
    Eva fu ingannata dal fatto che si trattava di "un frutto", nemmeno sappiamo se era una mela, un pomo.
    Anche se era stata avvisata, come tutti, specialmente i cristiani sono avvisati su cosa è bene "non mangiare", fu ingannata dal FRUTTO. Si accorsero dopo, Adamo ed Eva, della vera essenza di quel frutto, dalle conseguenze.

    Quindi poi, perché la Chiesa ha continuato a tenerseli all'interno come un bubbone mai inciso?
    Si torna alla casella numero 1.
    Perché avevano protezione e facevano comodo a più di uno, fin dall'inizio. E non solo quanto a soldi e conoscenze altolocate, ma proprio quanto alla dottrina, molto simile alla statua di Lutero infiltrata recentemente in Vaticano.

    Questo io penso, perché ci si può anche non accorgere di una malattia al suo presentarsi, se pure già esistono dei sintomi, ma poi quand'è conclamata va curata.

    Come mai il peggiore dei Movimenti apparsi post Concilio è anche quello che ha avuto più "fortuna", che è riuscito a superare ostacoli insormontabili, vagli probatori, fino ad ottenere riconoscimenti burocratici ufficiali?

    Come mai non si è mai intervenuti per stroncare l'albero dal frutto avvelenato?

    Ormai è più difficile, l'esercito nemico ha già fatto tante conquiste ed occupato molti presidi, mettendo molte bandierine sui territori di "conquista", ma è sempre possibile.

    Magari a qualcuno che conta fa comodo ancora, come allora, che questo ramo secco ancora stia attaccato alla pianta.
    Però verrà anche il giorno della potatura.

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  6. Hai ragione Valentina: il Cammino vuole, come dice il proverbio, la botte piena e la moglie ubriaca.
    Vuole, cioè, tutti i vantaggi pratici di un movimento senza essere considerato tale.
    Vuole l'approvazione, ma non gli statuti che ne delimitano l'azione, in modo che l'approvazione significhi: CARTA BIANCA.
    E di fatto i camminanti parlano di approvazione in continuazione ma disubbidiscono agli stessi statuti ogni sabato sera, come se gli statuti non esistessero o, meglio, come se degli statuti esistesse unicamente il timbro dell'approvazione.

    Dici che è "evidente che ormai ciò che assorbe le sue energie non è ciò che dovrebbe essere il "core business" del Cammino, cioè l'iniziazione cristiana, ma il successo del suo marchio di fabbrica nell'ambito del movimentismo cattolico".
    Ormai è costretto a giocare in difesa cercando di salvare il salvabile, almeno fino alla sua morte.

    RispondiElimina
  7. Chiedo scusa, nel mio commento precedente mi volevo riferire a

    Pietro (NON del Cammino)

    Ho sbagliato nick

    RispondiElimina
  8. Libera:
    ho parlato di reazione tra la follia di Kiko e quella di Carmen pensando a Stanlio e Ollio: da soli due buoni comici, ma insieme il risultato non è stato quello di una somma di talenti, ma molto di più.
    Purtroppo Kiko e Carmen hanno vissuto nel medesimo tempo e nel medesimo luogo e si sono incontrati...

    Sono stati "bravi", ma nulla avrebbero potuto se a guardia della fede ci fossero stati dei Pastori capaci di fare la "guardia".
    Non mi voglio accanire, sarebbe irrispettoso e anche antipatico, oltre che ingiusto. Ma sicuramente c'è stato del lassismo riguardo alla sana dottrina.
    Eppure basta leggere san Paolo: è così insistente riguardo alla sana dottrina che certi Vescovi di oggi penso lo giudichino come un fissato.

    Il fatto è che la dottrina è importante semplicemente perché è, con i sacramenti, il canale in cui scorre la GRAZIA.
    Tutto l'opposto, perciò, delle motivazioni dei formalisti.
    Che poi ci sia il pericolo del formalismo non toglie che la sana dottrina è in relazione diretta con la grazia.
    Non a caso i lassisti sono quelli che, oltre a ridurre le esigenze della dottrina, riducono la portata della grazia.
    O non ne parlano, o, se ne parlano, la trattano come un dono ovvio, quasi naturale.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. @ Pietro NdC

      Anche io ho apprezzato i tuoi commenti. Oggi sei particolarmente ispirato, ho pensato, mentre ridevo di cuore. Un poco di buonumore fa senza dubbio bene e ci vuole per riuscire a sopportare di dover ancora parlare di loro, anche solo pensarli e discettare ancora di queste penose faccende. Sorge spontanea la domanda che anche tu ti poni: ma chi me lo fa fare? Soprattutto in relazione alla inedia dei Pastori. Tu almeno nel cammino non hai vissuto, io ci ho trascorso 30 anni, come altri qui. Non certo uno scherzo. Un fardello bello pesante. Non ho la risposta completa al fatto del chi me lo fa fare, in realtà. Ma tant'è ti ringrazio per l'aiuto della tua ironia.

      Mi è venuta voglia di fare un post di quanto hai scritto e penso proprio che lo farò.
      Un aiuto per la marcia faticosa... nel deserto. Non solo per me.

      Pax

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  9. Grazie Tripudio per aver messo nuovamente il link della lettera.
    Ma solo io ho avuto la sensazione che non sia stata scritta da Kiko? Stesso stile del "maestro", ma non scritta da lui. Anche la firma non è quella di Kiko.

    Frilù

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    1. Riflettevo anche io su questa cosa. È una sensazione che si ripropone ogni volta che si legge Kiko negli ultimi tempi. Credo anche che sia pigrizia la sua. Se va al leggio e lo ascoltiamo negli interventi più recenti è chiaro che stancamente ripete sempre le stesse cose. Non scorre in lui "acqua viva". La fonte è inaridita e magari tacesse! Ma invece attinge a quel poco di acqua putrida e stagnante che è rimasta a sua disposizione e dato che, sempre negli ultimi tempi, le scempiaggini che sparge al vento sono sempre più eclatanti e pericolose penso che lo hanno sottoposto a revisione, prima di diffondere i vari mamotreti tra i catechisti. Visto che, non dovrebbe succedere, ma poi puntualmente vanno a finire in internet e sono dolori ogni volta. Nonostante questo le corbellerie che gli escono così spontanee rimangono a bizzeffe comunque, essendo veramente troppe. Questo quando predica in pubblica assemblea. Quando invece, come ultimamente è costretto a fare, anche perché non si è offerto ai suoi neanche per misericordia in video conferenza, comunica tramite lettera, essendo pigro e indolente e non ricevendo alcuna spinta interiore dettata dall'amore per le sue pecore, le lettere volentieri se le fa scrivere. A stento le legge o dà loro una guardata. Forse detta qualcosa e poi aggiunge...fate voi!
      Questo ci darebbe una riprova del fatto che come ragiona lui ragionano anche i suoi, che sia padre Mario o Ezechiele Pasotti o qualche altro deformato neocatecumenale della sua cerchia ristretta. Te li raccomando tutti. Abbiamo sentito infatti recentemente il campione di Rino Rossi che in quanto a cavolate che spara non ha nulla da invidiare a Kiko pur essendo più giovane abbastanza.
      Per la firma non so. Potevano fotocopiarla da vecchie lettere. Credo sia la mano malferma per la vecchiaia che avanza anche per lui.

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  10. E per la serie Lussuosi Gadget del Buon Kikolatra ecco a voi il Copribibbia Kikiano in Argento.

    Roba da kikolatri ricchi e famosi.
    Se chiedete il prezzo, significa che non potete permettervelo.

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    1. E visto che oggi fate festa a scuola, vi invitiamo a seguire l'ultima lezione di don Ariel riguardo al sentimentalismo emotivo.

      Ora, don Ariel se la prende -giustamente- coi preti che esalano sospiri e sentimentalismi, ma è evidente che la riduzione sentimentalistica-sospirante della fede è diffusissima anche in molti ambienti ecclesiali (un paio di casi notevoli: il Cammino, Rinnovamento), dove tutto quel blaterare "la mia esperienza", "ma io sento che", "questa cosa mi colpiva molto", "questa Parola mi ha ispirato", "cosa ti sta dicendo il Signore con questo?", ecc., ricade molto facilmente in quella categoria - la categoria dell'assenza di sapienza.

      Scoprirete così tre aspetti della sapienza - la sapienza della fede, la sapienza della mente, la sapienza del cuore - che nulla hanno a che spartire con la melassa misericordiosa tipo "ma il Signore perdona sempre" (che è un'affermazione da completare: il Signore perdona chi si pente, non è un perdonismo automatico; e il pentirsi richiede un moto del cuore, non bastano le formulette di circostanza; e la sua infinita misericordia non significa che si possa approfittarne dicendo «l'uomo non può non peccare»).

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  11. Mi riferiscono una battuta simpatica a proposito dell'interpretazione della Bibbia.

    Domanda: «in America, come si chiama l'ascensore?»

    Risposta 1: "elevator".

    Risposta 2: "premendo l'apposito tasto".

    Tutte le lingue hanno parole ambigue e con diversi significati. Per esempio: "ciclista", come afferma persino la Treccani, significa anche "meccanico che ripara le biciclette".

    Ora, Nostro Signore ha inviato il Paràclito agli apostoli, costituendo così la Chiesa (nel senso di "i vescovi uniti a Pietro") anche come interprete autentico e definitivo delle Scritture.

    L'interpretazione garantita dall'assistenza divina è assolutamente necessaria perché si possono prendere cantonate pazzesche. Mi viene in mente tutta l'eretica "teologia" kikiana-karmeniana riguardo a "chi non odia suo padre e sua madre", che degenera subito nell'obbligo di andare alla convivenza a costo di lasciare senza assistenza la cognata malata, a costo di perdersi il funerale dei genitori (quando in realtà "lascia che i morti seppelliscano i loro morti" riguarda solo una morte spirituale, un obbligo mondano, che rallenterebbe o impedirebbe un donarsi a Cristo), ecc.

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  12. Ringrazio Tripudio e M.i.b per avermi " richiamato alla memoria con efficacia la figura di Mastro Don Gesualdo che, alla fine della vita, guardando al vuoto che la sua morte avrebbe lasciato per la mancanza di eredi, armato di bastone e livido di rabbia, si mise a distruggere l'opera delle sue mani creata in una vita di lotte e sacrifici."

    Penso che Kiko stia lavorando alacremente a distruggere quel po' di credibilità che è rimasta al suo cammino neocatecumenale.

    Ancora qualche anno e forse raggiungerà l'obbiettivo di sopravvivere alla scomparsa della sua "creatura".

    Quello che mi preoccupa è che qualcuno dei suoi possa accorgersi di questa cosa ed intervenga a fermare la distruzione del CN.

    Non posso fare a meno di vedere un parallelo tra il CN è Scientology.

    L.Ron Hubbard e Kiko Arguello hanno in comune la stessa lucida follia, lo stesso carisma maligno nel convincere le persone, la stessa fanfaronaggine e lo stesso delirio di onnipotenza.

    Ma nel caso di L.Ron Hubbard, le cose più brutte sono avvenute dopo la sua morte, cioè con la presa del potere di David Miscage.

    Miscage di è rivelato molto peggio di Hubbard, più spietato, più fanatico, più determinato, più avido e totalmente privo di scrupoli.

    Quindi lunga vita a Kiko Arguello, che possa regalarci la distruzione completa ed irreversibile della sua "creatura".

    LUCA

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  13. Scusate, una precisazione: non è mastro don Gesualdo che fa quella fine. È Mazzano’ nella novella “La roba” sempre di Verga. Vorrei fornire un’informazione che ho avuto da più fonti nc doc, magari ad altri nota: le celebrazioni eucaristiche del periodo di Pasqua, per i “bianco vestiti” sono avvenute dalle abitazioni dei celebranti, non dalle cappelle o dalle chiese, quindi dalle stanze di casa , per precisa richiesta di Kiko nella lettera firmata dalla segretaria del centro neocatecumenale. E con collegamento su zoom con canti e munizioni e preghiere e risonanze dalle case dei collegati. Ma si può fare.? Anonimo che ben sa

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    1. Sì, questo risulta anche a me.
      Patetici e ridicoli. Arrivano le 19:00, indossano la veste bianca e vanno davanti alla web-camera. Immagino solo la faccia dei figli, specie i più piccoli, a vedere simili pagliacciate interpretate dai genitori dementi. Lo scopo è solo uno, di Kiko intendo, CHE. MAI DIMENTICHINO CHE HANNO RICEVUTO IL MARCHIO DEL 666.

      Pax

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  14. Grazie, anonimo che ben sa, la mia imprecisione è inescusabile. Il tema è lo stesso ma le novelle sono diverse. Grazie
    M.i.B.

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